Per vivisezione, o sperimentazione "in vivo", si intende qualsiasi esperimento eseguito su animali. Non tutti gli esperimenti prevedono la dissezione dal vivo, ma sono ugualmente cruenti ed invasivi nei confronti degli animali, per questo, ed anche per ragioni giuridiche, il termine vivisezione è usato come sinonimo del più generico "sperimentazione animale". 

Ogni anno, solo in Italia, più di
900.000 animali (G.U. n. 279 del 30-11-2001), circa 3.000 al giorno, vengono utilizzati sia nella ricerca di base che applicata. I test a cui vengono sottoposti sono spesso richiesti da leggi antiquate e forniscono risultati inapplicabili all'uomo e di conseguenza, oltre ad essere inutili, hanno di frequente frenato l'impiego di sostanze e tecniche valide, così come hanno causato molti danni, dai meno gravi e diffusi ai peggiori. Le stesse prove vengono ripetute successivamente, con altre forme e tempi, sul destinatario ultimo: l'uomo. Questo avviene dopo i risultati aleatori ottenuti su animali e frequentemente senza fornire alle persone che subiscono la sperimentazione una corretta ed approfondita informazione sui possibili rischi e benefici.

La ricerca biomedica è largamente basata sull'utilizzo di animali, con risultati che i media presentano come preliminari a grandi progressi medici. Sono invece fin troppo reali le conseguenze dannose, e spesso disastrose, prodotte sulla salute collettiva dal fatto di fondare su fragili e ambigue anomalie animale-uomo l'iter di sviluppo dei farmaci e la valutazione di rischio di sostanze potenzialmente tossiche.

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L'antivivisezionismo come esperienza politica 

La critica su base scientifica della vivisezione è stata rilanciata poco meno di trent'anni fa in tutto il mondo dall'opera di Hans Ruesch che è stato tra le più influenti guide di un movimento che lotta per l'abolizione di questa pratica fuorviante e crudele.

In questo libro-intervista Ruesch racconta la storia appassionante della sua trasformazione da romanziere di successo in critico della medicina e dello strapotere delle multinazionali del farmaco, ricostruisce episodi di ostruzionismo dei media e persecuzioni giudiziarie subite da lui e da altri attivisti in vari paesi. Descrive la dinamica del movimento antivivisezionista internazionale, insidiato sia da debolezze interne sia da tentativi di infiltrazione. 

Scimmia durante un crash-test per valutare gli effetti di uno scontro in automobile.

Una zampa di questo cane e' stata schiacciata a colpi di martello per indurre uno stato di stress psicologico. Non e' stato somministrato nessun anestetico e la ferita non e' stata curata. (Copyright Brian Gunn / IAAPEA)
Foto tratta da: "Entering the Gates of Hell", IAAPEA. (Epoca: anni '80)

E' stato praticato un foro nella testa della scimmia e vi e' stata inserita una cannula attraverso la quale introdurre ed estrarre sostanze dal cervello. Questi esperimenti possono durare mesi. (Copyright Brian Gunn / IAAPEA)
Foto tratta da: Entering the Gates of Hell, IAAPEA (Epoca: anni '80)

Esperimento sul cervello di un gatto immobilizzato in un apparecchio di contenzione.
Foto tratta da: Annual Pictorial Review della Scottish Society for the Prevention of Vivisection (Epoca: anni '50 - primi anni '70)

Esperimento sull'inalazione di fumo di sigaretta in cani Beagle. (UK) 
Foto tratta da: Annual Pictorial Review della Scottish Society for the Prevention of Vivisection. (Epoca: anni '50 - primi anni '70) 

Coniglio durante un esperimento chirurgico (Universita' del Messico, 1982). (Copyright Brian Gunn / IAAPEA).
Foto tratta da: Entering the Gates of Hell, IAAPEA.

Esperimento sugli occhi di un gatto.

Esperimento su ratto per determinare il momento della morte. (Ungheria)
Foto tratta da: Annual Pictorial Review della Scottish Society for the Prevention of Vivisection (Epoca: anni '50 - primi anni '70)

Uno dei 32 cani ai quali e' stata indotta sperimentalmente la cirrosi epatica. (Universita' di Porto Rico).
Foto tratta da: Annual Pictorial Review della Scottish Society for the Prevention of Vivisection. (Epoca: anni '50 - primi anni '70)

La scimmietta "Britches" liberata nel 1985 dai laboratori dell'università della California (Riverside, USA) dall'Animal Liberation Front (ALF).

Nell'ambito di esperimenti sulla vista a questa scimmia erano state cucite le palpebre e innestato sulla testa un dispositivo sonar che avrebbe dovuto sostituire gli occhi.
Foto provenienti dalla associazione americana P.E.T.A. (Epoca: anni '80-'90)

Esperimento sulla malattia del sonno trasmesso dalla mosca tse-tse: sulle orecchie del coniglio sono fissate gabbie contenenti mosche tse tse che si nutrono del sangue dell'animale. (Langford, Somerset, UK)
Foto tratta da: Annual Pictorial Review della Scottish Society for the Prevention of Vivisection. (Epoca: anni '50 - primi anni '70)

Questo cane e' stato utilizzato in esperimenti sulle conseguenze delle gravi ustioni presso il Shriner's Hospital, Cincinnati, USA Foto proveniente dalla associazione americana P.E.T.A. (Epoca: anni '80-'90)

Gli elettrodi impiantati nel cervello di questo gatto stanno producendo una infezione. Foto tratta da: Beyond the laboratory Door, Animal Welfare Institute, 1985, USA. (Epoca: anni '70-'80)

Scimmia che sta morendo di tumore indotto artificialmente. (U.S. Atomic Energy Commission).
Foto tratta da: Annual Pictorial Review della Scottish Society for the Prevention of Vivisection. (Epoca: anni '50 - primi anni '70)

Immagini tratte da un filmato della P.E.T.A. che dimostra come la Iams (nota marca di cibo per animali) utilizzi test molto cruenti. Per maggiori informazioni 

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