MARIA SIMMA

Maria Agata Simma è nata il 5 febbraio 1915 a Sonntag (Vorarlberg). Sonntag è situato all'estremo lembo del Grosswalsertal, a circa 30 Km. ad est di Feldkírch, in Austria.

I suoi tre soggiorni in convento l'hanno formata e l'hanno fatta progredire spiritualmente, preparandola così al suo apostolato in favore delle anime del purgatorio. La sua vita spirituale è caratterizzata dall'amore filiale verso la Santissima Vergine e dal desiderio di soccorrere le anime dei purgatorio, ma anche d'aiutare con tutti i mezzi le Missioni.
Ella ha votato la sua verginità alla Madonna e ha fatto la consacrazione a Maria del Santo Grignon de Montfort, in favore, soprattutto, dei defunti, si è pure offerta a Dio, facendogli il voto come ...

"ani-ma vittima", vittima d'amore e d'espiazione.
Maria Simma ha trovato ora, sembra, la vocazione che Dio le ha assegnata:

 " Aiutare le anime del purgatorio con la preghiera, la sofferenza espiatoria e l'apostolato ".

(Estratto dall'omonimo libro dell'edizioni Segno)

Maria Agata Simma è nata il 5 febbraio 1915 a Sonntag (Vorarlberg). Sonntag è situato all'estremo lembo del Grosswalsertal, a circa 30 Km. ad est di Feldkírch, in Austria.

I suoi tre soggiorni in convento l'hanno formata e l'hanno fatta progredire spiritualmente, preparandola così al suo apostolato in favore delle anime del purgatorio. La sua vita spirituale è caratterizzata dall'amore filiale verso la Santissima Vergine e dal desiderio di soccorrere le anime dei purgatorio, ma anche d'aiutare con tutti i mezzi le Missioni. Ella ha votato la sua verginità alla Madonna e ha fatto la consacrazione a Maria del Santo Grignon de Montfort, in favore, soprattutto, dei defunti, si è pure offerta a Dio, facendogli il voto come "ani . ma vittima", vittima d'amore e d'espiazione. Maria Simma ha trovato ora, sembra, la vocazione che Dio le ha assegnata: aiutare le anime del purgatorio con la preghiera, la sofferenza espiatoria e l'apostolato.

AIUTO ALLE ANIME DEL PURGATORIO

Già fin dall'infanzia, Maria Simma era venuta in aiuto delle anime del purgatorio con preghiere guadagnando loro delle indulgenze. A partire dal 1940 le anime del purgatorio vennero certe volte a domandarle soccorso in preghiera. Nel giorno di tutti i Santi del 1953 la Simma cominciò ad aiutare i defunti con sofferenze espiatorie. Soffrì moltissimo per un ufficiale morto in Carinzia nel 1660.
Questi dolori corrispondevano ai peccati da espiare. Durante la settimana che segue la festa di tutti i Santi, pare che le anime del purgatorio ricevano delle grazie, tramite l'intervento della Santissima Vergine. Il mese di novembre sembra pure essere per loro un tempo di grazie particolarmente abbondanti. Maria Simma era felicissima di vedere finito il mese di novembre, ma fu solo alla festa dell'Immacolata (8 dicembre) che ebbe inizio veramente la sua missione. 

Un prete di Colonia, morto nel 555, si presentò a lei con l'aria disperata: veniva a chiederle delle sofferenze espiatorie che lei doveva accettare spontaneamente, altrimenti egli avrebbe dovuto soffrire fino al giudizio universale. La Simma accettò; e fu per lei una settimana di dolori terribili. Ogni notte quest'anima veniva a darle nuove sofferenze. Era come se le avessero slogato tutte le membra. Quest'anima l'opprimeva, la schiacciava, per così dire; e sempre, da ogni parte, nuove spade penetravano in lei con violenza. Un'altra volta era come se si appoggiasse contro di lei una lama spuntata, che, incurvandosi, in seguito alla resistenza, si conficcava in ogni parte del suo corpo. Quest'anima doveva espiare omicidi (aveva partecipato al martirio delle compagne di Sant'Orsola), la sua mancanza di fede, adulteri e Messe sacrileghe.

E SEMPRE NUOVE ANIME VENIVANO A DOMANDARE SOCCORSO

Le sofferenze espiatorie che subiva per le pratiche anticoncezionali e l'impurità erano terribili dolori corporali ed orribili nausee. Poi le sembrava di giacere delle ore fra blocchi di ghiaccio, il freddo le penetrava fino alle midolla; era l'espiazione della tiepidezza e della freddezza dal punto di vista religioso.
Nell'agosto del 1954 iniziò un nuovo metodo per aiutare le anime. Un certo Paul Gisinger di Koblach si annunciò pregandola di domandare ai suoi sette figli, di cui indicò il nome, di dare per lui 100 scellini per le Missioni e di far celebrare due Messe, solo così avrebbe potuto essere liberato. In ottobre seguirono domande analoghe: somme minori o maggiori in favore delle missioni, onorari per Messe, recite del Rosario si rinnovarono una quarantina di volte ancora. Le anime si annunciavano sempre personalmente, senza che Maria rivolgesse loro delle domande. Nello stesso mese d'ottobre del 1954 un'anima del purgatorio le disse che durante la settimana dei morti avrebbe potuto fare delle domande a tutte le anime che i loro parenti erano disposti ad aiutare, accordando loro i soccorsi necessari.

COME APPAIONO LE ANIME DEL PURGATORIO?

Le anime del purgatorio appaiono in diverse forme ed in diverse maniere. Alcune bussano, altre appaiono improvvisamente. Le une si mostrano sotto un'apparenza umana, nettamente visibili come al tempo della loro vita mortale, vestite, di solito, come nei giorni feriali, altre invece vestite in modo evanescente. Le anime che sono avvolte nel terribile fuoco del purgatorio fanno un'impressione spaventosa. Più sono purificate dalle loro sofferenze, più diventano luminose ed affabili. Sovente raccontano come hanno peccato e come sono scampate dall'inferno grazie alla Misericordia Divina; alle volte aggiungono alle loro dichiarazioni degli insegnamenti e delle esortazioni. Per altre anime Maria Simma sente che sono presenti e che deve pregare e soffrire per esse. Durante la quaresima, le anime non si manifestano che per domandare a Maria di soffrire per loro durante la notte e anche il giorno. Succede pure che anime del purgatorio appaiano sotto forme straordinarie che fanno paura. Alle volte parlano, come durante la loro vita, nel loro dialetto. Quelle che sono di lingua straniera parlano male il tedesco con un accento straniero. dunque in maniera personale.

IN CHE MODO VANNO GIUDICATE LE APPARIZIONI

Queste apparizioni sono vere, o sono invece il frutto dell'immaginazione? Sono fantasticherie provocate artificiosamente da desideri o da letture? Diversi fatti garantiscono la loro autenticità come quella delle sofferenze espiatorie. Ecco i fatti.

1) Maria Simma desiderò, già dalla tenera infanzia, aiutare le anime del purgatorio: mise pure tutto il suo zelo per guadagnarsi le indulgenze di certi giorni particolari e recitò per le anime innumerevoli preghiere che acquistano le indulgenze. Ma, fino a questo punto, non sapeva che potesse espiare per le anime soffrendo per esse. Queste sofferenze espiatorie sono dure come quelle del purgatorio. Fu necessario tutto il suo spirito di sacrificio e la coscienza del suo voto fatto per accettare volontariamente di poter soffrire così per gli altri. Un giorno domandò se non fosse possibile che le anime venissero meno sovente, affinché avesse così il tempo per il sonno necessario, senza il quale non poteva più fare il suo lavoro. Le fu risposto che ella aveva fatto dono di abbandono totale, come "anima vittima". La sua era stata una offerta sincera, o un sogno pio? Se la Madre di Dio la prendeva in parola ella doveva accettare. Inoltre doveva cucinare meglio e mangiare di più: così avrebbe potuto sostenere un peso maggiore. 

L'uomo può sopportare più di quello che non crede. Le fu assicurato che le anime del purgatorio l'avrebbero aiutata ad assolvere il suo compito quotidiano. Maria Simma distingue nettamente colui che le appare in sogno da colui che le appare in stato di veglia. Le anime la svegliano, le rivolgono la parola e vanno a lei con le loro sofferenze. Alle volte succede che deve soffrire durante la giornata, mentre sta facendo il suo lavoro quotidiano. La prova che non si tratta di malattie ordinarie è il fatto che queste sofferenze sono certe volte annunciate e poi cessano immediatamente, una volta che è passato il numero fissato delle ore. Maria Simma mi ha detto sovente che le sembrava che l'anno mariano tardasse a finire, tanto le pesava. Certe anime del purgatorio l'hanno più di una volta sgridata, dicendole che doveva incaricarsi di tutto ciò che Dio le inviava.

2) Più volte è stato espresso il desiderio di potere osservare Maria Simma la notte, senza però essere visti da lei, per scoprire se veramente ella possedesse "qualche cosa". È ciò che fecero, spinti dalla curiosità, alcuni giovani. F N., A.N.,O W. B., E. B., W B. e in parte, una ragazza, K. B. , credendo ad una mistificazione. Le due notti antecedenti la festa dell'Immacolata Concezione, nel 1954, salirono per mezzo di una scala, fino ad un balconcino fiorito che stava davanti alla finestra aperta della camera di Maria Simma. Essi sentirono Maria gemere sordamente e piangere in mezzo alle sue sofferenze; la videro cercare il fazzoletto per asciugarsi le lacrime; la sentirono parlare con le anime del purgatorio, fare delle domande; la videro prendere delle note. Gli osservatori non videro né sentirono nulla delle anime, ma poi . cessarono di ridere e di prendere in giro le apparizioni delle anime del purgatorio. Avevano riflettuto.

Il più anziano dei giovani mi raccontò le sue impressioni e le sue osservazioni.
Maria Simma seppe da un'anima del purgatorio che l'avevano spiata durante due notti, ma ciò era stato un bene per gli "spioni". Quando ella seppe che essi non avevano visto le anime, domandò ad una di queste ultime come ciò fosse possibile. Ecco la risposta: "Questi giovani sono ancora in vita".
"Ma anch'io sono ancora in vita", obiettò Maria Simma, "e tuttavia vi vedo". E l'anima: " Tu sei dei nostri. Noi siamo nelle tenebre. Il cammino che conduce a te è luminoso". Maria Simma: "E se io non vi ricevessi?" L'anima: "Noi non possiamo forzarti a farlo, grazie alla Misericordia di Dio, poiché tu sei dei nostri". Maria Simma: "Che cosa significano queste parole: 'Tu sei dei nostri'? L'anima: "Con il tuo voto, tu ti sei data specialmente alla Madre della Misericordia. Ella ti ha dato a noi, e per questo motivo il cammino che conduce a te è luminoso per tante anime. Tu fai bene a riceverci con sollecitudine, con amore e con compassione. Così puoi liberarci più rapidamente soffrendo meno, ricevere più grazie e meriti e capire molte cose sul conto delle anime di cui t'informi".

3) Si può verificare la verità dei fatti constatando l'esattezza delle indicazioni date da Maria Simma a proposito delle anime. Queste indicazioni dovevano essere trasmesse ai loro parenti che, nella maggior parte dei casi. erano completamente sconosciuti a Maria. Nel rapporto indirizzato a monsignor Tschann figurano delle lunghe liste di nomi di defunti con le loro richieste. Ho inviato la maggior parte delle indicazioni ai curati affinché le potessero esaminare, pregandoli di dame risposta nel caso che queste indicazioni fossero conformi alla realtà: per i casi sottolineati nel mio rapporto mi è stato segnalato che le indicazioni erano esatte.

4) Nei fatti indicati dalle anime per le quali Maria ha dovuto sopportare delle sofferenze espiatorie. ho potuto rilevare certe circostanze di cui la Simma non poteva saper nulla, tenendo in considerazione la sua ignoranza. Questo vale per il caso del prete di Colonia che aveva cooperato al martirio di santa Orsola e delle sue compagne. Durante la valanga catastrofica del gennaio 1954, delle anime del purgatorio dissero a Maria che c'erano degli infortunati seppelliti vivi sotto la neve. L'ultimo fu ritrovato vivo a Blons due giorni più tardi. Altre catastrofi che si verificarono nel corso dell'anno mariano le furono ugualmente predette.

La Simma mi annunciò, due giorni prima che i giornali ne parlassero, l'inondazione che ebbe luogo durante l'estate del 1954. Certe anime gliene avevano parlato.

5) Nel carattere di Maria Simma non c'è nulla di complicato, nulla di teso. Da quando ha cominciato ad offrirsi soffrendo per espiare, ella dà l'impressione di una gran calma e di un'uguaglianza d'umore maggiore di quella di prima. Dopo la fine dell'anno mariano risentì la fatica dei mesi che precedettero Immacolata Concezione. Provò un gran bisogno di sonno: ciò che potrebbe accadere ad ogni essere normale nelle medesime circostanze.

6) Ciò che Maria ha imparato per mezzo delle anime, ciò che ha visto per sua istruzione e conforto concorda pienamente sia con gli insegnamento di fede sulla giustizia e la Misericordia Divine, sia con la dottrina del purgatorio, sia con i giudizi e le dottrine dell'autorità ecclesiastica.

7) Il fatto che Maria Simma abbia potuto fare delle domande e ricevere delle risposte concernenti le anime, ha fatto nascere dei dubbi. Si ha ragione di temere che gente curiosa tramuti i fatti, cercando in essi qualcosa di sensazionale. All'inizio alcune persone pregarono Maria Simma di fare delle domande alle anime sui loro parenti defunti. Verso metà ottobre, le fu annunciato che durante la settimana dei morti avrebbe potuto fare delle domande per tutte le anime i cui parenti avessero intrapreso o compiuto le buone opere di cui avevano bisogno. Senza alcun dubbio è gradevole a Dio che i parenti si preoccupino dei loro defunti. Ma Maria seppe che ci sono pure in purgatorio delle anime alle quali poteva interessarsi, senza tuttavia essere obbligata a farlo. Si trattava, per la maggior parte, di anime che si trovavano nel più basso grado del purgatorio. Per un disegno speciale della pietà della Madre della Misericordia, queste anime potevano domandare a Maria Simma la loro liberazione. Ciò le fu detto parola per parola così:

"Queste devono informarti che non sei obbligata ad interessarti a loro, ma che lo puoi. Sì, per un certo numero di esse, tu devi domandare per mezzo della preghiera di potertene incaricare. Se tu scarti queste anime non sei colpevole di nessuna colpa, ed esse non hanno più il diritto di importunati una seconda volta. Ma se tu t'incarichi con
sollecitudine riceverai le maggiori grazie, e noi potremo darti delle informazioni maggiori concernenti i defunti".

CATTIVO GIOCO DEL DEMONIO

Il demonio andò assai sovente da Maria Simma per spaventarla e distoglierla dalla sua missione espiatrice. Si presentava certe volte sotto le sembianze di un angelo di luce. Una volta pure si presentò sotto le spoglie del curato di Reisch di Nenzíng che altre volte era stato il confessore di Maria; poi sotto quelle del canonico Sattler, cappellano dell'istituto di San Giuseppe, poi come la superiora delle suore del sacro Cuore di Gesù ad Hall. Lo pseudo-canonico voleva quasi far di Maria Simma una santa ed ispirarle di rinunciare al suo voto del dono totale a Maria. Allora ella riconobbe in lui Satana mascherato. Lo cacciò dicendo: "Se sei il demonio io ti ordino, in nome di Gesù, di ritirarti". Poi gettò dell'acqua benedetta... ogni cosa scomparve.

Le cose andarono particolarmente male durante la settimana Santa del 1954. Infatti la Madre di Dio aveva annunciato a Maria Simma che quella settimana le avrebbe portato dei grandi sacrifici, delle grandi prove che doveva sopportare da sola. Maria notò a questo proposito: "Dal 10 al 17 aprile 1954 il demonio mi tenne quasi interamente in suo potere. Credevo d'essere all'inferno, invece che sulla terra. Il demonio diceva che avevo fatto spesso delle confessioni e delle comunioni cattive. Una volta avrei commesso - diceva - un grave peccato che avrei considerato con grande indifferenza". Risposi: "lo non so nulla di tutto ciò". Ma il demonio riprese: "La tua coscienza è così addormentata che tu sei sempre più a mia disposizione. 

Le apparizioni di anime sono delle illusioni che vengono da noi, nessuna di queste anime è stata liberata. Noi te l'abbiamo detto già sovente. Nella tua grulleria non ci hai fatto attenzione. Ma sentirai ora amaramente che è così". Voleva - diceva - avere pietà di me (dal momento che ero caduta nell'inferno) e non assegnarmi il posto dove si soffriva maggiormente. In breve, credevo di essere già all'inferno. Di quando in quando il demonio faceva un rumore terribile, quasi che la casa cadesse o che prendesse fuoco. Oppure una fiamma sprizzava nella camera dove c'era come un rumore di esplosione.
Un'anima dei purgatorio mi consolò: "Non spaventarti di dover soffrire a causa dei nemico. Il tentatore può anche torturare, crudelmente, delle anime che sono in purgatorio, non per annientarle, ma per purificarle. 

Non si tratta di collera, ma di misericordia divina, poiché le anime non sono dei "vasi di collera", ma dei "vasi di misericordia" riservati all'eterno splendore. Ti avverto, Satana è animato da un gran furore contro di te. Egli cerca di sconcertarti tanto quanto è in suo potere. Se potesse torturarti come vorrebbe ti farebbe in briciole. Tu non potresti né guardare, né leggere alcuno scritto il cui contenuto sia d'aiuto alle anime del purgatorio. "Egli può agire contro di te solo nella misura in cui Dio lo permette, poiché tu sei sotto la protezione speciale della Madre di Dio, che egli teme come la spada. Ma cerca ogni occasione per vendicarsi Vorrebbe arrivare a farti - nel tuo smarrimento e nella tua angoscia - rinunciare al tuo voto d'abbandono verso la Santissima Vergine, per, rompere così le relazioni fra te e le anime del purgatorio. Ti prevengo: ha già agito così con altre anime; ne ha anche trascinate all'inferno. Queste anime provate non ne avrebbero che gioia a vederlo fare altrettanto con te. Non impaurirti, non angosciarti! Sii umile! 

Più tu sarai modesta, meno il nemico avrà presa su di te. Noi ti aiutiamo, ma è la Madre della Misericordia che ti aiuterà particolarmente". Dalle ore 21 del 2 dicembre 1954 alle ore 4,30 del mattino successivo sentii delle forti bruciature. Non c'era nessuno vicino a me! Mi sentivo proprio abbandonata. Di tanto in tanto sentivo un bruciore infernale; ne provavo ogni volta un grande spavento. Una voce diabolica mi gridò: " Verremo presto a cercarti, cretina!". Era spaventoso, quasi perdevo la speranza.
La cosa più terribile era che avevo il sentimento di essere stata abbandonata da Dio stesso, di non poter pregare e di sentirmi come in preda al demonio. Il mattino dopo, alle ore 4,30, ogni sensazione di bruciatura scomparve improvvisamente e così la terribile paura dell'inferno.

CONTINUA...


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