INVERSIONE DEI POLI MAGNETICI

Ormai non passa giorno senza che TV e giornali ci parlino del famigerato buco nell'ozono, dell'impazzimento delle stagioni, del surriscaldamento / raffreddamento degli oceani.

L'attività sismica terrestre è in costante aumento, con le spesso tragiche conseguenze che tutti conosciamo. Molti vulcani sono pronti a risvegliarsi, alcuni già lo hanno fatto.
La velocità di rotazione della Terra sta rallentando così rapidamente che ogni anno gli scienziati dell'Ufficio Internazionale delle Misurazioni, in Colorado, devono regolare i loro orologi al cesio per compensare un divario che, se non fosse corretto, nel giro di soli dieci anni porterebbe all'inversione della mezzanotte con il mezzogiorno. Il rallentamento del pianeta è direttamente proporzionale alla caduta del magnetismo.
La
frequenza di Schumann è in vertiginoso aumento.

Di tutte queste scoperte, curiosità, notizie, la maggiorparte delle quali trova conferma in vetusti codici, libri sacri, cosmologie, tradizioni, si ricava che le condizioni geofisiche ed astronomiche attuali assomigliano in modo impressionante al quadro della fase finale dei cicli evolutivi, detta anche “fine dei tempi”, descritto dai Maya, dagli Indiani d'America, dagli induisti, da decine di altri popoli antichi orientali ed occidentali. Tra questi documenti si colloca anche l’Apocalisse di Giovanni e negli ultimi due secoli ne ritroviamo precisi riferimenti nelle parole pronunciate dalla Madonna nel corso delle sue numerose apparizioni.

Il rallentamento della velocità di rotazione della terra e la conseguente caduta del magnetismo possono portare all'inversione dei poli magnetici terrestri: le testimonianze degli antichi parlano anche di questo evento. Abbandonando provvisoriamente le profezie, però, lasciamo la parola alla scienza.

La terra è come un'enorme calamita, condizione che permette il funzionamento della bussola.

Il campo magnetico terrestre misurato in nanotesla, forma la cosiddetta magnetosfera, che costituisce una sorta di scudo attorno al pianeta e consente la vita così come siamo abituati ad intenderla: la caduta del campo magnetico fa si che questo scudo sia sempre più debole.
Strumenti alla mano, i geologi dicono che siamo arrivati al punto più basso del magnetismo terrestre degli ultimi 2000 anni e che questo calo è sempre più rapido.

Dunque in base alle proprietà dei magneti, continuando di questo passo è possibile ipotizzare un'imminente inversione: il polo magnetico Nord, che oggi ha polarità negativa, acquisirebbe polarità positiva e viceversa...e questo potrebbe portare grandi cambiamenti all'assetto dell'intero sistema.

L'analisi delle rocce presenti sulla terra da milioni di anni ha stabilito che sul nostro pianeta si sono alternati periodi di polarità +/- con altri di polarità -/+, ossia che il magnetismo terrestre si è già invertito numerose volte nella millenaria storia del globo terrestre. Infatti le rocce contengono ossido di ferro le cui particelle si orientano verso il Nord magnetico. Esaminando la disposizione delle particelle di ossido di ferro negli strati di lava che si sono depositati e raffreddati in ere diverse, è stato possibile ricostruire l'andamento alterno del magnetismo terrestre: sembra che al momento siano state registrate almeno 14 inversioni.

Per completare il quadro, occorre ancora parlare della Frequenza di Schumann.
La fisica quantistica ci ha ormai insegnato che la cosiddetta materia inanimata non esiste: nell'universo tutto vibra, ossia tutto è energia in movimento, in trasformazione, in divenire. Tutto è vibrazione ed ogni vibrazione ha una sua velocità, chiamata frequenza.
Quando la frequenza è lenta, o bassa, gli atomi tendono a solidificarsi e danno luogo alla materia; più la frequenza si innalza, più lo stato di aggregazione atomico diventa rarefatto, meno solido. (es ghiaccio-acqua)

La geologia ci dice che la terra ha una piccola pulsazione elettromagnetica ogni secondo, espressa in hertz, che in fisica è l'unità di misura della frequenza nei fenomeni di vibrazione, corrispondente ad una vibrazione al secondo.

Questa piccola pulsazione è la frequenza di Schumann o risonanza di Schumann, la vibrazione della Terra, come se fosse il suo battito cardiaco. Attualmente in base a recenti stime il valore della frequenza di Schumann avrebbe già superato i 10 hertz e continuerebbe ad aumentare ulteriormente, dimostrandosi inversamente proporzionale al magnetismo terrestre: più questo diminuisce, più aumenta la frequenza Schumann.

Secondo alcuni calcoli quando la frequenza arriverà a 13 hertz in quello stesso momento il magnetismo terrestre arriverà ad azzerarsi. Questo è l'evento di cui parlano da migliaia di anni tutte le profezie, i testi sacri, le scuole misteriche, le religioni. E' il punto zero dove il tempo si ferma per poi riprendere a scorrere, quello di inversione dei poli magnetici, del passaggio ad una nuova era.

E' il punto cui si riferisce il calendario Maya, dicembre 2012. Secondo i documenti antichi la Terra dovrebbe rimanere ferma per 72 ore prima dell'inversione, ne parlano gli esseni, gli Hopi, gli egizi, la tradizione ebraica, il popolo khmer, gli induisti , i tibetani...e naturalmente i maya.

Se ciò si verificasse, significherebbe che per ben tre giorni un emisfero terrestre sarebbe inondato dalla luce, mentre l'altro si troverebbe nella più completa oscurità, il tutto complicato dalla totale assenza di comunicazioni, perchè certamente in simili condizioni i numerosi satelliti in orbita attorno alla terra cesserebbero di funzionare.

Se il paradigma di Lorenz afferma che il battito di una farfalla in un punto del pianeta può provocare un uragano in un altro luogo distante mille miglia, cosa può accadere in una situazione così estrema come l'arresto del movimento di rotazione della Terra?
terminate queste 72 ore di immobilità, la terra riprende a girare in senso contrario, in quanto la polarità magnetica si è invertita: ci sono documenti antichi che parlano di un sole che nasce ad Ovest e tramonta ad Est o che sorge due volte in una giornata.

Che mondo illumina questo sole? Facile immaginare che non sia più quello di prima...considerando inoltre che la terra per tre giorni non viene protetta da alcuna magnetosfera.

dal libro di Laura Fezia

Fatima - Un segreto per il futuro prossimo..

Il messaggio affidato dalla Madonna di Fatima ai tre pastorinhos nel 1917 consiste soltanto nei tre segreti finora divulgati, oppure comprende un «quarto segreto», come molti ritengono? O magari la verità è ancora un’altra? Che ruolo hanno, in questo contesto, due piccoli annaffiatoi di cristallo, gli arredi degli appartamenti pontifici e il 1960? Quale legame unisce le apparizioni mariane del XIX e XX secolo con i maya, le leggende, le profezie, le tradizioni di tutti gli antichi popoli della Terra e con le nuove frontiere della scienza? Quali elementi collegano strettamente il passato lontano e vicino con la data del 21 dicembre 2012?

Il libro di Laura Fezia è un vero giallo, con tanto di colpo di scena finale, ma il suo scopo principale è quello di consentire a chiunque di formarsi un’opinione personale, offrendo una sintesi efficace di tutto l’immenso materiale che ruota intorno alle previsioni sul futuro prossimo, la cui preparazione è iniziata 2000 anni fa e di cui la Madonna ha cercato più volte di avvisare l’umanità, restando, però, inascoltata.

Le conclusioni cui l’autrice giunge e la soluzione che propone si possono condividere o respingere, ma come dice Sherlock Holmes: «Una volta eliminato tutto l’impossibile, qualunque cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità».

dal libro di Laura Fezia

L’inversione dei poli magnetici

Molte antiche leggende sembrano accennare a ripetuti mutamenti di direzione dell’asse terrestre. Un evento che, secondo certe predizioni, potrebbe ripetersi in futuro.
I geologi che studiano il passato della Terra hanno riscontrato che i mutamenti del clima hanno quasi sempre coinciso con cambiamenti nel campo magnetico del nostro pianeta. 

Che rapporto ci sia fra i due fenomeni non è chiaro; ma c’é chi avanza l’ipotesi che l’estinzione improvvisa di intere specie viventi verificatesi più volte nel passato, sia da far coincidere con le brusche alterazioni del campo magnetico. Che queste alterazioni si siano verificate, è ormai provato.

Non si tratta di eventi avvenuti in remote ere geologiche. Secondo alcuni ricercatori, in tempi relativamente recenti (migliaia d’anni) la posizione dei poli era molto diversa dall’attuale. C’è anche chi parla di uno scambio di posizione fra Polo Nord e Polo Sud.

Un nuovo rovesciamento improvviso provocherebbe forti terremoti lungo le faglie della crosta terrestre, e gigantesche ondate di marea, generate da movimenti dei fondali oceanici. Si delineerebbe uno scenario di isole inghiottite dai flutti, coste spazzate dalle onde, porzioni di continenti sommerse, mentre parte dei fondali potrebbe invece emergere alla luce. Una prospettiva da diluvio universale.

Se l’asse della Terra dovesse ribaltarsi completamente, tutto il pianeta sarebbe squassato da uragani e onde di marea. Ci sono indizi che conforterebbero questa teoria. I grandi depositi di carbone in Inghilterra indicano che un tempo quelle regioni dovevano avere clima tropicale, con grandi foreste e paludi. Anche vaste aree del Nord America erano analogamente ricoperte da foreste pluviali. Per contrasto, l’Australia occidentale e l’Africa meridionale erano sepolte sotto una coltre di ghiaccio.

Una possibile spiegazione a queste anomalie venne offerta negli anni ‘20 da Alfred Wegener con la teoria della “deriva dei continenti”, che tuttavia presuppone che enormi masse continentali siano col tempo spostate di migliaia di chilometri dalle loro posizioni originali. Secondo alcuni, l’ipotesi di un ribaltamento dell’asse terrestre costituisce una spiegazione più semplice. Sarebbe risolto anche il problema del ritrovamento dei mammut nella gelida Siberia, in un ambiente non certo in grado di supportare l’abbondante vegetazione necessaria per il sostentamento degli enormi mammiferi. Prima che i poli si spostassero, la Siberia aveva un clima tropicale,e i mammut vi prosperavano. La coltre di gelo cadde così rapidamente da intrappolare nel ghiaccio mammut interi, la cui carne si è conservata intatta per decine di migliaia di anni. Un esemplare venne ritrovato con nello stomaco fiori non ancora digeriti.

Se si dà una botta sufficientemente forte all’asse di uno giroscopio, l’apparecchio può ribaltarsi completamente, continuando a girare nella nuova posizione di equilibrio. La Terra può essere vista come un enorme giroscopio, al quale l’avvicinarsi di qualche corpo celeste, o l’influsso combinato di diversi campi gravitazionali, può aver fornito in passato una “botta” abbastanza forte da ribaltarsi. L’ingegnere elettrico americano Hugh Brown ha ipotizzato nel 1967 che l’asse terrestre abbia subito un’oscillazione di 90 gradi, non più tardi di settemila anni fa. Secondo Brown queste oscillazioni avrebbero carattere periodico; questo sembra del tutto improbabile: ma non implausibile è che spostamenti occasionali si siano effettivamente verificati nel passato.

Un geofisico, Peter Warlow, ha analizzato le narrazioni mitiche in cerca di prove per la sua teoria. Secondo lui, gli antichi Egizi hanno registrato quattro diversi ribaltamenti, in seguito ai quali il sole è apparso mutare la direzione del suo corso nei cieli. I più recenti si sarebbero verificati nel 700 a.C., e prima ancora nel 1500 a.C. Quest’ultimo evento corrisponderebbe alla data dell’estinzione della civiltà minoica a Creta, secondo Immanuel Velikovsky.

LE PROVE SCIENTIFICHE

Le prove delle inversioni totali di polarità derivano dall’esame di rocce fuse, raffreddatesi in diversi periodi geologici. Ogni volta che una roccia fusa si solidifica, conserva un debolissimo campo magnetico, indotto dal campo gravitazionale terrestre. La lava eruttata dai vulcani attivi, ed anche oggetti fabbricati dall’uomo, presentano lo stesso fenomeno. Persino i focolari, sottoposti ripetutamente a riscaldamento e raffreddamento, rivelano il campo magnetico, appena misurabile. 

Sono state condotte ricerche su antichi 

focolari degli aborigeni australiani e su focolari dell’Inghilterra pre-romana, per verificare la polarità di questi campi magnetici. I geologi hanno inoltre rinvenuto nei fondali oceanici strati di rocce laviche solidificatesi in epoche differenti.

“Leggendo” tutti questi campi magnetici, si è scoperto che il campo magnetico terrestre ha subito in passato non meno di 20 inversioni di polarità. L’ultima in ordine di tempo è durata almeno 2000 anni.

Peraltro, anche in brevi periodi della storia recente, i poli magnetici hanno mostrato una certa tendenza a “peregrinare”. All’inizio del XVII secolo, l’ago della bussola puntava a circa 11 gradi a est del polo nord geografico. Nel 1643 la deviazione era di quattro gradi a est, e nel 1650 per un breve periodo i poli magnetici e geografici coincisero.
(tratto da I Misteri, periodico.)

INVERSIONE DEI POLI, SLITTAMENTO E I MAYA

 

Ne ha parlato di recente anche Voyager, peccato che da un lato per salvare la scientificità liquidi il catastrofista che, del resto, si rifà a visioni intuitive e, dall'altro, si dilunghi sulle profezie di Malachia - santo della notte dei tempi - che bada caso ha derivato anche lui materiale dal suo potere visionario. Nella nebbia di queste mediatiche intercessioni l'articolo che segue appare, perlomeno, proporzionato.

Più di una volta l'umanità si è trovata a provare un certo timore al sopraggiungere di alcune date indicate a titolo profetico come fatidiche. E' successo, ad esempio, per l'anno mille, e il fenomeno si è ripetuto solo 8 anni orsono (almeno per coloro che seguono il calendario gregoriano) durante il nostro primo giorno d'ingresso nel terzo millennio. In ambedue i casi però non si è verificato nulla di quanto previsto, e questo porta a suggerire che si possano dormire sonni tranquilli anche per il futuro.

Ma da qualche tempo il giorno 21 dicembre dell'anno 2012 viene indicato sempre più insistentemente come la prossima scadenza per l'arrivo di una grande catastrofe, e viene da chiedersi se siamo di nuovo alle prese con l'ennesimo parto della fantasia umana, o se per caso questa volta “bolla in pentola” qualcosa di diverso. A ben vedere infatti il 21 dicembre 2012 non è una data partorita dal solito profeta “ispirato da Dio”, ma è la data di conclusione di un computo matematicamente e astronomicamente perfetto: il calendario Maya.

I calendari Maya

Il popolo Maya disponeva di differenti calendari astronomici (come ad es. il calendario di Venere), ciascuno con una diversa funzione. Di tutti questi però, ... solo tre sono particolarmente noti:

1) Lo Tzolkin aveva una durata di 260 giorni. Era considerato sacro, e veniva utilizzato per la scelta dei giorni in cui svolgere i cerimoniali religiosi;
2) L'Haab aveva una durata di 365 giorni, e pur espletando la stessa funzione del nostro attuale calendario, era già molto più preciso di esso;
3) Il calendario del “lungo computo”, che veniva utilizzato per cadenzare il tempo della nostra era, ed aveva una durata di circa 5125 anni.


A tutto questo va aggiunto che la cultura Maya non misurava lo scorrere del tempo secondo una direzione lineare, ma circolare, ovvero suddividendolo in cicli o ere. Ciò derivava dal fatto che i sacerdoti di questo antico popolo ritenevano il cammino della civiltà soggetto a periodiche - e quindi prevedibili - catastrofi planetarie, che fungerebbero da spartiacque tra la fine di un'era e l'inizio di quella seguente. Secondo quest'ultimo calcolo, la nostra era iniziò il 13 agosto del 3114 a.C, e sarebbe ormai giunta al tempo della fine, terminando esattamente il 21 dicembre 2012.

Alcuni fatti rimasti inspiegabili

Contrariamente a quanto si possa credere, i Maya erano tutt'altro che un popolo primitivo e superstizioso. Anzi, se facciamo eccezione per il calendario religioso, tutti gli altri calendari Maya esaminati sino ad ora costituiscono un mistero proprio a causa della loro notevole precisione. Tutto ciò rende la questione sulla loro vera data d'origine un fatto molto dibattuto nell'ambito della letteratura nota come archeologia eretica (i cui esponenti più celebri sono R. Bauval e G. Hancock).

Quando ancora non conoscevano nè la ruota nè la bilancia, ad esempio, i Maya erano già in possesso di nozioni matematiche e astronomiche straordinariamente complesse, testimoniate appunto dall'esistenza dei loro antichi calendari. Sappiamo per certo che chi realizzò il calendario solare ottenne una precisione superiore a quella da noi conseguita in epoca moderna.

Altrettanto sbalorditivi sono il calendario di Venere, e il calendario del lungo computo (della durata di ben 5125 anni), che era addirittura in grado di prevedere tutte le eclissi di sole e di luna verificatesi sino ad oggi! I Maya inoltre - fatto ancora più misterioso - conoscevano già il fenomeno della precessione degli equinozi, che il loro calendario dell'anno galattico indicava compiersi in 25.625 anni! Come abbiano potuto calcolarlo, nessuno è in grado di spiegarlo, ma questo fatto porta a supporre che gli antichi autori dei calendari possano avere ragione anche riguardo alla ciclicità dei grandi eventi catastrofici planetari.

Di fronte a tale perizia e precisione, diventa legittimo ipotizzare che questi astronomi ante-litteram non fossero semplicemente i sacerdoti di un popolo primitivo (che non conosceva neppure la ruota), ma gli scienziati dell'ultima civiltà evoluta che avrebbe preceduto la nostra. Sarà infatti solo una coincidenza, ma gli archeologi fanno risalire l'origine dell'attuale civiltà proprio ad un periodo collocato pochi secoli prima del 3000 a.C., ovvero ad una data che corrisponde in modo inquietante al 3114 a.C. indicato dai Maya come inizio della nostra attuale era.

Il significato del 2012 secondo l'interpretazione Maya

Se qualcuno ha pensato che tutta l'annosa questio sulla “ profezia” maya può risolversi nel confronto tra catastrofisti e negazionisti rimarrà piuttosto deluso. Il rompicapo è più complesso di ciò che si può immaginare persino per chi ritiene attendibile (a vario titolo) il calendario Maya del lungo computo. La data del 21 dicembre 2012 lascia infatti spazio a diverse interpretazioni. La notte tra il 21 e il 22 dicembre infatti è anche il periodo dell'anno in cui si verifica il solstizio d'inverno, un evento astronomico ciclico caratterizzato dalla minore durata della luce solare in assoluto. Per tale ragione tutti i popoli più antichi lo consideravano un giorno sacro, che rappresentava la sconfitta della luce/fonte di vita sulle tenebre/simbolo di morte, ovvero la fine di un ciclo vitale.

Trascorsi i tre giorni nei quali il sole sembra sprofondare negli abissi dell'oscurità, le ore di luce tornano nuovamente ad allungarsi. Ecco quindi spiegato il motivo per cui i nostri avi celebravano la nascita di tutte le loro diverse divinità solari proprio il 25 dicembre (Horus, Attis di Frigia, Mitra etc. etc.), ed ecco anche perché il 21 dicembre 2012 potrebbe avere solo un significato metaforico, riferito al completamento di un periodo astronomico. In tale occasione però il ciclo a cui potevano avere fatto riferimento i Maya non è ovviamente il solo ordinario solstizio d'inverno, quanto la sua coincidenza con il completamento di un altro ciclo, il c.d. anno galattico.

Anche quest'ultimo termina infatti proprio il 21 dicembre 2012, data in cui l'asse terrestre avrà percorso un giro completo di circa 26000 anni attorno al proprio centro di rotazione a causa della precessione degli equinozi. I Maya quindi conoscevano perfettamente anche questo ulteriore e complesso fenomeno astronomico, che ritenevano durasse 25625 anni e che avevano denominato appunto “anno galattico”. Esiste tuttavia una lieve differenza di computo tra il periodo di precessione calcolato in epoca moderna e quello stabilito nell'antico calendario, ma ciò è sicuramente dovuto al fatto che la precessione degli equinozi (o anno galattico per i Maya), pur essendo un fenomeno ciclico prevedibile, è estremamente variabile e irregolare.

La sua durata esatta infatti dipende dalla combinazione di molti fattori. La Luna e il Sole ad esempio non si trovano sempre nello stesso piano (in quanto si muovono l'una rispetto all'altro) e di conseguenza si vengono a produrre interazioni gravitazionali sulla rotazione terrestre (nutazione) di natura variabile.

Il sole sotto accusa

I Maya non solo avevano diviso la storia del mondo in 5 diverse epoche, ma usavano riferirsi a ciascuna di esse associandole al sole, in ordine cronologico. Stando quindi alla tradizione Maya, sarebbe proprio il nostro astro a svolgere il ruolo di protagonista in questi sconvolgimenti ciclici planetari. A tal proposito basti aggiungere che le loro previsioni collocano il periodo storico in cui stiamo vivendo nel quinto e ultimo sole. Questa associazione è stata rilevata da studiosi come Adrian G. Gilbert e Maurice M. Cotterrell, che hanno svolto approfondite indagini in proposito, presentate nel dettagliato volume Le profezie dei Maya. Secondo gli autori, i sacerdoti di questo antico popolo sapevano già migliaia di anni or sono che nel 2012 si sarebbe scatenata una tempesta solare di inaudita violenza, che avrebbe determinato la fine della nostra era.

Inversione dei poli magnetici e olocausti solari

In televisione se ne parla poco, ma gli scienziati hanno comunque scoperto che i poli magnetici terrestri si invertono ciclicamente nel corso del tempo, con conseguenze drammatiche per l'ecosistema globale. La prova ci arriva dall'esame delle rocce ignee risalenti a diverse ere geologiche. Queste ultime infatti, una volta passate dallo stato magmatico a quello solido, possiedono la particolare proprietà di conservare “l'impronta” del campo magnetico terrestre presente nel momento del loro raffreddamento.

Tale caratteristica ha poi consentito ai geologi di scoprire che il nord e il sud magnetico si invertono ciclicamente, passando per fasi intermedie dove le diverse polarità non risultano perfettamente allineate, ed in cui il globo terrestre è caratterizzato dalla presenza di piccole aree già invertite dal punto di vista dell'orientamento magnetico. Mentre vi è consenso unanime, nel mondo accademico, sul fatto che un simile evento si verifichi, esistono però diverse scuole di pensiero sul quando e come ciò possa avvenire.

La maggior parte degli esperti ritiene a tal proposito che l'ultima inversione completa sia avvenuta ben 16 milioni di anni fa, mentre una minoranza di essi afferma che il fenomeno si può verificare anche con cadenze intorno ai 10.000 anni. Al di là di chi abbia ragione o meno, se davvero l'ultima inversione dei poli fosse avvenuta solo 12.000 anni fa, avremmo scoperto anche la causa dell'ultima glaciazione (c.d. del Pleistocene).

Attività vulcanica

Un altro enigma dei geologi riguarda infatti l'inspiegabile incremento dell'attività vulcanica che si manifesta sempre in concomitanza di ogni era glaciale e che potrebbe avere la sua origine proprio nello slittamento dei poli magnetici. Gli scienziati infatti sembrano essere d'accordo almeno su un punto: l' inversione dei poli sviluppa molta energia, che finisce per eccitare il magma che scorre sotto la crosta terrestre, generando così vulcanismo, terremoti e tsunami di ogni tipo.

A quando il prossimo appuntamento? Forse tra breve visto che sono gli esperti dell'autorevole rivista scientifica Nature a riportare la notizia. L'analisi dei dati raccolti dai satelliti Oersted, confrontati con quelli del Magsat, sembra infatti presagire una rivoluzione magnetica imminente. E si è scoperto inoltre che due regioni della Terra (poste rispettivamente nell'Africa meridionale e al Polo Nord) hanno subito enormi variazioni del proprio campo magnetico locale.

“Lo stato attuale del nostro pianeta - affermano Gauthier Hulot e gli altri autori dell'articolo di Nature - assomiglia moltissimo a quelle simulazioni al computer, altamente asimmetriche, che descrivono i periodi di tempo prossimi alla cosiddetta inversione del campo magnetico terrestre.” Peraltro, un altro indizio inquietante che sembra avere sempre accompagnato il ribaltamento dei poli magnetici è la diminuzione del campo magnetico terrestre, cosa anche questa regolarmente avvenendo in questi anni.

Ma anche ammesso che simili previsioni siano corrette, cosa c'entrano i Maya e il sole in tutto questo? Stando agli indizi offerti dai dati, e alla loro interpretazione più apocalittica, c'entrano eccome. L'attuale situazione dei poli magnetici, infatti, dimostra che essi sono già in movimento, ovvero nella fase di instabilità che prelude al loro ribaltamento. Per di più proprio per il 2012 è prevista una tempesta solare senza precedenti (il vento solare e le sue particelle cariche perturbano il nostro campo magnetico), che potrà effettivamente manifestarsi come il colpo di grazia dell'attuale equilibrio geomagnetico terrestre.
Ma come sarebbe stato possibile, in ogni caso, prevedere uno scenario del genere con calendario antico migliaia e migliaia di anni?

Forse la risposta ci arriva dalle scoperte fatte dallo scienziato russo Alexei Dmitriev (geofisico all'accademia delle scienze, con un curriculum imponente e oltre 300 pubblicazioni all'attivo sulle riviste più autorevoli), il quale ha risolutamente affermato che il recente aumento dell'attività del sole è una conseguenza diretta dell'ingresso del nostro sistema solare all'interno della nube energetica presente in questa zona della galassia.

Se così fosse, esistono indizi che chi realizzò i calendari Maya conoscesse già anche il moto di rotazione del nostro sistema solare intorno al centro della galassia. Solo in tale ipotesi infatti, avrebbe potuto prevedere in anticipo gli eventi catastrofici con tale precisione matematica. Insomma, tra tanti misteri rimane solo una certezza, chiunque realizzò quei calendari sapeva il fatto suo. Per il resto, non ci resta che attendere qualche anno ancora...

Scienza e Conoscenza n° 28