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Le emissioni elettriche dei cervello Hans Berger è oggi ricordato soprattutto come il padre dell'encefalografia, ovvero lo studio scientifico delle onde cerebrali. Pochi sanno però che il suo interesse per le emissioni elettriche del cervello scaturì dal suo desiderio di spiegare l'ESP. L'interesse per il paranormale nacque in lui in seguito a un'esperienza che ebbe a diciannove anni mentre svolgeva il servizio militare. Durante un'esercitazione a Würzberg, in Germania, il suo cavallo stramazzò al suolo e per poco Berger non finì sotto le ruote di un carro che venne fermato appena in tempo. Quella stessa sera Berger ricevette un telegramma da suo padre, che gli chiedeva se andava tutto bene. Mai prima di allora il giovane aveva ricevuto un messaggio del genere. In seguito seppe il motivo. Nello stesso istante dell'incidente, sua sorella maggiore aveva avuto l'improvviso presentimento che fosse successo qualcosa al giovane Hans e aveva esortato i genitori a spedire il telegramma. "L'episodio è stato un chiaro esempio di trasmissione spontanea del pensiero", scrisse Berger. "In quel momento di grave pericolo, ho agito come una sorta di trasmittente e di ricevente." Berger s'immerse nello studio del cervello nella speranza di trovare una spiegazione fisica della telepatia. Non ci riuscì, ma le sue ricerche aiutarono gli scienziati a comprendere meglio i ritmi elettrici del cervello. Gli orologi fermati dalla morte Ogni bambino americano impara a cantare "L'orologio di mio nonno" quella meravigliosa canzone popolare tedesca che parla di un orologio che "si fermò. per non camminare mai più, quando il vegliardo morì". Pochi sanno che l'argomento della canzoncina è un fenomeno ricorrente. Spesso gli orologi si fermano quando i loro proprietari muoiono. Parecchi di questi casi furono rilevati dal Laboratorio di Parapsicologia della Duke University, dove la dottoressa Louisa Rhine lavorò per molti anni catalogando rapporti di fenomeni paranormali inviati dal grande pubblico. Parecchi di questi casi riguardavano misteriosi guasti di orologi. Per esempio, un signore del Canada spiegò alla Rhine un episodio che accadde quando suo fratello morì. Erano le 6.25 di mattina quando avvenne il decesso; egli telefonò subito, ai familiari e al medico curante e poi aiutò a preparare una rapida colazione per tutti. La salma doveva essere portata alle pompe funebri alle 9.30, e quando qualcuno, durante la colazione, chiese l'ora, il testimone trasse dal taschino un orologio d'oro. Era stato un dono di suo fratello, e si era fermato al momento esatto della sua morte. "Richiamai l'attenzione dei commensali sul fenomeno" scrisse il testimone, "e, per mostrare che non era un fatto comune, chiesi all'altro mio fratello di dare la corda all'orologio per assicurarsi che non si fosse scaricato. La corda era già stata data per tre quarti della sua lunghezza." Un'arma troppo pericolosa È raro trovare nella storia che la proposta di un'arma nuova sia stata considerata dalle autorità di controllo troppo crudele o distruttiva per essere usata. Tuttavia fu proprio ciò che avvenne quando un'arma in grado di sparare a ripetizione -una sorta di mitragliatrice - fu offerta nel 1755 a Luigi XVI di Francia da un ingegnere di nome Du Peron. Luigi XVI e i suoi ministri la rifiutarono giudicandola troppo micidiale: avrebbe ucciso troppe persone in una volta sola. Se consideriamo l'opinione del dottor Edward Teller, il cosiddetto "padre della bomba atomica", comprendiamo che Luigi XVI sarebbe decisamente sorpassato nel mondo della guerra attuale. Il dottor Teller ha calcolato che una bomba atomica che esplodesse in una grande area metropolitana provocherebbe la morte di circa dieci milioni di persone, mentre una "grave guerra nucleare potrebbe ucciderne un paio di miliardi." Un'autentica scrittrice fantasma I divi dello sport e altri personaggi pubblici si fanno spesso aiutare per le loro autobiografie da quelli che nel mondo anglosassone sono chiamati ghost writers, "scrittori fantasma", ovvero autori di professione che vengono stipendiati per mettere in bella prosa le memorie di queste celebrità. Ma sono esistiti anche degli autentici scrittori fantasma, come è dimostrato dalla carriera della signora J.H. Curran e della sua scriba spirituale, "Patience Worth". La Curran, di St. Louis, un tempo era piuttosto scettica circa i medium e lo spiritismo, ma l'8 luglio 1913 partecipò a una seduta in cui fu impiegata una tavoletta oujia. Ponendo le mani sulla tavoletta, la Curran compose il nome Patience Worth. Patience si rivelò una donna nata nel diciassettesimo secolo nella contea inglese del Dorset e poi emigrata coi suoi genitori in America, dove era stata uccisa nel corso di un attacco indiano. Affascinata, la Curran continuò la conversazione con Patience. Per parecchi anni, e durante innumerevoli sedute, una straordinaria sequela di poesie, racconti e trattati fu "dettata" da Patíence alla Curran, e pubblicata. Una serie di racconti storici comprendevano The Sorry Tale (La triste storia), ambientato ai tempi di Cristo, e Hope Trueblood, ambientato nel diciannovesimo secolo. Il suo più celebre romanzo spiritistico, Telka, era ambientato nell'Inghilterra medioevale ed era scritto nella lingua di allora in uno stile arcaico che la Curran non conosceva. Patience poteva "dettare" due o tre romanzi contemporaneamente, passando da un capitolo di uno a un capitolo dell'altro senza mai perdere il filo della narrazione. E la Curran si dimostrò la sua collaboratrice perfetta, registrando diligentemente le pregevoli storie di Patience Worth su tempi a lei remoti. Angeli nel cielo? Di solito le persone che dicono di vedere gli angeli sono giudicate pazze. Ma sarebbe difficile considerare pazzo il dottor S. Ralph Harlow, un rispettatissimo professore di religione presso lo Smith College del Massachusetts. Il suo incontro con la stirpe angelica avvenne mentre lui e sua moglie stavano passeggiando in una forra boscosa presso Bellarvade, nel Massachusetts. Harlow - raccontò poi - udì dapprima delle voci in sordina, e disse a sua moglie: "Stamattina abbiamo compagnia nel bosco". Non fu possibile individuare la fonte delle voci, e così i due coniugi continuarono la loro passeggiata. Le voci parvero avvicinarsi sempre più, e alla fine giunsero dall'alto. I due, perplessi, alzarono gli occhi e videro uno spettacolo incredibile: "Una trentina di metri sopra di noi, leggermente alla nostra sinistra, si librava nell'aria un gruppo di spiriti, di angeli, gloriose, splendide creature risplendenti di spirituale bellezza". Riferì Harlow: "Noi due ci siamo fermati a guardarli estasiati mentre passavano sopra di noi. Erano sei giovani donne bellissime in fluenti manti bianchi. che conversavano infervorate fra di loro. Se si sono accorte della nostra presenza non ne hanno dato il minimo segno. Potevamo vedere perfettamente i loro volti, e una donna, leggermente più anziana delle altre, era particolarmente splendida. I suoi capelli erano raccolti all'indietro in quella che oggi chiameremmo una coda di cavallo, e sembravano legati con un nastro, anche se non potrei dire con esattezza che lo fossero. Stava parlando con un angelo più giovane che ci voltava le spalle e la guardava in faccia". Né il dottor Harlow né sua moglie riuscirono a capire che cosa le celestiali creature stessero dicendo, anche se entrambi le videro e le sentirono chiaramente. Guardarono attoniti e ammirati gli "angeli" passare sopra di loro. Il dottor Harlow, un acuto osservatore, chiese poi a sua moglie di dirgli esattamente che cosa avesse visto. La descrizione dell’incontro fornita dalla moglie collimava con la sua. I gigli della resurrezione Il dottor Mando Fodor era oltre che psicanalista anche studioso di metapsichica, ed era adorato da quelli che lo conoscevano. Quando morì, il 17 maggio 1964, gli oggetti che si trovavano nel suo appartamento cominciarono misteriosamente a muoversi, come se il defunto ricercatore volesse dimostrare che non aveva cessato del tutto di vivere. Ma fu il comportamento dei fiori sulla terrazza a impressionare di più sua moglie. "Sulla nostra terrazza ci sono dei fiori", essa spiegò. "Le rose rampicanti di solito durano quattro giorni, dopo di che perdono i petali e formano nuovi boccioli. Ma dopo la morte di mio marito le rose, circa centocinquanta, sbocciarono di colpo e durarono per parecchie settimane." Più Amaya Fodor osservava le rose, più il suo interesse s'intensificava. "Per tutto quel periodo nessuna rosa perse un solo petalo", riferì, "poi, un giorno, appassirono tutte insieme. Io tagliai loro i gambi e mentre facevo questo chiesi di poter avere almeno una rosa. La ebbi una settimana dopo: una sola rosa, che durò anch'essa per parecchie settimane." È possibile che queste misteriose rose siano sbocciate tutte insieme per semplice coincidenza? È possibile, ma un caso come quello occorso alla signora Fodor non è unico. La nota scrittrice Taylor Caldwell ha raccontato un'esperienza analoga sul numero dell'ottobre 1972 del Ladies's Home Journal. La signora Caldwell e suo marito, Marcus Rebak, avevano un cespo di gigli detti della resurrezione che non sbocciavano mai: non diedero un solo fiore in ventun anni. Rebak a volte canzonava sua moglie, dicendole: "Non potrai mai dimostrare la realtà della resurrezione con quei gigli". Ma quando egli morì, nell'aprile del 1970, i gigli finalmente sbocciarono: il giorno stesso del suo funerale. La premonizione di Mark Twain Mark Twain, al secolo Samuel Clemens, è uno dei più amati scrittori americani. Nato nella cittadina di Florida, nel Míssouri, e cresciuto nella vicina Hannibal, seppe descrivere in modo fedele la vita americana in libri come Hucklebeny Finn. Ma pochi sanno che il suo umorismo e il suo cinismo celavano un interesse per il paranormale. La sua partecipazione all'argomento scaturiva da sue esperienze personali, fra cui quella che nel 1858 gli fece preconizzare la morte di suo fratello. Lo scrittore lavorava a quel tempo come pilota su un battello postale che faceva la spola fra New Orleans e St. Louís. Una notte, rimasto a terra per qualche giorno, sognò suo fratello Henry in una bara di metallo vestito con uno dei suoi completi. Il feretro era sospeso fra due sedie, e sul suo petto era posato un mazzo di fiori, con una rosa rossa al centro. Il sogno era così vivido che, quando si svegliò, Twain non si rese conto che aveva dormito e pensò di essere a casa. Il sogno ebbe un tragico seguito due giorni dopo. Mentre Twain si trovava a New Orleans, il postale su cui lavorava anche suo fratello continuò a scendere lungo il Mississippi. Durante il viaggio una caldaia esplose. Henry rimase gravemente ferito e fu portato a Memphis, dove morì per una dose eccessiva di morfina. Fu preparato per l'inumazione, e alcune donne di buon cuore fecero una colletta per procurargli una bara di metallo. Il cadavere fu vestito con uno dei completí di Mark Twain. Mentre lo scrittore piangeva la morte del fratello, una signora entrò nella camera ardente e depose sul petto del défunto un mazzo di rose bianche: con una rosa rossa al centro. Più tardi il mazzo fu mandato a St. Louis, dove fu portato nella casa di suo cognato, al piano superiore. Quando Mark Twain entrò nella stanza vide che la bara era stata collocata su due sedie, esattamente come in sogno. Una visione condivisa C. G. Jung, il famoso psicoanalista svizzero, è noto anche per il suo interesse per l'occulto. Nessun argomento nel campo del paranormale sfuggiva al suo interesse. Egli seguì i primi passi della parapsicologia, diventò uno studioso sia di astrologia sia di alchimia, e prese nota con cura delle sue esperienze paranormali. Molti di questi episodi sono descritti in modo approfondito nel suo libro autobiografico Ricordi, sogni, riflessioni. Ebbe quella che è probabilmente la più strana delle sue esperienze nel 1913, mentre visitava con un'amica la tomba di Galla Placidia a Ravenna. Lo psicologo rimase particolarmente colpito da un mosaico raffigurante Gesù Cristo che porgeva la mano a Pietro mentre questi affondava nelle onde. Jung e la sua amica esaminarono per venti minuti il mosaico e discussero a fondo del rito originario del battesimo. Jung non dimenticò mai quell'opera d'arte. Aveva voluto acquistarne una foto, ma non era riuscito a trovarla. Tornato a Zurigo, chiese a un amico in partenza per Ravenna di procurargli una fotografia del mosaico. Seppe così una cosa sbalorditiva e inesplicabile: il mosaico che Jung e la sua amica avevano visto non esisteva. Jung riferì la sua scoperta all'amica, ma essa si rifiutò di credere che avessero condiviso un qualche genere di allucinazione o visione. Tuttavia la verità era incontestabile: nessun mosaico come quello aveva mai figurato sulla parete del battistero. "In base alle nostre conoscenze", scrisse Jung, "è assai difficile determinare se, e in qual misura, due persone vedono simultaneamente la stessa cosa. In questo caso, io potrei accertare che almeno nelle sue caratteristiche principali quello che entrambi avevamo visto era lo stesso mosaico." Più tardi definì l'esperienza occorsagli a Ravenna come "la più strana della mia vita". La visitatrice notturna Il dottor Michael Grosso stava tenendo nel 1976 un corso di parapsicologia al Jersey City State College quando conobbe Elizabeth Sebben, una brillante studentessa di antropologia che aveva avuto molte esperienze paranormali ed era lieta di aver trovato qualcuno con cui poterne parlare. Grosso s'interessava particolarmente alle esperienze di bilocazione, e le suggerì di cercar di fargli visita non appena si fosse trovata a viaggiare fuori dal corpo. La visita avvenne nell'autunno del 1976. Egli abitava da solo in un appartamento di sei stanze, e spesso passava il tempo suonando il flauto. Gli spartiti erano di solito posti su un leggio collocato vicino a uno scaffale. Una mattina sentì che c'era qualcosa di strano quando, al risveglio, vide che il leggio si trovava nel mezzo della stanza. Grosso non pensò più di tanto al fatto fino a quando Elizabeth gli telefonò. Essa aveva cercato di mettersi in contatto con lui mentre si trovava fuori dal corpo e voleva riferirgli quello che aveva provato. Senza nessun suggerimento da parte del suo amico, raccontò questa storia. La notte prima stava studiando quando cominciò a sentire che stava lasciando il corpo. Ricordò che voleva far visita al dottor Grosso, quindi si concentrò su di lui e ben presto si trovò nella sua cucina. Lo vide seduto a un tavolo intento a sorseggiare una tazza di tè. Cercò di attirare la sua attenzione, ma non ci riuscì, e allora si mise a cercare un modo per dimostrargli che era stata là. Esaminò l'appartamento finché scorse il leggio. Si focalizzò sull'oggetto e poi, inesplicabilmente, si rese conto che il suo intervento aveva spostato il leggio nel centro della stanza. Qualche secondo dopo si ritrovò nel suo corpo. Il dottor Grosso non crede che l'esperienza possa essere liquidata come una sorta di allucinazione. "Quando una signora va a far visita a un uomo di notte, specie in circostanze così strane", osserva, "sarebbe mancanza di cavalleria considerarla semplicemente un’insignificante allucinazione." Corrispondenze incrociate Tre famosi fondatori della Società Britannica per le Ricerche di Metapsichica, Henry Sidgwick, Frederic Myers ed Edmund Gurney, hanno un posto di primo piano in uno dei casi più interessanti di corrispondenza spiritica mai registrati. Cosa ancora più miracolosa, i tre illustri signori figurarono non come destinatari ma come mittenti! La storia delle Corrispondenze Incrociate, come il fenomeno venne chiamato, ebbe inizio nel 1901, quando cinque donne che in precedenza non si erano mai conosciute, cominciarono a ricevere messaggi da spiriti di defunti. Tutte e cinque impiegavano una tecnica nota come scrittura automatica: entravano in trance e in questo stato venivano possedute dall'entità che comunicava il suo messaggio tramite la scrittura. La prima donna che fu contattata da uno spirito, il quale si presentò col nome di Myers, fu la signora A. W. Verrall. Poco dopo anche l'americana Lenora Piper cominciò a ricevere messaggi da Myers. All'insaputa l'una dell'altra, Alice Fleming, sorella di Rudyard Kipling, e sua figlia Helen cominciarono a ricevere analoghe comunicazioni dall’aldilà mentre si trovavano in India. A queste quattro donne se ne aggiunse ben presto un'altra, un'inglese di nome Willet. Ma il fatto decisivo avvenne nel 1903, quando Helen Holland (nata Fleming) ricevette da Myers la richiesta di mettersi in contatto con una sua vecchia amica. La mano di Helen scrisse: "Signora Verrall, Selwyn Gardens 5, Cambridge". La signora Fleming consegnò il suo scritto alla Società per le Ricerche di Metapsichica, e lentamente le tessere del mosaico cominciarono a sistemarsi al loro posto. In America, Lenora Piper fu messa alla prova da G. B. Dorr, che le chiese che cosa significasse per lei la parola lethe. Myers, lo spirito che guidava la sua mano, rispose con una filza di citazioni classiche, il che si accordava agli studi da lui compiuti quand'era in vita. La stessa domanda fu posta in Inghilterra alla signora Willet dal famoso parapsicologo Oliver Lodge. Lo spirito in corrispondenza con lei diede sostanzialmente la stessa risposta, nonché il nome dell'interrogante americano: Dorr. Alla fine la signora Willet era in grado di comunicare con tutti e tre i "bersagli": Myers, Sidgwick e Gurney, tutti studiosi di discipline classiche. Per suo tramite, il fratello del primo ministro Lord Balfour, interrogò l'illustre Sidgwick sulla relazione fra il corpo e la mente. Gurney, ovvero lo spirito che sosteneva di essere lui, parlò delle origini dell'anima. Allo stesso Myers fu chiesto che impressione si provasse comunicando dall'oltretomba. "Mi sembra di starmene dietro una lastra di vetro smerigliato", rispose, "che offusca la visione e attutisce i rumori, dettando debolmente a una segretaria svogliata e ottusa. Mi sento oppresso da un terribile senso d'impotenza". |