Ho estrapolato dal file tutto il testo al suo interno, spero di non aver tralasciato nulla, in  ogni caso potete scaricare il file originale qui. Ovviamente in ciò che leggerete, come i tanti altri articoli presenti nel mio sito.. non voglio garantirne nessuna veridicità, in quanto ognuno ha una propria testa e cervello e può in base alla propria ricerca valutare e distinguere quali informazioni siano reali e quali meno, sebbene oggi come oggi è un'impresa assai ardua..

_______________________________

Nota di Roberto Morini > Ora, nel riportare le teorie di Hoagland, ho tradotto letteralmente quanto sostenuto dallo scienziato, ma ero più che convinto che fosse abbastanza palese che col termine "congiunzione" risultasse chiara ed evidente l'azione congiunta, cioè sinergica, che i due pianeti Giove-Saturno esercitano a livello gravitazionale e non un aspetto astrologico che nulla ha a che vedere con l'argomento. Vi prego portanto di volere cortesemente inserire questa precisazione a beneficio dei Vs lettori e... anche per buona pace mia.

ASPETTANDO IL 2012

di Roberto Morini

Whaiting 2012

Molti si, chiedono cosa accadrà il 21 dicembre 2012. A tutti ho sempre ripetuto che la data indicata nel famoso calendario Maya segna la fine di una sommatoria di eventi (astronomici - ciclici) e non l'inizio, come erroneamente ritiene la maggior parte delle persone. 

È interessante notare che lo "scienziato di frontiera" Richard Hoagland e il suo team hanno scritto un recente articolo sulla fisica iper dimensionale che dimostra l'importanza iper dimensionale, appunto, della congiunzione Giove-Saturno in questo sistema armonico integrato. In questo caso, mostra che il potere della congiunzione Giove-Saturno sorpassa il potere emesso dal ciclo solare standard di 11 anni. Questo è stato misurato studiando il livello relativo di interferenza radio causato dai picchi del ciclo delle macchie solari e quindi comparandolo al livello di interferenza causato dalle congiunzioni Giove-Saturno. 

Quindi, anche se il Calendario Maya usato da Cotterell è chiaramente al lavoro, abbiamo ancora bisogno di guardare Giove e Saturno per osservare gli "ingranaggi" di questo ciclo. Si pone in evidenza, perciò, che l'approccio della congiunzione Giove-Saturno possa causare forti cambiamenti in anticipo. 

Il 27 dicembre 2008 riassunsi, nella tabella che immagino abbiate stampato, tutte le risultanze degli studi da me computi sull'argomento fino ad allora, coprendo un lasso di tempo previsionale dal 9 luglio 2009 al 31 dicembre 2013. Oggi (mentre sto predisponendo queste pagine è dicembre 2009), a distanza di quasi un anno, con questo nuovo lavoro intendo sviscerare le dinamiche di una tipologia d'eventi, inclusi nella tabella riassuntiva, fra i piú determinanti, che sicuramente segneranno il nostro futuro ... se il destino ci permetterà di sperimentarlo ora. 

Nel fare ciò non ho la minima pretesa che i miei studi, le mie considerazioni e le dinamiche concorrenti qui espresse siano presi in seria considerazione, né che qualcuno creda a quanto sto esponendo. 

D'altra parte, a sostegno delle mie tesi ho solo 35 anni di studi e comparazioni e un manipolo di studiosi scienziati indipendenti che, anch'essi a loro richio e pericolo epongono le loro conclusioni al di là delle censure governative. La scienza ufficiale (come per certi versi è comprensibile che sia laddove non si voglia creare panico, ergo caos e disordini) non aiuta certamente. Tuttavia chiunque voglia comporre il puzzle e trarre delle conclusioni molto realistiche, ha a disposizione tutto il materiale necessario. Non serve un QI da 150 o superiore, basta un poco di buon senso e logica conditi da un paziente copia e incolla e... il quadro è completo, per quanto sconcertante possa sembrarci. 

L'unica cosa che ci ferma dal poter accettare la verità (una qualunque verità), è la limitatezza della nostra immaginazione e il nostro desiderio disperato di mantenere le nostre "convinzioni", che spesso sono una serie di pregiudizi. In fondo, si tratta solo di partire formulando una concezione di base sul destino della nostra civiltà e, se volete avere successo, dovrete spegnere la vociante e contraddittoria schiera dei manipolatori convenzionali, che hanno tutto l'interesse che continuiamo a restare ignoranti. 

Sfoderiamo quindi il nostro coraggio e, in ogni caso, rammentiamo sempre le parole del caro Duncan M. Roads che mi permetterò d'inserire in ogni fondo pagina. 

Cambiamenti Climatici 

In tutto il mondo scienziati in numero sempre più crescente stanno vagliando i dati ed esprimendo il proprio dissenso dalla “opinione condivisa” dell’IPCC dell’ONU che il riscaldamento globale sia provocato dalle attività umane. 

È quanto emerso dal Convegno Internazionale sui Cambiamenti climatici tenutosi a New York City il 2-4 marzo 2008, durante il quale un centinaio di oratori, composto da un team di scienziati di fama internazionale, hanno presentato i loro resoconti a una platea di oltre cinquecento convenuti. 

Il convegno si è svolto pochi mesi dopo la pubblicazione di un eclatante Rapporto di Minoranza del Senato USA, che annovera oltre quattrocento eminenti scienziati, i quali hanno recentemente contestato le asserzioni relative al riscaldamento globale dovuto a cause antropiche, quale causa principale. 

Dello stesso avviso anche il Prof. Mojib Latif, uno fra i più eminenti esperti di modelli climatici al mondo, in forza al tedesco Leibniz Institute e uno degli estensori del Comitato intergovernativo sul Cambiamento Climatico dell'ONU. Su un articolo pubblicato sul "The Calgary Herald" lo stesso precisa, fra l'altro, che l'Atlantico e, in particolare l'Atlantico settentrionale, ha subito un processo di raffreddamento e, a quanto risulta, continuerà a seguire tale tendenza per almeno altri dieci, o venti, anni (nda: significativo che la corrente termoalina, o corrente del golfo, sta rallentando). 

D’altra parte, da alcune delle “Notizie in Breve” riportate a fianco di questa pagina, risulta abbastanza evidente che il riscaldamento interessa l’intero Sistema Solare, nonché pianeti distanti anche 190 anni luce dalla Terra (vedasi pianeta Hd8606b - osservazione degli astronomi dell'Università della California pubblicata su Nature in gennaio 2008: "Per la prima volta è stato osservato in diretta l'aumento esponenziale della temperatura atmosferica di un pianeta, in 6 ore da 500 a 1200 gradi"). 

Altrettanto evidenti risultano le manovre della “Industria del CO2”: la Banca Mondiale, ha interessi costituiti nel "commercio" dell'anidride carbonica, la stessa che vanta trascorsi particolarmente spaventosi quanto a finanziamenti per la deforestazione e progetti di controllo delle emissioni di CO2. Le agenzie governative intascano maggiori introiti fiscali; le Nazioni Unite ottengono una marea di entrate; le compagnie assicurative riscuotono premi più elevati; i procuratori inventano un maggior numero di azioni legali; le borse ricavano una nuova fonte di provvigioni e competenze; le corporazioni ottengono ulteriori sovvenzioni; vari attivisti, accademici, politici, consulenti professionali e organizzazioni no-profit del settore ambientalista acquisiscono una nuova fonte di finanziamenti e influenze che sparigliano le carte. Un rapporto del 2007 esaminava in che modo i sostenitori del riscaldamento globale provocato da attività umane godono, quanto a finanziamenti, di un monumentale vantaggio rispetto agli scienziati scettici. 

Le imprese di piccole e medie dimensioni sono così distrutte e/o accorpate, in quanto non possono permettersi di uniformarsi alle nuove norme, mentre le famiglie di ogni dove pagano costi punitivi per energia, acqua e terreno. 

L’attuale allarme sul cambiamento climatico è uno strumento di controllo sociale, un pretesto per fare ulteriori affari, nonché una battaglia politica (il vertice - 7/18 dicembre 2009 - che si sta tenendo a Copenhagen in questi giorni ne è la conferma); non è arrivato sulla scena attraverso canali scientifici, ma in forma di ideologia, il ché è inquietante (Prof. Delgado Domingos). 

D’altra parte, imporre una riduzione drastica dei gas serra, ergo dell’uso di materie prime quali: petrolio e carbone, il cui sfruttamento intensivo ipoteca il futuro del pianeta, significa potere disporre di detti beni più a lungo, mettendoli a disposizione di un più ristretto numero di utilizzatori. 

Il riscaldamento globale (altra cosa sono l'inquinamento e i danni alla salute che provoca, che debbono essere trattati separatamente), come già avvenuto in passato, è nel 95-97% di origine astronomica. È ciclico, di breve durata e si manifesta nei periodi interglaciali (non superiori al 5-10% di un’era glaciale completa di 650.000 anni). 

Da notare che la nozione di riscaldamento globale contrasta con le antecedenti teorie prospettate negli ultimi trentacinque anni. Corroborato dai riscontri di una tendenza al raffreddamento negli schemi atmosferici, un rapporto della CIA risalente al 1973 traeva la conclusione che: "si sta verificando un cambiamento climatico globale e non ritorneremo tanto presto ai parametri del recente passato". Di pari avviso il Pentagono il quale, in un rapporto pubblicato nel 2004, evidenziava la preoccupazione espressa negli ultimi trent'anni circa un imminente raffreddamento. Il rapporto insisteva su: "una significativa diminuzione della capacità umana di fare fronte all'ambiente terrestre". 

Secondo una tabella indicante, in base ai profili dell'isotopo dell'ossigeno, fluttuazioni di temperatura per un periodo di tre milioni di anni, il Prof. R.A. Muller evidenziava problematiche incongruenze rispetto la teoria di Milankovitch. Secondo il grafico, infatti, negli ultimi 650.000 anni l'era glaciale era dominata dal solo ciclo glaciale di 100.000 anni; i due precedenti milioni di anni presentavano uno schema ciclico di 41.000 anni, mentre tre milioni di anni fa non vi furono affatto cicli di ere glaciali. I ripidi picchi del grafico non solo illustrano quanto rapidamente possano concludersi le ere glaciali, ma anche quanto rapidamente possano iniziare. Il Prof. Muller avverte: "Questi dati dovrebbero mettervi in apprensione ..[...] la prossima era glaciale è in procinto di piombarci addosso". (fonte: R.A. Muller e G.J. MacDonald - "Ice Ages and Astronomical Causes" - UK, 2000) 

Il grafico di Muller mostra, peraltro, che ciascun periodo glaciale, associato a ragguardevoli cambiamenti derivanti dall'era precedente, ha una durata approssimativa di 650.000 anni. Al Gore, nel suo "Una scomoda verità", ha fatto risalire a 650.000 anni fa il suo grafico sulle concentrazioni di CO2 solo per una ragione: "il periodo interglaciale che si verificò oltre tale soglia era talmente caldo che in Inghilterra vi erano iene e ippopotami". 

Per ciascun ciclo d'era glaciale di 650.000 anni le inversioni di polarità determinano uno spostamento dei continenti che costringe la Groenlandia a spostarsi ulteriormente verso Nord, mentre l'Europa si estende verso Est. Ciascuno spostamento aumenta la quantità di acque calde che raggiungono l'Oceano polare Artico nel corso del seguente ciclo glaciale. Questo ci porta ad avere un quadro sempre diverso della situazione! 

L'evento caratteristico che, invece, si verifica identico e puntuale come un orologio in corrispondenza dello stesso periodo di tempo di 650.000 anni è l'eruzione del supervulcano di Yellowstone. Pur non essendone la causa, ha contrassegnato l'inizio di tutte le ultime cinque ere glaciali. A partire dal 2004, il magma sottostante sale costantemente da una camera posta a trenta miglia sotto la superficie fino a un'altra camera posta a sole sei miglia, con una velocità tre volte superiore di quanto registrato in precedenza. 

Fatte queste doverose considerazioni iniziali, voglio ritornare all'argomento principale e, per farmi ben comprendere, dovrò rifarmi brevemente al Precambriano... 

Precambriano e teoria della "Terra Palla di Neve" 

Sepolti nel passato Precambriano esistono riscontri di dorsali di sabbia negli strati di roccia delle miniere di rame presso Mount Gunson, nelle Flinders Ranges (Australia Meridionale). I cunei di sabbia evidenziano fluttuazioni stagionali di temperatura in un luogo in cui, nel periodo "Palla di Neve", queste non dovrebbero essersi affatto verificate (The Australian Geologist - 31/12/2000 p.117). Per i Geologi australiani G. Williams e P. Schmidt, la migliore spiegazione dell'avvicendarsi di ghiaccio/disgelo che avrebbe determinato le dorsali di sabbia all'equatore è un'obliquità del nostro pianeta pari a circa un quarto di cerchio. 

Accertato che, in virtù della presenza della Luna, l'obliquità della Terra non ha la possibilità di oltrepassare i 23° dell'orbita lunare, quanto riferito dai geologi australiani implicherebbe una Terra Precambriana priva di Luna! Questo, confermerebbe ampiamente la storia che abbiamo volutamente ignorata e dimenticata. Una storia in cui non esistevano né Venere, né la Luna vicini alla Terra ... 

Il migliore riscontro della geologicamente, recente, "cattura" della Luna è costituito dall'esplosione Precambriana verificatasi 542 milioni di anni fa. Accadde "qualcosa" che non solo pose fine in modo permanente al ciclo di condizioni climatiche gelide presenti all'epoca sulla superficie terrestre ma, inoltre, collocò simultaneamente la Terra in un'orbita stabile più vicina al Sole, riassestò la crosta e fece terminare le devastanti fluttuazioni d'intensa inclinazione od obliquità (Michael W. Weir - Quilcene - WA - USA su Nexus 2009). 

L'estinzione di massa della fauna Precambriana avviene in corrispondenza del margine del Cambriano e, secondo quanto stabilito, fu determinata da un repentino mutamento ambientale (Ward - Brownlee, "Rare Heart: Why Complex Life is Uncommon in the Universe" - 2000 p. 178). 

Sarebbe il passaggio (nda: per ora ancora ciclico *) del Sistema Solare, attraverso il piano galattico e il conseguente, per quanto temporaneo, collasso dei campi magnetici planetari a dare origine agli effetti gravitazionali che potrebbero influire sullo spostamento di corpi astronomici e, come minimo, determinare la minaccia di un distacco di comete dalla Nube di Oort (Rampino - Stothers, Nature n° 308 del 19/04/1984 pp. 709,712). NOTA: "Nel modello Newtoniano convenzionale, i pianeti sono tenuti sul posto dalla sola gravità del Sole. Abbiamo, quindi, una serie di corpi liberamente galleggianti, come le biglie della carambola su un tavolo da biliardo (Van Flandern). 

* Una teoria, al momento assai controversa, vorrebbe che il Sistema Solare provenisse dalla Galassia Ellittica Nana del Sagittario (scoperta nel 1994 e battezzata "Sag DEG") che la Via Lattea sta letteralmente cannibalizzando. Aspetto significativo, la Galassia Nana interseca la Via Lattea secondo l'esatto angolo e spazio del nostro Sistema Solare. Tale coincidenza risulta assai rilevante, giacché condurrebbe quest'ultimo in un'orbita attraverso ambedue gli emisferi galattici nel proprio ciclo orbitale. Ancora più rilevante potrebbe rivelarsi la fagocitazione della piccola galassia che potrebbe andare a modificare, in un lontano futuro, l'attuale ciclicità degli eventi. 

Il collasso dei campi magnetici planetari, come è ovvio, interessa anche la Terra e il fatto che la stessa stia subendo un collasso del proprio campo magnetico è innegabile. Alcune ricerche indicano che l'intensità del campo magnetico terrestre si sta indebolendo da almeno 4.000 anni mentre la sua misurazione, effettuata durante gli ultimi trent'anni, indica che il declino d'intensità sta acquisendo momento. 

Nel frangente in cui il polo magnetico in degradazione cadrà in sincrono con il polo rotante dell'asse, ne conseguirà un'inversione dei poli. Cosicché, quando la Terra avrà invertito la sua polarità attuale e, dopo un brusco arresto della rotazione antioraria, riprenderà a ruotare in senso orario rispetto all'orbita lunare. Non subirà più, quindi, il suo influsso e perderà la sua obliquità portando l'asse rotante sulla perpendicolare di quello magnetico. Altra conseguenza, la rotazione in senso orario attirerà la Luna in un'orbita più prossima, invertendo la sua lenta deriva in allontanamento dalla Terra.
(maggiori dettagli qui su questo link > ).  (PARAGRAFO INSERITO TRA LE DUE BARRE VERDI)

Magnetismo e Rotazione terrestri 

Gli studiosi hanno scoperto che il campo magnetico cambia molto più velocemente di quanto previsto sinora e in alcune regioni vicino alla superficie questo cambiamento è più repentino. Nils Olsen, geofisico del National Space Center danese, co-autore di un nuovo studio sull'evoluzione del campo magnetico terrestre basata sulle rilevazioni del magnetismo del nucleo ferroso del pianeta, afferma che: "Ciò che sorprende è questa rapida, quasi improvvisa, variazione del campo magnetico. I riscontri indicano che cambiamenti analogamente rapidi avvengono simultaneamente nel metallo liquido a 3.000 chilometri al di sotto della superficie". La prima prova di questi cambiamenti improvvisi e drammatici è arrivata nel 2003 quando gli scienziati registrarono una considerevole variazione nella regione Australe del pianeta, seguita da altri eventi, un anno dopo, in sud-Africa. 

"Questo potrebbe suggerire la possibilità di un prossimo ribaltamento dei campi geomagnetici" ha affermato Mioara Mandea del Centro di Ricerca Tedesco per le Geoscienze, co-autore dello studio. Infatti il costante abbassamento del campo magnetico in alcune zone potrebbe portare alcune regioni del globo a essere più esposte alle particelle sub-atomiche che arrivano dallo spazio esterno. "Queste regioni potrebbero subire una penetrazione di tali particelle (nda: intensa radiazione di particelle cariche *) sino a qualche centinaio di chilometri di altitudine dalla superficie" ha aggiunto Mandea.

* NOTA: Un team internazionale di ricercatori ha scoperto una sconcertante eccedenza di elettroni ad alta energia che bombardano la Terra dallo spazio (Rivista Nature - 20/11/2008). La fonte di questi esotici elettroni "deve trovarsi relativamente vicina al Sistema Solare, a non più di un Kiloparsec di distanza", così si è espresso Jim Adams (Marshall Space Flight Center della NASA), aggiungendo tuttavia che i ricercatori non riescono a identificarne la fonte. 

Nel Sud dell’Atlantico esiste un’ampia zona nella quale si registra un minimo dell’intensità del campo magnetico rispetto ai valori normalmente registrati alle stesse latitudini, questa anomalia rappresenterebbe una falla nello scudo magnetico terrestre e, anche se al suolo non si registra nessun effetto, ha però costretto la NASA ad adottare misure particolari per i satelliti che passano con regolarità su questa zona geografica e che ricevono una maggiore dose di particelle solari con conseguenze negative sulle apparecchiature di bordo e, soprattutto per gli astronauti, che debbono essere maggiormente protetti. 

Misure particolari sono state adottate anche dalla Russia come descritto nell'articolo seguente apparso il 30/06/2009 sul Macedonian International News Agency: 
"I Russi ordinano modifiche dei piani di volo in seguito a incidenti aerei provocati dallo spostamento magnetico". Al Cremlino circolano rapporti secondo cui i comandanti dell'Aeronautica Militare russa hanno diramato a tutti i velivoli l'avvertimento di usare "estrema cautela" nel corso dei voli "all'interno e nei pressi" di un'area definita da 17° latitudine Nord (Oceano Atlantico settentrionale) 3° latitudine Sud (Oceano Atlantico meridionale) sino a 8° latitudine Nord (Oceano Indiano) 19° latitudine Sud (Oceano Indiano) fra le longitudini 46° Ovest, 33° Ovest, 46° Est e 33° Est, e che ricopre gran parte della placca tettonica africana. La ragione di questa segnalazione senza precedenti, secondo i rapporti, è costituita dalle repentine formazioni di "tempeste geomagnetiche" che scaturiscono dai margini della placca tettonica africana e che, a causa della loro intensità nell'ultimo mese hanno provocato la perdita di due aerei passeggeri civili e trecento vittime fra uomini, donne e bambini. (A tale proposito si ricordino le 28 anomalie segnalate dal computer di bordo del primo aereo caduto, così come riferito inizialmente dai media) 

Adriano Forgione (29/07/2008) sottolinea: "Io aggiungo che ciò favorirà la penetrazione delle particelle di raggi Gamma, generate dalle variazioni che il Sole sta manifestando nelle pulsazioni sulla scala Gamma dell'Idrogeno. Queste particelle Gamma possono influire su cambiamenti infinitesimali del DNA generando mutazioni benigne o maligne". 

Per qualche tempo, scrive Janae Weinhold, gli scienziati hanno monitorato molto da vicino due parti della struttura elettromagnetica terrestre – il campo elettrico (in calo) e il campo magnetico o risonanza Schumann (in ascesa). È interessante come il maggior aumento mai registrato nella frequenza Schumann sia avvenuto nel 1987 e abbia coinciso con l'esplosione della supernova 1987a. 

La risonanza Schumann, anche nota come il battito cardiaco della Terra, è aumentata dai suoi normali 7,8 hz e sta oscillando tra i 9 e gli 11 hz. Ci si attende che crescerà fino a raggiungere i 13 hz. Gregg Braden, un geologo che se ne è occupato a lungo, ha chiamato PUNTO ZERO il luogo in cui la frequenza Schumann o magnetica interseca la frequenza elettrica. Sembra che il capovolgimento magnetico sia collegato ai cicli galattico e solare. Alcuni, come Braden, ritengono che i poli elettromagnetici della Terra si sposteranno nel momento in cui il Punto Zero si avvicinerà. Osservazioni geologiche della dorsale medio Atlantica suggeriscono che la cosa sia già avvenuta 171 volte nella storia della Terra.

Cos’è una Risonanza Schumann?

Credeteci o no, la Terra si comporta come un enorme circuito elettrico. L’atmosfera è in realtà un debole conduttore e se non ci fossero fonti di carica, la sua carica elettrica si disperderebbe in circa 10 minuti. C’è una “cavità" situata tra la superficie terrestre e il limite interno della ionosfera a 55 chilometri di altezza. In qualsiasi momento, la carica totale che si trova in questa cavità è di 500.000 Coulomb. 

C’è un flusso di corrente verticale tra la Terra e la ionosfera di 1 – 3 x 10^-12 Ampere per chilometro quadrato. La resistenza dell’atmosfera è di 200 Ohm. Il potenziale di voltaggio è di 200.000 Volt. In qualsiasi momento, ci sono circa 1000 temporali nel mondo. Ciascuno di essi produce da 0.5 a 1 Ampere e collettivamente rendono conto del flusso della corrente misurata nella cavità “elettromagnetica" terrestre. 

Le Risonanze Schumann sono onde elettromagnetiche quasi permanenti che esistono in questa cavità. Come le onde di una sorgente, non sono presenti in ogni momento, ma devono essere “eccitate" per poter essere osservate. 

Non sono provocate da qualcosa di interno alla Terra, dalla sua crosta o dal suo centro. Sembra che siano connesse all’attività elettrica dell’atmosfera, specialmente durante periodi di intensa attività dei fulmini. Hanno luogo a diverse frequenze tra i 6 e i 50 cicli al secondo; in particolare 7, 8, 14, 20, 26, 33, 39 e 45 Hertz, con una variazione giornaliera di circa +/- 0,5 Hertz. Fino a quando le proprietà della cavità elettromagnetica terrestre rimangono abbastanza costanti, queste frequenze restano invariate. Presumibilmente c’è qualche cambiamento dovuto al ciclo delle macchie solari dato che la ionosfera terrestre cambia con un ciclo di 11 anni. Le risonanze Schumann si vedono più facilmente tra i 2000 e i 2200 UT. 

Dato che l’atmosfera terrestre conduce una carica, una corrente e un voltaggio, non è sorprendente trovare tali onde elettromagnetiche. Le proprietà risonanti di questa cavità terrestre furono preannunciate per la prima volta dal fisico tedesco W.O. Schumann tra il 1952 e il 1957 e rilevate per la prima volta da Schumann e Konig nel 1954. La prima rappresentazione spettrale di questo fenomeno fu preparata da Balser e Wagner nel 1960. La maggior parte della ricerca degli ultimi 20 anni è stata condotta dal Dipartimento della Marina che studia la comunicazione a Frequenza Estremamente Bassa con i sottomarini.

NOTA: Per ulteriori informazioni, vedi: "Handbook of Atmospheric Electrodynamics, vol. I", di Hans Volland, 1995 pubblicato dalla CRC Press. Il capitolo 11 è interamente dedicato alle Risonanze Schumann ed è scritto da Davis Campbell del Geophysical Institute, University of Alaska, Fairbanks AK, 99775. C’è anche una storia di questa ricerca e una bibliografia estensiva. 

Come un diapason emette frequenze naturali per il suono, il pianeta Terra ha una frequenza naturale per la radiazione elettromagnetica. Anche il Cervello Umano ha frequenze naturali per la radiazione elettromagnetica. Ne deriva che la Risonanza Schumann della Terra è "in sintonia" con gli Stati Alfa del Cervello Umano e con quelli Teta. 

La frequenza fondamentale della Risonanza Schumann è grosso modo la frequenza fondamentale di un guscio sferico il cui confine interno è la superficie della Terra e il cui confine esterno è la ionosfera, che agisce come un guscio sferico elettromagnetico che fa da guida d'onda cava. La frequenza fondamentale è all'incirca il tempo che impiega la radiazione elettromagnetica ad attraversare in tutte le direzioni il guscio sferico. Dato che la velocità della luce è circa 300.000 km/sec e un ciclo è la circonferenza della Terra, che è circa 40.000 km/sec, la frequenza fondamentale dovrebbe essere circa di 300.000 km/sec / 40.000 km/ciclo = 7,5 cicli/sec. Un ciclo/sec è un Hz, così 7,5 cicli/sec sono 7,5 Hz. 

La risonanza fondamentale osservata di 7,8 Hz è vicina a quella stimata teoricamente di 7,5 Hz. Le frequenze naturali del Cervello Umano sono:

Onde Beta (da 14 a 30 Hz) 
Onde Alfa (da 08 a 13 Hz) 
Onde Teta (da 04 a 07 Hz) 
Onde Delta(da 01 a 03 Hz)

Le frequenze Alfa sono state associate alla meditazione e al rilassamento. Le frequenze Teta sono state associate al sogno e agli stati creativi. Cosa sappiamo delle Onde Teta e Delta (da 1 a 7 Hz)? La frequenza da 1 Hz delle onde Delta è di 7.5 volte più bassa della frequenza naturale della superficie della Terra. Dato che il raggio della Terra è di circa 6.400 Km, il raggio per una frequenza naturale di 1 Hz è di circa 7.5 x 6.400 = 48.000 km.
Ecco alcune frequenze naturali che sembrano corrispondere alle onde Delta e Teta del Cervello Umano:

Raggio interno del Plasma Sheet (opposto al Sole) = 0.8 Hz 
Raggio della Magnetopausa (verso il Sole) = 60.000 km 0.8 Hz 
Raggio dell'orbita Geosincronica = 35.000 km 1.4 Hz 
Raggio esterno della fascia esterna di elettroni di Van Allen = 25.000 km 2 Hz 
Raggio interno della fascia interna di protoni di Van Allen = 12.000 km 4 Hz 
Raggio interno della fascia interna di neutroni di Van Allen = 8.400 km 5.7 Hz 
Come le seguenti frequenze: 
Raggio della Magnetopausa (opposta al Sole) = 380.000 km 0.125 Hz 
Raggio esterno del Plasma Sheet (opposto al Sole) = 380.000 km 0.125 Hz 
Raggio dell'orbita della Luna = 384.000 km 0.125 Hz

È interessante notare che 0.125 Hz è circa 8 sec. per ciclo, che è circa lo stesso periodo di 5 sec. di ritardo osservati tra l'inizio di un campo magnetico di 1 a 2 millitesla (circa 100 volte più forte del campo magnetico della Terra) e il primo impulso dell'attività cerebrale in risposta al campo magnetico. 

Conclusione: 

Ho riportato tutti questi dati per correttezza scientifica, ma anche a me, a questo punto, comincia a girare la testa! Quindi molto sinteticamente concludo con quello che più mi preme trasmettere: 

Quando la Terra raggiungerà i 13 Hertz, anche l'umanità dovrà raggiungere grossomodo tale frequenza. Elevare la frequenza, equivale a elevarsi spiritualmente, rammentando che 13 Hertz corrispondono alla frequenza "dell'Amore incondizionato". Tenetelo bene a mente quando più avanti leggerete il capitolo riguardante il "Setaccio di Dio". 

CONTINUA ARTICOLO > La perpendicolarità determinerà uno stato costante di equinozio e la rotazione inversa, cioè in senso orario, invertirà le correnti oceaniche, con maggiore rilevanza su quelle atlantiche che, a tal punto, risalirebbero lungo la "nuova" costa africana fino a confluire nell'Oceano Artico (Ward - Brownlee, op.cit.). 

A questo punto, la fornitura di prove sulle continue modifiche della direzione di rotazione terrestre, in presenza di inversione dei poli, potrebbe sembrare doverosa ma, negare queste eventualità significherebbe negare le proprietà stesse della fisica di base. Inoltre, essendo abbastanza fruibili gli studi sugli schemi dei venti, sugli isotopi d'ossigeno insiti nell'antica cellulosa, nonché i rilevamenti geologici e antropologici, preferisco concentrarmi sulle dinamiche e sulle forze in gioco. 

Dinamiche e Forze in Gioco 

Quattro (+ 1) saranno le fasi in sequenza. A ogni fase corrisponderanno effetti dinamici diversi: 

Ribaltamento 
Inversione Poli 
Arresto rotazione antioraria 
Ripresa rotazione oraria 
Possibile assestamento del nuovo asse perpendicolare 

Ribaltamento: "L'asse rotante (P-P') andrà a occupare lo stesso spazio, in figura, dell'asse magnetico (Z-Z'). L'attuale linea equatoriale coinciderà con la linea d'orizzonte e il nuovo equatore sarà spostato degli stessi gradi. Dinamicamente, essendo la rotazione antioraria ancora in atto, si avrà uno spostamento globale (di diversa intensità a seconda che le masse interessate siano: continenti, oceani, o mari) da Nord-Est verso Sud-Ovest. 

Le masse marine e oceaniche premeranno, con un crescente esponenziale, maggiormente sulle parti continentali dell'emisfero meridionale e su tutte le coste esposte a Nord, Nord-Est e Est, creando un primo, gigantesco, "schiaffo d'onda" (chiamarlo mega tsunami mi sembrava molto riduttivo). 

Analogamente, come pare ovvio, tutta la crosta terrestre sarà compressa lungo le linee di faglia.. 

nella stessa direzione dando vita a eventi sismici e, per il contraccolpo, a un intenso vulcanismo diffuso. 

Questo prolungato vulcanismo di per sé, senza l'apporto esterno di possibilissimi eventi da impatto, surriscalderà le acque oceaniche dando origine (in un insieme di concause legate anche agli eventi di cui ai punti seguenti) agli Iper Uragani già teorizzati dal Prof. Kerry Emanuel del Massachussetts Institute of Technology e, con dinamiche diverse, da A. Bell e W. Strieber nel loro "The Coming Global Superstorm" - NY - 2000 (per maggiori dettagli - "Lettura consigliata" - cliccare su questo link)." 

Iper Uragani 

Partendo da presupposti completamente diversi, le due teorie qui riportate, collimano in maniera preoccupante sia sul dinamismo col quale si esplicano, sia su una parte degli effetti prodotti. 

Le conclusioni che alla fine della lettura delle due teorie si possono trarre, sono la certezza che possano originarsi, nelle condizioni attese, una serie di iper uragani, capaci di venti supersonici e di raggiungere altezze che, nelle rispettive teorie, possono raggiungere la stratosfera e, in alcuni casi anche superarla. 

Lascio al lettore ogni possibile altra conclusione. 

Teoria di Kerry Emanuel
Massachusetts Institute of Technology - USA 

La teoria di Kerry vuole dare una risposta valida all'evento che 65,51 milioni di anni fa estinse i dinosauri e ogni altra forma di vita "più grande di un gatto", come riportato dallo scienziato. La domanda che si è posta riguarda un'estinzione di dimensioni globali, quando l'impatto del meteorite che la originò non poteva da solo e, in nessun caso, avere un'estensione così vasta, da colpire a 360 gradi le creature viventi, in tutte le parti del mondo. 

Attraverso simulazioni al computer, con il collega R. Rotunno, i modelli matematici impostati diedero come risultato un uragano di dimensioni ristrette a un diametro di appena 15 Km, ma la sua altezza risultò impressionante: ben oltre i 30 Km, fino a penetrare la Stratosfera e la fascia di ozono. Le condizioni ambientali c'erano di sicuro, dato che il meteorite precipitò per buona parte in mare. Le condizioni per innescare questa formidabile macchina termica, secondo Cris Landsea (Centro Nazionale per gli Uragani - USA) sono: 

Acqua calda fino a una certa profondità 
Aria molto umida 
Attività temporalesca 
Wind Share minimo

... ed è abbastanza chiaro che dopo un impatto simile non mancava nessuno di questi fattori, come non mancherebbero nella situazione prospettata per il prossimo futuro, anche senza un possibilissimo impatto meteorico. 

L'attività termica e temporalesca, continua il Prof. Kerry, protrattasi per giorni, potrebbe avere originato una serie multipla di iper uragani, i quali, raggiungendo la fascia di ozono, avrebbero scaricato nella stessa talmente tanta acqua salata da distruggerla. Questa reazione a catena, avrebbe innescato anche un killer invisibile e quanto mai letale: le radiazioni UV le quali, nel giro di una settimana, o due, avrebbero distrutto tutti gli animali diurni e quant'altri non riparati in tane sotterranee. 

Teoria di Whitley Strieber
Coming Global Superstorm - NY - 2000 

Nel suo libro, scritto in collaborazione con Art Bell, Strieber ha coniato la locuzione "super tempesta globale". Si tratta di una definizione che egli ha utilizzato per descrivere lo scenario immaginario del collasso della corrente oceanica nordatlantica, risultante in un flusso d'aria estremamente gelida proveniente dall'Artico che avrebbe, come esito, terribili tempeste ovunque nel mondo. 

Una vera super tempesta globale come quella immaginata da Strieber, implicherebbe un raro evento che non ha precedenti nella storia della meteorologia moderna, ma in aiuto alla sua tesi, possono collegarsi le conclusioni di J. Kloeppel ("Frigid South Pole atmosphere reveals flaw in global circulation models" - 4/09/2002) e di F. Pearce ("Chill in the Air" - New Scientist - 1/05/1999). 

Al di sopra di ciascun Polo, Nord e Sud, molto più in alto dei venti turbinanti del vortice polare, nello strato dell'atmosfera noto come Mesosfera, si trova una sacca di aria estremamente gelida: qui, variazioni stagionali permettendo, le temperature possono variare da -90° a - 125°C. Si stima che nell'arco dell'ultimo trentennio la Mesosfera si sia raffreddata di un grado l'anno; inoltre, il suo margine superiore si è abbassato di otto chilometri e si prevede che entro il prossimo secolo calerà di altri venti chilometri. 

Un calo di questa gelida temperatura della Mesosfera sino alla superficie si verifica quando le celle di Hadley (1753) e di Ferrel (1856) collassano, nel momento in cui la Terra si ferma e inverte la rotazione. Pur modificata dalle temperature della superficie polare, la Mesosfera discendente porterà sulla superficie della Terra temperature oltre i -73°C. e darà origine a venti d'intensità supersonica. 



CONTINUA ARTICOLO >  Inversione Poli e Arresto Rotazione Antioraria: "Quanto all'inversione dei Poli, la Terra non è insolita a questi eventi. Quello che dovrebbe verificarsi attualmente, dovrebbe (secondo i rilievi geologici) essere la centosettantaduesima volta negli ultimi 80 milioni di anni. Per quanto ci riguarda, queste inversioni, non dovrebbero influire in maniera significativa sulla nostra vita (caso differente per gli animali); certamente ogni influenza risulterebbe assai marginale, rispetto agli altri eventi. 

Diversamente dall'inversione dei Poli, l'arresto del moto rotatorio della Terra sarà determinante, non solo per la geografia planetaria (che dovrà essere completamente riscritta), ma per le forze che si scateneranno ogni dove. 

L'arresto del moto rotatorio, farà in ogni caso scivolare temporaneamente la crosta, per forza d'inerzia, scorrendo sul cuscinetto di metallo liquido sottostante. Questo, ammortizzerà in parte la spinta che le masse d'acqua (secondo “schiaffo d’onda”) e, i continenti stessi, eserciteranno con direzione Ovest - Est su tutte le faglie della Terra, dilatandone alcune e comprimendone altre. 

Come in un tamponamento a catena (a 107.280 Km/h), i continenti si sposteranno, in via generale, lungo le linee di minore resistenza, sempre osservando la direzione della pressione principale, cosicché potranno seguire indifferentemente le direzioni Nord-Est, Est, Sud-Est (anticipando di milioni di anni il naturale spostamento dei continenti secondo il modello "Livermore" - Cambridge University, UK). 

Anche in questo caso, come per il ribaltamento, i fenomeni sismici e il vulcanismo saranno continui, di forte intensità e, globalmente non equamente estesi. Quasi tutti i cieli saranno oscurati dal vapore acqueo e dal pulviscolo vulcanico. L'aria sarà differentemente (secondo le correnti caotiche provocate dalle super tempeste) satura di cenere e gas vulcanici: principalmente biossidi di zolfo e carbonio, i quali, mischiati in atmosfera con il vapore acqueo daranno origine a piogge acide che avveleneranno per diverso tempo le acque. 
Di primo acchito, sembrerebbe d'essere di fronte a una totale estinzione planetaria, ma gli eventi non colpiranno con la stessa intensità ovunque, anche se il passaggio attraverso il Piano Galattico al termine di questo periodo interglaciale sarà assai più distruttivo di quello al termine di un normale periodo glaciale. 

Mentre, 13.000 anni fa, la Terra (nda: ovviamente col Sistema Solare) attraversava il piano galattico, nell'Artico si verificò un tremendo evento che modificò la topografia e spazzò via la maggior parte dei consistenti branchi di mammiferi delle pianure artiche. Sotto gran parte del territorio artico è sepolta un'accozzaglia congelata zeppa di resti di vari mammiferi, piccoli insetti e piante del Pleistocene. In concomitanza con lo spostamento dei Poli si produsse un catastrofico evento climatico che, nell'arco di una giornata, sovvertì le condizioni ambientali temperate dell'Artico del Pleistocene in quelle gelide che conosciamo oggi (Michael W. Weir a. cit.). 

In questo contesto andrebbe tenuta anche in considerazione la famosa teoria di Charles Hapgood, corroborata da Albert Eintein, sullo scorrimento di tutta la litosfera del nostro pianeta, che si sarebbe verificata più volte in passato (sull’ultimo scorrimento si registra che il movimento complessivo sarebbe stato di circa 30° - approssimativamente tremila chilometri – e avrebbe trovato il suo culmine tra il 14.500 a.C. e il 12.500 a.C., ma con massicce ripercussioni su scala mondiale verificatesi a lunghi intervalli fino al 9.500 a.C. circa - da "Ora Zero" dell'autore, pag. 14 punto 2.1). 

Le estreme differenze nei gradienti di pressione creeranno venti che, se non raggiungeranno l’intensità supersonica prevista da Emanuel, Bell e Strieber, ragionevolmente saranno al di fuori di ogni attuale parametro, con picchi che supereranno agevolmente gli 800 Km/h (tanto per intenderci con un esempio, se la velocità del vento di un uragano è doppia rispetto a un altro, ciò non significa che anche la velocità del vento sia doppia. Bensì, sarà otto volte più potente, perché è il cubo della velocità del vento che determina l’impatto sulle strutture e sugli esseri viventi). Che ciò sia possibile, possiamo riscontrarlo nei rilievi di alcune zone dell’Alaska e della Siberia, “dove fu smembrato tutto ciò che i venti, all’epoca, spazzarono via” (R. C. Leonard “Paleonthological Testimony: The Pleistocene Extinction” – T. A. Badger “Tunnels Bare Ancient Past” – 2000 – nda: si tratta di una fonte sufficientemente valida per una lista di riferimenti utili su tale argomento. La scienza non è in grado di spiegarlo, quindi la questione è ampiamente trascurata. Nessuno di fatto si domanda come mai tutte queste ossa, resti di carne, insetti e piante siano mischiati e, concentrati assieme, in un solo punto)". 

Ripresa rotazione in senso orario: "Riprendendo il moto in senso contrario, la direzione delle forze esercitate saranno le stesse verificatesi durante l'arresto. Le dinamiche rispecchieranno, "con minore intensità" lo stesso copione anche se, passare da zero a oltre centomila chilometri orari in brevissimo tempo, com'è comprensibile, non sarà cosa di poco conto." 

Possibile assestamento del nuovo asse perpendicolare: "Il caotico sconvolgimento che si sarà prodotto (presumibilmente nell'arco massimo di una sola settimana) ci fornisce una supposta panoramica generale della situazione quiescente, in presenza dei seguenti fattori: 

Differenziazione del grado d'insolazione fra un emisfero e l'altro 
Presenza di enormi quantità di vapore acqueo in atmosfera 
Cielo oscurato per diverso tempo 

Questo, oltre a suggerirci che le temperature subiranno una naturale e considerevole contrazione temporanea (escluso il possibile collasso della Mesosfera), ci fanno agevolmente immaginare una concentrazione di ghiacci a più basse latitudini. 
Non possiamo immaginare se i continenti saranno equamente distribuiti nei due emisferi che si saranno creati ma, l'accumulo di ghiacci da una parte e il declino di mari e oceani dall'altra, indurrebbe il pianeta a reagire come reagirebbe una trottola. Con un massiccio momento torcente, o di trascinamento, contrario alla velocità di rotazione, il peso delle coltri ghiacciate potrebbe indurre una rotazione della Terra facente perno sul polo opposto del proprio asse. Questo movimento, che non comporterebbe un ritorno alla precessione, potrebbe fare reagire il pianeta, nel medio e lungo periodo, con una leggera inclinazione dell'asse". 
A questo punto è giunta l'ora di restringere il campo e di dare un significato ai valori che stanno scorrendo nella Top-Bar ... 



Sintesi 

Restringendo il campo degli eventi all'Italia, possiamo agevolmente dedurre che gli stessi saranno proporzionati alla sua attuale dislocazione continentale, che si colloca in una posizione più favorevole, godendo di diversi ammortizzatori naturali, ma non per questo meno esposta agli eventi. Le parti maggiormente a rischio saranno la costa occidentale esposta allo "schiaffo d'onda" del Tirreno e, soprattutto, quella centro-meridionale, per la presenza di due linee di faglia, una delle quali (quella afro-europea) che dalle coste dell'Africa nord-occidentale risale lungo la dorsale appenninica fino alle Alpi; nonché per la massiccia presenza di vulcani, 



NOTA: Ho trovato questo articolo estremamente importante anche per i riferimenti alla "Griglia di Bruce Chatie". È un po' lungo, ma merita d'essere letto e riletto... 

Dinamiche di griglia nel Tirreno 
(Pubblicato sul Corriere Salentino il 15 Novembre 2009)

Articolo di: Prof. Marisa Grande 

Periodicamente l'attenzione si sposta su alcuni luoghi del territorio italico nei quali si verificano eventi drammatici dovuti a fenomeni sismici o atmosferici. Tra i tanti luoghi a rischio del pianeta l'Italia detiene un primato non irrilevante dovuto alla propria posizione all'interno del sistema tettonico complesso che interessa l'area mediterranea. I pur lenti movimenti delle placche: Europea, Iberica, Africana e Adriatica, tra le quali s'interpone anche la mini-placca Ionica, interagendo tra loro, sottopongono la litosfera a sollecitazioni e a stress geologici che la corrugano dove i minerali sono sufficientemente elastici e la frantumano dove vi sono quelli più resistenti. 

Ai movimenti di tipo franoso e sismico si aggiungono anche i fenomeni di erosione che si manifestano più evidentemente per l'azione esterna dovuta alle maree o a particolari agenti atmosferici. Ogni evento catastrofico che si verifica - frane, smottamenti, terremoti, tsunami - provoca un'ondata di emozione che richiama l'impellente necessità di monitorare il territorio in modo adeguato e continuo. 

Dopo i fenomeni sismici, con magnitudo massima 6.1 della Scala Richter, verificatisi nell'area aquilana nella primavera del 2009, i quali hanno portato alla conoscenza di tutti le caratteristiche fisiche di un territorio geologicamente attivo e a rischio come quello abruzzese, l'attenzione si è fatta più viva e lo stato di allerta scatta anche quando i terremoti non raggiungono la soglia di rischio per persone e cose, pur sapendo che nel mondo si verificano giornalmente fenomeni sismici anche di magnitudo alquanto elevata. 

Ciò che più disorienta, però, è l'incapacità di previsione del momento in cui si verifica un rilascio di energia sismica provocato dalla tensione tra i bordi crostali di zolle tettoniche che si scontrano e si contrastano, secondo la dinamica prevista nella teoria della “tettonica delle placche” o “tettonica a zolle”. 

Presupponendo che in natura tutto risponde ad un preciso ordine e che le dinamiche di interazione tra tutti i sistemi complessi tendono a comporre momento per momento uno stato di equilibrio, se pur dinamico e, perciò sempre precario, ne deriva che la frantumazione dell'originaria Pangea terrestre non ha un ordine casuale. Il ricercatore Bruce Cathie scoprì che esistevano dirette corrispondenze tra fenomeni sismici e tra eruzioni vulcaniche basate sulle “armoniche di griglia”. 

La “geometria sacra” applicata alla geografia dimostra che l'ordine del cosmo risponde a precise regole, le quali riconducono anche i fenomeni sporadici apparentemente casuali all'interno di geometrie perfette. 

Le due scosse di terremoto: la prima di magnitudo 3 e la seconda di magnitudo 4.2, registrate nella Sicilia centrale dai sismografi dell'INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) alle ore 7.50 e 7.51 del giorno 8 novembre 2009, pur non avendo provocato danni, hanno riproposto il problema dei fenomeni distruttivi che interessano l'Italia. L'epicentro è stato localizzato sui Monti Nebrodi, al confine tra le province di Messina ed Enna, tra le località di Troima e Cerami. Si è trattato di due terremoti avvenuti a diverse profondità, con ipocentro a 4,1 chilometri il primo e a 21,9 chilometri il secondo, ma sono stati avvertiti dalla popolazione come un'unica scossa sismica interminabile. 

I sismi del giorno 8 erano stati preceduti da un altro movimento di magnitudo 3.1 e da eruzioni nei vulcani attivi Etna e Stromboli. Dai rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania è emerso che “a tremare è stata la faglia sismica che attraversa i Nebrodi, nella zona nord-orientale della Sicilia” e che l'onda sismica è stata avvertita distintamente nei paesi di Capizzi, Cerami e Troina, Enna, Gagliano, Castelferrato e Nicosia, che si trovano nell'Ennese, fino a Lascari e Cefalù, nel territorio palermitano. 

Nei giorni successivi sono seguiti altri sismi, registrati con epicentri sui Monti Nebrodi (magnitudo 2.5), in mare nei pressi di Ustica (magnitudo 3), tra Vallelunga, Pratameno, Villalba e Valledolmo (magnitudo 3.9), le località che si trovano al confine tra le province di Caltanissetta e Palermo. 

Gli esperti non mettono in relazione gli eventi sismici tra loro, né con l'incremento dell'eruzione dell'Etna, né con il lancio di massi e lapilli espulsi da una frattura del cratere di Sud-Est dello Stromboli, che ha segnato la ripresa dell'attività del vulcano dopo quattro mesi dall'ultima sua eruzione. È evidente, però, che a essere attualmente interessata è l'area settentrionale della Sicilia, che pur risente costantemente dell'azione delle placche: Africana, Iberica (o Tirrenica) e Euroasiatica e Ionica, che interagiscono tra loro con spinte e controspinte, coinvolgendo direttamente tutta l'isola. 

Recentemente si è ipotizzato un arretramento della placca Africana, ossia un'inversione di moto che ha provocato i fenomeni sismici, eruttivi e di degassamento avvenuti nel 2004. 

Se analizziamo il territorio con il modello “a celle geodetiche “ da me proposto, rivelatosi utile nella comprensione delle dinamiche geologiche che hanno provocato grandi sismi, quali quello seguito da un devastante tsunami verificatosi nel sud-est asiatico il 26 dicembre 2004 (Relazione al Simposio “Non solo Terra”, Cagliari 11-12 dicembre 2004) e quello del 6 aprile 2009 in Abruzzo (Corriere Salentino: Terremoto aquilano e possibili implicazioni con i vulcani del Tirreno, 6 aprile 2009), (Home di Scienza e Conoscenza: “Terremoti e vulcani, 24 luglio 2009), si possono ricavare dati interessanti riferiti all'attività geo-elettromagnetica originata dai centri delle celle energetiche della Terra (Marisa Grande: L'orizzonte culturale del megalitismo, Besa 2008 e l'inedito “La precaria armonia del cosmo”). 

L'ordine di arrivo delle onde elettromagnetiche, scaturite dall'interno del pianeta attraverso i “centri” di ogni cella, provoca ondate di rilascio di energia che si vanno a scaricare sulle aree periferiche. L'insieme corrisponde al modello degli “anelli di fuoco”, poiché sulle circonferenze concentriche nelle “celle geodetiche” naturali della Terra si trovano vulcani attivi o spenti. 

All'interno del sistema a griglia modulare elettromagnetica della Terra le cui maglie-base corrispondono ad un triangolo curvo (Corriere Salentino: Griglia energetico-vibrazionale “Armonica sei”, 12 agosto 2009), il Tirreno meridionale è compreso in una delle “celle energetico-vibrazionali” che compongono la griglia geo-magnetica. Nel centro della cella che configura la piana abissale del Tirreno risiede il Monte Marsili, un vulcano sottomarino silente, ma non spento, che ha un'estensione di Km. 70x40 e una spinta di espansione molto forte, che gli fanno assumere le caratteristiche di una “dorsale” che tende ad espandere il bacino del mare Tirreno con un indice di incremento annuo molto rapido rispetto al modello di riferimento della “tettonica a zolle”. (Enzo Boschi, Presidente INGV, in Messaggero, 30 settembre 2006). 

L'estensione del massiccio del Marsili indica che il suo centro geo-elettromagnetico è soggetto a mutare attraverso i millenni, poiché il vulcano scorre sul bacino magmatico sottostante in risposta alle spinte impresse dalle placche adiacenti la Piana Tirrenica, configurando una forma riferibile al modello oceanico dei “bacini di retroarco”. La sua crosta lavica, spessa quasi 10 chilometri e prevalentemente basaltica - composta da silicati di ferro e di magnesio ma povera in silice - lo fa associare alle dorsali oceaniche. La sua attività di espansione si configura ad anelli concentrici all'interno della cella geomagnetica ed è estesa fino alle catene montuose della Sicilia settentrionale (Madonie, Nebrodi e Peloritani), dell'Arco Calabro e Lucano e al Vesuvio e Campi Flegrei in area continentale, mentre in mare aperto include il complesso vulcanico Vavilov e la Fossa di Ustica. 

La Piana Tirrenica, nel cui centro risiede il Marsili, è composta invece da materiale immesso lungo le aree di subduzione delle placche che la circondano da est e da sud-ovest e i minerali surriscaldati risalgono in parte in forma magmatica riempiendo i bacini dei numerosi vulcani che vi si aprono in superficie. Per tale caratteristica l'area tirrenica corrisponde a una specie di zattera dallo stato rigido ridotto, che oppone poca resistenza alle spinte e perciò tende più a deformarsi che a frantumarsi. I numerosi vulcani sottomarini noti sono: Palinuro, Glauco, Io, Sisifo, Ustica, Vavilov, quelli delle Isole Eolie (Stromboli, Panarea, Salina, Filicuti, Alicuti), delle Isole Lipari ( Lipari, Vulcano), cui fanno da corona i vulcani continentali Etna e Vesuvio. 

L'intero sistema risponde alla struttura di un “anello di fuoco”, con vulcani spenti, silenti o attivi, nel cui interno si verificano fenomeni vulcanici e sismici dipendenti dall'attività di espansione del Marsili. La sua energia emessa si estende a “macchia d'olio, incrementando l'attività dei vulcani attivi, mentre nelle aree dove i vulcani sono spenti l'incremento dell'attività elettromagnetica provoca sismi e aperture di faglie. 

L'Etna, sempre attivo, rappresenta una valvola di sfogo nel sistema e la sua attività eruttiva è distinta da quella degli altri vulcani che hanno i loro bacini nella litosfera della Piana Tirrenica, poiché attinge il suo magma, generato dalla subduzione delle placche, penetrando in profondità attraverso una fessura della Placca Africana che, superando gli spessori della litosfera e dell'astenosfera, raggiunge direttamente il mantello della Terra. 

L'attività energetica della cella geo-magnetica del Tirreno risponde al valore vibrazionale dell'armonica sei. La forma energetica di espansione dal centro, muta da sferica a poliedrica nel momento in cui incontra quella emessa dai centri di altre sei celle adiacenti. Le “sfere di energia” interagiscono rispondendo al modello delle “bolle di sapone” che, unendosi tra di loro “a grappolo”, modificano la loro forma sferica in poliedrica, con interfacce comuni ad ogni poliedro adiacente. Tali interfacce, attraversando la superficie terrestre, descrivono i lati di un esagono regolare, segmenti virtuali che vibrano secondo l'armonica sei. 

Ai vertici dell'esagono inscritto all'interno della cella geo-magnetica del Marsili vi sono i due vulcani noti come il Vesuvio e il Vavilov e un punto della Fossa di Ustica. Gli altri sono collocati sul Monte Pollino, in Lucania e sul Monte Cucolo nell'Appennino Calabro, presso Cittanuova. Il sesto vertice, collocato nell'area siciliana a nord di Enna, si trova in posizione opposta al Vesuvio sul diametro nord-sud che passa per il vulcano Alicudi e per Canneto di Caronia. 

Alicudi è l'ultima delle Isole Eolie e, secondo il “sistema frattale delle celle geologiche” si colloca all'interno di un piccolo “arco di fuoco”, nuovo rispetto a quello che ha determinato la posizione delle altre isole vulcaniche dell'Arcipelago eolico, poiché scorrente sui bacini magmatici sottostanti. 

Tale piccola cella, che modella anche un tratto della prospiciente costa settentrionale della Sicilia, ha manifestato la sua attività energetico-vibrazionale particolarmente nel 2004, quando i fenomeni luminosi e plasmatici emessi dal suo centro furono accompagnati da inspiegabili incendi spontanei e rilevanti anomalie elettromagnetiche che si manifestarono nella periferica località siciliana Canneto di Caronia. 



CONTINUA ARTICOLO > lungo la linea di fuoco meridionale che poco si discosta da quella di faglia, fra i più pericolosi e attivi al mondo (nell'ordine: Vesuvio, Marsili, Vavilov, Etna, Stromboli, Empedocle, Palinuro, Glauco e Sisifo).

ETNA > L'Etna causò un enorme tsunami 8000 anni fa 
(le prove in una ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)

Articolo di: Franco Foresta Martin (Corriere della Sera) 

Una frana staccatasi dal fianco orientale provocò una muraglia di acqua che raggiunse Grecia, Turchia, Siria, Israele ed Egitto. Ottomila anni fa una colossale frana di 35 chilometri cubici di materiale lavico, circa un decimo del cono sommitale dell’Etna, si staccò dal fianco orientale del vulcano e si inabissò nel Mare Ionio, causando uno tsunami a confronto del quale quello del 2004 nel Sudest asiatico impallidisce. Durante i dieci minuti che la frana impiegò a fermarsi sui fondali dello Ionio, si sollevò in mare una muraglia di acqua a forma di anfiteatro alta fino a 50 metri. Poi l’ondata, viaggiando a velocità fra i 200 e i 700 km l’ora (più lenta nei fondali bassi e più veloce nel mare profondo), si propagò a Est, investendo, in rapida successione, Sicilia Orientale, Calabria, Puglia, Albania, Grecia, Creta, Turchia, Cipro, Siria e Israele; e a Sud, colpendo l’Africa Settentrionale, dalla Tunisia fino all’Egitto. 

LE PROVE - Le prove di quell’antica catastrofe, che spazzò gli insediamenti preistorici costieri del Mediterraneo Orientale e Meridionale, sono state da poco scoperte dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), grazie a una serie di prospezioni sottomarine e a un’analisi al computer della forma dei depositi abissali. Lo studio, appena pubblicato sull’autorevole rivista scientifica internazionale Geophysical research letters col suggestivo titolo di «Lost tsunami» (lo tsunami dimenticato), è stato finanziato dal Dipartimento di Protezione Civile e rappresenta anche un prezioso contributo per valutare il rischio di possibili maremoti nel Mediterraneo. 

ERUZIONE O TERREMOTO - «Non sappiamo quale fu la causa di quell’immane collasso: forse un’eruzione più abbondante del solito, forse un terremoto – spiega il professor Enzo Boschi, presidente dell’INGV e autore dello studio assieme ai geofisici Maria Teresa Pareschi e Massimiliano Favalli -. Fatto sta che un’enorme quantità di depositi di lava che si erano accumulati per millenni sul ripido versante dell’Etna affacciato sul Mare Jonio, precipitò giù e finì in parte sulla costa ai piedi del vulcano, e per la maggior parte sul fondo del mare, fino a circa 20 km dalla costa stessa. Le prove del mega tsunami e dell’epoca in cui esso avvenne le abbiamo raccolte lì e nei fondali del Mediterraneo, fra gli strati dei sedimenti sottomarini. Sull’Etna, quella che oggi chiamiamo la Valle del Bove, una grande concavità sul fianco orientale del vulcano che raccoglie gli attuali flussi di lava diretti verso Est, è la cicatrice residua di quel lontano evento, in gran parte colmata dalle successive eruzioni». 

TSUNAMI DIMENTICATO - Ma perché si parla di "tsunami dimenticato"? «Perché le tracce, sotto forma di depositi caotici scaraventati dalle onde del maremoto sulle coste del Mediterraneo, oggi non sono più visibili – aggiunge l’altro autore dello studio, la professoressa Maria Teresa Pareschi della sede INGV di Pisa -. Infatti, negli ultimi 8000 anni, il livello del mare è ovunque salito di diversi metri a causa della deglaciazione. Quelle che erano le località costiere di allora, ora sono sommerse». Allo scopo di ricostruire gli effetti del cataclisma, spiega la Pareschi, sono stati necessari due tipi di ricerche: «Da un lato una campagna di prospezioni sismiche, con terremoti artificiali effettuati nel Mare Jonio di fronte all’Etna, che ci ha permesso di ricostruire i profili dei detriti franati giù e di concludere che i volumi del materiale oggi sommerso corrispondono a quel che si staccò dal monte, formando la Valle del Bove. Dall’altro una simulazione dello tsunami al computer, grazie alla quale abbiamo potuto ricostruire sia le modalità di propagazione delle onde di maremoto, sia le perturbazioni risentite fin negli abissi, dove i sedimenti che giacevano sul fondo del mare, furono violentemente sconvolti, assumendo un configurazione caratteristica. Analizzando poi le attuali carte batimetriche, cioè della topografia del fondo marino, abbiamo ritrovato proprio quel tipo di configurazione descritta dalla nostra simulazione al computer». 

SIMULAZIONE - Ma eccola la simulazione del «Lost tsunami», un'animazione tridimensionale a colori, che i ricercatori ci illustrano mentre le immagini scorrono su un grande schermo nei laboratori INGV di Roma. Mostra, innanzitutto, la muraglia d’acqua che, pochi minuti dopo il grande "splash", si abbatte sulla costa orientale della Sicilia: Catania, Siracusa e Messina, senza passare praticamente nel Tirreno grazie allo sbarramento dello Stretto. Quindi, dopo un quarto d’ora, viaggiando nello Jonio, raggiunge la Calabria, dove le onde sono ancora alte 40 metri. Fra una e due ore dopo tocca alle zone costiere dell’Albania e della Grecia di essere sommerse da 10-15 metri d’acqua. Due-tre ore dopo è la volta della Libia, della Tunisia e dell’Egitto, raggiunte da ondate di 8-13 metri. Tre-quattro ore dopo, sono inondate le spiagge di Libano, Israele e Siria, ma stavolta con altezze d’onda più modeste (si fa per dire), attorno ai 4 metri. A quei tempi la civiltà neolitica era fiorente nella Mesopotamia (fra il Tigri e l'Eufrate), con molti villaggi dediti all’agricoltura e all’allevamento del bestiame; ma ancora diradata nel Mediterraneo. Tuttavia, sulle sponde del Vicino Oriente e dell’Africa Settentrionale dovevano esistere diversi insediamenti costieri che furono spazzati via dalle ondate. «Proprio in Israele c’è, secondo noi, l’unica testimonianza tuttora emersa del disastroso impatto costiero dello tsunami: il villaggio neolitico di Atlit-Yam che, come risulta dagli scavi archeologici, fu abbandonato improvvisamente – riferisce la Pareschi, che ora sta estendendo l’appassionante ricerca ad alcuni aspetti paleoambientali -». 

CONTINUA ARTICOLO > NOTA: il Marsili (leggere attentamente i riferimenti dell'INGV nelle "Note in Breve") e il Vavilov (come Palinuro, Glauco e Sisifo) sono vulcani sottomarini, il primo fra i più attivi al mondo è dislocato con il Vavilov lungo l'asse Napoli - Cosenza. Il super vulcano, recentemente battezzato Empedocle dal suo scopritore, è anch'esso sottomarino e si trova nel Canale di Sicilia in quello che nelle mappe è contraddistinto fin dall'antichità come "Banco Terribile". Ora, si presenta in quiete, ma è responsabile del gigantesco tsunami che distrusse, nel 375 d.c. le antiche e fiorenti città di Selinunte, Sciacca, Allavan ed Eraclea Minoa (Attanasio d'Alessandria IV sec. d.c.) e si pensa che sia anche responsabile del terremoto e conseguente tsunami che nel 1908 provocò oltre 200.000 morti a Messina. 

Da non sottovalutare nemmeno il vicino arco vulcanico dell'Egeo meridionale, con al centro il famigerato vulcano Columbo, dove le placche, di per sé, si muovono di circa 5 cm. l'anno. "L'isola di Santorini, afferma George Vougioukalakis dell'Istituto per lo studio e il monitoraggio del vulcano di Santorini, deve la sua inconsueta forma a un'eruzione catastrofica avvenuta 3.500/3.600 anni fa" (nda: notare le similitudini temporali con le eruzioni della catena vulcanica di Clermont - Ferrand, in Francia, menzionate nel prossimo link; nonché con i presunti cicli del Pianeta X più sotto riportato). Sandy MacGillivray (archeologo della Scuola britannica di Atene) sostiene che "è stata proprio questa eruzione e gli effetti a essa associati, primo fra tutti un enorme tsunami, a spazzare via in un batter d'occhio la sofisticatissima civiltà minoica". Quel che è peggio, è che immancabilmente succederà di nuovo, secondo il vulcanologo Floyd McCoy (Hawaii University), il quale sottolinea: "È pretenzioso affermare che questo vulcano non erutterà ancora. È davvero sciocco pensarlo! Esploderà ancora". 

A questo proposito, anche dalle mie parti (Provincia di Forlì-Cesena), il vicino monte Fumaiolo porta un nome che non evoca certo pensieri incoraggianti! Per altri versi, anche se in zona sismica di cat. 2, nonché vulcanica (faglia afro-europea), la frammentazione rocciosa delle nostre colline (la cui litogenesi è subacquea), se da una parte, ora, crea un grave dissesto idrogeologico, per quanto riguarda gli eventi sismici attesi non dovrebbero superare l'8° Richter, dissipando le forze meccaniche, appunto, attraverso queste frammentazioni continue (si consiglia di approfondire l'argomento attraverso questo link). 

Terremoti e Vulcani in Europa 


Il nord Europa è una delle aree più popolate del pianeta, ospita 250 mln di abitanti e nasconde forze immense pronte a esplodere. Sappiamo che Giappone, America e Indonesia sono paesi a rischio, ma ora gli scienziati debbono ammettere che il loro giudizio in merito a dove, a come e quando si verificano i terremoti era sbagliato. 

“È un atteggiamento arrogante da parte dei geologi - afferma il Dr Mark Davies (Exploration Geoscientist) – come si fa a dire che qui non succederà mai; queste faglie, queste fenditure, stanno soltanto dormendo, ma all’improvviso potrebbe verificarsi un grave terremoto. Non sono faglie morte, ma attive e sismogeniche! La pressione di queste antiche faglie continua ad aumentare, finché non si sposteranno. A quel punto rilasceranno un’infinita quantità d’energia”. 

Queste faglie “dimenticate”, esistenti da 300 a 22 mln di anni fa, tracciano un reticolo di 900.000 Kmq (vedasi immagine). Ora, i geologi ammettono che queste faglie, prima ritenute inattive, possono muoversi violentemente e potrebbero innescare una serie di reazioni a catena. Perché i geologi le ritenevano inattive? 

“Le linee di faglia che corrono dalle Alpi al Regno Unito potrebbero scatenarsi e gettare molti paesi nel caos. A rischio anche le centrali nucleari. Per questo occorre un nuovo approccio scientifico ma, attualmente, non si può che ricorrere alla paleo-sismologia (Dr Thierry Camelbeeck – sismologo del Royal Observatory belga)”. 

Così, in Francia, vicino a Clermont - Ferrand, si sta studiando una catena di un centinaio di vulcani ritenuti estinti, nonostante l’ultima eruzione sia avvenuta solo 3000/3500 anni fa (un battito di ciglia, geologicamente parlando). Mentre nelle Fiandre si scava lungo le vecchie linee di faglia per valutare i movimenti terrestri registrati nella sabbia (Dr Mark Davies geofisico, Dr Mustapha Meghraoui sismo-geologo e Prof. Ben De Vries vulcanologo). A Colonia (D) in alcuni resti romani si scoprono tracce di un sisma catastrofico avvenuto nell’800 d.C. e centinaia di faglie minacciano la zona più vulnerabile d’Europa: il cuore industriale della Germania (Dr Klaus G. Hinzen, geofisico della Cologne University). 

Si sta indagando anche su diversi terremoti del passato: 

18/10/1356 la città di Basilea fu distrutta da uno dei numerosi terremoti che colpirono tutto il nord Europa. 

18/09/1601 a Lucerna (CH) un violento e spaventoso terremoto colpì l’area e, secondo le minuziose cronache dell’epoca, un’onda gigantesca arrivò in città dal lago. Poi, le onde si susseguirono in numero costante di sei ogni ora, per tre giorni consecutivi (Prof. Flavio Angeletti geologo). 

8/11/1983 un violento terremoto colpì la città belga di Liegi (esempio che un terremoto di forte intensità può verificarsi anche a centinaia di chilometri di distanza dai confini di una placca. Fu un gravissimo errore pensare che ciò non potesse mai verificarsi. Come lo è considerare inerti le faglie quiescenti – vedasi, p. es., il terremoto verificatosi in Australia nel 1989 dove faglie “addormentate” da milioni di anni, all’improvviso si spostarono). 

13/04/1992 una città olandese fu colpita da uno dei più devastanti terremoti dell’era moderna. Sei volte superiore a quello di Liegi. Le scosse furono avvertite anche nel Regno Unito.

Lasciato il panorama europeo e restringendo le ricerche alla regione Emilia-Romagna, penso di fare cosa gradita riportando le tabelle dei sismi (che potrete scaricare alla fine in file zip per una consultazione a parte) verificatisi in quest’area dal 91 a.C. fino al 1988 d.C. e quelli più significativi con magnitudo >= VII-VIII MCS. I valori sono espressi secondo la Scala Mercalli. Per verificare la pericolosità sismica in termini di accelerazione massima del suolo verificare questo link. 

Chiunque sia interessato ad altre regioni, può rivolgersi al “Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli” della propria regione, attraverso il sito ufficiale della regione stessa. Poi, per maggiori approfondimenti, p. es., per conoscere il rischio sismico di una specifica area (abitazione, luogo di lavoro, etc.) ci si può rivolgere agli uffici tecnici del proprio comune, chiedendo di potere visionare l’apposita cartografia. 

Concludendo quest’appendice, mi piace ricordare che prevenire è sempre meglio che curare e che i terremoti sono sempre in agguato, indipendentemente dalle straordinarie situazioni richiamate dal contesto generale di questo file. 

Chiudo l’argomento con le conclusioni riportate dal SGSS della Regione Emilia-Romagna, che ritengo stimolanti per un diretto rapporto con i propri rappresentanti politici, affinché siano richieste e attivate immediatamente tutte le scelte più opportune. 

Dal Sito SGSS della Regione Emilia-Romagna: 

[...] Conclusioni: 

"Stante l'esigenza preliminare di dovere sempre e innanzitutto tenere ben presenti le probabili diverse dimensioni energetiche degli eventi in gioco per le diverse aree territoriali, alcune sintetiche conclusioni possono prendere lo spunto dal confronto visivo di due campi macrosismici: rispettivamente, del terremoto dell'Irpinia-Basilicata del 23 novembre 1980 e di uno dei terremoti più caratteristici (per l'Appennino romagnolo) quale è il terremoto nell'Appennino forlivese del 22 marzo 1661, avendo a tal fine prima curato di rappresentare entrambi con la medesima scala grafica. 

Ovviamente, per entrambi questi terremoti non è da escludere in futuro un ulteriore affinamento della loro immagine macrosismica a seguito di ultimi aggiornamenti delle descrizioni degli effetti risentiti nel territorio insediato: ciò nonostante il rapporto tra superfici di aree territoriali inglobanti gli abitati interessati da effetti non inferiori all'VIII grado MCS (circa 3.000 kmq, per l'Irpinia-Basilicata, rispetto a circa 500 kmq, per l'Appennino forlivese), ha un tale peso quantitativo che diventa difficile ipotizzarne in futuro una sua variazione significativa. 

3.000 kmq rappresentano ad esempio l’intera superficie territoriale delle due province di Forlì-Cesena e Rimini, dove però - per fortuna di queste aree - i più forti terremoti probabilisticamente attesi (su basi di sismicità storica), pur con potenziali distruzioni (se nel frattempo oculate politiche di prevenzione non avranno affrontato e risolto problemi di particolari vulnerabilità sismiche che possono essere presenti nel patrimonio edilizio e infrastrutturale degli insediamenti urbani), sono comunque tali da coinvolgere aree più ristrette: ciò che dovrebbe facilitare l’affermarsi di una strategia di difesa dai terremoti. 

Le energie sono quindi inferiori, e però associate a una attività sismica più elevata (storicamente verificata) per l’Emilia-Romagna, nel raffronto con eventi probabilisticamente attesi in altre aree regionali. 

Per onestà intellettuale, oltre che per validità dei concetti a suo tempo espressi e oggi ancora più cogenti di ieri, è doveroso tornare a ricordare quanto, a ridosso del terremoto dell'Irpinia-Basilicata del 23 novembre 1980, concludeva il Prof. Giuseppe Grandori, in un documento del P.F.G.-C.N.R. nel gennaio 1981, come "insegnamento.. dalla storia sismica della Penisola....: 

Tutte le zone di alta sismicità del nostro paese sono già oggi da considerare in condizioni di emergenza. I tempi disponibili per mettere in atto provvedimenti di difesa in tali zone sono dello stesso ordine di grandezza di quelli necessari per la ricostruzione delle zone colpite dall'ultimo terremoto. Il problema deve dunque essere affrontato in termini generali. 

Nella prospettiva di un intervento generalizzato, poiché non è pensabile di provvedere in tempi brevi all'adeguamento antisismico delle costruzioni esistenti in tutte le zone di alta sismicità, si tratta in ogni caso di una corsa contro il tempo, con interventi guidati da accurati studi per la scelta delle priorità . Gli interventi si riveleranno certamente, prima o poi, utili; potrebbero risultare preziosi anche in tempi non molto lontani. 

Sarà comunque indispensabile un’eccezionale mobilitazione sia delle forze politiche sia della comunità tecnico-scientifica...." 

La validità e attualità di quelle conclusioni, che sottolineano l'importanza strategica di ragionare in termini di valutazioni di rischio sismico (quale stretto intreccio, nelle diverse aree sismiche, tra entità-caratteristiche al suolo del moto sismico "atteso" e qualità degli insediamenti umani presenti) per la conseguente scelta delle priorità negli interventi di prevenzione, emergono con ancora maggiore forza, tanto più al cospetto di crisi sismiche come quella del 1997-1998 nell’Appennino umbro-marchigiano, costringendoci anche a un bilancio di come si è operato in tutti questi anni nelle zone riclassificate sismiche in Italia già dai primi anni ‘80. 

Non è ovviamente questa la sede per un simile bilancio, sicuramente articolato su diversi impegnativi aspetti, ma è auspicabile che proprio un’oggettiva e sistematica lettura tecnica di quanto successo in Umbria - Marche e in altre aree colpite da terremoti possa diventare prezioso patrimonio conoscitivo, per lo Stato e per tutte le Regioni con zone sismiche, quale riferimento per approfondite riflessioni e conseguenti decisioni". 

CONTINUA ARTICOLO > Continuando, va premesso che l'emergente livello dei mari e degli oceani in via generale, non sarà uguale dappertutto, nel nuovo panorama mondiale (il livello d'innalzamento indicato in tabella > 70 mt. si rifà unicamente ai Km3 di ghiaccio di Groenlandia e Antartide, senza tenere conto dei sommovimenti causati dai primi tre eventi). L'Italia, dopo le pressioni provenienti da Sud, e quelle richiamate in precedenza, sarà anche compressa lungo la dorsale appenninica, venendosi a trovare molto più a ridosso delle coste della ex Jugoslavia (accentuando notevolmente il fenomeno di subduzione che si verifica dall'arco calabro fino all'Appennino settentrionale). 

Come conseguenza l'Adriatico, ristretto fra le due nuove coste e alimentato da un maggiore flusso proveniente dal Mediterraneo, potrà insinuarsi, seguendo le linee di minore resistenza, nell'entroterra di entrambi i Paesi fino a quote anche superiori gli attuali 200mt. Non è nemmeno escluso che possa formarsi una seconda dorsale appenninica lungo il margine orientale dell'attuale Mare Adriatico, come già accaduto in passato in altre parti del mondo e, più vicino a noi, nella zona alpina (vedasi ricostruzione paleo-geologica: image).

  Anche se totalmente ipotetico, lo spostamento generale dell'Italia potrebbe rientrare nei seguenti parametri: spostamento verso Nord di 17°23' e spostamento verso Est di 48°46'. Questi dati, tuttavia, rientrano nelle congetture e vanno presi per ciò che sono. 

Tralasciata la sfera delle ipotesi, vediamo di affrontare la domanda che già da tempo chiunque penso si sia posta: 

“Quando accadrà?”

Certamente in un punto qualsiasi degli ultimi 16 miliardi di km che separeranno il Sistema Solare dalla perfetta intersezione col Piano Galattico che avverrà il 12/12/2012 alle ore 12:12 tempo MET di Roma. I count-down sulla Top-Bar esplicitano, in tempo reale, sia il margine relativo, sia quello definitivo ove tutto sarà senz’ombra di dubbio compiuto, come più volte già accaduto in passato. La prevista estinzione di massa (adeguando i dati di quelle precedentemente avvenute) evidenzia valori impressionanti. Si parla della scomparsa di oltre il 90% di tutte le forme viventi e la perdita di esseri umani (vedasi conteggio statistico attuale) dovrebbe risultare pari al 65% durante la prima settimana, con un ulteriore incremento del 20% nei successivi due mesi. 

Qualora volessimo cercare di determinare un giorno esatto per il verificarsi dell’evento, dovremmo affidarci a quanto le antiche civiltà si sono sforzate inutilmente di trasmetterci, attraverso le loro incisioni, tradizioni, religioni, e monumentali opere. In tutto il mondo si fa riferimento a un ciclico evento catastrofico che già si è verificato nelle ere passate e si verificherà nuovamente (secondo “I Dialoghi del Tempio”, per citare uno dei tanti riferimenti) allorché “… un corpo astronomico divamperà nel nostro Sistema Solare quando il Sole, la Luna, [Tishya] e Giove si troveranno in un’unica magione”. In incisioni di altri popoli si fa riferimento: all’arrivo di un nuovo pianeta nel Sistema Solare che segnerà l’inizio di una nuova catastrofe quando il Sole, la Luna e Giove saranno in congiunzione (la prossima si verificherà il 22 settembre 2010 alle ore 5 del "nostro" mattino - Dr Marco Menichelli, astrofisico). Da altre parti non si trovano ulteriori riferimenti su un pianeta chiamato "Tishya". 

Tuttavia, nell’antica astrologia cinese e tibetana Tishya è il nome di una delle 72 stelle malevoli che, guarda la straordinaria coincidenza, ha l’inquietante significato di “carnefice della Terra”. 

E, ancora, nel 1880 l'insigne profetico saggio del Tibet Mahatma Koot-Hoomi scrisse al giornalista britannico A.P. Sinnett una lettera nella quale descrisse un "sole-Raja" che si avvicinava da dietro Giove, quantunque ancora nascosto alla vista. Egli notava: "[...] nessun occhio mortale lo ha mai osservato durante questo, il nostro Turno [...] Nella sua attuale posizione nello spazio, per quanto impercettibilmente minuscolo sia, le sostanze metalliche di cui è principalmente composto si stanno espandendo e gradualmente trasformando in fluidi aeriformi..." (Riportato da Frederick Stokes - NY 1924, Lettera XXIIIB, p. 167). 

A questo punto potremmo essere quasi certi che si tratti del famigerato corpo celeste ferroso che mediamente interseca il nostro Sistema Solare ogni 3.657 anni, denominato Pianeta X, o Nibiru 

Pianeta X o no, qualcosa c'è che interferisce col Sistema Solare! 

I recenti mutamenti astronomici sono generati da una fonte in progressivo avvicinamento al Sistema Solare. Su questo non ci sono dubbi! 

Secondo le ultime osservazioni della NASA, il Sole è più attivo nel suo emisfero meridionale e, la magnetosfera della Terra, che si sta indebolendo, sembra si stia inclinando verso Sud, nella medesima direzione da cui provengono le forze gravitazionali che interferiscono e interagiscono con la parte meridionale della superficie solare. Si stanno verificando numerosi cambiamenti, segno che nello spazio cosmico c'è una perturbazione in atto, generata da un "qualcosa" di molto potente sotto il profilo gravitazionale. 

Gli astronomi escludono categoricamente che ci sia un qualunque Pianeta X in avvicinamento, ma non spiegano né l'origine di queste interferenze gravitazionali, né il considerevole aumento di temperatura su tutti i pianteti del Sistema Solare, né l'aumento dei fenomeni sismici sugli stessi pianeti, compresa la Terra (vedasi tabella seguente tratta dai dati dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). 

DOWNLOAD TABELLA TERREMOTI: SCARICA



CONTINUA ARTICOLO > (in cui non può e non potrà mai sussistere qualsiasi forma di vita evoluta, come sostenuto da molti che hanno erroneamente interpretato gli antichi testi mesopotamici), di cui si sta tanto parlando ultimamente, se non mi fossi imbattuto in un resoconto del Dr. Valery M. Uvarov (Paleoscienze e Paleoetnologia dell'Accademia per la Sicurezza Nazionale della Russia), il quale fa riferimento a una serie di notizie straordinarie, partenti dalla seconda metà del 1.600 che, oltre a trovare validi riscontri nelle incisioni di Sumeri ed Egizi e darvi un compiuto senso logico, pongono anche un dilemma difficile da sbrogliare: 

La mattina del 25 gennaio 1662 Gian Domenico Cassini, direttore dell’Osservatorio di Parigi, scoprì nelle vicinanze di Venere un ignoto corpo a forma di mezza luna che gettava un’ombra (indizio diretto che si trattava di un pianeta)… Nel 1672 documentò la successiva osservazione del pianeta, che rivide il 18 agosto 1686. 
All’alba del 23 ottobre 1740 James Short, membro della Royal Society delle scienze, individuò il misterioso pianeta … 
Il 20 maggio 1759 a Greifswald, Germania, avvenne l’osservazione successiva, ad opera dell’astronomo Andreas Mayer. 
Il 10 e 12 febbraio 1761 il pianeta fu avvistato dal matematico Joseph-Louis Lagrange, quando era a Marsiglia, Francia. 
Nei giorni 3, 4, 7 e 11 marzo 1761 fu avvistato da Jacques Montaigne a Limoges, Francia. 
Nei giorni 15, 28 e 29 marzo 1761 fu la volta di Monbarreaux di Auxerre, Francia, mentre Redner di Copenhagen, Danimarca, effettuò otto avvistamenti del pianeta fra giugno, luglio e agosto dello stesso anno. 
Nel 1764 il misterioso pianeta fu avvistato da Roedkier, mentre il 3 gennaio 1768 fu la volta di Christian Horrebow di Copenhagen. 
L’ultima osservazione nota ebbe luogo il 13 agosto 1892 allorquando l’astronomo statunitense Edward Emerson Barnard individuò un corpo ignoto di settima magnitudine stella, poi il pianeta tornò dietro il Sole.

L'eccezionale anomalia, continua il Dr. Uvarov, nel funzionamento della "dinamo" solare che si verificò alla fine del diciassettesimo secolo e sino alla metà di quello seguente (che si manifestò, peraltro, come Maunder Minimum, caratterizzato per mezzo secolo da una quasi totale assenza di macchie solari) provocò l'instabilità orbitale di questo pianeta che, ruotando sulla stessa orbita della Terra, risulta alla stessa diametralmente opposto e, quindi, normalmente occultato dal Sole. Il segreto di questo pianeta ci è precluso non solo dalla vastità dello spazio esterno e dalla cecità e indifferenza della scienza rispetto a quanto ci riferiscono i documenti storici, ma anche dalla mano invisibile di qualcuno (si vedano i riscontri nelle "Notizie in Breve"). 

Duecentotrenta anni di osservazioni, diventano o no una conferma? Poi, se non bastasse, ci sono riscontri ancora più recenti. 

Ecco cosa ha da dire l'astrofisico Kirill Burusov in merito: "La presenza di un pianeta dietro il Sole e il comportamento razionale di determinate forze a esso associate sono evidenziati da "insolite comete" al cui proposito si sono accumulate informazioni in considerevole quantità. Talora tali "comete" transitano dietro il Sole senza, tuttavia, ripresentarsi nuovamente, quasi fossero delle astronavi. Quando la cometa Arend-Roland comparve (1956) da dietro il Sole, sulla sua coda vi era un trasmettitore che cambiò più volte frequenza e, separandosi dalla cometa, si rifugiò nuovamente dietro il Sole. Un fatto ancora più incredibile riguarda le "comete" che hanno eseguito una sorta di voli di ricognizione, oltrepassando a turno, i pianeti del Sistema Solare. Anche le due sonde spaziali sovietiche Phobos 1 e Phobos 2 (1988-89) scomparvero misteriosamente in quanto “testimoni scomodi”. L’ultima foto scattata dalla Phobos 2 (28/03/89) ritraeva un enorme oggetto ellittico a forma di sigaro che con tutta evidenza deviava la sonda ". 

Quale corpo celeste segnerà l’inizio della catastrofe, dal momento che è in procinto di esplodere anche una mega tempesta solare, 



TEMPESTA SOLARE:

che potrebbe destabilizzare nuovamente l’orbita del Dodicesimo Pianeta (quello degli Dei, secondo le antiche scritture) come già avvenuta nel XVII secolo? Non credo che un anno in più, o in meno, faccia molta differenza, ma invito il lettore ad approfondire l’argomento, se lo desidera. 

COME AFFRONTARE E SUPERARE LE PROBLEMATICHE DERIVANTI DALLA PROSSIMA TEMPESTA SOLARE ANNUNCIATA DALLA NASA E DALL’ESA 

PREMESSO:

Fonte: NASA (file: 2012-catastrophic-sun-storm-document) // Estratto

“La colpa è della cosiddetta “fase attiva”, che il Sole attraversa ogni 11 anni: durante questo particolare periodo, la nostra stella può generare tempeste magnetiche più o meno potenti, capaci, a seconda della minore o maggior intensità, di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la sicurezza degli astronauti o addirittura, in casi eccezionali come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia. Quando uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata sono rapide e gravi: «L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su strutture interconnesse, con effetti devastanti: la distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così via».

Fonte: Rapporto (US National Academy of Science) // Estratto

Ma quel che è peggio, scrive l’équipe diretta da Daniel Baker, direttore del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell’Università del Colorado, è che «I servizi d’emergenza potrebbero essere interrotti e il controllo sul paese completamente perso: l’unico modo di evitare che questo avvenga è cercare di arrivare preparati all’appuntamento con questa “Katrina spaziale”, studiando in modo ancor più approfondito le tempeste magnetiche e intervenendo per rafforzare le difese delle tecnologie più delicate». «Un fallimento catastrofico delle infrastrutture commerciali e governative, nello spazio e sulla Terra, può essere mitigato incrementando la preparazione della gente su questi temi, rafforzando le strutture vulnerabili e sviluppando sistemi avanzati per la previsione delle tempeste», conclude la ricerca, «Senza azioni o piani di prevenzione, l’accresciuta dipendenza da tecnologie avanzate, ma sensibili ai fenomeni spaziali potrebbe rendere la nostra società molto vulnerabile in futuro». 

La NASA ha pubblicato tramite l'Accademia Nazionale delle Scienze, un dossier preoccupante. In questo dossier si parla esplicitamente dei rischi potenziali per una serie di eventi catastrofici che avverranno entro il 2012. Questi eventi saranno caratterizzati da bombardamenti di vere e proprie tempeste solari e di sciami meteoritici.

Fonte: (Ansa) - Fra tre anni super tempesta solare

Tra circa tre anni la Terra potrebbe essere investita da una tempesta solare potentissima, in grado di distruggere le reti elettriche e di riportare il mondo, almeno per una ventina d’anni, all’età del Medio Evo. 

Secondo quanto riporta il settimanale britannico New Scientist, un rapporto finanziato dalla Nasa e pubblicato dalla National Academy of Sciences (Nas) americana a gennaio conclude che una tempesta solare potrebbe verificarsi a breve e avere gravi conseguenze per la società umana, totalmente dipendente dall’elettricità e dalla tecnologia. 

«Ci stiamo avvicinando sempre più ad un possibile disastro», ha dichiarato alla rivista britannica Daniel Baker, esperto di meteorologia spaziale dell’università del Colorado e presidente della commissione della Nas che ha redatto il rapporto. 

Secondo gli scienziati, in un anno di intensa attività del Sole, come si prevede potrà essere il 2012, potrebbero avvenire violente esplosioni della corona solare e la Terra potrebbe essere investita da un’ondata particolarmente violenta di vento solare. 

A contatto con la magnetosfera terrestre, il vento solare potrebbe causare una perturbazione geomagnetica tale, secondo l’esperto, da far saltare le linee elettriche. 

L'ultima volta che si era verificata una tempesta solare particolarmente violenta, nel 1859, una gigante aurora boreale aveva investito la Terra fino ai Tropici. In California, un gruppo di minatori si era svegliato pensando fosse giorno ed invece erano le due del mattino. Ma il mondo non era ancora così industrializzato e dipendente dalla tecnologia e, a parte alcuni danni alle linee del telegrafo, le conseguenze di quella tempesta, chiamata perturbazione di Carrington, non erano state particolarmente gravi. 

Ovviamente, c'è da sperare che nel frattempo la scienza possa escogitare adeguate contromisure.

Fonte: Dr. Tony Phillips - http://science.nasa.gov/ VERSIONE INTEGRALE
Dikpati's forecast puts Solar Max at 2012. But solar physicist David Hathaway of the National Space Science & Technology Center (NSSTC) confirms: «I expects it will arrive sooner, in 2010 or 2011». 

TENUTO CONTO:

Che senza opportuni interventi governativi (preventivi) il mondo intero rischia di rimanere senza alcuna forma d’energia anche per diversi anni. 
Che a livello nazionale nessuno si preoccupa degli allarmi lanciati dagli Enti suddetti attraverso i documenti scientifici ufficiali (documenti pubblici), mentre tantissimi altri paesi si sono attivati in tal senso da tempo. 
Che esistono precedenti tempeste solari (CME) estremamente intense (1859 = 1.760nT – 1921 = 980nT e 1989 = 589nT limitatamente al Canada) 
Che l’evento sarà preceduto da aurore boreali [PRIMO SEGNALE DISPONIBILE] fino alle basse latitudini (nel 1859 furono visibili anche su Roma) e che l’arrivo della tempesta solare seguirà tali aurore con un lasso di tempo di diverse ore (da 10 a 24 ore secondo l’intensità). 
Che è anche possibile usufruire di un servizio di teleallarme in abbonamento [SECONDO SEGNALE DISPONIBILE], collegandosi al sito www.spaceweather.com (Space Weather Prediction Center del NOAA – National Oceanographic & Atmospherc Administration - USA), al costo di 4,95 US$/mese.

ALL’AVVISTAMENTO DELL’AURORA SI CONSIGLIA D’ATTIVARE QUANTO SEGUE NELL’ORDINE:

Ridurre al massimo la temperatura dei cibi congelati. 
Ridurre di qualche grado la temperatura del frigorifero. 
Scollegare le batterie dei telefoni cellulari (*). 
Scollegare fisicamente i cavi dell’antenna televisiva e/o della parabola, dalle centraline d’alimentazione. 
Scollegare e rimuovere le batterie degli autoveicoli/motoveicoli e riporle isolate da terra (*). 
Scollegare fisicamente la messa a terra degli impianti elettrici. 
Scollegare fisicamente i cavi elettrici a valle del contatore ENEL. 
Scollegare fisicamente le stringhe dei panelli fotovoltaici o scollegare quelle dall'impianto eolico (assolutamente necessari per riattivare la produzione elettrica, in attesa del riavvio delle centrali) dall’inverter. 
Scollegare fisicamente gli accumulatori degli impianti avendo cura d’avere in precedenza posizionato gli accumulatori stessi su supporti isolati da terra (*). 
Avviare un generatore ausiliario e collegarlo alla rete elettrica privata [NB: il generatore dovrà essere posizionato isolato da terra. Dovrà essere attivato, anche a cadenza oraria, per le prime 24-48 ore dall’avvistamento dell’aurora, tanto per garantire la conservazione dei cibi]. 
Qualora il generatore ausiliario risultasse refrattario (come si presume) agli effetti della tempesta solare, potrà essere attivato un generatore primario per il funzionamento di tutta la rete elettrica privata. Tale generatore dovrà anch’esso essere isolato da terra e dovrà essere mantenuto efficiente per 7-10 giorni (periodo stimato per la durata delle fasi della tempesta solare). 
Dopo 10 giorni dall’inizio degli eventi, ricollegare quanto in precedenza disattivato e/o rimosso e rimettere in funzione l’impianto fotovoltaico/eolico che dovrà funzionare a isola fino al ripristino delle forniture tradizionali.

(*) Si consiglia di isolare tutti gli accumulatori, avvolgendoli con panni di cotone e pellicola d'alluminio per alimenti.



CONTINUA ARTICOLO >

L’arma della paura e il “Setaccio di Dio” 

NOTE: "Molti hanno sollevato giuste obiezioni sul perché ci si debba preparare a superare eventi che poi, alla fine, avranno come risultato un mondo in mano a un'elite degenere che manifestamente tende sempre più a schiavizzare gli individui sotto il suo dominio. Altri hanno ammesso che non vorrebbero mai vivere in un mondo così, preferendo la morte (soluzione anche condivisibile, se esistesse davvero come fine di tutto). Scusandomi per la lacuna (certi assunti, purtroppo, li davo per scontati) ho aggiunto (4 gennaio 2010) il presente capitolo sul quale riflettere adeguatamente. Provvederò a inviare il nuovo file (che ha anche subito aggiunte tecnico-scientifiche e informative qua e là) ai miei primari destinatari, con preghiera di diffondere questo aggiornamento a quanti avranno ricevuto da loro stessi "What News" già in precedenza. Spero d'essere stato sufficientemente esplicativo e non credo d'avere altro da aggiungere (ora penso d'avere inserito abbastanza elementi per potere assemblare facilmente un quadro d'insieme. Gli input ci sono tutti per continuare gli approfondimenti anche da soli!), pertanto non ci saranno ulteriori inoltri. 
La pagina che segue, dopo questa, fa parte della prima versione ed è in parte ripetitiva, ma ho preferito lasciarla ugualmente". 

Molto sinteticamente, la situazione socio-economica e politica che si palesa ha risvolti drammatici e lontani sono i tempi della svolta, secondo l’elite che sta pianificando, da anni, l’attuale crisi economica tendente alla creazione di un unico governo mondiale affatto democratico, con una sola banca (in mano ai privati, come la Federal Reserve americana) e una sola valuta, internazionali (gli increduli possono leggere i vari rapporti, pubblici, sulle riviste specializzate). 

Abbiamo permesso, con la nostra inettitudine, che disumanizzazione e terrore imperversino sovrani. Gli inventori di malattie fanno ottimi affari vendendo farmaci per “curare” le patologie da loro inventate e, attraverso i vaccini, promuoverne altre (d’altra parte, solo il panico diffuso con la complicità dei media non conosce recessione). 

Democrazia, libertà e privacy sono sempre state pure illusioni che continuano, ancora, ad albergare nelle menti dei molti sprovveduti i quali, ebbri di fandonie, hanno smarrito il proprio senso critico e la capacità di ragionare con la propria testa. La passiva accettazione della tecnologia RFID (dispositivo di identificazione tramite radio frequenza) è una delle prove più lampanti laddove, attraverso software ChoicePoint e LexisNexis, chi li utilizza è in grado di avere una profonda conoscenza di chiunque circa: spostamenti, comportamenti, esperienze, convinzioni, bisogni e desideri (Sir David Varney, capo del Transformational Government). Molti paesi hanno già imposto ai loro cittadini l'innesto sottocutaneo di microcips contenenti tale tecnologia. Ma anche noi permettiamo inconsapevolmente che sia utilizzata su noi stessi, essendo presente nelle "tessere fedeltà" rilasciate dai centri commerciali, nelle carte di credito, nei bancomat, nei cellulari (GPS+RFID) e così via. L'unica differenza è che, per ora, noi possiamo ancora scegliere di non farne uso, sottostando solo (sic!) ai capillari controlli satellitari. 

Il potere politico e l’esecutivo, pilotati dall’elite auto-denominatasi “nuovo ordine mondiale”, è l’organizzatore e il mandante degli “auto-attentati” e “strani incidenti” che da oltre sessant’anni hanno segnato la nostra storia e legittimato, nei confronti di un’opinione pubblica ottusa: guerre, assassinii, insabbiamenti, abusi e repressioni d’ogni sorta. 

In fondo, il copione è solo ripetitivo e ampiamente collaudato. Le religioni, infatti, lo stanno interpretando con successo da centinaia e centinaia di anni. 

Il terrorismo è molto più vicino a noi di quanto si possa pensare, ma pochi osano ammettere d’essere stati continuamente ingannati. E gli ignoranti, quando va bene, accusano chi condanna la realtà dei fatti di falsità, esagerazioni e catastrofismo. 

Poi, in questo "fantastico" panorama (di cui tutti noi siamo responsabili, nessuno escluso), si insinua prepotentemente, fra i tanti ulteriori fatti che ci interessano, o dovrebbero interessarci, molto da vicino: il Codex Alimentarius. Nato sotto l'impero Austro-Ungarico nel 1893 come un codice di regolamentazione giuridico-alimentare, rimase in vigore fino alla caduta dell'impero nel 1918. Rispolverato dall'ONU nel 1962 e finanziato dalla FAO e dall'OMS ha operato fino al 2002, data in cui ha "abdicato", per il subdolo obiettivo di incrementare i profitti delle malefiche potenze corporative globali (principalmente quelle farmaceutiche e degli OGM), controllando nel contempo il pianeta tramite il cibo. Il nuovo scopo di quest'organizzazione (di fatto gestita dagli USA - 30 giugno / 4 luglio 2008) è letteralmente un vero e proprio affronto alla libertà delle persone di continuare ad avere accesso a elementi nutritivi sani, puliti e salutari, applicando standard nutritivi da fare rabbrividire il peggiore aguzzino nazista (Dr. Gregory Damato, Perth - Australia). Questi standard saranno ben presto imposti a tutti i 153 paesi membri del WTO, indipendentemente da quanto le agenzie governative dichiarano allo scopo di soffocare sul nascere qualsiasi potenziale ribellione del pubblico. L'obiettivo? Ridurre la popolazione mondiale dall'attuale numero di individui a 500 milioni sostenibili (una riduzione del 93% della popolazione mondiale, secondo le loro stime. La FAO e l'OMS hanno stimato che, con la sola introduzione delle direttive su vitamine e minerali, nell'arco di un decennio si avranno come esito minimo tre miliardi di decessi). 

Il quadro è davvero drammatico e deludente. E la speranza in un “mondo migliore” diventa, per molti, sempre più utopica. 

Come potrebbe essere ovvio ritenere, chi gestisce il potere e/o ha ingenti capitali avrà più possibilità di organizzare la propria salvezza durante le fasi determinanti che si paleseranno, inevitabilmente, a breve. Dopo la proiezione del film diretto da Roland Emmerich “2012”, questa consapevolezza ha preso maggiore consistenza, avvalorata anche dalle notizie apparse sul Web di basi sotterranee e rifugi-bunker per pochi eletti. 

Fatti che, nelle persone comuni, generano ancora più sconforto che degenererà, al palesarsi di notizie ufficiali riguardanti gli eventi attesi, in un’ingiustificata rabbia cieca. MA QUESTA VOLTA LA REALTÀ SARÀ BEN DIVERSA! 

Scorte e rifugi non basteranno a preservare l’umanità dagli eventi che dovremo affrontare, perché non siamo di fronte solo a un ciclico evento catastrofico, ma a un determinante salto di frequenza. Ricordate la Risonanza Schumann? 

Il nostro Sistema Solare si sta muovendo in una regione del cosmo in cui una costellazione, che è stata distrutta, ha lasciato il suo segno, la sua “polvere”. Tale passaggio attraverso questo spazio “contaminato” è fonte di “avvelenamento” per tutti i pianeti e le creature della galassia. Soltanto i Soli, per i processi nucleari che li alimentano, sono esenti dall’influsso negativo di questo ambiente ostile denominato “la tredicesima zona”. Dopo migliaia di anni la Terra, finora “imprigionata” in questa zona del cosmo, sta per compiere una vera e propria “Ascensione”, o purificazione uscendo e, così, elevandosi a una “nuova consapevolezza” o vibrazione. 

Il cambio di frequenza sarà il vero selettore che interagirà indistintamente ovunque, non le catastrofi naturali per quanto tremende potranno essere! 

Le lancette dell’orologio cosmico si stanno spostando su un nuovo quadrante dove le frequenze (Risonanza Schumann, cicli al secondo, Hertz, vibrazioni) non saranno fisicamente e psichicamente sopportate da tutti, a meno ché non si sia già in sintonia, o non si intraprenda quella catarsi che porta alla medesima ascensione. Questo, per intenderci meglio, è ciò che chiamo il “Setaccio di Dio”, capace di interagire ovunque e comunque, in una parola: di selezionare. 

È ovvio che molti di coloro che già sono allineati, o si stanno allineando alla nuova frequenza (non essendo ancora fisicamente immortali) potranno perdere anch’essi il loro involucro fisico durante il corso degli eventi. Ma potranno riacquistarne uno nuovo qui su questa Terra, a differenza di altri che saranno confinati in uno dei tanti universi paralleli più consoni alla bassa pulsazione della loro frequenza. 

Il “salto quantico” non proietterà i più elevati in frequenza attraverso l’iperspazio in zone affini alla nuova vibrazione. Molto più semplicemente, sarà questo nostro pianeta che si allineerà ad accogliere una nuova forma di vita energeticamente più evoluta (non ho voluto utilizzare il termine “spiritualmente più evoluta” per non creare errate conclusioni, giacché temo, purtroppo, che molti non siano propensi ad accettare questa straordinaria Affinità/Realtà). 

Bisogna riuscire a comprendere che ciò che sta per accadere è necessario e naturale, essendo la Terra anch’essa un elemento vivo, all’interno di un corpo-universo altrettanto vivo. 

È sempre stato sostenuto che vigono le stesse leggi fisiche e le stesse affinità fra il microcosmo (l’uomo) e il Macrocosmo (l’Universo). “Come in alto, così in basso” e viceversa. Niente di più naturale, quindi, che questo nostro pianeta reagisca, con i suoi mezzi, come il nostro corpo fisico reagisce quando scatena gli anticorpi a fronte di una qualsiasi infezione, o insorta malattia. 

È scientificamente, da tempo, provato che i virus, onnipresenti nel nostro corpo fisico, lo mantengono in vita così come sono capaci di provocarne la morte, allorché si perdono i giusti equilibri. Ecco che, gli eccessi negativi di cui siamo da troppo tempo protagonisti nei confronti di noi stessi (negativismo indiretto che in ogni caso permea il tessuto in cui viviamo) e direttamente nei confronti di questa forma di vita (la Terra) debbono essere eliminati. Estirpati come un cancro, poiché l’ora della metamorfosi fisica del pianeta è ancora lungi da venire. 

Si tratta, molto semplicemente ma con grande evidenza, di fare una scelta. Nessuno, in ogni caso, finirà dannato nel “fuoco eterno” secondo le stupidaggini che ci sono state inculcate. Si tratta solo di cogliere l’occasione che ci si prospetta, collettivamente, per la prima volta dopo migliaia di anni, cioè: vivere la magia della Vita, o continuare ad arrancare nel mondo delle ombre e delle illusioni come abbiamo fatto finora, in attesa di un’altra opportunità collettiva, fra 75.000/77.760 anni (ma, anche in questo caso, l’alternativa resta sempre l’atemporale catarsi individuale). 

Il nostro Sistema Solare, quindi, sta reagendo e finalmente “guarendo” da una “forma tumorale” che lo ha tenuto agonizzante e convalescente per molto tempo. Nell’immaginario divino ha riscoperto la sua Vera Natura Immortale e si sta incamminando verso la Meta attraverso l’unico mezzo possibile: l’elevazione della frequenza (potete anche chiamarla consapevolezza, o coscienza). Spetta ancora al nostro libero arbitrio la decisione di cavalcare quest’opportunità, o di arrenderci e continuare ad annaspare in una fangosa vita di illusione, menzogne e brutalità. 

Non vi chiedo d’avere fede in un qualunque dio, o sedicente suo rappresentante, né di non essere arrabbiati per le migliaia di anni di menzogne che ci hanno continuamente condizionati, ma di aprire e ascoltare il vostro cuore; di avere fede in Voi stessi, nella Vostra Vera Natura Immortale (NOTA) 



La Vera Natura Immortale 

Questa nota sarebbe meglio compresa da chi "mastica" un po' di fisica, tuttavia, cercherò di utilizzare un linguaggio il più semplice possibile affinché sia istruttiva per tutti: 

La nostra Vera Natura Immortale è ben rappresentata dalle quattro caselle nere poste, dal fisico italiano Massimo Corbucci nella nuova Tavola degli Elementi da lui realizzata, fra gli elementi 71 e 72 e fra gli elementi 103 e 104: il "VAVHAU-TAHU Quantomeccanico" in contrapposizione al Bosone di Higgs/Veltman (la cosiddetta Particella di Dio) che ha segnato il clamoroso flop del recente esperimento (10/09/08) effettuato al CERN di Ginevra, con costi esorbitanti. Un flop annunciato più di trenta anni fa dallo stesso Corbucci, dal momento che si stava cercando nel modo e nel posto sbagliati. 

La Particella di Dio, a differenza delle altre - afferma giustamente il fisico italiano - non è delimitata da pareti, perché è la "quantizzazione" di un campo "scalare" che contiene sia la massa, sia l'unica particella priva di massa. A generare l'Universo, quindi, non è dunque un bosone, ma una sorta di connettivo, un locus che ha caratteristiche e proprietà non ancora ben previste dall'arroganza della Fisica ufficiale. 

In ogni caso, il Campo di Higgs/Veltmann sta a indicare quel mezzo tramite il quale le particelle (da cui la nostra Vera Natura Immortale) acquistano massa e formano la materia (ogni corpo fisico). Gli elettroni cristallizzano e le cose (come il nostro attuale corpo fisico), assumono solidità e tangibilità, affinché i nostri sensi possano farne esperienza sullo stesso piano. 

Riassumendo, siamo parte integrante di un'unica Essenza, laddove ogni atomo è intercollegato da "cordoni ombelicali" detti "wormholes" che sfociano in un "buco nero" al suo esterno. Questa Essenza unica, che si manifesta sul piano Multiversale attraverso la scala delle frequenze, cristallizzandosi assume forme/materia molteplici, modulando le vibrazioni, necessarie per fare determinate esperienze sui diversi livelli. 

L'unico problema è che più bassa risulta la frequenza, più limitata sarà la consapevolezza della propria Vera Natura. In ogni caso, tutto ciò che è presente nel Multiverso è unicamente Essenza condensata. 



CONTINUA ARTICOLO > ... e nella Verità che ascoltando il vostro cuore saprete bene riconoscere. NESSUN ACCORGIMENTO MATERIALE SERVIRÀ A SALVARCI, SE NON SAREMO PRONTI AD ACCOGLIERE IL CAMBIO DI FREQUENZA E UNIFORMARCI A ESSA. 

Altra cosa importante: “Questa volta gli eventi catastrofici e gli effetti a essi correlati, come è ovvio che sia, dureranno solo il tempo necessario per la selezione. Una volta terminata, la vita su questa Terra risplenderà come mai in precedenza (da Marzo 2018). Questa non è una profezia, ma un dato di fatto scontato conseguente alla nuova risonanza acquisita”. 

Quadratura del cerchio? Di più! Oserei definirla "Cerchiatura del Quadro", giacché chi avrà ben compreso il semplice meccanismo delle frequenze e la loro importanza fondamentalmente universale, dominerà gli elementi, la materia, il tempo e lo spazio. In una parola: il Multiverso (l'insieme degli Universi). Riflettiamo bene, quindi, su questo capitolo e sulla Risonanza Schumann, perché la chiave di tutto è qui! 

Se ciò non fosse ancora chiaro, porterò un esempio: "A chi affidereste i vostri beni più preziosi e la vostra stessa vita? A un ladro, a un truffatore, a un assassino? Certamente no! E se doveste scegliere fra un uomo onesto, consci del fatto che è sempre l'occasione che fa l'uomo ladro, e un altro che sì ha sbagliato, ma che si è ravveduto e ha giurato a se stesso di non ripetere più gli stessi errori, di chi vi fidereste di più? Chi vorreste mettere alla prova? La stessa cosa fa, ora con noi, la Legge che regge il Multiverso: ci dà un'opportunità collettiva soppesando i sentimenti che albergano ora nei nostri cuori. Di fatto, esamina il nostro grado evolutivo sulla scala delle frequenze". 

Durante molti dibattiti sul medesimo argomento, molti mi chiedono (tanto per non farci mancare nulla): "E la profetizzata venuta dell'anticristo alla fine di quello che sembra la fine dei tempi, dove si colloca"? 

Per una volta permettetemi d'essere scurrile: "Tutte cazzate!!!" 

Ancora non siamo stati in grado di stabilire se la figura ricamata attorno al cosiddetto Cristo sia reale o appositamente inventata, dato che gli storici dell'epoca non ne fanno alcuna menzione (vedasi: Aulo Perseo, Columella, Livio, Lucano, Lucio Floro, Petronio, Fedro, Filo Judeo, Plinio il Vecchio, Plutarco, Pomponio Mela, Rufus Curtius, Quintiliano, Quinto Curtius, Seneca, Silo Italico, Statius Caelicius, Valerio Flacco, Valerio Massimo e, perché no, Plinio il Giovane, Svetonio, Tacito e Flavio Giuseppe) che da subito vogliamo affiancargli una controfigura. 

L'anticristo e satana li custodiamo tutti i giorni avidamente nelle nostre tasche raffigurati da: "il dio denaro" che attraverso le sue legioni (individualismo, egoismo, invidia, cattiveria, abusi, discriminazioni, sfruttamento, intolleranza, adulterazioni e inquinamento, contraffazioni, brama di potere, omicidi, guerre, etc) ci tiene costantemente sotto il suo dominio. 

Come inferno non vi pare che basti senza incolpare, per questo, qualcun'altro diverso da noi stessi? 

Teniamolo bene a mente, giacché, chi di noi avrà un futuro da qualche altra parte, non debba ripetersi con le ipocrisie e le nefandezze del passato e ... del presente. 

Da parte mia, m’incoraggia l’ulteriore conferma che non siamo soli. Che, sicuramente i nostri confratelli, che vivono di fronte a noi e che dispongono di una tecnologia avanzatissima di millenni, sapranno affrontare le nostre stesse problematiche in modo adeguato e, chissà, venire in nostro soccorso (magari anche nei confronti di quelli che pare si interessino alle nostre parti anatomiche come pezzi di ricambio. Anche se, in un quadro macabro, avrebbero anch'essi tutti gli interessi che l'umanità si salvasse ...), come già fatto nell’arco di millenni (vedasi, p. e., anche il gigantesco complesso sotterraneo di difesa da asteroidi allestito nell’attuale Siberia occidentale, che ancora funziona in maniera automatica), anche se, preda o cacciatore, non so se i nostri comportamenti, in via generale, meritino qualche attenzione particolare. 

Purtroppo anche bearsi nella/della propria ignoranza fa parte del libero arbitrio … 


Durante molti dibattiti sul medesimo argomento, molti mi chiedono (tanto per non farci mancare nulla): "E la profetizzata venuta dell'anticristo alla fine di quello che sembra la fine dei tempi, dove si colloca"? 

Per una volta permettetemi d'essere scurrile: "Tutte cazzate!!!" 

Ancora non siamo stati in grado di stabilire se la figura ricamata attorno al cosiddetto Cristo sia reale o appositamente inventata, dato che gli storici dell'epoca non ne fanno alcuna menzione (vedasi: Aulo Perseo, Columella, Livio, Lucano, Lucio Floro, Petronio, Fedro, Filo Judeo, Plinio il Vecchio, Plutarco, Pomponio Mela, Rufus Curtius, Quintiliano, Quinto Curtius, Seneca, Silo Italico, Statius Caelicius, Valerio Flacco, Valerio Massimo e, perché no, Plinio il Giovane, Svetonio, Tacito e Flavio Giuseppe) che da subito vogliamo affiancargli una controfigura. 

L'anticristo e satana li custodiamo tutti i giorni avidamente nelle nostre tasche raffigurati da: "il dio denaro" che attraverso le sue legioni (individualismo, egoismo, invidia, cattiveria, abusi, discriminazioni, sfruttamento, intolleranza, adulterazioni e inquinamento, contraffazioni, brama di potere, omicidi, guerre, etc) ci tiene costantemente sotto il suo dominio. 

Come inferno non vi pare che basti senza incolpare, per questo, qualcun'altro diverso da noi stessi? 

Teniamolo bene a mente, giacché, chi di noi avrà un futuro da qualche altra parte, non debba ripetersi con le ipocrisie e le nefandezze del passato e ... del presente. 

Ringraziamenti 

Un profondo e sentito ringraziamento va all'amico Maurizio, senza la cui domanda (rivoltami a metà del 2009): "Può il disgelo dei ghiacciai spostare l'asse terrestre?" questo mio modesto lavoro non sarebbe mai nato e non avrei avuto la possibilità informare quanti siano interessati a idee non convenzionali. 

Ora posso dargli questa risposta: "In un contesto normale privo di salto di frequenza risponderei: Si, ma fra 13.000 anni! Quando la Terra, in prossimità del nuovo incontro col Piano Galattico, riprenderà il moto precessionale. Ma questo aspetto, d'ora in poi, non riguarderà più il pianeta Terra". 

Un altro ringraziamento va fin da ora a tutti coloro che duplicheranno questi file e li diffonderanno, affinchè le informazioni alternative, in essi contenute, possano avere la massima visibilità e possano diventare fonti di confronto costruttive, con la sola raccomandazione che i contenuti restino inalterati.

DOWNLOAD TABELLA TERREMOTI: SCARICA

Copyright © 2010 Dr. Ing. Roberto Morini
Sogliano Al Rubicone - (FC) - Italy 

Notizie in Breve

22 aprile 1948 - Fonte Il Giornale del Mondo - bimensile: marzo-aprile 1948
A Miami (USA), Il vice Ammiraglio Ellis Zacharias (ex capo del servizio informazioni della Marina americana), nel corso di un’intervista, dichiarava che gli Stati Uniti possedevano tre armi più potenti della bomba atomica e con un’efficacia distruttiva a larghissimo raggio: “Gli Stati Uniti sono in possesso di armi biologiche, batteriologiche e climatologiche, tutte sviluppate durante l’ultima guerra e disponibili su larga scala”. 


27 maggio 1954 - Fonte CIA sezione FOIA (Freedom of Information Act)
In una conferenza tenutasi a Dakar, il 12 dicembre 1953 e organizzata dalle “Forze Aeree Francesi”, si è parlato di UFO, ma non solo. I militari francesi avevano la concezione che tecnicamente non esistesse nessun ostacolo, alla costruzione di navi spaziali a energia cosmica. Tra le altre cose vi si afferma che l’Aeronautica Militare francese ammette l’esistenza dei “flying saucers” (piatti volanti).


1971 - Fonte Saga magazine's Special UFO Report
Il noto ricercatore Otto Binder, in un articolo intitolato Liquidation of the UFO Investigators denuncia le morti misteriose di 137 fra ricercatori, scrittori, giornalisti, scienziati e testimoni coinvolti nell'ufologia, avvenute negli ultimi 10 anni.


1985 - 1987 - Fonti governative
Ronald Reagan: … le sibilline parole di “pianeta alieno” e “minaccia aliena proveniente dal di fuori di questo mondo” pronunciate pubblicamente e proprio da Reagan rispettivamente il 4 dicembre 1985, in un liceo del Maryland, e il 21 settembre 1987 alla 42° Assemblea Generale delle Nazioni Uniti, a New York.
Michail S. Gorbaciov: così si espresse il 17 febbraio 1987 di fronte al Comitato Centrale del Partito Comunista, al Gran Palazzo del Cremlino: “Al nostro incontro di Ginevra, il Presidente americano ha detto che se la Terra affrontasse un’invasione da parte degli extraterrestri, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica unirebbero le loro forze per respingere una tale invasione. Non discuterò l’ipotesi, sebbene penso che sia ancora presto per preoccuparsi di una simile intrusione …”


17 gennaio 1996 - Fonte Altrogiornale
PHIL SCHNEIDER fu trovato massacrato nella sua abitazione, dopo 14 attentati andati a vuoto. Schneider sosteneva pubblicamente che:
1. il governo USA fece un patto con gli alieni Grigi nel 1954. Questo accordo è chiamato il Grenada Treaty.
2. l'AIDS era un virus da laboratorio per controllare la popolazione inventato dal National Ordinance Laboratory di Chicago, Illionois.
3. All'insaputa di tutti il governo USA possiede un dispositivo che causa terremoti, il Kobe Quake, che non ha onde pulsanti. Il terremoto di San Francisco del 1989 non presentava onde pulsanti.


10 luglio 2007 - Fonte Altrogiornale
Morte per fucilata al cranio. Morte per sospetto avvelenamento. Morte per sospetto strangolamento. Morti a causa di possibili virus letali impiantati nel corpo
Il fatto che 30 strane morti siano associate al progetto per lo Scudo Spaziale effettuato dalla Marconi Limited in Inghilterra tra il 1985 e il 1988 porta a fare strane congetture.




1963 - Fonte Robert Becker e Howard Friedman
I due scienziati dimostrarono che le variazioni solari determinano anch'esse un evidente incremento dell'attività psicotica: "I riscontri indicano che guerre e conflitti internazionali scoppiano con maggiore frequenza quando le macchie solari sono in rapida formazione, o decadimento, ovvero in momenti in cui si verificano tempeste geomagnetiche di maggiore intensità".


1999 - 2002 - Fonti varie 
Se il riscaldamento globale è di origine antropica, chi, o cosa, fa surriscaldare gli altri pianeti del Sistema Solare? I telescopi spaziali attraverso i sensori termici constatano un aumento della temperatura per il pianeta Giove di 10°C come temperatura media. Su Marte l'aumento della temperatura è indicato anche dalla forte diminuzione delle calotte polari e dalla presenza di pozze d'acqua. Anche nei pianeti più lontani come Urano, Nettuno e Plutone si constatano aumenti di temperatura. La luna di Nettuno, Tritone si sta riscaldando (BBC Science & Technology News, 25 luglio 1999). Plutone sta sperimentando un riscaldamento straordinario (Massachusetts Institute of Technology News, 9 ottobre 2002).


7 giugno 2006 - Fonte Norway’s Aftenpolten News Service
Una massiccia ondata di meteoriti colpisce la Norvegia con una forza di una bomba atomica, mentre la Scozia subisce un terremoto. A detta degli scienziati russi, la più grande preoccupazione è che questi eventi provocano un'instabilità della Terra. Si tratterebbe dell'impatto di una moltitudine di frammenti della cometa 73P/Schwassmann-Wachmann che inspiegabilmente si è frammentata. Alcuni studi sostengono che gran parte dei frammenti di questa cometa rimane in orbita attorno al nostro pianeta e alla Luna.


19 settembre 2006 - Fonte Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Iacopo Nicolosi, Fabio Speranza e Massimo Chiappini, ricercatori dell’Istituto: «Che il Mar Tirreno fosse soggetto a un processo di "oceanizzazione", cioè di lentissima espansione, era noto da tempo ai geologi. Il fenomeno è andato avanti fino ai nostri tempi, accompagnato anche dalla nascita di vulcani sottomarini, dall’apertura di fratture profonde e dalla rotazione in senso antiorario dell'Appennino meridionale». Le nuove elaborazioni sviluppate dai ricercatori dell'INGV non solo confermano che il fenomeno è avvenuto in tempi geologicamente recenti (circa 2 milioni di anni fa), ma anche che è avvenuto a velocità superiore al previsto, tanto da segnare il record mondiale delle velocità di espansione dei fondali oceanici. Questa scoperta, al di là del valore scientifico, confermato dalla tempestiva pubblicazione sulla prestigiosa rivista internazionale “Geology”, assume una particolare importanza perché la zona interessata dall’espansione si trova a ridosso del più grande vulcano europeo, il Marsili.


2007 - Fonte NASA
1. Nevica su Marte, evento ripreso sia dalle sonde orbitali sia da quelle sul suolo marziano, come la Phoenix. L’evento è circoscritto a poche zone, e la neve si è sciolta prima di toccare terra, ma l’evento, stimato come “assolutamente impossibile” dagli astronomi, ha lasciato tutti di stucco.
2. Il clima di Giove sta cambiando, forse è tutta l'atmosfera del pianeta che si scalda, come avviene oggi sulla Terra, dove si registra un notevole aumento di intensità e di numero degli uragani.
3. Nel Novembre del 2006 la navicella europea Venus Express svelò dei giganteschi vortici atmosferici che si avvitavano intorno ai poli del pianeta Venere.
4. La sonda Cassini mostra le incredibili immagini di un nuovo uragano su Saturno, talmente grande da includere tutto il proprio Polo Nord. Ma la cosa incredibile è che questa volta la formazione ciclonica è di forma esagonale!


2007 - Daniel K. Inouye, Senatore degli Stati Uniti
"Esiste un governo ombra dotato di una propria forza aerea e navale, di un proprio sistema di autofinanziamento, capace di manipolare l'opinione pubblica e di perseguire i propri ideali di interesse mondiale, fuori da ogni forma di controllo e non sottoposto al rispetto della legge stessa". 


2008 - Fonte notiziario della Royal Astronomical Society
Il gruppo di scienziati di Cardiff afferma che quando passiamo attraverso il piano galattico, ogni 35-40 milioni di anni, le possibilità di collisione con una cometa decuplicano. Curiosamente, anche i riscontri dei crateri terrestri indicano che ogni 36 milioni di anni incorriamo in un maggior numero di collisioni. Il prof. William Napier del Cardiff Center ha notato: "Si tratta di una magnifica coincidenza fra quello che rileviamo sul terreno e quello che ci si attende dai dati galattici". Il direttore del centro Cardiff, professor Chandra ha commentato: "Nel caso siate interessati a quando potrebbe manifestarsi il prossimo sciame di comete, la nostra attuale posizione nella galassia suggerisce che siamo molto vicini a un periodo di tal genere”. 


2008 - Fonte Dr. Hosemann (Obttingen)
Quando il Sole entra in uno di questi periodi di surplus d’attività, numerose ricerche hanno rilevato una vasta gamma d’effetti, generalmente piuttosto negativi dal punto di vista umano: aumento del numero d’infarti e di patologie cardio-vascolari, abbassamento della coagulazione sanguigna, aumento del numero d’emorragie polmonari, abbassamento del numero dei leucociti (globuli bianchi) ma aumento del numero dei linfociti (varietà dei globuli bianchi) rialzo dell’indice di flocculazione dell’albumina del siero sanguigno (l’albumina si condensa in fiocchi dopo aver perso tutti gli strati di ioni periferici delle molecole, il che ne altera ogni valore biologico), abbassamento della respirazione e dell’attività nervosa, aumento del numero di suicidi, d’infortuni sul lavoro e di circolazione, aumento delle crisi d’agitazione in psicopatici, di conflitti armati e d’epidemie d’ogni tipo. 


4 agosto 2008 - Fonti televisive diverse
Ad Hautmont (FR) si è verificato il primo tornado in Europa. 


26 settembre 2008 Fonte Clif High di "Half Past Human"
Dallo studio di strati di metadati, alcuni contesti derivati che si palesano secondo il principio della serendipità, evidenziano punti ricorrenti su una collera furibonda che a sua volta avrà come esito una rivoluzione sanguinosa negli USA. Tuttavia farà parte di un'ondata rivoluzionaria globale contro le Autorità Costituite. Il popolo prenderà possesso di determinate istituzioni, il che comporterà la divulgazione di dati tenuti nascosti da secoli. Questo avvierà il proprio set di argomenti e modalità relativi alla rivoluzione, giacché la popolazione è stata imbrogliata. Nel 2010 ci addentriamo nell'area in cui iniziamo ad avere a che fare con quelle che definiamo "guerre aliene". Da informazioni concernenti il 2011, sembra che gli esseri umani siano implicati, in base a numerosi livelli diversi, non solo sul piano del combattimento, ma anche come una sorta di preda. Una volta assemblati tutti i vari differenti scenari del linguaggio, si è iniziato a sapere in quanti velivoli alieni, schiantati al suolo, avevano reperito cataloghi di parti del corpo umano. Tutto questo deriva dalla divulgazione di tutte le informazioni russe e sugli UFO avvenuta negli ultimi mesi. 


26 ottobre 2008 - Fonte Sky TG24
Uno studio americano rivela che l'effetto serra è 17.000 volte più rapida. 


30 ottobre 2008 Fonte NASA
Sulla parte diurna della Terra il campo magnetico terrestre spinge contro il campo magnetico del Sole. All'incirca ogni otto minuti i due campi si fondono o "riconnettono" per un breve lasso di tempo, formando un portale attraverso il quale le particelle possono fluire. Il portale assume la forma di un cilindro magnetico grande all'incirca quanto la Terra.
Il fisico dello spazio David Sibeck, in forza al Goddard Space Flight Center, afferma: "Viene denominato 'evento di trasferimento di flusso' (FTE). Dieci anni fa ero alquanto sicuro che non esistesse, ma ora le prove sono incontrovertibili". 


23 novembre 2008 - Fonte ANSA 
La Gran Bretagna si appresta a lanciare la sua prima missione sulla Luna per indagare sulle cause di misteriose scosse sismiche. Le scosse fanno vibrare la superficie del satellite. Ne dà notizia il Sunday Telegraph online, secondo cui il governo approverà ufficialmente il mese prossimo il progetto per consentire ai tecnici spaziali di costruire una base lunare. La missione, il cui costo è stimato in circa 118 milioni di euro, include il lancio di un satellite ad alta tecnologia.


16 Dicembre 2008 - Fonte NASA 
La NASA ha annunciato che le sue cinque sonde THEMIS hanno scoperto una breccia nel campo magnetico terrestre, dieci volte più grande di quanto si pensava potesse mai esistere. Nell'atmosfera si sono riversate 127particelle il secondo (vale a dire 1 seguito da 27 zeri). Il vento solare può ora fluire attraverso l’apertura e caricare la magnetosfera per poderose future tempeste geomagnetiche di una magnitudine senza precedenti. L’annuncio dell’enorme flusso di vento solare è stato dato (curiosamente) soltanto un anno e mezzo dopo ma, la sua scoperta risale al 3 Giugno 2007. Il 16 e 17 Agosto 1987, è stato il primo segnale della destabilizzazione elettromagnetica che ci aspetta prossimamente.


2009 - Fonte Ansa 
"Fra tre anni super tempesta solare" 
La NASA ha pubblicato tramite l'Accademia Nazionale delle Scienze, un dossier preoccupante. In questo dossier si parla esplicitamente dei rischi potenziali per una serie di eventi catastrofici che avverranno entro il 2012. Questi eventi saranno caratterizzati da bombardamenti di vere e proprie tempeste solari e di sciami meteorici.  Tra circa tre anni la Terra potrebbe essere investita da una tempesta solare potentissima, in grado di distruggere le reti elettriche e di riportare il mondo, almeno per una ventina d’anni, all’età del Medio Evo. 


2009 - Fonte Dr. Tony Phillips - http://science.nasa.gov/ Integrale "Dikpati's forecast puts Solar Max at 2012. But solar physicist David Hathaway of the National Space Science & Technology Center (NSSTC) confirms: 'I expects it will arrive sooner, in 2010 or 2011'". 


26 gennaio 2009 - Fonte Le Figaro
Lungo le coste nel nord della Francia si sono registrati venti oltre i 184 Km/h.


26 gennaio 2009 - Fonte Il Giornale di Sicilia
Forti mareggiate si sono abbattute lungo la costa con onde alte oltre 14 metri.


Settimana dal 9 al 15 febbraio 2009 - Fonti televisive diverse
1. Scontro fra satelliti USA/ex URSS
2. Eruzione in Colombia
3. Scontro fra sommergibili per problemi ai sonar


20 marzo 2009 - Fonti televisive diverse
Stretto di Hormuz: Scontro fra sommergibile atomico e nave anfibia americani per problemi ai sonar.


6 aprile 2009 - Fonte televideo
Un gigantesco iceberg, la placca Wilkins, area vasta come la Giamaica si è staccato e si sta frantumando alla deriva.


8 ottobre 2009 - Fonte Corriere della Sera del 2/11/09
Un super asteroide del diametro di 10 metri è entrato nell'atmosfera alla velocità di 20 Km/sec ed è esploso nei cieli indonesiani a un'altezza media di circa 15 Km, liberando un'energia pari a 50 kton (uguale a 50.000 tonnellate di tritolo). Impazziti i rilevatori di energia atomica fino a 18.000 Km di raggio. > NOTA: I calcoli da me effettuati sulle medie statistiche del lungo periodo prevedevano un evento da impatto dal 13 ottobre 2009 (Vedasi Tabella).


11 novembre 2009 - Fonti diverse
Il Vaticano, per la prima volta dalla sua nascita, ammette pubblicamente l'esistenza di vita extraterrestre. Prima (13/05/2008) solo il neo direttore della Specola Vaticana, l'argentino padre José Gabriel Funes, si era concesso pubblicamente il dubbio che la vita potesse essersi sviluppata anche in altri sistemi solari. Quanto c'è di vero, nel filmato indirizzato al giornalista Cristoforo Barbato da un anonimo sedicente padre gesuita del SIV (una struttura segreta d'intelligence del Vaticano), secondo cui una presunta sonda spaziale, denominata "Siloe" sarebbe stata spedita, dal Vaticano stesso all'inizio degli anni '90, alla ricerca del famigerato pianeta Nibiru?  Perché il Vaticano a metà degli anni '80 avviò, grazie ad un’apposita legge varata dal Congresso degli Stati Uniti, la costruzione del VATT (Vatican Advanced Technology Telescope) sul Monte Graham in Arizona?  Perché, in merito al progetto Spitzer, nel 2007 è emerso che anche il Vaticano collabora con la NASA a un programma sullo studio delle stelle doppie e la formazione dei pianeti fuori dal Sistema Solare? (La notizia fu diffusa dalla stessa Radio Vaticana il 30 marzo così come dal sito dell’Espresso).  E, sempre a proposito di Vaticano: "Perché se il Papa è il rappresentante di Dio sulla Terra, nelle varie apparizioni (che guarda caso fanno capo a una figura legata al solo cattolicesimo, la Madonna, che rafforzerebbe la fede in tale religione) i contatti sono avvenuti sempre fuori dal Vaticano stesso, attraverso le persone più umili?" 
Cosa si cela dietro a tutti questi interrogativi?


11 novembre 2009 - Fonte New Scientist
William Patterson e i suoi colleghi della University of Saskatchewan di Saskatoon (Canada), dopo avere attentamente analizzato delle carote di fango prelevate dall'antico lago Lough Monteagh - Irlanda del Nord - affermano che 12.800 anni fa all'Europa occorsero solo alcuni mesi per essere avvolta dalla mini era glaciale "Younger Dryas", innescata dal rallentamento della Corrente del Golfo, che durò circa 1.300 anni. 


27 novembre 2009 - Fonte televideo
I satelliti STEREO hanno registrato una sorta di tsunami dopo l'imprevista deflagrazione di una macchia solare. Una nube gassosa, pesante milioni di tonnellate si è prodotta dopo l'esplosione e si è spostata lungo la superficie del Sole sollevando fino a 100.000 Km un'onda di materiale a 900.000 Km/h.


17 dicembre 2009 - Fonte Al Jazeera International News
Filippine: evacuate 35.000 persone per l'improvvisa ripresa dell'attività del vulcano Mayon. Secondo i vulcanoligi, che stanno monitorando centinaia di scosse sismiche, l'eruzione dovrebbe avvenire fra sette giorni. Il 19 dicembre le persone evacuate sono salite a 50.000.


24 dicembre 2009 - Fonte National Geographic News
Da quando nel 1831 gli scienziati lo individuarono per la prima volta, il Polo Nord magnetico si era spostato di poco. Poi, nel 1904, il Polo iniziò a spostarsi in direzione NE all'andatura costante di 15 Km l'anno. Nel 1989 ha aumentato nuovamente il passo e nel 2007 gli scienziati hanno confermato che attualmente "galoppa" verso la Siberia alla velocità di 64 Km/h. 


2 gennaio 2010 - Fonte France 24
Repubblica Democratica del Congo: il vulcano Nyamulagira sta eruttando. Molte aree del parco nazionale in fiamme. 


2 gennaio 2010 - Fonte Canal 24 Horas
Colombia: Il vulcano Galeras sta eruttando, 8.000 persone evacuate. 


14 febbraio 2010 - Fonte Istituto Nazionale di Astrofisica
La missione Agile ha misurato dei "super lampi" che emettono una forte radiazione gamma ad alta energia e che sono prodotti da fenomeni atmosferici rilevati soprattutto nella fascia tropicale. 


1 marzo 2010 - Fonte NASA
Secondo Benjamin Fong Chao, del Goddard Space Flight Center della Nasa di Greenbelt, nel Maryland e Richard Gross, geofisico del Jet Propulsion Laboratory della Nasa di Pasadena, California, il terribile sisma che ha devastato il Cile (8.8 Richter) avrebbe spostato l'asse terrestre di circa otto centimetri con la conseguenza d'influire sulla rotazione del pianeta e dunque sulla durata del giorno. Una variazione che secondo gli scienziati sarebbe minima ma permanente: secondo i calcoli preliminari, ogni giorno dovrebbe essere 1,26 microsecondi più breve. 


17 marzo 2010 - Fonte Al Jazeera International News
Ciclone alle Fiji con venti superiori a 205 Km/h. 


21 marzo 2010 - Fonte Televideo
"Islanda, vulcano attivo dopo 187 anni"
Nella notte un vulcano è entrato in eruzione nella zona del ghiacciaio di Eyjafjallajokull, nel sud dell'Islanda. Il fenomeno non accadeva dal 1823. Più di 500 persone sono state allontanate dall'area circostante. 


23 marzo 2010 - Fonte Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Enzo Boschi presidente dell’Istituto: «Le ultime indagini compiute sul gigante sommerso Marsili dicono che l’edificio del vulcano non è robusto e le sue pareti sono fragili. Inoltre abbiamo misurato la camera di magma che si è formata negli ultimi anni ed è di grandi dimensioni. Tutto ci dice che il vulcano è attivo e potrebbe eruttare all’improvviso. La caduta rapida di una notevole massa di materiale scatenerebbe un potente tsunami che investirebbe le coste della Campania, della Calabria e della Sicilia provocando disastri. Quello che serve è un sistema continuo di monitoraggio, per garantire attendibilità. Ma è costoso e complicato da realizzare. Di sicuro c’è che in qualunque momento potrebbe accadere l’irreparabile e noi non lo possiamo stabilire». 


14 aprile 2010 - Fonti televisive diverse
Vulcano attivo nella zona del ghiacciaio di Eyjafjallajokull, nel sud dell'Islanda. La nube di cenere mette nel caos gli aeroporti di mezza Europa. Pericolo esondazioni per lo scioglimento del ghiacciaio. Evacuate mille persone.

UN ALTRO 2012 NEL 75.748 A.C.

20 settembre 2010 

di Roberto Morini

Quando ho realizzato “Aspettando il 2012” non ho fatto altro che delineare, per via informatica, il punto della situazione in base a tutti i riferimenti che le varie branche della scienza ufficiale avevano partorito fino allora, giacché un sunto vero e proprio non era mai stato fatto.

Ciò che mi ha spinto a realizzarlo, oltre alla mia curiosità personale, era potere rendere comprensibili a tutti i punti cardine, poiché trovo più corretto informare ed educare la popolazione, anziché lasciarla ignara in balia degli eventi, diversamente dalle opinioni condivise dalla politica e dai mezzi di comunicazione di massa, laddove il tema principale non è quello, più comprensibile, di non creare panico. Quest’ultimo, tuttavia, sarebbe causato proprio dalla mancanza di un’adeguata informazione/educazione (vedasi la nota a seguire che sottolinea appunto l’orientamento di cui sopra).

Tratto da un meeting tenutosi allo «Z Media Institute» in giugno 1997 - ZMI «Summer School for Media and Politics» 18 Millfield St. Woods Hole MA 02543 USA. Riportato da Noam Chomsky su «Il collasso del quarto potere». Affermazione: “I media che si rivolgono alla massa stanno essenzialmente tentando di distrarre le persone”. Risposta: “Lasciate che facciano altre cose, basta che non scoccino noi […] Dobbiamo tenere la massa lontana dall’arena pubblica perché è troppo stupida e, se fosse coinvolta, ci creerebbe solo dei problemi […] Il suo ruolo è essere spettatore, non partecipante”.

Purtroppo, anche: «Qui addit scientiam addit dolorem!», quindi mi sono rimboccato le maniche e ho cominciato ad approfondire ciò che poteva essere d’interesse sull’argomento. In pratica a ricordare quanto già sapevo, ma che, forse anche per pigrizia mentale non ho mai preso in considerazione prima d’ora, fagocitando come dato di fatto scontato quello che, innumerevoli scienziati, avevano tradotto in teorie e tesi prima di me. Quello che rammarica e stupisce, andando a fondo nella storicità degli enunciati, è l’accettazione incondizionata di teorie, mai divenute tesi, oppure di ipotesi accreditate per popolarità del proponente (senza riserva alcuna, in pratica, acclamate per fiducia... come la teoria sulla rotazione terrestre di Gilbert). Oppure ancora, come già sottolineato a proposito della dualità della luce, la ricerca più che caparbia di ottenere un risultato, non importa quale, purché la “faccia” della scienza sia salva, in ogni caso!

In aggiunta a ciò, di fronte a eventi nuovi per la comprensione della nostra civiltà contemporanea, nonostante le migliaia di teorie e formule a disposizione (che proprio qui, si palesano nella loro vera sostanza), la risposta scientifica pubblicata sui media, è quasi sempre dello stesso tenore: “L’evento si verifica ma non ci spieghiamo come...”. E, a proposito dell’instabilità magnetica del Sole, per fare l’ultimo esempio: “...Tuttavia, come molte teorie in astrofisica, anche questa non può essere verificata direttamente”... Imbrigliati poi, in questo marasma nozionistico più fantascientifico che scientifico, dove molte teorie si supportano a vicenda, basta che una sola crolli che tutto il resto va a ramengo.
Fortunatamente per noi, come sosteneva Einstein: “ Dio non gioca a dadi con l’Universo”, come sta facendo la nostra cosiddetta scienza ufficiale! Concludo qui l’argomento, per non sconfinare troppo nella retorica, giacché quello che faccio, condividendo la mia ricerca, non vuole finire sotto i riflettori ma sotto riflessione e, dal momento che, più cerco di spiegare e più comprendo, questo è già molto appagante di per sé.

Orbene, ho già cercato di dimostrare come sia l’Energia che vortica attorno ai corpi e non viceversa. Ho spiegato come, attraverso ciò, possa generarsi sia il campo magnetico, sia la gravità e quanto entrambe le forze possano essere indipendenti l’una dall’altra.
A questo punto cominciamo a rivedere lo svolgersi degli accadimenti descritti in “Aspettando il 2012”, mettendo anche nel giusto ordine tanti altri tasselli che, rientrando nelle antiche tradizioni classiche, trovano la loro giusta collocazione proprio nella descrizione del periodo stesso.

Due le situazioni possibili:

I protagonisti, inevitabilmente, sono sempre tre: il Sole(1), il Pianeta X e il cosiddetto “ Buco Nero(2)” della Galassia, in un particolare allineamento che avverrebbe ogni 77.760 anni, che in un certo qual modo “paralizzerebbe” temporaneamente il moto pulsante dell’Energia spiraliforme rendendolo perpendicolare e genererebbe un periodo di buio di tre giorni.

1 NOTA: Tenere presente ai fini dell’interpretazione, che nei Chakra (Sephirot) il Centro cardiaco è uniformato per affinità (quindi intercambiabili) al Sole e al Cristo, come già evidenziato in “Comprendere l’Universo”.

2 NOTA:Secondo la tradizione Maya: “Ombelico della Galassia da cui si erano originate le stelle. Un luogo che porta radicali cambiamenti”. Analogamente gli astronomi affermano che quel “ Buco Nero” è il luogo dove si genera la materia con cui si sono formati le stelle e i pianeti (L. Joseph).

Le ipotesi su tale cambiamento possono essere due e, anche se io propendo per la prima ipotesi in ragione di documentazioni storiche e profetiche varie su una “grande eclissi totale di Sole” concomitante con l’allineamento, l’effetto derivante sarebbe identico. Una sorta di elettroshock che manderebbe in fibrillazione il Centro cardiaco del Sole, inibendo temporaneamente la pulsazione.

Perché propendo per la prima ipotesi?

Innanzitutto perché per all’umanità si presenta per la prima volta dopo tanti millenni la possibilità di un salto di frequenza che fissa il periodo ciclico evolutivo in 77.760 anni (pari a tre cicli di 25.920 anni) anziché 75.000 anni. Inoltre, nella nostra tradizione religiosa, c’è un altro chiaro riferimento a un’eclissi totale di Sole in corrispondenza con l’allineamento galattico, ma prima di evidenziarlo, è necessaria una premessa storica per meglio comprendere come avvengano certe distorsioni interpretative.

Le celebrazioni del rito della nascita del Sole (il Natale del Sole infante, più tardi Dies Natalis Solis Invicti, Natale del Sole invitto), avvenivano il 25 dicembre, con particolare solennità in Siria ed Egitto, province romane, in cui tale culto era radicato da secoli. Il rito prevedeva che i celebranti, ritiratisi in appositi santuari, ne uscissero a mezzanotte annunciando che la Vergine aveva partorito il Sole, raffigurato nelle sembianze di un infante. Dopo aver abbracciato la fede cristiana, nel 330 l'imperatore Teodosio fece coincidere con un decreto il Dies Natalis Solis Invicti con la data di nascita di Gesù, considerato dai cristiani il " Sole di giustizia" profetizzato da Malachia (Mal, 4:2), ufficializzando per la prima volta il festeggiamento cristiano. Così scriveva un secolo prima Cipriano, vescovo di Cartagine: «Come ha magnificamente agito la Provvidenza nel far sì che, nel giorno in cui è nato il Sole, sia nato il Cristo!». Nel 337 papa Giulio I ufficializzò la data liturgica del Natale da parte della Chiesa cristiana (oggi divisa in cattolica, ortodossa e copta), come riferito da Giovanni Crisostomo nel 390: «In questo giorno, 25 dicembre, anche la natività di Cristo fu definitivamente fissata in Roma.»

Intanto che ci siamo aggiungo anche questo particolare storico, sebbene non inerente al tema, ma altrettanto esplicativo di come gli eventi siano facilmente travisabili.

Il 7 marzo 321, l'imperatore Costantino I decretò che il settimo giorno della settimana, il Dies Solis (Giorno del Sole), diventasse il giorno del riposo. Il decreto non era stato emanato a favore di alcuna religione, ma era un atto di regolamentazione delle attività settimanali che entrò a far parte del corpo legislativo romano. Alcuni cristiani approfittarono del decreto imperiale per trasferire il significato dello Shabbat ebraico al Dies Solis, che, sin dall'epoca di Giustino (II secolo), iniziò ad assumere tra le comunità cristiane il nome di Dies Dominica (Giorno del Signore), memoriale settimanale della Risurrezione di Gesù avvenuta, secondo il racconto evangelico, il primo giorno dopo il sabato (Matteo 28,1; Marco 16,1; Luca 24,1; Giovanni 20,1); il 3 novembre 383, per volere di Teodosio, il Dies Solis fu infine ufficialmente rinominato Dies Dominica, rimanendo inalterato invece nella tradizione anglosassone (Sunday), come in altre.

Ecco, allora, dopo avere riscontrato che il chiaro riferimento attribuito al Cristo sulla sua nascita, è puramente solare(3), riprendendo quanto interrotto, si può a ragione affermare che nella simbologia della crocefissione(4), morte(5) e resurrezione(6) di Cristo, si ravvisa chiaramente il secondo riferimento all’ipotesi di cui sopra. Entrambe le rappresentazioni (nascita e morte) sono da attribuire a eventi particolari legati all’allineamento del Sole con il centro della galassia ma, mentre la prima rappresentazione pone in evidenza unicamente un inizio di ciclo, solo la seconda, quella legata alla crocefissione e morte sottolinea, oltre al nuovo ciclo, anche il cambio evolutivo.

(3) NOTA: La rappresentazione della nascita del Sole/Cristo è ben chiara nel riferimento storico. In ogni caso, va aggiunto che anticamente, in Egitto, le tre stelle della Cintura di Orione erano chiamate i “Tre Re” (magi = astronomi, altro chiaro riferimento astronomico), che seguivano la traiettoria di una “stella cometa” diretta al punto dove era nato (grotta = “ Buco Nero”) il Cristo (cioè il Sole 25/12 ± 21/12 dopo l’allineamento galattico). Il Pianeta X poteva ben essere scambiato con la stella cometa e va dato atto che il primo punto d’osservazione del suo arrivo sarebbe identificato proprio nella zona di Orione. Relativamente al significato dei tre doni: “Oro, Incenso e Mirra”, si noti come: l’Oro rappresenti l’inizio di ogni nuova era; la Mirra quale unguento per il corpo, significhi un miglioramento/cambiamento fisico, una sorta di adattamento, all’accoglimento e comprensione di nuova evoluzione spirituale, portato dalla simbologia dell’Incenso.
Perché fra un bue (toro) e un asino? L'asino è considerato un simbolo di umiltà secondo la tradizione cristiana, ma nella tradizione persiana (da cui deriva per diversi copia e incolla quella cristiana) si affermava che: «L’asino giusto protegge l’Albero di tutte le semenze (cioè l’Albero della Vita, in questo caso rappresentato dal Sole/Cristo)».

Felice Moretti dà una chiara interpretazione della simbologia del toro/bue: “Nella visione di Ezechiele e dell’evangelista Giovanni il toro, come l’aquila, il leone e l’uomo, è un animale celeste che vediamo rappresentato sia distinto dagli altri sia a essi unito, quasi saldato, sotto la forma di un unico essere strano e sconcertante che l’arte sacra ha denominato Tetramorfo (i quattro misteri della salvezza). La sacralità di questo animale nella simbologia cristiana non è nata tout-court dalla visione di Ezechiele o dall’ Apocalisse di Giovanni. è chiaro che il toro prima di approdare sui lidi cristiani abbia subito un processo di purificazione che lo ha liberato dai lacci di antiche concezioni mitologiche di popoli e paesi diversi. La trasmigrazione simbolica del toro nel primitivo panorama cristiano, tuttavia, avviene senza bruschi salti, senza cesure e aperture improvvise attraverso il graduale innesto di antiche mitologie nella religione ebraica prima e in quella cristiana poi. Vittima di sacrifici espiatori e di propiziazione nell’antico mondo ebraico e nei santuari mitici della gentilità, l’effusione rituale del sangue taurino fu sostituita nella Cristianità dal sacrificio misterioso del Corpo e del Sangue di Cristo sull’altare. L’olocausto delle bestie come l’agnello, la colomba, il capretto, la vacca, il vitello e soprattutto il toro, è stato accolto a simbolo del Salvatore immolatosi per noi sul Golgota: «Vittima Redentrice che assicurerà con l’effusione del suo sangue la riconciliazione fra l’uomo e Dio»”.

4 NOTA: Il Sole “muore” sulla croce dell’allineamento galattico.
5 NOTA: Tre giorni di buio – Eclissi totale di Sole.
6 NOTA: La resurrezione in spirito è il chiaro riferimento al salto di frequenza evolutivo.

Anticamente, le scienze e la religione erano unificate in un’unica figura rappresentativa, la quale non avrebbe avuto altro modo di trasmettere ai posteri eventi significativi, se non attraverso un’elaborata simbologia. Fare, quindi, del copia e incolla da tradizioni preesistenti, smarrendo i significati profondi, denota che anche le religioni possono perdersi per strada. E così i credenti, che dell’ambiguità del termine “Fede7” non colgono il vero dogma, ma solo quello falso e fuorviante (“credere in qualcosa che qualcuno ha detto, che lo ha sentito dire da qualcun altro, che probabilmente lo ha sentito dire da un altro ancora”...) che i fatti alla fine poi smentiscono in maniera eclatante, come più sopra evidenziato.

“Nihil autem opertum est quod non reveletur
neque absconditum quod non sciatur” (Luca 12,2).

“Non vi è nulla di coperto che non sarà svelato nulla di nascosto che non sarà conosciuto” (Luca 12,2).


7 NOTA: Di grande interesse le spiegazioni del teologo Dr Igor Sibaldi, anche a proposito del vero significato dei sette peccati capitali (non peccati, ma Antichi Indicatori per Essere Autentici!), visionabili su You Tube.

Ma torniamo all’argomento di interesse principale.

Abbiamo un indebolimento dell’Eliosfera e un altro della Magnetosfera terrestre. L’Energia sta rallentando il flusso, perché il Sole (proprio come un sistema cardiaco) non pulsa più con la stessa regolare intensità/frequenza. Apparentemente si dovrebbe anche notare un rallentamento nel moto illusorio dei pianeti, ma è in atto contemporaneamente una crescita dell’Universo che spinge il Sistema Solare in una zona più ristretta della spirale energetica prodotta dal Cuore/ Sole dell’Universo, perciò non si palesa chiaramente tale differenza.

Tre giorni di buio(8), poi la pulsazione cardiaca del Sole riprenderà gradualmente il suo regolare moto spiraliforme. Questa volta, però, ruoterà dall’altra parte(9), cioè in senso orario, generando contemporaneamente anche l’ inversione dei Poli. Gli effetti ipotizzati sono conosciuti.

8 NOTA: Buio che potrebbe essere totale su tutto il Pianeta, oppure solo sull’emisfero che al momento del collasso sarà interessato dalla notte.

9 NOTA: Nel monastero tibetano di Lasha ci sarebbero le prove che la Terra non è insolita a cambiare il suo moto rotatorio (T.L.Rampa)

In presenza di un’emissione di Energia luminosa perpendicolare e non spiraliforme (avvolgente: vedasi il “Principio di Inversione Logica” da me enunciato ne “La Grande Illusione Cosmica”) i campi magnetici collasseranno in tutto il Sistema Solare (più plausibile rispetto all’arresto contemporaneo del moto rotatorio di ogni singolo pianeta e dei relativi satelliti). La gravità continuerà a manifestarsi, ma la perpendicolarità assunta (non più avvolgente) potrà provocare disturbi sull’equilibrio, soprattutto fra le persone più sensibili (in ogni caso non credo che durante il manifestarsi degli eventi ci saranno molte persone in giro).

In base alle nuove scoperte (sulla cui veridicità non dovremo attendere molto per la conferma o meno), l’ipotetico asse terrestre potrebbe assumere una posizione verticale (spostamento di 23°), in quanto non più soggetto al campo magnetico lunare. Quello che si pone in evidenza, tuttavia e al di là di ogni possibile slittamento della crosta terrestre, è il riequilibrio di tale inclinazione che a differenza di quanto dedotto e riportato in “Aspettando il 2012” restava immutato nella nuova posizione assunta.

La pressione esercitata dall’Energia sulla materia in senso antiorario ora e orario poi, potrà comprensibilmente influire sia sulle zolle tettoniche, sia sulle masse continentali, quindi, non ci sarebbe minimamente da stupirsi che gli spostamenti (in parte influenzati dal verso del moto) avvenissero lungo le linee di minore resistenza. Ininfluente sottolineare il vulcanismo e i terremoti, giacché attualmente in stato di esponenziale evidenza.

La stessa pressione spiraliforme, venendo meno e ripresentandosi repentinamente poi, avrà maggiore effetto sui liquidi e in modo particolare sulle masse oceaniche. In questo caso le coste interessate saranno quelle maggiormente esposte a Nord – Nord-Ovest (per il possibile ribaltamento) e particolarmente a Est. Circa l’intensità di impatto (tsunami), le zone costiere a Est più prossime alla fascia equatoriale saranno le maggiormente colpite, con un calo d’intensità progressivo man mano che ci si sposta verso i poli, ove l’intensità sarà pari a una modesta mareggiata.

Circa gli effetti collaterali, se così si possono chiamare senza ridurne l’impatto, ho già avuto modo di sottolineare che se la natura del Cristo è cosmica (il Sole, vedasi Cicli e Concetti Cosmici - Seconda Parte), anche quella dell’anticristo sarà di tale natura, potendo facilmente identificarlo nel periodico arrivo del famigerato Pianeta X (o con qualsiasi altro nome lo si voglia identificare). Facendo un passo indietro, quindi, giacché si pongono in evidenza eventi prima e dopo l’allineamento di cui sopra, nel periodo antecedente e in quello susseguente(10), raddoppiare quasi il valore termico attuale (attraverso l’effetto contemporaneo dei due “luminari”), potrebbe significare che la forte influenza sui raccolti, darebbe origine a un lungo(11) periodo di carestia.

10 NOTA: ben delineato negli scritti profetici di Leonardo da Vinci: «... Vedrassi le piante rimanere sanza foglie e i fiumi fermare i loro corsi […] e li alberi e li arbusti delle gran selve si convertiranno in cenere […] li animali d’acqua moriranno nelle bollenti acque […] alla fine la terra si farà rossa per lo infocamento di molti giorni, e le pietre si convertiranno in cenere». Questi effetti, palesano anche la possibilità che tutti i ghiacci possano sciogliersi in brevissimo tempo, con relativo innalzamento del livello delle acque.

11 NOTA: «... per un tempo, dei tempi, e la metà d'un tempo» (Daniele 7:23-25) = 42 mesi, prima della possibile ripresa, che troverà il suo culmine (o massimo splendore) agli inizi del 2018.

In un momento particolare dell’ economia globale, come quello attuale, se aggiungiamo anche il fattore “carestia”, è ovvio dedurre che il processo involutivo a catena possa portare a rivolte, guerre e pestilenza. John Hogue (National Geographic) riferisce che nell’emisfero settentrionale le maggiori fasce cerealicole sono dislocate lungo il 48° parallelo. Questa dislocazione omogenea, ovviamente originatasi per particolari condizioni climatiche, ci rende particolarmente vulnerabili dal punto di vista delle risorse alimentari. Quello che può contrapporsi all’inevitabile ciclicità degli eventi è solo il nostro grado evolutivo. La nostra risposta che sapremmo dare con responsabilità o meno a eventi che l’umanità non è insolita affrontare, come riportato di seguito.

(Tratto da “Ora Zero” dell’autore. Cap. 4 – AGRICOLTURA dalle origini a quella del futuro)
Platone ci racconta la leggenda di Atlantide tramandando le fonti egizie, di cui era venuto a conoscenza. Nelle sue “Leggi” descrive, attraverso il dialogo fra Ateniese e Clinia, i primi disperati giorni che seguirono allo sconvolgimento della terra e alle inondazioni oceaniche.
La sua teoria presuppone l’emergere dell’agricoltura, di cui l’allevamento degli armenti rappresenta il primo passo, come rinascita di un’attività appresa prima della catastrofe e, la datazione dei primi esperimenti agricoli, come vedremo, coincide in tutta evidenza con il secolo in cui pone la scomparsa d’ Atlantide. La concezione platonica è degna di nota, in quanto offre una giustificazione fisica e non mitologica per l’origine dell’agricoltura e, proprio in questa contrapposizione, presenta un quadro assai diverso dalle origini mitologiche classiche di tutte le civiltà, dove l’agricoltura è fatta derivare fondamentalmente dagli dèi. A suo parere, l’agricoltura rinasce dopo la distruzione di una civiltà molto progredita, distruzione causata da «Terremoti e inondazioni di violenza straordinaria» e sottolinea la lotta di uomini che combattono contro condizioni fisiche enormemente mutate in seguito alla catastrofe.

Un famoso botanico sovietico, Nikolai Ivanovich Vavilov (1887-1943), scorse tutti i vantaggi dell’approccio di De Candolle. In pochi anni raccolse oltre 50.000 piante selvatiche in tutto il mondo e individuò «… otto centri indipendenti d’origine delle più importanti piante coltivate» ipotizzando una relazione diretta fra gli otto centri e le più alte catene montuose della terra.
È evidente che, inizialmente, la zona di sviluppo dei vegetali più coltivati si situa nella fascia compresa fra i 20° e i 45° di latitudine Nord, vicino alle maggiori catene montuose (l’Himalaia, l’Hindu Kush, quelle meridionali, i Balcani e gli Appennini). Nel Vecchio Mondo, la fascia segue le latitudini accennate, mentre nel Nuovo Mondo essa corre in senso longitudinale. In entrambi i casi, però, si conforma alla direzione delle grandi catene montuose. Vavilov ha dimostrato che le coltivazioni più diffuse derivarono da piante originariamente situate su montagne, cioè di molto sopra il livello del mare. Involontariamente, la sua scoperta riaccreditò la concezione platonica per cui sono le terre alte a essere all’origine dell’agricoltura. Dislocandosi la crosta (vedasi C. Hapgood), alcune regioni spostate verso l’equatore, divennero più calde e, altre regioni spinte verso i poli, si fecero più fredde. Talune zone si ritrovarono con un clima migliore, altre rimasero con un clima quasi immutato. È stato provato che c’erano tre regioni tropicali che all’inizio (9600 a.C.) potevano assicurare stabilità climatica e terre d’alta quota (oltre 1500 mt. s.l.m.) ove trasferirsi, situate a metà strada fra l’attuale linea equatoriale e quella precedente.


In questo scenario, per certi versi apocalittico, per altri solo un’evoluzione/crescita ciclica del Sistema Universo, si pongono in massima evidenza le vere potenzialità dell’essere umano (in parte sommariamente sottolineate anche in “Aspettando il 2012” a proposito del salto di frequenza), come Sistema Uomo, potenzialmente indipendente da quello universale, ma assolutamente dipendente dalla presa di coscienza del suo stato di co-Creatore.

Quello che ho cercato di fare, attraverso i dieci articoli precedenti è di riportare, chi avesse smarrito il proprio ricordo archetipico di assoluta identità col Creatore, a questa meravigliosa consapevolezza, alla base degli Archetipi appunto, attraverso i quali riscrivere la storia (fra tutte quelle possibili in quanto immaginabili) della propria e altrui esistenza futura, onde riconoscersi, integrandosi nella Realtà ed Essere.

Questa è una libertà che abbiamo permesso ci fosse tolta con l’inganno!
In ogni caso, anche se l’Universo lascia campo libero ai virtuosi, provvede in proprio a sospingere ciclicamente il processo evolutivo, riproponendo per l’ennesima volta: “Un’Età dell’Oro”, non con il concorso di un Cristo e di un anti-Cristo(12) contrapposti come Bene e male (altro inganno), ma con il concorso amorevole di due forze dell’Universo che, in sinergia, spalancheranno le porte di una nuova evoluzione(13) a tutti coloro che sapranno e/o vorranno accedervi (ricordate il «Setaccio di Dio» sottolineato in “Aspettando il 2012”?).

12 NOTA: «Egli proferirà parole contro l'Altissimo, ridurrà allo stremo i santi dell'Altissimo, e penserà di mutare i tempi e la legge; i santi saranno dati nelle sue mani per un tempo, dei tempi, e la metà d'un tempo»

13 NOTA: «Poi apparve un segno nel cielo: una donna rivestita di sole con la luna sotto i piedi e sul capo una corona con dodici stelle. Ella era incinta e gridava nelle doglie tormentose del parto [...] La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per un tempo, dei tempi, e la metà d'un tempo»

20/04/2011 – 22/10/2014 (?)... questo è uno dei possibili: ... “un tempo, dei tempi e la metà di un tempo” ...

Molte persone, purtroppo, fanno ancora troppa fatica a rinunciare alla loro fetta di sofferenze quotidiane, in ogni caso: “Saluto il Dio che è in Voi”... 

Altrogiornale.org

PAGINE CONSIGLIATE A TEMA: 

LINK - LINK2 - LINK3 - LINK4 - LINK5 - LINK6 - LINK7 - LINK8