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| " PADRE PIO DA PIETRELCINA " |
Una "Nuova Chiesa" dedicata
a San Padre Pio
- Tempio Massonico? -
dell’Ing. Franco Adessa
Sac. dott. Luigi Villa Ing. Franco Adessa
La distribuzione di questo Numero Speciale di “Chiesa viva” 381 è iniziata il 20 febbraio 2006.
La “nuova chiesa” dedicata a San Padre Pio, in San Giovanni Rotondo (Foggia) – Italia. L’essenza di questo studio dettagliato, meticoloso e completo sulla “nuova chiesa” dedicata a San Padre Pio, in San Giovanni Rotondo, è la seguente: QUESTA “nUOVA CHIESA” noN è UNA chIESA CATTOLICAMa UN “TemPIO MASSONICO”, o MEGLIO, UN “TempIO SATANICO”CHE glorifiCA LA MasSONERIA E IL SUO “DIO”, LuciferO
e dove la simbologia massonica celebra le seguenti orribili empietà:
● la sostituzione della santissima Trinità
con la BLASfema, satanica, massonica “Triplice trinità”
● la sostituzione di gesù Cristo con Lucifero
come “redentore dell’uomo”
● la sostituzione di gesù Cristo con Lucifero
come “re dell’Universo”
● La sostituzione del “Culto di dio”
col “Culto di Lucifero” … e dove la simbologia massonica celebra l’arma mortale per la distruzione della Chiesa Cattolica:
● L“ECUMENISMO MasSONICO”
DELLA rIUNIONE DI TUTTE LE RELIGIONI.
A dispetto del fatto che il Vaticano non è riuscito, sino ad oggi, a confutare le conclusioni di questo studio meticoloso, dettagliato e completo,
si continua a celebrare la santa messain questo “Tempio satanico”!
Pertanto, “Chiesa viva” chiede di proibire l’uso religioso di questo “Tempio Satanico” e rivolta alla Gerarchia cattolica dice:
● QUESTE SONO MESSE SACRILEGHE!
● QUESTO è UN ORRIBILE INSULTO A CRISTO!
● QUESTA è UNA SFIDA ALLA SANTISSIMA TRINITà!
e chiede alla Gerarchia:
FINO A QUANDO PERMETTERETE ALLA MASSONERIA DI INSULTARE NOSTRO SIGNORE GESù CristO E LA SANTISSIMA TRINITà? *** Nota La seguente presentazione non è il contenuto integrale del Numero Speciale di “Chiesa via” 381, ma solo un sostanziale estratto del documento. La Croce che dà forma alla Chiesa
Lo spargimento del Sangue di Nostro Signore, con la sua morte in Croce, costituisce la causa meritoria della nostra salvezza eterna. È dalla Croce che ci viene ogni beneficio spirituale, ogni grazia e l’efficacia dei Sacramenti. Per questa ragione, la Chiesa, da sempre, ha voluto esaltare il Crocifisso, offrendolo continuamente alla contemplazione dei suoi fedeli. Dunque, tutta la spiritualità cattolica è basata sulla Croce! Ma Gesù Cristo crocifisso non è solo la causa meritoria della nostra Redenzione, Egli è anche la causa esemplare della nostra vita. Egli è obbligatoriamente modello per ogni anima che vuole salvarsi e santificarsi. Togliere dai nostri occhi il Crocifisso significa perdere il senso del dolore, significa perdere il senso della vita. Ecco perché il Crocifisso, forma simbolica della nostra Religione, ha improntato la stessa “pianta” della chiesa, racchiudendo in essa un universo simbolico che ha conferito al suo edificio il carattere di “luogo sacro”. Nel “Dizionario di Architettura” leggiamo: «L’antica Basilica di San Pietro, a Roma, iniziata intorno al 320 D.C. e consacrata nel 326 da Papa Silvestro I, costituiva uno dei primi esempi di architettura cristiana. Aveva la tipica pianta basilicale a croce latina, con aula divisa in cinque navate longitudinali e incrociata perpendicolarmente da un transetto»1. Più avanti leggiamo: “Tra l’VIII e l’XI secolo si impose, nell’edilizia ecclesiastica occidentale, la pianta a forma di croce (croce “latina”, cioè con assi di lunghezza diversa), che riprendeva la forma simbolica per eccellenza della Religione cristiana. Il braccio corto della croce (transetto) distingue nettamente il presbiterio dalla navata centrale” 2. Nel “Dizionario” di Viollet-Le-Duc si legge: “Nella maggior parte delle “piante” delle chiese del Medio Evo, dal XI al XIV secolo, si osserva che l’asse della navata e quello del Coro formano una linea spezzata al transetto. È un simbolismo commovente; è un atto di fede sublime agli occhi di un architetto cristiano! Ma che volevano gli architetti di quei tempi di Fede? Innalzare Basiliche, Templi, ove poter rinnovare degnamente il “Sacrificio” della Messa, memoriale vivente del Sacrificio di Cristo sul Calvario. Per questo, volevano ricordare la Vittima del Golgota, attaccata alla Croce. Ed ecco là, la Croce, sola, immensa, la navata e il transetto rappresentare il corpo e le braccia allargate. L’altare centrale rappresenta la testa augusta del Dio immolato, e le cappelle, a raggera attorno all’abside, formano la corona gloriosa che cinge la fronte del Salvatore del mondo. Memori, poi, che l’Evangelista ha scritto che Gesù “inclinato capite, tradidit spiritum” (inclinato il capo, rese il Suo Spirito), i costruttori di cattedrali hanno volontariamente inclinato il coro sulle braccia del transetto e la testa verso le spalle” 3. La chiesa: luogo “sacro” Perché la chiesa, come edificio, è anche un luogo “sacro”? «La nostra cultura moderna ha perso di vista il concetto di sacro perché ha perso di vista la realtà di Dio e il senso della vita umana. È stata la spinta di errati presupposti teologici che definivano la realtà di Fede così asetticamente da far sembrare che la verità non avesse alcuna relazione con gli uomini. In questo senso, il sacro per se stesso, staccato da qualsiasi relazione con i credenti, non ha alcun senso. È puro delirio affermare, dunque, che una realtà creata è sacra per se stessa concependola priva della sua reale relazione con il mondo. Sulla base di questo presupposto, si giungerebbe a due contraddittorie conclusioni: ogni cosa è sacra; nulla è sacro. Come l’oggettività, per essere eloquente, ha bisogno d’essere colta dal soggetto e, quindi, deve essere soggettivizzata, così il sacro ha il suo senso quando è posto in relazione con la persona, quando, cioè, interagisce col credente. Concepire lo spazio sacro della chiesa come qualcosa di estetico (cosa usuale al giorno d’oggi) significa non aver capito niente! La chiesa non è importante o “sacra” perché è bella, comoda, funzionale. Che differenza ci sarebbe, allora, tra l’edificio religioso ed una sala polifunzionale? Nessuna! Infatti, non è un caso che molte chiese, oggi, assomiglino a sale polifunzionali. A monte di tali costruzioni esiste, dunque, un concetto annebbiato di cristianesimo e, forse, un cristianesimo che ha perso il senso della propria Tradizione. Per la Tradizione, ogni realtà della Chiesa è legata al credente ed è in servizio del suo progresso spirituale. L’edificio della chiesa ha, così, un valore “sacro” perché racchiude in sè un universo simbolico. Il credente che si affaccia all’interno di un’antica basilica si trova davanti ad una prospettiva, davanti ad un cammino con una meta: l’abside e il santuario. La parte iniziale della chiesa (Nartece) simboleggia lo stadio esistenziale di chi si avvicina per la prima volta al cristianesimo. Chi attendeva di essere battezzato sostava nell’area accanto alla porta d’ingresso. Tutta l’area interna (Navata), invece, simboleggia il cammino della Fede del credente. Il Santuario, luogo dov’è posto l’altare e dove si celebra l’Eucarestia, rappresenta il luogo della visione, il luogo in cui la luce di Dio giunge agli uomini per illuminarli. Così, non desta meraviglia che la maggioranza delle chiese antiche siano rivolte con l’abside a est, luogo dove sorge il sole. (...). Gli elementi cosmici si uniscono a quelli simbolici ed entrambi si collegano alla situazione personale del credente. Nell’edificio ecclesiastico, quindi, il credente ritrova se stesso davanti a Dio. La sacralità della chiesa è, allora, indice e rimando della sacralità della persona umana, poiché Dio si rivela nei cuori degli uomini, ed è lì che essi devono imparare a scoprirlo» 4. La sacralità della chiesa, oltre al rimando della sacralità della persona, rimanda anche ad un modo di intendere Dio. San Simeone di Salonicco (XV secolo) si è soffermato a descrivere il mondo simbolico racchiuso nel tempio cristiano. In un suo scritto, si riscontra quanto sopra delineato: il “sacro” edificio è lo specchio dell’interiorità dell’uomo e del mistero di Dio: «Il tempio, sebbene sia composto da pietre, legno e altri materiali, contiene una grazia soprannaturale. Una volta che viene consacrato da un Vescovo, tramite mistiche preghiere e unto col sacro crisma, diviene veramente dimora di Dio. Come tale, non è totalmente accessibile a chiunque. Il tempio ha una doppia natura, avendo un luogo per l’altare e un luogo esterno ad esso. In questo modo, rappresenta Cristo, che è Dio uomo, che ha una natura visibile e un’altra invisibile. Il tempio rappresenta pure l’uomo composto di anima e di corpo. Inoltre, esso rappresenta soprattutto l’eccellente mistero della Santissima Trinità, inaccessibile nella sua essenza, ma nota nella sua provvidenza e nei suoi poteri, rivelando, similmente, il mondo delle cose visibili e di quelle invisibili»5. Ecco dunque la Croce, pianta del luogo sacro, sola, immensa, con la sua navata, il suo transetto e il suo Santuario, imprimere all’edifico sacro tutta la spiritualità cattolica basata sulla Croce: l’essenza di Dio, l’essenza del Sacrifico di Cristo sulla Croce, l’essenza del cammino di Fede del credente per la sua salvezza. Questa “croce immensa” del luogo sacro, quindi, è un “atto di fede” e, nello stesso tempo, manifestando l’eccellenza e la sovranità di Dio, come pure la nostra dipendenza da Lui, è anche un grandioso ed esteriore “atto di culto”. Una “nuova chiesa” voluta da padre pio? In tutta la degenerazione della nuova spiritualità dei giorni nostri, che vorrebbe nascondere le parti “negative” del cristianesimo dando centralità solo a ciò che muove alla gioia, alla festa, allo spettacolo, e che afferma di abbracciare la “parte migliore” del mondo, emerge la figura di S. Padre Pio, l’unico sacerdote stimmatizzato della storia della Chiesa, il quale, col suo esempio, ricorda a tutta l’umanità che chi vuol essere discepolo di Nostro Signore deve seguirLo con la Croce, il cui mistero egli manifestò per cinquant’anni, portando, inflitte nel suo corpo, le cinque ferite sanguinanti del Crocifisso! Come si poteva esprimere una più sentita riconoscenza per tutta la sua straordinaria opera spirituale se non costruendo e dedicando a S. Padre Pio una “nuova chiesa” con una pianta fatta a “croce”, simbolo del mistero della Santissima Trinità, simbolo del Sacrificio di Cristo Redentore, simbolo del cammino di Fede di ogni credente che voglia salvarsi, e simbolo di quelle stimmate di Padre Pio che furono la vera causa del suo potere di intercessione presso Dio, per dispensare ogni tipo di grazia a coloro che si rivolgono a lui? Perché, dunque, a questo Santo Ministro di Dio, a questo “Crocifisso vivente”, non si è dedicata una chiesa fatta a “croce”, ma si è voluto, invece, attribuirgli la volontà di desiderare una “nuova chiesa” fatta a “spirale”? ______________________________________________________________________ 1 Cfr. Architettura, § 5.1 Architettura Paleocristiana. 2 Cfr. Architettura, § 5.3 Architettura romanica. 3 Cfr. Dizionario Viollet-Le-Duc’s: testo riportato alla parola “axe” (asse). 4 Cfr. Dizionario “L’Architettura sacra”, pp. 3-4. 5 Idem, p. 5.
La
"Nuova Chiesa" dedicata a S.Padre Pio
Una vista frontale della “nuova chiesa” dedicata a San Padre Pio, in San Giovanni Rotondo (Foggia) – Italia Iniziata il 19 gennaio 1996, la “nuova chiesa” dedicata a S. Padre Pio è stata progettata dal 62enne architetto genovese Renzo Piano, considerato il più importante tra gli italiani e insignito, nel 1998, del premio Pritzker (il Nobel dell’architettura). Mons. Crispino Valenziano, componente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali, invece, ha seguito dal punto di vista liturgico e teologico questo imponente lavoro, e parla con entusiasmo di questa esperienza che, secondo lui, offre l’occasione di «inserirci, come Chiesa, nel contesto dell’arte moderna, pur recuperando quel rigore tematico caratteristico di altre epoche. Epoche in cui la simbiosi tra arte e mondo religioso era pressoché totale e totalizzante, come nel Medioevo». «Anche se all’inizio - continua mons. Valenziano - l’ispirazione di Piano si riferiva alla forma classica dell’anfiteatro greco, con il passare del tempo, il progetto si è via via caricato di espressività»1. «Pur essendo un uomo orgoglioso - spiega ancora Valenziano - Piano ha saputo ascoltare, come pochi altri, le indicazioni funzionali legate al luogo di culto. E, in questo, ha dimostrato una grande umiltà». A conferma di questa umiltà, Renzo Piano, a un giornalista che gli chiedeva se, dovendo progettare una chiesa con tutti i vincoli liturgici e teologici che essa comporta, si sentisse meno libero nella sua creatività, rispose: «Libero? Guardi che per un architetto la libertà non è un grande regalo. Io ringrazio il cielo quando mi danno indicazioni precise: sono come i quadretti sul grande foglio bianco che è il progetto»2. In un altro articolo, Mons. Valenziano ci garantisce che «con l’unica eccezione del Crocifisso di stile francescano seicentesco, che verrà collocato nella Cappella della Penitenza, tutte le altre opere rispecchieranno la sincera religiosità di tanti artisti contemporanei che si sono dedicati al sacro»3. E ancora ci informa: «Credo sia essenziale non imporre una tipologia alle chiese. Una cosa è il gusto del bello o la tradizione (le chiese fatte secondo certi canoni generali), un’altra è il credere che le chiese siano un dato statico, legato in eterno a un preciso standard» 4. In un altro articolo, però, Mons. Crispino Valenziano ci viene presentato come il consulente liturgico “le cui indicazioni spinsero l’architetto Piano a rivisitare il progetto iniziale, per renderlo «modello per tutte le chiese che si progetteranno da oggi a cinquant’anni»5. Ora ci domandiamo: perché se Mons. Valenziano crede che le chiese non debbano essere “un dato statico” vuole imporre questo modello di chiesa per i prossimi 50 anni? Esprimendoci liberamente, diremmo: che confusione! Ma l’argomento è troppo serio, quindi, abbiamo voluto documentarci e ci siamo sentiti edificati nel leggere le parole del famoso storico di architettura religiosa, Erwin Panoftsky, il quale, in una sua famosa opera, scrisse: «Esiste un intimo legame tra il modo di costruire una chiesa e il modo di pensare e di vivere degli uomini. Vivere al di fuori del cristianesimo, o in una forma alterata o secolarizzata di cristianesimo, produce più o meno gli stessi risultati. Si deve affermare che quanto nasce da artisti e architetti non cristiani potrà essere anche molto interessante, ma NON SARà MAI ESPRESSIONE DEL CRISTIANESIMO»6! Siamo, però, ripiombati nel dubbio quando abbiamo letto, su una rivista recente, la sentenza di un altro famoso storico di architettura, lo svizzero Kurt W. Forster, che ha insegnato negli Stati Uniti, per oltre 25 anni, nelle università di Yale, di Stanford e del Mit. In un articolo dal titolo “Ai grandi architetti non serve la fede”, alla domanda: «Professor Forster, un razionalista laico, come Renzo Piano, affronta il cattolicesimo dei miracoli, che cosa ne uscirà?», risponde: «L’incongruità è solo apparente. (...). Per l’artista non è necessario identificarsi. Grandi architetti hanno affrontato con successo questi temi (...). Per Piano è solo un’altra sfida. Un uomo di profonda esperienza laica può dare verità a fenomeni che razionalmente non capiamo. Il Big Bang sostituisce il racconto della Genesi: è il nostro mondo»7. A questo punto, ci siamo domandati: si affida il progetto della chiesa cattolica che, dopo San Pietro è la più grande del mondo non a un architetto cristiano ma ad un “razionalista laico”, a un “uomo di profonda esperienza laica” che, “senza fede” e “senza identificarsi”, riesce a “dare verità a fenomeni che razionalmente non capiamo”. Ma... quell’uomo era lo stesso che seguiva umilmente le “indicazioni precise” che gli venivano impartite, e che era persino felice di privarsi della sua libertà d’espressione creativa quando si dedicava ad un progetto. Ma allora, ci chiediamo: di chi saranno l’espressione creativa e le “verità” che sono state impresse nella sua opera? La confusione ci sembra totale... però, una cosa importante ci sembra di averla capita: “il racconto della Genesi è stato sostituito” dal “Big Bang”, dottrina, questa, che ha la sottile pretesa di eliminare Dio Creatore da quello che Forster chiama: “il nostro mondo”! A negare la creazione dal nulla vi è solo un altro “mondo”: quello che fa della guerra al soprannaturale il suo unico “dogma”: il mondo Ebraico-Massonico! Grazie, dottor K.W. Forster! ___________________________________________________________________________ 1 Cfr. “Luoghi dell’infinito”, - Inserto illustrato di Avvenire - Settembre 1998, p. 23. 2 Cfr. “Luoghi dell’infinito”, - op. cit., pp. 24-25. 3 Cfr. “Luoghi dell’infinito”, - op. cit., p. 25. 4 Cfr. Crispino Valenziano, “Architetti di chiese”, citato nell’articolo de: “Il Giornale”, 25 giugno 1999, p. 19. 5 Cfr. “Famiglia Cristiana”, n° 10, 2002, p. 33. 6 Cfr. Dizionario “L’Architettura sacra”, p. 2. 7 Cfr. “L’Espresso”, 24 ottobre 2002. p. 171. Perchè una Chiesa a forma di "Spirale"?
Modello della “nuova chiesa” a forma di spirale. Che significato ha la “spirale” nella simbologia cristiana? Nessuno! E allora perché è stata scelta addirittura per dare la “forma” alla struttura architettonica della “nuova chiesa” dedicata a San Padre Pio? Ci hanno detto che questa chiesa, fatta a “spirale”, “È un ragno”, è una “Chiesa aperta”, è “Un gioiello ad alta tecnologia”, è “Una conchiglia per Padre Pio” e che il Santo sarà come la perla all’interno di essa. Ci hanno detto ancora che questa nuova chiesa è già stata ribattezzata “Cattedrale del duemila”, “Nuova Assisi”, “Divino progetto!”... Però, non ci hanno detto che, nel “Dizionario massonico”, alla voce “spirale” c’è scritto: «Antichissimo segno che simboleggia l’esistenza dell’uomo ed il suo ritorno all’origine... (la spirale) simboleggia anche la potenza dinamica dell’universo, il Princìpio Creatore, il G.A.D.U. (...)»1. Lo stesso Dizionario, alla voce G.A.D.U., spiega: «Abbreviazione massonica per indicare Dio, il Grande Architetto Dell’Universo»2. E chi è questo “Dio”, detto G.A.D.U.? È il dio della Massoneria. Infatti, già negli Statuti Generali del 1820, era detto: “(La Massoneria) ha per princìpio l’esistenza di un Dio che adora e rispetta sotto il convenuto titolo di Grande Architetto Dell’Universo” 3. Ma il G.A.D.U. viene proclamato dalla Massoneria anche come “Princìpio Creatore” (nel significato, però, di “princìpio di generazione” e non di “creazione dal nulla”!). Nel grande Trattato di alleanza, firmato a Losanna nel 1875, tra i Supremi Consigli di Rito Scozzese Antico ed Accettato, infatti, si affermò: «La Massoneria proclama ciò che ha proclamato fin dalla sua origine: l’esistenza di un Princìpio Creatore, sotto il nome di Grande Architetto Dell’Universo»4. A definire il G.A.D.U. come “potenza dinamica dell’universo” ci pensa, invece, la fondatrice della Società Teosofica, Helena P. Blavatsky, massona del 33° grado che, con tutta la sua autorità, scrisse: «Satana rappresenta l’Energia attiva dell’Universo (...). Egli è il Fuoco, la Luce, la Vita, la Lotta, lo Sforzo, il Pensiero, La Coscienza, il Progresso, la Civiltà, la Libertà, l’Indipendenza”; e ancora: “Satana è il Dio, il solo Dio del nostro Pianeta»5. Il sigillo ancor più autorevole di chi sia il vero Dio della Massoneria ci viene dal Pontefice Supremo della Massoneria Universale, il generale Albert Pike che, Capo Supremo della Massoneria, in un discorso del 1889, tenuto in Francia agli alti gradi della Massoneria, affermò: «Noi adoriamo un Dio, ma è il Dio che si adora senza superstizione (...). La Religione massonica dovrebbe essere mantenuta da noi iniziati degli alti gradi, nella purezza della dottrina luciferiana. (..). Sì, Lucifero è Dio (...) la vera e pura religione filosofica è la fede in Lucifero (...) ma Lucifero Dio di Luce e Dio del Bene sta lottando per l’umanità contro Adonai (il Dio Uno e Trino - n.d.r.) il dio delle tenebre e demonio»6. Quindi, la “spirale” simboleggia il G.A.D.U. e cioè Lucifero-Satana, che, come già ben sappiamo, ha ingaggiato una lotta a morte contro il Dio Uno e Trino per la perdizione dell’uomo. La “spirale”, però, oltre a simboleggiare il modo di intendere Dio, per la Massoneria, simboleggia anche il suo modo di intendere il “cammino di fede”, o meglio il “percorso iniziatico” che l’uomo dovrebbe seguire per adempiere il “disegno divino”. In un libro documentatissimo sulla Massoneria, infatti, leggiamo: «La Spirale è segno di evoluzione-involuzione nel bagaglio simbolico degli alti iniziati. La Spirale continua che, in forma di sentiero, si inerpica lungo i fianchi della montagna, è il “Sentiero del Pellegrino”, cioè la via iniziatica. La cima della montagna si perde in linea verticale verso l’infinito spirituale: è l’asse del mondo, “Asse universale” dell’unica verità professata dall’Alta Massoneria, il passaggio tra la terra e il cielo configurato dalla Gnosi: la divinizzazione dell’Uomo»7. Giuseppe Mazzini, Capo d’Azione Politica della Massoneria Universale e co-fondatore con Albert Pike, nel 1870, del “Nuovo Rito Palladico Riformato”, vertice supremo di tutte le Obbedienze massoniche mondiali, oltre all’esistenza di Dio (il G.A.D.U. = Satana) riconosceva il princìpio della “Legge del Progresso” «la cui continuità balza evidente non alla vita di ogni popolo separatamente, ma a quella dell’Umanità per la quale i popoli sono individui e, solo allora, si scoprirà l’immensa indefinita spirale, disegnata dal dito di Dio tra l’Universo e l’Ideale che si deve lentamente raggiungere»8. Abbandonato il linguaggio altisonante, usato per gli ingenui ed i profani, vediamo, ora, in cosa consiste questa “immensa indefinita spirale, disegnata dal dito di Dio” e “l’Ideale che si deve raggiungere”, meglio descritti in alcune lettere personali che il Mazzini e il Capo Supremo della Massoneria, Albert Pike si scambiarono negli anni 1870-1871. Nella sua lettera del 22 gennaio 1870, Mazzini esponeva il suo piano di tre Guerre Mondiali per il secolo XX° per creare uno Stato comunista in Russia (1a Guerra), e per farlo espandere fino alla metà d’Europa (2a Guerra), e renderlo potente politicamente e militarmente in attesa della 3a Guerra, che avrebbe dovuto scoppiare tra il Sionismo politico (incluso lo Stato d’Israele) e l’Islam, perché si distruggessero a vicenda, insieme a tutte le altre Nazioni, trascinate nel conflitto, per combattersi fino al loro completo esaurimento fisico, morale, spirituale, economico. Albert Pike, completamente d’accordo con questo piano infernale, dettagliava meglio le finalità della 3a Guerra mondiale con una sua lettera del 1871: «Noi scateneremo i nichilisti e gli atei e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che mostrerà chiaramente alle nazioni, in tutto il suo orrore, l’effetto dell’ateismo assoluto, origine della barbarie e della sovversione sanguinaria. Allora, ovunque, i cittadini, obbligati a difendersi contro una minoranza mondiale di rivoluzionari (...) riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero, rivelata finalmente alla vista del pubblico; manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell’ateismo, conquistati e schiacciati allo stesso tempo!» 9. Per i vertici della Massoneria, quindi, il “Cammino di fede nel Progresso”, rappresentato dalla “spirale” immensa e indefinita, non è altro che la distruzione della Chiesa Cattolica e della Civiltà Cristiana, da attuare con la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero, rivelata finalmente alla vista del pubblico! “L’Ideale che si deve lentamente raggiungere”, quindi è il “Culto di Lucifero” in pieno giorno! La spirale, però, secondo gli esperti di simbologia massonica, può assumere dei connotati a noi molto più familiari. Nell’opera di Jules Boucher, “La simbologia massonica”, leggiamo: «Il numero 9 rappresenta, nel suo grafismo, una germinazione verso il basso, dunque materiale; mentre la cifra 6 rappresenta, al contrario, una germinazione verso l’alto, dunque spirituale. Questi due numeri sono l’inizio di una spirale»10.
Pianta del piano-terra della “nuova chiesa”. Il modo di generare una spirale è molto semplice se lo si osserva geometricamente: preso un cono, con un prefissato raggio del cerchio base ed un angolo al vertice, tracciata una linea, a pendenza costante, sulla sua superficie conica esterna, osservando la sua proiezione sulla base circolare del cono si vede una forma geometrica: la spirale. Variando il raggio del cerchio-base e l’angolo al vertice, si varia anche il modo col quale la spirale si stringe verso l’asse centrale, man mano che si avvolge.
Scegliendo un raggio del cerchio base del cono di 72 m (= OA, dedotto dalla pianta del piano terra della Chiesa), un angolo al vertice di 33° ed una pendenza di 33° della linea tracciata sulla sua superficie, il raggio della spirale, dopo una rotazione di 180°, si riduce a 48,77 m, (vedi fig. 1) mentre le misure di tutti gli altri raggi di questa spirale, a 20° l’uno dall’altro, sono riportate in fig. 2. Scelti, ora, i raggi base di 36 m (= OB, distanza dal centro dell’estremità interna dell’arco BA), e di 50 m (= OC, raggio dell’arco più lungo dei 15 interni, e di campata = 50 m), ripetendo la stessa procedura, dopo una rotazione di 180° si ottengono, rispettivamente, i raggi di 24,38 m e 33,87 m, mentre le misure di tutti gli altri sono riportate in fig. 2.
Ebbene, gli 11 archi esterni ed i 15 archi interni, così ottenuti, coincidono esattamente con i 26 archi della “nuova chiesa” dedicata a S. Padre Pio! Quindi, il “princìpio generatore” delle tre spirali, che determinano le misure di tutti gli archi della “nuova chiesa”, è rappresentato dall’angolo al vertice di 33° e dall’angolo di 33° della linea a pendenza costante, tracciata sulla superficie esterna del cono, per generare la spirale. IL MARCHIO DELLA BESTIA 666 Il legame tra spirale e le cifre 6 e 9 ce lo illustra meglio R. K. Spenser il quale, parlando dell’affresco murale della Sala di Meditazione all’ONU, scrive: «La figura a spirale che si avvolge intorno alla linea diagonale dell’affresco, simbolizza il Caduceo di Mercurio che, mitologicamente, è rappresentato da due serpenti che si avvolgono intorno alla bacchetta magica di Mercurio. L’intersezione della spirale con la diagonale, forma 9 archi; la 9a lettera ebraica “Teth”, che ha il valore di 9 significa: “Serpente”. Il Numero della Bestia della Rivelazione è 666 che, cabalisticamente è rappresentato dal numero 9, il numero della Generazione»11.
Il magistrato Carlo Alberto Agnoli, studioso di Massoneria, in una sua opera, ha scritto: «La piramide massonica, che subordina tutto al vertice, ha il messaggio più profondo, quando è rovesciata verso il basso, in conformità all’insegnamento contenuto nella parola massonica VITRIOL, che viene presentato al neofita già nella “camera di riflessione” al momento del suo ingresso nella Massoneria, e che consta delle iniziali del motto “Visita Interiorem Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem”, e cioè “visita la profondità della terra; rettificando, troverai la pietra nascosta”, vale a dire la “pietra filosofale” della Grande Opera settaria. La gerarchia massonica, al pari della sua dottrina, non splende in alto, nella chiarezza della luce solare, ma è sprofondata nell’oscurità dell’abisso. Che si tratti di un regno dell’abisso è espresso anche in questi versi del famoso massone Olindo Guerrini:
ma dall’abisso un cantico sino agli spazi del Signor si leva. Sia benedetto Satana che porse il pomo de’l peccato ad Eva!» 12.
È proprio da questo abisso, rivolti verso gli “spazi del Signore”, che i tre tratti di spirale, generati dai punti di appoggio dei 26 archi della “nova chiesa”, chiudendoli con un cerchio nel punto più stretto, appaiono come un immenso 666, Marchio della Bestia e simbolo dell’Anticristo. È, forse, una sfida lanciata dall’inferno verso il cielo?
L’enorme “Marchio della Bestia”, 666, formato dai 26 archi Della struttura della “nuova chiesa”. Il numero 33, che esprime l’angolo al vertice e la pendenza costante della linea sulla superfice del cono che genera le 3 spirali dei 26 archi della “nuova chiesa”, coincide col numero 33 dei gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato! Inoltre, il numero 666, formato dalle tre spirali, che rappresenta l’Anticristo e il Marchio della Bestia è, graficamente, rappresentato dalla “Stella a cinque punte”, che è il simbolo per antonomasia della Massoneria. La forma a “spirale” della nuova chiesa, oltre ad esprimere l’idea di dio Satana-Lucifero e il “Sentiero del Pellegrino”, cioè la via iniziatica e la meta a cui tende il “Cammino di fede nel Progresso” della Massoneria, e cioè il “Culto di Lucifero in pieno giorno”, nasconde, forse, anche la fucina e il centro promotore di queste empietà, e cioè il “Tempio massonico” costituito dai 33 gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato? _______________________________________________________________ 1 Cfr. Luigi Troisi, “Dizionario massonico”, - Bastogi Editrice Italiana, p. 377. 2 Idem, p. 173. 3 “Statuti Generali”, del 1820, Ed. Civelli Roma 1908, V. 4 Salvatore Farina, “Il Libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico e Accettato”, Roma, Piccinelli 1946, p. 304. 5 H.P. Blavatsky, “La Dottrina segreta”, Ed. Bocca, Milano 1953, p. 400 e 383. 6 Uno stralcio di questo discorso fu riportato dalla rivista inglese “The Freemason” nel suo numero del 19 gennaio 1935. 7 Cfr. Epiphanius, “Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia”, p. 193. 8 Cfr. Luigi Troisi, “Dizionario massonico”, op. cit., p. 261. 9 Jean Lombard ci informa che questa corrispondenza tra Pike e Mazzini si trova depositata negli archivi del Temple House, Washington la sede della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, ma di consultazione vietata! 10 Cfr. Jules Boucher, “La simbologia massonica”, Parigi 1948, p. 285. 11 R. K. Spenser, “The Cult of the All-Seeing Eye”, Omni Publications, pp. 17-18. 12 Carlo Alberto Agnoli, “La Rivoluzione francese nell’opera della Massoneria”, Edizioni Civiltà - Brescia 1994, p. 134. Il Tempio Massonico
Rappresentazione della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, preso dal libro di Jules Boucher: “La simbologia massonica”, p. 275. Il massone Jules Boucher, nel suo libro: “La simbologia massonica”, fornisce una singolare rappresentazione del Tempio Massonico, costituito dai 33 gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato: una “stella a cinque punte” inscritta in una “stella a sei punte”, e l’insieme lo chiama: “L’esagramma col pentalfa” o “Esagramma pentalfico”. Il Boucher così spiega questa simbologia: «Ragon fa questa domanda: “Che cosa diventa l’individuo dopo il trapasso?”. E risponde: “Da effetto che era, diventa causa a sua volta (...) in quanto (...) la sua anima, che non era che una particella dell’anima universale, ritorna a questa immensa sorgente di vita, la “Camera di Mezzo”, l’immagine del grande laboratorio in cui si operano queste trasformazioni infinite”. (...). “La Camera di Mezzo”, scrive Marius Lepage, è la perdita delle illusioni (...) è l’athanor ermeticamente chiuso nel quale si compie la gloriosa trasmutazione dei centri di conoscenza che passano dal cervello al cuore. La conoscenza del cuore è la comunicazione diretta senza intermediario più o meno opaco, con la sorgente di ogni vita. é l’illuminazione intellettuale davanti alla quale tutto si rimpicciolisce alla sua giusta grandezza, si cancella e sparisce; è un riflesso della Vera Luce, una eco della parola perduta. (...). René Guenon precisa: “Si dice che un Maestro Massone si trova sempre tra la Squadra e il Compasso, cioè nel “luogo” medesimo in cui si inscrive la Stella Fiammeggiante (Stella a cinque punte) e che è propriamente l’“Invariabile mezzo”. Dunque (...) la Loggia dei Maestri è chiamata “Camera di Mezzo”. Il Maestro è assimilato con ciò all’“uomo vero”, posto tra la Terra e il Cielo ed esercitante la funzione di “mediatore”. (...). In tutte le tradizioni, il “Mezzo” è il centro ideale. Accedere alla “Camera di Mezzo” è pervenire al centro della “Ruota”, all’asse immobile. (...). Questa immagine della “Ruota” ci mostra i profani posti sulla circonferenza e gli “Iniziati” in cammino sui raggi, verso il Centro dove la velocità è nulla. La “Camera di Mezzo” è pure la “Quintessenza” degli alchimisti, il punto di intersezione dei due bracci della croce, la sommità della “Pietra cubica a punta”. Vi si accede per mezzo di 15 gradini divisi in tre gruppi: tre, cinque, sette. Questi numeri sono quelli dell’Apprendista, del Compagno e del Maestro. Tre è il Triangolo; cinque, la Stella Fiammeggiante; sette, il Sigillo di Salomone con il punto centrale che è l’uomo giunto a realizzare l’equilibrio perfetto tra la Materia e lo Spirito. Questo Sigillo di Salomone è il geroglifico della Pietra Filosofale, mentre la Stella Fiammeggiante (e cioè la “Stella a cinque punte”) è quello della Materia prima. Il Triangolo, o Delta Luminoso, è il Fuoco, fuoco spirituale, intenso, nascosto con la sua azione sul Pentagramma o Stella Fiammeggiante o Materia prima, che conduce all’Esagramma o Sigillo di Salomone, o Pietra Filosofale. G. Persigout associando il “Sigillo di Salomone” e la “Stella Fiammeggiante”, forma la figura da lui definita l’Esagramma pentalfico. é l’unione del Microcosmo col Macrocosmo. é interessante notare che l’addizione di 5 (pentagramma) e 6 (esagramma) dà per totale 11. (...). Undici è dieci più uno, cioè i dieci Sefirot più En-Sof. E i 33 gradi dello Scozzesismo possono essere divisi in tre serie di undici. (...). La “Camera di Mezzo” può essere paragonata all’esagono racchiuso all’interno dell’esagramma. In questa Camera, l’Uomo, l’Iniziato, diventa Adepto. I 6 triangoli dell’esagramma hanno 18 lati; i 5 triangoli del pentagramma hanno 15 lati. Addizionando 18 e 15 ritroviamo ancora il numero 33. Il 15° grado della Massoneria è il primo grado dei Capitoli e il 18° è il grado di Rosa-Croce. Questo grado non è che l’amplificazione del 3° grado. é 3 moltiplicato 6 (e cioè 666 - n.d.r.). La Loggia di Maestro si chiama “Camera di Mezzo” e deve avere due locali per le iniziazioni. (...). Ancora poco tempo fa, si divideva il Tempio in due parti con una tenda. La prima parte era lo Hikal, la seconda il Debhir. Lo Hikal è la camera dove Hiram muore, il Debhir quella in cui risuscita. (...). Hiram risuscitato! Tale è lo scopo dell’iniziazione al grado di Maestro: l’iniziato diventa Adepto, è raggiante di Luce. (...). Hiram risuscitato è il Maestro, è l’Uomo vero. (...). L’Apprendista (Pietra grezza), dopo una fase durante la quale si sgrossa, “acquista delle facce uniformi” e diventa Compagno. Queste “facce” (Pietra cubica) si levigheranno e perderanno, a poco a poco, la loro rugosità. Infine, il Maestro, nella pienezza dei suoi diritti massonici e dei suoi doveri, “individuato” veramente, sarà nella Loggia un elemento, una Pietra perfetta, indispensabile all’esistenza della Loggia»1. *** Questa lunga e densa citazione di Jules Boucher ci fornisce tutto quanto ci serve per analizzare e decifrare la struttura della “nuova chiesa”, e per scoprire i significati occulti, che si celano dietro la simbologia delle scelte costruttive. Riassumendo quanto affermato da Boucher, la rappresentazione del Tempio della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, in cui il massone percorre il suo cammino da Apprendista, Compagno e Maestro, ha le seguenti caratteristiche: – il numero 11 che rappresenta il numero mistico della Cabala ebraica dalla quale dipendono tutti i segreti e la simbologia della Massoneria; – il numero 18, ancora come “Marchio della Bestia” 666 e come simbolo della Stella a 6 punte; – trattandosi di una chiesa di una Religione, dovrà comparire un numero che esprime l’ecumenismo massonico che aspira a riunire tutte le religioni del globo, sotto l’Alta Direzione della Massoneria; – la presenza del numero 6, come indicazione della presenza di una Stella a 6 punte; – la presenza del numero 5, come indicazione della presenza di una Stella a 5 punte; – il numero 15 ancora come simbolo della Stella a 5 punte e come i 15 gradini divisi in tre gruppi: 3, 5, 7, dell’Apprendista, del Compagno e del Maestro; – le condizioni geometriche per la loro rappresentazione del Tempio massonico descritto da Boucher; – il numero 33 anche come somma di 15 e 18, quando questi rappresentano le Stelle a 5 e a 6 punte; – il numero 7 il numero del Maestro, come derivazione della “Stella a 6 punte” con il punto centrale; – ciò che, però, Boucher non dice, ma che è di importanza capitale per la firma che la Massoneria imprime alle sue opere e imprese, oltre la nota Stella a 5 punte, che è il suo simbolo per antonomasia, essa usa nascondere il suo speciale Marchio: 3 volte 666, come espressione del suo unico “dogma”: dichiarare e muovere guerra a Dio! _____________________________________________________________________ 1 Cfr. Jules Boucher, “La simbologia massonica”, Parigi 1948, pp. 280-286. Questa "Nuova Chiesa" è un Tempio Massonico? La geometria rappresentante la Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, nell’insieme degli archi e della struttura della “nuova chiesa”. La “Nuova Chiesa” è stata presentata con queste parole: «Sussiste una linea ispirativa nella progettazione di questa chiesa che fa da sfondo a tutto il progetto dell’architetto Renzo Piano: il rispetto del territorio e la scelta dei materiali. La chiesa non “violenta” la montagna con guglie ardite e perforazioni nella roccia; la struttura a forma di conchiglia, sembra agiarsi sul terreno, rispettando l’andamento grave delle alture garganiche». «La pianta, infatti, si distende come un ventaglio o, se si vuole, come il profilo di una chiocciola segmentata in tre porzioni che possono contenere sino a 7.200 fedeli». A lavori quasi ultimati, Renzo Piano afferma: «Sono felice più che soddisfatto. Non sono sicuro di accettare altri incarichi del genere; questa è stata un’esperienza talmente intensa emotivamente che non sono sicuro di volerla ripetere, per timore di fare un’esperienza meno intensa. E poi, in fondo non è importante per un architetto, una volta che si è fatta una chiesa, farne tante altre... È più bello scoprire queste cose». È proprio quello che intendiamo fare anche noi! *** Rappresentiamo la pianta dei 26 archi della struttura della chiesa, orientandola verso Oriente, come richiedono le nostre chiese che vedono nel sole che sorge, la Luce, il simbolo di Nostro Signore Gesù Cristo, ma anche come lo richiedono anche i Templi massonici: «Le tre finestre sono così posizionate: la prima, ad Oriente; la seconda, a Mezzogiorno; la terza, ad Occidente. (...) I Massoni costruttori hanno orientato sempre i Templi con l’ingresso all’Occidente»1. – Gli archi che formano la spirale più esterna sono 11. – Gli archi, sia quelli esterni che quelli interni, hanno una distanza angolare di 20° e cioè un angolo giro diviso in 18 parti. Il numero 18 rappresenta tutti i segmenti della Stella a 6 punte e, inoltre, essendo la somma di tre 6, rappresenta il “Marchio della Bestia” 666 dell’Apocalisse. – Il raggio del cerchio, che circoscrive la struttura della chiesa, e che coincide con il punto più esterno del primo arco è 72 metri. Renzo Piano ci ha detto che la chiesa può contenere fino a 7,200 fedeli. Cosa significa questo numero? Il numero 72 indica, sin dai tempi antichi, tutti i 72 nomi del Nome della Divinità. Il numero 72, quindi, è il numero dell’ecumenismo massonico il quale vuole riunire tutte le religioni, compresa la Religione Cattolica, nella Religione Universale laica, filosofica, scientifica, dello Gnosticismo, sotto la direzione dei vertici della Massoneria. Da notare che 72 è la somma di 66 più 6, quindi deriva dal “Marchio della Bestia” 666. Maurizio Oddo, in “La chiesa di Padre Pio a S. Giovanni Rotondo”, ci avverte: «Pur essendo dedicato al sacro, il complesso (la “nuova chiesa”) è idoneo a ospitare momenti di incontro interreligioso...». – Gli 11 archi esterni sono divisi dall’Ingresso dell’Aula Liturgica in due gruppi: il primo è costituito da 6 archi. – Il secondo gruppo è di 5 archi. I numeri 6 e 5, che indicano le due Stelle a 6 e a 5 punte, sono presenti in molti luoghi e dettagli della “nuova chiesa”: gli archi con settori di 6 e 5 blocchi dall’esterno all’interno, nei dettagli delle formelle, in altre opere, ecc.. – Il gruppo di archi interni è 15, come il numero totale di segmenti della “Stella a 5 punte” e come il numero dei gradini per salire alla “Camera di mezzo” o “Loggia dei Maestri”. – Il numero 33 lo abbiamo ottenuto dai due angoli di 3° del cono che genera tutti gli archi della struttura della “nuova chiesa”. Inoltre 33 è la somma dei numeri 15 e 18 già individuati. – A questo punto, tracciamo un cerchio con raggio 72 metri; suddividiamolo in 18 parti uguali e, partendo dal punto A, tracciamo le linee della Stella a 6 punte. La Stella a 5 punte, orientata con la punta verso l’alto, va tracciata solo dopo aver dato uno spessore alla Stella a 6 punte, per rispettare la simbologia illustrata dal Boucher. Tale spessore è dato, geometricamente, dalle estremità interne del 2°, 3° e 4° arco della serie esterna e, dopo averlo misurato, risulta essere di 42 decimetri. Da notare che 42 è: 6 x 6 + 6, quindi deriva dal Marchio della Bestia 666. Inoltre, “uno dei 72 Nomi Divini ha 42 lettere”. Il numero 42, inoltre, ha a che fare col numero 9 e con l’Inferno, poiché: “Il Pantheon egiziano aveva 9 Divinità Solari, il cui capo era Osiride. Egli era la grande Divinità dell’Inferno. ed era credenza universale che, subito dopo la morte, l’anima... fosse giudicata da Osiride, in presenza di 42 Demoni, i “Signori della Verità” e i “Giudici dei morti” 2.
Tracciamo, ora, la seconda Stella a 6 punte interna alla precedente con distanza 42 decimetri e, con molta precisione, inscriviamo nell’esagono interno, la massonica “Camera di Mezzo” o “Loggia dei Maestri”, la Stella a 5 punte con la punta verso l’alto. Poiché i due vertici inferiori non coincidono con i due vertici inferiori dell’esagono, ne risulta che il centro della Stella a 5 punte non coincide con quello della Stella a 6 punte. La distanza tra i due centri genera il raggio del pilastro centrale a forma cilindrica, che sostiene le estremità centrali dei 15 archi interni. – A questo punto, tracciamo il cerchio del pilastro centrale e, così facendo, appare il numero 7, come somma dei 6 lati della “Sella a 6 punte” più l’unità rappresentata dal centro: ecco il numero del “Maestro”, della “Pietra perfetta”, dell’“uomo perfetto” che è indispensabile all’esistenza della “Loggia massonica”. – I numeri 3 e 5, corrispondenti all’ “Apprendista” (triangolo) e al “Compagno” (Stella a 5 punte), sono già contenuti nella geometria costruita.
Ciò che ancora manca, ed è la cosa più importante, è il “Marchio” speciale della Massoneria: 3 volte 666, come espressione del suo unico “dogma”: dichiarazione di guerra a Dio! – Il primo “Marchio della Bestia” 666, lo abbiamo già visto con le tre enormi spirali, tracciate sui punti estremi di tutti gli archi della struttura, e osservate dal “profondo degli abissi”. – Il secondo “Marchio della Bestia” 666, lo ricaviamo dalla “Stella a 6 punte” che, avendo un numero totale di 18 segmenti, rappresenta il numero 18 che, essendo la somma di tre 6, forma il 666. – Il terzo “Marchio della Bestia” 666, lo otteniamo dalla “Stella a 5 punte” la quale, nel suo significato di triplice triangolo intrecciato a ciascuno dei quali corrisponde la triplice serie di 11 (l’uomo Dio, Pontefice e Re di se stesso), dà come somma complessiva: (11 + 11 + 11 = 33 = 6) che, ripetuto per tre volte, fornisce il terzo “Marchio della Bestia” 666. ________________________________________________________________________ 1 Cfr. Jules Boucher, “La simbologia massonica”, Parigi 1948, pp. 157-158. 2 R.K. Spenser, “The Cult of the All-Seeing Eye”, Omni Publications, pp. 32-34. "Triplice
Trinità" massonica - segreto di questa “Nuova Chiesa?” - Nella
descrizione del rituale del 31° grado del Rito
Scozzese Antico ed Accettato, Mons. Leone Meurin si
imbatte nel giuramento del massone aspirante a quel grado, che giura
obbedienza alla “Santissima e
Indivisibile Trinità” di cui il massone, però, non
riceve alcuna spiegazione. Un
celebre esperto e studioso della dottrina della Massoneria, il dott.
Eckert, nella sua opera “Il Tempio di Salomone” (p.
64), parla lungamente di questa Triplice Trinità: «La
materia del mondo è esistita da tutta l’eternità, ed esisterà per
tutta l’eternità in SANTA TRINITà,
cioè nell’unità di tre materie elementari: l’elemento mascolino
del Fuoco,
l’elemento femminino dell’Acqua e
l’elemento neutro della Terra...
Prima della formazione dell’universo, questi elementi misti insieme
formavano il Caos. I
tre elementi primari, con la divisione dei sessi
in due, danno il numero cinque, princìpio
di ogni formazione del Corpo del
mondo, il cui simbolo è la sfinge, con la testa e il
petto da donna, il corpo da leone e le ali d’aquila. Sviluppati dalla
forza del Fuoco, gli elementi producono tramite
l’aria, l’Anima del mondo
e mediante Lui,
l’Architetto dell’Universo col Patriarca
del Mondo, o Direttore del Potere spirituale, e con l’Imperatore
del Mondo, o Direttore del Potere temporale, ecco Il
TRIANGOLO ROVESCIATO, Lucifero, con
le due teste coronate dell’aquila, cioè il Grande Patriarca
e il Grande Imperatore o Sovrano,
compongono Rappresentazione geometrica della blasfema “Triplice Trinità” massonica. Porte di Bronzo
La facciata dell’Ingresso Liturgico e del Battistero, con le due Porte di bronzo. L’ingresso
Liturgico
e il Battistero si presentano con due porte di
bronzo, opera dell’artista Mimmo Paladino: la
“porta grande”, di destra, dell’ingresso
Liturgico e la “porta piccola”, di sinistra, del Battistero.
Queste due porte sono l’ingresso del Tempio. La
presentazione ufficiale della simbologia, scolpita sulle due porte, è
vaga, frammentaria, superficiale. L’ingresso
nel Tempio di Salomone,
cioè nel Tempio della
Massoneria, avviene al 1° dei
33 gradi del R.S.A.A. ed il suo rituale corrisponde al Battesimo
massonico. Nel
rituale, si legge1: Col
Battesimo massonico nasce un Figlio di
Lucifero; come nel Battesimo cattolico nasce
un Figlio di Dio. Il
Tempio ha 3
gradini e 2 colonne: a
sinistra, Boaz il
princìpio passivo, materiale, femminile, cattivo; a destra Jakin,
il princìpio attivo, spirituale, mascolino, buono. Il
Motto Sacro, cioè la parola che riassume l’essenza
del grado, è “Boaz”,
che significa stabilità, immobilità. Il
Candidato, quasi sempre un cristiano (simboleggiato da una pecora
di Cristo) entra come Apprendista nel
1° grado, che è dominato dal n°
3 e dal n° 2 dei
2 sessi che esprimono
fertilità e il Culto del Fallo: –
3 come i punti del Triangolo
luminoso, 2 come il Sole
e –
3 come le 3
stelle della Loggia e le 2 stelle:
di Lucifero e del
Candidato; –
3 come le 3
finestre della Loggia; –
3 come i 3
saluti del Maestro; –
3 come i 3
viaggi di purificazione dell’Aria, dell’Acqua
e del Fuoco e del versamento del sangue; –
3 come i 3
passi, i 3 colpi
i 3 baci: il triplice
bacio, il grembiale col bavero alzato e i guanti
“destinati alla donna che egli amerà di più”. –
il cordone con 12 nodi,
o lacci d’amore, sulla colonna, che si chiama la bubbola
dentellata che termina al di sopra delle due colonne
della Loggia, e che simboleggia il vincolo delle 12
tribù d’Israele; i 2
fiocchi folti simboleggiano la vitalità delle 2
tribù ancora rimaste intatte. –
al Candidato viene chiesta l’elemosina
per –
il Candidato presta il giuramento
di obbedienza ai capi, in tutto ciò che essi gli comanderanno.
Le spade dei fratelli sono dirette al suo petto, che assomiglia allora
al sole,
un’imitazione finita del sedicente Sole
infinito di Lucifero.
La rinnovazione tacita del giuramento si fa alzando il braccio destro
sulla spalla e facendo cadere la mano a
penzoloni. Il
Candidato si è fatto iscrivere nella grande armata dei “Fratelli
Apprendisti” che costituisce La
“Pietra grezza”, da cui si forma la “Pietra
cubica a punta” che serve alla costruzione del Tempio
Massonico, costituisce il princìpio materiale, l’elemento
corporale dell’uomo a cui deve essere associata un’Anima
(4° grado) e lo “Spirito”
(15° grado) che il massone acquisirà trasformandosi in Maestro,
o Pietra perfetta,
o Uomo divinizzato». _____________________________________________________________________________ 1 Leone Meurin s.j., Arcivescovo di Port Louis, “Frammassoneria, sinagoga di satana”, Siena 1895, pp. 269-278
La Porta di bronzo dell’Ingresso Liturgico con tutti i simboli del Rituale del 1° grado del R.S.A.A. L'Altare
Veduta dell’altare, situato in cima a due gradinate di 3 e 6 gradini ciascuna, sotto un’enorme spirale che si svolge sui 9 archi della struttura della Sala Liturgica. L’altare è conficcato, per un certo tratto, nel “bema”; il “bema” è squarciato, come al momento della risurrezione, nel suo insieme di bronzo alla base e da questo squarcio si eleva”. «È l’altare che squarcia il bronzo e fa emergere, come pietra, il mistero pasquale». «Quella che, nell’idea originale, era la croce gloriosa sull’altare, stava diventando, man mano che si andava avanti, una sorta di ciborio incombente sull’altare stesso e: l’altare non poteva che essere un’unica opera con “quella” croce...». Così ci viene presentato l’altare e la “Croce gloriosa” che lo sovrasta, dai Frati Cappuccini nell’opera: “Pietre di bellezza e di santità”. Le due scalinate, che salgono verso l’altare, hanno rispettivamente 3 e 6 gradini. Il numero 3 volte 6 dà 666 che è il Marchio della Bestia e l’Anticristo. Alzando lo sguardo, sopra il centro della volta dei 9 archi della struttura della Sala Liturgica, si vede un’enorme spirale azzurra. La spirale è il simbolo del G.A.D.U., il Grande Architetto dell’Universo, il Dio della Massoneria, meglio conosciuto col nome di Satana o Lucifero. Voltando lo sguardo tutt’intorno, si nota che tutti gli archi sono formati da settori di 6 e 5 blocchi che, indicando le due Stelle a 5 e 6 punte, nel loro insieme (15 + 18), rappresentano i 33 gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato. L’altare, fatto a piramide rovesciata a base rettangolare, è diviso da due nastri di bronzo posti sugli assi della base, ed è conficcato nel “bema”, rappresentato da un rettangolo di bronzo posto sul pavimento ed avente dimensioni 248 x 196. Nel complesso dei numeri di tutte le dimensioni che lo caratterizzano, l’altare simboleggia il “Quadrato Magico” o il “Tetragrammaton”, che attribuisce 72 Nomi al Nome cabalistico del Dio-Lucifero! Come illustrato alla pagina seguente, il “Quadrato magico” si compone di 9 cifre (dall’1 al 9), disposte sui 9 punti caratteristici del quadrato, che danno sempre la somma 15, in 3 cifre, nelle 8 direzioni.
Il “Quadrato Magico” e I suoi numeri caratteristici: 8 (direzioni), 9 (cifre), 15 (la somma delle cifre in ciascuna direzione), 72 (il prodotto di 8 x 9 = 72: tutti i nomi del dio-Lucifero). L’altare, diviso dai due nastri di bronzo, forma, con spigoli e intersezioni, le 9 posizioni caratteristiche del Quadrato Magico, mentre il lato maggiore del “bema”, 248 cm, che rappresenta la quota più alta di tutte le dimensioni dell’altare, con le cifre 2, 4, 8, “suggerisce” che vi sono 2 modi per ottenere il quadrato (4) con le sue 8 direzioni. Infatti, rappresentando tutte le quote dell’altare, si nota che sono presenti tutte le cifre da 1 a 9 del Quadrato Magico. Inoltre, il lato maggiore dell’altare 240 cm, contiene 16 volte 15; le 4 quote, di 120 cm, in cui è diviso dal suo asse sui due lati lunghi, contengono 8 volte 15; la somma delle cifre delle 2 quote 117,6 danno come somma 15; infine, la somma delle due cifre 4,8, spessore dei due nastri che si incrociano nel punto centrale dell’altare fanno: 4,8 + 4,8 = 9,6 = 9 + 6 = 15. La somma dei numeri 15 ottenuti è 8. Qual è il significato di questo altare? È un altare dedicato non al Dio Uno e Trino, e a Nostro Signore Gesù Cristo, ma è rivolto ad un “Dio” che ha ben 72 nomi e che si nasconde sotto i simboli di tutti questi Nomi perché non può ancora manifestarsi col suo vero Nome, e deve rimanere occultato nelle tenebre dei “Misteri” degli Alti gradi della Massoneria, in attesa che il suo culto possa manifestarsi al pubblico. La direzione, che ci porta a questo “Dio”, è quella dell’asse dell’altare. Partendo dal suo vertice “conficcato” nel “bema”, si scopre il numero 5 (140 = 14 = 1 + 4 = 5); il punto in cui l’altare sbuca dal “bema” dista 92 cm dalla base della piramide: 9 + 2 = 11; il punto centrale dell’altare, dove l’asse della piramide interseca il piano della “Tavola” dell’altare, dove i due nastri si incrociano, riporta i numeri: 4,8 + 4,8 = 9,6 = 15. Ora, il n° 5 simboleggia la Stella a 5 punte, simbolo per antonomasia della Massoneria; il n° 11 è il numero mistico della Cabala ebraica, (la Massoneria ebraica) la fonte di tutti i simboli e dei misteri della Massoneria; i numeri 9, 6, 15, come si è già visto, simboleggiano Lucifero. Ci si deve domandare: cos’ha a che fare tutto questo con il Sacerdote che celebra la Messa su questo altare? Per rispondere, non ci si deve limitare ai contenuti della simbologia manifestata, cioè visibile agli occhi dei profani, ma soprattutto a quella non-manifestata, che svela le entità del vero potere ed i loro “Misteri”. Il massone ed esperto di simbologia massonica Jules Boucher scrive: «l’altare dei templi egizi era formato da una piramide con “tre cubi sovrapposti”...» 1. L’altare, la piramide ed il cubo, nella simbologia massonica, portano alla simbologia della “piramide dei 14 cubi”, formata da 3 livelli di 9, 4 e 1, cubo al vertice, dove l’unico cubo che non è visibile (il “non-manifestato”) è quello centrale ai 9 del primo livello, ed opposto al cubo situato al vertice della piramide. In altre parole, il cubo al vertice della piramide, quello visibile o manifestato è molto meno importante di quello nascosto, cioè quello non-manifestato. La piramide dell’altare, quindi, indica all’iniziato di far uso del gioco di inversione della piramide, dei 14 cubi.
La satanica “Triplice Trinità” massonica nella geometria dell’Altare e della Croce Gloriosa che lo sovrasta. Ora, partiamo dal vertice manifestato, cioè visibile ai nostri occhi, quando si guarda l’altare: il Sacerdote che celebra la Messa. Egli si trova al vertice di una piramide, identica a quella dell’altare, ma con la base appoggiata al pavimento. La parte superiore della piramide è un triangolo che racchiude la parte toracica del Sacerdote. Questa rappresenta la cosiddetta “Triade Morale” dell’Uomo divinizzato della Cabala, cioè l’attività “sacerdotale massonica” di promuovere e inculcare il Culto dell’Uomo nel mondo profano (noi poveri cristiani). Invertendo questa piramide, cioè passando a quella dell’altare, il vertice nascosto e conficcato nel “bema” è l’entità non-manifestata: questo Triangolo rappresenta gli Alti gradi della Massoneria. Osservando l’altare e la Croce gloriosa che lo sovrasta, da una certa distanza di fronte all’altare, si scopre che la punta aguzza del chiodo più alto della croce, con i punti estremi del primo gradino dell’altare, formano una piramide: un Triangolo equilatero perfetto. Invertendo questo triangolo, ribaltandolo con la base sulla linea che sfiora i bracci orizzontali della Croce gloriosa, si ottiene un altro triangolo equilatero, con la punta rivolta verso il basso, la quale contiene il triangolo “conficcato nel bema”, che rappresenta gli Alti gradi della Massoneria. L’entità non-manifestata che si ottiene ribaltando questo vertice, è contenuta all’interno del triangolo vertice che individua i bracci laterali, la zona centrale e il braccio superiore della “croce gloriosa”. La piramide, col vertice in basso, rappresenta un altro Altare sul quale gli Alti Iniziati rendono l’ossequio religioso offerto al loro “Dio”. Il braccio superiore della croce, come si vedrà nell’analisi fatta nelle pagine seguenti, simboleggia il Dio della Massoneria: Lucifero. I due triangoli equilateri incrociati, però, formano una Stella a 6 punte. Unendo, ora, i punti caratteristici A, B, C, creati dalle intersezioni dell’asse dell’altare e dei due lati obliqui della piramide con la base sul pavimento, con l’esagono interno alla Stella a 6 punte, si ottiene il Triangolo caratteristico ABC con gli angoli alla base di 72° e di 36° al vertice, che definiscono, in modo univoco, una “Stella a 5 punte”, il cui centro è rappresentato dalla testa del Sacerdote che è anche il punto centrale del Triangolo DEF, ma NON della Stella a 6 punte. L’Asse del Mondo, o Asse della Spirale, o Asse Universale, di questa geometria, rappresenta la Verità che Lucifero comunica ai suoi adepti: La DIVINIZZAZIONE DELL’UOMO, e cioè, l’uomo che, dopo aver percorso il “cammino di fede” della spirale, di grado in grado, fino 15° della 2a serie di 11 gradi del R.S.A.A., diventa Maestro, Pietra perfetta, Sacerdote massone, Uomo divinizzato. Cioè, dopo essersi affrancato da ogni legame col soprannaturale, e dopo avere assimilato il Culto dell’Uomo, diffonde questo stesso culto tra gli ignari profani cristiani. ____________________________________________________________________________ 1 Cfr. Jules Boucher, “La simbologia massonica”, Atanor, Parigi 1948, pp. 164-165. La "Croce Gloriosa"
La “Croce gloriosa” che sovrasta l’altare. «Ad Arnado Pomodoro, uno dei più grandi artisti contemporanei, era stata chiesta una croce bronzea, attaccata all’altare, che rappresentasse le cinque piaghe, ma l’artista era in cerca di un’idea che fosse connivente con il suo modo di lavorare...». I Frati Cappuccini nella loro opera: “Pietre di bellezza e di santità” ci informano anche che «L’opera fu commissionata ad Arnaldo Pomodoro il quale, prima di mettersi all’opera, ha dovuto studiare il progetto generale della chiesa. D’accordo con l’arch. Renzo Piano, con i Frati Cappuccini e con Mons. Valenziano, il maestro si mise all’opera fornendo svariati disegni». Uno di questi disegni della croce venne pubblicato dalla Rivista: “Luoghi dell’infinito” del settembre 1998, a pagina 22, in cui lo stile di Arnaldo Pomodoro è così definito: “stile primordiale, mitico, essenziale, ancestrale. Uno stile che rimanda al senso del sacro come tremendum, fascino misterioso delle energie nascoste nella terra”. L’articolo, poi, cita le parole di Pomodoro: «La croce è un simbolo bellissimo... è la quintessenza dell’astrazione e, quindi, della spiritualità». Poi, ancora, riporta la riflessione di quest’uomo laico: «Alcuni, quando sono in difficoltà, pregano; io, se vengo assalito dall’angoscia, mi precipito nel mio studio e lavoro». *** Per l’impossibilità di analizzare questa Croce gloriosa, nella sua realizzazione attuale, mi sono limitato a farlo col disegno eseguito da Arnaldo Pomodoro e pubblicato sulla Rivista citata: “Luoghi dell’infinito”. Il disegno, essendo solo bidimensionale, ha il vantaggio di evidenziare tutti i simboli che l’artista aveva impresso su questa croce. Tali simboli, però, non vanno presi come entità tra loro separate, ma, come in un mosaico, ciò che è essenziale è l’idea unitaria che questi simboli riescono a trasmettere nella globalità dell’opera d’arte. È proprio quest’idea unitaria che appare, in tutta la sua evidenza, in questa croce. La croce sovrasta l’altare, il luogo dove viene reso l’ossequio religioso offerto a Dio: l’atto di culto. L’assenza del Crocifisso su questa croce e la sua forma a bracci quasi uguali, induce a pensare non tanto al Mistero dell’Incarnazione e della Passione di Gesù Cristo, ma ad un altro tipo di “Mistero”. Dopo uno studio accurato sui simboli che appaiono sulle 5 parti in cui è divisa la croce: i 4 bracci e l’area della loro intersezione, che si è già visto rappresenta la “Loggia dei Maestri”, il “Mistero” si chiarisce e il “Culto” reso alla Divinità appare in tutta la sua lucida formulazione nei tre diversi culti:
– il Culto del Fallo; – il Culto dell’Uomo; – il Culto di Lucifero.
Il Culto del Fallo, che anima la 1a serie di 11 gradi del R.S.A.A. e che conduce all’Uomo senza Dio e all’eliminazione della Virtù cattolica. Il Culto dell’uomo, che anima la 2a serie di 11 gradi del R.S.A.A., e che conduce all’Uomo che si fa Dio e all’eliminazione della Morale cattolica. Il Culto di Lucifero, che anima la 3a serie di 11 gradi del R.S.A.A., e che porta all’Uomo che combatte Dio e all’eliminazione dell’Autorità cattolica. Di seguito, si dettagliano i contenuti simbolici di questo disegno della croce.
I significati occulti della “Croce Gloriosa”.La Cappella dell'Adorazione
La pianta della Cappella dell’Adorazione. La Cappella dell’Adorazione è situata lateralmente alla Sacrestia e all’Aula Liturgica, dalla quale normalmente si accede. La forma della pianta della Cappella è un trapezio isoscele che, completato nelle intersezioni dei lati obliqui, forma un Triangolo isoscele di altezza 33 metri, suddiviso nelle due distanze di 18 m. e 15 m., che individuano: la prima, la distanza del centro del Tabernacolo dalla base; la seconda, dal centro del Tabernacolo al vertice del triangolo. Il centro del Tabernacolo, quindi, è associato al n° 18, che simboleggia il Marchio della Bestia 666. Le rette che congiungono i punti A e B con O (centro del Tabernacolo), formano un triangolo isoscele con angoli alla base di 72°: questo è il triangolo che individua in modo univoco una Stella a 5 punte, la quale è, così, perfettamente individuata. Disegnando il centro della Stella, si nota che questo è posto tra la 7a e 8a fila di banchi, con 7 + 8 = 15 che è il valore numerico di uno dei Nomi cabalistici di Dio-Lucifero. La Cappella dell’Adorazione, quindi, nelle dimensioni della sua sala e nella posizione del Tabernacolo ha impresso i simboli della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato nel numero 33, come somma dei numeri 18 + 15, e con la presenza della Stella a 5 punte che è il simbolo per antonomasia della Massoneria. Compaiono anche i numeri 72 e 15 che simboleggiano l’ecumenismo massonico. Inoltre: perché nella Cappella dell’Adorazione vi è una stele di Pietra nera che ha il sapore di paganesimo? *** Parlando dell’affresco murale della Sala di Meditazione all’ONU, R. K. Spenser scrive: «Nell’affresco, vi sono 72 figure geometriche ed ombre... Il numero 72 indica, sin dai tempi antichi, tutti i 72 Nomi del Nome della Divinità. Questo numero deriva dalla permutazione dei valori assegnati alle quattro lettere del Tetragrammaton (JHVH: Jehovah - il Nome Cabalistico di Dio: Lucifero n.d.r.). Questa moltitudine di nomi si ottiene dai versetti 19, 20, 21 dell’Esodo, che consistono, ciascuno, di 72 lettere ebraiche. Ora, se questi tre versetti sono scritti per esteso, uno sopra l’altro: il primo, da sinistra verso destra; il secondo, da destra verso sinistra; il terzo da sinistra verso destra, essi danno 72 colonne di tre lettere ciascuna. Ogni colonna, quindi, dà uno dei 72 nomi (ciascuno di tre lettere) che, insieme, forniscono i 72 nomi della Divinità a cui si allude nel testo»1. Il numero 72, quindi, è il numero dell’ecumenismo massonico il quale vuole riunire tutte le religioni del globo, compresa la Religione Cattolica, nella Religione Universale laica, filosofica, scientifica, dello Gnosticismo.
A questo proposito, ricordiamo le parole del “Patriarca della Massoneria Universale”, Albert Pike: «Tutte le vere religioni dogmatiche sono uscite dalla Cabala e vi ritornano: tutto ciò che vi è di grande e di scientifico negli ideali religiosi... viene dalla Cabala; tutte le associazioni massoniche devono i propri segreti e i propri simboli alla Cabala»2. _____________________________________________________ 1 R. K. Spenser, op. cit., p. 17-18. 2 A. Pike, “Morals and Dogma”, Ed. L.H. Jenkins, p. 153.
Schizzo della pianta della Sala di Meditazione all’ONU. Questo schizzo mostra la forma triangolare-trapezia della Sala di Meditazione dell’ONU, con i numeri 6, 9, 18, 72 che simboleggiano l’ecumenismo massonico e tutti i Nomi del dio-Lucifero.
Sala di Meditazione all’ONU. Una vista della Sala di Meditazione all’ONU, con l’Altare in mezzo alla Sala e l’Affresco a colori, sulla parete, larga 9 piedi. «Il depliant per i visitatori della Sala fu scritto sotto la direzione dell’ex Segretario dell’ONU, Dag Hammarskjold... con linguaggio astruso, comprensibile solo agli iniziati. Nel depliant, si legge: «Gente di molte religioni si incontreranno in questo luogo e, per questa ragione, non potrà essere usato nessun simbolo di quelli a cui siamo abituati nella nostra meditazione... In mezzo alla Sala si vede l’Altare, simbolo di come... la luce dei cieli dà vita alla terra, su cui viviamo; un simbolo che a molti di noi dice come la Luce dello Spirito dà vita alla materia”»1. Se si pensa che la “Terra su cui viviamo” è, per la Massoneria, il “Corpo del Mondo” (la 1a Santa Trinità con i due sessi), si capisce che “Sviluppati dalla forza del Fuoco, gli elementi producono con l’aria, l’Anima del Mondo e mediante la Luce, lo Spirito Santo. Corpo, Anima, e Spirito del Mondo formano la 2a “Santa Trinità” che si incorpora nell’Uomo-Dio”. Dunque, la Pietra nera dell’Altare rappresenterebbe la 1a Santa Trinità della Massoneria? ____________________________________ 1 R. K. Spenser, op. cit., p. 9. Il Tabernacolo di quale Dio?
Le forme geometrico-massoniche della “Triplice Trinità”, sul Tabernacolo. Il Tabernacolo è la dimora di Dio. I simboli che adornano questa sacra dimora, non solo dovrebbero essere permeati di uno spirito di sacro rispetto, di venerazione e di adorazione, ma, soprattutto, dovrebbero esprimere la vera essenza del concetto del Dio che abita nel Tabernacolo. Si è già visto che il centro del Tabernacolo, a 18 m dalla base, lo associava al “Marchio della Bestia” 666. L’area che circonda il Tabernacolo, inoltre, simboleggia il Tetragrammaton con il suo n° 15 e la sua pretesa di rappresentare Tutti i 72 Nomi del Nome cabalistico di Dio-Lucifero! La stele di “Pietra nera” del Tabernacolo, poi, è, fin dall’antichità, un’espressione pagana della divinità; paganesimo di cui è impregnata la Massoneria e di cui i vertici di spicco dell’ONU sembrano essere i convinti assertori e gli entusiasti propagatori, anche se, oggi, solo facendo uso di simbologia che nasconde i veri contenuti della loro dottrina alla vista del mondo profano. Dalla “Schethya”, la “pietra cubica a punta” “che ha dato vita al Mondo” (Lucifero), l’Altare e il Tabernacolo dell’idolatria sono stati chiamati: pietra cubica, pietra d’angolo, pietra ner”, Pietra a colonna, fino al talismano del Lucifer Trust. Ma questa Pietra nera l’ONU ci informa che è «un simbolo che dice come la Luce dello Spirito dà vita alla materia»!
Chiusura argentata a due ante del Tabernacolo Quando si apre il Tabernacolo, la 13a formella scompare, facendo apparire questa chiusura argentata a due ante, ornata da due pesci opposti l’uno all’altro. I pesci sono notoriamente muti, e tali rimangono per i profani, mentre per gli iniziati, la loro eloquenza prende la forma dei simboli:
– 33 squame = Massoneria; – 5 vertici delle pinne = Stella a 5 punte = 15 = Massoneria; – 5 + 1 vertici delle pinne = Stella a 6 punte e del n° 18; – l’occhio forma un 9 e un 6 = 15; – i numeri 3, 5, 7 (sulle branchie e sulla coda) del Maestro.
Gli insulti a Dio Uno e Trino, sul Tabernacolo. Osservando frontalmente il Tabernacolo aperto, con le 3 formelle a destra e 3 a sinistra, si ha, immediatamente, la visione di una geometria fatta di 4 linee parallele orizzontali e 4 verticali, definite dai bordi della stele e dalle linee esterne e di separazione delle 6 formelle. Tracciato l’asse verticale della stele, con le esperienze già fatte, tutto avviene automaticamente: si traccia la “Stella a 5 punte”, dai 2 punti inferiori centrali, poi, la Stella a 6 punte il cui asse orizzontale si interseca con quello verticale della stele, individuando il Punto centrale che è il centro del Triangolo rovesciato, della Stella a 5 punte. Come già visto in precedenza, nella struttura della “nuova chiesa”, l’insieme della Stella a 5 punte, della Stella a 6 punte e del Punto centrale formano la 2a Santa Trinità massonica, l’Uomo divinizzato, mentre il Triangolo rovesciato col Punto centrale formano la Santissima e Indivisibile Trinità massonica, la 3a Santa Trinità, cioè Lucifero insieme al Patriarca del Mondo e l’Imperatore del Mondo. E dove si nasconde, invece, la 1a Santa Trinità massonica? Questa è rappresentata dal Triangolo, tracciato con linea bianca nella fotografia di pagina seguente, e, fisicamente, è costituita dalla Stele di Pietra nera che rappresenta la Materia (Fuoco, Terra, Acqua) “allo stato primordiale del caos”. Ora, “questa Materia con i due sessi forma il Corpo che, con l’Anima, generata dal Fuoco con l’Aria” forma quello che il segretario dell’ONU chiama “La terra su cui noi viviamo” la quale ha bisogno dello “Spirito Santo”, “generato dal Fuoco con la Luce”, per dare la “vita”. In altre parole: poiché la perfezione del Maestro, o della Pietra perfetta, è sempre intesa in termini non “materiali”, ma “spirituali”, il discorso dell’ex Segretario dell’ONU, Dag Hammarskjold, significa: il mondo profano (noi poveri cristiani), che formiamo il Corpo del Mondo, abbiamo bisogno, prima di un’Anima, e, poi, della “Luce” della Massoneria che, col “Fuoco” della ribellione a Dio, produce lo “Spirito Santo” di Lucifero, che ci dà la “Vita”, cioè, ci fa diventare “Maestri”, “Uomini-dio”, “Pietre perfette”! Queste sono le “pietre” che la Massoneria usa per edificare il suo Tempio! Cosa significa tutto questo per un povero fedele cattolico che entra in questa “nuova chiesa”? Secondo gli Alti Iniziati, significa che deve salire i 15 gradini massonici, per acquisire lo “Spirito Santo” per “divinizzarsi” e diventare un “Maestro”, o meglio, un Uomo perfettamente assatanato! E cosa significa, invece, per il Clero cattolico che amministra i Sacramenti? Per loro, gli Alti Iniziati hanno un altro programma, che è il vero contenuto delle 13 formelle del Tabernacolo! Le 13 Formelle d'argento:
Disposizione delle 13 Formelle d’argento sul Tabernacolo. e
13 formelle
d’argento sbalzato, opera dello scultore Floriano Bodini,
relativamente alla nicchia del Tabernacolo, sono situate: Il
significato dei contenuti simbolici delle 13 formelle è il programma
che gi Alti Iniziati vogliono attuare col Clero
cattolico: la sua trasformazione, da Sacerdoti
di Cristo, in Classe
politica al servizio del Governo Mondiale
dell’Anticristo. Il
Soprannaturale deve
scomparire, “le chiese d’Occidente devono essere
secolarizzate” e la “Religione Universale”,
che deve abbracciare tutte le religioni del globo, deve costituire “l’essenza
stessa, se si vuole, la doppia, la tripla, la quarta, la
quinta essenza della politica” del Governo Mondiale. I
temi sviluppati dalle 13
formelle sono tratti dai rituali dei primi 5
gradi della 3a serie di 11
gradi del R.S.A.A.: 23°, 24°, 25°
26°, 27°, sviluppati in 6
+ 6 formelle del V.T.
e N.T., con la 13a
formella del Pellicano che copre gli ultimi 6
gradi. La
3a serie di 11 gradi del R.S.A.A. ha,
infatti, lo scopo di trasformare il Sacerdote
massone del 22° grado (che ha già
combattuto Il
Mistero più profondo di questi gradi è la dichiarazione
di guerra alla Religione di Cristo, come
affermano i Capi Incogniti, in una loro istruzione segreta: «è
Questo,
però, va fatto con astuzia perché “ Le
fotografie delle Formelle riportano evidenziazioni con colori e numeri per
facilitare la comprensione dei riferimenti ai Rituali. (Il Massone è presentato al Tempio Massonico della terza serie di 11 gradi) IL
CAPO DEL TABERNACOLO
Il
Candidato appartiene ancora alla “navata” del
Tempio Massonico (e cioè la “Stella a 5 punte”), e
solo al grado successivo entrerà nel “Santuario” ( Come
novello “uomo politico”, il Candidato fa
la parte del figlio di Hiram (il Maestro
del Tempio di Salomone che simboleggia Lucifero,
assassinato dalle Tre Persone della
SS. Trinità), e impara che i tre assassini, i
preti, i re e i proprietari, designati con gli
epiteti di ipocriti, traditori e viziosi, sono
spinti e diretti da Adonai, il Dio dei Cristiani.
Il
passaggio dalla condizione “sacerdotale” a quella “politica”
é illustrato con queste parole: «La superstizione (cioè
(Meurin,
op. cit., pp.
344-345).
Riferimenti
al rituale –
il pavimento, fatto di mattonelle bianche e
nere (che indicano –
i riquadri delle volte del Tempio sono 3
volte 6 = 666; –
in mezzo al Tempio, si vede il
candeliere a 7 bracci; –
a destra della colomba, si vede il n°
49 dei lumi della Loggia; –
il Presidente (1),
i 2 Sacerdoti (2, 3)
e i 3 Assistenti (4, 5, 6)
lo accolgono; –
il Motto Sacro è Uriel
(Dio-Fuoco), è scritto sulla mano sinistra e sulla stola del
Presidente, in alfabeto massonico; –
il Candidato entra nella 3a
sfera degli 11 gradi: la sfera vicino a Gesù riporta 3
segmenti a zig zag e il n°
11, con vicino altri 2
n° 11 (verde e blu); –
a sinistra di Gesù, è simboleggiato il “gioiello”:
l’incensiere che fa salire l’incenso verso –
il Buon Princìpio, l’Angelo della Luce, il Grande
Architetto Dell’Universo è simboleggiato dalla Colomba
che riporta i numeri 18
= 666; 3
volte 6
= 666 e
il n° 13. (Il Massone recluta soldati per l’Armata del Tempio) IL
CAPO DEL TABERNACOLO Il
Candidato impara che Hiram (che simboleggia Lucifero),
è stato assassinato dai tre assassini (che
simboleggiano le Tre Persone della SS.
Trinità): i preti, i re
e i proprietari, designati con gli epiteti di ipocriti,
traditori e viziosi, che sono
spinti e diretti da Adonai, il Dio dei
Cristiani. Poiché
Lucifero combatte da sempre Adonai, il Dio dei cristiani, da novello
“uomo politico” impegnato in questa guerra, il
Candidato deve impegnarsi a “reclutare dei soldati per l’armata di
Lucifero, il Salvatore degli uomini». Il massone Candidato,
quindi, si impegna a reclutare altri massoni. Da
notare che il Sovrano Grande Sacrificatore è un
massone del 33° grado, quindi, secondo la dottrina cabalistica dei 33
gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato, oltre ad essere Dio
a se stesso, è anche Pontefice
e Re a se stesso». (Meurin,
op. cit., pp.
344-345).
Riferimenti
al rituale –
Abramo, rappresenta il Candidato
che ha reclutato una persona; –
in alto: 9
punti = 666 +
13 segni che escono dai 9
punti, il triangolo con
un 4° tratto interno,
la mitra di Melchisedec coi 3 cerchi
e 4 segmenti,
individuano Lucifero, e
il Delta sacro
(3) con le 4
lettere del Nome Ineffabile; –
il tema simboleggiato è la
guerra alla SS. Trinità, simboleggiata dalla Croce,
che è rappresentata sempre con un ulteriore segno che la
deturpa; –
il ricorrente n° 5,
ottenuto con tratti rettilinei o ricurvi, indica –
l’insieme del n° 5
e del n° 6, ottenuto
anche aggiungendo un’unità alle 5 precedenti, indica
il numero mistico 11
della Cabala ebraica, e ancora (Il Massone compie l’“Atto di fede”) IL
PRINCIPE DEL TABERNACOLO Ecco
l’essenza di questo grado: «Salomone, per aver
cambiato culto, ha perduto la comunicazione con Adonai.
Egli, però, ha acquistato una scienza straordinaria della Cabala
ed ha potuto mettersi in comunicazione con
gli Spiriti del Fuoco!». Ecco la “Parola
ritrovata”: la parola di
Lucifero all’uomo! Al
Candidato sono richiesti 3 atti: -
Atto
di fede, -
Atto
di sottomissione (tema
trattato nella prossima formella) -
Atto
di adorazione (tema
trattato in una formella successiva). Atto
di fede: «Si
porta la mano destra sugli occhi, come per evitare una luce viva;
tenendo la mano sinistra sul petto, si porta la mano destra verso la
spalla sinistra e, da questa, diagonalmente, sul fianco
destro», per indicare i punti della Triade
Fisica (i gradi 24°, 25°, 26°). Il
Gioiello è «un piccolo
globo d’oro, sormontato da un doppio
triangolo circondato da raggi e nel centro la parola Jeovah,
evidentemente, Lucifero. I
cristiani mettono in mano del Bambin Gesù un piccolo
globo sormontato da una Croce. Noi, qui, vediamo Lucifero
disputare a Cristo il potere sulla terra». (Meurin,
op. cit., pp.
345-348).
Riferimenti
al rituale –
le 3 volte 6
(linee blu, verdi, marrone), e le 2
volte 9 (linea rossa a
zig zag e linee curve, alla destra) sono la risposta del Candidato sul
suo lavoro al Tempio; –
l’Atto di fede, è
rappresentato dalle 3 persone, in basso: l’una si
copre gli occhi; le altre due, invece, indicano, sul torace, i 3
punti della Triade cabalistica; –
L’Atto di sottomissione e l’Atto di
adorazione riguardano le prossime formelle.
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TEMPIO MASSONICO NELLA CHIESA DI SAN PADRE PIO |
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L’ULTIMA PROFEZIA DI PADRE PIO |
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