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IL SEGRETO AREA51

NEW YORK. Invocando il livello più alto di sicurezza nazionale il presidente americano, George Bush, ha rinnovato a inizio mese il segreto assoluto che protegge ogni tipo di attività svolte nella base del Nevada costruita sul Groom Lake, altrimenti nota come Area 51 ovvero il luogo circondato dal mistero dove il Pentagono è stato accusato di custodire ciò che sa della vita extraterrestre. Da quando nel 1995 il presidente Bill Clinton per la prima volta firmò il top-secret ammettendo l’esistenza di una base di cui si negava perfino l’esistenza, l’Area 51 è divenuta un punto di attrazione per appassionati e curiosi, riusciti in più occasioni a scattare foto di oggetti assai simili ai dischi volanti.
A svelare la posizione della base furono foto satellitari scattate dai sovietici nel luglio del 1988, divenute di pubblico dominio due anni dopo. Dal segreto svelato alla commercializzazione il passo è stato breve. L’autostrada 375 che passa accanto all'Area 51 è stata intitolata agli extraterrestri e transitando vicino all’entrata si trovano decine di bancarelle che offrono coloratissime maschere marziane nei pressi di cartelloni pubblicitari con gigantesche immagini di dischi volanti.
Le autorià del Nevada hanno trasformato l'Area 51 nella gita fuoriporta di chi va a giocare a Las Vegas - da dove dista meno di 150 km - ma l’afmosfera da bazar si ferma al recinto esterno. La base dai molti soprannomi - «Terra dei Sogni», «Scatola», «Ranch» - ed è stata costruita su un lago essiccato e non può essere visitata, sorvolata da aerei e neanche osservata a distanza, pena l'incriminazione per violazione della sicurezza nazionale.
A condurre una solitaria battaglia per far cadere il segreto è Jonathan Turley, docente di legge alla George Washington University ed avvocato dal 1994 delle vedove di due operai del vicino centro di Rachel che morirono dopo essere stati esposti a un materiale altamente tossico proveniente dalla base militare. Proprio per evitare che Turley obblighi in tribunale il Pentagono a svelare cosa avviene nell’Area 51 Clinton pose il segreto che adesso Bush ha deciso di rinnovare parlando di «straordinarie» ragioni. La direttiva presidenziale impedisce infatti di rivelare alcunchè e quindi esenta anche l’Us Air Force dal dover spiegare quali tipi di materiali gettati in una discarica presso Rachel uccisero i due uomini. Per Turley «Bush oggi come Clinton ieri si sono assunti la responsabilità di tacere sui crimini commessi impedendo al pubblico di sapere cosa avviene lì dentro».
Dietro gli otto anni di battaglia legale fra l’avvocato delle signore Helen Frost e Stella Kasza e la Casa Bianca c’è la «United States Air Force Flight Test Center» - come si chiama ufficialmente la base - creata nel 1954 per eseguire i test dell’areo spia U-2 e da allora adoperata per mettere a punto i velivoli più segreti dell’aeronautica militare: dall’A-12 al cacciabombardiere invisibile F-117A fino ai droni D-21 di ultima generazione, adoperati in Afghanistan, Yemen ed Iraq per dare la caccia a leader taleban, terroristi di Al Qaeda e fedelissimi di Saddam Hussein. Negli 1980 la base aumentò di dimensioni perché venne allungata la pista di atterraggio, che ora misura quasi 10 km. Fu allora che vennero osservate da lontano delle luci misteriose che sollevarono la curiosità del pubblico ed obbligarono le autorità a chiudere i punti di osservazione panoramici che si trovano nelle vicinanze.
Le foto sovietiche mostrano in superficie, oltre alla pista, diverse installazioni ed una stazione radar di grandi dimensioni. Ad alzare il velo sui misteri - veri o presunti - dell’Area 51 è stato nel 1989 il fisico Bob Lazar, raccontando di aver lavorato alla «Base Sud-4» dell’Area 51 e di aver scoperto che i test di aviogetti estremamente avanzati avvenivano sulla base di dischi volanti ottenuti negoziando con gli alieni. Lazar mostrò immagini dei dischi volanti spiegando che usavano un particolare carburante denominato «Elemento 115» e che provenivano dal sistema stellare «Zeta Reticuli». Lazar però non ha mai spiegato cosa l’America avrebbe dato in cambio per poterli ottenere.
Alla base della teoria sulla presenza di extraterrestri nell’Area 51 c'è quanto avvenne nel luglio del 1947 a Roswell, una piccola località del New Mexico, dove alcuni residenti dopo aver ascoltato una violenta esplosione notturna trovarono al mattino una notevole quantità di strani detriti dotati di particolari proprietà, come ad esempio liquefarsi «come acqua» se gettati contro una superfie solida. La zona venne recintata dalle autorità e testimoni dissero di aver visto entrare del personale di emergenza che avrebbe soccorso degli «umanoidi», uno dei quali sarebbe stato ancora in vita, morendo in seguito ad un lungo periodo di malattia. Il colonnello Blanchard, comandante del Roswell Army Air Field, diffuse un comunicato stampa nel quale parlò di «disco volante» ed affidò l’indagine a due suoi ufficiali, il maggiore Jesse Marcel ed il capitano Sheridan Cavit. Alla fine la spiegazione ufficiale dell’incidente di Roswell fu che si trattava di una sonda meteo precipitata ma i dubbi non sono mai stati dissipati del tutto, anche perché alla fine degli anni Settanta Jesse Marcel decise di rompere il silenzio ed inoltre venne alla luce un filmato in cui si vedeva uno degli «umanoidi» steso su un lettino. A rafforzare la convinzione di chi crede nella teoria di Lazar sul negoziato con gli Ufo c’è una coincidenza: gli aerei che trasportano il personale da e per l’Area 51 decollano a Las Vegas da una pista che ha sullo sfondo la copia della piramide di Giza, un obelisco e una sfinge simile a quella egizia.

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