MADRE TERESA

Madre Teresa, il cui vero nome era Agnese Gonxha Bojaxhiu, nacque il 26-08-1910 a Skopje, capitale del Kosovo. I suoi genitori, di origine albanese, godevano di una buona condizione economica. Agnese aveva una sorella ed un fratello maggiori; la sua famiglia, da lei descritta come unita e felice, era solita praticare la carità, con donazioni ed ospitalità di poveri in casa. Nel 1919 perse il padre. A 12 anni Agnese sente la prima chiamata alla vita consacrata, ma sono i 17 anni che vedono nascere in lei l'interesse per le missioni. Nel 1928, nel santuario di Crna Goria, sente di confermare la sua vocazione missionaria. Avverte subito sua madre, che si chiude per un giorno intero in una stanza, ma che poi la incoraggia; avverte il fratello, con una lettera inviatagli per congratularsi per la sua promozione a tenente: ella gli scrive: "tu servirai un re di due milioni di persone, io servirò il re del mondo intero". 

Il 12 ottobre 1928 viene ammessa come postulante nell'abbazia Loretana di Rathfarnahm; è l'ultimo giorno in cui vede i suoi familiari, che l'avevano accompagnata. Rimane lì 6 settimane, durante le quali inizia a studiare l'inglese, che sarebbe diventata la sua lingua corrente. A dicembre parte per l'India, per arrivare a Calcutta il 6 gennaio 1929. Il 23 maggio viene vestita con l'abito religioso a Darjeeling, a 650 Km a nord di Calcutta. Per due anni continua a studiare l'inglese e inizia ad imparare il bengali e l'hindi. Il 25 maggio 1931, nel convento di Darjeeling, fa la sua prima professione di fede come suora di Loreto, acquisendo il nome di Suor Teresa, in onore della protettrice Santa Teresa di Lisieux. Viene dunque trasferita a Entally, presso Calcutta, per insegnare storia, geografia e catechesi in una scuola per orfani. Il 24 maggio 1937, sempre a Darjeeling, fa la professione finale di fede, assumendo il nome di Madre Teresa. 

Torna immediatamente ad insegnare alla piccola scuola di Calcutta, della quale diventa direttrice nel 1944. Il 9 settembre di due anni dopo, La Madre parte in treno da Calcutta per Darjeeling, dove si recava per un ritiro. Il giorno dopo, ancora in viaggio, riceve ciò che lei definirà "la chiamata dentro la chiamata", cioè la vocazione che avrebbe dato vita alla famiglia delle "Missionarie della Carità", l'ordine da lei istituito. Da allora il 10 settembre è festeggiato dalle Missionarie come il "Giorno dell'Ispirazione". Inizia dunque l'attività della Madre, descritta nella sezione "Le Missionarie della Carità". Nel marzo del 1950 la Madre fa richiesta di cittadinanza indiana, che le viene conferita il 14 dicembre 1951. Il 12 aprile prende i voti finali di Missionaria della Carità mentre il primo gruppo di novizie fa la prima professione di fede. 

Per anni lavorerà duramente per la sua fondazione d'origine e per l'istituzione di altre ancora, non solo come direttrice ma mettendo a completa disposizione dei poveri gran parte del suo tempo e delle sue forze fisiche. Il 2 giugno del 1983 la Madre cade dal suo letto. Provando ancora dolore dopo alcuni giorni, viene ricoverata per oltre un mese, perché dal controllo generale si evidenzia un serio rischio d'infarto. Nel settembre '89 si reca nel paese dei suoi genitori, l'Albania, su invito del Presidente, per valutare la possibilità dell'apertura di una casa delle Missionarie. Durante il soggiorno, la Madre lamenta forti dolori allo stomaco ed al cuore, a causa di problemi cardiaci. Le viene applicato un pacemaker. Durante il ricovero, pregava spesso Gesù di farla sentire bene in modo da permetterle di portare i messaggi di salvezza cristiani anche in Albania. 

Nel '90, sempre per motivi di salute, sente la necessità di dimettersi dal ruolo di superiora generale delle Missionarie della Carità; il Papa accetta le dimissioni ad aprile, ma a settembre viene rieletta: lei accetta perché convinta che quella sia la volontà di Dio. Nel '91, mentre si trova in visita in Messico, contrae una polmonite virale. Le viene praticata un'angioplastica per problemi cardiaci provocateli dalla malattia alle vie respiratorie. Ad agosto del '93, a Nuova Delhi, la Madre si ammala nuovamente: ha febbre e vomito. Torna a Calcutta, dove i medici devono intervenire per l'occlusione di una valvola cardiaca. Le sue condizioni di salute migliorano, e la sua attività continua: il 3 febbraio 1994 partecipa al National Prayer Breakfast a Washington, dove, alla presenza del Presidente Bill Clinton e della first lady Hillary, esprime la sua contrarietà all'aborto. Il 10 settembre del '96, la Madre e l'inter famiglia festeggiano il 50° anniversario del Giorno dell'Ispirazione. 

Ma il '96 è anche l'anno in cui le sue condizioni peggiorano notevolmente, inducendola a delle definitive dimissioni. Il 13 marzo del '97 suor Nirmala viene eletta superiora generale, non accettando l'appellativo di 'Madre' per rispetto verso la fondatrice.La suora riceverà l'assistenza di Madre Teresa nella guida e nell'amministrazione della congregazione, fino al giorno della sua morte, 5 settembre. La salma è rimasta un giorno intero nella casa madre per poi essere traslata nella chiesa di St Thomas, in attesa dei funerali di stato del 13 settembre, celebrati in uno stadio coperto, ai quali presenziarono decine di presidenti, ambasciatori, leaders politici. Infine, il corpo viene riportato alla casa madre per essere deposto in una semplice tomba il cui marmo riporta una delle frasi preferite da Madre Teresa:

 " AMATEVI COME IO VI HO AMATO "

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Madre Teresa è scomparsa a Calcutta la sera del venerdì 5 settembre 1997, alle 21.30. Aveva 87 anni. 

Il 26 luglio 1999 si è aperto, con ben tre anni di anticipo sui cinque previsti dalla Chiesa, il suo processo di beatificazione; e ciò per volontà del S. Padre che, in via del tutto eccezionale, ne ha voluto accelerare la procedura. Per la gente Madre Teresa è già santa.

Il suo messaggio è sempre attuale: che ognuno cerchi la sua Calcutta, presente anche sulle strade del ricco Occidente, nel ritmo frenetico delle nostre città. 


"Puoi trovare Calcutta in tutto il mondo – lei diceva – se hai occhi per vedere. Dovunque ci sono i non amati, i non voluti, i non curati, i respinti, i dimenticati…"

INDIRIZZO AMICO/A: