TELEFONIA IGNOBILE

Da alcuni anni siamo subissati dalle pubblicità delle compagnie telefoniche che, in una concorrenza sfrenata e parossistica, tentano in ogni modo di vendere cellulari, videotelefoni, di far stipulare contratti sempre più allettanti e vantaggiosi (?). Puoi chiamare di giorno, di notte, in ogni parte del globo terracqueo. Puoi contattare interlocutori che vivono in America, in Australia, sulla Luna, su Plutone, su Alpha Centauri… Per l’estate, poi, sono previste offerte promozionali ancora più intriganti in modo da ciarlare 24 ore su 24, per pochi centesimi di euro.

Questa invasione della telefonia mobile, oltre ad essere nociva per la salute fisica, in quanto collegata all’installazione di antenne ad hoc, (1) consuona con l’imbarbarimento della società attuale, in cui la “comunicazione” è diventata una frastornante babele di frasi insulse e smozzicate, di isterici gridolini e di borborigmi. Comunicare che cosa? L’incommensurabile vuoto che ha divorato l’anima (se mai hanno avuto un’anima) delle persone impedisce loro di trasmettere qualsiasi messaggio che non sia un brusio indistinto.

I cellulari di nuova generazione consentono pure di seguire le partite di quella manifestazione carnascialesca denominata pomposamente “Mondiali di calcio Germania 2006”: che senso ha appassionarsi a quelle noiosissime partite di cui si sa già il risultato, mentre ventidue bellimbusti sgambettano per rincorrere la solita palla?

Non sarebbe meglio non ascoltare quelle sguaiate sirene che c’incitano a sbarazzarci di un cellulare obsoleto per coronare il sogno della nostra vita, entrando in possesso di un modello tanto avveniristico quanto inutile, giacché non si ha più niente da dire e poiché la televisione, che vomita i suoi vomitevoli spettacoli, è il primo medium che bisognerebbe ignorare? Forse a questa crisi di rigetto nei confronti di una tecnologia invadente e perniciosa allude l’alieno rigorosamente verde scosso da un irrefrenabile conato in quella reclame non a caso di una società telefonica: è una reazione del sistema immunitario? 

Fino a quando tollereremo le insipide scenette di quel bamboccio di Christian De Sica o le fanfaronate vernacolari di Amendola e prole o le penose atellane di quei tre schiamazzanti guitti da baraccone? Fino a quando ci ridurremo ad acquistare “pacchetti” pacco da questo drappello di piazzisti alle dipendenze del sommo orefice, il carnefice per eccellenza della comunicazione?

Mi auguro che una furia neoluddista porti alla distruzione di cellulari supertecnologici così come un ultimo sussulto di dignità decreti la damnatio memoriae senza appello di questa telefonia ignobile.