LA TERRA E' CAVA - PARTE 2

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Non è necessario essere geologo per comprendere la questione della Terra Vuota, ma è necessario comprendere il tema da tutti i punti di vista possibili: storico, antropologico, fisico e geologico - principalmente - ma senza dimenticare che, come ho spiegato nel documento precedente, che l'ignoranza su un tema tanto importante è fondamentalmente politica. Ora vedremo la parte fisica, per avere un'idea chiara delle superfici e dei volumi della Terra, come dei suoi processi di formazione, perché altrimenti, saremo sommessi all'imposizione di "teorie" che convengono ai mercanti invece che agli investigatori o all'umanità in generale. 

Se vediamo la teoria di formazione planetaria sotto la più tagliente delle materie, come è la fisica, abbiamo solo un sviluppo possibile, e qualunque altra "teoria" cadrà in errore. La teoria della Terra Massiccia, per esempio, cade in un mucchio di errori, come il fatto dell'origine stessa della massa - suppostamente omogenea in principio - che dopo non potrebbe sviluppare una dinamica idrica, chimica, vulcanica, etc. Per caso quella massa potrebbe sviluppare vulcani, cambiamenti morfologici, etc., man mano che si raffredda? 

A parte questo, una massa come quella della Terra, se fosse massiccia, si spaccherebbe in milioni di pezzi man mano che si raffredda, se fosse così il petrolio che esce da vari chilometri di profondità, uscirebbe bollendo o si sarebbe scottato e decomposto. La verità è che dall'assunto teorico-fisico, è impossibile seguire una qualsiasi teoria senza cadere in più assurdità. 

1) Una stella, mettiamo il nostro sole, si consuma, compiendo un ciclo che si conosce parzialmente. Sappiamo che in migliaia di anni, ricomincia o rinasce, sorgendo da essa un nuovo sistema solare, abbiamo anche chiaro che non tutte le stelle "rinascono", perché alcune esplodono per trasformarsi in una nebulosa sparsa e senza vita propria. Il risultato di quell'esplosione, nel caso di una stella che si ricomincia, è la formazione di una nebulosa planetífera. Alcune centinaia o migliaia di nuclei di plasma stellare girano a formare un nucleo centrale che chiamiamo Sole. Ma rimangono, per una complessa regola matematica, ed in proporzione all'intensità dell'esplosione, una quantità "X" di nuclei di una massa che gira intorno alla massa del sole originale, girando alla sua periferia. 

Mentre il "nuovo sole" si coesiona e riattiva, i nuclei più distanti si mantengono in orbita. Quindi una frazione della materia plasmatica dispersa della nebulosa, si trasforma in "materia chimica", cioè cambia il suo "stato alchemico", passando a formare atomi di elio, idrogeno, etc., che sono attratti da quei nuclei dispersi. Ora vediamo un nucleo in questione che chiameremo "sole interno", ma benché ci riferiamo alla Terra, la spiegazione vale per tutti i pianeti. Risulta che gli atomi di materia che è ora "chimica" e non plasmatica, per effetto di cambiamenti di tensione magnetica, relazioni di temperatura intrinseca ed il freddo assoluto del vuoto esterno, si sono raggruppati attorno ai nuclei che saranno "soli interni" che girano a milioni di chilometri dal Sole Centrale. Hanno formato una bolla tutt'attorno, perché risulta che tra la materia plasmatica e la materia chimica ci sono tali differenze che si mette in gioco la Legge di Interazione, cioè che si attraggono mutuamente fino ad un certo punto, ma la tensione di repulsione li mantiene lì, acchiappate in un'orbita, ma senza poter avvicinarsi. 

La stessa cosa succede con altri frammenti che viaggiano in quello spazio, come meteoriti di diversa origine e coi "nuovi frammenti" che si vanno formando per processi di coesione molecolare e combinazioni diverse, tra tutte le particelle riunite, le quali - particelle e frammenti - continuano a formare quello che chiameremo "crosta". 

Così abbiamo un nucleo centrale di plasma stellare, un piccolo sole, intorno al quale si è formata una "crosta", soffice e malleabile, molto gassosa, la quale, per essendo soggetta ad una rotazione nello spazio, incomincia dalla sua stessa origine ad evidenziare un paio di vuoti nei suoi poli di rotazione. Tra la superficie di questo "sole interno" e la superficie interna della crosta esiste una distanza equivalente a sei o sette volte il diametro del "sole interno". Ciò ubbidisce ad una serie di costanti fisiche e dipende dal tipo di massa che si accumula come "crosta", così come le caratteristiche del plasma stellare che può variare anche in funzione del tipo di stella da cui ha origine. 

La materia dispersa per il cosmo si continua ad accumulare nel nuovo pianeta in orbita e la crosta si va consolidando. Ma succede anche che si incontra con altri piccoli nuclei di plasma che non sono riusciti a formarsi come pianeti o planetoidi. Cosicché alcuni sono attratti dal nucleo centrale del pianeta, essendo della stessa consistenza alchemica. Ma la massa da poco formata, mantiene questi piccoli nuclei, che raggiungono in lei diversi gradi di profondità. Generalmente non passano la metà della crosta formata. Ma trovandosi tra due poderose forze - attrazione e repulsione - a livello molecolare si produce un curioso effetto descritto in alcuni libri di chimica ed osservato in processi di metallurgia moderna. La materia plasmatica produce la fusione di gran parte dei componenti della crosta - specialmente della silice, originando quello che conosciamo come "magma", cioè pietra vulcanica nel suo stato incandescente. 

FOTO DEL SATELLITE ESSA 7

INGRANDIMENTO POLO NORD

Allora abbiamo all'interno della crosta, alcuni nuclei di plasma prigionieri, che generano enormi pressioni attivando processi di trasformazione che molti chimici attuali sembrano ignorare, per la maggior parte, salvo i fisici quantici che stanno familiarizzando col mondo delle particelle e le teorie sull'origine della materia, come i processi "arqueométricos". 

Abbiamo - in sintesi - un forno formato per un nucleo di plasma stellare e la massa pietrosa che lo mantiene. Quel forno chiamato anche "pentola" magmatica, avrà nella maggioranza dei casi, una serie di valvole di fuga o le produrrà per le enormi pressioni, nei punti più deboli della crosta terrestre, originando un vulcano. Ma altri punti di questa geomorfologia dinamica, si riferiranno con formazioni dove si è concentrata l'acqua, e questo genererà - a modo di caldaia - un'idrodinamica planetaria che farà circolare quelle acque per diversi punti della crosta, alcuni dei quali saranno visti nella superficie in forma di geyser, ma la maggioranza darà origine a correnti sotterranee che avranno influenza sulle grandi correnti marine. Anche queste "panelas" daranno origine a processi chimici come la formazione di elementi pesanti come l'uranio, etc. 

Queste spiegazioni ci servono per capire a "grosso modo" la dinamica della corteccia o crosta terrestre, ma ricordiamo che questa ha due superfici: un'interna e l'altra esterna, nella quale viviamo noi. 

La superficie interna è in realtà quella che supporta la parte migliore nei processi di sviluppo biologico, perché la sua gravità sarà sempre meno che la gravità esterna. Mentre qui abbiamo 9,8 metri su secondo come coefficiente di accelerazione, nell'interno questa misura è approssimativamente di 6,7. Cioè i miei 100 chili di qui, si trasformerebbero in circa 67 di "dentro". Inoltre, non vedrò mai la notte e se il prezzo per non vedere le belle stelle accompagnate alla poetica Luna, è compensato da una simile differenza di gravità, un giorno permanente, con tutte le energie magnetiche armoniche che produce un sole che è il più adeguato per la genetica umana dalla sua genesi, vale bene lasciare "l'abisso siderale", per conoscere le meraviglie di una terra dove tutto è perfettamente adeguato alla vita. 

Le temperature interne variano tra i 26 gradi centigradi in vicinanza dei poli ed i 46º nelle zone dell'equatore interno, cosicché la media è la più adeguata per la vita basata sul carbonio. Questa non è cosa esclusiva della Terra, ma si desume da un insieme di Leggi Universali, alcune delle quali le chiamiamo "leggi fisiche" e sono tanto valide qui come nella più lontana galassia. Cioè che non possiamo parlare solo di "La Terra Vuota", ma vuoti sono tutti i pianeti, allo stesso modo un uccello non costruisce un nido massiccio, per vivere nell'intemperie, né facciamo case piene per vivere sul tetto. Nessuna matrice di vita è massiccia; tutte le matrici sono vuote ed è "dentro" dove si sviluppa la vita. Nessun frutto produce fuori il seme. Sarebbe la Natura Divina tanto tonta da fare innumerevoli mondi inabitabili?. 

Perché la superficie esterna dei pianeti è realmente un luogo di "intemperie cosmiche" inabitabile. E noi abbiamo alcune condizioni realmente eccezionali, ma contemporaneamente evidentemente antinaturali: Temperature da -80º fino a +52º e sopravviviamo grazie ad una gran capacità di adattamento con l'aiuto dell'intelligenza, ma non ci saremmo potuti sviluppare mai da un punto di vista "evolutivo" in queste condizioni. Libri antropologici straordinari, come La Bibbia che le religioni hanno manipolato ed artefatto "a piacere" per darle un uso di dominio psichico di massa, ci dà, tuttavia, alcune chiavi di lettura: ad esempio il Paradiso Terrestre. Non si dice in nessun momento che ci sia un Paradiso Celestiale. Neanche nel Nuovo Testamento abbiamo un Paradiso che non sia il Terreno, benché le chiese abbiano estrapolato mediante immagini il posto di futuro "stato" post-mortem dell'uomo in un noioso cielo con nuvole ed angioletti. Questi Dei - per quelli che credono nelle Sacre Scritture - compaiono anche nella Genesi. Il padre di Adamo disse "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza", e dopo la disobbedienza disse: "Ora gettiamolo da qui, dato che ha mangiato dall'Albero proibito, non sia che allunghi la mano e mangi il frutto della vita e venga ad essere come noi e vivere per sempre". Ed ancora la Bibbia dice che l'Eden è il Paradiso Terrestre, non celestiale, e dice che loro verranno gettati "fuori"... 

Ma, proseguendo con la questione fisica, sembra che il nostro Sole Interno o nucleo abbia circa 500 chilometri di diametro, secondo calcoli strettamente fisico-matematici, ma consideriamo la descrizione di Nicolás Jansen, di Vito Dumas - il Navigatore Solitario, dei Macuxíes di Roraima e degli ultimi Mongulas dell'Ecuador (stetti per entrare per la caverna che custodivano questi ultimi fino ad una decade fa, ma di quello parlerò in un'altra parte). 

Né i Macuxíes, né i Mongulas, né Nicolás Jansen lessero Jules Verne, questo profeta del quale si sono realizzati fino ad ora tutti i suoi "romanzi fantastici" - in realtà predizioni scientifiche basate su conoscenze esoteriche dove descrive in "Viaggio al Centro della Terra", il sole interno. Jules Verne era in contatto con diversi scienziati della sua epoca ed inoltre è falso dire che non uscì mai dal suo paese natale, perché viaggiò per buona parte del mondo e se ciò non bastasse, era membro del Votivvm Hermeticvs e dell'Ordine di Thule, cosicché quello che scriveva non erano mere "immaginazioni." 

Per facilitarmi il compito di continuare con questi articoli, prego i cari lettori di pormi domande, poiché ciò mi permetterà di esporre le cose che chiariranno meglio questi "misteri". Le domande si possono inviare a: askasis-alta@elistas.net (in spagnolo).

E continueremo ad investigare e divulgare, ma sempre con la tendenza verso il lato della cosa reale, evitando l'altro lato, che è quello della finzione, perché la Realtà è molto più meravigliosa di qualunque finzione. Jules Verne in "Dalla Terra alla Luna", se avesse scritto che 500 milioni di persone avrebbero visto l'allunaggio in una scatola quadrata che somiglia ad una "palla magica"... Chissà se il suo editore non gli avrebbe detto che più che delirare, stava impazzendo.. 

L'AMMIRAGLIO PILOTA BYRD

Comunque i racconti più straordinari provengono dall'ammiraglio pilota Byrd, che con il suo aereo entrò dentro ambedue i Poli, sorvolando laghi e fiumi cristallini, terre lussureggianti dove pascolavano ogni sorta di animali, compresi dei mammuth, sotto un sole tiepido e dolce. Egli la definì "Quel continente incantato nel cielo, terra di perenne mistero". È stata definita la più grande spedizione della storia umana, ma anche la più censurata.

L'ammiraglio Byrd

Dalle note del suo diario di bordo, della quarta spedizione polare, traggo alcune frasi dalle quali ci ha rivelato come egli abbia acquisita una coscienza straordinaria su tante realtà sia umane che planetarie, attraverso il suo "contatto" con quelle Civiltà Superiori.

Dall'introduzione:

"Devo scrivere questo diario di nascosto e in assoluta segretezza. Riguarda il mio volo antartico del 19 Febbraio dell'anno 1947. Verrà un tempo in cui la razionalità degli uomini dovrà dissolversi nel nulla e si dovrà allora accettare l'ineluttabilità della Verità. Io non ho la libertà di diffondere la documentazione che segue, forse non vedrà mai la luce, ma devo comunque fare il mio dovere e riportarla qui con la speranza che un giorno tutti possano leggerla, in un mondo in cui l'egoismo e l'avidità di certi uomini non potranno più sopprimere la Verità".

..."Distese di ghiaccio e neve sotto di noi, notate delle colorazioni giallognole con disegni lineari. Alterata la crociera per un migliore esame di queste configurazioni colorate, notate anche colorazioni violacee e rossastre".

..."Sia la bussola magnetica che la girobussola cominciano a ruotare e ad oscillare, non ci è possibile mantenere la nostra rotta con la strumentazione. Rileviamo la direzione con la bussola solare, tutto sembra ancora a posto. I controlli sembrano lenti nel rispondere e nel funzionare, ma non c'è indicazione di congelamento".

..."29 minuti di volo trascorsi dal primo avvistamento dei monti, non si tratta di un'allucinazione. È una piccola catena di montagne che non avevamo mai visto prima".

..."Oltre le montagne vi è ciò che sembra essere una vallata con un piccolo fiume o ruscello che scorre verso la parte centrale. Non dovrebbe esserci nessuna valle verde qua sotto! C'è qualcosa di decisamente strano e anormale qui! Dovremmo sorvolare solo ghiaccio e neve! Sulla sinistra ci sono grandi foreste sui fianchi dei monti. I nostri strumenti di navigazione girano ancora come impazziti".

..."Altero l'altitudine a 1400 piedi ed eseguo una sterra virata completa a sinistra per esaminare meglio la valle sottostante. È verde con muschio ed erba molto fitta. La luce qui sembra diversa. Non riesco più a vedere il Sole. Facciamo un altro giro a sinistra e avvistiamo ciò che sembra essere un qualche tipo di grosso animale. Assomiglia ad un elefante! NO!!! Sembra essere un mammuth! È incredibile! Eppure è così! Scendiamo a quota 1000 piedi ed uso un binocolo per esaminare meglio l'animale. È confermato, si tratta di un animale simile al mammuth".

…"Incontriamo altre colline verdi. L'indicatore della temperatura esterna riporta 24 gradi centigradi. Ora proseguiamo sulla nostra rotta. Gli strumenti di bordo sembrano normali adesso. Sono perplesso circa le loro reazioni. Tento di contattare il campo base. La radio non funziona".

…"Il paesaggio circostante sembra livellato e normale. Avanti a noi avvistiamo ciò che sembra essere una città!!! È impossibile! L'aereo sembra leggero e stranamente galleggiante. I controlli si rifiutano di rispondere! Mio Dio!! Alla nostra destra e alla nostra sinistra ci sono apparecchi di uno strano tipo. Si avvicinano e qualcosa irradia da essi. Ora sono abbastanza vicini per vedere i loro stemmi. E' uno strano simbolo. Dove siamo? Cosa è successo? Ancora una volta tiro decisamente i comandi. Non rispondono!!! Siamo tenuti saldamente da una sorta di invisibile morsa d'acciaio".

..."La nostra radio gracchia e giunge una voce che parla in inglese con accento che sembra decisamente nordico o tedesco! Il messaggio è: - Benvenuto nel nostro territorio, Ammiraglio. Vi faremo atterrare esattamente fra sette minuti. Rilassatevi, Ammiraglio, siete in buone mani. - Mi rendo conto che i motori del nostro aereo sono spenti. L'apparecchio è sotto uno strano controllo ed ora vira da sé".

..."Riceviamo un altro messaggio radio. Stiamo per cominciare la procedura di atterraggio, ed in breve l'aereo vibra leggermente cominciando a scendere come sorretto da un enorme, invisibile ascensore".

..."Alcuni uomini si stanno avvicinando a piedi all'aereo. Sono alti ed hanno i capelli biondi. In lontananza c'è una grande città scintillante, vibrante di tinte dei colori dell'arcobaleno. Non so cosa succederà ora, ma non vedo traccia di armi su coloro che si avvicinano. Sento ora una voce che mi ordina, chiamandomi per nome, di aprire il portellone. Eseguo".

Dopo questi appunti, tratti dal "diario di bordo", l'Ammiraglio annota cosa successe:

..."Da questo punto in poi scrivo gli eventi che seguono richiamandoli alla memoria. Ciò rasenta l'immaginazione e sembrerebbe una pazzia se non fosse accaduto davvero. Il tecnico ed io fummo prelevati dall'aereo ed accolti in modo cordiale. Fummo poi imbarcati su un piccolo mezzo di trasporto simile ad una piattaforma ma senza ruote! Ci condusse verso la città scintillante con estrema celerità. Mentre ci avvicinammo, la città sembrava fatta di cristallo. Giungemmo in poco tempo in un grande edificio, di un genere che non avevo mai visto prima. Sembrava essere uscito dai disegni di Frank Lloyd Wright, o forse più precisamente da una scena di Buck Regers!

Ci venne offerta un tipo di bevanda calda che sapeva di qualcosa che non avevo mai assaporato prima. Era deliziosa. Dopo circa 10 minuti, due dei nostri mirabili ospiti vennero nel nostro alloggio invitandomi a seguirli. Non avevo altra scelta che obbedire. Lasciai il mio tecnico radio e camminammo per un po' fino ad entrare in ciò che sembrava essere un ascensore. Scendemmo per alcuni istanti, l'ascensore si fermò e la porta scivolò in alto silenziosamente! Procedemmo poi per un lungo corridoio illuminato da una luce rosa che sembrava emanare dalle pareti stesse! Uno degli esseri fece segno di fermarci davanti ad una grande porta. Sopra di essa c'era una scritta che non ero in grado di leggere. La grande porta scorse senza rumore e fui invitato ad entrare. 

Uno degli ospiti disse: - Non abbiate paura, Ammiraglio, state per avere un colloquio con il Maestro -. Entrai ed i miei occhi si adeguarono lentamente alla meravigliosa colorazione che sembrava riempire completamente la stanza. Allora cominciai a vedere quello che mi circondava. Ciò che mostrò ai miei occhi era la vista più stupenda di tutta la mia vita. In effetti era troppo magnifica per poter essere descritta. Era deliziosa. Non credo che esistano termini umani in grado di descriverla in ogni dettaglio con giustizia. I miei pensieri furono interrotti dolcemente da una voce calda e melodiosa: "Le do il benvenuto nel nostro territorio, Ammiraglio". Vidi un uomo dai lineamenti delicati e con i segni dell'età sul suo viso. Era seduto ad un grande tavolo. Mi invitò a sedermi su una delle sedie. Dopo che fui seduto, unì le punte delle sue dita e sorrise. Parlò di nuovo dolcemente e disse quanto segue: - L'abbiamo lasciata entrare qui perché lei è di nobile carattere e ben conosciuto nel mondo di superficie, Ammiraglio. - Mondo di superficie! Quasi rimasi senza fiato!

"Si - ribattè il Maestro con un sorriso - lei si trova nel territorio degli Ariani, il Mondo sommerso della Terra. Non ritarderemo a lungo la sua missione, e sarete scortati indietro sulla superficie e un poco oltre senza pericolo. Ma ora, Ammiraglio, le dirò il motivo della sua convocazione qui. Il nostro interessamento cominciò esattamente subito dopo l'esplosione delle prime bombe atomiche da parte della vostra razza, su Hiroshima e Nagasaki, in Giappone. Fu in quel momento inquietante che spedimmo sul vostro mondo di superficie i nostri mezzi volanti.

I Flugelrads, per investigare su ciò che la vostra razza aveva fatto. Questa è ovviamente storia passata, Ammiraglio, ma mi permetta di proseguire. Vede, noi non abbiamo mai interferito prima d'ora nelle guerre e nella barbarie della vostra razza, ma ora dobbiamo farlo in quanto voi avete imparato a manipolare un tipo di energia, quella atomica, che non è affatto per l'uomo. I nostri emissari hanno già consegnato dei messaggi alle potenze del vostro mondo, e tuttavia esse non se ne curano. Ora voi siete stato scelto per essere testimone qui che il nostro mondo esiste. Vede, la nostra cultura e la nostra scienza sono avanti di migliaia di anni rispetto alle vostre, Ammiraglio". Lo interruppi: "Ma tutto ciò che cosa ha a che fare con me, Signore!". Gli occhi del Maestro sembrarono penetrare in modo profondo nella mia mente, e dopo avermi studiato per un po' rispose: "La vostra razza ha raggiunto il punto del non ritorno, perché ci sono alcuni tra voi che distruggerebbero il vostro intero mondo piuttosto che rinunciare al potere così come lo conoscono…".

Annuii e il Maestro continuò: "Dal 1945 in poi abbiamo tentato di entrare in contatto con la vostra razza, ma i nostri sforzi sono stati accolti con ostilità: fu fatto fuoco contro i nostri flugelrads. Si, furono persino inseguiti con cattiveria e animosità dai vostri aerei da combattimento. Così ora, figlio mio, le dico che c'è una grande tempesta all'orizzonte per il vostro mondo, una furia nera che non si esaurirà per diversi anni. Non ci sarà difesa nelle vostre armi, non ci sarà sicurezza nella vostra scienza. Imperverserà fino a quando ogni fiore della vostra cultura sarà stato calpestato e tutte le cose umane saranno disperse nel caos. La recente guerra è stata soltanto un preludio a quanto deve ancora avvenire alla vostra razza. Noi qui possiamo vederlo più chiaramente ad ogni ora… crede che mi sbagli?". "No - risposi - è già successo una volta nel passato; giunsero gli anni oscuri e durarono per cinquecento anni". "Si, figliolo mio - replicò il Maestro - gli anni oscuri che giungeranno ora, per la vostra razza, copriranno la Terra come una coltre, ma credo che qualcuno tra voi sopravviverà alla tempesta, oltre questo non so! Noi vediamo in un futuro lontano riemergere, dalle rovine della vostra razza, un mondo nuovo, in cerca dei suoi leggendari tesori perduti, ed essi saranno qui, figlio mio, al sicuro in nostro possesso. Quando giungerà il momento ci faremo nuovamente avanti per aiutare la vostra cultura e la vostra razza a vivere.

Forse per allora avrete appreso la futilità della guerra e della sua lotta… e dopo quel momento, una parte della vostra cultura e scienza vi saranno restituite così che la vostra razza possa ricominciare. Lei, figlio mio, deve tornare nel Mondo di Superficie con questo messaggio…".

Con queste parole conclusive il nostro incontro sembrava giungere al termine. Per un attimo mi sembrò di vivere un sogno… eppure sapevo che quella era la realtà, e per qualche strana ragione mi inchinai lievemente, non so se per rispetto od umiltà. Improvvisamente mi resi conto che i due fantastici ospiti che mi avevano condotto qui erano di nuovo al mio fianco. "Da questa parte, Ammiraglio", mi indicò uno di Loro. Mi girai ancora una volta prima di uscire e guardai il Maestro. Un dolce sorriso era impresso nel suo anziano viso delicato. "Addio, figliolo mio", mi disse, e fece un gesto soave con la sua esile mano, un gesto di pace ed il nostro incontro ebbe definitivamente termine. Uscimmo velocemente dalla stanza del Maestro attraverso la grande porta ed entrammo ancora una volta nell'ascensore. La porta si abbassò silenziosamente e ci muovemmo subito verso l'alto.

Uno dei miei ospiti parlò di nuovo: "Ora dobbiamo affrettarci, Ammiraglio, in quanto il Maestro non desidera ritardare oltre il vostro programma previsto e dovete ritornare dalla vostra razza con il suo messaggio". Non dissi nulla, tutto ciò era quasi inconcepibile, e una volta ancora i miei pensieri si interruppero non appena ci fermammo. Entrai nella stanza e fui di nuovo con il mio tecnico radio. Aveva un'impressione ansiosa sul suo volto. Avvicinandomi dissi: "È tutto a posto, Howie, è tutto a posto". I due esseri ci fecero segno verso il mezzo in attesa, salimmo e presto giungemmo al nostro aereo. I motori erano al minimo, e ci imbarcammo immediatamente. L'atmosfera era ora carica di una certa aria di urgenza. Dopo che il portellone fu chiuso, l'aereo fu immediatamente trasportato in alto da quella forza invisibile fino a quando raggiungemmo i 2700 piedi. Due dei mezzi aerei erano ai nostri fianchi ad una certa distanza facendoci planare lungo la via del ritorno. Devo sottolineare che l'indicatore di velocità non riportava nulla, nonostante ci stessimo muovendo molto rapidamente.

...Ricevemmo un messaggio radio: "Ora vi lasciamo, Ammiraglio, i vostri controlli sono liberi. Wiedersehen!!!". Guardammo per un istante i flugelrads fino a quando non scomparvero nel cielo blu pallido. L'aereo sembrò improvvisamente catturato da una corrente ascensionale. Ne riprendemmo immediatamente il controllo. Non parlammo per un po', ognuno di noi era immerso nei propri pensieri. 

...Sorvoliamo nuovamente distese di ghiaccio e neve, a circa 27 minuti dal campo base. Inviamo un messaggio radio, ci rispondono. Riportiamo condizioni normali… normali. Dal campo base esprimono sollievo per aver nuovamente stabilito il contatto.

...Atterriamo dolcemente al campo base. Ho una missione da compiere.

...11 Marzo 1947. Ho appena avuto un incontro di Stato Maggiore al Pentagono. Ho riportato interamente la mia scoperta ed il messaggio del Maestro. È stato tutto doverosamente registrato. Il Presidente ne è stato messo al corrente. Vengo trattenuto per diverse ore ( 6 ore e 39 minuti per l'esattezza). Sono accuratamente interrogato dalle Top Security Forces e da una équipe medica. È un travaglio!!! Vengo posto sotto stretto controllo attraverso i mezzi di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d'America. Mi viene rammentato che sono un militare e che quindi devo obbedire agli ordini.

...Ultima annotazione: 30 Dicembre 1956. Questi ultimi anni trascorsi dal 1947 ad oggi non sono stati buoni… Ecco dunque la mia ultima annotazione in questo diario singolare. Concludendo, devo affermare che ho doverosamente mantenuto segreto questo argomento, come ordinatomi, durante tutti questi anni. Ho fatto questo contro ogni mio principio di integrità morale. Ora sento avvicinarsi la grande notte e questo segreto non morirà con me, ma, come ogni verità, trionferà. Questa è la sola speranza per il genere umano. Ho visto la verità ed essa ha rinvigorito il mio spirito donandomi la libertà! Ho fatto il mio dovere nei riguardi del mostruoso complesso industriale militare. Ora la lunga notte comincia ad avvicinarsi, ma ci sarà un epilogo. Come la lunga notte dell'Antartico termina, così il sole brillante della verità sorgerà di nuovo, e coloro che appartengono alle tenebre periranno alla sua luce…

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Perché io ho visto "quella Terra oltre il Polo, quel Centro del Grande Ignoto".

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Letture consigliate: Costantino Paglialunga, Alla scoperta della Terra Cava, MacroEdizioni. 

traduzione dallo spagnolo a cura di:
www.edule.it

LIBRI SULLA TERRA CAVA: 

I Grandi Misteri del Nazismo - LINK

Alla Scoperta della Terra Cava - LINK

EBook - Terra Cava - Nuova terra - LINK

Da Atlantide alla Superconsapevolezza - LINK

2015 - Scienziati di Harvard affermano: C'è un Antica Terra dentro il nostro Pianeta !!!
Un team di scienziati dell’Università di Harvard ritiene di aver trovato la prova dell’esistenza di una antica Terra, che potrebbe esistere all’interno della Terra stessa.

Il team ritiene che, in base ad un rapporto isotopico effettuato in precedenza nelle profondità della Terra, potrebbe essere il segnale delle tracce di materiale risalente tempo prima dell’impatto tra la Terra con un altro corpo di dimensioni planetarie, portando alla creazione della Luna.

Questo può rappresentare gli echi di un’antica Terra, che esisteva prima della collisione avvenuta all’incirca 4,5 miliardi anni fa. Questo lavoro è stato presentato alla conferenza del centro Spaziale di Goldschmidt a Sacramento, California.

La teoria attualmente favorita dalla comunità di scienziati, dice che la Luna si è formata 4,5 miliardi anni fa, quando la Terra si scontrò con un corpo la cui massa era delle dimensioni di Marte, che è stato dato il nome di “Theia”. Secondo questa teoria, il calore generato dalla collisione avrebbe causato lo scioglimento dell’intero pianeta, prima che alcuni dei detriti si erano poi raffreddati e con lo spin-off avrebbero creato successivamente la Luna. 

Ora però, un gruppo di scienziati dell’Università di Harvard ritengono di aver identificato i segnali di quella che potrebbe essere solo una parte della Terra sciolta durante la collisione e che una parte antica esiste ancora nel mantello della Terra.

Secondo il Professore Associato Sujoy Mukhopadhyay (Harvard): “L’energia liberata dall’impatto tra la Terra e Theia sarebbe stato enorme, certamente sufficiente a fondere l’intero pianeta. Ma noi crediamo che l’energia di impatto non è stat distribuita uniformemente in tutta l’antica Terra. Ciò significa che una parte importante dell’emisfero colpito probabilmente sarebbe stata completamente vaporizzata, ma l’emisfero opposto sarebbe stato parzialmente schermato, tale per cui non avrebbe subito una completa fusione “.

L’idea che una collisione molto dirompente della Terra con un altro corpo di dimensioni planetarie, il più grande evento nella storia geologica della Terra, non avrebbe completamente sciolto ed omogeneizzato la struttura della Terra e questo va contro alcune delle nostre nozioni. Se la teoria si dimostra corretta, allora possiamo essere certi che possiamo vedere gli echi dell’antica Terra, che esiste da un tempo prima della collisione “.

Un mondo antico esiste all’interno della Terra. Ricercatori della Northwestern University e dell’Università del New Mexico hanno fornito la prima prova in assoluto dell’esistenza di oceani in acque profonde sotto gli Stati Uniti. Il geofisico della Northwestern University Steve Jacobsen e il sismologo dell’ Università di New Mexico Brandon Schmandt, hanno trovato tasche profonde di magma che si trovano a circa 400 miglia al di sotto del Nord America, una firma probabile della presenza di un serbatoio enorme di acqua tre volte le dimensioni degli oceani della Terra.

Anche se non in forma liquida familiare – gli ingredienti per l’acqua sono legati nella roccia che si trova in profondità nel mantello della Terra – la scoperta potrebbe rappresentare il più grande serbatoio di acqua del pianeta. Schmandt ed i risultati di Jacobsen si basano su una scoperta in cui gli scienziati hanno trovato un pezzo di minerale di ringwoodite all’interno di un diamante trovato ad una profondità di 400 miglia da un vulcano in Brasile. Quel piccolo pezzo di ringwoodite – l’unico esempio esistente dall’interno della Terra – conteneva una sorprendente quantità di acqua legata in forma solida nel minerale.

“La ringwoodite è come una spugna, assorbe l’acqua – ha detto Jacobsen – C’è qualcosa di molto speciale nella struttura cristallina della ringwoodite, che gli permette di attirare l’idrogeno e l’acqua per poi intrappolarla. La presenza di acqua liquida sulla superficie è ciò che rende il nostro “pianeta blu” abitabile, e gli scienziati sono stati a lungo a cercare di capire solo quanta acqua può essere ciclica tra la superficie terrestre e serbatoi interni attraverso la tettonica a zolle. Le nuove scoperte potranno anche aiutare gli scienziati a capire meglio il ciclo dell’acqua della Terra.”

Inoltre, essi hanno trovato prove di un vasto serbatoio di acqua sotto l’Asia orientale, che è almeno il volume del Mar Glaciale Artico. Secondo l’ipotesi della Terra cava, il pianeta Terra è tutto vuoto o altrimenti contiene uno spazio interno notevole.

 

 

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