LA TERRA CAVA E LA SUA STORIA

La scomparsa prematura dell'esploratore americano Steve Currey ci porta a fare il punto sull'evoluzione delle ricerche sulla Terra Cava. ERE NOUVELLE ha il piacere di condividere con voi i risultati delle indagini dei redattori della rivista “Les Dossiers des Grands Mystères de l'Histoire” a proposito della Terra Cava. Questa inchiesta conferma che la superficie concava interna della crosta terrestre potrebbe ospitare una civiltà del tutto superiore alla nostra, probabilmente derivata dai continenti scomparsi della Lemuria e di Atlantide. I “dischi volanti” non sarebbero altro che una delle numerose invenzioni di questa civiltà. Ma il loro progresso è soprattutto a livello spirituale. Mentre la nostra società affonda nella decadenza materialistica, noi trarremmo senza dubbio un grande beneficio se potessimo contattare questi fratelli maggiori della razza umana. 

Il pioniere della “teoria della Terra Cava” fu l'astronomo e matematico inglese, Edmond Halley (1656-1749). Egli fu anche il primo a trasmettere l'idea che le aurore boreali polari fossero il riflesso di un “Sole interiore” che illuminerebbe il mondo sotterraneo. I suoi lavori furono pubblicati nel “The Philosophical Transactions of the Royal Society of London” e fecero un gran clamore. Halley passò soprattutto ai posteri grazie alla scoperta della celebre cometa che porta oggi il suo nome. 

Un altro precursore fu John Cleves Symmes, anziano capitano di fanteria della guerra del 1812 contro la Gran Bretagna, in omaggio al quale fu eretto a Hamilton un monumento di pietra rappresentante una sfera forata in due punti simmetrici. Il 10 aprile 1818, egli inviò al Congresso americano, a dei direttori di università e a degli studiosi, questa lettera: “Al mondo intero; io dichiaro che la Terra è cava e abitabile internamente...” Secondo lui la Terra era formata da molteplici sfere concentriche. Ai due poli, c'erano delle enormi aperture dove si riversavano l'atmosfera, terre e mari. 

EDMOND HALLEY

 

JHON CLEVES SYMMES

 

Symnes allegò alla sua lettera un certificato medico che confermava il pieno possesso delle sue facoltà mentali. Interessò il senatore Richard M.Johnson che depositò davanti al Congresso, il 28 gennaio 1823, una richiesta ufficiale di finanziamento per il lancio di una spedizione. Ma questa fu respinta. Nel 1826, tutte le note di Symnes furono pubblicate in un libro intitolato “Theory of concentric Spheres”. La sua teoria fu allora ripresa da Joseph Reynolds che riuscì a convincere il presidente John Quincy Adams. 

Una spedizione per il Polo Sud partì da New York il 29 ottobre 1829. Disgraziatamente, l'operazione fu un totale disastro. Edward George Bulwer Lytton, politico, esoterista e scrittore celebre, autore degli “Ultimi giorni di Pompei”, pubblicò nel 1873 “The coming Race” nel quale racconta che dei superstiti di diversi cataclismi avevano trovato rifugio sotto la Terra da migliaia di anni. Questa razza di superuomini manteneva, secondo lui, la sua forma grazie a un misterioso fluido, il “Vril”. Essa avrebbe ben presto soppiantato l'umanità. 

Questa storia ispirò delle società segrete luciferiche, specialmente quella della “Loggia luminosa” della Germania nazista, più conosciuta sotto il nome di “Società del Vril”. Tra i suoi membri si trovava Rudolf Hess e numerosi partigiani del regime nazista che cercarono in questa teoria una giustificazione alla loro ideologia. Poi, la tesi della Terra Cava fu ripresa dallo scrittore americano William Reed in un libro ormai “culto” che si fondava su testimonianze di esploratori polari, “Fantasma dei poli”, mai tradotto in francese. Questa opera introvabile ai giorni nostri può essere consultata nella sua integralità sul sito EARTH MYSTERIES. 

Reed rifiutò le concezioni comunemente ammesse sulla struttura della Terra e si basò su argomenti scientifici. Secondo lui, i poli non erano mai stati scoperti perché non erano mai esistiti ! Al loro posto c'erano degli enormi buchi, e queste aperture conducevano all'interno della Terra. Il libro di Reed non era un'invenzione. Egli d'altra parte lo precisò in questi termini: “Questo volume non è stato scritto per divertire quelli che lo leggono. Non è un romanzo, ma un saggio serio che tende a provare, nella misura in cui è possibile, certe importanti verità finora disprezzate. Io vi leggo la chiave di certi misteri”. 

Reed valutava che la crosta terrestre avesse uno spessore di 1.300 km e che il suo interno (vuoto) avesse un diametro di 10.000 km. Secondo lui, l'aurora boreale polare non aveva niente a che vedere con un fenomeno elettrico o magnetico, ma proveniva dalla riflessione sulle nuvole, sul ghiaccio o sulla neve, dei fuochi di un vulcano o dei fuochi di praterie o foreste situate sul margine della curvatura polare (una teoria probabilmente falsa). Si ispirò alle descrizioni degli esploratori Bernacchi, Nansen, Siemens, Mauch, Hooper, Greely, Henry, Brainard, Rice, Ralston, Gardiner che si estasiarono davanti alla magnificenza delle aurore boreali e si interrogarono sulla loro origine. Dato che il fenomeno non aveva nessun effetto sull'ago della bussola, gli esploratori dedussero logicamente che non c'era niente di elettrico né di magnetico. 

Reed evocò anche un mare libero che si estendeva lontano al Nord, basandosi sulle osservazioni del Dr Bessels, di Chester, Kane, Me Gary, Morton, Greely, Pavy e soprattutto di Nansen. Essi constatarono tutti la sua esistenza al di là di una certa altitudine. Nansen descrisse questo mare d'acqua dolce in questi termini: “È un fenomeno singolare, questa acqua dolce... Questo fenomeno avviene quando uno strato superficiale di acqua dolce galleggia sull'acqua di mare salata e questa acqua dolce scivola con la nave sul mare più pesante di sotto come se questo mare costituisse uno strato fisso”. 

FRIDTJOF NANSEN

 

GRUPPO SPEDIZIONE

 

Il norvegese Nansen fu il primo esploratore moderno a compiere, nel 1897, l'impresa scientifica e umana di avvicinarsi al Polo Nord fino a raggiungere la latitudine di 86°15'.
“La differenza tra questi due strati liquidi era, in questo caso, così grande che mentre noi avevamo dell'acqua potabile alla superficie, potevamo estrarre dal fondo della sala macchine un'acqua così salata che poteva essere utilizzata per la caldaia”. Egli valutò la profondità tra 3.300 e 3.900 metri. La teoria di Reed fu ripresa nel 1920 da un altro americano, Marshall B. Gardner, dopo vent'anni di studi e senza avere avuto sentore dell'opera del suo predecessore, poi presentata in “A journey to the Earth's interior : Have the poles really been discovered ?” (Un viaggio all'interno della Terra: i poli sono stati veramente scoperti ?) 

L'opera fu pubblicata dall'autore e non fu mai tradotta in francese. Gardner immaginò la Terra con delle aperture circolari ai poli, nelle quali si riversava l'acqua dell'oceano che aderiva alla crosta, tanto di sotto che di sopra poiché, secondo la sua teoria, il centro di gravità della Terra era situato nel pieno centro di questa crosta e non al centro del globo. Se una nave raggiungeva l'apertura e si dirigeva verso l'interno, continuava a navigare (in posizione inversa) sulla parete interna della crosta terrestre. 

Egli rivelò che il punto in cui la forza di gravità era più importante, si trovava a metà percorso della curva. Questa forza era così potente in questo punto, che l'acqua salata del mare e l'acqua dolce degli icebergs non si mescolavano. L'acqua del mare rimaneva a qualche decina di centimetri sotto l'acqua dolce, ciò che permetteva di ottenere dell'acqua potabile anche in pieno oceano artico. M.B.Gardner s'interrogò sull'origine degli icebergs formati di acqua dolce e non di acqua salata. Da dove poteva provenire questa enorme quantità d'acqua dolce ? 

Gli autori del “Libro giallo n. 6” pubblicato dalle Edizioni Felix, che abbiamo consultato a titolo informativo, si sono posti questa domanda: “Chi può dire da dove vengono gli icebergs ? Essi non provengono dal mare, perché l'acqua del mare è salata e gli icebergs contengono solo acqua dolce, senza eccezione. La pioggia ? Come possono cinque centimetri di precipitazioni annuali creare tali montagne di ghiaccio, così come le troviamo nell'oceano Artico ?” si chiede il cercatore Bernacchi, che ha esplorato il polo Sud con Borchgrevink dal 1898 al 1900. Non c'è risposta razionale a questa domanda. Egli ha visto un iceberg di 80 km di larghezza su 650 km di lunghezza, un iceberg che andrebbe da Parigi a Tolosa e che sarebbe stato formato da 5 centimetri di precipitazioni annuali !!! 

Se si parte dal fatto che esiste un polo Nord e che è ricoperto di ghiaccio, come tutti sembrano supporre, innumerevoli esploratori hanno dovuto essere presi da allucinazione a partire dall'80° di latitudine Nord. Oppure, essi erano nel pieno possesso dei loro mezzi, e la teoria del polo coperto di ghiaccio non regge più. Tutti coloro che vivono nel grande Nord hanno potuto constatare che c'è molta nebbia nell'Artico in inverno. Se la banchisa fosse stata interamente solida, non ci sarebbe stata abbastanza umidità nell'aria per la formazione di foschie e nebbie. Un esploratore americano, il Dott. E.Kane, che ha scoperto il ghiacciaio di Humboldt, ha esplorato la zona del polo Nord tra il 1833 e il 1855. Egli ha scritto 150 anni fa: “Ci sono degli indizi che mostrano chiaramente che ci deve essere un oceano nel Nord. Le foschie e le nebbie che abbiamo spesso visto in inverno ce lo confermano.” 

Secondo Reed e Gardner, questa acqua dolce proveniva dai fiumi delle regioni calde situate all'interno della Terra. Quando essi raggiungevano la superficie molto più fredda, gelavano e si trasformavano in icebergs. Durante i mesi invernali, milioni di metri cubi d'acqua dolce proveniente dai fiumi interiori emergevano dalle aperture polari e formavano delle vere montagne di ghiaccio. Per Gardner i mammouths scoperti gelati nel ghiaccio non erano degli animali preistorici, ma degli animali allora viventi all'interno della Terra. Perché è all'interno di questi icebergs che sono stati scoperti numerosi mammouths e altre specie scomparse che sono state rapidamente definite “preistoriche” poiché non ne erano stati più visti di simili sulla Terra da lungo tempo. Certi mammouths avevano ancora dell'erba nello stomaco e anche nella bocca (Vd. nostra pagina Lo sbilanciamento dei poli), ciò che prova che erano stati brutalmente colti da un freddo intenso. 

Un certo Robert B.Cook rivelò che nei depositi glaciali del Nord erano stati trovati dei mammouths, rinoceronti, renne, ippopotami, leoni e iene. Egli spiegò che questi animali, incapaci di sopportare un clima così rude, dovevano avere vissuto migliaia di anni fa quando nella regione polare regnava una temperatura tropicale. Ma Gardner non era dello stessa opinione. Secondo lui, si trattava di animali tutt'ora viventi, facendo notare a giusto titolo che leoni e iene appartenevano a specie recenti e che non erano delle creature “preistoriche !” 

Gardner aggiunse alla teoria di Reed la presenza di un Sole centrale, più piccolo del nostro, spiegando così le temperature elevate rilevate nelle alte latitudini polari. Un astro interno, fonte di calore e di luce, renderebbe possibile la vita vegetale, animale e umana all'interno del nostro globo. Questo cuore irradiante di calore benefico spiegava anche la presenza dell'aurora boreale. Reed pensava come Gardner che l'interno della Terra era abitata ma gli era difficile spiegarlo perché la sua teoria escludeva la presenza di un Sole centrale. 

L'esploratore Fridjof Nansen, che pubblicò “Verso il Polo” nel 1897 afferma di avere visto, all'incirca verso mezzogiorno, una “immagine di Sole”, perché secondo lui, non poteva essere un “miraggio”. Sembrava un fuoco risplendente che brillava proprio sopra il margine più lontano del ghiaccio. Dalla vetta principale, Nansen vide molte linee orizzontali direttamente le une sulle altre, tutte di uguale lunghezza, come se si trattasse di un “Sole quadrato, di un rosso pallido, con dei raggi scuri orizzontali di traverso” Nansen e la sua equipe non si aspettavano di osservare durante molti giorni consecutivi questo “dio di vita” rinascente dopo la lunga notte d'inverno polare, tanto che essi pensarono di avere derivato verso il Sud. 

Ma una semplice illusione ottica poteva durare molti giorni di seguito ? E ancora, là dove si trovava Nansen, la zona polare nord era situata nella zona della notte polare totale ! Di conseguenza, non è il Sole che Nansen vide, ma una luce emanante dal centro del nostro pianeta. Gardner fece appello a dati astronomici per provare che non solo la Terra, ma anche tutti i pianeti del sistema solare erano vuoti all'interno. Essi possedevano dei Soli centrali e si erano formati partendo da una vorticosa nebulosa. All'origine di ogni astro, c'era una massa in fusione girante su se stessa. In seguito, la forza centrifuga proiettava le sostanze più pesanti alla periferia, formando alla superficie esterna di ogni pianeta una crosta solida. Una parte del fuoco iniziale sussisteva nel vuoto interiore e formava un “Sole centrale”. 

A causa del movimento di rotazione e dello spostamento nello spazio si creavano obbligatoriamente delle aperture alle estremità. Gardner evocò le “luci polari” osservate su Marte dal professor Lowell, su Venere dall'astronomo francese Trouvelet nel 1878, e su Mercurio dall'astronomo Richard Proctor. Citò un articolo comparso nel “Scientific American” del 14 ottobre 1916, firmato da H.D.Curtis, membro della società astronomica del Pacifico, che rivelava: 

“Cinquanta nebulose sono state studiate e fotografate con il riflettore di Crosly. Sono stati utilizzati tempi di posa differenti, in modo da fare emergere i dettagli di struttura della parte centrale brillante e anche della materia periferica. La maggior parte delle nebulose presentano un anello più o meno regolare, una sorta di scorza o di conchiglia, generalmente con una stella centrale.” 

Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1947, corsero delle notizie che i Nazisti avevano inviato degli uomini ai poli. Nel 1946, l'ammiraglio Richard Byrd fu incaricato di un programma chiamato Operation High Jump, che aveva per missione di verificare, tra l'altro, se i Nazisti si trovassero nei paraggi. Durante un volo effettuato il 19 febbraio 1947, riportò di avere osservato degli apparecchi risplendenti a forma di disco con un simbolo che sembrava la svastica che lo obbligarono ad atterrare. Due uomini grandi e biondi che parlavano qualche parola di tedesco, gli vennero incontro... 

Nel 1959, F. Amadeo Giannini scrisse il suo “Worlds beyond the Poles” (I mondi al di là dei Poli). Rivelò che, dopo il 12 dicembre 1928, le spedizioni polari della marina US avevano messo in evidenza l'esistenza “di una terra indeterminata che si stendeva al di là dei due poli, fuori dalla frontiere del nostro solo globo determinate dalla teoria copernicana del 1543. Il 13 gennaio 1956, l'unità aerea della Marina U.S. penetrò in una distesa di terra di 2300 miglia (3700 km) al di là del preteso polo Sud della Terra. Per molte importanti ragioni, questo volo memorabile non ricevette che un eco insignificante dalla stampa.” 

Ma queste informazioni richiederebbero essere confermate. Giannini rivelò anche: “Moderne spedizioni sono penetrate in 5000 miglia di una estensione territoriale, la cui estremità non fu raggiunta. Quando questa estremità sarà raggiunta, un'altra della stessa natura potrà presentarsi. Tale valutazione a ripetizione potrebbe continuare all'infinito. Non esiste fine fisica della Terra alle estremità Nord e Sud.” 

Nel 1959, Ray Palmer riprese l'argomento nella rivista “Dischi volanti” di cui era il capo redazione. Willis George Emerson, in un libro intitolato “The Smoky God” (Il Dio che fuma), titolo riferito al Sole centrale, anche intitolato “A voyage to the inner World” (Un viaggio nel mondo interiore) pubblicato nel 1965, racconta una storia accaduta a un norvegese di nome Olaf Jansen di cui aveva raccolto la testimonianza. A bordo di un piccolo peschereccio, Jansen e suo figlio avevano tentato di trovare la terra leggendaria situata “al di là del vento del Nord”. Egli parla di un Sole centrale più piccolo e meno brillante, che dava l'impressione di essere nebbioso, come “circondato da una nuvola di fumo." 

I due uomini furono proiettati nell'apertura polare e si ritrovarono all'interno del pianeta dove soggiornarono due anni prima di uscire dall' apertura opposta, quella del polo Sud. Là, un iceberg tagliò in due il battello. Il padre rimase ucciso. Il figlio, salvo per miracolo, passò 24 anni in un ospedale psichiatrico per deficienza mentale... Una volta dimesso, divenne pescatore e dopo 26 anni si stabilì in California. Aveva quasi 90 anni quando, “per caso”, lo scrittore Willis George Emerson fece la sua conoscenza. Il vecchio sentendo la sua fine prossima, volle condividere il suo segreto e gli raccontò la sua fantastica avventura, mostrandogli le carte che aveva disegnato all'epoca. 

Raymond Bernard rivelò che un certo Dottor Nephi Cottom di Los Angeles aveva anche lui raccolto da un paziente questo racconto: 

“Abitavo vicino al circolo artico, in Norvegia. Un'estate, decisi con un amico di fare un viaggio in battello e di andare il più lontano possibile nel Nord. Facemmo una previsione di rifornimenti di cibo per un mese e prendemmo il mare. Avevamo un piccolo peschereccio a vela, ma anche un buon motore. Dopo un mese, eravamo penetrati molto avanti nel Nord e avevamo raggiunto uno strano paese che ci sorprese per la sua temperatura. Talvolta faceva così caldo la notte che non riuscivamo a dormire. Vedemmo più tardi qualcosa di così strano che rimanemmo muti dallo stupore. In pieno mare, davanti a noi, si innalzava all'improvviso una specie di grande montagna nella quale, a un certo punto, l'oceano sembrava riversarsi ! 

Tibetan Symbol of Agharta or Inner Earth

Incuriositi, continuammo in quella direzione, e ci trovammo ben presto a navigare in un vasto canyon che conduceva al centro del globo. Le sorprese non erano finite. Ci rendemmo conto un po' più tardi che un Sole brillava all'interno della Terra ! L'oceano che ci aveva trasportati nel cavo della Terra si ritirava, diventando gradualmente un fiume. E questo fiume, come apprendemmo più tardi, attraversava la superficie interna del globo da un estremo all'altro, di modo che se si seguiva il corso fino alla fine, si poteva raggiungere il polo Sud. Come potemmo constatare, la superficie interna del nostro pianeta comprendeva delle distese di terra e acqua, esattamente come la superficie esterna. Il Sole era splendente, e la vita animale e vegetale si sviluppava abbondantemente. A mano a mano che avanzavamo, scoprivamo un paesaggio fantastico. Fantastico perché ogni cosa prendeva delle dimensioni gigantesche, le piante, gli alberi e anche gli esseri umani... Si, gli esseri umani ! Perché ne incontrammo ed erano dei giganti ! Abitavano nelle case e vivevano in città simili a quelle che noi abbiamo in superficie, ma di dimensioni più piccole. Utilizzavano un sistema di trasporto elettrico, un tipo di monorotaia che seguiva il bordo del fiume da una città all'altra.” 

L'uomo continuò: “Essi ci accolsero amichevolmente, ci invitarono a mangiare con loro. Il mio compagno andò in una casa, io in un'altra. Ero completamente disorientato nel vedere le dimensioni enormi di tutti gli oggetti. Mi diedero un piatto immenso, e la porzione che conteneva avrebbe potuto nutrirmi per una settimana intera ! Il gigante mi offrì come dessert un grappolo d'uva, e ogni acino era grosso come una pesca ! Il gusto era delizioso. All'interno della Terra, i frutti e i legumi hanno un sapore delicato, un profumo sottile. Niente di paragonabile con quelli dell' “esterno”. Rimanemmo con i giganti per un anno, godendo della loro compagnia così come loro apprezzavano la nostra. Durante questo soggiorno osservammo un certo numero di cose tanto strane quanto inconsuete, sempre stupiti per la vastità delle conoscenze scientifiche di cui facevano prova queste persone. Durante questo tempo, essi non manifestarono mai la minima ostilità verso di noi, e non fecero alcuna obiezione quando decidemmo di ripartire. Al contrario, ci offrirono anche cortesemente la loro protezione nel caso ne avessimo avuto bisogno nel viaggio di ritorno.” 

Secondo la testimonianza di Jansen, questi esseri vivevano diverse centinaia di anni e misuravano da tre a quattro metri di altezza ! Possedevano una scienza molto avanzata. Trasmettevano il pensiero utilizzando un certo tipo di radiazioni e possedevano delle fonti di energia più potenti dell'elettricità. Raymond Bernard affermò che questi giganti appartenevano alla razza antidiluviana degli Atlanti. “Essi si erano rifugiati all'interno della Terra per sfuggire al diluvio che sommerse il loro continente.” 

William F. Warren, in un libro intitolato “Il Paradico ritrovato, o la culla della razza umana”, sviluppò l'ipotesi secondo la quale la razza umana era nata su un continente tropicale situato nell'Artico, la famosa “Iperbore” degli antichi Greci. Gli abitanti erano degli “dei” e potevano vivere migliaia di anni, senza mai invecchiare. Secondo lui, gli antichi scritti della Cina, dell'Egitto, dell'India, e anche le leggende degli Esquimesi, parlavano di una grande apertura nel Nord e di una razza vivente sotto la crosta terrestre i cui antenati erano originari di questa terra paradisiaca. 

Degli scrittori espressero l'idea che l'interno del globo era abitato da una razza di piccoli uomini con la pelle scura e che gli Esquimesi, il cui tipo non rassomigliava a nessun altro, provenivano da questo mondo sotterraneo. “Quando si chiede agli esquimesi da dove vengono i loro antenati” rivelò R.Bernard, “essi puntano l'indice nella direzione del Nord. Le loro leggende evocano una terra meravigliosa inondata di luce. Là non c'è mai oscurità. Là regna un clima temperato. I laghi non sono mai gelati, orde di animali vagano nei cespugli, uccelli di tutti i colori solcano il cielo. È una terra dell'eterna giovinezza dove le persone vivono migliaia di anni in pace e felicità.” 

A proposito dell'origine degli Esquimesi, Gardner scrisse: “I primi Norvegesi considerarono questi piccoli uomini scuri come degli esseri soprannaturali. Non sostenevano forse che i loro antenati venivano da un paese incantevole situato molto lontano nell'estremo Nord ? Ora i Norvegesi, per i quali le regioni polari erano l'estremo del mondo, non potevano credere all'esistenza di un tale paese. Conclusero che gli Esquimesi erano delle creature di un altro mondo, che uscivano dall'interno della Terra, supposta dimora di gnomi e fate”. 

Nansen da parte sua osservò: “La popolazione esquimese cresce. E cresce non solo aumentando nel numero della specie, ma per un'immigrazione proveniente da Nord”. Nel Medio Evo, si pensava che esistesse una terra estrema situata al di là del Nord alla quale era stato dato il nome di Thulé. Questa credenza in un regno radioso abitato da uno strano popolo, era molto estesa. Secondo le teorie ufficiali, le regioni desolate del Polo conducevano soltanto ad una terra di ghiaccio eterno... Noi vediamo che non è così. L'Artico non è il deserto che si crede. 

Gardner citò un passaggio del diario dell'esploratore Hayes. Nel 1869, Isaac Israel Hayes fece un viaggio in Groenlandia per esplorare i territori di Ellesmere e di Grinnel. Egli scrisse nel suo diario: “78°17 di latitudine Nord. Ho visto una farfalla gialla e, chi lo crederebbe, una zanzara, dieci tarme, tre ragni, due api e due mosche !” Gardner ne dedusse che questi insetti provenivano dall'interno della Terra. Le osservazioni di Hayes furono confermate dall'esploratore Greely nel suo libro “Tre anni di servizio nell'Artico”. Greely racconta che le meraviglie delle regioni artiche erano così straordinarie che si era forzato a “minimizzare” le note che aveva preso sul vivo, temendo che lo si sospettasse di esagerazione ! Censì delle specie sconosciute di uccelli, fiori diversi da tutti quelli che conosceva, senza parlare delle farfalle e delle mosche. Trovò molto legno di salice per fare il fuoco. 

L'esploratore Sverdrup vide delle lepri in così gran numero, circa all' 81° grado di latitudine Nord, che chiamò una baia “Il Fiordo della Lepre”. Notò che c'era selvaggina a sufficienza per nutrire tutta l'equipe dell'esplorazione. Il capitano Beechey osservò degli uccelli in così grande quantità sulla costa Ovest di Spitzberg che il luogo risuonava delle loro grida dall'alba fino alla sera. Franklin vide delle oche che emigravano verso il Nord. Dove andavano ? E notò che per quanto l'esploratore avanzasse lontano nell'estremo Nord, incontrava sempre l'orso polare davanti a lui. Questi orsi che marciavano infaticabilmente verso il Nord, dove andavano ? 

Il comandante McClure esplorò La Terra di Banks e scoprì delle quantità di alberi sparpagliate nel ghiaccio. Evidentemente erano stati trasportati dalle correnti provenienti dal Nord. Una parte di questo legno era pietrificato, ma ce n'era molto di origine recente. Nansen si interrogò sul legno galleggiante lungo la costa della Groenlandia. Secondo Gardner, queste osservazioni secondo le quali più si avanzava verso il Nord più c'era vita, erano la prova irrefutabile che nell'estremo Nord esisteva un vasto rifugio, una regione dal clima privilegiato, portatrice di vita vegetale e animale. 

Un certo Théodore Fitch scrisse un libro, “Il Paradiso interno della Terra”, basandosi sui lavori di Reed e di Gardner. Affermò che gli oceani interni erano molto più piccoli di quelli dell'esterno e che le distese di terre erano tre volte più grandi. Fitch formulò una serie di domande essenziali: “Se nessun fiume scorre dall'interno verso l'esterno del nostro globo, perché tutti gli icebergs sono composti di acqua dolce ? Perché si trovano dei semi tropicali, delle piante e alberi galleggianti nell'acqua dolce degli icebergs ? Se quest'acqua non può logicamente provenire da nessun luogo sulla Terra, allora per quale mistero si trova là ? Se la faccia interna della Terra non beneficia di un clima caldo, allora perché si incontrano in pieno inverno, nell'estremo Nord, uccelli tropicali a migliaia e animali che hanno bisogno di una temperatura dolce per sopravvivere ? Da dove viene il polline che colora talvolta la neve di rosso, di giallo o di blu ?” 

“Il Libro Giallo n. 6” di cui abbiamo fatto riferimento in precedenza, allude anch'esso a questi pollini e a tronchi d'albero galleggianti: “C'è un altro fenomeno che ha sorpreso più di un esploratore: all'improvviso, in certi posti, la neve era colorata, rossa, nera, verde o gialla. Sono stati presi dei campioni e si è scoperto che il nero era dovuto a ceneri vulcaniche, gli altri colori erano dovuti al polline dei fiori. Del polline al polo Nord ? Nessuno si stupirebbe di sapere che questo polline veniva da fiori che nessuno conosceva. Da dove venivano le centinaia di tronchi d'albero che il comandante Robert McClure aveva trovato sulla Terra di Bank ? McClure è stato il primo uomo bianco a scoprire il passaggio a Nord-Ovest in tutta la sua lunghezza. E là, dove più nulla cresce, là dove la neve e il ghiaccio sono padroni, egli vide del legno galleggiante che si dirigeva verso di lui ! I tronchi d'albero sembravano essere stati trascinati dai ghiacciai provenienti dal Nord. Degli alberi ancora più a Nord ? Nansen ha visto del legno galleggiare all'86° grado di latitudine nord, a 4° dal polo. Forse che gli alberi cadono dal cielo, come la neve ? Certo che no !” 

A suo tempo, Reed aveva già rilevato la presenza di una polvere nera che colorava la neve. Ne aveva dedotto che proveniva da un vulcano in eruzione. E poiché non c'era nessun vulcano in superficie, era arrivato alla conclusione logica che doveva trovarsi all'interno della Terra. Un altro autore americano, William L.Blessing, pubblicò un piccolo libro nel quale rivelò la sua concezione della struttura della Terra. La vecchia idea secondo la quale il pianeta sarebbe una massa solida con un centro composto di materie in fusione, doveva essere scartata, così come l'antica credenza secondo cui il calore aumentava a mano a mano che si sprofondava nella Terra. La Terra era un astro appiattito ai poli. Il polo rappresenterebbe il margine esterno di un cerchio magnetico e, a questo punto, l'ago della bussola punterebbe verso il suolo. Al di là di questo cerchio, la Terra discenderebbe in dolce pendio verso l'interno. 

Secondo Raymond Bernard, i dischi volanti proverrebbero dall'interno del globo e sarebbero pilotati da una razza sotterranea, un'idea ripresa più tardi da molti cercatori. Il capitano di fregata Strauss presentò una serie di conferenze in Brasile dove affermò che le piste di decollo dei dischi volanti sarebbero situate nel regno sotterraneo dell'Agartha la cui capitale sarebbe Shambhalla. I suoi abitanti avrebbero raggiunto un grado di civilizzazione e un livello scientifico straordinari. Essi apparterrebbero ad una civiltà antidiluviana che avrebbe popolato i continenti scomparsi della Lemuria e di Atlantide. Quando questi continenti furono sommersi, i sopravvissuti trovarono rifugio all'interno del nostro pianeta così come su certi continenti. L'Egitto era una colonia atlantidea, come lo erano gli imperi atzechi, maya e inca. 

Dal Brasile, dove prese nascita, la teoria dell'origine sotterranea dei dischi volanti, raggiunse gli Stati Uniti. Ray Palmer, direttore della rivista “Dischi volanti”, scrisse nel 1959: “I risultati di anni di ricerche ci permettono di avanzare l'ipotesi che i dischi appartengono al nostro pianeta, che non provengono dunque dallo spazio, come è stato possibile credere finora. Una raccolta di prove dimostra chiaramente che esiste un luogo sconosciuto di vaste dimensioni, ancora inesplorato, per quanto noi possiamo sapere, da dove provengono molto probabilmente i dischi volanti... La nostra rivista ha raccolto una serie di prove indiscutibili che mostrano che i dischi volanti sono originari del pianeta Terra - ciò che più di un governo riconosce come una realtà - che si è compiuto uno sforzo concertato per saperne di più, che i fatti già conosciuti sono di una tale importanza che sono coperti dal segreto mondiale, che il pericolo è così grande, che offrire una prova ufficiale rischierebbe di seminare il panico, che consegnare questi fatti all'opinione pubblica spingerebbe la stessa opinione a esigere degli atti in relazione, ciò che metterebbe i governi nel più grande imbarazzo, che la natura intrinseca dei dischi volanti, dovuta al loro luogo d' origine, potrebbe fare scoppiare lo status quo politico e economico del nostro mondo.” 

Gray Barker, un'altra autorità in materia d'ovnis, scriveva nel “Saucerian Bulletin” del 15 gennaio 1960: “Gli adepti delle scienze occulte credono che degli esseri abitino l'interno della Terra e che essi ne escano e vi rientrino grazie a dei passaggi segreti situati al polo Nord e al polo Sud... Forse che non potrebbe esistere una razza sconosciuta, in qualche luogo inesplorato della Terra, che sarebbe responsabile dei dischi volanti ?... Dopo avere riflettuto a lungo, mi sembra che la spiegazione di una Terra interiore potrebbe risolvere la maggior parte degli enigmi posti dal fenomeno 'dischi volanti' “. Nel suo libro intitolato: “Ne sapevano troppo sui dischi volanti”, ricordò che era stata vista una quantità inusuale di ovnis nella regione del polo Sud. 

NOTA DI ERE NOUVELLE: Secondo ogni verosimiglianza, se certi ovnis hanno una origine intraterrestre, la maggioranza sembra piuttosto essere di origine extraterrestre, perché il nostro pianeta riceve da tempi immemorabili numerose visite di Galattici. 

La descrizione fatta da Théodore Fitch della super civiltà sotterranea ricorda molto quella di Bulwer Lytton nel suo libro: “The Coming Race” (La Razza che verrà). Lytton era rosacruciano e aveva accesso a una fonte di informazioni occulte. Fece un quadro sorprendente di una razza superiore di piccoli uomini scuri che vivevano all'interno della Terra in uno stato di abbondanza perenne, che non conosceva né la cupidigia, né la povertà, né la guerra. Conoscevano i segreti dei nostri governi. Erano esperti in telepatia. Affermavano che la nostra Bibbia era stata mal tradotta, mal interpretata e mal costruita. Dicevano di appartenere ad una razza che non aveva degenerato, al contrario della nostra, e che noi dovremmo mettere un freno alla fabbricazione delle bombe nucleari e degli armamenti. Il fatto che numerose apparizioni di dischi volanti si siano prodotte dopo l'esplosione della prima bomba atomica a Hiroshima, fu interpretata da certi scrittori come il segno di un'inquietudine galattica, ma sarebbe più ragionevole credere che i più interessati fossero gli abitanti dei mondi sotterranei, conoscendo l'ampiezza delle prove che furono fatte in seguito, specialmente in Polinesia. 

Durante gli anni settanta, furono pubblicate molte fotografie del Polo Nord prese dai satelliti meteorologici. Esse rilanciarono la polemica della teoria della Terra Cava. Si trattava di lastre prese il 6 gennaio 1967 dal satellite dell'US Environmental Science Service Administration (ESSA-3). 

 

Possiamo scoprire qui sopra una foto composita, un montaggio realizzato partendo da molte foto per farne una unica perché, generalmente i satelliti, essendo solo a qualche centinaia di kilometri di altitudine sopra il pianeta, non possono fotografare la Terra nel suo insieme. Il satellite ESSA-3, prese più di un milione e mezzo di lastre. Su questa fotografia, vediamo delle nuvole intorno al polo, aspirate progressivamente nell'enorme foro che, secondo gli specialisti, dovrebbe avere un diametro di 1400 miglia. (Cf. immagine di sintesi qui sopra e documento sotto) è anche lui molto inquietante. I calcoli effettuati arrivano a un diametro che va da 900 a 950 km circa. Se questo foro corrisponde ad un'apertura nella calotta polare, esso sarebbe situato a circa 86° di latitudine Nord. 

 

Le due fotografie qui sopra provengono dal satellite ESSA-7. 

Inoltre, c'è questa superba serie di lastre prese dal satellite della NASA l'ATS 3. Nel 1997, la NASA avrebbe ordinato la distruzione di 4500 foto prese da questo satellite, sostenendo che le immagini “non avevano alcun valore meteorologico”. 

Le lastre presentate qui sopra, sono state salvate per miracolo dalla distruzione. Si notano diverse perturbazioni atmosferiche al di sopra del Polo Nord. Nuvole turbinano intorno all'apertura. C'è da notare che queste lastre sono state prese nel periodo della notte polare. Il foro del polo Nord fotografato da Apollo XI nel 1969. 

Il molto serio giornale canadese “Weekly Wold News” pubblicò il 14 febbraio 1995 un articolo che in sostanza diceva così: “Cap Canaveral, Floride - La NASA riceve dei segnali radio che vengono dall'interno della Terra. Gli esperti pensano che questi segnali siano emessi da una forma di vita intelligente e molto sviluppata !” Un alto responsabile della NASA, che non ha voluto declinare la sua identità, affermò che esistono sotto terra degli esseri che cercherebbero di entrare in contatto con noi. Gli scienziati avrebbero percepito i primi segnali il 30 ottobre 1994. Le emissioni si sarebbero rinnovate a intervalli regolari. Secondo lui, “i segnali radio sarebbero composti da un codice matematico molto completo, che ci ha convinti di essere in contatto con una colonia di esseri viventi la cui intelligenza è senza dubbio superiore alla nostra”. Egli rifiutò tuttavia di rivelare il contenuto dei messaggi, spiegando: “Non dirò che i messaggi sono di natura ostile, ma il loro contenuto potrebbe provocare delle controversie e delle inquietudini. Poiché molti elementi dipendono dall'interpretazione, sono dell'avviso di aspettare prima di dichiarare qualunque cosa che possa mettere l'opinione pubblica in uno stato di eccitazione e di ansietà.” 

L'informatore anonimo spiegò che gli scienziati della NASA si sentivano frustrati perché non erano riusciti a localizzare questa civiltà sotterranea e che non erano in grado, con la loro tecnologia, di rispondere loro. “Essi ne sanno di più su di noi che noi su di loro” confessò. Secondo lui, gli scienziati ritenevano che questa poteva essere la più importante scoperta dei secoli. La fotografia presa sopra il polo Nord della Terra dalla missione STS75 1996 è anch'essa molto eloquente. 

 

Nel giugno 1992, la rivista francese “Ciel et Espace” dedicò un inserto completo su “Il vero volto della Terra”, rivelando che vaste regioni del globo erano largamente inesplorate, in particolare l'Antartico. Queste immagini erano particolarmente edificanti poiché provavano che il continente era perforato da un foro spalancato che inglobava la totalità dell'80° parallelo dell'emisfero Sud ! 

L'americano Steve Currey, uno dei principali esploratori di fiumi nel mondo, ha servito come guida a decine di migliaia di persone tra cui senatori e membri del Congresso US, capi di Stato, capi d'impresa, celebrità e investigatori. Nel 2005, aveva avuto l'idea di organizzare una spedizione scientifica nell'Artico destinata a risolvere una volta per tutte l'enigma della Terra Cava. 

Seguendo la leggenda degli Esquimesi e le osservazioni di numerosi esploratori, il luogo più plausibile per un'eventuale apertura polare conducente verso l'interno della Terra avrebbe dovuto essere, secondo lui, situato alla latitudine di 84,4°N e alla longitudine di 141°E. Un rompighiaccio russo si teneva pronto ad accogliere i primi 100 intrepidi che volevano unirsi a lui, naturalmente pagando, poiché il prezzo richiesto si avvicinava a 20.000 dollari US. La partenza era stata programmata per il 26 giugno 2006 e il viaggio avrebbe dovuto durare 24 giorni. 

Steve Currey avrebbe dovuto essere aiutato nel suo compito da Marcelo Martorelli, fondatore e direttore generale di una ONG sud-americana di vocazione culturale e pacifista, la fondazione P.E.A. Legato da anni a colui che egli chiama “il Mahatma dell'Occidente”, il Maestro Raul J.Albala, più conosciuto con il nome di “Yaco”, sta per pubblicare un libro, “Il richiamo planetario dei Maestri della Terra Cava”, nel quale egli spiega una parte di ciò che gli è stato rivelato sulla città sotterranea situata sotto la regione di Cordoba in Argentina. 

Guidato dai Maestri nascosti sotto la superficie terrestre, Steve Currey e Marcelo Martorelli erano persuasi di poter scoprire tra poco una civiltà dimenticata, i cui abitanti vivrebbero da migliaia di anni in totale autarchia e avrebbero raggiunto un livello spirituale e tecnologico superiore al nostro. 

Ma il destino ha deciso diversamente. 

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Tratto dall'eccellente rivista “Le Dossiers des Grandes Mystères de l'Histoire” N°12 – Luglio 2006 ÈRE NOUVELLE – Ottobre 2006 

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LIBRI SULLA TERRA CAVA: 

I Grandi Misteri del Nazismo - LINK

Alla Scoperta della Terra Cava - LINK

EBook - Terra Cava - Nuova terra - LINK

Da Atlantide alla Superconsapevolezza - LINK

 

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