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Quella carezza arrivata dal mare... Quando ero piccola, non conoscevo la gioia o il lusso di avere un giocattolo tutto per me, mi allontanavo dai bambini perchè non mi sentivo di fare parte del loro mondo, tutti pensavano che ero strana, forse un poco matta, perchè parlavo agli uccellini oppure mi addentravo nei boschi per dialogare con le fate della natura. Raccontavo loro le cose che avrei desiderato, la mia infelicità e la mia incapacità di stare con i miei coetanei. Sono cresciuta in campagna, vivevo in un umile casetta dalle robuste pareti in pietra. Mia mamma era una semplice contadina, donna di poche parole, dedita alla casa e alla terra, che era il nostro unico bene. Mi avvilivo ogni volta, dentro il mio cuore sentivo quelle parole come piccole spine, pungevano la carne, mi doleva e desideravo ribellarmi. Non volevo diventare come lei, anche se era una donna di sani principi, corretta con tutti, capivo che la vita non era fatta di soli dolori o doveri, sapervo in cuor mio che c'era qualcosa di più grande.....una forza mi attirava dovevo scoprire cosa, ed ero impaziente finchè un giorno capii che al momento giusto avrei avuto quelle risposte che da tempo cercavo. Intanto il tempo passava, la mia vita era la stessa, nulla era cambiato, all'infuori del mio corpo, non più bambina, ma giovane fanciulla. Un giorno parlando con le piccole creature del bosco mi si avvicinò una strana creatura, non era nè un animale nè un essere umano, eppure aveva le gambe, le braccia come le mie, solo molto più piccolo. Aveva uno strano abbigliamento, fatto di foglie, una cintura di rami attorcigliati e come copricapo della paglia cucita grossolanamente. Gli porsi un pezzo di formaggio si sedette di fronte a me senza dire una parola. Mangiò il tutto senza distogliere lo sguardo dal mio. Alla fine raccolsi quelle poche cose rimaste, feci per alzarmi ma la sua mano bloccò il mio braccio, voleva che restassi ancora con lui. Mi sedetti accanto ad esso, rovistò tra le tasche di quei strani pantaloni ed estrasse un piccolo flauto, cominciò a suonare una melodia dolce e triste, non so' perchè, ma dai miei occhi cominciarono a sgorgare lacrime, sembrava leggesse nel mio animo, era da tempo che desideravo piangere, non lo feci mai per farmi coraggio e non peggiorare la mia tristezza. Invece in quel momento piansi a lungo e mentre piangevo mi ritrovai ad essere immersa dalle mie stesse lacrime, da un piccolo lago si formò un fiume e da lì il mio corpo venne trascinato nel mare. Continuavo a piangere, non più di dolore e nemmeno di tristezza, ora mi sentivo libera e da quel mare s'innalzò una grossa mano che si posò sul mio viso. Ricevetti una carezza, una carezza piena d'amore, tanto da colmare il mio cuore da tempo stanco, di una grande gioia. Quella mano, mi prese portandomi dolcemente nel bosco vicino al mio cesto, mi sfiorò la guancia innondandomi d'amore e se ne andò insieme alla musica e a quella strana creatura che mi aveva tenuto compagnia. Finalmente avevo capito cosa cercavo da tempo e detti risposta alle domande che mi ponevo: "Solo l'amore può colmare la tristezza che risiede nel cuore, solo l'amore porta alla gioia". |