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I
VIMANA
Con i vostri velivoli veloci che si pilotano da soli, voi,
valorosi soldati, terrorizzate i nemici e ne distruggete gli edifici. Quando avanzate con vigore le montagne
echeggiano il vostro suono"
(Rg Veda, I, 166)
"Possa il carro aereo esserci amico e protettore; sia esso
pilotato da uomini eroici; possa mostrarci la sua forza,
e il suo pilota possa essere vittorioso in battaglia.
Rispettate il velivolo generato dalla sintesi degli
elementi basilari della terra e dei cieli, che è veloce
come le acque, che possiede la forza del tuono"
(i.b., VI, 47)
nel lunghissimo inno dedicato agli Ashvini(gemelli in qualche misura analoghi ai Dioscuri romani) compaiono assai spesso cenni al loro velivolo, costruito secondo una simmetria ternaria(e quindi spesso chiamato "triplice"); ad esempio:
"O divini gemelli, voi avete aperto le vie dello spazio; i piloti della vostra astronave preparavano i motori per il vostro volo, mentre voi sedete tranquillamente nel vostro velivolo"
(i.b.,I, 139)
"O divini gemelli, possa il vostro elegante triplice velivolo, veloce come un falco, rapido come la mente umana, portarvi rapidamente verso di noi"
(ib.,I, 11
ci sono accenni a velivoli con "a tre (o sette) anelli":
"O benedetto, che elargisci benefici, possa tu mettere in
moto quel carro cosmico che misura lo spazio, dotato di sette anelli, unico nell'universo, che va in tutte le direzioni"
(i.b., II, 40)
"Questo glorioso veicolo a tre anelli, privo di cavalli
e privo di redini, corre lungo il firmamento; è un mirabile esempio della vostra divina potenza, o esseri
saggi ed esperti, che controllate le vie spaziali e le astronavi"
(i.b, I, 143)
Qua e là vengono esaltati i pionieri del volo ed i costruttori di carri aerei e astronavi.
Conosciamo i nomi di tre di questi "pionieri": Rbhu, tecnico dei veivoli, Vibhu, tecnico delle navi, Vaja, tecnico dei veivoli terrestri; i tre facevano parte della Accademia della difesa.
Spesso si tessono lodi dei tecnologi delle energie(termica, idro elettrica, solare e così via).
"Invochiamo con rispetto questi pionieri delle vie celesti
e delle astronavi, affinchè accettino i nostri omaggi
reverenziali. O tecnici saggi, grazie alle vostre abilità
inventive avete creato questo velivolo che non si guasta
mai, che vola alto, grazie alle vostre abilità geniali"
(i.b. IV, 36)
fra i tanti inni del Rg Veda, ce n'è uno dedicato...all'astronave, lodata ed esaltata quasi come se fosse una divinità.
Nell'inno, prima si lodano i costruttori dell'astronave, poi l'astronave vera e propria.
"O pionieri dei veicoli terrestri ed aerei, venite
ad aiutarci attraverso percorsi ideati per
le divinità. Graziosi pionieri, mantenete
salda la tradizione del lavoro e della adorazione entro tutta l'umanità,
onde assicurare una eterna prosperità"
"Possano queste offerte compiacere il vostro intelletto
e soddisfare il vostro cuore. Possa la devozione sincera,
unita all'amore, giungere a voi; stima e ringraziamenti possano aiutarvi nel cammino verso la potenza, e dilettarvi"
"O pionieri dei mezzi terrestri e aerei,
potenti e meravigliosi, terrore dei nemici, sin
dall'antichità vi siete resi meritevoli di lodi che
spettano solo a voi. Avete dotato il veloce veicolo di
armi formidabili per la distruzione dei non fedeli"
"Tutti ammirano l'astronave, che corre dappertutto,
scende in fretta, balza su come un eroe avido di
battaglia, che gira come un carro, e vola come la
tempesta"
Un tempo gli dèi si mostravano agli uomini nei vimana, splendidi velivoli frutto di una tecnologia impressionante. Negli antichi trattati indiani il segreto della loro costruzione e gli eventi catastrofici che mutarono la Terra.
È ormai assodato che le più antiche civiltà terrestri maturarono alte conquiste nel campo letterario, artistico, politico e metafisico, espressione di un elevato grado di crescita intellettuale fiorita nel corso degli anni. Diversi regni potenti si succedettero nel dominio di vasti territori del mondo conosciuto, con l’annessione di altri popoli sotto la loro egida, segno di una compagine statale determinata ed efficiente.
Altra cosa è affermare che i nostri predecessori erano in possesso di una tecnologia elevata che ricorda da vicino i traguardi scientifici del terzo millennio. Una simile tesi stravolgerebbe completamente l’odierna società, vanificando di colpo un lento cammino di conquiste costellato di sacrifici che hanno donato alla nostra specie lo status di Homo Sapiens Sapiens.
Il primo passo da compiere è accogliere con mente aperta gli antichi testi sacri in chiave scientifica, svelando in tal senso l’oscura terminologia di individui che assistettero a fenomeni fuori della loro comprensione. Se nei medesimi libri troviamo, però, dettagliate descrizioni tecniche in un linguaggio moderno di strane macchine mosse da un’energia sconosciuta, le cose assumono un’altra prospettiva. Lo scrittore, anche se all’oscuro di principi aeronautici, padroneggiava specifiche conoscenze che gli permisero di svelare un’antica scienza. Ammetterlo conduce al passo successivo, la ricerca comparata di prove che svelino il segreto dei vimana.
L’arte di dominare il cielo
La parola vimana in sanscrito è formata dal prefisso vi, “uccello” o “volare”, e dal suffisso man che indica “luogo abitato costruito artificialmente”. Il vocabolo assume così il significato di “uccello artificiale abitato”. Nel 1875, venne scoperto un antico manoscritto del IV sec. a.C. composto dal saggio Bharadwaja (presumibilmente basato su fonti di epoca vedica), il Vymaanika-Shastra o Scienza dell’Aeronautica, che riporta in dettaglio la costruzione e le caratteristiche di volo di un vimana, il quale si differenzia in quattro modelli principali dalle diverse funzioni: Shakuna, Sundara, Rukma e Tripura. I disegni che emergono in base alle descrizioni mostrano autentiche navi spaziali.
Il testo contiene in apertura questa affermazione: “Gli esperti in scienza aeronautica dicono:’Ciò che può volare da un posto all’altro è un Vimana’. Gli esperti dicono che ciò che può volare nell’aria, da un’isola ad un’altra isola, da un mondo ad un altro mondo, è un Vimana”. La possibilità di raggiungere altri pianeti nel cosmo era normale a quei tempi, risultato di una scienza elevata che esplorava i confini del sistema solare e asseriva l’abitabilità di Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, il Sole e la Luna. Una carta stellare del 4.000 a.C., appartenuta allo studioso David Davenport, mostra i contatti tra la Terra e altri sistemi stellari lontanissimi, patria di civiltà evolute. Gli stessi yogi, potenziando la mente, varcano sconosciuti regni sovradimensionali.
Il Vymaanika–Shastra, dopo aver fornito istruzioni sull’equipaggiamento e la dieta dei piloti simile a quella degli astronauti, prosegue elencando 32 segreti che gli stessi devono adottare in volo, il più importante dei quali il trasferimento di poteri spirituali latenti nell’uomo alla macchina stessa. Seguono: invisibilità, alterazione della forma, velocità ipersonica, radar, telecamere spia e apparati di rilevamento sonoro, raggi infrarossi, creazione di ologrammi per confondere i nemici, concentrazione della luce solare su vaste zone, oscurità temporanea, armi ultrasoniche e batteriologiche. Poche le differenze con gli odierni velivoli spia.
Gli scienzati dell’Universo
Ma il Vymaanika–Shastra non è l’unica opera in circolazione sui vimana; nella letteratura indiana, la quasi totalità dei testi sacri ne fa menzione, dai quattro Veda, ai Brahmana, allo Srimad–Bhagavatam sino a comparire in numerosi trattati di varia natura, classificati come cronache documentate. Tra questi, il Samarangana Sutradhara stabilisce che le aeronavi disponevano di una propulsione a mercurio e potevano muoversi anche grazie al suono. Il Drona Parva, una parte del più ampio Mahabharata, ce ne illustra le modalità: “La Mente divenne il suolo che sosteneva quel vimana, la Parola divenne il binario sul quale voleva procedere…E la sillaba OM piazzata davanti a quel carro lo rendeva straordinariamente bello. Quando si mosse, il suo rombo riempì tutti i punti della bussola”.
La necessità di tenere nascoste ai profani le vie del cielo per il bene dell’umanità fu il proposito di re Ashoka, imperatore buddhista della dinastia Maurya vissuto in India dal 304 al 232 a.C. Egli creò la “Società Segreta dei Nove Sconosciuti” con il compito di catalogare la scienza del tempo in nove libri, tra cui I segreti della gravitazione, custodito in luoghi remoti dell’Asia. Diversi anni fa i Cinesi rinvennero antichi documenti sanscriti che trattavano dell’energia antigravità presente nell’uomo capace di far levitare ogni cosa. I veicoli interstellari chiamati “Astras”, avevano la facoltà di rendersi invisibili grazie all’energia antima e di operare deviazioni nello spazio–tempo tramite la facoltà di “diventare pesanti come una montagna di piombo”. Notiamo che “astra” in lingua latina è il plurale di stella, mentre antima ha dato origine ad antimateria, etimologicamente un’energia composta interamente di antiparticelle. Una simile conoscenza era interamente opera umana o scaturiva dalle profondità celesti, perfettamente note agli scienziati indù?
Vimana, dono degli dèi
La forma aerodinamica degli apparecchi spinse ad innalzare meravigliose strutture sacre di forma piramidale, vimana per i seguaci del tantrismo, ancor oggi visibili in tutta l’India, che indicano il tempio del dio in movimento. Varie razze di divinità, costantemente in contatto con i monarchi indiani, assistevano ai sacrifici rituali spandendo fiori dai loro vimana, e riprendevano al termine la via del cielo.
Arjuna, leggendario eroe vedico amico di Krishna, parla nei suoi viaggi interplanetari di lontane regioni ove non brillano Sole e Luna, ma stelle fulgenti piccolissime se osservate dal pianeta azzurro. Il re Citaketu viaggiava nello spazio su un veicolo luminoso donatogli dal dio Vishnu e si imbatte in Siva, che scompare velocemente alla vista nella sua astronave.
Il Mahabharata descrive un utilizzo tattico dei vimana in guerre campali, con il lancio di proiettili sfolgoranti che vaporizzano le creature seminando il panico e narra le vicende del monarca Salva che, desideroso di annientare la città di Krishna, ottiene dall’architetto di un altro sistema planetario un portentoso vimana. Il re bombarda inizialmente dall’alto la cittadella con sassi e tronchi d’albero, e utilizza in seguito un’arma capace di manipolare le condizioni atmosferiche, ma alla fine Krishna otterrà la sua vittoria fronteggiando in cielo Salva grazie a un missile ad ultrasuoni che uccide all’istante. L’episodio svela che l’uomo, debitamente istruito, era pur sempre impotente di fronte a una simile tecnologia, appannaggio degli dèi, che portò millenni prima al trionfo del glorioso Impero Rama, in una terribile guerra stellare ricordata nel Ramayana di Valmiki.
La vittoria di Rama
Il celebre poema epico indiano narra la storia di Rama, settima incarnazione del dio Visnhu, che prende in sposa la principessa Sita e stabilisce un vasto impero tra Iran e Afghanistan, noto nei testi classici come “Le sette città dei Rishi”. Il malvagio Ravana, re di Lanka, rapisce la donna che Rama parte a liberare con l’aiuto di Hanuman, uccide Ravana e infine rade al suolo la sua città. Storicamente esistette una dinastia Ravana che regnò a Lanka per quattrocento anni, delineandosi in tal modo uno scenario che ispirò il successivo racconto dell’Iliade di Omero, ove due imperi combattono a causa di una donna. Quello che interessa è il frequente ricorso nel poema a macchine volanti equipaggiate con armi incredibili, che sino all’ultimo decidono le sorti della battaglia.
Nel quindicesimo capitolo compare il Pushpaka Vimana, enorme aeronave dorata appartenuta a Brahma, che Ravana sottrae al fratello e guida con l’aiuto di uno strano essere umanoide. In cielo guerreggia con una schiera di astronavi nemiche lanciando missili, giunge a Lanka e Rama vincitore si impossessa del velivolo che lo condurrà infine nella residenza paterna. Durante la traversata, Rama illustra a Sita i luoghi dello scontro, indicando Lanka dimora dei titani, nome di una razza che tornerà utile nel corso della nostra ricerca. Lanka, in dravidico antico “isola“, viene descritta come un baluardo circondato d’acqua oltre un’oceano vastissimo, particolare che ha suggerito agli studiosi David Davenport ed Ettore Vincenti l’identificazione con l’opulenta Mohenjo Daro, in Pakistan. Lanka era bagnata dal fiume Indo più volte definito oceano e confinava a sud–est con l’impero di Rama. Se i nessi geografici corrispondono, ancor più sconvolgenti le scoperte archeologiche.
Il luogo della morte
La nascita di Mohenjo Daro sembra avvenire dal nulla. Fiorente metropoli che contava 30.000 abitanti, era progettata secondo un moderno schema architettonico a griglia e vantava un eccellente sistema di fognature, nonché un enorme piscina. Il suo nome, “luogo della morte”, deriva dal ritrovamento di 44 scheletri in vari quartieri della città, quando venne intrapresa un’esplorazione sistematica delle sue rovine da Sir Mortimer Wheeler nel 1945. La sua scoperta si deve però all’archeologo R. D. Banerjee che ottant’anni fa portò alla luce gli edifici sottostanti su cui sorgeva una stupa buddhista del 300 a.C.
Gli scheletri, sparsi in un’area precisa della metropoli, giacevano scomposti con le membra contorte, segno che la morte li ha colti all’improvviso. L’attacco da parte di tribù ariane, mito letterario creato dal nulla, non sussiste, poiché non vi sono armi accanto ai corpi e soprattutto le ossa presentano strane carbonizzazioni e calcinazioni, dovuto agli effetti di un’esplosione nucleare. Soltanto una bomba a fusione è in grado di provocare simili devastazioni, con un epicentro da cui irradia l’onda d’urto che viene a creare sull’area colpita tre zone distinte, come a Mohenjo Daro. Il Survey of India (Istituto di Cronologia) ha sinora individuato le date di alcune battaglie cruciali in base ai riferimenti astrologici dei Veda, effettuando una comparazione sui reperti archeologici della Valle dell’Indo. Nel caso di Mohenjo Daro, gli esperti hanno riscontrato un salto di oltre quattrocento anni rispetto alla cronologia accertata, suggerendo una contaminazione nucleare dei resti organici. Davenport e Vincenti hanno rinvenuto lontano dagli scavi archeologici una piana con oggetti d’uso comune vetrificati, che ad un’attenta analisi risultavano irradiati dall’Uranio del Plutonio e del Potassio 40 a livelli fuori della norma.
Prove sufficienti ad avvalorare un’antica guerra tra esseri stellari, che impressionarono la memoria dei nativi. Un manufatto di pietra scolpita mostra un casco con visiera sottile totalmente differente dagli elmi allora in uso e più vicino a quello di un pilota, mentre il Palazzo del Governatore cinge un ampio cortile che un tempo aveva ospitato, forse, il Pushpaka Vimana. Senza contare che un quarto soltanto della città è stato sinora riportato alla luce; ma i riscontri non finiscono qui.
Secondo le antiche leggende, i signori del cielo irati con Lanka polverizzarono sette città con una luce che brillava come mille Soli ed emanava il rombo di diecimila tuoni. Nel Ramayana, il saggio Rishi avverte gli abitanti del suo eremo di scappare lontano dal Gran Deserto del Thar, poiché di lì a sette giorni una pioggia di ceneri avrebbe messo fine al regno di Danda, cognato di Ravana. Gli scheletri ritrovati a Mohenjo Daro sono in numero esiguo rispetto alla totalità degli abitanti, fuggiti di colpo per evitare la purificazione celeste. Scienza e mitologia si fondono e ancora un volta gli antichi testi confermano le odierne scoperte.
Un segreto da dimenticare
Ma una guerra atomica a bordo dei vimana è un episodio circoscritto alla sola India? Alcune caverne in Turkestan e nel deserto del Gobi contenevano dispositivi semisferici di vetro e porcellana con un’estremità conica ripiena di mercurio, che gli scienziati sovietici hanno definito “antichi strumenti per la guida di veicoli cosmici”. Resti di remote metropoli vetrificate giacciono, poi, tra le sabbie del Gobi che un tempo era patria di civiltà evolute scese a formare l’uomo. Furono loro a governare Atlantide, che aveva in dotazione un Vimana–Vailixi adoperato per una battaglia sulla Luna. Le Stanze di Dzyan, testo occulto del Tibet, narra che il Grande Re dal Volto Abbagliante ipnotizzò i Signori Oscuri conscio della distruzione di Atlantide e si impadronì con il suo popolo dei vimana nemici, per raggiungere terre lontane.
Nelle città sotterranee di Akakor, in Brasile, esistono strane mappe su cui appaiono il sistema solare con diverse lune, due isole nell’Atlantico e nel Pacifico inabissatesi a causa di uno scontro nel cielo tra due razze stellari che perturbò le orbite di Marte e Venere (cfr. Il regno di Akakor, ACAM Sezione Civiltà Enigmatiche).
Gli Indiani Hopi del Nordamerica ricordano nei loro miti il Terzo Mondo popolato da uomini che con i patuwwota (scudi di cuoio) si mossero guerra annientando la civiltà. Nell’ovest degli USA esistono numerose rovine consumate dalle radiazioni nucleari a perenne memoria. Gli edifici delle Sette Cidades, vicino al Rio Longe, presentano tracce di cristallizzazione che assomigliano a quelle di Sacsayhuaman, in Perù, distribuite in un’area di 15.000 m2.
Sul Monte Rano–Kao, nell’Isola di Pasqua, si trova una grande spaccatura segno di un intenso calore che ha fuso l’ossidiana sul terreno e ha lasciato un cratere circolare poco distante. Incisioni di legno mostrano individui stravolti colpiti da forti radiazioni.
Anche il Medioriente conserva testimonianze di sviluppi tecnologici avanzati. Le Halkatha, vecchie leggi babilonesi, recitano: “Guidare una macchina volante è un grande privilegio. La conoscenza del volo è estremamente antica, un dono degli dèi del passato per sopravvivere”. Un testo caldeo, il Sifr’ala, descrive minuziosamente le parti costruttive di un aereo quali bobine di rame, sfere vibratorie e aste di grafite soffermandosi sull’aerodinamicità del veicolo. Il resoconto più famoso del Medioriente di un antico volo nel cosmo vede protagonista il re antidiluviano di nome Etana che a bordo di un’aquila scompare nel cielo e osserva dall’alto la Terra diventare sempre più piccola.
Preziosi per una comparazione con l’epica indiana sono le cronache sumere di una guerra furiosa scoppiata tra fazioni opposte di dèi per il possesso delle Terra, che provoca un vento radioattivo dalla Penisola del Sinai, cosparsa ancor oggi di pietre annerite. Molti ricorderanno il reperto di Toprakkale, conservato al Museo Topkapi di Istanbul, che raffigura una sorta di shuttle guidato da un individuo in tuta spaziale, chiara conferma di remota tecnologia operante in area mesopotamica.
Dalla vicina penisola arabica, la mitologia indiana giunse sino in Grecia, dimora di un pantheon assortito al cui apice regnava Zeus. Il nome deriva dal sanscrito Dyaush–Ptr, che ha originato il corrispondente latino Giove Padre, in seguito relegato a semplice aiutante del tonante Indra. Zeus era descritto come potente divinità che scagliava fulmini, eco lontana di armi tremende adoperate nella guerra decennale che lo oppose alla razza semidivina dei Titani: “Allora Zeus…dal Cielo scagliò i suoi dardi infuocati. I fulmini che lanciò erano potenti di rumore e di luce…I Titani nati dalla Terra furono avvolti da un bruciante vapore. Innumerevoli fiamme salirono sino al chiaro etere. Lo splendore delle pietre dei fulmini e dei lampi accecava gli occhi anche dei più forti”. Queste le ultime testimonianze del conflitto piovuto dal cielo, opera di esseri dalle fattezze umane, venerati dai nostri progenitori come dèi. Il tempo cancellò il ricordo delle loro imprese e il silenziò calò sulla tecnologia aeronautica, nata per valicare i confini del cosmo. I carri celesti disparvero dalla Terra, lasciando a pochi eletti il dominio dei cieli. Un manoscritto nepalese di età indefinita racconta che un antico re indiano, incapace di pilotare un vimana, convoca un esponente degli Yavanas, una stirpe bionda dalla pelle chiara discendente di Noè che abitava il Mediterraneo orientale dopo il Diluvio. Il monarca si librò in aria ma non venne mai a conoscenza del segreto del volo appartenuto agli dèi e un tempo custodito nella sua terra.
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Bibliografia
Autori vari L’universo fantastico dei miti, Mondadori, 1977
Compassi, Valentino Dizionario dell’universo sconosciuto, SugarCo, 1989
Davenport, W. David – Vincenti, Ettore 2000 a.C.: distruzione atomica – SugarCo, 1979
Dopatka, Ulrich Dizionario UFO – Glossario di preastronautica, Sperling & Kupfer, 1980
Feuerstein, George – Kak, Subhash – Frawley, David Antica India la culla della civiltà, Sperling & Kupfer, 1999
Leslie, Desmond & Adamsky, George I dischi volanti sono atterrati –Edizioni Mediterranee, 1995
Noorbergen, Rene I segreti delle antiche razze, SIAD Edizioni, 1978
Sitchin, Zecharia Guerre atomiche al tempo degli dèi, Piemme, 2000
Su Internet
www.crystalinks.com/vedic.html
www.fusionanomaly.net/vimana.html
www.virginlodge.org/ancientaircraft_nf.htm
www.jeffanderique.com/ancient_vehicles.htm
http://dnausers.d-n-a.net/dnetEfoE/explorer/atlantis.html
www.fireplug.net/ ˜rshand/restricted/streams/scripts/vimana.html
www.light1998.com/Secrets-of-the-Vimana/Secrets-of-the-Vimana.htm
Riviste
Malanga, Corrado – Le guerre stellari di Mohenjo Daro – UFO Network n°5, Settembre 1999
Terzi, Fulvio – Gli architetti del tempo – Notiziaro UFO n°18, Settembre 1998
VIMANA, LE ASTRONAVI DEGLI DEI
(Astronavi aliene nell’antico Israele e nell'antica India)
In India:
Con il termine sanscrito "vimana" ("vimanam" in pali) vengono indicati misteriosi oggetti volanti descritti negli antichi poemi epici indù, dalle prestazioni del tutto superiori a quelle delle moderne astronavi. Negli antichissimi testi religiosi della filosofia indiana le astronavi venivano descritte come i mezzi di trasporto usate dagli “esseri celesti” durante i loro viaggi. In uno di questi testi, il Ramayana di Valmiki si legge testualmente: "La splendente astronave irradiava un bagliore fiammeggiante. Fiammeggiando come un fuoco rosso vivo, volava il carro alato di Ravana. Era come una cometa nel cielo". L’astronave era dunque una macchina fragorosa che, decollando, si ammantava di una forte luminosità. “…Quando partì, il suo rombo riempì tutti i quattro punti cardinali".
In Israele:
Non sono solo gli antichi Purana (testi storici) indiani a descriverci l’esistenza di astronavi e di esseri alieni… Molte testimonianze le troviamo anche nella Bibbia. Il profeta Ezechiele, descrive alcuni esseri ed anche il veicolo usato da questi. La storia è ambientata tra Babel e Nippur, nei pressi del fiume Kebar, era il quinto giorno del mese di Tammuz (giugno luglio), era il quinto anno della deportazione del re Jojakin (593 a.c.). A Ezechiele appare un turbine tempestoso, proveniente dal nord, emetteva fumo, sembrava una nube, con al centro un nucleo folgorante di fuoco, che continuamente si rinnovava. Man mano che la macchina volante si avvicinava al profeta, questo ne discerne, meno confusamente le diverse parti. In quel fuoco, qualcosa brilla come un fulmine. Quattro esseri dall’aspetto umano si fanno avanti. Infatti, la testa e il petto, la parte cioè più alta e frontale, che sono visti per primi, hanno caratteristiche umane. Ciascuno di essi, subito dopo, svela quattro aspetti:
1. Fattezze di uomo;
2. Fattezze di leone sul fianco destro;
3. Fattezze di toro sul fianco sinistro;
4. Fattezze di ali come di aquila per la parte posteriore;
Ciascuno possedeva quattro ali, due coprivano il corpo e due erano tese verso l’alto, le ali di uno potevano toccare quelle dell’altro. Queste ultime muovendosi producevano il rumore dell’oceano in tempesta. Di sotto le ali usciva un paio di braccia. Gli esseri erano disposti perpendicolarmente in forma di croce: nord-sud e est-ovest. Tra di essi, Ezechiele discerne, ora, muoversi rapidamente fuoco vivo, che brucia a mo di fiaccole e sprigiona lampi. Accanto ad essi, poi, guardando verso il veicolo che li aveva condotti fin la, Ezechiele nota quattro turbine, la loro forma è poco comune, ognuna pareva ne avesse un’altra dentro, incrociatesi ad angolo retto. Il veicolo era di proporzioni gigantesche, tutto ricoperto di oblò e si muoveva in sintonia con quegli strani esseri. Gli esseri sembravano dipendere dall’energia di quella macchina. Dall’insieme risultava una specie di carro maestoso, indefinibile. Sulla cima di quella macchina vi era una sorta di cupola luminosa, trasparente che brillava come il cristallo che sovrastava la testa di quegli esseri. Sotto la cupola si intravedeva un seggio, qualcosa di simile ad un trono e su di esso stava seduto un uomo dalle apparenti fattezze umane, un uomo la cui luminosità era come quella del fulmine, sembrava risplendere come fuoco vivo. Un alone gli brillava intorno, simile all’arcobaleno tra le nubi. A quel punto Ezechiele si spaventa e si getta con la faccia a terra…
Torniamo in India:
Le astronavi potevano essere equipaggiate con potenti armi da guerra. Nel Mahabharata queste potenti veicoli vengono descritti in modo molto particolareggiato, nella sezione Drona Parva, leggiamo: "Costruiremo un’astronave di grande potenza. La mente divenne il suolo che sosteneva quel veicolo, la parola divenne il binario sul quale voleva procedere. Tutti i discorsi e tutte le scienze erano raccolte in essa, tutti gli inni, ed anche il Suono Vedico “vashat”. E la sillaba “om” piazzata davanti a quel carro lo rendeva straordinariamente bello. Quando si muoveva, il suo rombo riempiva tutti i punti cardinali. Antiche tradizioni tibetane, parlano di un "magico cubo volante" chiamato duracalapam, grazie al quale i monaci in meditazione sostenevano di essere in grado di spostarsi in qualsiasi angolo della Terra. La distinzione, netta e precisa di un’astronave, compare nel testo Samsaptakabagha: "Quando veniva usato quella macchina era enormemente risplendente, come un carro celeste che vola nel cielo". Nel Ramayana, nel VI libro dello Yuddhacanda, si legge del combattimento fra Rama e Ravana con “dardi” infuocati, lanciati da navi spaziali mosse da motori dai cui scarichi “uscivano faville” e nel Samaranga Sutradhara troviamo ben 230 Sloka (versi) dedicati ai principi della costruzione delle aeronavi.
Torniamo in Israele:
La Bibbia narra di alcuni esseri chiamati Nefilim e li definisce antichi eroi. La Bibbia, un libro antico che parla di esseri ancora più antichi.
Genesi 6:1
“Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli degli Elohim (esseri celesti), videro che le figlie degli uomini erano belle e si accoppiarono con esse…”
Genesi 6:4
“C’erano sulla terra i Nefilim a quei tempi -e anche dopo- quando i figli degli “esseri celesti” si univano alle figli degli uomini e queste partorivano loro dei figli, sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi”.
Qui la Bibbia si ferma, ma la storia viene ripresa da un antico testo, il “Libro dei Vigilanti”, il cui autore è l’Enoc biblico.
Libro dei Vigilanti 6:1-6
“Ed accadde, da che aumentarono i figli degli uomini, che in quei tempi nacquero, ad essi, ragazze belle di aspetto. E i figli degli esseri celesti, i figli del cielo, le videro, se ne innamorarono e dissero fra loro:
“Venite, scegliamoci delle donne fra le figlie degli uomini e generiamoci dei figli”. E disse loro Semeyaza, che era il loro capo: <>. E tutti gli risposero e gli dissero: <>. Allora tutti insieme giurarono e tutti quanti si impegnarono vicendevolmente ed erano in tutto, duecento. E scesero in Ardis, cioè sulla vetta del monte Armon e lo chiamarono così, poiché su esso avevano giurato e si erano scambiati promessa impegnativa”.
Seguono i nomi dei duecento “esseri celesti” che scesero sulla Terra, per accoppiarsi con le figlie dell’uomo. Dopo essersi accoppiati, insegnarono alle loro mogli e ai loro figli la loro scienza in ogni dettaglio… il resto della storia la potete trovare sul “Libro dei Vigilanti”
Torniamo in India:
Dal Mahabharata: “Gli esseri celesti volavano sulle loro aeronavi, come portati dalle nuvole, raggiungevano tranquillamente la loro meta: i luminosi Adita nel loro splendore, i Marut muovendosi nell’aria; gli alati Suparna, i Naga coperti di squame e i Gandharva famosi per la loro musica: a bordo di splendenti veicoli celesti, tutti insieme solcavano il cielo limpido e azzurro”.
I testi vengono scarsamente tradotti perché si dovrebbe ben sapere che, se fossero rivelati pubblicamente, verrebbero male usati. Gli studiosi preferiscono evitare di interpretare alcuni dei brani quali il seguente, di ordine prettamente tecnico: “Forte e durevole deve essere il corpo, come un grande “uccello” volante, di materiale leggero. Dentro si deve porre il motore al mercurio, con sotto l'apparecchio in ferro per il riscaldamento. Per mezzo della forza latente del mercurio, che mette in moto le turbine, un uomo seduto all'interno può viaggiare nel cielo, in modo meraviglioso, percorrendo grandi distanze. Quattro forti contenitori di mercurio debbono essere costruiti nella struttura interna. Quando sono stati riscaldati per mezzo dei contenitori di ferro, l’astronave sviluppa la forza del tuono attraverso il mercurio. E subito diventa come una perla nel cielo... Tuttavia, se questo motore di ferro con le giunture appropriatamente saldate viene riempito di mercurio e il calore viene condotto fino alla parte superiore, sviluppa potenza con il ruggito di un leone... I possibili movimenti dell’aeronave sono l'inclinazione, l'ascesa e la discesa verticale, gli spostamenti avanti e indietro, l' ascesa normale, la discesa normale, la progressione su lunghe distanze grazie all'opportuna regolazione delle parti funzionanti che assicurano il moto perpetuo. La forza e la durata di queste macchine dipende dai materiali usati”. Ecco ora alcune delle qualità principali dell’astronave, può essere invisibile, trasportare passeggeri, essere resa piccola e compatta, muoversi in silenzio (se deve essere usato il suono deve esservi una grande flessibilità di tutte le parti mobili che debbono esser costruite alla perfezione); deve durare a lungo; deve esser ben coperta; non deve diventare troppo calda, troppo rigida o troppo morbida; può essere mosso da melodie e ritmi.
Per questo motivo molti studiosi di sanscrito e di ebraico, che hanno potuto leggere gli antichi Sastra (scritture rivelate) indiani e ebraici, si sono convinti che in un passato remoto alcuni esseri celesti, siano scesi sulla Terra.
Molti ricercatori dell’enigma UFO tendono a trascurare un fatto di grande importanza: si dà per scontato che molti dischi volanti siano di origine aliena, o forse militare governativa, non prendendo in considerazione che potrebbero invece provenire da Atlantide o dall’antica India. Ciò che sappiamo sugli antichi velivoli indiani risale a fonti remote: testi scritti che ci sono giunti attraverso i secoli. Non c’è dubbio che molti di tali testi siano autentici; esistono letteralmente centinaia di epiche indiane, molte delle quali non sono nemmeno state tradotte in inglese dal sanscrito
Era il periodo storico dell’impero Rama, con le sue sette grandi città, situate nel nord dell’attuale India e nel Pakistan: una dominava su tutte. Mohenjo-Daro, l’antica Lanka, isola nel fiume Indo. I "Vimana" venivano descritti come oggetti a due piani, rotondi e piatti, ma anche sigariformi, i "Vimana Vallixi", adibiti per il trasporto, per le battaglie, per le gite, eccetera.
Nel 1875 il trattato dal nome "Vimanika" viene rinvenuto in un antico tempio indiano. Lo ha scritto un illuminato, un certo Bharadvajy, in sanscrito, la lingua degli Dei, e verrà tradotto in lingua inglese e successivamente edito nel 1979 da G.R. Josyer, a Mysore. Di questo testo si è occupata anche l’accademia di sanscrito, che però non si esprime sulla sua autenticità, anche perché, nel manoscritto, sono descritti i "Vimana": come funzionano, come devono essere pilotati, le diete dei piloti, le rotte spaziali da seguire per evitare di incappare in tempeste magnetiche, armi fantastiche, il radar e gli schermi televisivi.
Alcuni di questi "Vimana" sono spinti da uno strano propellente giallo-bianco e liquido (Kerosene?), mentre qualche volta si accenna all’impiego di mercurio (Motore a ioni?).
Non sussiste alcun dubbio che il primo razzo vero e proprio lo abbiano costruito i Tedeschi, che avevano organizzato spedizioni in Tibet per cercare i libri e le fonti in cui si descrivevano i motori dei "Vimana".
Nel "Dronaparva" che in realtà è una parte del "Mahabarata" i Vimana sono descritti come sfere dalle quali esce un fiotto di fuoco che fa muovere a grande velocità quegli oggetti che, guarda caso, si dice funzionino con un motore a mercurio.
Curiosamente, ricorda il teosofo David Childress, i Russi hanno recentemente scoperto in alcune caverne del Turkestan e nel deserto del Gobi, degli strani oggetti semisferici che loro chiamano "vecchi strumenti per la navigazione spaziale", di vetro e porcellana contenenti alcune gocce di mercurio.
Nel "Mahavira Bhavabhuti", testo dell’ottavo secolo, possiamo leggere: "Un carro aereo detto Pushpaka, trasportò molte persone ad Ayodhya, la Capitale, ed il cielo era pieno di stupende macchine volanti nere come la notte ma caratterizzate da luci giallo intenso".
Sfortunatamente, il mondo della scienza ufficiale snobba questi antichi testi, con la scusa che fornirebbero erronee interpretazioni di una realtà aulica e non tecnologica dell’antica India.
Si deve però tener conto che testi analoghi stanno venendo alla luce in Cina, mentre in Europa del nord le leggende irlandesi raccontano della civiltà venuta dallo spazio che insegnava a coltivare. Che dire delle leggende atlantidee dove un altro aereo strano volava e dominava i cieli, il così chiamato "Ashvin"?
C’è chi dice che questa protoufologia sia troppo soft per essere presa in considerazione e tutte le volte che si fa riferimento alle antiche storie che circolano sulle Piramidi egizie e sul loro "allineamento" astrale gli scienziati di turno si tappano il naso in un gesto di rigetto. Chissà se si tapperanno ancora il naso quando avrò finito di esporre questa storia nuova di zecca: l’ennesima nostra analisi chimico-fisica fatta su alcuni campioni provenienti da Mohenjo-Daro
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Circa dieci anni fa mi sono imbattuto in un libro che parlava di questa antica città e della sua misteriosa fine: l’autore, David Davenport, era un giovane sanscritista, ma non solo. Profondo conoscitore dell’India e di molte lingue locali, anche se di famiglia inglese, aveva scritto un libro "2000 A.C.: distruzione atomica" (Ed. Sugarco), che tendeva a dimostrare come Mohenjo-Daro fosse stata teatro di una battaglia aerea tra forze extraterrestri contrastanti tra loro.
La città, in effetti, sorge su una piccola collina che una volta era circondata dalle acque del fiume Indo. Oggi dista circa 20 Km da Larkana, nella provincia del Sindh. Circa 3.500 anni prima di Cristo le popolazioni indiane che provenivano da ovest fondarono il sito abitato i cui scavi, risalenti al 1922, mostrano oggi reperti di una civiltà che aveva altissimi livelli di civilizzazione.
Basti pensare che la strada principale della città era larga sei metri ed aveva dei sistemi di canali ai bordi, che servivano a convogliare le acque di lavaggio del fondo stradale per evitare l’accumulo di polvere.
In alcuni punti strategici era previsto non solo lo spazio per quello che noi oggi avremmo chiamato il cassonetto dei rifiuti, ma era previsto anche un posto per il cosiddetto poliziotto che controllava il traffico.
I pavimenti delle case erano piastrellati, così come probabilmente anche i rivestimenti esterni.
L’acqua corrente fino al terzo piano era assicurata con dei pozzi verticali. Al centro città si ergeva il granaio, collocazione intelligente, a garantirne la protezione. Una mega piscina con acqua corrente serviva da bagno pubblico. Tutto questo, 2.500 a.C.
Ma ad un certo momento, circa 1.500 a.C., la città viene abbandonata in tutta fretta. Gli storici a questo proposito non sanno che pesci prendere. Alcuni dicono che un’altra civiltà di ariani avrebbe, con una guerra, annientato la città; altri che la popolazione aveva raggiunto i 400.000 abitanti ed avrebbe collassato da sola. In realtà, David Davenport, nel suo libro, pone l’accento su fatti importanti. All’interno della città esiste una striscia di diverse decine di metri di mattoni esposti ad una forte radiazione calorica (più di 900 gradi centigradi per pochi secondi, come hanno stabilito le analisi fatte a suo tempo all’università di Roma). Ci sono solo scheletri di animali, mentre solo pochissimi resti umani (meno di dieci) tutti raggruppati in un solo sito e soprattutto scaraventati, più che accasciati al suolo, come se fossero stati colpiti da una forte onda d’urto. La mitologia indiana parla di una guerra che si sarebbe svolta nei cieli dell’antica Lanka, guerra preannunciata agli abitanti che avrebbero così potuto mettersi in salvo: va ricordato che tutte le suppellettili presenti nel sito sembrano essere stati abbandonati in una situazione di emergenza, incluse le tavole ancora apparecchiate.
David Davenport sosteneva nel suo libro che una guerra tra fazioni diverse di extraterrestri era occorsa nei cieli della città, dove era stata sganciata una piccola bomba atomica da teatro. Grazie alla sua profonda conoscenza delle scritture sanscrite e degli antichi testi, ed ai continui sopralluoghi da lui effettuati, avevano condotto Davenport al recupero di reperti, alcuni dei quali dovevano essersi trovati molto vicino al luogo del presunto impatto atomico.
Purtroppo David moriva in giovane età, stroncato da un male incurabile, ma i reperti ed i suoi studi rimanevano custoditi dall’amico fraterno Giulio Perrone che un giorno, circa dieci anni fa, me ne consegnò tre dei più importanti.
Abbiamo dovuto aspettare dieci anni per poterli fare analizzare senza dare nell’occhio. Abbiamo dovuto attendere dieci anni per trovare le attrezzature necessarie che mettessero in evidenza eventuali anomalie dei radionuclidi (atomi radioattivi, ndr.) contenute nei campioni. Nel frattempo i campioni erano diventati due durante un passamano, a causa di un furto ad opera di qualcuno ben informato.
L’analisi prevede una apparecchiatura dotata di un pozzetto di piombo, per evitare radiazioni dannose, dove vengono introdotti i campioni che, a seguito di una scansione ripetuta dei materiali, mediante una opportuna sonda o detector, producono un grafico di tutti i radionuclidi presenti.
Per evitare di avere delle prove inquinate dall’operatore, data la delicatezza dell’intera procedura, abbiamo fatto analizzare il tutto da un laboratorio che non sa cosa ha analizzato e che, per ovvie ragioni di segretezza - caratterizzanti in questi casi il nostro modo di operare - non possiamo nominare.
campioni che David ci aveva consegnato e che lui riteneva essere stati contaminati da radiazioni atomiche presentavano il livello dell’Uranio del Plutonio e del Potassio 40 talmente elevati che secondo le leggi vigenti quei materiali non potevano essere impiegati neanche per la costruzione di abitazioni. Avevamo fatto centro!
Non eravamo più di fronte a semplici racconti, a leggende od a manoscritti che i detrattori del problema UFO potevano impugnare come falsi o male interpretati. No, stavolta eravamo di fronte ad un materiale che emetteva una consistente radiazione di fondo ben al di sopra dei valori permessi.
La piccola bomba atomica da teatro di cui parlava David Davenport ci mandava i suoi segnali dal passato. È chiaro che nella zona del Pakistan in cui il campione è stato raccolto non esiste radiazione naturale di fondo, altrimenti tutti quelli che vi risiedono sarebbero morti di cancro da un pezzo e non rimane che rassegnarsi all’idea che gli alieni avevano già visitato il pianeta Terra ed in parte sicuramente già civilizzato molte culture dell’epoca.
Chi erano dunque questi civilizzatori? Quelli che oggi hanno a che fare con i rapimenti?
Diremmo proprio di no. Erano, invece, veri portatori di civiltà e non avevano intenzioni negative, se non nel trovarsi coinvolti in guerre tra loro. Evidentemente noi non rappresentavamo una minaccia per supertecnologie che, comunque, utilizzavano il pianeta per diversi scopi che a noi oggi sfuggono. Gli esseri se ne sono andati, ma hanno lasciato qualcosa nelle nostre tradizioni ed al di là di insegnamenti scientifici o etici, un loro ben più importante messaggio sembra dire: "Un giorno forse torneremo e... rimetteremo le cose a posto, Grigi o non Grigi!"
Si ringrazia Maurizio Rossi, del gruppo di ricerche ufologiche SHADO, senza il cui aiuto questo articolo non sarebbe mai stato scritto.
Ancient Indian Bricks and Brick Remains - T.N. Mishra, 1997
Dawn and Devolution of the Indus Civilization - Shikaripur Ranganatha Rao, 1991
The Earliest Civilization of South Asia (Rise, Maturity and Decline) - B.B. Lal., 1997
Enquiries into the Political Organization of Harappan Society - Shereen Ratnagar, 1991
Excavations at Harappa: Being an Account of Archaeological Excavations at Harappa - Excavations at Mohenjo-Daro carried out by the Government of India between the years 1927 and 1931 - E.J.H. Mackay with Chapters by A.S. Hemmy, B.S. Guha and P.C. Basu, Reprint - First published in 1938. 1998, 2 Volumes
Harappan Bibliography - R.N. Dandekar, 1987
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Harappan Civilization and Oriyo Timbo - Paul C. Rissman, Y.M. Chitalwala, with contributions tram Gregory L. Possehl, 1990
The Harappan Civilization and its Writing - A Model far the Decipherment of the Indus Script - Walter A. Fairservis, 1992
India 1947-1997: New Light on the Indus Civilization - B.B. Lal, 1998
The Indus-Saraswati Civilization: Origins, Problems and Issues - S.P. Gupta, 1996
Its Nature and Structure - B. V. Subbarayappa, 1996
The Indus Terracottas - Vibha Tripathi and Ajeet K. Srivastava, 1994
Indian Protohistory - M.K. Dhavalikar, 1997
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Mohenjodaro Seals - S.M. Punekar, 1984
Origins of a Civilization: The Prehistory and Early Archaeology of South Asia - Bridget and Raymond Allchin, 1997
Plants and Harappan Subsistence-An Example of Stability and Change tram Rojdi - Steven A. Weber, 1991
Proto-Historic Pottery of Indus Valley Civilisation: Study of Painted Motifs - Sudha Satyawadi, 1994
The Script of Harappa and Mohenjodaro and its Connection with other Scripts - G.R. Hunter, Reprint. 1993
A Source Book of Indian Archaeology: Vol. Il Settlements, Technology and Trade - edited by F.R. Allchin and Dilip K. Chakrabarti, 1997
The Vedic Harappans - Bhagwan Singh, 1995
-- di Corrado Malanga
«Ogni tanto all'uomo capita di inciampare nella verità. Ma nella maggior parte dei casi egli riacquista l'equilibrio e prosegue»
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Winston Churchill
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Messaggio urgente da un Anonimo per tutti noi!
Caro amico,è' inutile conoscere i nomi di Dio,conoscere le leggi universali,sapere a memoria libri di ogni genere,se poi non fai nemmeno un atto di Amore nella tua giornata.Se non aiuti spontaneamente il prossimo,se non perdoni nel momento più difficile,se covi invidia e rancore per qualcuno,se condanni chi è diverso da te nel pensiero e nella forma,come fai a dire di essere una persona spirituale? Non sai che essere spirituali significa praticare l'Amore nel pensiero,nelle idee,negli atti,nelle parole,nella volontà,nei desideri? Chi è più avanti nel percorso di realizzazione tra colui che conosce tutto l'universo e ogni cosa nascosta ,ma privo di Amore,e colui che è il più ignorante e piccolo dell'universo ma è colmo di Amore? Io dico che c'è più conoscenza nell'ignorante pieno di Amore che nell'uomo colto vuoto nel Cuore. Tutte le tecnologie e la scienza odierna,quanto Amore hanno portato nella tua vita? C'è qualcuno più felice oggi rispetto a ieri ? No!
Credi davvero che sia importante a quale scienza,religione,filosofia,istituzione si creda per far la scelta giusta?! Credi davvero che sia questo ciò che fa la differenza?? Credi che sia quell'uomo che ha scelto la religione o la filosofia o l istituzione giusta che merita un qualche accenno di riconoscimento? Io dico che senza la pratica dell'Amore,conoscere queste cose e sceglierle,sono un inutile allettare della mente! Che differenza c'è tra chi crede in Allah, in Geova, in Satana oppure in Cristo se nessuno di essi pratica l'Amore nella vita quotidiana? E che differenza c'è tra loro se praticassero tutti l'Amore ? Conterebbe a quel punto a quale Dio credono o in cosa credono?
Sei davvero convinto che Dio sia un essere che si elogia con le tue adulazioni? Sei convinto che Dio sia un essere che ha una qualsiasi necessità se Lui stesso contiene tutto ciò che possa esistere? L'unico modo per onorare Dio,che è tutto ciò che esiste,dentro e fuori di te,è diventando Amore,praticando Amore,guardando tutto come Amore,questa è l'unica lezione che devi imparare. Non sei qui per un viaggio di piacere,sei qui per creare te stesso e lo fai ogni volta che riconosci l'Amore in te e attorno a te.Tutto ciò che esiste,ti serve in questa direzione e ti riflette! Non c'è nulla di imperfetto rispetto allo scopo che ogni essere mobile o immobile serve. Ogni esperienza nasconde una lezione,ovunque posi gli occhi,li è occultato un mistero. Quando diventerai come il sole che illumina tutti indistintamente,la terra che nutre tutti indistintamente,l'universo che ospita tutti indistintamente,allora avrai raggiunto una delle vette che devi necessariamente scalare,fino ad allora,le opinioni,le conoscenze,le verità,si perdono come lacrime nella pioggia.
Riconoscere ogni cosa come perfetta equivale a riconoscere te stesso come perfetto in quanto tutto ti riflette,come puoi riconoscere la Divinità in te se quindi non riconosci la Divinità in ciò che vedi fuori di te? Non sai che tutto ciò che è visibile è una manifestazione di ciò che è invisibile? Certo! A questo punto tanti pensieri vengono alla mente,ti dirai tra te e te: Come si può vedere la perfezione in tutto questo sfacelo? E io dico che lo sfacelo esiste proprio perchè tu ancora non hai visto quella perfezione! Lo sfacelo è la lezione che non hai ancora imparato,e le lezioni sono un atto di Amore verso di te per quanto possano essere dure e difficili. Se tu avessi visto la perfezione,ameresti ogni cosa per la sua armonia,bellezza e lezione donata,e se ciò avvenisse per tutti,come potrebbero esistere guerre e distruzione? Come potrebbero esserci lezioni dolorose e dificili ? Tutto ciò che esiste ha il suo scopo,ma quando lo scopo è raggiunto,quelle cose cessano di esistere,e cosi è anche per le lezioni difficili e dolorose. L'uomo distrugge quello che vede proprio perchè non vede la bellezza e la perfezione,distrugge perchè odia le lezioni che la terra o il prossimo gli stanno donando e non ne comprende la necessità.
Spesso l' uomo ha paura di tutto ciò che lo circonda,in quanto vede oscurità ovunque,e nell'oscurità l'uomo troppo spesso alimenta i suoi timori. Ma cosa è l'Amore? L' Amore è tutto ciò che esiste,è la lezione che impariamo nella gioia e nel dolore,è il vento sulla pelle,è la forza tutto creante,è ciò che unisce i mondi visibili ed invisibili,è la compassione verso il prossimo,è la pienezza interiore,è un bel gesto,è l'armonia,è l'unità,è il calore,è la trascendenza,è la purezza,la bellezza,è il saper guardare,saper pensare,saper parlare,è fare l'amore,e non solo quello tra uomini,l' Amore è tutto,l'Amore è la Legge!
Nell'Amore c'è tutta la saggezza,tutta la conoscenza,tutta la Verità,compenetra ogni cosa,persino sotto l'oscurità è nascosto l'Amore pronto a esplodere,ma essa è la Lezione e l'ostacolo che dobbiamo superare per comprendere veramente,per vedere veramente,per Trascendere veramente! Nell'Amore cessa ogni forma,ogni differenza,ogni lotta,ogni disarmonia,tutto si compie nell'Amore! Davvero credi che ci siano altre lezioni oltre questa? Se questo credi,allora sappi che dovrai vagare ancora per molto tempo prima di trovare la Porta dell'uscita dal Gioco per entrare in un Gioco più Vero e più Uno. Ti starai forse chiedendo come la mettiamo con la morte? Quale sarà mai l'utilità di incarnarci dimenticando continuamente e momentaneamente ogni conoscenza acquisita in ogni vita? E anche se l'incarnazione non esistesse la risposta sarebbe sempre la stessa:
Devi poter scegliere l' Amore per ciò che sei e non per ciò che sai! Questa è la ragione per la quale la tua scelta è importante che sia fatta nell'oblio,nella confusione,senza che tu sappia perchè sei qui,cosa sai,cosa sei,il libero arbitrio è in realtà la legge di confusione.
Come potresti forgiare te stesso e comprendere chi sei veramente se le tue scelte fossero mosse dalla conoscenza e non dal tuo essere ? Se sei Amore,sceglierai l'Amore,anche se non sai quale sia la scelta giusta ,ognuno sceglie in base a ciò che è quando non sa! Che esperienza sarebbe se sapessi già quale è la scelta giusta in base alla conoscenza? Che gioco sarebbe se già conoscessi la risposta? Come faresti a distinguere ciò che sei da ciò che sai? Quindi sorella nell'Anima,tu crei te stessa conoscendo te stessa,e conosci te stessa creando te stessa,ma sappi che solo creando e conoscendo te in quanto Amore,sarai davvero soddisfatta e avrai realizzato il tuo scopo,poichè è quello che tu sei veramente nel tuo Spirito. La conoscenza è importante,la saggezza anche,ma devono necessariamente crescere insieme all'Amore e nell'Amore,altrimenti l'esperienza della tua vita non è completa.
Chiediti ora se spendi abbastanza del tuo tempo per gli altri,con un gesto,una parola,anche solo diffondendo un idea nata dal cuore,chiediti se hai avuto il coraggio di perdonare o farti perdonare durante il tuo ultimo litigio,nella tua ultima grande prova,chiediti se davvero sei capace di Amare più di una persona per volta senza far differenze tra essi,chiediti se riesci ad Amare chi è estraneo come colui che ti è famigliare,chiediti se riesci ad Amare senza gelosia,senza invidia,senza possessività,senza aspettative,senza badare alla forma,al suo pensiero,alle sue debolezze,chiediti se riesci a dare Amore ad una persona senza toglierlo ad un altra,chiediti se riesci a sentire l'Amore negli elementi della natura,nel tuo cuore,e ad ogni ora... Se non riesci ancora a fare tutte queste cose,lavoraci su,in quanto anima hai tutto il tempo che vuoi,ma inizia! Ricorda sempre l'immagine del sole che illumina indistintamente tutto e tutti per evocare in te la Trascendenza dell'Amore ogni qualvolta lo dimenticassi,e cerca di diventare veramente un Sole del mattino e l'Alba di un nuovo giorno.
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ALCUNI
ESTRATTI INTERESSANTE SUL TEMA CRISTO....
Le chiesi:
"Perché gli alieni sono così coinvolti con il pianeta Terra?"
"Sai perché ho usato la parola 'custodi' per gli scienziati grigi? Perché gli esseri scesero qui in origine erano delle specie di custodi della vita. Aiutano la vita a svilupparsi su diversi mondi e pianeti. E' la loro ragione di vita e, evidentemente, i custodi sono gli scienziati. Non sono i piccoli grigi che si limitano a lavorare per loro. Gli scienziati sono stati qui fin da quando tutto ebbe inizio. Erano quelli che iniziarono il programma di allevamento che portò allo sviluppo degli umani. Loro sono presenti da ben prima dei tempi biblici, erano già qui all'epoca dei Cro Magnon , dei Neanderthal e, forse, i loro primi tentativi risalgono ad un'epoca addirittura precedente.
"Venticiquemila anni fa?"
"Si, anche prima. In seguito,forse, andarono via per un periodo, poi tornarono e ricominciarono. Poi, durante i tempi biblici, videro in quale direzione si era avviata l'umanità. Poi, lo so che questo può suonare pazzesco, inviarono qui Gesù Cristo-non per creare una religione-ma per mostrare alla gente un nuovo modo di vivere, di coesistere e di vivere in armonia in modo da non far accadere quello che sta accadendo 2000 anni dopo, cioè ora. Cercarono di evitare ciò verso cui l'umanità sembrava tendere: l'Autodistruzione."
"E quindi essi crearono Cristo come..."
"Immagino come un clone"
"Mi chiedo che anima possano aver inserito nel corpo umano di Cristo..."
"Non ne ho idea, suppongo che dovesse trattarsi di un'anima estremamente evoluta. Ma, essendo i popoli di allora così ignoranti e superstiziosi, tutto venne distorto e trasformato in un nuovo mezzo di potere per controllare la gente. Non funzionò un granchè."
"E quando Cristo disse 'Dio mio, perché mi hai abbandonato?' a chi si stava rivolgendo?"
"Non ne ho idea, forse non era previsto che morisse...forse pensava di essere salvato all'ultimo momento o che la sua anima venisse trasferita prima della morte...d'altra parte loro non avrebbero potuto trasferire un'anima davanti a tutti."
"E chi ti sembra possa aver creato il clone Cristo, gli scienziati biondi dal colorito dorato o gli scienziati grigi?"
"Il corpo venne fornito dagli scienziati grigi e l'anima dalle entità superiori senza corpo ma non so se questi ultimi crearono quell'anima o se essa fu addirittura fornita da uno di loro che accettò di scendere tra di noi."
""E il corpo di Cristo, avrebbe potuto essere quello di un umanoide biondo dalla pelle dorata?"
"Non lo so, so solo quello che mi è stato detto e loro non mi hanno detto nulla sul corpo. Lo scienziato grigio mi disse solo che la sua civiltà aveva inviato un essere qui 2000 anni fa per deviare l'umanità dal cammino che aveva intrapreso."
"E dove portava tale cammino?"
"Non lo so. Evidentemente essi erano in grado di leggere nel futuro e vedere in fondo alla linea del tempo che sarebbe accaduto qualcosa. Ma se essi avevano una tale capacità come mai non videro che Cristo sarebbe morto e che nulla sarebbe cambiato? Non lo so. Non ha senso ma credo che essi mi mostrarono cosa sarebbe accaduto in futuro e c'era qualcosa di talmente orribile che non volli trattenerne il ricordo."
"Adesso ricordi qualcosa di più?"
"Essi ci mostrarono un'immagine della Terra vista dallo spazio quando gli avvenimenti futuri si saranno compiuti; c'era un vero e proprio anello di fuoco tutt'intorno al pianeta e avrebbero dovuto passare circa vent'anni prima che qualcuno, umano o alieno, potesse tornare a vivere sulla Terra. Là dove c'erano gli oceani ora c'era terraferma e là dove c'erano i continenti ora c'era solo mare, ma tutto era limpido e nuovo e la nuova società che nascerà sarà completamente diversa."
"Ci saranno persone che verranno trasferite dai grigi prima della catastrofe?"
"Si."
"E dopo la catastrofe quelle persone (o i loro corpi clonati conservati nei cilindri) verranno riportate sulla Terra?"
"Si."
"Ricorderanno gli avvenimenti?"
"Vedranno tutto da un altro posto e non dimenticheranno mai più."
"Quando la nuova umanità avrà inizio, come verrà realizzato? Gli alieni daranno una mano?"
"Si, ci sarà un nuovo tipo di cibo che gli alieni daranno agli umani, è un alimento che si coltiva ma fornisce tutti i nutrienti necessari e non ci sarà bisogno di altro per nutrirsi. Ricordo di essere stata portata in un grande auditorium pieno di gente dove ci venne mostrato questo nuovo cibo che cresce come il frumento ma rende inutile qualunque altro apporto alimentare e permette agli uomini di nutrirsene indefinitamente. Non ci sarà più bisogno di assumere carne o frutta o qualunque altro cibo, quella coltura fornirà tutto ciò di cui ha bisogno il corpo umano e sarà semplice da coltivare e molto economica."
A quel punto la voce di Linda si ruppe nuovamente per la frustrazione causata dall'incapacità degli uomini a riconoscere altre verità, mi guardò con gli occhi umidi e disse:
"La maggior parte di ciò che ci è stato insegnato sull'universo è falsa e quando gli esseri umani verranno trasferiti essi apprenderanno la verità, così quando torneranno sulla Terra sapranno tutto e inizieranno a costruire un mondo completamente differente. Sarà talmente differente da quello attuale che moltissimi esseri umani di oggi non accetterebbero mai di viverci."
"Perché non esisteranno più denaro, avidità e potere?"
"Esatto: niente denaro, niente avidità, non esisterà più il concetto di status symbol e le persone entreranno in relazione tra loro a livello molto più profondo di oggi, a livello di anima. Tutti vedranno reciprocamente i propri simili dall'interno, è l'unico modo in cui riesco a descriverlo."
"E cosa accadrà della vita vegetale?"
"Tutto verrà ripiantato, tutto ciò che è stato ucciso tornerà, e tutto sarà ricreato daccapo."
"Cristo?"
"Evidentemente Egli ha qualcosa a che vedere con il ritorno degli uomini sulla Terra."
"Come tornerà Cristo?"
"Ci saranno - e questo ha a che vedere con i cerchi nel grano - delle immense navi-città che torneranno qui. Esse sono già state qui in altre epoche, sono degli oggetti bellissimi ma veramente enormi. E' così che accadrà, e alcune persone verranno prese a bordo."
"Cosa c'entrano i crop circles?"
"I crop circles sono dei messaggi per la gente qui ed ora, sono messaggi subliminali. Chiunque si relazioni con essi entra in contatto con uno o più simboli, con tutto il simbolo o con una parte di esso. E' soltanto un preavviso per far capire alla gente che le navi stanno per tornare. E' come se avessero affittato un'intera pagina di giornale per dare l'annuncio, solo che loro usano i campi. Riesco quasi a vedere quelle immense navi che si dirigono verso i campi segnati dai crop circles; sono mezzi immensi, non puoi immaginare quanto sono grandi."
"E quando le navi saranno scese che accadrà?"
"La gente verrà prelevata e quando le navi se ne andranno la gente se ne andrà con loro e basta. Nessuno porterà niente con sé, niente. Quelle immense navi spazzeranno il pianeta in lungo e in largo e alcune persone saranno sollevate in esse."
"Verranno usati dei raggi?"
"Non vedo raggi, la gente, semplicemente, sparirà da un posto e comparirà in un altro. Andati, basta."
"Riesci a vedere cosa faranno i governi quando arriveranno le navi?"
"Nulla, non potranno fare nulla perché non funzionerà più niente. Non potranno sparare un solo colpo perché, da quel momento in poi, nessuna arma funzionerà più in tutto il pianeta, nessuno sarà più colpito, nessuno sarà più ucciso...certo, potranno dispiegare contro le navi pietre e frecce, ma non credo che servirà a granché."
"E tu come ti vedi in relazione a quegli avvenimenti, ti troverai su di una nave o sarai a terra?"
"Vedo i campi con i cerchi, le navi che scendono e so quello che sta per accadere."
"Ma sei a terra?"
"Sento chiaramente che sto per essere presa, non ho alcuna paura e sono molto felice di vedere tutta quella gente a livello del suolo, pronta per qualcosa."
"Chi c'è in quelle grandi navi?"
"Soprattutto i biondi dalla pelle ambrata, loro sono i principali."
"Appare una figura tipo Cristo?"
"Oh si, probabilmente molte volte e in molti posti differenti. Avverrà una specie di riconoscimento da parte dell'anima di ciascuno nell'esatto momento in cui lo vedranno. Comunque non so perché Egli apparirà, tanto chi dovrà essere preso sarà preso in ogni caso, quindi perché darsi la pena di apparire? Non ha senso."
"Forse per chiudere la Storia, per portare il ciclo a conclusione?"
"Sì, ma non ti sembra che sarebbe attirare troppo l'attenzione? Tanto la gente dovrà morire in ogni caso..."
"Forse ha a che vedere con la destinazione delle loro anime?"
"Deve riguardare qualcosa che accadrà dopo la loro morte, altrimenti non avrebbe senso."
"Sai dirmi se ci sarà una sorta di comunicazione con Cristo?"
"Mi è stato mostrato Cristo che appare in cielo, su di una nuvola. Egli si limita ad alzare lentamente le braccia, guarda il cielo e dice "E' finita." e poi scompare alla vista. Mi è stato detto che sulla Terra tutti lo vedranno e sentiranno le sue parole per quei brevi attimi."
"Riesci a vedere cosa accadrà dopo?"
"Appena lui sparisce inizia la catastrofe, il fuoco nel cielo."
"Puoi dirmi se è prevista la presenza di un Anti-Cristo in tutto ciò?"
"Non lo so, non comprendo nulla riguardo a questo, è come se non ne avessi conoscenza perché non farò parte di quella situazione."
"Che mi puoi dire dell'epoca in cui ciò accadrà? ________________________________
Il problema della sparizione degli animali mi ha molto coinvolto quando mi sono occupata di mutilazioni; nel 1991, ad esempio, nella città di Plano, in Texas, sparirono ben 81 gatti domestici e centinaia di altre sparizioni misteriose di animali domestici e selvatici sono state registrate sia negli Stati Uniti che in Canada.
Chiesi a Linda se ricordasse qualche ulteriore comunicazione riguardante il periodo successivo al trasferimento di una parte di umanità sulle navi-città.
"Dopo che i prescelti saranno stati portati via avverrà la parte peggiore, si scatenerà l'inferno, le calotte polari si scioglieranno e mi sembra di percepire che i governi capiranno che non si tratta più di un semplice problema riguardante gli Alieni. Credo che molto tempo fa i governi pensassero che tutta questa storia avesse solo a che fare con gli extraterrestri e che avrebbero potuto affrontarla con una certa semplicità, ma ora hanno capito che tutta la questione riguarda ben altro: il futuro della Terra, la Bibbia e il ritorno di Cristo."
"Lo scienziato raffigurato nel tuo disegno ha un simbolo triangolare sull'uniforme e tu ora indossi una collana con due triangoli sovrapposti, perché?"
"Sono attratta dai triangoli fin dal giorno in cui mi sono svegliata con un segno triangolare rosso sulla fronte, non so che tipo di connessione ci sia o se ci sia una connessione, ma mi ricorda qualcosa, anche se non so cosa."
"Lo scienziato del tuo disegno ha un triangolo sull'uniforme."
"Si"
"C'erano altre linee oltre al triangolo?"
"C'era qualcosa sul triangolo, almeno un'altra linea verticale, qualcosa che formava una croce, forse erano altre due linee, due linee che si incrociavano ed una verticale che saliva."
"E il simbolo arabo che tu hai disegnato era visibile anche in altri luoghi?"
"Si, l'ho visto in una stanza nella nave, era su di un muro e la stanza sembrava una sala riunioni, c'erano un tavolo e delle sedie fissati con dei piedistalli e dietro, sul muro, c'era quel simbolo."
"Hai per caso la sensazione che sia in corso un conflitto, una guerra segreta su questo pianeta di cui non siamo a conoscenza?"
"E' buffo, è come se di queste cose io non debba preoccuparmi perché, tanto, tutto procede come deve procedere. Ho proprio la sensazione che tutto finirà per il meglio."
"Anche per i governi?"
"I governi non potranno fare nulla, al momento finale si troveranno totalmente inermi e sembra proprio che questo sia ciò che deve accadere."
"Cosa accadrà a te e agli altri addotti?"
"Molti degli addotti che dovranno sopravvivere agli imminenti cambiamenti vengono posti in situazioni realmente terrorizzanti che, in realtà, rappresentano solo un addestramento affinché possano svolgere i loro compiti senza essere sopraffatti dalla paura. Quando una persona è completamente saturata da una emozione fa uno sforzo per superarla e diviene indifferente ad essa. Quelli che passano questo "test" saranno quelli in grado di agire. Gli alieni non continueranno a lavorare con quelli che non supereranno questa fase. Il loro progetto è rendere quelle persone talmente insensibili al terrore da rendersi capaci di gestire il panico di tutti gli altri quando avrà inizio il cambiamento e di non essere travolti dalla propria paura.
Noi addotti siamo come studenti in viaggio di scambio, creati per venire qui e vivere una vita terrestre condotta nei limiti dell'esistenza umana."
"La situazione che condurrà al fuoco finale avrà inizio nel 1993, ma prima che il fuoco inizi torneranno le navi con Cristo. Quando le navi saranno giunte mancheranno pochi giorni all'inizio del fuoco."
"A cosa assomigliano le grandi navi-città?"
"Non ci sono edifici ma ci sono protuberanze che di proiettano dalla base delle navi. Sembrerà di vedere delle intere città volanti che vengono verso di noi ma avranno il fondo piatto e non so cosa siano quelle protuberanze."
"E questo accadrà in tutto il mondo?"
"Esse sorvoleranno l'intero pianeta ma non atterreranno e la gente verrà portata sulle navi."
"E sarà lì che vivranno?"
"Sì, sono delle arche, ma non ci saranno animali. Mi è stato detto che gli alieni prelevano piante e animali già da molto tempo." LEGGI
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