Non c'è nessuna guerra al terrorismo 

Non lo diciamo noi, per una volta tanto, lo dice la Pravda International, in un articolo del columnist americano Jack Duggan. Ci sia permessa quindi, per una volta, questa "fallacia ad autoritatem", che commettiamo nel presentare la traduzione dell'articolo da parte di un nostro iscritto. 

There is no war on terrorism - by Jack Duggan 

Tutte le storie che vediamo nei telegiornali, sulla stampa e in internet sono come topini in uno stanzino abitato da un orso grizzly. Vediamo l'orso, lo sentiamo ansimare e grugnire mentre cerca di calpestarci, ma ognuno fa finta di niente, come se non ci fosse, nonostante si stia pappando tutte le provviste, e stia portando noi topolini alla fame. L'orso è il governo USA con la sua copertura, perpetrata tramite i media, sugli attentati dell'11 settembre. Questi non hanno mai fornito la benchè minima prova sul coinvolgimento di "terroristi" stranieri. Nelle liste passeggeri dei quattro arei scomparsi 

... non appare nemmeno un nome mediorientale. Un Jihadista che va coraggiosamente incontro alla morte per il suo credo in Allah e nell'Islam è un martire e vuole che tutto il mondo lo sappia. Le famiglie dei martiri sono ossequiate e riverite nelle loro comunità per decenni. Eppure non uno dei "terroristi" che il governo USA insiste fossero sugli aerei usò il suo vero nome o appare sulle liste passeggeri. Almeno sette dei diciannove "dirottatori" sono ancora vivi. Gli attacchi dell'11 settembre vennero creati come giustificazione ai piani segreti degli USA per allungare le mani sul mercato petrolifero in Medio Oriente, e come scusa per togliere agli americani le libertà rimaste, grazie ad una minaccia fasulla chiamata "guerra al terrorismo". 

A cosa servono le migliaia di articoli di politica, sul riscaldamento globale, educazione, scandali, religione, economia e su come noi dovremmo sempre andare a votare affinche si possa "fare la differenza"? Se i nostri voti potessero veramente fare la differenza, sarebbero illegali. Chi se ne frega di tali articoli quando la copertura di quanto realmente successo l'11/9 rimane inavvicinabile, una intoccabile lebbra? A cosa servono quando in nome di un falso "attacco terroristico" il nostro modo di vita non esiste più, eccetto che per gentile concessione dei corporate-lead federal-socialists? Siamo privati delle nostre libertà da un orribile orso che calpesta ogni topo che osi mettersi sulla sua strada, o menzionare la sua presenza. Io vedo un sacco di autori scrivere tutt'attorno all'orso, quasi avvicinandosi alla verità, ma nessuno sembra tanto determinato da urlare di aprire una porta per cacciare fuori l'orso. I nostri padri fondatori ne avrebbero fatto un tappeto. 

Ve lo dico qui ed ora e senza alcun equivoco: 

GLI ATTACCHI DELL'11/9 NON FURONO OPERA DI TERRORISTI

Non c'è assolutamente bisogno del PATRIOT Act, della Polizia FEMA, Homeland Security, perquisizione negli aerei o negli stadi, nè del monitoraggio non autorizzato di ogni conversazione telefonica ed e-mail che facciamo. Nel nome di una falsa minaccia inesistente, tutti i nostri diritti e le nostre libertà sono stati resi inutili. Ogni ramo del governo federale è stato sottomesso, compreso la Corte Suprema, i cui "attivisti legali" si inventano la legge, ed hanno recentemente cancellato i nostri diritti sulla proprietà, confiscando i nostri beni per aumentare i profitti legalizzati dei politicanti. Il governo centrale oggi è cento volte peggiore che ai tempi di Giorgio III, eppure quanti americani se ne rendono conto? Forse la maggior parte non vuole rendersene conto, perchè sarebbe costretta ad abbandonare il prezioso telecomando. 

[...] 
La gente è così abituata ad essere indottrinata dal governo che la si è convinta ad ignorare quello che vedono. Chiunque abbia visto i video delle Torri Gemelle le ha viste abbattersi esattamente come i grattacieli con cariche per demolizioni sequenziali, crollare in caduta libera, velocità di gravità, perchè non c'era alcuna resistenza strutturale ad impedirne il collasso nelle fondamenta. Eppure quasi ogni spettatore è stato convinto dai media che lo tiene al guinzaglio che un poco di carburante abbia potuto fondere i massicci pilastri di acciaio, tanto da far crollare tutto. Così come la pedaliera del pilota abbia fatto incendiare e poi schiantare un aereo di linea a Rockaway NY. Apparentemente il governo federale ha imparato che il pubblico si berrà qualsiasi menzogna, per quanto assurda, purchè ripetuta a sufficienza. Vi furono dozzine di testimoni fra le squadre di soccorso al lavoro nel WTC che sentirono le esplosioni oltre un'ora dopo lo schianto degli aerei contro le torri. Essi sentirono esplosioni sotto i piedi, così potenti marcare registrazioni sui sismografi a 2.1 e 2.3 su scala Richter. Solo delle esplosioni possono averle causate. 

Il fine settimana precedente al crollo (demolition) del 11/9 tutta la corrente elettrica venne staccata per installare dei "cavi per computer". Nessuno venne ammesso all'interno e tutte le videocamere e sistemi di sicurezza furono staccati per 30 ore. Cavi per computer non si connettono con la rete elettrica di un edificio, pertanto il bisogno di spegnere e chiudere entrambe le torri è indicativo di un motivo diverso, come piazzare delle cariche senza allarmi e video sorveglianza. Marvin Bush, il fratello di Gidubya & Jeb, era uno dei proprietari di Securacom, incaricata della sicurezza del WTC. Questo non vi è capitato di sentirlo in TV, vero? 
Gli imbeccati che ancora si bevono la monumentale bugia dello schianto degli aerei come causa del collasso di entrambe le torri, non riescono a spiegare come una trave di acciaio del peso doppio di quello di un 767, da un edificio del WTC sia volata a 120m per poi incastrarsi profondamente nell'edificio dell'American Express. 

Persino più arduo da spiegare è il perchè WTC7, ad un isolato di distanza, sia crollato "per un incendio", quando non ebbe a ricevere alcun danno delle Torri gemelle. Nessun altro grattacielo nel mondo è mai crollato a causa di un incendio, compreso un bombardiere B25 contro l'Empire State Building, anni fa. 
Di tutti i disastri aerei negli Usa degli ultimi 30 anni, quanti di quelli precipitati a terra sono risultati nel mancato recupero delle scatole nere? Eppure degli aerei di cui si presume il dirottamento dell' 11/9 , nessuna delle scatole nere è stata recuperata. Nemmeno una. Il volo 93 del mito "let's roll", dove quattro passeggeri si presume abbiano tentato di sopraffarre i dirottatori, non si schiantò su un'area circoscritta, secondo logica. I rottami si sparsero su un raggio di una dozzina di chilometri, ad indicare che sia stato abbattuto da un aereo miitare, esplodendo in aria e seminando rottami a pioggia su una dozzina di Km, come coriandoli. 

il WTC fu il crimine più grande, omicidio di massa, dirottamenti e disastri aerei di tutta la storia americana. Eppure tutta l'evidenza utile ai fini legali fu rimossa immediatamente, seppellita o spedita in fonderie affinchè nessun investigatore potesse mai ispezionare. Chi ha un tale potere? 

.... il presidente Bush tradisce la costituzione 
.... viola la convenzione di Ginevra 
..... dispone della sparizione di sospetti terroristi in paesi terzi 
..... Reichstag americano... quale pretesto invasione Afganistan, Iraq 
.... C'è ora maggior libertà in paesi del terzo mondo che in Usa 
.... Gkli USA hanno una popolazione carceraria pro-capite che è 10 volte quella della Cina. 

Eccolo, l'orso, ma dove sono i topi con il coraggio per cacciarlo fuori? 

Jack Duggan, Pravda 160206 

Grazie per la traduzione a Giancarlo ("Winston") - Luogocomune.net

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IL TERRORISMO INTERNAZIONALE NON ESISTE 

del generale Leonid Ivashov - venerdì 27 gennaio 2006 

Il generale Leonid Ivashov era capo di stato maggiore dell'esercito russo al momento degli attentati dell'11settembre 2001. Avendo vissuto gli avvenimenti dall'interno, egli ce ne fornisce un'analisi molto diversa da quella dei suoi omologhi statunitensi. Come durante il suo intervento alla conferenza Axis for Peace 2005, dove egli spiega che il terrorismo internazionale non esiste e che gli attentati dell'11 settembre sono una messa in scena. Quello che vediamo non è che un terrorismo strumentalizzato dalle grandi potenze e che non esisterebbe senza di esse. Invece di fingere una "guerra mondiale al terrorismo", egli sostiene che il modo migliore di ridurre gli attentati consente nel ripristino del diritto internazionale e della pacifica cooperazione sia tra gli Stati che tra i loro cittadini. 

Come mostra la situazione mondiale, il terrorismo appare ovunque si esasperino le contraddizioni, dove intervenga un cambiamento delle relazioni sociali, dove appaia un'instabilità politica, economica o sociale, dove si liberino delle potenzialità aggressive, dove intervenga la decadenza morale, dove trionfino il cinismo ed il nichilismo, dove si legalizzi il vizio ed esploda la criminalità. È la globalizzazione che crea le condizioni per questi fenomeni estremamente pericolosi. È nel suo quadro che interviene il nuovo ritaglio della carta geostrategica mondiale, che sono redistribuite le risorse planetarie, che vengono disfatte le frontiere degli Stati, che viene fatto a pezzi il sistema di diritto internazionale, che vengono cancellate le particolarità culturali, che s'impoverisce la vita spirituale.. L'analisi dell'essenza del processo di globalizzazione, come delle dottrine politiche e militari degli Stati Uniti e di certi altri paesi, prova che il terrorismo contribuisce alla realizzazione di una dominazione mondiale ed alla sottomissione degli Stati ad una oligarchia mondializzata. 

Questo significa che il terrorismo non è un soggetto indipendente della politica mondiale, ma semplicemente uno strumento, un mezzo per instaurare un mondo unipolare avente un solo centro di direzione globale, un espediente per cancellare le frontiere nazionali degli Stati ed instaurare la dominazione di una nuova élite mondiale. È proprio questa nuova élite ad essere il soggetto chiave del terrorismo internazionale, il suo ideologo e il suo "padrino". L'oggetto principale della nuova élite mondiale è la realtà naturale, tradizionale, culturale e storica, il sistema esistente delle relazioni tra gli Stati, l'ordine mondiale, nazionale e statale della civiltà umana, l'identità nazionale. L'attuale terrorismo internazionale è un fenomeno che combina l'impiego del terrore attraverso strutture politiche statali e non, come mezzo per raggiungere i suoi obiettivi politici con la via dell'intimidazione, con la destabilizzazione sociale e psicologica della popolazione, attraverso lo schiacciamento della volontà di resistenza degli organi del potere e la creazione delle condizioni proprie alla manipolazione della politica dello Stato e della condotta dei suoi cittadini. 

Il terrorismo è lo strumento di una guerra di nuovo tipo. Simultaneamente, il terrorismo internazione, in accordo con i media, diviene il sistema di gestione dei processi globali. È precisamente la simbiosi tra i media e il terrorismo a creare le condizioni che permettono delle svolte nella politica internazionale e delle modificazioni della realtà esistente. 

Se si analizzano in questo contesto gli avvenimenti dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti, si può trarne le seguenti conclusioni : 

1. I mandanti di quegli attentati sono i circoli politici e gli ambienti d'affari che avevano interesse a destabilizzare l'ordine mondiale e che avevano i mezzi per finanziare quell'operazione. La concezione politica di quell'atto è maturata là dove sono apparse tensioni nella gestione delle risorse – finanziarie e di altro tipo. Le ragioni di quegli attentati devono essere ricercate nella collusione degli interessi del grande capitale al livello transnazionale e globale, nelle cerchie non soddisfatte dalle cadenze del processo di globalizzazione o dalla direzione presa da questo processo. A differenza delle guerre tradizionali la cui concezione è determinata da politici e generali, gli iniziatori ne sono stati degli oligarchi e dei politici loro sottomessi. 

2. Solo i servizi segreti ed i loro capi attuali o in congedo – ma che hanno conservato dell'influenza all'interno delle strutture di stato – sono in grado di pianificare, organizzare e gestire un'operazione di tale ampiezza. In generale, sono i servizi segreti che creano, finanziano e controllano le organizzazioni estremiste. Senza il loro sostegno, tali strutture non possono esistere – e ancor meno effettuare azioni di una tale ampiezza all'interno di paesi particolarmente ben protetti. Pianificare e realizzare un'operazione di tale portata è estremamente complesso. 

3. Osama ben Laden e « al Qaïda » non possono essere né gli organizzatori né gli esecutori degli attentati dell'11 settembre. Essi non possiedono né l'organizzazione richiesta, né le risorse intellettuali, né i quadri necessari. Di conseguenza, si è dovuta formare una squadra di professionisti e i kamikaze arabi hanno svolto il ruolo di comparse per mascherare l'operazione. L'operazione dell'11 settembre ha mutato il cammino degli avvenimenti nel mondo, nella direzione scelta dagli oligarchi internazionali e dalla mafia transnazionale, vale a dire coloro che aspirano al controllo delle risorse naturali del pianeta, a quello delle reti globali dell'informazione e dei flussi finanziari. Quell'operazione ha pure fatto il gioco dell'élite politica ed economica degli Stati Uniti che aspira anch'essa alla dominazione globale. 


L'uso del « terrorismo internazionale » mira a conseguire i seguenti obiettivi : 

- Dissimulare i veri scopi delle forze sparse nel mondo che lottano per la dominazione e il controllo globali ; 

- Sviare le rivendicazioni delle popolazioni in una lotta dagli esiti incerti contro un nemico invisibile ; distruggere le norme internazionali fondamentale, alterare concettualmente termini come : aggressione, terrore di stato, dittatura o movimento di liberazione nazionale ; 

- Privare i popoli del loro legittimo diritto alla resistenza armata contro l'aggressione e all'azione contro l'attività sotterranea di servizi speciali stranieri ; 

- la rinuncia alla difesa prioritaria degli interessi nazionali, la trasformazione nella dottrina militare degli obiettivi attraverso uno scivolamento verso la lotta contro il terrorismo, la violazione della logica delle alleanze militari a detrimento di una difesa congiunta e a vantaggio della coalizione anti-terrorista;

- risolvere problemi economici attraverso una forte costrizione militare con il pretesto della lotta contro il terrorismo. 

Per combattere efficacemente il terrorismo internazionale bisogna 
prendere le seguenti misure;

- confermare davanti all'assemblea generale dell'ONU che i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale devono essere rispettati da tutti gli Stati.

- formare un'unione geostrategica di civiltà (forse sulla base dell'Organizzazione di cooperazione di Shanghai, che raggruppa la Russia, la Cina, il Kazakhstan, la Kirghizia, il Tadjikistan e l'Uzbekistan.), con un'altra scala di valori rispetto a quella degli Atlantisti; elaborare una strategia di sviluppo degli Stati, un sistema di sicurezza internazionale, un altro modello economico- finanziario (che significa rimettere il mondo sui due piedi) ; associare (sotto l'egida dell'ONU) le élite scientifiche nell'elaborazione e nella promozione delle concezioni filosofiche dell'Essere umano del XXI secolo - organizzare l'interazione di tutte le confessioni religiose del mondo, in nome della stabilità dello sviluppo dell'umanità, della società e del mutuo sostegno. 

Il generale Leonid Ivashov è vicepresidente dell'Accademia dei problemi geopolitici. E stato capo del dipartimento degli Affari generali del Ministero della Difesa dell'Unione Sovietica, segretario del Consiglio dei ministri della Difesa della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), capo del Dipartimento di cooperazione militare del ministero della Difesa della Federazione Russa. L'11 settembre 2001 era capo di stato maggiore degli eserciti russi. 

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