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TEORIA EXTRATERRESTRE testo
arrivatomi via e.mail,e voglio proporlo anche a voi. Le
mie letture ed il mio girovagare su internet, mi hanno spinto a riunire
questi appunti al solo scopo di proporre uno spunto di riflessione su ciò
che ha sempre affascinato l’uomo: da dove proveniamo! Sorge
spontaneo, allora, pensare che la felicità sia stata un'esperienza
ancestrale che, sempre andando a ritroso, può riportare l'uomo al suo
paradiso terrestre unico luogo ove possa averla acquisita. Ecco perchè
credo nel Dio che ha creato gli uomini, non nel Dio che gli uomini hanno
creato. Una
razza umanoide in cerca di altro sole ove prolungare la vita, che nel loro
sistema era in via di collasso, decise che l'animale erettile più
somigliante poteva essere il nuovo ibrido al quale dare la loro conoscenza
e la loro intelligenza. (Invano gli antropologi cercano l'anello di
connessione tra la scimmia e l'uomo.) Questo esperimento è in parte
riuscito ma la nuova creatura ha perso, nel volgere di alcune generazioni,
le doti iniziali fino a ritrovarci con mezzo cervello del quale
sconosciamo le potenzialità e con una vita media, relativamente corta. Nell’ormai
lontano 1927 F.A. Mitchell-Hedges scoprì in un tempio della città Maya
di Lubaantum un teschio costruito completamente in quarzo delle misure di
12 cm di altezza per 17 di lunghezza e 12 di larghezza. Nel 1970 un’equipe
di studiosi analizzò il teschio e scoprì che il primo abbozzo di forma
gli fu dato usando il diamante, mentre per quanto riguarda la lucidatura e
la definitiva forma, queste sarebbero state fatte con sabbia di cristalli
di silicio e acqua. Data la perfezione del teschio anche nei suoi minimi
particolari, gli studiosi giunsero alla conclusione che con le suddette
tecniche ci sarebbero voluti circa 300 anni per ottenere il risultato che
ora noi abbiamo sotto gli occhi. E’ un clamoroso falso o il frutto di
una tecnologia avanzata?
Nel
1851 a Dorchester nel Massachussetts durante alcuni lavori di sbancamento,
l’esplosione di una mina sbriciolò un blocco di granito. Al suo interno
fu trovato un vaso alto 13cm fatto di una lega metallica sconosciuta e
recante alcune incisioni in uno stile mai riscontrato in quella zona. Fu
stimato, inoltre, che il blocco di granito contenente il vaso risalisse a
centinaia di milioni di anni fa. La Scienza ci dice che in quel periodo l’uomo
non era ancora presente su questo pianeta. Chi ha costruito il vaso? Nel
museo di Bagdad è conservato un vaso di argilla di 15cm e mezzo di
altezza contenente un cilindro di rame di 12cm x4. La parte superiore del
cilindro è saldata con una lega 60-40 di piombo-stagno e sigillata con
bitume mentre il fondo è chiuso con un disco di rame e sigillato anch’esso
con bitume. Nella parte superiore vi è inoltre un’asta di ferro
abbastanza corrosa sospesa al centro del cilindro di rame. Ora è ovvio
che le analogie con una pila elettrica si sprecano.Per la cronaca il vaso
risale a 2000 anni fa circa ed è stato scoperto dall’archeologo
australiano Wilhelm Konig. -Le “lampade” di Dendera. Nel 1857 presso
Dendera (basso Egitto) l’archeologo francese Auguste Mariette scoprì
nelle cripte del santuario della Dea Hator alcuni bassorilievi veramente
sconcertanti. Infatti rappresentavano degli oggetti molto simili alle
attuali lampadine, ovvero “tubi oblunghi” attraversati da un serpente.
La vista di questo bassorilievo rende l’idea veramente meglio della
spiegazione; è addirittura impressionante la somiglianza ad una grossa
lampada. Per di più nei geroglifici il “serpente” che attraversa i
tubi viene descritto come “seref “ che significa illuminare ed inoltre
nei bassorilievi è raffigurata una specie scatola da cui partono diversi
“cavi” che giungono ai suddetti “tubi”. Nei
primi mesi del 1900 presso l’isola di Antikythera (Grecia) un gruppo di
subacquei scoprì un’antica nave risalente al periodo che va dall’85
al 50 a.C. Il relitto era pieno di statue ed utensili vari tra cui un
oggetto curioso che fu mandato al museo nazionale di Atene per
essere studiato in maniera approfondita. Si trattava di un pezzo di bronzo
corroso avvolto da del legno marcio che una volta spaccatosi nell’asciugarsi
mostrò al suo interno una serie di ingranaggi. In seguito, e precisamente
nel 1958 il dottor Derek J. De Solla Price ricostruì l’oggetto e scopri
che si trattava di un sistema di rotelle che calcolava i movimenti annuali
della Luna. -La lente egizia Presso il British Museum a Londra è
conservata una lente di cristallo proveniente da una tomba egiziana di
Elwan. La particolarità e nello stesso tempo la stranezza di questa lente
sta nel fatto che è molata in maniera perfetta tanto che farebbe supporre
ad una lavorazione meccanica ed inoltre ha l’effetto di ingrandire la
visione. Era forse la lente di un binocolo?. In
Colombia sono stati trovati 14 monili in oro purissimo che sembrerebbero
raffigurare in apparenza degli uccelli. Ho usato volutamente il termine
“in apparenza” perché tre di questi oggetti hanno presentato una
disposizione tale delle ali da far insospettire gli studiosi a tal punto
che venne deciso di far esaminare gli oggetti a degli esperti dell’Aeronautical
Institute of New York. I risultati dello studio effettuato furono a dir
poco sconcertanti, infatti all’esame della galleria del vento i monili
mostrarono una perfetta aerodinamicità. Che fossero modellini di aeronavi
in scala? Tra
il 1991 ed il 1993 in Russia, precisamente nei pressi del fiume Narada
(monti Urali), una spedizione di archeologi scoprì fra gli scavi di
strati preistorici risalenti al Pleistocene (2 milioni di anni fa) alcune
viti e rondelle minuscole che variavano fra 0,003mm e 3 cm. Dopo accurati
esami si scoprì che queste viti erano dei manufatti composti da molibdeno
e tungsteno. Per effettuare uno studio ancora più preciso, le viti furono
inviate alle Accademie delle scienze di Mosca, San Pietroburgo, Syktyvka e
ad un istituto scientifico finlandese. La datazione finale li fa risalire
ad un’epoca compresa tra 20000 e 318000 anni fa a seconda dei reperti. Ad
Ica in Perù vi è un fisico appassionato di archeologia , il dottor
Javier Cabrera che è in possesso di circa ventimila pietre decorate con
incisioni ad oggi considerate senza un senso storico. Mi spiego meglio.
Queste pietre in andesite grigia (materiale difficilissimo da incidere per
la sua durezza) raffigurano uomini che cavalcano dinosauri, operazioni
chirurgiche a cuore aperto, trasfusioni di sangue, tagli cesarei ecc. Il
Professor Cabrera ha ricevuto in dono le prime pietre da un contadino del
posto, e poi accortosi dell’anomalia di alcuni disegni ha cominciato ad
interessarsi a tali oggetti, ed ha scoperto che la gente locale è solita
ritrovare tali pietre sin dal 1500. Purtroppo non è semplice analizzare
questi oggetti per scoprirne la datazione, comunque rimangono un mistero.
Si potrebbe continuare per pagine e pagine ad elencare altri oggetti
misteriosi dell’antichità, ma credo che già con questi che ho esposto
si cominci a delineare uno scenario del passato che non è esattamente
come la storia e la scienza ci hanno insegnato. Infatti con le conoscenze
che abbiamo sulle antiche civiltà non è possibile spiegare in modo
esauriente né le tecniche di costruzione di alcuni oggetti né la loro
effettiva rappresentazione. L'ipotesi
più vecchia, diffusa e contestata sull'origine dei fenomeni aerei anomali
o UFO è quella extraterrestre. La data di nascita di quest'ipotesi è il
1947, cioè all'inizio dei moderni studi ufologici. Si arriva a questa
conclusione sulla base di una semplice deduzione logica: gli UFO sono
macchine volanti dalle caratteristiche estetiche e propulsive
completamente diverse da qualsiasi aereo terrestre ed esprimono una
tecnologia che sembra di gran lunga superiore da quella a noi conosciuta,
quindi se nessun Paese della Terra è in possesso di tale tecnologia essa
allora può appartenere solo a qualche civiltà superiore proveniente da
un altro pianeta. Anche i Mass Media presero subito in considerazione
questa ipotesi: in un articolo apparso sul “New York Times” in cui
veniva riportato l'evento di cui era stato testimone Kenneth Arnold, si
affermava che i “dischi volanti” visti dall'imprenditore texano
potessero appartenere a “visitatori da un altro pianeta partiti da
astronavi ancorate al di sopra della stratosfera”. Ma chi arrivò per
primo a questa conclusione furono le autorità militari, di questo oggi ne
siamo più che certi leggendo alcuni documenti dell'Air Material Command
datati ottobre 1947, allora coperti da segreto e oggi declassificati, in
cui era testualmente riportato che “gli oggetti osservati
rappresentavano un qualche tipo di macchina interplanetaria”. Nel
dicembre dello stesso anno fu creata la prima commissione d'inchiesta atta
a studiare questi fenomeni denominata "Sign" e lo stesso
direttore della commissione, il capitano Robert Snaider, ribadì più
volte che l'ipotesi extraterrestre era la più valida. Tuttavia questa
corrente di opinione favorevole all'ipotesi extraterrestre nell'ambiente
militare doveva ben presto soccombere di fronte ai meandri e alle oscure
trame dei servizi segreti e delle alte cariche istituzionali, che
continuarono a studiare il fenomeno in segreto ma imposero il segreto ai
militari e diedero spiegazioni meno destabilizzanti (palloni sonda,
fenomeni naturali ecc.) al pubblico. La teoria extraterrestre, accantonata
a livello ufficiale, doveva acquistare sempre più peso negli anni '50 a
livello di ricerca privata. Il maggiore Donald Keyhoe scrisse per la
rivista americana “True” l'articolo con il titolo “I dischi volanti
sono reali”. In questo articolo che suscitò non poco scalpore, il
maggiore affermava che da ricerche scrupolose aveva appurato che il nostro
pianeta era visitato da almeno 200 anni da civiltà extraterrestri
evidentemente interessate alle nostre sorti. Quest'articolo è il
manifesto dell'odierna ricerca ufologica. Si può supporre che il piano sia di sottoporre a questo processo milioni di persone e poi in qualche giorno futuro azionare tutte queste menti contemporaneamente.” Un altro forte sostenitore dell'ipotesi parafisica fu Jacques Vallée il quale ha il merito di essere andato oltre le teorie di Layne e di Keel e di aver associato alla categoria degli avvistamenti ufologici quelli delle epoche passate degli elfi, folletti, fate, sirene, demoni e angeli. Tutte queste manifestazioni, secondo Vallée, fanno parte di unico mondo da lui ribattezzato Magonia. Il manifesto delle teorie di Vallée fu il libro "Passport to Magonia", in esso egli catalogò le caratteristiche di queste entità e il loro rapporto con il nostro mondo: dietro il comportamento, per noi enigmatico, si cela un preciso progetto di queste entità che si estrinseca in contatti estremamente selezionati (che spesso avvengono in deserti e in zone generalmente isolate) ed infine nell'alterazione indotte nel soggetto prescelto, a seguito del contatto. Negli anni settanta altri ricercatori furono attratti da questa teoria negli Stati Uniti, Jerome a “visitatori da un altro pianeta partiti da astronavi ancorate al di sopra della stratosfera”. Ma chi arrivò per primo a questa conclusione furono le autorità militari, di questo oggi ne siamo più che certi leggendo alcuni documenti dell'Air Material Command datati ottobre 1947, allora coperti da segreto e oggi declassificati, in cui era testualmente riportato che “gli oggetti osservati rappresentavano un qualche tipo di macchina interplanetaria”. Nel dicembre dello stesso anno fu creata la prima commissione d'inchiesta atta a studiare questi fenomeni denominata "Sign" e lo stesso direttore della commissione, il capitano Robert Snaider, ribadì più volte che l'ipotesi extraterrestre era la più valida. Tuttavia questa corrente di opinione favorevole all'ipotesi extraterrestre nell'ambiente militare doveva ben presto soccombere di fronte ai meandri e alle oscure trame dei servizi segreti e delle alte cariche istituzionali, che continuarono a studiare il fenomeno in segreto ma imposero il segreto ai militari e diedero spiegazioni meno destabilizzanti (palloni sonda, fenomeni naturali ecc.) al pubblico. La teoria extraterrestre, accantonata a livello ufficiale, doveva acquistare sempre più peso negli anni '50 a livello di ricerca privata. Il maggiore Donald Keyhoe scrisse per la rivista americana “True” l'articolo con il titolo “I dischi volanti sono reali”. In questo articolo che suscitò non poco scalpore, il maggiore affermava che da ricerche scrupolose aveva appurato che il nostro pianeta era visitato da almeno 200 anni da civiltà extraterrestri evidentemente interessate alle nostre sorti. Quest'articolo è il manifesto dell'odierna ricerca ufologica. Con il passare degli anni altre teorie vennero elaborate. Negli anni settanta l'ipotesi extraterrestre conobbe un breve periodo di decadenza a favore della teoria parafisica e soprattutto a causa dei seguaci dell'ipotesi socio-psicologica (monneristi). Tuttavia, tenendo conto di tutti gli elementi che compongono il fenomeno, l'ipotesi extraterrestre resta quella più plausibile. Ipotesi Parafisica L'ipotesi parafisica è, forse, l'alternativa più forte a quella extraterrestre; secondo tale concezione gli UFO non proverebbero da spazi siderali ma da una dimensione sconosciuta popolata da esseri intelligenti. Il
primo ad elaborare questa teoria fu, all'inizio degli anni '50, il
ricercatore americano Meade Layne, il quale sostenne la possibilità che
dietro il fenomeno UFO si potesse nascondere un'intelligenza dalla natura
sfuggente; esseri normalmente invisibili in quanto appartenenti ad una
sfera energetico-vitale diversa dalla nostra, ma che possono
materializzarsi e rendersi visibili ai nostri occhi, da qui i vari
avvistamenti degli UFO e dei “piloti”. Tuttavia queste visioni non
sono alla portata di tutti ma sembrano riguardare solo menti che hanno la
capacità di recepirle, come i medium e i contattisti. Queste idee
provocarono innumerevoli discussioni e polemiche ma non mancarono di fare
proseliti. Una prima evoluzione della teoria parafisica si ebbe grazie a
John Keel, il quale teorizzò un complotto, teso dalla “natura
invisibile” che si cela dietro gli UFO ai danni dell'uomo. Secondo Keel,
le affermazioni, spesso assurde e contraddittorie rese ai contattisti, non
sarebbero altro che l'espressione dell'inganno teso da queste entità ai
danni dell'umanità. Monnerie parlerà poi di “sogni ad occhi aperti” e di condizionamento sociale messo in opera dai Mass-Media. Il fenomeno UFO sarebbe null'altro che un mito, “la più grande leggenda metropolitana del nostro secolo”, alla cui base sarebbero malintesi, imbrogli o fenomeni naturali mal interpretati. Le teorie di Monnerie hanno diviso gli ufologi: secondo alcuni, pur essendo troppo limitative e incapaci di rispondere ad ogni caso, esse sono necessarie per rivisitare criticamente tutta la storia dell'ufologia, per altri l'unico scopo del “Monnerismo” è quello di nascondere la vera natura del problema. Il padre dell'ipotesi socio-psicologica è, però, senza dubbio Carl Gustav Jung, celebre psichiatra svizzero, che si interessò al fenomeno UFO sin dagli anni '40. Nel suo libro Ein Moderner Mythus, tradotto in italiano nel 1960 con il titolo “Su cose che si vedono in cielo”, egli affermò che l'interpretazione psicologica del fenomeno UFO troverebbe giustificazione nel fatto che la gente vede in cielo cose che non si comportano come oggetti materiali e che hanno prevalentemente una forma rotonda. Il
“rotondo” è un'espressione archetipica dell'inconscio che simboleggia
la totalità, la perfezione; in ultima analisi Dio stesso. L'umanità,
quindi, “proietterebbe in cielo” le proprie frustrazioni per cercare
inconsapevolmente una speranza di salvezza. Queste erano le idee di Jung
sul fenomeno UFO, tuttavia, con il passare degli anni e l'aumentare dei
casi segnalati dai radar, dalle foto e di quelli registrati su video, egli
si accorse che la sua teoria non poteva spiegare globalmente il fenomeno e
in una sua intervista dell'agosto del 1958 affermò che riteneva
plausibile l'ipotesi extraterrestre. Sia gli scettici sia i sostenitori
dell'ipotesi extraterrestre hanno spesso speculato sulla posizione di Jung
sul fenomeno UFO, dimenticando che egli si era avvicinato al fenomeno per
studiarlo esclusivamente da un punto di vista psicologico, secondo alcuni
però egli non era del tutto chiuso all'ipotesi extraterrestre ma per
ragioni di convivenza con i vertici dell'ambiente accademico, notoriamente
ostili a questa eventualità, smentì di aver mai dato per certo che gli
UFO fossero di provenienza extraterrestre e smentì quell'intervista. È
certo però che, diversamente dai monneristi, egli non escludesse
quest'ipotesi e ciò si deduce da quello che scrive nel capitolo finale
del suo libro e cioè che non è escluso che “i dischi volanti siano
vere apparizioni materiali, entità di natura sconosciuta provenienti
dagli spazi e che erano già visibili, forse da lungo tempo, agli abitanti
della Terra, ma per il resto non hanno rapporti di sorta col nostro mondo”. Naturalmente tutto ciò è da verificare, ma l'ipotesi temporale spiegherebbe molte cose sull'assidua presenza di questi oggetti nei nostri cieli (ad esempio perché sono così interessati a noi) e non sarebbe meno assurda dell'ipotesi extraterrestre in quanto, per le nostre attuali conoscenze scientifiche, chi viaggia nello spazio viaggia anche nel tempo. Questa è soltanto l'ultimo caso in cui si avvalora l'ipotesi temporale, ovvero la teoria secondo la quale gli UFO non sarebbero di origine extraterrestre ma sarebbero stati costruiti (o meglio saranno costruiti) dai futuri abitanti della Terra che tornerebbero indietro nel tempo, forse, per studiare dal vero la storia dell'umanità. L'ipotesi temporale non è una novità, già nel 1957 il fisico Hugh Everet aveva proposto quella che rimase come “la teoria dei molti mondi”, secondo cui l'Universo si ramificherebbe in continuazione, dando origine a mondi o realtà parallele, ma non coincidenti, in cui lo svolgersi delle cose non segue un'unica direzione. Negli anni Ottanta, tre scienziati, Michael Morris dell'Università del Wisconsin, Kip Thorne e Ulvi Yurtsever, professori del Politecnico della California, ripresero la tesi di Everet in una pubblicazione sulla rivista specializzata “Phisical Review Letters”: “Viaggiare nel passato è stato sempre considerato impossibile perché in teoria qualcuno potrebbe uccidere i propri genitori prima di nascere e cessare così di esistere. Ma questo paradosso è evitato dalla nostra interpretazione delle tesi di Einstein. Noi suggeriamo l'esistenza di un numero infinito di universi paralleli. Il passato in cui si potrebbe viaggiare sarebbe differente da quello in cui si è vissuti”. Gli esseri che guidano gli UFO potrebbero quindi provenire da un universo “alternativo” al nostro e quindi non necessariamente il loro passato sarebbe il nostro presente. Non esisterebbero un solo passato e un solo futuro, ma tanti “passati” e tanti “futuri” alternativi, che, un po' come avviene nel film “Ritorno al futuro” di Robert Zemetiks, siamo noi a scegliere di vivere a seconda del nostro comportamento nel presente. Qualche ricercatore è arrivato ad ipotizzare l'esistenza di luoghi, dotati di un particolare campo magnetico che favorirebbe il salto da un universo all'altro, le cosiddette “finestre ufologiche”, zone dove più di altre avvengono apparizioni di questi oggetti, ma anche luoghi come il famoso “Triangolo delle Bermude”, che, viste le molte sparizioni misteriose di aerei e navi, potrebbe essere uno di questi luoghi di “passaggio” tra la nostra realtà è un Universo differente. In questo la teoria temporale sarebbe l'estensione di quella parafisica. Tornando
all'ipotesi formulata da Von Butlar sul caso Roswell, alcuni ricercatori
analizzando il filmato reso noto da Santilli, hanno ipotizzato che, la
conformazione del soggetto sottoposto all'autopsia, potrebbe essere quella
del homo sapiens del futuro: testa e cervello più grandi, perdita totale
dei peli, naso sempre più piccolo, corpo macrocefalo. Questa potrebbe
essere la nostra immagine futura. Per quanto riguarda la questione del
non-contatto, in questo caso sarebbe più che giustificata così come si
spiegherebbe l'ostinato silenzio di tutti i governi del mondo: oggi,
forse, siamo pronti ad accettare una presenza extraterrestre tra di noi,
ma nessuno può immaginare cosa potrebbe accadere e quali sarebbero le
reazioni dell'umanità di fronte ad uomini che vengono dal futuro. Una
delle sue rappresentazioni più frequenti e che è entrata a far parte del
dire comune c’è data dalla spirale (le spirali del tempo) nelle cui
volute si possono identificare i periodi storici vissuti dall'umanità. Ed
è proprio su questo modello che si fonda un'altra ipotesi che tenta di
dare luce al problema UFO, quella del viaggio nel tempo. È questo un
campo molto gradito alla letteratura utopica che ha trovato un altro
spazio non indifferente per l'esplicarsi delle sue avventure mirabolanti.
Ebbene, i sostenitori di quest’ipotesi affermano che l'uomo, in un
futuro più o meno lontano, sarà in grado dì manipolare il tempo a
piacere come oggi, ad esempio, riesce e sa farlo con i metalli. I
piloti UFO, quindi, sono dei terrestri provenienti dal futuro, da una
corrente temporale che per l'uomo di adesso non è ancora giunta e che si
realizzerà in seguito, ma che, contemporaneamente, ha già un suo
presente, pur essendo futura, ben preciso e vivo. Il paradosso di un
futuro che è presente è, per ora, assolutamente inspiegabile e ci fa
ancora una volta toccare con mano l'enigmaticità' della dimensione
temporale. Desmond Leslie ci offre a chiarimento una bella immagine.
Potremmo prendere come esempio chiarificatore di un viaggio nel tempo un
microsolco. La puntina che permette l'estrapolazione del suono rappresenta
il nostro presente ed il solco del disco invece il nostro spazo-tempo.
Tutta quella parte del solco che si trova davanti alla puntina rappresenta
il futuro, quella che le sta dietro il passato. Logicamente, dal nostro
punto di vista e in base alle attuali conoscenze, l'unica possibilità è
quella di procedere regolarmente lungo solco. Se invece, alla luce di
nuove stupefacenti conquiste scientifiche, l'uomo potesse sollevare la
puntina a suo piacere collocandola, ad esempio, dall'inizio alla fine del
disco, avrebbe ottenuto un "salto" temporale che gli
consentirebbe di spostare il suo momento esistenziale (la puntina) da un
punto all'altro del tempo. L'ipotesi biologica consiste nel considerare gli UFO come manifestazioni di vere e proprie entità viventi (e non più solo come veicoli guidati da essere intelligenti). L'origine di questa teoria può essere fatta risalire da un comunicato ufficiale dell'Aeronautica statunitense del 27 aprile 1949 che dichiarava testualmente: “…la possibile esistenza di qualche strana specie di animali di origine extraterrestre è stata anche vagamente prevista, perché molti di questi oggetti si comportano più come animali che come altre cose. Ma esistono pochi rapporti degni di fede su animali extraterrestri…”. Il comunicato è curioso ma l'idea fu presto sviluppata dagli studiosi americani Johmn Bessor e Ivan T.Sanderson. Per Bessor gli UFO potrebbero essere dei veri e propri esseri viventi cosmici in grado di spostarsi dagli spazi, loro habitat naturale, e quindi manifestarsi nella nostra atmosfera, per Sanderson invece si tratterebbe di animali che si nutrono di pura energia. L'idea da cui partiva Sanderson era abbastanza semplice, se esistono in natura piante che si nutrono di sola energia solare perché non possono esistere animali fatti di energia? Le biomacchine potrebbero realmente esistere secondo Sanderson che, partendo dall'osservazione della varietà e imprevedibilità della natura conosciuta, arriva a ipotizzare a strutture animali complesse che possono essere state generate nel cosmo: “…definire la vita oggi è pressoché impossibile e può darsi che sia l'unica impossibilità assoluta. Vi sono virus che sono animati in una generazione e inanimati in quella successiva, così pure abbiamo organismi estremamente complessi, lontanamente imparentati con i ragni, che possono vivere disseccati per mezzo della cristallizzazione e poi riportati in vita, a nostro piacere, semplicemente bagnandoli con l'acqua. Vi sono perfino indizi che ogni cosa sia dotata di un certo grado di volizione: un attributo che fino a tempi recenti veniva considerato prerogativa esclusiva delle forme di vita. La varietà delle forme di vita che si trovano pur in questo minuscolo, insignificante pianeta è tanto grande che la semplice osservazione di alcune di esse appare già complessa immane per gli sforzi di un biologo. Le
forme che l'esistenza e la vita potrebbero assumere in altri luoghi sono
così del tutto al di là, completamente lontane dalla portata, certo
troppo limitata e materialistica, della nostra visione, poiché certamente
la loro varietà è in pratica senza limiti e senza fine”. Ma chi andò
ben altre le interpretazioni di Sanderson fu, il britannico e conte di
Clancarty, Brinsley Le Poer Trench, egli, molto interessato all'argomento
UFO, ipotizzò l'esistenza di un'intelligenza extraterrestre in grado di
costruire astronavi con caratteristiche metalliche unite a quelle
biologiche, queste macchine sarebbero in grado di diventare un tutt'uno
con i piloti, quindi non solo un'estensione virtuale, ma reale del loro
volere. Nell'ampia e complessa fenomenologia UFO sono presenti alcuni elementi culturali che conferiscono a questi eventi delle tonalità e valenze religiose. Un capitolo particolarmente interessante, all'interno del rapporto religione-UFO, consiste proprio nell'annuncio del ritorno e stanziamento degli extraterrestri sul nostro pianeta, fatto che comporterebbe in sé tutte le problematiche legate all'acculturazione e il colonialismo. Le discipline antropologiche hanno da sempre messo in risalto la necessità dell'uomo di avere dei punti di riferimento al di fuori della sua realtà, in modo tale da guardare il mondo e l'universo come una struttura che lo ponga in perfetta armonia tra se e la divinità. Tale atteggiamento millenarista è presente in molte religioni e nella dottrina giudaico cristiana si caratterizza nel genere apocalittico, ossia nella consapevolezza del credente che un giorno il dio tornerà tra gli uomini per ristabilire un equilibrio morale e spirituale, ponendo finalmente una netta divisione tra il bene e il male. A tale contesto si ricollegano i moderni culti ufologici: l'attesa del dio alieno che ripristinerà l'antico equilibrio. Sulla base delle tradizioni più diffuse e seguendo l'itinerario escatologico dell'attesa degli extraterrestri, si scorgono le tracce di una cultura apocalittica, destinata a connotare con prerogative mitico-divine gli esseri provenienti da altri mondi. A tale contesto si ricollega il fenomeno del “contattismo”, ovvero quelle storie di “contatti”, nella maggior parte solo psichici ma a volte anche fisici, tra un'entità extraterrestre con connotati angelici e un contattato o medium umano prescelto dall'extraterrestre-angelo per far giungere i suoi messaggi all'umanità. Tra i primi casi ricordiamo quelli della medium svizzera Elise Muller, all'inizio del secolo, che raccontò le sue esperienze nel libro Dalle Indie al pianeta Marte. Ma si inizia a parlare di contattismo ufologico vero e proprio, in seguito al caso di George Adamski, che descrisse in tre libri i suoi incontri (il primo dei quali avvenuto nel 1952) con esseri dall'aspetto angelico provenienti, a suo dire da Marte, Venere e Saturno. Secondo Adamski, “i fratelli dello spazio” avevano il compito di salvare l'umanità minacciata dagli innumerevoli esperimenti atomici i cui effetti avevano ripercussioni anche nello spazio. Il loro aspetto fisico era gradevole: di alta statura, con lineamenti armoniosi ed un'espressione costantemente serena ed amichevole. Indossavano delle tute aderenti che emanavano una leggera luminescenza e pur essendo in grado di comunicare telepaticamente parlavano correttamente l'inglese e anche altre lingue. Adamski, inoltre, avrebbe ricevuto insegnamenti filosofici così alti dai “maestri cosmici” che gli permisero di conoscere verità imperscrutabili, che lo fecero progredire sia dal punto di vista umano che esoterico. I valori insegnatigli dagli extraterrestri si incentravano essenzialmente sul pacifismo e la fratellanza. Ma gli furono anticipate anche alcune scoperte scientifiche, come la descrizione dei fenomeni spaziali, tra cui quello delle “lucciole” (osservate una prima volta da Yuri Gagarin nel 1961) e l'affermazione dell'esistenza di fasce di radiazioni presenti al di sopra dell'equatore (a 3.000 e a 22.000 Km di quota) che solo nel 1958 sarebbero state scoperte. Adamski, però, diffuse anche innumerevoli inesattezze scientifiche che contribuirono non poco a screditare, non solo il contattismo, ma anche la più seria ricerca ufologica, che comunque, in larga parte, a sempre preso le distanze da Adamski e dai suoi emuli. Infatti, dopo Adamski, altri personaggi assursero agli onori della cronaca raccontando le loro esperienze di contatto: Daniel Fry, Orfeo Angelucci, Truman Bethurum, Howard Menger e altri ancora fecero proseliti un po' ovunque. I racconti erano molto simili tra loro, ma ciò che cominciò a cambiare era il luogo di provenienza degli alieni. Inizialmente provenienti dai pianeti solari (Venere e Marte i più gettonati), ma, mano a mano che le sonde terrestri negavano la possibilità di vita Ipotesi Metafisica Nell'ampia e complessa fenomenologia UFO sono presenti alcuni elementi culturali che conferiscono a questi eventi delle tonalità e valenze religiose. Un capitolo particolarmente interessante, all'interno del rapporto religione-UFO, consiste proprio nell'annuncio del ritorno e stanziamento degli extraterrestri sul nostro pianeta, fatto che comporterebbe in sé tutte le problematiche legate all'acculturazione e il colonialismo. Le discipline antropologiche hanno da sempre messo in risalto la necessità dell'uomo di avere dei punti di riferimento al di fuori della sua realtà, in modo tale da guardare il mondo e l'universo come una struttura che lo ponga in perfetta armonia tra se e la divinità. Tale atteggiamento millenarista è presente in molte religioni e nella dottrina giudaico cristiana si caratterizza nel genere apocalittico, ossia nella consapevolezza del credente che un giorno il dio tornerà tra gli uomini per ristabilire un equilibrio morale e spirituale, ponendo finalmente una netta divisione tra il bene e il male. A tale contesto si ricollegano i moderni culti ufologici: l'attesa del dio alieno che ripristinerà l'antico equilibrio. Sulla base delle tradizioni più diffuse e seguendo l'itinerario escatologico dell'attesa degli extraterrestri, si scorgono le tracce di una cultura apocalittica, destinata a connotare con prerogative mitico-divine gli esseri provenienti da altri mondi. A tale contesto si ricollega il fenomeno del “contattismo”, ovvero quelle storie di “contatti”, nella maggior parte solo psichici ma a volte anche fisici, tra un'entità extraterrestre con connotati angelici e un contattato o medium umano prescelto dall'extraterrestre-angelo per far giungere i suoi messaggi all'umanità. Tra i primi casi ricordiamo quelli della medium svizzera Elise Muller, all'inizio del secolo, che raccontò le sue esperienze nel libro Dalle Indie al pianeta Marte. Ma si inizia a parlare di contattismo ufologico vero e proprio, in seguito al caso di George Adamski, che descrisse in tre libri i suoi incontri (il primo dei quali avvenuto nel 1952) con esseri dall'aspetto angelico provenienti, a suo dire da Marte, Venere e Saturno. Secondo Adamski, “i fratelli dello spazio” avevano il compito di salvare l'umanità minacciata dagli innumerevoli esperimenti atomici i cui effetti avevano ripercussioni anche nello spazio. Il loro aspetto fisico era gradevole: di alta statura, con lineamenti armoniosi ed un'espressione costantemente serena ed amichevole. Indossavano delle tute aderenti che emanavano una leggera luminescenza e pur essendo in grado di comunicare telepaticamente parlavano correttamente l'inglese e anche altre lingue. Adamski, inoltre, avrebbe ricevuto insegnamenti filosofici così alti dai “maestri cosmici” che gli permisero di conoscere verità imperscrutabili, che lo fecero progredire sia dal punto di vista umano che esoterico. I valori insegnatigli dagli extraterrestri si incentravano essenzialmente sul pacifismo e la fratellanza. Ma gli furono anticipate anche alcune scoperte scientifiche, come la descrizione dei fenomeni spaziali, tra cui quello delle “lucciole” (osservate una prima volta da Yuri Gagarin nel 1961) e l'affermazione dell'esistenza di fasce di radiazioni presenti al di sopra dell'equatore (a 3.000 e a 22.000 Km di quota) che solo nel 1958 sarebbero state scoperte. Adamski, però, diffuse anche innumerevoli inesattezze scientifiche che contribuirono non poco a screditare, non solo il contattismo, ma anche la più seria ricerca ufologica, che comunque, in larga parte, a sempre preso le distanze da Adamski e dai suoi emuli. Infatti, dopo Adamski, altri personaggi assursero agli onori della cronaca raccontando le loro esperienze di contatto: Daniel Fry, Orfeo Angelucci, Truman Bethurum, Howard Menger e altri ancora fecero proseliti un po' ovunque. I racconti erano molto simili tra loro, ma ciò che cominciò a cambiare era il luogo di provenienza degli alieni. Inizialmente provenienti dai pianeti solari (Venere e Marte i più gettonati), ma, mano a mano che le sonde terrestri negavano la possibilità di vita su tali pianeti, il luogo di partenza degli extraterrestri divenne extrasolare. Cambiò anche la forma di contatto, sempre meno fisica e sempre più telepatica. Alcuni sedicenti contattati spagnoli, riferirono, negli anni '60 di dialogare per telefono con un gruppo di abitanti del pianeta Ummo. Negli anni 70, emergeva un'altra figura di contattista, lo svizzero Billy Meier, autore di migliaia di foto nitide e di centinaia di video di oggetti volanti non identificati che hanno diviso i ricercatori. Meier ha sempre sostenuto di essere in contatto con i Pleiadiani, personaggi dalle tipiche fattezze nordiche. Altri personaggi furono Sixto Paz Welles, organizzatore della cosiddetta "Missione Rama"; in Italia Germana Grosso, in contatto con gli abitanti di Giove; Eugenio Siragusa, fondatore del Centro Studi Fratellanza Cosmica. Si ha quindi, soprattutto dagli anni settanta, la nascita di veri e propri culti e sette religiose: gli extraterrestri sono presentati come angeli messaggeri di pace e amore, o come fondatori della razza umana. Tutto ciò non ha fatto altro che aumentare i distacco tra i ricercatori scientifici e i contattati, portando alcuni di questi ultimi al centro di accese polemiche, in particolare il “Movimento Raeliano”, fondato in Francia dall'ex giornalista sportivo Claude Vorilhon, ribattezzato “Rael” dagli Elohim, gli extraterrestri creatori della razza umana con cui egli sarebbe in contatto. Il movimento raeliano è solo uno dei più noti culti contattistici di tipo materialista e ateo: i suoi sostenitori affermano l'esistenza degli Elohim, gli scienziati extraterrestri che hanno creato l'uomo mediante manipolazione genetica. Nei confronti di questi culti hanno manifestato la loro ostilità molti teologi cattolici, in particolare Jean-Bruno Renaud, autore di un libro inchiesta contro le sette ufologiche. Non mancano li casi di fanatismo sfociati in tragedia come il suicidio di massa della setta "Il Tempio del Sole" i cui membri, convinti della vicina fine del mondo si tolsero la vita, ma il caso più clamoroso e recente è quello della setta “Heaven's Gate”, i cui membri hanno compiuto un suicidio di massa per raggiungere gli occupanti di un UFO, presente nella scia della cometa Hale-Bopp, che li avrebbe portati in un mondo migliore. In linea con le prerogative della New Age, i membri della setta, nell'attesa di passare nel nuovo mondo, vivevano ossessionati dall'igiene, dall'inquinamento e dalla società del consumo, protesi com'erano dalla ricerca di un'armonia cosmica. A parte queste degenerazioni è particolarmente interessante tenere conto delle analogie tra gli eventi UFO e alcuni fenomeni paranormali, come ad esempio le apparizioni mariane. Ma, in particolare, ciò che ha interessato molti ricercatori sono anche alcuni messaggi rivelati dalla Vergine ai veggenti, che riguardano proprio aspetti della fenomenologia UFO. Lo scopo principale degli ufologi in questo campo, insieme a quello di altri ricercatori di altre discipline, è essenzialmente quello di verificare se alla base delle apparizioni mistiche non vi siano delle cause diverse dalla manifestazione soprannaturale. Un caso molto interessante è quello delle apparizioni di Bayside, sobborgo di New York. Dal 1970 al 1995 (anno della sua morte), una donna di nome Veronika Leuken avrebbe avuto delle apparizioni mariane; tra l'altro la veggente sarebbe stata illuminata sui misteri della creazione: l'uomo è solo, in un Universo popolato da angeli e diavoli e gli UFO sono in realtà strumenti demoniaci che, pertanto, non devono essere presi in considerazione. Tutto ciò si trova in perfetta armonia con quanto dichiarato nel 1952 dal vescovo di New York sulla rivista religiosa Jesus: angeli e demoni popolano l'Universo infinito come unici compagni dell'uomo, perché così è scritto nel Vecchio Testamento. Tuttavia, nella religione cattolica, non tutti sono d'accordo con tale teoria, nello stesso anno il teologo Francis Connel scrisse un articolo apparso su La Croix il 12 agosto, nel quale affermava che “l'ipotesi avanzata da alcuni scienziati che i pretesi dischi volanti siano vascelli aerei venuti da un altro pianeta, solleva una difficile questione teologica… Né la Rivelazione, la Bibbia e la Tradizione (l'insegnamento dei Padri), né le solenni definizioni dei Papi escludono la possibilità di una vita simile alla nostra su di un altro pianeta.” La questione era già stata discussa molto prima, da Padre Secchi, della Compagnia di Gesù, celebre astronomo, e da Padre Monsabré, predicatore domenicano di gran fama. Ambedue ammettevano la possibilità dell'esistenza di creature ragionevoli su di un altro pianeta. Padre George Van Noort, professore dell'Università olandese nel suo trattato Dieu Créateur tocco questa questione: “non c'è niente di contrario alla fede, ad ammettere che esistano altre creature ragionevoli su altri corpi celesti”. Secondo Connel “i teologi non possono assegnare un limite all'Onnipotenza di Dio. Tuttavia, se esistono altri mondi popolati da esseri intelligenti, questi potrebbero non necessariamente essere soggetti al medesimo dono della Grazia, come quello di cui beneficiano i discendenti di Adamo ed Eva. Può darsi che questi esseri non siano colpiti dal peccato originale avvenuto per colpa di Adamo ed Eva. Di conseguenza non hanno bisogno della Redenzione portata dal figli di Dio alla nostra natura, con la morte sulla croce”. Conel intravede quattro possibilità: “1) È possibile che questi esseri ipotetici abbiano ricevuto da Dio, come i nostri primi genitori, un destino soprannaturale e nel medesimo tempo dei doni preternaturali. È possibile che, come i nostri primi genitori, questi esseri abbiano peccato ed abbiano perduto questi doni. (I doni soprannaturali perduti da Adamo ed Eva comprendono: l'immortalità del corpo, il controllo perfetto della loro volontà su tutte le reazioni dei sensi, e un'intelligenza altamente illuminata).Supponendo che questi esseri abbiano peccato è possibile che Dio abbia esteso fino a loro la soddisfazione dei meriti di Cristo e l'abbia fatta loro conoscere per mezzo di una Rivelazione. Ma può anche darsi che Dio abbia provveduto altrimenti alla Redenzione di questi esseri. Pertanto, in conformità del principio posto da San Tommaso, è possibile che la seconda persona della Trinità abbia assunto la natura di un essere ragionevole vivente in un altro mondo, come ha fatto per la natura umana sulla Terra. Ed è possibile che una delle altre due Persone divine sia stata “incarnata” su di un altro pianeta. 2) Si può considerare un'altra ipotesi: Dio potrebbe aver creato questi esseri in uno stato di natura pura, senza alcun dono soprannaturale, ma, tuttavia eterno. In altri termini avrebbero potuto essere destinati, dopo la morte, ad una felicità puramente naturale per tutta l'eternità, senza la possibilità di contemplare Dio faccia a faccia. La loro condizione potrebbe essere raffrontata a quella dei bambini morti quaggiù senza battesimo. 3) Una terza possibilità è che questi esseri extraterrestri abbiano ricevuto i doni soprannaturali e prenaturali di Adamo ed Eva e non li abbiano perduti con il peccato. In una simile ipotesi questi esseri vivrebbero nelle condizioni del 'paradiso senza felicità' al quale fa allusione la Genesi, che parla di Adamo ed Eva prima del peccato. In questo caso essi potrebbero esser molto superiori a noi, sia intellettualmente che fisicamente. Non è irragionevole supporre un'altra ipotesi: che, grazie ai loro doni soprannaturali e alla loro intelligenza superiore, abbiano potuto acquisire la padronanza dei viaggi interplanetari. Una volta concesso che esista un tale mondo d'intelligenze illuminate, con la volontà pienamente sottomessa a Dio, è ugualmente ragionevole supporre che questi esseri non potrebbero in nessun modo intraprendere una guerra contro gli uomini sulla Terra, o nuocerci in qualche altro modo. D'altra parte non sarebbe possibile pensare che tali creature superiori potessero avere conflitti fra loro e avessero inventato armi per uccidersi. Se questi esseri dotati di ragione dovessero possedere, secondo l'ipotesi presente, l'immortalità del corpo di cui Adamo ed Eva hanno goduto per qualche tempo, sarebbe evidentemente una follia da parte dei nostri piloti di apparecchi a reazione o di razzi tentare di ucciderli. Sarebbero allora praticamente invulnerabili. 4) Un'altra ipotesi consisterebbe nel considerali come esseri ragionevoli che, un po' come gli angeli caduti, avrebbero peccato contro Dio e non avrebbero mai ottenuto la concessione di essere reintegrati nella grazia di Dio. Questa ipotesi ci darebbe un mondo di cattivi geni. Gli abitanti dell'astro potrebbero allora essere dotati di intelligenza superiore, ma di volontà pervertita. Questi esseri non potrebbero portare al nostro genere umano nessuna specie di beneficio.” Pertanto, come è evidente, i messaggi dell'entità che si è manifestata a Bayside non sembrano in linea con l'orientamento odierno della Chiesa, anche tenuto conto di altre rivelazioni su altri argomenti che hanno portato alla ferma condanna delle autorità ecclesiastiche alla comunità sviluppatasi attorno alla Leuken. Renè Laurentin, massimo esperto di apparizioni mariane, ha definito espressamente i fenomeni di Bayside come “sinceri”, il che vuole dire che la Leuken vede e sente realmente “qualcosa”. Ci si può chiedere, quindi, chi effettivamente sia l'entità che si manifesta alla Leuken, forse Satana? Un essere extraterrestre? O forse più banalmente siamo di fronte ad un fenomeno di suggestione? Ma a parte questo caso, non bisogna dimenticare le somiglianze “tecniche” e le analogie tra le apparizioni mariane e gli avvistamenti UFO: gli strani oggetti luminosi apparsi (e fotografati) a 100.000 persone durante un'apparizione mariana a Zeitun nel 1968, il “disco spaccato” filmato a Crosia (Calabria) nel 1987 preannunciato come “segno” ai due veggenti adolescenti Vincenzo e Maria dalla Madonna, estremamente simile a quelli filmati nell'ondata belga due anni dopo. Secondo alcuni ricercatori anche il miracolo del sole di Fatima presenta delle analogie con avvistamenti UFO. Pertanto l'ipotesi Metafisica, in ufologia, presuppone un concetto che oggi la Teologia cattolica d'avanguardia non esclude a priori: il fatto che gli UFO siano manifestazioni divine, o comunque collegabili all'azione di intelligenze angeliche o demoniache. Negli anni Sessanta, inizialmente sotto lo pseudonimo di Paul Thomas, il francese Paul Misraki presentò in un testo di grande interesse, Les Extraterrestres, l'ipotesi secondo cui l'intera Rivelazione Giudaico-Cristiana fosse frutto dell'interazione continuata di entità superiori (angeliche) extraterrestri con l'umanità, nell'intento di elevarla spiritualmente verso il monoteismo e i valori del bene. La “protezione” angelica si sarebbe manifestata anche nelle altre religioni come nell'Islamismo e nel Mormorismo. Secondo il ricercatore svizzero Erich Von Daniken, gli dei dell'antichità sarebbero stati astronauti divinizzati dai nostri antenati, concetto condiviso anche da altri, come Raymond Drake. Prendendo spunto da tali concetti e presentandoli come verità rivelate, le varie sette ufologiche ripropongono l'equazione angeli = extraterrestri. Un'ipotesi suggestiva ma che certamente non può essere sviluppata da soggetti caratterizzati da atteggiamenti esaltati come molti degli odierni contattisti. Parzialmente legata all'ipotesi-metafisica è l'interessante rapporto antropologico che si pone tra il terrestre e l'essere esogeno, secondo il professor John H. Ball, scienziato dell'Università di Harvard l'uomo potrebbe essere un animale creato e ammaestrato dagli extraterrestri, pertanto come egli sostiene “gli alieni potrebbero esistere ma noi non saremmo in grado di renderci conto della loro presenza. È quel che avviene sulla Terra, dove la nostra civiltà tecnologica controlla tutto l'ambiente del pianeta dall'elefante al virus. Ma la nostra società non esercita direttamente il suo potere ovunque. Capita a volte, che essa delimiti alcune zone della Terra, e ne faccia delle riserve naturali o degli zoo.” Pertanto secondo Ball, se nella società animale la vita si svolge come se l'uomo e la sua civiltà tecnologica superiore non esistesse e, forse possibile che anch'essa non sia in grado di rendersi conto dell'esistenza di una civiltà superiore. Quindi, anche noi potremmo essere parte di una “riserva naturale” o di uno zoo gestito da esseri più evoluti. Secondo una teoria più tranquillizzante dell'antropologo americano Roger W. Prescott, l'uomo, visitato sin dalla preistoria da civiltà provenienti dal cosmo, sarebbe stato “addomesticato” dagli extraterrestri sin dall'inizio ma nel momento in cui egli ha cominciato a manifestare comportamenti contrari all'etica dei suoi padrini (guerre e schiavitù) essi lo hanno abbandonato a se continuandone a controllarne, seppur indirettamente, lo sviluppo della sua società.
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