PETIZIONE STOP MICROCHIP: LINK

"Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza."

> Benjamin Franklin

SOLO "ALCUNE" NOTIZIE FRA LE TANTE DELLA RETE SUL "MICROCHIP"

Stiamo per Essere Sostituiti, Il super-microchip che imita il cervello umano

10 settembre 2014

La notizia che è stato sviluppato un microchip super potente, portatile, in grado di prendere decisioni imitando la struttura del cervello umano, non può non evocare, anche se per una frazione di secondo, gli scenari proposti da film come "Terminator". 

Un chip dotato di un'architettura ispirata a quella del cervello e in grado di eseguire compiti sofisticati in tempo reale consumando pochissima energia è stato messo a punto da un gruppo di ricercatori della IBM e della Cornell University diretti da Dharmendra S. Modha nell'ambito del progetto SyNAPSE (Systems of Neuromorphic Adaptive Plastic Scalable Electronics) sponsorizzato dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency). Il chip apre la strada alla progettazione di dispositivi informatici adatti a compiti che i chip dei computer convenzionali non sono in grado di eseguire in modo efficiente.

Il nuovo chip cognitivo battezzato 'TrueNorth' (stesso nome di unacompagnia finanziaria!), che imita il cervello umano, è stato svelato in uno studio pubblicato sulla rivista Science. Secondo i ricercatori, ha un incredibile potenziale in campo medico e potrà essere usato negli occhiali per chi ha la vista danneggiata, diagnosi mediche per immagine in grado di rilevare i primi segni di una malattia, e auto senza conducente. E' il primo chip 'neuro-sinattico' al mondo, il più grande chip mai realizzato finora dall'azienda, con 5,4 miliardi di transistor e consuma solo 70 milliwatt di energia, molto meno energia dei chip tradizionali.

Difatti il nuovo chip riesce a offrire prestazioni cento volte superiori a quelle di un microprocessore standard e, cosa ancora più importante, con un consumo energetico 176.000 volte inferiore. Il risultato è stato ottenuto grazie a un'architettura che imita da vicino quella dei circuiti cerebrali.

A differenza degli attuali processori, che funzionano su meri calcoli matematici basati su un'architettura antiquata, risalente al 1945, questo chip è stato pensato per imitare il modo in cui il cervello umano riconosce gli schemi, affidandosi a reti fittamente interconnesse di transistor simili ai network dei neuroni umani. Il risultato è un processore in grado di capire l'ambiente, gestire le ambiguità e prendere decisioni e agire in tempo reale, che l'IBM definisce come una "versione miniaturizzata e primitiva del cervello umano". 

Uno studio preliminare condotto nel 2012 da Modha per simulare il complesso di comunicazioni del cervello umano con il supercalcolatore Sequoia del Lawrence Livermore National Laboratory ha mostrato che un ipotetico calcolatore realizzato con le attuali tecnologie standard avrebbe bisogno dell'energia consumata da Los Angeles e New York messe insieme.

L'obiettivo finale di IBM e dei partner del progetto SyNAPSE sarebbe costruire supercomputer neurosinaptici di piccole dimensioni - grosso modo come una scatola da scarpe - che contengano 10 miliardi di “neuroni” e 100.000 miliardi di “sinapsi” e consumino un solo kilowatt di potenza. Per confronto, il cervello umano ha circa 100 miliardi di sinapsi, e utilizza solo 20 watt. 

In genere quando si viene a conoscenza di determinate tecnologie, significa che esse sono già state create e testate da tempo. E' superfluo pensare che gli obbiettivi finali siano davvero quelli specificati e che questo tipo di tecnologia transumanista sia già stata quasi sicuramente sperimentata e utilizzata segretamente da agenti specializzati, ovviamente con scopi militari e non certo per portare un beneficio alla popolazione...

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Chip RFID sarà implementato in tutte le scuole pubbliche entro il 2015. La scusa? Arginare l’uso della violenza armata!

3 luglio 2014 

A causa del recente boom di sparatorie a scuola, molte strutture educative in tutta la nazione hanno richiesto che i genitori diano il consenso per impiantare ai propri figli un Chip Rfid prima di poter iniziare a frequentare le lezioni.

rfid“L’impianto di questi dispositivi riduce la mortalità in caso di gravi emergenze. Non solo ci permette di individuare con precisione ed in qualunque momento il luogo in cui si trovano tutti gli studenti, ma sono anche in grado di sincronizzarsi con i dispositivi smartphone degli studenti in modo che i testimoni possano immediatamente informare gli altri studenti e, soprattutto, le autorità.

Gli insegnanti saranno in grado di effettuare il lock-down in modo più efficiente al fine di evitare ulteriori morti e feriti. Gli autori di questi crimini potranno essere localizzati e contenuti in modo più efficiente prima che possano causare ulteriori danni.”

Il programma è stato lodato dagli educatori dopo la recente ondata di sparatorie che ha lasciato dietro di se una scia di morti e feriti.

Charlene Hall, preside della Redrock High School di Knoxville, TN, ha rivelato che hanno in programma di attuare l’implementazione entro il prossimo anno: “Vogliamo che i nostri studenti si sentano sicuri tanto quanto noi vogliamo che i loro genitori si sentano sicuri. L’avvento dei recenti avvenimenti ha dimostrato che le misure di sicurezza aggiuntive, spesso, non sono sufficienti a prevenire le morti in caso di una grave emergenza. Questi impianti garantiranno la sicurezza per tutti coloro che desiderano ottenere una formazione senza preoccuparsi delle potenziali minacce che possono essere in agguato nei campus. Abbiamo aperto un hotline per rispondere a tutte le domande circa la procedura che avrà luogo all’inizio del prossimo esercizio educativo. Si tratta di un passo essenziale per garantire la sicurezza nei nostri campus e per fornire un ambiente sicuro per tutti”.

Alcuni però sono scettici riguardo il programma. Darlene Walsh, madre di 2 studenti che attualmente frequentano la Brooks Middle School di Hampton, GA, pensa che l’impianto RFID sia una soluzione estrema: “Penso che dovremmo bandire pistole e farla finita. I miei figli dovrebbero impiantarsi un microchip sotto la pelle solo perché così la polizia può uccidere un tiratore più veloce di quando si scatta? Che cosa succede se accidentalmente viene ucciso mio figlio? Sto pensando di tirare i miei ragazzi fuori sia dal sistema scolastico pubblico che dal homeschooling in modo che non hanno a che fare con tutto questo dramma”.

L’inizio del programma RFID/studente, è previsto per il prossimo anno durante la registrazione e sarà obbligatorio per i gradi da 6 a 12. Tutte le scuole pubbliche saranno tenute a seguire le nuove linee guida, altrimenti dovranno affrontare un procedimento penale a livello federale. Le scuole private avranno la possibilità di rifiutare la scheggiatura RFID dei loro studenti, ma è probabile che aderiscano al programma.

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Dolore cronico: un chip che impedisce di sentire il dolore

04 aprile 2013

Dolore cronicoMal di schiena, mal di testa, dolori lombari, dorsali, cervicali e alle articolazioni: quando la causa non è certa o non è curabile, la neurostimolazione e altre metodiche correlate possono essere la soluzione

Ne soffre una persona su 5, una su 11 quotidianamente. È il dolore cronico, un problema molto diffuso, anche se sottovalutato: solo il 2% di chi ne è afflitto si rivolge al medico per risolverlo. Pochi sanno infatti che esistono tecniche molto avanzate per migliorare la situazione e veri e propri centri specializzati che hanno come obiettivo la terapia e la cura del dolore.

"Si definisce dolore cronico benigno un dolore che dura da almeno sei mesi le cui cause spesso non sono ben note o, anche se lo sono, non sono curabili: non è pertanto più un sintomo, ma diventa una vera malattia - afferma Giovanni Frigerio, medico anestesista specialista del settore -. Colpisce persone di tutte le età, anche giovani, che devono convivere con questo problema per tutta la vita, anche se spesso il dolore è tale da essere invalidante e da interferire con le normali attività. Si stima che in Europa ogni anno si perdano 500 milioni di giorni lavorativi per questo motivo, con una perdita di ricchezza pari a circa 34 miliardi di euro". 

La terapia convenzionale consiste di solito nella somministrazione di antidolorifici o oppiacei: il problema è che, sul lungo periodo, l'effetto tossico può superare quello terapeutico. "Purtroppo è ancora diffusa la convinzione che il dolore debba essere curato solo se oncologico, mentre negli altri casi bisogna sopportare - afferma Frigerio -. Non crediamo che chi soffra debba continuare a farlo: esistono oggi diverse soluzioni per la cura del dolore. Una delle più efficaci, e senza effetti collaterali, risulta essere l'elettrostimolazione sottocutanea, una stimolazione elettrica del sistema nervoso che sostituisce il dolore con un altro impulso, che funziona nel 75/80% dei casi".

Precursore di questa tecnica è il torinese Giancarlo Barolat, considerato uno dei maggiori esperti al mondo in fatto di dolore. Oggi Barolat lavora negli Stati Uniti, dove ha fondato 35 anni fa il Barolat Institute di Denver, mentre in Europa ha aperto nel 2011 il Barolat Neuromodulation Institute Europe ad Appiano Gentile (Como), all'interno del centro di cura Le Betulle. Qui lavora un team di medici anestesisti che hanno studiato da Barolat e che con lui collaborano, tra cui il responsabile europeo, Giovanni Frigerio.

"Le problematiche più frequenti trattate con la neuro stimolazione sono mal di schiena, discopatia, cervicalgia, sciatalgia, esiti di interventi sulla colonna vertebrale, dolori articolari, cefalee, spasticità post traumatica, fibromi algia, ma anche Parkinson, algodistrofie, disturbi sfinterici o alla vescica, neuropatie post-herpetiche - afferma Frigerio -. Si tratta di patologie molte diverse, per tutte le quali però la neuro stimolazione ha dato buoni risultati. Una vera novità è il trattamento delle cefalee, soprattutto quelle definite "intrattabili", per le quali con la neuro stimolazione sottocutanea si ottengono risultati sorprendenti".

In cosa consiste la neurostimolazione? "Si innesta un elettrodo sottocute, nella zona all'origine del dolore, in modo che trasmetta degli impulsi elettrici che impediscono di sentire il male - prosegue il dottore -. Si tratta di una tecnica poco invasiva, soprattutto in confronto alle altre soluzioni disponibili come quelle midollari o corticali, e praticamente priva di effetti collaterali: non ci sono limiti d'età o controindicazioni. Sono necessarie due sedute: una di prova e l'altra per l'impianto definitivo, che avviene in sedazione in day hospital. Seguono controlli periodici una o due volte l'anno".

Importante è che la neurostimolazione sia eseguita da esperti, altrimenti può non dare i risultati sperati. Spesso si abbina ad altre tecniche, come la stimolazione midollare. Nel centro di Como, tra le eccellenze in questo tipo di terapia, si eseguono tutte le metodiche di terapia antalgica, dalle discectomie percutanee per le ernie del disco ai trattamenti in radiofrequenza pulsata per dolori cervicali, dorsali, lombari, articolari alla PENS, una elettrostimolazione sottocutanea del sistema nervoso periferico, molto poco invasiva e della durata di circa mezz'ora che, oltre che essere spesso terapeutica, può essere predittiva per il successivo impianto di elettrodo permanente.

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Un microchip sottopelle per combattere l’obesità

29.03.2013

Controllerà l’appetito e aiuteràa mangiare più lentamente roma

Un microchip “hi tech” impiantato sotto la pelle in grado di sopprimere il vorace appetito e ridurre di conseguenza anche l’obesità. 

È la nuova frontiera contro i chili di troppo messa a punto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra grazie ai fondi dell’European Research Council. 

I primi passi del congegno saranno sperimentati per ora su cavie, ma secondo gli scienziati, l’ impianto elettronico «potrebbe fornire una alternativa più efficace alla perdita di peso per via bariatrica, ovvero con l’intervento chirurgico che riduce il grasso superfluo». Gli scienziati sono fiduciosi «i “trial” sull’uomo - precisano - potrebbero iniziare entro tre anni». 

Il microchip è collegato al nervo vago che regola importanti funzioni, ad esempio: la regolazione dell’umore, del sonno e, appunto, dell’appetito. La stimolazione, dunque, del nervo vago attraverso impulsi elettrici programmati costituisce già una vera e propria terapia medica sperimentata nei casi di epilessia e depressione farmaco-resistenti. 

«Il chip è in grado di modellare i segnali neurali responsabili del controllo dell’appetito», afferma alla Bbc Chris Toumazou, uno degli autori della ricerca. «Quindi possiamo - aggiunge - monitorare questi segnali e stimolare il cervello a contrastare l’eccesso di appetito o aiutare, ad esempio, il soggetto a mangiare più lentamente». 

Microchip sottopelle per le analisi del sangue in tempo reale?

Durante il DATE 13, la conferenza europea dedicata all’elettronica , è stata presentata una nuova tecnologia che potrebbe rivelarsi davvero rivoluzionaria nel campo medico e diagnostico.

E’ stato infatti presentato un microchip di pochi millimetri cubi, da impiantare sotto pelle, capace di eseguire una serie di analisi chimiche ed organiche del paziente che lo ospita, trasmettendo in tempo reale i risultati al medico che li visualizzerà su smartphone o tablet.

Anziani410Un microchip sottocutaneo ci potrebbe far vivere 120 anni

Il prototipo, sviluppato dai ricercatori italiani Giovanni de Micheli e Sandro Carrara, potrebbe essere utile sia per i malati di chemioterapia, che hanno necessità di controllare alcuni parametri biologici molto di frequente per verificare la tolleranza dell’organismo alle terapie, sia per i malati cronici, per verificare eventuali anomalie nel sangue o di tipo cardiovascolare.

Il chip vanta 5 sensori, un trasmettitore ed un sistema di alimentazione esterno al corpo. In tutto in pochissimi millimetri. I risultati arriveranno sui dispositivi mobili o pc tramite Bluetooth.

Ancora una volta, dunque, la tecnologia dimostra di poter migliorare, anche sensibilmente, la qualità della vita. Durante il DATE 13, la conferenza europea dedicata all’elettronica , è stata presentata una nuova tecnologia che potrebbe rivelarsi davvero rivoluzionaria nel campo medico e diagnostico. E’ stato infatti presentato un microchip di pochi millimetri cubi, da impiantare sotto pelle, ......

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EyeSee: il manichino spia dalle vetrine dei negozi

Scritto da Gianluca Salina

21 Novembre 2012 - Chi, tra voi, trovandosi in giro per la città, facendo shopping o per lavoro, ha mai avuto la forse un po' paranoica impressione di essere spiato e, guardandosi intorno non ha notato nulla di strano? Forse perchè cercava qualche losco figuro e mai avrebbe immaginato che la spia si annidasse in un manichino.

E' questa una tendenza che si sta diffondendo e vede il gruppo italiano Benetton in prima fila in questo. Il sistema EyeSee, questo il suo nome, prevede l'impiego di una microcam inserita nel corpo del manichino e che registra, tramite un software di riconoscimento facciale del tutto simile a quello utilizzato per la sicurezza negli aeroporti, i volti di chi si ferma di fronte alla vetrina, memorizzandone i dati caratteristici come sesso, età e genere razziale.

Realizzato dall'italiana Almax, è al momento già utilizzato in tre paesi europei (al momento non è dato di sapere quali) e negli States sotto forma di progetto-pilota, ma verrà posto ufficialmente in vendita nel prossimo mese di Dicembre.

Indiscutibile l'utilità di una simile sistema, in grado di analizzare selettivamente la clientela che si presenta davanti alle vetrine di un negozio con, come successivo step evolutivo, quello di permettere la cattura dell'audio, in modo da avere ulteriori informazioni con le quali calibrare campagne di marketing e vendita.

Il Grande Fratello e la privacy. Due aspetti di uno stesso problema che, in funzione della convenienza, principalmente dei media (ma non solo) viene alternativamente amplificato o sminuito, ma resta ben presente nella quotidianità di ognuno.

La sempre crescente integrazione della tecnologia nelle nostre vite espone in effetti al rischio di essere sempre più “sotto osservazione”. Sistemi di videosorveglianza, tracciamento delle abitudini di consumo, per non parlare del tracking del traffico generato in Rete, ci rendono in effetti un po' meno anonimi, esponendoci all'effettivo, ma poco percepito e per questo più subdolo rischio di essere controllati sulla base dei risultati dell'attività di controllo stessa.

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Moneta elettronica: l’era del controllo di massa è alle porte

di Italo Romano

8 settembre 2012 - I contanti hanno le ore contate. Già, perché dal primo luglio del 2013, per gli importi superiori a 50 euro potrebbe diventare obbligatorio il pagamento con il bancomat.

E’ una misura a cui sta lavorando il governo Monti da inserire nel decreto Sviluppo due a cui sta lavorando l’esecutivo. Lo scopo del provvedimento sarebbe quello di semplificare la vita della gente e tenere sotto controllo l’illegalità, anche perché con la moneta elettronica si pagheranno pure le prestazioni professionali, occasione principe di evasione fiscale.

“Spingeremo per una diffusione sempre più ampia della moneta elettronica perchè poche cose contrastano illegalità ed evasione, però naturalmente questa diffusione dev’essere tollerabile in termini di costi e gestita in maniera saggia in termini di tempistica“, ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera rispondendo in commissione Finanze della Camera a una domanda sul tema.

Il pagamento obbligatorio col bancomat per spese superiori a 50 euro è la misura principale di un pacchetto che prevede anche l’introduzione della ricetta medica elettronica, della tessera unica per dati d’identità e sanitari e l’intensificazione della banda larga.

Pecunia non olet, il denaro non ha odore, dicevano i romani. E’ una classica locuzione latina, che riesce a riassumere perfettamente i concetti più astrusi. Secondo Svetonio, questa frase fu pronunciata da Vespasiano a cui il figlio Tito avrebbe rimproverato di avere messo una tassa sull’urina raccolta nelle latrine gestite dai privati. Tito, in segno di protesta, avrebbe tirato alcune monete in uno dei bagni. Il padre le avrebbe raccolte e, avvicinatele al naso, avrebbe pronunciato le fatidiche parole.

Insomma, per i romani il denaro era sempre il denaro, e diciamolo sinceramente, è così anche per noi. Invero, l’antico detto non vale più, o almeno vale in parte. I molti non lo sanno, ma in Italia è in corso un violento quanto silenzioso attacco al denaro contante a colpi di norme. Difatti, l’oligarchia tecnica al potere, denominata “Governo Monti”, ha decretato ufficialmente guerra al denaro contante. Con la scusa dell’evasione fiscale si aprono le porte alla moneta elettronica.

Il governo Monti non è nuovo a questo tipo di proposte. Anzi, dallo scorso Febbraio, grazie ad una nuova legge varata dai tecnici illuminati, sono illegali i pagamenti in contante (e gli assegni liberi) sopra i 1.000 euro.

Insomma una imposizione per gradi. Fino all’obiettivo finale di convertirci definitivamente alla moneta elettronica.

Tutti i governi precedenti, da Prodi a Berlusconi, burattini del vero potere, hanno dato il loro contributo nella lotta liquido. In un brevissimo lasso di tempo la soglia dei pagamenti cash è scesa rapidamente da 12.500 euro agli attuali 1.000 euro, ultimo diktat dalla “bancocrazia Monti”.

E’ utile e necessario ricordare che il Governo in carica non è stato legittimamente eletto dal popolo, ma imposto dai poteri finanziari internazionali, per traghettare l’Italia nel prossimo futuro regime tecnocratico europea. A questo proposito, vi invito a leggere uno sfacciato e nauseabondo articolo di Curzio Maltese, uscito il 13 Aprile 2012 su Repubblica: “L’Italia laboratorio della tecnocrazia che guiderà l’Europa”.

La schiettezza con cui si incita alla “classe tecnocratica” come guida illuminata di un super stato europeo è spudorata. Risalta ancor più su un giornale come Repubblica, che si è sempre vantanto attraverso i suoi maggiori esponenti di essere in prima linea, a difesa del libero pensiero, contro l’autoritarismo del precedente governo Berlusconi. Ora abbiamo capito, almeno spero, che sia solo un fatto di padroni.

La strada è tracciata. Ora i cani di regime guideranno il gregge verso la dittatura europeista.

Da anni, io e prima di me tantissimi altri studiosi, docenti, giornalisti e blogger vanno dicendo che uno dei punti cardini della prossima dittatura mondiale sarà la moneta elettronica. Tali tesi sono state spesso etichettate come “complottiste”, quindi derise, ma oggi sembrano divenire realtà con una velocità e una facilità disarmante.
Ancora in molti si chiedono quali sarebbero i vantaggi che questa fantomatica dittatura orwelliana avrebbe nell’imporre una moneta elettronica. Presto detto.

A) Il costo del denaro. E’ bene rammentare che stampare e gestire il denaro ha un costo per le banche. Solo per l’Italia si parla di cifre attorno ai 10 miliardi di euro l’anno. In Europa sono in circolazione oltre 14 miliardi e 418 milioni di banconote per un valore di 857 miliardi di euro. Eliminato il denaro cartaceo le banche eliminerebbero anche il valore intrinseco delle banconote, ovvero il costo di produzione.

B) Il diritto di signoraggio. Come ovvio gli introiti derivati dal signoraggio bancario saranno ancora più cospicui e rimarranno nelle tasche dei grandi usurai che controlleranno molto più facilmente il flusso monetario.

C) Il controllo della massa. La vita dei consumatori sarà registrata in appositi database. Con il denaro elettronico sarà possibile spiare ogni acquisto, capire i gusti delle persone, seguire i movimenti sul territorio, studiare le preferenze, tutto il loro agire, semplicemente grazie alla tracciabilità dei pagamenti. Questi dati saranno oro colato per le società dedite alle ricerche di marketing, che potranno scegliere l’apposita strategia da adottare per ogni singolo consumatore.

D) Il controllo dell’individuo. Semplicemente premendo un bottone potranno bloccare le nostre fonti di sostentamento (la carte di credito), per qualsiasi motivo da loro ritenuto valido, impedendoci di acquistare i beni di prima necessità. Vi sembra poco? Credete non sia uno straordinario sistema di controllo? Siete disposti a sacrificare una parte consistente della vostra libertà per risolvere un falso problema creato ad arte? Procediamo per gradi.

Secondo una ricerca del KRLS Network of Business Ethics, effettuata per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, la maggior parte dell’evasione fiscale non riguarda le piccole-medie imprese, che hanno un giro di affari modesto (8,2 miliardi di euro l’anno), bensì le grandi corporation. Parlo della grandi società per azioni, che attraverso transazioni segrete o fondi speculativi nei paradisi fiscali, nascondono al fisco la bellezza di 60,4 miliardi di euro l’anno (22,4 le Spa e Srl e 38 le Big Company).

Insomma, aziende già abituate a trattare con denaro virtuale. Mentre programmi di regime come Report lasciano passare un messaggio pericoloso, ovvero che gli evasori fiscali potrebbero essere i tuoi vicini di casa, l’idraulico, il tassista, il fruttivendolo etc.. “Divide et impera”, si da il via a una guerra tra poveri, dove tutti sono controllati e tutti sono controllori. Ricorda tremendamente la trama della distopia orwelliana “1984”.

Il governo dei banchieri tira gli interessi della banche da cui sono lautamente stipendiati. La moneta elettronica è lo strumento definitivo per il controllo di massa.

Se un domani perderete il vostro lavoro, non potrete rifinanziare il vostro conto in banca (o la carta di credito) e di conseguenza non potrete più acquistare il necessario, poichè anche il piccolo spaccio alimentare sotto casa sarà obbligato ad accettare solo pagamenti elettronici. Non ci saranno alternative, l’unica via sarà richiedere un prestito in banca, ipotecando beni reali, per chi avrà la fortuna di possederne ancora.
Spaventoso! Nessuno si indigna, nessuno protesta e nessuno grida al regime. Dove sono finiti gli alfieri della libertà? Sparito il fantoccio berlusconiano si sono dileguati come neve al sole.

Stanno per far sparire definitivamente il denaro contante, un domani chissà, per non essere considerati “evasori”, e non essere esposti alla gogna mediatica, dovremmo accettare di farci impiantare un microchip sottocutaneo per effettuare qualsiasi pagamento. Fantasie deliranti? Ripeto, fino a pochi anni fa lo erano anche le teorie che profetizzavano la scomparsa del denaro cartaceo, e invece…

In un ipotetico domani, chi non avrà il microchip sarà considerato automaticamente un “evasore”. Se questa non è dittatura, spiegatemi voi cos’è!

La moneta elettronica, che adesso spacciano come soluzione all’evasione fiscale, sarà l’ennessima vittoria dell’oligarchia bancaria sui cittadini, l’ennesimo passo verso un nuovo ordine mondiale, l’ultimo verso l’abisso.

Ma andiamo alla fonte. Immaginiamo un rubinetto che rovescia acqua in una vasca, questa dopo poco traboccherà dalla stessa. Come fare per impedirlo? Prendiamo un secchio e svuotiamo l’acqua che riusciamo a prendere nel lavandino, oppure chiudiamo semplicemente il rubinetto? Questo piccolo esempio dimostra che l’unica risoluzione reale di un problema si attua alla fonte.

Oggi noi viviamo schiacciati da un debito illegale. A causa di ciò, la pressione fiscale ha raggiunto vette per la maggior parte insormontabili. I veri padroni del mondo sono coloro i quali gestiscono la moneta, ovvero le banche. Gli Stati nazionali hanno ceduto la sovranità monetaria e si indebitano quotidianamente per poter mandare avanti la baracca. L’attuale sistema di tassazione è illegale perché perpetra e sorregge un sistema fraudolento e dittatoriale. Lo scopo ultimo è il servaggio sociale totale. L’obiettivo è creare un popolo ricattabile e soggiogabile, schiavo e fiero di esserlo, in perenne adorazione, completamente dipendente.

E’ chiaro che la macchina della propaganda non farà cenno alla vera truffa. Lautamente ricompensati, essi dispensano “panem et circenses”, plagiando le già poveri e banali menti del popolo italiota. Il loro mestiere è mentire, e lo fanno spudoratamente.
Le soluzioni per uscire da questa crisi sistemica indotta ci sono. Ma se aspettiamo che gli stessi creatori della crisi, o i loro valletti, ci diano la soluzione ad essa, sbagliamo di grosso. Le crisi economiche sono golpe sociali preparati a tavolino, atti a schiavizzare le masse, per imporre il dominio totalitario.

La nostra economia è ferma non per assenza di opportunità o pigrizia, ne tanto meno a causa dell’evasione fiscale, ma per mancanza di denaro. Mancando questo vengono meno i beni e i servizi necessari per i cittadini, lo stato sociale viene smantellato, le aziende falliscono o vengono vendute. Il futuro di intere generazioni, che cresceranno all’ombra dell’incertezza, sarà sotto il giogo asfissiante della dittatura del nuovo ordine mondiale.

L’imposizione mondialista diventa ogni giorno più sfacciata e dichiarata, ci vogliono abituare lentamente che tutto quello che sta accadendo sia la normalità, inarrestabile e fatale. Non facciamoci abbindolare dai falsi portatori di verità. Informiamoci in altro modo, è l’unica strada.

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Microchip sottocutanei per ottenere gli sconti nei negozi

(26 settembre 2012)

Facendovi impiantare un microchip sottocutaneo, potreste usufruire di vari sconti in base alle vostre abitudini di acquisto. E' quello che accade negli Stati Uniti, dove alcuni punti vendita hanno chiesto ai propri clienti abituali di farsi impiantare un microchip per poter assegnare gli sconti in base al genere di acquisti che ogni cliente fa di più durante l'anno. In questo modo le spese di ogni singolo cliente vengono continuamente monitorate. E la privacy?

Molti clienti hanno accettato volentieri di rinunciare ad un po' di privacy, pur di ottenere qualche sconto in più sugli acquisti. I dati personali degli acquirenti vengono così catalogati e, spesso, comunicati ad altre società, che inviano offerte speciali quando si da il consenso. Ma qui non si tratta di una "casellina da spuntare", voi sareste disposti a farvi impiantare un chip sottocutaneo per usufruire di sconti sui pannolini o sui giocattoli ed i vestiti per i vostri figli? Sareste disposti a far impiantare un microchip per monitorare il comportamento dei vostri figli? La presenza a scuola? Il rendimento scolastico? 

Intanto il progetto SLP che prevede l'uso di tecnologia di identificazione a radiofrequenza (RFID) per "rendere sicure" le scuole, far sapere in ogni momento dove sono i nostri studenti, va avanti. Come si legge nel sito: " Il progetto Student Locator è attualmente in fase di sperimentazione in due scuole, la Jay High School e la Jones Middle School, la sperimentazione durerà un'anno dopo il quale i dati verranno valutati e le decisioni "prese". Ma la strategia è stata pensata con criterio: il progetto è partito proprio in quegli istituti nei quali il tasso di assenteismo dalle lezioni è più alto, in modo tale che, una volta applicata la nuova tecnologia e mostrata la validità degli strumenti, si potrà applicare il sistema a tutti gli istituti scolastici americani e poi del mondo. Si stima che circa 1700 studenti siano già stati coinvolti nel programma con il permesso dei genitori. Ai gruppi di studenti viene assegnato una sorta di "mentore" che controlla e sovrintende le azioni ed i redimenti degli scolari e che i ragazzi, almeno una volta la settimana, devono contattare e riferire l'andamento degli studi. Lo stile è molto simile a quello di un giudice di sorveglianza per studenti che non hanno commesso ancora un crimine, ma che potenzialmente, nella mente di questi signori, potrebbero consumarlo. 

Ora, mentre alcuni genitori si sono riuniti, come si vede nel video, chiedendo al Governo, di sospendere immediatamente la sperimentazione del monitoraggio di RFID, di ottenere un incontro pubblico fra le parti interessate per poter confrontarsi sull'uso del microchip, ecco che spuntano gli sconti, se ti impianti il microchip avrai sconti nei negozi che più frequentemente visiti per i tuoi acquisti. 

E voi? Siete pronti a rinunciare alla vostra libertà personale? Sapranno sempre tutto, da ciò che mangiate a dove andrete, dal vostro conto in banca alla vostra anamnesi medica; come si legge da Wikipedia: "…per l'identificazione e/o memorizzazione dati automatica di oggetti, animali o persone basata sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di particolari dispositivi elettronici e sulla capacità di questi di rispondere "all'interrogazione a distanza" da parte di appositi apparati fissi o portatili chiamati, per semplicità, "lettori" a radiofrequenza comunicando (o aggiornando) le informazioni in essi contenute." 

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BCM4752. Il nuovo microchip che ti spia dal cellulare

15 aprile 2012

Un microchip in grado di indicare la propria posizione con ultra precisione, all’aperto o indoor, con un margine di errore dell’ordine del centimetro. Sviluppato dalla statunitense
Broadcom Corporation, il microchip spia BCM4752 verrà installato nelle nuove generazioni di smart-phone e promette non farvi sentire mai soli.

A chi piace far sapere sempre dov’è ad amici e non solo, a chi ormai è perso senza il navigatore satellitare, questo nuovo prodotto piacerà molto… ma chi ci tiene ancora alla propria privacy, capirà che è sempre più importante e necessario uscire di casa senza uno smart phone di ultima generazione, meglio un semplice Nokia, di quelli che usavamo dieci anni fa, senza gps e tante cazzate varie.

Il nuovo chip della Broadcom è in grado di determinare in che zona ci troviamo all’interno di un edificio, addirittura se vicino una parete o dentro una stanza, grazie alla possibilità di processare informazioni provenienti da satelliti, ripetitori, hot-spot Wi-Fi, giroscopi, accelerometri, contatori di passi, altimetri e grazie alla capacità d'integrare delle informazioni provenienti del sensore di pressione atmosferica di cui sono già dotati tanti smart phone, come l’Android, ad esempio.

I portavoce delle Boradcom parlano entusiasti di una nuova concezione di navigazione, la “ubiquitous navigation”.

Scott Pomerantz, Vicepresidente della Broadcom GPS Division, spiega: “sarà possibile sviluppare una nuova generazione di e-commerce. All’interno di un centro commerciale, ad esempio, l’utente potrà disporre di precise offerte personalizzate, i negozianti saranno esattamente l’istante in cui passerete di fronte al suo negozio o quando starete guardando un particolare prodotto esposto in vetrina”.

Personalmente trovo ridicola, oltre che offensiva, la dichiarazione di Charlie Abraham, vicepresidente della Diviosione ingenieristica della corporazione statunitense, che recita così: “questo nuovo microchip potrà mostrarvi dove sono le banane all’interno di un negozio, addirittura di che dimensioni e di che marca”.

Ma vi rendete conto? Perché la tecnologia deve essere utilizzata per queste cazzate? Perché la gente è così stupida e si lascia usare? ...scendo per strada ed osservo che quasi tutti, soprattutto i più giovani, sono sempre chini sul cellulare a chattare, navigare o leggere stronzate? Perché avete perso il gusto ed il piacere di parlare e passeggiare liberi, perdendovi per le calli di Venezia?

Al di là dello stupido entusiasmo di tanti tecno-dipendenti che citavo più sopra, il BCM4752 è un microchip spia che, oltre ad essere strumento di controllo, sarà utilizzato nel peggiore dei modi: per bombardare le persone, con sempre più pubblicità ad-hoc ed offerte personalizzate, per vivere al massimo l’epoca dorata del consumismo di nuova generazione, per controllare ed usare le persone come topolini da laboratorio.

Insomma, in attesa del perfezionamento della tecnologia d'implantazione di microchip direttamete sotto la pelle (che è, d'altronde, già una realtà: leggete
Il microchip sottocutaneo, ndr), in questi mesi vengono sviluppati e proposti sul mercato gli occhiali con gps e, ancora peggio, il microchip BCM4752 per gli smart phone.

Su, andate, correte ad etichettarvi su facebook “sono qui” e non dimenticate il navigatore prima di uscire in macchina, perché ormai avete dimenticato che cos’è il piacere di chiedere informazioni ad un passante e soprattutto perché avete fretta, fretta, fretta di arrivare alla vostra meta e di non sbagliarvi.

Matteo Vitiello 

Arriva mChip, mini-laboratorio per le analisi del sangue fai da te

(1 Agosto 2011)

Un laboratorio su microchip in grado di eseguire diversi esami del sangue con un'affidabilità comparabile a quello dei test condotti in ospedale. Per il momento si tratta di un dispositivo in fase di sperimentazione ma, stando a quanto scritto sulle pagine della rivista scientifica Nature Medicine, qualora dovesse superare tutti i test, e le premesse sembrano esserci tutte, potrebbe cambiare le abitudini di milioni di persone in tutto il mondo. mChip, questo il nome dell’apparecchio, è grande quanto una carta di credito e i costi unitari di produzione stimati, sebbene non coincideranno con i prezzi di immissione sul mercato, non superano il dollaro.

Le analisi del sangue si effettueranno in casa - "Vorremo creare un dispositivo che permetta di effettuare analisi del sangue in qualsiasi ambiente e in qualsiasi parte del mondo - ha detto Samuel K. Sia, professore presso la New York Columbia University e padre del mChip -. Con il nostro dispositivo le persone non saranno più costrette ad andare in una clinica per i prelievi, e non dovranno aspettare giorni per avere i risultati".

E’ sufficiente un singolo campione di sangue e il dispositivo sarà in grado di rilevare in esso numerose proteine e anticorpi, anche quelli identificativi di Hiv, sifilide e altre malattie contagiose. Al momento sono stati effettuati centinaia di test a Kigali, in Ruanda, e i risultati sono stati estremamente incoraggianti. Il dispositivo, infatti, si è dimostrato preciso nel 95% dei casi di Hiv e nel 76% dei casi di sifilide.

Una versione leggermente differente del mChip sarà presto in grado di individuare anche l’eventuale presenza nel sangue di tracce lasciate dal cancro alla prostata. Per "leggere" i risultati basterà un decodificatore grande quanto un telefono cellulare e del costo relativamente basso: un centinaio di dollari. Il dispositivo utilizza una tecnologia basata su delle nano-particelle di oro e argento.

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USA: MICROCHIP RFID A TUTTI GLI AMERICANI DAL 2013

(29 Luglio 2011)

Washington rende obbligatorio l’impianto di un microchip RFID per tutti gli americani.
E’ confermato, il Progetto di Legge sulla Salute di Obama renderà obbligatorio l’impianto di un microchip RFID per tutti i cittadini americani.

L’obiettivo è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”.
Il nuovo progetto relativo alla salute (HR 3200) è stato adottato recentemente dal Congresso e alla pagina 1001, contiene l’indispensabile necessità per tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario di essere identificati con un microchip sottocutaneo.

In un documento ufficiale, vi è la prova che questi dispositivi fossero già previsti nel 2004. Questo documento della FDA (Food and Drug Administration), datato 10 Dicembre 2004 è intitolato Class II Special Guidance Document : Implantable Radiofrequency Transponder System for Patient identification and Health information ( Documento di orientamento speciale di classe II : Sistema di transponder impiantabile a Radiofrequenze per l’identificazione dei Pazienti e le informazioni relative alla salute).

L’impianto di un microchip per i pazienti che contenga le informazioni sulla loro salute era quindi già allo studio nel 2004. Nel Progetto di Legge intitolato America’s Affordable Health Choices Act of 2009 (Legge del 2009 sulle scelte di salute finanziariamente abbordabili dell’America), si può leggere nel paragrafo Subtitle C – National Medical Device Registre ( Sottotitolo C – Registro nazionale dei Dispositivi Médici), che è prevista una scheda per ogni persona che ha o sarà munita di un dispositivo sottocutaneo: Il ” Secretary ” stabilirà un ” registro nazionale dei dispositivi medici ” (in quel paragrafo sono chiamati “registro”) per facilitare l’analisi della loro sicurezza dopo la commercializzazione, con i dati di ogni dispositivo che è o è stato utilizzato su un paziente…”

Quindi tutte le persone che avranno ricevuto il microchip saranno schedati in un nuovo registro che ancora non esiste. Con il pretesto di assicurare meglio l’assistenza sanitaria e preservare la salute dei cittadini, tutta la popolazione sarà marchiata con un microchip elettronico e schedata. L’inizio della marcatura obbligatoria per tutti è previsto a partire dal 2013.

Alla pagina 1006 del progetto, è fatta una precisazione sulla data di entrata in vigore del dispositivo: “ENTRATA IN VIGORE. Il Ministro della Salute e dei Servizi Sociali, metterà in opera il registro in virtù dell’articolo 519 (g) della Legge Federale sul cibo, i farmaci e i prodotti cosmetici come da aggiunta nel paragrafo, non più tardi di 36 mesi dalla promulgazione della presente Legge, senza preoccuparsi se le regolamentazioni definitive per stabilire e utilizzare il Registro siano state promulgate o meno in quella data”.
Quindi 36 mesi a partire dalla data di entrata in vigore della Legge! Questo ci dà 3 anni. Il 2013 è l’anno in cui la marcatura obbligatoria dovrebbe incominciare. Da notare che entrerà in vigore anche se non sarà stata adottata nessuna regolamentazione sul suo utilizzo e che sia presente o meno un inquadramento ben definito sull’utilizzo del “registro”.
Obama non è il messia voluto dagli americani che l’hanno votato; ma un burattino docile, obbediente un pupazzo che lavora per assicurare la creazione di un Nuovo Ordine Mondiale. Se questo dispositivo è raggiunto, la popolazione sarà una svista assoluto.

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LE GRANDI COMPAGNIE FARMACEUTICHE INIZIANO A INSERIRE MICROCHIP NEI FARMACI

(21 Aprile 2011)

’era del microchip farmaceutico incombe su di noi. Novartis AG, una delle più grandi compagnie farmaceutiche al mondo, ha annunciato un piano per iniziare a impiantare microchip nelle medicine per creare una tecnologia “smart pill”.

La tecnologia del microchip è stata autorizzata dal Proteus Biomedical di Redwood City, California. Una volta attivato dai succhi gastrici, il microchip inserito inizia il rilevamento e la trasmissione dei dati ad un ricevitore indossato dal paziente. Il ricevitore è anche una trasmittente che può mandare i dati al dottore attraverso internet.

L’idea dietro tutto ciò è di creare “smart pills” che possano rilevare cosa sta accadendo nel corpo e mandare quest’informazione al dottore del paziente. La Novartis programma di iniziare a inserire microchip nei farmaci anti-rigetto che si assumono dopo il trapianto d’organi e quindi espandere potenzialmente il “microchipping” ad altri farmaci della loro linea di prodotti. Questa stessa tecnologia potrebbe presto portare a pillole prodotte anche da altre case farmaceutiche.

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Approvato in Usa microchip sottocutaneo a fini medici

(Aprile 2011)

La Food and Drug Administration, l'agenzia americana per il controllo medico dei farmaci e degli alimenti, ha autorizzato mercoledì l'uso di un dispositivo elettronico che, impiantato sui pazienti, potrebbe fornire tutte le informazioni necessarie ai medici in modo da accelerare le cure, soprattutto in caso d'urgenza.

Il dispositivo si chiama VeriChips, funziona a frequenze radio ha la dimensione di un chicco di riso, ed è stato già utilizzato per ritrovare animali smarriti o sorvegliare il movimento del bestiame, ma in Messico è stato già impiantato su circa 200 persone che lavorano per i servizi giuridici ed aventi accesso a zone segrete dove sono depositati documenti top-secret.

Il chip è prodotto dalla compagnia americana Applied Digital Solutions, che fornisce anche gli scanner capaci di leggere le informazioni in esse contenuti. Il dispositivo potrà essere utile ai pazienti diabetici, cardiopatici, i malati di Alzheimer o coloro che sono sottoposti a terapie complesse come la chemioterapia.

Il chip, come spiega Richard Seelig, vice presidente dell'area nella compagnia che si occupa di dispositivi medici, è inserito sotto pelle con l'aiuto di una siringa, e la procedura dura appena 20 minuti senza lasciare cicatrici. Il chip conterrà informazioni quali il gruppo sanguigno del paziente ed altre informazioni mediche come allergie o terapie seguite.

Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni settimana le notizie più importanti per la tua salute. 

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Scusi, posso pagare col polso?

Led luminosi per controllare in tempo reale il proprio conto corrente, applicazioni per trasformare l'iPhone in 'credit card', microchip da inserire sottopelle. Le banche Usa immaginano il futuro del credito. Ecco che (inter)facce avrà

(22 novembre 2010)

Un prototipo dotato di display elettronico Un prototipo dotato di display elettronicoChe forma assumeranno le carte di credito nei prossimi 25, 50 o 100 anni? Per quanto possa apparire prematura, la domanda circola da tempo all'interno delle maggiori istituzioni finanziarie, almeno quelle americane. Im questo scorcio di grande Recessione la crisi economica planetaria ha evidenziato il fatto che il credito, e in particolare le carte di credito, possono diventare un'arma a doppio taglio: creano super profitti mentre allo stesso tempo possono affossare il sitema creditizio.

Secondo gli esperti le sorprese che ci aspettano in questo settore sono tantissime. In 25 anni i device come cellulari, PDA e tavolette elettroniche avranno assorbito tutte le funzioni delle carte di credito, e non non solo. Collegando il numero di conto all'oggetto acquistato le banche saranno anche in grado di usare la carta per proiettarne un'immagine olografica.

Ipotesi ancora più futuristica, tra 50 anni le credit card e i telefoni saranno sostituiti da chip impiantati direttamente nel nostro corpo. Il polso sembra essere la zona più adatta: così basterà farlo scorrere sui lettori digitali per pagare il prodotto che vorremo acquistare. Se poi si collegherà il chip al network casalingo i prodotti e i servizi da acquistare potranno essere scelti e pagati restando a casa.

In un futuro un po' più remoto, tra un centinaio d'anni secondo gli esperti, gli umani si 'trasformeranno' in carte di credito. Basterà semplicemente entrare in un negozio, scegliere i prodotti desiderati, impacchettarli ed uscire. Grazie a tecnologie di tipo telemetrico il venditore sarà consapevole dell'identità del consumatore e del metodo che intende usare per pagare.

Se gli sviluppi futuri siano avvincenti, l'evoluzione delle carte di credito è già in atto. La Citi Bank, uno dei maggiori gruppi bancari statunitensi, sta introducendo quelle che definisce le carte di credito 2.0: non solo danno la possibilità di scegliere il conto con cui si vuole pagare ma sono munite di schermi digitali per mostrare le funzioni bancarie più diverse e i prodotti disponibili in vendita. Le nuove credit card sono inoltre munite di misure di sicurezza interattive, di sistemi d'allarme che allertano il consumatore quando sta superando il suo limite di spesa e anche di collegamenti wireless col network bancario e (tendenzialmente) con internet. Se così sapremo sempre quanto spendiamo, è certo che anche le banche sapranno sempre più di noi. 

di Paolo Pontoniere

Tessera del tifoso, grande spot commerciale. E ora indaga anche il Garante della Privacy

Al vaglio dell'authority il trattamento dei dati personali, l’utilizzo della tecnologia inserita nel microchip, nonché la liceità dell’obbligo di acquisto di una carta prepagata per ottenere la tessera del tifoso

28 settembre 2010 - Finalmente qualcosa si muove. Su segnalazione di alcuni cittadini e un’associazione di consumatori, il Garante per la Privacy ha aperto un’istruttoria sulla tessera del tifoso. Entro un mese è atteso l’esito. Tre i punti particolarmente controversi: il trattamento dei dati personali, l’utilizzo della tecnologia inserita nel microchip, nonché la liceità dell’obbligo di acquisto di una carta prepagata per ottenere la tessera del tifoso.

A insospettire i tifosi era stata la modulistica di richiesta. Su cui non era chiaro a chi andassero in mano i dati personali. Ma non solo. Perché, nonostante il clamore suscitato dalla sua introduzione, in pochi ancora oggi hanno capito cosa sia la tessera del tifoso. La quale è a tutti gli effetti una carta prepagata. Che può essere utilizzata per comprare biglietti e l’abbonamento allo stadio, ma anche per acquistare qualunque altra cosa, proprio come ogni altra carta. E c’è di più: essa contiene anche un microchip di tecnologia RFID, attraverso il quale particolari macchinari sono in grado di rilevarne i dati a distanza, seppur breve. E inoltre, al contrario delle normali prepagate, contiene la foto del possessore. Tutto ciò già contrastava un primo parere espresso dal Garante per la Privacy nel giugno 2010, in cui si precisavano alcuni aspetti del trattamento dei dati personali nelle linee guida del ministero.

Ufficialmente, però, la tessera del tifoso venne introdotta per curare la piaga della violenza negli stadi. Eravamo, si badi bene alle date, a metà 2009. Già allora, come riporta l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, i reati da stadio erano in considerevole diminuzione: contando solo il numero di feriti, si è passati dai 1.219 della stagione 2003-2004 ai 361 di quella 2007-2008, con un’ulteriore diminuzione del 66% nel girone d’andata dello scorso anno. Ebbene, la tessera veniva spacciata come ulteriore elemento di sicurezza e prevenzione. Da una parte la squadra forniva una tessera di fedeltà al tifoso, dall’altra la Questura controllava che sul titolare non pendessero provvedimenti ostativi (un provvedimento di Daspo o una condanna passata in primo grado per reati da stadio, sentenza che di fatto sancisce una diffida a vita a frequentare qualunque stadio). Tale misura però, sebbene meno aspra, era già in vigore dal 2005, allorché le squadre furono costrette a trasmettere i dati dei propri abbonati alla Questura.

E allora che bisogno c’era della tessera del tifoso? A far diminuire la violenza? Be’, se si prendono in esame le prime giornate di questo campionato sembra proprio di no. E c’è un perché. La circolare ministeriale 555/2009 che introdusse la tessera del tifoso, infatti, si guardò bene dal renderla obbligatoria. Non solo non lo fece per le singole società, le quali avrebbero potuto benissimo non aderire all’intero progetto. Ma nemmeno per il singolo tifoso, il quale può a tutt’oggi andare al botteghino o in banca e ottenere così il suo diritto d’accesso allo stadio. Con due uniche preclusioni: l’abbonamento per l’intera stagione e i biglietti per le trasferte nel cosiddetto “settore ospiti”, ossia quella gabbia dove i tifosi in trasferta vengono assiepati come fossero mandrie.

Cosa è successo? Semplice, che chi non ha sottoscritto la tessera del tifoso (vuoi perché, è il caso di molti ultrà, la vede come una schedatura, vuoi perché, condannato per reati da stadio, non poteva farlo) è andato ugualmente in trasferta, ha comprato un biglietto per una tribuna che non fosse quella “ospiti”, e si è seduto in un settore normalmente frequentato dai tifosi di casa. Risultato: incidenti. A Brescia, due settimane fa, il più grave, con un tifoso della provincia di Ragusa finito in ospedale (in quella partita c’erano solo 26 tifosi del Palermo nella gabbia, tutti gli altri erano nelle varie tribune). Invece il 19 settembre, a Marassi, durante Sampdoria-Napoli, l’accensione di una torcia da parte dei tifosi partenopei ed il conseguente parapiglia in tribuna (la curva ospiti era semideserta) ha costretto steward e forze dell’ordine a fare cordone nel settore distinti. Mentre a Brindisi, già alla prima di campionato di Lega Pro, sette tifosi dell’Avellino che non si trovavano nel settore ospiti si sono azzuffati con quelli di casa. Per loro potrebbe scattare il Daspo. Nel caso, anche se volessero, niente prepagata.

D’altronde non ci voleva molto a capire che lo scopo della tessera del tifoso fosse eminentemente commerciale. Non a caso, dopo il lancio pubblicitario disastroso, con i gruppi ultrà che non ne volevano sapere di sottoscriverla e quelli dell’Atalanta, era il 26 agosto, che assaltavano la festa di Alzano Lombardo dove parlava il ministro dell’Interno Bobo Maroni, molte squadre sul loro sito l’hanno camuffata con nomi accattivanti, puntando tutto sulla fidelizzazione. Come è accaduto spesso in passato, il meccanismo ha fatto leva sull’amore per il calcio degli italiani, il quale, a fronte di una diminuzione delle presenze allo stadio (quest’anno in serie A mancano all’appello già 70.000 paganti), è in grande crescita, almeno stando a una recente indagine di Demos & Pi (fonte Repubblica). Detto fatto, finora sono 655mila le tessere del tifoso sottoscritte. Come dire, un ulteriore balzello per tanti appassionati (si consideri che la prepagata finisce in mano pure ai minori di 14 anni), ma anche fa un gran favore alle banche, guarda caso il soggetto che spesso emette le fideiussioni grazie alle quali le squadre ottengono l’iscrizione ai campionati.

di Elena Filicori e Matteo Lunardini

In arrivo in Europa il bancomat biometrico: basta appoggiare un dito sul lettore

By Edoardo Capuano - 16 maggio 2010

Bancomat biometrico in PoloniaÈ la Polonia il primo Stato europeo a installare dei bancomat che, oltre al normale metodo di identificazione degli utenti tramite tessera e codice Pin, si affida al riconoscimento biometrico.

L'iniziativa è stata presa dalla banca BPS SA, che ne ha già installato un esemplare a Varsavia e prevede di piazzarne altri tre e quattro entro la fine dell'anno.

La biometria non sostituisce completamente l'identificazione tradizionale; gli utenti devono comunque inserire la propria tessera, ma poi possono scegliere: inserire il solito Pin a quattro cifre oppure appoggiare un dito sull'apposito lettore.

Questo non si affiderà al riconoscimento dell'impronta digitale, ma confronterà lo schema delle vene con l'immagine in memoria, identificando così il possessore del dito e consentendogli di operare sul suo conto.

La tecnologia alla base di questo sistema è stata sviluppata dalla giapponese Hitachi. Secondo il vicepresidente della BPS, Krzysztof Jagielski, il riconoscimento biometrico “renderà sicuri i pagamenti delle pensioni alla fine del mese e proteggerà dalle frodi come lo skimming o il furto delle informazioni delle carte di credito”.

Prossimamente la BPS ha intenzione di installare altri 200 bancomat biometrici in tutta la Polonia, anche se non ha rivelato con quale tempistica intenda procedere.

Fonte

 Minorenni rumene controllate col microchip

08 - 10 - 2009

di Sergio Bagnoli

Hanno un’età compresa tra i quattordici ed i vent’anni e provengono tutte dalle regioni più arretrate della Romania o dalle periferie delle grandi città del paese danubiano: sono le nuove schiave del sesso, adolescenti costrette a crescere troppo in fretta e neanche considerate come esseri umani nè dai loro sfruttatori, affiliati alla mafia albanese che detiene nel Nord Italia il monopolio dello sfruttamento di prostitute, nè dagli italianissimi loro clienti.

Allettate da un lavoro sicuro e dignitoso nel nostro paese, le maggiorenni, o brutalmente rapite alle attenzioni dei loro genitori, le minorenni, dalla Romania, grazie alla complicità della delinquenza di piccolo cabotaggio del paese danubiano, vengono trasportate su furgoni sino alle Porte di Ferro, la forra sul Danubio che separa il paese neo- comunitario dalla Serbia. Qui la temibile mafia slava le trasporta sino alla città di Pozarec, il luogo natio del tristemente noto dittatore Milosevic, dove vengono orribilmente stuprate ripetutamente al fine di annientarne ogni istinto ribelle. Successivamente, in Kossovo, i serbi le vendono alla mafia albanese che nella miserabile città di Elbasan le rinchiude per settimane intere in poveri appartamenti dove viene compiuta sui loro acerbi corpi l’operazione più orribile: sotto pelle viene loro inserito un microchip di modo che i trafficanti ne possano controllare costantemente il posizionamento. Un po’ come si fa per i cani o gli animali selvatici insomma.

La fattiva collaborazione tra la Polizia romena ed i Carabinieri della bergamasca fortunatamente ha consentito di smascherare in parte il criminale traffico e di arrestare un prosseneta albanese mentre un suo connazionale complice è ancora uccel di bosco. Tanti però sono ancora in Italia i trafficanti albanesi, quasi tutti con regolare permesso di soggiorno, non ancora individuati dalle nostre forze dell’ordine, che continuano a trafficare in minorenni romene. Il guaio è che queste ragazze, una volta rimpatriate, frequentemente si ammalano di tumore, provate voi a vivere con un microchip che emette continuamente segnali elettronici sottopelle , ed in pochi anni muoiono.

Due giorni prima l’orribile scoperta fatta dai Carabinieri di Bergamo, nelle Marche, a Corridonia per la precisione, un’adolescente cinese di soli undici anni che frequentava con profitto la scuola primaria del paese è morta dopo aver inalato per ore ed ore i vapori mefitici prodotti dalle colle industriali usate dai loro genitori che probabilmente lavoravano in nero ed a cottimo per qualche rispettabile “ griffe” della regione, il massimo distretto calzaturiero d’Italia. Anni Ye, questo il nome della sfortunata ragazzina, non era una schiava del lavoro ma insieme agli schiavi, che poi erano i suoi genitori, viveva in una stamberga- tugurio che serviva anche da opificio industriale. Qui i cinesi lavoravano, usando prodotti velenosi ed in spregio ad ogni norma sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, prodotti tessili grezzi e suole da scarpe. La stamberga- tugurio di Anni Ye si trovava al piano terra di un pericolante casale di campagna la cui fatiscenza stride enormemente con il bucolico paesaggio circostante, reso universalmente noto dai pittori gotici Carlo Crivelli e Gentile da Fabriano.

“I bambini cinesi sono tra gli stranieri i più bravi a scuola, imparano con profitto anche la nostra lingua ma troppo spesso si addormentano sui banchi perché costretti dai loro genitori a lavorare anche di notte in laboratori ricavati all’interno delle loro abitazioni” confida una maestra di Prato, la città toscana, patria europea del tessile, nella quale la mafia cinese è ben radicata. A Prato sono quattromila le aziende tessili cinesi che danno lavoro a diciottomila conanzionali. Nuovi laboratori nascono e muoiono in un breve lasso di tempo, mai superiore ai diciotto mesi, in modo da sfuggire ai controlli del fisco e degli ispettorati del lavoro italiani, troppo burocraticamente lenti per scoprirli. Ecco perché, muovendosi le istituzioni italiche con la loro proverbiale lentezza che fa a pugni con la rapidità con cui si trasforma la criminalità, in Italia il minore straniero rimane la maggior vittima del fenomeno immigratorio.

Fonte: link

Addio contanti! Nel 2015 sarà tutto on line

12 - 11 - 2009

Alba Kan e Marco Cedolin

Sempre più spesso negli ultimi anni le parole chip o R-Fid (la sigla significa Radio Frequency Identification Devices) stanno entrando prepotentemente nelle nostre vite, spesso passando dal buco della serratura, contenute nell’ambito di progetti ed iniziative apparentemente innocue e finalizzate a migliorare la qualità della nostra vita. La questione risulta comunque ancora sconosciuta ai più e viene spesso relegata nel novero degli argomenti di natura fantascientifica trattati dai “complottisti”, nonostante questi piccolissimi oggetti super tecnologici siano oramai ovunque e negli ultimi anni ci sia stata una vera e propria invasione, riguardo alla quale non siamo stati informati, costringendoci di fatto a subire l’imposizione di qualcosa che non conosciamo.

Il chip RFID è sostanzialmente una tecnologia utilizzata per l' identificazione di oggetti, animali o persone attraverso la radiofrequenza, basata sulla capacità di memorizzare e accedere a distanza a dati usando dispositivi elettronici detti TAG. Si tratta di un sistema di lettura "senza fili"che è costituito da un microchip contenente dati (tra cui un numero univoco universale scritto nel silicio), e da un lettore, una o più antenne per inviare il segnale di lettura e ricevere le risposte, e uno o più Tag RFID.

I chip RFID si dividono in attivi o passivi, i primi sono dotati di minuscole batterie che li rendono energeticamente autonomi, i secondi non possiedono fonti di energia proprie e vengono attivati attraverso un lettore di RFID che dona loro energia. Naturalmente, nonostante si tratti di una tecnologia in continua evoluzione gli RFID attivi sono più costosi ed “ingombranti” rispetto a quelli passivi, ma si prestano ad un maggior ventaglio di utilizzazioni. Un RFID passivo tradizionale è grande meno della metà di un francobollo ed ha lo stesso spessore di un foglio di carta. I modelli tecnologicamente più avanzati hanno però già raggiunto dimensioni estremamente più piccole, arrivando alla grandezza di un granello di sabbia ed è già possibile inserirli all’interno dell’inchiostro utilizzato per stampare, riducendoli in questo modo alla grandezza di un puntino di sospensione e rendendoli di fatto praticamente invisibili. Anche le dimensioni ed i costi degli RFID attivi stanno comunque riducendosi progressivamente, attraverso l’utilizzo di batterie sempre più microscopiche ed economiche.

Nessun cittadino conosce la portata dell'invasione di questi dispositivi, dal momento che la diffusione degli RFID sta avvenendo sottotraccia e proprio per questa ragione nessuno si domanda se possano essere pericolosi per l'uomo o per gli animali. L'unica cosa certa è che l'industria degli RFID sogna di installare tali lettori praticamente in qualsiasi oggetto di questo pianeta, a partire da tutti i prodotti commerciali che giornalmente acquistiamo all’interno dei supermercati, dalle lattine di coca cola ai rossetti, dai prodotti di abbigliamento a quelli per la pulizia della casa. Dopo essere già riuscita a diffonderli in una svariata serie di strumenti di uso comune, basti pensare ai bancomat, alle carte di credito ed alla tecnologia telepass.

Il tutto con l'aiuto dei media che sono deputati ad enfatizzare i presunti benefici dell’operazione, sottacendo completamente i rischi sia nell’ambito della privacy, sia per quanto riguarda la salute dei cittadini. L’applicazione della tecnologia RFID non si limita oltretutto all’ambito commerciale (spazio all’interno del quale è stata presentata come innocuo strumento di gestione dei magazzini) ma abbraccia ed abbraccerà molti altri campi come quello sanitario e quello militare. Oltre al ministero della Difesa statunitense sono molte le multinazionali che a vario titolo si sono fino ad oggi manifestate interessate all’uso della tecnologia RFID, fra esse si possono annoverare colossi quali IBM, Wal – Mart, Tesco, Gilette, Procter & Gamble, Metro, Benetton e molti altri.

In molti ospedali Usa, ai malati di Alzheimer è stato impiantato un microchip, perchè "così non si perdano quando vagano senza una meta". Alla TV si vedono scene commoventi di bambini che hanno trovato il proprio cagnolino smarrito, grazie all'impianto RFid, ma non si parla mai dei casi in cui gli animali sono morti a causa di questi impianti, oppure sono rimasti paralizzati.

Qualche anno fa l'agenzia Associated Press ha riportato uno
studio del 1996 effettuato sui topi dalla tossicologa Keith Johnson che imputava all'impianto di microchip l'insorgenza di tumori maligni in rapida crescita sui roditori.

Secondo alcuni esperti l'impianto sottocutaneo di un RFID, tramite la semplice iniezione, agli animali e come sta già succedendo in alcune nazioni, anche nell'uomo, provoca il cancro, non ci sono ancora dati certi, ma nel dubbio non è meglio fare una seria sperimentazione?

In Europa alcuni ricercatori
hanno confermato che la radiazione elettromagnetica (nota come energia EMF) emessa dai lettori RFID (e anche dai cellulari), causa danni al DNA umano.

Lo studio "Reflex", finanziato dall'Unione Europea, e che è durato ben 4 anni, ha scoperto che "le cellule esposte alle EMF hanno mostrato un significativo aumento delle rotture del DNA sia al singolo che al duplice filamento".
"Il danneggiamento resterebbe in eredità alla generazione successiva di cellule".

Vista l'attuale invasione di lettori RFID, è molto difficile evitarli.

E in Italia? A che punto siamo?

Anche qui è in atto una campagna propagandistica rivolta a sottolineare benefici e nascondere i rischi. Il pretesti migliori anche in questo caso sono costituiti dalla sicurezza e dalla salute, e quest'ultima visti i numerosi casi di malasanità in Italia automaticamente rientra nella questione "sicurezza". Per l'ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano, dei braccialetti con RFID sono la soluzione agli "errori medici", così nel 2006 inia ha portato avanti
una sperimentazione con Intel, per "la realizzazione di un progetto destinato a migliorare la qualità delle cure e del rapporto medico-paziente e a prevenire errori medici e chirurgici". Suona bene come spot, ma ricordiamoci che i casi peggiori di malasanità in Italia sono dovuti a diagnosi ed interventi sbagliati di medici non abbastanza preparati, non di certo alla somministrazione di medicinali sbagliati.

Un altro esempio di sperimentazione negli ospedali è il progetto "Quo Vadis" nel comune di Lavagno (VR), un ecomostro (ovviamente privato) che di per se è poco salutare, vista la distruzione della collina dove sorgerà, ma sarà anche un' "ospedale virtuale", i volontari che si sottoporranno ai test indosseranno un bracciale, una maglietta, un microchip, che registreranno ovunque si spostino, pressione venosa, arteriosa, equilibrio metabolico e temperatura corporea, tutto controllabile ed accessibile 24h su 24 via satellite!

Gli RFID si stanno insinuando anche nelle scuole, nel 2006 nell 'Istituto Tecnico Industriale Statale Vittorio Emanuele Marzotto a Valdagno (VI) è stato avviato un progetto scolastico per la creazione di un sistema in grado di rendere i processi scolastici di registrazione delle presenze, dei voti.

Attraverso la tecnologia RFID vengono gestiti gli accessi al sistema e le presenze degli alunni vengono automaticamente registrate dalle applicazioni all'ingresso a scuola. Sparirà il vecchio appello fatto dai professori al mattino, e forse sparirà anche il compito di educare i ragazzi alla responsabilità verso i loro compiti, ad esempio quello di andare a scuola?

Un ragazzo che non marina la scuola lo farà per senso di responsabilità o per paura del chip che lo controlla?

Abbiamo un RFID anche per non smarrire il bagaglio (come il cane?) in aeroporto. A metà luglio Alitalia e Aeroporti di Roma hanno
firmato un accordo che prevede una nuova tecnologia per i terminali di Roma Fiumicino.

E anche le Ferrovie dello Stato, note per la propria scarsa credibilità e per la propensione a dissipare in progetti inutili il denaro pubblico, non sono da meno riguardo a nuovi accordi per
nuove sperimentazioni, che se non giovano ai cittadini, di sicuro giovano alle tasche di qualcuno.

I Chips più propagandati e anche più diffusi sono di sicuro quelli delle carte di credito,

lo spot di tutte le banche è pressoché lo stesso "garantiscono una maggiore sicurezza nei pagamenti e nei prelievi di denaro contante", "assicurando ai clienti il più elevato livello di sicurezza", come tra l'altro prevede la
normativa europea Sepa che sarà obbligatoriamente adottata (cioè imposta) per tutte le nuove carte a partire dal 2011.

Ma le carte con microchip sono già milioni, Visa, Mastercard, American Express le hanno già lanciate sul mercato e in Italia anche Poste Italiane, ha il suo progetto in atto: Postepay Postemobile, che pubblicizza i pagamenti veloci.

Non è il caso di informarsi e stare attenti? Dai nostri vicini di casa in Francia, sono già stati presentati nel 2003, i "Chip sottopelle per pagamenti veloci", secondo la propaganda di chi vuole piazzarli sul mercato "il grande vantaggio di un RFID di questo tipo è nella sicurezza, perché se una card o un altro oggetto per pagamenti dotati di RFID può essere perduto, VeriChip si trova invece sempre e comunque con il suo legittimo proprietario". Invece secondo l' associazione per la privacy nell'era digitale,
EPIC quando una carta di credito viene rubata, tutto quello che uno deve fare è chiamare l'azienda che l'ha rilasciata. In questo caso se qualcosa va storto invece che alla banca ti chiedono di rivolgerti ad un chirurgo. Non ha senso passare da una carta, controllata dall'individuo, ad un chip che non può essere controllato".

Il punto è che oggi è già stato ampiamente dimostrato quanto una carta di credito con chip sia tutt'altro che sicura. Tutte le carte di credito con Rfid possono essere clonate come quelle vecchie. Tutti i dati contenuti negli Rfid di carte di credito, passaporti e carte d'identità possono essere letti anche a distanza utilizzando lettori con antenne amplificate, e a quel punto clonare non è un problema.

Il Parlamento europeo ha approvato una modifica al regolamento sul passaporto digitale: oltre alla foto digitale, già prevista dal 2006, il documento dovrà contenere due impronte digitali. Le nuove disposizioni vengono applicate a partire dal 28 giugno 2009.

Alessandro Bottoni, esperto di nuove tecnologie, nel suo blog ha illustrato alcune tecniche, in parte già messe a segno, che consentono proprio di sottrarre dati riservati ai dispositivi dotati di sistemi biometrici e di clonare passaporti e simili.

In Italia in alcune regioni è già stata avviata a sotituzione dei passaporti, con quelli nuovi dotati di Rfid.

Ed è interessante focalizzare l’attenzione sul bombardamento mediadico che stiamo subendo riguardo al digitale terrestre.L’operazione viene presentata come una nuova opportunità, ma in realtà si rivela una vera imposizione, dal momento che nessuno può rifiutarla!

L’uso crescente di RFID necessita di un maggiore e crescente uso della banda UBF-UHF, a questo scopo negli Stati Uniti, ma come ben possiamo vedere anche in Italia, si sta attuando un progetto per l'abbandono delle frequenze UHF-VHF entro il 2009, e stiamo riscontrando giorno dopo giorno come le regioni man mano stiano passando al digitale terrestre, tanto pubblicizzato da alcuni mesi.

Tutto questo perchè i chip Rfid, funzionano con la banda UHF e VHF, fino ad oggi sovraccarica di segnali televisivi che interferirebbero con un uso massiccio della tecnologia RFID. E’ interessante a questo proposito leggere ciò che ha rivelato Patrick Redmond, che ha lavorato in IBM per 31 anni.

Negli Stati Uniti sono circa 800 gli ospedali che mettono chip ai loro pazienti, 4 ospedali di Puerto Rico hanno impiantato chip al braccio di malati di Alzaimer, per la modica cifra di 200 $.

E se qualcuno pensa che la cosa non ci riguardi, si sbaglia.

Dal 4 novenbre infatti all'Ospedale Bambin Gesù di Roma è stato dato il via ad un insolito esperimento, avente per oggetto 200 pesone, tra infermieri, pazienti e visitatori che indosseranno per una decina di giorni circa, dei Chip, deputati a registrare la loro posizione e i loro contatti. L' esperimento in anteprima mondiale ha lo scopo di "misurare" come la vicinanza tra le persone influisca sulla diffusione delle malattie, in particolare quelle a trasmissione aerea e le infezioni ospedaliere.

I ricercatori dell'Institute of Scientific Interchange (ISI) di Torino, e l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), assicurano che tutto è stato pianificato nel rispetto delle norme sulla privacy e che la scarsa potenza dei chip non provocherebbe nessun inquinamento elettromagnetico, ma al contrario tutto lascia supporre che un rischio per la salute umana esista.

Cosa succederà quando saremo invasi da milioni di microchip, per i quali ci stanno obbligando a comprare un decoder? E quali strumenti avrà il cittadino per riuscire a reagire ad una tecnologia dalle potenzialità sconosciute, diffusa mistificando la realtà, magari utilizzando come veicolo ideale per il suo sdoganamento proprio la campagna di terrore creata ad arte attraverso la pandemia dell’influenza suina

Addio contanti! Nel 2015 sarà tutto on line

17 - 04 - 2009

Secondo gli esperti nel 2015 useremo solo bancomat, carte di credito e conti on line. È quanto dichiarato dall’Apacs - l’associazione inglese per i servizi di pagamento; l’anno del sorpasso sarà infatti il 2015. A quella data saremo in piena “cashless society” letteralmente “senza contanti”. Un’attenta analisi mette in rilievo come le carte di credito siano il supporto più utilizzato (37% del totale), poi seguono i bonifici e gli addebiti diretti. Questo a livello mondiale. In Italia il percorso sarà lungo e difficoltoso perché l’italiano doc sarà sempre innamorato di monetine e banconote fruscianti. A rallentare il cammino verso il fatidico 2015 potrebbe concorrere anche la crisi. Sembra infatti che quando di soldi ne circolano pochi, la gente preferisca tenerli d’occhio nella loro incontrovertibile fisicità. Per l’avvento della cashless society, c’è ancora un ostacolo da superare: la scomodità di stare lì a digitare pin o firmare scontrini per un acquisto da pochi spiccioli. La soluzione, assicurano gli inglesi, è un piccolo chip che, inserito in bancomat e carte di credito, permette un pagamento “contactless” (senza contatto): si striscia la carta e, se si tratta di pochi euro, la transazione scatta automaticamente. Se così accadrà si risolverà completamente il problema del resto dopo aver pagato la spesa, quello degli scippi o delle rapine. Il tempo per il pagamento si ridurrà drasticamente perché una “strisciata” sarà più veloce della tragica ricerca delle monete in fondo alla borsa. A quanto pare la soluzione per il risparmio intelligente di tempo e per preservare la nostra sicurezza si trova davvero nella tecnologia.

Caterina Tipa

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RFID E GRANDE FRATELLO

25 - 03 - 2009

Il celebre show Grande Fratello 2009 in Inghilterra, attualmente in corso, in questa edizione ha un altro particolare partecipante, lo RFID. Endemol, la società che produce lo spettacolo che ha avuto inizio il 2 gennaio, nella casa ha inserito la tecnologia RFID fornita dall'azienda produttrice Wavetrend per il tracciamento dei partecipanti durante l'intera stagione. Ciò consentirà inoltre a degli psicologi di interpretare i modelli comportamentali dei partecipanti e le loro reazioni alla notizia dello sfratto dalla casa. Per questo scopo l'azienda ha installato quindici lettori RFID dislocati in vari punti dell'ambiente quali: la camera diario, l'area fumatori, i bagni e le camere da letto.. e a tutti i partecipanti è stato richiesto di indossare etichette RFID per tutta la durata della loro permanenza in casa. In questo modo gli autori del programma possono sapere in tempo reale dove si trovano i giocatori e ricostruire che cosa hanno fatto durante tutta la giornata.

“Cercavamo una tecnologia che desse una nuova dimensione al programma”, ha dichiarato Gareth Collett, Executive Producer di Celebrity Big Brother. “L'Rfid e la Wavetrend ci hanno dato una mano e ora possiamo monitorare in un nuovo modo (e per tutto il giorno) le attività dei concorrenti. Se questo esperimento dovesse aver successo penso proprio che lo replicheremo su altre produzioni”.

Quindi aspettatevelo anche in Italia per la prossima edizione . Tutto questo, naturalmente per contribuire a rendere accettevole al pubblico televisivo una cosa che servirà al controllo globale della popolazione, facendola passare come una cosa affascinante o divertente affinchè se ne produca il desiderio di emulazione, e se ne accetti successivamente e senza ribellioni la capillare presenza ventura senza rendersi conto cosa significhi realmente, finchè non sarà troppo tardi.

Manifesti, documenti, giocattoli: il chip Rfid è ovunque

Cosa sono gli RFID? Sono chip wireless, piccolissimi, [ne esistono di vari tipi] che consentono di trasmettere dei dati wireless. Per esempio, si possono utilizzare nelle etichette dei prodotti, di modo da far calcolare a una cassa automatica il conto senza nemmeno toglierli dal carrello. Ma gli RFID sono utilizzati anche nelle carte d’identità di alcuni paesi, giusto per fare un altro esempio eccellente. Gli RFID sono così “utili” che il loro utilizzo va anche oltre le applicazioni “ordinarie”. Per esempio, Audi li usa per controllare il modello “TT” mentre è in fase di costruzione. Oppure, gli RFID sono utilizzati in orologi per bambini, per tenerli sotto controllo. Altri tipi di RFID sono così minuscoli da poter essere scambiati come granuli di polvere, e quindi possono essere sparsi, o addirittura ingeriti.

tenetevi aggiornati costantemente sugli RFID

e diffondete l'informazione

parlandone a più persone possibile!


Lunedi' 16 marzo è partita ufficialmente la raccolta delle nomine per il Big Brother Award Italia 2009, che terminera' il 17 aprile.

Cos'e' il BBA Italia? E' un premio "in negativo" che fin dallo scorso millennio (1998 per l'esattezza) viene assegnato in tutto il mondo a chi piu' ha danneggiato la privacy. In una situazione in cui la privacy e' fatta continuamente a polpette dalle nuove tecnologie e da discutibilissime iniziative di "sicurezza", il BBA vuole puntare il dito contro chi opera in prima linea contro la privacy, beneficiando spesso del fatto che mai come in questo periodi i "riflettori" della pubblica attenzione sono lontani da questi argomenti. Alla fine di maggio a Firenze si terra' e-privacy 2009.

Il tema dell'edizione 2009 e' "Verso il Controllo Totale".

Il comitato organizzatore ha deciso di aprire una Call For Paper formale, con inizio l'11 marzo e che si chiudera' il 15 aprile; le accettazioni saranno comunicate agli autori entro il 22 aprile. La consegna delle relazioni e/o slide degli interventi accettati dovra' essere effettuata entro l'8 maggio.

Come di consueto saranno valutate anche proposte su temi, specialistici, sia tecnologici che legali, relativi alla privacy in Rete e fuori.

La diffusione dalla Rete nella vita quotidiana e' accompagnata da una sua manipolazione sia tecnologica che legale che permettera' di ottenere un media facilmente censurabile e controllabile.

Con gli stessi mezzi e con un consenso impressionante la Rete viene trasformata in un mezzo di intercettazione preventiva di massa.

Il tecnocontrollo sociale ottenibile fa sembrare l'attivita' delle polizie segrete dei paesi totalitari del passato un lavoretto artigianale ed improvvisato.

In Italia l'art.50 bis del pacchetto sicurezza obblighera' gli ISP [Internet Service Provider] al filtraggio dei contenuti; la censura completa di qualsiasi contenuto scomodo sara' ottenuta tramite l'estensione della fattispecie dell'apologia di reato.

Il Parlamento europeo ha in cantiere attivita', come il pacchetto Telecom, che elimineranno la neutralita' della Rete trasformandola nel piu' controllato e censurabile mezzo di comunicazione della storia dell'umanita'. Sullo sfondo di un'attivita' legislativa prossima alla conclusione, il famigerato Rapporto Medina si propone di creare un quadro complessivo che giustifichi iniziative future anche peggiori.

Questo avviene nel disinteresse generalizzato verso la difesa della propria ed altrui privacy, evidenziato non solo dall'indifferenza verso una data retention pervasiva ed obbligatoria per legge, ma anche dalla trascuratezza con cui blogger e partecipanti a comunita' sociali digitali diffondono i loro dati personali in Rete.

Fonti a questo link

Addio metal detector, arriva la scansione comportamentale

5 - 01 - 2009 

Come identificare un terrorista? Mostrargli una foto di Bin Laden e analizzare la sua reazione.

I metal detector possono essere ingannati, i documenti falsificati, i controlli evasi. Ma non si può nascondere il proprio stato emotivo a dei sofisticati sensori biometrici. 

Per migliorare la sicurezza degli aeroporti e identificare i possibili terroristi, l'azienda israeliana WeCU (da pronunciare We see you, cioè Ti vediamo) propone la scansione comportamentale. 

Ai passeggeri in attesa di check-in vengono inviati stimoli particolari - sotto forma di fotografie, simboli, immagini e suoni - mentre dei sensori biometrici nascosti combinati con termografie e riprese video raccolgono dati sulle loro condizioni, riuscendo a capire se siano agitati, sorpresi o spaventati. 

Le ricerche hanno mostrato che "una persona, quando intende portare a termine una determinata attività o ne è coinvolta, porta con sé informazioni ed emozioni associate all'attività stessa". 

Mostrare foto di complici (una gigantografia di Osama Bin Laden, per esempio) o il simbolo dell'organizzazione di cui l'individuo sotto esame fa parte o per la quale simpatizza scatena "una risposta emozionale e cognitiva" che si riflette "in alcuni sottili cambiamenti fisiologici e comportamentali", come spiega il Ceo di WeCU, Ehud Givon. 

Secondo Givon anche chi è a conoscenza della presenza di questo sistema non può far nulla per controllare le proprie reazioni, mentre per gli innocenti non c'è alcun rischio: le loro risposte sarebbero così ridotte da essere praticamente insignificanti e pertanto verrebbero ignorate dal sistema. 

La proposta di WeCU è già stata sottoposta alle autorità israeliane, tedesche e statunitensi. Proprio queste ultime si sono dimostrate le più interessate, anche se la produzione di massa del sistema non potrà iniziare prima di due anni e mezzo, mentre ogni unità di rilevazione (che dovrebbe impiegare dai 20 ai 30 secondi per analizzare un individuo, il quale non si accorgerà di nulla) costerà decine di migliaia di dollari. 

LINK

Un chip impiantato nel cervello per stimolare l'orgasmo

24 - 12 - 2008

Alcuni scienziati stanno lavorando su un chip che procurerà piacere sessuale a comando.

Un giorno, forse, le donne che preferiscono Internet al sesso non saranno più costrette a scegliere tra le due alternative: alcuni scienziati stanno lavorando a un sistema per stimolare i centri del piacere evitando la faticosa necessità di avere una relazione.

Il professor Morten Kringelbach, della Oxford University, è convinto che una corretta stimulazione della corteccia orbitofrontale - tramite impulsi elettrici inviati da un chip impiantato nel cervello - sia in grado di replicare lo stesso piacere che si ottiene dal cibo e dal sesso.

Gli fa eco un collega, il professor Tipu Aziz: "Ci sono prove del funzionamento del chip. Qualche anno fa uno scienziato ha installato un dispositivo analogo nel cervello di una donna con un bassissimo impulso sessuale trasformandola in una donna sessualmente molto attiva".

In quel caso l'esperimento è durato poco: il cambiamento improvviso non è piaciuto alla donna, che ha chiesto la rimozione del chip.

"Quando la tecnologia sarà migliorata, potremo usare la stimolazione cerebrale profonda in molte aree nuove. Sarà più sottile, con più controllo sulla potenza, e così si potrà accendere e spegnere il chip a seconda della necessità" spiega Aziz.

In realtà i concetti alla base di quest'annuncio non sono del tutto nuovi: in America viene già usata nella cura dei malati di Parkinson. La novità riguarda l'applicazione: curare chi soffre di anedonia, cioè l'incapacità di provare piacere.

Come per il Viagra, però, non è detto che solo chi è davvero malato si lasci affascinare, qualora la tecnica di installazione sia semplice e priva di rischi. Fortunatamente un'operazione al cervello (per perfezionare la quale il professor Aziz ritiene che ci vorranno ancora 10 anni) è decisamente più complicata e rischiosa dell'assunzione di una pillola e non può essere fatta in autonomia.

Chi pensava di poter ottenere il piacere a comando semplicemente premendo un interruttore - magari un giorno ci saranno dei videogiochi che attiveranno il chip a seconda della bravura del giocatore - dovrà aspettare ancora a lungo.

FONTE: LINK

* SVILUPPI CORRENTI *

UK, IN ARRIVO LA NUOVA PRECRIMINE di Vincenzo Gentile 
04 - 12 - 2008

Roma - La versione cinematografica di Minority Report è da tempo un'importante fonte di tecnologie futuribili destinate a diventare realtà in tempi brevi: per citare qualche esempio, è successo con l'ormai celebre multi-touch, con gli ads compulsivi e accade (nuovamente) con la Precrimine. Lo scenario è quello del Regno Unito, il paese dai milioni di occhi elettronici, che sta attualmente testando un sistema di CCTV, cam intelligenti in grado di intuire comportamenti sospetti e dare l'allarme per favorire un'azione tempestiva.

Nonostante non si conosca una data precisa riguardo all'introduzione effettiva delle nuove cam, il sistema è attualmente in fase di test da parte del Consiglio comunale di Portsmouth che ne ha sviscerato i dettagli in un datasheet. Le cam, posizionate in luoghi pubblici come parchi e parcheggi, sono collegate ad un sistema informatico in grado di analizzare i movimenti di persone o veicoli. Una volta inquadrato un individuo sospetto, il dispositivo avverte il personale di controllo che, rivista la scena, deciderà se avvertire gli organi di polizia per effettuare ulteriori controlli in loco.

Basta aggirarsi con aria circospetta, assumere il tipico atteggiamento da kerb-crawler oppure sfrecciare con la propria automobile per insospettire l'occhio elettronico. Stando a quanto dichiarato dagli organi di polizia, il nuovo sistema può tornare particolarmente utile nella prevenzione del crimine: "È come avere a disposizione un guardiano notturno moderno" - ha dichiarato Jason Fazackarley, consigliere comunale di Portsmouth - "con la differenza che il nuovo strumento non chiude mai un occhio, senza sosta, senza mai stancarsi".

Data l'oggettiva impossibilità di capire in maniera effettiva se chi è inquadrato sia davvero intenzionato a commettere atti criminosi, è ovvio che il sistema fornisca numerosi falsi positivi, vedendo il marciospiega Nick Hewitson, managing director del progetto, "la decisione finale di mandare o meno la volante per ulteriori accertamenti spetta sempre all'operatore. Effettivamente è difficile stabilire se qualcuno sta semplicemente aspettando il proprio o la propria partner o stia per commettere un crimine. Il sistema si affida all'arbitrio dell'operatore che essendo umano è comunque soggetto all'errore".

Da non sottovalutare anche il fattore privacy, paese in cui le questioni di sicurezza pubblica e nazionale rivestono da tempo un ruolo cruciale. Se per gli ideatori del sistema non sono ravvisabili particolari violazioni della privacy dei sudditi di Sua Maestà, di diverso avviso sono le associazioni per la tutela dei diritti civili, secondo le quali la nuova tecnologia non solo è invadente, ma anche inutile: "Portare il costoso sci-fi hollywoodiano sulle nostre strade non sarà mai utile come avere la polizia direttamente impegnata a combattere il crimine in strada" ha dichiarato un portavoce di Liberty.

Com'è ovvio, nel Regno Unito temi come privacy e sicurezza sono argomenti delicati, su cui si discute quotidianamente: in materia il Governo non bada a spese, con il risultato di aver trasformato il Paese in un reality privo dei contorni dell'intrattenimento televisivo, un Grande Fratello da oltre 4 milioni di occhi tecnologici. E i sudditi? In molti approvano, mentre altri esprimono il proprio dissenso in maniera decisamente singolare.

Senz'ombra di dubbio il Regno Unito può essere considerato uno tra i paesi più videosorvegliati al mondo, forse anche il primo: le telecamere, vedenti o veggenti che siano, sono ovunque, nei posti più impensabili. È forse seguendo la stessa eclettica filosofia che ha portato in Giappone l'arte di mimetizzare le telecamere di sorveglianza, rivestendo di sacro il loro aspetto profano: alcune spy-cam sono state nascoste anche nelle diffuse bambole Daruma, statuette votive molto comuni nel paese nipponico.

Il sistema adottato dalla cittadina britannica segue analoghe sperimentazioni effettuate in metropoli statunitensi come New York, Washington e Chicago. Va comunque detto che esperimenti del genere non sono nuovi per il Regno Unito: nel 2006 è stato varato un progetto pilota volto a prevenire i delitti monitorando costantemente i soggetti più a rischio. In particolare, nel lontano 2002 proprio oltre la Manica si sperimentava un sistema simile a quello di prossima introduzione che prometteva di individuare in maniera tempestiva i soggetti a rischio suicidio nella metropolitana di Londra. A quanto pare la profezia di Minority Report si sta traducendo in realtà concreta: alla luce dei fatti, il team di futurologi chiamati da Spielberg ha immaginato quel mondo per il 2054 ma è un domani che sembra sempre più vicino, molto più vicino del 2054. Mancano solo i precog. dove non c'è: in molti potrebbero essere costretti a spiegare il motivo delle loro azioni ad un ufficiale di polizia pur non avendo alcuna intenzione malevola. 

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Papua Nuova Guinea: un microchip per i sieropositivi 

27 - 9 - 2008

Polemiche in Indonesia per un progetto di lotta all’Aids, che prevede l’impianto obbligatorio di un microchip nei sieropositivi, per controllare i loro comportamenti e impedire che diffondano l’infezione. 

Pare che nello stato asiatico, la concentrazione di nuovi casi sia particolarmente alta nella Papua Nuova Guinea e che per combattere il virus le autorità siano disposte anche a calpestare i diritti degli individui. La proposta non è una dichiarazione estemporanea, ma uno degli articoli della nuova legge che il Parlamento dovrebbe approvare in questi giorni. 

Secondo i politici favorevoli, la misura si applicherebbe solo a quei sieropositivi che mantengono una condotta sessuale “promiscua e aggressiva”, ma non è semplice definire questi concetti; e inoltre in Papua Nuova Guinea, la diffusione dell’Hiv è legata ad alcune pratiche riturali, agli scambi di coppia, alla scarsa informazione sull’Aids e a un uso molto ridotto del profilattico. 

Si infila sotto la pelle dell'avambraccio e permette di rintracciare il sequestrato via satellite 

23 - 8 - 2008

Il chip antirapimento (Xega) 

E’ l’ultima risorsa contro i sequestri di persona in Messico. Un microtrasmettitore che viene infilato sotto pelle nell’avambraccio. In caso di sequestro segnalerà, via satellite, la posizione della vittima. Il sistema è stato inventato dalla società messicana Xega che non appena lo ha messo sul mercato ha registrato un successo incredibile: più 13 per cento di vendite. 


ABBONAMENTO ANNUALE - La microspia costa circa 4 mila euro e a questa somma si deve aggiungere un abbonamento annuale di altri 2 mila. Il Messico in questi ultimi quattro anni ha visto una crescita esponenziale dei sequestri. Le statistiche parlano di un aumento del 40% dei rapimenti: soltanto nel 2007 si sono avuti 751 casi, ma si sospetta che il numero sia più alto in quanto molte famiglie preferiscono trattare in segreto. All’attività criminale partecipano gang bene organizzate ma anche elementi delle forze dell’ordine. In un recente caso, che ha destato grande emozione, i banditi hanno rapito e ucciso un ragazzo di soli 14 anni, Fernando Martì. Un delitto brutale: il padre aveva infatti già pagato il riscatto. 

Guido Olimpio

UK, le cam che imparano a spiare

venerdì 27 giugno 2008

Roma - Gli onnipresenti occhi elettronici delle forze dell'ordine inglesi, che già da tempo vengono spinte verso nuove frontiere dell'intelligenza artificiale, sono sottoposte ad un tour de force: i ricercatori che contano sull'interesse pubblico per sistemi di sorveglianza specializzati stanno affinando ulteriormente le proprie tecnologie. Cercando di insegnare alle cam ad imparare.

Ne hanno parlato alla BBC gli scienziati dell'Università di Portsmouth: oggi le cam più intelligenti installate sul territorio britannico sono in grado di prendere di mira, avvertendo un operatore umano, eventi particolarmente "importanti" dal punto di vista visuale. Una rissa o certi movimenti improvvisi possono allertare il sistema di sorveglianza. In futuro le cose potrebbero essere assai più sofisticate.

L'idea è infatti di associare in modo sempre più intelligente le capacità di ripresa visiva dell'apparato con dei microfoni, capaci di catturare contestualmente anche l'audio di una certa "scena". Associando le due informazioni e affinando il software che le controlla, i ricercatori sperano di ottenere cam intelligenti sempre all'erta, capaci di svegliare anche il più sonnacchioso dei poliziotti dei servizi di vigilanza, qualora accadano illeciti o violenze sotto i propri occhi elettronici.

Gli esempi si sprecano: "Se in un parcheggio qualcuno rompe un finestrino, la cam si volterebbe a inquadrare l'azione, e l'operatore verrebbe avvertito". In sé si tratta di una opzione ormai quasi banale se si considerano le installazioni di cam in paesi come gli Stati Uniti ma all'Università lavorano su qualcosa di più. Il passo successivo è infatti consentire a questo apparato di imparare dall'esperienza. Secondo David Brown, uno dei ricercatori che ci lavora su, "più a lungo l'intelligenza artificiale è attiva, più apprende. Le ultime versioni diventeranno sempre più capaci col passare del tempo, forse anche arriveranno a identificare parole specifiche che vengano dette o suoni violenti".

Come identificare i suoni? La via scelta è quella di "indagare sulle forme del suono. Se si chiudono gli occhi, si può tracciare la forma di un oggetto fisico e leggerne il profilo con la propria mano: in questo modo cerchiamo di insegnare al software di riconoscere le forme del suono".

Quello delle cam di sorveglianza è nel Regno Unito uno dei business emergenti per molte società di installazione e produzione dei componenti: il loro utilizzo si è moltiplicato nel corso degli ultimi cinque anni più che in qualsiasi altro paese. Le cam non solo sorvegliano piazze e strade, ma vengono vestite dagli agenti di polizia, o equipaggiate con speaker affinché gli operatori possano parlare con i cittadini che vi passino vicino o, ancora, con microfoni che, come dicono a Portsmouth, saranno sempre più capaci di identificare termini specifici pronunciati negli ambienti in cui sono posizionati.

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Test “anti-pedofilia” per scambiare manifestazioni d’affetto con i propri bambini 

27 - 6 -2008

Leggo esterrefatto l’ennesima notizia allarmante proveniente dal Regno Unito. Non pubblicherò la traduzione integrale dell’articolo, perché il solo averlo letto mi ha fatto venire il voltastomaco. Undici milioni di adulti cittadini, dovranno eseguire un test anti-pedofilia per poter avere contatti con i propri figli di età inferiore ai 16 anni. Questo vale anche per bambini esterni al nucleo familiare e ovviamente solo in pubblico. Parchi giochi, centri commerciali, giardini pubblici, ogni possibile occasione potrà essere soggetta a tali restrizioni. Un bacio all’uscita dell’edificio scolastico potrebbe essere bandito come illegale, se la mamma non avesse eseguito il test con esito negativo.

I lettori di questo blog conoscono bene le mie opinioni riguardo tali provvedimenti, che oltre ad essere completamente privi di senso, costringono l’uomo a essere schiavo delle proprie paure, automa iper controllato al servizio dello stato di polizia permanente. Lo screening psicologico di un così largo numero di persone, serve ad avere profili psicologici di massa, divisi per età, sesso, stato sociale e quant’altro.

Tempo fa un provvedimento simile aveva colpito la mia attenzione, riguardava restrizioni riguardo gli abbracci che gli studenti si scambiavano all’interno di una scuola. La cultura della paura del prossimo, del diverso, del nero, dell’arabo e di ogni altra forma di manifestazione della vita, è veicolata per creare ad arte pregiudizi e falsi nemici. Quando scrolleremo via tutta questa paura per aprirci all’Amore universale?

FONTE: LINK

Il piano segreto Bilderberg per schedare ogni americano con un microchip

19 - 6 -2008

Gli Elitaristi vogliono schedare gli americani con un microchip in nome della lotta al terrorismo, gli Europei si oppongono in toto all'attacco in Iran, i Globalisti temono che il prezzo del petrolio si alzi troppo rapidamente.

Fonti interne al meeting 2008 del Bilderberg hanno fatto trapelare i dettagli di quello che gli elitaristi hanno discusso a Chantilly (Virginia) la settimana scorsa, ed i punti di discussione sono tutt'altro che rassicuranti -un piano per schedare gli americani tramite un microchip, con il pretesto di combattere i gruppi terroristici i cui membri sono conosciuti come “occidentali biondi e con gli occhi azzurri”. Jim Tucker, giornalista veterano sempre sulle tracce della Bilderberg, confida in fonti che seguono regolarmente la Bilderberg come aiutanti e assistenti ma che non sono membri stessi dell'organizzazione. Le informazioni che hanno fornito quest'anno sono preoccupanti per chi ha seguito lo sviluppo del loro piano di fare in modo che l'opinione pubblica consideri l'impianto di microchip una comodità come le carte di credito. “Sotto la direzione della resistenza al terrorismo sono stati fatti dei passi avanti sulla conoscenza di come le organizzazioni terroriste stiano reclutando persone che non appaiano come il classico terrorista -e quindi giovani dagli occhi azzurri e i capelli biondi- da utilizzare come kamikaze” dice Tucker.

Come abbiamo già documentato, la linea riguardo gli occidentali di Al Qaeda è un punto di discussione molto familiare agli americani, diffuso dalla Fox News e da altri circoli vicini ai Neo-Con, nel tentativo di volgere l'apparato anti-terrorismo contro dissidenti, contestatori e cittadini americani in generale. Profeticamente, la fonte di Tucker gli ha riferito che la Bilderberg sta discutendo della “microchippazione” umana su larga scala, che potrebbe essere introdotta con il pretesto di combattere il terrorismo, per permettere ai “bravi ragazzi” di viaggiare liberamente per gli aeroporti a condizione che il loro microchip possa venire scansionato e le informazioni ricavate immagazzinate in un database.

Tucker ha aggiunto che si cercherà di far sembrare l'idea convincente anche sulla base del fatto che il microchip potrebbe aiutare gli staff medici degli ospedali nel trattamento delle situazioni di emergenza, poiché una scansione del chip provvederebbe immediatamente a fornire la storia medica del paziente. Tucker ha sottolineato che la Bilderberg ha parlato di chip impiantati sottopelle, e non di banali chip RFID da inserire negli indumenti. La discussione era all'ordine del giorno, e non una chiacchierata informale nel bar dell'hotel. Un'idea così bizzarra potrà sembrare incredibile per molti, ma negli ultimi dieci anni ci sono state dozzine di esempi di persone che hanno accettato di farsi impiantare un chip per le ragioni più disparate. Nel 2004, il procuratore generale del Messico e 160 componenti del suo staff d'ufficio si sono lasciati impiantare dei chip traccianti per controllare l'accesso alle aree riservate dei loro quartier generali. Il Baja Beach Club di Barcellona e altri nightclub intorno al mondo stanno già offrendo chip impiantabili ai clienti che vogliono pagare i proprio drink con un semplice gesto della mano od avere accesso alle aree VIP dei locali.


Bilderberg scettica sull'attacco all'Iran

L'informatore di Tucker gli ha pure riferito che il Segretario della Difesa Robert Gates ha partecipato all'incontro della Bilderberg, pur non figurando ufficialmente sulla lista degli invitati. Gates era presente per esporre la sua tesi riguardo una guerra con l'Iran, ma la maggioranza dei membri della Bilderberg al momento sembra contraria ad un attacco in questo senso. “Gli Europei si oppongono di solito all'invasione dell'Iran -Gates ha incentrato la sua regolare propaganda a favore della guerra sul fatto che il nucleare iraniano sia una minaccia per tutti”, ha detto Tucker, aggiungendo che i membri Europei della Bilderberg hanno lasciato laidi commenti sulle ipotesi riguardo il luogo dove le armi nucleari iraniane siano tenute nascoste, scherzando sul fatto che potrebbero essere “nella tomba di Saddam Hussein”. Nonostante le opposizioni della Bilderberg, secondo Tucker l'amministrazione americana starebbe comunque considerando l'ipotesi di un attacco all'Iran prima che Bush lasci l'ufficio presidenziale in gennaio. “Almeno il 90% degli Europei si oppongono alla guerra, probabilmente quasi il 100%” dice Tucker “la maggior parte dei membri Americani della Bilderberg sono passivi o deferenti riguardo il tono usato dal Segretario della Difesa e da Condoleezza Rice sul problema dell'Iran”. Tucker ha aggiunto che anche se la maggioranza degli Americani presenti al meeting si fosse opposta all'idea di attaccare l'Iran, la loro opposizione non era così convinta e pressante come quella dei loro rispettivi colleghi Europei.

Il prezzo del petrolio e dell'energia

“Uno dei ragazzi della Bilderberg ha sollevato questo quesito: dovremmo porre un tetto al rialzo del prezzo del petrolio, stiamo raggiungendo il punto di riduzione del guadagno” ha detto Tucker, sottolineando come la Bilderberg si sia resa conto che gli americani stanno scambiando le loro SUV con automobili più piccole e più efficienti ed utilizzando maggiormente i trasposti pubblici per contrastare l'impennata dei prezzi del carburante. L'informatore di Tucker ha riferito che la Bilderberg ha previsto un prezzo di 5$ al gallone per i carburanti per la fine di quest'estate ed il petrolio ad oltre 150$/barile, ma questo sarebbe il tetto massimo dopodiché probabilmente i prezzi cominceranno a scendere a causa dell'aumento troppo rapido di prezzo. Come abbiamo già riportato in precedenza la Bilderberg decise che i prezzi del petrolio sarebbero saliti già nel 2005, quando era ancora a 40$/barile. Durante la conferenza in Germania Henry Kissinger disse ai colleghi presenti che l'elite aveva deciso di assicurarsi che i prezzi del petrolio raddoppiassero nel corso dei 12-24 mesi successivi, e cioè esattamente quello che è avvenuto. Durante il meeting del 2006 ad Ottawa, in Canada, la Bilderberg si accordò sullo spingere verso i 105$/barile il prezzo del petrolio prima della fine del 2008. Con quell'obiettivo raggiunto mesi fa, l'accelerazione verso i 150$/barile ha superato ogni aspettativa e scopo della Bilderberg, rappresentando il motivo che li ha portati ad esprimersi riguardo il congelamento dei prezzi del petrolio nel breve termine. Appena due giorni dopo la conclusione del meeting, il direttore della Federal Reserve Ben Bernanke, George W. Bush ed altri hanno enunciato di voler supportare il rafforzamento del dollaro, e Bernanke ha insinuato che si potrebbero alzare i tassi d'interesse, che causerebbero immediatamente il crollo del prezzo del petrolio, in accordo con quanto espresso dalla Bilderberg.
Joseph Watson, Prison Planet, martedì 10 giugno 2008

Articolo originale: Secret Bilderberg Agenda...
Articolo correlato: Bilderberg 2008, Lista partecipanti
Traduzione a cura di Q, Ilsatirosaggio

INFO E APPROFONDIMENTI: LINK

Un distretto scolastico di Rhode Island inizia a microcippare gli studenti

16 - 6 -2008

Un distretto scolastico di Rhode Island inizia a microcippare gli studenti

Un distretto scolastico del Rhode Island ha annunciato un programma pilota, per monitorare movimenti studenteschi per mezzo di identificazione a radiofrequenza (RFID), impiantato nel loro zaino scolastico.

Il distretto scolastico di Middletown, in collaborazione con la MAP Information Technology Corp., ha lanciato un programma pilota per l'impianto di chip RFID nello zaino di 80 bambini presso la Scuola Aquidneck. Ogni chip sarà programmato con un numero di identificazione per lo studente e sarebbe letto da un dispositivo esterno, installato in uno dei due autobus scolastico. Gli autobus sarebbero anche dotati di sistema di posizionamento globale (GPS).

I genitori o i funzionari scolastici potrebbero collegarsi su un sito web della scuola per vedere se e quando un bambino entra o esce dall’autobus e per cercare l'autobus nella posizione attuale, come previsto dal dispositivo GPS.

L'American Civil Liberties Union (ACLU) ha criticato il piano, come un'invasione della privacy dei bambini e di un potenziale rischio per la loro sicurezza.

Non c'è assolutamente alcuna necessità codificare i bambini, ha affermato Stephen Brown, direttore esecutivo della ACLU di Rhode Island. Secondo Brown, il distretto scolastico dovrebbe già sapere dove sono i suoi studenti.

"[Questo programma è] una soluzione in cerca di un problema", ha detto Brown.

Il distretto scolastico afferma che il suo attuale piano non è diverso da altri programmi già in vigore per i genitori per controllare i propri figli nell’esperienza a scuola. Ad esempio, i genitori possono già verificare i record di presenze dei propri figli e ciò che essi hanno per il pranzo, ha detto il sovrintendente del distretto Rosemary Kraeger.

Brown ha contestato la questione. La scuola ha tutto il diritto di monitorare il suo autobus, egli ha detto, ma si tratta di un salto quantitativo, per monitorare anche i bambini stessi. Egli ha sollevato il problema relativo a come gli individui non autorizzati potrebbero utilizzare facilmente i lettori RFID, per sapere informazioni private e monitorare i movimenti degli studenti.

Perché il programma pilota è previsto per il distretto scolastico senza alcun costo, non richiede l'approvazione del comitato etico dell'autorità di Rhode Island.

Articolo originale:
U.S. School District to Begin Microchipping Students

Gli autisti inglesi di autobus collezionano campioni di saliva dei passeggeri

23 - 5 -2008

A
Londra gli autisti di autobus sono stati equipaggiati di kit per prelevare la saliva dei passeggeri. Secondo la polizia metropolitana, questo aiuterà a prevenire e diminuire gli episodi di oltraggio agli stessi autisti. Ovviamente i campioni di DNA prelevato dalla saliva verranno inseriti nel grande archivio statale, dal quale sarà possibile risalire alle persone implicate. Questo perché molti autisti vengono colpiti dagli sputi di alcuni passeggeri. Per cominciare mi verrebbe da chiedere, per quale motivo i passeggeri (“certo sicuramente squilibrati e ubriachi”, roba da matti) debbano sputare contro gli autisti. Successivamente vorrei capire quale eminente scienziato abbia coniato tale soluzione. Sembra strano prelevare un campione di DNA per un tale motivo, forse l’esasperazione delle politiche di sicurezza europee, non hanno altro modo per catalogare i cittadini. Questa assurda rincorsa alla schedatura di ogni individuo comincia a delineare gli scenari futuri. Sicuramente il prossimo passo sarà quello di formare i medici di base, equipaggiati con attrezzature da scena del crimine, per prelevare campioni biologici nelle nostre visite private. Rimango dell’idea che il problema sicurezza serve solo come incubo da inculcare nelle menti dei cittadini ignari, per averne il controllo di corpo, anima e mente. A quando il risveglio delle coscienze?

Schediamoli da piccoli

20 - 4 -2008

La società del controllo che si specchia nelle telecamere affastellate ad ogni angolo delle città, che si ciba d’impronte digitali, grandi orecchie, satelliti spia e banche del Dna, che sta costruendo incubi quotidiani popolati da droni “intelligenti” e microchip da installare sottocute, sembra non porre limiti alla propria fantasia visionaria e l’intelligence britannica continua a fare scuola in questo senso. 

Scotland Yard ha infatti lanciato un’iniziativa promossa da Gary Pugh, direttore delle scienze forensi e portavoce per la genetica della polizia, che ha come obiettivo la raccolta del Dna dei bimbi delle scuole elementari del Paese. La raccolta non riguarderebbe però tutti i bimbi dai 5 anni in su, bensì solamente i pargoletti che dimostrano comportamenti antisociali o comunque considerati “a rischio”. Il progetto, stando a quanto scritto sul quotidiano Guardian che ha dato la notizia, prenderebbe spunto dalla necessità d’identificare tempestivamente potenziali criminali al fine di garantire adeguatamente la sicurezza nazionale. Gli esperti criminologi hanno infatti realizzato uno studio dal quale emergerebbe che l’inclinazione a determinati comportamenti pericolosi per la società sia identificabile già nei bimbi di 5 anni di età. Da qui emergerebbe l’idea di schedare il Dna dei piccoli monelli britannici, avendo così modo di poterli monitorare nel corso della loro vita e identificare fin da subito i potenziali “delinquenti in erba” che in futuro potrebbero compiere realmente dei reati. 

"Allucinante!"

La proposta sicuramente non incontrerà l’immediato favore dell’opinione pubblica e ben difficilmente verrà messa in atto integralmente in tempi brevi, dinanzi alla scontata opposizione di genitori ed insegnanti, però risulta oltremodo indicativa della strada che il sistema del controllo intende intraprendere per ottenere lo scopo reale che si prefigge e cioè la totale acquiescenza dei cittadini costretti all’interno di un modello unico comportamentale, costruito a maglie sempre più strette, al fine di determinare i loro gesti, i loro gusti, le loro aspirazioni, le loro reazioni che dovranno per forza di cose risultare funzionali al sistema. Un sistema che decide a priori quello che è “giusto” e quello che è “sbagliato”, provvedendo in prima persona ad identificare, isolare e neutralizzare qualunque “anomalia genetica” possa discostare l’individuo dall’atteggiamento di acritica sottomissione al modello sociale dominante. In questo senso, soprattutto negli USA, sono già in stato di sperimentazione sui topi sistemi di microchip sottocutanei in grado di condizionare la volontà del soggetto, rendendolo docile come un agnellino e disposto ad accettare qualsiasi angheria. 

Notizie come quella data dal Guardian e ripresa dal Corriere Della Sera che al riguardo ha indetto perfino un sondaggio per sapere se i suoi lettori sarebbero favorevoli all’adozione di un simile provvedimento anche in Italia, rappresentano soprattutto uno strumento volto a testare il grado attuale di sensibilità da parte dei cittadini nei confronti del “controllo”. La società del controllo vive e prospera cibandosi di paura, quella paura che distribuisce quotidianamente a piene mani. Paura del terrorismo, paura delle rapine, paura delle aggressioni, paura degli altri, paura di essere esclusi, paura di morire e paura di vivere. Solo attraverso la “paura” può costringere il cittadino a chiedere più controllo, offrendoglielo per il suo bene e stimolandolo a chiederne ancora di più che naturalmente gli sarà generosamente offerto, in un circolo vizioso al termine del quale anche schedare i bimbi di 5 anni e magari “correggerli” con un microchip sembrerà un atteggiamento plausibile, eticamente corretto e necessario. 

Marco Cedolin 

Il chip magnetico che salva i neonati

11 - 4 -2008

Il nuovo marchingegno, messo a punto da Fabio Mosca, il primario neonatologo, permetterà di avere sempre sotto controllo la situazione, evitando errori nella identificazione dei piccoli, ma anche di sapere esattamente in quale punto dell´ospedale si trovano 

Milano, 11 aprile 2008 - "Come evitare scambi di bimbi in culla? A volte non bastano i braccialetti e così in Mangiagalli sono partiti i test per un nuovo dispositivo". E' quanto si legge sulle pagine di cronaca milanese di un quotidiano nazionale. "Sulla 'molletta' ombelicale, quella che viene utilizzata per tagliare e chiudere il cordone dei neonati, sarà istallato un micro-chip munito di un rilevatore magnetico. 

Il nuovo marchingegno, messo a punto da Fabio Mosca, il primario neonatologo, permetterà di avere sempre sotto controllo la situazione, evitando errori nella identificazione dei piccoli, ma anche di sapere esattamente in quale punto dell´ospedale si trovano - prosegue l'articolo -. In pratica, gli spostamenti interni saranno vigilati da una centralina, che darà l´allarme nel caso in cui il neonato venisse portato via dall´ospedale senza l´autorizzazione della madre". "Il nuovo dispositivo, che i medici definiscono 'clamp ombelicale', si sperimenta in Mangiagalli ma una volta messo a punto sarà utilizzato anche al Buzzi - continua ancora l'articolo -. Questi due ospedali garantiscono 10.500 parti l´anno e con una 'produttività' così elevata il rischio di scambiare i neonati in culla cresce in maniera esponenziale. Proprio per questo, la Mangiagalli ha deciso di andare oltre il tradizionale braccialetto". 

"Di questa novità si è parlato ieri in Regione, quando il presidente Formigoni ha annunciato lo stanziamento di 50 milioni di euro che serviranno a dare vita al primo 'ospedale poli-centrico materno infantile', frutto della collaborazione tra la Fondazione Policlinico-Mangiagalli e il Buzzi - si legge sul quotidiano -. In via Sforza, verrà costruito un nuovo monoblocco mentre al Buzzi saranno riqualificati il day hospital, le sale operatorie e il servizio di patologia neonatale. Entro il 2009 apriranno infine tre nuovi reparti per i piccoli: oculistica, neurochirurgia e neurologia. 

Nell´ospedale il professor Mosca sta anche sperimentando l´uso di cellule staminali per riparare i polmoni dei bimbi nati prematuri, studio fatto con la 'cell factory' diretta da Paolo Rebulla e un centro di ricerche canadese.
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Agenti metropolitani microcippati 

10 - 4 -2008

La polizia metropolitana inglese, equipaggerà i 31.000 agenti con un sistema di rilevazione fra i più sofisticati al mondo. Tutti gli ufficiali di polizia saranno identificati con un microchip personale e un auricolare contente un dispositivo GPS per la geo-localizzazione. Il sistema di controllo denominato APLS, sarà in grado di ridurre i tempi di assegnazione delle unità di polizia mobile sul luogo del reato e prevenire assenteismo sul posto di lavoro. Inoltre la sicurezza degli agenti sarà maggiore, in quanto tutelati e controllati direttamente dall’alto, tramite il sistema di posizionamento satellitare.


In un futuro in cui l’uomo è il prigioniero ed il Governo Mondiale è il tiranno, le forze di polizia dovranno adeguarsi a tale strapotere, sottostare a comandi centralizzati e tecnologici, giurare fedeltà al controllo del Grande Fratello. L’Inghilterra sta attuando il programma in modo efficace e capillare, partendo da bambini ed adolescenti, poi criminali e vecchi, polizia e forze dell’ordine. Le ultime notizie parlano di schedatura di tutti gli adolescenti con problemi sociali e familiari, beffando le già precarie condizioni di vita dei poveri ragazzi sfortunati. Alla fine e solo alla fine sarà la volta del cittadino medio. A quel punto si potrà giocare al gatto ed il topo, il più grande Truman Show della storia, tutto sarà assolutamente reale.

Articolo originale:
Met Police officers to be 'microchipped'

Vaccinazioni forzate in un tribunale del Maryland!

24 - 11 -2007

"Facendo seguito alle minacce rivolte dallo Stato del Maryland contro i genitori che rifiutano di fare vaccinare i propri figli, diversi bambini sono stati radunati in un tribunale di Prince George, s
orvegliati da personale armato e provvisto di cani da attacco. All’interno, i bambini sono stati vaccinati con la forza, molti contro la loro volontà, per ordine del procuratore generale dello Stato del Maryland, di diversi giudici del luogo e del locale Direttore dell’Istituzione Scolastica; tutti costoro hanno cospirato illegalmente, minacciando di carcerazione i genitori dei bambini se non avessero sottoposto i loro figli alle vaccinazioni.

Lo Stato del Maryland è dunque ricorso a tattiche da Gestapo per imporre al popolo le proprie direttive sanitarie, privando i genitori del diritto di decidere come proteggere i propri figli dalle malattie infettive. Le autorità sanitarie hanno già annunciato il proposito di rapire, in sostanza, i genitori e buttarli in galera,
separandoli dai bambini per un periodo che può durare fino a trenta giorni, se continueranno a rifiutarsi di sottoporre i figli a vaccinazione. Tutto questo verrà fatto sotto la minaccia delle armi, con personale armato e cani da attacco addestrati, assicurandosi che tutti restino in riga e sopprimendo ogni germoglio di pubblico dissenso contro questa politica di vaccinazione orwelliana.

La stessa campagna di stampa condotta contro questi genitori è palesemente illegale. Nessuna legge, nel Maryland, impone la vaccinazione dei bambini, dunque i genitori che la rifiutano non possono essere accusati di aver violato alcuna legge. Per questo la sanità del Maryland e le istituzioni scolastiche usano metodi da Gestapo, minacciando di incriminare i genitori per violazione degli obblighi parentali, criminalizzandoli per aver osato proteggere i propri figli dalle pericolose sostanze chimiche scoperte nei vaccini (tra le quali il thimerosal, un additivo chimico che contiene una sostanza neurotossica a base di mercurio).

La disperazione della medicina organizzata è sempre più evidente

Via via che un numero sempre maggiore di genitori viene informato dei pericoli delle vaccinazioni e del loro stretto legame con l’autismo, le autorità sanitarie di Stato vanno trasformandosi in “Medicina a Mano Armata” per costringere la gente ad assoggettarsi ai veleni della medicina tradizionale.
I genitori che tentano di salvare i propri figli dalle chemioterapie assassine, vengono arrestati e si vedono portar via i bambini dai Servizi di Protezione per l’Infanzia; e gli oncologi, un tempo armati soltanto di macchinari per le radiazioni e di siringhe di chemioterapici, ora si armano di agenti di pubblica sicurezza e di altre autorità di polizia locale che usano armi cariche per imporre “il volere dello Stato” ai genitori che fanno resistenza.

Perfino l’AAPS, l’Associazione Americana Medici e Chirurghi, ha annunciato la propria ferma condanna della campagna di “Medicina a Mano Armata” dello stato del Maryland. In un comunicato stampa del 16 novembre, l’AAPS afferma: “L’Associazione Americana Medici e Chirurghi ha condannato quest’oggi la “retata di vaccinazioni” eseguita questa settimana a Prince George, nel Maryland, e ha promesso di fare tutto il possibile per sostenere quei genitori che rifiutano di vaccinare i propri figli. “Questo sfoggio di potere distrugge il consenso fondato sull’informazione e i diritti dei genitori”, ha affermato Kathryn Serkes, direttrice delle politiche dell’AAPS, uno dei pochi gruppi sanitari nazionali che rifiutano le sovvenzioni delle compagnie farmaceutiche.

In uno scenario che ricorda i raduni di bestiame, il procuratore dello stato ha inviato mandati di comparizione a più di 1600 genitori che non hanno presentato il certificato di vaccinazione per i propri bambini. Solo che anziché impugnare un pungolo per il bestiame, il procuratore di stato ha deciso di agitare una siringa per tenere in riga la “mandria”.

Medicina a Mano Armata: perché gli spacciatori di droga si affidano a tattiche da Gestapo

La medicina tradizionale (farmacologica) è l’unico sistema curativo del mondo così impopolare presso i consumatori informati che deve essere amministrata sotto la minaccia di una pistola. Non esiste nessun altro sistema curativo al mondo che debba ricorrere a simili metodi per reclutare i propri pazienti.

Mentre in Maryland si svolgevano i fatti del 17 novembre, gli attivisti Jim Moody e Kelly Ann Davis del sito SafeMinds (www.SafeMinds.org) sono riusciti a presentarsi di fronte alle telecamere dei notiziari e ad esprimere a gran voce la propria avversione per questa politica di vaccinazione coatta. Eppure, stranamente, molti genitori si sono messi in fila come bestie pronte ad essere marchiate, senza mettere in discussione la moralità o la legalità del sistema che stanno contribuendo a sostenere.

Anche un blog per la libertà della salute che si chiama Center for the Common Interest (www.CommonInterest.info) ha dato ampio risalto alla vicenda e riferisce che un attivista locale di nome Donovan Hubbard ha ripreso tutto l’accaduto e sta per mettere il video online (NewsTarget vorrebbe contattare Donovan e/o pubblicizzare il suo video. Se sapete come contattarlo, chiamateci per cortesia al (520) 232-9300).

Cosa farà adesso la Medicina a Mano Armata?

Mentre continua ad emergere la verità sugli estremi pericoli dei vaccini e dei prodotti farmaceutici, la Big Pharma è sempre più disperata, non sapendo più come costringere il pubblico a fidarsi dei suoi prodotti. Ora sta lavorando in stretta collaborazione con le autorità politiche (inclusi i governatori di diversi stati) per rendere coercitive le vaccinazioni sui bambini. Ciò contempla la criminalizzazione dei genitori che rifiutino di esporre i propri figli ai pericoli derivanti da queste sostanze chimiche.

In sostanza, la Big Pharma spera di trasformare in criminali i seguaci della medicina naturale.

La FDA ha già criminalizzato le compagnie produttrici di supplementi nutrizionali che osino dire la verità sui benefici alla salute derivanti dai loro prodotti (Leggete QUI la storia degli assalti a mano armata contro le compagnie produttrici di supplementi vitaminici). Inoltre, i genitori che rifiutano di iniettare ai propri figli i prodotti farmaceutici imposti da Big Pharma, verranno criminalizzati, radunati e incarcerati per “rifiuto di accondiscendere alle politiche sanitarie”. Tutto ciò viene perpetrato dallo Stato col pretesto di “proteggere i bambini” dai genitori che credono nella medicina naturale (è folle, vero, pensare che proteggere i propri figli da sostanze chimiche tossiche è oggi un crimine negli Stati Uniti?).

Il fine ultimo di tutto questo è l’applicazione delle tattiche di Medicina a Mano Armata a tutti noi. Compresi gli adulti e gli anziani. Chiunque soffra, per esempio, di colesterolo alto e non si assoggetti ai farmaci statinici della Big Pharma, potrà essere arrestato, legato a un tavolo e curato contro la sua volontà. Chi è affetto da cancro, potrà essere arrestato per aver scelto di curarlo con medicine botaniche sicure ed efficaci, anziché con farmaci brevettati e fonti di alti profitti per la Big Pharma. Se pensate che già oggi le prigioni siano strapiene a causa degli arresti per possesso di marijuana e per altri crimini di nessun rilievo, aspettate che lo Stato inizi ad arrestare tutte le mamme e i papà del paese che rifiutano di partecipare al pazzesco e dannosissimo sistema farmacologico che domina oggi la sanità americana.

Lo Stato è molto esplicito riguardo alla medicina: se volete restare liberi cittadini, dovete assoggettarvi alle droghe sintetiche fabbricate dalle stesse corporazioni che controllano i regolamenti sanitari del governo. Qualsiasi persona che faccia resistenza a queste “cure”, verrà additata come minaccia alla salute pubblica, una definizione che agli occhi di molti burocrati di governo viene subito dopo quella di “terrorista”. Essi credono dunque che non debba esservi limite al livello di forza da utilizzare per costringere la gente a sottoporsi ai trattamenti farmaceutici della Big Pharma. Oggi usano guardie armate e cani da attacco. Domani potrebbero utilizzare il “water boarding” o altri metodi di tortura. Pensate sia impossibile? Ripensateci: solo cinque anni fa, nessuna persona sana di mente avrebbe mai creduto che dei genitori che non volevano vaccinare i propri figli potessero finire in prigione, che i loro bambini potessero essere rapiti dalle autorità di Stato e costretti a sottoporsi a pericolose iniezioni di prodotti chimici sotto la minaccia delle armi. Invece questo è proprio ciò che accade oggi nello Stato del Maryland. E’ accaduto sabato scorso, per la precisione.

Dov’è lo sdegno?

La cosa più interessante in questa storia di utilizzare la minaccia del carcere per costringere i bambini a vaccinarsi, non sta in chi si ribella a tutto questo, ma in chi sceglie di restare in silenzio.

La American Medical Association, ad esempio, non ha detto nulla contro questo tipo di politica. E neanche la Food and Drug Administration. E dov’è lo sdegno della Associazione Ospedaliera del Maryland? Nessuna di queste associazioni sembra aver qualcosa da obiettare alla Medicina a Mano Armata. Il fatto che dei genitori vengano ammassati in una stanza e i loro bambini costretti a subire iniezioni di prodotti chimici tossici, a queste organizzazioni non sembra interessare. E perché dovrebbe interessargli? Tutte queste organizzazioni sono strettamente connesse alla Big Pharma. A quanto pare sono tutte a favore delle vaccinazioni universali e non ho dubbi che alcuni loro membri (soprattutto nella AMA) siano decisamente favorevoli alla politica di vaccinazioni forzate della Medicina a Mano Armata che viene messa in pratica nel Maryland proprio in questo momento.

La medicina organizzata è convinta che la gente sia troppo stupida per poter prendere da sola le decisioni riguardanti la propria salute. Burocrati e medici, questo ci viene detto, sono i soli ad aver diritto di prendere delle decisioni e chiunque non le condivida verrà etichettato come criminale, arrestato e processato. Non si tratta di un’esagerazione. Si tratta, in effetti, di una descrizione spaventosamente accurata dell’attuale politica di profilassi dello Stato del Maryland.

Non molto tempo fa, gli americani si sarebbero sollevati in massa e avrebbero protestato contro questa specie di tirannia sanitaria. I notiziari avrebbero denunciato la politica di vaccinazioni del Maryland con un linguaggio forte e con accuse durissime. La gente avrebbe sfilato per le strade, chiedendo la libertà di decidere della propria salute. Ma oggi l’America è diversa. La gente è drogata di farmaci e inebetita dal fluoruro. E’ troppo intossicata per ragionare, è indotta a sottomettersi da un governo fondato sulla paura che invoca la tirannia interna per avere ogni opportunità di controllare le persone, manipolarle e spingerle a fare ciò che esso desidera.

L’America “libera” che conoscevamo è morta da molto tempo ed è stata rimpiazzata dagli Stati Uniti dell’America Corporativa, dove metodi polizieschi vengono utilizzati per sostenere politiche sanitarie devastanti e chi governa lo Stato non pensa più che ci sia qualcosa di sbagliato nel radunare la popolazione con la forza ed eseguire esperimenti medici su larga scala sui suoi figli. In fondo è questo che sono i vaccini: un enorme esperimento medico, i cui effetti saranno conosciuti solo dopo che una generazione sottoposta all’avvelenamento di massa sarà venuta e passata. "

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Tokyo, chip invisibili nella città delle strade senza nome

venerdì 11 maggio 2007

Roma - Prospettive tra il fantascientifico e il post-moderno sono quelle raccontate dal Guardian, circa un progetto di ubiquitous computing dalla portata senza precedenti in via di collaudo nella metropoli di Tokyo: distribuire una fitta rete di sensori e chip RFID in grado di informare dettagliatamente, in tempo reale e in totale comfort, chi per qualsivoglia motivo si trovasse a dover affrontare la labirintica complessità della città.

Quale zona migliore per la sperimentazione della prima, vera sovrastruttura intelligente di computing cittadino distribuito di Tokyo, una delle aree metropolitane più densamente popolate del pianeta, che con i suoi oltre 12 milioni di abitanti - il 10% dell'intero Giappone - arriva a produrre un PIL pari a quello della nazione francese (1.400 miliardi di dollari)? A dispetto della sua complessità strutturale, la città getta nello sconforto i visitatori stranieri e pone difficoltà agli stessi residenti perché percorsa da strade letteralmente senza nome.

In uno scenario siffatto, il progetto Tokyo Ubiquitous Network Project mira proprio ad abbattere quello sconcerto e le difficoltà di spostarsi in città per chiunque: finanziato dal governo giapponese, il piano è capitanato da Ken Sakamura, professore della University of Tokyo, che lo descrive come lo sforzo di realizzare "una infrastruttura per il ventunesimo secolo". Una infrastruttura in cui sarà il territorio a guidare i cittadini, a informarli e ad accompagnarli in una complessità che ha assunto tratti che di umano han ben poco.

I piani iniziali prevedono l'utilizzo del fax, una tecnologia largamente diffusa ed economica in Giappone, per inviare mappe e indicazioni di direzione ai visitatori, ma l'obiettivo finale è la possibilità di interrogare e farsi portare per mano dai dispositivi intelligenti sparsi nei pali della luce o affogati nel cemento delle costruzioni per mezzo di PDA, smartphone e cellulari. Le prime sperimentazioni hanno visto proprio la consegna di trasmettitori simil-PDA a reporter e turisti, che sono poi stati lasciati liberi di esplorare questo nuovo mondo di chip e grattacieli parlanti.

Il primo test della tecnologia onnipresente e iper-comunicativa ha visto la copertura del famoso distretto commerciale di Ginza: sono state utilizzate solo un migliaio di "etichette intelligenti", e pur tuttavia il costo ha sfiorato addirittura il miliardo di yen, vale a dire quasi 6,3 milioni di euro. Con un inizio del genere, si prospetta che i costi di installazione e manutenzione di una infrastruttura davvero ubiqua ammonteranno alla fine a svariati trilioni di yen. Tanto che il professor Sakamura sostiene l'importanza di coinvolgere nel progetto anche società commerciali.

L'esperto cita uno scenario da Minority Report, in cui come nel film di Spielberg il consumatore che entri in uno store venga riconosciuto e informato su offerte speciali o messaggi pubblicitari secondo le proprie preferenze. Anche se, a suo dire, la tecnologia che sta sviluppando sarà molto meno intrusiva delle visioni fantascientifiche di Philip K. Dick. "Con questo sistema l'utente ha il controllo totale" dice Sakamura, "Cerchiamo di infilare i chip e i tag solo negli oggetti e nell'ambiente, mai sulle persone. Con un sistema del genere l'utente può scegliere di leggere ciò che vuole".

"Il comunicatore ubiquo - continua il professore - cioè il dispositivo tascabile utilizzabile per leggere le informazioni intorno a te, può soltanto ricevere e trasmettere, ragion per cui la tua identità rimane protetta". Anche in questo ambito i test iniziali hanno comunque messo a nudo alcune problematiche dal punto di vista della sicurezza che andranno affrontate in maniera adeguata: "Un mattacchione è riuscito persino ad introdurre un suo tag in un lampione di Ginza per dirottare chi vi avesse acceduto verso un sito web pornografico".

L'iper-tecnologico Giappone è uno dei paesi che più di altri ha accettato la presenza diffusa di chip RFID, per individuare la provenienza degli alimenti o negli "store intelligenti" che vendono vestiti con i microchip integrati. Pur tuttavia Sakamura è il primo ad ammettere come un network totalmente fuso con l'ambiente cittadino possa rivelarsi un'arma a doppio taglio.

Il professore fa l'esempio del telelavoro a mezzo comunicatore, potenzialmente in grado di permettere all'impiegato di operare dal posto che preferisce - con un piccolo terminale collegato a computer distribuiti o a tag multipli connessi ad un server centrale - ma anche di far sapere al boss esattamente dove si è al momento. "Ma finché tu utente devi autorizzare la rivelazione di simili informazioni saremo apposto", ci tiene comunque a rassicurare Sakamura.

Sia come sia, per l'esperto la costruzione di un network di informazioni onnipresente è "il prossimo passo nella civilizzazione" dopo la costruzione delle strade, un'evoluzione destinata ad influenzare "l'essenza delle cose che ci circondano". La sua visione interna parla di microcomputer, sensori ed RFID fusi insieme ad ogni oggetto fisico, in grado di operare "di concerto, processando, scambiando informazioni l'uno con l'altro all'interno dell'architettura di ubiquitous computing. Rendendo disponibili informazioni locali e specifiche in ogni momento, dappertutto e a chiunque".

Alfonso Maruccia -
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Verranno prese le impronte digitali ai bambini di 11 anni (nel Regno Unito) (estratto)
David Leppard, Times-Online - 4 marzo 2007

Ai bambini da 11 a 16 anni verranno prese le impronte digitali, le quali verranno poi trasmesse in un archivio segreto. 

Secondo le fonti trapelate da un documento segreto del dipartimento, sembrerebbe che questa registrazione di massa delle impronte digitali avrà inizio a partire dal 2010, partendo da un gruppo di 295'000 giovani richiedenti il passaporto. Il Dipartimento degli Interni britannico si aspetta di immagazzinare già nel 2011 le impronte di oltre 545'000 bambini di 11 o più anni, con una cifra annuale che dovrebbe stabilizzarsi a 495'000 unità dal 2014. Queste impronte digitiali verrebbero poi conservate in un database utilizzabile anche da parte del Direttorato per l'Immigrazione per quanto concerne i richiedenti d'asilo.

Questi piani erano stati abbozzati in una serie di documenti "riservati" circolati tra gli ufficiali del Servizio Passaporti e Identità. Essi formano infatti il programma per l'introduzione dei nuovi passaporti biometrici e carte d'identità. I politici dell'opposizione e i promotori della campagna per la privacy hanno accusato questo progetto di voler trasformare la Gran Bretagna in una "società sorvegliata". 

David Davis, candidato dei Conservatori inglesi ha detto: “Questo provvedimento dimostra come il governo voglia porre fine al principio della presunzione d'innocenza. Con la presa delle impronte digitali a tutti i nostri bambini, il governo è chiaramente determinato a trasformare totalmente il rapporto tra stato e cittadino”. 

A partire dall'ottobre 2009, le carte d'identità ID verranno rilasciate al fianco dei nuovi passaporti. Inizialmente questo non sarebbe obbligatorio, ma Tony Blair ha detto che se i laburisti venissero rieletti, questo provvedimento diverrebbe una legge. 

Il documento mostra come queste carte d'identità non saranno fatte obbligatoriamente per oltre un decennio. "L'obbligatorietà avrà inizio dopo che si sarà raggiunto l'80% (cioè nel 2019). Si presume dunque che il 100% delle registrazioni sarà raggiunto due anni dopo. 

Il Primo Ministro ha presentato il progetto delle carte d'identità come strumento decisivo nella lotta per combattere il terrorismo e l'immigrazione illegale, oltre che nel caso di furto d'identità o per le frodi. Ma gli oppositori tacciano questo schema di portarci in un clima da "Grande Fratello", di avere dei costi troppo elevati, di essere stato mal pianificato e infine che difficilmente possa risultare efficace. 

Uomo impugna il futuro con un microchip impiantato nelle sue mani
Di Kristi Heim - Seattle Times business reporter - Febbraio 2007 (estratto) 

L'intraprendente Amal Graafstra di Bellingham ha dato un nuovo significato alle nuove tecnologie. Infatti in entrambe le mani, tra il pollice e l'indice, ha impiantato un microchip in grado di aprire le porte del suo appartamento e della sua auto e di apporre firme sul computer. Entrambi i microchip sono stati acquistati su internet per meno di 5 dollari. 

"Vedevo animali domestici forniti di queste tecnologie e poi ho sentito che l'impianto dei chip si poteva fare anche sugli uomini", ha detto. "Volevo usare queste tecnologie in modo da non dover più portare con me nessuna chiave."

Graafstra è un ventinovenne e fa parte di quel piccolo ma sempre crescente numero di persone che hanno applicato dei microchip sui loro corpi. Di questo progetto ne parlerà oggi a Seattle al Dorkbot Center. Durante questo evento, un dottore cosmetico impianterà il chip su un appassionato canadese di robotica. Nel chip di Graafstra vi è un semplice codice di appena dieci caratteri. Per esempio per aprire o chiudere la macchina gli basta ondeggiare la mano a breve distanza da un sensore applicato nel parabrezza. 

Il chip è stato impiantato dalla dottoressa Virginia Stevens di Woodinville, la quale ripeterà la stessa procedura stasera. "E' stato un divertimento per il corpo e dopo poche ore dall'operazione il chip era già perfettamente funzionante". 

Stevens, una dottoressa cosmetica dell'Hypatia Clinic di Woodinville, ha già effettuato otto impianti RFID a partire da quello che fece a Graafstra nel marzo 2005. "La mia prima reazione fu quella che saremmo andati verso la fine del mondo", ha detto. "Tutta la tua intera storia personale racchiusa in un minuscolo chip". Dal punto di vista medico l'impianto è un'operazione estremamente semplice. Si tratta semplicemente di selezionare l'area, effettuare una piccola incisione con il bisturi, inserire il chip di 13 millimetri e sigillare la pelle con un apposito collante. 

Liz McIntyre - coautrice del libro "Spychips: Ecco come le principali corporazioni e governi stanno progettando di seguire ogni vostro movimento con RFID" - ha detto che ritiene questo una pessima idea. Ha aggiunto che "presentare l'impianto di chip sottocutanei come se fosse un gioco rappresenta un messaggio negativo per i giovani". "Stanno paragonando l'impianto di microchip ad un semplice piercing e così facendo stanno demolendo le barriere mentali su questi temi". 

Poiché le informazioni su questi chip possono essere lette surrettiziamente a distanza, i difensori della privacy sono preoccupati che governi e compagnie possano monitorare i movimenti dei privati cittadini.

Ai bambini verrà data una carta d'identità elettronica 
Luglio 2006, The Telegraph Group Limited

Bruxelles: In Belgio sono state introdotte le nuove carte d'identità elettroniche per i bambini con meno di 12 anni. Esse conterranno un codice capace di permettere ai genitori di poter rintracciare immediatamente i propri figli scomparsi. L'annuncio è giunto mentre la polizia belga sta continuando la ricerca delle due bambine scomparse qualche giorno fa. Le carte d'identità non saranno in grado di proteggere i bambini dai rapimenti o dalle violenze degli adulti, ma hanno come obiettivo quello di offrire un mezzo sicuro per poter riportare un bambino nella propria famiglia. 

Il popolo belga è particolarmente sensibile alle vicende relative al rapimento di bambini da quando una decina di anni fa scoppiò il caso di Marc Dutroux, il pedofilo che fu arrestato dopo che ebbe rapito sei bambini uccidendone quattro di loro. Le nuove carte di credito avranno un codice speciale e delle apposite istruzioni per chiamare un numero di telefono che si occupa delle sparizioni di bambini. 

I pub britannici scannerizzano le impronte digitali 
Luglio 2006, MM_NEWS REPORTER 

Gli attaccabrighe delle cittadine britanniche dovranno lasciare le proprie impronte digitali all'entrata dei pub e dei club notturni. Questo sistema dovrebbe servire ad isolare i più rissosi. Il progetto è comunque volontario e le informazioni immagazzinate saranno soggette alla legge sulla protezione della privacy. 

Il progetto "In Touch" è il primo del genere in Gran Bretagna. Le macchine biometriche per la scannerizzazione delle impronte digitali sono state installate per il momento in sei pub dell'area sudoccidentale della Gran Bretagna. Ai clienti viene richiesto di lasciare l'impronta del proprio indice destro e di mostrare una propria fotografia da poter registrare nel sistema. 

I dati vengono poi immagazzinati in una rete di dati accessibili agli altri club, in modo che le informazioni possano essere trasmesse molto velocemente. 

Si potrà così subito identificare coloro che in passato hanno già causato dei problemi, in modo che lo staff che lavora nei vari club potrà subito essere allertato nel caso di arrivo di clienti malintenzionati. 

Apparecchi con controllo a distanza per “controllare” gli uomini 
Aprile 2006 - Di YURI KAGEYAMA, AP Business Writer 

ATSUGI, Giappone 
La Società dei Telefoni e Telegrafi Giapponese (NTT), che è tra l'altro la prima compagnia giapponese, ha annunciato che sta sviluppando una tecnologia in grado di rendere ancora più realistici i videogiochi. Ma questa tecnologia potrebbe ispirare delle applicazioni ben più sinistre. Essa potrebbe essere utilizzata anche nell'arsenale militare tra le cosiddette “arme non letali”. 

Durante una recente dimostrazione svoltasi al centro di ricerca NTT, degli addetti hanno posto una speciale apparecchiatura sulla mia testa. Essa trasmette una corrente elettrica a bassissimo voltaggio dal retro delle orecchie (sia da quella sinistra che da quella destra a dipendenza in quale direzione di si muoveva il joystick). 

Ho trovato questa esperienza snervante e spossante. Cercavo di andare avanti ma mi sentivo sballottato da ogni parte a motivo della corrente alternata. 

Tale tecnologia viene definita stimolazione galvanica e vestibolare; in sostanza l'elettricità non fa altro che scompigliare i delicati nervi posti all'interno delle orecchie i quali ci aiutano ad avere l'equilibrio. E' incredibile come sentissi una forza irresistibile che mi faceva camminare a destra quando il ricercatore muoveva l'apparecchio verso destra e dentro di me ero convinto - erroneamente – che questo era l'unico modo per restare in equilibrio. 

Il fenomeno è indolore ma drammatico. Senti i tuoi piedi muoversi prima ancora che tu lo sappia. Potevo addirittura autocontrollarmi dirigendo l'apparecchio con le mie mani. E' una sensazione inebriante come quella che si prova da ubriachi o dormendo febbricitanti o quando si è sotto l'effetto dell'anestesia. Ma in realtà è ancora più impressionante in quanto in questo caso c'è una mano invisibile che sta operando all'interno del tuo cervello. 

La NTT ha specificato che questa invenzione verrebbe usata solo per i videogiochi o nei parchi divertimento, sebbene non vi sia per il momento alcun piano per la produzione commerciale. La ricerca sull'utilizzo dell'elettricità capace di manipolare l'equilibrio umana ha preso piede da qualche anno in tutto il mondo senza che si sia considerato gli effetti nefasti che potrebbe arrecare. 

Timothy Hullar , assistente professore alla Washington University School of Medicine di St . Louis , ritiene che trovando un giusto modo per trasmettere a distanza un campo magnetico all'orecchio si potrebbe trasformare questa tecnologia in un'arma per le situazioni in cui “uccidere non rappresenta la soluzione migliore”. 

"Essa sarebbe un'arma non letale capace di stordire i propri nemici. Se si riuscisse a trovare la giusta combinazione tra frequenza, energia e durata dell'applicazione si potrebbe trovare uno strumento per mettere qualcuno fuori combattimento senza per questo bisogno di ferirlo”. 

Una piccola ditta appaltatrice del Texas, la Invocon Inc ., sta studiando come accordare precisamente gli impulsi elettromagnetici in modo da poter essere applicati senza pericolo alle orecchie delle persone che si vogliono controllare temporaneamente. 

Una nuova tecnologia usa il corpo umano come rete a banda larga 

Trasmettendo dati sopra la superficie della pelle, sarà presto possibile scambiarsi file musicali danzando guancia a guancia o passarsi numeri di telefono con un bacio. 
Di Paul Rubens THE GUARDIAN , LONDON - Aprile 2006 

Il tuo corpo potrebbe presto divenire il supporto sul quale collegare il proprio cellulare o il proprio lettore MP3 con un apparecchio senza fili, oppure la propria macchina fotografica digitale con un computer o la stampante, e tutti gli altri accessori ad essi collegati. 

Questi strumenti sono già in funzione grazie alle tecnologie radio (come Wi-Fi o Bluetooth , o i vecchi sistemi che utilizzano cavi di connessione). Ma la NTT , la compagnia di comunicazione giapponese, ha sviluppato una tecnologia chiamata RedTacton , la quale sarebbe in grado di inviare dati tramite la superficie della pelle alla velocità di 2Mbps – l'equivalente cioè di una veloce connessione a banda larga. 

Con il RedTacton la musica del tuo lettore MP3 passerebbe direttamente attraverso i tuoi vestiti per arrivare alle cuffiette. Invece di avere cavi per collegare la propria macchina fotografica digitale al computer si potrebbero trasferire le fotografie toccando semplicemente il computer mentre il tuo apparecchio fotografico è al tuo collo. E visto che i dati si possono trasmettere da un corpo all' altro si potrebbe arrivare a scambiarsi carte da visita con una semplice stretta di mano, o file musicali danzando guancia a guancia o comunicarsi il proprio numero telefonico con un bacio. 

La NTT non è la prima compagnia a concepire il corpo come mezzo di trasmissione di dati: l'IBM fu pioniera in questo campo già dal 1996 con un sistema che permetteva di trasferire piccole quantità di dati ad una bassa velocità e la stessa Microsoft ha recentemente approvato un nuovo metodo per la trasmissione di dati usando il corpo umano”. 

La RedTacton non introduce corrente elettrica nel corpo, ma si serve del campo elettrico che il corpo umano produce naturalmente. Un trasmettitore collegato ad un apparecchio (tipo un lettore MP3) usa questo campo per inviare i dati attraverso la modulazione del campo, così come avviene con la modulazione delle onde radio. 

Un'intrigante opzione è quella che la tecnologia possa venire usata come una specie di sistema nervoso secondario per collegare tra loro moltissimi minuscoli componenti impiantati sotto la pelle per creare nel nostro corpo un potente “computer di bordo”. 

Apparecchio spia bloccherà la velocità dei guidatori dal satellite 
The Sunday Times - Britain - Aprile 2006 

Dimenticate le videocamere – apparecchi spia potranno riprendere e fermare gli autisti che superano i limiti di velocità 
Dipesh Gadher , Corrispondente Transport 

Gli automobilisti presto avranno le proprie macchine collegate ad un apparecchio spia capace di rallentarne la velocità. Il sistema satellitare potrà controllare la velocità degli automobilisti e addirittura potrà far rallentare automaticamente le macchine che oltrepassano i limiti di velocità. Anche il governo ha sostenuto che questo progetto promuoverebbe la sicurezza dei guidatori. 

Gli autisti londinesi potrebbero essere i primi ad avere installati nelle proprie vetture gli apparecchi “spia” e per coloro che utilizzeranno questo sistema ci sarà uno sconto sulla tassa del traffico. Per il momento si è effettuato un test a Leeds con 20 Skoda Fabia modificate affidate a dei volontari, i quali hanno riconosciuto che grazie a questo sistema hanno prestato maggior attenzione ai limiti di velocità. L'Università di Leeds ha sottolineato come grazie a questa innovazione oltre 1000 vite all'anno potrebbero salvate. 

Questo sistema rientra in un progetto di ricerca durato due anni e costato 2 milioni di sterline. I risultati di questa ricerca verranno presentati in settimana dai ministri. 

All'interno delle Skoda modificate sono state installate anche delle scatole nere contenenti una mappa digitale con indicati tutti i limiti di velocità delle strade di Leeds. Un satellite segue i movimenti delle automobili e nel contempo raffronta le velocità dei veicoli con i limiti imposti. Quando i limiti vengono superati il satellite manda un segnale all'acceleratore per farlo rallentare. In casi particolari il sistema può essere disattivato. 

“I test sono stati un vero trionfo” ha detto Oliver Carsten , leader del progetto e professore della sicurezza dei trasporti dell'Università di Leeds. Inoltre c'è la volontà di creare una mappa digitalizzata dell'intera Gran Bretagna affinché in futuro si possa addirittura commutare la guida nel pilota automatico. 

Chip inseriti nelle patenti di guida 
Aprile 2006 - United Press International 

Il Regno Unito ha intrapreso un controverso piano per inserire nella patente dei chip con radio frequenza che può essere rilevata a distanza. Questo progetto ha suscitato diverse perplessità tra i difensori della privacy poiché la nuova patente potrebbe permettere alla polizia di seguire i movimenti di tutti i veicoli. Un singolo lettore può identificare contemporaneamente dozzine di veicoli ad una distanza 100 iarde . La nuova patente appare come una normale tessera, con la differenza che essa contiene un chip non rimovibile ed è alimentata da una batteria che dura oltre 10 anni. 

"La polizia potrebbe seguirti ovunque tu vada ," ha detto Liz McIntyre, esperta del settore delle nuove tecnologie . " Cosa accadrebbe se mettessero questi lettori in una moschea? Si potrebbe sapere quali persone sono presenti in quel luogo attraverso la segnalazione proveniente dalle automobili parcheggiate fuori”. 

La tecnologia marchia le merci e ora anche le persone 
Marzo 2006 – Di Douglas Quan , David Baumanand / The Press-Enterprise 

Per anni i possessori di animali hanno fatto impiantare dei microchip sui propri cani o gatti per renderli reperibili. Questa è stata la prima applicazione delle nuove tecnologie con rilevatori a distanza. 

Ora si intende sfruttare questa tecnologia anche per i libri della biblioteca, le patenti di guida, i passaporti ed infine anche direttamente sugli uomini, facendoci così piombare in un clima da Grande Fratello. 

I difensori della privacy sono contrari al fatto che degli estranei possano attraverso i lettori risalire alle informazioni privati di ogni singolo cittadino (quali libri legge, le merci acquistati, i posti frequentati, ecc...). 

"Esso veniva usata per seguire il corso dei soldi. Ora si seguono i dati. Purtroppo non c'è nessuna salvaguardia in questo settore e così ci troviamo di fatto a vivere in una società sotto sorveglianza”, ha detto Thomas , rappresentante dei diritti della privacy. 

In Olanda si aprono file elettronici su bambini
13 Settembre 2005

AMSTERDAM, Olanda - Il governo olandese ha in programma di aprire dei file su ogni neonato allo scopo di avere un nuovo strumento per identificare e proteggere i futuri bambini con problemi di varia natura. 

Il ministro della sanità Brouwer ha riferito che dal 1. gennaio 2007 verranno registrate in un unico database tutte le informazioni basilari dalla culla fino alla tomba della vita di ogni singolo cittadino; vi saranno quindi dati concernenti la salute, l'educazione, la famiglia e le segnalazioni fatte dalla polizia sul suo conto. Per salvaguardare la privacy nessun privato e nessuna ditta potranno avere accesso al contenuto di questi file. Tuttavia le organizzazioni addette alla raccolta dati possono segnalare alle altre organizzazioni attraverso delle "bandierine rosse" tutti quei casi che possono costituire un problema. Brouwer ha comunque ribadito che l'obiettivo di questa iniziativa è proteggere i bambini con situazioni problematiche. 

Finora le scuole e la polizia non hanno avuto gli strumenti per comunicarsi vicendevolmente le informazioni sulle assenze scolastiche e gli atti criminali, i quali spesso sono collegati tra loro. "Questo servizio di protezione dell'infanzia consentirà di avere un chiaro quadro della situazione del singolo bambino per cui se vediamo una prima segnalazione di bandierina rossa proveniente dalla polizia, poi un'altra dalla scuola e infine un'altra ancora dal dottore sappiamo che in quel caso sarà necessario contattare i genitori del bambino in questione per avere un incontro". "Ad ogni bambino verrà assegnato un numero di servizio individuale per facilitare la registrazione di quei casi di bambini con problemi anche nel caso in cui dovessero cambiare città", ha aggiunto il Segretario alla Sanità Clemence Ross. Egli ha poi aggiunto che la sicurezza, l'orientamento, l'educazione e la supervisione sono fattori incredibilmente importanti nello sviluppo dei ragazzi. Attualmente i bambini olandesi vengono registrati dalle autorità pubbliche locali. 

Un Microchip nell'EURO sorveglierà l'economia
22 giugno 2005

La BCE non conferma nè smentisce: il progetto di inserire microchip nelle banconote Euro potrebbe diventare operativo entro la fine dell'anno.

Le voci si erano diffuse qualche tempo dopo che l’Euro aveva cominciato a circolare fra le mani dei cittadini europei. Ora si riaffacciano con forza, questa volta con tanto di scadenza annessa: la Banca Centrale Europea (BCE) sta pensando di introdurre banconote di Euro che incorporano microchip che trasmettono segnali radio.

Chiamati in gergo Radio Frequency Identification Device (RFID, vedi scheda), questi dispositivi permetterebbero l’identificazione univoca e, per certi aspetti, la tracciabilità dei biglietti di cartamoneta europea, rendendo più facile la lotta alla contraffazione e al riciclaggio. In particolare una newsletter riservata al circuito bancario e assicurativo tedesco - 'Czerwensky intern’ – identifica nella fine del 2005 il termine previsto per l’arrivo dei primi Euro “al chip”. I dettagli riportati da quella che è una fonte solitamente ben informata e spesso in possesso di notizie confidenziali riguardano anche il produttore dei microchip che verrebbero utilizzati: il colosso giapponese Hitachi, che avrebbe già firmato i relativi contratti di fornitura e persino stipulato accordi di subappalto con altre aziende del settore dato l’ingente quantitativo di RFID richiesto. In effetti l’azienda giapponese – che fonti giornalistiche del Sol Levante danno in trattativa con la Banca Centrale del Giappone su un progetto simile per le banconote da 10mila Yen – ha sviluppato il “µ-chip”, un microchip radio da 0,4 mm quadrati, piccolo a sufficienza da consentirgli di essere inglobato nella carta.

Dal canto suo la BCE, interpellata sull’indiscrezione, non conferma ma neppure smentisce: “Per ovvie ragioni non è politica della Banca rivelare dettagli relativi ai progetti di ricerca e sviluppo sulle banconote emesse” è il commento di Andrea Zizola, portavoce dell’Istituto di Francoforte. Una prudenza che, al di là del comprensibile riserbo che deve circondare le caratteristiche di sicurezza delle banconote, si spiega anche con il timore che una tale notizia possa ingenerare reazioni forti e paure – in alcuni casi già espresse da organizzazioni per i diritti civili come lo European Digital Rights (EDRI) – sul versante della privacy. D’altronde il contante è oggi uno dei pochi strumenti di uso comune dei cittadini che ancora assicura anonimato e garanzia di non essere monitorato nei propri comportamenti. La comparsa nei biglietti degli Euro di un RFID che potrebbe tracciarne movimenti e passaggi vari – è l’argomentazione di chi teme di trovarsi il Grande Fratello anche nel portafoglio – può da un lato inibire comportamenti illeciti vari ma dall’altro finirebbe per mettere una pietra tombale su quel poco di privacy che la moderna tecnologia sembra disposta a lasciarci oggigiorno.

Una preoccupazione legittima ma forse quantomeno prematura. Nel momento in cui - alla fine dell’anno o anche più in là nel tempo – dovesse cominciare a circolare cartamoneta con il microchip, l’effettiva tracciabilità di una banconota richiederebbe infatti che ogni cambio di mano di quel biglietto fosse registrato da un lettore. Ammesso e non concesso che si potesse obbligare la gente a passare in un lettore ogni banconota ricevuta, la raccolta dei relativi dati e la loro archiviazione presso un eventuale centro di controllo richiederebbe un’infrastruttura di trasmissione radio capillare e diffusa, oggi inesistente. Anche quando una simile infrastruttura dovesse essere creata – e un giorno, almeno nelle zone più popolate, potrà esserci per agevolare le comunicazioni e la connessione mobile alla Rete – la gestione dell’immane quantità di dati generata da un simile monitoraggio sarebbe monumentale e antieconomica.

Anche questo scenario comunque è, per certi versi, “a scadenza”. E’ infatti opinione di molti osservatori che il futuro delle banconote cartacee sia comunque segnato. Nel giro di venti o trent’anni, con lo sviluppo e la diffusione “di massa” delle nanotecnologie, per contraffattori e falsari diventerà infatti fin troppo semplice creare falsi di banconote. A quel punto è probabile che il contante – con o senza microchip – dovrà definitivamente cedere il passo al denaro totalmente elettronico, e chiudere la sua onorata e storica esistenza di mezzo privilegiato per lo scambio di valore economico.
Stefano Gulmanelli

Box/Scheda - I diversi usi del RFID

Siete mai transitati da un casello autostradale infilando la corsia del Telepass per lasciare a quest’ultimo l’incombenza di regolare il conto, evitando così la fila per pagare il pedaggio? Ebbene per quella comodità ringraziate un RFID, in particolare quello inserito nel dispositivo che avete attaccato al parabrezza della vostra auto. La tecnologia RFID (vedi scheda) infatti è già entrata nella nostra vita di cittadini e consumatori in vari modi, molti dei quali insospettati e il più delle volte a noi invisibili. E’ per esempio un RFID quello che consente l’apertura a distanza dell’auto ed è ancora il minuscolo chip radio a lasciarci entrare nella stanza di alcuni alberghi semplicemente avvicinando una barretta di plastica alla serratura. Ma è soprattutto “dietro le quinte” della vita quotidiana che l’impiego di questi dispositivi sta ormai diventando massiccio e spesso indispensabile. Si pensi alla catena logistica di magazzini e supermercati per i quali la possibilità di tracciare la merce e inserire per ciascun prodotto informazioni varie - ad esempio la data di produzione, i transiti intermedi, l’arrivo sullo scaffale - è un vantaggio enorme.

Ma ci sono anche usi meno scontati di quello, ovvio, fatto nella logistica. Per esempio quello allo studio di Michelin, che prossimamente inserirà nei suoi pneumatici un dispositivo RFID il cui codice identificativo andrà associato al numero di telaio dell’auto su cui verranno montati. Ciò consentirà di avere preziosi dati sulle prestazioni delle gomme ma anche – più banalmente - a impedirne il furto.

Altre applicazioni fantasiose del RFID che potremo vedere in un futuro prossimo comprendono la possibilità di delegare al frigorifero il compito di verificare la data di scadenza degli alimenti in esso contenuti, così da essere avvertiti per tempo. O di interagire con una segnaletica stradale intelligente che scambi con il guidatore o con la vettura informazioni utili – ad esempio lo stato del manto stradale e del traffico o indicazioni turistiche sui luoghi attraversati – ma anche dati di controllo, come la velocità del veicolo per verificarne la conformità al limite in vigore in quel tratto di strada.

Infine, a conferma dell’ormai dilagante diffusione, il microchip radio sta sempre più spesso infilandosi sotto la pelle di un numero crescente di donne e uomini. E’ il caso di quello che è già stato battezzato il “codice a barre umano”: il Verichip, un RFID delle dimensioni di un chicco di riso da iniettare nel tessuto sottocutaneo.

Il suo uso spazia da quello di archivio dell’anamnesi clinica – utile nei casi di patologie che causano nel paziente frequenti stati di incoscienza – a quello, sempre per l’urgenza medica, di localizzatore di malati di Alzheimer o altri “smemorati”, per finire nel campo della sicurezza come nel recente caso che ha visto i membri della Procura Generale di Città del Messico ricevere l’impianto di un Verichip nel braccio che ne certifichi l’identità ai fini dell’accesso a documenti riservati ma, all’occorrenza, ne aiuti l’individuazione nell’ipotesi tutt’altro che remota di un rapimento..

Ma quello che in modo colorito qualcuno ha definito “il Marchio della Bestia” sta trovando anche impieghi molto più ludici e frivoli. Uno di questi è certamente quello in voga al Baja Beach Club di Barcellona, una discoteca i cui clienti VIP si vedono infilare sotto la cute un RFID con il quale possono accedere alle varie sezioni del locale e pagare le consumazioni senza mettere mano al portafoglio.
S.Gulmanelli

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Datori di lavori controllano i propri lavoratori tramite GPS
Di Adam Geller, Associated Press - Maggio 2005

2005DANBURY, Conn. - Ciro Viento comanda un'unità di 110 camion per i rifiuti, così quando qualcuno si lamentava del comportamento dei suoi autisti lungo la Route 22, Viento non sapeva con quale dei suoi dipendenti doveva prendersela. Tutto ciò è durato fino al giorno in cui ha controllato il suo computer. Con alcuni semplici digitazioni sulla tastiera è così riuscito a risalire al nome del guidatore e al fatto che alle 7:22 stava viaggiando a 51 miglia oraria in una zona limitata a 35. Centro.

Altre compagnie stanno ora adottando lo stesso sistema usato da Viento. Diversi lavoratori hanno quindi perso l'opportunità di vivere la strada in libertà, in quanto i loro padroni li possono ora controllare via satellite. La tecnologia del GPS è relativamente nuova, ma il suo utilizzo su camion e sugli altri veicoli è sempre più crescente visto che permette ai datori di lavori di migliorare la produttività e il servizio ai clienti, controllando allo stesso tempo i costi del lavoro. "Se non sorvegli i tuoi dipendenti come una baby sitter, non saprai mai quanto tempo gli occorra a percorrere la strada. Il guidatore potrebbe benissimo andarsene in giro per il mondo oppure essere a casa della sua fidanzata" ha detto un responsabile della Viento Automated Waste Disposal Inc., una compagnia che si occupa della raccolta dei rifiuti nel Connecticut e in alcune zone di New York. "Ora per loro non vi è proprio più letteralmente nessun posto dove nascondersi."

E' da diversi anni che alcune compagnie di camion usano il sistema GPS per controllare i loro autoveicoli. Ma il numero dei padroni che adottano questa sistema - generalmente posto all'interno dei veicoli o nei telefoni cellulari - sta crescendo vertiginosamente specialmente tra le compagnie che forniscono servizi tecnici, negli stabilimenti commerciali e in quelli che si muovono su una vasta area. La ditta di trasporti UPS, per esempio, distribuirà 100'000 rivelatori con GSM per ognuno dei suoi autisti. I dirigenti dell'UPS hanno voluto specificare che questi apparecchi non verranno utilizzati per controllare i propri lavoratori, ma semplicemente per avvisarli nel momento in cui avessero sbagliato strada. L'impressione è che in realtà questa operazione non ha solo lo scopo di facilitare il lavoro ai camionisti, ma anche quello di poter sempre sorvegliare i dipendenti nell'eventualità che stessero facendo qualcosa d'altro.

"Non si tratta di ingerenza nella privacy. Si parla di miglioramento degli affari". Ma i lavoratori e i loro avvocati non sono d'accordo: "Stiamo parlando di controllare gli impiegati in tutti gli aspetti della propria vita. Sorvegliare i comportamenti personali va al di là delle normali scelte commerciali" ha detto Jeremy Gruber, direttore legale della National Workrights Institute. 

Creato un sistema da applicare sulla pelle come alternativa al RFID 
Di Jo Best, Silicon.com - Aprile 2005

In Germania è stata creata un'alternativa al RFID da applicare sotto la pelle. Le tecnologie che si muovono nel campo dell'identificazione hanno ideato lo Skinplex, il quale può essere utilizzato allo stesso modo del RFID e di Bluetooth - con la differenza che il segnale viene trasmesso dalla pelle umana. 

Come il RFID, Skinplex utilizza un unico identificatore che agisce mediante un segnale elettromagnetico che passa da un microchip ad un lettore. La differenza sta proprio nel fatto che il segnale viene trasmesso attraverso la pelle della persona. Esso funziona anche ad una distanza di 50 cm ed è stato concepito soprattutto per l'apertura e la chiusura delle automobili. Il proprietario del veicolo sarebbe l'unico possessore del codice per bloccare e sbloccare l'allarme e questo lo garantirebbe da eventuali furti. 

Considerato che il mercato della RFID è destinato ad avere cifre d'affari milionarie nel 2010, l'idea di mantenere i costi bassi potrebbe tentare a sfruttare lo Skinplex. Alcuni ospedali sembrano interessati ad impiantare tecnologia RFID allo staff ospedaliero e ai pazienti, aprendo così un enorme mercato per i chip RFID e gli identificatori Skinplex. Comunque, la Microsoft ha appena congeniato un sistema per registrare sulla propria pelle i biglietti del bus o di altri mezzi di trasporto. Allo stesso modo l'IBM qualche anno fa aveva ideato il sistema per scambiarsi i dati della carta di credito tramite una semplice stretta di mano. 

Sistema per visitare i pazienti attraverso un'apparecchiatura senza fili
CNN - Marzo 2005

STOCCOLMA, Svezia (AP) - L'operatore di telecomunicazione della Nordic
TeliaSonera sta lanciando un nuovo prodotto che permetterebbe ai dottori di esaminare i pazienti attraverso un apparecchio senza fili. Il nuovo sistema, chiamato BodyKom, è in grado di connettersi tramite dei sensori applicati sui pazienti. Nel caso in cui venissero rilevati dei pericoli per la salute dei pazienti, l'ospedale che è in rete con l'apparecchiatura viene subito avvisato automaticamente.

Mediante la tecnologia GPS l'unità riceve anche la segnalazione geografica della posizione del paziente. Per il lancio di questo servizio TeliaSonera ha ottenuto la collaborazione con la Hewlett Packard e la compagnia svedese Kiwok. "Per una persona può essere difficile saper valutare se vi sono irregolarità nel proprio corpo, ma grazie a questo sistema si potrà stare tranquilli anche nelle proprie case o sul posto di lavoro perché viene garantito un pronto intervento non appena viene segnalata una disfunzione" ha detto il Professore Christer Sylven dell'Ospedale Universitario di Solna, vicio a Stoccolma. 

Questa applicazione verrà testata questa primavera in un ospedale svedese. Telia Sonera auspica di poter vendere questa apparecchiatura anche agli ospedali dove già sin d'ora si usano sistemi simili per i malati di cuore. Esso potrebbe essere usato anche per chi soffre di diabete, asma e altri malanni. "Il servizio garantirà una maggiore qualità della vita per i pazienti, in quanto non avranno bisogno di restare in ospedale per il controllo del cuore" ha detto Erik Heilborn, portavoce della TeliaSonera. "Una degenza più breve in ospedale comporta una notevole riduzione di costi per la salute e quindi una significativa diminuzione delle tasse per tutti i cittadini". 

Venezia utilizzerà il RFID sui veicoli 
Di Ed Sutherland - Wi-Fi Planet , Marzo 2005

Provate a mischiare una città storica come Venezia con milioni di automobili e otterrete l'esperimento fatto dall'
AeroScout. Infatti all'interno di Venezia è vietato l'uso di autovetture (sostituite dalle gondole) e pertanto tutte le automobili provenienti dall'enorme numero di turisti vengono lasciate fuori dalla città presso il porto di Venezia.

Venezia è considerata come un luogo ideale per testare l'utilizzo del RFID, il quale potrebbe essere poi usato anche lungo tutta la costa adriatica. "Il porto di Venezia servirà come prova per stabilire l'efficacia di questa tecnologia" ha detto il vice presidente marketing dell'AeroScout, Andris Berzins. Il suo scopo è quello di migliorare l'efficienza, la rapidità di consegna ai clienti e la riduzione dei rischi di furto.

I sistemi RFID vengono adattati per ogni tipo di veicolo. Si tratta di speciali dischi di plastica che vengono applicati ai finestrini tramite un semplice gancetto. Sebbene sia difficile fare una stima precisa si calcola che il numero dei turisti che visita annualmente Venezia si aggira tra i 13 e i 15 milioni. Quindi i turisti che lasciano la propria automobili parcheggiata presso il porto sanno che essa sarà controllata tramite questo sistema.

Altre notizie RFID

Il servizio postale degli Stati Uniti auspica che attraverso il RFID si potranno velocizzare le consegne postali. Esso sta collaborando con l'Unisys affinché i veicoli postali adottino questa tecnologia.

La città di Bangkok intende usare il RFID come strumento per diminuire il traffico. I parcheggi attraverso le radio frequenze segnaleranno i posti liberi.

WhereNet ha annunciato un sistema per applicare il sistema RFID sulle automobili già a partire dalla catena di assemblaggio. L'apparecchio RFID è collegato al veicolo tramite un numero VIN. Grazie a questo sistema l'acquirente potrà prendere possesso del veicolo in soli tre giorni. 

Nel Regno Unito, il RFID viene abbinato alla patente di guida. Sulla patente viene infatti registrato un codice nel quale sono contenute le informazioni principali legate alla vettura (il colore o quando è stata pagata l'assicurazione dell'automobile). Il lettore RFID può leggere diversi tipi di apparecchi persino a 200 miglia di distanza. Si è pensato però di utilizzare questo sistema non solo per le automobili ma anche per le persone, suscitando così l'ira dei difensori delle libertà civili. Infatti a Brittan, in California, è stato chiesto agli studenti delle scuole elementari e medie di indossare dei marchi contenenti tecnologia RFID, per avere un maggior controllo e per ridurre il numero delle trasgressioni.

Insieme all'
AeroScout, anche la PanGo Networks e la Ekahau stanno utilizzando sistemi RFID. 

Chip impiantato in Messico agli ufficiali di giustizia 
Di Will Weissert - AP, 14 luglio, 2004 (riassunto) 

MEXICO CITY (AP) - Centosessanta impiegati agli uffici legali del Messico hanno ricevuto l'impianto sottocutaneo di microchip, i quali permettono loro l'accesso alle aree di sicurezza del quartier generale. Si tratta di un'applicazione pionieristica della tecnologia utilizzata finora sugli animali ma non sugli uomini. 

I principali procuratori federali e investigatori messicani hanno subìto in novembre l'impianto del chip nel proprio braccio, così da consentirgli l'accesso nelle aree interne al quartier generale, ha detto Antonio Aceves, direttore generale della Solusat, compagnia distributrice di microchip in Messico. Il rappresentante legale generale Rafael Macedo de la Concha e 160 dei suoi impiegati sono stati impiantati per un costo di 150 dollari per ogni microchip grande quanto un chicco di riso. Vi sono molte altre persone in lista d'attesa per l'impianto, tanto che i membri chiave dell'esercito messicano, della polizia e dell'ufficio del Presidente Vicente Fox sono già prenotati per i prossimi mesi, ha detto Aceves. 

Lo stesso Macedo ha dichiarato di aver un michrochip nel proprio braccio. Ha aggiunto che il chip è stato già richiesto anche dal nuovo centro di informazione contro il crimine. "E' solo per l'accesso e la sicurezza" ha voluto specificare. I chip servono a dare maggiori garanzie riguardo il personale che ha accesso a dati di particolare importanza. In passato, il maggiore problema della sicurezza era proprio quello della corruzione tra gli ufficiali. Aceves spera anche di munire gli ufficiali di apparecchi capaci di localizzare la loro posizione in ogni momento, ma questo tipo di tecnologia è ancora in fase di sviluppo. 

I chip impiantati sono prodotti dalla VeriChip Corp., una sussidiaria della
Applied Digital Solutions Inc. (ADSX) di Palm Beach, Fla. Essi restano inattivi sotto la pelle fintanto che non vengono rilevati da uno scanner elettromagnetico, il quale usa una tecnologia nota come identificazione delle radio frequenze (RFID), particolarmente utilizzata nel campo dell'archiviazione e della distribuzione. Scott Silverman, capo esecutivo della Applied Digital Solutions, ha sottolineato come ogni chip prodotto dalla sua compagnia ha un diverso numero di identificazione, in modo che nessun impostore possa cercare di aggirare il sistema. "E' impossibile rubare l'unico numero di identificazione e di conseguenze tutte le informazioni collegate ad esso". 

I chip dell'Applied Digital non possono essere rimossi facilmente e sono messi all'interno di capsule in vetro costruite in modo tale da rompersi e rendere inutilizzabile il chip nel momento in cui venisse tolto. Il giorno in cui potranno contenere anche un sistema capace di localizzare la posizione, essi diverrebbero certamente ancor più popolari. Attualmente i sistemi globali di localizzazione vengono già utilizzati in Messico sui gioielli e sugli abiti. 

Giappone: Scolari contrassegnati con chip RFID 
Di Jo Best, Special to CNETAsia, 12 giugno 2004 10:33 AM 

I pro e i contro riguardo i chip RFID sugli esseri umani sono stati dibattuti dal momento in cui le tecnologie del settore hanno toccato un punto altissimo. Le autorità della città giapponese di Osaka hanno considerato che i vantaggi fossero superiori agli svantaggi, per cui hanno deciso di munire tutti i bambini delle scuole elementari di un proprio chip. Sui cancelli della scuola e in altri punti chiave verranno posti degli appositi lettori capaci di localizzare in ogni momento i movimenti dei bambini. 

Questi chip verranno inseriti nelle cartelle, nei contrassegni o nei vestiti dei bambini. Anche il parco giochi "Legoland" in Danimarca ha utilizzato una tecnologia simile affinché i bambini non escano fuori dal percorso. Il sistema RFID si trova comunemente nei supermercati e nelle catene di distribuzione e le compagnie stanno cercando di trovare nuove applicazioni per sfruttare al meglio questa tecnologia. Anche la compagnia aerea americana Delta ha reso noto che utilizzerà il RFID per il controllo dei bagagli. 

I passaporti della Nuova Europa conterranno dati biometrici
Marzo 2004 - www.corriere.it 



Dal 2005 avremo passaporti dotati di microchip. I singoli stati dovranno poi decidere se aggiungere ad esso anche le impronte digitali. Bruxelles - La Commissione Europea ha adottato una proposta di regolamento secondo cui dal 2005 tutti i membri dello stato saranno obbligati ad inserire nei passaporti dei cittadini europei dei microchip contenenti le informazioni biometriche del possessore del passaporto. 

Le nazioni dell'UE devono anche decidere se inserire nel microchip oltre alla scannerizzazione digitale della faccia anche le impronte digitale. Secondo Bruxelles, il progetto ha come scopo quello di rendere i passaporti più sicuri attraverso l'inserimento dei dati biometrici. La tecnologia scelta dagli esperti della Commissione Europea permetterà anche agli stati dell'Unione Europea di soddisfare i parametri di entrata negli Stati Uniti, così come dagli accordi internazionali. 

La Finlandia consente ai genitori di seguire i propri figli attraverso i telefoni cellulari
Venerdì 17 ottobre 2003 HELSINKI, Finlandia (Reuters) -- 

La Finlandia ha proposto una nuova legge che dovrebbe consentire ai genitori di poter seguire i movimenti dei figli attraverso il telefono mobile, anche senza il loro consenso, cercando di mantenere i parametri dell'UE riguardo la privacy e la telefonia. La proposta fa parte di una nuova legge riguardante la privacy nelle comunicazioni elettroniche e potrebbe essere modificata ancora in parlamento, sebbene la coalizione di governo l'abbia sostenuta animosamente in questa settimana. 

Il Parlamento presumibilmente comincerà a discutere della proposta nei primi giorni di novembre, ma i rappresentanti di stato e i politici dicono che comunque è ancora troppo presto per stimare quanto tempo occorrerà prima che la legge possa passare. "Nel prossimo futuro una simile legislazione verrà attuata in tutta l'area dell'Unione Europea", ha detto Juhapekka Ristola, uno dei rappresentanti del ministero dei trasporti e delle comunicazioni. Egli ha aggiunto che le altre nazioni potrebbero seguire l'esempio della Finlandia, nazione in cui vi è la sede della più grande azienda produttrice di telefoni cellulari (la Nokia), perché questa proposta si basa sulle direttive dell'UE relative alla privacy e alle comunicazioni elettroniche. Da quanto risulta, gli individui di 15 o più anni potrebbero essere seguiti solo dietro il loro consenso, ma per i bambini con meno di 15 anni questo consenso potrebbe essere dato dai propri parenti o dai propri tutori. In casi di emergenza le persone potrebbero essere seguite senza nessun consenso, indipendentemente dalla loro età. Due tra le aziende più avanzate tecnologicamente della Finlandia, TeliaSonera e Elisa, offrono già sin d'ora dei servizi che permettono di localizzare la posizione del possessore di un telefonino da una stazione mobile. TeliaSonera ha specificato che la localizzazione lavora nell'area di 100 metri per le zone molto abitate fino ad arrivare ad un raggio d'azione di 20 km per le aree meno popolate. 

La Finlandia è un leader mondiale della tecnologia mobile, e lo scorso febbraio ha ospitato il Forum Mondiale Economico delle nazioni maggiormente avanzate tecnologicamente al mondo. 

Promotori dei diritti civili hanno espresso disappunto per le nuove smart travelcard introdotte per i viaggiatori londinesi
Di Aaron Scullion - BBC, 25 settembre 2003 

Attraverso un nuovo sistema, sarà possibile per la "Transport for London" localizzare i movimenti dei viaggiatori nella città di Londra e sembra che vi sia l'intenzione di schedare le informazioni relative agli spostamenti fatti negli ultimi anni. Ogni carta ha un suo proprio numero di identificazione collegato al nome dell'utente, sulla quale viene registrata la locazione e l'orario di ogni utilizzo della carta. I dati, che vengono conservato per motivi d'affare, possono essere divulgati solo a certe condizioni. Chiunque vorrà usare la carta mensile o annuale deve registrare i propri dati alla "Transport for London", mentre sono anonimi coloro che vogliono utilizzare le carte che hanno valore per ogni singolo viaggio. 

Il nuovo sistema utilizza la smart card
Oyster, la quale ha cominciato ad essere distribuita dalla "Transport for London" nella scorsa estate. La smart card è 'senza contatto', vale a dire che i clienti non devono inserirla in un apposito lettore. Questa nuova carta deve semplicemente passare sopra di un lettore e può funzionare senza che il suo possessore la debba estrarre. Nella carta sono registrata alcuni dati relativi al suo possessore, incluso il suo numero di identificazione. Quando la carta viene presentata in una stazione della metropolitana o dei bus, il numero di identificazione, unito al luogo e all'ora della transazione, viene spedito al centro di raccolta dati. Perciò, la Transport for London può conoscere in tempo reale tutti i movimenti di un numero significante di persone che vivono a Londra. 

Il Grande Fratello Arriva Al Wal-Mart
Di Mary Starrett 11 giugno 2003 - NewsWithViews.com 

A partire dall'inizio di questa settimana, il maggiore distributore statunitense metterà in vendita per gli acquirenti più sprovveduti i primi articoli aventi dei microchip applicati all'etichetta. 

Il primo colpo contro la nostra privacy avrà luogo al Brockton Massachusetts store. Wal-Mart applicherà dei sensori per frequenze radio I.D. sulle confezioni di prodotti con l'etichetta RFID della Gillette. Tuttavia agli acquirenti non verrà detto nulla riguardo la presenza di questi sensori perché molti potrebbero non gradirli e di conseguenza finirebbero col protestare provocando delle situazioni imbarazzanti (come il boicottaggio dei prodotti della Gillette o il rifiuto di fare acquisti al Wal-Mart). Questi microchip, sviluppati dal "M.I.T.'s Auto-ID Center" sono delle dimensioni di un granello di sabbia. 

I fautori dei chip sostengono che questa tecnologia verrà usata solamente per aiutare i venditori nei lavori di inventario, così come avviene attualmente coi codici a barre. I consumatori che ancora amano la propria privacy sono però contrariati dall'idea di avere un apparecchio che invia onde radio all'esterno che oltre ad identificare l'articolo, comunicano anche dove e a chi è andato. Questa pratica che ci rimanda al Grande Fratello dovrebbe essere resa nota a tutti. Wal-Mart sta mettendo pressione ai suoi maggiori 100 centri vendita affinché entro la fine del prossimo anno tutti i prodotti del loro inventario abbiano il proprio chip. Ma perché cominciare da Brockton, nel Massachusetts? Non sarà forse perché la sua clientela è formata generalmente dalle minoranze a basso reddito che molto probabilmente non saranno affatto preoccupate da questi apparecchi, e che pertanto molto difficilmente protesteranno? Qual è dunque il loro scopo? Imponiamo questo sistema al popolo che ormai è troppo impegnato a pagare i propri conti per poter preoccuparsi anche di queste vicende. 

In teoria i rivenditori avviseranno la clientela della presenza dei chip sull'etichetta e daranno la possibilità di "ucciderli" tramite il registratore di cassa dopo l'acquisto dei vari prodotti. In realtà non bisogna crederci troppo, anche perché tutto ciò che non si vede non fa male, nevvero? E la DIMOSTRAZIONE che questi chip sulle etichette non verranno "uccisi" dal registratore di cassa (ma che anche questo è solo un pretesto per convincere la clientela) sta nel fatto che se questi chip venissero cancellati dopo l'acquisto allora diverrebbe impossibile leggere la merce che ritorna a magazzino. Oltre alla classica domanda "carta o plastica?" dovremo abituarci anche a sentirci chiedere se vogliamo oppure no le etichette RFID. Non solo i consumatori saranno testimoni diretti della totale distruzione della privacy, ma dovranno addirittura pagare per tutto ciò. Infatti attualmente ogni chip costa 60 centesimi di dollaro. Quindi occorre aggiungere questa somma ad ogni articolo che usa questa tecnologia orwelliana. La Gillette e il Wal-Mart sono solo dei pionieri, ma lo scopo finale è quello di avere le etichette RFID su ogni articolo venduto. Su ogni pacchetto di gomme da masticare, su ogni rullino, su ogni bottiglia di Merlot ... 

Il Belgio realizza un nuovo sistema di controllo dei veicoli
Aprile 2002 

Il Belgio sta per realizzare un nuovo sistema satellitare che permetterà di controllare i movimenti e il chilometraggio di ogni singola automobile. Questo nuovo sistema altamente innovativo, che verrà utilizzato per il controllo di tutti i veicoli in circolazione, funziona tramite un sensore che sarà rilevato dal satellite ogni volta che il veicolo si metterà in moto. Il satellite rileverà i movimenti di tutti i veicoli e, in base ai chilometri che verranno effettuati, si calcolerà quanto tassare ogni singolo veicolo. Questo sistema che viene presentato come un mezzo di tassazione per l'uso individuale del proprio automezzo farà sì che i veicoli saranno sempre sotto controllo ogni qualvolta si muoveranno. 

Il nuovo modo di pagare è con le impronte digitali
JANE HADLEY, Seattle Post-Intelligencer (27 aprile) 

Coloro che si trovavano nella West Seattle Thriftway hanno potuto mercoledì scorso lasciare a casa i soldi e le proprie carte di credito. L'unica cosa che dovevano portare con sé erano gli indici della propria mano.

Questo supermercato sarà il primo a Washington ed è uno dei primi degli Stati Uniti ad utilizzare un sistema biometrico - ossia tramite il controllo delle impronte digitali - che lega i consumatori alle loro carte di credito e che gli permette di avere un controllo dei movimenti economici, ha detto il creatore del sistema. 

"La cosa essenziale è che si tratta di un sistema rapido, semplice e sicuro", ha detto Paul Kapioski, proprietario della West Seattle Thriftway. I consumatori devono solo premere l'indice su un lettore di immagini, il quale invia le informazioni digitali ai server della Indivos (la produttrice del sistema). 

I consumatori possono associare alle proprie impronte digitali qualsiasi carta di credito o conto bancario.
"Ci vuole circa un minuto per registrarsi", ha detto Kapioski. Questa procedura comincerà mercoledì, ma sarà comunque possibile pagare anche attraverso i vecchi metodi di pagamento. Una volta attivato il sistema, i consumatori non avranno più bisogno di portafogli, ma dovranno semplicemente far passare il proprio dito indice sul lettore di immagini. 

Il principale vantaggio, ha detto Kapioski, è comunque la sicurezza, perché non ci sarà più da preoccuparsi nel caso di smarrimento della propria carta di cardito. Questo sistema di pagamento dovrebbe essere adottato anche dalle maggiori catene (come McDonald's). Kapioski ha reso noto che non dovrà pagare nulla per l'installazione del lettore di immagine, ma pagherà semplicemente una quota su ogni transazione alla Indivos. 

L'Applied Digital Solutions ha introdotto il Verichip, un apparecchio d'identificazione miniaturizzato e impiantabile sotto pelle con applicazioni mediche, di sicurezza ed emergenza. 
(BUSINESS WIRE)-- 19 dicembre 2001 

L'Applied Digital Solutions, Inc. (Nasdaq: ADSX - news), un'azienda legata allo sviluppo digitale, ha annunciato di aver sviluppato un chip d'identificazione miniaturizzato e impiantabile chiamato Verichip ™ - che può essere usato nel campo medico, della sicurezza e delle emergenze. Il VeriChip ha le dimensione della punta di una penna a sfera. In esso sono contenute numeri di identificazione e altri dati. Attraverso uno scanner esterno, viene attivato il Verichip impiantato sotto pelle il quale emette dei segnali radio che vengono visualizzati dallo scanner oppure trasmessi via telefono o via internet in un sito apposito. Sarà quindi accessibile solo dal personale autorizzato. 

L'inserimento dell'apparecchio VeriChip è una semplice procedura che richiede solo un'anestesia locale, una leggera incisione e al massimo un semplice bendaggio adesivo, mentre non è necessaria nessuna sutura. Già da molto tempo si applicano accessori nel corpo (come peacemaker, arti artificiali, valvole per il cuore, ecc…) e dopo l'inserimento, questi apparecchi spesso richiedono riparazioni o sostituzioni. VeriChip, inserito sotto la pelle, appena sopra l'apparecchio medico impiantato, permette di avere tutte le informazioni mediche necessarie riguardanti l'apparecchio. Le future applicazioni potrebbe includere la registrazione completa di archivi per cure mediche d'emergenze. 

Le tecnologie atte all'identificazione stanno riscuotendo un grande interesse. Si è passati dalle tecnologie "biometriche", che permettono di identificare le persone mediante i caratteri fisici (come le impronte digitali, il timbro di voce e la retina) al Verichip, che invece sfrutta la tecnologia del microchip che permette l'identificazione degli individui in maniera meno invadente e permette l'analisi dei dati. L'uso del Verichip diminuisce o addirittura elimina il pericolo di rapine, contraffazioni, ecc… 

Il Presidente della Applied Digital Solutions ha detto che "grazie al Verichip, l'Applied Digital Solutions ha fatto un altro importante passo nello sviluppo delle tecnologie per la sicurezza. Il VeriChip si aggiunge al Digital Angel (TM) e al Thermo Life (TM) nel nostro repertorio di innovazioni tecnologiche. Stiamo lavorando con la comunità medica affinché il Verichip possa entrare al più presto nel mercato". 

Il Digital Angel, servendosi delle tecnologie biosensoriali e delle telecomunicazioni di internet, sarà in grado di avere un controllo delle funzioni del corpo (temperatura, polso, ecc…) e di trasmetterle ad una stazione principale (per ulteriori informazioni: www.digitalangel.net). 

Nel novembre 2001, l'Applied Digital Solutions creò il Thermo Life(TM), un generatore termoelettrico alimentato dal calore del corpo. Thermo Life ha lo scopo di provvedere ad una fonte di potere miniaturizzata per diversi tipi di apparecchi elettronici, inclusi apparecchi medici impiantabili, orologi da polso e altri oggetti di consumo. Il mercato potenziale per questa invenzione è stato stimato attorno ai 30 miliardi di dollari. 

La Cina pianifica lo sviluppo di nuove carte d'identità ad alta tecnologia per la sua popolazione di 1miliardo e 260 milioni di abitanti.
La Stampa associata - 12 giugno 2001 

"Le carte plasticate con un microchip impiantato per immagazzinare le informazioni personali sostituiranno le vecchie carte d'identità di carta, le quali erano facilmente contraffabili", così scrive il China Daily. Le nuove carte verranno probabilmente testate quest'anno in alcune città e potrebbero essere sperimentate inizialmente dagli studenti del college del prossimo anno, cosicché essi possano usarla sui crediti bancari. Il Gabinetto cinese ha "approvato nel complesso" il nuovo sistema di identificazione. Per far sì che il miliardo e 260 milioni di cinesi abbiano la nuova carta di identità occorrerà attendere 5 anni. Le vecchie carte d'identità resteranno valide fino a che la sostituzione non verrà completata. Le attuali carte hanno un numero d'identità, la fotografia del possessore, il suo nome, sesso e data di nascita. 

Rivelato network per spionaggio mondiale
The Guardian, 26 maggio 2001 

Per anni è stato soggetto di una aspra controversia e la sua esistenza è stata dichiarata ripetutamente ma non è mai stata riconosciuta ufficialmente. Finalmente, il Parlamento Europeo ha pubblicato un documento che ha rimosso gli ultimi dubbi. 

Echelon, questo è il suo nome, è stato progettato degli USA ed è un network che permette di fare lo spionaggio elettronico a livello mondiale. Echelon fa parte di un trattato segreto del 1947, nel quale USA, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda divisero il mondo tra di loro per avere un controllo spionistico totale dei prodotti. Le agenzie delle cinque nazioni si scambiavano le intercettazioni attraverso l'uso di supercomputer capaci di identificare alcune parole chiave. Le intercettazioni vengono trasmesse su stazioni base compresa la base statunitense di Menwith Hill nel Nord Yorkshire, e il posto di ascolto della GCHQ a Morwenstow nella Cornovaglia. Nella guerra fredda, lo spionaggio elettronico, i segnali dell'intelligence o Sigint (così erano noti nel commercio) - furono usati nel campo militare e nelle comunicazioni diplomatiche. Grazie all'aumento dei computer sofisticati, esso è ora usato anche a livello industriale, per obiettivi di commercio e da individui privati. 

I computer di Echelon possono contenere milioni di dati su individui, possono intercettare fax, chiamate telefoniche e e-mail. Il rapporto del Parlamento Europeo che si opponeva ai governi americani e britannici e ai loro rispettivi servizi di sicurezza è stato fatto in seguito alle proteste secondo cui gli USA sfruttavano Echelon per spiare le compagnie europee a vantaggio delle ditte americane. La Francia sospettava fortemente che l'unico legame di intelligence che gli USA avesse era con la Gran Bretagna, così da lasciare sfavorite tutte le altre nazioni. 

Il Parlamento Europeo ha ammesso di non essere in grado di trovare prove conclusive sullo spionaggio industriale. La dichiarazione è stata rilasciata da tutti i governi di Echelon e da un esperto di intelligence, James Bamford. La cosa più grave era la minaccia che Echelon rappresentava alla privacy. Gli ex membri dell'Intelligence hanno fornito le prove evidenti dell'esistenza di Echelon e le potenzialità della sua attività. Un ex membro dell'intelligence canadese ha riferito che ogni giorno milioni di e-mail, fax e telefonate venivano intercettate. Egli ha aggiunto che il nome e il numero telefonico di una donna è stato aggiunto alla lista dell'Intelligence canadese dei terroristi potenziali per il semplice fatto che aveva usato delle espressioni ambigue durante una telefonata innocente con un amica. 

"Stralci di conversazioni vengono rubati dall'etere, forse fuori dal loro contesto, e possono così essere male interpretati da un analista che poi li trasmette segretamente alle agenzie spionistiche e agli uffici in vari punti del mondo," così ha detto Bamford. Le intercettazioni sospette vengono poste poi all'interno di un sistema informatico capace di immagazzinare 5 trilioni di pagine di testi, equivalenti ad una pila di fogli alta 150 miglia. Al contrario delle informazioni relative ai cittadini americani, che non possono ufficialmente essere tenute per oltre un anno, le informazioni su stranieri possono essere tenute in eterno. Il rapporto del Parlamento Europeo conclude che il sistema non può essere così esteso come era stato presunto. E' limitato dall'essere un sistema satellitare di comunicazione per intercettazioni, il quale riguarda solo una piccola parte delle comunicazioni. 

Lo spionaggio ad altri messaggi ha bisogno di altri tipi di cavi o altri segnali radio, mentre Echelon aveva accesso solo ad una porzione limitata di radio o comunicazioni via cavo. Ma gruppi privati hanno dichiarato che la Gran Bretagna, gli USA e gli altri partner di Echelon stessero sviluppando sistemi di spionaggio per gestire l'esplosione delle comunicazioni via e-mail e internet. Il governo britannico ha portato un nuovo regolamento sui poteri investigativi, col quale veniva permesso alle autorità di monitorare e-mail e il traffico di internet attraverso delle "scatole nere" poste all'interno dei sistemi dei provider. Essa dà autorità alla polizia di dare ordini alle compagnie o agli individui usando sistemi in grado di proteggere le loro comunicazioni. Il rifiuto di accettare ciò è punibile con una sentenza di due anni. L'atto è stato condannato dai promotori delle campagne per la libertà civile, ma ci sono segni che le autorità sono propense a voler avere ancora maggior potere per monitorare il traffico su internet. Settimana scorsa, il gruppo con sede a Londra, Statewatch, ha pubblicato documenti secondo i quali i 15 membri dell'UE stavano lobbizzando la commissione europea per quel che concerne i servizi provider per telefoni, fax, e-mail e i dati internet relativi ai criminali sotto inchiesta. 

IL MARCHIO: PUBBLICITÀ CREATIVA

La docile Singapore pensa di aver bisogno di un po' di creatività
Di Imberth Mattee, P-I Pacific Rim Reporter Seattle Post-Intelligencer
Singapore, 30 marzo 1998 

La settimana scorsa un giornale di Singapore ha mostrato una fotografia nella quale si vedeva un uomo con un chip di computer impiantato sotto la pelle della sua fronte. L'articolo che accompagnava la fotografia del chip menzionava solo i possibili utilizzi di questa invenzione (registrare gli immigrati, per le patenti di guida, documenti di assicurazione e indirizzi), ma non faceva nessun cenno al riguardo dei rischi alla salute o al potenziale abuso delle autorità di governo. Esso ha semplicemente messo in rilievo che questo chip personale potrebbe essere disponibile in una decina di anni. 

"Potresti camminare in un aeroporto e i tuoi dati verrebbero riconosciuti in pochi minuti grazie ai computer che analizzerebbero subito le tue generalità" così dice l'articolo. 

Dopo una trentina d'anni di una benevola dittatura, i singaporesi accettano senza problemi questo tipo di notizie guidate dal governo. 

Qui il governo ha creato una campagna pubblicitaria a favore di una società basata sulla conoscenza, così da poter aumentare la propria fetta nel crescente mondo dell'industria tecnologica. Come tradizione, in questa nazione di 3 milioni di persone controllata ermeticamente, le varie istituzioni (governo, affari, educatori e media) stanno allineandosi alla linea della campagna secondo la quale la tecnologia ha sempre ragione. 

Ciò che è più sconvolgente su come i media di Singapore stiano saltando sui vagoni della tecnologia è che nei loro servizi non appaiono dubbi o domande su questi sviluppi. I 32 anni nei quali Singapore è passata da uno stato di oscurità commerciale ad essere un centro dell'economia globale sotto la guida di Lee Kuan Yew hanno creato una società nella quale i cittadini seguono qualsiasi progetto senza critiche e dibattiti creativi. 

Questo vale anche per il vibrante messaggio di avvertimento che Dio rivolge a noi, ultima generazione della storia umana, e che è rappresentato dal

MESSAGIO DEI TRE ANGELI

... che troviamo nel 14 capitolo dell’Apocalisse di Giovanni. E’ l’ultimo invito che Dio indirizza a tutti gli uomini prima che Gesù Cristo ritorni da giudice e re. Questo appello esprime il monito più grave che la Bibbia contenga in merito ad un giudizio imminente: 

1. “Temete Dio e dategli gloria, perchè l’ora del suo giudizio..."

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IL MARCHIO DELLA BESTIA e IL NUOVO ORDINE MONDIALE

PDF: L'interpretazione dei passi dell'Apocalisse e i dettagli del Piano Segreto per controllare l'Umanità

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