° IL SANGUE E' LA VITA °

"Ci è stato detto che uomini morti, uomini che erano morti da diversi mesi, ritornano dalla tomba, sono stati sentiti parlare, camminare, infestare villaggi, ferire sia uomini che animali, il sangue di questi veniva assorbito portandoli ad essere deboli ed ammalati, ed alla fine causando la loro morte"

La Natura del Vampiro 
" Non è morto, non è un vivo, vive nella morte " 


VAMPIRII SIGNIFICATO OCCULTO DEL FENOMENO
Introduzione

Si è deciso di trattare di questo argomento in quanto il fenomeno del vampirismo ci risulta essere molto più diffuso di quanto normalmente non si creda. A causa del costante incremento della frequenza vibratoria del pianeta, le interazioni fra il « piano astrale » (quello, per intenderci, dell'oltretomba) e il nostro piano materiale diventano ogni giorno più frequenti. I vampiri sono un'invisibile realtà di cui nessuno sospetta, ciò nondimeno sono molti gli esseri umani che vengono "vampirizzati" della propria energia vitale a opera di creature che agiscono dal piano astrale. Ogni persona che non accetta la sua morte e rimane morbosamente legata al piano materiale anche dopo la disincarnazione, diviene, in misura più o meno grande, un vampiro. Ci sembra quindi giusto, nonché urgente, divulgare quante più conoscenze possibili riguardo l'argomento. Come sempre... l'ignoranza tiene schiavi, la conoscenza libera.

Affinché si possa condurre uno studio scevro di pregiudizi circa i vampiri, è innanzitutto necessario spazzare via dalla propria mente il concetto che essi facciano parte di antiche superstizioni popolari o che siano nati dalla fantasia degli scrittori. I vampiri sono sempre esistiti ed esistono tuttora. Si dividono in due grandi categorie:

1) Le famiglie di vampiri provenienti da altri mondi che giunsero sul nostro pianeta milioni di anni fa. Stirpi regali dotate di eccezionali conoscenze occulte che dominarono e istruirono l’umanità delle origini insieme ad altre razze aliene, sovente anche accoppiandosi con uomini e donne umani, dando così origine a stirpi ibride che sono sopravvissute fino a noi.Questo aspetto del fenomeno "vampirismo" – sebbene sia sempre stato tramandato all’interno delle scuole esoteriche – è rimasto sconosciuto al grande pubblico fino a pochi anni fa, quando ha cominciato a emergere nei romanzi e nei film sui vampiri di nuova generazione. Se ne parla in particolare nei romanzi di Stephenie Meyer (Twilight, etc.) e nel fumetto italiano Dampyr di Mauro Boselli, dove il ruolo dei "Maestri della Notte" – vampiri immortali, adorati e temuti dagli esseri umani, giunti sulla Terra nella notte dei tempi – risulta centrale nello svolgimento di ogni storia.I discendenti di questi esseri esistono ancora tutt’oggi. Alcuni non sono minimamente consapevoli di possedere del dna in comune con tali antiche stirpi, e probabilmente non lo sapranno mai, a meno che non si manifestino in loro particolari poteri occulti. Mentre alcune famiglie ne sono ben consapevoli, in quanto il segreto viene tramandato di generazione in generazione. Di norma sono famiglie che hanno facilità nell’occupare posizioni di potere, in quanto i loro membri sono dotati di eccezionale magnetismo che consente loro di venire ammirati e temuti in egual misura. Spesso sono degli artisti (per esempio molti cantanti). Come abbiamo detto, queste famiglie anticamente si sono mescolate agli esseri umani, per cui oggi abbiamo discendenze che differiscono fra loro anche di molto, a seconda della purezza del sangue.La conseguenza di questa progressiva differenziazione è che alcuni hanno ancora bisogno di uccidere e nutrirsi di sangue, altri non più; alcuni manifestano grandi poteri occulti come la telepatia, il viaggio astrale o la levitazione, mentre altri no, o solo in misura minima. Alcuni vengono ancora danneggiati dal Sole, mentre la grande maggioranza non più. Taluni appartenenti a queste famiglie parassitano le energie dell’umanità, sfruttando i loro poteri esclusivamente per fini personali, ma altri – soprattutto i membri più giovani – aiutano i terrestri nel loro cammino evolutivo (per quanto sia possibile aiutare un terrestre!), per esempio divulgando determinate conoscenze magico-alchemiche di cui essi sono in possesso da tempo immemore. In ogni caso tutti – uomini e donne – possiedono un magnetismo fuori dal comune che lascia percepire una inspiegabile "diversità" in coloro che ne vengono a contatto.Alcuni di essi – coloro che nel corso dei millenni hanno svolto un lavoro alchemico di apertura del Cuore – sono divenuti immortali nell’anima. Un certo numero – i più preparati in un ambito specifico dell’alchimia – sono divenuti immortali anche nel corpo. Ciò è perfettamente possibile, come è stato dimostrato recentemente in un prezioso testo dal titolo Io sono immortale, il cui autore si firma con lo pseudonimo Arcangelo Miranda.

2) I vampiri "classici", cioè i non-morti che si muovono sul piano astrale e "succhiano il sangue" di altri individui. Quelli, per intenderci, dei vecchi film come Nosferatu e Dracula, dove il vampiro è un nobile decadente, triste e isolato dal mondo. Nella realtà costoro sono esseri umani che hanno intrapreso un percorso magico-alchemico, ma lo hanno fatto in maniera parziale o imperfetta. Essi non sono infatti riusciti a costruirsi un’anima immortale, ma solo a trasferire la propria coscienza nel « corpo astrale », con il fine di sopravvivere dopo la morte. Non hanno voluto o potuto proseguire il cammino fino ad abbandonare totalmente l'ego e identificarsi con la purezza dell'anima.Questa figura di vampiro, a differenza della precedente, è conosciuta da sempre anche in ambito popolare. Già all'interno di necropoli preistoriche sono stati rinvenuti cadaveri che recano delle pietre piantate nel corpo; ciò fa supporre la credenza in quei popoli che taluni individui potessero tornare dall'aldilà qualora non venissero uccisi secondo un ben preciso rituale. 

Che la tradizione dei vampiri tragga origine dalla vita del conte Vlad Tepes (1430-1476), detto "l'impalatore", a cui il romanziere Bram Stoker si sarebbe ispirato per la sua opera "Dracula" (1897), rappresenta quindi una grossolana falsità. Su alcune iscrizioni tombali persiane risalenti al 2300 a.C. è raffigurato un uomo che lotta contro un mostro intenzionato a succhiargli il sangue. La stessa tipologia di reperti compare già nel VII secolo a.C. anche in Cina, Assiria, presso i Maya, gli Indiani, i Polinesiani ed anche presso i discendenti dei Vichinghi. Le coincidenze tra le svariate testimonianze di popolazioni così distanti e diverse tra loro per cultura e credenze religiose dovrebbero far riflettere anche quegli studiosi intellettualmente microdotati che di norma affrontano l'argomento negando l'esistenza effettiva del fenomeno.

È possibile studiare i vampiri solo se si posseggono le corrette informazioni di matrice occulta riguardanti la sopravvivenza del « corpo astrale » e la vita dell'individuo dopo la morte. Gli autori che parlano di vampirismo lo fanno di norma nell'ignoranza più completa (una rara eccezione è costituita da Frater Piarus, che ha pubblicato Vampiri per le edizioni Venexia); non è infatti possibile trattare l'argomento con cognizione di causa se non si è mai provato un vero « sdoppiamento astrale » comprendendo solo in tal modo cosa sono in grado di fare i vampiri. Si noti per inciso che l'irlandese Bram Stoker, occultista di una certa fama, era affiliato alla Golden Dawn (tale affiliazione è segnalata ne "Il mattino dei maghi", di Pauwels e Bergier), società esoterica di cui fecero parte molti personaggi in vista del tempo, tra cui ricordiamo il poeta simbolista William Butler Yeats, il Gran Maestro Samuel Liddel Mathers (meglio conosciuto come Mc Gregor Mathers), Arthur Machen, Thomas S. Elliot, Algernon Blackwood, Rudyard Kipling... e il noto mago/occultista Aleister Crowley, che negli anni successivi avrebbe riportato in auge la magia cerimoniale.

Stoker possedeva dunque il genere di conoscenze indispensabili al fine di trattare l'argomento secondo il rigore delle scienze occulte. Compì inoltre una meticolosa ricerca sulle leggende e le antiche tradizioni popolari, e infine si ispirò alla figura del conte Vlad per ammantare di nobiltà e di storicità il suo personaggio, ma pare che tale conte nella realtà nulla avesse a che vedere col fenomeno del vampirismo. Stoker scoprì il nome Dracula quando aveva già completato il manoscritto, dove il vampiro fino a quel momento veniva da lui chiamato semplicemente "Count Wampyr". Solo poco prima della pubblicazione gli capitò di leggere di questo personaggio su un trattato di storia dove compariva un paragrafo dedicato a Vlad Dracula, e quindi decise di utilizzarne il nome.

Premessa esoterica

In accordo con le tradizioni esoteriche di tutto il mondo, possiamo considerare l'essere umano costituito essenzialmente di due enti: l'uno di carattere spirituale – detto anima, spirito, Sé o Io profondo – l'altro di carattere materiale – detto personalità, apparato psicofisico o « macchina biologica ». Ora può accadere che un uomo sviluppi un livello di « attaccamento » alla propria vita materiale così esageratamente morboso da fare sì che egli rifiuti in maniera innaturale e categorica l'idea della morte, paventando ossessivamente la scomparsa del proprio corpo e del proprio ego.Ciò significa che tale individuo si trova completamente identificato con il suo apparato psicofisico, una macchina biologica costituita di ossa, carne e sangue che ogni uomo dovrà prima o dopo abbandonare. L'apparato psicofisico è infatti costituito di sostanze deperibili e il suo destino è quello di dissolversi nella materia da cui è venuto. Chi si trova in uno stato di identificazione completa con il corpo – chi sente cioè di essere esclusivamente il suo corpo – è destinato a perire con esso, perché la sua coscienza è imprigionata in quel guscio di carne, e quindi tutta la sua vita risulta impregnata della paura della morte.Al contrario, chi, attraverso un lavoro magico-alchemico portato avanti fino al compimento finale, è giunto a identificarsi con l'anima, con il Sé, non teme più la morte, in quanto sente che alla scomparsa dell'apparato psicofisico egli resterà in vita in una forma più sottile attraverso la sua anima, il « corpo di gloria » dell'Alchimia.

Un'analogia renderà più chiaro l'argomento: paragoniamo l'anima a un astronauta e la personalità alla tuta spaziale che lo avvolge esternamente. Se per un bizzarro caso del destino tale uomo si fosse identificato con l'involucro esterno, la tuta spaziale, se egli credesse cioè di essere la tuta e non sentisse più di essere l'individuo che la occupa, qualora la sua tuta dovesse andar distrutta egli verrebbe annientato con essa, in quanto tutto il suo esistere si risolve in quell'involucro esteriore. Se invece, come accade nella normalità, tale uomo risultasse identificato con la persona che occupa la tuta spaziale, in tal caso la sua posizione sarebbe totalmente differente: egli potrebbe osservare l'involucro intorno a lui come qualcosa di diverso da sé e la cui integrità non è direttamente legata alla sua personale sopravvivenza. Fuor di metafora, questa è la situazione di un uomo che vede il suo corpo, le sue emozioni e i suoi pensieri come enti differenti da sé, facenti parte di gusci esterni non indispensabili alla sua permanenza in vita come anima.

L'uomo che sia giunto a percepirsi come anima dentro la personalità CON LO STESSO GRADO DI CERTEZZA con cui un astronauta si sente diverso dalla sua tuta spaziale, non teme più la morte, e ciò in quanto è a tutti gli effetti divenuto IMMORTALE, si è identificato con l'anima. Si badi che non si sta qui trattando di "pensare" di essere un'anima, bensì di "esserla". L'immortalità non si esaurisce in un'acquisizione del pensiero, ma in una realizzazione eminentemente « fisica ». L'astronauta sente infatti "fisicamente" di non essere la sua tuta, non si limita a pensarlo! Lo stesso accade per chi ha svolto un regolare percorso di trasmutazione magico-alchemica.

All'interno di una scala di relatività ogni essere umano occupa un gradino diverso corrispondente al suo grado di identificazione con l'anima piuttosto che con la personalità. Qualcuno è più vicino a essere un'anima, qualcun'altro è quasi solo un guscio di carne.

Chi è il vampiro

Stiamo facendo chiarezza sul fenomeno del vampirismo secondo la scienza occulta, pertanto mettiamo da parte le stirpi regali provenienti da altri mondi per riferirci unicamente alla figura più conosciuta del vampiro "classico" e scoprire ciò che è presente di autentico in tale rappresentazione.

Il vampiro è un uomo che ha intrapreso il sentiero iniziatico con il solo scopo di sopravvivere alla morte, e non di evolvere spiritualmente fino ad abbandonare il proprio ego e i suoi desideri. Il suo attaccamento alla materia ha fatto sì che non riuscisse a liberarsi totalmente dell'ego per identificarsi con l'anima. Si tratta di un individuo che ancora non "sente" pienamente la sua anima; per lui essa rappresenta solo un concetto mentale, una possibilità e nulla più. La sua paura della morte è dunque più che mai giustificata: essendo la sua coscienza imprigionata nell’apparato psicofisico, egli in effetti perirà con esso.Un uomo del genere sarebbe disposto a qualsiasi cosa pur di riuscire a prolungare la propria esistenza terrena. Conscio di dover morire, egli aspira disperatamente all'immortalità e ai piaceri che la materia può offrire! Il paradosso è proprio questo: il suo folle attaccamento alla vita e ai piaceri terreni, il suo voler prolungare l'esistenza materiale a tutti i costi... è ciò che rende sempre più sicura la sua futura morte, in quanto tali comportamenti imprigionano la sua coscienza nella personalità mortale, nella carne corruttibile. Dall’altra parte il non-attaccamento alla materia lo condurrebbe invece sempre più vicino alla sua anima immortale!

Egli vuole allora poter sopravvivere in qualche modo alla inevitabile dissoluzione del corpo fisico pur non operando una reale "sintesi con l’anima", risultato, quest’ultimo, che è possibile ottenere solo intraprendendo fino in fondo il sentiero di risveglio spirituale che conduce alla vera immortalità. La vera immortalità si ottiene infatti proprio "morendo a se stessi", cioè al proprio ego, per rinascere poi come Uomo Nuovo.A questo punto, l’unico modo che ha per restare in qualche modo in vita è cercare di sopravvivere nel « corpo astrale », un involucro sottile che avvolge il corpo fisico e nel quale trasferiamo la nostra coscienza sia durante il sogno (infatti è anche conosciuto come "corpo di sogno" o "corpo lunare") sia dopo la morte. 

Questo corpo è, per intenderci, quello che talvolta compare ai viventi in forma di fantasma. Non è da confondere con il « corpo di gloria », cioè l'anima, in quanto il corpo astrale è solo un involucro esterno, come il corpo fisico, solo più sottile e quindi invisibile a occhio nudo, ma non costituisce l’essenza stessa dell’essere umano.Imparando a portare la propria coscienza nel corpo astrale non si consegue una reale immortalità, poiché anch’esso è costituito di materia – sebbene più sottile di quella a cui siamo abituati – e quindi è destinato a consumarsi con il tempo. Tuttavia, la capacità di "trasferirsi in astrale", permette all’essere umano di sopravvivere per un tempo indeterminato dopo la sparizione del corpo fisico.Il corpo astrale lo abbiamo tutti, infatti lo utilizziamo per viaggiare durante le esperienze di sogno, ma solo pochi di noi sono in grado di utilizzarlo coscientemente come involucro per spostarsi anche in stato di veglia e compiere i cosiddetti « viaggi astrali ». Ciò implica che, alla stessa maniera, pochi di noi saranno in grado di usarlo coscientemente dopo l’esperienza della morte. 

Ci ritroveremo nel corpo astrale, ma ne avremo la stessa padronanza che un fanciullo di due anni può avere del suo corpo fisico: saremo trasportati dagli eventi del mondo astrale in uno stato di semi-incoscienza simile, appunto, a quella che si ha nel sogno. Quanti di noi, infatti, sono capaci di fare « sogni lucidi », all’interno dei quali possono decidere delle loro azioni? Allo stesso modo saremo solo parzialmente in grado di decidere delle nostre azioni dopo la morte. Le pratiche che consentono a un essere umano, maschio o femmina che sia, di spostare la sua coscienza nel corpo astrale in modo da servirsene a piacimento, sia in vita che dopo la morte, riguardano esercizi di concentrazione, meditazione e l'utilizzo consapevole dell’Energia Sessuale. Conoscenze provenienti dall'antica Atlantide e ritrasmesse attraverso la Magia e l’Alchimia. Il percorso iniziatico, se condotto fino al compimento ultimo, consente sia di ottenere la capacità di trasferirsi nel corpo astrale – il che conduce alla SOPRAVVIVENZA dopo la morte – sia la successiva e più importante capacità di identificarsi con l'anima stessa – il che conduce all'immortalità vera e propria. Stiamo parlando di due differenti gradi iniziatici: nel primo stadio l'individuo resta ancora attaccato alla materia e all'ego, in quello successivo ne è invece totalmente distaccato.Iniziazione

Il praticante occulto che è riuscito a ottenere un certo controllo del corpo astrale, si ritroverà quindi con un corrispondente grado di coscienza nel mondo astrale dopo la morte dell’involucro fisico. Continuerà, cioè, ad essere cosciente di sé anche nell'aldilà. Tale grado di consapevolezza di sé dipende dalla misura con cui è riuscito, attraverso le pratiche quotidiane, a trasferire la sua coscienza in tale corpo. Non ci dilungheremo qui sulla natura di tale piano e su quanto è possibile fare una volta entrati in esso, sono argomenti trattati da altri autori (si veda in particolare9 Arthur E. Powell). Una cosa però è certa, anche tale corpo è soggetto a logoramento e giungerà un giorno a consumazione, sebbene in tempi molto più lunghi rispetto al corpo di carne. E il praticante lo sa. L'unica via certa per l'immortalità è infatti l'identificazione completa con l'anima, il « corpo di gloria ». Il percorso magico-alchemico condotto solo fino a un certo punto non può donare l'immortalità.Esiste però un modo per prorogare – ma non per evitare – tale epilogo: imparare da un vampiro anziano, attraverso una trasmissione orale da maestro ad allievo, la tecnica del vampirismo. Si tratta di ottenere una pseudo-immortalità agendo per mezzo della Magia Nera, quando il corpo fisico è ancora in vita. Nel vampirismo si fa in modo che il corpo venga conservato in uno stato di perenne trance catalettica, tra la vita e la morte, nascosto in un luogo sicuro. 

Perché non muoia deve essere però alimentato con la trasfusione di energia vitale assorbita da altri esseri umani mediante l'utilizzo del suo corpo astrale semi-materializzato. In altre parole, il vampiro nelle ore notturne abbandona il suo corpo fisico e, spostandosi nel suo corpo astrale (è quindi divenuto in grado di effettuare i viaggi astrali), va a caccia di prede cui sottrarre energia vitale. Al ritorno nel suo involucro di carne egli infonde la nuova energia in tale corpo, e questo gli consente di tenerlo in vita in trance catalettica.Essendo il Sole analogicamente collegato alla sfera spirituale dell'uomo e al suo « corpo di gloria », e avendo il vampiro reciso ogni legame con questo suo lato spirituale, il risultato è che il suo corpo non può più sopportare la luce del Sole, ma solo quella della Luna, che è invece collegata al « corpo astrale » detto anche « corpo lunare ». Non gli è concesso di avere vita sotto i raggi del Sole: la sua esistenza senz'anima diviene ora una lunga notte, in senso simbolico... e quindi anche fisico.

Per mezzo di una particolare tecnica può talvolta rivestirsi di atomi di materia fisica e rendere così il suo corpo astrale semi-materiallizzato: sarà allora visibile agli occhi delle vittime, ma non catturabile dagli specchi. In tale veste "succhia la vita" alle persone: più il suo corpo astrale riesce a ricoprirsi di materia fisica e quindi a concretizzarsi sul nostro piano, più è materiale la forma dell'energia che egli sottrae, al punto da poter letteralmente succhiare il sangue dal corpo fisico delle persone e trasfonderlo poi nel suo proprio corpo giacente, di norma, in una bara. Nel sangue è infatti racchiusa l'energia solare/vitale dell'essere umano.

Nel corpo astrale egli assume tutti i poteri inerenti tale stato: proiettarsi a grande velocità in luoghi lontani, disintegrare e apportare oggetti, materializzarsi totalmente o parzialmente anche in forma di animale (lupo, pipistrello). Attraverso il vampirismo egli raggiunge lo scopo di ritardare la sua morte definitiva e quindi il suo destino finale; commette però un gran numero di delitti che gli preparano una futura sempre più penosa permanenza nelle sfere più basse del piano astrale, conosciute come "infernali" nel linguaggio comune. Tenere in vita il corpo di carne serve proprio a perpetuare il legame con il piano fisico evitando che il corpo astrale si allontani progressivamente dal piano terrestre e si addentri nel mondo astrale per precipitare nei sui infimi recessi. Tale legame con il suo corpo fisico permette anche al vampiro di continuare a trarre sempre nuova linfa dalle creature umane del mondo materiale della cui vita/sangue egli si nutre.

La sopravvivenza post-mortem così ottenuta dal vampiro è sempre parziale; l'unica immortalità assoluta è quella frutto di un lavoro magico-alchemico protratto fino all’Opera conclusiva. Questa è l'Opera cui si sono consacrati tutti i maghi/alchimisti seri del passato: Alberto Magno, Nicolas Flamel, Marsilio Ficino, Paracelso, Enrico Cornelio Agrippa, John Dee, il Conte di Saint Germain, Alessandro conte di Cagliostro, Fulcanelli, MacGregor Mathers, Georges I. Gurdjieff, Giuliano Kremmerz, Aleister Crowley, Tommaso Palamidessi... e tanti altri meno conosciuti. Tale lavoro conduce all'identificazione completa con l'ente eterno per eccellenza: l'anima, o Sé.Il vampiro può resistere nella sua poco invidiabile situazione di non-morto anche per diversi secoli, alcuni anche per millenni, ma mai per sempre. Prima o dopo il suo corpo verrà distrutto e allora lo spettro dei sottopiani infernali del mondo astrale si farà reale. 

Spesso, all'apice della disperazione, vuole egli stesso mettere fine alla sua pallida esistenza fatta di paura, solitudine, tristezza, invisibilità, rifiuto, fuga... ma quasi mai ne ha la forza. Il film "Nosferatu" di Werner Herzog, dove il vampiro è interpretato da Klaus Kinski, mette molto bene in evidenza, più di altre pellicole, il patimento psicologico che deve sopportare una creatura del genere: "La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose...". Questo genere di vampiro è un essere maledetto, sofferente, costretto a uccidere i vivi per non precipitare nel nulla, sempre in bilico tra la vita e la morte. I vampiri "alla Twilight" non sono meno reali, ma appartengono a un fenomeno molto

differente, che non concerne l’occultismo – pratiche di Magia e la capacità di spostarsi nel corpo astrale per vampirizzare altri esseri umani – ma piuttosto la criptostoria, ossia la storia sconosciuta delle nostre origini non terrestri.Esiste anche il vampiro che si crea solo dopo la morte, senza un precedente intervento della Magia Nera. Può capitare, per esempio, ad alcuni individui morti suicidi che, una volta dall'altra parte, si rendano conto di non essere riusciti a "mettere fine alla vita", ma solo di essere passati in un altro ambiente, e quindi, accompagnati da un carattere senza scrupoli, decidano di vampirizzare l'energia dei vivi per restare vicini al mondo materiale. La tecnica resta la stessa: muovendosi nel corpo astrale rubano l'energia vitale, e a volte anche il sangue fisico, delle loro vittime, e quando all'alba tornano nel corpo, trasfondono in esso il sangue/energia, tenendolo così in una sorta di "sospensione" tra la vita e la morte. Può capitare anche a individui malvagi morti in circostanze drammatiche.

Questo genere di vampirismo non è però potente come il primo, in quanto, considerazione non da poco, qui la morte del corpo è già avvenuta e quelli del vampiro sono tentativi disperati di arrestarne la decomposizione, la quale non può essere prorogata all'infinito. Inoltre, non essendo tale vampiro un iniziato delle « arti occulte » la sua capacità di gestire il corpo astrale è limitata e le sue facoltà intellettuali nel mondo astrale restano simili a quelle di un animale. Il modo più sicuro per uccidere un vampiro – e interrompere il suo patimento – consiste nel trovare e bruciare il corpo. Spaccare il cuore o tagliare la testa sono due metodi altrettanto validi, in quanto impediscono la sopravvivenza del corpo fisico, ma niente può dare sicurezza come l’incenerimento.Bibliografia: L'unico testo degno di nota in questo campo è Vampiri di Frater Piarus - ed. Venexia - 2003 È infatti l'unico che non si impegna a riversare sul lettore la consueta noiosa carrellata storica con a capo il solito Vlad Tepes, o a trattare dei ridicoli "bevitori di sangue" dei nostri giorni (gruppi di persone che si riuniscono in locali per bere sangue). È l’unico che prende seriamente in esame il lato più occulto del vampiro, inteso come entità capace di viaggiare in astrale.Per quanto concerne argomenti come la Magia (bianca, nera e rossa), i differenti generi di mago/maga, la fabbricazione del « corpo di gloria » e di quello astrale... risulta invece prezioso il mio La 

Porta del Mago.
Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)
Il mio blog:
www.salvatorebrizzi.com


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