"....Questo è il grande errore del nostro tempo... I medici tengono separata l'anima dal corpo." (Platone) 

Risvegliare la coscienza 

L'aspetto sottile delle malattie è ancora nuovo per l'umanità e per il suo grado evolutivo attuale, come lo è, ancora in parte, anche la medicina psicosomatica, ancora poco sviluppata. La coscienza dell’essere umano si identifica ancora con la forma esterna, con il mondo oggettivo percepito dai 5 sensi. Dice Ouspensky, nel suo libro La quarta via, "il primo passo è accorgerci di non essere consapevoli..." Rendendoci conto di vivere nell'incoscienza si comincia a sentire la necessità di acquistare maggiore consapevolezza, di "risvegliarsi" e si lotta per uscire dall'oscurità e dalla nebbia.” 

Ritrovare dunque noi stessi, quello che siamo in realtà, accettarci come siamo, anche dal lato negativo, che spesso neghiamo. Accettandolo possiamo tramutarlo e incanalarlo nella giusta direzione con una paziente opera di autoanalisi, per poi giungere all'autorealizzazione e all'armonizzazione, basi per la perfetta serenità, per il completo equilibrio e, di conseguenza, anche per la salute fisica e psichica. 
Prima che possa avvenire il risveglio della coscienza del Sé, che porta un completo cambiamento nell'individuo e lo fa divenire un "nuovo nato", c’è pertanto un lungo periodo di travaglio e di crisi, e naturalmente disturbi e malattie fisiche e psichiche (nevrosi) che indicano l'approssimarsi di questo evento meraviglioso, verso cui l'uomo tende senza rendersene conto. Egli soffre fino a quando non comprende di essere giunto ad un punto cruciale della sua vita, ad una svolta decisiva, per cui deve fare una scelta, orientarsi definitivamente verso la luce e operare una vera e propria "conversione" della propria coscienza. Sri Aurobindo afferma che in realtà l'evoluzione non è altro che una lenta e graduale trasformazione dell'energia in coscienza. 

Quali possono essere gli inconvenienti del nostro attuale stato di incoscienza e di scissione? 

Possono essere infiniti, come possiamo constatare in ogni momento della nostra vita. Errori, illusioni, scelte sbagliate, atteggiamenti negativi, aridità, egoismo, ecc. con tutte le prevedibili conseguenze che portano con sé infelicità, angoscia, depressione e infinite sofferenze e difficoltà sia sul piano psichico che sul piano fisico, sotto forma di malattie. Viviamo separati, scissi da quella che è la nostra reale essenza, dal centro del nostro essere, che è armonia, gioia, totale consapevolezza. Vi è una sorta di resistenza verso la voce silenziosa del nostro vero Io ed è l'ostacolo più grave verso la guarigione. La personalità ha paura di crescere, di maturare, di soffrire e trova rifugio nella malattia. 

I corpi sottili 

L'essere umano è un essere molto complesso. Il concetto base che dobbiamo sempre tenere presente alla mente è che l'essere umano è un aggregato di energie di vario livello vibratorio. L'uomo non ha soltanto un corpo materiale, solido, visibile, ma anche altri corpi sottili che sono invisibili all'occhio fisico, simili a campi di forza. L'uso errato delle energie può verificasi in uno qualsiasi dei corpi, nel corpo eterico, nel corpo astrale (sede delle emozioni e dei sentimenti) o nel corpo mentale (aspetto intellettivo della psiche). 

Il corpo astrale 

L'umanità in genere è mossa dal desiderio e dalle emozioni, per tale ragioni il corpo delle emozioni (astrale) è sempre agitato e congestionato. Le cause più frequenti delle malattie si trovano proprio nel corpo astrale perché nell'umanità di medio livello è il più sviluppato ed il più usato ed in esso si generano i problemi e gli errori più frequenti. Ansia, paura, passioni, desideri disordinati: questi stati d'animo si trasmettono al corpo fisico denso attraverso il corpo eterico, tramite il plesso solare. Generalmente non siamo capaci di essere aperti, ricettivi e di identificarci con gli altri perché abbiamo costruito un muro intorno a noi, ma dentro l'energia preme e vorrebbe esplicare la sua funzione. Noi interpretiamo questa pressione come desiderio di qualche cosa che ci manca. Ci sentiamo privi, svuotati, separati, ma non sappiamo da che cosa. Alla radice di tutto ciò c'è la nostalgia dell'unità che abbiamo perduto. 

Il corpo eterico 

E’ la controparte bioelettrica del corpo fisico denso, costituisce l'aura di una persona, di qualità e vibrazione diversa a seconda del suo grado di purezza e di realizzazione interiore. E' composto di materia fisica molto sottile e pertanto invisibile all'occhio comune, che gli scienziati chiamano etere (e gli orientali prana), e che pervade tutto, non solo tutti i corpi, ma anche tutto lo spazio (il vuoto non esiste). Il corpo eterico ha la stessa forma del corpo fisico, lo compenetra e fuoriesce da esso di qualche centimetro, intersecato da canali di energie (nadis) che sono la controparte del sistema nervoso. In questa rete di "nadis" si trovano 7 punti focali, o plessi, chiamati in sanscrito chakra (ruote, centri di forza) corrispondenti alle sette ghiandole endocrine principali. 

Il linguaggio degli organi 

La malattia è utile perché ci indica e ci rivela gli errori e le deficienza che sono in noi. Questo è un aspetto molto importante che non deve essere trascurato. La malattia infatti nasconde un "messaggio" che deve essere decifrato. Anche la medicina ufficiale si sta aprendo verso interpretazioni meno materialistiche e meccanicistiche e ci si è resi conto che quello che constatiamo con i sensi non è tutto. A seconda dell'organo o della funzione che sono colpiti, vi è un particolare problema, un conflitto diverso, un errore specifico da individuare. Vi è, per così dire, un linguaggio degli organi, un simbolismo, che deve essere interpretato che è ammesso, in via ipotetica, anche dalla medicina psicosomatica, e che col tempo dobbiamo imparare a decifrare. 

Vi sono varie malattie che possono essere provocate dal risveglio dei centri (chakras). Ad esempio, il risveglio del plesso solare può provocare disturbi di stomaco, di fegato e intestinali. Il risveglio del centro della gola, ipertiroidismo, disturbi del metabolismo. Il risveglio del centro del cuore fa sì che l'individuo diventi sensibile e ricettivo anche alle sofferenze ed ai problemi degli altri, lo rende aperto alle vibrazioni altrui che assorbe inconsapevolmente, così che le sue difficoltà sono aumentate dalla identificazione con quelle dei suoi fratelli. Tuttavia la coscienza interiore focalizzata nell'anima lo sostiene, gli dà forza e serenità. Soffre, ma la sua sofferenza è senza disperazione, senza angoscia, poiché conosce la causa e l'utilità. Collabora con le forze evolutive ed anche se ha dei periodi di oscurità, sa che saranno seguiti da periodi di luce. 

Il sentiero evolutivo 

Vi sono persone che sono più mature di quello che credono, ma che non vogliono accettare questa loro maturità, perché accettarla vorrebbe dire cambiare vita, fare delle scelte, mutare atteggiamento, operare delle trasmutazioni, rinunciare all'orgoglio personale... tutte cose che l'io personale non vuole fare poiché si è formato, come dice Sri Aurobindo "il nodo di ostinazione dell'ego (l'io inferiore), che è molto duro a morire". Il grado evolutivo di un individuo corrisponde al suo grado di risveglio di coscienza. Essere coscienti significa soprattutto essere usciti fuori dalla meccanicità del vivere automatico, liberi dai condizionamenti della natura inferiore. Il passaggio dall'incoscienza alla vera coscienza è graduale e lento. E' una strada che l'uomo percorre interiormente, pur senza saperlo. E' il sentiero evolutivo che ha vari livelli e stadi, ognuno dei quali è caratterizzato da certe manifestazioni e atteggiamenti. 

Per quello che riguarda la salute dell'individuo, i disturbi, i malesseri, le malattie che lo colpiscono sono diversi a seconda del suo livello evolutivo. La tradizione esoterica, come dice Angela Maria La Sala Batà nel suo libro Medicina Psicospirituale divide i gradi evolutivi dell'umanità in: 
- Uomo primitivo: schiavo dei suoi istinti, con scarsa emotività. 

- Uomo comune: subisce ancora le influenze dell'ambiente, della società in cui vive. Non si pone il problema del significato della vita. Attaccato ai beni terreni, solo alla sua famiglia, al suo lavoro, alla vita terrena. 

- Uomo di ideali: comincia ad uscire dal suo egoismo ed ad aspirare verso qualcosa di elevato e nobile, tende ad una meta precisa, ha un movente puro e sincero anche se talvolta l'ideale che persegue può essere limitato o addirittura errato. 

- Aspirante spirituale: in questo stadio vi è un profondo e reale mutamento nello stato di coscienza rispetto all'uomo di ideali. E' un momento di profonda crisi interiore che colpisce l'aspirante spirituale finché egli non comprende che la realtà non deve essere ricercata all'esterno, in un ideale oggettivo, ma deve essere ricercata nel mondo interiore, nella coscienza.  La nota fondamentale di questo livello evolutivo è l'aspirazione. Tale periodo è chiamato nelle dottrine esoteriche “Sentiero della prova” proprio per il fatto che l'uomo vi incontra prove ed esperienze molto ardue che hanno lo scopo di purificarlo e di risvegliare la sua coscienza. 

- Discepolo: in questo stadio l'uomo incontra il suo Istruttore o Maestro e cioè il suo Sé spirituale. 

- Iniziato: entra a far parte della schiera di coloro che aiutano l'umanità. 

- Adepto o Maestro: è colui che si è completamente liberato dalla necessità della rinascita, ha finito il ciclo umano. Se rimane ancora fra gli uomini è solo per aiutarli come "Istruttore dietro il velo". 

Gli stadi che possono interessarci più da vicino per quello che riguarda i problemi di sviluppo che chiamiamo malattie sono quelli intermedi, dall'uomo comune al discepolo, che potrebbero chiamarsi "Stadi di transizione" Man mano che l'individuo progredisce, aumentano, invece che diminuire, le cause di malattia perché i suoi problemi divengono sempre più complessi e particolari. Divenendo comunque sempre più cosciente comprende maggiormente l'utilità e lo scopo purificatorio ed evolutivo delle malattie e impara a"trasformare il male in bene", a trarre il massimo insegnamento dal dolore e a rendere costruttive e benefiche le crisi di sviluppo che si manifestano con disturbi fisici. 
Accetta, in altre parole, la situazione umana, che è quella di essere un livello di transizione fra il regno animale ed il regno spirituale. 

Karma: Legge di compensazione 

Ogni individuo ha il corpo e la costituzione fisica che si è creato dovute a ereditarietà, predisposizioni, debolezze costituzionali, da ricercarsi non solo nel presente ma anche nel passato, Il karma è la Legge per eccellenza, una Legge universale di giustizia poiché la sua azione è quella che mantiene l'equilibrio di tutta la manifestazione. Ma non deve essere considerata come una punizione o una ricompensa ma come l'espressione automatica di una legge cosmica che regola il gioco delle energie a tutti i livelli e che ha la funzione di riequilibrare l'armonia universale e individuale quando questa viene disturbata. 

Il karma, chiamato anche legge di compensazione, ha una funzione educativa e formativa. Sono dovute al karma tutte le malattie che esulano dalla nostra responsabilità attuale e sembrano essere prodotte da una forza esterna a noi. Molte persone hanno avuto, a seguito di una grave malattia che li ha portati alla soglia della morte, un risveglio dell'anima (o illuminazione). 

Ogni grado evolutivo ha la sua problematica, per questo sarebbe della massima utilità poter riconoscere il proprio livello interiore, facendo così una precisa diagnosi della propria situazione psichica. In genere non è però facile capire il proprio grado evolutivo. Nasciamo già con un certo grado evolutivo, che portiamo dalle vite precedenti. Il karma individuale va interpretato non come qualche cosa da subire passivamente e da cui non ci sia via d'uscita, ma come un incontro di energie, messe in moto da noi stessi, e che produce determinati effetti e che possiamo tentare di utilizzare per il nostro sviluppo e così scioglierlo per sempre. 

Vi è un karma, sia individuale che collettivo. 
Non è facile comprendere il karma collettivo a cui soggiace tutta l'umanità. Per capirlo occorre rifarsi al concetto che esiste un'unica sostanza, un'effettiva unità, un'unica entità, una sola grande Anima che ha soprattutto la funzione di dirigere e collegare gli uomini fino a che non si risveglia la coscienza individuale. E' una specie di coscienza di massa dove si accumulano tutte le esperienze dell'umanità, dove tutto viene registrato. E' l'inconscio collettivo di cui parla Jung. 

Le malattie sociali o collettive dipendono da questa coscienza unica dell'umanità, da questo vortice di energie qualificato dalle azioni degli uomini ancora non risvegliati. 

Possiamo quindi distinguere le malattie in quattro grandi categorie: 

a) malattie dovute a cause psicologiche (attuali) 
b) malattie karmiche individuali 
c) malattie karmiche collettive 
d) malattie evolutive (risveglio dei centri e trasferimento delle energie) 

Malattie evolutive 

Quando gli esseri umani cominciano ad uscire dalla coscienza di massa e a indirizzare le proprie energie verso qualche cosa di più alto di quello che non sia la vita comune della personalità, avvengono allora dei cambiamenti, delle maturazioni, delle quali si può anche non essere consapevoli, ma che producono degli effetti precisi sui centri di forza (chakras) del corpo eterico. 

Ha inizio un periodo molto travagliato per l'individuo, ma anche molto fruttifero. La lotta fra le forze evolutive e le cristallizzazioni e le false identificazioni si fa sempre più intensa, ma porta con sé graduali e successive maturazioni e illuminazioni che costituiscono il luminoso compenso della sofferenza evolutiva. 

In questo periodo le malattie sono dovute a cause purificatorie ed evolutive derivanti dal graduale risveglio dei centri superiori e al trasferimento delle energie dai centri inferiori a quelli situati al di sopra del diaframma, che portano con sé difficoltà problemi e conflitti. La sofferenza infatti è inevitabile poiché sorge dall'attrito fra la spinta evolutiva innata nella nostra scintilla divina, che cerca di venire alla coscienza, e la materia inerte e statica che inconsciamente si oppone a questa spinta. L'individuo soffre e si dibatte fra due opposte tendenze e spesso per questa ragione vi sono gravi crisi, che si manifestano con angoscia, depressione, senso di inutilità e disturbi fisici e malattie di vario genere che indicano una purificazione in atto delle energie eteriche. Tali malattie fisiche a volte possono prolungarsi per molto tempo ed aggravarsi quasi fino alla morte se l'individuo non fa la maturazione che la malattia gli indica e non prende coscienza di ciò che sta avvenendo dentro di lui a livello sottile. 

La capacità di star bene con sé stessi 

L’amore che generalmente si manifesta a livello personale non è amore, anche se noi lo consideriamo tale. E' attaccamento. è bisogno di superare il senso di solitudine, è proiezione di esigenze inconsce di completamento, è necessità di avere un appoggio, ma non è amore. L'individuo potrà sperimentarel'Amore Reale solo quando sarà autorealizzato spiritualmente, quando sarà capace di star bene con sé stesso. Questa capacità, infatti, è il segno del raggiungimento di una completezza, di una realizzazione interiore che portano con sé, unitamente ad un senso di autonomia e di autosufficienza, anche uno stato di coscienza più ampio, più libero, più inclusivo che ci rende capaci di amare gli altri veramente per quello che sono e non per quello che possono darci. 

mariagrazia@ecoagenzia.it

Il forte desiderio per i cibi dannosi

In un corpo sano, non intossicato, ogni organo funziona in perfetta coordinazione e sintonia con tutti gli altri, in modo armonioso e ogni processo fisiologico avviene in perfetto equilibrio, l'equilibrio della Natura, come per l'intervento di una Intelligenza Superiore. Quando un veleno viene introdotto nell'organismo, l'equilibrio viene infranto e il corpo ripristina l'equilibrio alterando le funzioni delle ghiandole endocrine e di altri organi, includendo la disintossicazione da quel veleno come parte dei normali processi fisiologici. 

Quando l'introduzione di veleni è continuativa, come nel caso di farmaci, droghe e cibi tossici, il funzionamento alterato del corpo, seppure non ottimale e responsabile di minori prestazioni diventa il nuovo equilibrio. In pratica impara a convivere con quel veleno per continuare a vivere. Cessando di immettere il veleno si turba l'equilibrio precedente ricreato per combatterlo e il corpo non è in grado di ricreare un nuovo equilibrio su basi immediate, ma necessita di un periodo più o meno lungo per ripristinare il corretto funzionamento di organi e ghiandole.

Il veleno per lui ora è un componente necessario per mantenere l'equilibrio, seppure non salutare, fino a quando tutti gli organi non funzioneranno correttamente e quindi continua a richiederlo. Il forte desiderio che senti per la sostanza non più introdotta, sia essa un farmaco, una droga o un cibo è il modo con cui il corpo ti spinge a consumarla nuovamente, una crisi d'astinenza. 

Quindi quando sei abituato a consumare cibi che contengono determinate tossine, o che portano alla creazione di tossine o elementi che sono di detrimento per il corpo, quando smetti di nutrirti con essi rompi un equilibrio, seppure d'adattamento e non ottimale, e il corpo ti chiede con insistenza la tossina necessaria a ripristinarlo e tu vai a comprarti la pizza o il pacchetto di sigarette. 

Ma dopo un po', se non gli dai le tossine a cui è assuefatto, le ghiandole e gli organi riprendono a funzionare correttamente e l'equilibrio originario viene gradualmente ripristinato, la sofferenza diminuisce e infine scompare lasciando posto a una sensazione di benessere, e la voglia per il cibo incriminato termina. 

Quindi, non importa quanto sia forte il desiderio particolare per alcuni prodotti alimentari, se non si mangiano scomparirà e verra sostituito dal desiderio per i cibi sani.

L'Esperimento

Recentemente, uno scienziato famoso ha condotto vari esperimenti in questo campo. In un caso, ha preso venti pazienti che soffrivano della stessa malattia: dieci di loro vennero curati con un farmaco, agli altri venne somministrata soltanto dell'acqua. La cosa interessante è che i pazienti di entrambi i gruppo sono guariti contemporaneamente. Cosa vuol, dire? Semplicemente, non è una questione di acqua o medicina. Il punto fondamentale è persuadere un uomo a lasciar andare la propria malattia. Se l'acqua funziona, il paziente può essere curato dall'acqua. Se una pillola omeopatica di zucchero funziona, viene curato da quella pillola. Se un amuleto si dimostra efficace, anch'esso può essere usato per curare. Se un paziente ha fiducia in un pizzico di cenere datogli da un fachiro, questo lo può curare. Anche la fede nell'acqua del Gange ha i suoi effetti. Tutto funziona.

 
SEI SANO SE PENSI SANO

Lo sapete che l'emoglobina risulta direttamente proporzionale al grado di Autostima?...è tutto collegato alla rigenerazione cellulare basata sul filtraggio della milza e la ghiandola timica, quindi? Se si evita di avere pensieri NEGATIVI, il timo lavora bene a livello linfatico (perchè la milza non ha più l'infiammazione data dalla troppa densità batterica del sangue da filtrare, cioè l'energia negativa fatta da emozioni pensieri intenzioni negative) per cui l'intestino riprende ad assorbire la linfa in maniera naturale con tutte le sostanze nutritive che servono al corpo per ristabilizzarsi. L'emoglobina scende continuamente negli stati d'ansia, paura, indecisione, depressione...tutti stati che bloccano il funzionamento linfatico...che rimanendo in stasi, intasa la circolazione stringendo le vene e allargando le arterie facendo di conseguenza affaticare cuore e sistemi di filtraggio, quando la milza e il cuore non sono rilassati il cervello smette di emanare neurotrasmettitori quali dopamina e citosina donde la noia la tristezza la depressione lo stress...e di conseguenza non vi è alcuna rigenerazione per via dell'intestino che entra in disbiosi...

Se andate dal dottore vi manda un aspirina, un antidepressivo, invece la guarigione ce l'avete in voi, nel vostro cuore, nella verità, in una passeggiata, un po di musica, un bel libro, confrontarvi con una persona, chiedere un perdono.. BISOGNA CAMBIARE PERCEZIONE...e' tutta una questione di ORDINI IPOTALAMICI ERRATI. La, dietro ogni nostro nervosismo o disapprovazione nei confronti di chi non accettiamo o non condividiamo come ottica o visione, c'è sempre un fondo di verità riflessa in noi, quello che negli altri ci ispira NEGATIVITÀ è lo specchio riflesso che giace nascosto in noi....ma per la nostra tranquillità preferiamo non vederla e darle il torto all'altro e continuare a dare la responsabilità

COME NASCE LA MALATTIA SECONDO EDWARD BACH
Se c’è ascolto di te stesso, autosensibilizzazione.

“Se la nostra parte spirituale e la nostra mente sono in armonia la malattia non può esistere”.
(Da “Soffrite a causa di voi stessi”).

Ci si ammala nel momento in cui la mente subisce delle “interferenze” provenienti dall’esterno e cessa di essere al servizio del “Vero Sé”, asservendosi alle “interferenze”.  Un esempio possibile e semplice di interferenza è rappresentato dai messaggi manifesti o subliminali della pubblicità, che spingono verso modelli esistenziali incompatibili e, quindi, in conflitto con quelli genuini del “Vero Sé”. 

Anima e mente entrano, quindi, in conflitto che, appunto, va inteso come:

  “una situazione in cui forze di valore approssimativamente uguale ma dirette in senso opposto, agiscono simultaneamente sull’individuo”
(Lewin, 1965)


Questo conflitto provoca una perturbazione energetica che, se perdura, tende a trasferirsi dalla parte elettromagnetica dell’uomo a quella materiale e biochimica. La biofisica e l’elettroagopuntura secondo Voll stanno confermando
ampiamente ciò che Bach aveva intuito.

Egli, infatti, scrive:

“La malattia è nella sua essenza il risultato di un conflitto tra l’anima (spirito) e la mente (psiche)”. “La malattia, alla sua origine, non è materiale. Ciò che noi conosciamo della malattia è l’ultimo effetto prodotto nel corpo, la risultante delle forze che agiscono per lungo tempo in profondità”.
(Da “Guarisci te stesso”)


Edward Bach, d’altra parte, afferma molto esplicitamente che è proprio la malattia, con la sua sintomatologia che è caratterizzata, in prima istanza, dalla produzione di stati emozionali negativi,a darci la possibilità di intraprendere un percorso di guarigione.

Scrive:

“È la malattia stessa che ci avverte e ci impedisce di perseverare nel comportamento errato e allo stesso tempo è la lezione che ci insegna a correggeretale comportamento e armonizzare la nostra vita secondo i desideri dell’anima”.
(Da “Soffrite a causa di voi stessi”).

“L’altro aspetto della genesi della malattia è rappresentato dal “far torto
agli altri” perché ciò è un peccato contro l’Unità”.
(Da “Guarisci Te Stesso")

Per Edward Bach il sistema Uomo è parte integrante del sistema Universo (“unità”) e, quindi, apportare disarmoniaè, in ultima analisi, un’atto che si ritorce contro chi lo compie.

Appunti tratti da
FLORITERAPIA: UNA MEDICINA PER IL TERZO MILLENNIO

Autore:
Dr. Michele Iannelli
– Vice presidente A.M.I.F. Associazione Medici Italiani Floriterapia
– Specialista in Psicologia clinica e Psicoterapia

Libri Edward Bach

 La malattia mentale simboleggia la “nascita di un guaritore”?

Di Dott.ssa Daniela Mascaro

Secondo gli sciamani la malattia mentale simboleggia la “nascita di un guaritore”, spiega Malidoma Patrice Somé. I disturbi mentali sono emergenze spirituali, crisi spirituali e devono essere presi in considerazione come tali per aiutare il guaritore a “nascere”.

Ciò che nella cultura Occidentale viene visto come malattia, il popolo Dagara lo considera una “buona notizia dall’altro mondo”. La persona che sta attraversando la crisi è stata scelta come mezzo per comunicare un messaggio alla comunità dal regno dello spirito.

“Disturbi mentali e disturbi comportamentali di ogni tipo sono tutti segni che due energie incompatibili si sono fuse nello stesso campo,” dice il Dott. Somé. Questi disturbi si verificano quando la persona non viene assistita nel rapportarsi con la presenza dell’energia del regno dello spirito.

Una delle cose che il Dott. Somé notò quando arrivò negli Stati Uniti nel 1980 per i suoi studi universitari fu il modo in cui l’Occidente tratta la malattia mentale.
Quando un suo collega fu ricoverato in un istituto mentale a causa di “depressione nervosa” il Dott. Somè decise di andare a fargli visita. Non sapeva però che questa visita sarebbe stata per lui una fonte di riflessione.

“Ero così scioccato. Quella fu la prima volta che mi sono ritrovato faccia a faccia con ciò che viene fatto qui alle persone che presentano gli stessi sintomi che ho visto nel mio villaggio”.

Ciò che colpì il Dott. Somè fu che l’attenzione ai sintomi era basata sulla patologia, sull’idea che quella condizione era qualcosa che doveva essere fermata.
Questa visione era in completa opposizione con il modo in cui la sua cultura considera questa situazione.

Mentre si guardava intorno nel reparto osservando i pazienti, alcuni in camicie di forza, altri tenuti in celle perchè sotto farmaci, altri urlando, fece questa considerazione: “Così è questo il modo in cui i guaritori che stanno tentando di nascere vengono trattati in questa cultura. Che peccato! Che peccato che una persona finalmente allineata con la potenza dall’altro mondo venga così sprecata”.

Noi occidentali non siamo educati ad affrontare e riconoscere l’esistenza di fenomeni psichici, di un mondo spirituale. In effetti le abilità psichiche sono quasi denigrate.

Quando le energie del mondo spirituale emergono in una psiche occidentale, l’individuo è completamente incapace di integrarle o anche soltanto di riconoscere cosa sta accadendo. Il risultato è tremendo: senza il giusto contesto e assistenza nei rapporti con un altro livello di realtà la persona è considerata folle.

Il dosaggio pesante di farmaci anti-psicotici aggrava poi il problema e impedisce l’integrazione delle due energie che potrebbe portare allo sviluppo dell’anima e alla crescita dell’individuo che ha ricevuto queste energie.

Nel reparto di salute mentale il Dott.Somè vide molti esseri in giro fra i pazienti, “entità” che sono invisibili alla maggior parte delle persone ma che gli sciamani e sensitivi sono in grado di vedere.

“Sono loro la causa della crisi in queste persone”, ha detto. Gli sembrò che questi esseri stessero cercando di eliminare i farmaci e i loro effetti dai corpi delle persone con cui stavano cercando di fondersi, aumentando così il dolore dei pazienti.
“Gli esseri agivano quasi come una sorta di escavatore nel campo energetico delle persone. Le persone a cui stavano facendo tutto ciò urlavano e basta” ha detto. Non poteva più stare in quell’ambiente e dovette andar via.

Nella tradizione Dagara la comunità aiuta la persona a conciliare le energie di entrambi i mondi. La persona così è in grado di essere un ponte tra i mondi e aiutare gli altri con le informazioni e le guarigioni di cui hanno bisogno.

La crisi spirituale si conclude con la nascita di un nuovo guaritore.

Gli esseri che stavano aumentando la sofferenza dei pazienti in ospedale stavano in effetti cercando di fondersi con loro per trasmettere dei messaggi dall’altro mondo. Le persone con cui avevano scelto di unirsi non ricevevano assistenza per imparare a essere un ponte tra i mondi e tentativi di unione degli esseri erano falliti.
Il risultato è stato il mantenimento del disordine iniziale dell’energia e l’aborto della nascita di un guaritore.

“La cultura occidentale ha sempre ignorato la nascita di un guaritore”, afferma il dottor Somé. “Di conseguenza, ci sarà una tendenza dall’altro mondo a continuare a provare con quante più persone possibile, nel tentativo di attirare l’attenzione di qualcuno”. Gli spiriti sono attratti da persone i cui sensi non sono stati anestetizzati, “La sensibilità è praticamente letta come un invito a entrare”, osserva.

Coloro che sviluppano i cosiddetti disturbi mentali sono più sensibili ed ecco perchè le entità del mondo dello spirito li scelgono, nella cultura occidentale sono considerai semplicemente ipersensibili. Le culture indigene non la vedono in questo modo e di conseguenza le persone effettivamente sensibili non si sentono troppo sensibili, sanno semplicemente che il loro compito è fare da ponte tra i due mondi.

Come trattano gli sciamani quella che in Occidente è chiamata Schizofrenia?

La schizofrenia è caratterizzata da una speciale “ricettività a un flusso di immagini e informazioni che non possono essere controllate”, ha detto il dottor Somé. “Quando questa condizione si verifica in un momento che non viene scelto personalmente, e in particolare quando si tratta di immagini che fanno paura e non coerenti, la persona va in delirio”.

In questa situazione è necessario prima separare l’energia della persona dalle energie estranee, utilizzando la pratica sciamanica (nota come “sweep”) per cancellare la seconda aura della persona. Con la pulizia del campo energetico la persona non viene investita da marea di informazioni e non ha più ragione di essere spaventata e turbata, spiega il dottor Somé.

Dopodichè è possibile aiutare la persona ad allinearsi con l’energia dello spirito che sta cercando di venire dall’altro mondo passando attraverso la persona e far nascere il guaritore. e? il blocco di questo passaggio in cui lo spirito sta cercando di emergere che crea problemi.

“L’energia del guaritore è un’energia ad alta tensione”, osserva. “Quando è bloccato, brucia la persona. E ‘come un corto circuito. Questo è il motivo per cui può essere davvero spaventoso e capisco perché questa cultura preferisce confinare queste persone”.

Ancora una volta, l’approccio sciamanico è quello di lavorare sull’allineamento delle energie, non c’è blocco e la persona può diventare il guaritore che è destinato ad essere.

Bisogna sottolineare però che non tutti gli esseri spirituali che entrano nel campo energetico di una persona sono lì per promuovere la nascita di un guaritore. Ci sono anche energie negative pure, presenze indesiderate nell’aura. In questi casi l’approccio sciamanico è quello di rimuoverli dall’ aura, piuttosto che lavorare per allineare le energie discordanti.

Alex: Pazzo negli Stati Uniti, Guaritore in Africa

Per testare la sua convinzione che la visione sciamanica della malattia mentale vale anche per il mondo occidentale, così come nelle culture indigene, il Dottor Somè portò con sè un malato mentale al suo ritorno in Africa, nel suo villaggio. “Sono stato spinto dalla mia curiosità di scoprire se c’è verità nell’idea che la malattia mentale sia collegata all’allineamento con un essere proveniente da un altro mondo” ha detto il Dott. Somé.

Alex aveva 18 anni, aveva avuto un crollo psicotico all’età di 14. Aveva allucinazioni, tendenze suicide e aveva attraversato cicli di depressione pericolosamente gravi. Era in un ospedale psichiatrico, sotto farmaci, ma non stava guarendo. “I genitori avevano fatto di tutto, senza successo” ha detto il Dott. Somé.“Non sapevano cos’altro fare”.

Con il loro permesso, il Dott. Somè portò Alex con se in Africa. “Dopo otto mesi lì, Alex era diventato abbastanza normale. E’ stato in grado di aiutare i guaritori nelle guarigioni; stava seduto con loro tutto il giorno e li aiutava, li assisteva in quello che stavano facendo con i loro pazienti . . . Ha trascorso circa quattro anni nel mio villaggio”.
Alex era rimasto per scelta, non perché aveva bisogno di essere guarito. Si sentiva “molto più sicuro in Africa che in America”.

Per allineare la sua energia con quella dell’essere spirituale Alex ha attraversato un rituale sciamanico leggermente diverso da quello utilizzato con le persone della cultura Dagara. “Il risultato è stato simile, anche se il rito non era letteralmente lo stesso “, spiega il Dott. Somé. Il fatto che allineare l’energia abbia funzionato per guarire Alex ha dimostrato al Dott. Somè che la connessione tra mondo spirituale e malattia mentale è davvero universale.

Dopo il rituale, Alex ha iniziato a condividere i messaggi che lo spirito aveva per questo mondo.

L’intera esperienza lo ha portato ad andare al college per studiare psicologia. Ha deciso di tornare negli Stati Uniti dopo quattro anni perché “ha scoperto che tutte le cose che doveva fare erano state fatte avrebbe quindi potuto andare avanti con la sua vita”.

L’ultima volta che il Dott. Somé ha sentito Alex, il ragazzo stava frequentando la scuola di specializzazione in psicologia ad Harvard. Nessuno pensava che sarebbe mai stato in grado di completare gli studi universitari, tanto meno ottenere un grado avanzato.
Un approccio sacro rituale alla malattia mentale

Uno dei doni che uno sciamano può portare al mondo occidentale è quello di aiutare le persone a riscoprire i rituali.

“L’abbandono dei rituali può essere devastante. Dal punto di vista spirituale, il rituale è inevitabile e necessario se si vuole vivere” ha scritto il Dott. Somè in Ritual: Power, Healing and Community. “Dire che il rituale è necessario nel mondo industrializzato è un eufemismo. Abbiamo visto con la mia gente che è probabilmente impossibile vivere una vita sana senza di esso”.

Il Dott. Somè ha capito che i rituali usati nel suo villaggio non potevano essere semplicemente trasferiti in Occidente, così durante i suoi anni di lavoro sciamanico ha progettato rituali che soddisfano le esigenze molto diverse di questa cultura.

Una di queste esigenze è ad esempio che le persone capiscano che il loro disagio proviene dal fatto che sono “chiamati da esseri provenienti da un altro mondo a collaborare nel lavoro di guarigione”. Il rituale permette loro di uscire dal disagio e accettare questa chiamata.

Un’altra necessità riguarda l’iniziazione. Nelle culture indigene di tutto il mondo, i giovani sono iniziati all’età adulta quando raggiungono una certa età. La mancanza di tale iniziazione in Occidente è parte della crisi che le persone vivono.

Un altro rito che va molto bene per le persone che chiedono il suo aiuto è fare un falò e metterci dentro elementi che simboleggiano le questioni che si stanno accendendo nella persona. “Potrebbe essere rabbia e frustrazione nei confronti di un antenato che ha lasciato un’eredità di omicidio e riduzione in schiavitù o qualsiasi altra cosa, cose con cui il discendente deve convivere “, spiega lo sciamano.

“Se queste cose vengono viste come ciò che sta bloccando la persona , lo scopo di vita e anche il punto di vista della persona sulla vita come qualcosa che può migliorare, allora ha senso cominciare a pensare in termini di come trasformare quel blocco in una strada che porti a qualcosa di più creativo e appagante”.

Fonte: The Natural Medicine Guide to Schizophrenia, pages 178-189

Si può credere o meno in un mondo degli spiriti o nel fatto che siamo fatti di energie ma ciò che è davvero interessante di questo articolo è il punto di vista alternativo che offre. Siamo abituati a pensare al disturbo mentale come ad una malattia da guarire, qualcosa che non funziona più nella persona e deve essere aggiustata con trattamenti, farmaci, ricoveri.

Questo sciamano invece ci offre tanti spunti su cui riflettere soprattutto in una società come quella occidentale in cui si tende a dare molto credito a ciò che dice la scienza a discapito di una visione più spirituale ed energetica.

Lungi da me affermare che la scienza stia sbagliando o non sia utile, semplicemente ritengo che adottare un punto di vista completamente materialistico sia riduttivo in un campo vasto e per molti versi ancora sconosciuto come il benessere.

Dal mio punto di vista che si parli di sciamani, guaritori, psicologi, medici bisogna tener presente sempre il fine ultimo di una professione di guarigione: aiutare la persona a ritrovare il benessere e le gioia, componenti che sono la base su cui costruire la vita, non un optional.

FONTE

> CONSERVARE LA PROPRIA SALUTE IN ASCENSIONE: CONSIGLI PER BILANCIARE GLI ELEMENTI E ASCENDERE AL DI FUORI DELLA MALATTIA - LINK

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