CAPITOLO 6

I Naga sono ricordati come esseri superiori, dimoranti a Nagaloka, o Nagadvipa, in altre parole un luogo identificato dai Purana nel Patala, “gli Inferi”, ma non nel senso dispregiativo, infatti, le loro capitali Bhogavati, Matura, Padmavati, furono ricche, denominate le “città dei piaceri”, il folclore pre ariano ricorda gli Yaksha Yakshini; i Guhyaka, “esseri segreti”; i Kinnara Mayu, “metà uomini e metà cavallo”, come gli asvin che sono ricordati anche come cavalieri di Surya e nello stesso tempo medici degli dei; i Rakshashi, “giganti cattivi”, come i Nefilim ebraici; i Gandharva, “musici celesti”, i Siddha e le sensuali Nagin, Nagini o “Maya”, cioè con la facoltà di poter cambiare aspetto, proprio come quei Djinn, o “Vigilanti Elohim”, quali Jawe, o la Nagini tentatrice e multiforme di Buddha, Devi Shahti.

 Infatti, nel Mahabharata, dove si racconta l’origine della razza dalla Dea Madre Kadru, madre di tutti i Serpenti, si afferma che questi esseri avessero la potenzialità di assumere sembianze sia di rettile, che umane, proprio secondo la loro volontà. Inoltre pare che i primi re dell’India pre Maurya, iniziarono proprio con le dinastie Naga e Shishnunaga, Serpenti medici e guaritori che si celavano assieme ai primi sciiti locati nel cuore del Decan in città come Nagpur, certo è che la loro origine è sicuramente preistorica e avvolta nel mistero. Si parla per l’appunto dei “Nove Re Cobra di Brahma”, il Ramayana li fa risalire a 870.000 anni fa, il libro tibetano “Le Stanze di Dzyan” racconta di loro come “i Serpenti che ridiscesero, che fecero pace con la quinta razza, che l’ammaestrarono, che l’istruirono, esseri che ricordano molto quei mitici Dei, “Serafini, Serpenti Piumati”, adorati dalle civiltà precolombiane, dalla civiltà sumera, egizia e celtica, esseri che intervenirono geneticamente sull’uomo evoluto precedentemente dagli “Elementi primari” che probabilmente loro stessi avevano seminato sulla terra favorendo l’inizio della vita, che poi evolse nei primordiali animali costretti a divenire lentamente sempre più senzienti. 

Le antiche cronache del Mahabharata elencano addirittura alcuni nomi dei re Serpenti: 

“O Sauti, non hai ancora rivelato i nomi dei primi Naga che abitavano Terra. Sono ansioso di conoscere i loro nomi. Sauti disse rispose: ora ti rivelerò i nomi dei loro Re: Il primo fu Sesha, a lui seguì Vasuki, poi Airavata, Takshaka, Karkotaka, Dhananjaya, Kalakeya, il serpente Mani, Purana, Pinjaraka, Elapatra, Vamana, Nila, Anila, Kalmasha, Savala, Aryaka, Ugra, Kalasapotaka, Suramukha, Dadhimukha, Vimalapindaka, Apta, Karotaka, samka, valisikha, Nisthanaka, Hemaguha, nahusha, Pingala, Vahyakarna, Hastipada, Mudgarapindaka, Kamvala, Aswatara, Kalyaka, Vritta, Samvartaka, Padma, Mahapadma, Sankhamukha, Kushmandaka, Kshemaka, Pindaraka, Karavira, Pushpadanshtraka, Vilwaka, Vilwapandara, Mushikada. sankhasiras, Purnabhadra, Haridraka, Aparajita, Jyotika, Srivaha, Kauravya, Dhritarashtra, Sankhapinda, Virajas, Suvahu, Salipinda, Prabhakara, Hastipinda, Pitharaka, Sumuksha, kaunapashana, Kuthara, Kunjara, Kumunda, Kumudaksha, Tittri, Halika, Kardama, Vahumulaka, Karkara, Akarkara, Kundodara e Mahodara. Ti ho rivelato i nomi dei più importanti tra i Re Serpenti. Per non essere noioso, non rivelerò i nomi di tutti gli altri. I figli di questi Naga, insieme con i loro nipoti, sono senza numero. 

Rifletti sopra questa cosa (…) sappi o migliore tra gli asceti, che in questo mondo, esistono migliaia di milioni di uomo-serpente". 

Addirittura è descritta la loro dimora in alcuni versi: 

“Utanka camminava lungo una strada, quando accaldato decise di fermarsi per bagnarsi in un fiume. Quando vide uno strano essere che privo di vestiti gli si avvicinava. Questo, come fosse fatto di vapore, appariva e spariva in continuazione. All’improvviso quell’essere rubò degli oggetti preziosi che Utanka portava con sé. Uscito dall’acqua, inseguì il ladro. Lo raggiunse, lo afferrò, ma improvvisamente, questo lasciò il corpo umano ed assunse la sua vera forma, egli era un uomo-serpente. Senza perdere tempo quell’essere entro in una grotta e si diresse verso la propria dimora. Utanka, deciso ad afferrare il ladro, lo seguì e nel sottosuolo, scorse l’estesa regione dei Naga, vide centinaia di palazzi, torri, case con il tetto a cupola, portali, archi, strade e luoghi di ritrovo e divertimento”. 

Sembra assurdo ma lo stesso James Churchard, uno studioso di antichi continenti scomparsi, afferma che alcune tavolette da lui trovate in un monastero indiano rivelano che esseri serpentiformi, “i Naga”, vissero realmente in Tibet e in Asia, ed è per questo probabilmente che anche la storia cinese attribuisce alla Dea Nu Kua, meta drago, meta donna, forse la stessa madre dei Naga, Kadru, la creazione dei primi uomini. Lo stesso antichissimo testo cinese dell’I King, rivela che draghi e uomini un tempo vivevano in armonia fino ad accoppiarsi tra loro. Michael Mott in un suo libro riporta, a proposito, questo strano racconto: 

“Mimoto non vide mai più il suo amante-drago ma diede alla luce un bimbo ibrido che chiamò Akagire Taro, o Figlio Screpolato. Questo nome era dovuto al fatto che la sua pelle era spaccata, rugosa e squamosa come quella di un rettile. Da qui l'antica leggenda si fonde con la storia poiché un diretto discendente di Akagire Yataro, nome con il quale il figlio divenne noto in età adulta, era un membro del clan Genji chiamato Saburo Ogata, che si vantava di avere squame sul corpo, come ce le avevano avute i suoi antenati prima di lui”. 

La prima foto a sinistra rappresenta il dio Vishnu in un’opera del tempio induista del Nepal chiamato “Pashtupatinath”, vicino Katmandu. Vishnu era una delle tre parti supreme dell’esistenza, le altre erano Shiva dio di distruzione, foto centrale (????????? ????????) e Brahama, dio di creazione, penultima foto a sinistra (interno del tempio di Brama). Sembrano deità raffiguranti quei Elohim o Vigilanti citati da Enoch, coloro che peccarono e si accoppiarono con le figlie degli uomoni. 

 

LOCAZIONE IPOTIZZATA DI AGARTHI, E IL MISTERUISO CANDELABRO DELLE ANDE COLLEGATO AL DIO NETTUNO E AL DIO SHIVA

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