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Ma finiamola con queste idiozie! Per essere i migliori dovete avere informazioni chiare e dettagliate e su questo punto non transigo.
La ricerca del punto G non deve essere una cosa morbosa. Se vi ponete troppo intraprendenti o curiosi come le scimmie non farete altro che rovinare tutto. Le donne hanno bisogno di preliminari, sempre, e specialmente per questo tipo di stimolazione (che a freddo può risultare anche fastidioso), aspettate una mezz’oretta prima di iniziare l’azione interessante; magari dilettate prima la vostra partner con una delle tecniche che ho illustrato nelle mie precedenti lezioni.
Il punto G si trova nella parete anteriore della vagina ad una profondità di circa 4-5 cm (anche se per alcune donne potrebbe essere differente); la sua stimolazione provoca un piacere molto intenso, travolgente e in alcuni casi può portare anche a stati alterati di coscienza. Pensate che una delle mie donne ha giurato di aver visto, nel momento culminante, le figure ben distinte di Bettega e Causio, in maglia bianconera.
Ci sono due tecniche per scatenare questo punto magico: con le dita o tramite particolari posizioni. Le migliori sono: lei distesa sulla schiena, preferibilmente con un cuscino sotto i glutei, o lei sopra con la schiena reclinata all’indietro.
Vi prego, leggete attentamente e assimilate questa lezione, la stimolazione del punto G deve avvenire in modo del tutto naturale, non dovete dichiarare di “cercare il punto G”, o sarà una cosa oscena, una caduta di libido verticale da parte della donna, non è una cosa affatto eccitante vedervi dubbiosi, tutti rossi e sudati alla ricerca di questa vostra fantasia.
Scegliete il giusto tempo e andate a colpo sicuro. Per la vostra partner ora nessun orgasmo sarà più come prima e sarete acclamati come una sorta di guru del piacere, e la cosa non può che farvi piacere.
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