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Sogni di defunti Molte culture tecnologicamente arretrate credono che sia possibile mettersi in comunicazione coi morti attraverso i sogni. In effetti, certi antropologi suggeriscono che la fede nella vita oltre la morte tragga origine dal fatto che è un'esperienza comune sognare dei propri amici e parenti defunti. Alcune nuove ricerche, tuttavia, suggeriscono che alcuni di questi particolari sogni possono essere veri. Parecchi casi in favore di questa tesi sono stati raccolti da Helen Solen di Portland, nell'Oregon. Essa si è in particolare interessata alle esperienze oniriche di una signora che lei chiamava Gwen. I sogni di defunti di Gwen iniziarono nel 1959, poco dopo la morte di sua madre. "Non ricordo in modo specifico se prima mi sia mai sognata di un persona morta o no", spiegò alla Solen. "A ogni modo, ho sofferto moltissimo quando è morta mia madre, a soli quarantanove anni. Molte volte dopo di allora è venuta a me nei miei sogni, specie quando ero confusa o turbata." Gwen apprese ben presto che poteva chiamare in aiuto sua madre quando si sentiva in crisi, e il fantasma di lei le rispondeva nei suoi sogni. Una notte, per esempio, Gwen si era sognata di una stanza piena di bare. Lo strano sogno suggeriva che anche suo padre stava per morire. Sua madre le apparve quella notte stessa in altri sogni per confortarla, e per spiegarle che avrebbe assistito di persona l'anziano congiunto nei suoi ultimi momenti. Il padre di Gwen fu ricoverato improvvisamente all'ospedale due giorni dopo, e i medici consigliarono un'operazione per applicare il by-pass. Gwen autorizzò l'intervento. L'esito giunse due giorni dopo. La madre di Gwen le comparve di prima mattina in sogno, annunciandole che tutto era finito. Gwen si svegliò subito dopo il sogno e vide che erano le 7. Poco dopo l'ospedale telefonò per annunciare che suo padre era morto alle 7. 10 di quella mattina. ESP contro bombe L'antropologa tedesca Ruth-Inge Heinze, nota studiosa di storia delle religioni e dello sciamanesimo, oggi insegna al California Institute of Integral Studies di San Francisco. Ma se non fosse stato per il suo sesto senso avrebbe perso la vita nella seconda guerra mondiale. L'episodio avvenne in Germania durante un'incursione aerea. La dottoressa Heinze doveva spesso accorrere in qualche rifugio antiaereo per salvarsi dalle bombe alleate. Durante quest'incursione, però, il bombardamento fu così massiccio che essa non riuscì a raggiungere un rifugio. Allora cercò scampo nell'ingresso di un edificio pubblico. "Frammenti di shrapnel (proiettile d'artiglieria cavo contenente pallottole, N.d.r.) sparati dall'antiaerea piovevano dappertutto", ricordò in seguito. "Centinaia. di cannoni, grandi e piccoli, continuavano a sparare a una moltitudine di aerei. La nicchia costituita da quel portone offriva ben poco riparo. Tutt'a un tratto, però, sentì l'impulso di uscire nella strada e correre alla porta successiva, distante un centinaio di metri. Fu un miracolo se non rimasi colpita da qualcuna delle schegge di shrapnel che cadevano tutt'intorno a me. Nel momento stesso in cui raggiunsi il palazzo seguente, la prima casa dove avevo cercato riparo fu centrata da una bomba e completamente distrutta. In qualche modo io avevo previsto il tragitto della bomba in arrivo." . Oggi la Heinze si limita a sorridere quando qualche scettico cerca di dirle che l'ESP non esiste. Piccoli umanoidi Storie di piccoli umanoidi, che condividono con noi il nostro pianeta, sono così ampiamente diffuse che dobbiamo concludere in favore di una di queste due ipotesi: o le società antiche hanno, malgrado la loro differente dislocazione geografica e cultura, una particolare tendenza a dilettarsi con simili fiabe e leggende, oppure esse sono state incoraggiate da qualche elemento che ha un fondo di verità di cui ben poco sappiamo. Nell'America centrale, per esempio, si parla di minuscoli umanoidi, detti ìkal o wendi. Nella lingua degli indiani Tzeltal, gli ikal sono creature nere, villose e alte novanta centimetri che, a quanto si dice, vivono in caverne come i pipistrelli. In effetti, secondo relazioni contemporanee raccolte dall'antropologo dell’Università di Berkeley Brian Stoss, "una ventina d'anni fa o poco meno, ci furono molti avvistamenti di questo essere o di questi esseri, e parecchie persone, a quanto risulta, cercarono di battersi con loro a colpi di machete. Un uomo vide anche una piccola sfera che lo seguiva da una distanza di un metro e mezzo. Dopo molti tentativi riuscì a colpirla col suo machete: la cosa si disintegrò, lasciando soltanto una sostanza simile alla polvere". A Stoss fu anche assicurato che gli ikal paralizzavano e rapivano donne indiane, per portarsele nelle loro caverne e ingravidarle, con una frequenza anche di due volte alla settimana. Esse davano poi alla luce delle creature nere a cui veniva insegnato a volare. Queste leggende presentano curiose analogie con esperienze raccontate ai nostri giorni da persone che sostengono, di essere state rapite da UFO, e parlano di piccole entità umanoidi che paralizzano, esaminano e sottopongono a fecondazione le loro vittime. Non potrebbe darsi che i piccoli esseri di un tempo fossero i precursori dei moderni ufonauti? Se è così, forse dovremmo rivolgerci a uno spazio interno, anziché esterno, per scoprire la loro origine. Trasportato in cielo da un uccello Alle 8.10 di sera del 25 luglio 1977, Marlon Lowe, un bambino di dieci anni di Lawndale, nell'Illinois, ebbe un'esperienza che secondo la scienza è impossibile: fu ghermito da un enorme, uccello e trasportato in cielo. Il primo abitante di Lawndale che notò qualcosa d'insolito fu un uomo di nome Cox, che scorse due grandi uccelli simili a condor che si abbassavano in volo provenienti da sud ovest. Marlon Lowe stava correndo con alcuni compagni, senza accorgersi che proprio dietro di lui due giganteschi uccelli, diversi da qualsiasi specie di cui si conoscesse l'esistenza nell'Illinois, stavano volando a soli due metri e mezzo al di sopra del suolo. Marlon stava ancora correndo quando uno dei rapaci lo ghermì coi suoi artigli e lo portò con sé nel cielo. Sua madre, Ruth Lowe, assistette al fatto e si mise a urlare, terrorizzata, e a rincorrere l'uccello. Dopo aver trasportato per circa cinquecento metri il ragazzino, il pennuto lo lasciò andare, ed egli cadde illeso al suolo. Poi l'uccello e il suo compagno si allontanarono in direzione nord est. In tutto, sei persone furono testimoni dell'incredibile evento. Secondo la signora Lowe, gli uccelli somigliavano a enormi condor, con becchi lunghi quindici centimetri, colli lunghi una cinquantina di centimetri e cinti nella parte mediana da un collare bianco. A parte questo anello gli uccelli erano neri. Ogni ala sarà stata lunga, a dir poco, non meno di un metro e venti centimetri. Nonostante la presenza di sei testimoni la storia era così incredibile che, anche se i media ne diedero notizia nell'intero paese, quasi nessuno ci credette e la famiglia Lowe diventò vittima di una maligna persecuzione. Il locale guardiacaccia diede della bugiarda alla signora Lowe. Dei buontemponi cominciarono a lasciare uccelli morti, compresa, una volta, "una grande, splendida aquila", davanti alla porta dei Lowe. La gioventù del posto prendeva in giro Marlon e gli aveva affibbiato il nomignolo di Ragazzo-Uccello. La tensione provocata da quell'aggressione e dalle sue conseguenze fu tale che i capelli di Marlon, prima rossi diventarono grigi. Per più di un anno egli si rifiutò di uscire dopo l'imbrunire. Due anni dopo, rievocando l'esperienza, la signora Lowe disse agli investigatori Loren e Jerry Coleman: "Ricorderò sempre come quell'enorme uccello incurvava il suo collo orlato di bianco e sembrava voler prendere a beccate Marlon mentre volava via. Io ero sulla porta, e tutto quello che ho visto è stato un piede di Marlon che penzolava nell'aria. Non ci sono dalle nostre parti uccelli così che potessero sollevarlo in quel modo". La morte di John Lennon fu predetta Il sensitivo Alex Tanous venne intervistato da Lee Speigel per il programma radiofonico della NBC "Fenomeni non spiegati". I due sedevano nell'ufficio dell'American Society for Psychic Research di New York in West 73 rd Street, proprio di fronte ai Dakota Apartments.Speigel gli chiese di fare una predizione che potesse essere di particolare interesse per il pubblico della stazione, composto di appassionati di rock in prevalenza fra i 18 e i 34 anni. La Porsche di James Dean A volte è la cosa stessa, un gioiello favoloso o una nave perseguitata dalla malasorte, che sembra racchiudere e perpetuare una maledizione; altre volte un personaggio popolare può diventare inesplicabilmente legato a un particolare oggetto, provocando la mano del fato. Indipendentemente dalle sue vicende precedenti, dal momento in cui Dean morì al volante, quella Porsche parve possedere un suo proprio potere malefico. Dopo la morte di James Dean, fu acquistata da un patito dei motori, George Barris, ma mentre veniva rimorchiata da un camion si sganciò e spezzo una gamba a un meccanico. Barris vendette il motore a un medico e pilota dilettante, che l'installò nella sua macchina. Durante una corsa, il medico perse il controllo dell'auto e rimase ucciso. Un altro pilota che partecipava alla stessa gara rimase ferito in un incidente su una macchina con un semiasse proveniente dalla Porsche di Dean. La carrozzeria e il telaio della Porsche erano rimasti talmente danneggiati durante l'incidente che era costato la vita all'attore che finirono in una mostra viaggiante nell'ambito di una campagna per la sicurezza sulle strade. A Sacramento precipitarono dalla loro piattaforma e fracassarono l'anca di un visitatore, un ragazzo. I resti contorti della Porsche furono poi trasferiti alla tappa successiva a bordo di un camion, che venne tamponato da un'automobile. Il guidatore dell'auto fu sbalzato fuori, investito e ucciso dalla Porsche maledetta. Un altro corridore automobilistico sfiorò la morte dopo essersi servito di due copertoni che erano stati della macchina del divo. Frattanto, la mostra viaggiante continuava a essere perseguitata dalla sfortuna: nell'Oregon, il freno di emergenza del camion si ruppe, mandandolo a infilarsi in una vetrina. Mentre veniva montata su dei sostegni, a New Orleans, la Porsche si disintegrò letteralmente, rompendosi in undici parti. L'auto da corsa, con la maledizione di Dean che si portava addosso, scomparve mentre veniva rispedita a Los Angeles in treno. Un prete cataro Avrebbe dovuto essere un povero prete di parrocchia. Invece Francois-Berenger Saunière era amico di una bellissima e celebre cantante lirica di Parigi e aveva quattro conti in banche estere, con cui finanziò il restauro di un'oscura cappella nella cittadina francese di Rennes-le-Château. La chiesa era decorata con una statua del diavolo, e questo indusse la gente a chiedersi se l'improvvisa ricchezza di Saunière provenisse da Dio o da Satana. La risposta può essere trovata nelle leggende che circondano una setta eretica del tredicesimo secolo nota come dei Catari, che una volta controllava la provincia francese della Linguadoca, sulla costa del Mediterraneo. I Catari (dalla parola greca che significa "purificato") credevano che il mondo fosse stato creato dal Demiurgo, il rivale di Dio, per così dire. Il Demiurgo, un male che doveva essere superato se si voleva raggiungere la salvezza, era ritenuto in grado di accordare favori ai suoi servitori così come il Dio dei cristiani poteva fare coi suoi devoti. Saunière fece in seguito un viaggio a Parigi, e la vita cambiò totalmente per il povero prete di campagna. I suoi parrocchiani si scandalizzarono quando l'umile Saunière ricevette a Rennes-le-Château la visita di Emma Calve, la soprano di fama mondiale. Essa continuò a vedersi col sacerdote fin dopo il suo matrimonio col tenore Gasbarri nel 1914. Oltre alle altre spese da lui sostenute, Saunière sborsò più di un milione di franchi per restaurare e trasformare la chiesa, prima ignota, di Sainte Madeleine, compresi i demoni di pietra. Al di sopra del porticato anteriore aveva fatto incidere un'iscrizione: "Questo è un luogo terrificante". La fotografia Kirlian Il caso ha un ruolo inevitabile nella storia delle scoperte scientifiche. A titolo di esempio, possiamo considerare l'imprevisto occorso all'ingegnere russo Semyon Kirlian, che nel 1939 stava riparando un apparecchio per l'elettroterapia quando la sua mano passò troppo vicino a un elettrodo. Il lampo e la scossa che ne seguirono accesero la curiosità di Kirlian: che cosa sarebbe accaduto se avesse usato la carica elettrica stessa come una sorta di accessorio per la fotografia col flash? Egli scoprì ben presto che, fra le altre applicazioni, la sua macchina, a quanto pareva, poteva determinare la salute di un essere vivente. Questo si rese manifesto quando un collega cercò di trarre in inganno Kirlian sottoponendo alla sua analisi due foglie e presentandogliele come identiche. Quando le loro foto rivelarono due "aure" palesemente diverse, Kirlian controllò scrupolosamente la sua apparecchiatura, ma senza risultato. Alla fine il suo collega, che aveva tentato di coglierlo in fallo, ammise che il campione dall'aura più debole era stato prelevato da un albero malato, mentre l'altra foglia proveniva da una pianta perfettamente sana. Molte teorie sono state avanzate per spiegare l'effetto Kirlian, da quella di campi elettromagnetici che circondano il corpo a quella di cariche elettriche che scorrono attraverso uno strato di sudore, fino alla teoria di una "forza vitale" eterica. Batterie umane In un modo che ancora non conosciamo, l’elettricità delle comuni prese a muro sembra intimamente connessa col sistema nervoso umano, anche se la scienza sembra riluttante ad ammettere questa equivalenza biologica. Ma ci sono state delle persone le cui "batterie" avevano una carica eccezionale, persone come Angelique Cottin, una ragazza francese di quattordici anni in possesso di straordinarie facoltà magnetiche che furono oggetto di studio da parte dell’Accademia delle Scienze. A partire dal 15 gennaio 1846, e per le dieci settimane che seguirono, Angelique fece impazzire le bussole. Gli oggetti, compresi pesanti mobili, si ritraevano al tocco della sua mano e vibravano in sua presenza. Quale che fosse la sua strana forza, l'Accademia la uguagliò all'"elettromagnetismo". La forza sembrava scaturire dal suo fianco sinistro, dicevano gli esperti, soprattutto dal gomito e dal polso, e aumentare d’intensità alla sera. Angelica veniva spesso colta da attacchi e convulsioni, durante i quali il cuore batteva al ritmo di 120 pulsazioni al minuto. Un'altra adolescente sovraccarica di elettricità era Jennie Morgan di Sedalia, nel Missouri, che, a quanto si raccontava, emetteva scintille ad alta tensione fra lei e chiunque le si avvicinasse, a volte gettando l'altra persona a terra esanime. Gli animali diventavano ostili, davanti a lei fuggivano. Ma probabilmente la più potente batteria umana è stato Frank McKinstry, di Joplin, nel Missouri, che diventò talmente carico di energia da appiccicarsi - a quanto pare - al suolo. Se McKinstry smetteva di camminare, per esempio, non poteva fare un altro passo se un'altra persona non sollevava il suo piede da terra, interrompendo il circuito. UFO nazisti Da molto tempo sono state avanzate teorie che cercano una spiegazione di natura terrestre per comprendere la natura degli elusivi UFO. La corrispondenza fra l'avvento del moderno disco volante nell'estate del 1947 e i successivi improvvisi progressi della tecnologia aerospaziale sia sovietica sia occidentale, secondo queste teorie, sono semplicemente troppo straordinari per essere ascrivibili a una semplice coincidenza. In effetti, fonti sparse indicano che Luftwaffe di Hitler, che impiegò il primo caccia a reazione, lavorò febbrilmente allo sviluppo di una gamma di armi aeree ultrasegrete negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale. Secondo un rapporto diffuso il 13 dicembre 1944 da Marshall Yarrow, un corrispondente della Reuter, "i tedeschi hanno prodotto un'arma "segreta" in clima con le festività natalizie. Il nuovo apparecchio, che apparentemente è un'arma di difesa aerea, assomiglia alle palle di vetro con cui si adornano gli alberi di Natale. Questi oggetti sono stati visti sospesi nel cielo del territorio germanico, a volte isolati e a volte a gruppi. Sono di colore argento e sembrano trasparenti". Una versione perfezionata, il Kugelblitz, o caccia "fulmine globulare" sostituì il motore a turbina alimentato a benzina del Feuerball con un motore che impiegava la propulsione a reazione. Secondo Velasco il Kugelblitz fu il primo aeromobile capace di "sollevamento a reazione" ossia di decollo e atterraggio verticali. Esso fu disegnato da Rudolph Scriever e, a quanto risulta, fu fabbricato nello stabilimento della BMW presso Praga nel 1944. L'apparecchio effettuò il suo primo volo nel febbraio del 1945 al di sopra del vasto complesso di ricerca sotterraneo di Kahla, nella regione tedesca della Turingia. Era in questa stessa zona, sui Monti Harz, che secondo fonti storiche Hitler intendeva opporre la sua ultima resistenza, grazie a un formidabile spiegamento di "armi segrete" che il comandante della Luftwaffe, Göring, aveva ripetutamente promesso. I nazisti non ebbero il tempo di completare il loro arsenale. Ma se i sovietici o qualche altra potenza riuscirono a impadronirsi della tecnologia del disco volante, è possibile che ciò abbia condotto alla sperimentazione e allo sviluppo di qualcosa che diede inizio alla sequela di avvistamenti UFO a partire dal 1947. |