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MASS
MEDIA KILLER E GUERRA PSICOLOGICA
LA FACCIA OCCULTA DELL’INFORMAZIONE...
Ogni giorno un vespaio di notizie bombardano e sconvolgono i cittadini con efferatezze di ogni genere. Ci si è domandato se questa sequenza tragica di cronache di varia disumanità non produca altre vittime? E’ vero che suicidi, delitti e incidenti mortali di auto o aerei riportati in prima pagina e molto pubblicizzati fanno aumentare considerevolmente, dopo la loro pubblicazione, fatti analoghi?
Sembrerebbe proprio di si. Nel 1844, Brigham, fondatore della prestigiosa rivista "American Journal of Insanity", scriveva: "Che i suicidi siano pericolosamente frequenti nel nostro paese è evidente a tutti. Come misura di prevenzione noi suggeriamo alle testate giornalistiche di non pubblicare i dettagli di tali avvenimenti. Non c’è nulla di scientificamente meglio dimostrato del fatto che il suicidio è spesso portato a compimento per effetto dell’imitazione. Un semplice paragrafo di cronaca giornalistica può suggerire il suicidio a venti persone. Alcuni particolari della descrizione sono in grado di accendere l’immaginazione dei lettori, fino al punto che la disposizione a ripetere quel comportamento può diventare irresistibile".
Questa relazione emerge anche da uno studio del sociologo prof. Riaz Hassan, dell’università di Flienders (Australia). Il ricercatore ha analizzato circa 20 mila casi di suicidio, avvenuti tra il 1981 e 1990. Il risultato è stato sorprendente: "la media quotidiana dei suicidi sale di circa il 10 per cento nei due giorni successivi alla comparsa della notizia di suicidi sui principali quotidiani". E non c’è neppure da stupirsi troppo, altri lavori confermano tutto ciò. E’ risaputo, infatti, tra gli addetti ai lavori (pubblicitari, psicologi sociali, ecc.), che il linguaggio evocativo ha un grande potere nello spingere a comportamenti nuovi. L’eventuale scetticismo di qualche sprovveduto lettore, sulla forza suggestiva di questa particolarissima strategia persuasiva, è messo a dura prova dalla formulazione, da parte del sociologo David Phillips, dell’<<effetto Werther>> (1974, 1979, 1980). Il libro "I dolori del giovane Werther" di Goethe, in cui si narra il suicidio del giovane protagonista, dopo una delusione sentimentale, riscosse un grande successo e la sua divulgazione fu seguita da un incredibile numero di suicidi in tutta l’Europa.
Giorgio Nardone e Paul Watzlawick nel libro "L’arte del cambiamento" scrivono che "Il lavoro di ricerca di Phillips segue le tracce dell’<<effetto Werther>> nei tempi moderni. La sua ricerca dimostra che, subito dopo un suicidio da prima pagina, aumenta vertiginosamente la frequenza di suicidi nelle zone dove il fatto ha avuto grande risonanza. Nelle statistiche relative ai suicidi negli Stati Uniti dal 1947 al 1968, nei due mesi successivi a un suicidio da prima pagina, in media si sono avuti 58 suicidi in più del normale andamento". E non è tutto, "ma dai dati anagrafici e anamnestici, appare un’impressionante similarità tra la condizione del primo, famoso suicida e quella di coloro che si erano successivamente suicidati, ossia se il suicida famoso era anziano, aumentavano i suicidi di anziani, se il suicida apparteneva a un certo ceto sociale o professione, aumentavano i suicidi in quei determinati ambienti"1.
David Phillips ha, pure, dimostrato che l’<<effetto Werther>> funziona anche per i delitti, gli incidenti aerei e di altri veicoli. A tal proposito lo psichiatra e psicologo sperimentale H. J. Eysenck del London University of Psychiatry, ritenuto uno dei principali esponenti della moderna psicologia comportamentale, riconsiderando il lavoro del sociologo, afferma: "Phillips (1978) ha indagato sull’effetto di diciotto delitti molto pubblicizzati negli Stati Uniti. Dopo i resoconti dei giornali relativi a questi delitti c’è stata una tendenza significativa all’aumento degli incidenti di aerei (privati), con un massimo tre giorni dopo il primo servizio giornalistico".
Eysenck continua: "E’ stata, inoltre, rilevata una correlazione statisticamente significativa tra l’entità della pubblicità fatta alla storia del delitto e il numero degli incidenti accaduti successivamente". Diverse e rigorose procedure di controllo applicate allo studio del sociologo portano a concludere che, anche nel caso degli incidenti aerei, "la pubblicità attraverso i giornali probabilmente provocava una certa quantità di suicidi mascherati da incidenti aerei" 2. Che dire dopo questi fatti dell’eccessiva ridondanza con cui i mass media descrivono fatti efferati e tragedie varie?
Ma c’è dell’altro. Papa Wojtyla, in occasione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 1994, nel suo messaggio del 24 gennaio su <<Televisione e famiglia: criteri per sane abitudini nel vedere>> (Bollettino della Sala stampa della Santa Sede), tra l’altro, sottolineò che "La televisione può anche danneggiare la vita familiare: diffondendo valori e modelli di comportamento falsati e degradanti, mandando in onda pornografia e immagini di brutale violenza; inculcando il relativismo morale e lo scetticismo religioso; diffondendo resoconti distorti o informazioni manipolate sui fatti ed i problemi di attualità, trasmettendo pubblicità profittatrice, affidata ai più bassi istinti; esaltando false visioni della vita che ostacolano l’attuazione del reciproco rispetto, della giustizia e della pace" 3.
Anche i serial televisivi (Sentieri, Dallas, ecc.) modificano la mente delle persone. Situazioni inverosimili vengono accettate dallo spettatore acritico, che si identifica nei personaggi fino a spersonalizzarsi. Su questo nulla erige il proprio progetto di vita. Il vissuto soggettivo interiore ne viene influenzato profondamente. Si accresce, così, il disagio dello spettatore che, rinunciando all’esperienza di crescita collettiva, sprofonda in un rapporto di solitudine con se stesso e il niente, che blocca le capacità personali, impedisce di elaborare obiettivi efficaci, fino a modificare la scala dei valori, riadattandola ad un diverso modo di concepire la realtà e la stessa vita. E’ questo processo che è all’origine della solitudine del nostro tempo.
Queste acriticità e depersonalizzazioni provocano "salti di paradigma" (paradigm shifts), che creano nella società valori diversi, vuoti di ogni soggettività. Nel 1776 Adam Smith scrisse che pochissime delle nostre idee provengono da esperienze dirette, figuriamoci oggi. L’uomo di oggi rassomiglia sempre di più ad un automa, che ripete comportamenti ed è abbagliato da spot pubblicitari.
Charles S. Clark in "La violenza in tv" scrive "Grazie alla televisione, un bambino americano assiste in media a 8 mila omicidi e a 100 mila atti di violenza prima di aver terminato le scuole elementari" e più oltre sottolinea che Brandon S. Centerwall, psichiatra all’università di Washington, nel mese di giugno 1992, sul Journal of the American Medical Association, ha riferito che: "l’arrivo della televisione in Sudafrica ha coinciso con un raddoppio del tasso di omicidi. Durante il <<periodo critico>> della preadolescenza, ha spiegato lo studioso, l’esposizione alla violenza televisiva ha un impatto particolarmente profondo. <<Mentre i bambini hanno un desiderio istintivo di imitare i comportamenti osservati, non posseggono un istinto per valutare a priori se un comportamento dato sia da emulare o no. Imitano qualsiasi cosa>>"4.
C’è, pure, da sottolineare, che le notizie truculenti che i mass media ogni giorno ci propinano determinano nelle persone uno stato di disagio continuo, di paura di tutto, di sfiducia totale nei confronti degli altri. E non pochi finiscono col barricarsi in casa, col terrore di un mondo di mostri. E non è, affatto, così. La realtà non è fatta solo di omicidi, stupri, stragi ed altri orrori vari, eppure, sono queste scelleratezze che più frequentemente occupano gli spazi dei giornali. Ci viene mostrato solo il lato peggiore delle cose. Ma perché i mass media danno tanto spazio ai fatti più orripilanti della nostra società, dimenticando tutte le buone azioni che si compiono nel mondo? Perché "forse fa comodo tenere il paese in continua apprensione" 5.
E se tutto ciò costituisse un disegno elaborato da forze occulte di potere, che hanno interesse a creare scenari nuovi e apocalittici, per provocare certi cambiamenti a loro più graditi? Ci troveremmo, in questo caso, ad essere bersagli indifesi, nel mezzo di una sottile guerra psicologica. Increduli? Ebbene, l’uso dell’informazione, come forza destabilizzante, è più diffuso di quanto vi sforziate di immaginare. In casi del genere i mass media sono usati come "mezzi persuasivi e/o costrittivi, tali da consentire l’ampliamento delle aree di controllo e supremazia e il conseguimento di scacchieri operativi totalmente immuni dall’insidia della critica e della riflessione attiva. Nel quadro internazionale la guerra psicologica assume un ruolo preminente..."6.
In questo caso si comprenderebbe meglio ciò che si vuole instaurare nella gente, scagliandole contro una massa di notizie efferate, devastanti e brutali: paura, disperazione, grande insicurezza e di conseguenza "la sensazione di essere indifesi che produce vulnerabilità, l’obiettivo tattico della guerra psicologica attiva" 7. Col condizionamento si guida l’orientamento delle persone verso finalità programmate. Nella mente della gente si creano modi di essere e comportamenti differenti dai precedenti. Il processo è sottile e subdolo e "si estrinseca nell’azione o nell’atteggiamento provocati da un impulso o da una sollecitazione tali da indurre i soggetti stessi ad uniformarsi ad una linea preconfigurata, instillata precedentemente, educando i ricettori a reagire in una ben precisa direzione" 8.
Il condizionamento progressivo, una volta realizzato, può essere utilizzato in diversi modi: "-per avallare delle scelte -per estendere il controllo -per accreditare immagini - per corroborare dottrine -per demolire situazioni e condizioni -per indirizzare reazioni e sentimenti a fattore comune -per esercitare pressioni -per fagocitare posizioni di resistenza e si tiene sotto controllo con l’azione psicologica..." 9. Cosa si vuole, esattamente, ottenere col condizionamento?
E’ presto detto: assoggettare, annullare ogni reattività critica, incrinare la fiducia del cittadino nei confronti di ogni sicurezza acquisita, svuotandolo di coraggio e determinazione; bloccare o limitare l’imponderabilità di ciò che non è prevedibile nell’individuo e via di seguito, fino a modificarne la scala dei valori, riadattarla ad un diverso modo di concepire la realtà e la vita. Tutto ciò serve a creare emozioni o a inibirle, distrarle, orientarle, in conclusione, a controllare l’opinione pubblica. Una vera e propria guerra psicologica. Eccone la definizione: "L’insieme delle operazioni, delle azioni, delle iniziative tendenti a conseguire l’obiettivo di assumere e mantenere il controllo di grandi strati di masse e di pilotarne le opinioni, i giudizi e le conseguenti manifestazioni, agendo sulla ricettività istintiva, sull’emotività e sul processo formativo delle valutazioni..."10.
Come è possibile, col terrore, realizzare certi obiettivi quali modificare un individuo, cambiarne il pensiero, azionare processi mentali diversi, ecc.? Ebbene, "Il rateo persuasivo aumenta più che proporzionalmente rispetto all’aumento dei mezzi di comunicazione utilizzati. Nella sostanza si tratta di convincere, di ottenere consensi... mediante un procedimento persuasivo graduato nel tempo, costante nell’intensità, crescente nella pressione per l’effetto combinato della forza applicata e della perdita successiva di opposizione/resistenza da parte dell’obiettivo ammorbidito dal trattamento. (...).
"Lo sfruttamento della paura inconscia e della debolezza spirituale e intellettuale, l’assuefazione ad una determinata condizione e la latente minaccia di un mutamento repentino e irreversibile, passano attraverso la sollecitazione di tutta la gamma sensitiva, premendo, via via, sull’incertezza, sull’apprensione, sul timore, sull’intolleranza, sull’irritazione, sull’angoscia, sino al terrore e al panico intesi come proiezioni di una condizione teorica, ma ineluttabile, al verificarsi di determinate condizioni, prodotto della realtà raffigurata, rappresentata e iniettata mediante la tecnica dei riflessi condizionati..."11. I mass media hanno un peso considerevole in tutto ciò.
Ma vi siete mai chiesti chi controlla i giornali? Il giornalista e scrittore Maurizio Blondet, in un’intervista, mi ha detto: "La stampa appartiene ai centri di potere finanziari, internazionali o nazionali... In realtà il sistema mediologico non serve a far sapere la realtà, ma a creare un rumore di fondo omologante in cui tutti pensino allo stesso modo"12. Meravigliati? E perché mai? L’utilizzo della manipolazione psicologica, particolarmente nel settore politico non è una novità recente. Il sociologo David Riesman nel suo libro "La folla solitaria" scrive: "Come, in campo commerciale, la suggestione esercitata dalla confezione e dalla pubblicità di un prodotto si sostituisce alla convenienza del prezzo, così in campo politico, la suggestione esercitata dalla ‘confezione’ del candidato o mediante una tendenziosa manipolazione dei mezzi di diffusione di massa, si va sostituendo alla ricerca dell’interesse personale che determinava la scelta del tipo auto-diretto".
Vance Packard ci informa che già "nel 1955, i due massimi partiti politici americani si servivano ormai correntemente di persuasori di professione per risolvere i loro problemi..." 13. Gli esperti di tanto in tanto fingono di dolersi di queste intromissioni nella mente altrui, ma, anche in casi del genere è molto probabile che stiano utilizzando nuove e più efficaci tecniche di manipolazione mentale. Ecco quanto disse W. Howard Chase, presidente della Public Relations Society of America, 1956: "La pretesa dichiarata di plasmare o influenzare la mente dell’uomo mediante le tecniche che applichiamo, ha creato in molti di noi un senso di profondo disagio morale". Parola d’onore di persuasore occulto.
E così vengono adottate tecniche sempre più sofisticate ed efficaci, per insinuarsi nell’intimità della mente umana e manipolarla, dirigerne la volontà, le scelte, gli ideali personali e collettivi, fino a modificare il pensiero delle persone. Non crediate che quanto avete letto sia fantapolitica infarcita di teorie complottiste. Meditate su quanto scrisse Kenneth Bouldin, professore all’Università del Michigan: "oggi si può perfettamente concepire un mondo dominato da una dittatura invisibile nel quale, tuttavia, siano state mantenute le forme esteriori del governo democratico".
Giuseppe Cosco
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IL
TG CHE FORMA LE NOSTRE MENTI
di:
Pierre Mellet
Il telegiornale è il cuore dell'informazione contemporanea. Principale fonte d'informazione della maggior parte dei francesi, non era, pertanto, ai suoi inizi, in Francia nel 1949, che il sottoprodotto di ciò che non avevano voluto diffondere al cinema la Gaumont e l'Attualità Francese. Si trattava inizialmente di una carrellata d'immagini commentate,mentre il “presentatore” ha preso posto sulla sua poltrona solo nel 1954, quando il giornale è stato fissato alle 20.
Da allora, la regia è sempre andata in crescendo, e l'informazione è stata scartata - nel caso fosse presente all'inizio - per fare di questo teatro non più un giornale, ma uno spettacolo rituale, una cerimonia liturgica. Il “telegiornale delle 20h” ( d'ora in avanti TG20h, n.d.t) non ha la funzione d'informare, nel senso di trasmettere un tentativo di comprensione del mondo, ma di divertire i telespettatori, mentre gli si ricorda ciò che devono sapere . L'analisi che segue si basa sui due principali giornali televisivi delle 20h francesi, quello di TF1 e quello di France 2, ma può, a ben guardare, trovare corrispondenze, con i giornali televisivi di altri Paesi, principalmente in “Occidente”.
Il contesto
Fissato alle 20h, il telegiornale è divenuto, come la messa in altra epoca, l'appuntamento a cui si ritrova (ognuno a casa sua) tutta la società. È, paradossalmente, un luogo di socializzazione essenziale. Ognuno scopre ogni sera il mondo in cui vive, e può, da quel momento, farne il riassunto con chi gli è intorno, discuterne i temi del momento con la sicurezza che siano importanti, poiché ciò è stato mostrato al “TG”. Tutto è sistemato come in un rituale religioso: l'orario fisso, la durata (una quarantina di minuti), il presentatore-prete inamovibile o quasi, che entra, così, assai meglio nel quotidiano di ciascuno, il tono scelto, serio, distante, quasi oggettivo, ma mai veramente neutro, le immagini scelte, la scaletta dell'informazione. Come in ogni rituale, la stessa cosa ritorna permanentemente e si aggrega ad una pantomima di evoluzione quotidiana. Le stesse ore annunciano le stesse storie, raccontate dagli stessi servizi giornalistici, mandati in onda e commentati con le stesse parole, mettendo in scena gli stessi personaggi, illustrati dalle stesse immagini. È un circolo senza fine e senza sostanza.
In apertura i titoli di testa appaiono con una musica astratta in cui si avvertono in un miscuglio, il tempo che passa, il precipitare degli eventi ed un modo atemporale, necessario ad ogni cerimonia mistica. Durante la sigla, una rappresentazione del mondo precede il presentatore o una carrellata su quest'ultimo lo fa passare dall'ombra alla luce. Tutto avviene come se il mondo stesse per esserci rivelato. Il presentatore vi riveste un ruolo di passaggio e di autentificazione. Personaggio principale e trascendentale, si trova nel cuore del dispositivo di credibilità del TG20h. È attraverso di lui che l'informazione arriva, attraverso di lui che è legittimata, resa importante e data come “vera”. Attraverso di lui, ugualmente, il telespettatore può essere rassicurato: se il mondo va male e sembra totalmente incomprensibile, c'è ancora qualcuno che “sa” e che può spiegarcelo. (In altri casi, è un duo che presenta il telegiornale. La relazione con il telespettatore è d'un tratto molto meno professionale e paternalista, ma più dell'ordine della conversazione, e può sembrare più frivola. Evidentemente, non si troveranno mai due presentatori o due presentatrici, ma sempre un duo eterosessuale. È un modo non scioccare la rappresentazione della famiglia borghese cristiana. Poiché in Francia questo tipo di regia è rara, non l'analizzeremo).
Credibilità e informazione
“Signore e Signori, buonasera, ecco i titoli dell'attualità di questo lunedì 6 agosto”, ci dice il presentatore all'inizio di ogni giornale. Non si tratta dunque di un sommario, di una cernita della redazione sull'informazione del giorno, ma proprio di "titoli di attualità" del giorno, ovvero precisamente di ciò che bisogna sapere sul mondo. Non c'è nulla da capire, il “giornalismo” ormai non si impegna più a farci capire il mondo. Il presentatore non ci dà chiavi, non decifra nulla, dice ciò che è.
Non è una “visione” dell'attualità che ci è presentata, ma l'Attualità stessa.
Ciò che importa, da quel momento, per lui, è di “aver l'aria”. La sua credibilità non è basata sulla sua qualità di giornalista, ma sul suo carisma, sull'empatia che sa creare, la sua maniera di essere rassicurante, e sulla sua apparenza di uomo onesto e intelligente. David Pujadas può annunciare il ritiro di Alain Juppé dalla vita politica e Patrick Poivre d'Arvor mostrare una falsa intervista di Fidel Castro, che sarebbero comunque mantenuti al loro posto, col sostegno della loro direzione, senza perdere per questo il loro statuto di "giornalista" e la loro credibilità presso il pubblico. Tutto avviene come se l'informazione trasmessa non avesse, alla fine, alcuna importanza. Essa esiste solo per giustificare il rituale, come la lettura dei Vangeli alla messa, ma essa non ne è, in alcun modo, la ragione centrale, il cuore, che si trova sempre altrove, nel richiamo costante delle parole d'ordini morali, politiche ed economiche della loro epoca. “Ecco il Bene, ecco il Male”, ci dice il presentatore.
La gerarchia dell'informazione è dunque inesistente. Mentre uno dei primi lavori effettuati in ogni “giornale” è di evidenziare i soggetti che sembrano i più importanti per tentare di estrapolarne un scaletta(propria ad ogni redazione) in ordine decrescente, da ciò che è importante a ciò che è insignificante, qui non si fa nulla del genere. Si passa dalla salma del cardinale Lustiger all'incidente della Festa delle Logge, poi viene la conclusione nell'affare del rapimento del piccolo Alessandro alla riunione, segue il suicidio di un agricoltore di fronte alle rivolte degli anti OGM, a cui fa seguito l'assegnazione del rientro scolastico, i bambini che non partono in vacanza, l'innalzamento dei prezzi dell'elettricità, la speleologa belga imprigionata in una grotta, la campagna elettorale statunitense dei democratici, l'intervento di Reporter Senza Frontiere per denunciare l'assenza di libertà d'espressione in Cina, la Cina come destinazione turistica, il licenziamento di Laure Manadou, un incidente durante una corsa negli Stati Uniti, il festival Fiesta di sete, il decesso del giornalista Henry Amouroux ed infine quello del barone Elia di Rothschild. Non c'è alcuna coerenza, in nessun momento. I soggetti non sembrano scelti che per la loro insignificanza. Tutto è mischiato, l'amore e l'odio, il riso ed il pianto, l'empatia al pathos, le immagini spettacolari o risibili ai drammi patetici, e l'onnipresenza della fatalità ci ricorda la predominanza della morte sulla vita.
Il reportage
Una volta annunciati i “titoli”, il presentatore arriva alla partenza del reportage. Quest'ultimo è la dimostrazione attraverso l'esempio di ciò che ci dice il presentatore. In effetti, tutto ciò che sarà detto e mostrato nel servizio si trova già nel suo annuncio iniziale. Il presentatore riassume sempre invece di presentare. Questo crea una ridondanza. Ciò che viene detto una volta a guisa d'introduzione è sistematicamente ripetuto in seguito nel reportage. Si tratta delle stesse informazioni che sono enunciate, la prima volta riassunte, e la seconda volta sentite per l'elaborazione della storia raccontata. Il reportage aggiunge ben poca cosa a ciò che ha già detto il presentatore e sviluppa appena i dettagli anonimi che controbilanciano “l'oggettività” del presentatore creando la “prossimità.” Agli elementi di partenza, presenti nel lancio, si aggiungono in seguito alla storia i piccoli dettagli romanzeschi necessari alla sua istruzione ludica.
Il servizio giornalistico è costituito da due parti: l'immagine ed il suo commento. Ora, se si taglia il suono, l'immagine non significa più nulla. Anche se tutto dovrebbe basarsi su di essa, è precisamente l'inverso che accade in televisione: il commento racconta ciò che l'immagine non fà che illustrare. Quest'ultima è lì solo come “spalla”. Si tratta di una successione di paesaggi simili, di visi e di gesti interscambiabili, attaccati gli uni agli altri, e senza legame tra di loro. In televisione, l'immagine non serve che a giustificare il commento ad autentificarlo. Essa gli permette di apparire come “vero”. Ed essa glielo permette precisamente perché, non dicendo nulla attraverso sé stessa, il commento può allora trasformarla in ciò che si vuole ed è là il principale pericolo di questo media. Poiché l'immagine possiede una forza di convinzione molto importante, il consenso è tanto più semplice da ottenere una volta che avete privato l'immagine di tutto il suo senso e l'avete trasformata in prova certificante il vostro discorso. Tutto si basa dunque ormai sul commento e sulla verosimiglianza della storia che ci sarà raccontata.
“Nel reportage, scrive l'antropologo Stephane Breton, il commento è suggerito dalla regia, questo mondo nascosto proibito al telespettatore (?) e da dove, si erge, come se fosse una rivelazione, un senso imposto all'immagine. Il senso non è da trovare nella scena ma fuori di essa, pronunciato da qualcuno che sa.”
Il giornalista non appare che molto raramente alla fine del suo servizio. Noi sentiamo dunque una voce senza enunciatore. È una parola divina che s'impone a noi per spiegarci ciò che non potremmo capire guardando solo le immagini. Non c'è interlocutore, dunque nessuna contraddizione. Il reportage è un filo che si dipana seguendo una logica propria, quella che il giornalista ci vuole insegnare, dove i “testimoni” non si succedono che per accreditare la parola che, in ogni modo, ha già detto ciò che ci vogliono spiegare. La ridondanza è onnipresente nel reportage, come lo è nel lancio. Ogni “testimone” è presentato non secondo la sua funzione, né nello scopo di giustificare il suo posto in questo reportage in quel preciso momento, ma seguendo ciò che ci dirà. E la parola del “testimone” accredita il commento dando un punto di vista necessariamente “vero”. “Poiché lui lo dice, è così”, E molto spesso il testimone non ha assolutamente nulla da dire, ma lo dirà ugualmente, poiché il giornalista deve provare la sua oggettività e l'autenticità del suo reportage, della sua inchiesta, dimostrando che si è recato proprio sul posto e che può, dunque, farci vedere ciò che succede.
Il reportage, nel telegiornale, non è la realizzazione di un'inchiesta che esplora diverse piste, ma il racconto di un fatto qualsiasi mostrato come fondamentale. È una visione del mondo senza alternativa, che tenta di apparire come puramente oggettiva. Se il presentatore dice ciò che è, il reportage, lui, lo dimostra. Ed è precisamente là che l'immagine pecca attraverso il suo non senso, e che il commento sembra divenire parola divina. “Ecco il mondo”, ci dice uno, “ed ecco la prova”, prosegue il reportage. E come contestare la prova quando essa ci è presentata, là, sotto i nostri occhi stupiti ? La realtà si costruisce sull'aneddoto, e non su un insieme di fatti più o meno contraddittori che permettono di ri-vedere una situazione in un tentativo di visione globale per potere, in seguito, analizzare.
Le parole d'ordine
Tutto questo si rapporta alla logica di diffusione della morale. Il telegiornale, come la quasi totalità dei media, è un organo di diffusione di parole d'ordine dell'epoca. Esso non discute mai il sistema, non sembra, del resto, neppure conoscere la sua esistenza, ma diffonde a getto continuo gli ordini che la classe dominante detta. Il telegiornale fa parte di questo “servizio pubblico”, di cui parla Guy Debord nei Commenti sulla società dello spettacolo, “che (gestisce) con un'imparziale professionalità la nuova ricchezza della comunicazione di tutti attraverso i mass-media, comunicazione infine giunta alla purezza unilaterale, in cui si fa tranquillamente ammirare la decisione già presa. Ciò che è comunicato, sono gli ordini; e molto armoniosamente, quelli che li hanno dati sono ugualmente quelli che diranno cosa ne pensano.”
Il telegiornale delle 20h, nato da una società in cui la memoria è stata distrutta, trasmette le parole d'ordine, come per ogni condizionamento, attraverso la ripetizione permanente e quotidiana. Le storie raccontate sembrano tutte diverse, anche quando le stesse sono tutte simili. Tutto è ripetuto, sera dopo sera, costantemente, ed a tutti i livelli. Solo i nomi ed i visi cambiano, ma il film, lui, resta sempre identico. Si tratta di un perpetuo presente che è mostrato e che permette di occultare ogni movimento di potere. Poiché le evoluzioni non sono più messe in luce, sicuramente esse non hanno più corso. Il telegiornale diffonde dunque la morale borghese (cristiana e capitalista) in un blocco compatto. È un vomito lento e lungo, diluito e disseminato durante le 20h00.
I poteri conoscono più modi di diffusione:
- L'accusa. Essa è costante e generalmente detta dai “testimoni”, ciò che permette di fare credere al giornalista che ha mostrato un “avviso” e che ha dunque dato uno sguardo obiettivo della situazione. Un incendio devasta una casa e sono i pompieri che sarebbero dovuti arrivare prima. Un violentatore è uscito di prigione perché aveva diritto ad uno sconto di pena ed è la giustizia che non funziona. Un governo rifiuta di piegarsi ai dettami occidentali, ed è una dittatura, un paese sottosviluppato dove la stupidità si mescola alla barbarie, e meglio ancora, dove la censura punisce tutti gli oppositori, che sono necessariamente d'accordo con il punto di vista degli occidentali ma non possono dirlo. Si tratta sempre di trovare qualcuno da mettere alla gogna per ricordare ciò che è “bene” e ciò che è “male” e dove ci si ritrova tutta la semantica cristiana del “perdono”, del “peccato”, ecc.
- L'evidenza . Particolarmente utilizzata per regolare senza discussioni le questioni economiche, essa consiste a diffondere i dogmi o le decisioni governative senza mai rimetterle in questione. È questo per esempio il caso della “crescita”, che è sempre la via necessaria alla sopravvivenza mai rimessa in causa e di cui il presentatore ci annuncia le cifre con aria catastrofica: “la crescita non sarà che del 1,2% quest'anno, secondo gli esperti ?”
- L'agiografia. Come alla messa, il telegiornale ha i suoi santi da mettere innanzi. È il ritratto di qualcuno che è “riuscito”, che sia appena morto, che abbia “vinto tutto”, che si sia fatto da solo, ecc. Si tratta di un modello di eccellenza che detta un criterio da seguire suscitando ammirazione e rispetto. Ecco ciò che non siete, che dovreste fare, ma non potrete mai diventare e che, dunque, dovete adorare, ci ripete il telegiornale permanentemente.
- I l vicinato (di altri Stati). Particolarmente efficace, si tratta di dire che “la Francia è l'ultimo paese in Europa ad affrontare questa questione”. Si tratta del meccanismo che regge la socialità di base, l'appartenenza al gruppo per imitazione, attraverso la riproduzione di ciò che sembra fare o essere. Il presentatore ci dice “loro fanno così, perché noi facciamo diversamente ?”, presupponendo che la nostra maniera di fare è necessariamente meno buona. “lavorare dopo i 65 anni, negli Stati Uniti, non pone problema”. Non si effettua mai nessuna analisi sui punti positivi e negativi del sistema vicino, solo uno sguardo “oggettivo”, che dice: ecco come lì vanno le cose e perché è meglio che da noi.
- Il Folklore . Qui sono presentati col sorriso e l'indulgenza per l'artista un po' matto ma che alla fine non fa nulla di male, delle persone che vivono in maniera un po' diversa. È allora, e solo per questo tipo di soggetto, che il presentatore sottolinea il carattere “eccezionale” delle persone che ci saranno presentate, per dissuadere chiunque di seguire il loro esempio.
Non abbiamo trattato che qualche esempio.
Aneddoto e fatalità
Due modi di rappresentazione del mondo costituiscono i telegiornali e sono i due principali movimenti di diffusione delle parole d'ordine: l'aneddoto e la fatalità. L'aneddoto si trova all'inizio di ogni soggetto. Tutto parte dal fatto particolare, dal fatto di cronaca della giornata, e si estende verso il problema più vasto che sembra contenere in sé stesso, o che i giornalisti fanno finta di credere che contenga. E' una retorica particolare che si ritrova oggi alla base di ogni discorso politico o giornalistico, un rovescio della logica, dello sviluppo effettivo della dimostrazione e dell'analisi del mondo: è l'eccezione che conferma ormai la regola. Tutto parte dal fatto particolare per prolungarsi, come se questo detenesse in esso tutte le cause e tutte le conseguenze che hanno fondato la situazione più generale che bisogna dimostrare. Il TG20h non si preoccupa mai di descrivere i fenomeni endemici, o li estrapola sempre dalla catena di avvenimenti che li ha portati alla situazione presente. È una necessità dialettica logica per chi vuole trasmettere ciò che è stato deciso senza dover spiegare, senza che sia obbligato a complicare la propria dimostrazione e si rende conto che le cose sono meno semplici di come sembrano. Affinché le parole d'ordine siano diffuse efficacemente, non bisogna dare la possibilità di essere contraddetti, dunque meglio non spiegare nulla. Ad ogni modo, l'abbiamo già detto, non si tratta mai di far capire, ma sempre di far apprendere a memoria.
La fatalità definisce l'insieme del telegiornale. Gli avvenimenti arrivano attraverso un contingente di dispiaceri, un caso che tocca sfortunatamente sempre le stesse persone ( persone, paesi..). È un lamento costante: “se i pompieri fossero arrivati prima”, “se gli stupratori non fossero usciti di prigione”, “se l'Africa non fosse un continente povero e corrotto,” ecc. Essa è alla base di ogni religione poiché permette di non aver mai nulla da giustificare, poiché siamo sempre “oltrepassati” dagli eventi. La fatalità ritorna a suonare permanentemente, come una condanna, ed aggiunge a dispetto di ogni logica ( ma non sempre). “È così”. Il sistema si regola da solo ed è “il migliore dei sistemi possibili”, l'uomo è un essere “malvagio” e passa il suo tempo a “cadere” e “ricadere”, malgrado tutti i tentativi di “perdono”; il povero è responsabile della sua situazione perché è troppo pigro per cercare soluzioni ed applicarle, anche se gliele si propongono,ecc. È un sospiro costante, un appello permanente all'impotenza ed alla sottomissione di fronte alla sofferenza. Il mondo va così e noi non ci possiamo nulla ?
Una volta trasmesse le parole d'ordine, il messaggero divino può congedarsi, concludendo il sermone del giorno senza mai omettere di darci appuntamento all'indomani, alla stessa ora, mentre la telecamera si allontana, l'ombra si fa maggiore e si fonde progressivamente con quella specie di musica che apriva già la cerimonia.
Data articolo: novembre 2007
voltaire.net, tradotto per
Megachip da
Cristina Falzone
Fonte: www.megachip.info
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APARTENGONO I TUOI PENSIERI?
Il controllo mentale di massa attraverso la rete televisiva
di Alex Ansari, InformationLiberation.com, Apr 21, 2008
Perché innumerevoli persone americane sono d’accordo con la guerra contro l’Iraq? Perché così tante persone richiedono la griglia di controllo di uno Stato di polizia? Un elemento essenziale per una piena comprensione del motivo per cui si voglia questo tipo di governi e società corrotte, è di scoprire la scienza moderna del controllo mentale e di ingegneria sociale.
E’ semplicemente sconcertante gettare uno sguardo alle pile di documentazione che mostrano che questo governo mondiale, non è stato costruito per il maggior bene dell’umanità. Anche se ci sono un numero crescente di persone che si svegliano alla realtà della nostra morbida e trasparente gabbia, sembra ci siano un numero appena sufficiente di cittadini che invece scelgono di rimanere addormentati. Peggio ancora, ci sono anche coloro che sono stati svegli per un periodo, almeno in parte, ma ha ritenuto necessario ritornare all’oblio del paese dei sogni.
Questo non è un incidente; si tratta di una accurata creazione artificiale. Far ammutolire le popolazioni del pianeta terra, è un classico d’arte che esisteva prima che l’abbiano fatto gli Stati Uniti. Una componente di comprensione per decifrare i sistemi di controllo, è quello di diventare uno studente dei maghi d’influenza e di propaganda. Al fine di sconfiggere i nostri nemici (o dittatori), l’imperativo che abbiamo é di capire il modo in cui pensano e in che cosa credono.
Quando la gente pensa al controllo mentale, di solito pensa in termini di classica “teoria cospirativa”, che si riferisce al progetto MK-Ultra. Questo programma è un esempio di ‘palese controllo mentale’. Il progetto era cresciuto da un precedente programma segreto, noto come ‘Bluebird’, che è stato ufficialmente costituito per contrastare in anticipo il lavaggio del cervello sovietico. In realtà la CIA aveva altri obiettivi. Un precedente obiettivo è stato quello di studiare i metodi ‘attraverso i quali il controllo di un individuo può essere raggiunto’. L’enfasi di sperimentazione fu la ‘narco-ipnosi’, miscela di droga per modificare la mente con una precisa programmazione ipnotica.
Un squadra “scasso” è stata formata dalla CIA in grado di viaggiare, all’occorrenza, in qualsiasi parte del mondo. Il loro compito era quello di provare le nuove tecniche di interrogazione, e garantire che le vittime non ricordassero di essere state interrogate e programmate. Tutti i tipi di stupefacenti, dalla marijuana all’ LSD, eroina e sodio pentathol (la cosiddetta ‘droga della verità’ ) sono state utilizzate regolarmente.
Nonostante i poveri risultati iniziali, il programma di controllo mentale sponsorizzato dalla CIA fioriva. Il 13 aprile 1953, nacque il progetto super-segreto, MK-ULTRA. Il suo campo di applicazione è stato più ampio che mai, e solo quelli nel più alto “Echelon” della CIA, ne erano privi. I documenti ufficiali della CIA descrivono il progetto MK-ULTRA come un ‘progetto ombrello’, con 149 ’sotto-progetti’. Molti di questi sotto-progetti hanno a che fare con test su droghe illegali per uso potenziale nel settore. Altri trattano con l’elettronica. Uno esplora la possibilità di attivare ‘l’organismo umano a telecomando’. In complesso, un obiettivo importante è rimasto il lavaggio di cervello dei singoli individui, nel farli diventare corrieri e spie a loro insaputa.
Quando è stata formata nel 1947, alla CIA è stato proibito avere qualsiasi potere sulla polizia nazionale o sulla sicurezza interna. In breve, è stata autorizzata ad operare solo ‘oltremare’. Fin dall’inizio il personale della MK-ULTRA ha rotto questa stipulazione con il Congresso, e ha iniziato a fare prove sugli ignari cittadini americani.
Quanto estensivi furono i test illegali, non sarà mai conosciuto. Richard Helms, direttore della CIA e Capo Architetto del programma, ha ordinato la distruzione di tutti i documenti e registrazioni MK-ULTRA poco prima di lasciare l’ufficio nel 1973. Nonostante queste precauzioni alcuni documenti erano stati mal archiviati e sono venuti alla luce alla fine degli anni ‘70. Essi mettono a nudo il cinismo delle spie. Nonostante la diffusa conoscenza su MK-Ultra e le azioni legali delle cause civili che han fatto seguito, questa forma di modifica del comportamento non è la più estesa. Il vero pericolo sono i tipi di controllo di pensiero che sono ‘occulti’ e non sono oggetto di diverse decine di film di Hollywood, come “Arancia Meccanica” e “Teoria Cospirativa” con Mel Gibson.
I nostri padri fondatori hanno dovuto affrontare enormi sfide per la formazione di questo paese e la sua carta dei diritti. È stata una sfida stabilire le basi per una società libera, senza sapere che tipo di progresso tecnologico sarebbe arrivato. Chi avrebbe mai immaginato a quei tempi che avremmo avuto bisogno di uno specifico articolo nella Carta dei diritti che vieta espressamente al governo e ai suoi associati di impegnarsi nel controllo mentale o nel controllo di pensiero. Il punto più vicino che promette la nostra protezione da parte del governo è il 4 ° articolo della Costituzione in cui si afferma, “il diritto dei popoli ad essere sicuri nelle loro persone, case, documenti, e effetti, contro irragionevoli perquisizioni e sequestri, non deve essere violato, e nessun mandato deve essere emesso, sulla probabile causa, sostenuta da giuramento o affermazione e, in particolare, la descrizione del luogo delle ricerche, e le persone o le cose da sequestrare “. Come molti stanno già cominciando a notare, la Costituzione americana e la sua Carta dei Diritti sono appoggiate solo a parole dai nostri, presunti eletti, funzionari.
Uno dei più comuni esempi di controllo mentale nella nostra cosiddetta libera e civile società, è l’avvento e l’uso del televisore. Questo non vuol dire che tutte le cose in televisione sono orientate verso il lavaggio del cervello. Non lo sono. Ma la maggior parte della programmazione televisiva di oggi è gestita dalle più grandi società di media che hanno grandi interessi nel difendere i contratti, come ad esempio la Westinghouse (CBS), e la General Electric (NBC). Questo rende perfettamente sensato quando si vede quanto inclinate e perverse siano le notizie di oggi. Esaminare i conflitti di interesse è solo dare un’occhiata al problema, anche se per capire i molteplici modi in cui falsità diventa verità, dobbiamo esaminare anche le tecniche di lavaggio del cervello che sono le reti in cui vengono impiegate.
La Radio non è diversa nella sua capacità di manipolare una popolazione alla sottomissione. Sessanta-sette anni fa, sei milioni di americani furono ignari soggetti in un esperimento di guerra psicologica. Era la notte precedente a quella di Halloween nel 1938. Alle ore 20.00, la stazione Radio Mercury, ha iniziato a trasmettere un radio adeguamento dall’opera di Orson Wells ‘Guerra dei Mondi’. Come è ormai noto, la storia è stata presentata come se fosse una notizia giornalistica realistica, con bollettini e, secondo le stime, un milione di persone ha creduto che il mondo fosse effettivamente sotto attacco dei marziani. Di tale numero, alcune migliaia ha ceduto a titolo definitivo al panico, non aspettando di sentire la spiegazione di Wells alla fine del programma che chiariva che il tutto era stata una beffa di Halloween, e fuggendo nella notte per sfuggire all’invasione aliena.
Secondo il ricercatore Mack White (http://www.mackwhite.com/),
“Il Psicologo Cantril Hadley ha condotto uno studio sugli effetti delle trasmissioni televisive e pubblicato le sue conclusioni in un libro, L’invasione da Marte: Studio sulla Psicologia del Panico. Questo studio ha esplorato il potere dei mezzi di radiodiffusione, in particolare per quanto riguarda la SUGGESTIBILITA` degli esseri umani sotto l’influenza della paura. Cantril era affiliato con il progetto di ricerca Radio dell’universita di Princeton, che è stato finanziato nel 1937 dalla Fondazione Rockefeller. Affiliati con il progetto erano anche il Councilio per le Relazioni Straniere (CFR) e Frank Stanton membro esecutivo della Columbia Broadcasting System (CBS), la cui rete ha trasmesso il programma. Stanton successivamente fu capo per le notizie di divisione della CBS, e nel tempo sarebbe diventato presidente della rete, così come presidente del consiglio di amministrazione della RAND Corporation, l’influente pensatoio che ha fatto innovazioni di ricerca, tra le altre cose, sul lavaggio del cervello di massa. Due anni più tardi, con il danaro della Fondazione Rockefeller, Cantril ha istituito l’Ufficio della pubblica opinione di ricerca (OPOR), anche all’Università di Princeton. Tra gli studi condotti dalla OPOR c’è stata l’analisi dell’efficacia delle operazioni “psico-politiche” (propaganda) dell’Ufficio di Servizi strategici (OSS), predecessore della Central Intelligence Agency (CIA). Poi, durante la seconda guerra mondiale, Cantril e il danaro di Rockefeller assitettero Edward R. Murrow, membro CFR e reporter per la CBS, nella creazione del Centro di ascolto di Princeton, il cui scopo è stato quello di studiare la propaganda della radio nazista, con l’obiettivo di applicare le tecniche naziste sulla propaganda per l’OSS. Da questo progetto è nato un nuovo governo, il ‘Foreign Broadcast Intelligence Service’ (FBIS). Il FBIS poi divenne l’Agenzia di Informazioni negli Stati Uniti (USIA), che è il braccio di propaganda del Consiglio di sicurezza nazionale. Così, entro la fine del 1940, la ricerca di base era stata fatta e l’apparato per la propaganda di sicurezza nazionale di Stato era stato istituito - appena in tempo per l’alba della televisione.”
Esperimenti condotti dal ricercatore Herbert Krugman, rivelano che quando una persona guarda la televisione, l’attività cerebrale passa dall’emisfero sinistro a quello destro. L’emisfero sinistro è la sede del pensiero logico. Qui, l’informazione è suddivisa nei suoi componenti e analizzati criticamente. Il cervello destro, tuttavia, tratta i dati in arrivo acriticamente, trattando le informazioni nel completo e determinando una risposta emotiva, piuttosto che una logica. Il passaggio da sinistra a destra dell’attività cerebrale provoca anche una liberazione di endorfine, oppiacei naturali del corpo stesso–quindi, in tal modo è possibile diventare dipendenti fisicamente guardando la televisione, un’ipotesi confermata da numerosi studi che hanno dimostrato che pochissime persone sono in grado di rinunciare all’abitudine della televisione. Non è più una sopravvalutazione la constatazione che i giovani d’oggi, che sono allevati e educati attraverso la rete della televisione, sono intellettualmente morti già dalla prima adolescenza.
L’ammutolimento dell’umanità è rappresentato da un altro passaggio che si verifica nel cervello quando si guarda la televisione. L’attività nelle regioni superiori del cervello (come ad esempio la neo-corteccia) è diminuita, mentre l’attività nelle regioni cerebrali in basso (come ad esempio il sistema limbico) aumenta. Quest’ultimo, comunemente denominato il cervello rettile, è associato alle più primitive funzioni mentali, come ad esempio la risposta a “lotta o fuga”. Il cervello rettile non è in grado di distinguere tra la realtà e la realtà simulata della televisione. Per il cervello rettile, se sembra reale, è reale. Quindi, se noi sappiamo ad un livello di coscienza che è “solo un film,” ad un livello subconscio no - il cuore batte più forte per esempio, mentre guardiamo una scena piena di ’suspense’. Allo stesso modo, sappiamo che la pubblicità sta cercando di manipolarci, ma a un livello inconscio, il messaggio commerciale tuttavia, ci riesce. Diciamo che, ci fa sentire inadeguati finché non acquistiamo qualsiasi cosa che è stata pubblicizzata - e l’effetto è tanto più potente perché è inconscio e opera su più profondo livello di risposta umana. Il cervello rettile quindi rende possibile il nostro sopravvivere come esseri biologici, ma ci lascia anche vulnerabili alle manipolazioni dei programmatori della televisione. È qui dove i manipolatori fanno uso delle nostre emozioni come stringhe per controllarci. Le distorsioni e le direzioni che ci sono trasferite sono in atto nel subconscio, spesso non individuate.
Le tecniche di propaganda sono state applicate in modo scientifico, prima di procedere alla codificazione, dal giornalista Walter Lippman e dal psicologo Edward Bernays (nipote di Sigmund Freud), agli inizi del 20 ° secolo. Durante la prima guerra mondiale, Bernays e Lippman sono stati assunti dall’allora Presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson, per partecipare alla Commissione Creel, la missione in cui è stata influenzata l’opinione popolare in favore all’entrare in guerra a fianco della Gran Bretagna. Edward Bernays nel suo libro Propaganda 1928 dice:
“La consapevole e intelligente manipolazione delle abitudini organizzate e delle opinioni delle masse è un elemento importante nella società democratica. Coloro che manipolano questo meccanismo invisibile della società, costituiscono un governo invisibile che è il vero potere del nostro paese.”
La Commissione Creel ha fornito i temi per i discorsi di “quattro minuti” a uomini di funzioni pubbliche, e ha inoltre incoraggiato la censura della stampa americana. La Commissione era così impopolare che dopo la guerra, il Congresso fu chiuso senza la previsione di un finanziamento per organizzare e archiviare i suoi documenti. La campagna di propaganda di guerra di Bernays e Lippman produsse entro sei mesi un isteria anti-tedesca talmente intensa, che impresse in modo permanente il giro d’affari americano (e Adolf Hitler, tra gli altri) con il potenziale di una propaganda di grandi dimensioni per poter controllare l’intera opinione pubblica. Bernays coniò i termini “mente di gruppo” e “ingegneria del consenso”, concetti importanti nel lavoro pratico della propaganda. L’attuale industria delle pubbliche relazioni è una diretta appendice di lavoro di Lippman e Bernays, ed è ancora ampiamente utilizzata dal governo degli Stati Uniti. Per la prima metà del 20 ° secolo, Bernays e Lippman ebbero grande successo con un impresa di pubbliche relazioni. La seconda Guerra Mondiale vide l’uso continuato di propaganda come arma di guerra, sia da parte di Hitler che del propagandista Joseph Gobbles, e la politica del corpo militare esecutivo britannico, così come dell’ufficio Informativo di Guerrra degli Stati Uniti.
Accendete la radio e sintonizzatevi sulle vostre notizie locali. Avrete pochi minuti di criminalità blu, ossia dei colletti, quasi nessuna criminalità dei colletti bianchi, pochi minuti di sport, curiosità miste, pettegolezzi, casuale sobba politica, e se diamo uno sguardo al tempo nessuno è in previsione corretta. Che cosa è accaduto nella vostra città? E noi supponiamo di possedere le onde radio! I mezzi di comunicazione di massa appoggiano apertamente gli interessi del complesso industriale carcerario. Le notizie si concentrano su gruppi criminali di minoranza, e sfruttano le reali minaccie per farle apparire molto più pericolose di quello che sono. Pensare al crescente numero pro capite di prigionieri nel paese. Poi ricordatevi che questo sta accadendo allo stesso tempo che è iniziato il boom di affollamento nelle nostre prigioni. Le forze di polizia sulle nostre strade, hanno creato criminali. L’attenzione è rivolta a noi per mantenere uno stato di paura, in questo modo gli elitisti possono attaccare qualsiasi gruppo che desiderano senza timore di conseguenze. Questo è il motivo per cui i media continuano abilmente l’arte senza tempo della disumanizzazione.
Le tecniche nel tempo hanno aumentato la loro sofisticazione in quanto gli scienziati della mente, che servono l’impero, continueranno a scoprire attraverso i nuovi sviluppi in che modo il cervello umano funzioni, impari, conservi informazioni, e si comporti. Le tecniche più efficaci di lavaggio del cervello vengono utilizzate nelle più guardate reti televisive di propaganda. Esaminate lo sfondo musicale che si trova basso durante il campo della paura notturna, nell’applicazione del secondo. E’ da fantasmi. Mi chiedo se siamo stati concepiti per pensare con la nostra mente o per essere pronti per un acrobazia. Osservate la grafica insieme alla musica. E’ ostentante e lampeggiante. Come la scimmia che è attratta da oggetti lucidi, la nostra scimmia è la mano che attraverso i controlli a distanza, spesso si ferma nella ricerca di intrattenimento quando la corretta quantità di glamour, cattura la loro attenzione. Più importante, osserva la ripetizione dietro le bugie che i politici e i loro gruppi di informazione aziendale ci dicono. Potrete constatare inimmaginabili errori di logica che sono creati come ‘verità’ non perché è logico o dimostrabile, ma a causa di rotture della tecnica di registrazione. Non importa poi quanto ridicola sia la menzogna, se è ripetuta abbastanza spesso che il cervello non riconosca più la differenza tra la realtà e le filastrocche. Questa tecnica è sottovalutata nella sua capacità di consentire ai burattinai di ipnotizzare milioni di persone. Invece di “equa ed equilibrata” è “lo abbiamo detto abbastanza volte, e si crede che sia”.
E’ un giorno tragico quello in cui lo Stato può monopolizzare sulla schiavitù e sulla detenzione di una popolazione. Hollywood continuerà a spaventare la gente con film sulla mafia, gangster, gente corrotta e i reati blu, la cui stupidità e avidità li cattura. Alla fine, le nostre menti sono già condizionate ad accettare che vivono in uno Stato di polizia economico e sociale, perché lo si legge nel giornale, lo si ha visto lodato nelle notizie e nei talk show, o visto in un film. Ci sono diversi film in programma proprio ora che supportano la storia ufficiale dell’11 settembre 2001 e alcuni filmati che glamorizzano la guerra contro l’Iraq.
Secondo David L Robb, autore di Operazione Hollywood:
“Hollywood e il Pentagono hanno una lunga storia nel fare film insieme. E’ una tradizione che risale ai primi giorni dei film muti e si estende fino ai nostri giorni. E’ stata una collaborazione che ha funzionato bene per entrambe le parti. Ai produttori di Hollywood permette di ottenere ciò che vogliono - l’accesso a miliardi di dollari di hardware e attrezzature militari - carri armati, jet combattenti, sottomarini nucleari e vettori aerei -, e al militare viene ciò che vuole - film che ritraggono i militari in una luce positiva; film che aiutano il servizio nel loro sforzi per il reclutamento. Il Pentagono comunque non è soltanto un ‘passivo’ sostenitore di film. Se al Pentagono non piace qualcosa nel copione, di solito suggerisce le modifiche che permetterà al film di ricevere il sostegno militare e di approvazione. A volte queste modifiche proposte, sono minori. Ma a volte le modifiche sono drammatiche. A volte cambiano il dialogo. A volte cambiano i caratteri. A volte cambia anche la storia. ”
Essi creano qualcosa di coniato ‘dis-info-tainment’. Un mix di disinformazione con l’intrattenimento, e lo chiamano “disinfotainment”.
La violenza adulterata è ormai accettata dalla TV regolare. Uccidere in nome della madre patria è lodato, a meno che la violenza impegnata non sia stata commessa in propria difesa per proteggere qualcuno dal sistema. Cecchini, bombardieri, assassini, sono adorati se stanno combattendo per il sistema, se sono in campo militare, o sono associati con i gruppi che controllano le masse a livello locale, come ad esempio la polizia. Io non accetto la violenza, tuttavia è ipocrita sostenere una forma di omicidio quando favorisce l’élite, e condannare un altra quando è fatta per tutelare la propria terra, la libertà, o le persone care. Questa strana realtà si trasferisce in sé nel mondo ombroso dei video giochi, che sono rafforzati con le piattaforme e dal compito del giocatore di uccidere il più possibile.
I giocatori sono sempre più giovani e fra i più giovani 7 bambini su 10 non giocano con i giochi suggeriti per la loro maturità. Di recente facevo l’esplorazione del videogiochi per PC da una selezione molto grande per un negozio di elettronica. Ero costernato nel visualizzare circa 50 giochi diversi in cui l’impostazione del gioco è l’Iraq, e l’obiettivo è quello di uccidere il maggior numero possibile di ribelli e di compiere la missione indicata. I bambini di oggi sono stati indottrinati attraverso i loro giochi preferiti, e dai programmi di applicazioni della legge, ad essere i premitori di pulsanti delle armi di distruzione di massa per il mondo di domani.
C’è forse da meravigliarsi perché ci siano due fatture interne e una fattura del senato (con una in più per strada), che sono passi da gigante nello smantellamento alla libertà di espressione dei cittadini. Tali conti insieme ucciderebbero il centro di accesso via cavo (PEG) di cui il pubblico possiede ancora le sole onde radio. E’ la programmazione creata localmente, senza censura o lucro. Il loro reddito è derivato dai diritti di esclusiva della città locale e una piccola percentuale libera di abbonati via cavo. Si tratta di una acquisizione aziendale perché si tratta di centralizzare la comunicazione rimuovendo la programmazione su base locale e spostare il pubblico a programmi più ufficiali, nazionalisti e sensazionalisti che promuovono la violenza, l’uniformità e la schiavitù sopra il colore, diversità e libertà. L’accesso via cavo caratterizza la libertà di espressione e di informazione con prospettive, trascurato dalle televisioni importanti. E’ inoltre dotato di un libero flusso di programmazione con un nuovo sistema di programmi in corso, mandato in onda da nuovi produttori a rotazione. Ciò mantiene il contenuto e le informazioni creative e su base locale, mentre la rete della TV è rigida con fasce orarie regolari e ripetitive di programmazione.
I blocchi di programmazione che vengono universalmente accettati, sono paralleli al passaggio di imbarcare tutta la nostra vita verso la campana della fabbrica e dell’illusione del tempo. Questa è la creazione di una mente alveare. La mente alveare è il risultato di un massiccio lavaggio del cervello sul grande pubblico. Tutti condividono lo stesso pensiero, gli obiettivi, la conoscenza e la comprensione. Una mente alveare indirizza la società verso la conformità, mentre ignora la diversità mascherata nell’ambito della televisione, come la strada verso l’utopia. Nella programmazione di rete, che sia una notizia o una fiction, è orientata alla creazione artificiale del nostro mondo e della realtà. Con la corretta quantità di intrattenimento e sensazionalismo, possiamo anche vivere la nostra vita attraverso il televisore.
Molti ancoraggi e attori sono belli e la ricerca dimostra che le persone attraenti sono di solito percepite come degne di fiducia. Mentre la reale notizia vi rotola rapidamente sul fondo dello schermo, l’àncora di vendita, vi vende l’idea di avere bisogno del vostro buco d’inferno di stato di polizia proprio qui: nella vostra locale giurisdizione, oppure 2 squadre sportive concorrenti che si inseguono per 2 ore intorno a un tribunale nel tentativo di segnare punti, significa qualcosa per voi. Niente istruzione, niente informazioni, confusione. I mezzi di oggi rappresentano uno strumento di indottrinamento e lavaggio del cervello che viene utilizzato per conto degli interessi dei loro proprietari.
Dal 1996 con l’atto Telco, le stazioni radiofoniche e televisive in tutta la nazione americana sono state acquistate dai punti vendita di importanti media internazionali. Clear Channel e Infinity sono le due più grandi società di radio oggi. Ciò ha centralizzato la distribuzione di informazioni e ha minacciato da allora la nostra società libera. I media suonano i tamburi per il battito cardiaco dei loro proprietari, i cui interessi non sono il pubblico in generale. Invece sono interessati ai loro altri impegni finanziari come la difesa dei contraenti, affari con il petrolio, i partiti politici, il carcere. I conflitti di interesse con la liberalizzazione delle aziende sono monumentali. Le linee sono ora offuscate fra la copertura della guerra tra una rete e l’altra.
Una volta giunti alla conclusione che i media ci ingannano intenzionalmente, siamo in grado di applicare i principi del problema-reazione-soluzione. Questa formula porta un problema creandolo o permettendogli di accadere, e lo presenta alla popolazione. Potrebbe essere il terrorismo, molestie, extra terrestri. Questi argomenti creano paura e nessuno sano di mente sosterrebbe il terrorismo o la criminalità. E’ quindi adatto per silurare la televisione, i giornali e la radio con ‘il problema’. La reazione naturale da parte dei cittadini è una richiesta di maggior controllo al fine di garantire più sicurezza. La maggior parte lascia che la loro paura abbia il controllo sul lato emotivo e sulle loro decisioni e di solito viene tradotto in qualcosa di simile, “Il governo ha bisogno di più potere sulla nostra vita per renderci sicuri e liberi dalla tirannia. Io credo in ciò che i media mi dicono, quindi sosterrò qualsiasi decisione prendono”. Oggi i programmi principali di notizie scoraggiano il dissenso alla guerra e dipingono gli attivisti con un pennello negativo e con un accenno di tradimento. Allo stesso tempo, i cosiddetti giornalisti sono in un ingranaggio di una macchina molto più grande che sa che se riportano una storia che dipinge il governo in una luce buia, è probabile che rimanga sul “‘filo” e in prima pagina.
La cosa più inquietante sullo spendere una singola ora esaminando la rete di notizie e i film moderni di Hollywood, sono abitualmente i temi nello sfondo. La centrale idea di innumerevoli caratteristici “rapporti investigativi” o “Venerdì notte speciale”, sono sopra a una minaccia di qualche tipo nel periodo in esame.
La fine del mondo come la conosciamo, è stata venduta. Se i notiziari non vi han nutrito sufficentemente, allora il “The History Channel” o il Discovery canale stanno parlando di crociate, o di asteroidi, di UFO, di terremoti, del terrorismo, o ci mostra assassini seriali. Essi sono creati artigianalmente con il messaggio che il nostro mondo è instabile, e la minaccia è sempre una invisibile e pericolosa, che solo i nostri militari sono in grado di correggere. Quando si registra un programma e si trascrivono tutti i messaggi, vi ritrovereste con uno scritto, un copione prodotto dagli studi filmatografici dell’inferno di Hollywood.
Non sono il solo a notare e fare questa osservazione. I media locali e le reti di notizie, progettano i propri editoriali sulla disperazione e la paura, perché i proprietari, produttori, editori, hanno capito che la paura vende. Il risultato finale sono i voti desiderati, espressi come previsto. I comandanti delle moderne ruote hanno capito che ci piace essere terrorizzati. Basta guardare il successo dei generi in azione / suspense / terrore, che sono spuntati sul nastro trasportatore e confezionati per il nostro gioioso consumo. Quando i redattori responsabili hanno scoperto che bastava semplicemente stuccare un grafico di segnalazione di terrore e non spaventando la gente allo stesso modo che erano abituati, cominciarono a rilanciare di un paio di tacche la campagna di terrore, con nuovi e creativi modi per vendere le forze di polizia di Stato.
Quando si arriva dall’altro lato del terrore e segnalazioni di tutti i tipi e dimensioni, si trova un altro incubo mascherato come il salvatore. Il ‘Ministero della Verita’ vi proteggerà. Il governo della madre patria è qui per salvarvi, e racchettare questa cimice marrone del terrorismo, questo alienante alieno grigio, questa aviaria influenza aviaria, e ogni altro incubo che il notiziario della notte vi ha portato. I migliori specialisti di relazioni pubbliche utilizzano la scienza del servire il nostro re, fino al fotogramma per fotogramma. George W. Bush è dipinto in numerosi pose con un aureola intorno la sua testa. In altre immagini è alto, con decine di bandiere americane che soffiano nel vento dietro di lui. Uno di carattere più blasfemo con lui che parla davanti alla croce di Gesù Cristo. Il messaggio inviato non potrebbe essere più chiaramente presentato. Il Messia di stato è il nostro attuale capo e solo attraverso di lui, saremo in grado di raggiungere le porte di sicurezza. La menzogna che è stata accettata da tanti come verità è che questa è una guerra di religione. Numerosi programmi di orario di punta narrano la storia delle crociate (senza gli orrori), sincronizzando le nostre vibrazioni fuori lontano fino a qualcosa come il 13 ° secolo, al posto del 21 ° secolo. Se in America le persone accettano il fatto che le crociate sono qui, che George Bush riferisce direttamente a Dio, e le rivelazioni sono qui, hanno vinto la guerra sulle nostre menti.
L’altoparlante sussurra, “Tutti i nostri problemi sono per incidente, mai creati.” In tutta la camera del sistema i servitori grugnano, “Se non avete nulla da nascondere, non avete nulla da temere.” E` la trama che dice che i terroristi mediorientali da una grotta afghana, sono la causa al di là della nostra piccola, “guerra al terrore”. I messaggi relativi nello scritto sono di demonizzare minoranze di giovani maschi e elargire dure punizioni per i crimini che commettono. Essi non se ne escono apertamente con il loro stato e espongono la loro agenda razzista. Vengono da voi areando notizie dello stesso reato ripetutamente, e di solito quando è commesso da un gruppo di minoranza. Le reti amano il fatto che i televisori dettino le norme nella società di oggi, e quindi dell’opinione politica. Chi avrebbe immaginato che all’elezione nel 2004 negli Stati Uniti d’America, i due candidati di entrambe le parti sarebbero stati all’Università di Yale, e entrambi membri provenienti dalla società della Skull and Bones? Di 290 milioni di americani, questi erano i migliori che si potessero proporre?
E’ la decisione dei proprietari di influenzare i produttori, editori e altri soggetti partecipanti alla pittura a pennello per soddisfare l’obiettivo, che è la linea di fondo.
Lo Sport , se è ciò che la gente vuole, allora la riceveranno, di solito in grandi dosi. Sport multimediale (o sport spettacolo) è solo una fuga dalla nostra esistenza. È come il gioco d’azzardo, o la tossicodipendenza. Essa prevede che la zona cuscinetto di radicamento in qualcosa con altre persone, come ci è stato detto, è buona. La Fantasia della gente viene portata a fissare lo sport. E` uno simulatore di mascolinità in un’epoca in cui c’è una spinta al cambiamento di noi uomini, a diventare robot. E’ nella natura umana resistere e combattere a quella che è la nostra soppressione. I sociologi e gli psicologi in zone di influenza lo sanno. Lo Sport spettacolo testa lo sbocco internazionale, per ciò che è stato spogliato di distanza da noi. Abbiamo perso il diritto di ribellarsi e cambiare il nostro governo attraverso la guerra, se necessario. Oggi nella nostra nazione la maggior parte della popolazione non sa che cosa sta realmente accadendo con la caduta del dollaro americano e dei piani per il trasferimento di ricchezza americana ad altri paesi. Tuttavia, la maggior parte possono dire chi sono i giocatori della serie A di basket o di calcio. Un sacco di tifosi desiderano di essere loro le star, là fuori sul palco, in tribunale, e sulla striscia del traguardo. O sei il “Numero Uno” nel centro della scena, o non sei nulla. Fine del racconto.
Ciò che non ho mai capito quando ero nel liceo è stato il motivo per cui i miei coetanei e amici agivano da ingenui o ignoranti, con un modo di fare alla “John Wayne” o “Beavis e Butthead”. Quello che ho imparato da allora, è che i numerosi programmi che si prostituiscono essi stessi come ‘intrattenimento’, sono in realtà mirati al minimo comune denominatore. Ciò è particolarmente vero con i disc jockeys in radio oggi. Il motivo per cui le nostro onde radio sono sature con scherzi e centrate sul contenuto fatto di scherzi, sulle parti intime, di razzismo di confine, e di generale chiacchera spazzatura, è perché si tratta di ‘vendita’. Nel frattempo, un gran numero dei nostri bambini, di giovani adulti, e di ascoltatori anziani, stanno simulando quello che vedono e sentono, perché il problema è che l’attuale ‘norma’ di vendita viene presentata come sgagia o ‘chic’. Quando la condizionatura è così intensa che queste forme di contenuto sono considerate ‘norma’, qualsiasi altra cosa, che sta diminuendo di giorno in giorno, sembra sia diventata bizzarra o poco interessante per l’attenzione dei media americani. Ipoteticamente, se un produttore su una rete se ne esce con una una storia per esporre la corruzione ai più alti livelli delle funzioni di governo, è probabile che il necessario impatto non venga raggiunto, perché il cervello dello spettatore medio è già stato condizionato a cercare (evadere con) alcuni tipi di ‘disinfotainment’.
I mezzi di informazione han creato l’immagine perfetta della società che potrebbe esistere se solo noi facessimo le cose nel loro modo, (i loro interessi/interessi delle amministrazioni pubbliche). Ci dicono che cosa è la felicità, e ciò che non lo è, e uguale per amore, odio o qualsiasi altra cosa essi possono impiantare nel nostro inconscio. Siamo in grado di diventare i perfetti schiavi del sistema attraverso l’indottrinamento dato per mezzo della rete TV. Nel corso del tempo i messaggi stanno diventando sempre più razzisti, violenti, e disonesti. Ma la programmazione è iniziata decenni fa e pochi hanno occhi per vederla per quella che è diventata. Viviamo in un mondo in cui le popolazioni danno via le loro opinioni e pensieri alla versione ufficiale manifestata, dove l’utopia è proprio dietro l’angolo, quando il grande fratello sta sparando. E’ un mondo in cui Hollywood ci può fare credere qualsiasi cosa, anche che siamo liberi. E’ un mondo in cui il pubblico ministero e il giudice sono seduti sullo stesso lato della panchina.
La più ovvia ragione per cui le nostre menti sono state controllate psicologicamente su vasta scala, è perché la nostra cultura è stata condizionatamente incrementata attraverso la TV, la radio, o la carta. La realtà viene data al mondo attraverso uno schermo, inchiostro, o onde radio. La verità si nasconde dietro lo schermo. L’indottrinamento attraverso questi mezzi ci avverte che le opinioni diverse da quelle presentate da questi ultimi, sono poco importanti e devono essere condannate. Questa amministrazione dei media ha un monopolio con un attento programma artigianale per la disumanizzazione di chiunque dissenta la versione ufficiale degli eventi.
Alcune persone sbagliano circa il 5% del tempo. Alcuni sbagliano la maggior parte del tempo. Io mi augurerei di sbagliarmi sempre. Un sacco di persone che affrontano queste realtà intense, mi chiedono per retorica, “Quale è la tua saccente soluzione?” Ricorda che si tratta di telespettatori, di consumatori e di tutti gli altri voti chiamati paio di dollari che hanno contribuito a questo sistema di oligarchia laica, e alla sua fondazione in calcestruzzo nel nostro cortile. Dobbiamo riconoscere la verità sul motivo per cui il sistema è difettoso e ci schiavizza, se lo vogliamo battere.
La soluzione più importante alla lotta contro questo tipo di lavaggio del cervello e di controllo mentale, è quello di avviare con noi stessi il nostro risveglio nelle più piccole cose. In questo caso è il lavaggio del cervello, ma dopo un po’ che siamo usciti dal riquadro, cominciamo ad avventurarci al di fuori del sistema e in un terreno sconosciuto. Lottare con le persone e costringerli a capire ‘la nostra verità’ non è una soluzione. Se il nostro libero arbitrio collettivo ha creato questo incubo, solo la nostra libera volontà collettiva puo` cambiarlo. La battaglia inizia nel cuore e nella mente dell’osservatore, quindi si estende da lì verso l’esterno solo a quelli che sono aperti alle informazioni.
Se si sceglie di percorrere la strada verso la verità, allora si deve essere preparati per gli ostacoli che vi attendono. Si può essere condannati o criticati dalla famiglia, dagli amici, dalle persone care, o dai collaboratori. Questa è la loro programmazione che ha avuto inizio fin dalla nascita e che sta facendo esattamente ciò che è supposta dover fare.
Dovrai essere più forte di questo. È necessario rendersi conto che c’è una realtà che esiste al di fuori di questo sistema di controllo artificiale. Come Indiana Jones nell’ Ultima Crociata, che ha ’saltato in fede’ nel corso del canyon senza ponte, nel tentativo di arrivare dall’altro lato. Come Neo in Matrix, che ha preso la pillola rossa da Morpheus nel tentativo di attraversare il suo vero sé. Una volta che ti svegli, è come se un ipnotizzatore abbia schioccato le dita. Ti svegli e dici a te stesso, “Oh mio Dio. Ora vedo. Perché ci ho impiegato così tanto tempo per svegliarmi?!” Per alcuni di voi può essere un grande shock.
Come ogni altra cosa, assumete queste informazioni e conoscenze in fasi. Se hanno avuto bisogno di una vita per stamparvi la vostra realtà, allora sapete anche che potrebbe essere necessario più di un giorno per risvegliarsi pienamente.
Ricorda, il viaggio di mille miglia comincia con un solo passo.
Fonte: informationliberation
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