PIRAMIDE DI CHEOPE E 2012

 

 

 

 

 

Scoperta una gigantesca piramide sul fondo del Triangolo delle Bermuda - I resti della leggendaria civiltà di Atlantide? INFO

- SVELATO IL RETRO-MISTERO DELLA PUNTA D'ORO DELLE PIRAMIDI -

STRAORDINARIE RIVELAZIONI RIGUARDANTE LA RETTA PLANETARIA DELLE ANTICHE PIRAMIDI E IL POSSIBILE SCONVOLGIMENTO

DELLA TERRA FERMARONO L’INCORONAZIONE DELLA PIRAMIDE DI CHEOPE NELLA SERA DEL 31 DICEMBRE 1999


IL GRANDE PROGETTO PLANETARIO

IL GRANDE DISEGNO

Fra pochi giorni si festeggerà l’anniversario decennale dal cambio di Millennio: 31 dicembre 1999 – 31 dicembre 2009. Molte speranze si misero in quella data che svanirono nel nulla ed eccoci ravvicinati ora davanti ad un'altra data molto più inquietante quella del 2012 dei Maya. In quel fine anno di grazia 1999 successe qualcosa di straordinario in relazione alla piramide di Cheope, che ci lasciò stupiti, e per ben 10 anni nel più fitto mistero. Il pubblico non seppe mai perché, tutto d’un colpo, quella gigantesca operazione di incoronazione della piramide di Cheope con una punta d’oro fu bruscamente interrotta nell’ultimo momento. Ebbene, proprio alla vigilia decennale dell’anniversario è pervenuto un documento illuminante che fa luce su quella stralunare decisione che sorprese il mondo intero.

ATTO I

A quel tempo, fine anno 1999, lo stato egiziano assieme ad altre organizzazioni internazionali decisero di chiudere il Millennio piazzando in cima alla piramide di Cheope una gigantesca punta d’oro. Fu tutto preparato nei minimi dettagli: dagli aspetti tecnici dell’operazione fino ai festeggiamenti, inviti i di eccezionali relatori e personalità. L’idea e l’enorme pubblicità fatta colpirono lo scenario collettivo che aspettava impaziente il grande momento di cambio Millennio. Ma d’un colpo, inspiegabilmente, nell’ultimo momento fu tutto annullato nonostante gli impegni presi. Che era successo? Mistero!

Ebbene, dopo 10 anni salta fuori un documento di archivio che elucida il mistero. Il documento specialmente la sua estensione allegata è del tutto sconvolgente. Ecco come si sono svolte le cose. Nel giorno 24 Dicembre del 1999 gli organizzatori ricevettero intempestivamente un e-mail, una pagina intitolata: “LA PUNTA D’ORO DELLA PIRAMIDE DI KEOPE SQUILIBRERA’ L’EQUILIBRIO ENERGETICO DELLA TERRA” con sottotitolo “NELLA NOTTE DI 31 DICEMBRE 1999 LA PIRAMIDE DI KEOPE SARA’ INVESTITA DI UNA PUNTA D’ORO CHE POTREBBE MANDARE IN TILT IL SISTEMA TERRA” VEDI:
(Fig. 1)

La notizia sconvolse gli organizzatori per la sua coerenza e le prove che afferrava e la decisione presa fu unanime: interrompere immediatamente il piazzamento della punta d’oro sulla piramide di Cheope. In concomitanza la notizia arrivò a diverse agenzie d’informazioni, testate giornalistiche e radiotelevisive nonché all’Accademia d’Egitto di Roma. L’autore chiedeva l’immediata interruzione dell’operazione affermando: “Il destino dell’umanità è racchiuso nella piramide di Keope”. Fermate la montatura della punta della piramide o sarà tropo tardi.” In caso contrario l’autore ammoniva “situazioni di imprevedibili pericoli” tra cui squilibri energetici della Terra. Qualche settimana più tardi egli mandò per pubblicare su questa tema un articolo alla rivista Hera (allora diretta da Adriano Forgione) come ben visibile dall’indirizzo e-mail datato 15 gennaio 2000 - VEDI: (Fig. 2).



ATTO II

Lo stesso misterioso personaggio nel medesimo mese di Dicembre 1999 compie il secondo atto sempre in relazione al primo (connesso alla piramide di Cheope) inviando una lettera all’allora Papa Giovani II, chiedendo di aprire la Porta Santa ad una determinata ora di buoni auspici contenuti nel tempo universale derivato dall’antica piramide di Cheope. La lettera al Santo Padre del 14 Dicembre 1999 s’intitolava; L’INIZIO DEL TEMPO UNIVERSALE NEL DISEGNO DI DIO” con sottotitolo “APERTURA DELLA PORTA SANTA ALLE ORE 23 E 11 MINUTI”. VEDI: 
(Fig. 3).[pag.1][pag.2].



Lo strano personaggio suggeriva al Papa Giovanni II, di seguire l’importante processione dell’Apertura della Porta Santa 18 minuti prima delle 23,30 ora stabilita e di precederla alle 23 e 11 minuti. “A questa ora” afferma l’autore..”si trova un filone di tempo universale nel quale c’è un sottile filo temporale che Dio riserva ai grandi inizi”. Le cose fate a quell’ora durano alla lunga quasi per l’eternità”. Perciò vi prego Santo padre se è possibile iniziare prima l’apertura della Porta Santa alle ventitre e undici minuti. Una ventina di secondi dopo, il martello d’oro aprirebbe la Porta di un Terzo Millennio rinnovato mentre appena venti minuti più tardi manderebbe il nuovo Millennio nell’incertezza”.

Il suggerimento si estendeva poi per il 23 Dicembre con la celebrazione del solstizio d’inverno alle ore undici e undici minuti fino a mezzogiorno e trentaquattro minuti. Poi il processo religioso doveva ricominciare alle quattordici e cinquantasette minuti. Tutto doveva essere ripetuto nel giorno di Natale con la nascita del “Sole spirituale” il Salvatore dell’Umanità, per finire nella notte di capodanno del 31 Dicembre1999 alle ore una e ventitre minuti.

E l’autore sottolinea: “Se facciamo questo piccolo sacrificio il Terzo Millennio sarà infinitamente più felice, prosperoso e di pace”.

La risposta alla lettera dell’autore con le proposte mandata al pontefice

arrivò dalla Segreteria di Stato della Santa Sede il 31 Dicembre 1999 - VEDI:
(Fig. 4).



I due casi hanno in comune un unico oggetto: la piramide di Cheope ed un unico scopo quello di superare un momento difficile di passaggio non soltanto storico ma esteso in altre dimensioni superiori connesse al destino dell’Umanità. In quel momento difficile si è compiuto un vero miracolo ma con tutto ciò il “gran progetto” è rimasto sconosciuto e incompiuto malgrado lo sforzo dell’autore. Prima di rivelare questo grande “progetto planetario” di cui l’Umanità è ignara c’è da spendere qualche parola sulla sorgente di queste affermazioni.

Chi è l’autore di questa rocambolesca impresa?

Il personaggio in discussione è un ricercatore transdisciplinare di Roma di nome Vasile Droj, studioso di misteri, giurato a risolverli tutti uno ad uno. Altro che un Indiana Jones turbolente, intrufolato nei boschi e nelle oscure cavità archeologiche egli trova d’un colpo e senza sforzo i più nascosti e misteriosi segreti sulla Terra o nelle stelle, non soltanto delle antiche civiltà ma anche della Natura e dell’Universo. Un genere di “no limits man”. Creatore di una nuova visione del mondo detta Universologia o sapere universale (sarebbe per questo che ha trovato tante cose e ha tanto da dare?), egli sostiene che oggi l’avanzamento evolutivo dell’uomo è bloccato perché “l’uomo non crede nell’uomo” come simile, e neppure nel principio più generale del concetto UOMO, scritto a maiuscole.

Vasile Droj sostiene che 2000 anni orsono su una popolazione mondiale di appena duecento milioni di persone c’erano grandi uomini come Budhha, Laotzè, Pitagora, Cristo, Confucio, Maometo etc. mentre oggi su sei miliardi non c’è nulla di paragone. Non che non esisterebbero, altroché, ma il discernimento e la cultura dell’attesa sono dormienti ed inefficienti e non riusciamo cogliere il seme della loro conoscenza ma neppure individuare la loro presenza fisica. Perciò l’Umanità pagherà caro nei momenti di difficoltà quando non riuscirà trovare le soluzioni. L’Apocalisse (Apocalipse), “Apex Lapsus” ossia mancanza d’apice visionario potrà indebolire addirittura mettere fine alla nostra civiltà. Anche per questo che gli egizi ci hanno ammonito lasciando appositamente la piramide di Cheope senza punta, proprio per avvertirci che la "pietra di capo d’angolo” è la Luce dell’Intelletto Umano.

RITORNO ALLA PIRAMIDE

L’ANTICO PROGETTO PLANETARIO 

La Terra è un organismo vivente sopratutto in superficie. Essa é energetica e nei miliardi d’anni di evoluzione la sua energia globale si sottilizzò in strutture e funzioni simili al corpo umano. Di seguito le energie sottili della Terra si concentrarono nei circuiti, simili a quelli dell’agopuntura umana. Perciò essa si potrebbe chiamare “Agopuntura terrestre”. I suoi “punti d’ago” furono individuati dagli uomini che su di essi costruirono megaliti, santuari, templi e piramidi. Alcuni sono punti chiave, dei veri centri di comando come la piana di Giza, Cheope = Capo. Questa rete di piramidi costituiva la grande barriera protettiva terrestre usata anche contro minacce esterne nei tempi preistorici. La copertura in pietra di questi luoghi speciali serviva come protezione e non poteva essere modificata all’infuori del progetto. Più pietra conteneva il sito tanto più importante era quel posto, e perciò le modifiche insensate potevano scombussolare gli equilibri energetici. Fu questo il motivo esenziale che determinò la decisione degli organizzatori nel 1999 di interrompere l’operazione di piazzare la punta d’oro nella cima della piramide di Cheope.

Come la Terra é sferica, pura geometria, le piramidi lo sono anche loro però situate completamente all’antipode in quanto il cerchio e la sfera sono le ultime figure possibili mentre il triangolo e le piramidi sono le prime, quelle di partenza. Come dire “Alfa e Omega”. La lettera A nell’Alfa é un triangolo mentre la O nell’Omega è un cerchio. Tra Triangolo e Cerchio c’è un intero mondo poligonale e poliedrico, energo-archetipico e perciò tra le due forme si innesca una differenza di potenziale energetico enorme. Dall’energia generalizzata, passando per le forme geometriche, si arrivava alla Misura ossia al Numero. Nelle piramidi furono inglobati “numeri divini” collegati direttamente alle leggi della natura. Dentro le misure delle piramidi, specialmente quelle d’Egitto, fu depositato un “sistema di quantificazione universale” che una volta decifrato permetterà leggere all’aperto il grande libro della Natura e dell’Universo. E non solo ma anche di operare con buon profitto. Nelle piramidi sono identificabili misure estremamente precise contenenti migliaia di decimali. Si evidenziano tracce di grandi costanti non soltanto matematiche ma anche costanti fisiche universali.

Attraverso le piramidi, molto tempo fa, si poteva capire, simulare, correggere, equilibrare o addirittura distruggere l’equilibrio terrestre. L’antica e remota classe non tanto sacerdotale quanto “supersacerdotale”, conosceva tutto ciò ed aveva la massima cura a proteggere i monumenti e trasmetterli ai posteri intatti purché questi potessero riprendere la loro funzione. In una visione allargata dello spazio e specialmente del tempo essi individuarono i momenti critici da venire e tentarono di trasmettere agli posteri la data infausta di quegli eventi, come il 2012 dei Maya. La stessa data è iscritta anche nella piramide di Cheope anzi è il suo indizio centrale. In quanto l’Apocalisse, accanto al senso di distruzione, essa significa anche Rivelazione gr. Apocalipsis. Ci chiediamo se per caso quella data non si riferisca proprio alla “decodificazione totale” della grande Piramide e delle sue sorelle, che dovrebbe per forza succedere entro 2012. Nell’antichità come oggi, Il luogo dei tesori era sempre difeso e perciò la Sfinge come guardiano messo in vicinanza è un buon indizio. Nello stesso tempo la Sfinge che sta davanti ci mette in grande inquietudine perché la sua legenda dice che: è un animale mostruoso postato alla biforcazione e mette difficili domande ai passanti, chi risponde passa chi no e divorato. La conclusione è chiara, la giù, alle piramidi di Giza si segnerà il destino del mondo. Se l’uomo risolverà il paradigma ossia il segreto delle piramidi soppraviverà se no, scomparirà.

GLI ESAMINATORI

L’ANTICO PARADIGMA - IL GRANDE PUZZLE - L’ESAME FINALE


La storia remota, specialmente quella ultra remota dell’Umanità, fu un intreccio felice con delle civiltà aliene che lasciarono il loro sapere in dono agli uomini ma con una ben determinata clausola; risolvere il Paradigma. Per far prevalere il merito di tale ricerca hanno spezzato la Grande Conoscenza in mille pezzi e artefatti disperdendoli sui cinque continenti, come la lingua unica (vedi Babele), ed hanno imposto un termine ossia un arco di tempo nel quale l’Umanità dovrà rispondere trovando e rifacendo il “Grande Puzzle”. Sembra che questo tempo è arrivato al suo limite e sarebbe individuabile nel 23 dicembre del 2012. Guarda caso, i Maya erano proprio incalliti costruttori di piramidi. Ecco perché questa data così precisa - perché le scadenze hanno sempre termini precisi. Se fino a quella data l’Umanità troverà la risposta passerà l’Esame se no – FINE!. Alle leggi della Natura e a quelle divine non importa le nostre acquisizioni culturali, economiche e tecnologiche. Per la Natura e per l’Evoluzione, un filo d’erba o un pidocchio sono più importanti di migliaia di anni d’evoluzione tecnologica, perché da una sola cellula di pidocchio la Vita può ripartire di nuovo. Figuriamoci per le leggi divine che dalla carne e delle loro cellule se ne infischiano completamente. Una felice risoluzione di questo “Grande Esame Finale” vedrebbe un possibile contato con delle civiltà extraterrestre, dopodiché si discuterebbe la candidatura e l’entrata nel “club locale delle civiltà stellari”. Però, in mancanza della risoluzione del Grande Puzzle gli ufologi e gli idealisti facessero bene togliersi dalla testa la speranza nell’aiuto fratellastro degli alieni.

Questo è il Grande Progetto Terrestre e l’impresa per realizzarlo è quasi sovraumana. Nonostante tutto è realizzabile ed una delle buone clausole è che anche se realizzato da un solo uomo esso è valido è confermato con una condizione, quella di essere fatto pubblico e realizzato. La lieta novella è che il “Paradigma” è già stato risolto anche se da un solo uomo però non è ancora pubblico e perciò le forze umane non si possono mettere in contato e al lavoro per realizzare il Grande Progetto Planetario. Il tempo è maledettamente corto, appena tre anni fino al 2012.

SECONDA PARTE - PROGETTO TERRA

Per dare un segnale agli “Supervisori” che sono super intelligenze artificiali di controllo, l’Umanità deve far vedere a questi Visori automatici che si trova sulla buona strada, e che ha capito il “Progetto iniziale” e che sta continuandolo. Questo vuol dire che accanto alle tre piramidi esistenti sulla piana di Giza si devono velocemente costruire altre due piramidi giganti una di quasi 500 metri di base e 300 metri di altezza e l’altra con una base di un chilometro e 150 metri e quasi 700 metri d’altezza. Le misure precise delle due costruzioni saranno espresse in frazioni di millimetro e saranno prese dal “registro di quantificazioni universali” della famiglia degli “operatori sistemici” di cui le stesse piramidi sono espressione diretta. Le misure saranno rivelate al momento giusto. Esse dovranno rispecchiare e continuare il disegno “astrosofyco” della costellazione di Orione insegnato dagli Dei. Questo sta nel Progetto Originario.

Le due nuove piramidi da realizzare sono decine di volte più voluminose di quella di Cheope ed impossibili da realizzare in pietra entro il 2012 ma tutto è possibile se saranno realizzate all’interno seguendo soltanto le line delle loro spigole.

SUGGERIMENTO MAYA SUL COMPIMENTO DELL’OPERA

LA VERA LEGENDA DEI 12 TESCHI DI CRISTALLO

La legenda Maya dei 12 teschi di cristallo così come la conosciamo oggi è pura legenda metropolitana. Essa può anche essere archiviata. Il suo vero significato è tutt’altro ed è molto serio, esprimendo un suggerimento degli stessi Maya di come seguire il grande Progetto Terra. I "teschi di cristallo” si riferiscono a delle “menti cristalline“ e lucide, teste umane in carne ed ossa che vedono la Verità e la realizzano. I “cervelli di cristallo” o grandi intelletti con logica cristallizzata, sono quelli esseri umani capaci di dare la soluzione a quasi ogni cosa. La legenda voleva dire che in un tempo alla fine dei tempi, 12 uomini con mente pura come il cristallo si riuniranno per compiere l’Opera Finale, la riunificazione del Tutto secondo i piani apportati del 13-esimo. Siamo sempre nella collaudata istituzione del “Avatariato” che sul percorso dei millenni a funzionato bene. Vedi anche l’analogia con i 12 Apostoli di Cristo e i 12 Cavalieri della Tavola Rotonda e le 12 Fatiche di Ercole.

Ma questa volta siamo al di là di ogni limite poiché nell’Opera finale si devono compiere tutte le opere comprese e ancor più, apportando delle nuove che nessuno si immagina. Tra l’altro si dovrà riunificare l’intera conoscenza e realizzare un Nuova Sintesi Universale, ritrovare la Parola ossia la lingua degli Dei, lingua prebabelica, trovare il segreto delle piramidi, il sistema di quanticazione universale o dell’Universo, trovare l’archetipo universale di aggregazione che sta all’origine di tutte le forme di aggregazioni possibili, trovare e provare la Cosmologia Suprema, superare la velocità della luce miglia di volte in una parola saltare dal E = mc2 a E = mc24. E molto altro ancora scritto nel grande Disegno Planetario. Se considerate tutto questo narrativa immaginaria, abbiamo perso già di partenza. No cari lettori, tutto ciò esiste ed è stato faticosamente risolto da “qualcuno” e non ci rimane che assemblare tutto insieme secondo il suggerimento Maya dei 12 teschi (intelletti cristallini). Il 12 significa completezza. Fatevi avanti per realizzare l’ASSEMBLAGGIO e finiamo l’Opera prima che la lancetta del tempo suoni l’ora 12 del 2012. L’OPERA si compie soltanto da chi OPERA.

Anche lo scrittore
Dan Brown finalmente dopo tante peripezie azzardate ha intuito (da qualche parte) che esisterebbe un “Grande disegno”, e nel suo ultimo libro Il Simbolo Perduto allude ad’una Chiave Perduta che ritrovata ci aprirà il mondo nascosto. Brown parla di imminenti e senza precedenti rivelazioni che sconvolgeranno fra poco il mondo, e non si ritira indietro nel riconoscere che la soluzione ad un imminente Apocalisse è proprio una Grande Rivelazione.

In fine L’umanità dovrà rinunciare all’effimera ed illusoria avventura dell’occhio (l’immagine), per tornare a quella dell’Orecchio, (ascolto – Vibrazione), della Parola. Solo così potrà poi ritornare degno di contemplare il Vero OCCHIO, quello della Visione Divina.

In conclusione: questi furono i motivi per quali gli organizzatori egiziani decisero di rinunciare a piazzare la punta d’oro sulla piramide di Cheope nel Dicembre 1999. l’intervento è stato giusto ma non realizzando il Progetto sono stati persi 10 anni buoni. Soltanto quando le due nuove piramidi saranno costruite e completate si potrà mettere la punta d’oro sulla cima della piramide di Cheope connettendo l’antica rete planetaria di piramidi alle nuove. Soltanto allora l’impianto funzionerà aprendo una nuova era. L’Apocalisse sarà evitata dalla RIVELAZIONE.

Ecco la formula:

Rive-Lazione à So-Luzione à Riso-Luzione à Rivo-Luzione à Evo-Luzione

Essa si abbina ad’una’altra formula, piramidale:



Per attuare la Rivelazione basta un solo uomo, per dar forma alla Soluzione rivelata bastano pochi, per Risolvere occorrono di più, Rivoluzionare le cose richiede molti, e soltanto così l’Evoluzione sarà di TUTTI. Ecco perché la piramide di Cheope appositamente non ha punta, per farci capire come stano le cose. Questo gli organizzatori egizi di oggi l’hanno capito essendo degni dei loro antenati.

E’ inutile strapparci i vestiti. Dio ha costruito il mondo in questo modo e poi se ci sono minuscoli ed invisibili buchi neri che fanno girare intere galassie, e tutta amministrazione sua. Scandaloso però é credere che L’Universo infinito è nato da una piccola palina (Big-Bang) e nel contempo non credere nell’evidenza logico-matematico-semantica di realtà evidenti, e tutto questo soltanto perché espresso da un nostro simile. Evolveranno soltanto quelli che credono, capiscono e realizzano il loro disegno evolutivo abbinato a quello planetario.

Roma il 07.12.2009

Vasile Droj

Ricercatore transdisciplinare

www.universology.com e-mail: vasidro@tiscali.it

La Grande Piramide di Giza é un Cronogramma della Storia umana?

basta avvicinarsi ad una di esse ed alzare lo sguardo alla sua sommità perché tutto divenga diverso, basta penetrare all’ interno perché i passaggi stretti e bui diano strane sensazioni. E le piramidi custodiscono i loro segreti. Possiamo solo cercare di immaginare perché gli Egizi le abbiano innalzate ed imbastire ipotesi sulle tecniche di costruzione di cui si servirono.

Secondo le antiche fonti, infatti , le piramidi erano costruite per custodire e tramandare, impresso nella pietra, in termini di proporzioni e dimensioni, tutto il bagaglio di conoscenze astronomiche, matematiche e geografiche che erano in possesso dell’ antico popolo egizio.

Dal punto di vista matematico lo studio delle piramidi, e specialmente della Grande Piramide, mostra proprietà geometriche notevoli oltre a rapporti numerici che meritano attenzione, una di questa é la linea cronologica

Nel 1925 David Davidson, un tecnico delle costruzioni, condusse uno studio di ventiquattro anni su proporzioni matematiche, geometria ed allineamento astronomico della Piramide. Arrivò alla conclusione che nella struttura della Piramide viene riflessa un periodo cronologico di seimila anni dal 3999 a.C. fino al 2033

Per quanto riusciamo a percepire, la Piramide non rivela i particolari degli avvenimenti futuri, ma piuttosto descrive a grandi linee le tendenze e le inclinazioni nello sviluppo spirituale del genere umano. Le date importanti nella storia umana corrispondono agli attributi architettonici della Piramide, come l’ingresso e l’uscita attraverso i passaggi, le pareti anteriori e posteriori delle camere, le rampe in salita e in discesa nei punti di intersezione, gli allargamenti e i restringimenti dei passaggi, l’altezza delle pietre sopra la testa, il tipo di pietra usata e colore, struttura e stratificazione delle pietre stesse. Nella Piramide compare il granito rosso, a quanto pare per segnare eventi di particolare importanza. Spesso l’uso di granito rosso corrisponde ad eventi connessi con gli israeliti. Per esempio, una pietra triangolare di granito rosso appare su una porta finta all’intersezione dei Passaggi Ascendenti e Discendenti. Questo punto nella Piramide corrisponde all’anno 1486 a.C. e segna l’esodo degli ebrei dall’Egitto.

I due passaggi principali rappresentano le due strade fra cui l’umanità era libera di scegliere. Il Passaggio Discendente del materialismo portava verso il basso nelle tenebre e nel caos, terminando con la distruzione del mondo nel 1958. Il Passaggio Ascendente della spiritualità conduceva verso l’alto nella luce e nella verità e alla sconfitta finale della morte fisica.

Un Viaggio attraverso la Grande Piramide

Segue un viaggio descrittivo attraverso le camere della Grande Piramide, com’è stata interpretato attraverso le letture e confermato dalle ricerche di Davidson e Bauval. Cayce corresse due delle date originali di Davidson per la Camera del Re e la Camera del Caos da 1936-1953 a 1938-1958 e queste sono le date indicate di seguito.

Il Passaggio Discendente. Entrando nella Grande Piramide vi trovate nella Camera Discendente, uno dei due passaggi principali all’interno. Il suo inizio è segnato da una linea intaccata che rappresenta la data del 2141 a.C. Durante l’equinozio invernale di quell’anno la stella polare della costellazione di Orione si allineò per l’ultima volta con l’ingresso della Piramide e la sua luce entrò nella Camera Discendente. Misurando a ritroso fino all’ingresso stesso calcoliamo la data del 2623 a.C., l’anno della morte del faraone Khufu (Cheope). L’importanza di questa data sta nel fatto che rappresenta il periodo in cui gli insegnamenti originali della Grande Piramide venivano “riscoperti” dal clero egiziano. Fu solo a partire dal regno del faraone Khufu che la Grande Piramide fu di nuovo usata come centro di insegnamento ed iniziazione ai grandi misteri.Procedendo lungo il Passaggio Discendente si raggiunge un’intersezione dove si divide un secondo passaggio in salita ad un’angolazione identica alla pendenza del Passaggio Discendente. La data corrispondente di questa intersezione sarebbe il 1486 a.C., il periodo dell’Esodo quando Mosè condusse Israele fuori dalla cattività. Il Passaggio Discendente continua verso il basso oltre il livello del suolo e termina infine nella Camera del Caos.

La Camera del Caos. La Camera del Caos o del Capivolgimento è poco più di una buca sotterranea, con un pavimento roccioso e un soffitto basso. Il suo effetto sul visitatore è di disorientarlo a tal punto che non capisce quale via va in salita. Sul lato estremo di questa camera c’è una piccola galleria, così bassa che si può attraversarla solo camminando a carponi. Le persone non iniziate scambiano questa galleria per la via d’uscita, ma dopo cinquanta piedi la scoprono senza sbocchi. L’inizio e la fine di questa galleria hanno, rispettivamente, la data 1938 e 1958.

Il Passaggio Discendente e la Camera del Caos rappresentano la spirale in discesa dello sviluppo umano, la devoluzione dello spirito nel mondo materiale o il viaggio dalla luce alle tenebre. Se avessimo seguito questo sentiero, invece di voltare verso l’alto all’intersezione menzionata sopra, saremmo rimasti sulla spirale discendente, finendo infine in un vicolo cieco di caos e distruzione. Le date della galleria 1938-1958 rappresentano certamente un punto basso nella storia umana, come testimoniano Nazismo, Olocausto, Seconda Guerra mondiale, bomba atomica e corsa all’armamento. Dato che la galleria termina nel 1958, è possibile che questo sentiero avrebbe portato alla distruzione del mondo in quell’anno, probabilmente per annientamento nucleare. Fortunatamente l’umanità fece la scelta giusta all’intersezione dell’Esodo e cominciò a muoversi in su lungo il Passaggio Ascendente

Il Passaggio Ascendente. Entrando per la prima volta nei tempi moderni nel Passaggio Ascendente gli archeologi dovettero scavare intorno ad un tappo di granito di ventinove piedi che bloccava l’entrata. Senza dubbio questo tappo fu messo sul posto per proteggere la Piramide dai predoni delle tombe. La presenza di questo tappo, ancora intatto, avrebbe di certo evitato il saccheggio per mano di cacciatori di dote e conferisce credibilità alla convinzione di Bauval che non hanno mai messo alcuna mummia nella Piramide. La prima sezione del Passaggio Ascendente è chiamata la Sala della Verità nelle Tenebre oppure Israele sotto il “Giogo della Legge”. E’ il periodo in cui il genere umano considerava la sottomissione alla legge un mezzo per trovare la salvezza. Il blocco di granito rosso menzionato prima è in correlazione con l’anno 1486 a.C., l’anno dell’esodo degli ebrei dall’Egitto. Esso simboleggia la liberazione dell’umanità dalla cattività del mondo materiale, via via che cominciamo a scegliere la libertà spirituale a scapito delle comodità materiali, il lungo viaggio verso la Terra Promessa. La Sala della Verità nelle Tenebre termina alla data 4 a.C., la nascita di Gesù di Nazareth. A questo punto il Passaggio Ascendente è inclinato verso l’alto e si immette nella Grande Galleria, mentre un passaggio secondario, orizzontale porta alla Camera della Regina. Quando la rampa ascensionale del Passaggio Ascendente si estende verso il basso dal punto di intersezione fino all’esterno della Piramide, il punto finale di questa linea proiettata rappresenta il 4000 a.C. Secondo la genealogia biblica, questa data corrisponde alla creazione di Adamo ed Eva.

La Camera della Regina. Questa camera viene anche chiamata la Camera della Seconda o Nuova Nascita. Il gradino verso il basso dal passaggio orizzontale che porta a questa camera rappresenta la morte simbolica del sé e la rinascita in una vita ultraterrena. Questo era il luogo di giudizio, dove il cuore del defunto o dell’iniziato fu messo a confronto con la piuma della verità sulla bilancia del giudizio. La Camera della Regina finisce nell’anno 1918, una data che segnò la firma dell’armistizio che terminò la prima guerra mondiale e l’inizio della Lega delle Nazioni. Benché questo organo politico sia fallito, i principi per i quali stava rappresentavano la verità spirituale e la sua stessa proposta segna un punto elevato nella storia umana. Le letture indicano persino che lo Spirito del Cristo fu presente al tavolo di pace con Woodrow Wilson, che combatteva contro gravi disparità per stabilire questo organo visionario: “Egli [nota dell’autrice: la Coscienza Cristica] sedette alla conferenza di pace a Ginevra, nel cuore e nell’anima di un uomo non considerato da molti nemmeno uomo insolitamente pio; eppure innalzato per uno scopo ed egli scelse piuttosto di essere un canale del Suo pensiero per il mondo”. (364-8) Il ritorno dalla Camera della Regina al Passaggio Ascendente è chiamato il Sentiero della Presentazione dell’Anima Rigenerata e simboleggia la rinascita spirituale dell’anima.

La Grande Galleria. La prima sezione del Passaggio Ascendente ora cresce in altezza e larghezza entrando nella Grande Galleria o la Sala della Verità nella Luce. Il punto iniziale di questa galleria, 4 a.C., è l’anno in cui nacque Gesù di Nazareth e si pensa che l’aumento di larghezza del passaggio simboleggi l’espansione della coscienza determinata dai Suoi insegnamenti. Il Fratello Maggiore, Colui che Mostra la Via, aveva superato la carne e, superando la morte stessa, dimostrato la realtà del nostro essere spirituale. Così la legge fu rispettata e l’umanità poteva ora camminare nella “Verità nella Luce”, comprendendo che la salvezza non veniva dalla sottomissione alla legge, bensì dal superamento di essa. Su uno dei lati della galleria un cambiamento della superficie di pietra segna l’anno 30 d.C. Questa è la data della crocifissione e della resurrezione. Più in basso un cambiamento nella superficie di pietra dall’altra parte della Galleria corrisponde al 1776, l’anno della Rivoluzione Americana quando i “padri pellegrini” fecero un patto scritto con Dio, garantendo a tutti “vita, libertà e la ricerca della felicità”. La Galleria termina alla data 1909, appena prima della prima guerra mondiale. Alla fine della Grande Galleria c’è il Grande Gradino, un gradino di trentacinque pollici che deve essere superato a cavalcioni o arrampicandosi.

Il Grande Gradino. Il Grande Gradino abbraccia le date dal 1909 al 1914, appena prima dell’inizio della prima guerra mondiale. E’ anche il punto in cui cambia la misura della linea cronologica, visto che ora la scala del pollice piramidale arriva a rappresentare un mese invece di un anno. Sembrerebbe che a questo punto la Grande Piramide ci dice che il tempo è stato accelerato. E’ possibilissimo che questo gradino rappresenti gli inizi dei “tempi e mezzi tempi” menzionati nella Bibbia, quando Dio accelera il passare del tempo così che l’umanità possa sopravvivere agli orrori che si verificheranno. Questa idea viene corroborata da una lettura fatta nel 1933 che affermò che il tempo e mezzi tempi “è stato compiuto ed è in fase di compimento”. (262-49) Il Grande Gradino porta al “primo passaggio basso” dell’Anticamera.

L’Anticamera. Il primo passaggio basso dell’Anticamera è così basso che bisogna camminare carponi per attraversarlo. Segna le date dal 1914 al 1918, un punto basso nella storia umana identificato con la prima guerra mondiale. L’Anticamera stessa rappresenta un periodo di dieci anni, 1918-1928, rispettivamente la firma dell’armistizio della prima guerra mondiale e l’inizio della Grande Depressione. E’ anche chiamata la Camera del Triplice Velo, per la triplice divisione in sezioni delle sue pareti di granito. Nell’Anticamera i blocchi di calcare del pavimento incontrati in precedenza hanno ceduto il passo al granito. Un “secondo passaggio basso” che porta fuori dall’Anticamera si riferisce agli anni 1928-1938, un periodo caratterizzato dalla perdita di valori spirituali. Questo passaggio termina all’ingresso della Camera del Re. Nell’Anticamera si trova una grande lastra di pietra conosciuta come Lamina di Granito, il cui centro segna il punto d’arrivo della linea geometricamente proiettata della pendenza della Camera Ascendente che ha inizio al limite esterno della Piramide. Il punto d’arrivo della linea al centro della Lamina di Granito corrisponde al 17 settembre 2001, una data che discuteremo brevemente.

La Camera del Re. Spostandoci dall’Anticamera nella Camera del Re entriamo nell’ultima camera della Grande Piramide. L’entrata della Camera del Re o Camera della Tomba Aperta corrisponde alla data del 1938, mentre la parete sul fondo segna la data 1958. Queste date coincidono con le date nella galleria della Camera del Caos, riflettendo il principio “come di sopra, così di sotto”.

Quando la Camera del Re fu aperta, gli archeologi trovarono che conteneva un sarcofago vuoto fatto di granito rosso. Secondo le letture, lo scopo del sarcofago vuoto era mettere in chiaro l’interpretazione della morte: anche se il corpo fisico muore, l’anima è eterna. Questa camera era il luogo dell’iniziazione finale, dove gli iniziati giungevano a comprendere questa verità. Si dice che un iniziato passasse tre giorni nel sarcofago in profonda meditazione, durante i quali l’anima lasciava il corpo per viaggiare nei regni spirituali. Al ritorno dell’anima, l’iniziato capiva che la natura divina dell’anima è il vero sé e conosceva a fondo l’anima e i poteri della sua storia divina.

Mentre Davidson faceva finire la linea cronologica all’estremità della camera, le letture asseriscono che, in realtà, la linea cronologica continua verso l’alto attraverso la struttura architettonica della parete opposta della camera. All’interno della parete opposta ci sono sette pietre che si alzano al di sopra della Camera del Re.Nella forma esse assomigliano ad una pagoda giapponese; cinque pietre con spazi interposti formano il pilastro e due pietre sono disposte ad angolo per formare una sommità a punta. Le cinque pietre più basse sono fatte di granito rosso, mentre le due pietre in alto sono fatte di calcare grigio. Gli spazi interposti di questa camera sono ricoperti di geroglifici scavati nella pietra e di uno di questi si pensa sia il cartiglio del faraone Khufu, motivo per cui la Piramide è considerata la sua tomba. Seguendo verso l’alto la data del livello terreno del 1958, la linea cronologica si allunga verso l’alto fino alla sommità della pagoda, la quale segna l’anno 2033.

La data forse più interessante, particolarmente per gli americani, è la data della Lamina di Granito, cioè il 17 settembre 2001, il punto terminale della linea proiettata geometricamente della pendenza della Camera Ascendente, misurata dal limite esterno della Piramide. Nella prima edizione di questo libro ho menzionato questa data, allora cinque anni nel futuro, facendo delle ipotesi sul suo significato. Proposi che avremmo potuto trovare un indizio sul suo senso nel nome egiziano della camera, che si traduce con la “Camera del Triplice Velo”. In senso esoterico un “velo” si riferisce ad una perdita di consapevolezza spirituale, che si è verificata quando le anime entravano nella materia. Il velo agisce come un filtro della percezione. Mentre siamo sulla terra, il velo offusca la nostra percezione spirituale così che vediamo solo l’illusione della realtà fisica tridimensionale; dimentichiamo la nostra natura spirituale e pensiamo a noi stessi come esseri fisici piuttosto che spirituali. L’iniziazione nell’Anticamera insegnava all’iniziato di vedere oltre i veli dell’illusione e di capire la nostra natura e origine spirituale.

Questo velo è inoltre simboleggiato dalla grande tenda nel Tempio di Gerusalemme che separava l’altare interno dal santuario esterno. Fu questa tenda che si strappò al momento della morte di Cristo sulla croce, perché, vincendo la morte, Egli aveva vinto l’illusione finale e dimostrato a tutta l’umanità che non siamo i corpi fisici che occupiamo, bensì esseri spirituali.

Scrissi inoltre che, dato che in questa camera vengono rappresentati tre veli, forse ci sarebbe stato un nesso fra il 17 settembre 2001 e i “tre giorni di tenebre”, predetti da tante profezie. Feci anche l’ipotesi che quella data rappresentasse forse un evento che avrebbe preceduto un’ “alzata del velo” del mondo fisico, un mondo costruito su differenze e separazione. Molte persone che credono che la Grande Piramide sia un cronogramma pensarono che, in qualche modo, questa data avrebbe avuto a che fare con un cambiamento nella cognizione umana, o consapevolezza spirituale. Con gli attacchi terroristici sugli Stati Uniti l’11 settembre 2001 furono esaminate e rivalutate le idee sul significato della data della Grande Lamina.

Alcune persone hanno fatto l’ipotesi che il triplice velo dell’Anticamera sia correlato con i tre attacchi che i terroristi sferrarono, uno sul World Trade Center, uno sul Pentagono e l’altro sul volo 93 della United Airlines, il cui bersaglio progettato era la Casa Bianca. Altri pensano che il triplice velo corrisponda ai primi tre giorni successivi all’attacco, quando l’intera nazione degli USA e molti altri nel mondo erano in stato di shock, increduli. Penso che la maggior parte delle persone sarebbe d’accordo sul fatto che gli americani certamente soffrirono tre giorni di tenebre, cercando di superare lo shock e il dolore.
In seguito agli eventi dell’11 settembre ricevetti diverse lettere da lettori riguardo a questa data. Alcuni mi chiesero se pensavo che la linea proiettata fosse stata misurata in modo sbagliato, in quanto la data sembrava “mancata” di sei giorni. Altri sottolinearono quanto fosse sbalorditivo il fatto che una linea cronologica di 6000 anni potesse essere comunque accurata fino a qualche giorno. Altri ancora volevano solo sapere quale fosse, secondo me, il significato dell’11 settembre.

Vorrei tanto avere una risposta semplice e chiara. Capisco lo shock e l’orrore che abbiamo sentito tutti quel giorno. Quella mattina ero per strada per raggiungere l’Aeroporto Nazionale Reagan: non ho mai fatto quel volo. Mentre mia figlia sapeva che stavo lasciando Washington, D.C., quella mattina, non sapeva da quale aeroporto stavo partendo. Ci vollero tre ore per raggiungerla per telefono, tre ore durante le quali si chiedeva se ero su quell’aereo dirottato. Personalmente ero angosciata per non avere notizie di colleghi ed amici che lavoravano al Pentagono e anche di marinai che erano ai miei comandi, di guarnigione a New York City.

Tuttavia, malgrado l’orrore e la perdita di vite che abbiamo vissuto quel giorno, penso anche che la maggior parte delle persone sarebbe d’accordo a dire che qualcosa di buono ne è emerso, malgrado il male. Per alcuni giorni, forse per la prima volta nella storia di questa nazione, gli americani si trovarono insieme come un popolo unito. Penso che questo momento di unione abbia, in qualche modo, influito per il meglio sulla coscienza collettiva umana.

Dato il fatto che la Camera del Re finisce nell’anno 1958, sappiamo che stiamo ora progredendo verso l’alto sulla formazione di pietra sulla parete distante. L’autore Kirk Nelson sostiene con argomenti eccellenti che le sette pietre che si elevano al di sopra della Camera del Re rappresentino i sette chakra: le cinque pietre di granito rosso (terra) sono i chakra inferiori e i due blocchi di calcare grigio (materia cerebrale) che formano la sommità sono la ghiandola pituitaria e quella pineale. Inoltre, in base agli attributi architettonici di questa parete, ci sono diverse date future che possono essere rilevate come particolarmente importanti. Queste sono il 2012, 2020 e 2033.

L’anno 2012 corrisponde ad un’intaccatura sul fondo della quarta pietra. Questa data coincide con la fine del calendario dei maya e l’instaurare di una nuova era. L’anno 2020 corrisponde ad un’altra marcatura trovata sulla sommità della quarta pietra. Se accettiamo l’idea che le sette pietre della struttura che assomiglia ad una pagoda corrispondano ai sette chakra, la quarta pietra rappresenterebbe il chakra del cuore. Forse l’anno 2012 sarà una pietra miliare di qualche tipo, un periodo in cui il genere umano imparerà ad aprire il suo chakra del cuore collettivo e metterà in pratica le qualità dell’amore fraterno. Quanto all’anno 2020, possiamo solo fare l’ipotesi che forse l’umanità comincerà a manifestare le qualità del quinto chakra, via via che impariamo a spiritualizzare il nostro ego umano con la Volontà Divina.

L’ultima data riflessa nell’architettura della Grande Piramide è il 2033, che corrisponde all’apice della Camera del Re. Dato il fatto che, secondo le letture, la Grande Piramide è un cronogramma della nostra era attuale di umanità, è qui che il cronogramma finisce. Può essere che, per l’anno 2033, la percezione multi sensoria sarà la norma piuttosto che l’eccezione, e attraverso questa capacità l’umanità si imbarcherà in un nuovo capitolo del suo viaggio evolutivo.

FONTE

 
Le Piramidi di Teotihuacán, Giza e Xianyang. Incredibili coincidenze !!!

Con i dati oggi in nostro possesso, è facile constatare ed è già stato dimostrato da diversi studiosi1 che quanto abilmente riportato in queste immagini, corrisponde a realtà (vedi Immagine 1)

Immagine 1 elaborata e resa disponibile da Luca Bernasconi

Ingrandendo i punti di interesse, ci troviamo di fronte ad una situazione ancora più particolare, di cui la seguente immagine ne è una rappresentazione significativa (vedi Immagine 2)

Sulla immagine 1 non ci sono dubbi e l’allineamento è facilmente constatabile da chiunque abbia accesso ad internet ed utilizzi un programma come Google Earth.
Sulla immagine 2, vi è maggiore difficoltà di riscontro senza mezzi informatici più specifici, ma per la seguente analisi statistica, basterà fare riferimento all’immagine 1.
Ciò premesso, riporto 2 osservazioni lampanti e scientificamente valide per i tre complessi piramidali più importanti di Messico, Egitto e Cina, rispettivamente collocati nelle regioni note come Teotihuacán, Giza e Xianyang:

1) sono allineati lungo un’unica linea planetaria;
2) la loro disposizione sul piano è molto simile;

Essendo le suddette 2 osservazioni state già oggetto di studi approfonditi da parte di studiosi1 molto più esperti di me, evito di entrare nel merito dei valori e delle dimostrazioni, lasciando al lettore l’onere ed il piacere di approfondire gli argomenti.
Il mio obiettivo è invece quello di trattare statisticamente i dati a disposizione.

Immagine 2 disponibile dal sito http://onlythechanges.blogspot.it

Partiamo dall’osservazione n°1: qual è la probabilità che 3 popoli diversi in 3 epoche diverse in 3 continenti diversi, costruiscano per pura coincidenza, 3 complessi piramidali allineandoli lungo una linea planetaria?

Per comodità dei lettori, riporto alcune semplici definizioni:

a) Probabilità (classica) di un evento: il rapporto fra il numero dei casi favorevoli ed il numero dei casi possibili supposti tutti ugualmente possibili

b) Coincidenza (Garzanti): concomitanza spesso casuale di più circostanze

Per l’analisi statistica, dobbiamo definire l’estensione di un territorio (spazio campionario) come “insieme” delle probabilità dei luoghi di costruzione e dobbiamo individuare l’estensione spaziale del complesso piramidale. Quest’ultimo dato possiamo stabilirlo come il rettangolo che contiene le 3 piramidi principali di ogni sito (per brevità lo chiameremo “rettangolo contenente”).

Ciò premesso, analizziamo i dati.

L’estensione del territorio dominato dai costruttori, è noto solo per Giza, purtroppo.
Anche in questo caso però, non possiamo ritenere idoneo alla costruzione del complesso piramidale il 100% del territorio dell’impero dell’Antico Regno (essendo presenti il Nilo, i rilievi, il deserto, etc.).

Per semplificare la trattazione, assumiamo cautelativamente che solo il 10% del territorio presentasse caratteristiche idonee alla costruzione: pianeggiante e con sufficiente capacità di sopportare il carico delle piramidi.

Per quanto riguarda Giza, abbiamo i seguenti dati:

1) Estensione rettangolo contenente: circa 0,7 kmq (dato reale)

2) Estensione impero costruttori: circa 300.000 kmq (dato reale)

3) Estensione territorio idoneo: circa 30.000 kmq (ipotesi cautelativa)

Pertanto la probabilità che i costruttori scegliessero casualmente proprio quel kmq di territorio per costruire il complesso piramidale è pari a:

Per Teotihuacan, l’archeologia ufficiale attribuiva la costruzione delle piramidi al popolo dei Toltechi, ma successivamente ha abbandonato questa ipotesi per abbracciarne altre non meglio definite.

Quindi, data l’incertezza sulla data di costruzione e sul popolo che l’ha costruita, possiamo ipotizzare che i costruttori avessero a disposizione un territorio vasto almeno 100.000 volte l’estensione del complesso piramidale. È un’ipotesi molto conservativa, considerando la complessità, la maestosità e lo splendore di Teotihuacan, sarebbe infatti lecito pensare che i costruttori dominassero su un impero ben più vasto (come termine di confronto basti pensare all’estensione dell’impero Egizio al tempo della costruzione delle piramidi della piana di Giza, che è più del doppio).

Semplificando i calcoli, abbiamo:

1) Estensione rettangolo contenente: circa 1,15 kmq (dato reale)

2) Estensione impero costruttori: 115.000 kmq (ipotesi cautelativa)

3) Estensione territorio idoneo: 11.500 kmq (ipotesi cautelativa)

Pertanto la probabilità che i costruttori scegliessero casualmente proprio quel punto del territorio per costruire il complesso piramidale è pari a:



Per il complesso di Xianyang, i dati attualmente in nostro possesso sono veramente scarsi (per cause legate a divieti militari del governo cinese), quindi per non interrompere lo studio, prendiamo come riferimento il rettangolo contenente ed i dati ipotizzati per Teotihuacan (nell’attesa di poter definire almeno il rettangolo contenente con più precisione e magari anche l’estensione dell’impero dei costruttori):

1) Estensione rettangolo contenente: circa 1,15 kmq (dato scelto per analogia con Teotihuacán)

2) Estensione impero costruttori: 115.000 kmq (ipotesi cautelativa)

3) Estensione territorio idoneo: 11.500 kmq (ipotesi cautelativa)

Pertanto la probabilità della coincidenza è:

Ovvero, la probabilità che Egizi, Precolombiani e Cinesi in 3 epoche diverse, in 3 continenti diversi, abbiano costruito per pura coincidenza, i 3 complessi piramidali di Teotihuacán, Giza e Xianyang allineandoli lungo quella particolare linea planetaria, è pari a circa 2 su 100.000.000.000 (leggasi “due su cento miliardi”).

C’è da fare un considerazione (Osservazione 1 bis) a commento di questo risultato: due siti generici sul pianeta Terra saranno sempre allineati su una linea planetaria. Quindi la vera coincidenza è data dal terzo sito che viene costruito sulla linea planetaria definita dagli altri due siti.

Il calcolo quindi andrebbe fatto per il sito meno antico, ma siccome l’incertezza sulla datazione di Xian è troppo elevata, possiamo effettuare il calcolo per l’unico dei 3 siti per il quale abbiamo più dati a disposizione, ovvero Giza.

Ciò premesso, la probabilità che gli Egizi scegliessero di costruire il complesso piramidale d Giza proprio in quel punto, allineandolo per pura coincidenza gli altri due siti piramidali di Teotihuacán, Giza e Xianyang vale:

Ovvero circa 2 probabilità su 100.000.

Analizziamo ora l’osservazione n°2: partendo dalla probabilità di coincidenza sopradescritta, qual è la probabilità che i 3 popoli suddetti, in 3 epoche diverse in 3 continenti diversi, dopo aver allineato per pura coincidenza lungo linee planetarie parallele i 3 complessi piramidali, abbiano disposto le piramidi secondo una geometria simile? Per non entrare nel merito della trattazione, rimando agli studi di cui alla nota 1 e mi limito ad inserire le seguenti immagini per sostenere l’ipotesi della disposizione “molto simile”:

Dal sito www.earthquest.co.uk/articales/theory2.html

Le immagini parlano da sole, non ci sarebbe nemmeno bisogno di commentarle, ma basta osservare che per i 3 siti piramidali vi è l’allineamento delle 2 piramidi maggiori ed il disallineamento della terza piramide, la più piccola.L’angolo di disallineamento tra la piramide più piccola e l’asse di allineamento delle altre due è lo stesso (precisione del decimo di grado) per i 3 siti piramidali.

Nelle immagini compare la costellazione di Orione, ma non verrà considerata nello studio delle probabilità di coincidenza. Anche in questo caso, dobbiamo stabilire un criterio per determinare uno spazio campionario. Un criterio possibile è quello di suddividere il rettangolo contenente in una maglia quadrata con estensione di un ettometro quadrato (valore plausibile in considerazione delle dimensioni di base delle piramidi).

Pertanto per Giza abbiamo 70 quadrati contenenti all’interno dei quali i costruttori avrebbero potuto collocare le proprie piramidi (per definizione un quadrato contiene la piramide quando il vertice della piramide coincide con il baricentro del quadrato). La prima piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:



La seconda piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:



La terza piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:

Pertanto la probabilità totale di disporre per pura coincidenza le Piramidi proprio secondo lo schema attuale è di:



Ovvero ci sono 3 probabilità su un milione.

Ripetendo i calcoli anche per Teotihuacán e Xianyang , otteniamo:



La probabilità parziale per l’osservazione 2 vale: 0,00000000000000014%
(Leggasi circa 1 probabilità su mille milioni di miliardi)



La probabilità totale che si verifichi contemporaneamente l’osservazione 2 e l’osservazione 1 è la seguente:

(Leggasi circa 3 probabilità su cento miliardi di miliardi di miliardi)

Per comprendere questo numero, facciamo un esempio più pratico:

– la probabilità di lanciare un dado a 6 facce ed ottenere il numero 6 è pari ad 1/6 ovvero il 16,66%;

– per analogia, la P totale di cui sopra è la seguente: tirare 36 volte di seguito il dado ed ottenere sempre 6!

Mentre la probabilità totale che si verifichi contemporaneamente l’osservazione 2 e l’osservazione 1 bis è la seguente:



(Leggasi circa 3 probabilità su mille di miliardi di miliardi)
Anche in questo caso, riportando l’esempio del dado a 6 facce, dovremmo lanciarlo per 29 volte di seguito ed ottenere sempre 6!

La P Giza Bis equivale a lanciare il dado 6 volte di seguito ed ottenere sempre 6.
Su questo dato, suggerisco esperimenti personali ai professori di egittologia che parlano di coincidenze: comprate un dado a 6 facce e lanciatelo su un tavolo piano facendolo rotolare.
Non appena avrete raggiunto l’obiettivo di ottenere 6 volte di seguito un 6, avrete capito che la teoria classica è valida. In caso contrario, fatevi qualche domanda.

È doveroso evidenziare il fatto che non ho preso in considerazione l’immagine 2: infatti se avessi dovuto analizzare anche la probabilità che le singole piramidi di un sito sono allineate con le corrispettive degli altri 2 siti, allora credo che avrei avuto difficoltà anche solo a pronunciare il numero che rappresenta la probabilità di coincidenza totale.

A questo punto, il lettore esperto di statistica, o il lettore esperto di archeologia, potranno sollevare numerose obiezioni sulle ipotesi cautelative che ho dovuto fare per ottenere un valore di probabilità della coincidenza.

Come per i miei precedenti 2 studi (http://unina.academia.edu/SimoneScottoDiCarlo ), sottolineo che il mio obiettivo è dare un ordine di grandezza al problema e non una soluzione precisa.

Pertanto, variando i dati in ingresso e variando le ipotesi cautelative, si otterranno sempre e comunque dei valori di probabilità di coincidenza così piccoli da indurre a pensare che la teoria archeologica ufficiale è da rivedere.

Oggi è insostenibile affermare con leggerezza che quanto sopra esposto sia solo una pura coincidenza: sono i numeri che mettono in forma matematica ciò che la logica e l’intuito suggeriscono da anni; vi è stata una scelta precisa e non casuale da parte dei costruttori a Teotihuacán, Giza e Xianyang di allineare i 3 siti piramidali lungo linee planetarie e di disporre le piramidi secondo geometrie simili.

Negare questa verità oggi significa sostenere che la Terra è ancora al centro dell’Universo ed il Sole e le Stelle immutabili le girano intorno.

Ma se si accetta questa verità, il passo successivo è scoprire chi e quando (e magari anche perché e come) ha scelto di costruire i 3 complessi piramidali in 3 continenti diversi in quel modo così particolare.

Una sfida enorme, la cui complessità richiede lo sforzo di ricerca di tutti gli studiosi ufficiali e di tutti gli appassionati del settore. Collaborare per capire e scoprire, senza aggrapparsi ai “dogmi archeologici” che stanno oscurando una delle pagine più belle e più antiche della storia umana.

Nota 1: cito tra tutti, il libro di Fabio Garuti “L’ombra di Orione”.

Fonti:

http://gizidda.altervista.org/down/xianyang-giza-teotihuacan.pdf

http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=263

http://onlythechanges.blogspot.it/

http://cdn2.scuolabook.it/Uploaded/rcs_S.000.BMP.INF.0018V5T1_preview/rcs_S.000.BMP.INF.0018V5T1_preview.pdf

http://herr-amn.tumblr.com/post/1021523139/necrepyt-galileogst-both-the-pyramids-of

http://www.earthquest.co.uk/articales/theory2.html

http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=coincidenza

di Simone Scotto di Carlo

fonte: shan-newspaper.com

 OGGETTI FUORI POSTO: LA PIRAMIDE NERA “FLUORESCENTE” CON L’OCCHIO CHE TUTTO VEDE

È considerato uno dei più grandi misteri insoluti del terzo millennio.

Si tratta di una Piramide ricavata da una pietra nera, decorata con i simboli attribuiti alla setta degli Illuminati di Baviera (17° secolo d.C.).  La piramide, infatti, presenta incise tredici file di mattoni, su cui si staglia l’enigmatico “occhio che tutto vede”, tutto molto simile alla piramide che compare sulla banconota americana da un dollaro. Nulla di strano, se non fosse per il fatto che la reliquia presenta alcuni caratteri incisi in quelli che sono stati riconosciuti come appartenenti all’alfabeto pre-sanscrito, ovvero la lingua matrice del sanscrito in uso circa 4 mila anni fa.

Dunque, come è possibile coniugare nello stesso oggetto un simbolo del 18° secolo con un’iscrizione del 3°-4° millennio a.C.? Le decorazioni “massoniche” sono state realizzate in un secondo momento? Oppure, la Piramide Nera indica che la tradizione degli “illuminati” è molto più antica di quanto si pensi? È possibile che gli aderenti a questa setta siano in possesso di conoscenze occulte risalenti al passato remoto dell’umanità e che facciano riferimento agli “antichi dei” che discesero sulla Terra? Grandi domande, per poche risposte disponibili.

LA SCOPERTA

Il ritrovamento della Piramide Nera si deve all’ingegnere Elias Sotomayos, il quale, tutt’altro che interessato a misteriosi reperti archeologici, era impegnato in una corsa all’oro nella giungla di La Manà, Ecuador. Nel corso della spedizione, il cercatore d’oro si imbatté in un tunnel che si addentrava per più di 100 metri nelle viscere delle montagne ecuadoregne, fino ad arrivare in una camera con più di 300 reperti di origine sconosciuta, tra cui figurava la Piramide Nera.

Altre ai mattoni incisi e alla scritta in pre-sanscrito, la piramide presenta un ulteriore componente interessante: un occhio intarsiato alla sommità della piramide realizzato con un misterioso materiale che si mostra fluorescente quando illuminato da luce ultravioletta, così da brillare come un occhio vero. Tuttavia, secondo il ricercatore austriaco Klaus Dona, cercatore di “oggetti fuori posto” (Ooparts), l’occhio sulla piramide non sembra umano; l’intento della fluorescenza era forse quello di renderlo come “occhio divino”, illuminato e illuminante.

COSTELLAZIONE DI ORIONE E TESTO

La Piramide Nera, sotto la base, presenta un altro affascinante dettaglio: un intarsio piatto realizzato con poco oro che riproporebbe la disposizione delle tre stelle della Cintura di Orione.



Inoltre, sempre sulla base, sono incisi cinque simboli che secondo il professor Kurt Schildmann (1909-2005), uno dei linguisti più esperti al mondo e presidente dell’Associazione Linguistica Tedesca, sarebbero caratteri dell’alfabeto pre-sanscrito, una lingua molto più antica del sanscrito, di cui sarebbe la matrice.

Il professor Schildmann è riuscito a decifrare la scrittura, ottenendo questa traduzione:

Il Figlio del Creatore viene da qui…”

Molte antiche pietre e manufatti in terracotta presentano la stessa scrittura, nonostante siano stati scoperti nei più disparati angoli della terra: Ecuador, Colombia, Illinois, Francia, Malta, Australia e Italia.

«Questo significa che un tempo questa scrittura esisteva in tutto il mondo, e questo significa che ci deve essere stata una grande civiltà globale più antica del sanscrito, precedente ai 6 mila anni fa», commenta Dona. «Il professor Schildmann mi disse che questa scrittura somiglia alla scrittura dell’Indo e a quella trovata sull’Isola di Pasqua. Come lui stesso mi spiegò, è una lingua più antica del sanscrito. Fu lui a battezzarla “pre-sanscrito”».

Domande, domande, domande…

L’artefatto di La Manà davvero potrebbe essere il più grande segreto mai scoperto, il quale suscita una serie di domande inquietanti: chi è il “Figlio del Creatore”? Veniva da Orione? Perchè i massoni utilizzano la Piramide Nera come loro icona?

C’è un legame che travalica i millenni tra gli dèi che governavano il mondo, Atlantide e i componenti della setta degli Illuminati? Gli illuminati, sono i discendenti degli “dèi” che ancora governano il mondo dietro le quinte?

BREVETTO PIRAMIDE: LINK - DOLLARO ESOTERICO: LINK

SIMBOLISMO ILLUMINATI: LINK - OPERAZIONE DASHUR: LINK

> Perché il sangue versato da Gesù Cristo è così importante? C'è una proprietà spirituale nel sangue e all'interno di questo sangue viene effettuata un'impronta. L'impronta di amore agisce come chiave per aprire una porta, mentre l'impronta della paura apre una porta diversa. Questi massacri stanno permettendo alle entità spirituali di entrare con queste porte nel nostro mondo... LEGGI TUTTO AL LINK