L’IPOTESI EXTRATERRESTRE E LA RAZZA DEI SERPENTI 

 

 

CAPITOLO 1 - DEI 7 CAPITOLI

La più antica ipotesi extraterrestre, c'è stata trasmessa dalle tradizioni braminiche, la casta indiana dei discendenti di Bramha, da un’interpretazione di queste tradizioni si ritiene che 18.617.837 a.C. un gruppo d’alieni chiamati Kumaras, legati in qualche modo a Sirio, la stella luminosa di Orione, forse quegli stessi “Esseri Serpente” che i Dogon del Mali ricordano, o quei “Vigilanti” che gli esoterici chiamano “Spiriti Planetari” o custodi dei pianeti, comunque esseri evolutivamente superiori giunti un tempo nel nostro pianeta. 

Provenienti da Venere, i Kumaras sarebbero sbarcati su un’isola nell’attuale deserto del Gobbi, allora un oceano; c’è chi suppone che proprio loro, sarebbero intervenuti geneticamente sugli esseri terrestri viventi di quel tempo, creando le prime dinastie e proclamandosi loro dei. Il Teosofo David Childress, afferma che i russi di recente avrebbero rinvenuto proprio nel deserto del Gobbi degli strani oggetti semisferici che loro chiamano “vecchi strumenti per la navigazione spaziale”, questi sarebbero costruiti di vetro e porcellana, e conterebbero alcune gocce di mercurio. Curioso è collegare il fatto con un poema di tremila anni fa dove si afferma che: 

“Le macchine volanti, Vimanas, erano a forma sferica e navigavano nell’aria per mezzo del Mercurio che produceva un forte getto propulsore”. 

Se la notizia fosse vera, spiegherebbe, il senso e la funzione delle piramidi Maya delle mastaba egizie, delle ziggurat babilonesi e delle linee e figure Nazca. 

Personalmente, credo ipotizzabile pensare che questi esseri siano i “Creatori” da relazionare alla “razza dei serpenti”, i primi iniziati al sapere e i loro diretti discendenti, vedi: i Naga, i Nacaal, i Druidi celti, “la Città dei Dodici Serpenti” per i cinesi con la dinastia dei re Draghi, i “Vishap” di Media per gli Armeni, che una leggenda ricorda come “divoratori di cervelli umani”, ricollegabili ai taumaturghi ebrei che usavano forare il cranio ai defunti, genti conosciute dagli iraniani come “màr”, cioè serpenti, e discendenti da “Azhi Dahàka”, in armeno, serpente, discendenti da Hayk, figlio di Togom, discendente da Yapheth figlio di Noè; quindi relazionabili ancora una volta ai figli di Noè, come con i camiti, i canaaniti, notoriamente ritenuti i discendenti della “razza dei serpenti”, come lo sono i djinn e i Vigilanti,” descritti da Enoch e dai redattori dei frammenti di Quram, e ancora come il serpente antropomorfo adorato nella metropoli di Tigranavand in Kurdistan ecc.. 

Ricordo, che per “l’evoluzionista”, l’uomo è un mammifero e secondo i paleontologi i primi mammiferi comparvero nel periodo Triassico, circa 215 milioni d’anni fa, discendendo dai sinaspidi, rettili mammifero, circa 250 milioni d’anni or sono, che a loro volta discesero dagli anfibi e così via fino ai primi esseri unicellulari comparsi sul pianeta; addirittura secondo D Russel e R. Seguin il bipedismo degli ominidi deriverebbe dal bipedismo rettiliano del stenonicosauro. Per questo motivo, probabilmente, gli antichi sacerdoti egizi, babilonesi, celti e cinesi, consideravano sacri draghi e serpenti, anzi a volte si consideravano figli del serpente o del drago, addirittura i druidi, (coloro che sanno), detentori del segreti del “shark”, il potere del “Graal” e il potere sacro del “Nah-om”, l’odierna “wicca”, cioè le umane potenzialità ancestrali base della fede nel contatto divino, affermavano chiaramente: “Io sono un serpente” e rappresentare dei con fattezze umane per loro era un’offesa. 

Forse relazionavano il serpente a quell’energia del nostro corpo che gli esoterici e i massoni chiamano “Kundalini”, il seme giunto a fecondare “l”Uovo, la Veste” dell’uomo, che risveglia l’iniziato rendendolo “Drago di Saggezza”, probabilmente lo stesso “Spirito Santo”, cioè la “Supercoscienza” che scende a “illuminare”, in altre parole un probabile “intervento genetico”. Il drago, non a caso per gli antichi, oltre a simboleggiare la saggezza e l’immortalità rappresentava, anche la rinascita; del resto il serpente era connesso ai quattro elementi alchemici (acqua, fuoco, aria, terra), anzi è il quinto elemento nascosto degli iniziati pagani detto “Akasha”, la Luce Astrale, l’agente magico che li lega, rendendosi veicolo per l’energia spirituale divina permettendo la Vita, l’esistenza fisica, il cerchio infinito che racchiude l’universo manifesto, legato alla Dea “Madre Terra”, alla fecondità, all’Eva primordiale, alle luminose essenze intellettive come gli angeli, alieni, ecc, legato simbolicamente allo spermatozoo nella sua corsa verso l’uovo per originare una nuova Vita. 

Questo profondo legame con il serpente mi richiama un’invocazione popolare ricordatami da mio padre, che si faceva un tempo prima di bere l’acqua sorgiva: 

“Acqua corrente, che beve il serpente, che beve Dio, che bevo anch’io”

Già al tempo degli antichi egizi alla fine del simbolico viaggio di dodici ore dell'anima verso gli astri del Duat, per la rinascita siderale, rappresentata dal globo solare sul loro capo esclamavano: 

“Io prendo possesso del cielo, dei suoi pilastri e delle sue stelle. Io sono un serpente pieno di spire”;

 infatti, per gli egizi lo scarabeo era Il sigillo che veniva posto sulla mummia e simboleggiava il proposito dell’anima del corpo fisico di “ritornare a Casa”, ritornare all’origine per poi rinascere. Il rettile era rappresentato ovunque, nel secondo santuario e nella corona di Tutankhamen, vi esistevano addirittura dei, come la dea cobra egizia Edjo, Osiride stesso divenne serpente nel Duat, il disco solare alato in effige sui templi egizi era vigilato da cobra e altre strutture sacre erano effigiate da cobra, come quelle a Saqquara vicino la piramide a gradoni di Zoser, la stele del re serpente della tomba di Djet Abydos risalente al 3.100 a.C. propone per l’appumto un’identificazione dell’uomo con il serpente. In Cabala Baal è rappresentato in un loto stilizzato con un serpente a due teste e nello stesso modo viene rappresentato a Mohenjo Daro. 

Gli Hopi in onore del rettili, praticano tutt’ora una suggestiva danza dei serpenti, in Sardegna e in altre parti del mondo, nei periodi di luglio Agosto, sempre in onore dei serpenti, si pratica ancora oggi il “Nagapanchami”. Nel Yucatan, come raccontano i sedici libri di Chilam Balaam, sembra che in tempi remoti siano giunti a bordo di zattere che scintillavano come le squame di un rettile, uomini biondi dalla carnagione chiara e occhi azzurri, gli stessi sacerdoti discendenti di questo popolo si facevano chiamare come i druidi celti, Chanes, “Serpenti”, o Ahtzai, “Popolo del Serpente a Sonagli”, suggestivo è il tempio di Kukulkan a Chichen Itza, dove la luce solare ai due equinozi crea sulla scalinata nord un serpente formato da sette triangoli splendenti, “il dorso del Crotalo”. In Grecia nel V sec. a. C. esisteva la setta degli Ofiti dal greco “Ojiv”, Serpente, essi affermavano che l’uomo era nato da un uovo primordiale generato dall’unione dell’oscurità con il vento nelle sembianze di un serpente “Ofione”, e la somiglianza con l’intestino li portò a leggere le viscere per scopi divinatori. Ai misteri orfici fa parte il culto della triplice Ecate, che dal greco significa “che opera da lontano” rappresentata con tre teste o tre corpi, suoi attributi erano i serpenti, era sposa di Tritone il “grandemente potente” figlio di Poseidone e di Anfitrite, mezzo uomo e mezzo pesce che viveva nella reggia sottomarina con il padre. I Sethiani invece chiamavano “Serpente” il potere creatore, che plasmava con il sibillare armonico e ritmico del Logos, quindi della ragione. 

Gli Ofiogeni del antica popolazione dell’Ellesponto, facevano risalire la loro discendenza ad un rettile unitosi con la regina Alia, mentre gli Ateniesi attribuiscono la nascita della stessa polis al fondatore serpente Cecrope e al figlio Erittonio, lo stesso dio della medicina Asclepio riportò in vita il figlio di Minosse con un’erba medicamentosa rivelatagli da un rettile; per i romani era il serpente “Genius Loci” a rendere puro in vita l’uomo. Probabilmente è sulla consapevolezza della loro origine evolutiva che alcuni antichi popoli hanno fondato le loro credenze, esaltando infine a “Dei”, coloro che probabilmente intervenendo geneticamente favorirono questa loro “consapevolezza”, come alcuni strani reperti archeologici dimostrerebbero, vedi le rappresentazioni anacronistiche delle pietre di Ica, che oltre a confermare una coesistenza tra uomini e dinosauri, concezioni supportate anche dalle rappresentazioni delle divinità orientali spesso accompagnate da ambigui animali come Makara il “serpente-squalo” del dio Veruna, “l’Urano greco”, sembrano comunicarci addirittura interventi genetici. Ricordo che non è tanto chiara l’origine delle rappresentazioni degli dei vedici, quindi prima che queste rappresentazioni diventassero simbologie filosofiche “dell’Essere Universale” come per esempio “Viratarupa”, probabilmente erano rappresentazioni antichissime di un tempo in cui animali e dinosauri coesistevano, proprio come quelle effigiate nelle pietre di Ica. 

Tutto questo senza tener conto dei molti arcaici reperti, ritrovati, e ritenuti d’impossibile fattura antica per l’eccezionale esecuzione e sapienza di realizzo. Non a caso il 23 aprile 1982, il dottor Javier Cabrera Darquea scrisse: 

”Non avrei mai immaginato che le strane pietre in cui ho avuto la fortuna di imbattermi avrebbero stimolato il mio interesse tanto da farmi proseguire gli studi di micro-biofisica intrapresi all'Università di Lima. Grazie a questi studi ho ultimato un nuovo ordinamento molecolare, vale a dire una tavola nella quale ho ordinato le molecole in funzione dei valori crescenti dei raggi atomici degli atomi che le costituiscono. La funzione di questa tavola è di prevedere molecole sconosciute. Con questa base, e sapendo che nei processi di concepimento e gestazione partecipano ormoni esteroidi quali la follicolina, il testosterone e il progesterone - perfettamente conosciuti - ho ipotizzato la formula dell'ormone "anti-rigetto" : C20 H30 O2 , e dell'ormone "anti-cancro" : C22 H32 O5 ". 

Se riuscissimo a sintetizzare questi ormoni, potremmo evitare il rigetto di organi trapiantati, e scomparirebbe il flagello del cancro. Ho saputo, con profonda soddisfazione, che i dottori Ronald Finn e Charles St: Hill, del Royal Hospital di Liverpool, hanno realizzato ricerche sperimentali su animali, nel febbraio del 1980, che confermano la presenza di un ormone anti-rigetto nel plasma di femmine gravide. E due anni più tardi, nel febbraio del 1982, il dottor Covey, ricercatore nordamericano, ha impiegato la chimica computerizzata per modellare una molecola capace di distruggere tessuti cancerosi, partendo da esteroidi quali la follicolina, il testosterone e il progesterone. Queste ricerche coincidono perfettamente con le conoscenze dell'Endocrinologia Glittolitica. 

Sulle pietre peruviane di Ica, animali scomparsi, operazioni in corso e uomini che scrutano i cieli usando un cannocchiale. Nella prima immagine una rappresentazione grafica viene descritta come un'astronave o "uccello d'acciaio" con dei cosmonauti intenti a praticare un intervento sul coccige e sull'ipofisi al fine di diminuire la mole dei dinosauri sopravvissuti alla catastrofe geologica dello spostamento dell'asse polare. 

 

 

 

 

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La piramide di Itza Mexico; a fianco Teocalli della “Guerra Sacra” che rappresenta una piramide maya con la scala centrale che porta in cima allo spiazzo dove vi è, tra Quetzalcoatl e Tezcatlipoca, una “pietra calendario”, o un disco volante, rappresentato prospetticamente in senso verticale, per una più informata raffigurazione, “come quando i bambini rappresentano il pesce con la lisca o il corpo dei genitori attraverso i vestiti, perche ne hanno l’informazione, e in quella primitiva fase evolutiva sentono il bisogno di comunicarlo. Noterete infatti che a fianco un particolare di un disegno idiano dove viene rappresentato un sacrificio, “Un astronave in sosta sopra la piramide maya”, al centro il 4 OLIN identificato da Quix Cardinale nel suo “il Ritorno delle Civiltà Perdute” come l’ideogramma del movimento.

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