FENOMENI PARANORMALI

 

 

 Oggetti che volano. Presenze invisibili. Strani fenomeni legati a luoghi e oggetti. I primi casi documentati. Le indagini di William Roll. Lo strano caso di Julio Vasquez. I poltergeist e gli adolescenti.

Una forma di comunicazione inconscia? William Roll, noto ricercatore psichico americano così narra un’incredibile esperienza capitatagli nel corso di un’indagine a Olive Hill, nel Kentucky. "Cinque minuti dopo la mezzanotte di Lunedì 16 dicembre 1968, io camminavo dietro il dodicenne Roger Callihan, mentre egli entrava nella cucina di casa sua. Arrivato all’acquaio, si volse verso di me, e in quel momento la tavola della cucina che era alla sua destra, saltò nell’aria, ruotò di circa 45 gradi e andò a posarsi sulle spalliere delle sedie che le erano attorno, con tutte e quattro le gambe sollevate dal pavimento. Avvenne in un batter d’occhio. Quella sera Roger era andato a letto presto, e io avevo preso una tazza di caffé a quella tavola con i suoi genitori. Era una comune tavola da cucina con un piano di legno ricoperto di plastica e gambe di metallo. Il ragazzo non era stato in cucina dopo di noi. Al momento dell’incidente io guardavo direttamente Roger ed ero sicuro che non aveva spinto la tavola. Non riuscivo a scorgere alcun altro modo con cui lui o altri avrebbero potuto provocare il fatto. Le tazze e i piatti che erano rimasti sulla tavola, precipitarono a terra ... ".

 Questo fatto, uno dei pochi a cui Roll assistette direttamente, appartiene a quell’ampia casistica di fenomeni che gli studiosi di parapsicologia chiamano poltergeist. Poltergeist è una parola, derivata dal folklore tedesco, che significa spirito chiassoso. Rumori apparentemente provenienti dal nulla, colpi nei muri, fruscii, voci sommesse, oggetti che volano attraverso le stanze o che cadono sul pavimento come spinti da una mano invisibile, e ancora mobili che si spostano da soli, luci che si accendono e spengono autonomamente, piccoli incendi, fetori nauseabondi ... questa è in linea di massima la fenomenologia che si riscontra nei casi di poltergeist. A differenza dei luoghi infestati da spettri, in questo caso non si verificano apparizioni. La presunta entità scatenante (se di questo si tratta) non si mostra ai presenti ma rimane invisibile. Spesso il poltergeist si manifesta ricorrentemente in un luogo ben preciso (una stanza, una scalinata, una parte di abitazione) oppure si accanisce su un oggetto o una serie di oggetti particolari (piatti, armadi, letti, etc. ) ma può capitare che prenda di mira anche una o più persone. Di rado questo fenomeno provoca danni fisici e quando questo avviene si tratta per lo più di morsi, schiaffi, spintoni, quasi sempre di lieve entità (escludendo con questo il pericolo rappresentato dagli oggetti che volano o dai mobili che cadono; in questo caso i danni per la persona possono essere maggiori, ma incidenti di questo genere si verificano molto raramente). 

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I PRIMI CASI DOCUMENTATI

Il fenomeno del poltergeist era già conosciuto nell’Antichità ma è stato documentato seriamente solo a partire dal XIX° secolo. Il più noto caso di poltergeist ottocentesco è quello che nel 1848 infestò la casa della famiglia Fox ad Hydesville nello stato di New York (il caso Fox, che diede origine al moderno spiritismo, è stato già trattato in un’altra parte di questa stessa opera). Tra il novembre del 1850 e il febbraio del 1851 si verificarono strani fatti anche nella cittadina di Yerville, in Francia. Qui due ragazzi Gustave e Bunel, rispettivamente di dodici e quattordici anni sembravano essere oggetto di particolari attenzioni da parte di un poltergeist che provocava forti colpi sulla mobilia e che arrivava anche a elargire sonori schiaffoni ai due giovani. Gli strani fatti accadevano nella parrocchia dove Gustave e Bunel erano affidati alle cure di un pastore di nome Thorel, il quale fu accusato a più riprese di essere uno stregone. In realtà Thorel era estraneo a questi fatti paranormali e denunciò per diffamazione (vincendo la causa) coloro che lo accusavano delle singolari molestie subite dai due ragazzi. 

Durante il processo furono molti i testimoni che raccontarono degli strani avvenimenti della canonica. Un contadino affermò di aver visto alcuni attrezzi del camino muoversi da soli, mentre il parroco della vicina Saussay disse che in occasione di una sua visita nella parrocchia di Yarville, un martello, mosso da una forza invisibile, era volato in aria attraverso una stanza, adagiandosi poi su un tappeto come se una mano lo avesse posato con delicatezza. Tra il febbraio e il marzo 1883 a Worksop, in Inghilterra fu scomodata anche la polizia per tentare di scoprire la causa dei numerosi danni che la casa della famiglia di Joseph White subiva in continuazione. I fatti paranormali sembravano raggiungere il culmine quando era presente una giovane ragazza debole di mente di nome Eliza Rose che spesso veniva a far visita alla famiglia Tuttavia alcuni fenomeni strani accadevano anche quando Eliza non era sul posto. L’agente di polizia William Higgs assistette ad alcune di queste manifestazioni assieme al medico di famiglia il dott. Lloyd, che vide mentre si trovava con la signora White, un catino alzarsi lentamente, volare attraverso la stanza e cadere poi in pezzi sul pavimento ... Perfino il celebre criminologo italiano Cesare Lombroso ebbe una curiosa esperienza con un poltergeist. Nel novembre del 1900 a Torino indagò sugli strani fatti che accadevano nella cantina di un’osteria.

Lombroso fu uno dei primi a tentare di verificare sperimentalmente questi strani eventi. Ecco come nel suo scritto Ricerche sui fenomeni ipnotici e spiritici (1909) descrive il suo tentativo di documentare il fenomeno: "Vi era nel centro (della cantina) una rozza tavola sulla quale feci porre sei candele accese... Vidi tre bottiglie vuote, che erano in piedi sul pavimento, rotolare come se fossero state spinte da un piede e rompersi contro la tavola. Per evitare ogni inganno toccai ed esaminai minutamente con una candela tutte le bottiglie piene sugli scaffali e mi assicurai che non vi fossero fili né spaghi che potessero provocare il movimento. Dopo pochi minuti due bottiglie e poi altre quattro e infine altre due del secondo e terzo scaffale caddero sul pavimento senza fare rumore come se fossero state deposte. Dopo la loro discesa - non si potrebbe dire caduta - sei di esse si spezzarono sul pavimento umido ... mentre due rimasero intatte. " 

I MODERNI POLTERGEIST

Venendo a casi più recenti, documentati con più rigore e (per quanto possibile) in condizioni di maggior controllo, interessanti sono quelli verificatisi negli anni Sessanta e Settanta, in gran parte indagati dal già citato William Roll. Uno dei più clamorosi, considerato ancora oggi inspiegabile, è il caso verificatosi a Miami nel 1967. Qui nei magazzini della Tropication Arts, una ditta specializzata nella vendita all’ingrosso di souvenirs della Florida, accadevano fatti alquanto curiosi. A un ritmo piuttosto frequente alcuni grossi scatoloni posti sui robusti scaffali nelle varie corsie del magazzino continuavano inspiegabilmente a cadere, mandando in pezzi il loro contenuto (bicchieri decorati, portacenere, statuine, bottiglie ecc ...). I fatti si verificavano in diverse zone dell’area di stoccaggio. Quando i danni subiti cominciarono a raggiungere il livello di guardia, rischiando di compromettere l’attività della ditta, uno dei due soci il signor Laubheim si decise a chiedere l’intervento della polizia. 

Sul posto venne mandato l’agente William Killin che dopo aver assistito alla rottura di un bicchiere e al rovesciamento apparentemente inspiegabile di due scatole, decise di interpellare i suoi superiori. Sul posto si recarono oltre agli ufficiali di polizia anche Howard Brooks, prestigiatore di professione e lo stesso William Roll. Ci si accorse quasi subito che i fenomeni accadevano quando era presente un certo Julio Vasquez, un profugo cubano di diciannove anni. Se Julio se ne andava cessavano anche i fenomeni. Il ragazzo fu controllato dagli esperti che esclusero la burla. Julio venne anche sottoposto a una serie di test parapsicologici per verificare eventuali sue capacità psicocinetiche (la psicocinesi, lo ricordiamo, è la presunta facoltà di muovere oggetti con la forza del pensiero). I risultati degli esami furono però deludenti. Se la mente di Julio era la causa scatenante dei fenomeni questi erano da lui provocati inconsciamente. Durante gli studi effettuati da Roll sul caso del poltergeist di Miami, vennero utilizzati per la prima volta anche degli appositi oggetti-bersaglio per poter meglio controllare lo spostamento degli stessi nei punti in cui maggiore era l’attività del fenomeno.

 Nel 1978 un altro caso si verificò a Enfield in Inghilterra. Qui il poltergeist rivolgeva le sue attenzioni non solo alla casa ma anche alle persone. In particolare una ragazzina di nome Janet di notte veniva violentemente sbalzata fuori dal suo letto. Nella casa si udiva anche una voce cavernosa e i voli di oggetti erano all’ordine del giorno. Una volta, stando al racconto dei testimoni, una forza invisibile sollevò addirittura una cucina a gas e scaraventò fuori dalla finestra un divano ... Sempre contro le persone sembrava accanirsi anche il poltergeist di Indianapolis nel 1962. Una giovane donna Renate Beck e sua madre la signora Lina Gemmecke vennero a più riprese punte da qualcosa di invisibile. I segni sulle braccia delle due donne erano inequivocabili. Per capirci di più William Roll, che si occupò anche di questo caso, andò a vivere per qualche tempo nella casa delle due donne. Nell’abitazione viveva anche Linda una giovane ragazza figlia della signora Beck che però non era stata presa a sua volta di mira dal misterioso fenomeno. 

Tutto era cominciato la mattina del 10 marzo mentre la signora Beck e sua madre facevano colazione una tazza che la signora Gemmecke aveva posato sul lavandino volò per più di tre metri attraverso la stanza schiantandosi contro un muro. Mezz’ora dopo sempre in cucina una serie di punture o morsicature comparvero sulla pelle delle due donne. La cosa si ripeté poche ore dopo ma questa volta e per tutte le volte successive la vittima fu solo la signora Gemmecke. Nei giorni seguenti mentre era presente anche Roll capitava spesso che la donna lamentasse morsicature al braccio e alle gambe. Tutto questo avveniva in concomitanza con altri eventi come colpi nei muri e volo di oggetti. Pur indagando a fondo Roll non venne a capo del mistero anche se ipotizzò che la signora Gemmecke potesse cadere saltuariamente in uno stato dissociativo durante il quale avrebbe potuto provocare i fenomeni senza peraltro ricordarsi di averlo fatto una volta tornata in sé. Tuttavia questa ipotesi non poté essere dimostrata e la signora Gemmecke esasperata per gli accadimenti che la perseguitavano se ne andò dagli Stati Uniti tornandosene nella nativa Germania. Da quel momento i fenomeni cessarono. 

IPOTESI E CONGETTURE

La convinzione di molti studiosi che (a dispetto del nome) questo strano fenomeno non sia legato tanto allo spiritismo quanto alla parapsicologia nasce da una constatazione di fatto. La manifestazione di un poltergeist (come si può notare anche dai casi sopra esposti) è quasi sempre associata alla presenza di una persona in età giovanile. Spesso si tratta di uno o più adolescenti che attraversano una fase delicata della vita caratterizzata da turbe emotive che devono trovare uno sfogo. In un gran numero di casi le famiglie presso le quali si manifesta il poltergeist hanno seri problemi legati al ménage quotidiano, oppure all’interno di esse vi sono incomprensioni a volte gravi, a volte causate dal normale conflitto generazionale tra genitori e figli. Insomma pare che il fenomeno si manifesti in particolar modo laddove vi siano giovani che abbiano dei problemi. 

Su questo punto perfino gli psicologi sono concordi con i ricercatori psichici. Il poltergeist sarebbe dunque il risultato di uno sfogo che il giovane attuerebbe o per attirare l’attenzione o per punire gli adulti o i suoi superiori nei confronti dei quali consciamente o inconsciamente proverebbe un più o meno marcato rancore. Ma in che modo questi soggetti riescono a produrre un simile fenomeno? Qui le opinioni divergono: gli psicologi e più in generale gli scettici sono convinti che il giovane tenda a fabbricare consciamente abili trucchi per ingannare gli adulti. In questa ottica il poltergeist è semplicemente il frutto di un comportamento volutamente distruttivo e il soggetto è perfettamente conscio di quello che fa. I parapsicologi invece sostengono che il soggetto produce inconsciamente una sorta di psicocinesi spontanea incontrollabile, provocando così i fenomeni paranormali.

 Interessante a questo proposito la teoria del professor Armando Pavese che nel suo libro Manuale di Parapsicologia (Edizioni Piemme - 1989) afferma che lo scatenarsi di fenomeni paranormali di matrice psicocinetica rappresenta una sorta di comunicazione inconscia tramite la quale il soggetto esteriorizza un’esperienza che gli causa sofferenza. L’adolescente nevrotico dunque lancia al mondo esterno un messaggio ben preciso che è legato spesso al suo desiderio di libertà o di indipendenza. Spesso si tratta di una vera e propria richiesta di soccorso perchè il soggetto vive un’esperienza sgradevole che vorrebbe a tutti i costi superare. Ed è un fatto che una volta risolti i problemi familiari o personali degli adolescenti coinvolti in casi di polergeist, il fenomeno quasi sempre cessa. Probabilmente tutte le ipotesi contengono elementi di verità.

Sicuramente molti casi di poltergeist sono spiegabili con trucchi e burle, molti potrebbero essere frutto di fenomeni psicologici particolari come la dissociazione psichica (ovvero lo sdoppiamento di personalità), ma esiste comunque una considerevole quantità di casi non ancora del tutto spiegati. 

SPIRITO BURLONE

Compaiono all'improvviso, procurano scompiglio, fanno rumore e talvolta parlano con voci in genere menzognere. Rompono oggetti, spostano mobili, lanciano pietre. Hanno seguito l'uomo per tutta la sua esistenza.

Uno dei primi casi dei quali ci sia pervenuto un resoconto scritto risale a circa mille anni fa e riguarda eventi avvenuti in una fattoria sul Reno, presso Bingen. Mani invisibili gettavano pietre, le mura tremavano, si accendevano fuochi misteriosi, mentre una voce tonante, uscita dal buio, accusava il fattore di aver violentato la figlia di uno dei suoi contadini. Ovunque l'uomo si recasse lo "spirito fastidioso" (=Poltergeist), lo seguiva. Finì evitato da tutti. La cronaca medievale che racconta questi eventi li fa risalire al nono secolo. E' caratteristica dei Poltergeist quella di "attaccarsi" ad una singola persona. Nel 1925 a Copenaghen, il famoso "cacciatore di spettri" INGLESE Harry Price incontrò un giovanotto chiamato Iltyd Nicholl. Questi gli raccontò che da anni era vittima di ripetuti "bombardamenti aerei" mediante oggetti diversi che si materializzavano all'improvviso dal nulla e lo colpivano. Proprio mentre parlava, Nicholl venne colpito a un piede da uno spillo da balia; Price lo raccolse da terra e lo trovò caldo. Il giovane gli raccontò anche che una volta, mentre si trovava su un autobus, improvvisamente si trovò a stringere un grosso bollitore pieno di caffè fumante, ed un'altra volta gli si materializzò in grembo una cappelliera con dentro un cappellino femminile.

Nel 1926 andò a Vienna richiamato dalla vicenda di Eleonore Zugun, una contadinella rumena di 13 anni. Sul suo volto, le mani ed il corpo apparivano segni di morsi, graffi e ferite che a suo dire le venivano inflitti da uno spirito malvagio invisibile. La sua famiglia, terrorizzata, dapprima la mandò in un monastero; poi, quando i fenomeni si riseppero, la portò a Vienna, ospite di un gruppo di studiosi. In Austria la persecuzione continuò. Nell'appartamento di Eleonore si udivano misteriosi raspamenti dietro i muri e si verificavano incomprensibili spostamenti di oggetti. Sotto gli occhi di Price, un tagliacarte d'acciaio lungo una ventina di cm. attraversò la stanza andando a piantarsi al centro di una porta. Due minuti dopo Eleonore lanciò un urlo e Price vide il segno di un morso sul suo braccio.

La rottura di piatti, tazze e bicchieri è comune nei casi di poltergeist. Altro fenomeno pressoché costante è la caduta di pietre. Un caso tipico avvenuto a Tucson, in Arizona, nel 1983, è stato studiato da Dott. Scott Rogo. La famiglia vittima dei fenomeni era composta da padre, madre e tre figli dai 15 ai 20 anni. Da dieci settimane cadevano intorno alla loro casa pietre di ogni dimensione; i lanci cominciavano nel pomeriggio inoltrato e continuavano per due o tre ore. Alcune delle pietre cadevano sul tetto, ma la maggior parte colpiva la facciata della casa o le MACCHINE parcheggiate davanti. La famiglia era convinta che a gettare i sassi fosse un teppista nascosto all'intorno, ma per quanto gli avessero dato la caccia, non erano mai riusciti a coglierlo sul fatto. Una pattuglia di poliziotti, chiamata ad investigare, ugualmente non trovò nulla, ma ebbe la macchina ammaccata dalle sassate. I membri della famiglia, quando lanciavano un grido di sfida al teppista presunto, venivano subito ripagati da una vera granugnola di pietre. Una volta una troupe televisiva locale venne a fare delle riprese, e fu accolta da una pioggia di sassi, particolarmente concentrata sulla macchina dello sceriffo che aveva accompagnato i cameramen.

Il fenomeno cessò all'improvviso, così come era cominciato. L'unico dato che gli investigatori riuscirono a cogliere, fu che il lancio dei sassi verso la casa avveniva in particolare quando tutta la famiglia era all'interno, e non c'era quasi alcuna attività quando la casa era vuota.

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