LE SIRENE ESISTONO? PER MOLTE PERSONE LA RISPOSTA E': SI

Esistono davvero le Sirene? L’affascinante teoria degli ‘Umanoidi Acquatici’

Alcuni si sono chiesti se dietro le leggende sulle sirene possa nascondersi un nocciolo di verità. Potrebbero esistere realmente degli umanoidi acquatici intelligenti, parenti lontani dell’uomo, che hanno sviluppato il loro percorso evolutivo adattandosi a vivere nelle profondità dell’oceano e che hanno sviluppato una società complessa nella quale vivono nascosti per paura dei loro parenti umani?

Circa un anno fa, il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), l’agenzia federale oceanografica degli Stati Uniti, ha sentito la necessità di dover dichiarare ufficialmente che le sirene non esistono!

“Le sirene del mare, metà umane e metà pesce, sono leggendarie creature marine di cui si racconta sin da tempo immemore”, ha scritto il NOAA nel suo sito web.

Ma la sortita del NOAA non è casuale, infatti fu rilasciata in seguito alla messa in onda di un interessante programma trasmesso da
Animal Planet dal titolo: “Sirene, il corpo trovato“, con il sottotitolo “un nocciolo di verità che vive sotto la leggenda delle mitiche sirene”.

Si trattava in realtà di un docu-fiction, in cui, come ha precisato l’emittente, la scienza é stata usata “come un trampolino verso l’immaginazione”. Ma evidentemente tanti telespettatori lo hanno preso per un documentario e alcuni giorni dopo all’istituto oceanografico sono arrivate delle lettere in cui si chiedevano spiegazioni scientifiche. Ecco dunque la precisazione: Nonostante le premesse, “non sono mai state trovate prove dell’esistenza di umanoidi acquatici”.

Eppure, non tutti sono d’accordo. Sono numerosi gli scienziati che hanno avanzato interessanti teorie sull’esistenza, nel passato evolutivo dell’uomo, della “
scimmia acquatica", e cioè di una antenato acquatico in comune tra gli ominidi e le scimmie.

E sarebbero numerose anche le testimonianze di coloro che affermano di aver visto degli “umanoidi acquatici” tutt’ora viventi. Secondo i teorici della cospirazione, il Governo Americano (
nella fattispecie proprio del NOAA) sarebbe a conoscenza di queste creature e addirittura starebbe inscenando un clamoroso cover-up (che giustificherebbe anche il comunicato del NOAA) per nascondere il fatto di essere in possesso del corpo di una sirena.

Prova di questo fatto, sarebbe il famoso suono oceanico “
bloop” registrato nel profondo dell’Oceano Pacifico dal NOAA alla fine degli anni ’90. Teorie? Fantasie? Gli ingredienti per incuriosire il Navigatore ci sono tutti...

 

Un fondamento scientifico alla leggenda?

“C’era una volta una sirenetta che viveva in un meraviglioso mondo sottomarino. Un giorno, desiderosa di incontrare le persone della terra ferma, si avventurò sulla superficie…”. Questo è l’incipit del racconto per bambini dal quale la Disney ha tratto il famoso cartone animato “
La Sirenetta”.

Eppure, si tratta di una storia raccontata in tutto il mondo, la storia di una creatura leggendaria e che è menzionata nelle mitologie di quasi ogni cultura umana. La gente di tutti i continenti raccontano di aver avuto contatti con questi esseri metà uomo e metà pesce, descrivendo tutti lo stesso animale mitico.

Alcuni si sono chiesti se dietro queste leggende possa nascondersi un nocciolo di verità. Potrebbero esistere realmente degli umanoidi acquatici intelligenti, parenti lontani dell’uomo, che hanno sviluppato il loro percorso evolutivo adattandosi a vivere nelle profondità dell’oceano e che hanno sviluppato una società complessa nella quale vivono nascosti per paura dei loro parenti umani? E’ quello che si sono chiesti gli autori di un documentario girato per l’emittente tv Animal Planet: “
Sirene, il corpo trovato”.

Il docu-fiction valuta una possibilità basata su una teoria scientifica radicale – la teoria della “scimmia acquatica” – la quale sostiene che gli esseri umani abbiano attraversato una fase anfibia nel loro percorso evolutivo.

Ad un tratto, le grandi inondazioni costiere di milioni di anni fa costrinsero un gruppo dei nostri progenitori a spingersi verso l’interno, adattandosi definitivamente alla terra ferma dando vita alla specie dei
primati arboricoli, mentre un altro gruppo, forse spinti dalla necessità di trovare cibo, cominciarono a spingersi sempre più in profondità nel mare, adattandosi alla vita acquatica.

Dopo questo adattamento, un gruppo di primati sarebbe ritornato sulla terra ferma conservando alcune delle caratteristiche sviluppate nell’ambiente marino, mentre un altro gruppo si sarebbe adattato definitivamente all’ambiente marino.

Quindi, mentre noi ci siamo evoluti in esseri umani terrestri, i nostri parenti acquatici si sarebbero evoluti in esseri umani anfibi, stranamente simili alla leggendaria sirena. Alcuni autori sostengono la versione contraria della teoria e cioè che il progenitore in comune fosse completamente acquatico e che alcuni gruppi, spinti dalla necessità di trovare cibo, si spinsero sulla terra ferma fino ad adattarsi completamente a respirare ossigeno allo stato gassoso. In ogni caso, la sostanza non cambia.

 

Come prova a sostegno della teoria, gli autori del documentario sottolineano le notevoli differenze riscontrabili tra l’uomo e gli altri primati. Anzi, alcune caratteristiche lo rendono molto più simile ai mammiferi marini che non ai primati terrestri. Questi i segni distintivi fondamentali:

-
la perdita del pelo cutaneo (i peli creano resistenza in acqua);

- la capacità istintiva a nuotare (i bambini appena nati già sono in grado di nuotare);
- il grasso sottocutaneo (per l’isolamento dall’acqua fredda);

- il controllo del respiro (alcuni umani sono in grado di trattenere il respiro fino a 20 minuti, più ogni altro animale terrestre);

- un cervello molto sviluppato, grazie ad una dieta ricca di frutti di mare;

La storia della teoria della “scimmia acquatica”

Nel corso del tempo, diversi autori si sono dedicati alla teoria della scimmia acquatica. In un libro del 1942, il biologo tedesco Max Westenhofer ipotizzò che i primissimi stadi dell’evoluzione umana fossero avvenuti in prossimità dell’acqua. Così egli scrive: “Postulare un modo di vita acquatico in una fase precoce dell’evoluzione umana è un’ipotesi sostenibile, per la quale si possono produrre ulteriori indagini e elementi di prova”.

Ma il vero padre della teoria è il biologo marino
Alister Hardy che, già nel 1930, aveva ipotizzato che gli esseri umani possano aver avuto antenati acquatici. Ma solo nel 1960 decise di divulgare la sua teoria. L’occasione fu un discorso tenuto al British Sub-Aqua Club di Brighton il 5 marzo del 1960.

La tesi di Hardy si basa sulla convinzione che un gruppo di queste scimmie primitive, costrette dalla concorrenza con i loro simili e dalla scarsità di cibo, si sia spinta fino alle sponde del mare per andare a caccia di crostacei, molluschi, ricci di mare, ecc., nelle acque poco profonde al largo della costa.

Il biologo suppone che queste proto-scimmie acquatiche, spinte dalla necessità di rimanere sott’acqua per diverso tempo – proprio come è capitato per molti altri gruppi di mammiferi – si siano adattate all’ambiente acquatico fino a rimanere in acqua per periodi relativamente lunghi, se non in maniera definitiva. Hardy esplicitò definitivamente le sue idee in un articolo apparso su
New Scientist il 17 marco 1960.

Dopo la pubblicazione dell’articolo, la teoria godette di un certo interesse per diverso tempo, ma fu progressivamente ignorata dalla comunità scientifica. Nel 1967, l’ipotesi fu evocata da
Desmond Morris nel suo libro “La Scimmia Nuda“, nel quale si trova la prima volta l’utilizzo del termine “scimmia acquatica”.

La scrittrice
Elaine Morgan, dopo aver letto il libro di Morris, divenne la principale sostenitrice e promotrice della teoria. Nei successivi 40 anni di carriera, la scrittice ha dedicato 6 libri alla divulgazione dell’ipotesi di Hardy.

Nel 1987, si tenne un simposio scientifico a
Valkenburg, Olanda, per discutere la validità della teoria della Scimmia Acquatica. Dagli atti del convegno – pubblicati nel 1991 con il titolo “Aquatic Ape: Fact or fiction?” (Scimmia acquatica: realtà o finzione?) – emerge che gli scienziati non se la sentirono di sostenere l’idea che gli antenati dell’uomo fossero acquatici, ma che ci sarebbero alcune prove che avessero sviluppato l’abilità natatoria per alimentarsi nei fiumi e nei laghi, con il risultato che l’homo sapiens moderno può godere di brevi periodi di tempo in apnea.

Questa è solo una delle versioni “deboli” della teoria, utilizzata dai ricercatori per spiegare alcune caratteristiche umane che sono ancora avvolte nel mistero, quali la perdita del pelo cutaneo, la capacità di apnea, il grasso sottocutaneo e la capacità istintiva a nuotare dei neonati.

Sebbene l’ipotesi della Scimmia Acquatica spieghi abbastanza bene il sorgere di queste caratteristiche, la maggior parte dei paleoantropologi tende a rifiutare la teoria, non accettandola tra le principali spiegazioni dell’evoluzione umana.

Una lettura estrema della teoria di Hardy ha portato alcuni ricercatori indipendenti ha ipotizzare l’esistenza attuale, di umanoidi acquatici intelligenti che vivono in società complesse nel fondo dell’oceano. L’esistenza di queste timide creature sarebbe all’origine delle leggende sulle sirene, decantate anche da Omero nella sua Odissea. Ma è possibile ipotizzare l’esistenza di questi Umanoidi Acquatici? Potrebbero esserci delle prove?

Antiche testimonianze

La storia delle sirene non è recente come si pensa. Solitamente si fa risalire la leggenda ai racconti dei marinai ubriachi del 1500, che storditi dai fumi del rum e della solitudine, avrebbero potuto facilmente scambiare un delfino o una balenottera per una bella e sinuosa sirena.

In verità, alcune pitture rupestri ci fanno pensare che la consapevolezza umana delle sirene sia molto più antica. In una grotta di arenaria in Egitto esistono le rappresentazioni più antiche delle sirene. Sulle pareti della caverna sono rappresentate creature umane con la coda, equipaggiate con lance e reti.

 

I primi antenati dell’uomo erano “scimmie acquatiche”: vivevano negli oceani e avevano grandi cervelli!

La controversa teoria secondo la quale gli esseri umani si sono evoluti da “scimmie anfibie” sembra stia riguadagnando popolarità nella comunità scientifica.

Secondo questa affascinante ipotesi, tra i cui sostenitori figura anche
David Attenborough, divulgatore scientifico e naturalista britannico, in un remoto passato, un gruppo di scimmie anfibie lasciò gli oceani, cominciò a camminare in posizione eretta e sviluppò grandi e sofisticati cervelli.

La teoria dell’antenato acquatico ha visto contrapporsi due schieramenti di studiosi: da una parte coloro che hanno avversato fortemente la teoria e dall’altra coloro, che come Attenborough, sono convinti della sua validità e fondatezza.

I sostenitori della teoria, secondo quanto riportato dal Daily Mail, si riuniranno lunedì prossimo in un simposio dal titolo “
Evoluzione Umana: passato, presente e futuro”, per discuterne insieme a diversi relatori.

Peter Rhys Evans, uno degli organizzatori del convegno, ha spiegato all’Observer che gli esseri umani sono molto diversi rispetto alle altre scimmie del nostro pianeta, in quanto non è dotato di pelliccia, è in grado di camminare in posizione eretta, ha un grosso cervello, un grossa laringe e ha notevoli depositi di grasso sottocutaneo, particolari molto comuni tra gli animali acquatici.

Secondo le teorie evolutive, queste caratteristiche sono apparse in tempi diversi per ragioni diverse. Ma la teoria della “Scimmia acquatica” forse riesce a spiegare meglio di altre ipotesi il motivo per il quale i nostri antenati hanno deciso di vivere in prossimità dell’acqua per milioni di anni.

Il primo ad avanzare l’ipotesi che gli esseri umani possano aver avuto antenati acquatici fu il biologo marino
Alister Hardy nel 1930.

La teoria di Hardy si basa sulla convinzione che un gruppo di scimmie primitive, costrette dalla concorrenza con i loro simili e dalla scarsità di cibo, si sia spinta fino alle sponde del mare per andare a caccia di crostacei, molluschi, ricci di mare, ecc., nelle acque poco profonde al largo della costa. 

Il biologo suppone che queste proto-scimmie acquatiche, spinte dalla necessità di rimanere sott’acqua per diverso tempo (proprio come è capitato per molti altri gruppi di mammiferi) si siano adattate all’ambiente acquatico fino a rimanere in acqua per periodi relativamente lunghi, se non in maniera definitiva. 

Le condizioni ambientali acquatiche avrebbero favorito la stazione eretta per tenere alta la testa sopra la superficie dell’acqua, la perdita della pelliccia che determinava attrito durante il nuoto e lo strato di grasso sottocutaneo per mantenere caldo il corpo in acqua.

Secondo Rhys Evans, esperto di fisiologia del cranio e del collo presso il Royal Marsden Hospital di Londra, gli spazi che si trovano tra le guance, il naso e la fronte hanno agito come camere d’aria che favorivano il galleggiamento, e quindi a tenere la testa al di sopra dell’acqua.

Un ulteriore contributo ai sostenitori della teoria potrebbe arrivare anche dallo studio della biochimica del cervello umano. Il
DHA (acido docosaesaenoico) è un acido grasso omega che si trova nel cervello dei mammiferi e ne determina la crescita- Ebbene, tale acido grasso si trova in grande quantità nei frutti di mare.

Secondo il dottor Michael Crawford, dell’Imperial College di Londra, senza una dieta ricca di DHA ottenuto dai frutti di mare, non avremmo potuto sviluppare cervelli così grandi. “Ancora oggi il DHA è una risorsa importate per il nostro cervello”, spiega Crawford. “Senza di esso possono aumentare le malattie mentali e il deterioramento intellettivo.

Oggi le fonti primarie ittiche di DHA sono fortemente minacciate. Bisogna far fronte a tale urgenza. Credo che questa sia la vera lezione che possiamo apprendere dalla Teoria della Scimmia Acquatica”.

Testimonianze recenti

Anche in epoca recente le testimonianze da parte dei pescatori sono state numerose. In molti casi, si racconta del recupero di grossi animali acquatici completamente infilzati con lancie e coltelli di origine sconosciuta. In alcune testimonianze di inizio secolo è possibile vedere lo stupore e lo sconcerto dei marinai.

 

 

Uno strano suono dal fondo dell’Oceano

Nell’estate del 1997, il NOAA, con l’ausilio di un
idrofono equatoriale, registrò più volte un suono misterioso proveniente dagli abissi dell’Oceano Pacifico. Il suono aumentava rapidamente in frequenza per circa un minuto, ed era di ampiezza sufficiente per essere ascoltato dai sensori ad una distanza di oltra 5.000 chilometri.

L’origine del suono – battezzato “The Bloop” – è, come ammette il NOAA – di
origine sconosciuta. Secondo alcuni, questo suono potrebbe essere la prova dell’esistenza di una specie sottomarina sconosciuta.

Il team di
Paul Robertson, un ex dipendente del NOAA, nel 2007 stava indagando sugli inspiegabili spiaggiamenti di massa delle balene. Nell’esaminare i campini di tessuto dei corpi di alcune balene, i ricercatori si resero conto che i mammiferi erano stati danneggiati da sonar particolarmente potenti, utilizzati in diverse parti del mondo in occasione di esercitazioni navali.

L’inquinamento acustico marino è un fenomeno che in questi ultimi anni ha avuto un grande incremento. La nuova tecnologia Sonar utilizzata sia per la mappatura del fondo dell’oceano che per l’individuazione di bersagli sottomarini, emette vibrazioni sonore percettibili fino a centinaia di chilometri di distanza.

Quando una specie più sensibile, come le balene o i delfini, si trovi in prossimità dell’emissione del rumore subisce un vero e proprio trauma che la spinge ad una fuga precipitosa, fatale quando è diretta verso la superficie del mare. Secondo uno studio l’impatto di media frequenza di un sonar militare sull’udito di una balena è equivalente a quello di un motore di jet al decollo sull’udito di un essere umano che si trovi a tre metri di distanza.

La conclusione cui giunsero gli scienziati marini è che le onde sonore emesse dai sonar erano talmente potenti da spaventare quegli animali dotati di un udito così sensibile. Nel tentativo di sfuggire alla raffica di onde sonore, i mammiferi si erano spinti in acque troppo basse per sostenere le loro dimensioni enormi, finendo per arenarsi.

Per cercare di dimostrare questa teoria, Robertson e il suo team si servirono delle registrazioni di un idrofono di profondità. Fu proprio in quelle registrazioni che ascoltarono la prima volta il “bloop”.

Utilizzando un software audio, i ricercatori riuscirono ad isolare il suono di una creatura sconosciuta mescolata con i suoni delle balene e dei delfini. Dopo più accurate analisi, i ricercatori ebbero l’impressione che queste creature sconosciute comunicassero con i mammiferi, forse con l’intento di salvarli dal rumore del sonar.

Il corpo ritrovato

Qualche settimana dopo, ci fu un altro spiaggiamento di massa in Sud Africa. Anche in quella zona i ricercatori registrarono suoni simili sui proprio dispositivi. Robertson e il suo team si recarono sul posto per investigare.

Sulla spiaggia furono i resti di una creature sconosciuta all’interno dello stomaco di un enorme squalo bianco. Mentre esaminavano lo squalo, i ricercatori notarono una sorta di pugnale infilzato nel lato della bocca dello squalo.

Come aveva fatto ad arrivare quel pugnale lì? Una volta tirate fuori tutte le parte dallo stomaco dello squalo, cominciarono a studiare attentamente i resti per capire di cosa di trattasse. All’interno trovarono la testa della creatura, una mano quasi completa, un longo osso tipo coda-pinna.

 

Inoltre, i ricercatori trovarono anche uno strano strumento con un buco. In un primo momento non compresero cosa fosse, ma poi si ricordarono del pugnale nella bocca dello squalo. L’oggetto sembrava essere un perfetto astuccio per il coltello ricavato da una cosa o una spina dorsale di qualche grosso pesce. Ma chi aveva potuto produrre un oggetto simile?

Alcuni dei ricercatori si convinsero di trovarsi di fronte ad una sorta di “ominide acquatico intelligente”, una sirena! Ora avevano senso tutte le misteriose lance e coltelli trovati nei corpi di numerosi pesce nell’oceano.

Qualche giorno dopo, mentre il team stava per tornare negli Stati Uniti, i militari americani confiscarono i resti della creatura e i risultati della ricerca. Pare che il governo stesse studiano il fenomeno da molto tempo e che avesse utilizzato Robertson e la sua squadra per ottenere le informazioni che cercava. L’unica cosa che lasciarono fu la registrazione del famoso “bloop”.

Gli scienziati rimasero sconvolti dal fatto che avevano sequestrato tutti i risultati ottenuti con anni di duro lavoro, ma le registrazioni erano il vero tesoro da conservare. Grazie ad esse, avevano capito che le sirene erano in grado ci comunicare con i delfini e le balene.

Questa è la prima e l’unica volta che si possiede la testimonianza di una comunicazione interspecie. Come alcuni sanno, in alcuni paesi, i delfini aiutano i pescatori umani a catturare i pesci, in cambio di una lauta porzione di bottino! Dove hanno imparato i delfini a fare questo?

In conclusione

In una intervista recente, Robertson ha dichiarato di non sapere se le sirene esistono o no, a differenza di uno dei suoi colleghi il quale pensa che esistano e che bisogna solo trovarle. Secondo Robertson, se le sirene esistono e sono sopravvissute così a lungo è perché sanno nascondersi.

L’unica cosa di cui è convinto il ricercatori è quella di non voler contribuire mai più alla ricerca delle sirene: “Non credo che gli essere umani sarebbero in grado di coesistere con le sirene senza sterminarle”. Il ricercatore sta ancora cercando di ottenere il bando dello sviluppo e della sperimentazione di armi Sonar per salvare balene, delfini e sirene.

Personalmente non ho mai creduto nelle sirene, eppure questo documentario mi fa capire che le profondità dell’oceano sono veramente la frontiera dell’esplorazione umana. Come spesso si dice, conosciamo meglio la superficie della Luna, che non le profondità del mare.

Che si tratti o no di sirene, bisogna prendere atto che nel fondo dell’oceano ci sono specie sconosciute e misteriose che ancora non conosciamo e che speriamo di non incontrare per non sterminarle (per dirla con Robertson).

 

> LIBRO CONSIGLIATO: Da Atlantide alla Superconsapevolezza

Le sirene esistono? Le ultime prove in uno straordinario documentario

In uno speciale che unisce scienza e fiction, intitolato “Sirene: il mistero svelato”, Discovery Channel ripercorre eventi reali e strani fenomeni attraverso la storia di due scienziati convinti di aver trovato i resti di una creatura marina, mai identificata, che avrebbe delle caratteristiche umane. Basando le loro argomentazioni sull’ipotesi evoluzionistica della ‘Teoria della scimmia acquatica’, secondo i due scienziati le sirene potrebbero essersi evolute sin dalle prime origini dell’uomo e continuano ad esistere ancora oggi.

Lo strano umanoidei ripreso dai due scienziati ( il Dr. Paul Roberts e il dottor Schmidt) in un sottomarino, al profondità del mare di circa 900 m (3000 feet) al largo della costa della Groenlandia,si presume che potrebbe essere leggendaria sirena.

La mano dell’essere ripreso nelle profondità marine in Groenlandia.

Attraverso le immagini realizzate grazie alla computer grafica, le testimonianze, i filmati e le fotografie che dimostrano come potrebbe essere l’aspetto di queste creature, l’affascinante programma indaga sulla possibilità che le sirene esistano realmente e che ancora oggi si nascondano fra le onde dell’oceano.

Alcune spiegazioni:

marzo 2013. i due scienziati ( il Dr. Paul Roberts e il dottor Schmidt) in un sottomarino, al profondità del mare di circa 900 m (3000 feet) al largo della costa della Groenlandia, hanno registrato un essere ,per quale si presume che potrebbe essere leggendaria sirena.

Tante domande circa l’esistenza di sirene. Esistono veramente?

Secondo il nuovo episodio di Animal Planet dal 26 maggio 2013, denominato “Sirene: nuove prove”, le sirene sono reali. Discovery Channel / Animal Planet ha intervistato il Dr. Paul Roberts e il dottor Schmidt, ed entrambi hanno affermato di aver trovato un corpo di una vera e propria sirena in una esplorazione del mare profondo in Groenlandia.

Un rapido Google per cercare tutti i siti che parlano di vere sirene e sorpresa, tutti questi siti sono stati bloccati o sequestrati dal Dipartimento di Giustizia, Dipartimento di Giustizia. Il sito dello scienziato NOAA, il dottor Paul Robertson (
http://drpaulrobertson.com) e il sito web mermaidsarealive.com.

Ecco come apparivano i domini sequestrati, che divulgavano e raccoglievano prove riguardo l’esistenza delle sirene.

Esiste un continuo sforzo da parte del governo di sbarazzarsi o nascondere tutte le informazioni della prova dell’esistenza delle sirene da internet? Per molti la risposta èSI.

Credere? Non credere? A voi la sentenza..

Di sicuro, questo documentario, mette in luce i misteriosi spiaggiamenti e morie di cetacei e il possibile collegamento con sperimentazioni di armi top secret a tecnologia, forse, sonica o elettromagnetica e le trivellazioni indiscriminate, senza tener conto della vita marina, in nome del dio denaro e dell’oro nero.

>
Guarda l’incredibile documentario “Sirene: il mistero svelato” (2013) : VIDEO

Misteriosa creatura anfibia sulle rive di un lago

Polonia: catturata misteriosa creatura anfibia sulle rive di un lago

Quello che vi raccontiamo brevemente è una storia pazzesca che è diventata virale nelle ultime ore. Questa notizia ovviamente è da prendere con le pinze, dato che non si conoscono i particolari di questa storia, ovvero del ritrovamento (o cattura), di un essere apparentemente anfibio. La notizia è stata riportata dal quotidiano inglese Mirror e da altri giornali on line e siti web del mistero.

La data è sconosciuta ma sembrerebbe che il video che vi mostriamo sotto, sia stato girato in Polonia, dove viene mostrato un gruppo di uomini ricoperti tutte contro i rischi da agenti chimico-biologici i quali, insieme a a due paramedici, preparano una barella sulla quale viene sistemato il corpo di una strana creatura.

Il filmato dell durata di un minuto circa, inizia con la visione di un gruppo di 5 uomini che circondano il corpo misterioso rinvenuto sulle rive di un lago. A seguito del suo sollevamento da terra, si può intravedere quella che sembra una grande coda di pesce, chiaramente visibile nel filmato sottostante. 

A questo punto i due paramedici si avvicinano con la barella mentre i cinque uomini con le tute biologiche, trasportano il corpo lungo circa due metri, per adagiarlo sulla barella. Ricercatori ed esperti, hanno analizzato a fondo quel poco di filmato che è diponibile, facendo attenzione alla fisionomia dell’essere ritrovato.

Esso presenta una testa dall’aspetto umano con una lunga barba appoggiata sul suo petto, mentre nell parte inferiore del corpo, sono ben visibili delle pinne (o coda di pesce). Alcuni hanno avanzato l’ipotesi che il corpo rinvenuto nel lago, sia una “sirena” o “Tritone”. Tritone è, nella mitologia greca, il figlio di Poseidone il dio del mare e della nereide Anfitrite e veniva raffigurato con la metà superiore umana e quella inferiore a forma di pesce.

I paramedici avrebbero trasportato la creatura in un luogo sconosciuto, facendo nascere subito delle speculazioni da parte di numerosi utenti della rete i quali sostengono che il filmato rappresenta la prova dell’esistenza delle sirene, mentre altri hanno affermato che il video è solo una bufala ben organizzata. Ovviamente, come detto sopra, questa notizia è da prendere conmolta cautela, anche perchè non si sa nulla sull’autenticità del video, ma pubblichiamo l’articolo solo su segnalazione di un nostro lettore, e per diritto di cronaca (quella del mistero…).

Misteriosa criatura capturada en un lago en Polonia: DOWNLOAD

Rammentiamo che la notizia è stata riportata dal quotidiano inglese Mirror

> ALCUNI ALTRI VIDEO DI "SIRENE" LI PUOI TROVARE SU YOUTUBE

Gli inspiegabili suoni dal fondo dell’oceano

i dice che l’uomo conosca meglio la superficie della Luna, che la profondità degli oceani. Effettivamente, gli abissi oceanici sono l’ultima grande frontiera dell’esplorazione umana. I mari del nostro pianeta sono in gran parte inesplorati, soprattutto per le condizioni ambientali proibitive che bisogna affrontare nelle profondità degli abissi.

Forse è proprio per questo motivo che gli oceani riservano ancora numerose sorprese agli esploratori e sono luoghi dove è possibile ancora registrare fenomeni inspiegabili. Tra questi, bisogna segnalare numerosi e insoliti suoni provenienti del fondo degli oceani. Gli scienziati di tutto il mondo sono alle prese con un fenomeno che è ancora avvolto nel mistero e che stenta a trovare una spiegazione scientifica. Che cosa genera questi insoliti rumori? Grossi animali degli abissi non ancora individuati? Le correnti oceaniche? O forse, qualcos’altro?

Ecco la lista dei suoni non ancora spiegati dalla scienza:

Bloop

Nell’estate del 1997, il NOAA, con l’ausilio di un idrofono equatoriale, registrò più volte un suono misterioso proveniente dagli abissi dell’Oceano Pacifico. Il suono aumentava rapidamente in frequenza per circa un minuto, ed era di ampiezza sufficiente per essere ascoltato dai sensori ad una distanza di oltre 5.000 chilometri. L’origine del suono – battezzato “The Bloop” – è, come ammette il NOAA – di origine sconosciuta. La fonte è da collocarsi a 50°S, 100° W.

Si è pensato che il suono fosse una vocalizzazione di un qualche organismo vivente degli abissi, ma i ricercatori affermano che nemmeno la balena blu è tanto grande da poter generare un suono così intenso. In realtà, nessuna creatura conosciuta sulla Terra è in grado di generare questo suono. “Le onde sonore sono quasi come impronte vocali”, spiega Christopher Fox dell’
U.S. National Oceanic and Atmospheric Administration’s Acoustic Monitoring Project a Portland, Oregon. “Osservando alcune caratteristiche del suono, siamo in grado di riconoscere a quale animale appartenga, o se è un suono generato dal motore di una barca”. Ma il Bloop, secondo gli scienziati, rimane il mistero. [Ascolta il suono: Bloop] - DOWNLOAD

Julia

Il suono è stato registrato il 1° marzo 1999, dall’idrofono equatoriale del Pacifico. La fonte del suono è sconosciuta, ma è possibile collocare le coordinate della fonte approssimativamente a 15°S, 98°W. La durata del suono è di circa 15 secondi. [
Ascolta il suono: Julia] - DOWNLOAD

Treno

Questo suono è stato registrato il 5 marzo 1997. Anche in questo caso, la fonte del suono è sconosciuta. [
Ascolta il suono: Treno] - DOWNLOAD

Slow Down

Questo suono è stato registrato 19 mag 1997. Il suono scende lentamente in frequenza nel giro di 7 minuti ed era di ampiezza sufficiente per essere ascoltato da tre idrofoni distanti tra loro 2.000 km. L’origine è da collocarsi approssimativamente a 15°S, 115°W. La fonte del suono è sconosciuta. [
Ascolta il suono Slow: Down] - DOWNLOAD

Fischio

Questo suono è stato registrato da un idrofono autonomo collocato a 8°N, 110°W, il 7 luglio 1997 e non è stato rilevato da nessun altro idrofono. La banda di energia è tra 1 e 6 Hz. [
Ascolta il suono: Fischio] - DOWNLOAD

Upsweep

Questo suono è stato registrato la prima volta nel mese di agosto, 1991. Si compone di una serie di suoni della durata di parecchi secondi ciascuno. Il livello della sorgente fu abbastanza alto, tanto da poter essere ascoltato in tutto il Pacifico. Cosa singolare, si tratta di un suono stagionale, con dei picchi in primavera e in autunno. La sorgente si trova a 54°S, 140°W, nei pressi di alcune strutture vulcaniche, che, si ipotizza, potrebbero essere all’origine dei suoni. [
Ascolta il suono: Upsweep] - DOWNLOAD

Fonte NOAA - Wikipedia

Ma i mostri marini esistono davvero? Secondo gli scienziati non si può escludere! Ecco quelli che i marinai temevano di più!

Dai giganteschi serpenti di mare al misterioso leviatano, dai draghi marini alle enigmatiche sirene: cosa spingeva i cartografi ad inserire mostri terrificanti nelle carte nautiche del passato? Non c’è dubbio che l’esistenza di queste creature abbia ossessionato la fantasia di generazioni di marinai.

I cartografi dell’alto Medio Evo credevano davvero nei pericoli che disegnavano. Infatti, si trattava di avvertimenti per coloro che si avventuravano in quelle acque. Ma si trattava solo di fantasia, oppure c’è un qualche fondo di verità nelle leggende che generazioni di marinai si sono tramandati per secoli?

Secondo il ricercatore Chet Van Duzer, autore di un libro di prossima uscita sui mostri marini illustrati nelle mappe medievali e rinascimentali, le motivazioni che spingevano a disegnare le creature variavano di epoca in epoca. Se in un primo tempo si trattavano di un vero e proprio segnale di pericolo, già nel XVI secolo, le illustrazioni diventano sempre più stravaganti per attirare i compratori: più incredibile era il mostro, meglio era.

Nel XVII secolo, invece, i mostri marini entrano in una fase di declino. Le conoscenze zoologiche sempre più approfondite portò i cartografi a disegnare mappe affollate di navi trionfanti, con sempre meno sirene in vista. Ma è possibile che alcune di queste misteriose creature esistano realmente, pur senza essere mai state ufficialmente scoperto? [Ma le sirene esistono realmente? Esiste una specie umana acquatica?].

E’ la posizione di alcuni ricercatori che si occupano proprio di mostri marini. Dato che gli scienziati scoprono continuamente nuove specie sottomarine, la scoperta di “mostri marini” non è del tutto impossibile.

“Il numero enorme di avvistamenti di mostri marini avvenuto nei secoli potrebbe effettivamente essere un indizio dell’esistenza di specie a noi non ancora conosciute”, speiga il dott. Darren Naish, paleontologo dell’Università di Portsmouth. “Tutte queste segnalazioni non possono essere liquidate come semplici errori, avvistamenti di animali noti, o falsi allarmi. Potrebbe trattarsi di incontri reali”.

Un esempio del genere è stato segnalato nel 1905 dagli zoologi
Edmund Meade-Waldo e Michael Nicoll, i quali incotrarono uno strano “serpente di mare” al largo delle coste del Brasile. E nel mese id agosto del 1848, l’equipaggio della HMS Daedalus avvistò una creatura marina lunga quasi 20 metri.

I biologi londinesi del tempo, sostennero che poteva trattarsi o di un elefante marino, o di una canoa capovolta. “Siccome animali marini di grosse dimensioni vengono continuamente scoperti, l’idea che tali specie attendono solo di essere catalogate è, per lo meno, plausibile”, continua Naish.

Esistono anche alcuni che hanno sostenuto che questi animali potrebbero essere dei plesiosauri a collo lungo, rettili marini che viveno al tempo dei dinosauri. Ma questa ipotesi è stata respinta dal dott.
Crales Paxton, della University of St. Andrews, organizzatore di una conferenza dal titolo “Criptozoologia: scienza o pseudoscienza?”, alla quale ha partecipato anche Naish.

“Se esistessero animali preistorici vivi, ciò vorrebbe dire che c’è qualcosa di estremamente sbagliato nella nostra comprensione della documentazione fossile”, ha detto Paxton, il quale rimano convinto che non tutti gli animali marini di grandi dimensioni siano ancora stati scoperti. ”La grandezza, però, non può essere l’unico criterio. Nel 1996 è stata scoperta una specie sottomarina che vive sul fondo dell’oceano e che misura 3,42 metri”.

La criptozoologia è lo studio degli animali nascosti, molto più spesso associata ad animali misteriosi quali il mostro di Loch Ness, o l’abominevole uomo delle nevi. Come considerare questa disciplina, scienza o pseudoscienza? [Le sirene esistono? L'affascinante teoria delle "scimmie acquatiche" potrebbe spiegare l'origine della leggenda].

Sicuramente è interessante scoprire che la comunità scientifica fa un’apertura scientifica alla criptozoologia, forte del fatto che negli ultimi vent’anni sono state scoperte otto specie marine di grandi dimensioni. Ma cosa vedevano i marinai del Medio Evo? Ecco una carrellata di carte nautiche decorate con mostri:

Abraham Ortelius

Carta nautica disegnata nel 1570 dal cartografo fiammingo Abraham Ortelius, che illlustra i mostri marini che si pensava circondassero l’Islanda

L’illustratore fiammingo ha realizzato questa carta nel 1603. La mappa mostra lo Steipereidur, un mostra marino che si pensava aiutasse i naviganti dagli attacchi delle balene.

Willem Janszoon Blaeu

Questa mappa è stata realizzata nel 1644 e segnala le zone di navigazione attorno l’Africa. Il mostro marino in alto a sinistra sembra abbastanza grande da inghiottire un’intera nave. Mentre i pesci “volanti” in basso a sinistra sono difficili da identificare, anche se hanno qualche somiglianza con alcuni squali fossili noti come Iniopterigiformi.

W.E. Webb

Questa illustrazione di inizio XVIII sec. sembra essere stata realizzata da qualcuno in gita nel periodo dei dinosauri. Secondo i racconti dell’epoca, i plesiosauri sarebbero in grado di usare la loro teste come timoni per cambiare direzione durante il nuoto.

I graffiti della Grotta dell’Addaura: indizi di Antichi Astronauti o Esseri non Umani in Sicilia?

Su segnalazione di un nostro lettore, che ringraziamo, pubblichiamo un approfondimento sulle incisioni rupestri scoperte nella Grotta dell’Addaura, un un complesso di tre grotte naturali poste sul fianco nord-orientale del Monte Pellegrino a Palermo, in Sicilia, collocabili tra i 20 mila e i 14 mila anni fa.

Le incisioni dell’Addaura rappresentano un caso unico nel panorama dell’arte rupestre preistorica, per il numero dei grafiti e la qualità delle figure. Il loro ritrovamento, del tutto casuale, risale al 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando gli alleati, in cerca di un ricovero, avevano individuato la grotta come deposito per armi e munizioni.

Una detonazione accidentale dell’artiglieria fece crollare una parete della grotta, portando alla luce i preziosi pittogrammi. Ma quello che più stupisce delle numerose figurine antropomorfe è la loro enigmatica forma e l’indecifrabile posizione del corpo, un vero grattacapo per gli studiosi!

La scena centrale del pittogramma è dominata dalla presenza di figure antropomorfe circondate da una moltitudine di bovini, cervi e cavalli selvatici. Le figure umane sembrano essere disposte in circolo, attorno ad altri due personaggi con il capo coperto e il corpo rappresentato in una posizione quasi innaturale, con la schiena fortemente inarcata all’indietro.

Sull’identità di questi due personaggi sono state avanzate le più disparate teorie. L’ipotesi più famosa è quella che classifica i due come degli acrobati impegnati in una qualche gioco di abilità. Altri hanno ipotizzato che si tratti di una rappresentazione di una cerimonia rituale, che forse prevedeva il sacrificio di due persone. In questo caso, le persone in circolo sarebbero degli sciamani che assistono alla cerimonia. Altri ancora, ipotizzano che si tratti di una rappresentazione di un rito iniziatico.

La nostra domanda, essendo degli inguaribili anticonformisti è: potrebbe trattarsi di rappresentazioni di esseri non umani, o di umani “differenti”? Per rispondere a questa ipotesi, è necessario fare una comparazione con altri pittogrammi simili rinvenuti in Italia e in altre parti del mondo.

Antichi Astronauti

Innanzitutto, a guardare le figurine dell’Addaura, vengono in mente le immagini raffigurate nella Grotta De Los Casares, una cavità scoperta nel 1933 a Riba de Saelices in Guadalajara, Spagna. Gli studi di Juan Cabré collocarono le incisioni in un periodo tra i 25 mila e i 30 mila anni fa.

I personaggi più enigmatici sembrano essere rappresentati da queste figure antropomorfe, caratterizzate da una testa molto grande e rotonda, un occhio allungato e con la mascella che termina a forma di becco. Dal corpo gonfio come una palla, e sotto il lungo collo, sembrano sorgere due arti simili a braccia.

Il disegno delle testa ricorda quella di un pesce o di un anfibio. Si tratterebbe di una raffigurazione antelitteram di Oannes, la divinità sumera metà uomo e metà pesce (ripresa anche dai Babilonesi, dai Persiani e dai Greci), disceso dal cielo attraverso un “uovo cosmico”. Le raffigurazioni di questo dio compaiono tra il 3.000 ed il 4.000 a.C. (se non prima), registrando un’esperienza più antica che deve aver segnando profondamente la cultura e la coscienza degli antichi popoli del subcontinente arabico.

Chi è questo misterioso individuo? Guardando le immagini della Grotta De Los Casares, possiamo ipotizzare che il primo contatto con questa entità risalga a più di 25 mila anni fa? Ed è possibile ipotizzare che gli abitanti della Sicilia paleolitica avessero fatto la stessa esperienza?

Nel 275 a.C., lo storico babilonese Berosso, nella sua opera più importante sulle antiche tradizioni dei popoli del subcontinente arabico, affrontò l’argomento spiegando alcuni dettagli, ma allo stesso tempo, facendo sorgere nuove domande sulla presenza di questo essere divino.

Nel suo scritto, Berosso racconta che la discesa di questo strano essere non fosse stata l’unica della storia mesopotamica poiché sarebbero stati ben dieci gli esseri divini che discesero sulla Terra per aiutare l’uomo. Ma chi o che cosa era realmente questo essere dalle fattezze antropomorfe? E’ possibile che Antichi Astronauti siano stati confusi per divinità dai nostri antenati?

Umani anfibi: le sirene

La somiglianza più sconcertante, però, è con i pittogrammi ritrovati in una grotta di arenaria in Egitto, dove sulle pareti sono raffigurate delle creature umane con la coda, equipaggiate con lance e reti. 

 

Secondo alcuni ricercatori, questo pittogramma avvalorerebbe la teoria proposta da Alister Hardy, un biologo marino, che nel 1930 ipotizzò che il percorso evolutivo dell’Homo Sapiens, in un remoto passato, si fosse ramificato in due linee evolutive, una terrestre, che avrebbe portato allo sviluppo dell’Homo Sapiens moderno, e una marina, che avrebbe portato allo sviluppo della cosiddetta scimmia acquatica, ovvero degli “umanoidi acquatici” che marinai di ogni tempo hanno definito sirene [Le sirene esistono? L'affascinante teoria delle "scimmie acquatiche" potrebbe spiegare l'origine della leggenda].

La conformazione delle figurine dell’Addaura ricordano molto le figure della grotta egiziana, soprattutto la coda e la schiena fortemente arcuata. Se la teoria di Hardy fosse corretta, è impossibile ipotizzare che la antiche tribù siciliane siano entrate in contatto con questi esseri marini? Forse il pittogramma rappresenta la cattura e l’uccisione di uno di questi “mostri”?

La caverna del Genovese

Un ultimo riferimento doveroso va fatto ad un altro sito di grande interesse che si trova sempre in Sicilia, sull’isola di Levanzo, una delle isole Egadi. I graffiti risalgono a circa 12 mila anni fa, ovvero alla fase finale del Paleolitico, poco prima cioè che il mare inghiottisse quei lembi di terra che rendevano le Egadi parte integrante della Sicilia.

Nelle rappresentazioni rupestri è possibile scorgere una serie di animali acquatici e di strane figure antropomorfe fornite di cosa, molto simili ad un anfibio. Potrebbero essere un richiamo tardivo delle rappresentazioni della Grotta dell’Addaura?

Gli elementi sono troppo pochi per azzardare un simile parallelo. Sta di fatto, però, che i nostri antenati, ad un certo punto del loro cammino, hanno sentito il desiderio e l’esigenza di mettere per “iscritto” alcune esperienze importanti, con il fine, implicito o esplicito, di trasmettere queste conoscenze alle generazioni successive.

Sicuramente non è azzardato immaginare un vecchio saggio della tribù accompagnare i più giovani in visita ai pittogrammi, per narrare di antiche leggende che rischiavano di perdersi nella notte dei tempi...

Le risposte di un alieno proveniente da Andromeda, 16 aprile 2014.

(Traduzione Ben Boux
www.lanuovaumanita.net)

- Amici, in questi tempi, la CG ( Confederazione Galattica ) non interferirà con la natura del pianeta in quanto, secondo loro, il pianeta sta raggiungendo il limite di tempo per l' elaborazione che deve succedere perché la nuova configurazione accada alla nuova fase. Gli Arturiani stanno rimuovendo i contenitori della pressione che sono stati installati perché il processo accadesse all' ultimo momento possibile, dando più tempo a più persone per essere pronte a sollevare le frequenze personali. Secondo i dati attuali, un ulteriore 2 per cento della popolazione si è unito alla banda di frequenza compatibile per coesistere con il " livello uno ", e sale al 24 per cento del totale. Questo "
tempo supplementare " ha assicurato l' aumento dal 10 al 24 per cento che è, è stato molto utile. Il pianeta non è più un pianeta riformatorio; le persone che rimangono qui saranno gli utenti effettivi del pianeta come la loro vera casa, la razza della gente sul pianeta Terra.

- I poli migreranno non appena l' equilibrio del sistema verrà ripristinato. Come potete notare il pianeta Venere cresce più brillante nel cielo, dal momento che loro hanno inizialmente deciso di cambiare l' orbita di Venere verso una zona più appropriata per il futuro insediamento, il sistema è stato mantenuto un po' più stabile dalle interferenza grazie all' oggetto di grandi dimensioni che è in una orbita stazionaria nel quadrante sud del pianeta Terra. Poiché il sistema reagisce ai cambiamenti, la CG prende iniziative su ciò che è stato fatto a suo tempo da suoi scienziati. Siamo veramente venuti a sapere quando cominciano le operazioni. Siamo in attesa delle risposte tettoniche per vedere cosa succede ai poli dato che finora è da un solo mese che gli Arturiani hanno dato inizio a sonde di controllo, collocate nei luoghi di maggior tensione, il processo può accadere lì nel corso naturale degli eventi, in qualsiasi momento.

Per quanto riguarda Venere, i vostri scienziati non parlano del caso, ma i vostri astronomi dilettanti, più seri e qualificati, possono seguire questi cambiamenti. Con il grande movimento di navi sulla Luna, anche i vostri astronomi dilettanti possono controllare facilmente la realtà della presenza di questi fratelli di altre razze presenti nelle basi lunari. Ogni nave proveniente da una base sulla luna richiede solo pochi minuti per essere qui all' interno del vostro ambiente, quindi è lo stesso che essere qui nella base di Antartide.

- Voi sapete che non posso dare informazioni o previsioni regionali su fenomeni naturali, non possiamo influenzare questo aspetto e agire come un profeta o qualcosa del genere, ma prendete nota che i fatti sono davanti a voi, utilizzate le osservazioni per intuire quello che sarà preparato. Vi andrà tutto bene se state consapevolmente preparati ad affrontare qualsiasi fatto. Tenete a mente che l' unica cosa che cercheranno di distruggervi è voi stessi, eppure non riusciranno perché siete indistruttibili.

- Le razze intelligenti che vivono da lungo tempo sul pianeta e che sono ancora qui sono:

- I vari gruppi etnici di umanoidi del nostro tipo noto. ( Le razze umane ).

- Un gruppo di discendenti di Atouns, gruppo che ha soggiornato qui per propria volontà su base sperimentale. Questa è la razza che agisce come "
consiglieri" delle vostre élite in cambio dei mezzi per sopravvivere. Sono esseri molto intelligenti con un QI superiore a 160, ma poco pratici per costruire le cose manualmente. L' unica differenza anatomica è che hanno la scatola cranica allungata e sono senza il palato.

- Due razze di umanoidi acquatici che sono come le creature che respirano come gli anfibi. Essi appaiono umanoidi con un incrocio con mammiferi marini come delfini, e sono razze molto antiche, da più di 50.000 anni nel pianeta. ( Le sirene e i tritoni ).


- Gruppi isolati di tipo umanoide, che chiamate Sasquatch. Questa razza è stata impiantata qui dagli antichi rettiliani per lavorare come schiavi e "aiutanti per la caccia", ma qualcosa non ha funzionato in modo soddisfacente; sono stati lasciati al loro destino .

- Isolati gruppi di antichi esseri collegati alla vostra mitologia chiamati Satiri che provengono da antichi esperimenti sul DNA effettuati da antiche razze rettiliane
che frequentavano il pianeta da oltre 30.000 anni fa. Questa è una delle poche vecchie razze sperimentali che sono sopravvissute fino ad oggi in piccoli gruppi isolati in regioni inospitali del pianeta.

- Gruppi isolati di esseri originari di razza insettoide che voi chiamate "Night Crawlers", che si relazionano bene con gli Sasquatch. Sono venuti qui per studiare le forme di vita nella vostre fauna di insetti ( che è grande ), e sono rimasti sul pianeta, pur avendo ancora le loro navi per tornare al loro pianeta, hanno deciso di rimanere qui e acquisire esperienze e inviare rapporti alla comunità scientifica del loro pianeta. Gli insettoidi pensano diversamente da noi, a volte è difficile filosofeggiare con loro su aspetti diversi dai loro doveri e linee guida.

- Gruppi isolati di
rettiliani, e di una certa razza di grigi che lavorano con loro, che sono stati bloccati nelle basi dei vostri laboratori governativi e non hanno potuto lasciare il pianeta per il divieto di circolazione delle navi rettiliane sul pianeta dal 2012.

- Un Gruppo isolato di origine ibrida che ha vissuto e sopravvissuto per migliaia di anni nelle remote montagne del Tibet.

- Molti Pleiadiani che vivono nelle vostre comunità, nonché osservatori, da almeno un centinaio di anni, molti di loro si considerano "Terrestri" per essere nati qui, ora, da più di due generazioni. Essi non possono influenzare le vostre società, mantengono solo un contatto costante con le squadre che hanno intensificato la sorveglianza sul pianeta, dopo la detonazione della prima bomba nucleare da parte dei vostri militari.

- Le razze che hanno dovuto vivere isolate per le loro grandi differenze dalla maggior parte delle razze umanoidi, hanno avuto il loro sviluppo tecnologico praticamente impedito, per non essere in grado di rendere i loro gruppi manifesti, ma questo non significa che il loro sviluppo mentale e spirituale sia stato condizionato.

- Altre razze di fratelli che incontrerete in un breve futuro, come Pleiadiani, Arturiani, Camelopardalis, Atounians, Aldebarans, Alkaids, razze Siriane, Chithoks, razze Rigel Centauri, tra molte altre razze, alcuni saranno "graziosi" per il vostro concetto, altri saranno "brutti", ma imparerete col tempo che la bellezza fisica è relativa a ciò che si sente dentro il petto. L' anatomia dipende dalla capacità di adattamento sviluppata per la vita in altri ambienti, quindi un arturiano sarà sempre "strano" per voi, ma se lo conoscete a luci spente, quello che sarebbe il vostro "dentro" sarebbe di cogliere che è l' amicizia, che hanno il piacere di condividere con gli altri. Il concetto più ampio della vita tra razze diverse è la capacità di convivere con le differenze, e capire che ciò che vi dà felicità potrebbe essere una cosa diversa da quella che dà la felicità ad un altro essere. 

Ogni razza ha le sue priorità e aspirazioni; si adatta alla Comunità Galattica per cercare di aiutare ciascuno a raggiungere il suo benessere, senza che ciò pregiudichi il benessere del suo prossimo. Purtroppo, nel vostro pianeta, tra i gruppi etnici della stessa razza, queste differenze non vengono rispettate. Per questo motivo, perché il pianeta possa avere il diritto di entrare in una comunità che lotta per l' armonia, dovrà essere filtrato in modo che la società sia di un livello accettabile di comprensione.

- Quando pensate che tutto sia perduto, siate sicuri che vi aiuteremo a trovare le soluzioni. Statemi tutti bene!

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