E' solo un giro in giostra
( Epilogo )

Okay, consideriamo il tutto da una più ampia prospettiva. In tutto questo libro mi sono soffermato sulla natura multidimensionale dell'esistenza. Ciò rende arduo, per non dire impossibile, dare un quadro veritiero di ciò che sta accadendo nel nostro mondo, sulla nostra gamma di frequenza.

Mi chiedo cioè, cos'è vero? Una volta che si entra nei regni della realtà multi dimensionale, ci si rende conto che non esiste alcuna verità definitiva, se non quella per cui siamo tutti la stessa energia che si esprime in forme infinite. Detto questo, abbiamo detto più o meno tutto della "verità". Tutto il resto non è tanto verità, ma il nostro punto di vista di ciò che vediamo. O che pensiamo di vedere. Ciò che è vero nel mio universo non è necessariamente vero nel vostro. Ciò che avete letto fin qui è il mio universo, la mia realtà. O, meglio, una delle mie realtà. Noi siamo imprigionati nell'idea che se una cosa è "vera", l'opposto non può essere vero. Invece può benissimo esserlo e lo è. Si possono avere infatti diversi punti di vista su uno stesso evento. Per esempio, se è vero che il mondo non è perfetto come può, al contempo essere perfetto? Eppure può esserlo e lo è. Se considerate il mondo dal punto di vista della Matrice, vi accorgerete che esso è tutto fuorché perfetto, qualunque cosa intendiamo con perfetto. Vediamo infatti indicibili sofferenze, abusi, conflitti e infelicità. Quindi la realtà per cui il mondo non è perfetto è credibile e sostenibile. Ma come possiamo evolvere ed acquisire maggiore conoscenza, saggezza e comprensione se non affrontiamo le conseguenze delle nostre azioni? Non possiamo. Se il comportamento dei bambini non avesse alcuna conseguenza, essi non lo cambierebbero mai e non farebbero mai scelte diverse. Ciò che la Creazione fa in modo magnifico è porci davanti le conseguenze delle nostre scelte, o più precisamente l'intento che sta dietro a quelle scelte. Questo mondo imperfetto è la conseguenza delle scelte umane, le scelte di coloro che vogliono controllare e distruggere, e le scelte di chi se ne sta seduto a guardare e li lascia fare, o chiude la propria mente di fronte a ciò che sta accadendo poiché pensa che così sia più facile. Perciò in termini di viaggio evolutivo, la Creazione ci presenta le conseguenze delle nostre azioni o della nostra inazione e, così facendo, rende il mondo in cui viviamo assolutamente perfetto, consentendoci di sperimentare ciò che abbiamo bisogno di sperimentare. Due apparenti opposti, ma entrambi veri. La vita è un paradosso, ma in fondo non lo è poi tanto, poiché più che di paradossi si tratta di diverse prospettive. Non si tratta di contraddizioni, ma di diverse interpretazioni.

Di tanto in tanto sono stato accusato di essere contraddittorio in ciò che dico e faccio. Ma non è vero. Quello è solo il punto di vista di alcune persone, e se si giudica un essere multidimensionale da un unico punto di vista, si scorgono necessariamente delle contraddizioni. Quando giudichiamo ciò che una persona dice o fa, ci chiediamo mai da quale livello, e quindi da quale punto di vista, provengano quelle parole e quelle azioni? No, noi vediamo una persona e esprimiamo dei giudizi come se tutti fossero riconducibili ad un'unica persona. Ma noi siamo in realtà molte "persone". Se in un dato momento reagisco o scorgo qualcosa dal punto di vista della mia immagine "fisica", olografica, a livello della Matrice, vedrò le cose in un certo modo. Ma in un secondo momento di riflessione, quando mi apro a connessioni con i livelli più elevati del mio essere, vedrò gli stessi eventi e le stesse esperienze sotto una luce molto diversa. Non si tratta di contraddizioni, ma della interpretazione tipica del livello che in quel momento sta osservando. Se assistete ad una delle mie conferenze vedrete che, man mano che procedo, mi sposto da una realtà all'altra, fino ad arrivare a quella suprema per cui siamo parte di un tutto e quel tutto è amore. Così questo libro è stato scritto da un punto di vista particolare della realtà ed esso offre, direi, un'idea precisa di ciò che sta succedendo in quella realtà. Ma non è l'unica, e io considero questo stesso argomento e questa storia a partire da diversi livelli. A livello della realtà più elevata che ho finora raggiunto si tratta solo di un gioco. Un gioco cosmico chiamato evoluzione, un gioco chiamato amore.

La Matrice è come uno schermo cinematografico e noi siamo il cast che recita. O, come ha detto Shakespeare, tutto il mondo è un palcoscenico e noi siamo gli attori. Se i rettiliani e altri manipolatori astrali non esistessero, dovremmo inventarli. Anzi probabilmente lo abbiamo già fatto. Essi non sono che altri livelli di noi stessi che ci pongono di fronte a noi stessi. Sono un livello del nostro io infinito, una delle nostre realtà, che ci viene chiesto di affrontare e trasformare. Odiando loro, odiamo noi stessi. Essi sono la nostra ombra, quella parte di noi stessi che non vogliamo affrontare, riconoscere o ammettere. Finché l'altra faccia della nostra identità rimarrà nascosta, i rettili ani continueranno a controllare il mondo in maniera occulta. Quando riconosceremo quella parte di noi, essi emergeranno e noi capiremo cosa sta succedendo. Una cosa è un riflesso dell'altra. Più noi neghiamo il nostro lato oscuro, più dovremmo affrontare le conseguenze di quel diniego, perché così funziona il gioco. Più opporremo quel diniego, più potenti e pericolose si faranno quelle conseguenze. Dipende da noi. Possiamo pensarci ora, o più tardi. Ma dovremo comunque pensarci. La domanda è: quanto estreme dovranno essere le conseguenze per indurci a farlo? In questo film intitolato "La Grande Illusione" noi interpretiamo il nostro ruolo, gli uni al servizio degli altri, in questo gioco cosmico. Se Richard Warman non avesse deciso di farmi tacere e di censurare le mie rivelazioni, io non avrei potuto accogliere la sfida a superare quella frustrazione e a maturare in seguito a quella esperienza. Se Richard Warman non avesse incontrato me, non potrebbe affrontare le conseguenze delle sue azioni e non apprenderebbe nulla dalle esperienze che la Creazione gli fornirà. Se giornalisti come Jason Cowley non avessero mistificato la mia figura e la mia opera, io non avrei avuto la possibilità di staccarmi dalle reazioni della Matrice e, ancora una volta, di provare un senso di frustrazione per ciò che era stato scritto. Né mi sarebbe stata concessa questa splendida opportunità di vedere come i giornalisti difendono e si appropriano della mentalità tipica della Matrice. Se Cowley non avesse incontrato me, ora che emergono le prove che dimostrano la validità delle tesi che lui liquida e mette in ridicolo, non avrebbe avuto l'opportunità di capire che vive in una prigione che contribuisce ad imporre agli altri. Se non ci fossero gli Illuminati, non potremmo sperimentare le conseguenze di ciò che succede quando si cede la propria mente a qualcun altro e si insiste perché tutti facciano la stessa cosa. Se gli Illuminati non disponessero del genere umano, non potrebbero affrontare le future conseguenze che avrà il loro desiderio di imporre agli altri la propria volontà. Noi tutti ci forniamo esperienze a vicenda. In realtà, le forniamo a noi stessi, poiché siamo parte di un tutto. Non esiste alcun "noi", né alcun "loro". Esiste solo un infinito "io", Siamo noi i rettiliani e i "demoni" e, allo stesso tempo, siamo le vittime della loro manipolazione, poiché facciamo tutti parte dello stesso "io".

Quindi ciò che ho qui presentato è solo un livello del Gioco Cosmico il punto in cui il gioco interagisce con questa densa realtà fisica. Non è tutta la storia, ma solo parte di essa. La sfida a cui il gioco ci chiama è capire che si tratta di un gioco. Se capiamo questo e vediamo attraverso l'illusione, ecco che ce la facciamo, la porta si apre e noi usciamo di qui. Possiamo continuare a vivere in questa dimensione fisica, ma non siamo più parte di essa. Le esperienze che la mia vita mi ha riservato soprattutto a partire dal 1991, spesso estreme e visibili a tutti gli abitanti della Gran Bretagna, non mi hanno ancora permesso di liberarmi dalla Matrice. Ma mi hanno reso più libero di quanto non fossi mai stato in precedenza. E so che ce la farò. Devo ancora incontrare qualcuno che sia completamente libero dalle illusioni con cui ci confrontiamo ogni momento della nostra vita. Ho incontrato molte persone che pensano di esserlo, ma che invece sono solo intrappolate in un altro aspetto di quell'illusione. Sono prigionieri dell'illusione di credersi liberi dall'illusione, quando in realtà continuano ad essere da essa controllati. Più sgancio il livello inferiore della mia mente dalla Matrice, più la gente pensa che sia estremo e pazzo. Ma non sono né l'una né l'altra cosa. Questa è solo la percezione che hanno coloro i quali sono ipnotizzati dalla Matrice e se essi riuscissero solo a fare un passo indietro e ad osservare il mondo che credono "normale" e "sensato", si accorgerebbero di quanto esso sia estremo e folle.
Per la mia esperienza, e di questo solo posso parlare, il primo passo verso la libertà è capire che viviamo in un'illusione. Senza di ciò la Matrice trionferà sempre. Far questo non è così facile, visto che tutto sembra tanto "reale". I nostri sensi ci ingannano e ci confondono poiché hanno accesso solo a una minuscola frazione di tutto ciò che è. Se la nostra radio e la nostra televisione potessero sintonizzarsi solo sulla CNN o sulla BBC, noi avremmo accesso solo a una banda ristretta della realtà. Quella sarebbe una visione della vita e della possibilità estremamente limitata e falsata. Ci sarebbero molte cose di cui non verremmo mai a conoscenza. I nostri sensi ci disinformano allo stesso modo, a meno che noi non bilanciamo la loro azione aprendoci a frequenze più elevate di percezione e intuizione in grado di riconoscere un'illusione. Perciò per liberarci dalla mentalità tipica della Matrice dobbiamo necessariamente capire che viviamo in un mondo di sogno creato dalle nostre menti e da chi le condiziona. Più osservo il mondo fisico, più lo vedo come energia che vibra. Per visualizzarlo più facilmente si può ricorrere ai numeri e ai codici del film della Matrice. Ciò non fa che riconfermarci che viviamo in una realtà virtuale da videogame e che ciò che vediamo è solo ciò che pensiamo di vedere o che ci viene detto di vedere. E mi spinge ad allontanarmi dalla mentalità che regna all'interno della Matrice. Se percepite coloro che vi tormentano e le situazioni che vi mettono in crisi, semplicemente come numeri e codici che vibrano, ciò vi consentirà di valutare più serenamente le vostre esperienze e le vostre reazioni emotive, poiché vi accorgerete che non sono reali. Vi renderete conto di essere come quel tizio del videogame che schiva le pallottole sparate da un quindicenne dal viso pieno di foruncoli che se ne sta seduto nella sua camera per ore. Se venite colpiti, il gioco ricomincia. Nessuno muore mai per davvero. Si fa solo finta di morire e poi si ricomincia un'altra volta. Noi viviamo in eterno. Siamo i protagonisti del gioco e siamo quelli che controllano il gioco e lo osservano. Siamo noi quel gioco. (…)

Proprio così. La paura nelle sue infinite espressioni, come il senso di colpa e il risentimento e il desiderio di vendetta, è l'emozione a bassa vibrazione che non ci fa uscire dalla prigione, dalla Grande Illusione. L'amore, nel suo senso più puro, è il nostro più elevato stato vibrazionale, quello che ci collega con il livello più elevato di tutto ciò che è. Tutto ciò che siamo. Il cambiamento di punto di vista, dalla paura all'amore, ci consente di uscire vibrazionalmente dalla mentalità della Matrice, di uscire dal gioco e di abbandonare l'illusione che sia tutto "vero". Se vi soffermate se alcune parti di questo libro, in particolare sul capitolo l guardiani, sentirete che il mio livello della Matrice, la mia immagine olografica, urla dal senso di frustrazione per il modo in cui ci controlliamo e ci imprigioniamo a vicenda. Questa è una realtà, e anche valida da quel punto di osservazione. Ma quando apro il mio cuore alla vibrazione dell'amore e apro la mia mente al riconoscimento dell'illusione, la frustrazione si dissolve poiché si tratta solo di un gioco, solo di un giro in giostra, solo di un film che noi stessi stiamo girando. Possiamo realizzare un bel film o un film dell'orrore. Dipende da noi. È così, è sempre stato così e sarà sempre così.
Perciò ti amo Richard Warman; ti amo Bemie Farber; ti amo Jason Cowley; vi amo George Bush, regina d'Inghilterra, regina madre, principe Filippo, Henry Kissinger, David Rockefeller, Edgar Bronfman, dinastia dei Rothshcild, Lord Carrington, Al Gare, Ted Heath, Tony Blair, Peter Mandelson, Billy Graham e tutti gli altri personaggi menzionati nei miei libri. Se non vi amassi, non amerei me stesso, poiché io sono voi e voi siete me. Siamo aspetti diversi dello stesso tutto infinito. Anzi no, siamo quel tutto infinito.

Tratto da "Children of the Matrix" di David Icke