KAROL WOJTYLA


Epilogo 

E proprio qui, ai piedi di questa stupenda policromia sistina, 
si riuniscono i cardinali - 
una comunità responsabile per il lascito delle chiavi del Regno. 
Giunge proprio qui. 
E Michelangelo li avvolge, tuttora, della sua visione. 
"In Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo... " 

Chi è Lui? 
Ecco, la mano creatrice dell'Onnipotente Vecchio, diretta verso Adamo... 
Al principio Dio ha creato... 
Costui che vede tutto... 

La policromia sistina allora propagherà la Parola del Signore: 
Tu es Petrus - udì Simone, il figlio di Giona. 
"A te consegnerò le chiavi del Regno". 
La stirpe, a cui è stata affidata la tutela del lascito delle chiavi, 
si riunisce qui, lasciandosi circondare dalla policromia sistina, 
da questa visione che Michelangelo ci ha lasciato - 
Era così nell'agosto e poi nell'ottobre, del memorabile anno dei due conclavi, 
e così sarà ancora, quando se ne presenterà l'esigenza dopo la mia morte. 
All'uopo, bisogna che a loro parli la visione di Michelangelo. 
"Con-clave": una compartecipata premura del lascito delle chiavi, delle chiavi del Regno. 
Ecco, si vedono tra il Principio e la Fine, 
tra il Giorno della Creazione e il Giorno del Giudizio. 
E' dato all'uomo di morire una volta sola e poi il Giudizio! 

Una finale trasparenza e luce. 
La trasparenza degli eventi - 
La trasparenza delle coscienze - 
Bisogna che, in occasione del conclave, Michelangelo insegni al popolo - 

Non dimenticate: Omnia nuda et aperta sunt ante oculos Eius. 
Tu che penetri tutto - indica! 
Lui additerà...


Dio dell'alleanza 

O Abramo - Colui che entrò nella storia dell'uomo, 
desidera, soltanto attraverso te, svelare questo mistero, celato dall'esordio del mondo, 
un mistero più remoto del mondo! 

Se oggi percorriamo questi luoghi, 
da cui, tempo fa, era partito Abramo, 
dove aveva udito la Voce, dove si era compiuta la promessa, 
solo perché 
potessimo fermarci sul limine - 
per attingere al principio dell'Alleanza. 

Poiché Dio aveva manifestato ad Abramo, 
cosa è, per un padre, il sacrificio del proprio figlio - un'immolata morte. 
O Abramo - così Dio ha amato il mondo, 
che ha consacrato il suo Figlio, perché ognuno, che avrà fede in Lui, 
possa attingere alla vita eterna. 
- Fermati - 
Io porto dentro di me il tuo nome, 
il nome - segno dell'Alleanza 
che il Verbo Primordiale ha stretto con te, 
ancor prima che creasse il mondo. 
Ricorda questo luogo, quando andrai via da qui, 
luogo che rimarrà in attesa del suo proprio giorno


Il primo Vedente 

"In Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo" -dice Paolo all'Areopago d'Atene- 
Chi è Costui? 
Come se fosse l'ineffabile spazio che avvolge tutto -Lui il Creatore: 
Domina ogni cosa, traendo l'esistenza dal nulla, e non soltanto in principio, ma di continuo. 
Tutto perdura divenendo perpetuamente - 
"Al principio era il Verbo e per mezzo di Esso tutto è stato fatto". 
Il Mistero del principio nasce assieme al Verbo, si rivela attraverso il Verbo. 
Verbo - perenne visione ed enunciazione. 
Colui che creava, vedeva - vide "che ciò era buono", scorgeva con un concetto diverso dal nostro. 
Lui - il primo Vedente - 
Vedeva, ritrovava in tutto un'orma del suo Essere, della sua plenitudine - 

Vedeva: Omnia nuda et aperta sunt ante oculos Eius -Il nudo e il trasparente, 
il vero, il buono e il bello- 

Scorgeva con un concetto insolito, estraneo al nostro. 
Una perenne visione ed enunciazione: 
"Al principio era il Verbo e per mezzo di Esso tutto è stato fatto", 
il tutto, in cui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo -Il Verbo, lo stupendo Verbo primordiale, come un'invisibile soglia 
di tutto ciò che è stato creato, esiste ed esisterà. 
Come se il Verbo fosse la soglia. 

La soglia del Verbo, in cui tutto era di foggia invisibile, 
la divina e l'eterna - dietro questa soglia iniziano gli eventi! 
Mi trovo sul limine della Sistina - 
Forse tutto ciò era più facile interpretare nel linguaggio della "Genesi" - 
Ma il Libro aspetta l'immagine. - E giusto. Aspettava un suo Michelangelo. 

Perché Colui che creava, "vedeva" - vide, che "ciò era buono". 
"Vedeva", ed allora il Libro aspettava il frutto della "visione". 
O uomo che vedi anche tu, vieni - 
Sto invocandovi "vedenti" di tutti i tempi. 
Sto invocandoti, Michelangelo! 

Nel Vaticano è posta una cappella, che aspetta il frutto della tua visione! 
La visione aspetta l'immagine. 
Da quando il Verbo si fece carne, la visione, da allora, aspetta. 
Stiamo sulla soglia del Libro. 
Questo è il Libro delle Origini - Genesis. 
Qui, in questa cappella lo ha descritto Michelangelo, 
non con le parole, ma con una ricchezza 
affluente dei colori. 
Entriamo, per rileggerlo, 
passando dallo stupore allo stupore. 

Così, allora, è qui - vediamo e riconosciamo 
il Principio che sorge dall'inesistenza, 
ubbidendo al Verbo della creazione; 
Qui traspira da queste mura. 
Ma forse la Fine affiora più intensamente. 
Sì, ancor più efficacemente traspare il Giudizio. 
Un Giudizio, un finale Giudizio. 
Ecco la via che tutti attraversiamo - 
ognuno di noi.


Lo stupore 

Seno di bosco discende 
al ritmo di montuose fiumare. 
Questo ritmo mi rivela Te, 
il Verbo Primordiale. 
Com'è stupendo il Tuo silenzio 
in tutto ciò che da ogni dove propala 
un mondo reale... 
che assieme al seno di bosco 
scende giù da ogni versante... 
tutto ciò che con sé trascina 
l'argentata cascata del torrente, 
che dal monte cade ritmato, 
trasportato dalla propria corrente... 
- dove trasportato? 

Che hai detto, torrente di monte? 
In che luogo t'incontri con me? 
Con me che sono altresì perituro 
come te, siffatto... 
Ma cosiffatto come te? 

(Di fermarmi qui, acconsenti - 
consentimi di fermarmi al varco, 
ecco uno di questi semplici portenti. ) 
Non si stupisce una fiumara scendente 
e silenziosamente discendono i boschi 
al ritmo del torrente 
- però un umano si meraviglia. 
Il varco che un mondo trapassa attraverso l'uomo 
è dello stupore la soglia, 
(una volta, proprio questo portento fu nominato "Adamo". ) 
Ed era solo, col suo stupore, 
tra le creature senza meraviglia 
- per le quali esistere e trascorrere era sufficiente. 
L'uomo, con loro, scorreva sull'onda dello stupore! 
Meravigliandosi, sempre emergeva 
dal maroso che lo trasportava, 
come per dire a tutto il mondo: 
"fermati! - in me hai un porto, 
in me c'è quel luogo d'incontro 
col Primordiale Verbo" - 
"fermati, questo trapasso ha un senso, 
ha un senso... ha un senso... ha un senso!"

Le persone anziane

Oggi vorrei che questi nostri pensieri, i nostri cuori e soprattutto le nostre preghiere orientate ai più piccoli e ai più giovani, vadano ai più anziani. Ho in mente non tanto coloro che sono di mezza età (nella pienezza delle forze fisiche), ma piuttosto quelli di età avanzata: nonni, nonne; le persone anziane. Queste persone qualche volta sono abbandonate. Soffrono a causa della loro anzianità. Soffrono anche a causa dei diversi disturbi, che l’età avanzata porta con sé. Però, la loro più grande sofferenza è quando non trovano la dovuta comprensione e gratitudine da parte di quelli, dai quali hanno diritto di aspettarla. Non possono essere trattati come se fossero ormai inutili. Anche se qualche volta mancano ad essi le forze per poter svolgere le azioni più semplici, hanno però l’esperienza della vita e la saggezza, che molto spesso mancano ai giovani. Meditiamo le parole della Sacra Scrittura: “Come s’addice il giudicare ai capelli bianchi, e agli anziani intendersi di consigli! Come s’addice la sapienza ai vecchi, il discernimento e il consiglio alle persone eminenti! Corona dei vecchi è un’esperienza molteplice, loro vanto il timore del Signore” (Sir 25,4-6). 


Alzatevi, andiamo! 

"Quando giunse la "sua ora", Gesù disse a coloro che erano con Lui nell'orto del Getsemani, Pietro, Giacomo e Giovanni, i discepoli particolarmente amati: "Alzatevi, andiamo!". Non era Lui solo a dover "andare" verso l'adempimento della volontà del Padre, ma anch'essi con Lui. 
Anche se queste parole significano un tempo di prova, un grande sforzo e una croce dolorosa, non dobbiamo farci prendere dalla paura. Sono parole che portano con sé anche quella gioia e quella pace che sono frutto della fede. In un'altra circostanza, agli stessi tre discepoli Gesù precisò l'invito così: "Alzatevi e non temete!". L'amore di Dio non ci carica di pesi che non siamo in grado di portare, né ci pone esigenze a cui non sia possibile far fronte. Mentre chiede. Egli offre l'aiuto necessario. 
Parlo di questo da un luogo in cui mi ha condotto l'amore di Cristo Salvatore, chiedendomi di uscire dalla mia terra per portare frutto altrove con la sua grazia, un frutto destinato a rimanere. Facendo eco alle parole del nostro Maestro e Signore, ripeto perciò anch'io a ciascuno di voi: "Alzatevi, andiamo!". Andiamo fidandoci di Cristo. Sarà Lui ad accompagnarci nel cammino, fino alla meta 
che Lui solo conosce.

Non abbiate Paura di avere il Coraggio!


Non abbiate paura, aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!


Vegliate, non sapete quando egli verrà


È l'amore che converte i cuori e dona la pace


Vi ho cercato, e voi siete venuti a me. E per questo vi ringrazio


I cuori di cristiani e musulmani si volgano gli uni verso gli altri in fraternità e amicizia


Nel Medio Oriente restano molti e gravi ostacoli, ma il primo passo deve essere la salda convinzione che una risoluzione è possibile entro i parametri del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite. Rinnovo l'appello a tutte le popolazioni coinvolte e ai loro responsabili politici affinché riconoscano che la guerra non ha mai avuto successo e mai lo avrà


Ho voluto incoraggiare i credenti e tutte le persone di buona volontà a promuovere il rispetto per la dignità di ogni essere umano e ad operare per un ordine internazionale basato sul rispetto del diritto e sulla solidarietà verso i meno fortunati


Il futuro della pace nel mondo dipende dal rafforzamento del dialogo e della comprensione fra le culture e le religioni