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"....Questo è il grande errore del nostro tempo... I medici tengono separata l'anima dal corpo." (Platone)
Risvegliare la coscienza
L'aspetto sottile delle malattie è ancora nuovo per l'umanità e per il suo grado evolutivo attuale, come lo è, ancora in parte, anche la medicina psicosomatica, ancora poco sviluppata. La coscienza dell’essere umano si identifica ancora con la forma esterna, con il mondo oggettivo percepito dai 5 sensi. Dice Ouspensky, nel suo libro La quarta via, "il primo passo è accorgerci di non essere consapevoli..." Rendendoci conto di vivere nell'incoscienza si comincia a sentire la necessità di acquistare maggiore consapevolezza, di "risvegliarsi" e si lotta per uscire dall'oscurità e dalla nebbia.”
Ritrovare dunque noi stessi, quello che siamo in realtà, accettarci come siamo, anche dal lato negativo, che spesso neghiamo. Accettandolo possiamo tramutarlo e incanalarlo nella giusta direzione con una paziente opera di autoanalisi, per poi giungere all'autorealizzazione e all'armonizzazione, basi per la perfetta serenità, per il completo equilibrio e, di conseguenza, anche per la salute fisica e psichica.
Prima che possa avvenire il risveglio della coscienza del Sé, che porta un completo cambiamento nell'individuo e lo fa divenire un "nuovo nato", c’è pertanto un lungo periodo di travaglio e di crisi, e naturalmente disturbi e malattie fisiche e psichiche (nevrosi) che indicano l'approssimarsi di questo evento meraviglioso, verso cui l'uomo tende senza rendersene conto. Egli soffre fino a quando non comprende di essere giunto ad un punto cruciale della sua vita, ad una svolta decisiva, per cui deve fare una scelta, orientarsi definitivamente verso la luce e operare una vera e propria "conversione" della propria coscienza. Sri Aurobindo afferma che in realtà l'evoluzione non è altro che una lenta e graduale trasformazione dell'energia in coscienza.
Quali possono essere gli inconvenienti del nostro attuale stato di incoscienza e di scissione?
Possono essere infiniti, come possiamo constatare in ogni momento della nostra vita. Errori, illusioni, scelte sbagliate, atteggiamenti negativi, aridità, egoismo, ecc. con tutte le prevedibili conseguenze che portano con sé infelicità, angoscia, depressione e infinite sofferenze e difficoltà sia sul piano psichico che sul piano fisico, sotto forma di malattie. Viviamo separati, scissi da quella che è la nostra reale essenza, dal centro del nostro essere, che è armonia, gioia, totale consapevolezza. Vi è una sorta di resistenza verso la voce silenziosa del nostro vero Io ed è l'ostacolo più grave verso la guarigione. La personalità ha paura di crescere, di maturare, di soffrire e trova rifugio nella malattia.
I corpi sottili
L'essere umano è un essere molto complesso. Il concetto base che dobbiamo sempre tenere presente alla mente è che l'essere umano è un aggregato di energie di vario livello vibratorio. L'uomo non ha soltanto un corpo materiale, solido, visibile, ma anche altri corpi sottili che sono invisibili all'occhio fisico, simili a campi di forza. L'uso errato delle energie può verificasi in uno qualsiasi dei corpi, nel corpo eterico, nel corpo astrale (sede delle emozioni e dei sentimenti) o nel corpo mentale (aspetto intellettivo della psiche).
Il corpo astrale
L'umanità in genere è mossa dal desiderio e dalle emozioni, per tale ragioni il corpo delle emozioni (astrale) è sempre agitato e congestionato. Le cause più frequenti delle malattie si trovano proprio nel corpo astrale perché nell'umanità di medio livello è il più sviluppato ed il più usato ed in esso si generano i problemi e gli errori più frequenti. Ansia, paura, passioni, desideri disordinati: questi stati d'animo si trasmettono al corpo fisico denso attraverso il corpo eterico, tramite il plesso solare. Generalmente non siamo capaci di essere aperti, ricettivi e di identificarci con gli altri perché abbiamo costruito un muro intorno a noi, ma dentro l'energia preme e vorrebbe esplicare la sua funzione. Noi interpretiamo questa pressione come desiderio di qualche cosa che ci manca. Ci sentiamo privi, svuotati, separati, ma non sappiamo da che cosa. Alla radice di tutto ciò c'è la nostalgia dell'unità che abbiamo perduto.
Il corpo eterico
E’ la controparte bioelettrica del corpo fisico denso, costituisce l'aura di una persona, di qualità e vibrazione diversa a seconda del suo grado di purezza e di realizzazione interiore. E' composto di materia fisica molto sottile e pertanto invisibile all'occhio comune, che gli scienziati chiamano etere (e gli orientali prana), e che pervade tutto, non solo tutti i corpi, ma anche tutto lo spazio (il vuoto non esiste). Il corpo eterico ha la stessa forma del corpo fisico, lo compenetra e fuoriesce da esso di qualche centimetro, intersecato da canali di energie (nadis) che sono la controparte del sistema nervoso. In questa rete di "nadis" si trovano 7 punti focali, o plessi, chiamati in sanscrito chakra (ruote, centri di forza) corrispondenti alle sette ghiandole endocrine principali.
Il linguaggio degli organi
La malattia è utile perché ci indica e ci rivela gli errori e le deficienza che sono in noi. Questo è un aspetto molto importante che non deve essere trascurato. La malattia infatti nasconde un "messaggio" che deve essere decifrato. Anche la medicina ufficiale si sta aprendo verso interpretazioni meno materialistiche e meccanicistiche e ci si è resi conto che quello che constatiamo con i sensi non è tutto. A seconda dell'organo o della funzione che sono colpiti, vi è un particolare problema, un conflitto diverso, un errore specifico da individuare. Vi è, per così dire, un linguaggio degli organi, un simbolismo, che deve essere interpretato che è ammesso, in via ipotetica, anche dalla medicina psicosomatica, e che col tempo dobbiamo imparare a decifrare.
Vi sono varie malattie che possono essere provocate dal risveglio dei centri (chakras). Ad esempio, il risveglio del plesso solare può provocare disturbi di stomaco, di fegato e intestinali. Il risveglio del centro della gola, ipertiroidismo, disturbi del metabolismo. Il risveglio del centro del cuore fa sì che l'individuo diventi sensibile e ricettivo anche alle sofferenze ed ai problemi degli altri, lo rende aperto alle vibrazioni altrui che assorbe inconsapevolmente, così che le sue difficoltà sono aumentate dalla identificazione con quelle dei suoi fratelli. Tuttavia la coscienza interiore focalizzata nell'anima lo sostiene, gli dà forza e serenità. Soffre, ma la sua sofferenza è senza disperazione, senza angoscia, poiché conosce la causa e l'utilità. Collabora con le forze evolutive ed anche se ha dei periodi di oscurità, sa che saranno seguiti da periodi di luce.
Il sentiero evolutivo
Vi sono persone che sono più mature di quello che credono, ma che non vogliono accettare questa loro maturità, perché accettarla vorrebbe dire cambiare vita, fare delle scelte, mutare atteggiamento, operare delle trasmutazioni, rinunciare all'orgoglio personale... tutte cose che l'io personale non vuole fare poiché si è formato, come dice Sri Aurobindo "il nodo di ostinazione dell'ego (l'io inferiore), che è molto duro a morire". Il grado evolutivo di un individuo corrisponde al suo grado di risveglio di coscienza. Essere coscienti significa soprattutto essere usciti fuori dalla meccanicità del vivere automatico, liberi dai condizionamenti della natura inferiore. Il passaggio dall'incoscienza alla vera coscienza è graduale e lento. E' una strada che l'uomo percorre interiormente, pur senza saperlo. E' il sentiero evolutivo che ha vari livelli e stadi, ognuno dei quali è caratterizzato da certe manifestazioni e atteggiamenti.
Per quello che riguarda la salute dell'individuo, i disturbi, i malesseri, le malattie che lo colpiscono sono diversi a seconda del suo livello evolutivo. La tradizione esoterica, come dice Angela Maria La Sala Batà nel suo libro Medicina Psicospirituale divide i gradi evolutivi dell'umanità in:
- Uomo primitivo: schiavo dei suoi istinti, con scarsa emotività.
- Uomo comune: subisce ancora le influenze dell'ambiente, della società in cui vive. Non si pone il problema del significato della vita. Attaccato ai beni terreni, solo alla sua famiglia, al suo lavoro, alla vita terrena.
- Uomo di ideali: comincia ad uscire dal suo egoismo ed ad aspirare verso qualcosa di elevato e nobile, tende ad una meta precisa, ha un movente puro e sincero anche se talvolta l'ideale che persegue può essere limitato o addirittura errato.
- Aspirante spirituale: in questo stadio vi è un profondo e reale mutamento nello stato di coscienza rispetto all'uomo di ideali. E' un momento di profonda crisi interiore che colpisce l'aspirante spirituale finché egli non comprende che la realtà non deve essere ricercata all'esterno, in un ideale oggettivo, ma deve essere ricercata nel mondo interiore, nella coscienza.
La nota fondamentale di questo livello evolutivo è l'aspirazione. Tale periodo è chiamato nelle dottrine esoteriche “Sentiero della prova” proprio per il fatto che l'uomo vi incontra prove ed esperienze molto ardue che hanno lo scopo di purificarlo e di risvegliare la sua coscienza.
- Discepolo: in questo stadio l'uomo incontra il suo Istruttore o Maestro e cioè il suo Sé spirituale.
- Iniziato: entra a far parte della schiera di coloro che aiutano l'umanità.
- Adepto o Maestro: è colui che si è completamente liberato dalla necessità della rinascita, ha finito il ciclo umano. Se rimane ancora fra gli uomini è solo per aiutarli come "Istruttore dietro il velo".
Gli stadi che possono interessarci più da vicino per quello che riguarda i problemi di sviluppo che chiamiamo malattie sono quelli intermedi, dall'uomo comune al discepolo, che potrebbero chiamarsi "Stadi di transizione" Man mano che l'individuo progredisce, aumentano, invece che diminuire, le cause di malattia perché i suoi problemi divengono sempre più complessi e particolari. Divenendo comunque sempre più cosciente comprende maggiormente l'utilità e lo scopo purificatorio ed evolutivo delle malattie e impara a"trasformare il male in bene", a trarre il massimo insegnamento dal dolore e a rendere costruttive e benefiche le crisi di sviluppo che si manifestano con disturbi fisici.
Accetta, in altre parole, la situazione umana, che è quella di essere un livello di transizione fra il regno animale ed il regno spirituale.
Karma: Legge di compensazione
Ogni individuo ha il corpo e la costituzione fisica che si è creato dovute a ereditarietà, predisposizioni, debolezze costituzionali, da ricercarsi non solo nel presente ma anche nel passato, Il karma è la Legge per eccellenza, una Legge universale di giustizia poiché la sua azione è quella che mantiene l'equilibrio di tutta la manifestazione. Ma non deve essere considerata come una punizione o una ricompensa ma come l'espressione automatica di una legge cosmica che regola il gioco delle energie a tutti i livelli e che ha la funzione di riequilibrare l'armonia universale e individuale quando questa viene disturbata.
Il karma, chiamato anche legge di compensazione, ha una funzione educativa e formativa. Sono dovute al karma tutte le malattie che esulano dalla nostra responsabilità attuale e sembrano essere prodotte da una forza esterna a noi. Molte persone hanno avuto, a seguito di una grave malattia che li ha portati alla soglia della morte, un risveglio dell'anima (o illuminazione).
Ogni grado evolutivo ha la sua problematica, per questo sarebbe della massima utilità poter riconoscere il proprio livello interiore, facendo così una precisa diagnosi della propria situazione psichica. In genere non è però facile capire il proprio grado evolutivo. Nasciamo già con un certo grado evolutivo, che portiamo dalle vite precedenti. Il karma individuale va interpretato non come qualche cosa da subire passivamente e da cui non ci sia via d'uscita, ma come un incontro di energie, messe in moto da noi stessi, e che produce determinati effetti e che possiamo tentare di utilizzare per il nostro sviluppo e così scioglierlo per sempre.
Vi è un karma, sia individuale che collettivo.
Non è facile comprendere il karma collettivo a cui soggiace tutta l'umanità. Per capirlo occorre rifarsi al concetto che esiste un'unica sostanza, un'effettiva unità, un'unica entità, una sola grande Anima che ha soprattutto la funzione di dirigere e collegare gli uomini fino a che non si risveglia la coscienza individuale. E' una specie di coscienza di massa dove si accumulano tutte le esperienze dell'umanità, dove tutto viene registrato. E' l'inconscio collettivo di cui parla Jung.
Le malattie sociali o collettive dipendono da questa coscienza unica dell'umanità, da questo vortice di energie qualificato dalle azioni degli uomini ancora non risvegliati.
Possiamo quindi distinguere le malattie in quattro grandi categorie:
a) malattie dovute a cause psicologiche (attuali)
b) malattie karmiche individuali
c) malattie karmiche collettive
d) malattie evolutive (risveglio dei centri e trasferimento delle energie)
Malattie evolutive
Quando gli esseri umani cominciano ad uscire dalla coscienza di massa e a indirizzare le proprie energie verso qualche cosa di più alto di quello che non sia la vita comune della personalità, avvengono allora dei cambiamenti, delle maturazioni, delle quali si può anche non essere consapevoli, ma che producono degli effetti precisi sui centri di forza (chakras) del corpo eterico.
Ha inizio un periodo molto travagliato per l'individuo, ma anche molto fruttifero. La lotta fra le forze evolutive e le cristallizzazioni e le false identificazioni si fa sempre più intensa, ma porta con sé graduali e successive maturazioni e illuminazioni che costituiscono il luminoso compenso della sofferenza evolutiva.
In questo periodo le malattie sono dovute a cause purificatorie ed evolutive derivanti dal graduale risveglio dei centri superiori e al trasferimento delle energie dai centri inferiori a quelli situati al di sopra del diaframma, che portano con sé difficoltà problemi e conflitti. La sofferenza infatti è inevitabile poiché sorge dall'attrito fra la spinta evolutiva innata nella nostra scintilla divina, che cerca di venire alla coscienza, e la materia inerte e statica che inconsciamente si oppone a questa spinta. L'individuo soffre e si dibatte fra due opposte tendenze e spesso per questa ragione vi sono gravi crisi, che si manifestano con angoscia, depressione, senso di inutilità e disturbi fisici e malattie di vario genere che indicano una purificazione in atto delle energie eteriche. Tali malattie fisiche a volte possono prolungarsi per molto tempo ed aggravarsi quasi fino alla morte se l'individuo non fa la maturazione che la malattia gli indica e non prende coscienza di ciò che sta avvenendo dentro di lui a livello sottile.
La capacità di star bene con sé stessi
L’amore che generalmente si manifesta a livello personale non è amore, anche se noi lo consideriamo tale. E' attaccamento. è bisogno di superare il senso di solitudine, è proiezione di esigenze inconsce di completamento, è necessità di avere un appoggio, ma non è amore. L'individuo potrà sperimentarel'Amore Reale solo quando sarà autorealizzato spiritualmente, quando sarà capace di star bene con sé stesso. Questa capacità, infatti, è il segno del raggiungimento di una completezza, di una realizzazione interiore che portano con sé, unitamente ad un senso di autonomia e di autosufficienza, anche uno stato di coscienza più ampio, più libero, più inclusivo che ci rende capaci di amare gli altri veramente per quello che sono e non per quello che possono darci.
mariagrazia@ecoagenzia.it

Il forte desiderio per i cibi dannosi
In un corpo sano, non intossicato, ogni organo funziona in perfetta coordinazione e sintonia con tutti gli altri, in modo armonioso e ogni processo fisiologico avviene in perfetto equilibrio, l'equilibrio della Natura, come per l'intervento di una Intelligenza Superiore. Quando un veleno viene introdotto nell'organismo, l'equilibrio viene infranto e il corpo ripristina l'equilibrio alterando le funzioni delle ghiandole endocrine e di altri organi, includendo la disintossicazione da quel veleno come parte dei normali processi fisiologici.
Quando l'introduzione di veleni è continuativa, come nel caso di farmaci, droghe e cibi tossici, il funzionamento alterato del corpo, seppure non ottimale e responsabile di minori prestazioni diventa il nuovo equilibrio. In pratica impara a convivere con quel veleno per continuare a vivere. Cessando di immettere il veleno si turba l'equilibrio precedente ricreato per combatterlo e il corpo non è in grado di ricreare un nuovo equilibrio su basi immediate, ma necessita di un periodo più o meno lungo per ripristinare il corretto funzionamento di organi e ghiandole.
Il veleno per lui ora è un componente necessario per mantenere l'equilibrio, seppure non salutare, fino a quando tutti gli organi non funzioneranno correttamente e quindi continua a richiederlo. Il forte desiderio che senti per la sostanza non più introdotta, sia essa un farmaco, una droga o un cibo è il modo con cui il corpo ti spinge a consumarla nuovamente, una crisi d'astinenza.
Quindi quando sei abituato a consumare cibi che contengono determinate tossine, o che portano alla creazione di tossine o elementi che sono di detrimento per il corpo, quando smetti di nutrirti con essi rompi un equilibrio, seppure d'adattamento e non ottimale, e il corpo ti chiede con insistenza la tossina necessaria a ripristinarlo e tu vai a comprarti la pizza o il pacchetto di sigarette.
Ma dopo un po', se non gli dai le tossine a cui è assuefatto, le ghiandole e gli organi riprendono a funzionare correttamente e l'equilibrio originario viene gradualmente ripristinato, la sofferenza diminuisce e infine scompare lasciando posto a una sensazione di benessere, e la voglia per il cibo incriminato termina.
Quindi, non importa quanto sia forte il desiderio particolare per alcuni prodotti alimentari, se non si mangiano scomparirà e verra sostituito dal desiderio per i cibi sani.
L'Esperimento
Recentemente, uno scienziato famoso ha condotto vari esperimenti in questo campo. In un caso, ha preso venti pazienti che soffrivano della stessa malattia: dieci di loro vennero curati con un farmaco, agli altri venne somministrata soltanto dell'acqua. La cosa interessante è che i pazienti di entrambi i gruppo sono guariti contemporaneamente. Cosa vuol, dire? Semplicemente, non è una questione di acqua o medicina. Il punto fondamentale è persuadere un uomo a lasciar andare la propria malattia. Se l'acqua funziona, il paziente può essere curato dall'acqua. Se una pillola omeopatica di zucchero funziona, viene curato da quella pillola. Se un amuleto si dimostra efficace, anch'esso può essere usato per curare. Se un paziente ha fiducia in un pizzico di cenere datogli da un fachiro, questo lo può curare. Anche la fede nell'acqua del Gange ha i suoi effetti. Tutto funziona.
LIBRO
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SEI SANO SE PENSI SANO
Lo sapete che l'emoglobina risulta direttamente proporzionale al grado di Autostima?...è tutto collegato alla rigenerazione cellulare basata sul filtraggio della milza e la ghiandola timica, quindi? Se si evita di avere pensieri NEGATIVI, il timo lavora bene a livello linfatico (perchè la milza non ha più l'infiammazione data dalla troppa densità batterica del sangue da filtrare, cioè l'energia negativa fatta da emozioni pensieri intenzioni negative) per cui l'intestino riprende ad assorbire la linfa in maniera naturale con tutte le sostanze nutritive che servono al corpo per ristabilizzarsi. L'emoglobina scende continuamente negli stati d'ansia, paura, indecisione, depressione...tutti stati che bloccano il funzionamento linfatico...che rimanendo in stasi, intasa la circolazione stringendo le vene e allargando le arterie facendo di conseguenza affaticare cuore e sistemi di filtraggio, quando la milza e il cuore non sono rilassati il cervello smette di emanare neurotrasmettitori quali dopamina e citosina donde la noia la tristezza la depressione lo stress...e di conseguenza non vi è alcuna rigenerazione per via dell'intestino che entra in disbiosi...
Se andate dal dottore vi manda un aspirina, un antidepressivo, invece la guarigione ce l'avete in voi, nel vostro cuore, nella verità, in una passeggiata, un po di musica, un bel libro, confrontarvi con una persona, chiedere un perdono.. BISOGNA CAMBIARE PERCEZIONE...e' tutta una questione di ORDINI IPOTALAMICI ERRATI. La, dietro ogni nostro nervosismo o disapprovazione nei confronti di chi non accettiamo o non condividiamo come ottica o visione, c'è sempre un fondo di verità riflessa in noi, quello che negli altri ci ispira NEGATIVITÀ è lo specchio riflesso che giace nascosto in noi....ma per la nostra tranquillità preferiamo non vederla e darle il torto all'altro e continuare a dare la responsabilità
COME NASCE LA MALATTIA SECONDO EDWARD BACH
Se c’è ascolto di te stesso, autosensibilizzazione.
“Se la nostra parte spirituale e la nostra mente sono in armonia la malattia non può esistere”.
(Da “Soffrite a causa di voi stessi”).
Ci si ammala nel momento in cui la mente subisce delle “interferenze” provenienti dall’esterno e cessa di essere al servizio del “Vero Sé”, asservendosi alle “interferenze”.
Un esempio possibile e semplice di interferenza è rappresentato dai messaggi manifesti o subliminali della pubblicità, che spingono
verso modelli esistenziali incompatibili e, quindi, in conflitto con quelli genuini del “Vero Sé”.
Anima e mente entrano, quindi, in conflitto che, appunto, va inteso come:
“una situazione in cui forze di valore approssimativamente
uguale ma dirette in senso opposto, agiscono simultaneamente sull’individuo” (Lewin, 1965)
Questo conflitto provoca una perturbazione energetica che, se perdura, tende a trasferirsi dalla parte elettromagnetica dell’uomo a quella materiale e biochimica.
La biofisica e l’elettroagopuntura secondo Voll stanno confermando
ampiamente ciò che Bach aveva intuito.
Egli, infatti, scrive:
“La malattia è nella sua essenza il risultato di un conflitto tra l’anima (spirito) e la mente (psiche)”. “La malattia, alla sua origine, non è materiale. Ciò che noi conosciamo della malattia è l’ultimo effetto prodotto nel corpo, la risultante delle forze che agiscono per lungo tempo in profondità”.
(Da “Guarisci te stesso”)
Edward Bach, d’altra parte, afferma molto esplicitamente che è proprio la malattia, con la sua sintomatologia che è caratterizzata, in prima istanza, dalla produzione di stati emozionali negativi,a darci la possibilità di intraprendere un percorso di guarigione.
Scrive:
“È la malattia stessa che ci avverte e ci impedisce di perseverare nel comportamento errato e allo stesso tempo è la lezione che ci insegna a correggeretale comportamento e armonizzare la nostra vita secondo i desideri dell’anima”. (Da “Soffrite a causa di voi stessi”).
“L’altro aspetto della genesi della malattia è rappresentato dal “far torto
agli altri” perché ciò è un peccato contro l’Unità”.
(Da “Guarisci Te Stesso")
Per Edward Bach il sistema Uomo è parte integrante del sistema Universo (“unità”) e, quindi, apportare disarmoniaè, in ultima analisi, un’atto che si ritorce contro chi lo compie.
Appunti tratti da
FLORITERAPIA: UNA MEDICINA PER IL TERZO MILLENNIO
Autore:
Dr. Michele Iannelli
– Vice presidente A.M.I.F. Associazione Medici Italiani Floriterapia
– Specialista in Psicologia clinica e Psicoterapia
Libri
Edward Bach
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