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LETTERINA A BABBO NATALE |
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Caro Babbo Natale, non so come scriverti questa lettera.. perchè non ti ho mai scritto, e mi sembra così strano farlo adesso che sono parecchio grande! Però ho visto in televisione che tutti ti scrivono per chiedere doni o altre cose desiderate, così ho pensato che almeno una volta, voglio provarci anche io. Io però non desidero nulla di particolare, perchè mi ritengo già una persona fortunata. La vita mi ha dato tutto quello che si possa desiderare. Ho conosciuto l'amore vero, la passione condivisa, la gioia di essere madre, l'amicizia sincera. Dei beni materiali mi sono sempre curata poco, e
anche in questo sono contenta di non dover dormire sotto un ponte, di avere sempre trovato lavoro,anche se faticoso, di aver sempre avuto il necessario, condiviso tante feste in armonia, provato il calore dell'affetto di una famiglia. Ti ringrazio caro Babbo Natale di tutti questi doni che mi hai portato,
un anno dopo l'altro, anche se non ti ho mai scritto. Ma soprattutto ti ringrazio per tutti i dolori e le sofferenze dell'anima, per i momenti tristi, per le amarezze, per le delusioni, per i disinganni.. li amo più dei momenti di gioia, perchè ogni dolore è stato un gradino che mi ha fatta avanzare sulla scala della CONSAPEVOLEZZA.
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STORIA E TRADIZIONE SULLA FESTA DEL NATALE |
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Innanzitutto il nome: perché "natale"?
VEDI ANCHE: LINK
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LA LEGGENDA DI BABBO NATALE |
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Babbo Natale sembra realmente esistito e si tratta di un personaggio cristiano appartenente alla tradizione medievale: "San Nicola di Mira". San Nicola nacque a Patara (Turchia) ed apparteneva ad una ricca famiglia del luogo. Divenne vescovo di Mira (in Licia) nel VI secolo D.C. Quando morì e le sue spoglie furono deposte a Mira e nel 1087 furono trafugate da un gruppo di cavalieri italiani camuffati da mercanti e trasportate a Bari. Tuttora tali spoglie sono conservate nella famosa città pugliese di cui San Nicola divenne il santo protettore. Si narra che San Nicola regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini o le loro finestre. Da qui nasce la credenza di un arzillo vecchietto che, dopo aver fabbricato giocattoli per bambini con l'ausilio di una slitta trainata dalle renne, distribuisce ii regali calandosi dal camino. In ogni caso San Nicola divenne nella fantasia popolare "portatore di doni", compito eseguito grazie ad un asinello nella notte del 6 dicembre (S. Nicola, appunto) o addirittura nella notte di natale.
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LA LEGGENDA DELL' ALBERO DI NATALE |
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Per molti paesi europei e americani l' albero di Natale è uno dei simboli preferiti per rappresentare questa festa. In realtà l' albero non ha nulla a che vedere con il Natale. Il pino, ed altri alberi sempreverdi, sono stati sempre simbolici nelle antiche popolazioni perche indicavano la vita che continua e la speranza del ritorno della primavera. Quando si iniziò a festeggiare il Natale, molte tradizioni pagane, invece di essere abbandonate vennero integrate nei nuovi riti. Tra le molte leggende legate all' albero di Natale una delle più belle, racconta che nell' 8° secolo in Germania, un missionario di nome Bonifacio raccolse a se alcune persone battezzate di recente perchè queste rinunciassero al paganesimo. Per fare questa rinuncia avrebbero dovuto abbattere una vecchia quercia che veniva usata per i sacrifici. La quercia cadde e si divise in quattro e al suo centro spuntò un pino. San Bonifacio propose allora di prendere il pino e di erigerlo a simbolo della fede ritrovata poichè la sua cima puntava verso il cielo e il suo fogliame sempreverde ricordava la vita eterna.
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LEGGENDA DEL VISCHIO |
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C'era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante.L'uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva piu' nessun amico. Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno. Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo. Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò:Fratello, gli gridarono, non vieni? Fratello, a lui fratello? Lui non aveva fratelli. Era un mercante e per lui non c'erano che clienti: chi comprava e chi vendeva. Per tutta la vita era stato avido e avaro e non gli importava chi fossero i suoi clienti e che cosa facessero. Ma dove andavano? Si mosse un po' curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli. Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello. Quante volte li aveva ingannati? Piangeva miseria per vender più caro. E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare. No, lui non poteva essere fratello di quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita. Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote, anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era ricco. Arrivò alla grotta insieme con gli altri; s'inginocchio insieme agli altri. Signore, - esclamò - ho trattato male i miei fratelli. Perdonami. E cominciò a piangere. Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò. Alla prima luce dell'alba quelle lacrime splendettero come perle, in mezzo a due foglioline. Era nato il vischio.
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LA LEGGENDA DELLE PALLINE DI NATALE |
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Un artista di strada molto
povero si trova a Betlemme nei giorni seguenti alla nascita del
Bambino Gesù, Voleva andare a salutarlo ma non aveva nemmeno un dono
da portargli.
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LA LEGGENDA DI RUDOLPH |
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Babbo Natale viene
rappresentato insieme ad una renna piuttosto particolare. |
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LEGGENDE DI NATALE NEL MONDO |
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Leggende di Natale in "FRANCIA"
In Francia Babbo Natale non lascia i suoi regali sotto l'Albero di
Natale, ma
In Polonia,
In Spagna le celebrazioni per il Natale iniziano l'8 Dicembre con
l'Immacolata Concezione. I presepi sono chiamati
"Nacimientos", e prorpio come da noi, si preparano
all'interno delle case e delle chiese. Le famiglie si riuniscono per
cantare i canti tipici di Natale davanti alla scena della Natività.
Si donano vestiti e cibarie ai più poveri per portare fortuna nel
nuovo anno. Il 6 Gennaio i Re Magi (sulla via per Betlemme) portano
dei doni ai bambini.
L'Albero di Natale è originario della Foresta Nera in Germania.
Alcuni dolci tipici del Natale, come il marzapane, sono tipici di
questa zona. Qui si utilizzano moltissimo il Calendario dell'Avvento e
la Ghirlanda dell'Avvento per segnare quanti giorni mancano sino al
Natale. I bimbi ricevono i doni da San Nicola (St. Nicholas).
In Finlandia, oltre al classico albero di Natale, viene preparato
all'esterno delle case un secondo alberello per gli uccellini. Si
tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un palo
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CARO GESU' BAMBINO |
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Caro Gesù Bambino, posso parlare un po’ con te? Cosa devo dirti? Ti voglio ringraziare Gesù perché, anche quest’anno, come sempre, sono presente in tutti i presepi. Non è affatto una cosa scontata che una creatura umile come me non manchi mai in una scena così straordinaria, misteriosa, suggestiva, unica come il tuo presepe. Ti voglio ringraziare perché questa mia presenza è certamente opera tua, altrimenti chi si sarebbe ricordato di un somaro come me? Lo sai, nemmeno gli evangelisti si sono ricordati di citarmi. Sì! Nessuno me lo leva dalla testa: sei tu che ogni anno fai questo miracolo. Perché? E’ da tanto che ci penso. Di tempo per pensare, mentre la gente ci passa davanti con gli occhi pieni di meraviglia e il cuore
contento, ne ho tanto qui accanto a te. Quest’anno ho capito. Lo so, ci ho messo troppo tempo, ma a me, che non ho fatto le scuole alte,
per capire le cose ce ne vuole….. Cosa ho capito? Adesso te lo spiego, caro Gesù. Il somaro chi è? E’ chi fa il lavoro di tutti i giorni,
senza esigere niente più che una manciata di fieno e un secchio d’acqua. E’ chi fa i lavori umili e
usuali – e spesso pesanti! – che se nessuno li facesse, sarebbe un guaio per tutti, anche per quelli
che guardano il somaro dall’alto in basso. E’ chi, quando ha fatto il suo lavoro, nessuno gli dice grazie, ma lui continua lo stesso a fare il suo lavoro. E’ chi, anche se non gli danno medaglie e premi, continua a tirare la carretta, lasciando agli altri meriti e gloria. Gesù Bambino, non è così? Certo che è così! Ed ecco perché mi vuoi sempre vicino a te in tutti i presepi del mondo. Perché a te piacciono quelli come me, che non cercano soltanto le cose clamorose, luccicanti, da prima fila, ma accettano quelle umili, piccole – anche faticose ma vere ! – di ogni giorno. A te piacciono quelli che si caricano anche dei pesi degli altri. Gesù Bambino, non sarò certo io a spiegarti come stanno le cose, ma – lasciamelo dire – se il mondo dovesse andare avanti con quelli che cercano soltanto le cose che luccicano, da prima fila, da primo premio, si sarebbe fermato da un pezzo. Sono quelli come me a mandare avanti il mondo. Non ho ragione, Gesù Bambino? Cosa dici? Parla più forte che ci sento poco. Adesso ho sentito: l’ho detta grossa. Certo, a mandare avanti il mondo sono quelli come te. |
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BUON NATALE IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO |
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Afrikaans: Gesëende Kersfees |
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PRELEVA E STAMPA LA LETTERINA DA INVIARE A BABBO NATALE |
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UN GESTO DI SOLIDARIETA' |
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Ci sono quelli che danno poco del molto che hanno e lo danno per ottenere riconoscenza, ma questo segreto desiderio guasta i loro doni. E ci sono quelli che hanno poco e danno molto. Sono proprio loro quelli che credono nella vita e nella generosità della vita e il loro scrigno non è mai vuoto. Ci sono quelli che danno con gioia, e questa gioia è la loro ricompensa. E ci sono quelli che danno con dolore, e questo dolore è il loro battesimo. E' bene dare quando si è richiesti, ma è meglio dare quando, pur non essendo richiesti, si comprendono i bisogni degli altri. Tutto ciò che hai, un giorno o l'altro sarà dato via. Perciò da' adesso, così che la stagione del dare sia la tua, non quella dei tuoi eredi.
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