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LA " CONVERSIONE " - POTERI OCCULTI
di Licio Gelli
I taxi, ad Arezzo, conoscono bene la strada e in un baleno dalla stazione ferroviaria siamo a Villa Wanda, sulle verdi colline dell’antica città toscana. Poco è cambiato nella struttura dalla nostra visita del 1996, giusto 10 anni fa, eccezion fatta per il pappagallo di casa, che all’epoca lanciava invettive all’indirizzo dell’ex capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro, e che oggi - con il maquillage complessivo del Gelli-pensiero - è stato probabilmente sostituito con un innocuo volatile capace al massimo di dire “ciao”. Impeccabile, cortese ma, soprattutto, più che mai lucido ad onta degli ottantacinque suonati, Licio Gelli ci accoglie nel salottino riservato agli ospiti, sempre uguale, sotto i quadri di famiglia. Al di là del tono bonario da anziano signore di campagna, quel guizzo, nei suoi occhi, è rimasto lo stesso.
E perché, non ha commesso errori, Berlusconi? Ma ne ha fatti tanti, anche in quest’ultima campagna elettorale. Ce ne dica qualcuno. Tanto per cominciare, io avrei fatto una dichiarazione annunciando il ritiro immediato dei nostri militari impegnati sui fronti esteri. Ma quale missione di pace? In Iraq è in atto una guerra civile, perchè mai noi dovremmo intervenire? Allora siamo di parte... Ma la stessa cosa vale per l’Afghanistan, per il Kosovo... Abbiamo 9000 uomini impegnati in queste missioni, ogni giorno perdiamo vite umane e tutto questo comporta spese militari enormi, mentre il popolo italiano è alla fame. E non solo questo: avrei chiesto il ritiro di tutte le basi americane dal nostro Paese. E’ vero che gli Stati Uniti avevano vinto la guerra, ma sono passati molti anni e il nostro prezzo lo abbiamo già pagato.
Beh... in qualche modo il suggerimento gli era arrivato attraverso canali informali ma, come vede, non è stato ascoltato... Se lo avesse fatto, avrebbe superato ampiamente il 50 per cento dei vite.
Che la prima cosa da fare doveva essere quella di guardare alla Cina: attenzione, perchè domani governerà l’Italia... preparatevi, io no, non ci sarò, vi guarderò da una nuvoletta e da lì, per fortuna, non ci sono ancora telefoni...
Errori, come quella iniziativa dell’ex presidente Carlo Azeglio Ciampi, il quale portò in Cina a spese dello Stato ben 350 industriali utilizzando tre aerei, solo per mostrare che il costo di produzione per qualsiasi oggetto è cento volte più ridotto in Cina che in Italia. Come se ci fosse ancora qualcuno che non lo sa. il nuovo establishment
Giorgio Napolitano è uomo serio e all’altezza. Non lo conosco personalmente, ma so che ha operato bene come presidente della Camera e ministro degli Interni. Ha un solo difetto: 81 anni, che sono tanti. Gli faccio i miei migliori auguri, perchè è difficile governare questo Paese. E qualche volta è anche inutile...
Ma... avrei visto bene la possibilità di far ripetere il mandato a Francesco Cossiga... sì, il popolo avrebbe tratto grossi vantaggi da un Cossiga bis, perchè è un uomo preparato, disinteressato e, negli anni della sua presidenza, ha svegliato un’Italia che dormiva.
Giulio Andreotti è sempre stato il migliore. Se invece che uomo politico fosse stato un manager, negli anni in cui è stato leader di governo avrebbero cercato di ingaggiarlo in tutto il mondo, ma con lui torniamo al discorso dell’età, è del ‘19 come me, e ci sono “dolori anagrafici” che nessuna medicina può guarire.
Ma sa, se capita sono sempre incontri in forma privata...
Non so, non me lo ricordo...
Più che altro i pericoli sono connessi all’elevato numero dei partiti e all’inevitabile litigiosità per le poltrone. Stia tranquillo che prima di Natale per il governo Prodi ci saranno dei grossi problemi.
Guardi, quell’enorme patrimonio avrei potuto monetizzarlo, pensi che contiene manoscritti risalenti all’anno mille, lettere di D’Annunzio, preziosi autografi, documenti rarissimi di Napoleone, di Don Bosco. Ho preferito che diventasse pubblico e in questa scelta ho incontrato la grande esperienza di un’archivista come Linda Giuva D’Alema, che ha saputo valorizzarlo con ineguagliabile maestria. Io Cordova non l’ho mai preso in considerazione. I suoi errori riguardano proprio le indagini sulla massoneria: ha fondato la sua carriera su quell’inchiesta, ma non ha trovato niente di rilevante.
Sì, e lo voglio raccontare. Un giorno, mentre aspettavo di essere interrogato a Milano dalla Guardia di Finanza, sarà stato il ‘92 o il ‘93, ad un certo momento Di Pietro si alzò e mi prese sotto braccio. Cominciammo a passeggiare per i corridoi della caserma. Mi disse: “sa, stiamo per arrestare la segretaria di Craxi, sentirà domani che casino...”. Poi non l’ho più rivisto.
Si tratta di una riforma rimasta orfana perchè non è stata attuata la piena divisione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri. Nel piano di rinascita io avevo proposto di istituire due diversi concorsi in magistratura. Giudice e pm si dovrebbero odiare, se vogliamo una giustizia equa. Invece continuano ad andare a letto insieme.
Guardi, io la stecca non l’ho passata a nessuno. E cerco di tenermi fuori. Se ci sono magistrati massoni, io ora non li conosco.
In Italia i processi durano molto a lungo e di certe vicende se ne occupano in tanti, troppi. Ho come l’impressione che l’uno cancelli le prove trovate dall’altro...
Io penso che sia una certa politica a ricorrere alla mafia per beneficiare di tutte le possibilità, anche economiche, di cui dispongono le organizzazioni.
Ma sa, la Sicilia è un caso particolare.
In Sicilia in qualche modo “nascono” mafiosi. Me lo disse una volta il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Era un rapporto magnifico, leale. Lui era iscritto alla P2 così come suo fratello Romolo, altro generale dei Carabinieri morto proprio nelle ultime settimane. Ma l’uno non sapeva dell’altro. Era la nostra regola.
Credo che ci conoscemmo a metà anni settanta, a Roma. Molto prima, quindi, che venisse mandato in
Sicilia.
Non lo so, so solamente che fu mandato giù in Sicilia dopo “lo scandalo nello scandalo” (il ritrovamento degli elenchi della P2,
ndr).
Mi raccontano che nel GOI c’è una continua emorragia. Quella che fa capo a Palazzo Vitelleschi mi sembra una massoneria più seria. Quella della P2 era tutta un’altra storia. Abbiamo dovuto subire quello che io chiamo “lo scandalo nello scandalo”, persecuzioni, processi, e alla fine sa cosa è successo? Che la Corte di Strasburgo ha condannato lo Stato italiano a chiedermi scusa e a risarcirmi con 22 milioni. Dopo tutto il denaro che la commissione Anselmi aveva fatto spendere per non approdare a nulla.
Basti pensare che tra le nostre fila c’erano sei ministri, magistrati, generali, banchieri. Oggi esistono 18 Orienti, tutti si considerano massoni ma in realtà quasi nessuno ha un reale potere.
Prima di tutto i rapporti con l’estero. Non dimentichiamo che esistono Paesi, come la Gran Bretagna e la Svezia, dove re e gran maestro sono la stessa persona. La massoneria, quella vera, è preclusa alle donne, per questo in Inghilterra si attende l’ascesa al trono di Carlo, mentre attualmente gran maestro è il duca di
Kent.
Vado a memoria: trentanove presidenti degli Stati Uniti sono stati massoni, compreso Bush padre. Del figlio non so.
Sì, c’erano rapporti, quando esisteva la riservatezza e questo consentiva alla massoneria italiana di avere una grossa influenza.
Personalmente non ho mai avuto contatti diretti, ma persone che li frequentano me ne dicono un gran bene.
Non è mai esistito. Più di una volta avevo detto a Sindona, quando era in America, vedendo in che guai si trovava: dammelo, questo benedetto elenco, magari possiamo vedere di commercializzarlo... Sa cosa mi rispondeva? “Ma non sono 500, sono 500 mila gli italiani che hanno portato soldi all’estero”...
Non ho mai conosciuto nè Giovanni Paolo II - che a riempito le piazze, mentre avrebbe dovuto riempire le chiese - nè Ratzinger. Di Marcinkus so che era sempre circondato da belle donne.
La definiscono la massoneria bianca. E’ un’organizzazione molto potente. Oggi sicuramente più della massoneria.
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