RIFLESSIONI SULLA VERA ORIGINE DEL NATALE ...

Il 25 dicembre, in quasi tutto il globo terracqueo festeggiano la natività di Gesù, tra cenoni, feste, regali e consumismo sfrenato, tutti celebrano la nascita di colui che considerano il salvatore dell'umanità, e ciò ha luogo accanto all'albero di natale e al presepe. Che voi non siate credenti non fa differenza perchè comunque anche VOI partecipate e sostenete i riti e la religione del Nuovo Ordine Globale.

Da dove nasce il ‘Natale’?

Yule è il nome caldeo per ‘neonato’ o ‘bambino’. Nell’antica Babilonia, il 25 dicembre era noto come il giorno di Yule o il giorno della nascita del figlio promesso. Questo era il giorno della nascita del dio sole incarnato, che appariva come un bambino per redimere un mondo avvolto nell’oscurità. Questo era il credo essenziale del sistema religioso babilonese, dove il “dio sole”, conosciuto anche come “Baal”, era il dio principale di un sistema politeistico. Tammuz era anche adorato come il dio incarnato, o il promesso figlio di Baal, che doveva essere il salvatore del mondo.

Nell’Enciclopedia Cattolica troviamo che il Natale non era annoverato tra le festività dei primi cristiani. E non lo fu fino alla fine del IV secolo, quando la Chiesa di Roma cominciò ad osservare il 25 dicembre come il compleanno di Gesù. A partire dal V secolo AD, la Chiesa di Roma ordinò che la sua nascita fosse per sempre osservata il 25 dicembre. All’epoca di questo decreto, la Chiesa di Roma era ben consapevole che i culti religiosi pagani nel mondo romano e greco celebravano il pagano dio sole, Mithra, proprio in questo stesso giorno. Questa festività invernale era nota come la ‘nascita del sole’. Era anche noto nell’Impero Romano come Saturnalia (un altro nome per l’adorazione del sole).

Nuova Enciclopedia Cattolica: “Alla nascita di Cristo fu assegnata la data del solstizio invernale perché in quel giorno, in cui il sole inizia il suo ritorno nei cieli boreali, i pagani che adoravano Mitra celebravano il dies natalis Solis Invicti”.

Enciclopedia Americana, edizione 1944: “Il Natale … secondo molte fonti autorevoli, non veniva celebrato nei primi secoli della Chiesa cristiana, in quanto l’usanza cristiana in generale era quella di celebrare la morte delle persone più importanti, non il giorno della loro nascita … Una festa fu stabilita in memoria di questo evento [la nascita di Cristo] nel quarto secolo …Poiché il giorno esatto della nascita di Cristo non era noto, la Chiesa occidentale nel quinto secolo ordinò che la festa venisse celebrata per sempre nello stesso giorno dell’antica festa romana in onore della nascita del dio Sole”.

New Schaff-Herzog Enciclopedia of Religious Knowledge: “Le feste pagane dei saturnali e della brumalia erano troppo radicate nel costume popolare per essere abolite dall’influenza del Cristianesimo … La festa pagana, con le sue baldorie e gozzoviglie, era talmente popolare che i Cristiani furono ben contenti di avere trovato una scusa per perpetuarne la celebrazione con pochi cambiamenti, sia nello spirito che nelle usanze … i Cristiani della Mesopotamia accusarono i loro fratelli occidentali d’idolatria, e di adorare il Sole, per avere adottata questa festa pagana”.

Enciclopedia Italiana Treccani, edizione 1949, Sansoni, vol. XXIV, pag 299: “I Padri dei primi secoli non sembrano aver conosciuto una festa della natività di Gesù Cristo … La festa del 25 dicembre sarebbe stata istituita per contrapporre una celebrazione cristiana a quella mitraica del dies natalis Solis Invicti [giorno natalizio dell’invincibile Sole], nel solstizio invernale”.

Le maggiori religioni della cristianità, a discapito di innumerevoli e inconsapevoli ‘cristiani’[?], affonda le sue radici nella religione misterica dell’antica Babilonia foriera fonte del progetto di Unificazione Mondiale delle false religioni create dagli Arconti nel loro “progetto dei secoli” per il dominio dell'umanità.

Ma perche' proprio il 25 dicembre?

Il 25 dicembre era il giorno del solstizio invernale, dell'avvenimento astronomico che segnava l'inizio di un nuovo dilatarsi del periodo di luce giornaliero. Sul piano simbolico. Ovunque si adorasse il Sole quello era il giorno in cui il dio solare rinasceva dopo morte simbolica. Secondo i Greci, Dioniso era nato da una vergine il 25 dicembre; per gli Egizi Oro, figlio di Osiride, era stato concepito il 25 marzo ed era nato il 25 dicembre. Anche un altro dio della luce di antica origine indoeuropea, Mithra, divenuto nel mondo ellenico-romano un dio solare, vedeva celebrare la sua nascita il 25 dicembre. Anzi sul finire del III sec., l'imperatore Aureliano aveva istituito il culto statale dei Comes Sol Invictus, la cui festa primaria era il dies Natalis Solis Invicti, fissata al 25 dicembre.

Questo giorno ,dunque, era celebrato in tutto l'impero romano come festa della nascita del Sole. Fissare nello stesso giorno la ricorrenza della nascita di Gesu', il Sole di giustizia, era un fatto che scaturiva dunque, oltre che da volontà espresse dagli 'dei' tramite vaticini, dall'opportunita' politico-religiosa di riunire sotto un'unico credo imperiale tutte le diverse festività, che pur sotto nomi diversi ricadevano nello stesso periodo. Del resto, di coincidenze con altri culti è piena tutta la storia delle religioni umane'. Il mito di Mithra narra che il dio nacque dalla roccia e che all'avvenimento assistettero alcuni pastori che al bimbo divino offrirono doni. E come non ricordare che il culto di Mithra si celebrava in una grotta? E che un Salvatore, nato da una vergine in una grotta, era atteso dai seguaci di Zoroastro, oltre che da quelli di Mithra.

Ma Gesù non è affatto nato il 25 dicembre come Mithra.. perchè a dicembre, a Betlemme e nelle zone circostanti il clima è freddo e invernale, ci sono piogge gelide e a volte nevica. In questa stagione i pastori NON PASSANO LA NOTTE ALL'APERTO con i loro greggi. E non si tratta di un fenomeno meteorologico recente, anzi visto che oggi abbiamo l'effetto serra e la temperaura globale è più alta in quel lontano passato dovevva essere ancora più freddo. Inoltre le stesse scritture narrano, che in quelle stesse zone, Ioiachin re di giuda “sedeva nella casa, nel nono mese [chislev, che corrisponde a novembre-dicembre], con un braciere ardente davanti a sé..” (Ger. 36:22). Per scaldarsi aveva bisogno del fuoco. Anche nel linro di Esdra 10:9,13 risulta chiaramente che il mese di chislev è “..la stagione dei rovesci di pioggia, e non è possibile restare fuori..”. Tutto questo indica che le condizioni climatiche di dicembre a Betlemme non corrispondono a quanto descritto alla descrizione degli avvenimenti connessi alla nascita di Gesù Cristo – Luca 2:8-11. Pertanto Mithra e TUTTI gli altri falsi dèi possono essere accomunati all'evento del 25 dicembre, che.. NON è affatto lo stesso periodo della nascita di Gesù.

Se dunque Gesù non è nato il 25 dicembre, allora quando è nato?

Dai capitoli 26 e 27 di Matteo apprendiamo che morì durante la Pasqua ebraica, la quale ebbe inizio il 1° del 33 dC. Inoltre da Luca 3:21-23 sappiamo che Gesù aveva circa trent'anni quando iniziò la sua missione. Poiché questa durò tre anni e mezzo, egli morì a circa 33 anni e mezzo. Quindi il Cristo avrebbe compiuto 34 anni sei mesi dopo, cioè il primo di ottobre. Se dunque risaliamo all'indietro alla data in cui naque, arriviamo non al 25 dicembre o al 6 gennaio, ma all'incirca al 1° ottobre dell'anno 2 aC. Allora sì che i pastori ancora pernottavano all'aperto con i loro greggi come correttamente descritto nelle scritture (Luca 2:8-11).

Come sottolinea il professor Mario Bussagli (I Re Magi, Ed. Rusconi 1986) : "L'attesa del Salvatore non e' limitata solo al Messia e al mondo ebraico(…) Mithra e' probabilmente la sorgente da cui deriva il Bodhisattva Maitreya (…) destinato a divenire il Buddha del futuro il quale predichera' la Legge a un'umanita' diversa, migliore, piu' grande e chiaroveggente. Con sfumature enormemente diverse l'aspirazione a un Salvatore, a un Soccorritore, a un mondo diverso e migliore riempe di sé, fra il II sec. a. C. e il III sec. d.C. gran parte dell'Europa e dell'Asia espandendosi poi fino al Giappone ove Maitreya e' chiamato Miroku..". Questo continuo susseguirsi di immagini del Vero Cristo nella storia umana è il progetto secolare di offuscamento per inquinare la storia e confondere la mente umana.. è l'immagine della Bestia profetizzata in Apocalisse.. è il falso Imperatore del Mondo che sotto mentite spoglie CLONERA' (per l'ultima volta) il ritorno di Gesù Cristo.. è l'ANTICRISTO.


Il Natale e' anche una festa mondano-consumistica. Per quanto strano possa sembrare, cio' costituisce un ritorno all'antico, al precristiano, al pagano. Quindi quanto di più distante dalla nascita in umiltà e senza grandi festeggiamenti organizzati dall'uomo.
Nel calendario romano i giorni dal 17 al 24 dicembre erano dedicati alla celebrazione dei Saturnalia, la festa in onore del dio Saturno. Dopo la cerimonia di sacrificio nel tempio del dio, le autorita' religiose e civili dvano vita ad un convivium publicum, mentre nelle case si festeggiava con grandi banchetti in ambito familiare. Ai bambini venivano regalate bambole, gli adulti si scambiavano doni e auguri. Non a caso il nostro "strenna" deriva dal latino strena, che significa presagio, augurio, ma anche dono augurale.

In epoca successiva, decaduti i Saturnalia, i caratteri della festa furono trasferiti in parte al Capodanno e in parte al Carnevale. Ma l'usanza dei banchetti familiari, con lo scambio di doni e di auguri, e' evidentemente rimasta anche in riferimento al Natale. Quindi più che una semplice festa organizzata liberalmente e volontariamente è un rito collettivo di divinazione antico imposto all'uomo nella notte dei tempi per seguire ciò che gli “dèi” volevano dall'uomo.

Origini piu' incerte, ma quasi certamente nordiche, ha invece l'usanza dell'albero di Natale. Secondo talune fonti, in alcuni paesi nord-europei, i giorni che precedevano il Natale erano dedicati alle "Feste del Paradiso". Poiché antiche leggende riferivano che la croce di Cristo era stata costruita con legno tratto da un albero nato da un germoglio dell'Albero della Conoscenza, nelle "Feste del Paradiso" quest'albero veniva decorato con mele e nastri. Da quel modello sarebbe derivato l'albero di Natale. Non e' improbabile che la stessa "Festa del Paradiso" richiamasse una precedente festivita' pagana. Lo storico Procopio (VI sec.) descrive una festa nell'Estremo Nord (Thule) per celebrare il ritorno del Sole (solstizio d'inverno), cosi' come miti e leggende nordici richiamano usanze collegate al solstizio e al suo potere sulla vegetazione.
Anche le luci poste sull'albero natalizio sembrano trovare precedenti simbolici nelle storie nordiche. Nelle antiche leggende islandesi si fa cenno ad un frassino di montagna che nell'epoca natalizia si ricopre di luci che neanche la piu' forte tempesta riece a spegnere. 

Nel ciclo del Graal, Percival attraversa un bosco illuminato con mille candele; in un'altra storia per due volte il cavaliere Durmals, attraversando anch'egli un bosco, vede un magnifico albero coperto di luci dalla cima alle radici: in entrambi i casi le luci sono simbolo di raggiunta saggezza.. Nel folklore celtico le bacche rosse del sorbo sono ritenute fonte di saggezza. Oggi e' impossibile stabilire a quali significati facesse riferimento il primo vero albero di Natale, ricordato in una cronaca del 1605 a Strasburgo. Ma più approfonditamente possiamo dire che l'albero in quanto rappresentazione simbolico-esoterica fa parte di tutta quella schiera di “simboli” che parlano alla coscienza collettiva dell'umanità con un linguaggio che penetra nei più profondi meandri senza che i profani comprendano esattamente quello che stanno facendo ma inducendoli nel frattempo a “operare” in qualità di apprendisti (mentre si divertono e giocano) delle operazioni esoteriche.

Un'origine pagana va attribuita quasi certamente anche all'usanza natalizia di appendere sulla soglia di casa rametti di vischio in quanto propiziatori di benessere. E' Plinio ad informarci (Naturalis Historia XXIV,193-194) della tecnica rituale di raccolta del vischio presso i Celti e del significato magico che a tale piante attribuivano i Druidi: i Celti chiamavano il vischio "quello che guarisce ogni cosa" e ritenevano che da esso si ricavasse una bevanda che costituiva una specie di antidoto universale.

Anche Babbo Natale ha un passaporto nordico. Il suo antenato e' pero' latino e si chiama Nicola, santo, vescovo di Mira verso la meta' del IV secolo. Il culto di S. Nicola, patrono dei giovani e dei bambini, si diffuse per singolari motivi dalla meridionalissima Bari ai settentrionali paesi germanici, dove il santo cambio' il suo nome in Nicolaus ma resto' patrono dei bimbi. Il calendario fissa la sua festa al 6 dicembre. Dopo la Riforma, i protestanti di Germania, Olanda e Svizzera affidarono a lui il compito di portare doni ai fanciulli, attribuendogli- in una commissione di miti- un'origine polare e una slitta trainata da renne come mezzo di locomozione. Gli americani, con il loro amore per la sintesi, gli affibbiarono infine il nomignolo di Santa Claus.

Innegabile e' invece l'origine del presepio. Secondo la tradizione il primo presepio fu allestito da Francesco di Assisi nel 1223 nella grotta di Greccio (Rieti). Il presepio deve il suo nome al Vangelo di Luca (2:7), li' dove si narra che la Vergine diede alla luce il suo primogenito, lo avvolse in fasce e "reclinavit eum in praesepio", cioè " lo adagio' in una mangiatoia". Nei vangelo invece non c'è traccia del bue e dell'asinello, la cui presenza è attestata soltanto negli Apocrifi [quali simbolismi esoterici]. 

Anche questo "simbolico" simulacro del divino è un atto di ADORAZIONE alla nascita del "Sole Invincibile" e cioè a tutto il pantheon di falsi dèi o cristi che fanno da rappresentazione della nascita dell'Imperatore a capo del Nuovo Ordine Globale. Francesco di Assisi trasgredisce impunemente la legge divina creando delle statuine che non rappresentano affatto Gesù oltre a trasgredire il comandamento che afferma: "..Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire.. (Es. 20:4-6), "..Non vi farete e non metterete in piedi né idoli, né sculture…” (Deut. 26:1), Egli pronuncia il chiaro divieto che non deve essere fatta alcuna scultura, né la figura di un uomo né la figura di una donna: “…non vi facciate qualche scultura, la rappresentazione di qualche idolo, la figura di un uomo o di una donna..” (Deut. 4:16).

Nella liturgia la festivita' natalizia e' caratterizzata, sin dal VI sec., dall'uso di celebrare tre messe. Per il simbolismo [esoterico] medievale cio' avveniva in omaggio alla triplice nascita di Gesu': nell'eternita', nel seno del Padre; nel tempo, da Maria Vergine; nell'anima dei Cristiani.

Insomma possiamo affermare con certezza che tutto il “corpo” delle festività che vanno dal 24 dicembre al 6 gennaio non sono altro che un grande rito magico-esoterico tramandato dalle antiche religioni pagane, donate loro dagli dèi [alieni, demoni, spiriti, ecc..] scesi dal cielo e asservite a loro uso e consumo, per tenere gli uomini aggiogati al loro dominio.
Queste cose non hanno nulla a che fare con i Veri figli del Padre e i Veri dicepoli di Gesù Cristo.

Le origini del Dio Sole

Senza addentrarci in comparazioni che richiederebbero lunghi ed accurati studi, diremo comunque che il 25 dicembre è associato al giorno di nascita o di festeggiamento di "personaggi divini" che ci sono stati tramandati nei secoli sotto altre forme.

Per citarne alcuni:

Il dio Horus egiziano
I mosaici e gli affreschi raffiguranti immagini di Horus in braccio a Iside ricordano l’iconografia cristiana della Madonna col bambino, tanto da indurci a credere che in epoca cristiana, per ovvi motivi, alcune rappresentazioni di Iside e Horus, spesso raffigurato come un bambino con la corona solare sul capo, furono probabilmente “riciclate”.
Il dio Mitra indo-persiano
Con buona pace della Gatto Trocchi, quello di Mitra fu il culto più concorrenziale al cristianesimo e col quale il cristianesimo si fuse sincreticamente. A proposito, anche Mitra era stato partorito da una vergine, aveva dodici discepoli e veniva soprannominato “il Salvatore”.

Gli dei babilonesi Tammuz e Shamas
Nel giorno corrispondente al 25 dicembre odierno, nel 3000 a.C. circa, veniva festeggiato il dio Sole babilonese Shamash. Il dio solare veniva chiamato Utu in sumerico e Shamash in accadico. Era il dio del Sole, della giustizia e della predizione, in quanto il sole vede tutto: passato, presente e futuro.
In Babilonia successivamente comparve il culto della dea Ishtar e di suo figlio Tammuz, che veniva considerato l’incarnazione del Sole. Allo stesso modo di Iside, anche Ishtar veniva rappresentata con il suo bambino tra le braccia. Attorno alla testa di Tammuz si rappresentava un’aureola di 12 stelle che simboleggiavano i dodici segni zodiacali.
È interessante aggiungere che anche in questo culto il dio Tammuz muore per risorgere dopo tre giorni.

Dioniso
Nei giorni del solstizio d’inverno, si svolgeva in onore di Dioniso una festa rituale chiamata Lenaea, “la festa delle donne selvagge”. Veniva celebrato il dio che “rinasceva” bambino dopo essere stato fatto a pezzi.

Bacab
Era il dio Sole nello Yucatan; si credeva che fosse stato messo al mondo dalla vergine Chiribirias.

Il dio Sole inca Wiracocha
Il dio sole inca veniva celebrato nella festa del solstizio d’inverno Inti Raymi (festeggiata il 24 giugno perché nell’emisfero sud, essendo le stagioni rovesciate, il solstizio d’inverno cade appunto in giugno).

Ovviamente i primi citati in questa rapida carrellata devono aver influito alquanto nella creazione del falso sistema religioso della cristianità che, ricordiamolo una buona volta, non fu creato da Gesù Cristo. Riguardo invece ai culti solari precolombiani è interessante notare come i tempi e i simboli del sacro siano comuni a civiltà molto distanti fra loro.

Questo dovrebbe far sorgere più spesso il sospetto di "un’origine comune" delle religioni umane tramite uno studio comparato delle stesse alla ricerca del significato e del VERO scopo della vita.

La luce mostra la VERA NATURA di tutto ciò che viene messo in chiaro, poi la luce TRASFORMA ciò che essa illumina, e lo RENDE luminoso. Per questo si dice: Svegliati, tu che dormi.. sorgi dai morti e il Cristo ti illuminerà..”. (Efesini 5:13-14)

Fonte - Ulteriore lettura di approfondimento sul Natale >> QUI'

REMINISCENZE DI UN CULTO SOLARE NELLE ANTICHE RELIGIONI

di Vito Foschi

Per i cattolici di tutto il mondo il 25 dicembre è una data importante, è la data in cui è nato Gesù. Ma non tutti sanno che la stessa data riveste la stessa importanza per moltissime altre antiche religioni di tutto il globo.

Il 25 dicembre è la data di nascita di moltissimi dei.

Ecco un breve elenco:

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il dio Tammuz unico figlio della dea Ishtar nell'antica Babilonia;
- il dio Oro nell'antico Egitto;
- il dio Mithra, noto con l'appellativo di salvatore nell'antica Persia;
- il dio Quetzalcoat, nell'antico Messico.
- il dio Bacab, che si credeva messo al mondo da una vergine di nome Chiribirias, nello Yucatan;
- il dio Huitzilopochtli, nell'antico regno azteco;
- il dio Freyr, in Scandinavia;
- il dio Bacco, nell'antica Grecia;
- il dio Adone, nell'antica Siria;
- il dio Ati, nell'antica Frigia noto anche come "Salvatore" e simbolizzato con un agnello.

Come si vede, sono una moltitudine gli dei nati in questa data, e abbracciano tutto il globo, il "Vecchio Mondo" e il "Nuovo Mondo".

Ci sono altre coincidenze con la religione cattolica, per esempio il fatto che il dio Ati sia nato da una vergine, o il dio Mithra nato anch'egli da una vergine in una grotta, ha una vita terrena di 33 anni e i suoi seguaci celebrano in suo ricordo un pasto seduto nella stessa mensa.

Queste coincidenze fanno pensare, ma io voglio soffermarmi sul significato della data del 25 dicembre. La religione cattolica è relativamente giovane e ha assorbito varie influenze.

Di recente, il Papa in una sua enciclica ha condannato l'eclettismo, ma la religione cattolica è proprio quella che ha fuso in se le più svariate tradizioni.

Il 25 dicembre si trova in prossimità di un evento astronomico di notevole importanza: il solstizio di inverno.

In tale data le ore di luce raggiungono il minimo per poi riprendere a crescere. Un evento talmente naturale, che quasi non ci pensiamo più.

Per i nostri antenati era invece importantissimo. Basta pensare alle condizioni in cui vivevano per rendersi conto che un inverno poteva rappresentare la morte. Per questo il fatto che le ore di luce tornavano a crescere era festeggiato con tutti gli onori.

Era come se il Sole rinascesse. Quando i nostri progenitori sono diventati contadini il Sole è diventato ancora più importante, perché scandiva le stagioni, e con le stagioni i lavori agricoli.

Inoltre esistono numerose prove che il Sole sia stata una divinità adorata in tutto il mondo preistorico.

Dopotutto, è quasi naturale pensare che proprio intorno al sole nascesse un primitivo culto. Per quelli che hanno pensato che simili coincidenze siano il frutto di una antica religione comune a tutto il pianeta, di una qualche civiltà perduta ad esempio Atlantide, si sbagliano. Non perché non sia possibile l'esistenza di una antica civiltà perduta, che si chiami Atlantide o con un altro nome, ma per il semplice motivo che un culto solare si è potuto benissimo sviluppare indipendentemente in più parti del globo, in diversi periodi.

Un'altra data è comune a molte religioni del passato è corrisponde all'incirca all'equinozio di primavera. In questa gli dei morivano e risorgevano dopo 3 giorni. È curioso notare ancora una volta la coincidenza con le festività della Pasqua cattolica. Ma la spiegazione è la stessa data per la data del 25 dicembre. Sono tutte reminiscenze di un antico culto solare che si sono conservate nelle antiche religioni.

Con lo sviluppo della civiltà, si sono sviluppate nuove idee, e anche le religioni si sono modificate e complicate. Ma il punto di partenza comune era lo stesso culto solare. Benché sviluppato indipendentemente in varie parti del globo non poteva prendere che caratteristiche comune, per il fatto che il ciclo solare, eccetto alcune regioni estreme, ha lo stesso svolgere
su tutto il pianeta.

Poi, con le tecnologie dell'epoca non potevano certo misurare le differenze minime fra una regione e l'altra del globo. Un'altra idea: i tre giorni di morte prima della resurrezione possono rappresentare i tre mesi centrali dell'inverno, dicembre, gennaio e febbraio. Inoltre se si osserva lo sviluppo della religione cattolica, non si può non pensare che queste coincidenze possano aver avuto origine come spiegato sopra.

La Chiesa cattolica per sconfiggere gli altri culti ha sovrapposto a festività pagane le sue, dandone un nuovo significato cristiano.

Gli esempi sono molteplici, basti pensare ai santi protettori, chiara reminiscenza degli antichi dei pagani che sovrintendevano ad ogni attività umana.

Ma l'esempio più clamoroso è la data di nascita di Gesù.

Tutti sanno che è il 25 dicembre.

E si sbagliano.

La data del 25 dicembre è stata fissata a posteriori, per sovrapporla alla festività del Dies Natalis Solis Invicti (Il giorno natale del sole Invincibile) festeggiato in tutto l'impero romano e nel resto d'Europa.

Così per la Pasqua che oltre a sovrapporsi all'analoga ebrea, si sovrapponeva alle festività dell'equinozio di primavera. Al solstizio estivo si è sovrapposto la festività di S. Giovanni.

Basta vedere questo per rendersi conto di come le antiche religioni conservino memoria del culto solare più antico e di come questo abbia fatto nascere simili coincidenze.

Il mistero delle date è spiegato, ma per le altre coincidenze non so offrirvi spiegazioni.

IL CULTO DI MITHRA

Il culto di Mithra, arrivato dall’ Oriente, si diffuse nella Roma imperiale. La sua religione era monoteista e aveva riti molto simili a quelli successivi del cristianesimo: dal battesimo alla comunione, alla stretta di mano e a venerarlo furono intere legioni di soldati, ai quali prometteva la vita eterna. Ma, alla fine, i fedeli vennero perseguitati e le loro cripte (i mitrei) sepolte sotto le chiese.

Le somiglianze tra Mithra e Gesù sono moltissime, solo che Mithra era nato almeno 14 secoli prima, anche lui in una grotta, anche lui la notte tra il 24 e il 25 dicembre. Anzi, proprio la data del 24 dicembre (quando il sole, dopo il solstizio d’ Inverno, comincia a crescere di nuovo nel cielo), era la festa di Mithra prima del nostro Natale. Era chiamato "Sol invictus" e spesso aveva attorno al capo un’aureola di raggi. Il 25 dicembre non è solo la data ufficiale della festa del Dio del Sole, ma anche quella della venuta del “dio bianco” per i popoli iperborei. Era legata al culto solare di Crom, che era il dio del sole, il Verbo, il padre del Tempo ed era circondato dai 12 Dei inferiori: uno per ogni pietra del Cromlech.

Tra i molti punti di somiglianza vi è anche che Mithra morì a 33 anni (sorte che fu anche di Alessandro il Macedone, poi volato in cielo) e che, poi, come Lui, risuscitò. Un aspetto molto diverso, invece, è che Mithra era un dio per soli uomini, mentre Cristo chiamava anche le donne.

Il Cristianesimo, che non conosceva la data della nascita di Gesù, scelse di celebrarlo, proprio per tutte queste circostanze, lo stesso giorno della nascita di Mithra.

IL NATALE NON È SOLTANTO CRISTIANO 


Molte divinità antiche, secondo i miti, sono uccise e discendono nella tomba il periodo che va tra la morte e la resurrezione è generalmente di tre giorni.

Della nascita di Gesù Cristo non venne rivelato il giorno e neppure il mese e l'anno. Il 25 dicembre è una data simbolica e più avanti capirete il perchè. Gli antichi dotti, con astrusi quanto complicati calcoli, hanno assegnato varie date a questo evento. Génébrard, dopo un'infinità di incredibili considerazioni, si convinse che Cristo era nato nel 4090 dopo la creazione del mondo. Scaligero (figlio) si disse certo che Gesù era venuto al mondo nel 3948 dopo la genesi, mentre, secondo l'erudito Pico della Mirandola, nel 3958. E tanti altri, con calcoli strampalati, trovarono molte altre date. 

Se, come si è visto, vi è molta incertezza nello stabilire l'anno esatto di nascita di Gesù, la confusione è ancora maggiore quando si vuole ricercare il giorno e il mese. Non è affatto vero che il Cristo sia nato, come moltissimi credono e come si celebra, il 25 dicembre. Per avere una pallida idea di quanto la questione sia complessa basti pensare che, nel passato, alcune sette cristiane calcolarono, addirittura, centotretasei date differenti.

Lightfoot stabilisce che la data di nascita di Gesù fu il 15 settembre, altri parlano di febbraio e agosto. Due sette, secondo quanto scrive Epifanio, celebravano la nascita di Gesù in due periodi diversi: una in giugno e l'altra in luglio. Clemente Alessandrino affermò che Gesù Cristo era nato il 25 Pathon, che corrisponde al 20 maggio, o il 15 Tybri, cioé il 10 gennaio, o l'11 Tybri, il 6 gennaio. 

Secondo San Cipriano la data esatta era il 28 marzo. Sant'Ippolito si disse convinto che il Cristo fosse nato il 23 aprile. La controversa e confusa questione fu risolta dal papa Giulio I nell'Anno Domini 337. San Giovanni Cristostomo, nel 390, così spiegò quanto il papa aveva deciso: «In questo giorno (25 dicembre) anche la natività di Cristo fu ultimamente fissata in Roma...». Ancora oggi, tuttavia, alcune chiese cristiane, come la copta, l'armena e quella ortodossa, celebrano il Natale in un giorno diverso: il 6 gennaio. 

I cristiani, tra il III e IV secolo, scelsero il 25 di dicembre come nascita del Salvatore nell'intento di sovrapporre una festività cristiana alla celebrazione pagana del Sole commemorata quasi dappertutto. Stabilirono, così, la data del Redentore il giorno dopo il solstizio d'inverno (24 dicembre), giorno durante il quale si festeggia solennemente, presso i romani e non solo, la rinascita del Sole, il Dies Natalis Solis Inviti ("giorno natale del Sole Invitto"), che riprendeva il suo cammino sulla volta dei cieli. Il sole del solstizio, infatti, ha raggiunto il punto più meridionale della sua orbita, cosicché alle latitudini dell'emisfero settentrionale si registra il giorno più corto dell'anno. Da quel momento l'astro inizia, lentamente, a riprendere il suo tragitto in direzione delle latitudini settentrionali e le giornate, a poso a poco, si allungano. 

Scrive Alfonso Cattabiani che il Sol Invictus era «una divinità solare di Emesa introdotta dall'imperatore Aureliano (270-275), che aveva costruito anche un tempio in suo onore nel campus Agrippae, l'attuale piazza San Silvestro». Nel culto del Sol Invictus confluirono la Mastruca celtica e il germanico Yule (ruota), con esplicito riferimento al sole. Nigel Pennick spiega: «Lo stesso termine "Yule" (anglo-sassone "Geola") significa Giogo dell'Anno, vale a dire il punto d'equilibrio esistente oltre il declino della luce del sole (...). Il periodo dello Yule inizia quindici giorni prima del solstizio d'inverno con la festa di San Niccolò, che è associato alla figura sciamanica dello stesso Odino» . La nascita di Cristo, come si è detto, venne sostituita al giorno dedicato al culto solare perché, come scrive Gibbon in Decadenza e caduta dell'Impero Romano, «i Romani (Cristiani) ignorando... la data reale della nascita di Cristo, fissarono la festa solenne al 25 Dicembre, il solstizio d'inverno o Brunale, quando i pagani celebravano, ogni anno, la nascita del Sole». 

La Chiesa delle origini sovrappose le celebrazioni cristiane alle vecchie ricorrenze pagane. Per fare pochi esempi: la festa di San Giorgio ha rimpiazzato l'antichissima festività della Parilia; i festeggiamenti di San Giovanni Battista hanno rimpiazzato la festa dell'acqua, che era celebrata a mezz'estate; la festività dell'Assunzione della Vergine ha preso il posto delle celebrazioni di Diana. Halloween diventò la festa di Ognissanti e via di seguito. 

Ritornando al 25 di dicembre, ben pochi sanno che quasi tutti i popoli della terra hanno sempre celebrato, intorno a questa data, la nscita di un dio. In Egitto si festeggiava la nascita del dio Oro, all'epoca corrispondente al nostro Natale. Il padre di Oro, Osiride, si credeva fosse nato, pure, nello stesso periodo. In Babilonia si celebrava, il 25 di dicembre, il dio Tammuz, "unico figlio" della dea Ishtar, rappresentata col figlio divino tra le braccia e con, intorno al capo, un'aureola di dodici stelle. Sempre al solstizio d'inverno, in persia, nasceva il dio Mithra, noto anche con l'appellativo di Salvatore. Le più antiche testimonianze di questo dio sono databili, all'incirca, al 1600 a. C. e sono contenute nei Rgveda o "Veda della Lode", testi sacri indiani scritti in sanscrito fra il 1600 e il 600 a. C. 

A Roma il culto di Mithra fu portato dalle legioni romane e prese caratteristiche proprie, a tal punto che si può, senza tema di errare, parlare di una religione dei Misteri mitriaci romani. Nell'antico Messico, alla stessa data, era nato il dio Quetzalcoatl. Nello Yucatan veniva celebrata la nascita del dio Bacab, che si credeva messo al mondo da una vergine di nome Chiribirias. Pure al solstizio d'inverno nasce il dio azteco Huitzilopochtli. Gli scandinavi festeggiavano il dio Freyr, figlio di Odino e di Freya. Sempre un 25 dicembre nascono Bacco in Grecia e Adone in Siria. Williamson, in La legge suprema, scrive: «...alcuni dei primi Padri della Chiesa Cristiana asseriscono che la grotta di Betlemme, in cui si celebravano i misteri di Adone, fosse quella in cui era nato Gesù». 

Il 25 di dicembre, peraltro, fu fin da lontanissimi tempi celebrato come sacro; basti pensare che la nascita del dio semitico Shamash veniva fatta cadere un 25 dicembre di tremila anni prima di Cristo. 

C'è ancora da dire che oltre alla nascita è simile la morte e la resurrezione di dio o uomo divino. Scrive ancora Williamson: «Noi troviamo che Krishna, Osiride, Tammuz, Adone, Mithra, Ati, Bacco, Dionisio, Baldur, Quetzalcoatl e Gesù discendono tutti nella tomba (ed alcuni nelle regioni infernali) e che il periodo tra la morte e la resurrezione è generalmente di tre giorni, mentre la resurrezione avviene di regola all'equinozio di primavera, o pochi giorni di distanza da esso». 

Qualche esempio, Mithra, nato il 25 dicembre, fu pianto nella tomba dai suoi discepoli nel periodo che corrisponde alle festività pasquali. Essi gioendo affermavano: «Rallegratevi, o Iniziati; il vostro dio è risorto dalla morte. Le sue pene e le sue sofferenze saranno la vostra salvezza» (Depuis, Origine di tutti i culti, vol. V). 

Il dio Ati, celebrato nell'antica Frigia con gli appellativi di "Figlio unigenito" e di "Salvatore", era simbolizzato con un agnello, Frazer scrive: «Ati era per la Frigia, quello che Adone era per la Siria. Come per Adone, la sua morte e risurrezione erano, ogni anno in primavera, commemorate con una festa (...). Le cerimonie celebrate alla festa di Atis non sono perfettamente conosciute: sembra che la celebrazione della sua resurrezione seguisse immediatamente quella della sua morte» (Il Ramo d'oro, vol. I). 

In Irlanda, la religione dei Celti celebrava il dio Samhein di cui si racconta che risorse dalla morte dopo tre giorni. Il dio Bacco, ucciso dai Titani, veniva fatto risorgere da Giove dopo tre giorni. Analogamente sotto le altre sue sembianze di Dionisio è detto che «subito dopo la sua sepoltura, risuscitò dalla morte e salì al cielo» (Macrobio, Commentarium in Somnium Scipionis, Origene, Contra Celsum). Infine scrive ancora W. Williamson: «Nel Nord abbiamo Baldur il bello, giusto e benefico, che i missionari cristiani trovarono rassomigliare a Gesù. Egli muore ucciso da una freccia scoccata dal cieco Hoerder, dio delle tenebre. Questa freccia era fatta con legno di vischio. Baldur giace morto per 40 giorni, e alla fine di questo periodo si risceglia e regna (...). La rozza e superficiale allegoria qui è abbastanza chiara: a 68 gradi di latitudine il sole è morto per 40 giorni, ucciso dalle tenebre dell'inverno. La freccia di legno di vischio era il primo indizio di una nuova vita proveniente dalla morte sessa (e attraverso la soglia di essa), poichè il vischio era chiamato del pari "la pianta del freddo e gelido inverno", e il "ramo salutare". Baldur era anche chiamato "Figlio dell'Uomo". Egli risorse, come era stato profetizzato dalla terza Sibilla nel Volospa: "I campi non seminati daranno il loro prodotto. Tutti i dolori saranno sanati. Baldur ritornerà"». 

Giuseppe Cosco
Tratto da i Misteri anno IV n. 30 1998.

IL NATALE 

di Rocco Bruno

Il “natale” è innanzitutto astrologico, non nasce o è nato nessun umano o figlio di Dio di nome Gesù, men che meno in una stalla o cose simili. La stella dell’est o stella cometa che seguono i re magi, sarebbe Sirio; la stella più luminosa che la notte del 24 dicembre si allinea con le tre stelle al centro della cintura di Orione, note anticamente, appunto, col nome dei 3 re, indicando il punto preciso dove sorgerà il Sole nel suo giorno più corto e quindi più buio, quella del 25.

Come mai la stalla, il bue e l’asino? Il bue sarebbero le emozioni negative o positive, le une ci mangiano e consumano e le altre alimentano le nostre illusioni ed aspettative. L’asino sarebbe invece la “mente”, quel sunto di effigi, credenze, idee indotte, sulle quali si fonda il nostro Dialogo interiore incessante, che valuta, giudica, compara, e descrive tutto il mondo, le circostanze e le relazioni con gli altri, alla luce del nostro sistema di credenze; un apparato artificiale, una visione falsata figlia della prima educazione e che funziona classificando e usando il pensare associativo. la stalla è proprio la condizione degli animali, il luogo dove l’animale sta, un livello, una condizione umana specifica. Il Cristo, cioè la Coscienza, nasce in una notte buia e da quel momento comincia la sua ascesa verso la luce, infatti da dopo il 25 la luce del giorno inizierà a mangiare il buio della notte e le giornate inizieranno ad allungarsi. La nascita del Cristo è una “presa di coscienza”, è in qualche modo una sorta di risveglio al mondo, un momento intimo di umana consapevolezza.

I tre Re, i re magi che come ho detto sono le stelle della cintura di Orione, costellazione molto visibile nelle notti di dicembre, rendono onore alla “Coscienza”, all’archetipo del sacro Sole, il Cristo, al quale ognuno di noi aspira, rendono onore ad un preciso cammino di risveglio, nei misteri iniziatici si attribuisce all’accensione del fuoco sacro, quello che Prometeo ruba agli Dei per dare all’uomo la possibilità di conoscere, la consapevolezza, la luce delle luci che il Sole stesso emana nel nostro sistema. Il Cristo nel “natale” ci parla di una matrice, una matrice luminosa, fatta di tutti quegli individui che hanno avuto il loro natale personale, il natale della loro rinnovata essenza, il natale, inteso proprio come nascita intima, interiore profonda. La vergine Maria è la costellazione di Virgo o Vergine, appunto, il cui simbolo è una “M”. Mirra madre di Adone, Maya madre di Buddha, Maria di Gesù, “M” come Maddalena. La costellazione di Virgo a volte viene chiamata anche la “casa del pane”. Ecco perché spesso il simbolo di questa costellazione è una vergine con un fascio di grano. Guarda caso “Betlemme” si traduce di fatto proprio in “casa del Pane”, quindi oltre a riferirsi alla costellazione della Vergine ed essere il luogo dove nasce il Cristo, ci sta dicendo in che modo. Non è Gesù che nasce a Natale, ma l’essere interiore profondo di coloro che stanno lavorando a questa nascita, in una notte dove gli auspici astrologici ci invitano al risveglio a prendere coscienza della nostra esistenza. Ognuno avrà od ha avuto il suo natale personale, e non è, o sarà, in un giorno preciso: accade. Quello che tante volte sfugge è che è tutto simbolico ed è stata scritta sulle stelle la più grande storia mai raccontata.

Betlemme. Il pane ad esempio è la rappresentazione dello sperma sacro negli antichi riti “pagani”, il pane è la sostanza con cui costruire i corpi Solari del “Cristo”, con cui costruire una nuova consapevolezza; il pane è la sostanza dell’uomo, la sua energia sessuale creatrice ed il vino è l’essenza dell’energia femminile, la donna è la coppa del Santo Graal, nell’ultima cena il calice è la donna, il principio femminino, il valore “animico” della donna è nel Calice. Consapevolezza ed “energia” creano la mia realtà. L’anima è dotata di una sostanza particolare, una luce, una luce delle luci, ma ha bisogno di sapere, deve essere istruita e deve “prendere coscienza” di cos’è.

Tra le altre cose. Ricordate quando dicevo – dove è la mia “attenzione” lì sarà la mia energia (creatrice)? Se la mia attenzione è nell’abbondanza della tavola, nei regali, nel festeggiare, nel consumismo, nell’andare a messa e tutto il resto, lì sarà la mia energia e genererà quello che potrà nelle circostanze che avrà o meglio che avremo procurato o prodotto. Cosa serve andare a messa se non so nemmeno per quale strana ragione dovrei farlo; non è Gesù che consacri, ma te stesso, la ragione della tua esistenza. Il Cristo non è un uomo, è una “possibilità”; una possibilità di risveglio, di rinnovamento, di cambiamento, di trasformazione da umani a divini, ecco perchè è il figlio unigenito di Dio, è unico, come la nostra stessa unicità. Il Cristo cosmico è l’insieme delle consapevolezze che fanno questo, e quanto più individui compiono il loro natale e tanto più forte è la sua influenza nelle notti del solstizio di inverno, il cui fulgore è tra il 24 e 25 dicembre. Babbo natale è l’anziano dei giorni della tradizione esoterica, porta i regali perchè sono l’”essere” ci da gli autentici doni che non sono altro che quello che abbiamo acquisito nello studio di noi stessi. L’albero di natale con le sue sfere ci ricorda l’albero sefirotico dei cabalisti.

I re magi sono, anche, la rappresentazione di un processo di trasformazione, sono i passaggi che fa la sostanza per diventare sostanza per la costruzione dei corpi e del rinnovamento della coscienza, uno è nero, l’altro è bianco e l’ultimo è giallo. Nero è il mercurio arsenicato, e deve essere purificato con la mirra, che rappresenta la purificazione nel corpo, pratiche, castità etc…, la mirra è anche simbolicamente la giustizia, quella che nasce quando abbiamo imparato ad ascoltare la “voce” della coscienza. Bianco è lo stadio successivo a questo lavoro e può essere trasformato attraverso il dominio delle emozioni e soprattutto della mente che è il vento che le alimenta. Emozione può essere tradotto anche come “azione del sangue”, anche se la sua radice è legata ad “emovere” (portare fuori): la reazione fisica alla nostra attività mentale, e questa purificazione passa per la mente ecco come mai l’incenso. In india l’incenso è proprio per purificare l’atmosfera, l’aria, attraverso l’odore induce buon sentimenti, e pulisce l’aria che è proprio l’attività mentale. L’ultimo ègiallo come l’oro e porta con se appunto l’oro, cioè la sostanza per realizzare il Cristo, il seme, che è la sostanza si colora di giallo, quindi non il colore giallo, ma il colore dell’oro, proprio per la presenza di atomici di questa qualità. Oro, incenso e Mirra sono i doni che sperimentiamo, riceviamo, quando nasciamo, quando nasce il Cristo, quando nasciamo alla luce della nostra coscienza, … il simbolo nel mondo dell’abitudine di farsi regali è un riflesso di questo.

La “strage degli innocenti” legato all’editto di Erode, che rappresenta i sistemi del mondo, rappresenta l’uccisione sistematica che fa il mondo delle anime, che sono per loro natura innocenti. E’ la rappresentazione del condizionamento, del servilismo umano verso un sistema che ci inganna e ci anestetizza, rendendo ogni sforzo di risveglio od ogni presa di coscienza difficile quando impossibile.

Onorare Gesù equivale ad onorare se stessi – “amatevi l’un l’altro come io ho amato voi”. Gesù è un mistero più grande di quella fiaba materialista che ci è stata raccontata. E’ bene capire che la chiesa è un istituzione e come tale un sistema, un sistema che si è venuto a creare proprio per vanificare il messaggio autentico, per allontanarci da autentico risveglio; usa le stesse chiavi, episodi dei vangeli, ad esempio, ma li traduce in una descrizione o mappa che non serve per giungere a conoscere. In 2000 anni la unica vera testimonianza di se che la chiesa ha dato è di connivenza col potere, inganno, guerre e crociate contro chiunque avrebbe potuto rivelare il segreto della sua stessa genesi. Controllo, persecuzioni, tutta la storia di questa istituzione si è macchiata del sangue di innocenti. Ha usato il messaggio del maestro Gesù per camuffare le ragioni di un terribile potere, una vera e propria tirannide, la stessa che lo ha messo in croce. Gli organi, nel corpo umano, servono anche per sognare, ed invece in queste notti ci abbuffiamo, li sovraccarichiamo di cibo, impedendo di fatto ai nostri organi di assorbire la coscienza e le energie che si spostano sollecitate dalle influenze del cielo di NATALE.

La chiesa usa gli atti e gli insegnamenti di Gesù. Pare essere la stessa cosa, ma non lo è, riveste l’insegnamento di un velo che distorce ed altera la sua autenticità, proprio come, guarda caso, fa lo “spirito di opposizione” creato dagli Arconti, di cui si parla in Pistis Sofia, che ricopre e riveste l’anima e la fa “peccare”. A questo proposito si legge in Pistis Sofia:

«All’esterno dell’anima mettono lo spirito di opposizione, che la sorveglia e che le è stato assegnato; gli arconti lo avvincono all’anima con i loro sigilli, con i loro vincoli, e lo sigillano a lei affinché in ogni tempo la costringa a compiere costantemente le loro passioni e i loro misfatti; affinché lei li serva in ogni tempo; affinché resti in ogni tempo, nelle trasformazioni del corpo, sotto la loro sottomissione; lo sigillano a lei, affinché lei venga a trovarsi in tutti i peccati e in tutte le passioni del mondo. È per questo motivo che io ho portato i misteri nel mondo: essi sciolgono tutti i vincoli e tutti i sigilli dello spirito di opposizione che avvincono l’anima; essi rendono libera l’anima, la svincolano dai suoi genitori, gli arconti, la trasformano in luce genuina; essi la conducono su nel regno di suo padre, della prima uscita, del primo mistero, per sempre. È per questo che, una volta, vi dissi: «Colui che non abbandona il padre e la madre, e poi viene e mi segue, non è degno di me». In quel tempo, dunque, vi dissi: «Dovete abbandonare i vostri genitori, gli arconti, affinché io vi renda figli del primo mistero, per sempre».

Altri sono i simboli del Natale …

 

"La nascita di Gesù è stato un avvenimento storico di un'importanza capitale. Ma se fosse stato sufficiente che Gesù nascesse duemila anni fa, perché mai il Regno di Dio non è ancora giunto sulla terra? Guerre, miserie, malattie... tutto questo dovrebbe essere scomparso… Il vero discepolo sa che la notte di Natale il Cristo nasce nel mondo sotto forma di luce, di calore e di vita, e prepara le condizioni adatte affinché il Fanciullo divino possa nascere anche in lui. Sì, perché si potrà rileggere la storia della nascita di Gesù quante volte si vorrà, e cantare «È nato il divino Bambino», ma finché il Cristo non nasce in noi, tutto ciò non servirà a niente. Sta ora a ciascuno avere il desiderio di far nascere il Cristo nella propria anima e di diventare come Lui, affinché la terra sia tutta popolata dal Cristo! È questo che Gesù chiedeva quando diceva: «Chi crede in me farà le opere che io faccio e ne farà anche di più grandi». Ebbene,
dove sono le opere più grandi di quelle di Gesù? Mostratemele… Per alcuni, il Cristo è già nato e per altri nascerà presto… Tutto sta nel preparare delle condizioni."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

LA STORIA DI UN PIANETA

di H.P. Blavatsky
Lucifer, settembre 1887.

Traduzione di Zoe Bless,
estratti da: www.blavatsky.net/portuguese


Nessuna stella, tra miriadi che scintillano nel cielo scuro dello spazio siderale brilla tanto quanto il pianeta Venere – nemmeno lo stesso Sirio-Sothis, la stella-cane amata da Iside. Venere è la regina dei pianeti, la pietra preziosa della corona del nostro sistema solare. E’ l’ispirazione del poeta, guardia e compagna del cane pastore solitario, l’incantatrice stella del mattino e la stella vespertina. Poiché, “stelle insegnano, tanto quanto brillano”.

Sebbene i suoi segreti ancora non sono stati raccontati e rivelati alla maggior parte degli uomini, inclusi gli astronomi. Sono realmente “bellezza e mistero”. Di più “dove c’è mistero, si suppone debba esserci lo stesso male”, di Byron. Il male, pertanto, fu dichiarato dalla fantasia umana incline al male, fin lo stesso negli occhi luminosi che esprimono il nostro perverso attraverso il velo dell’etere. In questa forma, così come uomini e donne entrarono in esistenza lo stesso stelle e pianeti diffamati. Con molta frequenza, la reputazione e sorte di un uomo o di un gruppo sono sacrificati per beneficiare altri uomini o gruppo. Così come in terra, sotto è nel cielo, sopra, e Venere il pianeta-fratello della nostra Terra, (1) fu sacrificato per l’ambizione del nostro piccolo globo per mostrarlo come il pianeta “scelto” dal Signore. Lei divenne il capro espiatorio, Azaziel della volta stellata, dei peccati della terra il meglio per quelli che appartengono ad una certa classe della famiglia umana – il clero – che calunniò un orbe brillante al fine di provare quello che la propria ambizione gli suggeriva come il miglior mezzo di conquistato potere ed esercitarlo risolutamente sopra le masse superstiziose e ignare.

Questo accadde durante il Medio Evo. E adesso il peccato si volge alla menzogna nel credo dei cristiani e i loro ispiratori, gli scienziati, a giudicare dell’errore esser stato con successo elevato alla sublime posizione di un dogma religioso, come lo furono tante altre finzioni e invenzioni.

Di fatto, tutto il mondo siderale, i pianeti e i lo reggenti – gli dei antichi del paganesimo poetico – il sole, la luna, gli elementi e tutto l’ospizio dei mondi incalcolabili – per lo meno quelli che erano conosciuti dai paesi della Chiesa – subirono la stessa sorte. Tutti furono diffamati e indemoniati dall’insaziabile desiderio di provare un insignificante sistema teologico – costruito a partire da antichi materiali pagani -- come essendo l’unico corretto e sacro, stando tutti quelli che lo precedettero o seguirono completamente errati. Noi propendiamo per credere che il sole le stelle e il proprio aere diventarono puri e "remessi" del peccato originale e dell'elemento satanico del paganesimo solamente dopo l’anno I d.C. La scolastica e gli scolari, il cui spirito “disdegna una investigazione laboriosa e una dedizione indolente , mostrarono, per la soddisfazione dell’infallibile Chiesa, che tutto il Cosmo si trovava sotto il potere di Satana – un cencioso elogio a Dio – prima dell’anno della natività; e i cristiani dovettero credere o esser condannati. Altrettanto, mai il sufismo o il causalismo si mostrarono in forma talmente evidente, nella loro vera luce come con le questioni dell’ex satanismo e, più tardi, nella redenzione dei vari corpi celesti . La povera e bella Venere assunse il peggio in questa guerra detta divina di prove, ed in forma più intensa che in qualsiasi altro dei suoi colleghi siderali. In quanto alla storia degli altri sei pianeti e la loro graduale trasformazione di dei greci-ariani in termini semitici e, finalmente, in “attributi divini dei sette occhi del Signore”, è conosciuta solamente dalle persone educate, la Venere-Lucifero diventò una storia domestica allo stesso modo anche nei paesi cattolici romani più illetterati.

Questa storia srà ancora raccontata in favore di quelli che trascurarono la sua mitologia astrale.

Venere, caratterizzata da Pitagora come altèr sol, un secondo Sole, in virtù della sua magnifica radianza – non uguagliata da nessun altro pianeta -- fu la prima a chiamare l’attenzione degli antichi teogonisti. Prima di cominciare ad essere chiamata Venere, era conosciuta nella teogonia pre-esiodiana come Eòsforo (o Fòsforo) e Hèspero, la figlia dell’aurora e del crepuscolo. In Esiodo, al di là di questo, il pianeta e suddiviso in due esseri divini, due fratelli – Eòsforo (Lucifero dei latini) la mattina, e Hèspero, la stella vespertina. Sono figli di Astreo ed Eros, il cielo stellato e l’aurora, e lo stesso Cèfalo ed Eos (Teog: 381, Hyg. Poet. Astron. 11, 42). Preller, citato da Decharme, mostra Faetonte identico a Fòsforo o Lucifero (Grech. Mythol: I, 365) E, invocando l’autorità di Esiodo, lo stesso trasforma Faetonte in figlio delle due ultime divinità – Cèfalo e Eos.

Ora Faetonte o Fòsforo, l”orbe luminosa della mattina”, è portato a forza in gioventù da Afrodite (Venere) che fa di lui il guardiano notturno del suo santuario, (Teog: 987991). Lei è la “brillante stella della mattina” (vedere Apocalisse di Giovanni, XXI,16) amato per la sua luce radiante dalla Dea dell’Alba, Aurora, che a giudicare dal graduale eclissarsi della luce del suo amato, sembra così causare la sua annichilazione, lo fa riapparire alla notte nell’orizzonte, dove lei tiene conto dei portoni del cielo. Di mattina, Fòsforo “sorgendo dalle acque dell’Oceano eleva al cielo la sua sacra testa per annunciare l’approssimarsi della luce divina “ (Iliade, XXII. 317; Odissea: XIII, 93; Virgilio: Eneide, VIII, 589; Mythol. de la Grèce Antique, Decharme).

Fino a qui non sembra vi sia una possibile analogia conciliatoria tra questa personificazione poetica della stella, un mito puramente astronomico, e il Satanismo della teologia Cristiana. Di fatto, l’intima connessione tra il pianeta in quanto Hèspero, la stella vespertina, e il Giardino dell’Eden greco col suo Drago e mazze d’oro possa, con una certa immaginazione, suggerire alcune dolorose comparazioni con il terzo capitolo della Genesi. Di più questo è insufficiente per giustificare una costruzione di un muro teologico di difesa contro il paganesimo fatto di diffamazione e male interpretazione.

Ma di tutti gli evemerismi greci, Lucifero-Eòsforo è, talvolta, il più complicato. Il pianeta diventò con i latini, Venere o Afrodite-Anadiomene, la Dea nata dalla spuma, la “Madre Divina”, identica all’Astartèia fenicia o all’Astarot ebrea. Erano tutte chiamate “Stelle della Mattina” e Vergini del Mare (da lì Maria), il grande Abisso, titoli dati oggi dalla Chiesa Romana alla sua Vergine Maria. Tutti sono legati alla luna nella fase crescente, al Drago e al pianeta Venere, una volta in cui la madre di Cristo era relazionata a tutti questi attributi. Se i marinai fenici usavano fissare nella prua delle loro navi l’immagine della dea Astartèia (o Afrodite Venere ericina) e osservavano una stella vespertina e della mattina come stella guida, “l’occhio della loro Dea madre”, lo stesso fanno i veleggiatori della Chiesa Cattolica Romana fino ad oggi. Loro prendono una Madonna nella prua della loro nave e la Vergine Maria benedetta è chiamata “Vergine del Mare. La patrona accettata dai marinai cristiani, loro stella, “Stella del Mare” eccetera sorgere nella luna crescente. come le dee pagane antiche è la “Regina del Cielo” e la “Stella della Mattina”, esattamente come loro la erigono.

Se questo spiega qualcosa è lasciato alla sagacia del lettore decidere. Intanto, Lucifero-Venere nulla a che vedere con l’oscurità e tutto con la luce. Quando chiamato Lucifero è il “portatore di luce”, il primo raggio radiante che distrusse l’oscurità letale della notte. Quando chiamato Venere, il pianeta-stella diventa simbolo dell’alba, la casta Aurora. Il professore Max Muller accerta congetture che Afrodite, nata dal mare, è la personificazione del Raggiar del Giorno, e il più incantato segno nella Natura (“Scienza del Linguaggio”) poi che, prima della sua naturalizzazione dai greci, Afrodite era la natura personificata, la vita e la luce del mondo pagano, come prova la bella invocazione a Venere di Lucrezio, citata da Decharme. Lei è la divina Natura nella sua interezza, Aditi-Prakriti prima di diventare Laksmi. E’ la natura davanti al cui volto maestoso e bello “i venti superano, il silenzioso cielo dirama torrenti di luce e le onde del mare sorridono” (Lucrezio). Quando riferita come la dea siriana Astartèia, l’Astarot di Hieropolis, il radiante pianeta fu personificato come una maestosa donna, reggente in una delle mani una torcia, nell’altra, uno strumento curvo a forma di croce. (Vide De la Dea Syriè, di Lucian e De Nat. Dorum, di Cicero, 3 c. 23). Finalmente, il pianeta è rappresentato astronomicamente come un globo equilibrato sopra la croce – un simbolo al qual diavolo qualcuno piacerebbe d’essere associato – in quanto il pianeta Terra è un globo con una croce sopra a questo.

Ma, allora, queste croci non sono simbolo del Cristianesimo, ma la croce ansata egizia, attributo di Iside (che è Afrodite, e lo stesso Natura) o il pianeta; il fatto che la Terra abbia la croce ansata capovolta ha un grande significato occulto, non avendo necessità nel trattare di questo al momento.

Ora, quello che dice la Chiesa e come essa spiega la “terribile associazione”? La Chiesa crede nel diavolo, naturalmente, e non può darsi il lusso di perderlo. “Il Diavolo è il principale pilastro della Chiesa” confessa spudoratamente un difensore (2) della Ecclesia Militans. “Tutti gli gnostici Alessandrini ci parlano della caduta degli Eoni e i loro Pleroma (pienezza), e tutti attribuiscono questa caduta al desiderio di conoscere”, scrive l’altro volontario dello stesso esercito, calunniando gli gnostici come sempre, e identificando il desiderio di conoscere o occultismo, magia, con il Satanismo (3). E intanto, immediatamente lui cita la Philosophie de l’Histoire di Schlegel per mostrare che i sette reggenti (pianeti) di Pimandro “designati da Dio per contenere il mondo fenomenale nei suoi sette circoli, persi d’amore per la loro propria bellezza (4), passarono ad ammirare se stessi con grande intensità che, a causa di questa auto-adulazione orgogliosa, finalmente caddero”.

Essendo la perversità aperto cammino tra gli angeli, la più bella creatura di Dio “si ribellò contro il suo Creatore”. Questa creatura è nella fantasia teologica Venere-Lucifero o meglio lo Spirito o Reggente informante di quel pianeta. Questo insegnamento si basa nella seguente speculazione. I tre eroi principali della grande catastrofe siderale accennata in Apocalisse sono, secondo le testimonianze dei padri della Chiesa – “il Verbo, Lucifero suo usurpatore (vedere l’editoriale) e il grande Arcangelo che lo conquistò”, i cui “palazzi” (le “case” come denominate dall’astrologia) sono il Sole, Venere-Lucifero e Mercurio. Questo è sufficientemente evidente , una volta che la posizione di queste orbite nel sistema Solare corrisponde nel suo ordine gerarchico a due “eroi” nel capitolo XII dell’Apocalisse “loro nomi e destini (?) essendo intimamente relativi nel sistema teologico (exoterico) con questi tre grandi nomi metafisici”. (Memoir, Mirville, dall’Accademia di Francia, sopra colpe dello Spirito e Demonio).

Il risultato di questo fu che la leggenda teologica portò Venere-Lucifero alla sfera e al dominio del caduto Arcangelo o Satana davanti alla sua apostasia. Convocati a riconciliare questa affermazione con un altro fatto, da qui la metafora della “stella della mattina” è applicata a Gesù e sua Vergine madre e che il pianeta Venere-Lucifero è incluso, al di la di questo, tra le “stelle” dei sette spiriti planetari riveriti dai Cattolici Romani (5) sotto nuovi nomi, i difensori dei dogmi e credenze latine rispondono nel seguente modo:

“Lucifero, il geloso vicino del Sole (Cristo) disse a se stesso con grande orgoglio: “Io salirò tanto alto quanto lui!”. Lui fu frustrato nel suo piano da Mercurio, ancora il brillare di questo (che è San Michele) lo stesso si era perso nel fuoco folgorante della grande orbita Solare come il suo proprio e ancora, come Lucifero, Mercurio sarebbe soltanto assessore e guarda l’onore del Sole”. (Ibid.)

Guardato di “disonore” adesso, nel caso gli insegnamenti teologici cristiani furono veri. Ma qui entra lo zoccolo difeso dei Gesuiti. Gli ardenti difensori della Demonolatria Cattolica Romana, allo stesso tempo adoratori dei sette spiriti planetari fingendo grande spavento durante le coincidenze tra antiche leggende pagane cristiane, tra fiabe su Mercurio e Venere e alle verità storiche raccontate su San Michele – l ”angelo della faccia” --, la copia terrestre o fervore di Cristo. Lui lo indica dicendo :

…come Mercurio, l’Arcangelo Michele è l’amico del Sole, il suo fervore, il suo Mitra, talvolta, dopo Michele è un genio psicopompo, che innalza le anime separate fino alle sue designate case e, come Mitra, è il conosciuto avversario dei demoni.

Questo è dimostrato dal libro dei nabatei recentemente scoperto (da Chwolson), nel quale Mitra zoroastriano è chiamato il “grande nemico del pianeta Venere” (6) (Ibid p. 160.)

C’è qualcosa in questo. Una candida confessione, questa volta, di perfetta identità dei personaggi celestiali presa in prestito da tutte le fonti pagane è curioso, se non sfacciato. In quanto nelle più antiche allegorie masdaitiche Mitra conquista il pianeta venere, nella tradizione cristiana Michele sconfigge Lucifero, e ambedue ricevono, come spoglie di guerra, il pianeta della deità soggiogata.

Mitra (dice Dollinger), possedeva in giorni anteriori, la stella di Mercurio, situata tra il sole e la luna, ma ricevette il pianeta della conquista, e dopo la sua vittoria lui è identificato con Venere”. (“Judaisme and Paganisme,” Vol. II., p. 109. Trad. franc.)

“Nella tradizione cristiana”, s’accresce l’erudito marchese, “a San Michele è conferito, nel Celo, il trono e il palazzo del nemico che soggiogò. Al di là di questo, come Mercurio, durante i prosperi giorni del paganesimo, che lo trasformarono in sacro per questo dio (demonio) tutti i promontori della terra, l’Arcangelo è il patrono dello stesso nella nostra religione”.

Questo significa, se ciò significa qualcosa, che adesso per lo meno Lucifero-Venere è un pianeta sacro e non sinonimo di Satana, giacche San Michele diventò il suo erede legale.

Le considerazioni antecedenti sono concluse con la seguente fredda riflessione:

“E’ evidente che il paganesimo utilizzò prima, e in forma meravigliosa, tutti i ricorsi e caratteristiche del principe della faccia del Signore (Michele) nell’applicarle a questo Mercurio, all’Hermes-Anubis egizio e all’Hermes-Cristo degli Gnostici. Ognuno di questi fu rappresentato come primo fra i consiglieri divini e gli dei più prossimi al sole, quis ut Deus”.

Questo titolo, con tutti i suoi attributi, divennero quelli di Michele. I buoni Padri, i Maestri Massoni del tempio della Chiesa del Cristianesimo, realmente sapevano come utilizzare materiale pagano nei loro nuovi dogmi.

Il fatto è che basta esaminare certi cartigli egiziani, citati da Rossellini (Egypte, Vol. I., p. 289), per scoprire che Mercurio (la replica di Sirio nel nostro sistema solare) è Sothis, preceduto dalla parola “sole” e “solis custode, sostegnon dei dominanti, il forte grande dei vigilanti”, “sentinella del sole, sostegno dei dominanti e il più forte di tutti i vigilanti”. Tutti questi titoli e attributi sono adesso dell’Arcangelo Michele, che è l’erede dei demoni del paganesimo.

Al di là di questo, viaggiatori in Roma possono testimoniare la meravigliosa presenza nella statua di Mitra, in Vaticano dei simboli cristiani più conosciuti. I mistici si vanagloriano di questo. Essi identificano “nella testa del leone e nelle ali dell’aquila, il simbolo del coraggioso Serafino, il maestro dello spazio (Michele); nel suo caduceo, la lancia; nei due serpenti arrotolati intorno al corpo, la lotta fra i principi del bene e del male e, soprattutto, nelle due chiavi che mitra impugna, come San Pietro, le chiavi con cui questo patrono Serafino in ultimo apre e chiude i portoni del Cielo, astra cludit et recludit.” (Mem. p. 162.)

Riassumendo, quello che fu detto sopra mostra che il romanzo teologico di Lucifero fu costruito come base nei vari miti e allegorie del mondo pagano, non trattandosi di dogma rivelato, più semplicemente di un dogma inventato per sostenere la superstizione. Mercurio essendo uno degli assessori del Sole o il cinocèfalo degli egizi e il cane-guida del Sole. Letteralmente, l’altro era Eosfèro, il più brillante dei pianeti, “qui mane oriebaris”, che si alza presto, o il greco. Fu identificato con Amon-Ra, il portatore di luce dell’Egitto, chiamato da tutte le nazioni come “la seconda nascita della luce” (la prima essendo di Mercurio), l’inizio delle sue (del Sole) forme di sapienza, l’Arcangelo Michele essendo lo stesso riferito come principium viarum Domini.

Così, una personificazione puramente astronomica costruita a partire da un significato occulto che nessuno fino a qui sembra aver risolto fuori dalla sapienza orientale diventando adesso un dogma, parte integrale della rivelazione cristiana. Una sinistra trasferimento di personaggio non sarebbe adeguata al lavoro di persone che nel raziocinare non accetterebbero in uno o stesso gruppo trinitario il “Verbo” o Gesù, Dio e Michele (con la Vergine occasionalmente completandolo) da un lato, e Mitra, Satana e Apollo-Abbazio dall’altro: tutto al capriccio e sapore degli Scolastici Cattolici Romani. Se Mercurio e Venere (Lucifero) sono (astronomicamente nella loro rivoluzione in torno al Sole) i simboli di Dio Padre, Figlio e del suo Vicario, Michele, il “Drago-Conquistatore”, nella leggenda cristiana, perché dovrebbero essere chiamati come Apollo-Abbazio, il “Re dell’Abisso”, Lucifero, Satana o Venere – diventando immediatamente diavoli e demoni? Se ci è detto che i “conquistatori” o “Mercurio-Sole” o nuovamente San Michele dell’Apocalisse, furono date le spoglie dell’angelo conquistato, nel sapere, il suo pianeta, perché dovrebbe l’obbrobrio continuare ad essere associato ad una costellazione tanto pura? Lucifero è adesso l’”Angelo della Faccia del Signore” (7) perché “questa faccia è sparsa in lui”. Pensiamo, al contrario, che è perché il Sole riflette i suoi raggi in Mercurio con intensità sette volte maggiore di come fa sulla Terra e due volte in Lucifero-Venere: il simbolo cristiano prova nuovamente la sua origine astronomica. Ma sarebbe per l’aspetto astronomico, mistico o simbolico, Lucifero è tanto buono quanto qualsiasi altro pianeta. Presentando come prova del suo carattere demoniaco e identità con Satana una configurazione di Venere che, nella sua fase crescente ha l’apparenza d’un corno tagliato non fa meno senso. Ma relazionare questo coi corni del “Drago Mistico” dell’Apocalisse – “ Uno dei quali fu rotto” (8) -- come i due demonologhi francesi, il Marchese Mirville e il Cavaliere Mosseaux, difensori della Chiesa militante chiedendo che i loro lettori credano nella seconda metà del nostro presente secolo – è semplicemente un insulto al pubblico.

Al di là di questo, il Diavolo non fu dotato di corna se non nel quarto secolo dell’era cristiana. E’ un’invenzione puramente patristica che sorse dal suo desiderio di relazionare il Dio Padre e i pagani Fauno e Sàtiro ad una leggenda satanica. I demoni del Paganesimo non hanno corna ed erano tanto sprovvisti di coda quanto l’Arcangelo Michele nell’immaginazione dei suoi adoratori. I “corni di capra di Ammone, di Bacco e di Mosè nelle monete antiche, e i corni di vacca di Iside e Diana eccetera, eccetera, e del Signore Dio dei Profeti di Israele. Poiché Abacuc fornisce prove che questo simbolismo era accettato dal “popolo prescelto” e dai gentili. Nel capitolo III questo profeta parla del “Santo del monte Para, del Signore Dio che “proviene dal Timore e il cui splendore è come la luce“, e che possiede “corna che escono dalle sue mani”.

Quando letto, al di là di questo, il testo ebreo di Isaia e si scopre che Lucifero non è nominato in tutto il Capitolo XIV., v. 12, ma semplicemente Hilel, “una stella brillante”, difficilmente possiamo non domandarci perché persone educate ancora sono ignoranti o sufficienti alla fine del nostro secolo per associare un radiante pianeta – o qualche altra cosa nella natura – al DIAVOLO! (9).

H.P. Blavatsky
Lucifer, settembre 1887

Note

1 “Venere è una seconda Terra”, afferma Reynaud in Terre et Ciel (p. 74), “tanto che lì vi sono tutte le comunicazioni possibili tra i due pianeti, i loro abitanti possono prendere le loro rispettive terre da i due emisferi dello stesso mondo,… loro sembrano nel cielo due fratelli. Assomiglianti in conformazione, questi due mondi sono lo stesso assomiglianti ai caratteri attribuiti a loro nell’Universo”.

2 Così parlò Mosseaux. “Moeurs et Pratiques des Demons.” P. X – corroborato dal Cardinal Ventura. Il Diavolo, dice lui, “è uno dei grandi personaggi la cui vita è intimamente legata alla Chiesa; e senza lui… la caduta dell’uomo non sarebbe potuta accadere. Se non fosse per lui (il Diavolo), il Salvatore, o Redentore, il Crocifisso non sarebbe che un ridicolo tornaconto e la Croce un insulto al buon senso”. E se così fosse, avremo gradito il povero Diavolo.

3 Mirville. “Nessun Diavolo ne Cristo”, lui esclama.

4 Esiste solo un’altra versione di Narciso, la vittima greca della sua propria bella apparenza.

5 Il famoso tempio dedicato ai Sette Angeli a Roma è costruito da Michelangelo nel 1561 ancora si trova là, ed è chiamato la “Chiesa di Santa Maria degli Angeli”. Nei messali antichi romani stampati nel 1563 – in uno dei due che può essere visto nel Palazzo Barberini – si può trovare il servizio religioso (ufficio) dei sette angeli e loro antichi occulti nomi. Che gli “angeli” sono i Rettori pagani sotto differenti nomi – avendo i giudei sostituito i nomi greci e latini – dei sette pianeti è provato da ciò che il Papa Pio V affermò nella sua Bolla al Clero Spagnolo, permettendo e incentivando l’adorazione dei sette spiriti delle stelle. “Non si può esaltare sufficientemente questi sette rettori del mondo, rappresentati dai sette pianeti, una volta in cui è confortante per il nostro secolo testimoniare per grazia di Dio il culto di queste sette luci ardenti e di queste sette stelle riassumendo tutto il loro lustro nella repubblica cristiana”. (Les Sept Esprits et l’Histoire de leur Culte; Mirville, seconda dissertazione all’accademia. Vol. II.. p. 358).

6 Erodoto mostrando l’identità di Mitra e Venere, la frase nel Nabathean Agriculture fu evidentemente mal interpretata.

7 “Tanto nella teologia biblica quanto nella pagana”, afferma Mirville, “il Sole ha il suo dio il suo difensore e, il suo usurpatore sacrilego, in altre parole, il suo Ormuzd, il suo pianeta Mercurio (Mitra) e il suo Lucifero, Venere (o Ahrimane), presi dal loro antico maestro e adesso dato al suo conquistatore”. (P. 164.) Pertanto, Lucifero-Venere è adesso santo.

8 Nell’Apocalisse non ci sono “corna rotte”, ma è detto semplicemente nel Capitolo XIII, 3, che Giovanni vide “una delle sue teste come colpita a morte”. Giovanni nulla conosceva della sua generazione di un diavolo “senza corna”.

9 Le parole letterali usate e la sua tradizione sono: “Aik Naphelta Mi-Shamayim Hillel Ben-Shachar Negdangta La-Aretz Cholesh El-Goum” o “Come può cadere dal cielo, Hilel, Figlio della Mattina, come può essere lanciato a terra, tu che abbattesti le nazioni”. Qui la parola, tradotta “Lucifero” è Hilel, il suo significato è “brillare risplendente o glorioso”. Lo stesso è verità che potuta ad un bisticcio, al quale si prestano facilmente le parole ebraiche, o verbo hillel che può essere assunto il significato di “howl” (piovere), da lì, per una facile derivazione, hillel può essere trasformato in “howler” (ululatore) o diavolo, una creatura che, altrettanto, raramente si ode, qualche volta, ”ululare”. Nel suo Lessico Ebraico e Inglese, Art. John Parkhurst afferma: “La tradizione siriaca di questo passaggio ‘to howl’ (ululare). Pertanto, dice Michaelis, io traduco, ‘Howl, Figlio della Mattina, questo sei tu giudeo, lo stesso puoi esser chiamato “howler” (ululatore) e legato al diavolo!

FONTE

NATALE: MA DI CHI..?

Come se niente fosse, ieri masse di esseri umani hanno celebrato il Natale, ossia la nascita di… beh, non certo del titolare ufficiale della ricorrenza, ossia Gesù Cristo. E questo non perché lo dice il sottoscritto, ma perché lo scrive uno degli amministratori che si sono succeduti alla guida del più popolare culto religioso del mondo, ossia Joseph Ratzinger, il Papa emerito Benedetto XVI. Lo scrive nel suo libro “l’Infanzia di Gesù” uscito prima del Natale 2012, come già scrivemmo mesi fa in questo post.

Ma la gente, telecomandata dalle ritualità della tradizione e ipnotizzata dalla cantilena mediatica, non ha sentito la triade di notizie che Ratzinger, dall’alto della sua posizione gerarchica, ha comunicato senza mezzi termini:

1 Gesù non è nato nell’anno zero (e di conseguenza il calendario gregoriano, base temporale delle nostre vite, è sbagliato).

2 Gesù non è nato il 25 dicembre, quella data appartiene ad una festività pagana precedente.

3 Gesù non è nato con quella coreografia: bue, asinello e tutto il presepe sono puro frutto di invenzione.


Quindi in poche parole il simpatico ex papa ci dice in faccia che abbiamo fatto i pirla per un buon paio di millenni montando e smontando presepi, pastori e candeline, e ce lo dice per la più sensata e giuridicamente tecnica delle ragioni: perché non si possa dire che “non ce l’avevate detto”. Già perché la verità dei fatti ormai è emersa, almeno presso una nicchia di pubblico, e prima che essa dilaghi alla consapevolezza di massa, molto accortamente il clero, dall’alto della sua millenaria esperienza, la notifica alla gente con il mezzo più adatto: un libro firmato dal capo della chiesa. Ma la massa, sordo-cieca a tutto quello che sta fuori dalle “cornici” entro le quali è abituata a recepire le informazioni sensibili, ha continuato imperterrita nell’onorare una tradizione ormai svuotata di senso, così come un edificio viene privato delle fondazioni.

Beh, che dire… de gustibus…

Intanto su queste pagine agli auguri dello stereotipo per lo meno preferiamo quelli di un altro simpaticone, Edward Snowden, che in occasione del Natale ci parla di cose serie, ossia della tutela della nostra privacy: Beh, ma allora se è così come dice Snowden, direte voi “che possiamo fare per la nostra privacy?” E io vi rispondo con le parole “geografiche” di un amico: “stay tuned !”

Restate sintonizzati su queste pagine e lo saprete presto.. 

FONTE

 

IL SIGNIFICATO MAGICO DEL SOLSTIZIO D’INVERNO

Il periodo natalizio nasconde un significato arcano ai più, ma profondamente sentito nell’antichità. Per gli iniziati è una porta, l’ingresso simbolico, rappresentato dal solstizio d’Inverno, a uno stato superiore di consapevolezza.

In this image provided by NASA the sun rises over the South Pacific Ocean photographed by one of the Expedition 35 crew members aboard the Earth-orbiting International Space Station between 4 and 5 a.m. local time, May 5, 2013. (AP Photo/NASA)

Pochi sanno, che, intorno alla data del 25 dicembre quasi tutti i popoli hanno sempre celebrato la nascita dei loro esseri divini o soprannaturali: in Egitto si festeggiava la nascita del dio Horus, e il padre Osiride si credeva fosse nato nello stesso periodo; nel Messico pre-colombiano nasceva il dio Quetzalcoatl e l’azteco Huitzilopochtli; Bacab nello Yucatan; il dio Bacco in Grecia, nonché Ercole e Adone o Adonis; il dio Freyr, figlio di Odino e di Freya, era festeggiato dalle genti del Nord; Zaratustra in Azerbaigian; Buddha, in Oriente; Krishna, in India; Scing-Shin in Cina; in Persia, si celebrava il dio guerriero Mithra, detto il Salvatore ed a Babilonia vedeva la luce il dio Tammuz, “Unico Figlio” della dea Ishtar, rappresentata col figlio divino fra le braccia e con intorno al capo, un’aureola di dodici stelle, proprio come la Vergine della cristianità.

Creare e ricreare:

Nel giorno di Natale, il Sole nel suo moto annuo lungo l’eclittica – il cerchio massimo sulla sfera celeste che corrisponde al percorso apparente del Sole durante l’anno – viene a trovarsi alla sua minima declinazione nel punto più meridionale dell’orizzonte Est della Terra, che culmina a mezzogiorno alla sua altezza minima (a quell’ora, cioè, è allo Zenit del tropico del Capricorno) e manifesta la sua durata minima di luce (all’incirca, 8 ore e 50-55 minuti). Raggiunto il punto più meridionale della sua orbita e facendo registrare il giorno più corto dell’anno, riprende, da questo momento, il suo cammino ascendente.

Nella Romanità, in una data compresa tra il 21 e il 25 dicembre, si celebrava solennemente la rinascita del Sole, il Dies Natalis Solis Invicti (il giorno del Natale del Sole Invitto). Ciò avvenne dopo l’introduzione, sotto l’Imperatore Aureliano, del culto del dio indo-iraniano Mithra nelle tradizioni religiose romane, e l’edificazione del suo tempio nel campus Agrippae, l’attuale piazza San Silvestro a Roma.

Il tempio era praticamente incluso all’interno di un più vasto ciclo di festività che i Romani chiamavano Saturnalia, festività dedicate a Saturno, Re dell’Età dell’Oro, che, a partire dal 217 a.C. e dopo le successive riforme introdotte da Cesare e da Caligola, si prolungavano dal 17 al 25 Dicembre e finivano con le Larentalia o festa dei Lari, le divinità tutelari incaricate di proteggere i raccolti, le strade, le città, la famiglia.

Il mito romano narra che il misterioso Giano, il dio italico, regnava sul Lazio quando dal mare vi giunse Saturno, che potrebbe essere inteso come la manifestazione divina che crea e ricrea il cosmo a ogni ciclo, colui che attraversa le acque, ovvero la notte e la confusione-caos successiva alla dissoluzione del vecchio cosmo, per approdare alla nuova sponda, ovvero alla luce del nuovo cosmo, del nuovo creato.

Come sostiene René Guénon (1), vi è una qualche analogia fra il dio romano e il vedico Satyavrata, testimoniata dalla comune radice “sat”, che in sanscrito significa l’Uno. Nel Lazio, inoltre, nel corso del mese di dicembre, il dio Conso era festeggiato il 15 dicembre, nel corso delle Consualia, le feste dedicate alla “conclusione sacrale del vecchio anno”.

Segnaliamo come dal latino, “condere”, indica l’azione del “nascondere” e/o del “concludere”. Il già citato Giano, associato a Conso, poi, era l’antica divinità latina dalle “due facce”, “dio del tempo” e, specificamente, “dell’anno”, e il cui tempietto, a Roma, consisteva in un corridoio con due porte, chiuse in tempo di pace e aperte in tempo di guerra, corridoio che, sulla base della sua ancestrale accezione, designa “l’andare” e, più particolarmente, la “fase iniziale del camminare” e del “mettersi in marcia”.

Giano regolava e coordinava l’inizio del nuovo anno, da cui lanuarius, il mese di Gennaio. Come ci conferma Franz Altheim (2), “Ianus e Consus, nella realtà religiosa romana, si riferivano all’inizio ed alla fine di un’azione” e facevano ugualmente riferimento «ad eventi fissati nel tempo, ma che si ripetevano periodicamente», quelli dell’eterno ritorno della luce a discapito delle tenebre.

Non dimentichiamo, quindi, che come la tradizione romana della festa del dies solis novi affondava le sue radici sia nel passato preistorico delle genti indoeuropee, a cui i Romani e la maggior parte delle genti Italiche appartenevano, che in quello delle sue stesse basi cultuali. Julius Evola ci ricorda come “Sol, la divinità solare, appare già fra i dii indigetes, cioè fra le divinità delle origini romane, ricevute da ancor più lontani cicli di civiltà” (3)

Porte di accesso:

E’ fondamentale a questo punto comprendere come tale rinascita solare rappresenti “solo” il simbolo di una rigenerazione cosmica, in cui il Sole e la Luce sono associati all’idea d’immortalità dell’uomo, che opera la sua seconda nascita spirituale, sviluppando e superando il proprio stato sottile, nella notte del solstizio d’inverno, quando è possibile accedere al deva-yana (“via degli dèi” della tradizione indù) alla contrada ascendente e divina in cui l’uomo, restaurando in sé l’Adamo Primordiale, può intraprendere la strada dello sviluppo sovra-individuale.

Questo è il momento in cui, quando la notte diviene padrona e il buio totale, è necessario mantenere accesa la fiamma della Fede, che al mattino, con l’alba, diverrà trionfante. Nei tarocchi, ciò che meglio identifica tale rinascita di Luce è la lama del Bagatto, che simboleggia la vera essenza dell’uomo, la cui missione è conseguire l’unione fra spirito e materia.

Il Bagatto ha già davanti a sé tutti i simboli del potere materiale ed è il personaggio che intraprende l’Opera alchemica, lavorando con i tre principi e i quattro elementi (i tre piedi e i quattro angoli del tavolo), grazie alla quale ogni uomo è un metallo, che portato alla sua perfezione, viene chiamato Oro. Il senso più alto della carta è dato dal suo numero, che è l’uno e che indica il motore immobile, il Principio di tutte le cose, anche se il suo cappello a forma di otto allungato simboleggia il movimento d’elevazione spirituale che conduce alla quadratura del cerchio.

In tal senso, uscendo dalla Caverna Cosmica, con il Solstizio d’Inverno si passa dal nulla all’unità; geometricamente cioè, dal divenire sensibile, rappresentato dal simbolo della circonferenza, si passa all’eterno presente, che nell’uno e nel centro si esplicita perfettamente.

Significativo è, inoltre, il passo evangelico in cui Giovanni Battista, nato nel giorno del Solstizio d’estate, rivolgendosi a Gesù, nato nel Solstizio d’Inverno, si pronunci in tal modo: «Bisogna che egli cresca e che io diminuisca». Parimenti è la rappresentazione classica del dio iranico Mithra, raffigurato mentre uccide un toro, con due dadofori ai suoi fianchi, che simboleggiano il corso del Sole: Cautes con la torcia verso l’alto (21 Giugno) e Cautopates con la torcia verso il basso (21 Dicembre).

Ecco il simbolismo tradizionale delle porte solstiziali, che corrispondono rispettivamente all’entrata e all’uscita dalla Caverna Cosmica: la prima porta, quella “degli uomini”, corrisponde al Solstizio d’Estate, cioè all’entrata del Sole nel segno zodiacale del Cancro, la seconda, quella “degli dèi”, al Solstizio d’Inverno, cioè all’entrata del Sole nel segno zodiacale del Capricorno.

Dal punto di vista iniziatico, la caverna, per via del suo carattere di luogo nascosto e chiuso, rappresenta un momento di totale interiorizzazione dell’essere, vale a dire il luogo dove avviene, accedendovi, la seconda nascita dell’iniziato. La seconda nascita, corrispondente nel significato ai Piccoli Misteri, si differenzia dalla terza nascita, in uscita dalla porta solstiziale d’inverno, corrispondente, invece, ai Grandi Misteri.

La seconda nascita si realizza sul piano psichico, definendosi come rigenerazione psichica. La terza nascita, invece, opera direttamente nell’ordine spirituale e non più psichico, in quanto l’iniziato deve a quel punto aver risolto la sua individualità, trovando cosi libero accesso alla sfera di possibilità della comprensione sovra-individuale.

Qui l’iniziato rivive le tre tappe del processo alchemico: le tenebre s’infittiscono, l’alba s’imbianca, la fiamma risplende. In prospettiva macrocosmica, tutto ciò è simboleggiato dall’ingresso del Sole nel segno zodiacale del Cancro, con il Solstizio d’Estate. Il Solstizio d’Inverno corrisponde, invece, in senso microcosmico, alla presa di coscienza della vera spiritualità, in quanto uscita alla luce.

Durante questo processo la comprensione esoterica può essere visualizzata come un’illuminazione riflessa che rischiara il buio della caverna: un fascio di luce che penetra da un’apertura nel tetto della caverna e che genera quell’illuminazione di riflesso, descritta anche dal mito della caverna sacra di Platone e la cui fonte è il “Sole Intelleggibile”.

Nell’ordine microcosmico, per quanto concerne l’organismo sottile individuale, tale apertura corrisponde al centro energetico che si trova sulla sommita del capo, il chakra della corona, il Kether dell’albero sefirotico.

Esso rappresenta il settimo livello del sistema dei chakra e corrisponde a ciò che nella Cristianità viene indicato come il settimo cielo. E’ lo stato di consapevolezza della libertà assoluta, la sede del Creatore. Secondo gli indú, al chakra della corona si fondono la Prakriti, la sostanza primordiale, e il Purusha, lo spirito, l’essenza.

Nel percorso rettilineo tra la seconda e la terza nascita, all’interno della Caverna Cosmica, tra le due porte solstiziali, l’illuminazione, dunque, penetra in noi dalla sommità del cranio. Secondo i rituali operativi massonici, sulla sommità del cranio di ogni uomo è sospeso il filo a piombo del Grande Architetto, quello che segna la direzione dell’Asse del Mondo. Concludiamo col ricordare che la rigenerazione cosmica, di cui si è scritto, è un fenomeno che non può prescindere dalla discesa e dall’aiuto di un avatara, di cui il Cristo Redentore è l’ultimo e più splendente esempio: «Il Sole ritorna sempre, e con lui la vita. Soffia sulla brace ed il fuoco rinascerà».

Note:

René Guénon, Alcuni aspetti del simbolismo del pesce, in Simboli della Scienza Sacra, ed. Adelphi.

Franz Altheim, Storia della Religione Romana, Ed. Settimo Sigillo, Roma, 1996, pag. 69 e 70;

Julius Evola, La Tradizione di Roma, Ed. di Ar, collezione “Areté”, Manduria, 1977, pag. 138).

FONTE

IL SIGNIFICATO PROFONDO ED ESOTERICO DELL'EPIFANIA

L'EPIFANIA

Nella Natività, il primo saluto adorante giunto al Cristo fu quello degli animali; successivamente ebbe luogo quello dei pastori; il terzo doveva essere, e fu, quello delle potenze umane, intese come potestà di comando e di sapere. Gli animali rappresentano l'ossequio e la venerazione della natura all'Eterno; i pastori raffigurano il povero, l'umile; i Magi sono i saggi, i sapienti, i ricchi, i potenti, i veggenti. Essi giungono dall'Oriente guidati non da una stella ma dalla Stella; arrivano percorrendo «tre diverse vie» che si congiungono davanti all'uscio della stalla di Betlemme. Sottolineo l'espressione «stalla».

Ognuno dei Magi porta con sé, oltre all'individuale sapere, alla personale potenza e alle regali ricche vesti, un proprio singolo omaggio e, genuflessi di fronte al Divino Fanciullo, offrono a Lui i doni portati, non solo, ma spogliandosi di ogni fastigio, offrono all'Eterno la propria rinuncia. (Per ampi approfondimenti QUI; ndr).

Giungono dai troni staccandosi dalle ricchezze, ritorneranno in umiltà; giungono dall'Oriente verso l'Occidente, ritorneranno compiendo un giro dall'Occidente verso l'Oriente. Tutto ciò ha in sé una potenzialità di significato che è necessario analizzare. Ho detto: tre capi, tre dominatori abituati al comando, alla ricchezza, all'obbedienza altrui, si spostano come viandanti e seguono, l'uno ignorando dell'altro, la Stella. È la potenza che sente di essere attratta da una maggiore Potenza, è il sapere che riconosce la propria insufficienza di fronte al maggior Sapere, è il capo che sente di essere umile gregario di fronte al Sole unico, all'unico Reggitore.

Questa Stella luminosa, che la favola narra caudata, è il richiamo di una Fede che si effonde dalla Divinità e che nel suo percorso lascia una scia potenziale, scia di luce, non di luce fisica ma di una Luce ben più possente. Una Luce che giungerà a penetrare nei più afosi, nei più tetri meandri delle coscienze più arretrate. È un richiamo potenziale che la Legge ha voluto. I tre potenti si dipartono da tre direzioni: essi rappresentano un movimento triplicato, movimento sostanziale. Ognuno di loro è il simbolo a sé stante di una delle impronte umane della Divinità, il Pensiero, la Ragione e la Coscienza. (Per chiarimenti molto importanti, QUI; ndr).

Questi termini, riuniti in un insieme dinnanzi alla stalla di Betlemme, raffigurano l'Umanità tutta che umilmente depone il proprio sé psico-fisico ai piedi del Creatore e ciò che nel mondo è superfluo:

l'Oro, il metallo che provoca ogni appetito, ogni sopruso, ogni violenza; il metallo-arbitrio, quel metallo che il Cristo calpesterà;

l'Incenso del quale nei templi pagani non vi è più necessità, poiché Iddio l'Unico, l'Inconfondibile ha distrutto il politeismo;

la Mirra che simboleggia l'essenza, il quid necessario che dovrà usare la Madre per deporre il Figliuol Crocifisso nell'avello.

Tre doni, una sintesi: la «Vita» del Cristo!


Compenetrazione, questo è il significato letterario dell'espressione «Epifania» (dal greco vuol dire "Epilogo della Manifestazione" ndr). E La manifestazione è sempre in atto, poiché ininterrottamente si ripete la Natività così come, per volontà degli Umani, si perpetua di continuo la Crocifissione del Cristo. Avete in voi stessi le medesime potenzialità sostanziali che avevano i Magi. Siete capaci di percepire, dovete essere in grado di rinunciare. È per voi quindi una necessità rinnovare quotidianamente questo evento e deporre ai piedi del Cristo il vostro sé, spogliarvi di ogni superfluità e offrirla all'Eterno. Ricusare gli ori e gli orpelli, vestirvi di candore e non dimenticare che il Cristo ha chiamato a Sé i bimbi come coloro che vivono in purezza.

È necessario spogliarsi delle scorie umane e far sì che l'Anima ritorni fanciulla; ognuno discenda dal proprio seggio, raccolga le singole ricchezze, si privi di ciò che ritiene necessario e si avvii verso il Cristo. Egli è attorno a voi, nell'Umanità sofferente, dolorante e angosciata, Egli è nell'Umanità in sussulto, in evoluzione e in involuzione; fermatevi di fronte a tale estrinsecazione divina, donate di voi, riportate la Pace! Perciò, già disse: Io sono venuto a portare la guerra, sono venuto cioè a fondare il Regno del Padre. Siate voi gli artefici della costruzione della Sua Chiesa (quella Mistica e non del Rito, per il vero significato QUI; ndr).

La capanna sia trasformata nel sublime Tempio, in essa adorate la Prima Manifestazione (la "Nascita" apparente, QUI; ndr), non soltanto per mezzo di un'emissione di pensiero ma, ciò che più necessita, attraverso un movimento di opere. Epifania: manifestazione di Potenza e di Amore, cioè di Armonia. Siate armonici; è tempo che ognuno si scuota, che ognuno sintonizzi il proprio agire con quello del fratello; è tempo che la Crociata che Io ho promosso abbia decisamente, e senza ulteriori remore, a muovere i primi passi. Ho spiegato il significato di Epifania: ora analizzo l'evento sotto un altro punto di vista, sottoponendovi un confronto che vi deve restare impresso indelebilmente. Qual è il significato della maestosa presenza trina ai piedi di Gesù? Quella mangiatoia, voi lo sapete, era il trono vero, quello della Verità, della Sapienza, della Potenza, il Trono davanti al quale doveva genuflettersi tutto il genere umano.

I tre potenti rappresentano l'Umanità e ad essa l'Eterno, Creatore dell'Infinito, si offre in nudità perfetta, senza travestimenti. Dall'incontro di questa nudità con le vesti sontuose dei Magi cerchiamo di ricavare un concetto che abbia a rimanere per sempre non solo nella vostra mente ma soprattutto nel vostro Spirito. Verità e menzogna. La Verità è nuda, è cruda, è realistica; essa non ha necessità di paludamenti o di alterazioni, la Verità è quella che deve essere, cioè trasparente e priva di nebbiosità. L'ipocrisia invece si maschera per trasformarsi da quantità aggressiva in quantità sottomessa. I tre augusti Signori vengono sì con i loro paludamenti, ma anche con tutto il loro potere. L'offerta che essi fanno lo esprime e non designa materialmente l'Oro, l'Incenso e la Mirra. È la rinuncia ad ogni loro prerogativa, in nome degli umani tutti. Ma tra questi esistono anche i traditori, gli ipocriti, i Giuda. La vittoria non sta pertanto in questa Ricorrenza ma nel giorno della Risurrezione in quanto, malgrado l'appalesarsi di Gesù e il prostrarsi dei tre potenti (Umanità) di fronte all'Eterno in veste di Figlio, vi è ancora una massa simboleggiata da un uomo, Giuda, capace di mimetizzarsi, di vivere apparentemente in umiltà, covando pensieri delittuosi.

Il punto scottante da evidenziare è l'ipocrisia che striscia come serpe fra gli uomini e che è argomento sul quale si può discutere a perdita di secoli. Insisto su questo, perché fin quando tale scoria non sarà totalmente estirpata da ogni individuo, da ogni animo, da ogni mente e cuore, sino ad allora la pace fraterna, quella animica, la Pace del Cristo, non potrà germogliare e fiorire eternamente sulla Terra. Voi rammentate dell'Epifania tre nomi, tre figure rappresentative, ma quei tre nomi sono l'Umanità; è l'omaggio che essa porge al Neonato, a Colui che si manifesta privo di ogni potere, di qualsiasi ricchezza o comando; è quindi la sua sottomissione sancita e sigillata. Se il mondo nella sua interezza, attraverso i Magi, ha mostrato e sancito una tale sottomissione, perché permanete ancora l'uno contro l'altro? Perché questo lanciarsi le pietre, lapidarsi, questo uccidersi? Peggio, perché genuflettersi davanti all'Eterno per colpirne successivamente il concetto e l'azione? Il concetto è Amore, l'Azione è Pace. Perché sconvolgere ciò che si vuol fare ritenere appianato? Ipocrisia!

Tre Creature del Signore a Lui si prostrano e giurano fedeltà, umiltà, dedizione, rinuncia, mentre nella massa uno o più individui meditano già, mentre ne apprendono il sapere, la distruzione del Salvatore. Questa è la viltà umana, questa è l'ipocrisia che si insinua in quella che rappresenta, nella sua realtà, la dedizione dei popoli al Re dei re. In questo giorno di Ricorrenza, dovete ricordare ad ognuno la «vergogna» dell'ipocrisia rammentando che tale espressione è quella che più si addice agli ipocriti.

Il Maestro, l'Entele Guida - (QUI, al "Post Scriptum", per comprendere chi è un Entele)

Relatore:
Sebirblu.blogspot.it

 

BABBO NATALE INVENTATO DA UNA GIGANTESCA OPERAZIONE DI MARKETING DELLA COCA COLA!!!

Negli anni 70' ,quando la maggior parte di noi era bambino,ricorda con terrore le notti insonni ad aspettare la Befana che durante la notte tra il 6 ed il 7 di gennaio portava in dono giocattoli e caramelle.La figura di Babbo Natale non era cosi' importante come lo e' oggi e domandatevi il perche'...Una gigantesca operazione di marketing della piu' grande multinazionale del pianeta la
Coca Cola!

In questo periodo ero alle prese con
Babbo Natale e le questioni esistenziali: esiste o non esiste ‘that is the question!, quando una sera Aylin, con una voce un po’ mesta, mi dice che a scuola hanno letto la storia di Babbo Natale e che Babbo Natale in realtà l’ha inventato la pubblicità della coca-cola! 8-|

Per me è stato uno scossone non di poco conto, perché posso anche cimentarmi in argomentazioni a metà tra la filosofia e il fantasy per arrabattarmi tra l’esiste e il non esiste, ma digerire che non esiste perché è una finzione pubblicitaria della coca cola no eh! Non mi va proprio giù. Potrà essere sostenibile per una di 9 anni, ma per non per me, visto che la coca-cola potrebbe anche cessare di esistere per quanto mi riguarda!

Eravamo in macchina e io ero impreparata, ho farfugliato che non credevo proprio che le cose stessero così… e che mi riservavo di verificare (Vostro Onore), ma ci sono rimasta di sasso.

Così, finalmente a casa, mi documento. Ho trovato un sito fatto molto bene, Storia di Babbo Natale, con delle belle informazioni, e ora, appena Aylin torna, posso dirle che
Babbo Natale non l’ha per niente inventato la coca cola! E se la maestra dice il contrario, beh, può venire qui a documentarsi.

La tradizione ha inizio con San Nicola, che prima di essere santo, fu il bambino orfano di una famiglia abbiente. Viveva in Turchia (un tempo Asia Minore), siamo nel 300 dc. Da orfano crebbe in monastero e divenne un prete giovanissimo. Era conosciuto per la grande generosità, sembra che una notte lanciò dei sacchetti di monete d’oro nel camino di una casa dove vivevano 3 ragazze poverissime. I sacchetti finirono nelle calze appese nel camino ad asciugare e la mattina dopo le ragazze trovarono le loro calze di lana piene di monete d’oro. 
Nicola venne ordinato Vescovo e le rappresentazioni lo vedono con barba bianca e avvolto in un mantello (quella a destra ne è una rappresentazione). Le sue spoglie vennero sepolte a Bari, città di cui divenne santo protettore celebrato il 6 dicembre. Si ricorda sempre la sua generosità e abitudine di portare doni ai bambini.

Dopo lo scisma della chiesa protestante da quella cattolica, i protestanti, che rinnegavano la figura dei santi, decisero di mantenere la tradizione di una figura buona che portasse doni ai bambini, come quella di San Nicola,
così nacque la tradizione di “father Christmas”, Babbo Natale, appunto. La tradizione si diffuse ovunque in Europa in cui si declinò nelle varie lingue. Gli olandesi lo chiamarono Sinterklaas e sembra che da qui abbia preso il nome di Santa Claus negli USA. 

I Santa Claus e i Babbo Natale avevano tutti in comune di essere delle figure con lunga barba bianca, e generose di doni verso i bambini, anche se differivano in dettagli e colori nell’abbigliamento. Il colore rosso con le finiture bianche della maggior parte di loro si rifaceva forse ai paramenti vescovili con le bordature di ermellino, così come il cappello a punta riprendeva forse la mitria (San Nicola era vescovo).

La pubblicità della CocaCola qualcosa c’entra, in effetti, perché, riprendendo una immagine della fine dell'ottocento del disegnatore
Thomas Nast (a sinistra), il disegnatore della pubblicità della famosa bibita raffinò l’immagine di Santa Claus come lo conosciamo ora: un omone corpulento vestito di rosso con bordature bianche, il cinturone, gli stivali e il sacco di yuta. La pubblicità rese questa immagine consueta e molto nota e la standardizzò nel mondo… ma non ha certo inventato Babbo Natale! Diciamo che piuttosto l’ha industrializzato toh!

Intanto in Europa, poco prima degli anni ’30, un radio speaker lappone in prossimità del Natale, decise di fare una rivelazione ai bambini: così raccontò loro che aveva scoperto che Babbo Natale aveva una casa e un indirizzo al quale potevano inviare le loro letterine con i desideri… 

Così nacque la tradizione delle letterine, e Babbo Natale prese dimora al Polo Nord, in Lapponia.

Barbara Siliquini

 

Santa o Satan Claus?

Ogni Dicembre, il piano malvagio di Satana crea posti di lavoro per centinaia di migliaia di vecchi pedofili lascivi in tutto il mondo.

Santa e SatanLa gente pensa che Halloween sia il periodo dell’anno in cui Satana si traveste, ma non è così. Halloween è solo il giorno nel quale Satana si diletta a guardare l’uomo vestito in modi che gli garantiscano l’ingresso nel regno del diavolo; è nel giorno di Natale che il Diavolo lo salva per se stesso, cioè quando mette su, il costume più subdolo!

Non ci vuole Sherlock Holmes per capire che il travestimento annuale del Diavolo non è altro che Babbo Natale! Indossa anche il suo colore preferito: rosso demone. Anche il suo cognome, “Claus”, spostando alcune lettere, si ottiene Lucas che significa “Portatore di Luce”, quindi, Lucifero, quindi, Satana.

Santa e Satan 2Lucifero è il più astuto di tutti i demoni dell’inferno così decise di nominare l’AntiCristo natalizio come se stesso, ingannando tutti, attraverso lo spostamento di appena due lettere del suo nome “Satana”, ottenendo “Santa”!

Satana era l’angelo prediletto, ma dopo un fallito colpo di stato celeste, Dio gli diete un proprio reame da governare: l’Inferno. E anche se Dio gli lasciò la possibilità di tentare tutte le persone che abbia voluto (anche Cristo stesso), Satana non era ancora soddisfatto. Era geloso che gli uomini facessero del Natale, il più importante evento commerciale dell’anno, oscurando la festa di Satana, Halloween. Così Satana cercò di minare il Natale rendendo Santa Claus ancora più popolare di Gesù!

Santa e Satan 3Non pensi che sia così? Ogni volta che un cosiddetto bambino cristiano chiede qualcosa a Santa, è come se stesse in preghiera per Satana. Con ogni richiesta soddisfatta, i genitori stanno involontariamente facendo un patto con il diavolo.

“Satana ti preghiamo di distrarre i nostri bambini da Gesù con tutti questi giocattoli lucidi!” Ma sai cosa? Quando i vostri bambini e bambine saranno cresciuti e non crederanno più che Babbo Natale sia reale, scopriranno quanto sia reale Satana e la sua richiesta di anime in cambio di doni!

Quindi, parlate con i vostri figli prima che sia troppo tardi! Dite loro che Babbo Natale non è un uomo vecchio e gentile; lui, è un demone malvagio.

nastydusty – fonte delle mie affermazioni:
www.av1611.org/othpubls/santa.html

Santa e Satan 4Santa (Satan) Claus e l’Anticristo

Io sono Sananda. Vengo in servizio al Santo Padre. Cominciamo.

Molti di voi potrebbero chiedersi che cosa, Babbo Natale, ha a che fare con l’AntiCristo. Tutto! L’Avversario di Dio, nella sua volontà di schiavizzare e limitare le creature umane di Dio su questo piano, sa che per raggiungere il massimo grado, l’inganno deve iniziare quando l’essere umano è nel suo stato infantile.

Vedete, l’avversario, al fine di mantenere il “controllo” ingannevole su di voi, deve sostenere la sua “illusione” di attaccamento alla materia “fisica”. L’essere che i cosiddetti cristiani hanno chiamato Babbo Natale, rappresenta il “dio” (l’avversario) dei vostri bambini.

Per esempio: Secondo il “mito”, Babbo Natale può essere ovunque su questo pianeta nel giro di 8 ore. Egli porterà “doni” per tutti i bambini “buoni” in tutto il pianeta. Questi “doni” sono giocattoli fisici e oggetti del desiderio del giovane e del bambino “buono”. Se il bambino è veramente “buono”, lui o lei riceverà molti doni chiesti.

Questo è l’inizio, per l’essere umano, dell’attaccamento alle cose materiali, rispetto al desiderio dei doni “spirituali” da parte del nostro Creatore, Dio.

SantaJesusOra i genitori, naturalmente, supportano quest’immagine di Babbo Natale, ma poiché non esiste un tale essere chiamato Babbo Natale, come descritto nel “mito”, sono i genitori che perpetuano la menzogna dell’avversario, da soli, continuamente, soddisfacendo i “Voglio …” sulla lista dei desideri dei loro figli.

In sostanza, a prescindere dalle “buone” intenzioni dei genitori, si sta piantando il seme del materialismo all’interno dei propri figli. I genitori che non possono “permettersi” tanti regali per i loro figli, più spesso si sentono “in colpa.” Il bambino percepirà ciò e, a meno che il genitore non spiega onestamente tutta la falsità che c’è nel Natale, il bambino inizierà a nutrire sentimenti di indegnità e alla fine potrà essere molto arrabbiato con i propri genitori in quanto consentono a sostenere una menzogna.

Santa e Satan 5 Sto dicendo che è “sbagliato” fare regali materiali? Affatto, ma è necessario prima coltivare e incoraggiare i doni spirituali del nostro Creatore, Dio, soprattutto quelli: creativo; responsabilità personale; integrità di spirito; amore e gioia di vivere e unità con tutti gli esseri.

Il Natale rappresenta un “momento” in cui la famiglia e gli amici possono essere vicini in comunione e condivisione d’amore; un “momento” per apprezzare i doni della vita; e un “momento” per ricordare e restituire dignità a chi è meno fortunato, allora, Dio ti benedice!

L’immagine di Babbo Natale che è “ovunque” (“come” Dio), in realtà è il tentativo dell’ANTI-Dio di fare una copia molto povera di DIO. L’ANTI-DIO ride di voi genitori perché incoraggiate i vostri figli a giocare il suo gioco di seduzione del materialismo. Il “mito”, dice, che “Babbo Natale” va “in tutto il mondo”, dove sono i bambini “buoni”. Pensi, forse, che quelli che muoiono di fame, come in Etiopia, sono dei senza Dio?

Satan Claus da “doni” solo ai bambini che sono “buoni” secondo il desiderio materiale e la capacità dei genitori di PAGARE!

Riflettete attentamente..

http://www.nohoax.com/index.php?option=com_content&view=article&id=25&catid=1

> Satan Claus Trophobia (Illuminati) - VIDEO

FONTE

 

PASQUA, marchio della bestia, ASCENSIONE, UOMO CRISTALLINO

Le celebrazioni di pasqua retrodatano alla più remota antichità e si trovano tutto intorno al mondo, poiché il fiorire della primavera non sfuggì all’attenzione degli antichi, che veneravano questo periodo dell’anno rinnovatore della vita, quando era passato l’inverno ed il sole era “rinato”. Pasqua, naturalmente, è semplicemente gli Azzimi (Passover), e Gesù rappresenta l’Agnello degli Azzimi (Passover) ritualmente sacrificato ogni anno da un certo numero di culture, inclusi gli Egizi, probabilmente già 4.000 anni fa e che, in alcuni luoghi, continua fino al giorno d’oggi. Come riferisce ben Yehosua:

L’avvenimento degli Azzimi allo stesso tempo dell’anno delle festività pagane di “Pasqua” non è una coincidenza. Molte delle usanze Pessach erano designate come alternative Giudaiche alle usanze pagane. I Pagani credevano che quando il loro dio della natura (come Tammuz, Osiride o Attis) moriva e veniva risuscitato, la sua vita andava nelle piante utilizzate dall’uomo come cibo. Il pane azzimo fatto dal raccolto di primavera era il suo nuovo corpo e il vino dalle uve era il suo nuovo sangue. Nel Giudaismo, il pane azzimo non era usato per rappresentare il corpo di un dio ma il pane dell’uomo povero che i Giudei mangiarono prima di lasciare l’Egitto…Quando i primi Cristiani notarono le similitudini tra le usanze Pessach e le usanze pagane, essi completarono il cerchio e trasformarono le usanze Pessach fino alle loro antiche interpretazioni pagane. Il Seder divenne l’ultima cena di Gesù, simile all’ultima cena di Osiride commemorata all’Equinozio Primaverile. Il pane azzimo ed il vino ancora una volta divennero il corpo ed il sangue di un falso dio, questa volta Gesù. Le uova di Pasqua vengono mangiate di nuovo per commemorare la resurrezione di un “dio” ed anche la “rinascita” ottenuta accettando il suo sacrificio sulla croce.17

Pasqua è “Pessach” in Ebraico, “Pascha” in Greco e “Pachons” in Latino, derivato dall’Egizio “Pa-Khunsu”, essendo Kunsu un epiteto di Horus. Come dice Massey, “La festività di Khunsu, o il suo giorno di nascita, all’equinozio di primavera, una volta veniva celebrato il venticinquesimo giorno del mese chiamato da lui, Pa-Khunsu”.18

La celebrazione della Pasqua era così onnipresente prima dell’era Cristiana che è probabile qualsiasi genere di origine per la sua inclusione nel Cristianesimo. Come afferma Jackson:

Le cerimonie Pasquali celebrate ancora nelle chiese Greca e Cattolica Romana in Europa sono tanto simili agli antichi riti del culto di Adone che Sir J.G. Frazer ha concluso che queste chiese in realtà abbiano derivato questi riti dagli antichi adoratori di Adone.19

E Walker riferisce:

I Cristiani in seguito tennero sempre la Domenica di Pasqua con processioni di carnevale derivate dai misteri di Attis. Come Cristo, Attis sorse quando “il sole rende per la prima volta il giorno più lungo della notte”…. Ma la Settimana Santa primaverile in realtà non era Cristiana. La sua origine era una tradizione universale Indo-Europea di estrema antichità, probabilmente tracciabile alle Sante festività dell’India che celebravano la rinascita di primavera con orge gioiose.20

La celebrazione di Pasqua fu trovata anche in Messico, con lo stupore dei Cattolici invasori:

Secondo il monaco Francescano Sahagun, la nostra migliore autorità sulla religione Azteca, il sacrificio del dio umano cadeva a Pasqua o pochi giorni dopo, tanto che, se egli ha ragione, corrisponderebbe nella data come anche nel carattere alla festività Cristiana della morte e resurrezione del Redentore…. Le donne venivano avanti coi loro bambini in braccio e li presentavano a lui, salutandolo come dio. Poiché “egli passava per il nostro Signore Dio; la gente lo riconosceva come il Signore”.21

In Anglo-Sassone, Pasqua (Easter) o Eostre è la dea dell’aurora, corrispondente a Ishtar, Astarte, Astoreth ed Iside. La parola “Easter” condivide la stessa radice con “east (est)” e “eastern (oriente)”, la direzione del sole nascente.

Inoltre, il fatto che non c’è una data fissa per Pasqua si spiega solo nel mito e non nella morte storica e resurrezione di un dio salvatore. Come relaziona Jackson:

Tutti sanno che Pasqua è una data mobile nel calendario, poiché è la prima domenica dopo la prima luna piena dopo l’equinozio di primavera (l’inizio della Primavera). Pasqua, quindi, non può essere la data della morte di alcun personaggio storico. Nel Nuovo Testamento vengono fornite due date per il tempo della crocifissione, cioè: il 14 ed il 15 del mese di Nisan. Perché questa discrepanza? La spiegazione della verità fu data da Gerald Massey:

“I Sinottici dicono che Gesù fu crocifisso il 15 del mese di Nisan. Giovanni afferma che fu il 14 del mese. Questa seria spaccatura corre giù fino alle stesse fondamenta!…. La Crocifissione (o Crossing) era ed è ancora, determinata dalla luna piena di Pasqua. Questo, nel conteggio lunare, sarebbe il 14 in un mese di ventotto giorni; nel mese solare di trenta giorni era considerato che avvenisse il 15 del mese. Ambedue si uniscono, e la spaccatura si chiude col provare che la Crocifissione sia stata astronomica, proprio come era in Egitto, dove si possono identificare le due date”.22

La data di Pasqua, quando si sostiene che l’uomo di dio sia stato crocefisso e sia risuscitato, fu dibattuta per secoli. Anatolio, un “distinto uomo di chiesa”, come lo chiama Eusebio, rivela il significato di Pasqua e di Cristo, come anche il fatto che l’astrologia era una scienza nota e rispettata, usata nel Cristianesimo, quando dice:

In questo giorno [22 Marzo] si trova che il sole non solo ha raggiunto il segno dello zodiaco, ma che sta passando per il quarto giorno al suo interno. Questo segno è generalmente noto come il primo dei dodici, il segno dell’equinozio, l’inizio dei mesi, il capo del ciclo, e inizio del corso planetario…. Aristobulo aggiunge che è necessario alla Festività della Pasqua non solo che il sole ma anche la luna passino attraverso il segno dell’equinozio, uno in primavera, uno in autunno, diametralmente opposti l’un all’altro….23

Citazioni:

17. ben Yehoshua, (Emphasis added.)

18. Massey, HJMC, 35.

19. Jackson, 58.

20. Walker, WEMS, 78-9.

21. Frazer, 681.

22. Jackson, 197-8.

23. Eusebius, 252-3.

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

FONTE E ALTRE INFO AL LINK

VIDEO CONSIGLIATI

Le religioni sono sempre state create dall'Uomo per l'Uomo, con lo scopo di venire incontro alle sue debolezze esistenziali.  Il filmato integrale "Zeitgeist - The Movie" è su GoogleVideo al link. In breve tempo essa è diventata uno strumento di controllo di massa, che fa leva sull'adorazione di Dio e sulla paura nei confronti del suo giudizio. Ma cosa è in realtà la religione? Quella Cristiana, ad esempio, è una parodia del Culto pagano del Sole.  La verità sull'illusione di Dio può portare la pace sulla Terra. 

Parabole di Gesù: link - Simbolismo Massonico e Società Segrete: link

> 2012 - L'ULTIMA BATTAGLIA - (Nwo Vs RISVEGLIATI) - DOWNLOAD VIDEO

Il documentario di Richard Dawkins sull'Illusione di Dio e il Virus della Fede al link

ALCUNE PARTI CON CODICE YOUTUBE PER I VOSTRI SITI, FORUM E BLOG > LINK

UN ESTRATTO > La Vera Storia del NATALE - Rocco Bruno - 28.11.2011 Vigentino > VIDEO

Rocco Bruno: Il NATALE non è la nascita di Gesù, ma simbolizza la nascita della LUCE, il Cristo, in ogni coscienza umana. Il giorno di natale è un monito, è un promemoria, ricorda la nascita dell'UOMO che ha liberato se stesso dall’umanità, dalla schiavitù del dogma, della paura, del pregiudizio e delle limitazioni materiali, perché ogni essere umano è un Cristo, ma deve capirlo.

C'è un solo tempio da costruire, quello del divino dentro di noi; allora lo spirito riempie la coscienza, e le illusioni del peccato, della colpevolezza, della malattia, della miseria e della morte non esistono più. Queste è l'eredità che Gesù detto il CRISTO ci lascia: “Farete le stesse cose di me, e ne farete di più grandi ancora”.

L'umanita ha troppi idoli, ma manca di Ideali, manca la Visione. La visione è ciò che ci è stato tolto, ed adesso ce la riprendiamo. Stanotte tornerò a credere in Babbo Natale, perchè Babbo Natale è il mio Essere, è l'Essere Reale che alberga in ognuno di noi e che nella notte di natale, quando le porte sono aperte e quando la luce che è il Cristo, che è coscienza, nasce, scende per il camino, la colonna vertebrale, per portare i suoi doni. BUON NATALE a TUTTI, Viva le RIVOLUZIONE!

> OGNUNO DEVE PERCORRERE IL PROPRIO VIAGGIO [...] LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTA PAGINA SONO PER UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE ALTERNATIVO A QUELLO DEL SISTEMA [...] A VOI LA SCELTA IN COSA CREDERE RICERCANDO LA PROPRIA LA VERITA'...

 
         

 

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