"In America, in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so pure io. Non c'è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate. Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti. Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro. Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattr'ore la mia occupazione sarebbe liquidata. Il lavoro del giornalista è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano. Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente? Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle prostitute intellettuali."

> Fonte: Richard O. Boyer e Herbert M. Morais, Labor's Untold Story, United Electrical, Radio & Machine Workers of America, NY, 1955/1979

LA STRAGE NASCOSTA - MANIPOLAZIONE FOTOGRAFICA E DI NOTIZIE: LINK

SPEGNETE LA TELEVISIONE: STANNO SCHIAVIZZANDO L’UMANITA’ CON UNA NUOVA TECNOLOGIA BELLICA MADE IN USA: LINK

[...] L’intrattenimento verrà utilizzato per modificare e programmare principalmente i giovani. Sesso e violenza saranno programmati attraverso l’intrattenimento. Lo sport sarà usato come strumento per il cambiamento sociale. Il calcio diventerà un gioco globale. Sarete guardando la televisione e qualcuno sarete voi a guardare in una stazione centrale. La TV potrebbe essere spento e ancora sotto controllo. Si potrebbe dire che cosa si sta guardando e come stanno reagendo a quello che si sta guardando. I segnali per voi il monitoraggio andrà giù il cavo per la TV via cavo e cavi telefonici. Sarete guardando la televisione e qualcuno sarete voi a guardare in una stazione centrale. La TV potrebbe essere spento e ancora sotto controllo. Si potrebbe dire che cosa si sta guardando e come stanno reagendo a quello che si sta guardando. I segnali per voi il monitoraggio andrà giù il cavo per la TV via cavo e cavi telefonici. Tutti i televisori avranno telecamere segrete che guarderanno qualunque cosa succeda nella stanza..

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Come spesso diciamo, e lo ripeteremo all'infinito come un mantra, il potere globalista che è alla base delle tragedie che vediamo quotidianamente, non potrebbe agire in nessun modo senza la criminale complicità e copertura mediatica di cui dispone; nell'antichita a differenza di oggi tale potere era limitato, oggi invece ha un carattere invasivo e di capillare diffusione proprio grazie alla tecnologia che è stata diffusa in tutta la società odierna, questo suo pervadere e saturare rende i media ufficiali oggi uno dei maggiori pericoli per l'umanità intera.

Questi criminali guidati dagli psicopatici del potere finanziario loro padroni, sono colpevoli di ogni guerra, di ogni abuso, di ogni violenza, sterminio e massacri di innocenti che sta avvenendo anche in questo momento in varie parti del mondo.

Se si riflette attentamente alla situazione attuale, si capisce che questo potere demoniaco non avrebbe scampo di fronte a una vera presa di coscienza dell'opinione pubblica, la loro società corrotta si basa su un castello di inganni, che se verrebbe a mancare la componente della percezione indotta, (ipnosi di massa) crollerebbe in un istante.

Questo rende i media main stream, l'obbiettivo militare principale della nostra battaglia; le nostre forze devono spodestare tale nemico senza la minima pietà, e questo deve esserer fatto con la maggiore violenza e brutalità, la nostra volontà magica deve essere diretta alla distruzione di tale nemico.

Gli scribbacchini della propaganda nemica devono essere coscienti che quando arriverà l'era del grande caos, saranno braccati ovunque siano, tutti dal direttore fino all'ultimo scribbacchino e la loro putrida discendenza sarà marchiata dal tradimento ed estirpata dalla terra, i loro padroni saranno sepolti vivi nei bunker dove essi stessi si apprestano a nascondersi quando la catastrofe arriverà al suo picco massimo, quello sarà il giorno dei lupi, la nostra caccia non avrà fine finchè l'ultimo di questi assassini e criminali avrà reso il pegno con il sangue suo e della sua discendenza.

Ovunque siete sarete maledetti, ovunque siate nessuno vi nasconderà, vi braccheremo ovunque e non avrete scampo, nessuno sfugge la branco di lupi quando si mette in azione, la terra stessa brama la vostra fine, il signore Schiva arriverà portando distruzione e morte, noi saremo li a suo fianco a falciare l'indegno.

La loro condanna è già avvenuta, le loro colpe incalcolabili, i loro crimini oramai hanno superato ogni immaginazione anche la più depravata, ora si aspettino la sentenza che non tarderà ad arrivare.

White Wolf

IL CONTROLLO DEI MEDIA

Riedizione della cortina fumogena dell’informazione

Prima parte

I nomi Rothschild, Rockfeller e Carrington appaiono nei consigli d’amministrazione e tra i “consiglieri” delle multinazionali dei media ed ciò non sorprende. Per controllare l’umanità attraverso la mente e le emozioni basta controllare i media. Senza di questi è impossibile. Ciò è reso tanto più facile dal fatto che la stragrande maggioranza dei giornalisti di tutto il mondo, compreso i cosiddetti “grossi nomi” di ogni paese, sono o agenti della Confraternita (l’esigua minoranza) o non sanno un accidente di quello che succede nel mondo.

Quella che viene definita industria delle comunicazioni è in realtà formata da ciechi (i giornalisti) che guidano altri ciechi (i lettori e gli spettatori). David Icke dice: “La mia esperienza come giornalista e come bersaglio dei giornalisti, mi ha mostrato molto chiaramente quanto poche cellule celebrali siano necessarie per fare quel lavoro.

Ogni giorno nelle stazioni televisive di tutto il mondo i vari giornalisti e corrispondenti forniscono al loro pubblico la versione ufficiale dei fatti che stanno riferendo. Fonti vicino alla Casa Bianca riferiscono questo… il primo ministro dice quello… l’FBI sostiene quest’altro…” Devid Icke prosegue dicendo: in tutta la mia carriera di giornalista non ricordo una sola conversazione in una redazione che non riflettesse la versione ufficiale della vita e del mondo. La maggior parte dei giornalisti non sono dei manipolatori, sono semplicemente completamente disinformati e spesso incredibilmente arroganti. Credono che se qualcosa d’importante succedesse davvero loro dovrebbero esserne al corrente in quanto “giornalisti”. In realtà sono gli ultimi a sapere le cose.

L’arroganza e l’ingenuità, quel connubio tipico di così tanti giornalisti, è emblematico e altamente distruttivo: Aggiungeteci una buona dose di chiusura mentale e avrete il quadro completo della situazione. 

David Icke prosegue: Un intervistatore della BBC mi ha detto in tutta serietà che non dovremmo preoccuparci dei membri della Frammassoneria più di quanto ci preoccupiamo dei membri della squadra locale di squash. E non sto scherzando. Io ho fornito a molti giornalisti importanti rivelazioni di ciò che sta realmente succedendo ma loro o le hanno liquidate senza neanche esaminare le prove o le hanno messe in ridicolo, sempre senza curarsi delle prove

Nei primi mesi del 1997 ricordo di aver incontrato un tizio a los Angeles che si chiamava Taylor, o qualcosa del genere. Lavorava per il giornale londinese “The Observer”. Gli parlai delle pratiche pedofile di George Bush e dei suoi narcotraffici. Mi offrii di metterlo in contatto con alcune delle persone che avevano subito abusi da parte di Bush. Ma cosa ha fatto questo “giornalista”? Se ne è andato ed ha scritto un articolo in cui mi attaccava pesantemente e diceva anche che i miei occhi sembravano iniettati di sangue.

La cosa non mi sorprende affatto visto che ero reduce da un tour di conferenze durato due mesi, che aveva toccato l’Australia, la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti. Ma come può uno soffermarsi sulla condizione degli occhi di una persona quando gli è stata offerta, come lui stesso la definì, “la notizia del secolo”? Può farlo solo se è un giornalista.

Come dice un vecchio detto: “Non riuscirai a corrompere o a manipolare il grande giornalista inglese, ma visto quello che fa senza essere corrotto, non c’è nessuna ragione di farlo”. Naturalmente anche tra i giornalisti ci sono eccezioni e delle persone rispettabili, ma sono davvero rare e provate a chiedere loro cosa succede quando tentano di scrivere la storia come è realmente.

I giornalisti si adeguano alle posizioni ufficiali e scrivono e decantano la versione ufficiale della vita. Sono i “galoppini” di quelli che occupano i vertici della piramide. Alla sommità ci sono i banchieri che forniscono i soldi necessari ad acquistare i gruppi mediatici. Questi banchieri controllano anche le maggiori industrie e organizzazioni aziendali e i giornali, le televisioni e le radio non possono sopravvivere senza i proventi messi a disposizione da queste persone in cambio della pubblicità.

La minaccia i bloccare la pubblicità ha fatto si che molte rivelazioni finissero nel cestino. Sotto i banchieri e gli industriali ci sono i “baroni” dei media, i Mardoch, i Black, gli O’Reily e i Packer. Questi si sottomettono agli ordini dei finaziatori e dei pubblicitari e nominano i direttori delle loro testate solo coloro che garantiscono loro che la stessa linea politica appaia sui giornali e nei canali televisivi giorno dopo giorno.

Il direttore sceglie i giornalisti che devono uniformarsi allo stesso orientamento che a lui è stato imposto. Il giornalista risponde al direttore del giornale, il direttore del giornale risponde all’editore, e l’editore risponde alle banche e alle multinazionali-cioè alla Confraternita.

Queste sono quelle che chiamano “notizie”. Siamo portati a credere che grandi personalità dell’editoria come Mardock, Packer, e Ted Turner si detestino l’un l’altro. Forse è così, o forse si tratta solo di una cortina fumogena, ma la cosa non ha importanza. Chiunque di loro sia a capo di una qualche organizzazione, attuerà sempre la solita politica, perciò alla Confraternita non interessa minimamente quale tra i suoi burattini possiede un giornale perché la sua politica sarà sempre portata avanti. 

Non sono questi “baroni” ad esercitare veramente il controllo. Essi non sono che gli uomini di fiducia, tutto qui.


Seconda parte 

Pensate a Ted Turner, il membro del Consiglio nelle relazioni estere che si pensava dovesse appropriarsi del sistema con il suo network di notizie via cavo (CNN). Egli vendette il suo canale alla Time Warner, una delle più grosse compagnie della Confraternita, e la CNN sciorina le posizioni ufficiali ora dopo ora.

Quando qualcuno decide onestamente di mettere su un canale televisivo o un giornale per rivelare la verità, o non riesce ad avere la pubblicità o finanziamenti, o i suoi corsi azionari vengono messi in crisi dalle inimmaginabili somme di denaro che le banche, e le multinazionali e le compagnie di assicurazione della Confraternita spostano ogni giorno. Ciò espone queste aziende mediatiche a una conquista ostile. I tre canali televisivi degli Stati Uniti, la CBS, la ABC e la NBC sono controllati da membri della Tavola Rotonda, così come lo sono il Washington Post, il Los Angeles Times, il New York Times, il Wall Street Journal, e molti altri. La stessa cosa succede in tutti i paesi.

Tratto dalle mie letture: 

Il Segreto più Nascosto” di
David Icke pag: 340-341-342-343 

 

 A. Watt: Il vero Ruolo delle Stelle dello spettacolo

Estratto da un’intervista ad Alan Watt 

Realizzata da Prison Planet

Quando istituirono la Lega delle Nazioni, cioè la struttura che anticipò le Nazioni Unite, affermarono che fosse loro intenzione distruggere l’unità del nucleo familiare. Tutti i lavori ‘non-fiction’ di H.G. Wells promossero questa agenda. Fu proprio lo scrittore britannico a coniare, verso la fine dell’Ottocento, l’espressione ‘amore libero.’ In uno dei suoi scritti affermò che sarebbe stato opportuno promuovere l’amore libero per distruggere e liberarsi dell’unità tipica del nucleo familiare. Una volta che ciò fosse avvenuto – sostenne – la famiglia non si sarebbe più interposta tra la volontà dello Stato ed il singolo individuo. Ogni individuo sarebbe stato assoggettato alla volontà del governo, in quanto non avrebbe avuto più una famiglia alla quale appoggiarsi come avveniva ai tempi del tribalismo.

In quella stessa fase molte Fondazioni statunitensi, inglesi e di altri paesi, erano impegnate a finanziare gruppi ed organizzazioni di sinistra, gruppi comunisti, in maniera tanto evidente che la commissione Reese approfondì questi temi già negli anni ’50. Si domandavano perché diversi capitalisti di altissimo livello, a capo di grandi banche e multinazionali, fossero impegnati a creare fondazioni per il finanziamento di gruppi di estrema sinistra – o meglio – come risulta chiaro oggi, gruppi impegnati a distruggere la vecchia cultura al fine di introdurne una nuova, una società nuova.

Quindi avemmo la proliferazione del ‘sesso libero’, e nuovamente si presentò il problema delle ‘gravidanze indesiderate’, per quanto in misura molto ridotta rispetto al passato, grazie ai nuovi metodi contraccettivi. Ecco che comparve sulla scena la ‘carica delle femministe’ – finanziata dalla Fondazione Rockefeller negli Stati Uniti – impegnatissima a battersi per ottenere il ‘diritto all’aborto.’ Il nuovo obiettivo era quello di svilire il valore della stessa vita umana, argomento ricorrente nelle opere di Julian Huxley, il quale ebbe ad affermare che:

“Nell’ambito della società dobbiamo promuovere la svalutazione della vita umana, così da rimuovere l’umanità dal proprio piedistallo di specie di riferimento. Solo a quel punto potremo condurre tutti all’interno della nostra società controllata per operare su una popolazione meglio gestibile.”

Bisogna capire che ogni elemento presente nell’ambito di una determinata cultura ha la funzione di favorire una precisa agenda. Lo stesso Platone, 2.300 anni fa, consigliò che la cultura e le trasformazioni sociali fossero sempre guidate dall’alto, perché se fosse accaduto il contrario, il cambiamento avrebbe rischiato di avere luogo al di fuori del controllo della classe padrona. Sempre secondo Platone, le trasformazioni sociali più importanti erano implementabili attraverso la rappresentazione drammatica, cioè l’istinto di imitazione del pubblico nei confronti di attori ed attrici. Il cambiamento sarebbe potuto essere implementato mediante numerosi input: dalla moda, alla musica, alla fiction. Ed ogni cambiamento sarebbe stato autorizzato e regolato preventivamente dall’alto.

Tali applicazioni, che sono a tutti gli effetti una vera e propria disciplina scientifica, furono utilizzate a pieno regime per trasformare in maniera drastica la cultura. Una trasformazione così radicale – specialmente per ciò che riguarda gli anni ’60 e ’70 – da far diventare impensabile un ritorno agli stili di vita precedenti.

A tal proposito possiamo citare un altro personaggio di rilievo: lord Bertrand Russel, il quale si fece artefice di una serie di ‘scuole sperimentali’ con tanto di ‘autorizzazione reale.’ Ebbe la licenza di condurre attività che sarebbero costate l’arresto a chiunque altro. E ad un certo punto affermò che – in base a studi e riscontri scientifici – se si fosse anticipata l’attività sessuale degli individui alla pre-pubertà, incoraggiando l’idea di poter avere a disposizione un numero elevato di possibili partner già dalla fase pre-puberale, la cosa avrebbe causato la tendenza al rifiuto della monogamia per il resto della vita. Il matrimonio sarebbe stato considerato un fatto obsoleto, non funzionale. Fu proprio sulla base di tali determinazioni che a partire degli anni ’60 fu dato il via libera alla rivoluzione culturale dell’amore libero e dello sballo. Il che costituì la fase iniziale di ciò che oggi definiamo ‘relazioni a breve termine’, con i divorzi che sono diventati un fatto del tutto comune e diffusissimo.

La pratica dei divorzi non decollò in funzione di una reale istanza sociale scaturita dal basso, cioè di una necessità sentita dalle persone. La pratica dei divorzi si diffuse perché le ‘stelle’ di Hollywood iniziarono a divorziare.

Il potere si è sempre molto affannato a promuovere lo spirito d’emulazione delle persone ‘normali’ nei confronti delle ‘stelle’ dello spettacolo. In effetti furono definite ‘stelle’ proprio per il loro ruolo di punti di riferimento, di esempi da emulare per la popolazione comune. Noi tendiamo a mitizzare i ricchi, i personaggi famosi. Vorremmo essere come loro; siamo portati ad identificarci con loro.

Dunque, l’idea stessa del divorzio provenne direttamente da Hollywood, con le principali ‘stelle’ che furono protagoniste dei primi divorzi, descritti nelle riviste e nei giornali. Gradualmente nel pubblico andò sviluppandosi un’idea: se divorziano loro, dovrei divorziare anch’io.

Le tecniche persuasive di Bernays furono regolarmente utilizzate in ogni rivista, ed il 97% delle riviste aveva come target il pubblico femminile. Secondo un principio che ancora oggi viene insegnato nelle scuole di marketing, le donne sono molto più suscettibili a seguire le ‘nuove tendenze’ rispetto agli uomini. Sicché tutte queste riviste piene di grandi stelle dello spettacolo ebbero la funzione di fornire alle donne una serie di modelli da emulare. Fu fatto loro credere che potessero fare ed avere qualsiasi cosa: una carriera, una famiglia, una casa lussuosa. Fu coniato all’uopo l’aggettivo: superdonna. Ma erano solo sfacciate menzogne.

D’un tratto in Europa, negli USA ed in Canada – all’unisono – iniziarono a promuovere questo concetto, diffondendo capillarmente le storie di alcune ‘superdonne.’ Ad esempio: l’amministratrice delegata di una compagnia che aveva anche tanti bambini (succede ancora oggi quando i media di regime propongono false storie di donne menager che hanno figli,e fanno capire che si può coniugare vita familiare e lavoro cosa pressoche impossibile NDR), un marito splendido e che era in grado di gestire qualsiasi cosa: lavoro, rapporto coniugale, educazione dei figli, gestione domestica e bla bla bla. Era ovviamente una fantasia irrealizzabile nella pratica. Tuttavia il lavoro dei media fece in modo che numerose donne interiorizzassero quella fantasia.  In effetti gran parte degli input che incameravano attraverso i mezzi di comunicazione di massa era semplicemente pubblicità, oppure, nei casi più infimi, pura manipolazione psicologica.

Dobbiamo ricordare che fu proprio Bernays il primo a teorizzare la cosiddetta ‘società dei consumi’, composta essenzialmente da persone bene educate – almeno fino a quando il denaro fosse rimasto in circolazione – troppo impegnate a consumare nel mondo materiale, per preoccuparsi di mettere al mondo dei figli. Si tratta dello stesso concetto teorizzato da Charles Darwin:

“Se riuscissimo ad incoraggiare le donne e gli uomini a ricercare i vantaggi di carattere materiale offerti dal mondo che li circonda, avremo buone possibilità che la prospettiva di procreare diventi un semplice ostacolo economico al consumo.”


Le persone divennero dipendenti dalla televisione in brevissimo tempo.
Ancora oggi la maggior parte delle persone è convinta che l’industria della fiction esista solo per un fatto di introiti economici ed intrattenimento, ma in realtà le cose non sono mai state in questi termini.

I più importanti input di ingegneria sociale sono veicolati proprio tramite la fiction, tramite l’imposizione di sequenze emozionali; non attraverso percorsi logici, ma mediante espedienti narrativi progettati per agire al livello emotivo, collocati in determinati punti dell’opera affinché causino una data reazione emotiva nello spettatore, ed in tal modo fissino nella sua mente determinati concetti. Il contenuto emotivo ricopre un ruolo molto, molto importante. Durante queste fasi la tua guardia si abbassa, la parte censoria della tua mente si disattiva; ti trovi in effetti in uno ‘stato alfa’ che rende il tuo cervello riprogrammabile con nuove idee, esattamente come può avvenire con il download dell’aggiornamento del software di un dispositivo.

L’Unione Sovietica aveva perfino un dipartimento denominato Industria della Cultura. Le loro stelle e registi erano denominati esplicitamente: leader culturali.

E’ sufficiente fornire al pubblico ‘aggiornamenti’ regolari per modificare – nel tempo – un intero paese, una nazione, un insieme di nazioni le quali ricevano contemporaneamente gli stessi aggiornamenti che le indirizzino su specifici sentieri.

Articolo tratto da un’intervista ad Alan Watt, del sito Prison Planet

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Come i tuoi pensieri possono cambiare il mondo

[...] Il leader ( i Bankster internazionali ) del Nuovo Ordine Mondiale ora sono ben consapevoli del vero potere del pensiero ed è questa la ragione per cui amano usare i loro organi di stampa mainstream, per condizionare il tuo pensiero. Uno dei loro obiettivi è condizionarti a pensare che sei debole e impotente. Lo scopo di questo è indebolirti. In altre parole, questo è il modo in cui ti inducono in inganno e ti fanno pensare di essere uno schiavo senza che tu lo sappia.

Ricordati che la consapevolezza umana collettiva gioca un ruolo di prim’ordine nel creare la realtà qui sulla Terra. Usando i media mainstream per condizionare il nostro pensiero, i Bankster Internazionali possono cambiare la nostra realtà a loro piacimento. In altre parole, giocano a fare gli dei usando i nostri pensieri per dar forma al mondo in cui viviamo.

Perchè pensi che a volte si fa riferimento ai Bankster internazionali, come ai Maghi Neri? La ragione è perché i Maghi Neri sanno che viviamo in una realtà magica che usa il potere del pensiero e l’intenzione per manifestare energia nelle cose materiali.

Le società segrete amano usare i loro organi di stampa mainstream per parlare di notizie che riguardano la paura. Amano farlo perché quando vivi costantemente in uno stato di paura, questo indebolisce la capacità superiore di pensiero e la intuizione e abbassa la frequenza del tuo corpo, facendo sì che sia più facile per loro controllarti. Questa è la ragione per cui hai bisogno di smettere di pensare che sei debole e impotente e devi evitare di guardare notizie che promuovono la paura [...] LEGGI TUTTO AL LINK

 

STRUMENTI DI DISTRAZIONE DELLE MASSE - i "MEDIA" la TIVU'

La TV è finzione dal primo all’ultimo programma, dove tutto è costruito e falso; e così via…

Il risultato finale della nostra educazione e di questa abitudine continua alla menzogna infatti è sotto gli occhi di tutti: l’Italia riesce ad avere una classe politica di bugiardi patologici cronici, che vengono eletti, osannati e ossequiati, per il semplice motivo che siamo talmente abituati alla menzogna e alla falsità che ci pare assolutamente normale che un personaggio come Berlusconi possa essere Presidente del Consiglio. E la stessa cosa succede negli USA e negli altri paesi occidentali.

L'omicidio rituale ebraico continua tutt'oggi, anche se con forme e modalità più adatte ai tempi moderni; Erba, Cogne, Sarah Scazzi, Mostro di Firenze, Jack lo Squartatore, sono veri e propri bagni di sangue rituali, ove la TV amplifica gli effetti esoterici dell'omicidio, che per il resto continua ad essere identico al passato.

Una mia amica ebrea mi ha fatto notare che oggi tutti i simboli delle multinazionali richiamano la cultura ebraica; persino i nomi dei politici o dei personaggi televisivi non sono mai scelti a caso, ma solo se richiamano simboli e concetti della cultura ebraica.
Gad Lerner richiama la tribù di Gad, una delle tribù di Israele; Saviano richiama i savi di Sion; la mia Harley Davidson deve il suo successo nel mondo a quel “David son”, figlio di Davide; persino Berlusconi deve essere letto come Ber – Lux – Cohen: Figlio della Luce di Cohen. Un telefilm come X Files, ad esempio, richiama la cultura ebraica in modo ossessivo in ogni piccolo particolare, dal nome degli attori al nome dei personaggi (Dana Scully richiama nel nome la tribù di Dana, che è la tribù di Israele da cui nascerà l’Anticristo e nel cognome lo scheletro; Gillian Anderson richiama nel nome il giglio, simbolo di Israele, e nel cognome Anderson, che è colui che ha redatto la costituzioni massoniche di Anderson; David Duchovny richiama la stirpe di Davide nel nome, ma anche un autorità spirituale del mondo ebreo polacco nel cognome..., e così via).

Estratto dal blog di Paolo Franceschetti

 

“Perché io dico poveri noi? Perché voi, il pubblico, ed altri sessantadue milioni di Americani, ascoltate me in quest’istante. Perché meno del 3% di voialtri legge libri, capito? Perché meno del 15% di voi legge giornali o riviste. Perché l’unica verità che conoscete è quella che ricevete alla tv. Attualmente, c’è da noi un’intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla tv. La tv è la loro Bibbia, la suprema rivelazione! La tv può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La tv è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio. E poveri noi se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati. […] Perché questa società è ora nella mani della CCA, la Communication Corporation of America […]. E quando una tra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, in questo mondo senza Dio, io non so quali altre cazzate verranno spacciate per verità, qui!

Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni, giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere.

Quindi, se volete la verità andate da Dio, andate dal vostro guru. Andate dentro voi stessi, amici, perché quello è l’unico posto dove troverete mai la verità vera! Sapete, da noi non potrete mai ottenere la verità. Vi diremo tutto quello che volete sentire mentendo senza vergogna: noi vi diremo che… che Nero Wolfe trova sempre l’assassino e che nessuno muore di cancro in casa del dottor Kildare! E per quanto si trovi nei guai il nostro eroe, non temete: guardate l’orologio, alla fine dell’ora l’eroe vince. Vi diremo qualsiasi cazzata vogliate sentire! Noi commerciamo illusioni, niente di tutto questo è vero! Ma voi tutti ve ne state seduti là, giorno dopo giorno, notte dopo notte, di ogni età, razza, fede. Conoscete soltanto noi. Già cominciate a credere alle illusioni che fabbrichiamo qui. Cominciate a credere che la tv è la realtà, e che le vostre vite sono irreali. Voi fate tutto quello che la tv vi dice: vi vestite come in tv, mangiate come in tv, tirate su bambini come in tv, persino pensate come in tv! Questa è pazzia di massa! Siete tutti matti! In nome di Dio, siete voialtri la realtà. Noi, siamo le illusioni. Quindi spegnete i vostri televisori, spegneteli ora. Spegneteli immediatamente! Spegneteli e lasciateli spenti! Spegnete i televisori proprio a metà della frase che sto dicendo adesso, spegneteli subito!”.

“Questa non è più una nazione di individui indipendenti, oramai. È una nazione composta da duecento e oltre milioni di esseri transistorizzati, deodorizzati, più bianchi del bianco, tutti profumati al limone: del tutto inutili come esseri umani, e rimpiazzabili come pezzi di un’auto.”

Monologo tratto dal film “Quinto potere” (1976) di Sidney Lumet 

 

Stop-Television

Una volta tanto, caro mio televisore, sarai costretto ad ascoltarmi. Sei sempre solo tu a parlare, a farti guardare, a tenermi zitto, ad impedirmi di discorrere tra noi in casa. Quando sono seduto in poltrona di fronte a te mi sento un po’ intimidito, anzi zittisco i miei bambini che disturbano il mio ascolto. Ma stavolta voglio prendere io l’iniziativa; ti spengo e tu mi ascolti. Era tanto tempo che sentivo questa voglia matta di dirti qualcosa, di intendermi con te. Perché tu per me sei importante, sei diventato parte della mia vita; io non voglio neanche confessarlo, ma se tu non ci sei mi manca qualcosa. Anzi, il vescovo deve averne detta una grossa a tuo proposito. Dice che tu potresti essere addirittura paragonato al lembo di Gesù. Ma allora c’è in te quasi una forza divina! Non sei solo uno dei tanti elettrodomestici che popolano la casa, un utensile di cui mi servo o, peggio, un pericoloso mezzo di diseducazione. Posso tentare di dialogare con te e tu devi ascoltarmi. 

Sai si dice che tu parli troppo. Un rapporto predisposto per l’Unesco rileva che il tempo medio passato davanti a te da una persona adulta supera quotidianamente, negli Stati Uniti, le cinque ore, e che per i bambini raggiungono le sette ore. Nel nostro paese, pare che quasi la metà dei ragazzi trascorra davanti al video più di quattro ore al giorno, gli altri dalle due alle quattro. Circa un quarto dei ragazzi tra i 6 e i 13 anni afferma di seguire i programmi televisivi serali oltre le ventidue… Ci sono famiglie di miei amici che possiedono due o tre televisori: uno in cucina, uno in salotto, uno in camera da letto… Ci sono case dove il televisore è in funzione dal primo mattino e viene spento, salvo qualche interruzione, solo a tarda sera…A tal punto sei diventato parte della casa che neppure ci si accorge della tua presenza attiva. Anzi qualcuno arriva a dire che sei “un membro della famiglia”, la cui perdita può determinare crisi e “lutti” nei rapporti tra le persone. Un’indagine condotta negli Stati Uniti descrive gli effetti “traumatizzanti” dell’astinenza televisiva forzata: solo l’8% delle famiglie ha accusato un disorientamento, mentre tutti gli altri hanno provato una sensazione più o meno grave, fino ad una quota del 25% che ha accusato disorientamento e frustrazione. 

Che cos’è la televisione? Tecnicamente, la televisione è un mezzo che trasmette emissioni di immagini visive sotto forma di onde elettromagnetiche e riconverte le onde ricevute in immagini visive. E’ nel 1884 che l’inventore russo-tedesco Paul Nipkow fece brevettare un dispositivo di trasmissione di immagini: il disco analizzatore. Si trattava di un disco perforato, che ruotava rapidamente, mediante il quale una scena illuminata era scomposta in punti luminosi e scuri. La serie di punti di luce così ottenuta era convertita in segnali elettrici e telegrafata a un ricevitore. Gli impulsi che arrivavano al ricevitore erano riconvertiti in punti luminosi e scuri, a partire dai quali l’immagine originale era allora ricostruita, più o meno esattamente, grazie a un disco identico, sincronizzato sul primo. Il dispositivo di Nipkow era primitivo, ma il metodo di base della televisione non è cambiato: le immagini sono sempre scomposte in punti luminosi e scuri. Si dovette attendere il 1923 per ottenere delle immagini i alta qualità, e ciò grazie a un americano nato in Russia. Vladimir Zworykin, che depositò una domanda di brevetto per il suo «iconoscopio», prototipo del tubo catodico del televisore moderno. 

Il disco analizzatore era stato sostituito da un cannone elettronico, fonte immediata di pericolo, come vedremo. Negli Stati Uniti, la prima trasmissione televisiva regolare ebbe luogo nel pomeriggio del 30 aprile 1939, in occasione dell’inaugurazione dell’Esposizione Mondiale di New York. Il tema dell’esposizione era «Il mondo di domani». La National Broadcasting Company (NBC), sotto gli auspici della Radio Corporation of America, diffuse le cerimonie a titolo dimostrativo. In pochi giorni la gente cominciò ad accalcarsi a migliaia per vedere le dimostrazioni del nuovo miracoloso apparecchio. Così nacque la fascinazione televisiva che ha ammaliato l’intera società! Durante la seconda guerra mondiale, l’industria dell’elettronica si concentrò sulla produzione militare. Ma in seguito una vera esplosione televisiva si propagò nel mondo del dopoguerra. 

Il numero delle emittenti televisive passò da 6 nel 1945 a 523 nel 1958. Oggi vi sono circa 1000 stazioni televisive. Il numero dei televisori privati passò da qualche unità nel 1945 a un milione nel 1949, 10 milioni nel 1951, 46 milioni nel 1958, a 121 milioni nel 1977. E questi dati si riferiscono unicamente agli Stati Uniti d’America. Lo sviluppo della televisione negli altri paesi seguì un ritmo analogo. La televisione divenne ben presto un affare mondiale. La nascente era della televisione, iniziata all’Esposizione Mondiale del 1939, sembrava partita a vele spiegate e a tambur battente. Nulla e nessuno avrebbero potuto arrestarla. L’umanità, dopo milioni di anni di civilizzazione in lenta evoluzione, con l’avvento della televisione modificò, in pochi decenni, completamente i suoi costumi dando il via a una nuova era: «l’era della televisione». Improvvisamente la vita si trasformò in un «passatempo» di massa. 

E le persone divennero più propense a restarsene a casa a sorbire i «pasti televisivi» davanti allo schermo. Non è stato necessario attendere a lungo perché spietate campagne pubblicitarie cominciassero a strombazzare la dottrina del «consumismo». Peggio, numerose nazioni sono oggi condizionate attraverso una programmazione e una censura televisiva controllate dal governo, mezzo efficacissimo per instillare senza posa nelle masse ideologie assoggettanti. La televisione è STRUMENTO DEL POTERE, potere sui sentimenti, sui pensieri, sui desideri, sulla volontà e sulla mente di tutti. Ma quali sono le POTENZE che detengono questo POTERE? A questa domanda dobbiamo trovare una risposta. C’è una televisore in quasi tutte le abitazioni; numerose famiglie (60% in USA) ne possiedono almeno due. Ma la televisione non si limita alle abitazioni private. Essa infierisce nelle scuole, negli ospedali, nelle fabbriche, nei laboratori spaziali. Delle telecamere agli angoli delle strade e nei grandi magazzini ci sorvegliano come poliziotti elettronici. Le telecamere controllano il traffico. Le telecamere ci indicano l’ora di arrivo e di partenza dei voli. Migliaia di persone studiano utilizzando videocassette. Telecamere rivelano i complessi dettagli del funzionamento del cervello. Telecamere appositamente sistemate dirigono le bombe sui loro bersagli. Grazie alla televisione, i medici controllano i loro pazienti e le guardie sorvegliano i loro prigionieri. Satelliti televisivi, quali spie del cielo, sono in orbita attorno al nostro pianeta. Questa terra non è più illuminata dallo Spirito. Apparentemente nessuno ha bisogno della visione spirituale, avendo tutti la tele-visione! L’occhio dello Spirito, l’occhio dell’Anima, è stato abbandonato per l’occhio elettronico! 

Il ritmo senz’anima 

(…) Guardando la televisione, si ha l’impressione di vedere delle immagini, ma ciò che effettivamente si sta vendendo è il luccichio fosforescente di circa 300.000 minuscoli punti. Non vi è nessuna immagine. Questi punti sembrano continuamente accesi, ma in realtà non lo sono. Tutti i punti vanno e vengono 30 volte al secondo (50 in Europa), creando ciò che si suol chiamare «l’effetto di scintillazione catodica». Questo scintillio si produce così rapidamente che l’occhio e, quindi, la coscienza non possono percepirlo. 

La traduzione dell’energia luminosa in immagini visive all’interno del cervello avviene soltanto 10 volte circa al secondo. Grazie a uno sguardo fisso, combinato con la persistenza dello schermo, gli occhi sono, per cosi dire, «ingannati» e accettano le immagini come se fossero reali. Ma l’anima non si lascia ingannare tanto facilmente! Prevale in profondità, nei più nascosti reconditi della coscienza, la sensazione di essere interiormente lacerati in piccoli pezzi, dispersi in migliaia di atomi a causa di ciò che gli occhi hanno trasmesso. L’impressione di essere «atomizzati» corrisponde al reale e dimostra una polarizzazione deformata dei veicoli sottili. 

L’espressione «meno animata» è proprio vera! Anni di quotidiano ascolto televisivo finiscono col cancellare questa labile sensazione, prova supplementare del fatto che «meno anima» si è trasformato in «assenza d’anima». La televisione trasforma le persone in esseri senz’anima, cioè in automi. (…) Tutti conosciamo gli effetti ipnotici del battito insistente durante, per esempio, un concerto di «rock», che può indurre in uno stato di trance. (…) Il battito meccanico prodotto da certe forme di «musica» contemporanea conduce essenzialmente a una regressione verso la magia arcaica e, in questo senso, è un fenomeno deplorabile. (…) Ebbene la televisione nel vostro salotto produce un battito elettronico molto più pericoloso. La scintillazione 30 o 25 (50) volte al secondo di tutti i punti dello schermo catodico, in seguito all’esplorazione folgorante del fascio elettronico, fa sì che lo schermo entri in pulsazione allo stesso ritmo. Questa costante pulsazione luminosa, accompagnata da un suono stridente situato in genere immediatamente al di sopra della soglia di percezione acustica, è responsabile di numerose emicranie e deterioramenti della vista. Essa produce ancora altri effetti più seri. Sembrano si siano verificati casi crescenti di epilessia in individui particolarmente sensibili a questo genere di pulsazioni. Si suol parlare di «epilessia televisiva» (…) Vi è pure l’effetto ipnotico. (…) Non senza ragione molte persone sensibili si lamentano si sentirsi «ipnotizzate», «ammaliate», «mentalmente svuotate», «disfatte dal tubo», «come zombie». Una tecnica estremamente astuta, chiamata «suggestione subliminale», si inserisce nel battito del tubo mediante immagini lampo inviate alla frequenza del battito, più rapide della vista. (…) Il battito del televisore è responsabile, tra gli altri effetti, dell’iperattività nei bambini. 

Il problema delle radiazioni 

La televisione è una delle meraviglie dell’elettronica, la scienza dell’utilizzazione degli elettroni. Gli elettroni sono delle piccole particelle cariche di elettricità. (…) Il tubo a immagini di un apparecchio televisivo è costituito sulla base di un cannone a elettroni che proietta sullo schermo, concentrandoli, fasci di elettroni. 

La parte interna dello schermo è ricoperta da una rete di qualche migliaia di punti, la cui fluorescenza può essere eccitata nei tre colori di base della televisione a colori. Ogni volta che il fascio di elettroni colpisce uno di questi punti, questo emette una luce tanto più intensa quanto più intenso è il fascio. Facendo in modo che il fascio esplori lo schermo esattamente come si legge una pagina di un libro, linea dopo linea, e facendo contemporaneamente variare l’intensità, i punti luccicano con maggiore o minore intensità, il che crea l’illusione dell’immagine. 

La ripetizione rapida di questo processo, compresi dei cambiamenti progressivi nell’immagine, suggerisce l’idea del movimento. Segnali acustici apportano la sonorizzazione. Guardando la televisione, ci si fa dunque iniettare dell’energia radiante, non sotto forma di luce ambientale naturale proveniente dal sole, ma con quella «luce della televisione» molto caratteristica, tutta artificiale, proiettata con una intenzione ben precisa. 

Essa è proiettata sullo spettatore attraverso lo schermo fluorescente mediante il cannone a elettroni, puntato letteralmente contro la persona che si trova davanti alla televisione. Questa energia penetra nello spettatore e danneggia le ghiandole endocrine e i sottili organi eterici ce svolgono un funzione così cruciale nel processo della trasfigurazione. (…) Gli effetti delle radiazioni sull’uomo sono misurati in rem (Roentgen Equivalent for Man) o in millirem (un millesimo di rem). Nel 1950 si stimava che fossero necessari 1000 rem o più per causare il cancro all’embrione. Nel 1955 si stimava che 200 rem fosse un valore più vicino alla realtà. Oggi certuni pensano che siano sufficienti 2 rem. Vent’anni fa gli schermi televisivi erano considerati «sicuri» allorché emettevano 50 millirem all’ora. Adesso il limite di tolleranza è la centesima parte di questa grandezza (0,5 mrem all’ora). E così via. (…) Lo scienziato John Ott, fondatore dell’Istituto di Ricerche sulla Fotobiologia dell’Ambiente di Sarasota in Florida, ha dimostrato che anche il limite attuale di 0,5 mrem all’ora, fissato per i raggi X emessi dal televisore, è troppo alto. (…) 

FONTE: LINK

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“Io conosco il segreto per far credere all’americano medio tutto ciò che desidero. Datemi soltanto il controllo della televisione… mettete qualsiasi cosa in televisione ed essa diventa realtà. E se il mondo esterno alla TV contraddice le immagini, la gente inizierà a modificare il mondo per adeguarlo alle immagini della TV…”

(Hal Becker, “esperto” di media e consulente del management per The Futures Group, intervista del 1981)

 

La struttura Delta
di EZIO MAURO

UNA versione italiana e vergognosa del "Grande Fratello" è dunque calata in questi anni sul sistema televisivo, trascinando Rai e Mediaset fuori da ogni logica di concorrenza, per farne la centrale unificata di un'informazione omologata e addomesticata, al servizio cieco e totale del berlusconismo al potere. L'inchiesta di "Repubblica" ha svelato fin dove può arrivare il conflitto d'interessi, che questo giornale denuncia da anni come anomalia italiana, capace di corrompere la qualità della nostra democrazia.

Nel pozzo senza fondo di quel conflitto, tutto viene travolto, non soltanto codici aziendali e doveri professionali, ma lo stesso mercato, insieme con l'indipendenza e l'autonomia del giornalismo. Con il risultato di una servitù imposta alla Rai come un guinzaglio per un unico padrone, ben al di là dell'umiliante lottizzazione tra i partiti, e i cittadini-spettatori truffati e manipolati proprio in quella moderna agorà televisiva in cui si forma il delicatissimo mercato del consenso.

Ci sono le prove documentali di questa operazione sotterranea, che ha agito per anni alle spalle dei Consigli di amministrazione, della Commissione di vigilanza, dei moniti del Quirinale sul pluralismo dell'informazione. Si tratta - come ha documentato "Repubblica" - di un'indagine della magistratura milanese sul fallimento dell'Hdc, la holding dell'ex sondaggista di Berlusconi (e della Rai) Luigi Crespi, che è stato per un lungo periodo anche il vero spin doctor del Cavaliere.

Dopo il fallimento del gruppo, nel marzo 2004, sono scattate perquisizioni e intercettazioni della Guardia di Finanza. E gli appunti dei finanzieri sulle conversazioni telefoniche rivelano un intreccio pilotato tra Mediaset e Rai che coinvolge manager di derivazione berlusconiana e uomini che guidano strutture informative, con scambi di informazioni tattiche e strategiche, mosse concordate sui palinsesti per "coprire" notizie politicamente sfavorevoli al Cavaliere, ritardi truffaldini nella comunicazione al pubblico di risultati elettorali negativi per la destra: con l'aggiunta colorita e impudente di notisti politici Rai che si raccomandano a Berlusconi, dirigenti Mediaset che danno consigli alla Rai sulla preparazione del festival di Sanremo. E un lamento, perché durante le riprese televisive dei funerali del Papa, "Berlusconi è stato inquadrato pochissimo dalle telecamere".

Non si tratta, com'è evidente, soltanto di un caso di malcostume politico, di umiliazione professionale, di vergogna aziendale. E' la rivelazione di un metodo che mina alle fondamenta il mito imprenditoriale berlusconiano, perché sostituisce la complicità alla concorrenza, la sudditanza all'autonomia, la dipendenza al mercato. Il tutto in forma occulta, con la creazione di una vera e propria rete segreta che crea un "gioco di squadra" - come lo chiamano le telefonate intercettate - che ha un unico capitano, un unico referente e un unico beneficiario: Silvio Berlusconi.

Trasmissioni d'informazione, come quella di Vespa, per la quale il direttore generale Rai garantisce che il conduttore "accennerà al Dottore ad ogni occasione opportuna", dirigenti della televisione pubblica che quando vengono a conoscenza di un discorso di Ciampi a reti unificate per la morte del Papa hanno come unica preoccupazione quella di organizzare un contraltare di Berlusconi al capo dello Stato, che potrebbe essere messo troppo "in buona luce", serate elettorali in cui si decide di "fare più confusione possibile" nel comunicare i risultati "per camuffare la loro portata".

In che Paese abbiamo vissuto? La politica - avversari e alleati di Berlusconi, tutti quanti defraudati da questa rete sotterranea costruita per portare acqua ad un mulino solo - è consapevole della gravità di queste rivelazioni, che dovrebbero spingerla ad approvare una seria legge sul conflitto d'interessi nel giro di tre giorni? E il Cavaliere, quando sarà sceso dal predellino di San Babila dove le sue televisioni lo hanno inquadrato in abbondanza, vorrà spiegare che mandato avevano i suoi uomini (spesso suoi assistenti personali) mandati ad occupare posizioni-chiave in Rai e Mediaset, se i risultati documentali sono questi?

La realtà è che in questo Paese ha operato e probabilmente sta operando da anni una vera e propria intelligence privata dell'informazione che non ha uguali in Occidente, un misto di titanismo primitivo e modernità, come spesso accade nelle tentazioni berlusconiane. Potremmo chiamarla, da Conrad, "struttura delta". Un'interposizione arbitraria e sofisticatissima, onnipotente perché occulta come la P2, capace di realizzare un'azione di "spin" su scala spettacolare, offuscando le notizie sgradite, enfatizzando quelle favorevoli, ruotando la giornata nel senso positivo per il Cavaliere.

Naturalmente con le telecamere Rai e Mediaset che ruotano a comando intorno a questa giornata artificiale, a questo mondo camuffato, a questa cronaca addomesticata. In una finzione umiliante e politicamente drammatica della concorrenza, del pluralismo, dei diritti del cittadino-spettatore, alterando alla radice il mercato più rilevante di una democrazia, quello in cui si forma la pubblica opinione.

Lo abbiamo già scritto e lo abbiamo denunciato più volte, ma oggi forse anche la politica più sorda e cieca riuscirà a capire. In nessun altro luogo si è formato un meccanismo "totale", così perverso e perfetto da permettere ad un leader politico di guidare legittimamente la più grande agenzia newsmaker del Paese (il governo) e di controllare insieme impropriamente l'universo televisivo, con la proprietà privata di tre canali e la sovranità pubblica degli altri tre.

A mettere in connessione le notizie trattate secondo convenienza politica e i canali informativi, serviva appunto la "struttura delta", ricca del know-how specifico del mondo berlusconiano, specializzato proprio in questo. Da qui alla tentazione di costruire il palinsesto supremo degli italiani, manipolando paesaggio e personaggi della loro vita, il passo è breve. E se la mentalità è quella che punta ad asservire l'informazione alla politica, la politica al comando, il comando al dominio, quel passo è probabilmente quasi obbligato.

E' ora possibile fare un passo per uscire da questo paesaggio truccato, da questa manipolazione della nostra vita. Purché le istituzioni, la libera informazione, il mercato e la politica lo sappiano. Sappiano che un Paese moderno, o anche solo normale, non può sopportare queste deformazioni delle regole e della stessa realtà: e dunque reagiscano, se ne sono capaci. La stessa mano che domani proporrà le larghe intese, è quella che ha predisposto il telecomando con un tasto unico. E truccato.

(
22 novembre 2007)

 

Citazione di EdwardBernays. ( noto “spin doctor”, amico di Freud )
Prima pagina del primo capitolo del suo libro “Propaganda” del 1928:

“La conscia ed intelligente manipolazione delle abitudini organizzate e delle opinioni delle masse è un elemento importante in una società democratica. Coloro i quali manipolano questo meccanismo inosservato dalla società, costituiscono un governo invisibile, che è il reale potere governante della nostra nazione. Siamo governati, le nostre menti vengono modellate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee vengono suggerite in larga misura da uomini di cui non abbiamo mai sentito nulla. Questo è un risultato logico del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Vasti numeri di esseri umani devono cooperare in questo modo, se devono vivere insieme come una società regolarmente funzionante. In quasi ogni atto delle nostre vite quotidiane, sia nella sfera della politica che del commercio, sia nella nostra condotta sociale che nel nostro pensiero etico, siamo dominati dal relativamente esiguo numero di persone che comprendono i processi mentali ed i modelli sociali delle masse. Sono loro che muovono i fili che controllano la mente pubblica.”. 

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La Storia della Televisione

L'inventore della TV è John Logie Baird. La storia della TV come la storia di parecchie invenzioni della nostra civiltà, è ricca di esoterismo e spiritualità assieme. La TV riceve segnali tramite l'Etere, ma cos'è l'etere? Oggi piu comunemente l'etere viene definito come quello spazio sfruttato per la propagazione delle onde magnetiche, ma questo termine ha una storia più lunga della nostra attuale tecnologia ad onde radio. Se un tempo per etere si intendeva la parte piu alta e pura dello spazio, ci fu un tempo in cui la scienza definì l'etere "il mondo degli spiriti", la dimensione astrale ove dimorano le anime. E non sorprende perciò che i primi prototipi di Radio e TV non erano intesi per essere utilizzati come dei semplici media, ma dei veri e propri ponti di comunicazione tra il mondo degli spiriti ed il nostro mondo materiale. Mentre il prototipo della radio avrebbe dovuto captare segnali o voci di spiriti provenenti dall'etere, l'antenato della TV, il "Noctovisore", avrebbe dovuto riprodurre delle immagini ipoteticamente create dalle onde elettromagnetiche generate dagli spiriti che avrebbero voluto mettersi in contatto con i viventi. La nostra, è una società creata da persone che hanno spesso bazzicato nell'occulto e nell'esoterico dimostrando di essere ferrati credenti del mondo paranormale, lo sapevate che anche Thomas Edison era uno dei tanti?

Vedi link: link - Enigma tv - Spiritworld

 

La droga televisiva
di Valerio Pignatta - 10/04/2009

“Il principale pericolo dello schermo televisivo non sta tanto in quello che esso fa fare (benché anche lì vi sia un pericolo) quanto in quello che impedisce di fare: i discorsi, i giochi, le festività e le discussioni familiari attraverso le quali avviene gran parte dell'apprendimento del bambino e si forma il suo carattere”. L’autore ci parla del rapporto, troppo stretto, tra bambini e tv.

Bambino alla TV

I piccoli sono esposti per molte ore al giorno allo schermo televisivo. Quali i rischi?
Gli studiosi dei mass media hanno confermato ormai da alcuni decenni che la televisione è un elemento di socializzazione in competizione con i fattori tradizionali della stessa quali la famiglia, la scuola, la chiesa e il gruppo di pari. Addirittura alcuni sociologi propendono per la predominanza di essa su tutti gli altri.

In effetti la tv è oggi la principale narratrice dei fatti della vita e del mondo. I bambini, in particolare, acquisiscono attraverso di essa informazioni e panoramiche sugli eventi più disparati dell'esistenza prima ancora di poterli pienamente comprendere e interpretare. Questa assimilazione passiva, ed eccessivamente precoce, crea anche aspettative precise rispetto agli avvenimenti futuri nonché stereotipi difficilmente poi realizzabili nell'esistenza reale. Questa stessa esposizione al mondo adulto, erotico e violento televisivo porta quindi da una parte a quella che il critico delle comunicazioni statunitense Neil Postman ha definito “la scomparsa dell'infanzia” e in secondo luogo alla formazione di una futura umanità delusa della vita reale e proiettata invece nella vita televisiva, unico luogo inesistente in cui è possibile ritrovare un senso all'esistere.

Questa trasposizione dal mondo materiale a quello elettronico è paragonabile alla estraniazione magica che si può provare sotto gli effetti di uno stupefacente di “buona qualità”. Solitamente in questa situazione un adulto è quasi sempre consapevole di essere in uno stato alterato di coscienza sebbene controlli sempre meno il desiderio di ricorrervi quanto più spesso è possibile. Un bambino invece assomma a quest'ultima dipendenza anche la confusione tra quello che è veramente reale e quello che avviene solo nella mente di sceneggiatori e conduttori televisivi e che nella realtà proprio non esiste.

La tv sottrae ai bambini molto tempo ad altre forme di socializzazione
Se tutto ciò può sembrare esagerato si possono qui riportare alcuni conti che chiunque può fare.

Un bambino in età prescolare (da due a sei anni) che ha passato un quarto della sua giornata (a volte ne passano di più) a guardare la tv avrà passato almeno 5000 ore (o forse molte di più) a guardare immagini di un improbabile mondo virtuale. Per un bambino che non l'avrà fatto queste stesse 5000 ore saranno tutte zeppe di altre attività cognitive. E, come qualsiasi educatore sa, non si può obiettare che questa non sia una differenza sostanziale, qualsiasi siano i programmi televisivi visti.

Ossia: «Il principale pericolo dello schermo televisivo non sta tanto in quello che esso fa fare (benché anche lì vi sia un pericolo) quanto in quello che impedisce di fare: i discorsi, i giochi, le festività e le discussioni familiari attraverso le quali avviene gran parte dell'apprendimento del bambino e si forma il suo carattere» (Winn, Marie, La droga televisiva, Armando, Roma, 1978, p. 123). Alcuni studiosi si spingono a spiegare l'esplosione statunitense della cultura delle droghe degli anni Sessanta con l'indigestione di tv dei ragazzini degli anni Cinquanta. Il distacco dalla realtà che caratterizza lo stato mentale delle due situazioni è infatti simile.

Il fatto che alcuni oppongano a questa visione la motivazione che la tv comunque aiuta i bambini a divenire più svegli e furbi che non un tempo, da un punto di vista pedagogico non regge. Essere smaliziati ed essere maturi non è esattamente la stessa cosa...

Bisogna poi trasferire l'attenzione dal cosa guardano i bambini al perché e al quanto guardano e al cosa stanno perdendo in conseguenza di questo.

Mary Poppins

La tv è la baby-sitter elettronica di molti bambini. Pretendere che tutte queste ore passate davanti alla baby-sitter elettronica non abbia conseguenze sulla vita sociale dei bimbi è veramente illusorio. Uno studio messo a punto in California già all'inizio degli anni Novanta aveva appurato che il tempo massimo di attenzione consecutiva dei bambini delle scuole elementari era di 7 minuti, ossia esattamente il tempo degli spot pubblicitari televisivi. Elaborare programmi educativi di un certo spessore con questi ritmi è davvero un'impresa eroica.

I bimbi rappresentano la più vasta audience televisiva rispetto alle altri classi di età. Essi sono i futuri adulti della nostra società. Se la percezione della realtà che essi hanno è deformata, la società che costruiranno ne sarà lo specchio. Vanno quindi messi a punto accorgimenti per proteggere i bambini da un'eccessiva esposizione a questo tipo di manipolazione mentale. Se questo può oggi sembrare un'affermazione folle si può ricordare che in tempi in cui il comune buon senso non rientrava ancora tra le specie in via d'estinzione questa visione era un sentire comune e diffuso nella società.

Famiglia alla TV

Negli anni Cinquanta, in Italia e Gran Bretagna era stato proposto di inserire un'ora di silenzio dopo i programmi per bambini per disincentivarne il prolungamento davanti alla tv.
Negli anni Cinquanta, in Italia e Gran Bretagna era stato proposto di inserire un'ora di silenzio dopo i programmi per bambini per disincentivarne il prolungamento davanti alla tv.

Il fatto che il business non si può permettere la perdita di una così vasta fetta di telespettatori ha probabilmente impedito un'evoluzione in questo senso. A ciò si deve affiancare la circostanza per cui, purtroppo, ai genitori fa comodo parcheggiare i bimbi davanti alla tv, perché questo permette loro di svolgere alcuni lavori in modo più tranquillo, oltre che rappresentare una facile e sicura soluzione alle crescenti difficoltà che essi incontrano nel prendersi cura dei bambini.

Nel 2002, effettivamente, si è portato a termine un Codice di autoregolamentazione per le emittenti radiotelevisive che mira a tutelare i giovani telespettatori risparmiando loro violenza e affini. Ma come tutti possono vedere in gran parte esso non viene rispettato. E comunque il nocciolo della questione, per quanto possa parere strano, non è la qualità di ciò che viene visto (seppur sia confermato che la visione ripetuta di atti di violenza condizioni comportamenti conseguenti nei bambini) ma più che altro la quantità di esposizione al “mezzo”.

bambini

Il nocciolo della questione non è la qualità di ciò che viene visto ma la quantità del tempo di esposizione al “mezzo”. Come dice Postman: «[...] in ogni strumento è insito un pregiudizio ideologico, una predisposizione a costruire il mondo in un modo piuttosto che in un altro, a sopravvalutare una cosa rispetto a un'altra, a magnificare le proprie percezioni, le proprie capacità o atteggiamenti a svantaggio di altri. Il famoso aforisma di Marshall McLuhan, “Il medium è il messaggio”, voleva dire proprio questo» (Postman, Neil, Technopoly. La resa della cultura alla tecnologia, Bollati Boringhieri, Torino, 1993, p. 20). E il mondo che vediamo uscire dalla tv è proprio quello che vogliamo per i nostri bambini?

È palese che la televisione non è per niente strutturata in modo di dare informazioni circa il mondo reale ma che si propone essenzialmente come obiettivo primario (se non unico oltre quello della manipolazione politica) quello di vendere merci.

Possiamo quindi facilmente arguire che la tv è un mezzo di mercato e i valori che diffonde sono quelli commerciali. Tali valori sono quelli che si stanziano nelle menti dei piccoli futuri cittadini del pianeta insieme ad una concezione fortemente aggressiva della vita ed ad una sessualità immaginifica o chimerica. Facciamo in modo che questo non possa continuare nella nostra totale indifferenza. A cominciare da noi stessi e dalle nostre scelte di tutti i giorni.

FONTE

 

COME LA TV DANNEGGIA LE FACOLTA' MENTALI

Le funzioni psichiche superiori, cognitive e matcognitive, possono essere sviluppate, mediante l’addestramento (familaire, scolastico, professionale) e/o pratiche autonome, ma anche impedite nel loro sviluppo, o danneggiate. Uno dei fattori più attivi in questo senso, sia per intensità che per quantità di persone colpite, è la televisione, assieme ai videogiochi Norman Doidge, in The Brain that Changes Itself (Penguin Books, 2007), espone allarmanti risultati di rilevamenti scientifici sugli effetti neuroplastici dell’esposizione alla televisione e ai video games. Preliminarmente, Doidge illustra come la neuroplasticità, di cui già abbiamo trattato, fa sì che, come il cervello foggia la cultura, così la cultura, le pratiche di vita (anche quelle che possono essere imposte a fini manipolatori) foggiano il cervello. Lo foggiano generando e potenziando reti neurali, collegamenti nervosi, innervazioni, che consentono di compiere prestazioni ritenute estranee alle facoltà dell’uomo, come aggiustare la vista alla visione subacquea senza l’uso di occhialini (osservato negli “zingari del mare”, una popolazione di pescatori di perle, e sperimentalmente riprodotto in bambini svedesi – Doidge, cit., pag. 288). Anche l’attività di meditazione muta il cervello, aumentando le dimensioni dell’insula (pag. 290). Anche la pratica della lettura produce modificazioni espansive di alcune aree corticali (pag. 293).

I nostri cervelli sono diversi da quelli dei nostri antenati. Principio basilare della neuroplasticità è che quando due aree cerebrali lavorano abitualmente assieme, si influenzano reciprocamente e a sviluppare connessioni, formando un’unità funzionale. Ciò può avvenire tra aree di livello evolutivo diverso: ad esempio, nel gioco degli scacchi, dove si punta a dare la caccia al re avversario, tra aree arcaiche esprimenti e organizzanti l’istinto della predazione, e aree corticali esprimenti l’intellettualità (297): in tal modo, l’attività predatoria viene temperata e trasfigurata. Naturalmente, il condizionamento cerebrale, l’impianto di schemi neurali (valori, codici, inibizioni, fedi) è assai più agevole e rapido nell’infanzia e nella prima adolescenza, prima che si compia il processo di sfoltimento dei neuroni e delle loro connessioni (neuroplasticità sottrattiva) (pag. 288).Per tale ragione, tutte le istituzioni totalizzanti – religiose e politiche – tendono ad impadronirsi della gestione dell’infanzia; notevole è il caso del regime nordcoreano, che gestisce i bambini dai 5 anni in poi impegnando quasi tutto il loro tempo in attività di culto delle personalità del dittatore e di suo padre. Altresì per questa ragione, l’integrazione culturale e morale degli immigrati adulti è pressoché impossibile, se richiede estesi “ricablaggi” neurali. (pag. 299). Anche la percezione e l’analisi di eventi avviene in modi diversi a seconda dell’imprinting ricevuto, e non per effetto di differenze meramente culturali, ma a causa di diversità di reti neurali, come hanno confermato esperimenti di comparazione tra occidentali e orientali (pagg. 298-304).

Dopo tali premesse, Doidge spiega come la televisione, e gli schermi in generale, risultano esercitare un’importante influenza neuroplastica, soprattutto sui bambini, con dannose conseguenze, nel senso soprattutto di compromettere la facoltà dell’attenzione. Uno studio su oltre 2.500 bambini ha mostrato che l’esposizione alla tv tra 1 e 3 anni mina la capacità di prestare attenzione e di controllare gli impulsi nella successiva fanciullezza. Ogni ora passata alla tv a quell’età comportava una perdita del 10% della capacità attentiva all’età di 7 anni (pag. 307). La pratica di guardare la tv è molto diffusa tra i bambini sotto i 2 anni. Quindi la tv è verosimilmente un’importante causa del moltiplicarsi di sindromi di deficit attenzionale e di iperattività (ADD, ADHD) e della minore capacità di seguire le lezioni, di imparare, di capire – che si nota vistosamente nelle scuole anche italiane, dove la necessità di abbassare il livello dell’insegnamento per farsi capire ha già portato a una sostanziale dequalificazione. E l’introduzione di computers in classe, evidentemente, rischia di peggiorare le cose.

Notevole è che questi perniciosi effetti non sono dovuti ai contenuti delle trasmissioni televisive o dei videogiochi, bensì al veicolo stesso, allo schermo. Il mezzo è parte costitutiva del messaggio, come intuì per primo Marshall McLuan. Il medesimo testo è processato diversamente dal cervello, a seconda che arrivi dalla lettura del giornale o dalla televisione. I centri di comprensione attivati sono diversi, come mostrano scansioni cerebrali mirate (pag. 308).

“Molto del danno causato dalla televisione e da altri media elettronici, come i music videos e i computer games, viene dal loro effetto sull’attenzione. Bambini e adolescenti dediti a giochi di combattimento sono impegnati in un’attività concentrata e sono gratificati in misura crescente. Video games, come pure il porno in Internet, hanno tutti i requisiti per mutare plasticamente la mappa cerebrale.” Un esperimento con un gioco di combattimento (sparare al nemico e schivare il suo fuoco) “mostrò che la dopamina – il neurotrasmettitore della gratificazione, rilasciato anche per effetto di droghe assuefacenti – è secreto dal cervello durante siffatti giochi. Coloro che sviluppano dipendenza dai giochi cibernetici mostrano tutti i segni delle altre dipendenze: bramosia quando cessano il gioco, trascuranza per altre attività, euforia quando sono al pc, tendenza a negare o minimizzare il loro coinvolgimento effettivo.

Televisione, video musicali, e videogiochi – tutti utilizzanti tecniche tv – operano a un ritmo assai più rapido che la vita reale, e vanno accelerando, così che la gente è costretta a sviluppare un crescente appetito per sequenze veloci in quei media. E’ la forma del mezzo televisivo – tagli, inserti, zumate, panoramiche, improvvisi rumori – che alterano il cervello, attivando quella che Pavlov chiamava “reazione di orientamento”, che scatta ogniqualvolta avvertiamo un improvviso cambiamento nel mondo intorno a noi, soprattutto un movimento improvviso. Istintivamente interrompiamo checché stiamo facendo, focalizziamo l’attenzione, e facciamo il punto. La reazione di orientamento si è evoluta, senza dubbio, perché i nostri antenati erano sia predatori che prede e abbisognavamo di reagire a situazioni potenzialmente pericolose o tali da offrire opportunità per cose come il cibo o il sesso, o semplicemente a nuove circostanze. La reazione è fisiologica: il battito cardiaco cala per 4 – 6 secondi. La tv fa scattare questa reazione con frequenza molto maggiore di quanto ci accada nella vita – ed è per questo che non riusciamo a staccare gli occhi dalla tv, persino nel mezzo di un’animata conversazione; ed è pure per questo che si finisce per passare alla tv più tempo di quanto si intende. 

Poiché i tipici video musicali, le sequenze di azione, e gli spot pubblicitari fanno scattare la reazione in parola ogni secondo, stare a guardarli ti mette in uno stato di incessante reazione di orientamento senza recupero. Non c’è da stupirsi, quindi, se le persone si sentono svuotate dopo aver guardato la televisione. Però contraggono un gusto per essa e finiscono per trovare noiosi i ritmi di cambiamento più lenti. Il prezzo di ciò è che attività quali lettura, conversazioni complesse, e ascolto di lezioni divengono più difficili.” (pag. 309-310). In sostanza, la televisione rende la gente al contempo dipendenti da sé (quindi proni ai suoi input propagandistici e pubblicitari), e meno capaci di attenzione, dialettica e apprendimento. Diventa quindi uno strumento di “social control”, un tranquillante per le masse, e al contempo un veicolo per impiantare in esse la percezione della realtà che si vuole che abbia. Inoltre, la tv crea disturbi dell’attenzione e del controllo degli impulsi, che aprono un florido e rapidamente crescente mercato per le industrie farmaceutiche, la psichiatria, la psicologia clinica – come approfonditamente spiega l’Appendice di Regina Biondetti alla 2a edizione di Neuroschiavi.

Va inoltre evidenziato che la televisione abitua la mente a un rapporto unidirezionale, passivo, e non interattivo, in cui si può solo recepire senza replicare o criticare, e non vi è il tempo di analizzare e filtrare. Inoltre, abitua a seguire immagini e suoni, non i discorsi, i ragionamenti; inibisce la capacità di costruire o seguire sequenze logiche, con corrispondenti difficoltà o impossibilità di apprendimento attraverso lo studio di testi scritti.
Essenzialmente, la tv è il mass media per le classi mentalmente subalterne e inerti.
Ovvia misura protettiva contro questo mezzo di manipolazione mentale e neurale sarà quindi il non esporre, o esporre solo minimamente, i bambini alla televisione e ai video giochi, e il moderare assai anche l’esposizione degli adulti. Inoltre, è opportuno trovarsi tempi e ambienti idonei al recupero, alla riflessione solitaria, alla conversazione approfondita coi propri simili. Faccio presente che è importante, ma non è sufficiente, il selezionare i contenuti, cioè il tipo di programma che si guarda, perché il danno viene soprattutto dalla televisione o dal videogame in sé, come veicolo, come modo di trasmissione e ricezione. 14.04.11 MDL

Fonte: marcodellaluna.info

 

Le 10 regole per il controllo sociale (Noam Chomsky)

L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche.

1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3 – La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4 – La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.

5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti…

7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

9 – Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di repressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!

10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.

Tratto da: Le 10 regole per il controllo sociale (Noam Chomsky

 

 L’AGENDA DELLE CATTIVE NOTIZIE

LEGGI UN QUOTIDIANO A CASO

Guarda un telegiornale a caso, e noterai, sono certo che lo hai già notato da tempo, che la parte del leone la fanno le cattive notizie, la cosiddetta cronaca nera, anche se oggi il giornalista al Tg dice semplicemente: “E ora passiamo alle notizie.” E via con “E’ stato assassinato”, per passare poi a “Rapina, stupro, malasanità, furto, stalking, le borse hanno chiuso in negativo, corruzione, fondi dei partiti, truffa, tasse, evasori, Monti, sciopero, suicidio, fallimento, lo spread (ultimo nato che riempie bene la bocca dei giornalisti) ecc.”, la lista è lunga e il telegiornale finisce prima di poterle raccontarle tutte.Perché le notizie sono quasi tutte cattive notizie? E’ davvero così nella realtà? No non lo è, ma sociologi, psicologi e psichiatri affermano che “la gente” vuole le cattive notizie, è morbosamente attratta da esse e quindi i media non fanno altro che dare quello che la gente vuole.Questo è vero, ma solo in parte. La verità è che le persone vogliono sentire parlare di delitti, crimini e misfatti solo dopo che si è fatto in modo che abbiano quel genere di interesse, se non predilezione.Ormai sono anni che vengono proposti “film d’azione”, dove l’azione consiste nel far fuori più “cattivi” da parte dei “buoni” con pistole, mitragliatori, fucili, bazooka, razzi e carri armati per non parlare dei serial televisivi dei vari C.S.I , NCIS, Criminal Minds, Bones, ecc. in cui oltre a sparatorie, stupri e omicidi seriali è possibile assistere ad autopsie, finte ma realistiche, con tanto di spruzzi inaspettati di umori corporei, e in tutti questi programmi oltre al crimine è sempre presente il sangue e la morte e l’interruzione brutale di vite da parte di criminali.Anche in Italia ci sono dei serial di produzione nostrana che imitano quelli americani, malamente devo dire perché gli attori italiani, a parte i mostri sacri ormai estinti, non sono realistici nell’esprimere correttamente gli stati d’animo, tendono a esagerare l’espressione delle emozioni come non avverrebbe mai nella realtà, quasi come le prefiche che venivano (vengono?) affittate per i funerali. Ormai mi basta dare uno sguardo alle immagini che scorrono su uno schermo per cinque secondi per riconoscere di cosa si tratta anche se non conosco gli attori, mi basta guardare gli occhi persi e i volti sgomenti e corrugati come le maschere da tragedia greca perché nella mia mente compaia all’istante il pensiero “è un’italianata …” .In Italia sulla falsariga di CSI hanno fatto RIS Roma, chissà se faranno anche altri spin off tipo RIS Milano, RIS Busto Arsizio, ecc.Comunque sia, a parte la bravura o meno degli attori, la fascia televisiva di tarda serata tende a riempirsi di tutti questi telefilm che diventano sempre più truculenti e pieni di sangue e morte, con scene molto realistiche grazie alla sempre più avanzata tecnologia degli effetti speciali.Oggi pare normale ascoltare annunci televisivi come: “Domani una sera tutta dedicata al crimine! Alle ore 21 due episodi di CSI Miami, seguiti da NCIS, e infine …. “Perché piacciono questi serial? Sono presentati bene, il buono che vince sul cattivo, interessanti pseudo tecniche investigative, personaggi interessanti, superdonne sexi in azione, sono sufficienti per fare accettare anche gli effetti repellenti del sangue e dei corpi squartati.Un caso? Fa parte della naturale evoluzione, o involuzione dell’Umanità? No, tutto questo fa parte di un’agenda mondiale, una delle tante, ognuna con specifici obiettivi.

LE EMOZIONI

Gli esseri umani non desiderano restare soli senza alcun contatto con altre persone. Hanno invece la necessità di comunicare, fosse anche solo per comprare il pane, e tendono ad associarsi con persone con cui ritengono di avere qualcosa in comune, instaurando un legame che può facilmente portare a una “connessione emotiva”. Le emozioni sono fondamentali per vivere, sia fisicamente, dato che le funzioni di tutti gli organi del corpo sono messe in moto e regolate dalle emozioni, sia in un contesto sociale.Che siano buone o cattive, le emozioni sono una forza trainante e che inducono a socializzare per affinità di intenti e di vibrazioni.

Che cos’è un’emozione?

La scienza si avvale degli studi di quasi un secolo e mezzo fa di Darwin, anche se successivamente rielaborati da altri scienziati, per definire e spiegare le emozioni.Le emozioni sono come un linguaggio universale. Se chiedi a un aborigeno australiano, a un contadino dell’Oltrepo pavese, a un agente di borsa di New York, avrai la stessa descrizione, anche se il fattore scatenante potrà essere differente. Vedere crollare la borsa di New York terrorizzerebbe l’agente newyorchese, mentre lascerebbe indifferente l’aborigeno che avrebbe paura di un coccodrillo in procinto di mordere il suo polpaccio, e la grandine farebbe paura al contadino.Tutti però sanno cos’è la paura, la gioia, il dolore, il terrore, l’euforia e altre emozioni. Superano la barriera del tempo e dello spazio. Oltre ad essere percepite ed espresse in tutto il mondo, lo erano allo stesso modo anche millenni e milioni di anni fa.L’uomo primitivo correva a gambe levate per la paura scaturita alla vista di un predatore, e lo stesso faremmo noi ora se incontrassimo un leone nella foresta, anche se oggi la paura può provocare l’effetto opposto, cioè che uno si blocchi. Gli esseri umani di oggi sono più complicati.Le varie definizioni note sono imprecise e non spiegano che cos’è un emozione.Ho fatto degli esperimenti in passato con le emozioni e posso fornire qualche spiegazione soggettiva.L’emozione è una reazione a un flusso di energia che colpisce un individuo. Tale reazione produce uno stato mentale e una sensazione fisica. Ma anche uno stato mentale può produrre un’emozione, e anche una sensazione fisica può produrla. Sia che questo flusso di energia provenga dall’esterno o che sia generato dall’individuo o da altri fattori, l’emozione prodotta fa da ponte fra la mente e il corpo.

Un’emozione può essere generata:

-
dall’individuo stesso tramite il pensiero (energia).
- da un altro individuo che sta manifestando tale emozione, per effetto diapason.
- dalle circostanze dell’ambiente e..
- da passate esperienze, soprattutto negative.

Facciamo degli esempi.

Se pensi a una persona di cui sei innamorato, e sei ricambiato e questa persona fa parte della tua vita, i tuoi pensieri produrranno l’emozione di gioia o felicità.Se ti trovi faccia a faccia con una persona che è arrabbiata è possibile che la stessa emozione si manifesti empaticamente anche in te. E’ così che si forma il branco, l’isteria di massa, la violenza negli stadi e nelle strade, e questo è ben noto agli agitatori di professione.Se ti trovi a una festa dove le cose sono sistemate come vuoi tu e le persone sono come piacciono a te, questo produrrà un’emozione di allegria, o di gioia, o come la si voglia chiamare, comunque piacevole.Se sei stato morso e spaventato da un cane, è possibile che in seguito la vicinanza di un cane ti susciti paura.

OGNI EMOZIONE HA UNA FREQUENZA

Questo Universo è un universo di energia più o meno condensata. Ogni cosa in questo universo ha una frequenza o più frequenze e vibra. Noi possiamo percepire solo una parte di queste vibrazioni tramite gli organi di senso. Queste vibrazioni percepite dai nostri sensi vengono convertite in rappresentazioni che chiamiamo oggetti che vediamo, sentiamo, gustiamo, tocchiamo e odoriamo.Con i nostri sensi possiamo percepire solo una piccola fascia di vibrazioni di determinate frequenze.Possiamo udire solo suoni con una frequenza da 20 a 20.000 hertz, mentre possiamo vedere lo spettro di frequenze molto più elevate dei colori.Semplificando, anche gli oggetti solidi sono una somma di vibrazioni a determinate frequenze che percepiamo tramite il senso del tatto, mentre gli odori sono particelle meno dense che che vibrano ad altre frequenze percepibili dall’olfatto e più o meno allo stesso modo avviene per i sapori percepiti dal senso del gusto.Ogni emozione viene generata da energia che vibra a una particolare frequenza. Le più piacevoli sono il prodotto dell’impatto sull’individuo di flussi di energia che vibra a frequenze più alte, mentre le cosiddette emozioni negative sono il risultato dell’impatto di flussi di energia che vibra a frequenze inferiori.Ogni organo del corpo ha una sua frequenza ottimale di funzionamento che può essere rafforzato o inibito dalle emozioni.Non sono comunque le frequenze che vengono propagandate da varie teorie New Age, sono ben altre frequenze, non sono percepibili dall’udito e quindi non vendibili in internet registrate su dei CD come alcuni pretendono.Morire di crepacuore per il dispiacere, rovinarsi il fegato per la rabbia, una tristezza da bloccare il respiro, per esempio, sono dei modi di dire che associano delle emozioni a specifici organi e sono abbastanza veritieri.Quando si raggiunge un obiettivo spirituale, o si ha aiutato una persona a liberarsi di un problema che la assillava da lungo tempo, la gioia che si manifesta produce un effetto benefico su tutti gli organi del corpo, il respiro si fa più profondo e si prova un senso di benessere generale.Le emozioni hanno a che fare con la salute e determinano la qualità della vita di un individuo.Per raggiungere i propri obiettivi, una persona deve essere pervasa dall’entusiasmo, deve vibrare a frequenze elevate.Una persona depressa sarà afflitta e tormentata da emozioni dolorose, difficilmente riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi, e forse dimenticherà anche di avere avuto dei sogni che voleva realizzare. Le frequenze di quelle emozioni sono basse, e la persona non riesce ad esprimere la gioia e l’entusiasmo.Quando si vibra con emozioni elevate tutti gli organi funzionano bene, viceversa le emozioni negative contribuiscono a generare malattie e malanimo.

CONTROLLARE I CITTADINI CON LE EMOZIONI

Le cattive notizie e le immagini che mostrano scene di sangue e violenza abbattono il morale della società, la degradano e la istupidiscono.Quando osserviamo una scena violenta dove si squartano corpi in un serial televisivo sappiamo razionalmente che è tutta una finzione, ma per l’inconscio è tutto vero e gli organi dello spettatore vengono bombardati da quelle emozioni di odio, vendetta, paura e terrore, con conseguenti effetti deleteri per la salute.Questi programmi televisivi hanno una trama che sfrutta la dicotomia “buono – cattivo”. Di solito i buoni, le forze dell’ordine, polizia, agenti delle varie agenzie, danno la caccia al cattivo che commette i più efferati delitti con estrema crudeltà e alla fine, quando viene trovato, di solito la scena si conclude con il cattivo che cade da un grattacielo sfracellandosi, schiacciato da vagoni ferroviari, da muri che crollano o crivellato di colpi.Inizialmente lo spettatore assiste a tutto questo con apprensione che si trasforma gradualmente in rabbia man mano che il “cattivo” continua a uccidere, stuprare, torturare le sue vittime, e quando i buoni stanno per catturarlo, la rabbia dello spettatore è ormai diventata odio accompagnato dal desiderio che al criminale venga riservato lo stesso trattamento che dava alle sue vittime. Infine l’odio si trasforma in soddisfazione per la brutta fine subita dal cattivo.La società in cui viviamo è una società dove ancora vige la regola “occhio per occhio, dente per dente” anche se solo nel profondo dell’animo dei suoi membri. Leggi restrittive impediscono che tale propensione alla rivalsa emerga.Poche sono le persone che non sentono la necessità di sommergere con basse emozioni ed improperi il cattivo al fine di riconoscere se stessi come “buoni”.Quando si provano meschini sentimenti come odio, desiderio di rivalsa, di voler vedere morto un altro essere umano, ci si sente giustificati se sono rivolti verso il cattivo e si lascia libero sfogo a perfide emozioni, soprattutto se rivolte a personaggi di una fiction.Tuttavia l’inconscio recepisce come vero quel terremoto emozionale e le funzioni dei vari organi vengono alterate.Un emozione come l’odio o il risentimento, non importa quanto la si giustifichi o la si “nobiliti” perché rivolta al cattivo o a chi ci ha fatto un torto, produce sempre un effetto nefasto sugli organi di chi la genera o la coltiva nel suo animo. E’ l’energia che modula l’emozione con quella particolare frequenza che altera le funzioni di organi e ghiandole endocrine. Le giustificazioni che diamo a noi stessi come motivo per manifestarle, apertamente o segretamente, contro chi pensiamo che meriti il nostro odio o risentimento non le rendono meno virulente. I malati di cancro sottoposti a cure alternative efficaci, hanno avuto considerevoli miglioramenti quando hanno abbandonato l’odio e il risentimento che coltivavano dentro di sé.Il continuo martellamento con cattive notizie, scene di delitti cruenti, violenza gratuita, omicidi e tutto quanto di brutto possa offrire il lato peggiore della nostra società induce le persone che ne subiscono gli effetti a vibrare cronicamente a frequenze di basse emozioni.Il risultato è una società di persone non in vera salute, senza reali obiettivi, dove emozioni elevate come il vero entusiasmo difficilmente possono manifestarsi, che punta solo a una vita senza grandi gioie e possibilmente senza grandi dolori o fastidi, rassegnata, lamentosa, sempre in cerca di rivendicazioni, vittima, irresponsabile per le proprie condizioni ma che non è in grado veramente di creare un impatto nel migliorare la situazione.E’ il tipo di società che piace a chi detiene il potere. Una società che acquista, che consuma, che si lamenta, che grida alla destra, alla sinistra, al centro, rassegnata a dover pagare, a prendersela con il governo, che rinuncia alla sua sovranità popolare, che grida negli stadi, nelle piazze per scoprire che alla fine di tutto questo le sue azioni sono inconcludenti.

CHI PORTA AVANTI QUESTA AGENDA?

E’ semplice, chi possiede i media e la produzione cinematografica. Sono in mano a poche persone, sono gruppi di multinazionali e possiamo dire che quasi tutto fa capo alla Time Warner e al Gruppo Murdoch. Il termine con cui vengono classificati questi gruppi è Conglomerato di Media, un vero universo commerciale e mediatico.
Non puoi farti un’idea di cosa sto parlando se non leggi la lista di cosa possiedono questi due Conglomerati:

Lista delle società appartenenti a Time Warner

Lista delle società appartenenti al Gruppo Murdoc (News Corporation)

In pratica posseggono tutto. E impongono i palinsesti a tutte le TV del mondo. I governi accettano di buon grado, è utile anche a loro una società remissiva che si lascia spennare, anche se urla per le strade.Ci sono tante agende, ognuna con un obiettivo specifico, e tutte mirano a trasformare l’Umanità in un gregge docile, remissivo e che si mette in fila per la tosatura periodica.I bambini andrebbero più protetti perché sono i più vulnerabili a questo bombardamento manipolativo tramite i media. I pianificatori di questa agenda sanno che è molto più facile plasmare il carattere di un cucciolo d’uomo che di un adulto. Molti studi vengono fatti per rendere più efficaci i mezzi di indottrinamento, e i cartoni animati sono al primo posto, seguiti dai giochi elettronici, dalle riproduzioni in plastica di supereroi, mostri e armi giocattolo.La violenza, anche se grottesca, dei cartoni animati dei supereroi e simili, genera comunque emozioni negative nell’animo di un bambino e influenza la sua vita futura. A parte l’alimentazione inappropriata e le vaccinazioni, anche questi cartoni animati influiscono sul comportamento isterico e incontrollabile di molti bambini.I classici come Cenerentola o Biancaneve, per esempio, pur avendo l’apparenza di essere fautori dei buoni principi e del bene che trionfa sul male, sono una trappola ancora più subdola perché instillano il moralmente giustificato risentimento contro il cattivo, la strega o l’orco che sia, che l’inconscio del bambino incamera come reale senza differenziare se appartiene alla finzione o al mondo cosiddetto reale, con i danni che le emozioni negative procurano al corpo, alla mente e allo spirito di un individuo che sta crescendo. Non è raro vedere un bambino che all’apparire sullo schermo della regina cattiva, della matrigna di Cenerentola, di Crudelia De Mon, e altri cattivi, si dirige verso il televisore ed esprime al personaggio la sua rabbia gridando. Non sta giocando, si è identificato in qualche ruolo della storia e le emozioni che manifesta sono vere. E’ davvero arrabbiato e il suo fegato ne è dispiaciuto.Va considerato anche che uno schermo televisivo crea un effetto ipnotico per il fatto di mantenere fissa l’attenzione di una persona per molto tempo mentre incamera un continuo flusso di immagini. Questa caratteristica rende ancor più efficace l’assorbimento di emozioni negative, molto di più che leggendo la stessa storia in un libro, per esempio.E’ possibile che ti sia già reso conto degli effetti negativi di spettacoli violenti, e che notando il graduale degrado sociale hai pensato che questo avvenga nel corso del tempo per cause naturali, come un corpo che invecchia, come è successo per le civiltà passate ora scomparse. Niente avviene per caso e dietro ad ogni situazione di degrado sociale ci sono persone impegnate in quella direzione fortemente intenzionate a raggiungere i loro obiettivi. Le civiltà del passato non sono scomparse per caso, il loro degrado e distruzione sono il risultato di progressiva manipolazione. Ironia della sorte, i manipolatori hanno distrutto anche se stessi.

FONTE

 

LA TV MENTE

"La televisione riduce la nostra capacità di concentrazione, ottunde le nostre passioni, ci impedisce di riflettere, imponendosi come il più importante - quasi il solo - veicolo di conoscenza. Eppure nessuna verità è più falsa di quella della televisione che, per necessità, trasforma ogni avvenimento, ogni emozione, in uno spettacolo; con il risultato che nessuno riesce più a commuoversi o a indignarsi per qualcosa. Attraverso la televisione abbiamo immagazzinato milioni di informazioni, ma siamo diventati moralmente ignoranti. La televisione distrae, fa passare il tempo.
Ma è davvero quello che vogliamo?"

Tiziano Terzani - (un indovino mi disse..)

 

Manipolazione del sistema nervoso tramite campi elettromagnetici provenienti dai monitor dei PC e dagli schermi televisivi

Qui di seguito la traduzione del brevetto "Nervous system manipulation by electromagnetic fields from monitors", ovvero "Manipolazione del sistema nervoso tramite campi elettromagnetici provenienti dai monitor", pubblicamente visionabile sul
sito dei brevetti USA (o anche all'analogo link su pantentstorm). 

Tra le referenze nel brevetto vengono citati altri due brevetti:
Method and apparatus for manipulating nervous systems (Metodo ed apparato per manipolare il sistema nervoso) e Manipulation of nervous systems by electric fields (Manipolazione dei sistemi nervosi tramite campi elettrici). Del resto spulciando tra i brevetti troviamo anche Method and device for producing a desired brain state (Metodo ed apparecchio per produrre uno stato mentale desiderato) e la lista non finisce qui.

La realtà è che esistono diversi metodi per alterare e manipolare le menti con
segnali acustici, elettromagnetici, immagini subliminali.

Da notare come tra le illustrazioni del brevetto si faccia esplicito riferimento ad un computer remoto che tramite internet agisca per modulare i campi elettromagnetici che servono alla manipolazione mentale.

Manipolazione del sistema nervoso tramite campi elettromagnetici provenienti dai monitor 

Brevetto USA N° 6.506.148 B2 registrato il 14 gennaio 2003

Sommario

Sono stati osservati effetti fisiologici in un soggetto umano in risposta alla stimolazione della pelle con deboli campi elettromagnetici che vengono fatti oscillare a certe frequenze vicine a 0,5 Hertz 0 2,4 Hertz, in maniera tale da eccitare la risonanza sensoria. Molti monitor dei computer e schermi televisivi, quando mostrano immagini pulsanti, emettono campi elettromagnetici di ampiezza sufficiente per causare tale eccitazione. E' quindi possibile manipolare il sistema nervoso di un soggetto facendo pulsare delle immagini mostrate su un vicino computer o apparecchio televisivo. Per quanto riguarda quest'ultimo, l'immagine pulsante deve essere inclusa nel materiale del programma, o può essere sovrapposta modulando un flusso di segnali video, o come segnale in Radiofrequenza o come segnale video. L'immagine mostrata sul monitor di un computer può essere fatta pulsare da un semplice programma informatico. Per certi monitor, campi elettroagnetici pulsanti capaci di eccitare la risonanza sensoriale nei soggetti vicini può essere generata anche mentre le immagini mostrate sono fatte pulsare con intensità subliminale.

PDF > Manipolazione mentale tramite segnali acustici inviati su frequenze non audibili

 

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LE TV AD ALTA DEFINIZIONE, INDUCONO MANIPOLAZIONI SUL SISTEMA NERVOSO...
Non è fantascienza, dunque: scelte responsabili nell'acquisto ed uso o meno di avanzata tecnologia "domestica". Occhi al cielo per "vedere" e non ascoltare solo "normali previsioni meteo" ...

Testo originale QUI

"Immaginate questo scenario di fantascienza: un futuristico dittatore scientifico usa onde elettromagnetiche per controllare le menti delle masse, rinchiudendole all’interno di una “sotto-realtà” di sentimenti negativi e di pensieri distorti.

Idea paurosa non è vero? Solo che questa non è una finzione. Gli Illuminati stanno utilizzando queste armi contro di noi proprio in questo momento, bombardandoci con onde SSSS. Due mezzi di attacco sono le scie chimiche e gli apparecchi TV in alta definizione (HD).

Le scie chimiche sono il mezzo primario di attacco. Le scie chimiche disseminano il cielo con un particolato metallico che conduce le frequenze emesse da HAARP (e possibilmente anche da altri emettitori di onde quali le torri GWEN), diffondendo impulsi SSSS che ci rintontiscono generando in noi sensazioni di disagio, depressione e apprensione.

Lo stratega geopolitico degli Illuminati Zbigniew Brzezinski ha parlato di annebbiare la mente delle persone con onde SSSS nel suo libro "Between Two Ages" (Tra due epoche) del 1970. "Può essere fattibile – e tentatrice – l’idea di utilizzare per finalità politico-strategiche i risultati della ricerca sul cervello e sul comportamento umano.

Gordon J. F. MacDonald, un geofisico che si sta specializzando nelle applicazioni militari, ha scritto che impulsi a tempo, indotti artificialmente ed elettronicamente, potrebbero portare ad uno schema di oscillazioni tali da produrre livelli relativamente alti di elettricità in certe regioni della terra. In questo modo si potrebbe sviluppare un sistema che inibirebbe seriamente le prestazioni cerebrali di una gran parte della popolazione in certe regioni per un lungo periodo di tempo

Potreste avere notato questa sensazione “quasi mortale” nel vostro vicinato. La mia città natale in Inghilterra appare come se la vita fosse stata risucchiata via da ogni cosa. Questo è l’effetto delle onde SSSS.

Ora sorge un problema: se gli Illuminati ci stanno irradiando con le onde SSSS, utilizzando le scie chimiche, non ne vengono anche loro danneggiati? Sospetto che la risposta a questo dilemma sia nella citazione sopraindicata di Brezezinksi: notate che dice “regioni selezionate”. Considerando quanto sia incredibilmente sofisticata questa tecnologia, dobbiamo presumere che sia estremamente accurata, quindi in grado di irrorare vaste aree con le scie chimiche ma di inviare le SSSS solo in alcune regioni. Per esempio: possono irradiare Londra, ma lasciare fuori delle aree dell’elite...

Recentemente un attivista londinese della http://thesechangingtimezradio.spruz.com ha fatto visita ad una proprietà Rothschild e ha filmato , (oltre alla conversazione con un Rothschild ivi residente ndt) una scia chimica irrorata sopra la casa. Perché quindi i Rothschild irrorano anche se stessi? Non ha senso… a meno che SOLO alcune regioni vengano colpite con attacchi di energia.

La tecnologia 'Sound of Silence' (Suono del silenzio) viene trasmessa anche per mezzo degli apparecchi televisivi ad alta definizione (TV in HD)

Le possibilità di manipolazione mentale delle TV in HD sono rivelate da un brevetto statunitense del 2002 intitolato 'Nervous System Manipulation by EM Fields from Monitors'. In esso si legge:

'Many computer monitors and HD TV screens, when displaying pulsed images, emit pulsed electromagnetic fields of sufficient amplitudes to cause such excitation. It is therefore possible to manipulate the nervous system of a subject by pulsing images displayed on a nearby computer monitor or DIGITAL TV set.'

Ovvero

“Molti monitor per computer e schermi per televisioni in alta definizione, quando mostrano immagini pulsanti, emettono campi elettomagnetici pulsanti di sufficiente ampiezza per causare tale eccitazione. E’ quindi possibile manipolare il sistema nervoso di un soggetto per mezzo di immagini pulsanti che appaiono su un vicino computer o apparecchio televisivo digitale”.

Il primo uso manifesto delle onde SSSS in apparecchi di comunicazione è stato durante la prima guerra del golfo quando i militari statunitensi hanno utilizzato tale tecnologia per innescare rese di massa tra le fila dei soldati iracheni. Gli Stati Uniti prima hanno distrutto il sistema di comando e controllo di Saddam, lasciando all’esercito solo i segnali radio in FM per comunicare. Gli Stati Uniti hanno messo in piedi un finto sistema di trasmissione militare iracheno che trasmetteva frequenze 'sound of silence'.

I media statunitensi hanno soppresso l’informazione su tale tecnologia ma le ITN News di Londra hanno riportato la presenza di ‘incredibili programmi super segreti di operazioni psicologiche PsyOps’. Hanno riportato che tale tecnologie hanno instillato stati emozionali negativi nelle truppe irachene – 'sensazioni di paura, ansietà, sconforto e mancanza di speranza’. Il giornalista si meravigliava della tecnologia: 'questo sistema subliminale incredibilmente efficace non dice semplicemente ad una persona di sentire un’emozione, gliela fa sentire; esso impianta tale emozione nelle loro menti.'

L’efficacia dell’attacco fu scioccante : le truppe irachene si arresero in massa. Un presagio di quello che avverrà se noi nell’Occidente permettiamo che questa tecnologia venga utilizzata contro di noi.

Le stesse onde SSSS adesso vengono diffuse nei nostri salotti attraverso gli apparecchi televisivi ad alta definizione. Questa è la ragione reale per la quale Obama sta firmando delle leggi per elargire sussidi alla gente ed ai canali televisivi affinché si convertano all’alta definizione.

Nella sua prossima campagna Obama non avrà bisogno di ripetere in maniera idiota la parola 'Spera!' per indurre la vostra approvazione, al contrario egli invierà automaticamente quell’emozione direttamente nella vostra testa!

E’ importante rendersi conto che il controllo mentale tramite 'sound of silence' è un attacco globale. Esso viene utilizzato in tutte le nazioni occidentali e dell’est europeo (e probabilmente anche in altre), molto probabilmente messo in atto attraverso i servizi segreti che lavorano direttamente per gli Illuminati.

Edward Tilton, presidente dell’azienda Silent Sounds Inc., uno dei bracci privati della tecnologia SSSS, ha detto in una newsletter del 1996 che 'noi realizziamo nastri e CD per i Governo Tedesco, anche per le nazioni dell’ex Unione Sovietica!'

Questo è un attacco globale da parte di una autorità globale centralizzata, ovvero gli Illuminati.

BACKGROUND

La “Spettro di diffusione del suono del silenzio” ("Silent Sound Spread Spectrum" - SSSS), noto anche come 'S-quad' (quattro S) emette onde elettromagnetiche al di fuori del nostro range uditivo. Dal momento che il nostro cervello è un organo che funziona elettricamente, queste onde danneggiano la nostra coscienza.

Possono anche definire i nostri stati d'animo. Gli scienziati possono isolare gli schemi particolari delle onde cerebrali che si verificano quando sentiamo , diciamo "apatia" o "depressione": possono registrarla e duplicarla come "track". Si può quindi emettere un "track" provocando lo stato emozionale nell'ignaro individuo

Mentre la maggior parte delle persone penserà che sia assurda l’esistenza di tale tecnologia, essa è vecchia di almeno 70 anni. Essa fu menzionata per la prima volta dal creatore della cibernetica, Norbert Weiner, nel suo libro del 1948 'Cybernetics: Or Control and Communication in the Animal and the Machine' (Cibernetica: ovvero il controllo e la comunicazione nell’animale e nella macchina) Weiner racconta i suoi esperimenti del 1942-1947 compiuti esponendo gli individui a campi elettrici di bassa intensità nella consapevolezza che essi possano modificare il naturale ritmo di onde elettromagnetiche a bassissima frequenza (onde ELF).

La CIA ha raffinato tale tecnologia nei decenni successivi. Nel suo libro del 1979 “La ricerca del Candidato Manciuriano” ('The Search for the Manchurian Candidate'), John Marks riferisce che in risposta ad una richiesta fatta in base al Freedom of Information Act (legge statunitense sulla trasparenza – N.d.T.), la CIA lo ha informato che essi detengono una stanza piena di schede sull’elettromagnetismo e sulle tecniche correlate per alterare il comportamento e stimolare il cervello. L’agenzia (la CIA) si è rifiutata di pubblicare tali documenti ed essi rimangono classificati (segreti).

Questi esperimenti sono andati tutti ben al di là della semplice induzione degli stati d’animo. Per esempio, nel libro l'Elettrica del Corpo (Body Electric) del 1974 il dottor R. O. Becker riferisce dei suoi esperimenti riusciti per canalizzare la “parola pronunciata dall’ipnotista”direttamente nella mente inconscia del proprio soggetto utilizzando onde elettromagnetiche .

Gli Illuminati progettano di controllare la popolazione mondiale attraverso la tecnologia SSSS. Un documento della Commissione di Consulenza scientifica dell’Aviazione Militare Statunitense (USAF Scientific Advisory Board) del 1996, intitolato 'Prospettive del Nuovo Mondo, il potere nell’Aria e nello Spazio per il 21esimo secolo (New World Vistas Air and Space Power for the 21st Century) delinea tale progetto.

'Si può immaginare lo sviluppo di fonti di energia elettromagnetica, la cui emissione può essere pulsata, modulata e focalizzata e che può essere accoppiata con il corpo umano in modo da impedire movimenti volontari dei muscoli, controllare le emozioni (e quindi le azioni), che induca il sonno, che trasmetta suggestioni, che interferisca sia con la memoria breve che con quella a lungo termine, che produca una esperienza e che cancelli un’esperienza.'

CONCLUSIONI

Siamo correntemente sotto attacco da parte di una tecnologia di controllo mentale, la 'sound of silence' propagata attraverso le scie chimiche ed i televisori ad alta definizione (TV in HD). Sebbene sul momento queste onde di energia non siano fatali, esse creano in noi sentimenti negativi e distorcono il nostro pensiero.

Esse indeboliscono le nostre menti e la nostra iniziativa in un periodo in cui gli Illuminati stanno iniziando dei cambiamenti su larga scala verso la loro dittatura mondiale satanica.

Gli Illuminati progettano di aumentare l’uso di queste tecniche di controllo mentale, ed è possibile che il livello di sofisticazione delle loro tecniche raggiunga in futuro un livello tale che noi non potremo più controribattere il controllo delle nostre menti.

Questa non è fantascienza, sta realmente avvenendo. E’ tempo che noi rinsaviamo e che ci arrabbiamo. Come si permettono di giocare con le nostre menti? Smascheriamo questi bastardi!"

Ed quindi, di conseguenza... qualche riflessione allargata ANCHE sul perchè "molti sono addormenati" e non si "vogliono" svegliare o ...che senso hanno veramente gli psicofarmaci, come "soluzione" del problema...

Traduzione >
Corrado Penna

CROCIFISSI CAMUFFATI > LINK

MK-ULTRA, MICROCHIP e RFID > LINK

 

AFORISMI SULLA TELEVISIONE

La televisione ha contribuito a diffondere molte cose, non ultima la stupidità.
Carl William Brown

Un tempo la chiesa era il maggior centro di comunicazione fasulla, ora il suo posto è stato rilevato dalla televisione.
Carl William Brown

Il pubblico ha un'insaziabile curiosità di conoscere ogni cosa eccetto quelle che meritano di essere conosciute. 
Oscar Wilde

La pubblicità è la menzogna legalizzata. 
Herbert George Wells 

 Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza e leggo un libro. 
Groucho Marx 

La televisione ha senza dubbio contribuito alla pubblicizzazione della stupidità, diffondendo l'imbecillità ha inoltre consentito la volgarizzazione dell'ignoranza.
Carl William Brown


Un tempo la gente era abbruttita dall'ignoranza, ora lo è dalla televisione, praticamente non è cambiato nulla.
Carl William Brown

I poveri, attraverso il canone o la pubblicità, pagano la televisione per vedere i ricchi che si divertono.
Carl William Brown

La televisione sfruttando le speranze dell'ereditarietà si affida al moderno nepotismo per conservare a lungo la sua stupidità.
Carl William Brown

In televisione, a parte le disgrazie, la violenza, la vanità e la stupidità, tutto è falso.
Carl William Brown


La televisione è un virus micidiale, è come l’AIDS, per vincerla l'unico modo è di non aver paura di morire.
Carl William Brown

La televisione non ha un effetto deleterio soltanto per i ricchi e per chi facendola si arricchisce; tali individui infatti sono già sufficientemente deleteri di per sé stessi.
Carl William Brown

La televisione se da una parte aiuta senz'altro gli studiosi dell'ignoranza e della stupidità, dall'altra contribuisce anche alla loro estinzione.
Carl William Brown

I dirigenti, i sicofanti, i lacchè, cambiano posto, partito, azienda, giornale, televisione, ma non cambiano mai la testa, restano sempre asserviti al potere.
Carl William Brown

Un esempio di metastupidità della stupidità ? E' semplice, la televisione che parla di se stessa.
Carl William Brown

In televisione chi sbraita e parla a vanvera sembra che non dica nulla, invece qualcosa dice, per esempio afferma l'imbecillità propria e di chi lo guarda.
Carl William Brown

La televisione ? Il potere ipnotico della stupidità.
Carl William Brown

La televisione è un'invenzione che vi permette di farvi divertire nel vostro soggiorno da gente che non vorreste mai avere in casa. 
David Frost 

In passato il pubblico se non gradiva uno spettacolo protestava, allora i maghi della televisione hanno pensato bene di integrarlo e pagarlo, affinché non protestasse più. Il risultato è stato che è sparito il pubblico ed è diventato tutto privato.
Carl William Brown

E' singolare come alcune giornaliste si adirino per essere state fotografate in topless e al tempo stesso non si vergognino minimamente di mostrare in televisione tutte le sere il loro volto.
Carl William Brown

Una volta, i potenti, per sottomettere il popolo usavano la forza, le leggi e la religione; ora dispongono anche del calcio e della televisione.
Carl William Brown

Le differenze maggiori tra i vari canali televisivi sono tuttora le previsioni del tempo.
Woody Allen 

 

MALEDETTA SCATOLA..

* CONSIGLI SU COME USARE LA TV *

DOWNLOAD

La televisione è una scatola magica.

Schiacci un pulsante è all'improvviso quella scatola diventa la tua finestra sul mondo, grazie a questa scatola di plastica puoi osservare ogni angolo della terra, lei è in grado di farti ridere, di farte commuovere, ma sopratutto è in grado di informarti su tutto ciò che accade intorno a te, anzi è la tua unica fonte di informazione; perchè se lavori otto ore quando torni a casa non hai molto tempo da dedicare ai libri, al dialogo o allo scambio di opinioni, magari sei anche stanco e quindi ti siedi sul divano, schiacci il pulsante ed ecco che ad informati ci pensa lei, la scatola magica.

Ma la televisione è una scatola maledetta, basta gurdarla una volta e cadi vittima di un incantesimo, il peggiore degli incatesimi, perchè ti fa smettere di pensare, e se non puoi più pensare vuol dire che non sei libero; diventi suo schiavo.

Piano piano, giorno dopo giorno, inizi a mangiare quello che ti dice lei, inizi a vestire come ti dice lei, inizi a comportarti come ti dice lei, odi chi ti dice lei e ami chi ti dice lei.

Ma la scatola è molto di più, non solo è magica, ma è anche geniale, ti fa vivere credendo di essere libero, ti propone decine di modelli da seguire per ogni aspetto della tua vita e ti lascia la possibilità di scegliere , ma sta proprio nella possibilità di scelta la tua illusione di libertà. Un genio. Un genio malefico, che ti obbliga a passare la tua vita alla continua ricerca del possesso, ti propone una cosa te la fa amare, te la fa volere e ti fa lavorare per ottenerla..

Ora prova a pensare che la scatola magica sia contrallata da un perfido mago, un mago per il quale tu lavori ogni giorno, un mago che attraverso la scatola ti dice cosa pensare, cosa è giusto e cosa è sbagliato, chi devi odiare e chi devi amare..

Il mago purtroppo non rappresenta il bene, è un essere malvagio, che pensa solo al proprio interesse, ha una continua ed inesauribile brama di ricchezze, lavora giorno e notte per trovare il modo di far durare sempre più a lungo il suo impero e quando esaurisce tutte le risorse di un territorio, va e prendersi con la forza quelle degli altri popoli, ma il mago non è uno sciocco, non rischia la propria vita, usa la sua scatola magica.

Attraverso la sua scatola magica ti crea un nemico, te lo fa odiare e te lo fa combattare, diventando sempre più ricco e potente...

L'astuto mago però si è accorto che qualcuno non è caduto vittima dell'incatesimo e sta facendo di tutto per combattere gli oppositori; usa la scatola magica e i suoi tanti fedeli servitori per screditarli, facendo credere al resto degli uomini che è vero solo ciò che si vede attraverso la scatola , tutto il resto è falso. Per tutelarsi crea discordia tra gli uomini, alimenta l'odio, offre ogni genere di vizio, fa di tutto per distrarli; dividi et impera, ordo ab chao, anno dopo anno le catene sono sempre più strette, le libertà si assottigliano e gli uomini sono sempre più schiavi della scatola magica, vivono da schiavi e moriranno da schiavi senza accorgersi di nulla...

Maleddeta Scatola magica...

 

A CURA DI ARRIGO MUSCIO 



"…Nel 1953 negli USA, la Massoneria concepì "un suo piano" per corrompere su vasta scala tutta la gioventù americana. Vi si legge: "Abbiamo cominciato a realizzarlo e lo perfezioneremo con i seguenti mezzi: il cinema, la pubblicazione-porno a buon prezzo, i libri comici con storie di sesso e di violenza; ultimo mezzo, ma non il più piccolo, la televisione….non osiamo andare troppo lontano con la televisione, per il momento. Ma essa ci riserva un uditorio immenso, e sarà il mezzo migliore per accostare i bambini. Il nostro piano è di incoraggiare da prima delle rappresentazioni amorose, se non subito immorali, così graduando progressivamente la malvagità, tutta calcolata, si avrà il possesso di tutta la gioventù. Sarà tenuta occupata tutto il giorno, senza lasciare spazio per la religione. Così, i giovani, al loro risveglio e al loro coricarsi a sera, avranno la testa piena di cow boys, di omicidi, di terrori, di cartoni animati inoffensivi. Tutto questo per allontanare dal loro animo immagini religiose. Così, i bambini saranno disorientati per anni. Poi, quasi occasionalmente, si introdurranno costumi sfrontati e scene licenziose allo scopo di distruggere il senso della modestia…" 


dal libro: La Massoneria, società segreta iniziatica-autori vari, pag. 91 

PER APPROFONDIMENTI -
LINK 

 

La verità dei Mass-Media
Tratto dal libro: "Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia"

Il potente e ubiquitario schieramento dei mezzi di comunicazione odierni, che ha annullato le distanze e quasi azzerato i tempi di diffusione delle notizie, funge, come è evidente, da sonora cassa di risonanza, avvertita in tutto il mondo, delle posizioni dell'Establishment dominante, vale a dire quello anglosassone, imbavagliando, di fatto, su ampia scala, qualsiasi informazione non controllata. L'influenza enorme sulla mentalità e i costumi della televisione, e prima, della cinematografia, è fatto pacifico sotto gli occhi di chiunque: verrebbe da chiedersi l'identità di questi formatori di opinione, di questi titani che da un secolo propongono stili di vita, lanciando mode, slogan, creano gusti, abitudini, modelli.

"L'alleanza fra televisione e industria del cinema è sempre stata stretta, l'una alimenta l'altra. Metro-Goldwyn Mayer, 20th-Century Fox, Paramount Pictures, Columbia, Warner Bros, Universal e United Artists, queste società sono state tutte fondate, dirette e orientate da ebrei famosi come i Goldwyn, i Fox, i Laemmle, gli Schenk, i Lasky, gli Zukor, i Thalberg, i Cohen, i Mayer e i Warner. 

Stampa e televisione costituiscono dunque veicoli eminenti e indispensabili per la violazione delle folle. La tecnica è sperimentatissima: presentare in continuazione una colluvie di notizie, portando alla luce ogni genere di informazioni, in modo da creare una specie di rumore di fondo continuo in grado di occultare le vere informazioni, accessibili soltanto a chi ne possiede la chiave di decodifica, prestandosi così al ruolo strumentale di trasmissione di messaggi fra iniziati sotto le mentite spoglie di notizie più o meno insignificanti.

Una manipolazione planetaria dell'opinione pubblica, e occidentale in particolare, che emerge con cruda chiarezza dalla attualissime parole che molti anni or sono (siamo nel 1914 e ancora non c'era la televisione!) John Swinton, redattore-capo del giornale per antonomasia del Sistema, il "New York Times", pronunciò nel discorso di congedo dai colleghi tenuto al banchetto in suo onore, presso l'American Press Association, alla vigilia del suo collocamento a riposo. Al lettore il giudizio.

"Che follia fare un brindisi alla stampa indipendente! Ciascuno, qui presente questa sera, sa che la stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so io: non c'è nessuno fra voi che oserebbe pubblicare le sue vere opinioni, e, se lo facesse, lo sapete in anticipo che non verrebbero mai stampate. Sono pagato 250 dollari alla settimana per tenere le mie vere opinioni al di fuori del giornale per il quale lavoro.

Altri fra di noi ricevono la stessa somma per un lavoro simile. Se io autorizzassi la pubblicazione di un'opinione sincera in un numero qualunque del mio giornale, perderei il mio impiego in meno di 24 ore, come Otello. Quest'uomo sufficientemente pazzo per pubblicare un'opinione sincera si ritroverebbe tosto su una strada alla ricerca di un nuovo impiego. 

La funzione di un giornalista (di New York) è di distruggere la Verità, di mentire radicalmente, di pervertire, di avvilire, di strisciare ai piedi di Mammona e di vendersi egli stesso, di vendere il suo paese e la sua gente per il proprio pane quotidiano o, ma la cosa non cambia: per il suo stipendio. Voi questo lo sapete e io pure: che follia allora fare un brindisi alla stampa indipendente! Noi siamo gli utensili e i vassalli di uomini ricchi che comandano dietro le quinte. Noi siamo i loro burattini; essi tirano i loro fili e noi balliamo. Il nostro tempo, i nostri talenti, le nostre possibilità e le nostre vite sono di proprietà di questi uomini. Noi siamo delle prostitute intellettuali" 

 

In The Robots'Rebellion ho incluso un estratto di un documento trovato apparentemente per caso nel 1986, dal titolo Silent Weapons ForA Quiet War [Armi silenziose per una guerra tranquilla, Nd.T ]. Si dice che un'altra versione di questo documento fosse nelle mani dei Servizi segreti navali degli USA nel 1969. Si tratta di una magnifica spiegazione della tecnica del lavaggio del cervello di massa. La versione in mio possesso è stata rinvenuta dentro una fotocopiatrice IBM, acquistata in America a una vendita di articoli usati e descrive una politica di controllo mentale di massa. Questo lungo e dettagliato documento riporta la data del 1979, ma delinea una politica attuata fin dagli anni Cinquanta. Il documento afferma che "La guerra silenziosa era... stata dichiarata dall'élite internazionale all'incontro tenutosi nel 1954". Il Gruppo Bilderberg si riunì per la prima volta nel 1954. È probabile che i metodi esposti nel documento fossero stati elaborati dall'Istituto Tavistock di relazioni umane di Londra e dalle sue varie propaggini.

Ecco un assaggio del contenuto:
"L'esperienza ci ha insegnato che il metodo più semplice per aggiudicarsi un'arma silenziosa e conquistare il controllo del pubblico è da una parte quello di tenerlo all'oscuro dei principi di base, mantenendolo d'altra parte in uno stato di confusione e di disorganizzazione e sviando la sua attenzione con questioni assolutamente irrilevanti.

Questo si ottiene nei seguenti modi:
Disattivando la mente delle persone; sabotando le loro attività mentali;fornendo loro una scarsa preparazione scolastica in matematica, progettazione di sistemi ed economia e scoraggiando la creatività tecnica. Attivando le loro emozioni, aumentando l'indulgenza verso se stessi e la loro tendenza ad attività emotive e fisiche nei seguenti modi:

a) sottoponendoli a continui affronti ed attacchi (violenze mentali ed emotive) attraverso una serie ininterrotta di immagini di sesso, violenza e guerre proposte dai media, specialmente la TV e i quotidiani;

b) dando loro ciò che desiderano - in eccesso - "cibo spazzatura per la mente ", e privandoli di ciò di cui hanno veramente bisogno;

c) riscrivendo la storia e la legge e sottoponendo il pubblico alle deviazioni, riuscendo così a spostare i loro pensieri dalle necessità personali a priorità esterne ideate in maniera sofisticata.

In questo modo gli individui non riusciranno mai a scoprire le armi segrete della tecnologia dell'automazione sociale. La regola generale è che si ricava profitto dalla confusione; più grande è la confusione, maggiore il profitto. Perciò l'approccio migliore è creare problemi e poi offrire le .soluzioni.

Riassumendo:

Media: sviare la pubblica attenzione degli adulti dai veri problemi sociali, ammaliandola con questioni assolutamente irrilevanti.

Scuole: mantenere i giovani nell'ignoranza per quel che riguarda materie come la matematica, l'economia e la storia.

Divertimento: mantenere il livello di divertimento pubblico sotto il sesto grado.

Lavoro: mantenere la gente occupata, occupata, occupata, senza tempo per pensare; farla tornare nella fattoria insieme agli altri animali".

Leggi tutto alla pagina: link By David Icke

"Se dici una bugia enorme e continui a ripeterla, prima o poi il popolo ci crederà"

  (Goebbels)

I MEDIA SONO LEGALMENTE AUTORIZZATI A MENTIRE



Il 14 febbraio una Corte d'Appello della Florida ha stabilito che il fatto che una delle principali organizzazioni dei media menta, nasconda o distorca le informazioni, non costituisce assolutamente reato. 

Il precedente nasce dal verdetto della giuria, emesso nel 2000, a favore della giornalista Jane Akre, che accusò la direzione e i legali della Fox Television di aver esercitato pressioni nei suoi confronti affinchè mandasse in onda delle informazioni che lei sapeva essere false. 

Il 18 agosto del 2000 una giuria di sei persone concluse all'unanimità che la Akre fu licenziata proprio per aver minacciato di rendere note le pressioni da parte della Fox stessa nei suoi confronti. L e informazioni 'distorte' riguardavano il diffuso impiego dell' rBGH della Monsanto, un ormone della crescita geneticamente manipolato somministrato alle mucche da latte. 

Il Tribunale non ha contestato il nucleo della denuncia della giornalista, cioè che la Fox l'abbia spinta a divulgare un resoconto falso per proteggere l'ente radiofonico dal dover difendere la verità in Tribunale e subire anche le ire degli inserzionisti. Sin dall'inizio la Fox ha sostenuto per tre volte, e di fronte a tre giudici, che la causa andasse respinta in base al fatto che non esiste alcuna norma scritta, sicura e rigida contro la deliberata distorsione delle notizie. I legali della Fox (di proprietà del magnate dei media Rupert Murdoch) hanno sostenuto che il Primo Emendamento conferisce all'ente radiofonico il diritto di mentire o di distorcere deliberatamente i notiziari trasmessi pubblicamente via etere. 

La Corte d'Appello ha ritenuto che la posizione della Commissione Federale sulle Comunicazioni contro la distorsione delle notizie sia solo una 'politica', e non una norma, regolamento o legge promulgata. 

Dopo l'emissione della sentenza, la Fox ha mandato in onda un servizio affermando di essere 'totalmente prosciolta' da tale verdetto. 

Fonti: Nexus N° 44 (maggio-giugno 2003) 

Sierra Times, www.sierratimes.com e www.foxBGHsuit.com 

PER APPROFONDIMENTI - LINK

 

IPNOSI SILENZIOSA: UN RAPPORTO

 Se il paziente che ha accettato di essere ipnotizzato smette di rispondere a qualunque stimolo ambientale, tranne la voce dell'operatore o ciò che questa gli suggerisce; se sembra incapace di chiudere (volontariamente) la mano a pugno, o di flettere un braccio teso; se è in grado di manifestare piacere ad un odore sgradevole quando gli si dice che quel odore è gradevole; se resta calmo e impassibile pur essendo sottoposto ad uno stimolo doloroso; se vede, allucinatoriamente, oggetti assenti, mentre non vede oggetti presenti di cui gli è stato detto che non ci sono; se esegue, dopo essere uscito dall'ipnosi, un gesto (per esempio, inclinare la testa) che durante l'ipnosi gli è stato suggerito di compiere ogni volta che l'operatore avrebbe assunto un certo atteggiamento o tenuto un certo comportamento (per esempio togliersi gli occhiali) e questo gesto lo compie senza rendersene conto e senza ricordare nulla della seduta, allora tutti converranno che quel soggetto è stato posto in 'ipnosi profonda'. 

MICHAEL ORNE 

Convertendo la voce di un ipnotizzatore in una gamma d'ultrasuoni mediante un modificatore vocale telefonico modificato, è possibile ipnotizzare un bersaglio senza che lo stesso ne sia consapevole, di nascosto, senza lasciare la minima prova. Il diagramma seguente illustra in che modo possa essere trasmesso silenziosamente un messaggio ipnotico (convertito in modulazione di frequenza vocale) grazie all'impiego di un modulatore di frequenza vocale per la generazione della voce e successivamente della tecnologia degli impulsi di microonde per la trasmissione a distanza della voce al cranio del soggetto che s'intende suggestionare senza che egli ne sia consapevole. 

Un tono continuo, prossimo al limite superiore della gamma delle frequenze udibili (per esempio un tono di 15000 Hz) e la voce dell'ipnotizzatore (la cui frequenza varia, per esempio, da 300 Hz a 4000 Hz) sono inviati contemporaneamente ad un modulatore di frequenza. Il segnale d'uscita (output) generato dal modulatore di frequenza è un tono più o meno continuo, simile ad un tinnito, ma contenente il messaggio ipnotico e pur essere trasmesso attraverso l'aria, direttamente al cervello dell'individuo mediante un treno d'impulsi di microonde modulate oppure via radio/TV. L'impiego di una radio o di una televisione commerciali richiede che il segnale d'ingresso al trasmettitore sia relativamente potente, poiché i ricevitori radio o televisivi non sono progettati per trasmettere messaggi ad ultrasuoni. In ogni caso, un ricevitore radio o televisivo medio non blocca semplicemente gli ultrasuoni; piuttosto, la capacità di trasmettere messaggi ad ultrasuoni diminuisce all'aumentare della frequenza prescelta. 

Le radio e le televisioni attuali sono in grado di trasmettere messaggi ad ultrasuoni tali da poter essere sentiti dal cervello umano (sebbene non dall'orecchio) e tali da essere efficaci vettori d'ipnosi. Tale affermazione fu provata dalle Forze Militari degli Stati Uniti d'America durante la Guerra del Golfo. La curva rappresentata inferiormente al trasmettitore è stata ingrandita per mostrare in che modo la modulazione di frequenza vocale controlli la collocazione nel tempo degli impulsi del trasmettitore. La collocazione nel tempo di ciascun impulso di microonde corrisponde ai punti d'intersezione fra la curva che descrive il segnale d'uscita del modulatore di frequenza in funzione del tempo e una retta parallela all'asse delle ascisse, disegnata per un determinato valore di pressione dell'aria (metodo originale di Sharp, 1974). 

Ciascuna linea verticale è un impulso corto del segnale a microonde ad una frequenza alla quale è sensibile il cervello umano poi il cervello converte il treno d'impulsi di microonde in una voce che non pur essere udita. In altre parole, il cervello è in grado di sentire e di comprendere questa voce inaudibile, mentre l'orecchio ode eventualmente soltanto un 'tono' o un 'trambusto'. Quando si riesca a trasmettere una suggestione ipnotica che non può essere udita consciamente, si è eliminata una barriera importante all'accettazione, da parte del soggetto, delle parole che sono trasmesse. 

Nei decenni scorsi, pubblicità subliminali che utilizzavano voce e immagini a frequenze normali erano abilmente inserite in trasmissioni radiofoniche o televisive apparentemente normali. Apparentemente ciò non funzionava bene, e oggi nastri d'apprendimento subliminale a modulazione di frequenza vocale, disponibili in commercio, hanno soppiantato il metodo della frammentazione temporale.

Non esiste, dunque, nessuna possibile difesa conscia contro tale tipo d'ipnosi. E ricordate: questa
tecnologia era operativa già nel 1974!

FONTE - LINK

 

E' il tredicesimo anno di "Tv Turnoff Week"
e aderiscono sempre più telespettatori
"Spegnete la tv per sette giorni"
da Londra dilaga la protesta
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

"Spegnete la tv per sette giorni" da Londra dilaga la protesta

LONDRA - Staccare la spina per sette giorni. E magari, se il risultato è incoraggiante, non riattaccarla più. E' l'obiettivo della "Tv Turnoff Week", la settimana della televisione spenta, una campagna ideata in Gran Bretagna e ripresa da numerosi altri paesi per provare a vivere senza tivù. Comincia oggi e finirà domenica, senza illudersi di poter realizzare una simile rivoluzione: ma i sostenitori dell'iniziativa aumentano e i suoi promotori sperano che come minimo serva a rendere la gente più consapevole, spingendo quelli che la televisione intendono tenerla accesa a guardarla un po' di meno. "Get out of the box", letteralmente "uscite dalla scatola", del video s'intende, è lo slogan stampato in migliaia di poster appesi nelle strade di Londra e di altre città inglesi. Fate un esperimento, dicono gli organizzatori: invece di guardare la tivù, stasera invitate i vostri vicini a fare due chiacchiere. I benefici, assicurano, saranno istantanei.

La settimana della tivù spenta è un'invenzione di David Burke, un americano di 44 anni trapiantato da decenni in Inghilterra. Tutto cominciò quando un amico gli mise in mano una newsletter anti-televisione: Burke lo lesse, si mise alla prova e da allora è il più ostinato combattente sul fronte della lotta al video. "Dal giorno in cui ho smesso di guardare la tv", racconta, "ho cominciato a vedere la società contemporanea occidentale con altri occhi. Di colpo mi sono reso conto dell'assurdità di entrare in una stanza in cui nessuno parla perché tutti sono ipnotizzati da uno schermo luminoso". Questo è il tredicesimo anno che lancia la "Tv Turnoff Week". La differenza rispetto al passato è che sempre più spettatori sembrano disposti a dargli retta. Lo scorso anno, in America, cinque milioni di persone hanno staccato la spina per i sette giorni della campagna.

FONTE: LINK

 

Un lettore ci ha inviato questa lettera, e come l'abbiamo ricevuta la pubblichiamo!

Suggellare la TIVU'

Tratto da disinformazione.it

lettera firmata

Gentile redazione, 
vista l'intollerabile e palese mancanza di pluralismo dell'informazione attuata dal servizio pubblico televisivo, da quest'anno ho deciso di far suggellare il mio televisore.

In base all'art.5 lett.B delle Norme per l'Abbonato è prevista questa possibilità e io ho deciso di ricorrervi, consapevole dei rischi che questa mia azione potrà comportare. Bisogna pagare Euro 5,16 per i diritti e le spese.

So bene che i personaggi che sono stati messi in Rai, per affossarla, non vedono l'ora di trovare scuse per la sua privatizzazione. Ma nonostante questo ho comunque deciso di agire perché la situazione è insostenibile. Ho smesso di guardare le reti Rai, (Mediaset non la guardo già da molto tempo), perché ormai è la clonazione della Tv privata, con il medesimo cattivo gusto, la stessa pubblicità e gli stessi programmi per lobotomizzati.

L'importo del canone (Euro 93,80), per dimostrare che la mia azione non è volta a risparmiare la tassa, l'ho versato a EMERGENCY (allegato sotto) di Gino Strada.

Se avrete il coraggio di pubblicare questa mia lettera forse qualche altro utente troverà il coraggio di far sentire con forza la sua flebile voce. Sempre nella speranza che il messaggio arrivi in alto e scuota un po' le coscienze di coloro che hanno in mano l'informazione e la formazione
di un popolo.
Saluti
L.P. (lettera firmata) 

BOLLETTINO

TESTO RACCOMANDATA

Spett.le
S.A.T. Sportello Abbonamenti TV , Casella Postale 22 , 10121 Torino (To) 

Oggetto : raccomandata A.R. per suggellamento televisore abbonamento TV n. XXXXXXXX

Con la presente raccomandata, in base all’art.5 lett.B delle Norme per l’Abbonato chiedo il suggellamento del televisore. A tal proposito allego copia del vaglia postale n.42019 0002 02 101202 del 10/12/2002 di € 5,16 per diritti e spese di chiusura.

A tale soluzione sono giunto per l’intollerabile e palese mancanza di pluralismo dell’informazione da parte del servizio pubblico, per il quale ho sempre pagato regolarmente il canone Rai. 

A dimostrazione che non è mia intenzione frodare nessuno, allego anche copia del bollettino postale dell’importo esatto del canone Rai, da me versato ad Emergency, con la certezza che la suddetta somma verrà usata, da loro, in modo più proficuo.

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Visto che l'informazione è manipolata, distorta e totalmente filtrata,
l'idea di una tivù di quartiere è molto interessante!

Tv di quartiere: controinformazione fai-da-te
di Simone Spina - "Il Nuovo" 25 febbraio 2003 

In venti trasmettono e altrettante sono pronte a farlo. Le "Street tv", micro-emittenti che sfruttano i "buchi" dell'etere per mandare in onda quelli che gli altri non dicono. Ecco come se ne costruisce una.

MILANO – Un’antenna, un trasmettitore e una frequenza. Detto così sembra semplice e in effetti non è poi tanto complicato farsi un’emittente televisiva in casa. Quelli di Telestreet, il network di tivù indipendenti, ci credono e assicurano che bastano circa mille euro per mandare via etere quel che si vuole, sfruttando i “coni d’ombra” (le frequenze non acquisite ancora da nessuna tivù), in zone limitate di una città. Sono piccoli canali televisivi, chiamati tivù di quartiere, che si stanno diffondendo in tutt’Italia dal giugno del 2002, quando a Bologna è nata Orfeo, prima tivù di strada. Sono piccoli, questi canali, ma efficaci e, per qualcuno, scomodi. Anche perché, Telestreet non nasconde nel suo manifesto di essere una “piattaforma” non solo tecnica e informativa, ma anche politica.

Con un debole per la sinistra, le “street tv” fanno controinformazione e così può capitare che qualcuna venga chiusa. Come nel caso di Telefabbrica, l’emittente messa su nei giorni caldi degli scioperi alla Fiat di Termini Imerese, bloccata per ordine del Ministero delle Comunicazioni. Piccole ma numerose (ce n’è una ventina in giro e altre venti stanno per nascere) le tivù di quartiere sono un’evidente nota stonata nell’immobile duopolio televisivo (Rai-Mediaset) italiano. Ma uno degli aspetti più interessanti di questo fenomeno è che basta poco per tirare su una di queste tivù, che somigliano tanto alle “radio libere” degli Anni 70 e alle web-zine che hanno invaso internet.

''Restituiamo i telecomandi alla Tv di Stato, strappiamo i nostri abbonamenti, invitiamo i professionisti dell'informazione alla diserzione tecnica e morale e ribadiamo il no alla guerra''. Gli attivisti delle tivù di quartiere hanno le idee chiare e dopo la bufera sulla Rai sono scesi in piazza lo scorso 22 febbraio.

Dal punto di vista tecnologico, dal sito di Telestreet, si ricava che per tirare su unativù di quartiere è necessario trovare una frequenza libera, un trasmettitore, un’antenna e dei cavi da connettere tra trasmettitore e antenna. Andiamo con ordine. Premesso che tutto è ispirato alla “massima economicità”, “facilità d’installazione e utilizzo” e all’intento di non disturbare altre emittenti e cittadini, la caccia alla frequenza libera si svolge facendo zapping tra i canali esistenti e cercando quello che non trasmette nulla in una determinata zona della città.

E’ questo il “cono d’ombra”, cioè la frequenza libera non occupata dai canali che la frequenza l’hanno ottenuta dal governo. Il “buco” si crea in spazi molto ridotti, a causa della “portata ottica” del segnale televisivo che quando incontra ostacoli s’oscura. E’ in quest’ambito ristretto che la tivù di quartiere può trasmettere. 

A questo punto si deve scegliere un trasmettitore. Quelli di Orfeo hanno scelto e consigliano di procurasene uno di quelli utilizzati per diffondere i segnali video all’interno dei condomini (non, quindi, un vero e proprio apparato per broadcasting). Questi trasmettitori costano poco (circa 260 euro) e hanno bisogno di poca manutenzione e vanno assemblati mettendo assieme a un modulatore (da dove si genera il messaggio televisivo), un amplificatore (che invia il segnale all’antenna) e un alimentatore (che trasforma l’elettricità da 220 a 12 volt). 

Quindi tocca all’antenna. Orfeo ne ha scelto una di quelle che s’installano comunemente sui tetti delle case per ricevere i segnali tv. In particolare, con non più di 30 euro, si può scegliere tra antenne “Log-Periodiche” e quelle a “Pannello”. Le prime sono più potenti; con le seconde però è più facile diffondere il segnale in più direzioni poiché se ne possono piazzare facilmente più di una su uno stesso punto. Telestreet quindi descrive come posizionare l’antenna e come “accoppiarene” in modo efficace più di una (in questo caso bisogna applicare un “partitore”, un circuito che permette di suddividere il segnale televisivo). 

Per quanto riguarda i cavi, che collegano trasmettitore e antenna, non importa la marca quanto che siano a 75 Ohm, a doppia schermatura e neri affinché resistano ai raggi Uv. I cavi, comunque, mangiano “potenza” in proporzione alla loro lunghezza, quindi è necessario che trasmettitore e antenna non siano troppo distanti. Quelli di Orfeo hanno piazzato il trasmettitore ai piedi dell’antenna, ficcandolo dentro una scatola in vetroresina. Per maggiori dettagli, comunque, quelli di Telestreet sono sempre disponibili. 

Basta fare un click sul loro sito

 

ITALIANI, POPOLO DI TELEDIPENDENTI

Secondo i dati del rapporto Censis 2015 quasi tutti gli italiani guardano la tv, nonostante gli smartphone e i tablet siano usati, ormai, da due terzi dei giovani. Sempre peggio la carta stampata e i libri.

Nel 2015 la televisione ha una quota di telespettatori vicina alla totalità della popolazione (il 96,7%). Ma aumenta l’abitudine a guardare la tv attraverso i nuovi device: +1,6% di utenza rispetto al 2013 per la web tv, +4,8% per la mobile tv, mentre le tv satellitari si attestano a una utenza complessiva del 42,4% e il 10% degli italiani usa la smart tv che si può connettere alla rete. 

Anche per la radio si conferma una larghissima diffusione di massa (l’utenza complessiva corrisponde all’83,9% degli italiani), con l’ascolto per mezzo dei telefoni cellulari(+2%) e via internet (+2%) ancora in ascesa. In effetti, gli utenti di internet continuano ad aumentare (+7,4%), raggiungendo una penetrazione del 70,9% della popolazione italiana. Le connessioni mobili mostrano una grande vitalità, con gli smartphone forti di una crescita a doppia cifra (+12,9%) che li porta oggi a essere impiegati regolarmente da oltre la metà degli italiani (il 52,8%), e i tablet praticamente raddoppiano la loro diffusione e diventano di uso comune per un italiano su quattro (26,6%). 

Aumenta ancora la presenza degli italiani sui social network, che vedono primeggiare Facebook, frequentato dal 50,3% dell’intera popolazione e addirittura dal 77,4% dei giovani under 30, mentre Youtube raggiunge il 42% di utenti (il 72,5% tra i giovani) e il 10,1% degli italiani usa Twitter...

Al tempo stesso, non si inverte il ciclo negativo per la carta stampata, che non riesce ad arginare le perdite di lettori: -1,6% per i quotidiani, -11,4% per la free press, stabili i settimanali e i mensili, mentre sono in crescita i contatti dei quotidiani online (+2,6%) e degli altri portali web di informazione (+4,9%). 

Non è favorevole l’andamento della lettura dei libri (-0,7%): gli italiani che ne hanno letto almeno uno nell’ultimo anno sono solo il 51,4% del totale, e gli e-book contano su una utenza ancora limitata all’8,9% (per quanto in crescita: +3,7%).

Abissali le distanze tra giovani e anziani. 

Tra i giovani la quota di utenti della rete arriva al 91,9%, mentre è ferma al 27,8% tra gli anziani. L’85,7% dei primi usa telefoni smartphone, ma lo fa solo il 13,2% dei secondi. Il 77,4% degli under 30 è iscritto a Facebook, contro appena il 14,3% degli over 65. Il 72,5% dei giovani usa Youtube, come fa solo il 6,6% degli ultrasessantacinquenni. I giovani che guardano la web tv (il 40,7%) sono un multiplo significativo degli anziani che fanno altrettanto (il 7,1%). Il 40,3% dei primi ascolta la radio attraverso il telefono cellulare, dieci volte di più dei secondi (4,1%). E mentre un giovane su tre (il 36,6%) ha già un tablet, solo il 6% degli anziani lo usa.

Vola la spesa per i consumi tecnologici: la disintermediazione digitale riscrive le regole dell’economia reale. 

Tra il 2007, l’anno prima dell’inizio della crisi, e il 2014, la voce «telefonia» ha più che raddoppiato il suo peso nelle spese degli italiani (+145,8%), superando i 26,8 miliardi di euro nell’ultimo anno, mentre nello stesso arco di tempo i consumi complessivi flettevano del 7,5%, la spesa per l’acquisto dei libri crollava del 25,3%, le vendite giornaliere di quotidiani passavano da 5,4 a 3,7 milioni di copie (-31%).  Gli italiani hanno evitato di spendere su tutto, ma non sui media connessi in rete, perché grazie ad essi hanno aumentato il loro potere di disintermediazione, che ha significato un risparmio netto finale nel loro bilancio personale e familiare. 

Usare internet per informarsi, per prenotare viaggi e vacanze, per acquistare beni e servizi, per guardare film o seguire partite di calcio, per svolgere operazioni bancarie o entrare in contatto con le amministrazioni pubbliche, ha significato spendere meno soldi, o anche solo sprecare meno tempo: in ogni caso, guadagnare qualcosa. Gli utenti di internet si servono sempre di più di piattaforme telematiche e di provider che consentono loro di superare le mediazioni di soggetti tradizionali.  

Si sta così sviluppando una economia della disintermediazione digitale che sposta la creazione di valore da filiere produttive e occupazionali consolidate in nuovi ambiti. La ricerca in rete di informazioni su aziende, prodotti, servizi coinvolge il 56% degli utenti del web. Segue l’home banking (46,2%) e un’attività ludica come l’ascolto della musica (43,9%, percentuale che sale al 69,9% nel caso dei più giovani). Fa acquisti su internet ormai il 43,5% degli utenti del web, ovvero 15 milioni di italiani. Guardare film (25,9%, percentuale che sale al 46% tra i più giovani), cercare lavoro (18,4%), telefonare tramite Skype o altri servizi voip (16,2%) sono altre attività diffuse tra gli utenti di internet.

Da cosa dipende la reputazione dei media? 

Per gli italiani i mezzi di informazione che negli ultimi anni hanno incrementato la loro credibilità sono stati proprio i nuovi media: per il 33,6% è aumentata quella dei social network, per il 31,5% quella delle tv all news, per il 22,2% e per il 22% rispettivamente quella dei giornali online e degli altri siti web di informazione. Su cosa si fonda la credibilità di un mezzo di informazione? Per gli italiani la credibilità si basa prima di tutto sul linguaggio chiaro e comprensibile, apprezzato dal 43,8% della popolazione. Seguono l’indipendenza dal potere (36,1%) e la professionalità della redazione (32,8%). Completano la ricetta della credibilità altri ingredienti fondamentali: l’aderenza oggettiva ai fatti (31,7%) e la rapidità di aggiornamento delle notizie (31,1%).

I ritardi nella transizione digitale della Pubblica Amministrazione. 

In Italia il numero di utenti di internet che interagiscono via web con gli uffici pubblici attraverso la restituzione di moduli compilati online è ancora insoddisfacente (solo il 18%), sia nel confronto con la media dell’Ue (che si attesta al 33%), sia perché è cresciuto di appena un punto percentuale rispetto all’anno precedente. Anche se si considera l’intero ventaglio dei portali internet delle amministrazioni pubbliche, il nostro Paese dimostra comunque un ritardo nel panorama europeo: ha avuto contatti con la Pa il 36% degli internauti italiani, una percentuale inferiore di almeno 20 punti rispetto ai francesi (74%), ai tedeschi (60%) e agli inglesi (56%). Tra le operazioni più frequenti figurano il pagamento delle tasse (26,3%), l’iscrizione a scuole superiori e università (21,4%), l’accesso ai circuiti bibliotecari (16,9%). Un basso tasso di utilizzo si registra, invece, con riferimento alle pratiche degli uffici anagrafici, visto che si va dal 10,2% di cittadini digitali che richiedono documenti personali (come la carta di identità o il passaporto) all’esiguo 1,9% di coloro che dichiarano di aver effettuato online il cambio di residenza, mentre la richiesta di certificati riguarda il 6,5% degli italiani che usano internet.

Il ricorso al canale digitale non è significativo nemmeno per la richiesta di prestazioni di previdenza sociale (sussidio di disoccupazione, pensionamento, assegni per figli a carico, ecc.), attivato solo dall’11,9% degli utenti di internet. Infine, la sanità digitale rimane ancora indietro, se solo il 16,7% degli utenti del web ha prenotato online visite mediche e il 10,6% accertamenti diagnostici. E risulta ancora molto limitato anche l’accesso al fascicolo sanitario elettronico (7,6%).  Ma almeno sorprende positivamente che l’esperienza di fruizione degli sportelli pubblici online non lascia una impressione negativa nell’utenza. Infatti, solo il 9,9% degli utenti di internet che si sono relazionati online con la Pubblica Amministrazione si lamenta per la mancata assistenza, solo il 19,6% segnala disguidi tecnici, solo il 22,9% dichiara di aver trovato informazioni poco chiare o non aggiornate.

La parabola declinante dell’emittenza televisiva locale. 

Il settore delle televisioni locali si trova a dover fronteggiare una triplice torsione: grave flessione dei ricavi pubblicitari, consistente riduzione dei contributi pubblici, rilevante calo degli ascolti. I ricavi complessivi, dopo essere cresciuti in modo costante nella precedente fase espansiva, hanno subito un crollo, passando dai 223 milioni di euro del 1996 ai 335 milioni del 2000, fino a salire ai 647 milioni del 2006, per poi cominciare a calare significativamente, fino ai 409 milioni del 2013 (-15% rispetto all’esercizio precedente). Il calo della raccolta pubblicitaria (passata da 390 milioni di euro nel 2011 a 329 milioni nel 2012, poi a 287 milioni nel 2013) ha inciso profondamente sulle perdite totali, rappresentando più del 70% delle risorse totali. I contributi pubblici, lievitati nel corso della prima parte degli anni 2000 fino a raggiungere i 161,8 milioni di euro nel 2008, si sono poi progressivamente ridotti, attestandosi per l’anno 2013 su una cifra pari a 56,9 milioni di euro, con una flessione del 20,4% rispetto all’anno precedente. 

Non mancano preoccupazioni sul fronte dell’occupazione. Il numero dei dipendenti si era mantenuto sostanzialmente stabile nel periodo 2009-2011 (compreso tra 5.000 e 5.200 addetti), ma nel 2013 si è ridotto del 14,3%: 630 unità in meno. Una riflessione sul riposizionamento dell’«informazione di prossimità» offerta dalle tv locali non può più prescindere dal confronto con un sistema di media sempre più variegato e integrato, che nell’ultimo decennio ha conosciuto i decisivi processi di trasformazione innescati dalla digitalizzazione dei contenuti, la miniaturizzazione dei dispositivi hardware, la proliferazione delle connessioni mobili, lo sviluppo della banda larga e ultralarga, fino all’ingresso nel mercato televisivo, e più in generale dei contenuti audiovisivi on demand e multimediali, di nuovi soggetti di offerta e player internazionali.

Papa Francesco, fenomeno mediatico globale. 

Il fenomeno mediatico dell’anno si è rivelato
Papa Francesco. Interrogati su quali siano i punti di forza del cattolicesimo, i residenti di Roma hanno indicato proprio il carisma di Bergoglio al primo posto (con il 77,9% delle risposte), prima ancora del messaggio d’amore e di speranza della religione. Anche la rilevazione del Pew Research Center è inequivocabile: nel corso del suo primo anno di pontificato, Papa Francesco precede in graduatoria, per numero di citazioni nelle news digitali statunitensi, la candidata alla presidenza Usa Hillary Clinton e leader di fama mondiale del calibro di Putin e Merkel.

FONTE

 

Come la TV Danneggia le Facoltà Mentali
di Marco Dalla Luna

Le funzioni psichiche superiori, cognitive e metacognitive, possono essere sviluppate con addestramento (famigliare, scolastico, professionale) e/o pratiche autonome, ma anche inibite o danneggiate. Uno dei fattori più attivi in questo senso, sia per intensità che per quantità di persone colpite, è la televisione, assieme ai videogiochi.

Norman Doidge, in The Brain that Changes Itself (Penguin Books, 2007), espone allarmanti risultati di rilevamenti scientifici sugli effetti neuroplastici della esposizione alla televisione e ai videogames.

Doidge illustra come la neuroplasticità, di cui già abbiamo trattato, fa sì che come il cervello foggia la cultura, così la cultura, le pratiche di vita (anche quelle che possono essere imposte a fini manipolatori) foggiano il cervello. 

Lo foggiano generando e potenziando reti neurali, collegamenti nervosi, innervazioni, che consentono di compiere prestazioni ritenute estranee alle facoltà dell’uomo, come aggiustare la vista alla visione subacquea senza l’uso di occhialini (osservato negli “zingari del mare”, una popolazione di pescatori di perle, e sperimentalmente riprodotto in bambini svedesi – Doidge, cit., pag. 288). 

Anche l’attività di meditazione muta il cervello, aumentando le dimensioni della insula (pag. 290). 

Anche la pratica della lettura produce modificazioni espansive di alcune aree corticali (pag. 293). I nostri cervelli sono diversi da quelli dei nostri antenati. Principio basilare della neuroplasticità è che quando due aree cerebrali lavorano abitualmente assieme, si influenzano reciprocamente sviluppando connessioni, formando una unità funzionale. Ciò può avvenire tra aree di livello evolutivo diverso: ad esempio, nel gioco degli scacchi, dove si punta a dare la caccia al re avversario, tra aree arcaiche esprimenti e organizzanti l’istinto della predazione, e aree corticali esprimenti l’intellettualità (297): in tal modo, la attività predatoria viene temperata e trasfigurata. 

Naturalmente, il condizionamento cerebrale, l’impianto di schemi neurali (valori, codici, inibizioni, fedi) è assai più agevole nella infanzia e nella prima adolescenza, prima che si compia il processo di sfoltimento dei neuroni e loro connessioni (neuroplasticità sottrattiva) (pag. 288). 

Per tale motivo tutte le istituzioni totalizzanti – religiose e politiche – tendono a impadronirsi della gestione della infanzia; notevole è il caso del regime nordcoreano, che gestisce i bambini dai 5 anni in poi impegnando quasi tutto il loro tempo in attività di culto delle personalità del dittatore e di suo padre. Altresì per questa ragione, la integrazione culturale e morale degli immigrati adulti è pressoché impossibile, se richiede estesi “ricablaggi” neurali. (pag. 299).

Anche la percezione e la analisi di eventi avviene in modi diversi a seconda dello imprinting ricevuto, e non per effetto di differenze meramente culturali, ma a causa di diversità di reti neurali, come hanno confermato esperimenti di comparazione tra occidentali e orientali (pag. 298-304).

Dopo tali premesse, Doidge spiega come la televisione e gli schermi in generale risultano esercitare una importante influenza neuroplastica, soprattutto sui bambini, con dannose conseguenze, nel senso soprattutto di compromettere la facoltà della attenzione. 

Uno studio su oltre 2.500 bambini ha mostrato che la esposizione alla tv tra 1 e 3 anni mina la capacità di prestare attenzione e di controllare gli impulsi nella successiva fanciullezza. Ogni ora passata alla tv a quella età comportava una perdita del 10% della capacità attentiva alla età di 7 anni (pag. 307). 

La pratica di guardare la tv è molto diffusa tra i bambini sotto i 2 anni. Quindi la tv è verosimilmente una importante causa del moltiplicarsi di sindromi di deficit attenzionale e di iperattività (ADD, ADHD) e della minore capacità di seguire le lezioni, di imparare, di capire – che si nota vistosamente nelle scuole anche italiane, dove la necessità di abbassare il livello dell’insegnamento per farsi capire ha già portato a una sostanziale dequalificazione. E l’introduzione di computers in classe, evidentemente, rischia di peggiorare le cose.
Notevole è che questi perniciosi effetti non sono dovuti ai contenuti delle trasmissioni televisive o dei videogiochi, bensì al veicolo stesso, allo schermo. Il mezzo è parte costitutiva del messaggio, come intuì per primo Marshall McLuan. Il medesimo testo è processato diversamente dal cervello, a seconda che arrivi dalla lettura del giornale o dalla televisione. I centri di comprensione attivati sono diversi, come mostrano scansioni cerebrali mirate (pag. 308).

“Molto del danno causato dalla televisione e da altri media elettronici, come i video e i videogame, viene dal loro effetto sulla attenzione. Bambini e adolescenti dediti a giochi di combattimento sono impegnati in una attività concentrata e sono gratificati in misura crescente. I videogames, come pure il porno in internet, hanno tutti i requisiti per mutare plasticamente la mappa cerebrale.” 

Un esperimento con un gioco di combattimento (sparare al nemico e schivare il suo fuoco) “mostrò che la dopamina – il neurotrasmettitore della gratificazione, rilasciato anche per effetto di droghe assuefacenti – è secreto dal cervello durante siffatti giochi. 

Coloro che sviluppano dipendenza dai giochi cibernetici mostrano tutti i segni delle altre dipendenze: bramosia quando cessano il gioco, trascuranza per altre attività, euforia quando sono al pc, tendenza a negare o minimizzare il loro coinvolgimento effettivo.

Televisione, video musicali, e videogiochi – tutti utilizzanti tecniche tv – operano a un ritmo assai più rapido della vita reale, e vanno accelerando, così che la gente è costretta a sviluppare un crescente appetito per sequenze veloci in quei media. 

E’ la forma del mezzo televisivo – tagli, inserti, zumate, panoramiche, improvvisi rumori – che altera il cervello, attivando quella che Pavlov chiamava “reazione di orientamento”, che scatta ogni qual volta avvertiamo un improvviso cambiamento nel mondo intorno a noi, soprattutto un movimento improvviso. Istintivamente interrompiamo checché stiamo facendo, focalizziamo la attenzione, e facciamo il punto. 

La reazione di orientamento si è evoluta, senza dubbio, perché i nostri antenati erano sia predatori che prede e abbisognavamo di reagire a situazioni potenzialmente pericolose o tali da offrire opportunità per cose come il cibo o il sesso, o semplicemente a nuove circostanze. La reazione è fisiologica: il battito cardiaco cala per 4 – 6 secondi. 

La tv fa scattare questa reazione con frequenza molto maggiore di quanto ci accada nella vita – ed è per questo che non riusciamo a staccare gli occhi dalla tv, persino nel mezzo di una animata conversazione; ed è pure per questo che si finisce per passare alla tv più tempo di quanto si intende. Poiché i tipici video musicali, le sequenze di azione, e gli spot pubblicitari fanno scattare la reazione in parola ogni secondo, stare a guardarli ti mette in uno stato di incessante reazione di orientamento senza recupero. 

Non c’è da stupirsi, quindi, se le persone si sentono svuotate dopo aver guardato la televisione. Però contraggono un gusto per essa e finiscono per trovare noiosi i ritmi di cambiamento più lenti. Il prezzo di ciò è che attività quali lettura, conversazioni complesse e ascolto di lezioni divengono più difficili” (pag. 309-310).

In sostanza la televisione rende la gente al contempo dipendente da essa (quindi prona ai suoi input propagandistici e pubblicitari), e meno capaci di attenzione, dialettica e apprendimento. Diventa quindi uno strumento di “social control”, un tranquillante per le masse, e al contempo un veicolo per impiantare in esse la percezione della realtà che si vuole che abbia. Inoltre, la tv crea disturbi dell’attenzione e del controllo degli impulsi, che aprono un florido e rapidamente crescente mercato per le industrie farmaceutiche, la psichiatria, la psicologia clinica – come approfonditamente spiega l’Appendice di Regina Biondetti alla 2a edizione di Neuroschiavi.

Va inoltre evidenziato che la televisione abitua la mente ad un rapporto unidirezionale, passivo, e non interattivo, in cui si può solo recepire senza replicare o criticare, e non vi è il tempo di analizzare e filtrare. 

Inoltre, abitua a seguire immagini e suoni, non i discorsi, i ragionamenti; Inibisce la capacità di costruire o seguire sequenze logiche, con corrispondenti difficoltà o impossibilità di apprendimento attraverso lo studio di testi scritti.

Essenzialmente, la tv è il mass media per le classi mentalmente subalterne e inerti.

Ovvia misura protettiva contro questo mezzo di manipolazione mentale e neurale sarà quindi il non esporre, o esporre solo minimamente, i bambini alla televisione e ai video giochi, e il moderare assai anche la esposizione degli adulti. 

Inoltre, è opportuno trovare tempi e ambienti idonei al recupero, alla riflessione solitaria, alla conversazione approfondita coi propri simili. Faccio presente che è importante, ma non sufficiente, selezionare i contenuti, cioè il tipo di programma che si guarda, perché il danno viene soprattutto dalla televisione o dal videogame in sé, come veicolo, come modo di trasmissione e ricezione.

Articolo pubblicato sul sito di Marco Dalla Luna
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SINTETIZZATI DALLA TELEVISIONE

“La vera cultura non è accumulo di informazioni dalla tv, nei nostri pc o in Internet. La vera cultura esiste solo alla condizione di interrogarsi sul senso dell'esistenza e di mettersi al servizio e alla ricerca dei valori che costituiscono il significato della vita umana sul pianeta e nella società.”

di Valerio Pignatta

televisione

"La tv morirà perché offende la vera natura umana: la tendenza verso l'automiglioramento e l'autonomia"

Le statistiche ci dicono che in media passiamo davanti alla tv dagli 11 ai 14 anni della nostra vita, complici i divani corruttori che il “vivere civile” ha posto in ogni casa. Ma grazie al cielo in quei 14 anni c'è chi fa tantissime altre cose. Pensate... 14 anni... E poi dicono che la tv fa comunque conoscere il mondo... In 14 anni uno se lo può conoscere “dal vero” il mondo, viaggiando, parlando, toccando, annusando... che è tutt'altro, direi, che 14 anni di segregazione nella cella-salotto di famiglia a “voyeurizzare” la realtà degli altri con la scusa di farsi una cultura.

Ma purtroppo siamo arrivati al punto per cui confondiamo cultura e informazione spazzatura.

La vera cultura non è accumulo di informazioni dalla tv, nei nostri pc o in Internet. La vera cultura esiste solo alla condizione di interrogarsi sul senso dell'esistenza e di mettersi al servizio e alla ricerca dei valori che costituiscono il significato della vita umana sul pianeta e nella società.

Ecco alcune riflessioni di noti intellettuali che si sono interrogati sulla televisione ed il suo rapporto con la società umana:

Omologazione

«La televisione [...] è un sistema di trasmissione che si fonda sull'idea che tutti gli esseri umani siano essenzialmente simili [...]. La tv non vuole riconoscere la rigogliosa diversità dei suoi utenti. La gente fa migliaia di lavori differenti, ha hobby variegati, legge centinaia di migliaia di differenti pubblicazioni. La tv ignora la realtà che gli esseri umani non sono patate lesse, ma reagiscono ai messaggi e interagiscono.

La gente ha poco in comune, se non i suoi interessi pruriginosi e le paure e ansietà morbose. Naturalmente la televisione, puntando a raggiungere il bersaglio al suo più basso denominatore comune, peggiora sempre di più ogni anno. [...] La tv morirà perché offende la vera natura umana: la tendenza verso l'automiglioramento e l'autonomia» (Gilder, George, La vita dopo la televisione. Il Grande Fratello farà la fine dei dinosauri?, Castelvecchi, Roma, 1995, p. 9)

«Fondamentalmente, il mestiere di TF1 [TeleFrance 1] è, ad esempio, aiutare la Coca-Cola a vendere il suo prodotto. Per far sì che un messaggio pubblicitario sia percepito, è necessario che il cervello del telespettatore sia disponibile. La vocazione delle nostre trasmissioni è proprio quello di creare tale disponibilità: facendo divertire il telespettatore, rilassandolo e preparandolo nello spazio tra due messaggi.

Ciò che vendiamo alla Coca-Cola è tempo di cervello umano disponibile» (così il direttore di TF1, il più importante canale televisivo francese, in Le Lay, Patrick, Les Dirigeants face au changement, Les Editions du Huitième Jour, 2004, citato in Gruppo MARCUSE, Miseria umana della pubblicità, Elèuthera, Milano, 2006, p. 35)
televisione

"Ecco il principale effetto della televisione: uccide il vuoto imbottendo i cervelli"
«“Il mondo visto lascia dei vuoti”, il cittadino si annoia spaventosamente in campagna, mentre gli spettacoli sul mare e la montagna gli riempiono gli occhi! La televisione così, ritagliando e ricostruendo il reale, finisce per creare uno schermo tra il reale e noi: “Vedo, ma poiché c'è lo schermo, resto lontano. Questa diventa un'attitudine costruita: ciò che vedo per la strada è reale come ciò che ho visto sullo schermo. Quando incontro un mendicante o un disoccupato, gli rivolgo lo stesso sguardo superficiale e disincarnato che rivolgo agli scheletri viventi del Terzo Mondo che la televisione periodicamente mostra. È esattamente l'estremo della derealizzazione: la confusione tra il mondo reale e quello mostrato”.

Un altro aspetto della televisione: non solo spinge verso il conformismo e costruisce un implacabile mezzo di uniformazione, ma crea un clima mentale generale. “Quando migliaia di immagini si imprimono nel nostro profondo, nel nostro 'inconscio', e tutte portano lo stesso messaggio fondamentale, questo finisce per essere una componente determinante del nostro comportamento e delle nostre opinioni”. I messaggi fondamentali sono violenza e sesso. [...] Ma il pubblico vuole veramente queste immagini? Quando glielo si chiede, i telespettatori rispondono che la televisione è “una comodità, un sogno, e che non ha alcuna importanza”, pur ammettendo che non possono più farne a meno. [...] Ecco il principale effetto della televisione: uccide il vuoto imbottendo i cervelli» (Porquet, Jean-Luc, Jacques Ellul, l'uomo che aveva previsto (quasi) tutto, Jaca Book, Milano, 2008, pp. 168-170)

Dominio

«La natura del tubo catodico e dello spettro di radiofrequenze ha modellato il potere e le limitazioni della televisione come medium informativo e come forza culturale. Queste tecnologie hanno imposto che la televisione fosse un sistema top-down (alto-basso), in termini elettronici un'architettura master-slave (padrone-schiavo): pochi centri di trasmissione generano programmi per milioni di ricevitori passivi, o terminali stupidi. La scarsità dello spettro costringe la televisione ad adottare un sistema centralizzato, limitato a relativamente pochi canali, con nessuna comunicazione bidirezionale» (Gilder, George, La vita dopo la televisione. Il Grande Fratello farà la fine dei dinosauri?, Castelvecchi, Roma, 1995, pp. 27-28)

«La maggior parte dei problemi di fronte ai quali si trovano i genitori non hanno a che fare direttamente con la tv stessa, ma col controllo esercitato sui di essa. [...] Una soluzione immediata e a portata di mano ci sarebbe, ma sembra che molti non ci hanno mai pensato: spegnere il televisore. [...] Essi in realtà non vogliono risolvere il problema. [...] Permettete alla vostra bambina di tre anni di andare in giro con un coltello affilato? Le permettete di attraversare la strada da sola? [...] evidentemente il bambino capisce quando dite fermamente una cosa» (Winn, Marie, La droga televisiva, Armando, Roma, 1978, pp. 177-178)

"C'è sempre una cinepresa nascosta da qualche parte. Si può essere filmati senza saperlo"
Realtà

«Nulla sfugge. C'è sempre una cinepresa nascosta da qualche parte. Si può essere filmati senza saperlo. Si può essere chiamati a rieseguire tutto davanti a qualsiasi canale televisivo. Si crede di esistere in versione originale, senza sapere che questa non è nient'altro che un caso particolare di doppiaggio, una versione eccezionale per gli happy few. Si è in balia di una ritrasmissione istantanea di tutti i fatti e di tutti i gesti su qualsiasi canale. Un tempo avremmo vissuto ciò come un controllo poliziesco. Oggi lo viviamo come una promozione pubblicitaria» (Baudrillard, Jean, Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1996, p. 32)

«“In diretta dalla realtà! Visitate questo strano mondo! Concedetevi il brivido del mondo reale!”. [...] L'oggetto di antiquariato sembra già un oggetto reale per contrasto con gli oggetti industriali, ma non è che una prefigurazione del tempo in cui il minimo oggetto percepibile sarà prezioso quanto una reliquia egiziana» (Baudrillard, Jean, Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1996, p. 49)

«Inizialmente [le immagini] costruiscono intorno a noi una finzione: quando sempre più ci allontaniamo dall'ambiente naturale, quando abbiamo perso il contatto con la realtà “che fu la realtà sostanziale della nostra vita”, il mondo delle immagini ci fa credere di vivere ancora “in un mondo d'acqua, di vento, di alberi e di animali”. Il numero di trasmissioni televisive su animali esotici e grandi spazi incontaminati cresce di pari passo al crollo della biodiversità e alla sparizione di spazi vergini» (Porquet, Jean-Luc, Jacques Ellul, l'uomo che aveva previsto (quasi) tutto, Jaca Book, Milano, 2008, p. 167)

Cultura

«È vero che un'immagine può valere più di mille parole. Ma è ancora più vero che un milione di immagini non danno un solo concetto. Riassumo in tre punti. Primo: il vedere non è conoscere. Secondo: il conoscere può essere aiutato dal vedere. Terzo: il che non toglie che conoscere per concetti (il conoscere in senso forte) si dispiega tutto quanto oltre il visibile. Mi dispiace per il tele-vedere ma è così» (Sartori, Giovanni, Homo videns, Laterza, Roma-Bari, 1999, p. 149)
11 Settembre 2009

FONTE

LIBRI CONSIGLIATI SUI PERICOLI DELLA TV E DEL NWO:

http://www.macrolibrarsi.it/_attualita_.php?pn=165
http://www.macrolibrarsi.it/autori/_marcello_pamio.php?pn=165
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i_pericoli_della_televisione.php?pn=165
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__manifesto_contro_la_televisione.php?pn=165

 

Manipolazione dell'opinione pubblica in democrazia

Edward Bernays è un personaggio conosciuto in Italia solo fra gli addetti ai lavori, ma la biografia ed il lavoro di quest'uomo, che è stato considerato dal giornale Life come uno dei cento americani più influenti del ventesimo secolo, è di sicuro interesse anche per chi volesse capire come funziona il mondo della pubblicità e della persuasione occulta.

Bernays si autodefiniva "consulente in pubbliche relazioni"; oggi il suo lavoro si chiama "Spin doctor" (termine inglese la cui traduzione è : dottore del raggiro, manipolatore di opinioni. è infatti un effetto particolare che si dà alla palla da baseball e il termine allude alla manipolazione delle notizie da divulgare). Lo Spin Doctor è dunque un esperto di comunicazione, colui che scrive discorsi per i personaggi pubblici, elabora strategie per le campagne elettorali, è portavoce di partiti, esperto di sondaggi, ecc.

Insieme ad Ivy Lee (soprannominato Poison Ivy per la spiccata capacità di "avvelenare" l'informazione), Edward Bernays fu un precursore nel comprendere quanta importanza potevano avere i mezzi di comunicazione di massa, le mode, i pettegolezzi, ecc. per manipolare l'opinione pubblica.

Edward Bernays non era un self made-man: le sue origini familiari la dicono lunga sulle conoscenze e le intuizioni che il nostro poteva avere sulla psiche umana e sulla psicologia sociale: era infatti figlio di Anna Freud Bernays (1859-1955) e dunque nipote di Sigmund Freud. (n.b. Anna, la sorella di Freud, non la figlia!)

Anna Freud fu la più fortunata delle sorelle Freud, dal momento che poté morire di morte naturale, in America, anziché sotto la 'doccia' di un campo di sterminio in Germania, come accadde invece alle quattro sorelle. Nata anche lei a Freiberg, terza figlia di Jacob e Amalia Freud, Anna era era la più grande fra le sorelle Freud. Con Sigmund ebbe rapporti difficili. Del resto la mamma, Amalia, privilegiava apertamente il figlio maschio e questo non poteva che suscitare la gelosia di questa sorella che aveva solamente tre anni meno di lui, ma alla quale tutto era negato. Ad esempio Sigmund poteva avere una stanza tutta per sé, mentre le sorelle dovevano stare tutte nella stessa stanza.

Quando Anna decise di prendere lezioni di piano, Sigmund si oppose perché il rumore lo disturbava e minacciò di andarsene di casa. Nei suoi 16 anni, Anna amava leggere Balzac (1799-1850) e Dumas (1802-1870, ma il fratello Sigmund glielo proibì, perché non era roba per signorine. Freud inoltre sentiva Anna come un'usurpatrice, perché le toglieva parte delle attenzioni paterne.

Nell'ottobre del 1883, Anna Freud si sposò con Eli Bernays, fratello di Martha Bernays, fidanzata e futura moglie di Sigmund. I rapporti fra Anna, Eli e Sigmund per un certo periodo non furono buoni a causa di una questione di denaro: per questo Sigmund non partecipò al loro matrimonio.

La querelle familiare terminò quando Freud aiutò i Bernays ad emigrare in America, dove Eli diventò un ricchissimo uomo di affari. La coppia ebbe cinque figli ed Anna Freud Bernays morì quasi centenaria.

Edward Bernays era nato il 22 Novembre del 1891 a Vienna, ma crebbe, come si è detto, negli Stati Uniti, anche se trascorse molte delle sue estati in Austria, per conoscere la sua famiglia e il famosissimo zio. Nel 1912 si laureò presso la Cornell University in agricoltura, ma scelse il giornalismo come sua prima occupazione. Nel 1913 cominciò a lavorare come consulente per organizzare concerti, spettacoli teatrali, ecc. fino a che, nel 1917, il Presidente americano Woodrow Wilson assunse George Creel e fondò il "Committee on Public Information." al quale parteciparono anche Bernays, Carl Byoir e John Price. Questo team doveva riuscire a convincere gli americani a partecipare alla Prima Guerra Mondiale, alla quale l'opinione pubblica fortemente si opponeva.

Come la storia ci insegna l'America poté entrare in guerra, dopo che gli americani furono convinti dallo slogan "Fare il Mondo Sicuro per la Democrazia". Nel 1919 Bernays era un uomo di successo, con molti appoggi politici: aprì dunque in quell'anno il suo primo ufficio come Consulente di Pubbliche Relazioni, a New York. Nel 1922 si sposò con Doris E. Fleischman e l'anno successivo pubblicò il libro Crystallizing Public Opinion, in cui cominciava a delineare le sue strategie di intervento nelle Pubbliche Relazioni.

L'dea di Bernays era fondamentalmente questa: sarebbe stato sicuramente più comodo se un comitato di saggi avesse potuto scegliere i dirigenti politici, dettare il comportamento pubblico e privato, decidere dell'abbigliamento e degli alimenti che la gente deve mangiare, ecc. Poiché però l'America era un Paese democratico, occorreva trovare altre strade per manipolare le opinioni e le abitudini delle masse e queste strade erano la propaganda e le pubbliche relazioni. Chi padroneggiava questi strumenti di intervento sociale costituiva il "governo invisibile", quello che dirigeva veramente il Paese.

Bernays osservava che, dei 120 milioni di abitanti che vi erano allora in America, solo pochissime persone erano veramente capaci di comprendere i processi mentali e i modelli sociali delle masse: questo piccolo gruppo di persone tirava le fila, controllava l'opinione pubblica, sfruttava le vecchie forze sociali esistenti, inventando altri modi per organizzare il mondo e di guidarlo.

Per organizzare la società democratica dunque, secondo Bernays, era necessario costituire questa struttura invisibile che, legando inestricabilmente innumerevoli gruppi e associazioni, costituiva lo strumento attraverso il quale il regime democratico poteva organizzare il proprio pensiero collettivo.

Nella sua analisi storica, Bernays osservava che la Rivoluzione Industriale ottocentesca era riuscita a trasferire il potere dalla aristocrazia alla borghesia: il rischio che al tempo si correva era dunque che il popolo minuto, le masse, potessero giungere al potere. Occorreva, secondo Bernays, profilare una reazione, plasmando l'opinione delle masse, in modo da convincerle ad orientare la forza acquisita nella direzione voluta.

La propaganda, sosteneva Bernays, doveva essere l'organo esecutivo del governo invisibile: dirigenti invisibili dovevano controllare il destino di milioni di esseri umani. Questo in ogni caso non era solo un problema delle democrazie: qualsiasi tipo di ordinamento sociale, monarchico, repubblicano, democratico o comunista; tutti hanno bisogno del consenso dell'opinione pubblica per realizzare i loro progetti.

Il consulente di PR così come lo intendeva Bernays era dunque colui che, servendosi dei mezzi di comunicazione, si incaricava di far conoscere una determinata idea al grande pubblico. Nel farlo, studiava i gruppi che il suo cliente voleva raggiungere ed individuava dei leader che potessero facilitare l'approccio. Influenzando il leader infatti, automaticamente si influenzava anche il suo gruppo di riferimento. I colleghi meno influenti del leader avrebbero con il tempo imitato gli atteggiamenti del leader, contribuendo così alla diffusione dell'idea.

Le idee dell'opinione pubblica, ammoniva Bernays, non dovevano essere attaccate frontalmente, ma occorreva trovare un comune denominatore fra gli interessi del venditore e quello degli acquirenti.Clienti di Bernays furono gruppi cone Procter & Gamble, CBS, the United Fruit Company, the American Tobacco Company, General Electric, Dodge Motors, il Public Health Service.

Raccontiamo dunque alcune delle sue famose campagne di persuasione, a cominciare da quella del bacon (pancetta) per la Beechnut Packing. Per promuovere le vendite di questo taglio di carne, Bernays condusse una ricerca, intervistando un campione di medici per chiedere loro che tipo di prima colazione ritenessero migliore per la salute: meglio una prima colazione leggera o sostanziosa? La maggior parte dei medici riferì che riteneva più indicata una prima colazione sostanziosa. Queste conclusioni furono inviate a 5.000 medici, insieme ad una pubblicità che suggeriva di mangiare eggs and bacon (uova e pancetta) per rendere la colazione più sostanziosa. Ebbe successo questa campagna? Per rispondere, basti dire che eggs and bacon è ancora oggi considerata la colazione tipica degli americani.

Bernays capì che per rendere credibile un'idea o vendere un prodotto doveva esserci una «terza parte indipendente» che se ne rendesse garante. Creò quindi numerosissimi Enti e Organizzazioni "indipendenti", che sfornavano studi «scientifici» e comunicati stampa, i quali venivano così a mescolarsi e a sovrapporsi con quelli emessi da Istituzioni veramente serie e indipendenti.

La più famosa campagna di Bernays rimane comunque quella elaborata per l'American Tobacco Company. A metà degli anni Venti, alle donne era vietato di fumare in pubblico. Consultandosi con lo psicoanalista A.A. Brill, Bernays capì che ciò che le donne desideravano a quei tempi era comportarsi pubblicamente allo stesso modo degli uomini. Così, durante la parata di Pasqua di New York del 1929 Bernays pagò delle ragazze per partecipare alla sfilata, come se fossero suffragette. Al suo segnale, queste donne accesero delle sigarette. Naturalmente non mancava una nutrita schiera di fotografi, assoldati per immortalare l"evento", che la stampa definì un'accensione di "torce di libertà". Fu un fatto di cui si parlò in tutto il mondo e, da allora, il fumo fra le donne divenne un segno di emancipazione.

Nel 1928 Bernays pubblicò il libro "Propaganda" (recentemente pubblicato in Italia per la prima volta per la Fausto Lupetti editore), un libro sintetico ma perfino troppo eloquente sulle tecniche messe a punto da Bernays. Del resto, come dice lo storico Scott Cutlip, Bernays era un uomo molto brillante, ma anche molto "fanfarone" (braggart).

Secondo un altro scrittore, Irwin Ross, il nostro si vantava spesso, come è ovvio, di essere il nipote di Sigmund Freud e poi in qualche modo si proponeva alle aziende in difficoltà come psicoanalista per il management e per la scelta degli investimenti. Il suo interesse per la psicoanalisi lo portò anche, negli anni Venti, ad occuparsi personalmente della traduzione in inglese del libro dello zio, Introduzione alla psicoanalisi. I suoi riferimenti teorici, oltre quelli psicoanalitici, furono Ivan Pavlov. Gustave Le Bon e Wilfred Trotter.

Nel 1923 Bernays cominciò ad insegnare anche Pubbliche Relazioni presso la New York University e si interessò della campagna politica del futuro presidente Calvin Coolidge, nel 1924.

La più estrema propaganda politica di Bernays fu invece condotta per conto della United Fruit Company (oggi Chiquita Brands International) situata negli Stati Uniti, che controllava gran parte del terreno agricolo del Guatemala. Il governo americano aveva allora interesse a rimuovere il presidente democraticamente eletto (1951) Jacobo Arbenz Guzman (Operation PBSUCCESS). Arbenz Guzmán infatti aveva tentato di nazionalizzare la United Fruit Company (UFC), offrendo alla compagnia il compenso di 600.000 dollari, il valore dichiarato dalla Compagnia: molto inferiore alla realtà, per evitare la tassazione.

Nel 1952 il Partito Comunista dei Lavoratori Guatemalteco venne legalizzato; l'UFC e le banche che la sostenevano, collaborarono dunque con la CIA per persuadere l'amministrazione statunitense che Arbenz era un comunista e che stava aprendo la strada a una presa del potere da parte dei comunisti. L'amministrazione americana ordinò alla CIA di sponsorizzare un colpo di stato, rovesciando il governo e costringendo alla fuga Arbenz Guzmán. Bernays si occupò specificamente di far circolare le informazioni su Arbenz fra i maggiori giornali americani. Per il suo lavoro alla United Fruit, sembra sia stato pagato 100.000 dollari all'anno, un guadagno enorme negli anni cinquanta.

Per la Aluminum Company of America (Alcoa), convinse invece il pubblico americano che la fluoridificazione dell'acqua era utile per la salute. Questo obiettivo fu raggiunto grazie alla collaborazione dell'American Dental Association.

Nel 1965 uscì una sua biografia, Biography of an Idea: Memoirs of Public Relations Counsel Edward L. Bernays. Bernays cercava disperatamente il suo posto nella storia e con questo libro creò le basi per essere ricordato come il creatore della sua professione, il consulente di Pubbliche Relazioni. Spesso fu anche deriso dai suoi colleghi per queste sue chiarissime auto-promozioni.

Morì a 104 anni, nel Marzo del 1995, lasciandoci indubbiamente una significativa eredità, che è stata raccolta in varie parti del mondo.

Ironia della sorte, suo ammiratore della prima ora fu il nazista Goebbels, che conservava il libro Propaganda, di Bernays, nella sua biblioteca e che, ispirandosi a queste teorie, costruì la campagna nazista contro gli ebrei. Chiaramente quella campagna non fu frutto di improvvisazione; fu pensata, pianificata.e realizzata attraverso l'attuazione delle idee dell'ebreo Bernays. Basterebbe forse questo particolare per dimostrare che il lavoro di Bernays non serviva a risolvere i conflitti della società democratica e a creare ordine sociale, come diceva l'autore, ma poteva servire anche a sovvertire la democrazia.

Fonte: www.nuovoecosistema.it

 

XI° COMANDAMENTO: CREDI ALLA TELEVISIONE!
di Corrado Malanga

Quale è l’arma più potente...? La bomba atomica? Le armi chimiche? Le religioni?
No! L’arma più potente è "Carosello"! Nel senso della pubblicità. Forse non ci avete mai pensato. Avete creduto di assistere a semplici show pubblicitari che non avrebbero minimamente influito sulla vostra psiche, avete avuto l’impressione che chi vi dice di comprare un certo prodotto invece che un altro non abbia potere sulle vostre menti ed invece vi sbagliate.

Andate a comprare un detersivo e non vi ricordate che detersivo dovete comprare? Vi viene in mente un nome... è il vostro inconscio che parla e muove la vostra mano verso lo scaffale giusto. Lo avete visto in televisione, le vostre amiche ve lo hanno detto... che fai compri una cosa che nessuno compra? Compri una cosa fuori moda? Solo perché costa meno?
La pubblicità te lo insegna: "se costa meno vuol dire che vale meno!..."

Ed ecco il primo assioma: le cose devono costare per valere. Se sei, se vali, compra dunque quello che ti dicono di comprare.Se non vali ma sei intelligente compri quello che ti pare.

Se vali compri per sembrare, se sei, compri per essere ma non conti niente.
Ma per essere non c’è bisogno di comprare. C’è bisogno di comprare solo se si è in mano alle multinazionali.

È evidente che non si può valere se ti metti uno shampoo in testa rispetto ad un altro. Non si può valere se ti metti la lacca qualsiasi che ti fissa i capelli. Quella lacca ti fissa anche le poche idee che hai e che, da quel momento, non potrai più esprimere avendo laccato anche la tua intelligenza.

Il potere usa dunque le reclame attraverso le televisioni per friggerti il cervello. Ha buon gioco in questo perché la maggior parte delle intelligenze, oggi come oggi, sono fritte...
La scuola promuove a punteggio, come se fossimo al supermercato, i politici credono ancora che i voti avuti siano la risposta alla loro campagna politica mentre sono solo la risposta al fatto che hanno detto agli italiani: "Votate me e farò solo i vostri interessi..."

Ma parliamo di ufo che è meglio per tutti...

Prendiamo per esempio la televisione e la visione che questa fabbrica di immagini offre degli ufo. Dobbiamo ricordare che la televisione in realtà non è semplicemente una fabbrica di icone ma è una fabbrica di immagini volute da chi governa. Chi non è al potere non può raggiungere la televisione e non può dire quello che pensa per il semplice motivo che tutto questo gli viene impedito. Potrebbe dire qualcosa di sconveniente, potrebbe dire qualcosa contro il governo...

Che c’è di male nel parlare male del gover no? Niente... se il governo è in buona fede.
Dunque avete mai pensato che alla fine delle scuole si intervistano gli studenti e si intervistano sempre quelli del classico? Perché non chiedere ai geometri cosa ne pensano dell’anno scolastico passato, dei professori, dei programmi...

No! lo si chiede al quelli del classico... si dice che sanno parlare meglio...
La realtà purtroppo è un’altra. Il classico ha sempre rappresentato una scuola d’élite, al classico ci vanno i figli dei professori e degli industriali, quelli che già comandano, dunque quelli che probabilmente hanno già avuto in famiglia, dai loro genitori, il lavaggio del cervello.

E si vede dalle loro dichiarazioni: "...sì la scuola non va bene, i compiti sono difficili, i professori esigenti..."
Provate a chiederlo ai geometri e vi diranno: "La scuola è uno schifo, non ci prendono sul serio, i docenti sono quello che sono..." ecc.

Ma non avevamo detto che avremmo parlato di ufo?
Allora poniamo la nostra attenzione al problema ufo visto dalla televisione.
Partiamo dalle reclame. Le banche invocano alieni che vengono dallo spazio per accendere mutui sulla Terra. Qualcuno vuole vendere case agli alieni perché gli alieni vogliono parlare solo con loro.

La "Coca Cola" fa uno spot in cui si vede una astronave aliena che rapisce un distributore della "Fanta" ma che lo sputa fuori perché sgradevole mentre decide di rapire il distributore di bibite della Coca Cola.

La "Coop" fa vedere gli alieni che rapiscono un Terrestre che però prima del viaggio interstellare vuole passare al grande magazzino per prendersi un panino.

E che dire di "Famiglia Cristiana" quando gli alieni rapiscono l’intero furgone con centinaia di copie della rivista, mentre il conducente del furgone si preoccupa della bolletta di consegna?

Ebbene sì: il telefono di casa è gestito dagli alieni buoni ch e vogliono tornare a casa, tanto loro la bolletta mica la pagano, mentre una fabbrica di macchinette per calcoli elettronici recita... "distraetevi pure a guardare gli alieni, tanto la Texas Instrument vigila sui vostri conti".

Che importanza ha se verrete inceneriti sul posto dal raggio laser di un alieno, basta che prima di morire abbiate pagato l’IVA...

Anche "Amnesty International" mostra la figura di un Grigio tra il filo spinato... Vogliamo forse escluderlo da tutto il resto dell’umanità?

Mi ricordo di una reclame di una importante casa produttrice di pasta, che mostrava una massaia al ritorno a casa appena in tempo perché la pasta non scuocia.
"Cosa hai fatto - gli dice l’amica - non mi dirai mica che sei stata rapita da un alieno che ti ha messo incinta senza che tu te ne accorgessi..."
Lo spot è stato ritirato dopo quarantott’ore!

E che pensare dei famosi film di X-files?

Lì dentro si vede di tutto.

Gli alieni possiedono il tuo corpo, ti rubano l’anima, sono collusi con il potere, ti ingravidano una donna e poi riprendono il feto senza dirti niente. Dunque mi sembra il momento di fare chiarezza in tutto questo bailamme di informazioni. Poniamo dunque l’attenzione sull’ufo come oggetto pubblicitario.

L’ufo da consumare diviene un articolo che, da archetipo junghiano, passa direttamente a oggetto del desiderio.

Gli ufo vengono venduti o fatti oggetto di commercio.
Si vendono le magliette con l’ufo, si vendono addirittura i feti alieni in bottiglia, si vende tutto ciò che è pubblicizzato dalla figura del povero grigio, l’EBE (Entità Biologica Extraterrestre, come lo identifica la Casa Bianca Americana nei documenti del Freedom of Information Act). Tutto ciò per far credere che nell’immaginario collettivo ormai l’alieno e l’ufo abbiano trovato un posto.

L’inganno di fondo è proprio questo: pensare che l’ufo sia nell’immaginario collettivo mentre è nel reale personale. 

Chi dice, da oggi in poi, di aver visto un alieno verrà tacciato per visionario poiché gli si dirà che ha visto troppa televisione...

Ecco dunque il vero scopo della televisione e del suo messaggio: l’alieno è un frutto della nostra fantasia e chi dice di averli visti ha solo visto uno spot pubblicitario od un episodio di X-Files.

Questa serie è stata comprata dalla televisione di decine di paesi, appena finita, senza stranamente badare a spese, come se tutto fosse già stato a tavolino premeditato. Facciamo vedere ai Terrestri una bella storia e diciamo che è fantastica così chiunque abbia voglia di fare qualche pericolosa dichiarazione sulle sue esperienze con gli alieni, sarà scoraggiato dal fatto che X-Files ha già fantascientificamente trattato l’argomento. Inoltre, per mostrare che si tratta di fandonie, si alternano episodi che trattano di cose reali con film del tutto assurdi dal contenuto demenziale.

Si confida nella incapacità di discernimento d el video ascoltatore.
La televisione tratta tutti gli argomenti con lo stesso stile dettato da un’unica regola: fare audience. Se per fare audience bisogna dare al telespettatore video-spazzatura gli si darà video-spazzatura.

I governi sono contenti perché non viene fatta vera informazione e i direttori di canale rimangono al loro posto e non sono cacciati dal governo che li comanda.
Io gli X-files non li ho mai guardati... mi sono anche chiesto perché.
Mi sono chiesto perché non guardo le corse automobilistiche o le partite di calcio perché non mi importa dell’ultimo spettacolo di Frizzi... Sarò anormale?

Ma poi ho pensato che gli X-files non li guardo mai perché io, come altri, che lavorano da anni su fenomeno dei rapimenti alieni, gli X-files... quelli veri... ce li abbiamo in casa tutte le sere!

Il tentativo di depistare le indagini, di nascondere le testimonianze, di confondere sotto una brutale globalizzazione dell’informazione, il fenomeno che vede collusi i governi con le forze aliene su questo pianeta, è però materia di inutile discussione per i ricercatori. Ammetto che tutto ciò non abbia un grande successo sulle masse, ma ho fiducia in chi è ancora abituato ad usare il proprio cervello...

E per dimostrarvi ciò vi racconterò di un episodio che mi è capitato di cogliere, quale incredibile cronaca e testimonianza, mentre facevo una delle mie solite indagini su un possibile addotto italiano.

Il soggetto (addotto nda) è un noto professionista statale, impegnato nell’ambito della giustizia e dell’ordine pubblico. Lui, come altri, ha la famiglia totalmente impegnata nel tentativo di capire cosa sta loro succedendo.

Risparmiandovi l’intera storia vi racconterò solo del bimbo piccolo, un anno e mezzo, quando, lasciato a casa dei nonni per il week-end, viene ripreso dai genitori la domenica.
Il babbo aveva indossato una maglietta nuova, una maglietta che mostrava come disegno quell’espressione da grigio con grandi occhi che oggi come oggi è facile trovare anche nei nostri supermercati e che fa quindi parte del nostro immaginario collettivo. Il bambino corre verso la mamma come faceva sempre, tutte le domeniche quando i genitori lo andavano a riprendere. "Mamma... mamma..." - grida il bambino, ma si ferma a mezza strada. Fermo, guarda per la prima volta la maglietta del babbo. In silenzio, cambia direzione, va verso il padre e comincia a strusciarsi contro la sua maglietta. Un comportamento decisamente insolito!

Tutto accade in un silenzio incredibile. I genitori non sanno cosa fare mentre il bimbo si struscia ripetutamente all’effigie di un classico grigio sulla maglietta paterna.
La nonna rompe il ghiaccio: "Chi è quello lì... lo conosci?" Ed il bimbo (un anno e mezzo di età) senza incertezze: "certo che lo conosco è Kikom!" "E chi è Kikom...?". "È il mio amichetto che viene di notte a giocare con me".

"E da dove viene questo Kikom?" - chiede la nonna. Ed il bambino alza un ditino verso l’alto, verso il cielo... Il bambino riconoscerà il viso di Kikom anche in quello strano personaggio di una reclame - qualcuno la ricorderà - che sponsorizzava un videoregistratore ultima generazione. Il personaggio o testimonial di quella reclame era una "ragazza" con il viso totalmente triangolare ed i grandi occhi neri ed obliqui, corpo esile, espressione totalmente aliena.

Immaginario collettivo o reale individuale?

Non abbiate paura della vostra risposta. Abbiate paura dei vostri governi che vi nascondono la verità!

FONTE: LINK

 


LA MANIPOLAZIONE SPIRITUALE DEI MASS MEDIA

Nella foto: bambini di una scuola peruviana in meditazione. 

di Paolo Franceschetti

La più grande truffa nella storia dei mass media

1. Premessa. 2. Il potere dei mass media. 3. La strana caratteristica dei personaggi Tv: la mancanza di una vita spirituale. 4. La manipolazione spirituale dei mass media. 5. Gli attacchi alla spiritualità. 6. Gli obiettivi della manipolazione spirituale. 7. Conclusioni.

1. Premessa.

Per anni ho amato la TV come mezzo, ma anche come fine. Uno dei miei piaceri più grandi era vedermi un bel telefilm, magari sgranocchiando noccioline, bevendo una bibita o un caffè e poi fumando una sigaretta. Avevo la TV anche al bagno, perché mi piaceva vedermi il TG5 mentre mi facevo la barba e trovavo che si trattasse di un’invenzione eccezionale. Pensavo ad esempio ai malati costretti per mesi o anni a letto, alle persone sofferenti di insonnia, e al cambiamento in positivo che potevano ricevere dall’avere un’ampia scelta di programmi TV, film, telefilm, documentari, notiziari, ecc.

Sentivo spesso parlare della TV come un mezzo di condizionamento mentale; Pasolini disse “niente di più feroce della banalissima televisione”, e pare che Berlinguer quando venne inaugurato il primo programma RAI disse “è la fine della democrazia”.
Con gli anni ho imparato a capire che in effetti c’era una parte di verità in quello che loro dicevano. Ma pensavo si trattasse pur sempre di un’esagerazione perché dentro di me ero convinto che l’ascoltatore avesse comunque un certo senso critico; se un programma non piace – pensavo – basta spegnere la TV. Consideravo quindi come esagerati quei genitori che non volevano assolutamente che i propri figli guardassero la TV.

Ci fu però un momento della mia vita in cui percepii vastità del problema rimanendo anche scioccato dalla sua gravità, un momento in cui mi sono reso conto che i mass media sono un vero e proprio strumento di controllo mentale della popolazione, straordinario e più potente di quanto si immagini; fu quando presi consapevolezza del fatto che giornali e TV presentano costantemente, senza eccezione alcuna, una visione completamente falsa e distorta della realtà giudiziaria. Sarah Scazzi, Cogne, Garlasco, Erba, Mostro di Firenze, Bestie di Satana, presentano sempre come capri espiatori degli improbabili assassini (contadini analfabeti, spazzini, madri casalinghe, studenti), nascondendo la realtà, cioè che i veri assassini sono spesso avvocati, magistrati, ufficiali dei carabinieri, architetti, ingegneri, commercialisti, preti…

Quando un professore universitario uccide la moglie a martellate la notizia non viene riportata dai giornali. Quando un generale dell’esercito uccide la figlia piccola (caso di Milica Cupic), tutto tace. In altri casi può capitare che ad uccidere sia un gruppo di letterati, artisti, professionisti, comprendenti addirittura il magistrato che coordina le indagini (come nel caso del Mostro di Firenze); quando l’opinione pubblica reclama a gran voce un colpevole, si trovano quattro contadini analfabeti e il caso è risolto. Mentre i veri assassini scrivono libri sulla giustizia, tengono conferenze sulla legalità e insegnano nelle scuole di polizia, oppure vanno a Chi l’ha Visto come esperti della vicenda del Mostro di Firenze a discutere l’ultima pista investigativa sulla vicenda.

Da anni, insomma, avevo capito che vengono manipolate le informazioni relative a medicina, politica, finanza. Ma resomi conto che nella realtà TV e giornali arrivavano a manipolare addirittura i delitti, trasformando gli assassini in investigatori, e degli innocenti in assassini, rimasi shockato, e ho capito che la potenza dei mass media come fattore di condizionamento mentale è superiore a qualsiasi immaginazione.

Una gran parte delle manipolazioni mediatiche dell’informazione è stata da me presa in considerazione in altre sedi quando mi sono occupato di alcuni dei delitti più importanti;
http://paolofranceschetti.blogspot.it/2011/08/lomicidio-massonico-parte-8-lo-schema.html 
Solange, in un articolo sulla funzione della televisione, ha citato i casi di Al Qaeda e altri.
http://paolofranceschetti.blogspot.it/2010/09/la-funzione-della-televisione.html 

Riflettendo su questi argomenti mi sono accorto però che la manipolazione più grave, e più grande, che viene effettuata in grande stile è un'altra, molto più sottile e proprio per questo molto più efficace e pericolosa di qualsiasi altra. E’ una manipolazione difficile da smascherare in parte perché è sotto gli occhi di tutti, e come tutte le cose cui siamo abituati da sempre non riusciamo a percepirle come distorte; in secondo luogo perché per percepirla occorre essere dotati di una visione spirituale della vita, che la maggior parte della gente non ha, anche quando – a parole – si dichiara cattolica, protestante, buddista, ecc.
La manipolazione di cui parlo è quella spirituale. La manipolazione consiste, cioè, nel presentarci un mondo completamente privo di parte spirituale.
Facciamo prima alcune premesse.

2. Il potere dei mass media.

Partiamo dal presupposto che la TV ha l’immenso potere di influenzare comportamenti, idee, costumi e addirittura cambiare radicalmente abitudini di vita o credenze. Se la TV comincia a mandare in onda notizie di rumeni che uccidono italiani, dopo poco tempo si diffonderà un odio diffuso verso i rumeni.  Se la TV presenta Forza Nuova come un covo di fascisti, nazisti, violenti e privi di cervello, la gente si sarà fatta quell’idea, anche se mediamente le persone iscritte a Forza Nuova sono maggiormente impegnate nel sociale rispetto al resto della popolazione e si occupano di temi importantissimi dal punto di vista sociale. 

Come ha ben evidenziato Solange, Al Qaeda non esiste più dal 2002, ma per il 99 per cento della popolazione esiste ancora, e Osama Bin Laden il cattivo è stato ucciso di recente dai buoni americani. Per il 99 per cento della popolazione europea gli islamici sono intolleranti e guerrafondai, e vogliono la guerra santa contro gli infedeli.  Anche se questa affermazione è in palese contrasto con la realtà che viviamo quotidianamente, ove si incontrano arabi – che hanno pizzerie, kebaberie, o negozi vari – gentili, rispettosi, sereni, spesso generosi, la gente continua ad avere questa idea. In compenso, siccome la TV non nomina mai i cinesi, nessuno si accorge che fra pochi mesi, quando la crisi finanziaria sarà al suo massimo apice, la nostra economia sarà distrutta a vantaggio di quella cinese. Siccome gli assassini che vengono presentati in TV sono sempre contadini, spazzini, studenti, casalinghe, drogati, la gente normalmente si fa l’idea che i magistrati, i politici, gli architetti, gli avvocati, i commercialisti, non uccidano nessuno e nella società si crea quindi la ridicola equazione “professionista = persona per bene”.

Talvolta la TV è un modello positivo. Quando ero giovane, vivendo in una famiglia conflittuale dove le idee venivano in genere espresse con una certa violenza verbale, avevo preso a modello di comportamento familiare i vari telefilm come “I Robinson” o “Genitori in blue jeans”. Decisi che avrei imparato a discutere come facevano nei telefilm dei Robinson, e quindi quando il mio fratellino, di quindici anni più piccolo, faceva una sciocchezza, anziché insultarlo gli dicevo con calma ciò che pensavo. Guardando telefilm come “RIS” o come “La piovra”, un giovane laureato può decidere di entrare in polizia o in magistratura. La TV, insomma, propone modelli di comportamento, propone fini, ispira stili di vita, e inculca, che ce ne rendiamo conto o no, idee e pensieri.

3. La strana caratteristica dei personaggi TV. La mancanza di una vita spirituale.

Fin da piccolo, essendo appassionato di telefilm, di cui colleziono varie serie (X-Files, Magnum PI, A-Team, Robinson, Casa Keaton), avevo notato che i protagonisti non hanno mai idee politiche, e men che meno hanno una vita spirituale o religiosa. I vari personaggi discutono tra loro, amano, odiano, uccidono, lavorano, ma straordinariamente non fanno mai discorsi relativi a religione e politica. Pensiamo alle trame di film e telefilm. 

In essi i personaggi hanno crisi di identità, hanno problemi di coppia, familiari, lavorativi. Ma mai hanno crisi religiose o mistiche, non si domandano mai il senso della vita e della morte, non discutono mai di Dio, di Cristo, Allah, Buddha. Le trame sono costituite da protagonisti che trovano il lavoro dopo anni di ricerca, che trovano un assassino dopo anni di indagine, che trovano l’amore dopo anni di solitudine, che ritrovano qualcosa (amici, parenti, felicità) dopo anni; si narra di guerre, battaglie, intrighi di corte nazionali o internazionali, ma mai – sottolineo mai – persone che sono alla ricerca del senso della vita e lo trovano, quale che sia il modo; mai si narra di persone che si interrogano sul senso della morte e arrivano a spiegarlo. 

I film sulla vita di Gesù sono diversi in realtà, ma la maggior parte si soffermano sugli aspetti formali e biografici della sua vita e nessuno affronta il problema del suo reale messaggio e della diversità di esso rispetto agli insegnamenti misterici precedenti. Men che meno poi si affronta il discorso della sua formazione spirituale prima dei 29 anni, o quello della permanenza del suo messaggio dopo la crocifissione. Anche i film sui vari santi, come quelli su San Francesco di Assisi, si soffermano sugli aspetti più biografici che spirituali.
I film veramente spirituali sono pochi; per quanto mi ricordo “Hollywood Buddha”, “Conversazioni con Dio”, “Powder”, “Il pianeta verde”, “Peaceful warrior”, “Incontri con uomini straordinari”, “Samsara”, “Siddharta” "Bab Aziz" e pochi altri (e alcuni di essi sono poi incomprensibili per qualsiasi spettatore anche di cultura elevate, come ad esempio "La montagna sacra" di Jodorosky). Ma tali film non vengono mai mandati in onda nelle TV nazionali, mentre i palinsesti continuano a propinare i vari Fantozzi o i film di Trinità. Nei talk show si parla di politica, di moda, di gossip vario, ma raramente, per non dire mai, si accenna alla vita spirituale dei vari personaggi che intervengono, pubblici o non. 

Il motivo è presto detto.

4. La manipolazione spirituale dei mass media.


Se un regista facesse un film sulla vita di Buddha, di Maometto, di Krishna, se si affrontasse l’aspetto della meditazione nella vita di ogni giorno, il giorno dopo la proiezione del film migliaia di persone andrebbero a cercare un centro buddista, islamico o di Yoga per approfondire gli aspetti spirituali della vita. Se il protagonista di un film o telefilm (siano essi i membri dell’A-Team, i protagonisti di X-Files, o il papà del telefilm Casa Keaton) trovasse la forza interiore per risolvere i suoi problemi in una qualunque religione, migliaia di persone si interesserebbero a quella religione per vedere se davvero sia possibile attingere la stessa forza. Se un film narrasse di una persona nevrotica che trova la calma e la serenità non con una psicoterapia o con l’amore, ma grazie a sessioni di meditazione, il giorno dopo ci sarebbe un sovraffollamento di persone che andrebbero a cercare insegnanti di discipline spirituali.

Anche i film più belli e con un contenuto apparentemente profondo come “L’attimo fuggente” con Robin Williams, “Big Kahuna” e altri, sono solo apparentemente profondi ma in realtà funzionali ad una mancanza di spiritualità; ne “L’attimo fuggente” infatti il protagonista dice “siamo vermi, e prima o poi non esisteremo più”; nel discorso sulla vita del film “Big Kahuna” (bello, indubbiamente, anche se un po’ retorico) il succo del discorso è “prendi la vita come viene, tanto non puoi farci nulla” e “non prendertela se non sai che fare con la tua vita” e “le tue scelte sono scommesse”. Uno dei pochi film con il titolo espressamente dedicato alla felicità (“La ricerca della felicità”, che narra la storia vera dell’industriale Chris Gardner) è incentrato, in buona sostanza, sul modo di diventare straricchi quando si è poveri.

Straordinariamente poi la Chiesa cattolica, che in questi anni è intervenuta spesso in materia morale, dicendo cosa un film può dire e cosa non può dire, lo ha fatto intromettendosi su aspetti del tutto marginali, e assolutamente non spirituali. Le critiche della Chiesa si sono appuntate sull’eccessiva sessualità nei film, sul fatto che un film fosse favorevole o meno all’omosessualità, ma non sulla totale assenza di valori spirituali nelle opere in circolazione.
Un film come “Je vous salue, Marie” di Godard, dove erano presenti anche piccoli aspetti spirituali, venne attaccato prevalentemente perché ritenuto “irrispettoso” nei confronti della religione cattolica, e per le scene di nudo in cui appariva Maria. Non mi risulta però che la Chiesa abbia mai sponsorizzato o promosso, o comunque stimolato, la produzione di film dal contenuto spirituale e che trattassero i temi della ricerca interiore, del senso della vita, dell’umanità, o anche solo del rapporto tra le varie religioni.

Il discorso è identico quando dai film e telefilm si passa a talk show, o programmi di intrattenimento vari.  Documentari e programmi di intrattenimento si occupano degli usi e costumi di paesi e città, delle tradizioni culinarie delle varie regioni, parlando di videogiochi, di moda, di auto, moto, gossip, sentimenti, ecc. Abbiamo programmi in cui la gente si fidanza, si lascia, litiga, fa sesso, parla di problemi personali, gare di vario tipo, giochi, addirittura programmi con cui si realizzano a comando desideri; ma nessun programma parla mai di Dio, dell’anima, di discipline spirituali, Yoga, meditazione, mantra, cristalloterapia; banditi quasi del tutto gli argomenti del vegetarianesimo o della dieta vegana.  Ovviamente è anche bandito qualsiasi programma di approfondimento sulle varie religioni del mondo.

Anche per quanto riguarda la carta stampata il discorso è identico.  I personaggi principali dei romanzi più famosi sono pervasi da una totale assenza di spiritualità.
Romanzi e/o racconti dal contenuto spirituale sono relegati ai margini della letteratura, pubblicati da editori semi-sconosciuti o di nicchia, e oggetto di una pubblicità fatta solo col passa parola. Penso a romanzi molto belli come “Il lama delle cinque saggezze”, ad opere monumentali come il Vangelo di Maria Valtorta, o libri stupendi come “Memorie di un esseno” di Daniel Givaudan, fino a romanzi più semplici, ma comunque godibili, come “Il Budda, Geoff e io” pubblicato da Esperia. Libri biografici che possono cambiare la vita di una persona, come “Bagliori di un’infanzia dorata” di Osho, “Autobiografia di uno yogi” di Paramahansa Yogananda o “Vita di Siddhartha il Buddha” di Thich Nhat Hanh, che pure hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo, restano sconosciuti ai più; mentre quasi tutti, prima o poi, hanno letto una biografia di Berlusconi, della famiglia Agnelli, di Hitler, di Mussolini, Garibaldi, Mazzini, quando non di giocatori di calcio o inutili personaggi della TV.
Ovviamente da queste biografie, vengono omesse tutte le parti strettamente esoteriche, così ad esempio dalla biografia di Hitler viene sempre taciuta l’influenza che ebbe su di lui il personaggio di
Crowley.

Quotidiani, settimanali e mensili vari, seguono il modello di ispirazione televisivo. Le riviste abbondano di consigli dietetici (dieta della pasta, dieta della pizza, dieta solo proteine, diete solo uva, solo pesche, solo albicocche, dieta a punti) ma mai viene approfondito il discorso vegetariano e vegano da un’ottica spirituale; abbondano i consigli per aumentare il numero di orgasmi maschili e femminili, le lettere al direttore che parlano delle corna che vengono messe al partner, ma mai che si faccia un discorso spirituale, religioso, meditativo.
In particolare, lo Yoga viene sempre e solo presentato come una disciplina per stare bene e in forma, in sostanza come una variante dell’idromassaggio o della sauna, ma mai si precisa che lo Yoga è la scienza della meditazione per chi vuole trovare Dio. Yoga significa infatti unione, e in particolare unione con Dio.

Analogo discorso vale per la musica di largo consumo, dove i contenuti spirituali, se si fa eccezione per alcune perle rare come Battiato, sono del tutto assenti. Il solo settore i cui testi sono intrisi di spiritualità sono quelli di autori metal come gli Iron Maiden, ma si tratta di un settore di nicchia e per giunta demonizzato come satanico. Chi non si piega, come Rino Gaetano, De Andrè, Michael Jackson, Luigi Tenco, viene ucciso; chi azzarda troppo con i suoi testi, come Jovanotti o Roberto Vecchioni (che col suo lamento di un cavaliere dell’ordine di rosacroce prova a criticare il sistema rosacrociano e che in molti testi accenna comunque a contenuti spirituali) riceve una bella denuncia o subisce un incidente, per rientrare nei ranghi, magari vincendo anche Sanremo.

5. Gli attacchi alla spiritualità.

Parallelamente alla privazione di qualsiasi contenuto spirituale, i mass media operano spesso attacchi verso chi potrebbe elevare la spiritualità degli individui.
I maestri spirituali che emergono con prepotenza nella società vengono regolarmente attaccati e viene distorto il loro messaggio. Ai tempi in cui il movimento hippie si ispirava a Paramahansa Yogananda, partì l’operazione mediatica Charles Manson e gli hippie divennero automaticamente nullafacenti assassini. Ai tempi in cui
Sai Baba iniziava ad essere conosciuto in Occidente, Corrado Leoni (padre del più famoso Paolo Leoni, in carcere per essere il capo delle Bestie di Satana) uccide una donna di nome Maddalena Russo, e siccome era seguace di Sai Baba, i giornali accosteranno la figura di Corrado Leoni al satanismo e a Sai Baba; da quel momento molti faranno l’accostamento Sai Baba – Satana, e questo maestro spirituale verrà presentato ovunque come un ciarlatano indiano che faceva finti miracoli per attirare le folle. L’operazione di marketing negativo si ripete con il figlio di Corrado Leoni, Paolo; questa volta l’attacco è alla musica metal e al mondo dei metallari; a partire dalla storia delle Bestie di Satana, infatti, il metal verrà ogni volta ostinatamente presentato come un mondo di satanisti. Di Osho, che verrà assassinato dalla CIA mediante avvelenamento da tallio, le tv e i giornali in genere puntano il loro indice contro le sue 99 Rolls Royce e contro le (presunte) orge che si effettuavano all’interno della comunità degli arancioni.

Il movimento degli Hare Krishna viene presentato come un movimento di rincoglioniti che tutto il giorno si limita a cantare “hare krishna hare hare”. In generale, tutto il mondo della magia e dell’esoterismo è presentato utilizzando come testimonial Vanna Marchi e il Mago Otelma. Per finire, senza che gli stessi cristiani se ne rendano conto, un attacco costante e continuo alla figura di Cristo è portato dai mass media ogni volta che si presenta al mondo il volto meno presentabile della Chiesa; cardinali bigotti, papi impresentabili che appoggiano mafiosi e piduisti, discorsi demenziali sul sesso e sulle parolacce, preti pedofili, ovverosia tutto il peggio che il Cristianesimo ha prodotto.  Operazioni il cui vero obiettivo è allontanare la gente da tutto ciò che è Dio, religione, spirito, anima, senso della vita.

6. Gli obiettivi della manipolazione spirituale.

Questa manipolazione spirituale ha due obiettivi, uno mediato e uno immediato. 

Il motivo immediato è evitare che la gente si faccia domande, che effettui ricerche spirituali, che indaghi il motivo per cui l’uomo è sulla terra e si addentri nei misteri dell’anima.

Il motivo mediato è la creazione di una massa di persone schiave del sistema e docili al volere di chi comanda. 

La creazione di una popolazione dotata di una forte spiritualità infatti provocherebbe il collasso del sistema capitalistico, e il potere non avrebbe più armi per rendere schiavo il cittadino.

Osho, Krishnamurti, Gurdjieff, Tolle, Evola, De Mello, Sai Baba, Yogananda, Aivanhov, Steiner, Guenon, Padre Pio, erano giganti dell’umanità e totalmente inattaccabili dal sistema in cui viviamo; e persone che ragionino seguendo le loro linee di pensiero non sarebbero più pecore, ma esseri pensanti. Un libro come “Gesù di Nazaret” di Benedetto XVI, idoneo a far odiare anche al cattolico più incallito la figura di Cristo, viene venduto negli autogrill, unitamente ai libri di Paolo Brosio; libri come il Vangelo di Maria Valtorta o “Memorie di un esseno”, idonei a far innamorare della figura di Cristo chi ancora non la conoscesse, sono quasi sconosciuti ai più. Stesso discorso vale per testi come “Le religioni del mondo” di Huston Smith.

Infine, controcorrente rispetto alle cose che ho sempre sostenuto fino ad oggi, penso che la vera ragione per cui i media non parlano mai del dibattito secolare tra Chiesa e Massoneria, non sia quello di nascondere la trama di poteri occulti che governa il mondo. Infatti la maggior parte delle persone affiliate alla massoneria è inconsapevole di quanto avviene ai piani alti, come la maggior parte dei cattolici ignora tutto ciò che riguarda lo IOR, i rapporti con la massoneria, i Templari, i Cavalieri di Malta, ecc., e continuerebbe ad ignorare il sistema di potere occulto che ci governa anche se nei media si parlasse più spesso di massoneria e
società segrete

Credo invece che la ragione dell’occultamento di queste problematiche sia quella di evitare che la gente si faccia domande di tipo spirituale; la lotta tra Chiesa e Massoneria nei secoli (compresa la lotta tra Chiesa e Templari, e prima ancora tra seguaci delle dottrine paoline e giovanniti) è in realtà una lotta spirituale, che aveva – ed ha ancora oggi – come obiettivo le coscienze dei popoli, e il sistematico appiattimento di ogni aspetto spirituale nella vita delle persone. Chiunque inizi a interessarsi dello scontro titanico e secolare tra Templari, Rosacroce, Massoneria, e Chiesa cattolica, finisce inevitabilmente prima o poi per sviluppare un proprio percorso spirituale, ed è quello il vero obiettivo di chi non parla mai di queste tematiche.  Infatti chiunque voglia capire e approfondire la figura di cristo con uno spirito di ricerca libero da dogmi, prima o poi deve studiare la storia della chiesa; dopodichè inevitabilmente deve passare allo studio della massoneria e successivamente, e necessariamente, deve approfondire templari e rosacroce. A quel punto finisce in una sorta di vortice che porta ad approfondire ebraismo, islamismo, e a chiedersi il senso di tutto ciò, e a capire l’origine del caos sociale in cui ci troviamo.

Gli effetti di questa manipolazione in particolare sono i seguenti.

Innanzitutto il cittadino ignorante è docile al sistema. Infatti la persona con una forte spiritualità non è controllabile e manipolabile. I maestri spirituali di ogni tempo spesso hanno avuto grandi ricchezze, ma in linea di massima erano e sono insensibili al concetto di ricchezza o povertà. Si fanno la galera piuttosto che aderire alle richieste del sistema (qui il mio pensiero corre al primo presidente della Soka Gakkai, che preferì morire in carcere piuttosto che accettare le richieste di chi voleva che il suo movimento si piegasse al potere allora dominante; ai primi cristiani che preferivano morire piuttosto che cambiare religione; ai catari che si fecero sterminare piuttosto che obbedire al papa; ma con esempi più piccoli penso ai ragazzi in galera per la vicenda delle Bestie di Satana, che hanno preferito la galera piuttosto che accusare gli amici di delitti mai commessi; penso a Rino Gaetano che sapeva i rischi che correva ma non ha rinunciato a mettere in musica sotto forma simbolica quello che sapeva del sistema; ecc.). La persona priva di spiritualità aderirà sempre alle richieste del sistema con la scusa dei figli, del lavoro, della famiglia; una persona che vive in una dimensione spirituale piena sa che figli, famiglia, lavoro, e se stesso, sono solo mezzi per realizzare fini più elevati.

In secondo luogo si fornisce “
più potere a chi sta al potere”. La conoscenza è potere, e tenere milioni di persone all’oscuro delle verità spirituali più importanti equivale ad avere un maggior controllo su di loro. Le persone che ricoprono posizioni di vertice nella società, infatti, sono a conoscenza di concetti e dominano informazioni completamente sconosciute ai più. Mentre nei mass media si relega l’esoterismo a una questione da mago Otelma o da mago Silvan, i grandi della terra sono spesso esperti di esoterismo, dotati quindi di una forte spiritualità. Una spiritualità negativa, nera, satanica direbbe qualcuno da un’ottica cattolicocentrica, ma comunque una spiritualità che li rende diversi dalla maggior parte delle persone. E’ noto che tutti i presidenti degli USA sono stati e sono massoni; Berlusconi, come dice Gioele Magaldi nel suo sito Grande oriente democratico, non solo è un esperto di esoterismo, ma ha fondato addirittura una sua massoneria; Hitler faceva parte e si avvaleva della società Thule e aveva come consigliere Aleister Crowley; in linea di massima sono massoni e praticano e studiano discipline esoteriche la maggior parte delle persone del mondo della politica e dello spettacolo (anche un soggetto come Borghezio infatti è stato definito un esperto di Cabala).

Infine, si rende impossibile alle masse la comprensione dei meccanismi dei principali avvenimenti della storia e della politica. La totale ignoranza sul significato del termine “spiritualità” ed “esoterismo” rende impossibile capire perché avvengono certe guerre, perché si fanno determinate scelte politiche, e il motivo di alcuni accadimenti di natura politica.

Alcuni esempi chiariranno il concetto. 

Non ho avuto difficoltà a spiegare le ragioni dell’operazione “Bestie di Satana” a Paolo Leoni, considerato uno dei leader della setta delle Bestie di Satana e in galera con l’ergastolo, perché è una persona che pratica la meditazione, che legge riviste come X Times, e aveva letto – solo per fare un esempio – alcune opere di Rudolf Steiner; mi è stato impossibile spiegarlo ad altre persone coinvolte, perché non conoscevano neanche lontanamente il significato del termine esoterismo, e ovviamente ne ignoravano l’importanza nella comprensione della realtà quotidiana. 

Non si può capire il conflitto con l’Islam senza prendere in considerazione la parte spirituale ed esoterica della questione. In un colloquio avuto tempo fa, Fausto Carotenuto (ex funzionario dei servizi segreti, ora dedito ad attività spirituali e che ha il sito Coscienze in rete) mi disse che non si possono spiegare le guerre senza capire la parte esoterica e spirituale. Le motivazioni del conflitto infatti, siano esse quelle ufficiali o quelle meno note tipicamente complottiste, non reggono ad una prova logica e dei fatti; gli USA infatti sanno bene che gli stati islamici non userebbe mai la bomba atomica o altre armi contro la Nato perché tutto il mondo islamico verrebbe spazzato via in un soffio e nessuno stato islamico è così folle da decidere di attaccare le potenze occidentali; il conflitto non ha ad oggetto il petrolio perché le società petrolifere mondiali sono già praticamente sotto il controllo totale delle multinazionali occidentali; il terrorismo non è un problema perché i nostri servizi segreti hanno mezzi e uomini a sufficienza per impedire attacchi terroristici; non esiste insomma un motivo logico al mondo per una guerra all’Islam, che può essere spiegata unicamente sotto il profilo esoterico e spirituale.

Non mi è mai stato difficile spiegare le ragioni per cui è stato ucciso Aldo Moro a chi è dotato di una forte spiritualità, anche quando era un ignorante di politica e cronaca e non leggeva mai un giornale. Mi è invece stato assolutamente impossibile spiegarlo a persone che pure hanno studiato il caso Moro per decenni e sono considerati degli esperti in materia, che erano totalmente a digiuno di esoterismo e ignoravano il significato del termine spiritualità. Non si rapisce infatti un personaggio politico della statura di Aldo Moro per 55 giorni, creando un casino unico al mondo, solo perché questi era un personaggio scomodo e voleva il compromesso storico e l’apertura a sinistra; in altre parole, non si pone in essere un evento come quello, senza una regia di altissimo livello e senza ragioni diverse da quelle meramente politiche, che possono essere spiegate solo in termini esoterici, e inquadrando tutto il fatto nell’ambito di un processo di politica internazionale che prendeva le mosse da decenni prima, e che continua ancora oggi. Ho quindi rinunciato al dialogo con persone pure preparatissime ed umanamente eccezionali per la semplice ragione che non capiscono, e il dialogo su questi punti è impossibile.

Mi è stato impossibile spiegare a
Salvatore Borsellino – persona stupenda, che stimo molto – il motivo dell’uccisione di suo fratello (non credo abbia mai neanche letto l’articolo che ho scritto sulla morte di suo fratello) per il semplice motivo che non ha mai voluto approfondire il modus operandi della massoneria, e tantomeno ovviamente ha mai voluto sapere nulla di esoterismo.

7. Conclusioni.

La manipolazione spirituale è molto difficile da smascherare per una serie di motivi. La manipolazione relativa al Mostro di Firenze, in fondo, può essere smascherata semplicemente facendo ricerche o indagini anche personali. Alla manipolazione riguardante le guerre scatenate per fini sbagliati, ci si può arrivare talvolta anche con la sola logica, e sicuramente con documenti ufficiali. Una manipolazione così grande ed evidente come quella spirituale, invece, non può essere percepita facilmente perché occorre in primo luogo essere dotati di una visione spirituale della vita, quale che essa sia; e poi occorre analizzare molto bene il sistema dei mass media.

La maggior parte delle persone ha della religione un’immagine solo formale. Per rimanere in Italia, una parte dei cittadini si definisce cattolica o cristiana solo perché va a messa la domenica, e qualcuno vi si definisce solo perché ci va a Pasqua e Natale, e rispetta il principio del non uccidere e non rubare.  Un’altra si vanta di essere atea e di non credere in nulla. Si può dire quindi che il 99 per cento delle persone non ha una vita spirituale e non sa neanche cosa essa sia.  Ai propri figli quindi non insegna il significato della vita e della morte, perché non lo conosce lui stesso; non insegna a dare una lettura spirituale ai gesti quotidiani, perché non ne è capace e non sa neanche cosa significhi una cosa del genere.

Con gli amici discute sempre e solo di calcio, auto, vacanze, lavoro, e quando si entra in discorsi socialmente impegnati, al massimo si toccano sentimenti, politica e giustizia.
Non potendo accorgersi quindi dell’assoluta assenza di contenuti spirituali in ciò che vede o legge, senza saperlo forma le sue idee, le sue aspirazioni e i suoi comportamenti, su ciò che sente in TV o nei mass media. Nessuno ci insegna, fin da piccoli, la verità molto banale che il parametro di realizzazione dell’individuo deve essere la felicità individuale, non gli aspetti materiali della vita, e soprattutto nessuno ci insegna come realizzare questa felicità senza tali aspetti materiali.

La totale assenza di valori spirituali dalla vita quotidiana di tutti fa sì che non si percepisca il reale problema di fondo della politica, cioè che una società completamente priva di parametri spirituali nelle proprie scelte è destinata al fallimento. In fondo, la crisi che è in atto e i disastri che stanno per arrivare sono unicamente il risultato della totale assenza di spiritualità nella cultura occidentale; una spiritualità che anche la Chiesa cattolica ha ridotto a dilemmi come “aborto sì o no”, “crocifisso nelle scuole sì o no”, “nudo nei film sì o no”, contribuendo a sopprimere tutto ciò che nell’uomo è più importante (l’anima) per esaltare (male e mortificandola) la parte corporale. 

Questo, secondo un disegno ben preciso da parte dell’élite dominante, il cui fine è chiaro solo a chi ragiona in termini spirituali e colloca gli eventi – singoli e collettivi – in una dimensione globale e millenaria: trasformare le masse in una comunità di zombie, il cui unico fine sia avere un auto di grossa cilindrata e una bella casa, che prediliga certi lavori a discapito di altri, che vesta in modo giusto, si comporti in modo giusto, mangi cibi giusti, il cui unico svago sia uscire a cena fuori mangiando in una serata quello che potrebbe sfamare un intero villaggio africano per una settimana, docili al sistema perché con la minaccia di perdere il lavoro e la casa, saranno costretti a subire umiliazioni, ordini demenziali, commettere infrazioni, illeciti penali; una moltitudine di schiavi del sistema che lavori sei giorni su sette, affinché il settimo giorno questa moltitudine possa uscire dalle città ammassata come in un formicaio, per invadere supermercati d’inverno e spiagge d’estate, affinché in età pensionabile possano dire “l’ho fatto per i miei figli”, e successivamente i figli possano dire la stessa cosa, in una ruota senza fine in cui mai nessuno possa dire a se stesso “questo l’ho fatto per me stesso” o anche “l’ho fatto per l’umanità”.

Il risultato è altresì una schiera di intellettuali che hanno biblioteche di migliaia di volumi, che conoscono la letteratura, la storia, la filosofia, la psicologia, che conoscono complessi saggi di psicologia delle folle, che hanno letto Marx, Freud, Eco, ma che, se gli domandi "perchè viviamo e moriamo?, esiste Dio?", non sanno rispondere, ma non sanno rispondere neanche alla più banale domanda: 

"Qual è la cosa più importante da insegnare ad un figlio, e che come prima cosa dobbiamo imparare noi stessi?"

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Violenza Reale e Violenza nei Mass Media

Il presente documento costituisce il lavoro di elaborazione dei contributi che sono pervenuti al Laboratorio delle Idee. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro i quali hanno voluto prendere parte attiva al progetto.

La televisione si limita a ritrarre una violenza già esistente o al contrario ne favorisce lo sviluppo e la diffusione attraverso una programmazione mirata ad accrescerla ed esasperarla? (Alcuni esempi: crime-fiction, violenza nei dibattiti, TV del dolore, cinematografia violenta, messaggi subliminali in videogames e cartoni animati, etc.)
A te la parola…

INTRODUZIONE
La violenza rappresenta anche oggi uno dei problemi più diffusi ed al contempo uno dei temi più discussi, oggetto di analisi psicologica, sociologica. Il concetto stesso di violenza è tutt’altro che univoco, ma tende ad esser correlato sia al momento storico sia al contesto sociale e culturale di un popolo, di un paese. Domandarsi se la televisione ritragga la violenza reale o se, al contrario, ne favorisca lo sviluppo e la diffusione attraverso una programmazione mirata ad accrescerla ed esasperarla, sembra un po’ come chiedere se sia nato prima l'uovo o la gallina. Le due tesi, oltretutto, non sembrano mutuamente esclusive, nel senso che possono coesistere ed anzi rafforzarsi l’una con l'altra. Una fra le definizioni più interessanti e indicative di violenza, che potrebbe esserci di aiuto in questa breve analisi è la seguente: la violenza è l’atto più grave dovuto ad inconsapevolezza che un essere umano possa compiere nei confronti di un altro essere umano, di un animale, dell’ambiente naturale. Inconsapevolezza, per una ragione molto semplice. L’individuo violento non è evidentemente in grado di riconoscere una delle caratteristiche fondamentali dell’esistenza: l’unità. Qualsiasi persona incontriamo per la strada, ascoltiamo, o semplicemente osserviamo in televisione o su un monitor del nostro computer, per quanto possa sembrarci distante, separata, distaccata da noi, è comunque parte di noi. E’ uno con noi stessi. Nonostante le apparenze non esiste alcuna separazione fisica fra noi e gli altri. Il vero problema è che non ne siamo consapevoli, alimentiamo un ego il quale cresce con noi, ci identifichiamo sempre più con esso, facciamo di tutto per rafforzarlo fino al punto di arrivare a trattare tutto ciò che è “altro”, come una potenziale minaccia. Qualsiasi cosa è potenzialmente una minaccia alla nostra sicurezza. L’ego è molto abile e cerca di difendersi attaccando tutto e tutti, e così nasce l’atteggiamento violento.

LA VIOLENZA NEL MEZZO RADIOTELEVISIVO
Già dal 1954, anno in cui la RAI inizia a trasmettere regolarmente le prime trasmissioni, il mondo politico italiano si rende conto subito delle enormi potenzialità della televisione, al contrario del mondo intellettuale. La grande preoccupazione sembra quella di educare il pubblico. Assistiamo all’invadenza delle forme pedagogiche all’interno dell’ambito dell’intrattenimento, e anche la fiction, come ogni altro genere televisivo, viene visibilmente influenzata dagli intenti pedagogici. Ma la violenza nel media televisivo fa la sua comparsa più tardi, con l’avvento delle televisioni private intorno al 1975, dove si inizia ad importare fiction di produzione straniera, in particolare di provenienza nord e sudamericana. Negli anni ’70 compaiono in Italia i primi cartoni animati giapponesi, basati sull’archetipo dell’eroe salva mondo e la sua eterna lotta contro il male. La violenza mediatica, in questi anni pare comunque confinata all’ambito dell’intrattenimento. E’ comunque qualcosa di distante dalla realtà contingente e dall’attualità. In Italia i problemi sono altri, inizia a diffondersi la droga e l’insofferenza sociale sfocerà negli anni di piombo, senza dubbio grandi fattori di stress per le masse.

Nel 1984 si ha una grande svolta per quanto riguarda il panorama televisivo italiano. Per la prima volta viene trasmessa la serie televisiva “La Piovra”, in cui viene messa in scena la lotta alla mafia. Uno dei più grandi successi della fiction italiana certamente dovuta all’abilità nell’unire lo stile da telefilm americano all’attualità italiana, la lotta alla cosiddetta criminalità organizzata. L’archetipo dell’eroe del bene assume le fattezze di un commissario che decide di combattere qualcosa molto più grande di lui. Dall’altra parte, il male viene impersonato dal boss mafioso spietato e carismatico. Una delle caratteristiche principali del programma è la serialità, che è caratteristica delle forme narrative per la massa, per cui si crea un’abitudine, un appuntamento fisso all’interno del tempo sociale, che ben presto va a consolidarsi. La piovra raggiunge il suo apice nel 1989: il 20 marzo, quando quasi diciotto milioni di italiani assistono all’assassinio del commissario Cattani.
Da lì in poi, il filone monopolizza di fatto la scena dell’intrattenimento violento. Nel 1985 arriva in Italia il serial di fantascienza Visitors e poco dopo, nel 1989, Hunter, un poliziesco in cui la dose di violenza aumenta considerevolmente rispetto agli altri prodotti di genere analogo, riscuoterà grande successo. Gli anni ’90 segnano un’evoluzione netta nella presenza di violenza come intrattenimento televisivo. Nel 1995 dagli Stati Uniti arriva N.Y.P.D., serie poliziesca durissima che negli Stati Uniti scatena polemiche per la violenza sia verbale che visiva. Nel 1996 entra in scena il “maresciallo Rocca” e giunge in Italia E.R., l’apoteosi della rappresentazione del dolore in forma di dramma medicale.

Dopo l’anno 2000 fino ai giorni nostri accade qualcosa di nuovo e per certi versi inedito. Assistiamo ad un processo di ibridazione. Se prima la fiction rappresentava il paradosso, l’irreale, l’artefatto, ora il divario fra il reale e la fiction va sfumando sempre più, complici anche i drammatici avvenimenti della cronaca. Per citarne uno, i fatti dell’11 settembre. Il reale quindi si ibrida con la fiction in una sorta di tutt’uno in cui la mente fa fatica a distinguere l’uno dall’altro. Non dimentichiamo che il subconscio è molto più ricettivo e performante rispetto alla mente consapevole. Va anche scomparendo l’effetto differita, cioè la rappresentazione sceneggiata di un evento che si è già svolto e concluso nel passato. Ora tutto avviene simultaneamente. La paura simulata e indotta dal mezzo mediatico è la stessa paura che si prova nei confronti del mondo esterno, fuori dalla porta di casa nostra. La violenza simulata in tv è la stessa violenza che potrebbe colpirci nel quotidiano, quando meno ce l’aspettiamo. Se infatti la TV, controllata dal potere, ha lo scopo prevalente, anche se non dichiarato, di plagiare il cervello dei cittadini orientandone i gusti e le preferenze, il plagiato deve innanzitutto essere nella condizione migliore per rendersi aperto alla manipolazione totale. Le tattiche sono:

- induzione dello stress
- accrescimento della frustrazione
- induzione di un senso di paura

Questi fattori rendono la persona desiderosa di staccare la spina, e la persona effettivamente la stacca la spina, ma come? Rilassandosi. Ecco preparata la torta avvelenata. Tonnellate di programmi aiuteranno il cittadino a svuotare la mente ed abbandonare il suo stress, la frustrazione, la paura.

LA CINEMATOGRAFIA VIOLENTA
Le emozioni forti diventano un’esigenza che deve essere soddisfatta, e la TV, o il cinema, inducono un bisogno e poi si occupano di fornire la dose quotidiana di intrattenimento e violenza necessari a soddisfare il bisogno stesso. I film, piuttosto che i programmi televisivi, aiutano a staccare la spina offrendo sensazioni forti a buon mercato che si concretizzano principalmente, per quanto riguarda la cinematografia, in violenza e orrore. Il film horror, nasce come genere all’inizio ‘900, ma ne corso degli anni ‘60 si sposta decisamente verso il genere psicologico. Poco più tardi, dato il crescente interesse del pubblico all'occulto, viene prodotta tutta una serie di pellicole dai toni forti, spesso con contenuti sessuali. Uno dei cambiamenti cruciali degli anni ‘60, per quanto riguarda le sceneggiature, è il cambiamento nel protagonista negativo delle vicende. Nel cinema dell’orrore classico, il mostro era un essere del tutto inumano, o non più umano (pensiamo a Dracula o gli zombie), mentre ora diviene essere umano, a volte in cerca di vendetta, oppure impazzito o assetato di sangue. La paura subisce quindi una trasformazione, cioè non è più nei confronti di ciò che non si conosce, bensì verso qualcuno che si conosce bene, ma di cui non ci si dovrebbe del tutto fidare (il proprio vicino di casa, o addirittura noi stessi). Negli anni ’90, si ha una nuova transizione, non è più la persona conosciuta a seminare il panico in una comunità o in un gruppo più ristretto di personaggi, ma è l’intera società ad essere malata e assassina. Oltre all'umanizzazione di personaggi negativi classici (il conte Vlad) avviene anche una sorta di generalizzazione del male. Il mostro è un uomo, ma questa volta non si è più certi di chi sia esattamente. Chiunque è imputabile e di chiunque è possibile dubitare. E’ la stessa società malata che crea e poi nasconde il mostro. Anche in questo caso, la caratteristica comune con l’horror classico è la forte dualità bene contro il male.

Nell’ultimo decennio la violenza è sempre più esposta, e al di là della rappresentazione del sangue e della morte violenta nasce l’interesse nel mostrare la sofferenza. La morte è quindi solo l'ultima tappa di un lungo e orribile percorso. Molti horror attuali aggiungono un gusto per la sofferenza sia psicologica che fisica, cosa che manca nei decenni precedenti. Inoltre vi è un’ulteriore progressione in quel processo di umanizzazione del mostro iniziato negli anni ’60, arrivando all’idea di un male esteso alla società, prima ancora che al mostro. I personaggi sono calati in una società identica a loro nei metodi e nei comportamenti, anche se con fini diversi. I poliziotti spesso non sono molto differenti dai criminali. E’ la società ad essere un mostro e i criminali non sono che una sua estensione. Il bene, sostanzialmente, non esiste più. Nell’ambito della cinematografia violenta, ma non solo in quell’ambito, potremmo affermare uno dei punti focali della nostra discussione: i mass media non inducono alla violenza, massivamente, ma la utilizzano come strumento per impegnare il cervello in un’attività intensa di creazione di emozioni strumentale sempre e comunque al distacco da un senso critico legato alla realtà che il soggetto vive. D’altra parte ci poniamo però, ancora una volta, il dubbio: siamo sicuri che la violenza messa in scena o ricreata cinematograficamente o attraverso certi videogames non si insinui a poco a poco nel subconscio dello spettatore, al punto da indurre atteggiamenti o comportamenti violenti?

LA VIOLENZA NELL’INFORMAZIONE DI MASSA
L’impressione che abbiamo è che ciò di cui ci siamo nutriti nel corso dei decenni scorsi abbia formato e condizionato profondamente il gusto e le scelte di consumo delle ultime generazioni. La violenza diventa spesso il linguaggio dell’informazione che i mass media ci propongono. La violenza nei toni e nei metodi approda nei dibattiti televisivi. La sofferenza prima relegata alla cinematografia entra oggi negli studi televisivi grazie alla tv del dolore. I risvolti sociologici possono essere numerosi. Possiamo citare anche le torture di abu-ghraib, o l'esposizione ostentata dei video con le uccisioni che vedevano protagonisti alcuni fondamentalisti islamici. Oggi, nel 2011, a che serve e a chi giova tutta questa violenza mediatica?

L’ARTE DI COSTRUIRE UNA MINACCIA
Il sociologo Zygmunt Bauman afferma: "La paura è un capitale voluminoso per i mass-media." Ma la paura potrebbe anche essere definita come l’aspettativa di una potenziale violenza. E quest’ultima, a sua volta, richiede necessariamente l’esistenza di una minaccia. Oggi la minaccia (presunta) è l’altro, il vicino, il diverso, la malattia, il virus; è il terrorista, è il mafioso, oppure ciò che ci è ignoto. Come abbiamo già visto, i media nel corso dei decenni hanno trattato ampiamente le principali minacce. Dunque, il modo più efficace per creare paura è quello di creare una minaccia, stabilire un nemico, un obiettivo e costruirvi sopra una rappresentazione di violenza. Una volta parlavamo con gli sconosciuti e confidavamo nelle loro buone intenzioni. Oggi sono tutti potenziali predatori. I bambini hanno bisogno di un cellulare in tasca e vivono nella paura di essere rapiti dal mostro di turno. Siamo ormai una società educata e basata sulla violenza e sulla paura, e questa ossessione si è insinuata in ogni aspetto della nostra vita, compresi i passatempi. Siamo seduti al cinema o davanti alla tv con gli occhi sbarrati mentre seguiamo le macchinazioni di un serial killer o qualche altro malcapitato mentre viene decapitato da una motosega. Senza soluzione di continuità parte l’aggiornamento del notiziario che ci ricorda di preoccuparci per questa o quella catastrofe in arrivo. L’informazione nei mass-media oggi è estremamente pervasiva. Tra l’altro non dobbiamo dimenticare che qualsiasi comunicazione prodotta dalla televisione o dagli altri media mainstream (cioè le grandi ‘testate’), per sua natura parte col piede sbagliato perché è monodirezionale e prevede che i due interlocutori, colui che trasmette e colui che riceve, siano entrambi convinti che il primo ne sa più del secondo. Parlando di carta stampata, questa è una premessa che regge esclusivamente sul prestigio della testata pubblicante (prestigio che si trasmette in automatico alla firma) e che i lettori – checché ne dicano - accettano in toto ed incondizionatamente.

UN CIRCOLO VIZIOSO
La televisione ritrae senz’altro scene di violenza dalla realtà, ma ne stimola anche, a sua volta, lo sviluppo, sia attraverso la semplice diffusione di scene di violenza tratte dalla vita reale, che attraverso la creazione di scene di violenza immaginarie e virtuali. D'altronde, anche la sola scelta di quale aspetto della realtà si desidera che venga focalizzato, fa in un certo senso da zoom ad effetto moltiplicatore dell'aspetto stesso, poiché, estrapolando un frammento di realtà, si tralascia di conseguenza tutto il resto. Dunque, ogni focalizzazione è uno stimolo per quegli aspetti della vita e per quei valori che vengono focalizzati. Ma i nostri occhi e il nostro cervello non fanno lo stesso? Se assistiamo costantemente a scene di violenza, non ne siamo comunque condizionati e molto spesso portati a emularle? Vogliamo anche soffermarci su un’altra questione importante, che riguarda la veridicità dello strumento televisivo. La parola stessa, tele-visione, credo che sia tradotta letteralmente in quasi tutte le lingue (es. fern-sehen in tedesco) e significa, letteralmente, guardare lontano. Come se la televisione fosse, cioè, una sorta di cannocchiale sul mondo. Che ci permette quindi di vedere realtà a noi remote pur rimanendo seduti comodamente in pantofole in poltrona. Ma siamo proprio sicuri che la televisione ci porti a vedere realtà a noi lontane e che sia quindi uno strumento per conoscere realtà distanti? O, piuttosto, è la televisione a portare noi, che la guardiamo, nel suo mondo?

Effettivamente, la televisione, cambiando continuamente forma e apparenza, sembrerebbe rispondere sempre ai nostri desideri e alla nostra fame di piacere visuale. D’altra parte, sembra che non faccia altro che proiettarci nel suo mondo, un mondo artefatto. Apparentemente siamo sempre noi a decidere e a detenerne il controllo, poiché abbiamo il telecomando in mano. Ma nella sostanza, perdiamo sempre, un po’ alla volta, la nostra identità mentre identificandoci sempre più in ciò che viene trasmesso, ne diventiamo condizionati a livello emotivo. Infatti, se non la guardiamo con una certa regolarità, secondo le nostre abitudini, avvertiamo una sensazione di mancanza di qualcosa. Quel "qualcosa" che sembra mancare è in realtà una piccolissima crisi d'astinenza che sperimentiamo: un po' come la mancanza del fiasco di vino per l'alcolizzato. Siamo diventati schiavi senza nemmeno accorgercene. E, per di più, per nostra libera scelta. E come se non bastasse, spesso siamo pronti a pagare per l’acquisto di nuovi servizi televisivi e nuovi programmi tali da darci più piacere. Sicuramente un circolo vizioso tra violenza reale ad esposizione alla violenza tramite mass media esiste, ma la televisione, essendo pensata a scopo di lucro, non fa altro che rispondere ad una domanda (come per il mercato). Oggi, non tutte le proposte televisive vengono accettate dal pubblico, probabilmente soltanto quelle che soddisfano una necessità, più o meno indotta. Il cittadino ha bisogno di incollarsi al telegiornale quando si parla di dolore altrui, e più la notizia è invadente e drammatica più avrà successo tra gli spettatori.

La domanda ricorrente è: perché? cosa cerchiamo? (che poi è la stessa riflessione che faremmo pensando ai film dell'orrore ed alla loro diffusione). Una risposta definitiva non esiste. Possiamo prendere atto che un certo tipo di prodotto ci piace, lo consumiamo, ma al contempo spingerci oltre con lo sguardo cercando di diventare consapevoli delle meccaniche psicologiche e sociologiche che hanno causato e determinato il grande problema della violenza reale e nei mass-media. Forse il discorso è diverso quando lo spettatore è un bambino. Non che egli abbia la testa vuota, ma sicuramente dispone di una mente non ancora contaminata, che forse non è il caso di riempire a suon di arancia meccanica. Da qui l’importanza di un’educazione consapevole, che spesso, come opzione possibile, può passare attraverso una chiusura temporanea del rubinetto mass-mediatico, per dedicarsi ad altre attività più ispiranti anche se meno battute dalla massa. Oggi, certa realtà supera ampiamente la fantasia, in quanto a violenza, e il comportamento reale spesso non trae più ispirazione dalla televisione, ma si spinge ben oltre, purtroppo.

UNA POSSIBILE SOLUZIONE AL PROBLEMA
Quantunque questi elementi di condizionamento possano ormai essere entrati nel nostro dna e riaffiorino quando meno ce l'aspettiamo, dovremmo molto probabilmente imparare a controllarli e a sviluppare interessi alternativi. A riflettere, ad esempio, su temi importanti. Ad osservare senza fretta qualsiasi cosa, anche le più banali. Magari un albero, il mare, il tramonto o un uccello che vola. Se viviamo in un Universo vibrazionale, se tutto vibra e con-vibra, certamente le suggestioni di violenza, crimini, ruberie e furbizie per aggirare i controlli e i sistemi possono entrare dentro le menti. Le menti fragili. Ma come costruire una mente e un sé stabile e centrato? Come fare in modo che queste vibrazioni non penetrino e non provochino disturbi o, peggio, istigazione a delinquere?

Ognuno di noi è mente singola ma è anche parte di una mente collettiva. Jung la chiamava inconscio collettivo, e tutti vi siamo immersi. Ciascuno di noi può lavorare su di sé e raggiungere un equilibrio, senza dubbio attraverso le prove dell'esistenza, sia attraverso la soluzione di conflitti esterni ed interni, attraverso un raggiungimento di un equilibrio psico-fisico che la famiglia ed educatori equilibrati potranno indicare come via percorribile. Ma nessuno crediamo possa impedire ad un altro individuo di fare le esperienze che gli servono! Tenere sotto una campana di vetro le farfalle le farà impazzire per il desiderio che hanno di volare e di conoscere spazi e fiori, ed altri elementi della Natura. Forse bisognerebbe favorire l'auto analisi, la comprensione che il mondo esterno non è altro che il riflesso del nostro interno! Allora colui che è equilibrato riuscirà a comprendere che le piazzate di certi talk-show fanno parte di noi e sono le nostre parti che si aggrediscono a vicenda, perché squilibrate. Tutto è uno spettacolo messo in scena perché possiamo smetterla di farci creare dai mass media e dalla loro violenza, e assumerci finalmente la piena responsabilità della nostra vita, per fare scelte di vita diverse che ci aiutino a equilibrare istinti, sentimenti, pensieri, emozioni per vivere al meglio. Certo, se la televisione fosse più equilibrata e condotta con saggezza potrebbe alternare il bene e il male, e mostrare come essi possano essere considerati parte di un Tao, e quindi come tutto quello che è squilibrato fuori debba tornare in equilibrio dentro, per poter essere tutti individui sereni e felici, e che non hanno bisogno di aggredirsi per convivere, ma possono benissimo, con humour e tolleranza, e senza aggressività, osservare a distanza il mondo esterno cercando di migliorare il proprio mondo interno.

Il problema delle masse è che si lasciano suggestionare più da messaggi che li illudono che la felicità sia il risultato di acquisti, oggetti di lusso, il superfluo presentato come necessità. L’educazione, la filosofia, la psicologia, la spiritualità, i grandi insegnamenti spiegati in maniera semplice alle masse potrebbero costituire un grande cambiamento. Ma il cambiamento di coscienza avverrà comunque, perché ormai la comunicazione in rete sta superando i mass media unidirezionali. Inoltre, organizzare dei periodi di oscuramento consapevole dell'in-formazione ed invitare la gente a maggiori scambi interpersonali tramite eventi di piazza, concerti, notti bianche, musica, arte, ed altre iniziative, potrebbe ulteriormente essere di grande aiuto.

LABORATORIO DELLE IDEE DI ECV, a cura di Luca Caristina

 

Tecniche Di Disinformazione: Una Guida Ai Metodi Più Utilizzati Per Ingannare, Mentire E Spargere Notizie False

Cos'è la disinformazione? In che modo i media riescono ad ingannare e mentire? Come possiamo fare tu ed io per riconoscere le fonti fuorvianti? In questa guida H.Michael Sweeney svela le tecniche di disinformazione più efficaci per aiutarti ad individuare le mezze verità.

La disinformazione è un'informazione falsa o inesatta che viene diffusa deliberatamente. Certe volte viene chiamata anche con il sinonimo di Black propaganda. Può includere la distribuzione di documenti, manoscritti e fotografie falsificate, o la diffusione di pettegolezzi maliziosi e informazioni costruite a tavolino. La disinformazione non va invece confusa con l'informazione falsa o inaccurata in modo non intenzionale. (fonte Wikipedia)

La disinformazione viene realizzata in vari modi. Ecco alcuni esempi:

* Una notizia di cronaca potenzialmente pericolosa può essere ignorata dai mass media. La maggior parte delle persone crede che qualcosa che non è stato riportato dai media semplicemente non esista.
* Una notizia di cronaca può essere presentata come un' "accusa priva di fondamento", specialmente da qualcuno che ha autorità. Le persone che godono di largo consenso o ricoprono posizioni importanti in politica, economia o in ambito militare possono fare leva sulla loro reputazione per etichettare un fatto come falso e ridicolo.
* Una copertura massiccia da parte dei media di un evento importante può creare una distrazione sufficiente per deviare l'attenzione della gente da un problema vero.
* Una diceria che non viene né smentita né confermata può generare confusione e dubbi in un pubblico vasto.
* Un individuo o un gruppo di persone possono essere costrette o pagate per fornire informazioni false che danno vita a false notizie di cronaca.

Adesso che ti ho presentato alcuni esempi di come funziona la disinformazione, lascia che condivida con te qualche consiglio pratico per proteggerti dall'informazione fuorviante:

* Chiedi: poniti sempre molte domande quando senti una notizia di cronaca. Da dove viene la notizia? E' una fonte affidabile? C'è qualcun altro che ha riportato la stessa storia? Metti in dubbio ogni cosa e non dare nulla per scontato.
* Verifica: cerca sul Web o parla con i tuoi amici e familiari di ogni notizia proveniente dai media. Potresti scoprire informazioni importanti che ti mostrino l'intera vicenda sotto una luce differente.
* Mantieni la tua posizione: non sottostimare mai le tue opinioni e non farti intimorire dall'autorità. Diffida delle "persone che sanno" che gettano sul tavolo le loro credenziali. Tutti hanno lo stesso livello di credibilità finché non dimostrano di essere degni di fiducia.
* Indaga: Fai molta attenzione alle notizie considerate troppo complesse da risolvere. Probabilmente non è stata fatta nessuna analisi della vicenda e tu stai utilizzando informazioni che non sono state verificate né approfondite.
* Focalizza: Non provare a dividere la tua attenzione su diverse notizie di cronaca. Scegline una e resta su quella. Poi passa oltre. C'è sempre una notizia più importante che richiama la tua attenzione che può distrarti dalla tua indagine.

Questi qui sopra sono solo alcuni esempi per aiutarti a pensare in modo diverso e sviluppare un atteggiamento critico verso le notizie che senti ogni giorno. Nell'articolo di
H. Michael Sweeney che stai per leggere, troverai una bella lista di tattiche che gli artisti della disinformazione usano per ingannare, farti accettare le menzogne e inventare di sana pianta notizie di cronaca.

Per quelli di voi che non hanno mai sentito parlare di Mr. Sweeney, lui è un esperto di disinformazione e un autore di libri. Inoltre gestisce il sito The Professional Paranoid che rappresenta una valida fonte per trovare materiale relativo alla sicurezza sul Web e alle questioni di privacy personale.

Ecco la guida di H. Michael Sweeney sui metodi di disinformazione più efficaci.

Venticinque Modi di Sopprimere la Verità: le Regole Della Disinformazione

di
H. Michael Sweeney

Basato su Tredici Tecniche per la Soppressione Della Verità di David Martin, il seguente articolo può essere utile per introdurre nel mondo del confronto con le verità nascoste e le mezze verità, e la soppressione della verità quando crimini gravi vengono analizzati nei forum pubblici. Questo, tristemente, coinvolge ogni giorno i media, che sono fra i peggiori responsabili come fonti di disinformazione.

Laddove il crimine comporta una cospirazione, o una cospirazione per nascondere un crimine, ci sarà invariabilmente una campagna di disinformazione lanciata contro quelli che cercano di scoprire e mostrare la verità e/o la cospirazione.

Ci sono tattiche precise che i maestri della disinformazione tendono ad applicare, come viene rivelato in questo articolo.

Più una determinata parte rispecchia tali caratteristiche ed è colpevole di seguire le regole, più è probabile che si tratti di professionisti della disinformazione con uno specifico motivo.

La gente può essere comprata, intimorita, o ricattata allo scopo di diffondere disinformazione, così anche le "persone perbene" possono essere sospette in molti casi.

Una persona razionale coinvolta nella ricerca della verità valuterà quella catena di prove e concluderà o che i collegamenti sono solidi e decisivi, che uno o più passaggi sono deboli e necessitano di ulteriori accertamenti prima che si possa arrivare ad una conclusione, o che uno o più collegamenti possono essere rotti, di solito invalidando (ma non necessariamente, se già esistono o possono essere trovati collegamenti paralleli, o se un particolare collegamento rafforzava solamente la tesi, ma non si trattava di un passaggio chiave) il ragionamento. Il gioco si basa sul sollevare questioni che rafforzino o che indeboliscano (preferibilmente fino al punto di rottura) questi collegamenti.

E' compito di un maestro della disinformazione interferire con queste valutazioni...Quantomeno per indurre le persone a pensare che i collegamenti siano deboli o spezzati quando, in realtà, non lo sono... O proporre soluzioni alternative che portino lontano dalla verità.

Spesso, semplicemente incalzando e rallentando il processo attraverso tattiche di disinformazione, un livello di vittoria è assicurato perché l'apatia cresce con il tempo e con la retorica.

Sembrerebbe vero in quasi ogni caso, che se qualcuno non riesce a spezzare la catena delle prove per una soluzione certa, la rivelazione della verità ha trionfato.

Se la catena viene spezzata o si deve creare un nuovo collegamento, o una nuova catena per intero, o la soluzione non è valida e se ne deve trovare un'altra...Ma la verità trionfa anche in questo caso.

Non deve vergognarsi chi ha proposto o sostenuto una soluzione, una catena o un collegamento sbagliato, se lo ha fatto in buona fede cercando la verità. Questo è l'approccio razionale.

Eludi la Catena Delle Prove

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Sebbene sia comprensibile che una persona possa venir coinvolta emotivamente da un particolare aspetto di un determinato problema, è veramente irrilevante chi vince, purché vinca la verità. Ma i maestri della disinformazione cercano sempre di spingere sull'aspetto emotivo e sanzionare ogni insuccesso (vero, falso o presunto) e tentano sempre tramite l'intimidazione di impedire la discussione in generale.

E' l'artista della disinformazione e coloro che ne possono tirare le fila (coloro che hanno maggiormente da temere dalla scoperta del crimine) a DOVER cercare di evitare che l'analisi precisa e razionale delle prove possa condurre a loro.
Siccome i fatti e la verità raramente cadono spontaneamente, devono essere sopraffatti con menzogne e inganni.

I professionisti nell'arte della menzogna e dell'inganno, come i servizi segreti e i criminali professionisti (che spesso sono le stesse persone o perlomeno collaborano), tendono ad applicare strumenti ben precisi ed osservabili in questo processo. Comunque, il pubblico in larga parte non è adeguatamente attrezzato per fronteggiare tali armi, e spesso viene facilmente traviato da queste tattiche collaudate nel tempo.

Clamorosamente, neppure i media e le forze dell'ordine SONO STATI ADDESTRATI a fronteggiare questi problemi. Per la maggior parte, solo i giocatori capiscono le regole del gioco.

Per tali maestri della disinformazione, l'obiettivo principale è quello di evitare che si discuta dei collegamenti nella catena delle prove che non possono essere spezzati dalla verità, ma invece usare sempre abili inganni o menzogne per far sembrare determinati collegamenti più deboli di quello che sono in realtà, creare l'illusione di una rottura, o ancora meglio, provocare qualcosa che possa distrarre in ogni modo quelli che stanno indagando sulla serie di eventi, incluso il metodo di mettere in dubbio le credenziali di chi presenta il caso.

Un Fatto è un Fatto

E' necessario capire che un fatto è un fatto, indipendentemente dalla fonte. Ugualmente la verità è verità, indipendentemente dalla fonte. Questo è il motivo per cui i criminali possono testimoniare contro altri criminali.

Laddove può esistere realmente un motivo per mentire, solo la prova concreta che la testimonianza stessa sia falsa la rende completamente nulla.

La testimonianza di un noto bugiardo che sta in piedi senza un fatto che la confermi, certamente può avere valore discutibile, ma se la testimonianza (discussione) è basata su fatti verificabili o altrimenti dimostrabili, non importa cosa fa chi la presenta o quali motivi abbia per farlo, o se ha mentito in passato o anche se abbia dei motivi per mentire in questa situazione - i fatti o i collegamenti potrebbero e dovrebbero stare in piedi o cadere per merito loro e il loro ruolo nella questione sarà semplicemente di supporto.

Inoltre, particolarmente a proposito di forum pubblici come lettere alle redazioni dei giornali, chat su Internet e newsgroup, il maestro della disinformazione svolge un ruolo molto importante.

In questi forum, i principali argomenti di discussione sono generalmente dei tentativi da parte dei singoli di attrarre l'attenzione di altre persone sulle loro particolari posizioni, idee, o soluzioni - fenomeno molto diffuso al momento.

Le persone spesso usano certi mezzi di comunicazione come cassa di risonanza per le proprie idee e nella speranza di trovare spunti per sviluppare meglio le proprie opinioni.

Laddove vi sono opinioni critiche nei confronti del governo o di poteri forti (specialmente se l'argomento è la loro azione criminale) l'artista della disinformazione ha anche un altro ruolo - quello di troncarle sul nascere.

Essi cercano inoltre di far apparire l'opinione, chi la propone e i suoi sostenitori come privi di credibilità, nel caso in cui dai loro primi successi dovessero derivare eventuali futuri dibattiti in ambienti pubblici.

Spesso puoi riconoscere i professionisti della disinformazione al lavoro per mezzo dell'applicazione meticolosa di "standard più alti" di discussione di quelli richiesti dalla necessità

Essi chiederanno che quelli che presentano gli argomenti o i concetti registrino ogni cosa con lo stesso livello di competenza di un professore, un ricercatore o un giornalista investigativo. In caso contrario ogni discussione, dal loro punto di vista, diventa inutile ed indegna e chiunque dissente è ovviamente uno stupido - e di solito la mettono proprio in questi termini.

Così, quando leggi certe discussioni, in modo particolare nei newsgroup su Internet, decidi per conto tuo quando viene sviluppato un ragionamento razionale e quando sono strumento di disinformazione,
operazioni psicologiche o inganni. Accusa liberamente i responsabili nel secondo caso.

Essi (sia quelli che stanno deliberatamente cercando di portarti fuori strada, sia quelli che sono semplicemente stupidi o malconsigliati) di solito se la danno a gambe di fronte all'evidenza, o in altre parole, o si nascondono o tacciono (un esito perfettamente accettabile in un modo o nell'altro, dato che l'obiettivo è la verità.)

Venticinque Regole Della Disinformazione

Ecco qui i venticinque metodi, alcuni di questi non si applicano direttamente alle applicazioni per i
newsgroup. Ognuno contiene un esempio semplice in forma di (qualcuno parafrasato per semplicità) commenti reali dai Newsgroup su eventi storici comunemente noti, e una replica corretta.

Le accuse non dovrebbero essere abusate - tienile in serbo per i colpevoli recidivi e per quelli che usano tattiche multiple.

Le repliche dovrebbero evitare di cadere nelle trappole dell'emozione o deviare dalle informazioni, a meno che non si tema che qualche osservatore venga facilmente distratto dall'inganno.

Elusione

Non Vedo, Non Sento, Non Parlo

Indipendentemente da quello che sai, non parlarne - specialmente se sei un personaggio pubblico, un conduttore televisivo, ecc. Se non viene riportato, non è accaduto, e tu non devi mai affrontare il problema.

Diventa Incredulo e Indignato

Evita di discutere questioni chiave e invece concentrati su problemi marginali che possano essere usati per dimostrare come l'argomento di altri gruppi o temi altrimenti ritenuto sacrosanto sia diventato invece criticabile. Questa è conosciuta anche come la mossa del "Come ti permetti!".

Inventa Persone Che Diffondono Pettegolezzi

Evita di discutere problemi descrivendo tutte le accuse, non considerare il luogo o le prove, liquidali come semplici pettegolezzi e accuse fantasiose. Altri termini sprezzanti incompatibili con la verità possono andare comunque bene. Questo metodo funziona particolarmente bene con una stampa imbavagliata, perché l'unico modo in cui il pubblico può venire a conoscenza dei fatti è attraverso "dicerie discutibili".

Se puoi associare il materiale con Internet, sfrutta questo fatto per dichiarare che si tratta di un "pettegolezzo infondato" proveniente da un "gruppo di ragazzini su Internet" che non può avere nessun fondamento su fatti concreti.

La Logica di Alice Nel Paese Delle Meraviglie

Evita la discussione dei problemi ragionando a ritroso o con un'apparente logica deduttiva che tralasci ogni fatto concreto.

Confondi

Invoca l'Autorità

Reclama autorità per te stesso o chiama in causa qualcuno che abbia autorità e presenta la tua tesi con "linguaggio tecnico" e "sottigliezze" sufficienti per mostrare che sei "uno che sa", e dì semplicemente che le cose non stanno così senza discutere i problemi nel merito o dimostrando concretamente il perché o citando fonti.

Fai Finta di Non Sapere

Non preoccuparti di fornire prove o argomenti logici, evita di discutere i problemi tranne che con la negazione che tali questioni abbiano qualche credibilità, qualche scopo, forniscano qualche prova, contengano o diano un senso, abbiano una logica. Mescola bene per il massimo effetto.

Gli Enigmi Non Hanno Soluzioni

Facendo riferimento all'insieme di scenari che circondano il crimine ed al gran numero di protagonisti e di eventi, traccia un quadro della questione tale da farla apparire troppo complessa da risolvere. Questo fa sì che quelli che altrimenti seguirebbero la questione inizino a disinteressarsene più rapidamente senza aver affrontato concretamente il problema.

Cambia il Soggetto

Solitamente in connessione con una delle altre tattiche elencate qui, trova un modo di deviare la discussione con commenti caustici o controversi nella speranza di spostare l'attenzione su un argomento nuovo e più gestibile. Questa tecnica funziona particolarmente bene con complici che riescano a "litigare" con te sul nuovo argomento e polarizzare lo spazio di discussione con lo scopo di evitare che si affrontino problemi chiave.

Ignora le Prove Presentate, Chiedi Prove Impossibili

Questa è forse una variante della regola "Fai finta di non sapere". Senza tener conto del materiale presentato da un antagonista nei forum pubblici, dichiara che il materiale fornito è irrilevante e richiedi prove impossibili da ottenere per l'avversario (possono esistere ma non essere a sua disposizione, o può trattarsi di qualcosa che, si sa con certezza, è andata distrutta o è nascosta in luogo sicuro, come per esempio l'arma di un delitto.)

Allo scopo di evitare completamente di discutere dei problemi, potrebbe essere necessario che tu debba criticare e negare che i media e libri siano fonti attendibili, negare che i testimoni siano degni di fiducia, o anche negare che dichiarazioni fatte dal governo o altre autorità abbiano qualche significato o rilevanza.

Crea Distrazioni Più Grandi

Per distogliere l'attenzione da problemi delicati, o per prevenire coperture mediatiche indesiderate di eventi inarrestabili come i processi, crea notizie di cronaca più importanti (o presentale come se lo fossero) per distrarre la gente.

Attacca

Utilizza un Fantoccio

Trova o crea un elemento credibile della tesi dei tuoi avversari che puoi facilmente abbattere per farti sembrare dalla parte della ragione e mettere in cattiva luce l'avversario.
Oppure tira fuori una questione della quale puoi con sicurezza insinuare l'esistenza basata sulla tua interpretazione dell'avversario / degli argomenti dell'avversario / della situazione, oppure seleziona l'aspetto più debole delle accuse più deboli. Amplifica il loro significato e distruggile in un modo che sembri ridicolizzare, allo stesso modo, tutte le accuse reali e costruite, evitando inoltre che la discussione si sposti effettivamente su problemi concreti.

Distrai Gli Avversari con Insulti e Ridicolizzandoli

Questa è conosciuta anche come la tattica fondamentale "attacca il messaggero", anche se altri metodi si qualificano come varianti di quell'approccio.

Associa gli avversari a titoli impopolari come "pazzi", "conservatori", "liberali", "di sinistra", "terroristi", "fanatici della cospirazione", "radicali", "fascisti", "razzisti", "fanatici religiosi", "maniaci sessuali" e così via. Questo spinge gli altri a ritirarsi dal sostenerli per paura di venire etichettati allo stesso modo, e tu eviti di confrontarti con i problemi.

Colpisci e Scappa

In ogni
forum pubblico, fai un breve attacco ai tuoi avversari o alla posizione avversa e poi scappa via prima di ricevere una risposta, o semplicemente ignora ogni risposta. Questa tattica funziona benissimo su Internet e nelle lettere alle redazioni dove un flusso regolare di nuove identità può essere utilizzato senza dover spiegare critiche, ragionamenti - semplicemente lanciando accuse o altri attacchi, senza mai discutere problemi, e senza mai rispondere ad ogni replica successiva, perché quello darebbe dignità al punto di vista degli avversari.

Associa le Accuse Degli Avversari Con Vecchi Avvenimenti

Una tattica derivata da quella del fantoccio - di solito, in qualunque situazione dove si abbia grande visibilità, qualcuno all'inizio farà accuse sulle quali si può discutere o si è già probabilmente discusso - un tipo di investimento per il futuro qualora la situazione non fosse facilmente controllabile.

Dove puoi prevederlo, crea un problema fantoccio e trattalo come una parte contingente del piano iniziale.

Le accuse successive, indipendentemente dalla loro validità o dalla scoperta di nuovi elementi, possono poi di solito essere associate con l'accusa originale e liquidate come un rimaneggiamento della stessa senza bisogno di affrontare problemi attuali - ancora meglio se l'avversario è, o è stato coinvolto, con la fonte originale.

Richiedi Soluzioni Complete

Evita le questioni chiedendo agli avversari di risolvere totalmente il problema, tale strategia funziona meglio trattando temi del tipo “Associa alle accuse agli avversari vecchie notizie”.

Impressiona, Contrasta e Pungola Gli Avversari

Se non puoi fare nient'altro, rimprovera e schernisci i tuoi avversari e trascinali a risposte emotive che tenderanno a farli sembrare stupidi ed eccessivamente motivati, e generalmente rendono il loro materiale in qualche modo meno coerente.

Non solo eviterai di dover discutere i problemi in prima istanza, ma inoltre se la loro risposta emotiva riguarda la questione, puoi evitare ulteriormente i problemi focalizzandoti su quanto"siano suscettibili alle critiche".

Falsifica

Metti in Dubbio le Ragioni

Distorci o amplifica ogni fatto che può essere utilizzato per insinuare che l'avversario agisce in base a secondi fini nascosti o altre faziosità. Questo evita che si discuta dei problemi e costringe l'avversario sulla difensiva.

Crea e Fai Affidamento su Una Via d'Uscita

Utilizzando un aspetto o un elemento secondario del problema, segui la "retta via" e "confessa" con candore che qualche errore in buona fede, col senno del poi, è stato commesso - ma gli avversari hanno preso la palla al balzo per ingrandirlo in modo esagerato ed insinuare il dubbio di un reato più grave, solo che "non è così". Altri in seguito possono rafforzare questa tesi a nome tuo, ed anche chiedere pubblicamente che "si ponga fine alle dicerie" perché tu hai già "fatto la cosa giusta".

Eseguita in modo corretto, questa tattica può farti ottenere comprensione e rispetto per aver "detto la verità" e "confessato" i tuoi errori senza dover affrontare problemi più seri.

Adatta i Fatti a Conclusioni Alternative

Questo richiede di pensare in modo creativo a meno che il crimine non sia stato pianificato con idonee previsioni dei possibili sviluppi.

Crea Prove False

Dove possibile, presenta fatti nuovi o indizi progettati e creati per essere in contrasto con quelli presentati dagli avversari - come strumenti utili per neutralizzare problemi delicati o impedirne la soluzione. Questo funziona meglio quando il crimine è stato progettato tenendo conto delle peculiarità adatte allo scopo, e i fatti non possono essere separati facilmente dalle menzogne.

Costruisci Una Nuova Verità

Crea il tuo esperto/i, gruppo/i, Autore/i, leader/s, o condiziona qualcuno già esistente disposto a forgiare una nuova verità tramite ricerche scientifiche, investigative o sociali o una testimonianza che si concluda a tuo favore. In questo modo, se devi effettivamente affrontare i problemi, puoi farlo con autorevolezza.

Nascondi le Prove

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Fai Sparire Prove e Testimonianze

Se non esiste, non è un fatto e tu non dovrai affrontare il problema.

Fai Appello a un Grand Jury, a un Procuratore Speciale, o ad un Altro Corpo Investigativo Autorizzato

Sovverti (il processo) a tuo favore e neutralizza efficacemente tutti i problemi più delicati senza una discussione aperta.

E' necessario che le prove e le testimonianze, se trattate correttamente, restino segrete una volta raccolte. Per esempio, se controlli il procuratore, questo può assicurarti che il Grand Jury non prenderà in esame le prove più utili ed anche il loro occultamento in modo che non siano disponibili per gli investigatori.

Una volta che hai ottenuto un verdetto favorevole, la questione può essere considerata ufficialmente chiusa. Di solito questa tecnica è applicata per far assolvere un colpevole, ma può essere utilizzata anche per acquisire accuse quando si cerca di incastrare un innocente.

Fai Tacere i Critici

Se i metodi più sopra non funzionano, valuta la possibilità di togliere gli avversari dalla circolazione con qualche soluzione definitiva in modo che non ci sia più bisogno di affrontare i problemi. Questa soluzione può essere la loro morte, l'arresto e la detenzione, il ricatto o la rovina della loro reputazione con la diffusione di informazioni compromettenti, o semplicemente puoi distruggerli dal punto di vista finanziario, psicologico o danneggiare gravemente la loro salute.

Sparisci

Se custodisci segreti chiave o sei comunque al corrente di dettagli non noti e pensi che il calore stia diventando insopportabile, per evitare guai, esci dalla cucina.

Informazioni sull'autore

H. Michael Sweeney è un autore, editore e consulente specializzato in crimini dei servizi segreti, in tutela della privacy e sicurezza. Meglio conosciuto per Professional Paranoid una collana di saggistica su questi argomenti, ha anche pubblicato Fatal Rebirth, una serie di romanzi in quattro volumi che esamina i legami fra terrorismo e i fantasmi apparentemente casuali del passato politico americano. Michael Sweeney scrive su Proparanoid.net.

FONTE: LINK

LO SPIRITO DEL CREDULONE SPIEGATO
9 agosto 2011
Menzogne globali

Tenuto conto delle innumerevoli “insalate di notizie” prodotte dalle autorità ufficiali, è stupefacente vedere come ancora tante persone si bevono tutto quello che dicono le “fonti ufficiali”. Tutto ciò pone diversi interrogativi sul meccanismo del loro cervello: com’è possibile che qualcuno possa ingoiare gli imbonimenti ufficiali in maniera così naïve e consumata, senza nemmeno porsi delle domande di buon senso sulla gravità e sulla fattibilità?

Si scopre che queste persone, “i Candidi”, derivano da quello che io chiamo le menti ingenue (o credulone). Si tratta di un malfunzionamento del processo mentale, che mantiene informazioni in base alla loro fonte più plausibile. Queste persone tendono ad avere assoluta fiducia nei governi, nelle istituzioni, nei mass media, nei medici, negli scenziati o in qualsiasi altra persona che indossi l’uniforme dell’autorità apparente.

Se una normale persona intelligente si pone ragionevoli domande su qualsiasi notizia da qualsiasi fonte, Candido accetta incondizionatamente tutte le infomazioni proveninenti da fonti che hanno una funzione di autorità apparente nella società.

Il governo non mente mai

Ma come funziona la sua testa? E’ un processo affascinante. Candido pensa che il governo o le istituzioni e i medici possano mentire, ma crede che scelgano di non farlo, anche se questo potrebbe servire ai loro interessi.

Seguite attentamente perché questa è la parte affascinante. Candido pensa effettivamente che, anche se un rappresentate del governo può romanzare su qualche cosa, mai lo farebbe veramente. E perché? Perchè in fin dei conti Candido stima che i governi, le istituzioni, i mass media, operino in funzione di un codice d’onore. Per questo anche se è nell’interesse del nostro governo di tradirci, questo non avverrà mai, perché viola il codice d’onore immaginario.

L’ingenuo estremista

Ecco perché Candido crede che i grandi media dicano sempre la verità. Egli pensa che essi siano in possesso di un’etica o “senso dell’onore” e che questo li obblighi a dire sempre la verità senza mai manipolare l’informazione per progettare il male.

Naturalmente, questa visione del mondo è ridicolamente stupida. Eppure è il cuore del sistema di credenze di almeno la metà della popolazione. La metà crede a tutto quello che le raccontano i governi, i media o i rappresentati di una data autorità.

E’ interessante notare come la persona ingenua lo sia ben profondamente, perché egli non ammetterà mai la sua “ingenuità”. Egli pensa di agire come una mente razionale. In realtà non è altro che “cecità”. Questo falso spirito razionale pensa di comportarsi come un “filtro critico” sulle inforamazioni in entrata. In relatà il falso spirito razionale è una ramificazione del “filtro automatico” il quale elimina tutta l’informazione che va in conflitto con tutto quello che si beve dalle fonti ufficiali.

Ecco la chiave per capire Candido:
non è la qualità delle informazioni che è importante, ma la sua conferma da fonti ufficiali, è questo che la rende reale agli occhi di Candido.

Il coniglio di Pasqua ha puffato Bin Laden!

Supponiamo per esempio che un grande giornalista italiano, Mario Credulone, si imbatte su qualcosa che racconta che il coniglio di Pasqua ha ucciso Osama Bin Laden. L’articolo dice che delle uova colorate sono state trovate vicino al corpo di Bin Laden e che delle piume siano rimaste sul luogo a dimostrazione del fatto che il coniglio di Pasqua era li.
[* Nota del traduttore: il grande giornalista italiano è una tautologia. In genere gli scettici sono disoccupati o morti]

In questo caso, una persona intelligente dalla mente razionale si porrebbe molte domande a riguardo. Per iniziare, un coniglio non ha piume. Inoltre, il coniglietto di Pasqua è un lavoro di finzione. E ancora, come ha fatto ‘sto benedetto coniglio, a uccidere Osama? Dopo aver trovato i difetti nella storia, ogni persona intelligente sarebbe costretta a concludere che trattasi di una montatura (o complotto). L’unica conclusione logica che ne trarrebbe è che il governo mente.

Candido, invece, non si sarebbe chiesto se un coniglio ha le piume, o se il coniglietto di Pasqua può portare a termine un raid militare. La prima cosa che farà Candido sarà verificare altre fonti che confermano il fatto in maniera da dimostrare la sua veridicità. Egli accenderà la TV o navigherà su Internet, per vedere se l’info è detta “ufficiale”.

Una volta trovata Rai 1, La7, Repubblica (CNN, FOX ecc) o altre fonti ufficiali che affermano che il coniglio di Pasqua ha ucciso Osama, questa informazione diventerà automaticamente e istantaneamente vera all’interno della sua mente. Essa passerà dalla coda di attesa formatasi nel suo cervello a “verità assoluta” e da quel momento, nessuno potrà mettere in dubbio questa realtà nella sua testa.

Perché perdere tempo e discutere con Candido quando egli è impermeabile ai fatti?

A questo punto, la mente razionale di Candido è completamente scollegata dal soggetto. Da questo momento in poi nessun accumulo di fatti potrà scuotere la sua visione della realtà. Ad esempio, credendo alla versione ufficiale del governo americano sull’11 settembre, ha appena adottato la sua visione in stile “coniglio di Pasqua”, in cui alcuni terroristi sono riusciti a buttar giù il World Trade Center. Perfetto! Ma com’è mai possibile che qualche ora più tardi il WTC 7 si sia sgretolato in caduta libera, nella stessa esatta maniera di una demolizione controllata, senza che questo sia stato colpito da nessun aereo? Come è potuto accadere che in un colpo solo tutta la ferraglia e il cemento del WTC 7 siano crollate come per magia? Semplicemente a causa del fuoco?

Sapete, per Candido le risposte sono di poca importanza.
Non c’è più posto per i fatti concreti nella sua testa. Tutto lo spazio è preso da quello che è essenzialmente una devozione settaria alle istituzioni di autorità.

Tutto queso lo abbiamo già visto con la setta Heaven’s Gate (Porta del cielo), in California, qualche anno fa. Il guru, un uomo di nome Applegate, si è messo in posizione di unica fonte d’informazione autorevole tra gli adepti. Era anche la sola fonte d’informazione autorizzata, le sue informazioni erano accettate integralmente, senza che queste potessero essere messe in discussione. A questo punto è stato facile convincere i seguaci che una razza aliena stesse per sbarcare da una cometa e che se si fossero suicidati sarebbero stati trasportati dalla navicella aliena sulla cometa (o qualche cosa di questo genere…).

Una credenza di questa portata potrebbe sembrare stupida…Fino a quando pero’ ci si rende conto che i governi di tutto il mondo usano esattamente la stessa strategia settaria. Hanno i loro propri sostenitori che credono a tutto quello che dicono, senza porre alcuna domanda. Pertanto se il presidente Obama annunciasse che una navicella spaziale atterrerà sul prato della Casa Bianca e che tutte le persone che hanno votato per lui vedranno la loro coscienza trasferirsi in quella di un corpo alieno immortale, la strana verità è che milioni di persone gli crederanno. E addirittura una decina di milioni di persone lo venererà come un santo intergalattico.

Vi ricordate la trasmissione radiofonica di Orson Welles, il quale annunciò che gli alieni avevano invaso la Terra per distruggere le nostre città? Molti pagliacci hanno pensato che fosse successo davvero … e non per la plausibilità delle informazioni, ma perché provenienti da una fonte autorizzata. Per queste persone, l’invasione aliena è stata reale all’epoca tanto quanto per i sostenitori del governo la morte ufficiale di Bin Laden oggi.

Nel corso della storia molte teorie del complotto si sono rivelate vere

I governi complottano evidentemente da quando esistono. Naturalmente non tutte le teorie della cospirazione sono vere, ma quelle che fra esse si sono rivelate vere è cosi grande che l’idea di non credere all’esistenza dei complotti non ha senso.

Non credere alla cospirazione significa non credere che due persone possano sedersi e complottare per trarre vantaggio dagli altri in modo non corretto, contrario all’etica. Bene, io sono convinto che è ciò che accade in quasi tutte le riunioni dei consigli di amministrazione, di ogni grande azienda al mondo! In questo momento ,
Apple è accusata di un complotto che mira a mantenere gli stipendi dei propri impiegati artificialmente bassi.

Ci si chiede: Candido, non crede nemmeno in questa teoria della conspirazione? Egli rifiuta automaticamente ogni idea di complotto a causa della parola”cospirazione” ?

Per quelli che non conoscono questo tipo di argomenti, ecco qui
33 teorie della conspirazione che si sono rivelate vere.

Il Progetto Manhattan era ovviamente una cospirazione governativa segreta. Gli esperimenti sulla
sifilide a Tuskegee sugli “afro-zuniani” era un complotto segreto medico. Organizzando atti terroristici in città zuniane, l’Operazione Northwoods fu una cospirazione per ottenere l’approvazione per una guerra contro Fidel Castro.

Questi sono tutti fatti storici e sono indiscutibili. Ma per Candido, nessuno di questi casi esiste. La realtà è solo quella che vomitano il governo e le fonti ufficiali. Quando W. occupava la Casa Bianca, ci sono state assurdità giornalierie del tipo: “Gli iracheni vogliono che il nostro esercito occupi le loro terre perchè si possa stabilire le libertà! “Ah, sì?! È una logica leggermente egocentrica. Ma che si differenzia poco dalla versione di Obama riguardo le favole sulla guerra, di cui abbiamo perle del genere: “Lanceremo solo delle bombe umanitarie in Libia”.”Oppure,” Questa non è proprio una guerra, ma solo un’attività balistica dell’esercito”.

Ma, si sa, anche se tutto quello che le teorie della cospirazione dicono è vero, fa poca differenza … almeno non per Candido, che non crede che esista nulla di simile ad una teoria della cospirazione. Cose come un cattivo governo non esistono neanche. Tutto brodo!

Ci viene raccontato che quando Cristoforo Colombo sbarcò nel Nuovo Mondo, il suo intero equipaggio ha condiviso il pane e il vino con i nativi. Non c’è stato alcun massacro alcun esproprio o alcun genocidio. È per questo che continuiamo a celebrare il Columbus Day ogni anno! Perchè Candido ha bisogno di una ragione valide per lasciare il lavoro per un giorno, anche se questo comporta una completa revisione dei fatti storici reali [*].
[*Nota del traduttore: un po come l'unità d'Italia]

Le migliori storie bevute da Candido

La vaccinazione è utile. Semplicemente perché i medici e il CDC (Centers for Disease Control) dicono che lo sono e non a causa di solide conoscenze scientifiche, i vaccini sono “sicuri ed efficaci”.

L’economia scoppia di salute. Per soddisfare qualsiasi finzione economica inventata da Washington e dai banchieri, Candido si dimentica facilmente i 14.000 miliardi di debito nazionale, che cresce di giorno in giorno.

Le Amministrazioni e le aziende desiderano il bene di tutti. Le case farmaceutiche vogliono solo trovare cure per far star in salute tutti. Il governo è lì per aiutare. Dobbiamo tutti smettere di fare domande e fare quello che ci dicono.

Non ci sarà mai penuria. Il picco del petrolio non esiste. Il nostro mondo può perpetuare all’infinito l’economia usa e getta, in cui crede. Non resteremo mai a corto di benzina, acqua, terra, o risorse naturali. Continuare a utilizzare merda e gettatarla subito dopo!

Gli additivi alimentari sono sicuri. Altrimenti, perché la FDA li avrebbe approvati?

Non esiste una cura contro il cancro. Pessimista assoluto, Candido pensa che il cancro non sia mai stato guarito! E se la cura del cancro esistesse, lo sapremmo oramai, giusto? (Dal momento che i nostri scienziati sanno già tutto ciò che è bene sapere, no…?!)

Non ci sono altre civiltà o esseri nell’universo. Stranamente, siamo l’unica forma di vita intelligente che sia mai esistita, crede Candido. Qualsiasi discussione di intelligenza extraterrestre è solo un mucchio di sciocchezze al limite del buon senso.

Erbe e piante medicinali sono inutili. E ‘vero, in quanto, come dicono i medici, solo la medicina convenzionale vi può guarire e le erbe e le piante hanno un valore biologico pari a zero.
… e potremmo continuare chimera dopo chimera. Candido a quanto pare inghiottirà tutto quello che stabiliscono le “fonti ufficiali”. Egli non farà caso ai fatti reali e onesti che provengono da altre fonti di cui non ha fiducia.

Come curare Candido

È interessante notare che la maggior parte delle persone intelligenti, i pensatori scettici di oggi erano una volta ingenui (o creduloni). Ad un certo punto, si sono solamente “svegliati” e hanno cominciato a considerare consapevolmente il mondo che li circonda.

Le persone intelligenti, gli scettici informati, sono persone che si pongono domande del genere:


> Perché i venti principali media riportano esattamente la stessa notizia, con le stesse parole, esattamente lo stesso giorno? Se avessero tutti indagato e scritto il loro proprio articolo, non ci sarebbe differenza nelle informazioni divulgate?

> Come è possibile che Wall Street abbia ricevuto un piano di salvataggio di diversi miliardi di dollari da Washington, mentre Main Street (il popolo) deve sempre pagare la tassa inviando il denaro a Washington? Se a Washington possono magicamente creare migliaia di miliardi di dollari durante la notte, perché paghiamo le tasse?

> Perché il Ministero dell’Agricoltura cospira attivamente con le aziende produttirci di OGM per mantenere l’omologazione delle sementi geneticamente modificate, anche se non si ha nessuna prova scientifica di sicurezza sul lungo periodo?

> Se il mercurio è uno degli elementi più tossici conosciuti dalla scienza moderna, perché è ancora deliberatamente messo in bocca ai bambini come amalgami di “argento”? E perché si dice piombatura d’argento, quando in realtà contiene più mercurio che argento?

> Da dove viene fuori il fluoro aggiunto nella fornitura di acqua pubblica? E, se il fluoro è così buono per la gente, perché è così pericoloso da maneggiare? E inoltre perché è considerato una sostanza chimica pericolosa dall’EPA (Environmental Protection)?

> Che cosa è realmente accaduto il 9 / 11? Come mai il WTC 7 è crollato senza che fosse mai colpito da nessun aereo? Perché hanno portato via le macerie prima di una corretta analisi scientifica?

> I vaccini sono davvero sicuri? Dove si trova lo studio che confronta bambini vaccinati e bambini non vaccinati? Perché l’industria dei vaccini non permette che si facciano questo tipo di studi?

> Perchè l’industria del cancro sembra ben più interessata al trattamento del cancro che alla cura di questa malattia al fine di eliminare questa epidemia? Perchè questa industria rifiuta di parlare dell’effetto cancerogeno dei prodotti chimici o delle proprietà anti-cancro della vitamina D?

> Perché gli additivi alimentari tossici sono ancora ammessi negli alimenti? Qual è la vera storia dell’aspartame e della FDA? Perché la FDA soffoca la stevia da così tanti anni?

> Perché lo stato di polizia medico costringe genitori a prendersi cura dei loro figli? Che tipo di sistema sanitario ha bisogno di minacciare la gente di violenze per costringerli a conformarvisi?

> Perché Clinton ha bombardato il Sudan [*] nel bel mezzo della vicenda di Monica Lewinsky? Perché Obama ha improvvisamente annunciato la morte di Bin Laden nel mezzo il caso del certificato di nascita falso?
[* Nota del traduttore: era una fabbrica farmaceutica finanziata da Bin Laden quella che è stata bombardato in Sudan. Faceva medicine a buon mercato contro l'AIDS in Africa, levando benefici alla fabbrica di Rumsfeld]

> Perché la DEA (Drug Squad) fa ancora la “guerra alla droga”, soprattutto dopo che è stato ampiamente dimostrato che si tratta di un fiasco totale che serve solo a gonfiare la popolazione carceraria, arricchendo gli spacciatori, che aumentano i prezzi?

> Se Bin Laden è morto, perché gli agenti della TSA (Transportation Security) ci controllano in maniera viscerale negli aeroporti? Quel’è il vero motivo della creazione del TSA e l’impegno di 60.000 guardie di sicurezza?

Qualsiasi essere pensante intelligente, scettico, porrebbe queste domande sotto la spinta naturale di una curiosità umana elementare. Ma Candido attacca colui che si pone le domande, proprio perché osa fare domande del genere.

Pertanto Candido è più di una mente ingenua è un codardo. Ha paura di fare le domande contraddittorie che gli vengono in mente, e attacca nello stesso tempo coloro che hanno il coraggio di alzarsi in piedi e porre davvero queste domande.

La maggior parte dei membri della stampa ufficiale è ovviamente composta da codardi. Si bevono quasi universalmente ogni tipo di manipolazione corporativa (governamentale) e non si pongono mai alcuna domanda reale. Ecco alcuni dei i veri eroi, persone che fanno domande intelligenti sul nostro mondo:

Alex Jones, Jeff Rense, Charlotte Gerson, Jonathan Landsman, David Icke, Jesse Ventura, Gerald Celente, Ron Paul, Robert Scott Bell, Dr Andrew Wakefield, Suzanne Somers, Dr James Forsythe, George Noorey,

Vedete una tendenza? Tutte queste persone sono state marginalizzate o selvaggiamente attaccate e calunniate, semplicemente perché hanno scelto di fare delle domande intelligenti sul mondo che li circonda. Ora io non dico di essere d’accordo con tutto quello che dicono queste persone, ma le ammiro per il loro coraggio di fare domande che devono essere poste se vogliamo far evolvere la nostra società (civiltà).

Le persone come queste rappresentano l’esatto opposto di Candido. La ragione per la quale sono violentemente attaccati, è che il nostro mondo è impregnato di menzogne e di complotti che solo i Candidi possono tollerare. Per il potere , quelle persone che rimettono in questione lo status quo, non sono solo fastidiosi, ma realmente pericolosi. Oggi l’attività più devastante a cui potete dedicarvi è aiutare gli altri a prendere coscienza di quello che succede realmente attorno a loro.

È questo “risveglio” che è così universalmente disprezzato dalle reti corporative, governative e dei media tirapiedi, i quali faranno tutto quanto in loro potere al fine di evitare assolutamente qualsiasi tipo di risveglio collettivo. Dopo tutto, il funzionamento della matrice dipende da quelli che credono nell’illusione.

E naturalmente è molto più facile governare quando le persone credono a quello che gli si racconta. Candido non è altro che la massa, i grandi elettori come anche gli schiavi moderni : Semplicemente il brutto della società.

Tradotto per Informare per Resistere da Stefano.

Riveduto e corretto da Andrea Verdacchia

Articolo originale di Mike Adams su
Natural News

FONTE

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