THE DAY AFTER TOMORROW

Questo è lo spazio dedicato alla cosiddetta Disinformazione, cioè tutto quello che riguarda le informazioni fornite dai media “ufficiali”, da gli organi di stato e dalle istituzioni che, sovente, sono più o meno celatamente manipolate a scapito della “vera” informazione ed istruzione. Uno spazio quindi dedicato a notizie, cultura, scienza, scuola, storia, ecc. ecc. presentate come “vere” perché “ufficializzate”, ma che sono molto probabilmente intaccate da un piano di “uniformità” che sottostà a leggi di mercato, di controllo e di potere. 

The day after tomorrow 

È uscito qualche giorno fa al cinema un film dal titolo “The day after tomorrow”. Sicuramente qualcuno di noi l'avrà già visto, altri ne avranno semplicemente sentito parlare; ma siamo certi che non è passato inosservato. 

Ora, senza entrare subito nel merito del film stesso, che racconta di una catastrofe ambientale ed escatologica, vorremmo invece analizzare il messaggio più o meno nascosto che viene proposto attraverso la pellicola. 

Da sempre Hollywood è la “fabbrica dei sogni” per eccellenza. Sogni preconfezionati o, se preferite, confezionati ad hoc. 

Attraverso i prodotti cinematografici infatti, sin dall'inizio, sono stati creati modelli di pensiero atti a controllare il comportamento e, soprattutto, le emozioni degli esseri umani; i film, lo sappiamo, sanno creare tutte le premesse per cui i nostri sensi vengono coinvolti e portati ad una risposta ben determinata: ora ridiamo, ora piangiamo o ci commuoviamo, ora ci arrabbiamo o ci sentiamo tali, ora vorremmo “spaccare tutto”, ora abbiamo paura, ora ci sentiamo in colpa o vorremmo fare “qualcosa”, ora ci innamoriamo, sogniamo, speriamo… e via così… ce n'è per tutti i gusti e per tutte le emozioni che possiamo provare. 

Tramite le emozioni è possibile controllare la mente e le sue risposte e, di conseguenza, i comportamenti, i pensieri, le idee, ecc. Ma non solo; difatti è noto a molti l'uso di messaggi subliminali proprio attraverso le pellicole cinematografiche per invogliare agli acquisti o per mediare temi a sfondo sessuale (quest'ultimi sono i più frequenti). Questo uso dei messaggi, per quanto deplorevole, è da sempre utilizzato per molteplici scopi e continua a sussistere anche oggi (non solo al cinema). 

Un altro fattore interessante è l'uso fatto dall'industria cinematografica del film quale propaganda e mezzo per fare della disinformazione. Molte delle trame dei film è infarcita di riferimenti veri mescolati a riferimenti falsi atti a confondere le menti degli spettatori. Un uso diffuso è, per esempio, quello di rappresentare la “verità” su certe questioni e/o fatti facendola passare per assurda, incredibile, in modo tale da ottenere come risposta da parte del pubblico un deciso rifiuto o incredulità verso il fatto raccontato nel film stesso (un classico, per esempio, sono i film di fantascienza o dove si trattano argomenti che riguardano “alieni”). 

Ma in questo film, “The day after tomorrow”, quale potrebbe essere la verità nascosta? A nostro avviso il messaggio “vero” è nascosto nel fatto che nei prossimi anni accadranno veramente simili eventi (non vogliamo spaventare nessuno, tuttavia noi siamo convinti, ed il tempo farà da testimone, che saremo testimoni di situazioni similari soprattutto, guarda caso, nella nazione protagonista del film) e che, chissà come mai, gli sceneggiatori “sanno qualcosa” che non tutti sanno. È questa la “chiave” segreta: da sempre gli autori dei film di Hollywood sanno qualcosa che noi non sappiamo e lo dicono attraverso i loro prodotti affinché chi conosce, chi sa, abbia modo di ottenere conferme e chi non sa sia preparato inconsciamente ad un qualcosa che accadrà comunque ma che non corrisponde ad un'idea che si era fatto o che aveva rifiutato o bollato come non possibile a seguito del “lavaggio del cervello” operato per mezzo dei film (in questo caso, ovviamente). 

Iniziamo dunque a guardare i film con “occhio diverso” e a domandarci quanto ci sia di vero in quello che viene rappresentato o detto, quanto sia propaganda e quanto sia puro intrattenimento, quanto per noi va bene e quanto no. 

In fin dei conti, quanto sarà day after tomorrow il nostro futuro dipende sempre e solo da noi, dai nostri pensieri e da quello che faremo da oggi e nei prossimi otto anni a venire, prima del “famoso” 2012 (secondo alcuni 2013...) del calendario Maya.