SE DESIDERI ESSERE D'AIUTO AGLI ALTRI CON VANTAGGIO LORO E SENZA DANNO PER TE, OSSERVA CHE QUESTI PRINCIPI TI GUIDINO NEL TUO SERVIZIO.

G.S. Arundale

Che la tua più grande gioia stia nel seguire il sentiero del servizio. 

Che tu sappia di essere soltanto l’agente di qualche forza più grande di te, la quale manda attraverso te il potere del servizio. 

Che tu veda negli altri la stessa divina natura da te posseduta. 

Ricordati che qualunque cosa tu possa dire o pensare di un altro, è probabilmente già stato detto o pensato da altri di te.

Quando tu vieni offeso in qualche modo, ricorda che chi offende un altro soffre più dell’offeso.

Non permettere che la forza del tuo affetto per un altro disturbi la tua bilancia o la sua.

Il tuo servizio deve fortificare, non indebolire.

Non essere geloso del più grande potere di servizio di un altro, piuttosto sii contento che esista un potere più grande per aiutare quelli che la tua debole forza può essere incapace di raggiungere.

Quando dai non attendere che il ricevente prenda il dono per sé solo. Rallegrati quando il dono che ha dato a quegli la felicità, rende felice anche un altro.

Quando stai aiutando un altro, cerca di essere in quel momento l’ideale da cui hai attinto il tuo potere di servire. Così raggiungerai il tuo ideale e nello stesso tempo aiuterai in modo più sicuro.

Non devi cercare i frutti del tuo servizio né sentirti infelice quando nessuna parola di gratitudine viene da chi tu aiuti. E’ lo spirito che tu servi e non il corpo e tu puoi sempre vedere la gratitudine dello spirito sebbene le labbra restino silenziose.

Non cercare mai l’affetto di quelli che ami. Se il tuo amore per essi è sincero, presto o tardi entrerà nei loro cuori e sarà corrisposto; se è soltanto passeggero, meglio che essi sfuggano il dolore di qualche giorno, conoscendo che il tuo amore se ne è andato.

Ricorda che nessuno può servire sinceramente se non ha cominciato a guadagnare il controllo sopra se stesso.

Il miglior servizio è quello che rende il fardello più leggero, non quello che lo toglie.

Tu servirai meglio il prossimo quando lo accetterai come espressione dei tuoi stessi ideali.

Attraverso ciò che c’è di meglio in lui sta ogni migliore via del servizio dell’uomo. Ci sono tante strade del servizio come ci sono popoli nel mondo bisognosi di essere aiutati.

Il tempo per il servizio è ogni momento del giorno, basta il pensiero: non può sempre esserci l’occasione per una azione gentile ma c’è sempre l’occasione per un atteggiamento gentile.

Meno una persona pensa a se stessa e più realmente presta attenzione al suo miglioramento. Ogni piccolo atto del servizio ritorna a chi lo fa nella forma di un accresciuto potere di servire.

Se una persona rifiuta il modo in cui vuoi servirla, cerca di trovare un’altra forma di servizio. Il tuo desiderio è di servirla, non di dettarle il modo con il quale essa deve essere aiutata.

Non essere troppo timido ad offrire il tuo aiuto a chiunque sia nel bisogno, sia che tu lo conosca o No. Il suo bisogno te lo rende fratello; la tua timidezza è una forma di orgoglio che priva lui di un soccorritore nel momento del suo bisogno.

Non dire a te stesso: io ho dato molto aiuto agli altri, oggi. Piuttosto cerca di vedere se non avresti potuto dare di più e pensa come realmente hai fatto poco per diminuire la miseria ed il disagio del mondo.

Quelli che sono i migliori seguaci dei più grandi capi sono i migliori capi per coloro che conoscono meno, perché nessuno può comandare saviamente se non imparò ad obbedire.

La migliore via per indurre una persona a prendere una buona decisione è che la segua tu stesso.

Dà agli altri tanto credito per le buone intenzioni quanto ne vorresti fosse conferito a te.

Nessuno è offeso finché riceve il colpo dell’insulto, mentre lo è nel suo intimo perché un insulto è il prodotto della più bassa natura e non può toccare chi sta più in alto.

Quando pensi d’essere migliore degli altri perché stai imparando a servire e quelli apparentemente no, in quel momento cessi di servire.

Il vero servizio consiste nel dividere la tua vita con un altro e non nel metterti al di fuori di lui, direttamente o indirettamente come un esempio inestimabile.

E’ meglio agire prima e parlare poi anziché parlare prima e agire dopo ma in genere è meglio di tutto agire e poi tacere.

La capacità di una persona a ben servire può essere giudicata solamente dal modo con cui essa conduce la sua vita intima, non dai libri che ha scelto, né dalla stima di cui gode, né dalle sue pubbliche parole e dai suoi pubblici atti. Non sono le grandi azioni pubbliche che fanno grande un uomo, bensì i piccoli atti quotidiani di abnegazione che spesso nessuno avverte.

Colui che vorrà servire l’Assoluto deve essere preparato a dare tutto ciò che ha per amore del privilegio di servire.

Una persona può chiedere il tuo servizio in molti modi ma tu la servirai meglio dandole ciò di cui abbisogna e non quello che può desiderare, sebbene essa possa aver noia della forma che prende il tuo servizio. Cerca soltanto di mettere il tuo servizio in una forma che lo renda accettabile.

Non è vero servizio dare a qualcuno l’aiuto che spetta ad un altro. Molti desiderano servire ma non ricercano il modo giusto sicché finiscono col trascurare quelli che ne hanno più bisogno per quelli che ne hanno meno.

Tanto migliore è l’opera, tanto migliore è il giorno. Non c’è nessuno al mondo che non abbisogni di qualcosa e nessuno al mondo che non possa dare qualcosa.

Quando tu stai tentando di servire qualcuno, non impazientirti della sua debolezza. La sua debolezza ti dà il privilegio di servirlo, perché se egli non avesse nessuna debolezza, non abbisognerebbe di nessun servizio.

Come non c’è dolore che non contenga la promessa di una futura gioia, così non c’è debolezza che un giorno non sbocci in qualche nobile qualità.

Quando stai aiutando qualcuno, cerca di ricordare che la forza nella sua debolezza diventerà, attraverso il tuo aiuto, la forza di una futura qualità: tu non puoi cambiare la forza, ma devi cercare di cambiarne la forma e la direzione.

Un piccolo aiuto dato realmente nei limiti dei tuoi mezzi attuali, ha maggior valore che stare a pensare quanto meglio saresti capace di servire se i tuoi mezzi fossero maggiori.

Tu puoi aiutare un altro spiegando con il tuo carattere le qualità di cui egli manca.

Il mezzo di provare il valore del tuo servizio giornaliero agli altri è di osservare se tu giorno per giorno diventi più calmo, più pago, più felice e più tollerante.

Il mondo chiede a te il tuo massimo servizio, non il massimo in senso assoluto. Quando tu fai tutto quello che puoi, fai tutto quello che devi.

Non permettere mai che il rifiuto di una persona alla tua offerta di servizio sia un pretesto per rifiutare qualche aiuto ulteriore. Chi rifiuta gli atti del servizio finisce con l’abbisognarne di più.

Sta attento a non rifiutare un affettuoso servizio offerto spontaneamente, perché c’è tanto servizio nel riceverlo quanto nel compierlo.

Una volta che tu hai servito il più saviamente e cordialmente che puoi, non essere ansioso del risultato, perché la purezza del tuo servizio ritorna in benedizione a colui che serve e circonda di benedizioni la persona servita.

L’ideale ricompensa del servizio è un potere accresciuto di amare e perciò di servire.

Una persona che non è veramente felice non può veramente servire.

Un servizio affettuosamente reso, anche se risulta malaccorto, non può a lungo andare nuocere alla persona che cercasti di aiutare. La forza dell’amore la proteggerà dal danno della tua inavvedutezza.

Perdonare veramente un altro consiste nell’affettuoso ed ardente sforzo di aiutarlo a criticare in futuro la debolezza per la quale il perdono è stato richiesto.

Qualche volta ma non spesso, può essere nostro dovere giudicare gli altri: è sempre nostro dovere aiutarli.

Se tu desideri provare il tuo progresso spirituale, cerca di vedere se trascuri meno di prima l’occasione di servire.

Quando critichi la forma di servizio di un altro, tu forse dimentichi che egli sta aiutando quello che la tua forma di servizio non può raggiungere.

Non temere di proclamare l’origine della tua ispirazione a servire, perché la conoscenza della fonte della tua stessa felicità è una delle più belle offerte che tu possa dare al mondo.

Ogni affettuoso servizio che tu rendi ad un altro è un angelo guardiano che tu hai creato perché gli stia vicino a incoraggiarlo e proteggerlo. Maggior amore tu poni nel servizio, più vita tu dai all’angelo custode e più a lungo egli vivrà incoraggiandolo e proteggendolo.

Non credere che servano solo quegli atti di servizio che sono visti con gli occhi fisici. Alcuni dei più grandi atti di servizio sono quelli che nessuno vede.

Se rimandi a domani un atto di servizio, puoi aver perduto un’opportunità di servire, perché quest’atto può non essere necessario domani e non è stato fatto oggi.

Uno degli atti più negletti del servizio è quello di porre deliberata attenzione ad ogni persona che viene a visitarti. Metà dell’atto di servizio è compiuto quando tu abbia ascoltato con interesse che cosa quella persona aveva da dire.

Quando soffri, cerca di ricordare che stai acquistando, sebbene forse con difficoltà, un aumentato potere di simpatizzare con le sofferenze altrui, perché quando tu sei passato attraverso un particolare dolore puoi finalmente, dall’intensità della pena che hai sofferto, intendere meglio la pena che un tale dolore ha dato ad un altro.

Ci sono due aspetti dell’unità che quelli che vorranno servire devono capire: l’aspetto della pena e l’aspetto della gioia. Il primo insegna una comune lotta che tutti devono condividere, mentre l’altro proclama un comune fine verso il quale tutti sono diretti.

Il giudizio del mondo sopra i tuoi atti di servizio, importa infinitamente meno del giudizio del tuo cuore.

Molti sono volonterosi ed abili nel servire in certi ambienti. Quanti sono volonterosi e capaci di servire ovunque?

Come bei fiori si trovano in luoghi aridi, così è servizio più bello quello che è reso in tempi e luoghi di grandissimo bisogno.

Come spesso una piccola fiamma brilla splendidamente nelle tenebre circostanti, così un piccolo atto di servizio brilla chiaramente in mezzo ad una cerchia di egoismo.

Più ciò che ti circonda è brutto, più grande è il bisogno di renderlo bello con gli atti del servizio.

Se tu sei incapace di scoprire le occasioni per il servizio dove ti trovi attualmente, sarai incapace di scoprirli nel luogo dove ti piacerebbe essere.

E’ molto miserabile e solo in questo mondo chi, ricevendo molti atti di servizio, non ne offre in ricambio.

Servizio nel mondo fisico è azione, nel mondo delle emozioni, simpatia, nel mondo mentale, intelligenza.

La luce della vostra giornata si fonda tanto sopra la lucentezza di un atto di servizio quanto sopra lo splendore del sole.

La migliore chiave con la quale di buon mattino potere aprire la porta della felicità per il giorno, è qualche piccolo atto di servizio compiuto presto e affettuosamente.

Il servizio è simile alla misericordia due volte benedetta: benedice colui che dà e colui che riceve.

La conoscenza del tuo Io interiore è ottenuta attraverso il servizio del tuo Io esteriore.

Il servizio è l’espressione di una qualità in armonia con il tuo dovere verso quelli che ti circondano. Per esempio, per i più vecchi di voi in saggezza la più vera espressione dell’amore è reverenza, mentre per quelli che conoscono meno è protezione.

Per qualcuno il servizio è condizionato all’ammirazione e all’applauso di quelli che lo circondano: per altri dipende solamente dal bisogno di quelli che lo circondano.

Proprio come ci sono gli amici del bel tempo, così ci sono i servi del bel tempo. Guarda nel tuo cuore, per quanto possa giudicare, sino a che punto è disinteressato il tuo desiderio di servire.

C’è qualche volta difficoltà a stabilire se l’uomo che non ha amici abbisogni della nostra amicizia più di quello che ha molti amici. Se egli non può farsi degli amici, a maggior ragione noi dovremmo diventarlo per lui.

Quelli che pensano di dover essere trattati meglio degli altri sono in genere proprio quelli che devono trattare meglio gli altri.

Uno dei più veri segni di puro affetto è essere capaci di chiedere un favore ad un amico senza essere frainteso.

Dio registra tutti gli atti di servizio, gli uomini solamente quelli che possono capire e che approvano.

Gli atti di servizio di molta gente hanno la loro origine nell’educazione, i nostri devono avere la loro origine nell’amore.

Il grido del bisogno è sofferenza, il grido del servizio è amore.

Mentre correggi il fallo di un altro immagina di averlo commesso tu stesso.

Non parlare degli altri come tu non vorresti parlare ad essi.

La sola conoscenza che ha valore è quella che ti conduce più vicino al tuo fratello.

Tu non sai più degli altri, a meno che tu non ami e non serva più degli altri.

Quelli che realmente sanno, non possono essere orgogliosi della propria conoscenza, perché essi sanno che sono ignoranti.

Se tu sei superiore in autorità agli altri, ricorda che mentre la tua posizione può guadagnarti la loro adulazione, soltanto le tue qualità conquisteranno il loro amore.

Quando sei in mezzo a stranieri, pensa in qual modo puoi guadagnare la loro benevolenza piuttosto che al modo di impressionarli con la considerazione della tua importanza.

Il culto di Dio sta nel servirsi delle sue parole.

Se tu sei capace di riconoscere i tuoi falli, il mondo riconoscerà con gioia le tue virtù.

Se tu cominci a sentire orgoglio per la tua influenza, esamina quanto è dovuto alla tua posizione e quanto al tuo carattere. Ogni persona in una certa posizione di potere ha una influenza di un certo genere.

Sii molto attento a non favorire persone a scapito del dovere.

Vera devozione è quella che serve, non quella che obbliga.

E’ meglio cominciare con l’adattare te stesso al tuo lavoro, piuttosto che lagnarti che il lavoro non si adatta a te.

La vera meditazione consta di un accresciuto potere a servire e di un diminuito assorbimento nel nostro stesso progresso personale.

Quelli che esprimono scontento per il modo nel quale i loro servizi sono riconosciuti, non hanno ancora imparato che cosa realmente è il vero servizio.

Sii sollecito nel vedere che i tuoi atti di servizio sorpassano le tue promesse.

Non è vero atto di servizio il compimento di ciò che ti impedisce di adempiere il dovere.

In tempi di difficoltà la silenziosa simpatia è in genere più valevole dell’ignorante attività.

Quelli che sentono che non ci sono servizi per essi da compiere, spesso dimenticano l’esistenza degli animali e delle piante.

Quelli che non hanno tempo per rendere servizio in qualche maniera, trovano poi tempo abbondante per riceverli.

Uno dei più rari atti di servizio è trattenersi dal giudicare una persona senza averla udita.

I nostri mali ci aiutano a capire che gli atti del servizio esistono tanto nell’attitudine mentale quanto nell’attività del corpo.

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THICH NHATH HANH: 14 PRECETTI 

1. Non adorerò ciecamente e non mi vincolerò a nessuna dottrina, credenza o ideologia, compreso il buddismo. Considero ogni sistema di pensiero una guida lungo la via, e non ritengo nessuno di essi la verità assoluta. 

2. Non penserò che la conoscenza che attualmente possiedo sia la verità assoluta e immutabile. Eviterò di avere una mente ristretta, limitata alle mie opinioni attuali. Praticherò il non attaccamento alle credenze per rimanere aperto al punto di vista degli altri. La verità si trova nella vita, non nelle nozioni intellettuali. Mi manterrò sempre disponibile a imparare dalla vita, osservando costantemente la realtà in me stesso e nel mondo. 

3. Non costringerò con alcun mezzo altre persone, compresi i bambini, ad adottare le mie credenze, ne' con l'autorità', ne' con la minaccia, il denaro, la propaganda e nemmeno con l'educazione. Invece, attraverso il dialogo compassionevole, aiuterò gli altri ad abbandonare il fanatismo e la chiusura mentale. 

4. Non eviterò il contatto con la sofferenza, non chiuderò gli occhi davanti al dolore. Non perderò mai la consapevolezza stare vicino a tutti quelli che soffrono, con ogni mezzo: contatti personali, visite, immagini, suoni. Così risveglierò me stesso e gli altri alla realtà della sofferenza nel mondo. 

5. Non accumulerò ricchezza mentre milioni di persone soffrono la fame. Non porrò come scopo della mia vita la fama, il profitto, le ricchezze o il piacere dei sensi. Vivrò in modo semplice, condividendo il mio tempo, la mia energia e le mie risorse materiali con coloro che ne hanno davvero bisogno. 

6. Non alimenterò rabbia e odio. Non appena rabbia e odio insorgeranno, praticherò la meditazione sulla compassione allo scopo di comprendere profondamente la persona che ne è stata occasione. Mi eserciterò a guardare gli altri esseri con gli occhi della compassione. 

7. Non mi disperderò nella distrazione e nei molteplici stimoli esterni. Praticherò l'attenzione cosciente al respiro allo scopo di ricomporre la mente, di sviluppare la consapevolezza, la concentrazione e la comprensione. 

8. Non proferirò parole che possano creare discordia e causare fratture nella comunità. Farò tutto il possibile per riconciliare e risolvere i conflitti, anche il più piccolo. 

9. Non dirò parole non veritiere per interesse personale ne' per impressionare gli altri. Non proferirò parole che causino divisione e odio. Non diffonderò notizie di cui non ho io stesso certezza. Non criticherò e non condannerò fatti non accertati. Parlerò sempre in modo veritiero e costruttivo. Avrò il coraggio di pronunciarmi apertamente in tutti i casi di ingiustizia, anche quando ciò possa minacciare la mia sicurezza personale. 

10. Non userò la comunità per mio personale vantaggio o profitto, e non cercherò di trasformarla in un partito politico. In quanto membro di una comunità religiosa, prenderò comunque una ferma posizione contro l'oppressione e l'ingiustizia, e mi sforzerò di cambiare la situazione senza cadere in conflitti di parte. 

11. Non eserciterò una professione dannosa agli uomini o alla natura. Non investirò denaro in attività economiche che privino altri esseri delle risorse vitali. Sceglierò un lavoro in armonia con la realizzazione del mio ideale di compassione. 

12. Non ucciderò e non permetterò ad altri di uccidere. Mi adoprerò con ogni mezzo per proteggere la vita e prevenire la guerra. 

13. Non mi approprierò quello che di diritto appartiene agli altri. Rispetterò la proprietà altrui, ma mi batterò perché nessuno si arricchisca provocando sofferenza agli uomini e agli esseri viventi. 

14. Non maltratterò il mio corpo, ma lo tratterò con rispetto, senza considerarlo un semplice strumento. Conserverò le energie vitali (del sesso, del respiro e dello spirito) per la realizzazione della via. Mi asterrò dalla sessualità disgiunta dall'amore e dal reciproco impegno. Considererò i rapporti sessuali in relazione alla sofferenza che potrebbero provocare. Rispetterò la libertà e gli impegni assunti dagli altri, per preservarne la felicità. Sarò pienamente consapevole della responsabilità di mettere al mondo nuove vite, e mediterò sul mondo in cui intendo far nascere nuovi esseri.

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