Stop-Television

Una volta tanto, caro mio televisore, sarai costretto ad ascoltarmi. Sei sempre solo tu a parlare, a farti guardare, a tenermi zitto, ad impedirmi di discorrere tra noi in casa. Quando sono seduto in poltrona di fronte a te mi sento un po’ intimidito, anzi zittisco i miei bambini che disturbano il mio ascolto. Ma stavolta voglio prendere io l’iniziativa; ti spengo e tu mi ascolti. Era tanto tempo che sentivo questa voglia matta di dirti qualcosa, di intendermi con te. Perché tu per me sei importante, sei diventato parte della mia vita; io non voglio neanche confessarlo, ma se tu non ci sei mi manca qualcosa. Anzi, il vescovo deve averne detta una grossa a tuo proposito. Dice che tu potresti essere addirittura paragonato al lembo di Gesù. Ma allora c’è in te quasi una forza divina! Non sei solo uno dei tanti elettrodomestici che popolano la casa, un utensile di cui mi servo o, peggio, un pericoloso mezzo di diseducazione. Posso tentare di dialogare con te e tu devi ascoltarmi. 

Sai si dice che tu parli troppo. Un rapporto predisposto per l’Unesco rileva che il tempo medio passato davanti a te da una persona adulta supera quotidianamente, negli Stati Uniti, le cinque ore, e che per i bambini raggiungono le sette ore. Nel nostro paese, pare che quasi la metà dei ragazzi trascorra davanti al video più di quattro ore al giorno, gli altri dalle due alle quattro. Circa un quarto dei ragazzi tra i 6 e i 13 anni afferma di seguire i programmi televisivi serali oltre le ventidue… Ci sono famiglie di miei amici che possiedono due o tre televisori: uno in cucina, uno in salotto, uno in camera da letto… Ci sono case dove il televisore è in funzione dal primo mattino e viene spento, salvo qualche interruzione, solo a tarda sera…A tal punto sei diventato parte della casa che neppure ci si accorge della tua presenza attiva. Anzi qualcuno arriva a dire che sei “un membro della famiglia”, la cui perdita può determinare crisi e “lutti” nei rapporti tra le persone. Un’indagine condotta negli Stati Uniti descrive gli effetti “traumatizzanti” dell’astinenza televisiva forzata: solo l’8% delle famiglie ha accusato un disorientamento, mentre tutti gli altri hanno provato una sensazione più o meno grave, fino ad una quota del 25% che ha accusato disorientamento e frustrazione. 

Che cos’è la televisione? Tecnicamente, la televisione è un mezzo che trasmette emissioni di immagini visive sotto forma di onde elettromagnetiche e riconverte le onde ricevute in immagini visive. E’ nel 1884 che l’inventore russo-tedesco Paul Nipkow fece brevettare un dispositivo di trasmissione di immagini: il disco analizzatore. Si trattava di un disco perforato, che ruotava rapidamente, mediante il quale una scena illuminata era scomposta in punti luminosi e scuri. La serie di punti di luce così ottenuta era convertita in segnali elettrici e telegrafata a un ricevitore. Gli impulsi che arrivavano al ricevitore erano riconvertiti in punti luminosi e scuri, a partire dai quali l’immagine originale era allora ricostruita, più o meno esattamente, grazie a un disco identico, sincronizzato sul primo. Il dispositivo di Nipkow era primitivo, ma il metodo di base della televisione non è cambiato: le immagini sono sempre scomposte in punti luminosi e scuri. Si dovette attendere il 1923 per ottenere delle immagini i alta qualità, e ciò grazie a un americano nato in Russia. Vladimir Zworykin, che depositò una domanda di brevetto per il suo «iconoscopio», prototipo del tubo catodico del televisore moderno. 

Il disco analizzatore era stato sostituito da un cannone elettronico, fonte immediata di pericolo, come vedremo. Negli Stati Uniti, la prima trasmissione televisiva regolare ebbe luogo nel pomeriggio del 30 aprile 1939, in occasione dell’inaugurazione dell’Esposizione Mondiale di New York. Il tema dell’esposizione era «Il mondo di domani». La National Broadcasting Company (NBC), sotto gli auspici della Radio Corporation of America, diffuse le cerimonie a titolo dimostrativo. In pochi giorni la gente cominciò ad accalcarsi a migliaia per vedere le dimostrazioni del nuovo miracoloso apparecchio. Così nacque la fascinazione televisiva che ha ammaliato l’intera società! Durante la seconda guerra mondiale, l’industria dell’elettronica si concentrò sulla produzione militare. Ma in seguito una vera esplosione televisiva si propagò nel mondo del dopoguerra. 

Il numero delle emittenti televisive passò da 6 nel 1945 a 523 nel 1958. Oggi vi sono circa 1000 stazioni televisive. Il numero dei televisori privati passò da qualche unità nel 1945 a un milione nel 1949, 10 milioni nel 1951, 46 milioni nel 1958, a 121 milioni nel 1977. E questi dati si riferiscono unicamente agli Stati Uniti d’America. Lo sviluppo della televisione negli altri paesi seguì un ritmo analogo. La televisione divenne ben presto un affare mondiale. La nascente era della televisione, iniziata all’Esposizione Mondiale del 1939, sembrava partita a vele spiegate e a tambur battente. Nulla e nessuno avrebbero potuto arrestarla. L’umanità, dopo milioni di anni di civilizzazione in lenta evoluzione, con l’avvento della televisione modificò, in pochi decenni, completamente i suoi costumi dando il via a una nuova era: «l’era della televisione». Improvvisamente la vita si trasformò in un «passatempo» di massa. 

E le persone divennero più propense a restarsene a casa a sorbire i «pasti televisivi» davanti allo schermo. Non è stato necessario attendere a lungo perché spietate campagne pubblicitarie cominciassero a strombazzare la dottrina del «consumismo». Peggio, numerose nazioni sono oggi condizionate attraverso una programmazione e una censura televisiva controllate dal governo, mezzo efficacissimo per instillare senza posa nelle masse ideologie assoggettanti. La televisione è STRUMENTO DEL POTERE, potere sui sentimenti, sui pensieri, sui desideri, sulla volontà e sulla mente di tutti. Ma quali sono le POTENZE che detengono questo POTERE? A questa domanda dobbiamo trovare una risposta. C’è una televisore in quasi tutte le abitazioni; numerose famiglie (60% in USA) ne possiedono almeno due. Ma la televisione non si limita alle abitazioni private. Essa infierisce nelle scuole, negli ospedali, nelle fabbriche, nei laboratori spaziali. Delle telecamere agli angoli delle strade e nei grandi magazzini ci sorvegliano come poliziotti elettronici. Le telecamere controllano il traffico. Le telecamere ci indicano l’ora di arrivo e di partenza dei voli. Migliaia di persone studiano utilizzando videocassette. Telecamere rivelano i complessi dettagli del funzionamento del cervello. Telecamere appositamente sistemate dirigono le bombe sui loro bersagli. Grazie alla televisione, i medici controllano i loro pazienti e le guardie sorvegliano i loro prigionieri. Satelliti televisivi, quali spie del cielo, sono in orbita attorno al nostro pianeta. Questa terra non è più illuminata dallo Spirito. Apparentemente nessuno ha bisogno della visione spirituale, avendo tutti la tele-visione! L’occhio dello Spirito, l’occhio dell’Anima, è stato abbandonato per l’occhio elettronico! 

Il ritmo senz’anima 

(…) Guardando la televisione, si ha l’impressione di vedere delle immagini, ma ciò che effettivamente si sta vendendo è il luccichio fosforescente di circa 300.000 minuscoli punti. Non vi è nessuna immagine. Questi punti sembrano continuamente accesi, ma in realtà non lo sono. Tutti i punti vanno e vengono 30 volte al secondo (50 in Europa), creando ciò che si suol chiamare «l’effetto di scintillazione catodica». Questo scintillio si produce così rapidamente che l’occhio e, quindi, la coscienza non possono percepirlo. 

La traduzione dell’energia luminosa in immagini visive all’interno del cervello avviene soltanto 10 volte circa al secondo. Grazie a uno sguardo fisso, combinato con la persistenza dello schermo, gli occhi sono, per cosi dire, «ingannati» e accettano le immagini come se fossero reali. Ma l’anima non si lascia ingannare tanto facilmente! Prevale in profondità, nei più nascosti reconditi della coscienza, la sensazione di essere interiormente lacerati in piccoli pezzi, dispersi in migliaia di atomi a causa di ciò che gli occhi hanno trasmesso. L’impressione di essere «atomizzati» corrisponde al reale e dimostra una polarizzazione deformata dei veicoli sottili. 

L’espressione «meno animata» è proprio vera! Anni di quotidiano ascolto televisivo finiscono col cancellare questa labile sensazione, prova supplementare del fatto che «meno anima» si è trasformato in «assenza d’anima». La televisione trasforma le persone in esseri senz’anima, cioè in automi. (…) Tutti conosciamo gli effetti ipnotici del battito insistente durante, per esempio, un concerto di «rock», che può indurre in uno stato di trance. (…) Il battito meccanico prodotto da certe forme di «musica» contemporanea conduce essenzialmente a una regressione verso la magia arcaica e, in questo senso, è un fenomeno deplorabile. (…) Ebbene la televisione nel vostro salotto produce un battito elettronico molto più pericoloso. La scintillazione 30 o 25 (50) volte al secondo di tutti i punti dello schermo catodico, in seguito all’esplorazione folgorante del fascio elettronico, fa sì che lo schermo entri in pulsazione allo stesso ritmo. Questa costante pulsazione luminosa, accompagnata da un suono stridente situato in genere immediatamente al di sopra della soglia di percezione acustica, è responsabile di numerose emicranie e deterioramenti della vista. Essa produce ancora altri effetti più seri. Sembrano si siano verificati casi crescenti di epilessia in individui particolarmente sensibili a questo genere di pulsazioni. Si suol parlare di «epilessia televisiva» (…) Vi è pure l’effetto ipnotico. (…) Non senza ragione molte persone sensibili si lamentano si sentirsi «ipnotizzate», «ammaliate», «mentalmente svuotate», «disfatte dal tubo», «come zombie». Una tecnica estremamente astuta, chiamata «suggestione subliminale», si inserisce nel battito del tubo mediante immagini lampo inviate alla frequenza del battito, più rapide della vista. (…) Il battito del televisore è responsabile, tra gli altri effetti, dell’iperattività nei bambini. 

Il problema delle radiazioni 

La televisione è una delle meraviglie dell’elettronica, la scienza dell’utilizzazione degli elettroni. Gli elettroni sono delle piccole particelle cariche di elettricità. (…) Il tubo a immagini di un apparecchio televisivo è costituito sulla base di un cannone a elettroni che proietta sullo schermo, concentrandoli, fasci di elettroni. 

La parte interna dello schermo è ricoperta da una rete di qualche migliaia di punti, la cui fluorescenza può essere eccitata nei tre colori di base della televisione a colori. Ogni volta che il fascio di elettroni colpisce uno di questi punti, questo emette una luce tanto più intensa quanto più intenso è il fascio. Facendo in modo che il fascio esplori lo schermo esattamente come si legge una pagina di un libro, linea dopo linea, e facendo contemporaneamente variare l’intensità, i punti luccicano con maggiore o minore intensità, il che crea l’illusione dell’immagine. 

La ripetizione rapida di questo processo, compresi dei cambiamenti progressivi nell’immagine, suggerisce l’idea del movimento. Segnali acustici apportano la sonorizzazione. Guardando la televisione, ci si fa dunque iniettare dell’energia radiante, non sotto forma di luce ambientale naturale proveniente dal sole, ma con quella «luce della televisione» molto caratteristica, tutta artificiale, proiettata con una intenzione ben precisa. 

Essa è proiettata sullo spettatore attraverso lo schermo fluorescente mediante il cannone a elettroni, puntato letteralmente contro la persona che si trova davanti alla televisione. Questa energia penetra nello spettatore e danneggia le ghiandole endocrine e i sottili organi eterici ce svolgono un funzione così cruciale nel processo della trasfigurazione. (…) Gli effetti delle radiazioni sull’uomo sono misurati in rem (Roentgen Equivalent for Man) o in millirem (un millesimo di rem). Nel 1950 si stimava che fossero necessari 1000 rem o più per causare il cancro all’embrione. Nel 1955 si stimava che 200 rem fosse un valore più vicino alla realtà. Oggi certuni pensano che siano sufficienti 2 rem. Vent’anni fa gli schermi televisivi erano considerati «sicuri» allorché emettevano 50 millirem all’ora. Adesso il limite di tolleranza è la centesima parte di questa grandezza (0,5 mrem all’ora). E così via. (…) Lo scienziato John Ott, fondatore dell’Istituto di Ricerche sulla Fotobiologia dell’Ambiente di Sarasota in Florida, ha dimostrato che anche il limite attuale di 0,5 mrem all’ora, fissato per i raggi X emessi dal televisore, è troppo alto. (…) 

FONTE: LINK

PPS POWERPOINT TV: DOWNLOAD

 

La Storia della Televisione

L'inventore della TV è John Logie Baird. La storia della TV come la storia di parecchie invenzioni della nostra civiltà, è ricca di esoterismo e spiritualità assieme. La TV riceve segnali tramite l'Etere, ma cos'è l'etere? Oggi piu comunemente l'etere viene definito come quello spazio sfruttato per la propagazione delle onde magnetiche, ma questo termine ha una storia più lunga della nostra attuale tecnologia ad onde radio. Se un tempo per etere si intendeva la parte piu alta e pura dello spazio, ci fu un tempo in cui la scienza definì l'etere "il mondo degli spiriti", la dimensione astrale ove dimorano le anime. E non sorprende perciò che i primi prototipi di Radio e TV non erano intesi per essere utilizzati come dei semplici media, ma dei veri e propri ponti di comunicazione tra il mondo degli spiriti ed il nostro mondo materiale. Mentre il prototipo della radio avrebbe dovuto captare segnali o voci di spiriti provenenti dall'etere, l'antenato della TV, il "Noctovisore", avrebbe dovuto riprodurre delle immagini ipoteticamente create dalle onde elettromagnetiche generate dagli spiriti che avrebbero voluto mettersi in contatto con i viventi. La nostra, è una società creata da persone che hanno spesso bazzicato nell'occulto e nell'esoterico dimostrando di essere ferrati credenti del mondo paranormale, lo sapevate che anche Thomas Edison era uno dei tanti?

Vedi link: link - Enigma tv - Spiritworld

 

Maledetta scatola....

La televisione è una scatola magica.

Schiacci un pulsante è all'improvviso quella scatola diventa la tua finestra sul mondo, grazie a questa scatola di plastica puoi osservare ogni angolo della terra, lei è in grado di farti ridere,di farte commuovere,ma sopratutto è in grado di informarti su tutto ciò che accade intorno a te, anzi è la tua unica fonte di informazione; perchè se lavori otto ore quando torni a casa non hai molto tempo da dedicare ai libri al dialogo o allo scambio di opinioni, magari sei anche stanco e quindi ti siedi sul divano, schiacci il pulsante ed ecco che ad informati ci pensa lei, la scatola magica.

Ma la televisione è una scatola maledetta, basta gurdarla una volta e cadi vittima di un incantesimo, il peggiore degli incatesimi, perchè ti fa smettere di pensare, e se non puoi più pensare vuol dire che non sei libero; diventi suo schiavo.

Piano piano, giorno dopo giorno, inizi a mangiare quello che ti dice lei, inizi a vestire come ti dice lei, inizi a comportarti come ti dice lei, odi chi ti dice lei e ami chi ti dice lei.
Ma la scatola è molto di più, non solo è magica, ma è anche geniale, ti fa vivere credendo di essere libero, ti propone decine di modelli da seguire per ogni aspetto della tua vita e ti lascia la possibilità di scegliere , ma sta proprio nella possibilità di scelta la tua illusione di libertà.

Un genio. Un genio malefico, che ti obbliga a passare la tua vita alla continua ricerca del possesso, ti propone una cosa te la fa amare, te la fa volere e ti fa lavorare per ottenerla..

Ora prova a pensare che la scatola magica sia contrallata da un perfido mago, un mago per il quale tu lavori ogni giorno, un mago che attraverso la scatola ti dice cosa pensare,cosa è giusto e cosa è sbagliato, chi devi odiare e chi devi amare..

Il mago purtroppo non rappresenta il bene, è un essere malvagio,che pensa solo al proprio interesse, ha una continua ed inesauribile brama di ricchezze, lavora giorno e notte per trovare il modo di far durare sempre più a lungo il suo impero e quando esaurisce tutte le risorse di un territorio, va e prendersi con la forza quelle degli altri popoli, ma il mago non è uno sciocco, non rischia la propria vita, usa la sua scatola magica.

Attraverso la sua scatola magica ti crea un nemico, te lo fa odiare e te lo fa combattare, diventando sempre più ricco e potente....

L'astuto mago però si è accorto che qualcuno non è caduto vittima dell'incatesimo e sta facendo di tutto per combattere gli oppositori; usa la scatola magica e i suoi tanti fedeli servitori per screditarli, facendo credere al resto degli uomini che è vero solo ciò che si vede attraverso la scatola , tutto il resto è falso. Per tutelarsi crea discordia tra gli uomini, alimenta l'odio, offre ogni genere di vizio, fa di tutto per distrarli; dividi et impera, ordo ab chao, anno dopo anno le catene sono sempre più strette, le libertà si assottigliano e gli uomini sono sempre più schiavi della scatola magica, vivono da schiavi e moriranno da schiavi senza accorgersi di nulla...
Maleddeta Scatola magica...

 

A CURA DI ARRIGO MUSCIO 



"…Nel 1953 negli USA, la Massoneria concepì "un suo piano" per corrompere su vasta scala tutta la gioventù americana. Vi si legge: "Abbiamo cominciato a realizzarlo e lo perfezioneremo con i seguenti mezzi: il cinema, la pubblicazione-porno a buon prezzo, i libri comici con storie di sesso e di violenza; ultimo mezzo, ma non il più piccolo, la televisione….non osiamo andare troppo lontano con la televisione, per il momento. Ma essa ci riserva un uditorio immenso, e sarà il mezzo migliore per accostare i bambini. Il nostro piano è di incoraggiare da prima delle rappresentazioni amorose, se non subito immorali, così graduando progressivamente la malvagità, tutta calcolata, si avrà il possesso di tutta la gioventù. Sarà tenuta occupata tutto il giorno, senza lasciare spazio per la religione. Così, i giovani, al loro risveglio e al loro coricarsi a sera, avranno la testa piena di cow boys, di omicidi, di terrori, di cartoni animati inoffensivi. Tutto questo per allontanare dal loro animo immagini religiose. Così, i bambini saranno disorientati per anni. Poi, quasi occasionalmente, si introdurranno costumi sfrontati e scene licenziose allo scopo di distruggere il senso della modestia…" 

dal libro: La Massoneria, società segreta iniziatica-autori vari, pag. 91 

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La verità dei Mass-Media
tratto dal libro: "Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia"

Il potente e ubiquitario schieramento dei mezzi di comunicazione odierni, che ha annullato le distanze e quasi azzerato i tempi di diffusione delle notizie, funge, come è evidente, da sonora cassa di risonanza, avvertita in tutto il mondo, delle posizioni dell'Establishment dominante, vale a dire quello anglosassone, imbavagliando, di fatto, su ampia scala, qualsiasi informazione non controllata. L'influenza enorme sulla mentalità e i costumi della televisione, e prima, della cinematografia, è fatto pacifico sotto gli occhi di chiunque: verrebbe da chiedersi l'identità di questi formatori di opinione, di questi titani che da un secolo propongono stili di vita, lanciando mode, slogan, creano gusti, abitudini, modelli.

"L'alleanza fra televisione e industria del cinema è sempre stata stretta, l'una alimenta l'altra. Metro-Goldwyn Mayer, 20th-Century Fox, Paramount Pictures, Columbia, Warner Bros, Universal e United Artists, queste società sono state tutte fondate, dirette e orientate da ebrei famosi come i Goldwyn, i Fox, i Laemmle, gli Schenk, i Lasky, gli Zukor, i Thalberg, i Cohen, i Mayer e i Warner. 

Stampa e televisione costituiscono dunque veicoli eminenti e indispensabili per la violazione delle folle. La tecnica è sperimentatissima: presentare in continuazione una colluvie di notizie, portando alla luce ogni genere di informazioni, in modo da creare una specie di rumore di fondo continuo in grado di occultare le vere informazioni, accessibili soltanto a chi ne possiede la chiave di decodifica, prestandosi così al ruolo strumentale di trasmissione di messaggi fra iniziati sotto le mentite spoglie di notizie più o meno insignificanti.

Una manipolazione planetaria dell'opinione pubblica, e occidentale in particolare, che emerge con cruda chiarezza dalla attualissime parole che molti anni or sono (siamo nel 1914 e ancora non c'era la televisione!) John Swinton, redattore-capo del giornale per antonomasia del Sistema, il "New York Times", pronunciò nel discorso di congedo dai colleghi tenuto al banchetto in suo onore, presso l'American Press Association, alla vigilia del suo collocamento a riposo. Al lettore il giudizio.

"Che follia fare un brindisi alla stampa indipendente! Ciascuno, qui presente questa sera, sa che la stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so io: non c'è nessuno fra voi che oserebbe pubblicare le sue vere opinioni, e, se lo facesse, lo sapete in anticipo che non verrebbero mai stampate. Sono pagato 250 dollari alla settimana per tenere le mie vere opinioni al di fuori del giornale per il quale lavoro.

Altri fra di noi ricevono la stessa somma per un lavoro simile. Se io autorizzassi la pubblicazione di un'opinione sincera in un numero qualunque del mio giornale, perderei il mio impiego in meno di 24 ore, come Otello. Quest'uomo sufficientemente pazzo per pubblicare un'opinione sincera si ritroverebbe tosto su una strada alla ricerca di un nuovo impiego. 

La funzione di un giornalista (di New York) è di distruggere la Verità, di mentire radicalmente, di pervertire, di avvilire, di strisciare ai piedi di Mammona e di vendersi egli stesso, di vendere il suo paese e la sua gente per il proprio pane quotidiano o, ma la cosa non cambia: per il suo stipendio. Voi questo lo sapete e io pure: che follia allora fare un brindisi alla stampa indipendente! Noi siamo gli utensili e i vassalli di uomini ricchi che comandano dietro le quinte. Noi siamo i loro burattini; essi tirano i loro fili e noi balliamo. Il nostro tempo, i nostri talenti, le nostre possibilità e le nostre vite sono di proprietà di questi uomini. Noi siamo delle prostitute intellettuali" 

 

In The Robots'Rebellion ho incluso un estratto di un documento trovato apparentemente per caso nel 1986, dal titolo Silent Weapons ForA Quiet War [Armi silenziose per una guerra tranquilla, Nd.T ]. Si dice che un'altra versione di questo documento fosse nelle mani dei Servizi segreti navali degli USA nel 1969. Si tratta di una magnifica spiegazione della tecnica del lavaggio del cervello di massa. La versione in mio possesso è stata rinvenuta dentro una fotocopiatrice IBM, acquistata in America a una vendita di articoli usati e descrive una politica di controllo mentale di massa. Questo lungo e dettagliato documento riporta la data del 1979, ma delinea una politica attuata fin dagli anni Cinquanta. Il documento afferma che "La guerra silenziosa era... stata dichiarata dall'élite internazionale all'incontro tenutosi nel 1954". Il Gruppo Bilderberg si riunì per la prima volta nel 1954. È probabile che i metodi esposti nel documento fossero stati elaborati dall'Istituto Tavistock di relazioni umane di Londra e dalle sue varie propaggini.

Ecco un assaggio del contenuto:
"L'esperienza ci ha insegnato che il metodo più semplice per aggiudicarsi un'arma silenziosa e conquistare il controllo del pubblico è da una parte quello di tenerlo all'oscuro dei principi di base, mantenendolo d'altra parte in uno stato di confusione e di disorganizzazione e sviando la sua attenzione con questioni assolutamente irrilevanti.

Questo si ottiene nei seguenti modi:
Disattivando la mente delle persone; sabotando le loro attività mentali;fornendo loro una scarsa preparazione scolastica in matematica, progettazione di sistemi ed economia e scoraggiando la creatività tecnica. Attivando le loro emozioni, aumentando l'indulgenza verso se stessi e la loro tendenza ad attività emotive e fisiche nei seguenti modi:

a) sottoponendoli a continui affronti ed attacchi (violenze mentali ed emotive) attraverso una serie ininterrotta di immagini di sesso, violenza e guerre proposte dai media, specialmente la TV e i quotidiani;
b) dando loro ciò che desiderano - in eccesso - "cibo spazzatura per la mente ", e privandoli di ciò di cui hanno veramente bisogno;
c) riscrivendo la storia e la legge e sottoponendo il pubblico alle deviazioni, riuscendo così a spostare i loro pensieri dalle necessità personali a priorità esterne ideate in maniera sofisticata.

In questo modo gli individui non riusciranno mai a scoprire le armi segrete della tecnologia dell'automazione sociale. La regola generale è che si ricava profitto dalla confusione; più grande è la confusione, maggiore il profitto. Perciò l'approccio migliore è creare problemi e poi offrire le .soluzioni.

Riassumendo:

Media: sviare la pubblica attenzione degli adulti dai veri problemi sociali, ammaliandola con questioni assolutamente irrilevanti.

Scuole: mantenere i giovani nell'ignoranza per quel che riguarda materie come la matematica, l'economia e la storia.

Divertimento: mantenere il livello di divertimento pubblico sotto il sesto grado.

Lavoro: mantenere la gente occupata, occupata, occupata, senza tempo per pensare; farla tornare nella fattoria insieme agli altri animali".

leggi tutto alla pagina: link By David Icke

"Se dici una bugia enorme e continui a ripeterla, prima o poi il popolo ci crederà" (Goebbels)

I MEDIA SONO LEGALMENTE AUTORIZZATI A MENTIRE



Il 14 febbraio una Corte d'Appello della Florida ha stabilito che il fatto che una delle principali organizzazioni dei media menta, nasconda o distorca le informazioni, non costituisce assolutamente reato. 

Il precedente nasce dal verdetto della giuria, emesso nel 2000, a favore della giornalista Jane Akre, che accusò la direzione e i legali della Fox Television di aver esercitato pressioni nei suoi confronti affinchè mandasse in onda delle informazioni che lei sapeva essere false. 

Il 18 agosto del 2000 una giuria di sei persone concluse all'unanimità che la Akre fu licenziata proprio per aver minacciato di rendere note le pressioni da parte della Fox stessa nei suoi confronti. L e informazioni 'distorte' riguardavano il diffuso impiego dell' rBGH della Monsanto, un ormone della crescita geneticamente manipolato somministrato alle mucche da latte. 

Il Tribunale non ha contestato il nucleo della denuncia della giornalista, cioè che la Fox l'abbia spinta a divulgare un resoconto falso per proteggere l'ente radiofonico dal dover difendere la verità in Tribunale e subire anche le ire degli inserzionisti. Sin dall'inizio la Fox ha sostenuto per tre volte, e di fronte a tre giudici, che la causa andasse respinta in base al fatto che non esiste alcuna norma scritta, sicura e rigida contro la deliberata distorsione delle notizie. I legali della Fox (di proprietà del magnate dei media Rupert Murdoch) hanno sostenuto che il Primo Emendamento conferisce all'ente radiofonico il diritto di mentire o di distorcere deliberatamente i notiziari trasmessi pubblicamente via etere. 

La Corte d'Appello ha ritenuto che la posizione della Commissione Federale sulle Comunicazioni contro la distorsione delle notizie sia solo una 'politica', e non una norma, regolamento o legge promulgata. 
Dopo l'emissione della sentenza, la Fox ha mandato in onda un servizio affermando di essere 'totalmente prosciolta' da tale verdetto. 

Fonti: Nexus N° 44 (maggio-giugno 2003) 

Sierra Times, www.sierratimes.com e www.foxBGHsuit.com 

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IPNOSI SILENZIOSA: UN RAPPORTO

 Se il paziente che ha accettato di essere ipnotizzato smette di rispondere a qualunque stimolo ambientale, tranne la voce dell'operatore o ciò che questa gli suggerisce; se sembra incapace di chiudere (volontariamente) la mano a pugno, o di flettere un braccio teso; se è in grado di manifestare piacere ad un odore sgradevole quando gli si dice che quel odore è gradevole; se resta calmo e impassibile pur essendo sottoposto ad uno stimolo doloroso; se vede, allucinatoriamente, oggetti assenti, mentre non vede oggetti presenti di cui gli è stato detto che non ci sono; se esegue, dopo essere uscito dall'ipnosi, un gesto (per esempio, inclinare la testa) che durante l'ipnosi gli è stato suggerito di compiere ogni volta che l'operatore avrebbe assunto un certo atteggiamento o tenuto un certo comportamento (per esempio togliersi gli occhiali) e questo gesto lo compie senza rendersene conto e senza ricordare nulla della seduta, allora tutti converranno che quel soggetto è stato posto in 'ipnosi profonda'. 

MICHAEL ORNE 

Convertendo la voce di un ipnotizzatore in una gamma d'ultrasuoni mediante un modificatore vocale telefonico modificato, è possibile ipnotizzare un bersaglio senza che lo stesso ne sia consapevole, di nascosto, senza lasciare la minima prova. Il diagramma seguente illustra in che modo possa essere trasmesso silenziosamente un messaggio ipnotico (convertito in modulazione di frequenza vocale) grazie all'impiego di un modulatore di frequenza vocale per la generazione della voce e successivamente della tecnologia degli impulsi di microonde per la trasmissione a distanza della voce al cranio del soggetto che s'intende suggestionare senza che egli ne sia consapevole. 

Un tono continuo, prossimo al limite superiore della gamma delle frequenze udibili (per esempio un tono di 15000 Hz) e la voce dell'ipnotizzatore (la cui frequenza varia, per esempio, da 300 Hz a 4000 Hz) sono inviati contemporaneamente ad un modulatore di frequenza. Il segnale d'uscita (output) generato dal modulatore di frequenza è un tono più o meno continuo, simile ad un tinnito, ma contenente il messaggio ipnotico e pur essere trasmesso attraverso l'aria, direttamente al cervello dell'individuo mediante un treno d'impulsi di microonde modulate oppure via radio/TV. L'impiego di una radio o di una televisione commerciali richiede che il segnale d'ingresso al trasmettitore sia relativamente potente, poiché i ricevitori radio o televisivi non sono progettati per trasmettere messaggi ad ultrasuoni. In ogni caso, un ricevitore radio o televisivo medio non blocca semplicemente gli ultrasuoni; piuttosto, la capacità di trasmettere messaggi ad ultrasuoni diminuisce all'aumentare della frequenza prescelta. 

Le radio e le televisioni attuali sono in grado di trasmettere messaggi ad ultrasuoni tali da poter essere sentiti dal cervello umano (sebbene non dall'orecchio) e tali da essere efficaci vettori d'ipnosi. Tale affermazione fu provata dalle Forze Militari degli Stati Uniti d'America durante la Guerra del Golfo. La curva rappresentata inferiormente al trasmettitore è stata ingrandita per mostrare in che modo la modulazione di frequenza vocale controlli la collocazione nel tempo degli impulsi del trasmettitore. La collocazione nel tempo di ciascun impulso di microonde corrisponde ai punti d'intersezione fra la curva che descrive il segnale d'uscita del modulatore di frequenza in funzione del tempo e una retta parallela all'asse delle ascisse, disegnata per un determinato valore di pressione dell'aria (metodo originale di Sharp, 1974). 

Ciascuna linea verticale è un impulso corto del segnale a microonde ad una frequenza alla quale è sensibile il cervello umano poi il cervello converte il treno d'impulsi di microonde in una voce che non pur essere udita. In altre parole, il cervello è in grado di sentire e di comprendere questa voce inaudibile, mentre l'orecchio ode eventualmente soltanto un 'tono' o un 'trambusto'. Quando si riesca a trasmettere una suggestione ipnotica che non può essere udita consciamente, si è eliminata una barriera importante all'accettazione, da parte del soggetto, delle parole che sono trasmesse. 

Nei decenni scorsi, pubblicità subliminali che utilizzavano voce e immagini a frequenze normali erano abilmente inserite in trasmissioni radiofoniche o televisive apparentemente normali. Apparentemente ciò non funzionava bene, e oggi nastri d'apprendimento subliminale a modulazione di frequenza vocale, disponibili in commercio, hanno soppiantato il metodo della frammentazione temporale.

Non esiste, dunque, nessuna possibile difesa conscia contro tale tipo d'ipnosi. E ricordate: questa
tecnologia era operativa già nel 1974!

" FONTE - LINK

 

Un lettore ci ha inviato questa lettera, e come l'abbiamo ricevuta la pubblichiamo!

Suggellare la tivù.- traddo da disinformazione.it

lettera firmata

Gentile redazione, 
vista l'intollerabile e palese mancanza di pluralismo dell'informazione attuata dal servizio pubblico televisivo, da quest'anno ho deciso di far suggellare il mio televisore.

In base all'art.5 lett.B delle Norme per l'Abbonato è prevista questa possibilità e io ho deciso di ricorrervi, consapevole dei rischi che questa mia azione potrà comportare. Bisogna pagare Euro 5,16 per i diritti e le spese.

So bene che i personaggi che sono stati messi in Rai, per affossarla, non vedono l'ora di trovare scuse per la sua privatizzazione. Ma nonostante questo ho comunque deciso di agire perché la situazione è insostenibile. Ho smesso di guardare le reti Rai, (Mediaset non la guardo già da molto tempo), perché ormai è la clonazione della Tv privata, con il medesimo cattivo gusto, la stessa pubblicità e gli stessi programmi per lobotomizzati.

L'importo del canone (Euro 93,80), per dimostrare che la mia azione non è volta a risparmiare la tassa, l'ho versato a EMERGENCY (allegato sotto) di Gino Strada.

Se avrete il coraggio di pubblicare questa mia lettera forse qualche altro utente troverà il coraggio di far sentire con forza la sua flebile voce. Sempre nella speranza che il messaggio arrivi in alto e scuota un po' le coscienze di coloro che hanno in mano l'informazione e la formazione
di un popolo.
Saluti
L.P. (lettera firmata) 

BOLLETTINO

TESTO RACCOMANDATA

Spett.le
S.A.T. Sportello Abbonamenti TV , Casella Postale 22 , 10121 Torino (To) 

Oggetto : raccomandata A.R. per suggellamento televisore abbonamento TV n. XXXXXXXX

Con la presente raccomandata, in base all’art.5 lett.B delle Norme per l’Abbonato chiedo il suggellamento del televisore. A tal proposito allego copia del vaglia postale n.42019 0002 02 101202 del 10/12/2002 di € 5,16 per diritti e spese di chiusura.

A tale soluzione sono giunto per l’intollerabile e palese mancanza di pluralismo dell’informazione da parte del servizio pubblico, per il quale ho sempre pagato regolarmente il canone Rai. 

A dimostrazione che non è mia intenzione frodare nessuno, allego anche copia del bollettino postale dell’importo esatto del canone Rai, da me versato ad Emergency, con la certezza che la suddetta somma verrà usata, da loro, in modo più proficuo.

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Visto che l'informazione è manipolata, distorta e totalmente filtrata,
l'idea di una tivù di quartiere è molto interessante!

Tv di quartiere: controinformazione fai-da-te
di Simone Spina - "Il Nuovo" 25 febbraio 2003 

In venti trasmettono e altrettante sono pronte a farlo. Le "Street tv", micro-emittenti che sfruttano i "buchi" dell'etere per mandare in onda quelli che gli altri non dicono. Ecco come se ne costruisce una.

MILANO – Un’antenna, un trasmettitore e una frequenza. Detto così sembra semplice e in effetti non è poi tanto complicato farsi un’emittente televisiva in casa. Quelli di Telestreet, il network di tivù indipendenti, ci credono e assicurano che bastano circa mille euro per mandare via etere quel che si vuole, sfruttando i “coni d’ombra” (le frequenze non acquisite ancora da nessuna tivù), in zone limitate di una città. Sono piccoli canali televisivi, chiamati tivù di quartiere, che si stanno diffondendo in tutt’Italia dal giugno del 2002, quando a Bologna è nata Orfeo, prima tivù di strada. Sono piccoli, questi canali, ma efficaci e, per qualcuno, scomodi. Anche perché, Telestreet non nasconde nel suo manifesto di essere una “piattaforma” non solo tecnica e informativa, ma anche politica.

Con un debole per la sinistra, le “street tv” fanno controinformazione e così può capitare che qualcuna venga chiusa. Come nel caso di Telefabbrica, l’emittente messa su nei giorni caldi degli scioperi alla Fiat di Termini Imerese, bloccata per ordine del Ministero delle Comunicazioni. Piccole ma numerose (ce n’è una ventina in giro e altre venti stanno per nascere) le tivù di quartiere sono un’evidente nota stonata nell’immobile duopolio televisivo (Rai-Mediaset) italiano. Ma uno degli aspetti più interessanti di questo fenomeno è che basta poco per tirare su una di queste tivù, che somigliano tanto alle “radio libere” degli Anni 70 e alle web-zine che hanno invaso internet.

''Restituiamo i telecomandi alla Tv di Stato, strappiamo i nostri abbonamenti, invitiamo i professionisti dell'informazione alla diserzione tecnica e morale e ribadiamo il no alla guerra''. Gli attivisti delle tivù di quartiere hanno le idee chiare e dopo la bufera sulla Rai sono scesi in piazza lo scorso 22 febbraio.

Dal punto di vista tecnologico, dal sito di Telestreet, si ricava che per tirare su unativù di quartiere è necessario trovare una frequenza libera, un trasmettitore, un’antenna e dei cavi da connettere tra trasmettitore e antenna. Andiamo con ordine. Premesso che tutto è ispirato alla “massima economicità”, “facilità d’installazione e utilizzo” e all’intento di non disturbare altre emittenti e cittadini, la caccia alla frequenza libera si svolge facendo zapping tra i canali esistenti e cercando quello che non trasmette nulla in una determinata zona della città.

E’ questo il “cono d’ombra”, cioè la frequenza libera non occupata dai canali che la frequenza l’hanno ottenuta dal governo. Il “buco” si crea in spazi molto ridotti, a causa della “portata ottica” del segnale televisivo che quando incontra ostacoli s’oscura. E’ in quest’ambito ristretto che la tivù di quartiere può trasmettere. 

A questo punto si deve scegliere un trasmettitore. Quelli di Orfeo hanno scelto e consigliano di procurasene uno di quelli utilizzati per diffondere i segnali video all’interno dei condomini (non, quindi, un vero e proprio apparato per broadcasting). Questi trasmettitori costano poco (circa 260 euro) e hanno bisogno di poca manutenzione e vanno assemblati mettendo assieme a un modulatore (da dove si genera il messaggio televisivo), un amplificatore (che invia il segnale all’antenna) e un alimentatore (che trasforma l’elettricità da 220 a 12 volt). 

Quindi tocca all’antenna. Orfeo ne ha scelto una di quelle che s’installano comunemente sui tetti delle case per ricevere i segnali tv. In particolare, con non più di 30 euro, si può scegliere tra antenne “Log-Periodiche” e quelle a “Pannello”. Le prime sono più potenti; con le seconde però è più facile diffondere il segnale in più direzioni poiché se ne possono piazzare facilmente più di una su uno stesso punto. Telestreet quindi descrive come posizionare l’antenna e come “accoppiarene” in modo efficace più di una (in questo caso bisogna applicare un “partitore”, un circuito che permette di suddividere il segnale televisivo). 

Per quanto riguarda i cavi, che collegano trasmettitore e antenna, non importa la marca quanto che siano a 75 Ohm, a doppia schermatura e neri affinché resistano ai raggi Uv. I cavi, comunque, mangiano “potenza” in proporzione alla loro lunghezza, quindi è necessario che trasmettitore e antenna non siano troppo distanti. Quelli di Orfeo hanno piazzato il trasmettitore ai piedi dell’antenna, ficcandolo dentro una scatola in vetroresina. Per maggiori dettagli, comunque, quelli di Telestreet sono sempre disponibili. 

Basta fare un click sul loro sito

 

XI° COMANDAMENTO: CREDI ALLA TELEVISIONE!
di Corrado Malanga

Quale è l’arma più potente...? La bomba atomica? Le armi chimiche? Le religioni?
No! L’arma più potente è "Carosello"! Nel senso della pubblicità. Forse non ci avete mai pensato. Avete creduto di assistere a semplici show pubblicitari che non avrebbero minimamente influito sulla vostra psiche, avete avuto l’impressione che chi vi dice di comprare un certo prodotto invece che un altro non abbia potere sulle vostre menti ed invece vi sbagliate.

Andate a comprare un detersivo e non vi ricordate che detersivo dovete comprare? Vi viene in mente un nome... è il vostro inconscio che parla e muove la vostra mano verso lo scaffale giusto. Lo avete visto in televisione, le vostre amiche ve lo hanno detto... che fai compri una cosa che nessuno compra? Compri una cosa fuori moda? Solo perché costa meno?
La pubblicità te lo insegna: "se costa meno vuol dire che vale meno!..."

Ed ecco il primo assioma: le cose devono costare per valere. Se sei, se vali, compra dunque quello che ti dicono di comprare.Se non vali ma sei intelligente compri quello che ti pare.

Se vali compri per sembrare, se sei, compri per essere ma non conti niente.
Ma per essere non c’è bisogno di comprare. C’è bisogno di comprare solo se si è in mano alle multinazionali.

È evidente che non si può valere se ti metti uno shampoo in testa rispetto ad un altro. Non si può valere se ti metti la lacca qualsiasi che ti fissa i capelli. Quella lacca ti fissa anche le poche idee che hai e che, da quel momento, non potrai più esprimere avendo laccato anche la tua intelligenza.

Il potere usa dunque le reclame attraverso le televisioni per friggerti il cervello. Ha buon gioco in questo perché la maggior parte delle intelligenze, oggi come oggi, sono fritte...
La scuola promuove a punteggio, come se fossimo al supermercato, i politici credono ancora che i voti avuti siano la risposta alla loro campagna politica mentre sono solo la risposta al fatto che hanno detto agli italiani: "Votate me e farò solo i vostri interessi..."

Ma parliamo di ufo che è meglio per tutti...

Prendiamo per esempio la televisione e la visione che questa fabbrica di immagini offre degli ufo. Dobbiamo ricordare che la televisione in realtà non è semplicemente una fabbrica di icone ma è una fabbrica di immagini volute da chi governa. Chi non è al potere non può raggiungere la televisione e non può dire quello che pensa per il semplice motivo che tutto questo gli viene impedito. Potrebbe dire qualcosa di sconveniente, potrebbe dire qualcosa contro il governo...

Che c’è di male nel parlare male del gover no? Niente... se il governo è in buona fede.
Dunque avete mai pensato che alla fine delle scuole si intervistano gli studenti e si intervistano sempre quelli del classico? Perché non chiedere ai geometri cosa ne pensano dell’anno scolastico passato, dei professori, dei programmi...

No! lo si chiede al quelli del classico... si dice che sanno parlare meglio...
La realtà purtroppo è un’altra. Il classico ha sempre rappresentato una scuola d’élite, al classico ci vanno i figli dei professori e degli industriali, quelli che già comandano, dunque quelli che probabilmente hanno già avuto in famiglia, dai loro genitori, il lavaggio del cervello.

E si vede dalle loro dichiarazioni: "...sì la scuola non va bene, i compiti sono difficili, i professori esigenti..."
Provate a chiederlo ai geometri e vi diranno: "La scuola è uno schifo, non ci prendono sul serio, i docenti sono quello che sono..." ecc.

Ma non avevamo detto che avremmo parlato di ufo?
Allora poniamo la nostra attenzione al problema ufo visto dalla televisione.
Partiamo dalle reclame. Le banche invocano alieni che vengono dallo spazio per accendere mutui sulla Terra. Qualcuno vuole vendere case agli alieni perché gli alieni vogliono parlare solo con loro.

La "Coca Cola" fa uno spot in cui si vede una astronave aliena che rapisce un distributore della "Fanta" ma che lo sputa fuori perché sgradevole mentre decide di rapire il distributore di bibite della Coca Cola.

La "Coop" fa vedere gli alieni che rapiscono un Terrestre che però prima del viaggio interstellare vuole passare al grande magazzino per prendersi un panino.

E che dire di "Famiglia Cristiana" quando gli alieni rapiscono l’intero furgone con centinaia di copie della rivista, mentre il conducente del furgone si preoccupa della bolletta di consegna?

Ebbene sì: il telefono di casa è gestito dagli alieni buoni ch e vogliono tornare a casa, tanto loro la bolletta mica la pagano, mentre una fabbrica di macchinette per calcoli elettronici recita... "distraetevi pure a guardare gli alieni, tanto la Texas Instrument vigila sui vostri conti".

Che importanza ha se verrete inceneriti sul posto dal raggio laser di un alieno, basta che prima di morire abbiate pagato l’IVA...

Anche "Amnesty International" mostra la figura di un Grigio tra il filo spinato... Vogliamo forse escluderlo da tutto il resto dell’umanità?

Mi ricordo di una reclame di una importante casa produttrice di pasta, che mostrava una massaia al ritorno a casa appena in tempo perché la pasta non scuocia.
"Cosa hai fatto - gli dice l’amica - non mi dirai mica che sei stata rapita da un alieno che ti ha messo incinta senza che tu te ne accorgessi..."
Lo spot è stato ritirato dopo quarantott’ore!
E che pensare dei famosi film di X-files?

Lì dentro si vede di tutto.
Gli alieni possiedono il tuo corpo, ti rubano l’anima, sono collusi con il potere, ti ingravidano una donna e poi riprendono il feto senza dirti niente. Dunque mi sembra il momento di fare chiarezza in tutto questo bailamme di informazioni. Poniamo dunque l’attenzione sull’ufo come oggetto pubblicitario.

L’ufo da consumare diviene un articolo che, da archetipo junghiano, passa direttamente a oggetto del desiderio.

Gli ufo vengono venduti o fatti oggetto di commercio.
Si vendono le magliette con l’ufo, si vendono addirittura i feti alieni in bottiglia, si vende tutto ciò che è pubblicizzato dalla figura del povero grigio, l’EBE (Entità Biologica Extraterrestre, come lo identifica la Casa Bianca Americana nei documenti del Freedom of Information Act). Tutto ciò per far credere che nell’immaginario collettivo ormai l’alieno e l’ufo abbiano trovato un posto.

L’inganno di fondo è proprio questo: pensare che l’ufo sia nell’immaginario collettivo mentre è nel reale personale. 

Chi dice, da oggi in poi, di aver visto un alieno verrà tacciato per visionario poiché gli si dirà che ha visto troppa televisione...

Ecco dunque il vero scopo della televisione e del suo messaggio: l’alieno è un frutto della nostra fantasia e chi dice di averli visti ha solo visto uno spot pubblicitario od un episodio di X-Files.

Questa serie è stata comprata dalla televisione di decine di paesi, appena finita, senza stranamente badare a spese, come se tutto fosse già stato a tavolino premeditato. Facciamo vedere ai Terrestri una bella storia e diciamo che è fantastica così chiunque abbia voglia di fare qualche pericolosa dichiarazione sulle sue esperienze con gli alieni, sarà scoraggiato dal fatto che X-Files ha già fantascientificamente trattato l’argomento. Inoltre, per mostrare che si tratta di fandonie, si alternano episodi che trattano di cose reali con film del tutto assurdi dal contenuto demenziale.

Si confida nella incapacità di discernimento d el video ascoltatore.
La televisione tratta tutti gli argomenti con lo stesso stile dettato da un’unica regola: fare audience. Se per fare audience bisogna dare al telespettatore video-spazzatura gli si darà video-spazzatura.

I governi sono contenti perché non viene fatta vera informazione e i direttori di canale rimangono al loro posto e non sono cacciati dal governo che li comanda.
Io gli X-files non li ho mai guardati... mi sono anche chiesto perché.
Mi sono chiesto perché non guardo le corse automobilistiche o le partite di calcio perché non mi importa dell’ultimo spettacolo di Frizzi... Sarò anormale?

Ma poi ho pensato che gli X-files non li guardo mai perché io, come altri, che lavorano da anni su fenomeno dei rapimenti alieni, gli X-files... quelli veri... ce li abbiamo in casa tutte le sere!

Il tentativo di depistare le indagini, di nascondere le testimonianze, di confondere sotto una brutale globalizzazione dell’informazione, il fenomeno che vede collusi i governi con le forze aliene su questo pianeta, è però materia di inutile discussione per i ricercatori. Ammetto che tutto ciò non abbia un grande successo sulle masse, ma ho fiducia in chi è ancora abituato ad usare il proprio cervello...

E per dimostrarvi ciò vi racconterò di un episodio che mi è capitato di cogliere, quale incredibile cronaca e testimonianza, mentre facevo una delle mie solite indagini su un possibile addotto italiano.

Il soggetto (addotto nda) è un noto professionista statale, impegnato nell’ambito della giustizia e dell’ordine pubblico. Lui, come altri, ha la famiglia totalmente impegnata nel tentativo di capire cosa sta loro succedendo.

Risparmiandovi l’intera storia vi racconterò solo del bimbo piccolo, un anno e mezzo, quando, lasciato a casa dei nonni per il week-end, viene ripreso dai genitori la domenica.
Il babbo aveva indossato una maglietta nuova, una maglietta che mostrava come disegno quell’espressione da grigio con grandi occhi che oggi come oggi è facile trovare anche nei nostri supermercati e che fa quindi parte del nostro immaginario collettivo. Il bambino corre verso la mamma come faceva sempre, tutte le domeniche quando i genitori lo andavano a riprendere. "Mamma... mamma..." - grida il bambino, ma si ferma a mezza strada. Fermo, guarda per la prima volta la maglietta del babbo. In silenzio, cambia direzione, va verso il padre e comincia a strusciarsi contro la sua maglietta. Un comportamento decisamente insolito!

Tutto accade in un silenzio incredibile. I genitori non sanno cosa fare mentre il bimbo si struscia ripetutamente all’effigie di un classico grigio sulla maglietta paterna.
La nonna rompe il ghiaccio: "Chi è quello lì... lo conosci?" Ed il bimbo (un anno e mezzo di età) senza incertezze: "certo che lo conosco è Kikom!" "E chi è Kikom...?". "È il mio amichetto che viene di notte a giocare con me".

"E da dove viene questo Kikom?" - chiede la nonna. Ed il bambino alza un ditino verso l’alto, verso il cielo... Il bambino riconoscerà il viso di Kikom anche in quello strano personaggio di una reclame - qualcuno la ricorderà - che sponsorizzava un videoregistratore ultima generazione. Il personaggio o testimonial di quella reclame era una "ragazza" con il viso totalmente triangolare ed i grandi occhi neri ed obliqui, corpo esile, espressione totalmente aliena.

Immaginario collettivo o reale individuale?

Non abbiate paura della vostra risposta. Abbiate paura dei vostri governi che vi nascondono la verità!

" FONTE - LINK "

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