Guarisci Te Stesso, e Guarirai il Mondo

Non servono nuovi sistemi economici o nuove legislazioni parlamentari per cambiare il mondo. Essi si limitano a riflettere il mondo così com'è. Tutto quello che dobbiamo fare è cambiare noi stessi e tutto cambierà di conseguenza. 

Guarisci te stesso e guarirai il mondo. Ma è poi tanto sorprendente che ci manchi del tutto l'amore e la stima di noi stessi e che fatichiamo tanto a trovare la pace interiore che trasformerebbe la Terra in un paradiso? 

Sin da quando eravamo piccoli ci hanno condizionato a giudicare noi stessi aspramente e a pensare a noi in termini negativi. 

Ci è stato detto quello che avremmo dovuto essere, come saremmo dovuti essere, ciò che è giusto e sbagliato, sensato e insensato, buono e cattivo. 

Siamo stati privati della nostra autostima e del nostro senso di unicità attraverso il condizionamento, sotto l'assalto di messaggi che ci hanno invaso la psiche da parte di genitori, preti, insegnanti, giornalisti, politici e banchieri programmati. E' così che pensiamo tu debba pensare e se tu non ti adegui ti bolleranno come ... cattivo, pigro, stupido, pazzo, malvagio, un'influenza nefasta, un pericolo per la società, un peccatore, o una minaccia per la stabilità economica del mondo.

Sarà meglio che rientri nel recinto delle pecore, senti? Bau, bau, bau! Sii un clone, il tuo paese ha bisogno di cloni. 

Che cosa pensi di essere, unico? Mio Dio, se ti permettiamo di riappropriarti della tua mente, dove andremo a finire? Vorranno farlo tutti.

Le fondamenta della nostra sottomissione e della mancanza di autostima furono gettate tanto tempo fa. La maggior parte delle coscienze nel mondo di oggi sono coinvolte in un ciclo di incarnazione e reincarnazione ... la vita fisica, seguita da un ritorno ai regni non-fisici -la "morte" - e poi reincarnazione in un corpo fisico. 

In questi modo, abbiamo fatto tutti esperienza di diverse culture, colori, credi e situazioni di vita nel viaggio di apprendimento attraverso l'esperienza.

Ciò rende ridicolo il nazzismo. E poichè attriamo verso di noi ciò che dobbiamo riportare in equilibrio e ricondurre all'Unità, i razzisti di oggi saranno le vittime del razzismo di domani. Riceviamo ciò che diamo finchè impariamo ed evolviamo. 

Siamo stati tutti uomini e donne nelle nostre varie incarnazioni perchè la coscienza, nel suo stato d'armonia, è un insieme equilibrato di maschile e femminile. 

Ognuno dei piani di esistenza all'interno della piramide/vortice della realtà virtuale ha un livello fisico e uno non fisico.

Potete immaginarvela come una specie di clessidra, con i regni dello spirito alla sommità e il denso mondo fisico in basso.

Lo stretto passaggio, "il cancello" tra i due livelli, è un punto neutro dove la frequenza vibrazionale del piano spirituale si fonde con quella del piano fisico. E come un buco nero. Ciò è rappresentato dal tunnel con una luce ad una estremità descritto da milioni di persone dopo un'esperienza di morte apparente. 

Quando le persone "muoiono" e abbandonano il corpo fisico, non necessariamente proseguono verso l'illuminazione. La morte non è una cura per l'ignoranza. 

La coscienza continua a crearsi la sua propria realtà. Molti sensitivi hanno stabilito contatti con le "anime" dei defunti che stanno ancora fluttando in un limbo di loro creazione, in attesa del giudizio di Dio: la loro psiche è programmata al punto tale che essi credono che ciò accadrà. Se queste anime confuse sono in ascolto, ho delle belle notizie per loro. Il prete vi ha raccontato un una frottola. Dio non verrà a giudicarvi, gente. Dio non giudica nessuno. 

L'amore puro (la Sorgente) non prevede il giudizio. Egli/Ella prevede solo l'amore. Perciò trovate quel tunnel e uscite di qui! Ciò che spesso chiamiamo fantasma è la coscienza così confusa o mesmerizzata dal mondo fisico e dal suo condizionato senso della realtà da non riuscire più a ritornare ai reami dello psirito attraverso il "tunnel".

Alcune delle più squilibrate tra queste anime si sono manifestate come i "demoni" delle leggende. Ma non bisogna aver paura di queste anime perse, sono solo menti confuse. Il punto che qui mi preme sottolineare è che la nostra coscienza ha sperimentato una lunga … serie di vite fisiche in molte circostanze diverse lungo il viaggio d'evoluzione e, nel momento della "morte", la nostra psiche si stacca con tutto il suo bagaglio di conoscenze, fraintendimenti e detriti emozionali. 

Se guardi indietro alla storia umana conosciuta, ti accorgerai che è una storia di persone (ispirate dalla Quarta Dimensione, oserei dire) che seminano paura e violenza per imporre alle masse la loro versione di vita. 

La religione ha giocato un ruolo fondamentale in tutto questo, al punto che i non-credenti venivano bruciati. 

L'effetto che ha avuto sulla psiche in evoluzione questa costante pressione a conformarsi e a fare come prescritto - o qualcosa d'altro - è stato quello di condizionare l'umanità, generazione dopo generazione, a sottomettersi a un'"autorità" costituita. 

Oggi risulta tanto facile radunare dentro al recinto il branco della razza umana, perchè nel recinto c'è già stata prima, vita dopo vita. Non parlo solo di una vita di condizionamento - sono migliaia di anni di vite in questo genere. Quando dico di liberarci dalle reazioni condizionate, mi riferisco ad atteggiamenti e paure inculcateci durante lunghi periodi di quello che chiamiamo tempo. 

L'intensa paura di esprimere la nostra unicità non è il risultato di ques'unica esperienza di vita.

Risulta dalla somma totale della nostra esperienza umana, comprese quelle volte in cui dire ciò che veramente pensavi equivaleva a una condanna a morte, come è ancora per molte persone. Quando nutriamo paure e fobie intense che non hanno alcuna spiegazione "razionale", sono eventi di questa vita, spesso all'apparenza del tutto innocui, a scatenare i ricordi di profondi traumi emozionali causati da esperienze della vita passata. Dobbiamo essere gentili con noi stessi. E' stato un viaggio duro quello compiuto attraverso questo denso mondo fisico, ma adesso abbiamo un'occasione d'oro per completarlo.

Tratto da “Io sono Me Stesso, Io sono Libero“ di David Icke