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NOTIZIE INTERESSANTI SULLA CHIESA
VATICANA E LA BIBBIA
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- Saranno inseriti vari articoli
interessanti.. dove spesso regna la censura -
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MIO FIGLIO SVUOTATO
DALL'OPUS DEI
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di Emanuela Provera - 17-11-2009
“Dentro l’Opus Dei”, di Emanuela Provera, Chiarelettere
A Sua Santità Benedetto XVI,
[...] ho assistito con il dolore che solo una madre può provare, alla totale trasformazione di mio figlio, entrato come «numerario» nell’Opus Dei. Mi sono ritrovata di fronte a un figlio svuotato degli affetti che prima nutriva per i genitori e i familiari, un giovane al quale sembrava stravolta l’anima e il cuore.
Il direttore spirituale, neppure sacerdote ma laico, messo appositamente al suo fianco dirigeva la sua vita, le sue scelte e pian piano cambiava la sua personalità plasmando un essere umano nuovo, duro e inflessibile, totalmente sconosciuto ai miei occhi. Tutto ciò che lo riguardava era avvolto dal mistero, tutto era tenuto nascosto.
La nostra famiglia ha accusato un duro colpo e stava per disgregarsi a causa dell’Opus Dei.
Solo la vera Fede è riuscita a tenerla unita contro un potere oscuro, perché di questo si tratta: l’Opus Dei offusca la mente e gli occhi di giovani buoni provenienti da sane famiglie e quindi facili prede. Sono molte ormai le testimonianze di genitori che si vedono sottratti i figli (soprattutto adolescenti) con un indottrinamento basato sulla manipolazione e sulla cieca obbedienza scevra da critiche.
Sappiamo bene che tutti gli adepti devono far affluire denaro all’Opus Dei. Stipendi «confiscati» insieme a ogni altro bene materiale. Se un membro tenta di uscire per ricostruirsi una nuova vita, inizia un forte accanimento…
(dalla lettera di Franca Rotonnelli De Gironimo, 20 novembre 2007, a oggi senza risposta)
Esiste un mondo dell’Opus Dei che molti ignorano. In questo libro proviamo a raccontarlo. Per quattordici anni sono stata numeraria dell’Opera. Ho svolto incarichi di direzione a Milano, presso il Tandem Club di viale Lombardia, e a Verona, presso la residenza universitaria Clivia di via Severo Tirapelle.
La mia prima testimonianza pubblica è stata riportata nel libro Opus Dei segreta del giornalista Ferruccio Pinotti (Bur-Rizzoli 2006). Da quel momento si sono moltiplicati i contatti con chi, ex numerari o famiglie di numerari, mi cercava per saperne di più, per condividere esperienze, denunciare trattamenti subìti, l’isolamento e l’abbandono dopo l’uscita dall’organizzazione, la difficoltà di ricostruirsi una vita.
Insieme con molti ex numerari italiani ci siamo ritrovati, a partire dalla primavera del 2008, in un forum on-line riservato e non accessibile, per cercare di costruire anche in Italia quello che già da qualche anno esiste, non senza difficoltà e ostacoli, in Spagna e negli Stati Uniti, cioè degli spazi critici di analisi su cosa davvero sia l’Opus Dei, gestiti soprattutto da ex membri, persone che parlano perché sanno, hanno visto e vissuto sulla propria pelle l’integralismo e la potenza dell’organizzazione.
Da Bari a Milano, da Palermo a Verona, le testimonianze raccolte rispondono a quanti, dopo l’uscita di Opus Dei segreta, hanno isolato la mia voce come frutto di una vicenda del tutto personale. Un caso umano. E anche alle critiche di chi mi diceva: «Sapevi dove stavi andando, nessuno ti ha obbligata». Mettere insieme più voci può aiutare a raccontare una verità taciuta. Non sapevamo a cosa andavamo incontro. Sapevamo di entrare in un cammino di santità nel mondo, secondo una spiritualità laica. Invece stavamo avviandoci in un percorso dogmatico e ideologico, nel quale non si accettano critiche, che impone una condotta di vita fin dalla giovane età attraverso questi meccanismi di gratificazione: voi siete la «milizia di Dio», gli «eletti», i «prescelti».
Ci sono in gioco le vite di centinaia di giovani. Questo libro vuole aiutare chi oggi non ha il coraggio di denunciare il proprio malessere per riguadagnare la libertà. E vuole riprendere – attraverso una ricostruzione dei documenti «interni», non ufficiali, che rivelano come è organizzata e come funziona davvero l’Opus Dei –, la questione sollevata da una interrogazione parlamentare di più di venti anni fa, ovvero «se il governo non ritenga che… l’Opus Dei dovrebbe qualificarsi come associazione segreta vietata dalla legge». A noi ex numerari la domanda pare attuale. Chiediamo una risposta che non si limiti a considerare le sole fonti ufficiali dell’Opera.
FONTE: LINK
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PATER NOSTER
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La truffa e le sue origini.
Perchè per cambiare/evolvere non basta volerlo, l'Inganno è incredibilmente fine, nascosto dovunque sotto vesti apparentemente innocienti.
Il Pater Noster "vendutoci" inizia così...
"Padre nostro che sei nei cieli"
Prendo questo spunto per riportare ciò che Grandi Fisici Ricercatori del calibro di Marchi e Teodorani, sono arrivati a dire.
Perchè è SACRO ormai che la scienza è arrivata all'Unione con Dio, ed in quanto sacro appunto il più nascosto alle masse.
Il percorso della verità è dietro l'angolo, lo vediamo, ma per fare in modo che diventi nostro dobbiamo capire fino a che punto l'illusione è entrata dentro di noi.
Perchè siamo pieni di virus, dobbiamo formattare noi stessi e riprogrammarci in saggia maniera (niente di più bello!)
Il primo rigo del Discorso della Montagna, il Pater Noster, nel testo "doc" scritto in aramaico, recita così: "Padre Nostro che sei Ovunque".
Questo "ovunque" deve essere apparso troppo painteista e molto ateista, una espressione dissacratrice della divinità, e allora, nella preghiera della chiesa cattolica (min. intenzionale), il primo verso dell'orazione religiosa ha preso una antica piega, è stato emendato e, ieri come oggi, viene universalmente declamato così "Padre Nostro che sei nei cieli".
Questo PROGRAMMA INTELLIGENTE, inserito da millenni nel cervello umano, come fosse un microchip [ndr. intenzionale utilizzo di questo termine per un interessante collegamento con l'Apocalisse di Giovanni], in modo che la mente ne risultasse polarizzata per via genetica e culturale, ha prodotto il Dualismo: Dio e l'uomo, Creatore e Creato.
Il Dualismo è il virus, il baco che infetta l'umanità, il tossico che ha prodotto per millenni il micidiale veleno della fraudolenta intermediazione, la divisione utile al potere del Regno delle Coscienze.
Si è generato così un imbroglio messo in piedi da un impero spirituale, un inganno truffaldino che i suoi reggenti si sono inventati, grazie al quale l'individuo, religiosamente suddito, è indotto a credere che ci sia veramente un Altro, da lui separato, che gli viene proposto come possibile Dio trascendente (o Dio Mistero).
Sono ormai secoli che gli inganni, nel silenzio della sua congiura, vanno avanti sempre proponendo lo stesso schema (modello): Dio e/o il Caso, entrambi basati sulla presunta impotenza dell'uomo.
Dio e il Caso non dovevano e non devono servire a risolvere il problema delle origini, ma a creare schieramenti contrapposti: i creazionisti (Dio è l'uomo) da un lato e gli evoluzionisti (Dio e la scimmia) dall'altro.
Così, all'interno dell'Impero, si è creato una sorta di dominio duale a sovranità limitata.
Dio è proprietà delle religioni, circoscritto ai suoi ministri, che guardano al trascendente e ignorano il presente.
Il caso è proprietà delle Scienze, riservato agli specialisti, che guardano gli effetti e ignorano le cause.
Tra Dio e il Caso non c'è conflitto di interessi, sono entrambi utili al potere del dualismo e alla sua conservazione.
GET OUT MATRIX - TOGETHER !!
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UN PRETE FRA LA BIBBIA
E LE DOTTRINE DEL VATICANO
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Il sermone mariano
Quel lunedì 15 agosto 1988 stava per dare origine a molti grattacapi, ma dava altresì un avvio decisivo alla mia conversione. Il 15 agosto è il giorno che la Chiesa Romana consacra all’assunzione di Maria al cielo ove, incoronata regina, condivide col Figlio il governo dell’universo.
Quel giorno dovevo tenere la mia predica mariana. La Scrittura ci lascia intravedere la lotta che Maria ha dovuto sostenere fra la sua appartenenza alla sinagoga giudaica da una parte e la sua presa di posizione per Gesù dall’altra. È proprio questo suo conflitto e la sua decisione per Gesù, che ha reso per me esemplare la figura di Maria. Come avrei potuto mostrare ai fedeli, che sarebbero venuti alla messa quel giorno, in che modo Maria era divenuta per noi un esempio da imitare? E come avrei potuto chiarire che il culto, reso a Maria dalla Chiesa Cattolica, è in realtà l’abominevole adorazione resa fin dall’antichità alla babilonese dea Semiramide e a suo figlio?
Alcuni giorni prima la mia segretaria mi aveva mostrato degli opuscoli, intitolati ‘Perché piange Maria?’ Alcuni sconosciuti li avevano distribuiti nel villaggio. Il loro contenuto aveva fatto sorgere delle domande, ed alcuni avevano telefonato per sapere cosa ne pensassi. Io ne avevo esaminato il testo ed avevo notato delle basi storiche. Prendendo da esso lo spunto, e sulla base di alcuni testi biblici, preparai la mia omelia mariana. Oltre ai servizi religiosi nella mia chiesa parrocchiale, quel giorno dovevo celebrare due matrimoni con relative messe nella vicina frazione di S.Nicola. Pregai allora la mia segretaria di registrare su cassetta il sermone che avrei tenuto alle 17,30. Mi sembrava opportuno avere un documento sonoro per un soggetto così delicato. Si trattava infatti di un tema che suscita sempre polemiche fra i cattolici e i credenti delle altre comunità cristiane. Ecco dunque il testo della predica:
"Cari fratelli e sorelle,
Recentemente qui nel Vallese molti hanno ricevuto un opuscolo recante l’immagine della Madonna di La Salette che piange, e intitolato ‘Perché piange Maria?’ Ho ricevuto telefonate da parte di persone, che mi hanno domandato se è vero ciò che vi è scritto, ed altri per strada mi hanno chiesto che conto ne dovessero fare. Io ho letto il libretto e, basandomi anche su altri elementi, esporrò in primo luogo il contenuto e poi l’origine delle differenze che ci sono fra Maria, la madre di Gesù, e la famosa madre di Dio, poiché ci troviamo di fronte a due figure totalmente diverse. C’è infatti una differenza fra il modo in cui Dio ci presenta Maria nella Sacra Scrittura, fra il modo in cui ce la descrivono i testimoni suoi contemporanei, che l’hanno conosciuta, e quelli che 1800 anni più tardi pretendono di conoscerla. Penso che sia chiaro per tutti noi che coloro, i quali vivono con una persona, la conoscano molto meglio di quelli che 300 anni più tardi ne vorranno parlare. Io credo che sia decisivo ciò che i discepoli, gli apostoli di Gesù, ci dicono di Maria, e non quello che ne hanno detto gli altri più tardi.
Maria, la madre di Gesù, è stata una donna degnissima di rispetto. Nell’opuscolo ci viene mostrato, su basi storiche, come la Madonna, che molti venerano senza rendersene conto, in realtà non ha nulla a che fare con Maria. Viene storicamente dimostrato, ed è proprio così, come nei tempi antichi, a Babilonia, una satanica donna di nome Semiramide si sia impadronita del potere assoggettando a sé altre tribù. Questa Semiramide era una donna bellissima ed energica, ambiziosa e animata da spirito di avventura, piena di vizi e di malvagità; crudele al punto da trovare piacere nel torturare a morte le persone. Gli uomini la temevano poiché si trattava di una donna diabolica, ed essi credevano che in lei agisse la potenza di Dio. Perciò la chiamavano madre di Dio, madre del cielo, regina, onnipotente cui tutto è sottoposto.
Semiramide era sposata a Nimrod, che era nello stesso tempo suo marito e suo figlio. Nimrod morì prematuramente, e Semiramide pretese onori divini per lui. Così egli divenne oggetto di adorazione, ed alla madre fu attribuito il titolo di madre di Dio. Inoltre, Semiramide fece fare e diffondere statuette, che la raffiguravano col suo figlio bambino sulle braccia. Quando ella morì, tutta Babilonia, l’odierna Arabia, era a lei sottomessa, e gli abitanti di quei territori ne erano così impauriti da venerarla dappertutto con un senso di timore. Il culto di questa madre di Dio si diffuse allora ben presto in tutto il mondo. I Germani, ad esempio, adoravano divinità somiglianti a Semiramide, e così altri popoli. In molti paesi la dea-madre era la divinità più importante, perché è quella che genera, e pertanto essa era oggetto di un culto speciale.
Ricordiamo brevemente un episodio, che si svolse allorché l’apostolo Paolo si recò per la prima volta ad Efeso - una città dell’odierna Turchia - ove era un santuario di Artemide, divinità corrispondente a Semiramide. Da tutte le regioni circostanti vi accorrevano i pellegrini portando doni, nella speranza di guadagnarsi i favori e la protezione della dea. Paolo entrò in quella città e denunciò l’errore che si commetteva adorando una figura satanica, mentre Cristo era venuto per liberare gli uomini di tutto il mondo dalle false divinità. Nel capitolo 19 degli Atti degli Apostoli leggiamo ciò che avvenne ad Efeso, ed è interessante notare a che punto gli uomini erano legati alle potenze diaboliche in quella città. È scritto: ‘Paolo parlò regolarmente nella sinagoga per tre mesi’. Egli era ebreo e voleva portare gli ebrei alla fede in Gesù. Ma alcuni di essi si chiusero al suo messaggio e finirono per farsi beffe di lui davanti a tutti. Paolo allora si separò dalla sinagoga e prese a parlare ogni giorno nella sala di un greco di nome Tiranno. Per lo spazio di due anni egli insegnò, e così gli abitanti di quella provincia, giudei e greci, poterono ascoltare il suo messaggio accompagnato da grandi opere da parte di Dio...
Fu a questo punto che ad Efeso si produssero dei disordini a causa della nuova dottrina. V’era un orefice, di nome Demetrio, che produceva e vendeva riproduzioni in argento del tempio della dea Artemide; ciò procurava a lui, e a tutti gli altri coinvolti in quel commercio, un cospicuo guadagno. Demetrio convocò tutti quelli che esercitavano lo stesso mestiere, e disse loro: ‘Uomini, voi sapete che da questo lavoro proviene la nostra prosperità; e voi vedete e udite che questo Paolo ha persuaso e sviato molta gente dicendo che quelli costruiti con le mani non sono dei. Pertanto sussiste il pericolo che non solo il nostro commercio ne venga danneggiato ma che anche il tempio della grande dea Artemide perda significato! Pensate un po’che succederebbe se la nostra dea, venerata in tutta l’Asia e nel mondo intero, dovesse un giorno cadere in dimenticanza!’ Essi, udito questo discorso, divennero furiosi nei confronti di Paolo e si misero a gridare: ‘Grande è la (madre di Dio) Artemide di Efeso!’
Il tumulto si propagò in tutta la città. Gaio ed Aristarco, che avevano seguito Paolo dalla Macedonia, vennero afferrati e trascinati nel teatro. Paolo avrebbe voluto seguirli, ma i fratelli ed anche alcuni magistrati, suoi amici, gli consigliarono di non farsi vedere. Tra quelli che s’erano radunati regnava una grande confusione e i più non sapevano perché fossero lì. Dalla folla fecero venir fuori Alessandro che, fatto cenno con la mano, voleva tenere un discorso di difesa. Ma quando si accorsero che era ebreo, tutti, per quasi due ore, non fecero che gridare in coro: ‘Grande è l’Artemide di Efeso!’
Il racconto prosegue. Paolo capì che quella gente era schiava di quella donna potente. Non potevano essere liberati. Dovendo partire per la Macedonia, l’apostolo lasciò ad Efeso Timoteo, perché curasse la piccola comunità che seguiva Gesù. Ma l’opposizione contro Pao-lo, contro il cristianesimo, era molto forte.
Ed ora un fatto interessante, che è storicamente documentato. Ad Efeso, dopo questi fatti, convissero, anche se nettamente separati, cristianesimo e paganesimo, finché l’imperatore romano Teodosio I - e questo per noi cattolici è molto importante - non dichiarò nel 391 il Cristianesimo religione di Stato, proibendo nello stesso tempo tutti i culti pagani. Fino agli inizi del secolo IV gli imperatori avevano perseguitato crudelmente i cristiani, come noi tutti ben sappiamo. Ma poiché cresceva sempre più nell’impero il numero dei cristiani, nonostante le persecuzioni, il trono imperiale cominciava a vacillare, e Teodosio cercò la soluzione più opportuna, quantunque lui non si sia mai fatto battezzare. Per quegli Efesini, che fino a quel momento erano rimasti fedeli alle loro tradizioni pagane ed alla fede nella dea Artemide, si presentavano ora dei momenti difficili. Essi si dovevano sottomettere ad un Dio-Padre, sebbene nel loro cuore restassero fedeli ad una dea-madre - la cosiddetta Semiramide o Artemide.
Ma appena 40 anni più tardi, nel 431, il Concilio di Efeso portò ad una svolta decisiva. È vero che la venerazione di Artemide non fu più autorizzata, ma la Chiesa cristiana diede a Maria il titolo di Madre di Dio (mentre fino a quel momento era stata designata semplicemente come la madre di Gesù) e si cominciò a venerarla come tale. In tal modo ella veniva disonorata e ridotta al rango di una dea, cosa che ella non era e non avrebbe mai voluto essere. Ora gli Efesini avevano di nuovo la loro dea, un surrogato di Artemide. In quel periodo un gran numero di pagani era entrato a far parte delle comunità cristiane portandovi nel segreto del loro cuore le credenze nelle divinità pagane. Maria ora diveniva madre di Dio e regina del cielo, come lo era in precedenza Artemide, Semiramide. La proclamazione del dogma della divina maternità di Maria fu accolta ad Efeso con grandi esplosioni di giubilo popolare, ed il vecchio culto pagano, divenuto cattolico, si è protratto fino ai nostri giorni.
Cari fratelli e sorelle, tutto questo può sembrarvi strano - ed io potrei citarvi ancora altri esempi - ed alcuni potrebbero pensare: ‘Il parroco sta dicendo queste cose perché è contro Maria.’ Ma io devo ancora una volta dire che c’è differenza fra l’essere contro Maria o l’essere contro la madre di Dio. Nella fede cristiana non esiste una madre di Dio. C’è solo una madre di Gesù, colei che lo ha generato. Tutto il resto non è cristiano. Lo possiamo leggere negli scritti che ci hanno lasciati i discepoli del Signore.
Paolo ha scritto in seguito due lettere a Timoteo, che si trovava ad Efeso, ed in esse lo esorta a rimanere fedele; ciò che hanno fatto i cristiani che al tempo di Teodosio si opposero a quel dogma, dicendo che era una cosa abominevole, che avrebbe ostacolato le conversioni. Gli uomini non avrebbero trovato la salvezza, poiché si sarebbero trovati asserviti all’antica dea madre. Paolo dunque aveva scritto a Timoteo: ‘Non c’è intermediario o avvocato fra Dio e gli uomini al di fuori di Gesù Cristo’, (1Timoteo 2:5). Ed in un’altra lettera Paolo afferma: ‘Se qualcuno sa di altri mediatori fra Dio e gli uomini, al di fuori di Gesù Cristo, e dà un significato diverso alle parole, ed insegna diversamente da quello che è l’insegnamento di Dio, sia egli maledetto!’ (Galati 1). Anche gli apostoli Pietro e Giovanni sono concordi nel dire che non c’è mediatore al di fuori di Gesù Cristo. In Lui solo gli uomini trovano la vera salvezza e la benedizione per la loro vita (Atti degli Apostoli 4:12).
Ed ora qualcosa di interessante, che chi ha cura d’anime può constatare. Quelli che non onorano Maria, la madre del Signore, ma sono invece devoti di una qualche speciale Madonna, la qual cosa equivale ad adorare la dea pagana, regina del cielo, vanno soggetti ad uno stesso male: spesso non trovano pace nella loro vita spirituale. Si tratta sovente di persone molto religiose, che però sono legate a qualche comportamento immorale, segno della loro dipendenza da quella donna potente. Altre volte ci troviamo di fronte a persone dedite all’alcool oppure inclini alla depressione. Ciò nondimeno non significa che tutti quelli che sono depressi facciano parte della medesima categoria. Questi devoti della Madonna spesso si mettono contro il Vangelo, contro la Sacra Scrittura. Persone che, malgrado le molte preghiere, non trovano la pace e non riescono a riconciliarsi. Si potrebbero elencare ancora altri sintomi, constatati nel corso del tempo.
Pertanto vorrei invitare voi tutti a fare un esame di coscienza: Ringrazio Dio per Maria, la madre del Signore? Adoro solamente Dio, ringraziandolo per l’esempio di Maria? È per me Maria un esempio di fede, oppure rivolgo a lei le mie preghiere considerandola la regina del cielo? È qui che avviene la distinzione fra i cristiani e coloro che hanno un’altra fede!
Vorrei dirvi, cari fratelli e sorelle, che quanto vi sto dicendo non viene da me. Talvolta penso che come prete ho una grande responsabilità e che un giorno, forse anche presto, dovrò comparire davanti al tribunale di Dio. Ma io non vorrei essere fra coloro che si limitano a trasmettere una vecchia tradizione, avendo paura di fare diversamente. Non dobbiamo avere paura di nessuno, ma onorare solamente Iddio! Quante persone oggigiorno si regolano così? Anche i preti sanno bene che quando essi parlano della regina del cielo, in fondo non fanno altro che trasmettere lo spirito dell’antica Semiramide; ed essi sanno anche che i devoti della Madonna non hanno la pace nel cuore, ma non hanno il coraggio di mettere Maria in contrasto con la regina del cielo. Voglio dirvi che come prete si ha il dovere e la responsabilità d’insegnare ciò che Dio ha insegnato. Perciò vorrei pregarvi di non prendervela a male. Io ripeto ciò che dice la Bibbia, e la Bibbia è la Parola di Dio. Immaginatevi che io v’insegnassi qualcosa di diverso da ciò che dice la Bibbia; quali sarebbero le conseguenze? Le anime rimarrebbero prigioniere del loro peccato e della loro vecchia vita, senza salvezza. Perciò voglio invitarvi ad esaminare la vostra fede, e se qualcuno vuole arrabbiarsi, lo faccia direttamente con Dio, perché è Lui il Signore!"
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CARI AMICI CRISTIANI
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La recente discussione, a seguito dell’articolo su Ratzinger, ha rimarcato come la Chiesa rappresenti un enorme problema, sia per i laici che per i credenti.
Per i primi, il problema è rappresentato soprattutto dall’ingerenza della Chiesa nelle cose dello stato, che prosegue inevitabilmente fino all’ambito individuale. Per i credenti invece il problema sta, a mio parere, nella difficoltà di salvare l’aspetto spirituale della religione cristiana – con tutti i valori che vi sono connessi - dai continui attacchi portati dal laico alla chiesa, intesa come organizzazione terrena.
Ma il problema del laico (ingerenza ecclesiastica) e quello del credente (difesa dei valori spirituali) sono in realtà le due facce di un unico problema, che trae origine dalla fondazione stessa della Chiesa, e non fece che peggiorare col passare dei secoli.
Ho provato a sintetizzarlo, in un breve percorso storico, necessariamente limitato e incompleto.
LE ORIGINI
La Chiesa di Roma, ufficialmente, nacque con l’editto di Costantino (313), ma fu solo dopo il Concilio di Nicea (325) che i cosiddetti “Padri della Chiesa” arrivarono a definirne i principi dottrinali che stanno alla base di quella che oggi conosciamo come religione cristiano/cattolica.
Dal Concilio di Nicea in poi, in altre parole, la Chiesa di Roma adottava ufficialmente un certo numero di libri sacri – preesistenti, ed appartenenti alla religione ebraica – a discapito di altri.
Certo, è curioso che una religione, per nascere, debba “farsi prestare” i libri sacri di un’altra, ...
... ma questo fu giustificato con l’aggiunta dei Vangeli, che in realtà ridefinivano le scritture ebraiche in maniera radicale.
Il problema è che gli stessi Vangeli, invece di essere l’elemento unificante della nuova religione, furono la causa di una lunga e feroce controversia: fra tutti quelli in circolazione, i Padri della Chiesa alla fine ne scelsero quattro, detti “canonici”, a discapito di tutti gli altri, che da quel giorno furono definiti apocrifi, e messi all’indice. (“Apocrifo” non significa “falso”, come molti pensano, ma “nascosto”, in quanto i loro detentori venivano perseguitati, ed erano obbligati a tenere nascosti i libri non canonici).
Solo da quel momento la Chiesa di Roma potè dire di aver definito la propria “religione”, nel compendio che oggi chiamiamo Antico e Nuovo Testamento.
Ma è un compendio tanto bizzarro - trattandosi di un innesto su una religione già esistente - quanto arbitrario, visto il metodo ben poco “spirituale” con cui si arrivò a definirne il canone. (Pare che a Nicea, prima di votare, siano arrivati a darsele di santa ragione. Esattamente come fanno i nostri parlamentari di oggi).
A sua volta, è difficile sostenere che una “verità rivelata”, quale dovrebbe essere la Bibbia, venga messa ai voti per stabilirne la composizione. (Se è una verità, non può sottostare alle opinioni).
Tutto questo genera una profonda contraddizione iniziale, nella quale una religione nasce dopo la chiesa stessa. (Di solito, si immagina che una chiesa – intesa come gruppo di fedeli, di qualunque orientamento spirituale – nasca intorno ad un credo già esistente, con l’intento di diffonderlo e di promuoverne i principi. Invece qui nasce prima il “gruppo promotore”, che decide in seguito in cosa credere, scegliendo fra diverse versioni disponibili).
Il problema peggiora, nel caso della Chiesa di Roma, quando ci si accorge che questa veste teologica “scelta a posteriori” viene usata per esercitare un potere temporale “in nome di Dio”. Non a caso, proprio nella definizione del canone si registrò una pesante ingerenza dello stesso Costantino, che non era certo mosso da impellenze di tipo spirituale.
Nel frattempo, il messaggio originale del predicatore conosciuto col nome di Gesù era stato ampiamente distorto, per adattarlo appunto alle esigenze di un potere che esisteva prima di lui, e che scelse di integrarlo, dopo averlo combattuto per 300 anni, solo nella misura in cui tornasse utile alle proprie finalità.
“In hoc signo vinces”, fu detto. E da quel giorno, la differenza fra la spada e la croce divenne quasi impercettible.
A conferma che la dottrina ecclesistica sia sempre stata asservita al potere temporale, vi è il fatto che essa sia venuta mutando nei secoli, proprio per adeguarsi meglio alle vicende di questo mondo. (Ad esempio: l’obbligo del celibato per i preti fu introdotto solo intorno all’anno mille, quando il Vaticano si accorse che molte delle sue proprietà finivano in mani “altrui” durante le pratiche di successione, nel caso di morte di un prete sposato. Ecco allora che di colpo la castità diventava una virtù sublime e irrinunciabile. Mentre al tempo dei Vangeli il prete poteva tranquillamente sposarsi, al punto che S. Paolo suggeriva che un buon vescovo dovesse essere prima di tutto un buon marito, “che sappia dirigere bene la propria famiglia”, e che sia “sposato una sola volta”).
Abbiamo quindi, curiosamente, una religione che si adatta al mondo terreno, invece di adattare quel mondo a se stessa.
Fu proprio la continua deformazione dottrinale ad offrire ai protestanti la scusa per staccarsi definitivamemte da Roma, sotto la famosa clausola della “sola scriptura” (ovvero: riconosciamo solo i detti biblici, non quello che ha stabilito Roma in seguito).
TU SEI PIETRO
In realtà, è la stessa autorità divina del papato, basata sul famoso passaggio “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa … A te darò le chiavi del regno dei cieli, … ecc.” - ad essere probabilmente falsa, e storicamente insostenibile.
In primo luogo, molti studiosi mettono in dubbio che Pietro sia mai arrivato fino a Roma, mentre vi sono molte indicazioni che egli non si sia mai mosso da Gerusalemme, dopo la morte - o meglio, dopo la crocefissione* – di Gesù. (*Chiedete ad un qualunque patologo, e vi dirà che il costato di un morto, se trafitto da una lancia, non sanguina).
In secondo luogo, c’è una discrepanza lampante nei Vangeli stessi, riguardo all’episodio: il passaggio viene collocato da Giovanni all’inizio della predicazione, quando Simon Bar-Jona viene presentato a Gesù, che lo “rinomina” Pietro, mentre in Matteo la frase sarebbe stata pronunciata poco prima della crocefissione. Come possono, gli evangelisti, aver fatto una tale confusione, su un momento così importante dell’intera vicenda? A loro volta, sia Luca che Marco si sono completamente dimenticati di descrivere nei propri Vangeli quello storico passaggio di consegne.
C’è poi un complesso problema storico/linguistico, che rende molto improbabile che Gesù abbia mai pronunciato quella frase, almeno nel senso che le si vuole attribuito:
1 ) Il significato dei termini greci – lingua in cui i Vangeli arrivarono a noi – “petros” e “petra”, non corrisponde del tutto a quello dell’aramaico (lingua parlata da Gesù) “kepha”. In greco “petros” (maschile) è un grosso sasso, mentre “petra” (femminile) è una roccia vera e propria, incastonata nella montagna. Il gioco di parole quindi funzionava bene, translitterando “petros” nel nome latino Petrus, e portando “petra” al maschile, visto che il discepolo non era una donna. In aramaico invece “kepha”, oltre che essere un nome proprio, significa soltanto “sasso”, o al massimo “piccola roccia”, e cadono quindi le premesse “simboliche” per una investitura di quel tipo.
2) In ogni caso è molto difficile che Gesù, che parlava sostanzialmente a degli analfabeti, si divertisse a infarcire il proprio discorso con raffinatezze semantiche di quel tipo.
3) Ma soprattutto, è il termine “ecclesia” che a quel tempo non si usava ancora, e che comparve solo verso la fine del secondo secolo (uno dei primi a parlare di “ecclesia” nel senso di istituzione/organizzazione, fu proprio Ambrogio, vescovo di Milano, agli inizi del ‘300).
L’unico termine che Gesù potrebbe aver usato in aramaico, in quell’epoca, non significava comunque “chiesa”, ma semplicemente “assemblea”, o “raduno”. Le chiese, intese come istituzioni, a quel tempo non esistevano ancora, e parlare ad un discepolo di “chiesa” sarebbe stato come parlare a Giulio Cesare di aerei supersonici. (“Come ti chiami?” “Carlo”. “Da oggi tu sei Giulio, e un domani guiderai un F-16. Ecco a te le chiavi del cruscotto”.)
Gesù quindi, letteralmente, avrebbe potuto dire al massimo: “Tu sei Pietro, e su questo sasso fonderò la mia assemblea”. Un pò pochino per dedurre che quella frase rappresenti l’investitura “divina” del (futuro, e presunto) primo vescovo di Roma.
4) Infine, Simon bar-Jona detto Kepha detto Pietro, dopo aver ricevuto un incarico non da poco come quello, si è dimenticato di trasferire ai suoi successori, istituzionalizzandola, l’autorità ricevuta dal Figlio di Dio. Del famoso passaggio petrino, infatti, si inzia a parlare solo verso il quarto secolo, proprio nel periodo in cui la Chiesa iniziava ad accentrare su Roma il proprio potere, e cercava in tutti i modi di validare la propria pretesa di autorità assoluta, superiore a quella dello stesso imperatore.
In luce di tutto questo si può affermare che la famosa autorità divina del papato sia basata, in realtà, su poco più di nulla.
LA RELIGIONE CRISTIANA
Nonostante questo, rimane il fatto che a quel tempo esistesse una “religione cristiana”, ed è quindi giusto riconoscere alla Chiesa di Roma una valenza spirituale, indipendentemente dalle sue origini storiche o dalla sua legittimità istituzionale. (In realtà, il cristianesimo come lo conosciamo noi fu il risultato di una “occidentalizzazione” del messaggio originale, operata da Paolo di Tarso nel tentativo di adattarlo al mondo greco-romano. I Padri della Chiesa completarono l’opera di sfigurazione, aggiungendo interpolazioni, operando tagli, modifiche e falsi veri e propri, intesi ad accomodare le esigenze del momento).
Ma il messaggio cristiano, per quanto diverso dall’originale, rimane un messaggio di grande valenza spirituale. I problemi nascono tutti dalla commistione fra potere spirituale e potere temporale, che si potrebbe anche chiamare, molto più semplicemente, potere materiale.
Comandare.
Piace a tutti farlo, e farlo “in nome di Dio” piace ancora di più.
Di fatto, la Chiesa ha comandato il mondo per oltre mille anni, e il modo in cui ha gestito il suo potere stride fortemente con i canoni spirituali a cui dice di ispirarsi.
Non è facile dover uccidere milioni di persone – come accadde ad esempio nella Guerra dei Trent’anni – per riaffermare il tuo traballante potere sull’Europa, quando alla domenica predichi che ogni uomo è tuo fratello, e con lui devi condividere i beni che Dio ha messo su questa terra.
Non è facile dover sterminare migliaia di musulmani, per riprendere il controllo di Gerusalemme e dei traffici nel Mediterraneo, quando predichi che c’è un solo Dio, che è Padre di tutti gli uomini di questa terra.
Non è facile dare l’assoluzione preventiva a degli animali assetati di sangue, come lo erano gli ustasha di Ante Pavelic, che si preparavano ad uccidere centinaia di bambini (cristiano-ortodossi, nemmeno musulmani) nei campi di concentramento che tu stesso hai costruito, quando predichi che la vita è sacra, che solo Dio l’ha data e solo lui la può levare.
La lista dei crimini commessi dalla Chiesa nel corso dei secoli, come sappiamo, è talmente lunga che sarebbe inutile stilarla nel dettaglio.
CARI AMICI CRISTIANI
Ma di fronte a questa lista, cari amici cristiani, non basta dire che “la Chiesa è fatta di uomini, e che l’uomo è fallibile per natura”, per pensare di giustificarli. Nè basta dire che “anche gli altri hanno commesso crimini di questo tipo”, per credere di assolverli. Come non basta certo citare “le opere buone” dei missionari in Africa, sperando di controbilanciare gli orrori di cui sopra (ben sapendo, fra l’altro, che il missionario e il frate - unici veri cristiani all’interno della Chiesa - sono stati sempre ostacolati dalla curia romana e dal papato).
La Chiesa di Roma è diventata, nel corso dei secoli, una ingorda e feroce macchina di potere, che ha progressivamente dimenticato il compito spirituale per avanzare, appellandosi alla presunta “autorità divina”, il proprio status materiale. E lo ha fatto in modo talmente sistematico da rendere quasi la devozione una “pratica collaterale”, meccanica e vuota di significato, che gli americani chiamano giustamente “lip service”, cioè “lavoro delle labbra”. Ovvero, si va in chiesa a muovere le labbra, pronunciando parole senza sentimento nè emozione, nell’illusione di aver comunque svolto il proprio compito di esseri umani.
Se oggi un cristiano vuole dirsi tale, deve prima di tutto dissociarsi apertamente dalle azioni della Chiesa, sia del passato (veri e propri genocidi, nell’ordine di centinaia di milioni di vittime) che del presente (la vergogna della pedofilia, e soprattutto la sua copertura, di cui Ratzinger rimane il principale responsabile. Altro che scarpine rosse).
Il cristiano che voglia dirsi tale deve apertamente ripudiare ogni violenza – che sia commessa “in nome di Dio” o di chiunque altro – e deve ripudiare ogni gesto da parte della Chiesa che in qualunque modo venga ad interferire con questioni di stampo terreno, come a ledere i diritti di chi della Chiesa non vuole nemmeno sentire parlare.
A quel punto riceverà tutto il rispetto che si merita, sia come credente che come essere umano.
Ma finchè continua lui stesso a confondere la religione con la Chiesa, credendo di proteggere l’una nel difendere l’altra, non potrà lamentarsi che le accuse che gli piovono addosso, a loro volta, siano un miscuglio indistinto di critica spirituale e materiale.
Quando fu chiesto al popolo “volete salvo Gesù o Barabba?”, in realtà fu chiesto (è la mia interpretazione, ovviamente): volete salvo il discendente di David (l’uomo politico), o volete salvo “il Figlio di Dio” (il leader spirituale)?
Fuori dall’allegoria, il popolo non aveva davanti “due persone” separate e distinte, ma una persona che si presentava con un doppio ruolo. Bar Abba infatti significa Figlio del Padre, e sarebbe curioso che un “brigante” qualunque si chiamasse proprio come Gesù stesso si autodefiniva.
Ma Gesù si proponeva anche come leader politico, ed è quindi legittimo pensare che la scena descritta dal Vangelo rappresenti un momento in cui si chiedeva di separare dei poteri che tendono per propria natura a confondersi.
L’esigenza, curiosamente, si sentiva già allora.
Gli ebrei in quel caso scelsero bene: tennero “il Figlio di Dio”, e si liberarono dell’uomo politico. I gentili, almeno fino ad oggi, non hanno saputo fare altrettanto.
Massimo Mazzucco
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ECCO DOVE ERA LA CHIESA
CATTOLICA
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La responsabilità della Chiesa cattolica nel genocidio dei Nativi Americani è certa!
Novità::NewsNon è da molto tempo che è attiva la nostra campagna informativa sui crimini commessi dalla Chiesa Cattolica nelle Scuole residenziali canadesi e nelle boarding school e missioni USA, che già qualcuno si è affrettato a “distinguere” la Chiesa Unita del Canada da quella Cattolica romana, parlando addirittura di disinformazione (ignoranza per essere precisi) o diffamazione nei suoi confronti. E a bollare tutto come una “bufala”. Nel precisare che la nostra campagna informativa non nasce da intenti contro la Chiesa né contro le religioni in genere, ma dalla volontà di evidenziare precise responsabilità e responsabili nei crimini commessi in queste scuole, di cui nessuno o quasi parla, di cui la stessa Chiesa Cattolica non parla, chiedendo ovviamente non solo una legittima e pubblica ammissione di colpa, ma anche che queste verità siano e diventino patrimonio pubblico di tutti i cittadini del mondo, e vengano citate nella storia al pari degli altri crimini e genocidi, chiedendo giustizia per le tante vittime di questi abusi, le cui ripercussioni, non ci stancheremo mai di scriverlo, sono purtroppo vive nelle quotidianità di molti Nativi al pari della nitidezza dei ricordi di tutti i sopravvissuti a queste scuole - lager delle varie confessioni regliose.
Quindi, grazie ancora alla collaborazione e disponibilità di Kevin Annett, siamo in grado di pubblicare la lista delle scuole residenziali canadesi gestite dalle diocesi cattoliche romane.
Ci sono 79 scuole residenziali indiane cattoliche romane, elencate in questa lista che Annett stesso ci ha fornito, su un totale di 118 scuole residenziali che hanno operato in Canada tra il 1831 e il 1996. Giudicate voi se la nostra è diffamazione. Vi ricordiamo, che a questa lista mancano tutte le boarding school in USA, e le scuole delle missioni cristiane cattoliche nelle riserve. Nel 1819 il Congresso degli USA aveva approvato il “Civilation Fund Act” che sanciva di fatto un accordo tra il governo federale e i missionari cristiani di varie confessioni che d’allora in poi venivano pagati per “istruire” i Nativi. Anche le scuole missionarie erano concepite per sradicare le tradizioni indiane e insegnare, con le buone, o con le cattive, gli usi e i costumi dei bianchi.
L’alleanza tra Stato e Chiesa durerà circa un secolo. Nelle riserve indiane il governo adottò una politica di spartizione delle stesse tra le diverse chiese cristiane per prevenire una competizione tra di esse nella loro azione di proselitismo. Nella riserva Sioux di Pine Ridge, in Sud Dakota, l’attività missionaria fu fin dall’inizio garantita alla chiesa episcopale che per tre anni ebbe questa riserva “in esclusiva”, dopodiché vi furono ammesse anche altre confessioni.
Ecco la lista delle scuole residenziali di cui la chiesa cattolica romana era responsabile:
Alberta
- Blue Quill’s Indian Residential School (Lac la Biche Boarding School; Hospice of St. Joseph); Lac la Biche; opened 1862; moved to Brocket in 1898 (RC)
- Blue Quill’s Indian Residential School (Sacred Heart Indian Residential School; Saddle Lake Boarding School);Lac la Biche; opened 1898; closed 1931 (RC)
- Blue Quill’s Indian Residential School (St. Paul’s Residential School) Lac la Biche; opened 1931; in 1970 (RC) (became the first Native-administered school in Canada)
- Convent of Holy Angels Indian Residential School (Holy Angels Indian Residential School; Our Lady of Victoria Indian Residential School); Fort Chipewyan; opened 1902; closed 1974 (RC)
- Crowfoot Indian Residential School; Cluny; opened 1909; closed 1968 (RC)
- Dunbow Industrial School (St. Joseph’s Industrial School, High River Industrial School); High River; opened 1888; closed 1939 (RC)
- Ermineskin Indian Residential School; Hobbema; opened 1916; closed 1973 (RC)
- Fort Smith Indian Residential School (Breyant Hall); Fort Smith; opened 1955; closed 1970 (RC)
- Immaculate Conception Indian Residential School (Immaculate Conception Boarding School; Blood Indian Residential School); Stand-Off; opened 1884; closed 1926 (RC)
- Immaculate Conception Boarding School (Blood Indian Residential School; St. Mary’s Mission Boarding School); Stand-Off; opened 1911; closed 1975 (RC)
- St. Albert’s Indian Residential School St. Albert; opened 1941; closed 1948 (RC)
- St. Bernard Indian Residential School (Grouard Indian Residential School); Grouard; opened 1939; closed 1962 (RC)
- St. Bruno Indian Residential School (Joussard Indian Residential School); Joussard; opened 1913; closed 1969 (RC)
- St. Francis Xavier Indian Residential School; Calais; opened 1890; closed 1961 (RC)
- St. Henri Indian Residential School (Fort Vermilion Indian Residential School); Fort Vermilion; opened 1900; closed 1968 (RC)
- St. Martin Boarding School; Wabasca; opened 1901; closed 1973 (RC)
- St. Paul Des Métis Indian Residential School; St. Paul; opened 1898; closed 1905 (RC)
- Sturgeon Lake Indian Residential School; Sturgeon Lake; opened 1907; closed 1957 (RC)
- Youville Indian Residential School; Edmonton; opened 1892; closed 1948 (RC)
British Columbia
- Christie Indian Residential School (Kakawis Indian Residential School); Tofino (Meares Island); opened 1900; closed in 1973; new school built in 1974; closed in 1983 (RC)
- Christie Indian Residential School (New Christie Indian Residential School; Kakawis Indian Residential School); Tofino, British Columbia (Meares Island); new school built in 1974; closed in 1983(RC)
- Cowichan Catholic Convent School; Cowichan; opened 1863; closing date unknown (RC)
- Friendly Cove Day School; Yuquot; opened 1930; closed 1964 (RC)
- Kamloops Indian Residential School (St. Ann’s Academy); Kamloops; opened 1890; closed 1978 (RC)
- Kamloops Indian Residential School (St. Louis Mission Indian Residential School); Kamloops; opened 1890; closed 1978(RC)
- Kootenay Indian Residential School (St. Eugene’s Indian Residential School, St. Mary’s Indian Residential School); Cranbrook; opened 1898; closed 1970 (RC)
- Kuper Island Indian Residential School; Chemainus; opened 1890; closed 1975 (RC)
- Lejac Indian Residential School; Fraser Lake; opened 1910; new building in 1922; closed 1976 (RC)
- Roman Catholic Coqualeetza Indian Residential School; Chilliwack opened 1890; closed 1941 (RC)
- Sechelt Indian Residential School; Sechelt; opened 1912; closed 1975 (RC)
- Squamish Indian Residential School (St. Francis Indian Residential School; St. Paul’s Indian Residential School); North Vancouver; opened 1898; closed 1959 (RC)
- St. Mary’s Mission Indian Residential School; Mission; opened 1861; closed 1984 (RC)
- Victoria Catholic Convent School; Victoria; opened 1863; closing date unknown (RC)
- Williams Lake Indian Residential School (Williams Lake Industrial School; Cariboo; opened 1890; closed 1981
- Yuquot Indian Residential School; Yuquot; opened 1901; closed 1913 (RC)
Manitoba
- Assiniboia Indian Residential School (Assiniboia Hostel); Winnipeg; opened September 2, 1958; closed June 30, 1973 (RC)
- Cross Lake Indian Residential School (Norway House Roman Catholic Indian Residential School); Cross Lake; opened March 9, 1915; closed July 30, 1969 (RC)
- Fort Alexander Indian Residential School; Pine Falls; opened 1905; closed June, 1970 (RC)
- Guy Hill Indian Residential School; Sturgeon Landing; opened 1926; the school burned down on September 4, 1952 and the students were relocated to a temporary school in The Pas until a newly built school opened in Clearwater Lake in 1958; closed June 30, 1979 (RC)
- Pine Creek Indian Residential School (Camperville Indian Residential School); Camperville; opened 1890; closed August 31, 1969 (RC)
- Sandy Bay Indian Residential School; Sandy Bay Reserve; opened 1905; closed June 30, 1970 (RC)
- St. Boniface Industrial School; St. Boniface; opened 1891; closed 1909 (RC)
- Waterhen Indian Residential School; Waterhen; opened 1890; closed 1900 (RC)
Northwest Territories
- Aklavik Catholic Indian Residential School (later Inuvik Indian Residential School); Aklavik; opened 1925; relocated to Inuvik in 1959; Stringer Hall was Anglican Residence and Grollier Hall the RC residence (name of residences) (RC)
- Fort Providence Indian Residential School (Providence Mission Indian Residential School); Fort Providence; opened 1867; closed 1953 (RC)
- Fort Resolution Indian Residential School; Fort Resolution; opened 1867; closing date unknown (RC)
- Fort Simpson Indian Residential School (Fort Simpson Boarding School); Fort Simpson; opened 1920; closed 1950; Bompas Hall, Lapointe Hall, St. Margaret’s Hall (names of residences) (RC)
- Yellowknife Indian Residential School (Rocher River Day School); Yellowknife; opened 1948; closed 1970; Akaitcho Hall (name of residence) (RC)
Nova Scotia
- Shubenacadie Indian Residential School; Shubenacadie; opened 1922; closed 1968; (RC)
Nunavut
- Chesterfield Inlet Indian Residential School; Chesterfield Inlet; opened 1929; closed 1970; Turquetil (name of residence) (RC)
- Frobisher Bay Indian Residential School; Frobisher Bay; opened 1965; closing date unknown (RC)
Ontario
- Albany Mission Indian Residential School (Fort Albany Residential School); Fort Albany; opened 1912; closed 1963 (RC)
- Fort Frances Indian Residential School (St. Margaret’s Indian Residential School); Fort Frances; opened 1902; closed 1974 (RC)
- Kenora Indian Residential School; Kenora; opened 1949; closed 1963 (RC)
- McIntosh Indian Residential School; Kenora; opened 1924; closed 1969 (RC)
- Spanish Indian Residential School; Spanish; opened 1883; closed 1965 (RC)
- St. Anne’s Indian Residential School; Fort Albany; opened 1936; closed 1964 (RC)
- St. Joseph’s Indian Boarding School (Fort William Indian Residential School); Fort William; opened 1936; closed 1964 (RC)
- St. Mary’s Indian Residential School; Kenora; opened 1894; closed 1962 (RC)
- Wikwemikong Indian Residential School (Wikwemikong Day School); Manitowaning; opened 1840; closed 1879 (RC)
- Wikwemikong Indian Residential School (Wikwemikong Day School; Wikwemikong Manual Labour School); Manitowaning; residential school opened 1879; closed 1963 (RC)
Quebec
- Amos Indian Residential School (St. Marc’s Indian Residential School) Amos; opened 1948; closed 1965 (RC)
- Fort George Catholic Indian Residential School; Fort George; opened 1936; closed 1952 (RC)
- Pointe Bleue Indian Residential School; Pointe Bleue; opened 1960; closed 1980 (RC)
- Sept-Îles Indian Residential School; Sept-Îles; opened 1952; closed 1971 (RC)
Saskatchewan
- Battleford Industrial School; Battleford, opened 1883; closed 1943 (RC)
- Beauval Indian Residential School; Beauval; opened 1895; closed 1983 (RC) (now Meadow Lake Tribal Council’s Beauval Indian Education Centre)
- Cowesses Indian Residential School (Marieval Indian Residential School); Marieval; opened 1936; closed 1975
- St. Michael’s Indian Residential School (Duck Lake Indian Residential School); Duck Lake; opened 1892; closed 1964 (RC)
- Guy Hill Indian Residential School; Sturgeon Landing; opened 1926; the school burned down on September 4, 1952 and the students were relocated to a temporary school in The Pas until a newly built school opened in Clearwater Lake in 1958; closed June 30, 1979 (RC)
- Île-à-la-Crosse Indian Residential School; Île-à-la-Crosse; opened 1878; closing date unknown (RC)
- Muscowequan Indian Residential School; Lestock; opened 1932; closed 1981 (RC)
- Qu’Appelle Indian Residential School (Fort Qu’Appelle Indian Residential School; Lebret Indian Residential School) Lebret; opened 1884; school burned down in 1908; closed 1969 (RC) (Re-opened under the operations of the reserve in 1973, and renamed White Calf Collegiate, but closed in August 1998)
- St. Anthony’s Indian Residential School (Onion Lake Catholic Indian Residential School); Onion Lake; opened 1891; closed 1968 (RC)
- St. Phillips Indian Residential School (Keeseekoose Day School); Kamsack; opened 1899; closed 1965 (RC)
- Thunderchild Indian Residential School (Delmas Indian Residential School); Delmas; opened 1933; school was burned down by students in 1948 (RC)
Yukon
INFO E ALTRI
COLLEGAMENTI AL LINK:
- Lower Post Indian Residential School; Lower Post; opened 1940; closed 1975 (RC)
Leggi anche: Lettera al Vaticano: non più silenzio! Il Papa in USA: Continua l’ipocrisia
Guarda: “Unrepentant: Kevin Annett and Canada’s Genocide” nella versione sottotitolata in italiano
Approfondimento: www.hiddenfromhistory.org
Unrepentant - la Chiesa che non sa pentirsi
Unrepentant: Kevin Annett and Canada’s Genocide .
Il documentario descrive la storia personale di Kevin Annett quando, nelle veste di reverendo, si è scontrato con la Chiesa Unita per il suo interessamento ai fatti accaduti nelle scuole residenziali canadesi e il genocidio commesso dai responsabili religiosi di queste scuole, dove centinaia di migliaia di bambini Nativi sono stati rinchiusi, dopo essere stati rapiti alle famiglie, e costretti a parlare solo inglese, a dimenticare la propria cultura e a professare la religione cristiana.
Qui hanno subito violenze fisiche e sessuali, elettroshock, …
… sterilizzazioni e, in molti casi, la morte.
VIDEO: LINK
Il film ha ricevuto numerosi premi, al New York Independent Film and Video Festival nel 2006 e come miglior documentario al Los Angeles Independent Film Festival nel marzo 2007.
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VENTI SETTEMBRE - UNA
SCONFITTA VANTAGGIOSA
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Il governo italiano rinuncia ad avanzare pretese sulle somme dell’obolo giacenti nell’Erario pontificio
La successione del governo italiano a quello della Santa Sede in seguito alla conquista militare della città di Roma presenta caratteristiche del tutto peculiari rispetto ad altri fatti analoghi. Infatti il governo italiano non sostituisce la Santa Sede in tutti i rapporti giuridici di cui essa è titolare, ma solo in una parte di essi, e precisamente in quelli relativi all’esercizio del potere politico sullo Stato conquistato. Per quanto riguarda invece l’esercizio del potere supremo negli affari della chiesa universale, il governo italiano proclama di voler rispettare la piena indipendenza della Santa Sede.
Il principio, chiaro teoricamente, porta a una serie di contestazioni quando si tratta di applicano nella pratica. Quali edifici in Roma erano di proprietà del papa in quanto capo dello stato e quali invece erano di sua proprietà in quanto capo della chiesa? Su quali istituzioni l’autorità della Santa Sede era esercitata in quanto autorità della chiesa e su quali invece in quanto autorità dello stato? Infine, quale parte dei mezzi finanziari rinvenuti dalle autorità italiane nelle pubbliche casse era da considerarsi appartenente all’amministrazione civile e quale invece riguardava l’amministrazione ecclesiastica? Specialmente quest’ultima questione non era di facile soluzione, qualora si consideri la promiscuità quasi sempre esistita nello Stato pontificio tra l’amministrazione civile e quella ecclesiastica, sia per quanto riguardava le spese che per quanto riguardava le entrate..
In particolare l’obolo di san Pietro offriva il destro a contestazioni per più motivi. Sostanzialmente si trattava di due questioni:
1) Il papa, ricevute dai fedeli le offerte per l’obolo, le versava all’erario dello stato pontificio. Perciò quando gli italiani subentrarono alla precedente autorità di governo, sorse il problema di stabilire se le somme dell’obolo contabilizzate nell’erario fossero da considerare già versate dal papa allo stato, oppure solo “depositate”, e quindi sempre in proprietà del papa, che le aveva ricevute innegabilmente come capo della chiesa. 2) Il governo italiano occupando Roma naturalmente assumeva su di sè il debito pubblico dello Stato pontificio. Tale debito era garantito però anche sull’obolo di san Pietro. Sorgeva dunque il problema se si dovesse continuare a usare le somme dell’obolo per pagare i titoli del debito pubblico.
Le questioni erano gravi, ma non potevano avere che una sola soluzione: dopo il 20 settembre l’obolo di san Pietro doveva considerarsi come entrata esclusivamente ecclesiastica, a piena disposizione del santo padre (…)
Carlo Procella, “Augusta miseria”, Aspetti delle finanze pontificie nell’età del capitalismo
Nuovo Istituto Editoriale Italiano, Milano, 1982, pagne 155-156.
Pubblicato da Francesco Scanagatta a 20.09 0 commenti
Porta Pia
Porta Pia. Cento anni dopo.
Disegno di Antonio Possenti.
"Il Mondo, 15 marzo 1970.
La breccia di porta Pia, compiuta dai bersaglieri di Lamarmora, tutti scomunicati il 20 settembre 1870, è stato per gli italiani il simbolo dell'abbattimento dello stato teocratico.
FONTE
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CROCE CRISTIANA E
SVASTICA NAZISTA
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Tratto da:
www.luigicascioli.it
- www.luigicascioli.eu/ita_lettere_lettori.htm
Gentile Luigi, codesta mail l'ho inviata ad annozero, altri siti e blog.
Perchè tutti tacciono?? Marilina
Egr. Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura e relativi Consiglieri,
ho avuto occasione di leggere qualche tempo fa che presso codesto Consiglio era in corso un procedimento disciplinare a carico del giudice Luigi Tosti in ordine al suo rifiuto di consentire la presenza nelle aule di giustizia del crocifisso.
Al riguardo mi si permettano, come cittadino, alcune considerazioni nel caso in cui detto procedimento non si sia ancora concluso.
Mi si consenta di proporre la “ guerra” al crocefisso, non come simbolo religioso, ma come simbolo di potere, e per di piu’ di un potere la cui dottrina e la cui storia e’ costellata di assassini, di genocidi, di torture, ecc.ecc. cominciando dal famoso editto di Teodosio, avallato da Agostino d’Ipponia, uno dei primi dottori della Chiesa cattolica , che si trovano in totale contrasto con la nostra vigente Costituzione. Con detto editto fu annullato il principio della Roma pagana in ordine alla tolleranza RELIGIOSA, e si inizio’ il tempo cristiano, chiaramente rappresentato dal Crocifisso, delle persecuzioni, che tra l’altro hanno visto sia una infinita’ di genocidi non solo tra i pagani i cui templi furono distrutti, ma anche nei confronti dei cristiani non ortodossi, sia una infinita’ di uccisioni e incarcerazioni tra i liberi pensatori Bisogna avere l’onesta’ intellettuale di collegare il crocifisso ad altri simboli di morte, come tra l’altro, la svastica nazista, giustamente condannata anche giuridicamente oltre che politicamente e storicamemnte. Bisogna dire che il crocifisso e la svastica nazista rappresentano dottrine e storie estremamente analoghe. Tra l’altro, basti pensare che l’obbligo dell’immediata individu azione degli ebrei attraverso dei simboli che ciascuna persona doveva portare non e’ stata una invenzione della Germania hitleriana, ma della Chiesa Cattolica. E tutto questo va detto, perche’ il nostro popolo non lo ricorda, o forse perche’ nessuno ipocritamente glielo ha insegnato. Il nazismo ha prima ucciso i propri ipotizzati nemici nelle camere a gas e poi ha posto i relativi cadaveri nei forni crematori, il tutto sotto il simbolo della svastica nazista. La Chiesa non ha preventivamente ucciso i suoi ipotizzati nemici, ma li ha direttamente collocati, da vivi, nei forni crematori di allora, come e’ avvenuto, tra l’altro, con Giordano Bruno, il tutto sotto il simbolo del crocifisso. Il nazismo ha ucciso non solo i suoi nemici, ma anche i suoi oppositori interni, come nella famosa notte dei coltelli. Il cristianesimo, ugualmente, non solo ha perseguitato i pagani, cioe’ i suoi nemici, ma ha anche ucciso i suoi oppositori interni, cioe’ quelli che venivano chiamati eretici, come tra, in occasione della famosa notte di San Bartolomeo. Mi si permetta ricordare lo stretto collegamento tra questi due simboli che incontriamo nel “s acro” testo del nazismo, e cioe’ in MEIN KAMPF di ADOLF HITLER. Ecco quanto in esso si legge:
POICHE’ L’IDEA DL MONDO NON PUO’ SOPPORTARE NE’ RITENERSI PAGA DI ESSERE UN PARTITO VICINO AGLI ALTRI MA RICHIEDE DI ESSERE CON FORZA ACCETTATA COME LA SOLA ED ESCLUSIVA, COSI’ COME RICHIEDE CHE TUTTA LA VITA PUBBLICA VENGA MODIFICATA E ADATTATA ALLE SUE IDEE. PERCIO’ NON PUO’ PERMETTERE CHE ESISTA ACCANTO A SE’, LA SITUAZIONE PRECEDENTE. CIO’ E’ VALIDO PER LE RELIGIONI. ANCHE IL CRISTIANESIMO NON POTE’ APPAGARSI DI COSTRUIRE IL SUO ALTARE: DOVETTE PER FORZA DISTRUGGERE LE AREE PAGANE. SOLO COMINCIANDO CON QUESTA ENTUSIASTICA INTOLLERENZA POTE’ FORMARSI LA FEDE INDISCUTIBILE, DI CUI L’INTOLLERANZA E’ PROPRIO LA NECESSARIA CONDIZIONE PRELIMINARE. ……….ATTUALMENTE L’INDIVIDUO DEVE NOTARE CON SOFFERNZA CHE NEL MONDO ANTICO, MOLTO PIU’ LIBERO DEL MODERNO, APPARVE , CON LA VENUTA DEL CRISTIANESIMO, LA PRIMA PAURA SPIRITUALE. …………..COME SI PUO’ INCULCARE AD ALTRI CIECA FEDE NELLA PRECISIONE DI UNA DOTTRINA SE CON CONTINUE MODIFICHE FATTE ALLA STRUTTURA ESTERNA DI QUELLA SI SPARGE LA PERPLESSITA’ E IL DUBBIO ? ……….PURE SU QUESTO PUNTO LA CHIESA CATTOLICA CI E’ MAESTRA. ANCHE SE LA SUA COSTRUZIONE DOTTRINALE E’ SU MOLTI ARGOMENTI IN LOTTA CON LE SCIENZE POSITIVE E CON L’INDAGINE SCIENTIFICA, ESSA NON E’ DISPOSTA A MODIFICARE NEANCHE UNA PAROLA DEI SUOI INSEGNAMENTI. SI E’ ACCORTA CHE LA SUA CAPACITA’ DI RESISTENZA NON STA IN UN ADEGUAMENTO PIU’ O MENO GRANDE AI PASSEGGERI RISULTATI DELLA SCIENZA , MA IN PRATICA ETERNAMENTE SOGGETTI A CAMBIAMENTI, MA NEL MANTENERE SALDI I DOGMI, STABILITI E FISSATI, I QUALI DANNO AL TUTTO IL CARATTERE DI UNA FEDE. E’ QUINDI ATTUALMENTE PIU’ FORTE CHE MAI. SI PUO’ PRESAGIRE CHE MENTRE I FENOMENI PASSANO, ESSA, PUNTO FISSO NEI FENOMENI OSCILLANTI, AVRA’ SEMPRE PIU’ CIECHI ADEPTI. ………….
LE QUALITA’ ORATORIE DI UN CARATTERE DI UN APOSTOLO E DI UN DOMINATORE SARANNO PIU’ CAPACI DI CONVINCERE ALLA NUOVA VOLONTA’ INDIVIDUI NATURALMENTE PIU’ INDEBOLITI NELLE LORO CAPACITA’ DI RESISTENZA, CHE INDIVIDUI ANCORA NEL COMPLETO POSSESSO DELLE LORO FACOLTA’ VOLITIVE ED INTELLETTUALI. A QUESTO SCOPO E’ UTILE PURE L’ARTIFICIALE E SEGRETA SEMIOSCURITA’ DELLE CHIESE CATTOLICHE, I CERI ACCESI, L’INCENSO, IL TURIBOLO, ECC.
POTREI IO STESSO SENTIRE E COMPRENDERE CON QUANTA FACILITA’ IL POPOLANO SI SOTTOMETTE ALL’INCANTO DI UNA POTENTE MESSINSCENA.
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CONTRATTO FRA GLI ITALIANI E IL VATICANO
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Cari italiani, anche se non l'avete firmato, avete un costoso contratto con il Vaticano che Vi impone di pagare, mediante buona parte delle Vostre tasse, le seguenti spese (i dati sono ovviamente approssimativi).
1) 1.000.000.000 (UN MILIARDO) di euro alla chiesa cattolica con l'8 per mille, di cui solo il 18% viene devoluto in beneficenza, dove per beneficenza, nel migliore dei casi, si intende fondare missioni cattoliche nei Paesi emergenti del terzo mondo, in modo da poter influenzare, attraverso la formazione scolastica, le future classi dirigenti.
2) 500.000.000 (MEZZO MILIARDO) di euro di 8 per mille che sarebbe destinato allo Stato, ma che il medesimo prontamente "rigira" alla chiesa per manutenzione basiliche, palazzi, case parrocchiali, oratori, ecc.;
3) 500.000.000 (MEZZO MILIARDO) di euro di stipendi ai prof di religione (che dovrebbero essere pagati dal Vaticano così come le case farmaceutiche pagano i loro informatori);
4) almeno un altro 500.000.000 (MEZZO MILIARDO) di euro per gli innumerevoli contributi statali, regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali alle parrocchie, agli oratori, alle associazioni religiose, alle processioni, feste patronali, agli istituti-lager per ricoverare disabili psichici, ecc. ecc.;
5) 500.000.000 (MEZZO MILIARDO) di euro per cappellani militari e ospedalieri, servizi radiotelevisivi, viaggi del papa, finanziamento scuole cattoliche, privilegi fiscali (esenzione ICI, ecc.).
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TOTALE: 3 MILIARDI DI EURO L'ANNO!!!
Con questa cifra potevate avere pensioni più alte, una sanità migliore, servizi più efficienti, più posti di lavoro per i vostri figli, invece no, a causa del vostro servilismo, chi sfrutta la vostra credulità accumula ricchezze, ridendo per la vostra ingenuità.
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La Chiesa Cattolica per ottenere la stessa cifra dovrebbe chiedere ai suoi teorici 15 milioni di seguaci italiani di versare ALMENO 200 euro l'anno a persona. Meno di 20 euro al mese. Come fanno quasi tutte le religioni e associazioni di tutto il mondo.
In Italia però, c'è da giurarci, se le contribuzioni fossero LIBERE, sarebbe VISIBILE il mancato consenso della gente, compresi quelli che fanno la gita a Roma per vedere il papa che si affaccia dalla finestra, tra un panino e una visita al Colosseo.
TURISMO, più che religiosità!
Eppure, chi vuole la Chiesa Cattolica se la dovrebbe pagare!
E' un principio anche evangelico, tra l'altro. Persino l'apostolo Paolo, il vero fondatore del cristianesimo, rifiutò il sostegno economico delle comunità cristiane e fra una predica e l'altra fabbricava TENDE, come ci informano gli Atti degli apostoli.
Cattolici, pagate il conto della vostra costosa chiesa oppure pregate a casa, nella vostra camera, chiusi a chiave, come ha insegnato Gesù.
Risanerete l'economia italiana e al tempo stesso (se ancora ce l'avete) la vostra coscienza, sia di credenti che di cittadini.
Fonte: www.cristianesimo.it
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AVE MARIA PIENA DI
ELETTROSMOG
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Roma - Suscita attenzione e interesse la sentenza con cui la Terza sezione penale della Cassazione ha annullato le sentenze di appello che avevano archiviato lo scorso giugno il caso giudiziario italiano più clamoroso in materia di elettrosmog, quello intentato contro Radio Vaticana.
La celebre emittente è stata accusata per lunghi anni per i suoi impianti situati tra Roma e Bracciano, nella zona di Cesano ed Anguillara, un’area che secondo numerosi abitanti è sottoposta ad inquinamento elettromagnetico provocato proprio dagli impianti, dotati di particolare potenza.
(…) A latere di questo caso, comunque, procede un altro filone di inchiesta che riguarda l’area di Cesano e La Storta: secondo l’accusa, le emissioni di Radio Vaticana, così come quelle di un impianto della Marina Militare, sarebbero alla base dell’alta incidenza di leucemie letali riscontrate nella zona.
Radio Vaticana non ha accettato di buon grado la sentenza della Cassazione e promette ancora battaglie legali.
Ma non vi sembra davvero il colmo che per diffondere nell’etere preghiere e salmi si debba mettere a repentaglio la salute delle persone?
Fonte:
www.calaminta.net
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CHIESA E PEDOFILIA
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Usa: risarcimento da 37 milioni di dollari a vittime abusi sessuali da diocesi Iowa
04 dicembre 2007
NEW YORK - La diocesi cattolica di Davenport, nell'Iowa, risarcira' 37 milioni di dollari alle vittime di abusi sessuali commessi da membri dell'istituto. L'accordo evitera' alla diocesi di finire in bancarotta. I soldi verranno divisi tra 156 persone che hanno affermato di aver subito abusi da preti e altri operatori della diocesi a partire dalla fine degli anni Trenta. E' il quinto caso in cui una diocesi raggiunge un accordo di questo tipo. (Agr)
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SCANDALO AD ATLANTA:
L'ARCIVESCOVO HA UN FIGLIO
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28 novembre 2007
La famiglia dell'arcivescovo Earl Paulk, alla fine, ha dovuto ammettere tutto pubblicamente, sconvolgendo così tutta la comunità di fedeli. Il 34enne D.E. Paulk, conosciuto da tutti come il nipote del ministro, in realtà è suo figlio.
Per anni infatti il pastore ha intrattenuto una relazione segreta con la moglie del fratello, relazione che ha portato alla nascita di un bambino. A rivelarlo è stato lo stesso dal pulpito della Holy Spirit at Chapel Hill Harvester Church, una delle più grandi chiese nei sobborghi di Atlanta.
Non è la prima volta che l'arcivescovo è al centro di uno scandalo a sfondo sessuale, ma questa volta per il pastore le cose potrebbero mettersi male: in ballo, infatti, c'è un'accusa di spergiuro e falsa testimonianza. La verità è venuta a galla grazie a un test di paternità imposto da un giudice della contea di Cobb che sta appunto indagando sul ministro. Paulk è infatti accusato di aver mentito mentre era sotto giuramento durante un'udienza che lo vedeva imputato proprio assieme al fratello. L'ex impiegata della chiesa Mona Brewer aveva accusato il sacerdote di averla plagiata per ottenere in cambio favori di natura sessuale dal 1989 al 2003, sostenendo che facessero parte del percorso verso la salvezza eterna. Lo scorso gennaio Paulk ha ammesso la relazione, negando invece quella con la cognata.
L'ex nipote ora figlio, che ha scoperto la verità solo ora, ha dichiarato che tutta la vicenda "è stato un male necessario per riportare tutti noi nelle braccia del Signore".
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USA - SUORA
CONDANNATA PER ABUSI SESSUALI
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Norma Giannini, che ora ha 79 anni, ritenuta colpevole di molestie negli anni '60 ai danni di due alunni
MILWAUKEE (Wisconsin) - Un nuovo scandalo sessuale si abbatte sulla chiesa cattolica statunitense. Norma Giannini, una suora italo americana di 79 anni è stata condannata a un anno di reclusione e a dieci con la condizionale per aver abusato ripetutamente di due suoi alunni di 12 e 13 anni negli anni '60. Teatro delle molestie sessuali, descritte come «baci e palpeggiamenti», fu la scuola media cattolica St. Patrick di Milwaukee di cui era suor Norma era la direttrice. Secondo quanto riferisce il "Chicago Tribune" la Giannini ha anche ammesso in un'inchiesta interna dell'arcidiocesi di Milwaukee di aver abusato di almeno altri quattro minori.
NEL 1992 RIMOSSA DALL'INCARICO - I responsabili della prelatura vennero a conoscenza del caso la prima volta nel 1992 ma, come scrive il giornale, non informarono le autorità limitandosi a rimuoverla da ogni incarico. La procura riuscì a istruire il caso solo nel 2005 solo dopo che le vittime, James St.Patrick e Gerald Kobs, denunciarono i fatti.
LE DUE VITTIME - I due, ormai quarantenni, erano presenti in aula al momento della sentenza. Hanno raccontato di come i traumi subiti abbiano condizionato la loro vita e si sono detti delusi dall'entità della pena. Condanna che sarà scontata non in una prigione normale ma in una Casa di Correzione, come ha stabilito il giudice viste le cattive condizioni di salute della suora. Kobs ha spiegato di aver pensato più volte al suicidio mentre St.Patrick ha confessato di aver cercato consolazione dopo la scuola negli stupefacenti e nell'alcol e di aver perso la fede.
Suor Norma, che in aula ha chiesto scusa per gli abusi commessi, originaria di Chicago entrò in convento a 18 anni. Iniziò a insegnare nel 1949 alla St.Paul of the Cross di Park Ridge, e in seguito in altre scuole cattoliche a Chicago e infine nel 1964 arrivò a Milwaukee. Dopo cinque anni tornò in Illinois. Alla psicologa dell'arcidiocesi che gli chiese cosa, secondo lei, i ragazzi pensavano di quello che gli faceva, suor Norma rispose: «Si stavano divertendo...Quanti adolescenti potevano resistere a questa opportunità»
01 febbraio 2008
fonte: www.corriere.it
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IL PAPA: " LA
PROPRIETA' NON E' UN DIRITTO ASSOLUTO "
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Benedetto XVI
CITTA' DEL VATICANO - La proprietà delle ricchezze, secondo l'insegnamento evangelico, non è un diritto assoluto. Lo ricorda il Papa nel messaggio per la Quaresima, che riafferma come la ridistribuzione delle risorse sia un dovere morale sia al livello degli Stati, sia nella vita di ciascuno, attraverso l'elemosina. "Non siamo proprietari - scrive Benedetto XVI - bensì amministratori dei beni che possediamo: essi quindi non vanno considerati come esclusiva proprietà, ma come mezzi attraverso i quali il Signore chiama ciascuno di noi a farsi tramite della sua provvidenza verso il prossimo".
In proposito, il Pontefice cita il Catechismo della Chiesa Cattolica, secondo il quale "i beni materiali rivestono una valenza sociale, secondo il principio della loro destinazione universale".
"Ogni anno - spiega - la Quaresima ci offre una provvidenziale occasione per approfondire il senso e il valore del nostro essere cristiani, e ci stimola a riscoprire la misericordia di Dio perché diventiamo, a nostra volta, più misericordiosi verso i fratelli". E la Chiesa "si preoccupa di proporre alcuni specifici impegni che accompagnino concretamente i fedeli in questo processo di rinnovamento interiore: essi sono la preghiera, il digiuno e l'elemosina", una pratica, quest'ultima, che rappresenta un modo concreto di venire in aiuto a chi è nel bisogno e, al tempo stesso, un esercizio ascetico per liberarsi dall'attaccamento ai beni terreni".
La domanda che faccio al pontefice è:
Puoi dare esempio donando ai poveri le immense ricchezze della chiesa vivendo così lo spirito del vero cristianesimo delle origini? Se si, allora vivi le leggi d'amore donate dal Cristo ai suoi discepoli e che dicono a senso:Non accumulate ricchezze sulla terra che la tignola e la ruggine consumano.....
Ma se non dai esempio, allora le parole che pronunci che valore anno?
Il Cavallo Bianco
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SCANDALI, AFFARI E
MISTERI - TUTTI I SEGRETI DELLO IOR
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L'Istituto Opere Religiose è la banca del Vaticano. In deposito 5 miliardi di euro
Ai correntisti offre rendimenti record, impermeabilità ai controlli e segretezza totale.
di CURZIO MALTESE
LA CHIESA cattolica è l'unica religione a disporre di una dottrina sociale, fondata sulla lotta alla povertà e la demonizzazione del danaro, "sterco del diavolo". Vangelo secondo Matteo: "E' più facile che un cammello passi nella cruna dell'ago, che un ricco entri nel regno dei cieli". Ma è anche l'unica religione ad avere una propria banca per maneggiare affari e investimenti, l'Istituto Opere Religiose.
La sede dello Ior è uno scrigno di pietra all'interno delle mura vaticane. Una suggestiva torre del Quattrocento, fatta costruire da Niccolò V, con mura spesse nove metri alla base. Si entra attraverso una porta discreta, senza una scritta, una sigla o un simbolo. Soltanto il presidio delle guardie svizzere notte e giorno ne segnala l'importanza. All'interno si trovano una grande sala di computer, un solo sportello e un unico bancomat. Attraverso questa cruna dell'ago passano immense e spesso oscure fortune. Le stime più prudenti calcolano 5 miliardi di euro di depositi. La banca vaticana offre ai correntisti, fra i quali come ha ammesso una volta il presidente Angelo Caloia "qualcuno ha avuto problemi con la giustizia", rendimenti superiori ai migliori hedge fund e un vantaggio inestimabile: la totale segretezza. Più impermeabile ai controlli delle isole Cayman, più riservato delle banche svizzere, l'istituto vaticano è un vero paradiso (fiscale) in terra. Un libretto d'assegni con la sigla Ior non esiste. Tutti i depositi e i passaggi di danaro avvengono con bonifici, in contanti o in lingotti d'oro. Nessuna traccia.
Da vent'anni, quando si chiuse il processo per lo scandalo del Banco Ambrosiano, lo Ior è un buco nero in cui nessuno osa guardare. Per uscire dal crac che aveva rovinato decine di migliaia di famiglie, la banca vaticana versò 406 milioni di dollari ai liquidatori. Meno di un quarto rispetto ai 1.159 milioni di dollari dovuti secondo l'allora ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta. Lo scandalo fu accompagnato da infinite leggende e da una scia di cadaveri eccellenti. Michele Sindona avvelenato nel carcere di Voghera, Roberto Calvi impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra, il giudice istruttore Emilio Alessandrini ucciso dai colpi di Prima Linea, l'avvocato Giorgio Ambrosoli freddato da un killer della mafia venuto dall'America al portone di casa.
Senza contare il mistero più inquietante, la morte di papa Luciani, dopo soli 33 giorni di pontificato, alla vigilia della decisione di rimuovere Paul Marcinkus e i vertici dello Ior. Sull'improvvisa fine di Giovanni Paolo I si sono alimentate macabre dicerie, aiutate dalla reticenza vaticana. Non vi sarà autopsia per accertare il presunto e fulminante infarto e non sarà mai trovato il taccuino con gli appunti sullo Ior che secondo molti testimoni il papa portò a letto l'ultima notte.
Era lo Ior di Paul Marcinkus, il figlio di un lavavetri lituano, nato a Cicero (Chicago) a due strade dal quartier generale di Al Capone, protagonista di una delle più clamorose quanto inspiegabili carriere nella storia recente della chiesa. Alto e atletico, buon giocatore di baseball e golf, era stato l'uomo che aveva salvato Paolo VI dall'attentato nelle Filippine. Ma forse non basta a spiegare la simpatia di un intellettuale come Montini, autore della più avanzata enciclica della storia, la Populorum Progressio, per questo prete americano perennemente atteggiato da avventuriero di Wall Street, con le mazze da golf nella fuoriserie, l'Avana incollato alle labbra, le stupende segreterie bionde e gli amici di poker della P2.
Con il successore di papa Luciani, Marcinkus trova subito un'intesa. A Karol Wojtyla piace molto quel figlio di immigrati dell'Est che parla bene il polacco, odia i comunisti e sembra così sensibile alle lotte di Solidarnosc. Quando i magistrati di Milano spiccano mandato d'arresto nei confronti di Marcinkus, il Vaticano si chiude come una roccaforte per proteggerlo, rifiuta ogni collaborazione con la giustizia italiana, sbandiera i passaporti esteri e l'extraterritorialità. Ci vorranno altri dieci anni a Woytjla per decidersi a rimuovere uno dei principali responsabili del crac Ambrosiano dalla presidenza dello Ior. Ma senza mai spendere una parola di condanna e neppure di velata critica: Marcinkus era e rimane per le gerarchie cattoliche "una vittima", anzi "un'ingenua vittima".
Dal 1989, con l'arrivo alla presidenza di Angelo Caloia, un galantuomo della finanza bianca, amico e collaboratore di Gianni Bazoli, molte cose dentro lo Ior cambiano. Altre no. Il ruolo di bonificatore dello Ior affidato al laico Caloia è molto vantato dalle gerarchie vaticane all'esterno quanto ostacolato all'interno, soprattutto nei primi anni. Come confida lo stesso Caloia al suo diarista, il giornalista cattolico Giancarlo Galli, autore di un libro fondamentale ma introvabile, Finanza bianca (Mondadori, 2003). "Il vero dominus dello Ior - scrive Galli - rimaneva monsignor Donato De Bonis, in rapporti con tutta la Roma che contava, politica e mondana. Francesco Cossiga lo chiamava Donatino, Giulio Andreotti lo teneva in massima considerazione. E poi aristocratici, finanzieri, artisti come Sofia Loren. Questo spiegherebbe perché fra i conti si trovassero anche quelli di personaggi che poi dovevano confrontarsi con la giustizia. Bastava un cenno del monsignore per aprire un conto segreto".
A volte monsignor De Bonis accompagnava di persona i correntisti con i contanti o l'oro nel caveau, attraverso una scala, in cima alla torre, "più vicino al cielo". I contrasti fra il presidente Caloia e De Bonis, in teoria sottoposto, saranno frequenti e duri. Commenta Giancarlo Galli: "Un'aurea legge manageriale vuole che, in caso di conflitto fra un superiore e un inferiore, sia quest'ultimo a soccombere. Ma essendo lo Ior istituzione particolarissima, quando un laico entra in rotta di collisione con una tonaca non è più questione di gradi".
La glasnost finanziaria di Caloia procede in ogni caso a ritmi serrati, ma non impedisce che l'ombra dello Ior venga evocata in quasi tutti gli scandali degli ultimi vent'anni. Da Tangentopoli alle stragi del '93 alla scalata dei "furbetti" e perfino a Calciopoli. Ma come appare, così l'ombra si dilegua. Nessuno sa o vuole guardare oltre le mura impenetrabili della banca vaticana.
L'autunno del 1993 è la stagione più crudele di Tangentopoli. Subito dopo i suicidi veri o presunti di Gabriele Cagliari e di Raul Gardini, la mattina del 4 ottobre arriva al presidente dello Ior una telefonata del procuratore capo del pool di Mani Pulite, Francesco Saverio Borrelli: "Caro professore, ci sono dei problemi, riguardanti lo Ior, i contatti con Enimont...". Il fatto è che una parte considerevole della "madre di tutte le tangenti", per la precisione 108 miliardi di lire in certificati del Tesoro, è transitata dallo Ior. Sul conto di un vecchio cliente, Luigi Bisignani, piduista, giornalista, collaboratore del gruppo Ferruzzi e faccendiere in proprio, in seguito condannato a 3 anni e 4 mesi per lo scandalo Enimont e di recente rispuntato nell'inchiesta "Why Not" di Luigi De Magistris. Dopo la telefonata di Borrelli, il presidente Caloia si precipita a consulto in Vaticano da monsignor Renato Dardozzi, fiduciario del segretario di Stato Agostino Casaroli. "Monsignor Dardozzi - racconterà a Galli lo stesso Caloia - col suo fiorito linguaggio disse che ero nella merda e, per farmelo capire, ordinò una brandina da sistemare in Vaticano. Mi opposi, rispondendogli che avrei continuato ad alloggiare all'Hassler. Tuttavia accettai il suggerimento di consultare d'urgenza dei luminari di diritto. Una risposta a Borrelli bisognava pur darla!". La risposta sarà di poche ma definitive righe: "Ogni eventuale testimonianza è sottoposta a una richiesta di rogatoria internazionale".
I magistrati del pool valutano l'ipotesi della rogatoria. Lo Ior non ha sportelli in terra italiana, non emette assegni e, in quanto "ente fondante della Città del Vaticano", è protetto dal Concordato: qualsiasi richiesta deve partire dal ministero degli Esteri. Le probabilità di ottenere la rogatoria in queste condizioni sono lo zero virgola. In compenso l'effetto di una richiesta da parte dei giudici milanesi sarebbe devastante sull'opinione pubblica. Il pool si ritira in buon ordine e si accontenta della spiegazione ufficiale: "Lo Ior non poteva conoscere la destinazione del danaro".
Il secondo episodio, ancora più cupo, risale alla metà degli anni Novanta, durante il processo per mafia a Marcello Dell'Utri. In video conferenza dagli Stati Uniti il pentito Francesco Marino Mannoia rivela che "Licio Gelli investiva i danari dei corleonesi di Totò Riina nella banca del Vaticano". "Lo Ior garantiva ai corleonesi investimenti e discrezione". Fin qui Mannoia fornisce informazioni di prima mano. Da capo delle raffinerie di eroina di tutta la Sicilia occidentale, principale fonte di profitto delle cosche. Non può non sapere dove finiscono i capitali mafiosi. Quindi va oltre, con un'ipotesi. "Quando il Papa (Giovanni Paolo II, ndr) venne in Sicilia e scomunicò i mafiosi, i boss si risentirono soprattutto perché portavano i loro soldi in Vaticano. Da qui nacque la decisione di far esplodere due bombe davanti a due chiese di Roma". Mannoia non è uno qualsiasi.
E' secondo Giovanni Falcone "il più attendibile dei collaboratori di giustizia", per alcuni versi più prezioso dello stesso Buscetta. Ogni sua affermazione ha trovato riscontri oggettivi. Soltanto su una non si è proceduto ad accertare i fatti, quella sullo Ior. I magistrati del caso Dell'Utri non indagano sulla pista Ior perché non riguarda Dell'Utri e il gruppo Berlusconi, ma passano le carte ai colleghi del processo Andreotti. Scarpinato e gli altri sono a conoscenza del precedente di Borrelli e non firmano la richiesta di rogatoria. Al palazzo di giustizia di Palermo qualcuno in alto osserva: "Non ci siamo fatti abbastanza nemici per metterci contro anche il Vaticano?".
Sulle trame dello Ior cala un altro sipario di dieci anni, fino alla scalata dei "furbetti del quartierino". Il 10 luglio dell'anno scorso il capo dei "furbetti", Giampiero Fiorani, racconta in carcere ai magistrati: "Alla Bsi svizzera ci sono tre conti della Santa Sede che saranno, non esagero, due o tre miliardi di euro". Al pm milanese Francesco Greco, Fiorani fa l'elenco dei versamenti in nero fatti alle casse vaticane: "I primi soldi neri li ho dati al cardinale Castillo Lara (presidente dell'Apsa, l'amministrazione del patrimonio immobiliare della chiesa, ndr), quando ho comprato la Cassa Lombarda. M'ha chiesto trenta miliardi di lire, possibilmente su un conto estero".
Altri seguiranno, molti a giudicare dalle lamentele dello stesso Fiorani nell'incontro con il cardinale Giovanni Battista Re, potente prefetto della congregazione dei vescovi e braccio destro di Ruini: "Uno che vi ha sempre dato i soldi, come io ve li ho sempre dati in contanti, e andava tutto bene, ma poi quando è in disgrazia non fate neanche una telefonata a sua moglie per sapere se sta bene o male".
Il Vaticano molla presto Fiorani, ma in compenso difende Antonio Fazio fino al giorno prima delle dimissioni, quando ormai lo hanno abbandonato tutti. Avvenire e Osservatore Romano ripetono fino all'ultimo giorno di Fazio in Bankitalia la teoria del "complotto politico" contro il governatore. Del resto, la carriera di questo strano banchiere che alle riunioni dei governatori centrali non ha mai citato una volta Keynes ma almeno un centinaio di volte le encicliche, si spiega in buona parte con l'appoggio vaticano. In prima persona di Camillo Ruini, presidente della Cei, e poi di Giovanni Battista Re, amico intimo di Fazio, tanto da aver celebrato nel 2003 la messa per il venticinquesimo anniversario di matrimonio dell'ex governatore con Maria Cristina Rosati.
Naturalmente neppure i racconti di Fiorani aprono lo scrigno dei segreti dello Ior e dell'Apsa, i cui rapporti con le banche svizzere e i paradisi fiscali in giro per il mondo sono quantomeno singolari. E' difficile per esempio spiegare con esigenze pastorali la decisione del Vaticano di scorporare le Isole Cayman dalla naturale diocesi giamaicana di Kingston, per proclamarle "missio sui iuris" alle dirette dipendenze della Santa Sede e affidarle al cardinale Adam Joseph Maida, membro del collegio dello Ior.
Il quarto e ultimo episodio di coinvolgimento dello Ior negli scandali italiani è quasi comico rispetto ai precedenti e riguarda Calciopoli. Secondo i magistrati romani Palamara e Palaia, i fondi neri della Gea, la società di mediazione presieduta dal figlio di Moggi, sarebbero custoditi nella banca vaticana. Attraverso i buoni uffici di un altro dei banchieri di fiducia della Santa Sede dalla fedina penale non immacolata, Cesare Geronzi, padre dell'azionista di maggioranza della Gea. Nel caveau dello Ior sarebbe custodito anche il "tesoretto" personale di Luciano Moggi, stimato in 150 milioni di euro. Al solito, rogatorie e verifiche sono impossibili. Ma è certo che Moggi gode di grande considerazione in Vaticano. Difeso dalla stampa cattolica sempre, accolto nei pellegrinaggi a Lourdes dalla corte di Ruini, Moggi è da poco diventato titolare di una rubrica di "etica e sport" su Petrus, il quotidiano on-line vicino a papa Benedetto XVI, da dove l'ex dirigente juventino rinviato a giudizio ha subito cominciato a scagliare le prime pietre contro la corruzione (altrui).
Con l'immagine di Luciano Moggi maestro di morale cattolica si chiude l'ultima puntata dell'inchiesta sui soldi della Chiesa. I segreti dello Ior rimarranno custoditi forse per sempre nella torre-scrigno. L'epoca Marcinkus è archiviata ma l'opacità che circonda la banca della Santa Sede è ben lontana dallo sciogliersi in acque trasparenti. Si sa soltanto che le casse e il caveau dello Ior non sono mai state tanto pingui e i depositi continuano ad affluire, incoraggiati da interessi del 12 per cento annuo e perfino superiori. Fornire cifre precise è, come detto, impossibile. Le poche accertate sono queste. Con oltre 407 mila dollari di prodotto interno lordo pro capite, la Città del Vaticano è di gran lunga lo "stato più ricco del mondo", come si leggeva nella bella inchiesta di Marina Marinetti su Panorama Economy. Secondo le stime della Fed del 2002, frutto dell'unica inchiesta di un'autorità internazionale sulla finanza vaticana e riferita soltanto agli interessi su suolo americano, la chiesa cattolica possedeva negli Stati Uniti 298 milioni di dollari in titoli, 195 milioni in azioni, 102 in obbligazioni a lungo termine, più joint venture con partner Usa per 273 milioni.
Nessuna autorità italiana ha mai avviato un'inchiesta per stabilire il peso economico del Vaticano nel paese che lo ospita. Un potere enorme, diretto e indiretto. Negli ultimi decenni il mondo cattolico ha espugnato la roccaforte tradizionale delle minoranze laiche e liberali italiane, la finanza. Dal tramonto di Enrico Cuccia, il vecchio azionista gran nemico di Sindona, di Calvi e dello Ior, la "finanza bianca" ha conquistato posizioni su posizioni. La definizione è certo generica e comprende personaggi assai distanti tra loro. Ma tutti in relazione stretta con le gerarchie ecclesiastiche, con le associazioni cattoliche e con la prelatura dell'Opus Dei. In un'Italia dove la politica conta ormai meno della finanza, la chiesa cattolica ha più potere e influenza sulle banche di quanta ne avesse ai tempi della Democrazia Cristiana.
(Hanno collaborato Carlo Pontesilli e Maurizio Turco)
(26 gennaio 2008)
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LA CHIESA CATTOLICA
A CONFRONTO CON LA BIBBIA
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da uno scritto di Claudia Guiati
Questo breve esame delle dottrine cattoliche a confronto con il Cristianesimo insegnato dalla Parola di Dio ha lo scopo di fare riflettere ognuno di noi, e soprattutto quanti con sincerità appartengono alla chiesa cattolica. Questa esposizione, con tutti i suoi limiti di concisione, vuole risvegliare l'interesse per la conoscenza della Bibbia nel cuore dei praticanti sinceri di questa religione secolare, affinché conoscano la verità e la salvezza che sono in Gesù Cristo.
Le preghiere liturgiche
325 d.C. - prima formulazione del Credo cattolico
4° sec. d.C. - si comincia a praticare il segno della croce
11° sec. d.C. - l'Ave Maria diventa una preghiera rituale
1090 d.C. - Pietro l'Eremita introduce l'uso del rosario in grani per la ripetizione delle preghiere
16° sec. - il finale “Maria Madre di Dio, prega per noi peccatori ora e nell'ora della nostra morte” viene aggiunto all'Ave Maria
… e la Bibbia?
La Bibbia afferma che Dio deplora le preghiere che non sorgono spontaneamente dal cuore, quelle che vengono ripetute o vengono recitate nel quadro di un servizio religioso.
“Il Signore ha detto: «Poiché questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini.”
(Isaia 29:13)
Gesù disse: “Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole.”
(Matteo 6:7)
I preti
3° sec. d.C. - la parola “prete” viene usata per la prima volta per indicare un ministro di culto
500 d.C. - il termine “papa” viene riservato al vescovo di Roma
500 d.C. - appaiono i vestiti ecclesiastici, resti dell'antico costume sacerdotale del paganesimo romano
1563 d.C. - il concilio di Trento condanna la dottrina Biblica, secondo la quale tutti i credenti sono sacerdoti nel nuovo patto
… e la Bibbia?
La Bibbia afferma che tutti i veri credenti sono sacerdoti in Cristo: “A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno e dei sacerdoti del Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.”
(Apocalisse 1:5-6)
Inoltre Gesù ha detto: “Ma voi non vi fate chiamare "Maestro"; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo; ma il maggiore tra di voi sia vostro servitore.Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato.”
(Matteo 23:8-12)
Luoghi e oggetti di culto
4° secolo - si comincia ad usare l'incenso durante il culto, e l'acqua benedetta
4° secolo - Paolino, vescovo di Nola introduce il culto delle immagini e delle statue nelle chiese
600 d.C. - culto in lingua latina che diventa la lingua liturgica
600 d.C. - inizia il “culto dei luoghi” ed il pellegrinaggio alle tombe dei martiri, ed il “culto delle reliquie”
11° sec. d.C. - si inizia ad usare un altare per la celebrazione della messa
12° sec. d.C. - viene adottato ufficialmente il rosario di origine musulmana o buddista
… e la Bibbia?
La Bibbia insegna a non adorare le immagini e le statue: “Non avere altri dèi oltre a me. Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra.”
(Esodo 20:2-4)
Gesù disse: “Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità».
(Giovanni 4:23-24)
("in spirito", ossia sotto la guida dello Spirito Santo, e "in verità", ossia sotto la guida della Parola di Dio, che è verità, Giov. 17:17)
“Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d'uomo; e non è servito dalle mani dell'uomo.”
(Atti 17:24)
…tutto il resto è idolatria!
Culto della Madonna
374 d.C. - Epifano dichiara Maria perpetuamente vergine
4° sec. d.C. - si sviluppa il culto della Vergine
431 d.C. - al concilio di Efeso, Maria viene dichiarata Madre di Dio. È l'adattamento cattolico del culto mitologico della dea Diana
500 d.C. - prima festa in onore di Maria
1160 d.C. - per la prima volta compare l'idea dell'immacolata concezione
1477 d.C. - Sisto IV ufficializza l'immacolata concezione di Maria
1891 - Leone XIII istituisce la vergine mediatrice: si può arrivare a Cristo solo per mezzo di sua madre
1943 - Pio XII dichiara Maria co-redentrice con Gesù (partecipa all'espiazione dei peccati degli uomini con Gesù)
1946 - “Santa Maria di Fatima” viene incoronata regina del mondo
1968 - Paolo VI riconferma la co-redenzione di Maria
1986 - Giovanni Paolo II consacra il mondo a Maria di Fatima
… e la Bibbia?
Nessun versetto della Bibbia afferma che bisogna rendere un culto a Maria.
Anzi, Gesù non la chiama mai “madre”, ma semplicemente “donna”: “Gesù le disse: Che c'è fra me e te, o donna?”
(Giovanni 2:4)
“Dalla folla una donna alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti portò e le mammelle che tu poppasti!» Ma egli disse: «Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!»”
(Luca 11:27-28)
Maria stessa non pretese mai adorazione, anzi disse: "Fate tutto quel che vi dirà [Gesù]" (Giovanni 2:5).
Non possiamo dunque rendere alcuna forma di culto a Maria, in quanto solo Dio è degno della nostra lode e adorazione:
“Allora Gesù gli disse: Vattene, Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi il culto".
(Matteo 4:10)
Maria non può essere co-redentrice con Gesù in quanto la Bibbia afferma:
“C'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato sé stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa è la testimonianza resa a suo tempo.”
(1 Timoteo 2:5-6)
Gesù disse:
“Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.”
(Giovanni 14:6)
La Bibbia afferma che non si può essere salvati per mezzo di Maria:
“In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati.”
(Atti 4:12)
Per quanto riguarda la "perpetua verginità" di Maria, la Bibbia afferma:
“Giuseppe… prese con sé sua moglie; e non ebbe con lei rapporti coniugali finché ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù.”
(Matteo 1:24-25)
La Bibbia nega anche l'immacolata concezione:
“Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.”
(Romani 3:23-24)
Dunque come tutti anche Maria è nata nel peccato. Infatti in Luca 1:47 ella riconosce Dio come suo personale Salvatore: anche lei aveva bisogno di essere salvata: “L'anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore.”
La salvezza per mezzo delle opere
1563 d.C. - il concilio di Trento afferma ufficialmente che la salvezza dell'anima si ottiene per mezzo delle opere buone e non per la sola fede in Cristo
… e la Bibbia?
Contrariamente all'opinione largamente diffusa, dovuta all'influenza di tutte le religioni, l'uomo non è salvato per mezzo delle opere. Le opere non sono né il fondamento né un ingrediente più o meno essenziale della salvezza, ma sono soltanto i frutti che nascono spontaneamente da un'anima già salvata per sola grazia e fede nell'opera del Signore Gesù.
La Bibbia afferma categoricamente che la salvezza è interamente per grazia:
“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti.”
(Efesini 2:8-9)
Siamo resi giusti davanti a Dio non per delle opere buone, ma per mezzo della fede in Gesù Cristo:
“Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio.”
(Romani 5:1-2)
La salvezza di Dio è un dono gratuito, e non qualcosa da conquistare con dei meriti o degli sforzi personali:
“Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.”
(Romani 6:23)
“Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati.”
(Romani 10:9-10)
Conclusione
Queste sono solo le più importanti dottrine del Cattolicesimo Romano, che come abbiamo visto sono molto diverse dagli insegnamenti che il Signore ci ha dato nella sua Parola. Sarebbe interessante parlare anche della "transustanziazione", del "papato", della proibizione della lettura della Bibbia per secoli, del celibato dei preti, della Controriforma con le sue persecuzioni, e delle tante altre dottrine non bibliche insegnate dal Cattolicesimo Romano.
Ma credo che, se hai letto fino in fondo questa serie di accostamenti tra le dottrine del Cattolicesimo Romano e la Parola di Dio, tu abbia nel cuore il desiderio di verità: la sola cosa da fare è leggere la tua Bibbia e chiedere con sincerità a Dio di riverlarti il Suo pensiero e la salvezza che ti offre in Cristo Gesù... e Lui lo farà, perché ti ama!
Si
vedano anche:
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I SISTEMI DI TORTURA DELLA CHIESA
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"Io voglio scrivere su tutti i muri ovunque siano muri [...] Io chiamo il
cristianesimo unica grande maledizione, unica grande intima perversione, unico
grande istinto di vendetta [...] Io lo chiamo unico imperituro marchio
d'abbominio dell'umanità...".
FONTE: F.W. Nietzsche, L'Anticristo, TEN, 2a ediz., 1992, pag. 92-93.
Ecco alcuni strumenti e sistemi di tortura che la Chiesa ha utilizzato per commettere i
suoi efferati "crimini contro l'umanità" durante la Santa Inquisizione. Crimini rimasti
impuniti!
Il Topo
Tortura applicata a streghe ed eretici. Un topo vivo veniva inserito nella vagina o nell'ano
con la testa rivolta verso gli organi interni della vittima e spesso, l'apertura veniva cucita.
La bestiola, cercando affannosamente una via d'uscita, graffiava e rodeva le carni e gli
organi dei suppliziati. Chissà come i disgraziati riuscissero a sopportare il terrore
provocato alla sola vista del topo che da li a poco sarebbe entrato nel suo corpo.
Dissanguamento
Era una credenza comune che il potere di una strega potesse essere annullato dal
dissanguamento o dalla purificazione tramite fuoco del suo sangue. Le streghe
condannate erano "segnate sopra il soffio" (sfregiate sopra il naso e la bocca) e lasciate a
dissanguare fino alla morte.
Il Rogo
Una delle forme più antiche di punizione delle streghe era la morte per mezzo di roghi,
un destino riservato anche agli eretici. Il rogo spesso era una grande manifestazione
pubblica. L'esecuzione avveniva solitamente dopo breve tempo dall'emissione della
sentenza. In Scozia, il rogo di una strega era preceduto da giorni di digiuno e di solenni
prediche. La strega prima veniva strangolata e poi il suo corpo (In stato di
semiincoscienza) era scaricato in un barile di catrame prima di venire legato a un palo e
messo a fuoco. Se la strega, nonostante tutto, riusciva a liberarsi e a tirarsi fuori dalle
fiamme, la gente la respingeva dentro.
Le Turcas
Questo mezzo era usato per lacerare e strappare le unghie. Dopo lo strappo, degli aghi
venivano solitamente inseriti nelle estremità delle falangi. La Fanciulla di Ferro o Vergine di Norimberga
L'idea di meccanizzare la tortura è nata in Germania; è li che ha avuto origine "la Vergine di Norimberga". Fu così
battezzata perchè, vista dall'esterno, le sue sembianze erano quelle di una ragazza bavarese, e inoltre perchè il
suo prototipo venne costruito ed impiantato nei sotterranei del tribunale segreto di quella città. Era una specie di
contenitore di metallo con porte pieghevoli; il condannato veniva rinchiuso all'interno, dove affilatissimi aculei
trafiggevano il corpo dello sventurato in tutta la sua lunghezza. La disposizione di questi ultimi era così ben
congegnata che, pur penetrando in varie parti del corpo, non trafiggevano organi vitali, quindi la vittima era
destinata ad una lunga ed atroce agonia.
Pulizia Dell'Anima
Era spesso creduto, nei paesi cattolici, che l'anima di una
strega o di un eretico fosse corrotta, sporca e covo di quanto di contrario ci fosse al mondo. Per pulirla prima del
giudizio, qualche volta le vittime erano forzate a ingerire acqua calda, carbone, perfino sapone. La famosa frase
"sciacquare la bocca con il sapone"' che si usa oggi, risale proprio a questa tortura.
Il Triangolo
Altro terribile strumento di tortura analogo alla "pera" e
all'"impalamento". L'accusato veniva spogliato e issato su u
fissato un grosso oggetto piramidale di ferro. La presunta strega veniva fatta sedere in
modo che la punta entrasse nel retto o nella vagina. Alla fine alla poveretta venivano
fissati dei pesi alle mani e ai piedi...
Immersione Dello Sgabello
Questa era una punizione che più spesso era usata nei confronti delle donne.
Volgarmente sgradevole, e spesso fatale, la donna veniva legata a un sedile che
impediva ogni movimento delle braccia. Questo sedile veniva poi immerso in uno stagno
o in un luogo paludoso. Varie donne anziane che subirono questa tortura morirono per lo
shock provocato dall'acqua gelida. La Vergine di Norimberga un palo alla cui estremità era
Impalamento
Questo strumento, riservato per lo più ai sospetti di
stregoneria o agli eretici, era realizzato in tre diverse versioni. La prima consisteva in un blocco di legno a forma
di piramide, mentre la seconda, meno letale, aveva l'aspetto di un cavalletto a costa tagliente.
In ambedue i casi, l'indiziata veniva posta a cavalcioni di tale strumento sino a far penetrare la punta, nel primo
caso, o lo spigolo nel secondo, direttamente nelle carni, squassando in modo spesso permanente, gli organi
genitali. Quasi sempre poi venivano aggiunti dei pesi alle caviglie e sistemati scrupolosamente dei braceri o delle
fiaccole accese sotto ai piedi. La terza versione è una delle più rivoltanti e vergognose torture concepite dalla mente
umana. Veniva attuata per mezzo di un palo aguzzo inserito nel retto della presunta strega, forzato a passare
lungo il corpo per fuoriuscire dalla testa o dalla gola. Il palo era poi invertito e piantato nel terreno, così, queste
miserabili vittime, quando non avevano la fortuna di morire subito, soffrivano per alcuni giorni prima di spirare.
Tutto ciò veniva fatto ed esposto pubblicamente.
La Strappata
Una delle più comuni e anche una delle tecniche più facili. L'accusato veniva legato a una
fune e issato su una sorta di carrucola. L'esecutore faceva il resto tirando e lasciando di
colpo la corda e slogando, così, le articolazioni.
Lo Squassamento
Era una forma di tortura usata insieme alla 'strappata'. L'accusato qui veniva sempre
issato sulla carrucola, ma con dei pesi legati al suo corpo che andavano dai 25 ai 250
chili. Le conseguenze erano gravissime.
La Culla Della Strega
Questa era una tortura a cui venivano sottoposte solamente le streghe. La strega veniva
chiusa in un sacco poi legato a un ramo e veniva fatta continuamente oscillare.
Apparentemente non sembra una tortura ma il dondolìo causava profondo
disorientamento e aiutava a indurre a confessare. Vari soggetti hanno anche sofferto
durante questa tortura di profonde allucinazioni. Ciò sicuramente ha contribuito a colorire
le loro confessioni. Palo a forma di piramide
Mastectomia
Alcune torture erano elaborate non solo per infliggere
dolore fisico ma anche per sconvolgere la mente delle vittime. La mastectomia era una di queste: la carne delle
donne era lacerata per mezzo di tenaglie, a volte arroventate. Uno dei più famosi casi che si conosca in cui
fu usata questa tortura era quello di Anna Pappenheimer. Dopo essere già stata torturata con lo strappado, fu
spogliata, i suoi seni furono strappati e, davanti ai suoi occhi, furono spinti a forza nelle bocche dei suoi figli
adulti... Questa vergogna era più di una tortura fisica; l'esecuzione faceva una parodia sul ruolo di madre e
nutrice della donna, imponendole un'estrema umiliazione. Annodamento Questa era una tortura specifica per le donne. Si attorcigliavano strettamente i capelli
Tenaglia
delle streghe a un bastone. Quando l'inquisitore non riusciva ad ottenere una
testimonianza si serviva di questa tortura; robusti uomini ruotavano l'attrezzo in modo
veloce provocando un enorme dolore e in alcuni casi arrivando a togliere lo scalpo e
lasciando il cranio scoperto.
La Garrotta
Non è altro che un palo con un anello in ferro collegato. Alla vittima, seduta o in piedi,
veniva fissato questo collare che veniva stretto poi per mezzo di viti o di una fune.
Spesso si rompevano le ossa della colonna vertebrale.
Il Forno
Questa barbara sentenza era eseguita in Nord Europa e assomiglia ai forni crematori dei
nazisti. La differenza era che nei campi di concentramento le vittime erano uccise prima
di essere cremate (Ma non sempre).
Il Supplizio Del Trono
Questo attrezzo consisteva in una specie di seggiola
gogna, sarcasticamente definita "trono". L'imputata veniva posta in posizione capovolta, con i piedi bloccati nei ceppi
di legno. Era questa una delle torture preferite da quei giudici che intendevano attenersi alla legge. Difatti la
legislazione che regolamentava l'uso della tortura, prevedeva che si potesse effettuare una sola seduta,
durante l'interrogatorio della sospetta. Malgrado ciò, la maggioranza degli inquisitori ovviava a questa normativa,
definendo le successive applicazioni di tortura, come semplici continuazioni della prima. L'uso di questo
strumento invece, permetteva di dichiarare una sola effettiva seduta, sorvolando sul fatto che questa fosse
magari durata dieci giorni. Il "trono", non lasciando segni permanenti sul corpo della vittima, si prestava
particolarmente ad un uso prolungato. E' da notare che, talvolta, unicamente a questo supplizio, venivano
effettuate, sulla presunta strega, anche le torture dell'acqua o dei ferri roventi.
La Pressa
Anche conosciuta come pena forte et dura, era una
sentenza di morte. Adottata come misura giudiziaria durante il quattordicesimo secolo, raggiunse il suo apice
durante il regno di Enrico IV. In Bretagna venne abolita n
1772.
La Cremagliera
Era un modo semplice e popolare per estorcere confessioni. La vittima veniva legata su
una tavola, caviglie e polsi. Rulli erano passati sopra la tavola (E in modo preciso sul
corpo) fino a slogare tutte le articolazioni.
La Pera
La Pera era un terribile strumento che veniva impiegato il più delle volte per via orale. La
pera era usata anche nel retto e nella vagina. Questo strumento era aperto con un giro di
vite da un minimo, a un massimo dei suoi segmenti. L'interno della cavità in questione
era orrendamente mutilato e spesso mortalmente. I rebbi costruiti alla fine dei segmenti
servivano meglio per strappare e lacerare la gola o gli intestini. Quando applicato alla
vagina i chiodi dilaniavano la cervice della povera donna. Questa era una pena riservata a
quelle donne che intrattenevano rapporti sessuali col Maligno o i suoi familiari.
Sedia Delle Streghe
La sedia inquisitoria, comunemente detta sedia delle
streghe, era un rimedio molto apprezzato per l'ostinato silenzio di talune indiziate di stregoneria. Tale attrezzo, p
universalmente diffuso, fu particolarmente sfruttato dagli inquisitori austriaci. La sedia era di varie dimensioni,
diverse forge e fantasiose varianti; tutte comunque chiodate, fornite di manette o blocchi per immobilizzare la
vittima ed, in svariati casi, aveva il pianale di seduta in ferro, così da poterlo arroventare. Vengono riportate
notizie di processi dai quale risulta come l'uso di questo strumento potesse venir prolungato, sino a trasformarsi in
vera e propria pena capitale.
La Ruota
In Francia e Germania la ruota era popolare come pena
capitale. Era simile alla crocifissione. Alle presunte streghe ed eretici venivano spezzati gli arti e il corpo veniva
sistemato tra i raggi della ruota che veniva poi fissata su un palo. L'agonia era lunghissima e poteva anche durare
dei giorni.
Tormentum Insominae
Consisteva nel privare le streghe del sonno. La vittima, legata, era costretta a immersioni
nei fossati anche durante tutta la notte per evitare che si addormentasse.
Ordalia Del Fuoco
Prima di iniziare l'ordalìa del fuoco tutte le persone coinvolte dovevano prendere parte a
un rito religioso. Questo rito durava tre giorni e gli accusati dovevano sopportare
benedizioni, esorcismi, preghiere, digiuni e dovevano prendere i sacramenti. Dopodiché si
veniva sottoposti all'ordalìa: gli accusati dovevano trasportare un pezzo di ferro rovente
per una certa distanza. Il peso di questo peso era variabile: si andava da un minimo di
circa mezzo chilo per reati minori, fino a un chilo e mezzo. Un altro tipo di ordalìa del
fuoco consisteva nel camminare bendati e nudi sopra i carboni ardenti. Le ferite venivano
coperte e dopo tre giorni una giuria controllava se l'accusato era colpevole o innocente.
Se le ferite non erano rimarginate l'accusato era colpevole, altrimenti era considerato
innocente. Si poteva aver salva la vita, però, corrompendo i clerici che dovevano officiare
la prova: si poteva fare in modo che ferro e carboni avessero una temperatura
sufficientemente tollerabile.
Ordalia Dell'Acqua
In questo tipo di ordalìa l'acqua simboleggia il diluvio dell'Antico Testamento. Come il
diluvio spazzò via i peccati anche l'acqua 'pulirà' la strega. Dopo tre giorni di penitenze
l'accusata doveva immergere le mani in acqua bollente, alla profondità dei polsi. Spesso
erano costrette a immergerle fino ai gomiti. Si aspettava poi tre giorni per valutare le
colpe dell'accusata (Come per l'ordalìa del fuoco). Veniva messa in pratica anche
un'ordalìa dell'acqua fredda. Alla strega venivano legate le mani con i piedi con una fune,
in modo tale che la posizione non fosse certo propizia per rimanere a galla. Dopodiché
veniva immersa in acqua; se galleggiava era sicuramente una strega in quanto l'acqua
'rifiutava' una creatura demoniaca, se andava a fondo era innocente ma difficilmente
sarebbe stata salvata in tempo.
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STATO ITALIANO
CONTRO STATO VATICANO
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Bagarre diplomatica per Radio Vaticana
La Santa Sede rifiuta la notifica della citazione a giudizio, invocando la non ingerenza italiana. "Temiamo che ciò comprometta i rapporti col vostro Paese". Ma a Roma, sotto le antenne, i computer si accendono da soli.
A cura di Barbara Acquaviti
ROMA-Non bastano le interferenze nei citofoni, i computer che si accendono all'improvviso nella notte. Sembra un'area off limits Ponte Galeria, estrema periferia di Roma. Sorgono qui le antenne di Radio Vaticana. La gente racconta di televisioni che cambiano canale senza comandi, di cellulari che impazziscono, di telefoni che trasmettono, all'improvviso, il rosario. Le analisi ambientali hanno riscontrato una quantità elevatissima di onde elettromagnetiche. Ma non basta neppure questo.
Più forte di tutto sono le convenzioni tra l'Italia e la Santa Sede e la necessità di rispettare i patti lateranensi, secondo i quali la zona in cui sorge l'antenna gode di extra territorialità .
E se l'Italia cita in giudizio i responsabili dell'emittente per elettrosmog, la Santa Sede risponde rifiutando la notifica della citazione a giudizio con la conseguenza immediata di far saltare il processo in programma per il prossimo 12 marzo: l'Italia, ha sempre sostenuto il Vaticano, non ha giurisdizione sul caso.
Sul banco degli imputati sarebbero dovuti salire Pasquale Borgomeo, direttore generale dell'emittente, padre Roberto Tucci, presidente del Comitato di gestione, e Costantino Pacifici, vicedirettore della direzione tecnica. L'accusa per tutti è quella di essere responsabili di immissioni elettromagnetiche che superano i limiti di "sei volt metro" stabiliti dalla legge 381 del '98, raggiungendo in alcuni casi anche la soglia di esposizione dei 20 volt/metro. A questo punto, il pubblico ministero Gianfranco Amendola, che da tempo a Roma porta avanti una battaglia contro l'elettrosmog, potrebbe decidere di procedere in altro modo.
La posizione assunta da Radio Vaticana non è comunque una novità . Più volte i vertici dell'emittente avevano invocato la non ingerenza della giurisdizione italiana sottolineando la non imputabilità di coloro che sono impiegati in enti legati alla Chiesa. Ma questa volta c'è qualcosa di più. Attraverso la lettera inviata all'ambasciatore Nicola Avogadro, la segreteria della Santa Sede si dice preoccupata che la vicenda giudiziaria "non contribuisca a favorire una prosecuzione serena dei lavori della commissione bilaterale", quella, cioè, in cui Italia e Santa Sede stanno lavorando insieme per trovare una soluzione.
Le vie diplomatiche non hanno finora però portato allo scioglimento del nodo. A dicembre la commissione ambiente del Parlamento aveva chiesto, con una risoluzione, che Radio Vaticana abbassasse le emissioni di onde elettromagnetiche, proprio per accelerare le trattative in corso tra i due Stati. Anche perchè, se i potentissimi tarlicci dell'emittente, capaci di trasmettere in tutto il mondo, si trovano in una zona extra
territoriale, gli effetti negativi si ripercuotono su una zona tra la Braccianese e la Cassia, che invece ricade nel territorio italiano.
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LISTA DELLE ERESIE E
DELLE INVENZIONI UMANE ADOTTATE E PERPETRATE DALLA CHIESA
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Abbiamo ricevuto qualche giorno fa, in maniera assolutamente anonima, un documento sulle presunte «Eresie» che la Chiesa di Roma avrebbe perpetrato in oltre 1600 anni di storia. Un documento redatto da un Cardinale che, come potrete leggere, è decisamente inquietante!
Come lo abbiamo ricevuto, lo presentiamo, lasciando al lettore ogni commento e/o interpretazione.
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Lista delle Eresie e delle invenzioni umane adottate e perpetrate
dalla Chiesa Cattolica Romana nel corso di 1600 anni
Compilata dal Reverendo Stefano Testa – Sesta Edizione Italiana
EDIZIONI CENTRO BIBLICO
«E conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi»
(Gesù, secondo le parole di Giovanni 8:32)
AVVERTENZA – Queste date in molti casi sono approssimative. Molte di queste eresie furono correnti qua e là nella Chiesa molto tempo prima di essere adottate ufficialmente; ma è solo quando un Concilio le ha ufficialmente adottate e il Papa le ha proclamate come dogma di fede che esse devono essere credute e praticate dai cattolici.
Per essere verace, una dottrina deve essere conforme alla Parola di Dio. «Alla legge! Alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà mai per lui alcuna aurora!» (Isaia 8:20)
Nella Riforma del secolo XVI, queste eresie furono ripudiate perché non d’accordo con l’insegnamento di Gesù e degli Apostoli quale di trova nel Nuovo Testamento.
1. Tra tutte le invenzioni umane praticate dalla Chiesa Romana e contrarie al Vangelo, le più antiche sono
la preghiera per i morti e il segno della
Croce. Ambedue furono inventate verso l’anno 310. Furono ufficialmente adottate intorno al 500 dopo Cristo.
2. La venerazione di santi e morti e di
angeli, verso l’anno 375.
3. La celebrazione quotidiana della Messa entrò in uso nel 394.
4. Il Culto di Maria, madre di Gesù, e l’uso dell’espressione «Madre di Dio» a lei applicato, ebbe origine nel Concilio di Efeso del 431.
5. Il Monachismo fu introdotto in occidente da Benedetto da Norcia che costruì il primo monastero a Monte Cassino nel 528.
Gesù ordinò ai Suoi discepoli di predicare a tutti i popoli della terra, non di segregarsi in conventi o monasteri (Matteo 10:5-8; 28:19-20; Marco 16:15-20)
6. La dottrina del Purgatorio fu istituita da Gregorio Magno verso l’anno 593.
7. La lingua latina come lingua di culto nella Chiesa fu imposta da Papa Gregorio I nell’anno 600 dopo Cristo.
La Parola di Dio invece insegna che si deve pregare e predicare nella lingua conosciuta dal popolo (leggi: 1° Corinzi 14:19).
8. Secondo il Vangelo le preghiere devono essere dirette solo a
Dio. Nella chiesa primitiva non ci furono mai preghiere rivolte a Maria o ai Santi. Tale pratica ebbe origine 600 anni dopo Cristo.
(Leggi: Matteo 11:28; Luca 1:46; Atti 10:25-26; 14:14-18).
9. Il Papato è di origine pagana. Il titolo di Papa, ossia di vescovo universale, venne per la prima volta dato dall’empio imperatore Foca al vescovo di Roma nell’anno 610.
Ciò egli fece per far dispetto al vescovo Ciriaco di Costantinopoli che lo aveva scomunicato per aver egli fatto assassinare il suo predecessore, l’imperatore Maurizio. L’allora vescovo di Roma, Gregorio I, ricusò il titolo, e fu il suo successore, Bonifazio III il primo ad avvalersi del titolo di Papa. Gesù non lasciò nessun capo fra gli apostoli, essendo Egli sempre il capo fra gli apostoli, essendo Egli sempre il capo immortale della Chiesa (Leggi: Luca 22:24-26; Efesini 1:22-23; Colossei 1:18; 1° Corinzi 3:11).
10. Il bacio del piede del Papa cominciò nell’anno 709.
Gli imperatori pagani si facevano baciare il piede. Il Vangelo condanna simili pratiche.
(Leggi: Atti: 10:25-26; Apocalisse 10:10; 22:9)
11. Il potere temporale papale cominciò nell’anno 750.
Quando Pipino, l’usurpatore del trono di Francia, discese in Italia chiamato da Papa Stefano II per far guerra ai Longobardi, li sconfisse e dette la città e i dintorni di Roma al Papa. Gesù assolutamente proibì ciò, ed Egli stesso rifiutò di essere fatto re.
(Leggi: Matteo 4:8-9; 20:25-26 e Giovanni 18:36).
12. L’adorazione della croce, delle immagini e delle reliquie fu adottata ufficialmente nel 788.
Ciò fu per ordine dell’imperatrice Irene di Costantinopoli, che prima fece cavare gli occhi al proprio figlio Costantino IV, e poi convocò un concilio della Chiesa per richiesta di Adriano I, vescovo di Roma in quel tempo. Nella Bibbia tale pratica è chiamata idolatria ed è severamente condannata. (Leggi: Esodo: 20:4-6; Deuteronomio 27:15; Salmo 115; Geremia 10:1-5).
13. L’uso dell’Acqua Santa cui si aggiungeva un pizzico di sale e che veniva poi benedetta dal prete, venne autorizzato nell’anno 850.
14. La venerazione di San Giuseppe ebbe inizio nell’anno 890.
15. L’uso delle campane nelle chiese venne istituito da papa Giovanni XIV nella chiesa di San Giovanni in Laterano nell’anno 965.
16. La canonizzazione dei santi avvenne per la prima volta ad opera di Papa Giovanni XV nell’anno 995.
La Bibbia chiama santi tutti i credenti e i veri seguaci di Cristo (Leggi: Romani: 1:7; 1° Corinzi 1-2; ecc.)
17. Il digiuno in giorno di venerdì e durante la Quaresima
venne imposto ufficialmente nell’anno 998.
Sembra da papi interessati nel commercio del pesce. Per mangiare carne occorre la dispensa. Alcune autorità affermano che ciò iniziò verso l’anno 700. Si tratta di cosa contraria al chiaro insegnamento delle Scritture (Leggi: Matteo 15-10; 1° Corinzi 10:25; 1° Timoteo 4:3).
18. La Messa come sacrificio fu sviluppata gradualmente e la frequenza ad essa resa obbligatoria nell’undicesimo secolo.
Il Vangelo insegna che il sacrificio di Cristo fu offerto una sola volta per tutte, e non dev’essere ripetuto, ma solo commemorato nella Santa Cena (Leggi: Ebrei 7-27; 9:26-28; 10:10-14).
19. Il celibato dei preti fu decretato da Papa Gregorio VII nell’anno 1079.
Il Vangelo invece insegna che i ministri di Dio possono avere moglie e figli, San Pietro era ammogliato, Paolo prescrisse che i vescovi devono avere famiglia. (Leggi: 1° Timoteo 3:2, 5, 12; Matteo 8:14-15)
20. La Corona del Rosario fu introdotta da Pietro l’eremita nell’anno 1090.
Questa fu copiata dai Maomettani. Il contare le preghiere è pratica pagana ed è severamente condannata da Cristo (Leggi: Matteo 6:5-13)
21. La Inquisizione per gli eretici fu istituita dal Concilio di Verona nell’anno 1184.
Gesù condanna la violenza e non forza nessuno ad accettare la Sua religione.
22. Le Indulgenze (con le quali si rimetteva la punizione per i peccati) vennero concesse per la prima volta nell’anno 850 da Papa Leone IV a coloro che salivano la «Scala Santa» sulle loro ginocchia. Le vendita di esse iniziò nell’anno 1190 e continuò fino all’epoca della Riforma 850 e 1190.
San Pietro rifiutò danaro da Simon Mago che credeva di poter acquistare il dono di Dio con l’oro (Atti 8:20).
La religione cristiana secondo l’insegnamento dell’Evangelo è contro un simile traffico e fu appunto la protesta contro tale traffico che provocò la Riforma Protestante del XVI secolo.
23. Il dogma della Transustanziazione fu decretato da Papa Innocenzo III nell’anno 1215.
Con questa dottrina il prete pretende di creare Gesù Cristo ogni giorno e poi mangiarLo in presenza del popolo durante la Messa. Il Vangelo condanna simili assurdità. Nella Santa Cena c’è solo la presenza spirituale di Cristo (Leggi: Luca 19-20; Giovanni 6:63; 1° Corinzi 11:26).
24. La confessione auricolare, o confessione dei peccati fatta all’orecchio del prete, fu istituita da Papa Innocenzo nel Concilio Laterano nel 1215.
Il Vangelo ci comanda di confessare i peccati direttamente a Dio e a coloro che abbiano offeso. Giuda si confessò ai preti e poi si strangolò. Matteo 27:3-5 (Leggi: Salmo 51:1-12; Luca 1:48-59; 1° Giovanni 1:8-9).
25. L’adorazione dell’ostia fu sancita da Papa Onorio III nell’anno 1120.
Così la Chiesa Romana adora un Dio fatto nelle mani di uomini. Tale pratica è il colmo dell’’idolatria ed è assolutamente contraria allo spirito del Vangelo (Leggi: Giovanni 4:23-24)
26. La Bibbia fu proibita al popolo e messa all’indice dei libri proibiti, dal Concilio di Tolosa nell’anno 1229.
Gesù dice che la Scrittura deve essere letta da tutti. (Leggi: Giovanni 5:39; 2° Timoteo 3:15-17).
27. Lo scapolare fu inventato da Simone Stock, monaco carmelitano inglese, nell’anno 1287.
28. Il battesimo per aspersione fu reso legale dal Concilio di Ravenna nell’anno 1311.
Il battesimo secondo il Nuovo Testamento è per immersione in acqua, da amministrarsi ai soli credenti (Matteo 3:6, 7, 16; 28:18-20; Marco 16:16; Atti 8:36-39 ed altri passi)
29. La Chiesa Romana proibì il calice ai fedeli nella
comunione, al Concilio di Costanza, nell’anno 1414.
Il Vangelo ci comanda di celebrare la comunione col pane e col vino (Leggi: Matteo 26:27; 1° Corinzi 11:25-27)
30. La dottrina del Purgatorio fu considerata come dogma nel Concilio di Firenze, nell’anno 1439.
Nel Vangelo non v’è neanche una parola che accenni al purgatorio dei preti. Il sangue di Gesù Cristo è l’unica purificazione dei nostri peccati. (Leggi: 1° Giovanni 1:7-9; Giovanni 5:24; Romani 8:1)
31. I Sette Sacramenti vennero per la prima volta così elencati da Pietro Lombardo nell’anno 1160 dopo Cristo ma la dottrina dei Sette Sacramenti divenne ufficiale con Concilio di Firenze, nell’anno 1439.
L’Evangelo dice che Cristo istituì due soli sacramenti, il Battesimo e la Santa Cena (Leggi: Matteo 28:19-20; 26:26-28)
32. L’Ave Maria, preghiera indirizzata a Maria, venne ordinata tale nella sua prima parte, che è tolta dalla Bibbia, da Oddo, vescovo di Parigi nel 1196 A.D. e la sua seconda parte come «preghiera della chiesa» venne completata da Papa Pio V nell’anno 1568.
La Bibbia ci esorta in molti passi a pregare Iddio soltanto. Il pregare altri è considerato idolatria. Maria non disse mai di indirizzare a lei le nostre preghiere.
33. Il Concilio di Trento dichiarò che la Tradizione deve essere ritenuta di eguale autorità che la
Bibbia, nell’anno 1545. Per tradizione s’intendono insegnamenti umani. I Farisei credevano lo stesso e Gesù li rimproverò acerbamente, poiché con la tradizione degli uomini si annulla la Parola di Dio (Leggi: Marco 7:7-13; Colossei 2:8; Apocalisse 22:18)
34. I libri Apocrifi furono aggiunti alla Bibbia pure al Concilio di Trento. Tali libri non sono riconosciuti canonici dai Giudei. Anno 1546.
35. Il Credo Cattolico di Pio IV fu imposto nel 1560.
I veri cristiani si attengono solo al Vangelo e al Credo degli Apostoli, che è di 1500 anni più antico del Credo dei Cattolici.
36. La devozione del «Sacro Cuore» fu adottata ufficialmente nel 1765.
37. L’immacolata concezione di Maria fu proclamata dogma da Papa Pio IX nell’anno 1854.
Il Vangelo invece dice che tutti gli uomini, eccetto Cristo, sono peccatori, e Maria stessa ebbe bisogno del Salvatore (Leggi: Luca 1:30; 46-47; Romani 3:23; 5:12; Salmo 51:5)
38. Nell’anno 1870 dopo Cristo, Papa Pio IX stabilì il dogma della Infallibilità
Papale.
Questo è il colmo della bestemmia e il segno dell’apostasia e dell’anticristo predetto da S. Paolo (Leggi: 2°
Tess. 2:2-12; Apocalisse 13:5-8-18). La Bibbia dice che non v’è nessun uomo giusto sulla terra che non pecchi. (Leggi: Romani 3:4-23; 2°
Tess. 2:3-4; Apocalisse 17:3-9; 13:18).
Molti vedono il numero 666 nelle lettere romane «VICARIVM FILII DEI» - V=5, I=1, C=100, I=1, V=5, I=1, L=50, I=1, D=500, I=1, Totale 666.
39. Pio X nel 1907 condannò assieme al «Modernismo» tutte le scoperte della scienza che non piacciono al Papa.
(Lo stesso aveva fatto Pio IX nel Sillabo del 1864).
40. Nel 1930 Pio XI condannò le scuole
pubbliche.
41. Nel 1931 lo stesso Pio XI ha confermato la dottrina che Maria è «Madre di Dio».
Dottrina che fu per la prima volta inventata dal Concilio di Efeso nel 431. Questa è una eresia contraria alle stesse parole di Maria. (Leggi: Luca 1:46-49).
42. Nell’anno 1950 l’ultimo dogma, l’Assunzione della Vergine Maria da proclamata da Papa Pio
XII.
CONCLUSIONE – Quale sarà la prossima invenzione? La Chiesa Romana dice che non cambia mai, eppure non ha fatto altro che inventare nuove dottrine contrarie alla Bibbia, e praticare riti e cerimonie prese dal paganesimo.
La suddetta lista cronologica delle invenzioni umane distrugge il vanto dei preti che la loro religione sia quella insegnata da Cristo e che i Papi siano i custodi fedeli della medesima. La vera religione di Cristo, invece, non si trova nel Romanesimo, ma nel Vangelo.
FRATELLI! La Parola di Dio ci comanda di uscire dalla Babilonia. Udite: "Uscite d'essa, o popol mio; affinché non siate partecipi dei suoi peccati; e non riceviate delle sue piaghe" (Apocalisse 18:4).
Tutti i veri cristiani preferiscono essere fedeli all'insegnamento di Cristo e rigettano le invenzioni umane, attenendosi all'avvertimento di S. Paolo che dice: "Quand'anche noi, od un angelo del cielo vi annunziassimo un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia anatema" (Galati, 1:8)
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GLI ENIGMI DEL
VATICANO
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Gli Enigmi Del Vaticano - Storia Ragionata Dei Più Sconcertanti Misteri Della Cristianità
Alfredo Lissoni
"Chiunque tu sia che scrivi qui il tuo nome, per aver preso a prestito dei libri dalla biblioteca del Papa, sappi che incorrerai nella sua indignazione ed esecrazione, se non li restituirai intatti". Questo motto minaccioso spiccava, nel XV secolo, negli scaffali di una delle più complete e misteriose biblioteche del mondo, nei cui archivi si dice siano custoditi i libri più proibiti e pericolosi della storia dell’umanità: la Biblioteca Vaticana.
La leggenda dice che, in questi sotterranei inaccessibili al pubblico, e nel corso dei secoli occasionalmente vietati persino allo stesso Papa, si custodiscano i veri Vangeli, che predicherebbero una dottrina opposta a quella tramandata dall’esegesi cattolica e che tratterebbero di reincarnazione e spiritismo, e anche i carteggi nobiliari sulle discendenze dinastiche da Cristo in poi, che individuerebbero nella dinastia scozzese degli Stewart i legittimi eredi del Sacro Romano Impero, o Quarto Reich, assieme ad antichi carteggi papali e inquisitoriali nei quali si parlerebbe di Ufo, di diavoli, di poteri paranormali e di viaggi fuori dal corpo, di angeli castratori, di reliquie miracolose e di corpi incorruttibili.
E vi sarebbero anche i libri perduti dell’alchimia, l’arte maledetta il cui complesso codice cifrato sarebbe nascosto nelle principali cattedrali gotiche sotto le mentite spoglie di Vergini Nere, e incisioni e dipinti che indicherebbero come individuare l’arca dell’alleanza, e quegli stessi libri iniziatici la cui conoscenza proibita decretò la fine degli ordini cavallereschi templari e dei movimenti eretici catari e dolciniani, e che insegnerebbero all’uomo come trasmutare il metallo vile in oro, come sconfiggere la morte, come evocare il demonio. Gran parte di questi racconti sono soltanto leggenda. Ma c’è chi sostiene che in tutto ciò vi sia un fondo di verità.
" È quanto andremo a scoprire lungo le pagine di
questo
libro "
Alfredo Lissoni, (Milano, 1966) giornalista e scrittore, è curatore della rubrica di ufologia del "Giornale dei Misteri". Già corrispondente del "Nuovo Giornale di Bergamo", ha diretto per quattro anni la rivista di tematiche di confine "Oltre la conoscenza". Autore dell’enciclopedia del paranormale "Misteri e verità", opera come consulente e autore di programmi radiotelevisivi. Per l'Editoriale Olimpia ha curato lo speciale "Oltre l’ignoto". Ha al suo attivo sette libri sugli UFO e due sul cospirazionismo e il Nuovo Ordine Mondiale. Si occupa da anni dello studio e della divulgazione delle tematiche di frontiera, dalla parapsicologia all’ufologia. È stato relatore in diversi simposi internazionali. Vive a Milano.
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LO STATO PIU'
CRIMINOSO E' IL VATICANO
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Secondo uno studio statistico condotto dalla rivista tedesca "Der
Spiegel", il Vaticano, lo stato piu' piccolo del mondo, e' stato riconosciuto come il paese dal piu' alto tasso criminale del nostro
pianeta.
La rivista tedesca e' giunta a questa sorprendente conclusione sulla base di studi statistici diffusi dal Procuratore Generale del
Vaticano, Nicola Picardi: infatti nel corso del 2006 il ministero della Giustizia del Vaticano ha indagato su 341 cause civili e 486
cause penali.
Cifra impressionante se si pensa che l'intera popolazione del Vaticano e' composta in tutto da sole 492 persone.
In questo modo ad ogni cittadino del Vaticano corrisponde in media circa una causa penale e mezza, cioe' 20 volte in piu' di quanto
succede mediamente in Italia, considerando inoltre che il Vaticano come stato viene sorvegliato dalle Guardie svizzere, superiori per
quantitativo di un quarto all'intera popolazione, e che i suoi musei vengono invece sorvegliati dai Carabinieri italiani.
Nel Vaticano i crimini piu' diffusi risultano essere la frode ed i furti, circa il 90% dei quali restano impuniti, dal momento che per i
trasgressori e' un gioco da ragazzi oltrepassare il "confine" per trovarsi praticamente in un baleno "all'estero".
D'altro canto e' bene cosi', poiche' nel caso in cui tutti i trasgressori della legislatura del Vaticano venissero arrestati, in
ogni caso non si saprebbe dove metterli, dal momento che nello stato piu' piccolo del mondo non e' presente nemmeno una sola prigione.
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DALLE TENEBRE ALLA
LUCE, DALLA MORTE ALLA VITA
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Testimonianza di Carlo Fumagalli
Ex prete ed antropologo
La mia vita fu sballottata e portata qua e là da ogni vento di dottrina (Efesini 4:14), fino a che incontrai Gesù, la Roccia, la Pietra Angolare (Matteo 21:42; Atti 4:11; Efesini 2:20; 1 Pietro 2:6-7), o meglio, fino a che Gesù, il mio glorioso Signore e Salvatore, trovò me. Ora posso dire con Davide (Salmo 40:2-3): "Egli mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso; ha fatto posare i miei piedi sulla roccia, ed ha stabilito i miei passi. Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico di lode al nostro Dio".
Nacqui ad Olgiate Molgora (Como) nel 1934. A nove anni entrai nel Seminario Arcivescovile di Milano a Masnago (Varese). Dopo cinque anni mi associai ai Missionari della Consolata di Torino, presso i quali frequentai il ginnasio, liceo, noviziato, due anni di filosofia e quattro di teologia.
Nel Seminario Maggiore della Consolata a Torino (come in ogni altro seminario e collegio cattolico), la filosofia scolastica, strutturata sulla filosofia greco-aristotelica, era un prerequisito alla teologia, e la teologia era un prerequisito per ogni ulteriore grado accademico in S. Scrittura. Come conseguenza, la teologia cattolica è organizzata attorno a una filosofia pagana. La Bibbia, a sua volta, è condizionata e filtrata da una teologia adulterata. Questo approccio alla Bibbia è ovviamente in errore perché la Parola di Dio non può essere legata o condizionata da alcuna filosofia o dottrina umana (Colossesi 2:8; 2 Timoteo 2:9).
Dopo la mia ordinazione sacerdotale, nel 1961, fui destinato a insegnare nel Seminario della Consolata di Bevera (Castello Brianza). Nel 1966, fui nominato direttore spirituale del Seminario; in questa carica rimasi fino al 1968, quando mi fu offerto di andare negli Stati Uniti per ulteriori studi. Prima di varcare l'oceano, andai per alcuni mesi a Londra (Inghilterra), dove aprii un collegio teologico.
Nel settembre del 1969, iniziai a frequentare la facoltà di antropologia dell'Università Statale di New York a Buffalo. Messo a confronto con nuove aree di studio e ricerca (costumi, culture, credenze, organizzazione sociale, e svariati sistemi di economia, politica e religione, archeologia ed evoluzione), mi trovai ben presto con la mente ripiena di nuove questioni e problemi. Studiando vari fenomeni socio-culturali scopersi, fra l'altro, che i sacramenti e la magia hanno sostanzialmente le stesse componenti. Entrambi infatti, usando un rito e una formula, garantiscono un particolare risultato.
Trovando difficile stabilire un fruttuoso dialogo con altri sacerdoti, e per far fronte ai nuovi quesiti che si presentavano alla mia mente, cominciai a ricercare in altre aree. Iniziai così a prendere un corso di "Mind Control". Questo mi aprì la porta sull'affascinante ed inesplorato mondo dell'occulto che, in termini pseudo-scientifici, è oggi chiamato "parapsicologia". Nel frattempo praticavo Yoga, e ricercavo nelle religioni orientali. Nonostante avessi molte riserve in queste aree di ricerca e di studio, speravo di trovare alcune risposte ai molti interrogativi e questioni che assillavano la mia mente. Nel frattempo avevo conseguito due gradi accademici, un B.A. e un M.A., in antropologia, ed avevo sostenuto con successo i difficili ed impegnativi esami per il mio dottorato (P.h.D.), ottenendo anche l'approvazione della mia proposta di ricerca in Africa.
Prima di andare in Africa, passai alcuni mesi in Italia, dove richiesi ai miei Superiori di Roma un periodo di ripensamento, libero dagli obblighi della vita sacerdotale e religiosa. I Superiori Maggiori cercarono di convincermi che la mia era una crisi passeggera e che sarebbe poi ritornato tutto normale. Con questo stato d'animo andai in Africa dove, nel novembre del 1974, iniziai la mia ricerca tra i Samburu del Kenya settentrionale. Il mio intento era quello di condurre una complessa ricerca della cultura, società ed economia dei Samburu, unitamente allo studio della storia ed ecologia del posto, così da poter identificare i fattori critici di cambiamento socio-economico operanti in società tribali, influenzate da governi coloniali e nazionali.
Anche se avevo dure giornate di lavoro, alla sera avevo lunghe ore libere che trascorrevo nella riflessione e meditazione. Lontano da ogni forma di pressione esterna e routine formalizzata, ebbi così tempo per pensare un po’ a me stesso e per dare ascolto alle onde tumultuose ed agitate della mia anima tanto insoddisfatta del tipo di vita che conducevo. Nel mio cuore, sapevo che l'unica decisione onesta alla quale potevo giungere era quella di lasciare il mio istituto e il sacerdozio. A ciò giunsi nella prima parte del 1975. A questo punto, sentii una grande pace crescere in me, ed esperimentai un grande senso di liberazione. Comprendo ora pienamente il significato di quello che mi accadde allora. Ero stato liberato da uno dei più grandi legami e forme di schiavitù esistenti: quello della religione cattolico-romana e della chiesa istituzionalizzata.
Nel febbraio del 1976, al termine della mia ricerca in Africa, ritornai negli Stati Uniti. Libero ora da ogni legame ed obbligo con la Chiesa Cattolica, decisi di fare la mia propria strada, stabilendo con la mia propria mente quello che era giusto o sbagliato, vero o falso. Divenni, in altre parole, un agnostico.
Il mio unico scopo divenne quello di perseguire una carriera come professore universitario. Nel settembre del 1977, ottenni il dottorato (Ph.D.) in antropologia e, nel novembre dello stesso anno, Roma mi rilasciò la dispensa da ogni obbligo sacerdotale.
Nel frattempo, continuai a ricercare specie nell'occulto e nelle religioni orientali. Ma nel mio cuore, c'era un gran vuoto che niente poteva colmare, e nella mia mente c'era una grande sete e fame di verità, amore e giustizia, che niente poteva soddisfare. Mi ero allontanato quasi completamente da ogni forma e pratica religiosa tradizionale. Quotidianamente però leggevo qualche brano dal Nuovo Testamento.
Ai primi di marzo del 1979, iniziai a leggere il libro "The Late Great Planet Earth" di Hal Lindsey (tradotto anche in italiano col titolo: Addio Terra Ultimo Pianeta), un libro che avevo qualche giorno prima comprato "casualmente" in un negozio di Buffalo.
Come di regola, iniziai a leggere il libro con grande scetticismo e con senso molto critico. Dopo alcuni capitoli però mi dovetti fermare perché, per la prima volta in vita, mi trovavo di fronte a un fatto completamente nuovo: "varie profezie, scritte circa 2500-2600 anni fa, stavano ora avverandosi sotto ai miei occhi". Nei lunghi anni di università, avevo imparato che neppure il più grande scienziato del mondo può prevedere con certezza quello che potrebbe accadere all'indomani. Dovetti perciò concludere che la Bibbia deve essere vera e che può solo venire da Dio.
In quello stesso momento, ancora seduto al mio tavolo di studio, fui convinto di essere un peccatore e che, come tale, non ce l'avrei mai fatta a salvarmi con le sole mie forze. Compresi allora, senza alcun'ombra di dubbio che Gesù era morto sulla croce per me, e che l'unica via per essere salvato era quella di chiedere direttamente a Lui di perdonare i miei peccati, e di entrare nel mio cuore come mio Signore e Salvatore. E così feci.
La risposta di Gesù al grido del mio cuore fu istantanea e
meravigliosa. In quel momento sperimentai la potenza della grazia divina che mi lavava e purificava da tutti i peccati, sozzure e iniquità. Piangendo di gioia, dovetti inginocchiarmi per gustare la potenza dell'amore e del sacrificio redentivo di Gesù, che aveva salvato un grande peccatore come me. In quel momento ero divenuto "figlio di Dio" (Giovanni 1:11-13), ero "nato nuovamente" nella vita dello Spirito (Giovanni 3:3-7) in forza del "seme incorruttibile della Parola di Dio" (1 Pietro 1:23), avevo ricevuto la
"certezza che ero salvato" (Efesini 2:8; Romani 8:16), ed avevo avuto un assaggio dello squisito banchetto spirituale che Gesù ha promesso a tutti quelli che lo ricevono nel loro cuore (Apocalisse 3:20).
Subito dopo questo, la prima domanda che mi venne in mente fu: "La salvezza è così semplice, come mai nessuno me ne ha mai parlato?" Tutti gli anni trascorsi in seminario e come sacerdote, tutti i sacramenti che avevo ricevuto ed amministrato, tutte le messe che avevo celebrato, tutte le confessioni fatte, tutti i sacrifici, opere buone e privazioni sostenute, tutti gli studi e ricerche fatte non erano servite a nulla in ordine alla salvezza. Ma quando, riconoscendomi peccatore e perduto, avevo invocato il nome di Gesù, Egli mi aveva salvato (Atti 2:21). I "veri credenti-salvati" sono coloro che, come "pietre viventi", sono entrati a far parte di "quell'edificio spirituale", il cui "capo e fondamento" è Cristo stesso (1 Pietro 2:5; Efesini 4:15-16; 5:23; Atti 4:11; 1 Pietro 2:6-8). Anche oggi i credenti ripieni di Spirito Santo proclamano l'Evangelo con franchezza (Atti 4:29-31), e nel nome di Gesù cacciano demoni e guariscono infermi (Marco 16:17-18).
Da quel giorno in poi, sentii come un fuoco ardere in me, e il Signore mi diede tale fame e sete per la Sua Parola (che ora sapevo essere l'unica fonte di verità) che la maggior parte del mio tempo da allora in poi andò allo studio della Bibbia.
Iniziai anche a "testimoniare della salvezza" ai miei amici americani e parenti italiani; ma la grande maggioranza di loro non ne vollero sapere. A questo punto compresi che, d'ora in avanti, potevo solo seguire Gesù, ed ubbidire alla Sua Parola. Abbandonai quindi l'idea di perseguire una carriera come professore di università, e decisi che avrei consacrato la mia intera vita al servizio del Signore. Dopo tre mesi circa, in ubbidienza alla Parola, richiesi il battesimo in acqua (Marco 16:15-16).
Il Signore mi battezzò pure con lo Spirito Santo, facendomi toccare con mano che l'esperienza di Pentecoste è sempre attuale anche al giorno d'oggi (Matteo 3:11; Atti 2:1-11; Atti 2:39). Agli inizi del 1981, il Signore mi fece chiaramente intendere che avrei dovuto venire in Italia per portare il Vangelo della Salvezza soprattutto ai cattolici ed ai preti. In ubbidienza alla guida dello Spirito prenotai un volo aereo e, a metà di marzo del 1981 venni in Italia.
Studiando assiduamente la Bibbia mi resi ben presto conto che ero caduto in molte credenze, dottrine e pratiche errate e false perché mancavo di un fondamento solido nella Parola di Dio. In realtà la Chiesa Cattolica usa, manipola e torce la Bibbia come le fa comodo, ma né la crede né la ubbidisce come verità suprema ed infallibile.
Lungo i secoli, infatti, nel campo delle dottrine e pratiche di fede, la Chiesa Cattolica ha tolto e aggiunto alla Parola di Dio come ha voluto. Essa ha così creato un sistema che ha incorporato varie pratiche pagane, come: il culto delle immagini, statue e reliquie, la devozione alla Madonna e ai santi, le preghiere e messe per i defunti, riti, liturgie e benedizioni, la confessione e il sacrificio della messa. Ha inoltre elaborato dottrine e dogmi completamente estranei alla Scrittura; tra questi: cinque dei sette sacramenti, la rigenerazione battesimale dei bambini, la transustanziazione, il purgatorio, le indulgenze, l'Immacolata Concezione, l'Assunzione di Maria, il potere temporale dei papi e della Chiesa, l'infallibilità del papa, il papa come successore di Pietro e come vicario di Cristo, ecc. La Chiesa di Roma ha addirittura radiato un intero comandamento: "Non ti fare scultura alcuna, né immagine alcuna delle cose che sono nei cieli e sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servire loro" (Esodo 20:4-5).
Ognuno dovrebbe leggere con tremore e terrore quello che la Scrittura dice nei riguardi di statue e idoli, e di quelli che li venerano (Esodo 20:3-6; Levitico 26:1; Geremia 10; 51:17-18; Isaia 44:9-20; 46:6-7; Salmo 115:4-8; 135:15-18; Habacuc 2:18-20).
La dottrina e pratica più blasfema della Chiesa Cattolica è quella della transustanziazione e del sacrificio della messa. La transustanziazione (fatta dogma dal concilio Lateranense IV nel 1215, elaborata in seguito da Tommaso d'Aquino e sancita definitivamente dal Concilio di Trento) insegna che: il pane e il vino, al momento della consacrazione vengono dal sacerdote cambiati nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo (ogni giorno quindi vengono all'esistenza migliaia e migliaia di nuovi Gesù). La Scrittura insegna che nella cena c'è solo la presenza spirituale di Gesù (Luca 22:19-20; Giovanni 6:63; 1 Corinzi 11:26). Inoltre, nell'adorazione dell'ostia, la Chiesa di Roma adora un dio fatto dalle mani di uomini. Questo è il colmo dell'idolatria, ed è completamente contrario allo spirito del Vangelo che richiede di adorare Dio in spirito e verità (Giovanni 4:23-24).
La Chiesa Cattolica insegna pure che, in ogni messa, il corpo e il sangue di Gesù vengono incruentemente offerti per i peccati del mondo. La Bibbia invece dichiara che Gesù offrì per i peccati un unico sacrificio del suo proprio corpo (Ebrei 7:27; 10:11-14), ed ora non c'è più alcun bisogno di offerta per il peccato (Ebrei 10:18).
Contrariamente alla dottrina cattolica che distingue tra peccati mortali e veniali, la Bibbia insegna che tutti i peccati sono mortali, cioè, meritano la morte. "Il salario del peccato è la morte" (Romani 6:23). "L'anima che pecca morrà" (Ezechiele 18:4). Per nostro amore Gesù, che non aveva mai conosciuto peccato, ha portato alla croce tutti i nostri peccati affinchè in Lui noi potessimo essere giustificati e riconciliati con Dio (2 Corinzi 5:17-21). Come lo fu per Abramo così per ogni uomo peccatore la giustificazione e la remissione dei peccati si ottengono mediante la fede in Gesù (Romani 4:1-25; Salmo 32:1-2).
Nella Chiesa Cattolica si pratica pure la confessione al prete; ma di tutto questo nel Nuovo Testamento non esiste la benchè minima traccia. Il passo biblico: "A chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi li riterrete saranno ritenuti" (Giovanni 20:23) trova la sua applicazione e compimento nell'annuncio del Vangelo della Salvezza. Coloro che accettano il Vangelo e credono in Gesù, ricevono nel suo nome la remissione dei peccati (Luca 24:47: Atti 10:42-43; 13:38-39; 26:18).
La Chiesa Cattolica ha anche sepolto la dottrina biblica della salvezza, e l'ha rimpiazzata con un insieme di dottrine, pratiche ed opere buone, che non possono in alcun modo salvare. La Bibbia insegna molto chiaramente che: "Solo Gesù può salvare l'uomo dai suoi peccati" (Matteo 1:21); "Non v'è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale dobbiamo essere salvati" (Atti 4:12). L'apostolo Paolo scriveva agli Efesini (2:8-9): "È per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere, affinchè nessuno si glori". Ed ancora nella lettera a Tito (3:5): "Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro di rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo".
Il cristiano salvato produce opere buone come, naturalmente, la vite produce uva (Giovanni 15:5). Egli le compie non per essere salvato, ma perché è salvato, ed inserito nella vera vite e dimorante in Gesù (Giovanni 15:1-5).
Come disse Gesù a Nicodemo, per essere salvati, uno ha bisogno di nascere di nuovo alla vita dello Spirito (Giovanni 3:3-7). Questa nuova vita la si può ottenere solo credendo in Gesù: "Chi crede nel Figlio ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere nel Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio resta sopra di lui" (Giovanni 3:36). Come dice il Vangelo di Giovanni: Gesù è la sola via che conduce al Padre (Giovanni 14:6), ed ancora: Gesù è la sola porta delle pecore; è solo entrando attraverso Lui che uno può essere salvato (Giovanni 10:7).
Gesù ci assicura che se costruiamo sulle sue parole, la costruzione reggerà e resisterà a tutte le prove; ma se costruiamo su qualsiasi altro fondamento, tale costruzione cadrà miseramente (Matteo 7:24-27). Gesù è allo stesso tempo la pietra angolare che salva quelli che l'accettano e credono in Lui, ed una pietra d'inciampo per coloro che fondano altrove la loro vita e le loro speranze di salvezza (1 Pietro 2:6-10).
Nell'antico Testamento gli scribi e i farisei (la classe colta e dominante in seno al popolo ebraico), a motivo della tradizione, avevano di fatto annullato la Parola di Dio (Matteo 15:1-9); e, anche se avevano ed usavano il libro della legge, la loro interpretazione ed elaborazione ne aveva alterato e falsato il significato (Geremia 8:8-9). Parimenti nella Chiesa Cattolica, una volta stabilito che la tradizione ha eguale autorità della Bibbia, si sono create le premesse per introdurre ed elaborare dottrine e pratiche che sono in stridente contrasto con la Parola di Dio.
Così, per giustificare e difendere le sue posizioni, la Chiesa Romana si è vista ripetutamente costretta a perseguitare coloro che proclamavano e seguivano la Parola di Dio nella sua purezza ed integrità. Nei secoli scorsi, essa ha usato ogni mezzo e stratagemma per contenere o impedire la diffusione della Bibbia fra il popolo, specie nella lingua volgare.
Ora invece, in seguito alla crescita del livello di cultura e all'impatto sulla grande massa dei vari mezzi di diffusione e comunicazione, la Chiesa Romana ha mutato strategia: essa permette la diffusione della Bibbia, ma continua a riservare a sé l'autorità e il monopolio di interpretarla, tramite il magistero della chiesa e il clero.
Al contrario, la Bibbia insegna che solo lo Spirito Santo può fare intendere la Parola di Dio, e rivelarne l'origine, la natura divina ed il significato (Giovanni 14:26; 16:13-14; 1 Giovanni 2:26; Luca 10:21-22). Inoltre per ben cinque volte lo Spirito Santo mette in guardia dall'aggiungere o togliere alcuna cosa alla Parola di Dio (Deuteronomio 4:2; 12:32; Proverbi 30:5-6; Ecclesiaste 3:14; Apocalisse 22:18-19). La Chiesa Cattolica non ha alcun diritto od autorità di interpretare o manipolare le Scritture. Al contrario, è la Parola di Dio che indica e stabilisce qual’è la vera chiesa di Cristo, e quali sono invece le chiese false ed infedeli. A questo proposito, la Bibbia dichiara che la Chiesa di Roma (Apocalisse 17:9-18) è: "la Grande Meretrice", "Babilonia la Grande", "la madre delle meretrici e delle abominazioni della terra", con la quale hanno fornicato tutti i re della terra, e del cui vino di fornicazione si sono inebriati tutti gli abitanti della terra (Apocalisse 17:1-2-5). La conseguenza di tutto questo è che i preti, come gli scribi e i farisei di un tempo, chiudono il "Regno dei Cieli" dinanzi alla gente perché nè vi entrano loro, né lasciano entrare quelli che cercano di entrarvi (Matteo 23:13).
Per questo, il Signore invita il "suo popolo" ad uscire dalla Chiesa di
Roma, la Babilonia del Nuovo Testamento (Apocalisse 18:4) per non associarsi ai suoi peccati, e per non avere quindi parte ai castighi che l'attendono (Apocalisse 18).
Il termine "chiesa" infatti, dal greco "ecclesìa" significa "i chiamati fuori" dal mondo e da tutti i suoi sistemi e princìpi (Vedi 2 Corinzi 6:14-18). La Chiesa Cattolica, invece, nella sua struttura religioso-politica e nel suo modo di operare rimane chiaramente un sistema di questo mondo; è così destinata, come tutti gli altri regni del mondo ad essere distrutta ed annientata per sempre (Daniele 7:26-27; Apocalisse 18). E quello che Dio ha decretato si compirà (Daniele 11:36). Il Signore dice ancora: "Sono Dio, e nessuno è simile a me; annunzio la fine fin dal principio, e molto tempo prima predico le cose non ancora avvenute; dico: "il mio piano sussisterà, e metterò ad effetto tutta la mia volontà"…Sì, io l'ho detto e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e l'eseguirò (Isaia 46:9-11).
Caro amico, chiunque tu sia ed in qualsiasi condizione ti trovi, se veramente ti sta a cuore "la verità" e "la salvezza dell'anima", cerca la risposta per tutti i tuoi interrogativi, problemi e dubbi ai piedi di Gesù. Egli solo è "la via, la verità e la vita" (Giovanni 14:6). Investiga le Scritture, leggi la Bibbia assiduamente, ed anche tu conoscerai "la verità" e "la verità ti farà libero" (Giovanni 8:31-32). L'ultimo invito contenuto nell'Apocalisse (22:17) è questo: "Chi ha sete venga; chi vuole prenda in dono dell'acqua della vita. Accetta l'invito di Gesù.
Sei tu nato di nuovo? Ricordati, caro amico, che la nuova nascita non avviene col battesimo, o con alcun altro rito o sacramento, ma solo con un'esperienza diretta con Gesù (Giovanni 3). Invita Gesù ad entrare nel tuo cuore ora, senza alcun ritardo.
Secondo la Bibbia, il mondo sta a grandi passi avvicinandosi agli anni più spaventevoli e calamitosi della sua storia. L'unica via per scampare dall'ira e dal giudizio divino su questo mondo peccatore e malvagio (Apocalisse 14:6-9; 16; 19:11-21) e dai tormenti eterni del lago di fuoco (Apocalisse 20:11-15), è quella di accettare Gesù come personale Signore e Salvatore, e di decidere di seguire Lui solo, ubbidendo alla Sua Parola senza riserve e compromessi.
DECIDI DI LASCIARE
LA TUA VITA DI PECCATO, ORA,
ACCETTA GESÙ NEL TUO CUORE E PROPONI
DI SEGUIRE LUI A QUALSIASI COSTO!
Scarica
la sua testimonianza audio (File MP3 - circa 24 MB)
Carlo Fumagalli
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IERI ACCADE..
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Per oltre 1.500 anni la chiesa ha fatto del cattolicesimo un'arma per difendere le classi dominanti sfruttatrici e schiacciare le classi oppresse, oltreché per riprodurre e ingigantire il proprio potere sull'umanità. La grande svolta avvenne con il passaggio del cristianesimo da religione tollerata (editto di Costantino, 313 d.c) a religione di Stato (editto di Teodosio 381 d.c), da religione degli oppressi a religione degli oppressori.
Le vittime della "Santa Inquisizione" sarebbero state secondo alcuni storici circa dieci milioni, in maggioranza donne (le cosiddette "streghe") mentre secondo medievalisti cattolici come Gustav Henningsen, solo nell'età moderna in Europa furono centomila i processi di cui la metà si conclusero con la condanna al rogo.
In Spagna l'Inquisizione fu al servizio della crociata per la "riconquista cristiana" del paese, una vera e propria pulizia etnico-religiosa: gli ebrei non convertiti vennero espulsi in blocco dal paese nel 1492, mentre i Mori furono espulsi nel 1609 perché "di sangue impuro". Questi primi esempi di razzismo ed antisemitismo della storia dell'umanità, diedero luogo ad imitazioni in tutto il continente fino alla Russia zarista.
La strage di 10mila ugonotti protestanti il 24 agosto del 1572 a Parigi, la condanna di Galileo, Tommaso Campanella, Erasmo da Rotterdam, Niccolò Cusano, Pico della Mirandola e il processo e il rogo di Giordano Bruno sono il culmine di questa fase inquisitoriale i cui principi fondanti sono dedotti dal suo fine supremo: perseguire "l'eretica gravità" che si macchia del crimine supremo: "lesa maestà divina". Così la "Santa Inquisizione" in Europa continuò a schiacciare soprattutto le classi oppresse dal sistema feudale oltreché i concorrenti politici convertitisi al protestantesimo o al calvinismo anche se tutti, nobili, mercanti, alti prelati compresi i cardinali, funzionari reali, al di fuori soltanto del re, potevano essere inquisiti, se denunciati come sospetti.
Tra il 1500 e il 1600 la chiesa allungò le mani al seguito dei conquistatori e mercanti fino all'America latina, all'Africa e all'Oriente contribuendo ai massacri, a volte al genocidio, delle popolazione indigene ed alla espropriazione e conversione forzata dei superstiti (ricordiamo tra i tanti il tribunale inquisitoriale di Lima che sradicò le religioni precolombiane).
E OGGI?
Al giorno d’oggi il “Controllo” della Chiesa sul popolo sta diminuendo sempre di più, in quanto la presa di coscienza dell’umanità spinge i singoli individui a porsi delle domande alle quali la Chiesa il più delle volte NON SA rispondere e in altri casi NON VUOLE rispondere. Questo perché la risposta comprometterebbe la sua posizione di assoluto dominio, e questa risposta è sempre la stessa: l’Uomo è un Dio addormentato! L’Uomo ha il potere di guidare la propria vita e “fare cose come e meglio di quelle che faceva Gesù!” (Parole appunto del Cristo)
I pochi fedeli rimasti sono ormai sconcertati, in quanto la loro lealtà verso la Chiesa sembra scossa. Alcuni di essi si chiedono come trasmette l'amore la Chiesa alle giovani generazioni se questa stessa Chiesa è imputata di crimini e di colpe. Lo scandalo delle violenze sessuali commesse da preti su bambini e ragazzi continua a infierire, negli Stati Uniti e in tutto il mondo. E ormai minaccia di svuotare le casse delle diocesi. Voglio anche ricordare che il Vaticano ha la più grande riserva aurea del mondo…
Malgrado che, nel 2000, Giovanni Paolo II si vide obbligato a confessare pubblicamente le trasgressioni storiche della Chiesa, questa confessione non ha avuto nessuna conseguenza pratica. L'elaborata e magniloquente ammissione dei peccati della Chiesa, fatta assieme ai cardinali nella basilica di San Pietro, fu vaga, imprecisa e ambigua. Il Papa soltanto chiese perdono per le trasgressioni "dei figli e delle figlie" della Chiesa, ma non per quelle "dei Santi Padri", quelle della propria Chiesa, né di quelle appartenenti alle gerarchie presenti all'atto. Il Papa non ha mai parlato sul rapporto della curia con la Mafia, di fatto, ha aiutato di più a coprire che a scoprire scandali e atti criminali. Il Vaticano ha anche reagito con molta lentezza nel momento di perseguitare gli scandali di pedofilia nei quali si trovano coinvolti membri del clero cattolico.
La confessione papale, fatta con scarso entusiasmo, non ha avuto ripercussioni, non è servita per correggere né per fare niente, sono state solo delle parole. Per la Chiesa cattolica, questo pontificato, nonostante alcuni aspetti positivi, è stata una gran delusione e, infine, un disastro. Con le sue contraddizioni, il Papa è riuscito a polarizzare la Chiesa, allontanarla da moltissime persone ed a farla sprofondare in una crisi storica, una crisi strutturale che adesso, dopo un quarto di secolo, sta rivelando delle mancanze funeste in materia di sviluppo e un enorme bisogno di riforma . Il risultato di tutto questo è che la Chiesa cattolica ha perso completamente l'enorme credibilità della quale aveva beneficiato durante i secoli passati.
La conclusione è ovvia: chi NON ha fede nella chiesa non abbia paura di apparire fuori moda perché…
DOMANI…
In quarta dimensione, la chiesa non esisterà più. È destinata a crollare non appena l’umanità avrà preso pienamente coscienza delle proprie origini cosmiche e delle proprie potenzialità divine. E questo è quello che tutti i Papi hanno cercato di evitare. Ma l’arrivo dei popoli della Federazione Galattica e dei Siriani in particolare, sarà il colpo finale alla silente dittatura del Vaticano.
La figura di Cristo (Sananda) sarà vista per quello che realmente è, non sarà più strumentalizzata per governare sul popolo e incutere paura con le punizioni divine e i peccati. La figura di Cristo sarà AMORE incondizionato, ogni uomo sarà Cristo. Le religioni scompariranno, per dare spazio all’unicità dell’universo, all’UNO. La Natura che è la rappresentazione materiale dell’Uno, lavorerà pari passo con gli uomini anziché ribellarsi a loro come sta accadendo.
I “Sacerdoti” della 4° dimensione, saranno Maestri in stretto collegamento con Gaia, capaci di padroneggiare l’energia dentro e fuori di loro per il bene comune. Gireranno fra la gente liberamente in ogni angolo del pianeta, (Cosa che se facesse il Papa adesso senza le eccezionali misuri di sicurezza lo farebbero fuori al suo primo viaggio), perché saranno amati e reputati servitori spirituali della Luce.
Il regno di Cristo non avrà fine, mentre quello degli uomini è destinato a crollare per poi rinascere rinnovato. La chiesa e Cristo perseguono ormai da più di 1000 anni obiettivi ben differenti…
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ACQUE, POCO SANTE |
Non bastava l'8 per mille e il suo perverso meccanismo di moltiplicazione dei soldi, non bastava l'esonero dell'ICI esteso anche alle strutture commerciali della chiesa, non bastava l'assunzione in ruolo di migliaia di insegnanti di religione nelle scuole pubbliche e dei cosiddetti assistenti religiosi negli ospedali pubblici, non bastava il massiccio finanziamento alle scuole private, i privilegi concessi agli oratori e addirittura il 7% degli introiti delle opere di urbanizzazione secondaria che i comuni sono tenuti a versare alle diocesi, no non bastava.
Dall'ultimo numero di MicroMega apprendo con sconcerto e vana indignazione anche l'esistenza di queste "quisquilie": Il Vaticano, in base ai Patti lateranensi, non ha mai pagato una lira per il consumo dell'acqua, consumo, si badi bene, che ammonta a ben 5 milioni di metri cubi annui, la maggior parte utilizzati per irrigare i megagalattici giardini vaticani. Ma non basta. Fino agli anni 70 le acque di scarico, sacre sicuramente ma inquinanti altrettanto sicuramente, confluivano direttamente nel Tevere, poi furono costruiti i depuratori, ma il comune di Roma non ha mai ricevuto il pagamento del costo del servizio che, nel 1999 aveva raggiunto la bella cifretta di 44 miliardi di lire.
Quando l'azienda municipalizzata ACEA è stata quotata in Borsa, gli azionisti hanno giustamente richiesto il pagamento degli "arretrati vaticani. Ma a quel punto il ministero dell'economia dell'epoca è "provvidenzialmente" intervenuto accollandosi l'onere del pagamento ed ottenendo in cambio l'assicurazione che il servizio di smaltimento acque sarebbe stato per il futuro regolarmente pagato (costo attuale 2 milioni di euro l'anno). E allora, a questo punto, avranno finalmente pagato i nostri eroi porporati? Macchè, altro colpo di bacchetta magica legislativa. Un emendamento alla legge finanziaria 2004 proposto dal senatore di Forza Italia Mario Ferrara, fa decadere anche questi oneri. L'emendamento, comma 13 dell'art. 3 prevede lo stanziamento di 25 milioni di euro per l'anno 2004 e di 4 milioni di euro per il 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di depurazione proprio. E poi c'è chi non crede ai miracoli!!!!!!!!!!!!!!
Altra quisquilia. Cinquanta milioni di euro sono stati stornati dal fondo speciale per il disinquinamento delle acque di Venezia e versati direttamente nelle casse della curia patriarcale. La "santa" decisione è stata presa nel febbraio 2004 dal presidente della regione Veneto Giancarlo Galan (forza Italia). Già l'anno prima la proposta era stata approvata all'unanimità nella riunione per la salvaguardia di Venezia, tenutasi a palazzo Chigi e presieduta dal presidente del Consiglio. Altra quisquilia ancora. Nella finanziaria 2005 al comma 206 è previsto un finanziamento di un milione di euro "allo scopo di promuovere il potenziamento della strumentazione tecnologica e l'aggiornamento della tecnologia impiegata nel settore della radiofonia". Per quanto riguarda i soggetti che possono beneficiarne si rimanda al comma 190 della finanziaria precedente.
E, guarda guarda, si scopre che le uniche due emittenti a possedere i requisiti per godere del cospicuo regalino sono Radio Padania libera e Radio Maria il cui progetto editoriale è"diffondere il messaggio evangelico in comunione con la dottrina e le indicazioni pastorali della Chiesa Cattolica e nella fedeltà al Santo Padre, usando tutte le potenzialità del mezzo radiofonico..." Io mi chiedo: se le varie signore e i vari signori Rossi, Bianchi e Neri che tirano la cinghia per arrivare a fine mese, che pagano l'affitto o l'ICI più il mutuo, che pagano fino all'ultimo euro bollette di acqua, gas, luce, ecc. fossero capillarmente e dettagliatamente informati di tutte queste porcherie, continuerebbero a dare l'8 per mille alla chiesa cattolica ed a votare politici che, con accondiscendenza purtroppo bi-partisan, continuano a convogliare fiumi di soldi pubblici nelle voraci tasche vaticane?
BOICOTTIAMO LA CHIESA CATTOLICA !!! BASTA 8 PER
MILLE !!!
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OTTO PER MILLE ALLA CHIESA? |
Otto x mille alla Chiesa?
Facciamo prima i conti in casa Vatican Report/2/Ior-Cayman?
Che c'entrino Tanzi & Parmalat?
VATICAN REPORT/2. INTANTO TUTTI VANNO A
FARFALLE....
VATICAN REPORT/2 -TUTTI I SEGRETI SONO NELLA CASSAFORTE DELLO IOR (E
NELLE ISOLE CAYMAN) UNA BANCA STRANA, REGOLATA DALLA CONSEGNA DEL
SILENZIO
IN NOME DEL SEGRETO DI STATO….
Marina Marinetti per Economy:
L’ultima volta che se ne parlò fu alla
fine degli anni Ottanta, quando si chiuse il caso del
Banco Ambrosiano.
Per uscire dal crac lo Ior, allora guidato da monsignor
Paul Marcinkus,
pagò 250milioni di dollari ai liquidatori della ex banca di
Roberto Calvi
(meno di un quarto dei 1.159milioni che, secondo il ministro del
Tesoro dell’epoca, Beniamino Andreatta,
doveva alle consociate estere dell’azienda di credito milanese). Da
quegli anni nell’Istituto per le opere religiose molte cose sono
cambiate, altre sono rimaste identiche.
Giovanni Paolo II
lo ha riformato nel 1990, affidandone la responsabilità a «laici
cattolici competenti» e riservando ai prelati una funzione di
vigilanza. Dal 1989 alla guida dell’istituto siede
Angelo Caloia,
professore dell’università Cattolica di Milano, ex presidente del
Mediocredito Lombardo e oggi a capo di due società di Banca Intesa,
una delle quali costituita in Lussemburgo. Identico rispetto a 20
anni fa, invece, è il riserbo che circonda le attività della banca
vaticana. Lo Ior ha una sola sede, naturalmente dentro le mura della
Città Stato. Non ha altri sportelli e dispone di un unico bancomat.
All’estero, Italia compresa, non ha un ufficio, una rappresentanza,
un punto d'appoggio fisico.
E non ha neppure accesso diretto ai
circuiti finanziari internazionali. Per operare in Europa si avvale
di due grandi banche, una tedesca e una italiana. Si fa il nome di
Banca Intesa, della quale lo Ior possiede il 3,37% insieme con la
Banca Lombarda e la Mittel (il cosiddetto Gruppo bresciano dei
soci), e di Deutsche Bank; ma nessuno lo conferma con certezza. E
non aderisce alle norme antiriciclaggio sulla trasparenza dei conti.
Una banca strana, regolata dalla
consegna del silenzio in nome del segreto di Stato.
Tutto sotto il controllo della
Segreteria.
Il riferimento è la Segreteria di Stato
del cardinale Angelo Sodano.
È stato lo stesso Caloia
a spiegare l’essenza dello Ior in un documento inedito che Economy
pubblica in esclusiva. In una dichiarazione scritta per la corte
distrettuale della California e presentata attraverso Franzo Grande
Stevens, da 15 anni avvocato dello Ior e membro nel consiglio di
amministrazione di Ifil, la finanziaria che controlla Fiat, il
presidente della banca vaticana ha rivelato che «i depositanti sono
i dipendenti del Vaticano, i membri della Santa Sede, gli ordini
religiosi e le persone che depositano denaro destinato, almeno in
parte, a opere di beneficenza». Almeno in parte.
Caloia ha
affermato che «nel mio ufficio è la norma fare riferimento al
cardinale Angelo Sodano».
E ha aggiunto: «Il segretario di Stato ha un notevole controllo
sulla progettazione e l’esecuzione di tutte le nostre attività,
compresi i budget e le operazioni». Una lunga e illuminante
dichiarazione, che termina sottolineando la peculiarità
dell’Istituto: l’immunità che deriva dall’essere una banca di Stato,
non sottomessa ad alcuna legislazione, né nazionale né
internazionale. «Niente in questa dichiarazione» ha infatti ribadito
Caloia, concludendo la sua testimonianza, «va inteso, né può essere
preso come una sottomissione alla giurisdizione di questa Corte, o
una rinuncia a qualsiasi diritto di immunità sovrana».
Interessi al 12% annuo.
Al suo arrivo allo Ior, 13 anni fa,
Caloia trovò nei forzieri 5 mila miliardi di lire e titoli
soprattutto esteri. Oggi lo Ior amministra un patrimonio stimato di
5miliardi di euro e funziona come un fondo chiuso, come ha spiegato
sempre Caloia. In pratica, ha rendimenti da hedge fund, visto che ai
suoi clienti garantisce interessi medi annui superiori al 12%. Anche
per depositi di lieve consistenza. Un esempio? La Jcma,
un’associazione di medici cattolici giapponesi, nel 1998 ha
depositato 35mila dollari presso la banca vaticana. A 4 anni di
distanza si è ritrovata sul conto quasi 55mila dollari: il 56% in
più. E se i clienti guadagnano il 12% medio annuo, vuol dire che i
fondi dell’Istituto rendono ancora di più. Quanto, però, non è dato
saperlo.
Cayman sotto il controllo del Vaticano.
Quindi lo Ior investe bene. Secondo un
rapporto del giugno 2002 del Dipartimento del Tesoro americano,
basato su stime della Fed, solo in titoli Usa il Vaticano ha
298milioni di dollari: 195 in azioni, 102 in obbligazioni a lungo
termine (49milioni in bond societari, 36milioni in emissioni delle
agenzie governative e 17milioni in titoli governativi) più 1milione
di euro in obbligazioni a breve del Tesoro. E l’advisor inglese The
Guthrie Group nei suoi tabulati segnala una joint venture da
273,6milioni di euro tra Ior e partner Usa. Di più è impossibile
sapere. Soprattutto sulle società partecipate all’estero
dall’istituto presieduto da Caloia. Basta un esempio per capire dove
i segreti vengono conservati: le Isole Cayman, il paradiso fiscale
caraibico, spiritualmente guidato dal cardinale
Adam Joseph Maida
che, tra l’altro, siede nel collegio di vigilanza dello Ior. Le
Cayman sono state sottratte al controllo della diocesi giamaicana di
Kingston per essere proclamate Missio sui iuris, alle dipendenze
dirette del Vaticano.
Le beghe dei condomini dello Ior.
E in Italia? Anche Oltretevere lo Ior
mantiene il senso degli affari. I diritti di voto dei 45milioni di
quote di Banca Intesa (per un valore in Borsa di circa 130milioni di
euro) sono stati concessi alla Mittel di Giovanni Bazoli in cambio
di un dividendo maggiorato rispetto a quello di competenza. E quando
la Borsa tira, gli affari si moltiplicano. Un esempio? Nel 1998 non
sfuggì a molti l’ottimo investimento (100miliardi di lire) deciso da
Caloia
nelle azioni della Banca popolare di Brescia: in meno di 12 mesi il
capitale si quadruplicò, naturalmente molto prima del crollo del
titolo Bipop. Ma il patrimonio dello Ior non è solo mobile. E
dell’Istituto si parla anche in relazione alle beghe con gli
inquilini di 4 condomini di Roma e Frascati che lo Ior, a cavallo
fra il 2002 e il 2003, ha venduto alla società Marine Investimenti
Sud, all’epoca di proprietà al 90% della Finnat Fiduciaria di
Giampietro Nattino,
uno dei laici della Prefettura degli affari economici della Santa
Sede, e oggi in mano alla lussemburghese Longueville. Gli inquilini,
però, affermano di sentirsi chiedere il pagamento del canone di
locazione ancora dallo Ior. Che nei documenti ufficiali compare
anche come Ocrot: Officia pro caritatis religionisque operibus
tutandis, con il codice fiscale italiano dell’istituto: 80206390587.
QUELL’ASSEGNO DA 2,5 MILIONI FIRMATO DAI
CAVALIERI DI COLOMBO
Per il 25esimo anniversario di
pontificato, Giovanni Paolo II
il 25 ottobre 2003 ha ricevuto un assegno da 2,5milioni di dollari,
la rendita di un fondo d’investimento americano da 20milioni di
dollari dedicato a lui, il Vicarius Christi Fund. Il denaro è
gestito dall’ordine cavalleresco cattolico più grande del mondo: The
Knights of Columbus, i Cavalieri di Colombo, che conta su 1,6milioni
di membri tra Stati Uniti, Canada, Messico, Porto Rico, Repubblica
Dominicana, Filippine, Bahamas, Guatemala, Guam, Saipan e Isole
Vergini. Alla Congregazione per le cause dei santi stanno vagliando
la canonizzazione di Michael McGivney, che ha fondato l’ordine 122
anni fa nel Connecticut. Un omaggio a un’associazione che da anni
vanta legami molto stretti con la Santa Sede.
Il suo cavaliere supremo, Virgil
Dechant, è uno dei 9 consiglieri dello Stato Città del Vaticano e
anche vicepresidente dello Ior. Mentre gli utili del Vicarius
Christi Fund, nato nel 1981, sono consegnati ogni anno a
Giovanni Paolo II
nel corso di un’udienza riservata ai cavalieri americani. Con i
2,5milioni di dollari regalati a Karol
Wojtyla il 9 ottobre 2003, il totale
delle donazioni dell’ordine cavalleresco al vicario di Cristo ha
superato i 35milioni di dollari. Nulla, in confronto ai 47miliardi
di dollari del fondo assicurativo sulla vita gestito dai Cavalieri
di Colombo, al quale Standard & Poor’s assegna da anni il rating più
elevato.
L’ordine investe nei corporate bond
emessi da più di 740 società statunitensi e canadesi e solo nel
2002, piazzando polizze sulla vita e servizi di assistenza
domiciliare ai suoi iscritti attraverso 1.400 agenti, ha incassato
4,5 miliardi di dollari (il 3,4% in più rispetto al 2001). Una parte
delle entrate, 128,5 milioni di dollari, è stata girata a diocesi,
ordini religiosi, seminari, scuole cattoliche e, ovviamente, al
Vaticano che nel 2002, tra la rendita del fondo del
Papa, gli assegni
alle nunziature apostoliche di Usa e Jugoslavia, il contributo alla
Santa Sede nella sua missione di osservatore permanente all’Onu e
quello per il restauro della basilica di san Pietro, ha ricevuto dai
Cavalieri di Colombo 1,98milioni di dollari.
Dagospia.com

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Le scie chimiche contengono sostanze
tossiche
(articolo di G. Szymanski tradotto da
Zret)
Risultati di laboratorio mostrano che le
scie chimiche contengono sostanze
tossiche irrorate in tutto il mondo dal
Vaticano legato al
Nuovo ordine mondiale
Stando a quanto appurato dai ricercatori, il vostro governo è
responsabile: voi state respirando sei (6) batteri, incluso quello
dell’antrace e quello della polmonite, nove composti chimici tra cui
l’acelticoline cloride e ventisei metalli compresi arsenico, oro,
piombo, mercurio, argento, uranio e zinco.
I cieli sopra Boulder (Colorado) non sono diversi da quelli della
maggior parte delle altre parti del mondo, tramati da reticoli di
scie chimiche che rapidamente si trasformano in nuvole artificiali
da cui ricadono sostanze tossiche. Alle pendici delle magnifiche
Montagne rocciose quasi ogni giorno si possono vedere degli
aeroplani bianchi che irrorano sostanze tossiche, come segno di un
programma ideato nell’ambito del Nuovo ordine mondiale volto alla
riduzione della popolazione.
Tuttavia la cosa triste è che la maggior parte delle persone non ha
sentore che i Gesuiti, legati al Nuovo ordine mondiale, hanno
intenzione di ridurre la popolazione del pianeta di due terzi,
essendo le chemtrails solo una delle sinistre trame per distruggere
le nazioni.
Infatti, quando la gente guarda in alto, la maggior parte pensa che
quelle bianche strisce siano scarichi degli aerei (e scie di
condensazione, n.d.t.). E’ una spiegazione idiota per il popolo
statunitense che ha subìto il lavaggio del cervello e che nutre
ancora troppa fiducia nel suo governo del Male, ormai fuori
controllo.
In un messaggio mandato al sito Arctic Beacon, ecco che cosa un
lettore con preparazione scientifica, riporta di aver trovato.
“Ora state respirando etilene dibromide, nanoparticelle di alluminio
e bario, fibre polimeriche contenenti materiali bioattivi non
identificati. Le persone non sono state avvisate e consultate, ma
sono certamente vulnerabili a queste operazioni.
Sono stati individuati, in campioni d’aria, componenti biologici tra
i quali muffe modificate geneticamente, globuli di sangue essiccato
e ceppi anomali di batteri.
Benvenuti nel "nuovo mondo" dei cieli di bario tossico, del
controllo meteorologico, del controllo mentale attraverso l’uso
delle scie chimiche associate alle frequenze elettromagnetiche
generate da H.A.A.R.P. La nostra salute è sotto attacco, come
evidenziato dal numero dei casi, cresciuto in modo esponenziale, di
tumori del polmone, di asma e di patologie dell’apparato
respiratorio.
L’ambiente ed il clima sono sotto un attacco che si traduce in lampi
anomali, in bizzarrie meteorologiche, nel 20 per cento di luce
solare in meno che raggiunge la superficie terrestre,
nell’allarmante e quasi totale collasso di alcuni ecosistemi marini
della costa occidentale (del Nord America, n.d.t.) e nella creazione
dei più potenti uragani che si ricordino. I nostri cieli sono
offuscati sempre più da nuvole artificiali contenenti bario,
alluminio, etilene dibromide. Sia nell’atmosfera sia negli oceani
questo particolato è una minaccia per la salute di ogni essere
vivente. La mia salute e quella dei miei familiari è già stata
drasticamente compromessa. Esiste una censura totale per opera dei
media main-stream sicché l’unico modo per svegliare il mondo è dire
la verità”.
Leggi
qui
l'articolo in inglese.
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