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LETTERINA
A BABBO NATALE |
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Caro Babbo Natale, non so come scriverti questa lettera.. perchè non ti ho mai scritto, e mi sembra così strano farlo adesso che sono parecchio grande! Però ho visto in televisione che tutti ti scrivono per chiedere doni o altre cose desiderate, così ho pensato che almeno una volta, voglio provarci anche io. Io però non desidero nulla di particolare, perchè mi ritengo già una persona fortunata. La vita mi ha dato tutto quello che si possa desiderare. Ho conosciuto l'amore vero, la passione condivisa, la gioia di essere madre, l'amicizia sincera. Dei beni materiali mi sono sempre curata poco, e
anche in questo sono contenta di non dover dormire sotto un ponte, di avere sempre trovato lavoro,anche se faticoso, di aver sempre avuto il necessario, condiviso tante feste in armonia, provato il calore dell'affetto di una famiglia. Ti ringrazio caro Babbo Natale di tutti questi doni che mi hai portato,
un anno dopo l'altro, anche se non ti ho mai scritto. Ma soprattutto ti ringrazio per tutti i dolori e le sofferenze dell'anima, per i momenti tristi, per le amarezze, per le delusioni, per i disinganni.. li amo più dei momenti di gioia, perchè ogni dolore è stato un gradino che mi ha fatta avanzare sulla scala della CONSAPEVOLEZZA.
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STORIA
E TRADIZIONE SULLA FESTA DEL NATALE
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Innanzitutto il nome: perché "natale"?

Perché nel calendario romano (ovviamente parliamo del calendario pagano) tale giorno
era chiamato "Dies Natalis Solis Invicti" (giorno della nascita del Sole invincibile)
quindi una festa dedicata al Sole e quindi alla luce. Il Sole fu anche "personificato"
nel dio Mithra. La scelta del giorno 25 dicembre non è casuale: in tale data, infatti, la durata
del giorno riprende a CRESCERE rispetto alla durata della NOTTE. Ovvio che i popoli antichi,
molto più sensibili di noi agli eventi astronomici, stagionali, solari e lunari
vedessero in questa specie di "rinascita" del Sole un segno di vita, speranza e prosperità.
Quando il cristianesimo fu gradualmente introdotto in Europa, in sostituzione della
precedente religione romana, la festa del natale era talmente radicata che i cristiani stessi
pensarono bene, anziché abolirla in quanto "pagana", di "ridefinirla" come "nascita di Gesù".
Anche nel buddhismo il simbolo della luce è molto importante, lo stesso nome "Buddha" significa
infatti "illuminato", quindi i buddhisti, volendo, possono considerare questa ricorrenza astronomica,
il "natale del sole", come un simbolo del "luminoso" insegnamento del Dharma.
VEDI ANCHE: LINK
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LA
LEGGENDA DI BABBO NATALE
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Babbo Natale sembra realmente esistito e si
tratta di un personaggio cristiano appartenente alla tradizione
medievale: "San Nicola di Mira". San Nicola nacque a Patara
(Turchia) ed apparteneva
ad una ricca famiglia del luogo. Divenne vescovo di Mira (in Licia)
nel VI secolo D.C.
Quando morì e le sue spoglie furono deposte a Mira e nel 1087 furono
trafugate da un gruppo di cavalieri italiani camuffati da mercanti e
trasportate a Bari. Tuttora tali spoglie sono conservate nella famosa
città pugliese di cui San Nicola divenne il santo protettore. Si
narra che San Nicola regalava cibo alle famiglie meno abbienti
calandoglielo anonimamente attraverso i camini o le loro finestre.
Da qui nasce la credenza di un arzillo vecchietto che, dopo aver
fabbricato giocattoli per bambini con l'ausilio di una slitta trainata
dalle renne, distribuisce ii regali calandosi dal camino. In ogni caso
San Nicola divenne nella fantasia popolare "portatore di
doni", compito eseguito grazie ad un asinello nella notte del 6
dicembre (S. Nicola, appunto) o addirittura nella notte di natale.

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LA
LEGGENDA DELL' ALBERO DI NATALE
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Per molti paesi europei e americani l' albero di Natale è uno dei simboli preferiti per rappresentare questa festa. In realtà l' albero non ha nulla a che vedere con il Natale. Il pino, ed altri alberi sempreverdi, sono stati sempre simbolici nelle antiche popolazioni perche indicavano la vita che continua e la speranza del ritorno della primavera. Quando si iniziò a festeggiare il Natale, molte tradizioni pagane, invece di essere abbandonate vennero integrate nei nuovi riti.
Tra le molte leggende legate all' albero di Natale una delle più belle, racconta che nell' 8° secolo in Germania, un missionario di nome Bonifacio raccolse a se alcune persone battezzate di recente perchè queste rinunciassero al paganesimo. Per fare questa rinuncia avrebbero dovuto abbattere una vecchia quercia che veniva usata per i sacrifici. La quercia cadde e si divise in quattro e al suo centro spuntò un pino. San Bonifacio propose allora di prendere il pino e di erigerlo a simbolo della fede ritrovata poichè la sua cima puntava verso il cielo e il suo fogliame sempreverde ricordava la vita eterna.
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LEGGENDA
DEL VISCHIO
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C'era una volta, in un paese tra i monti, un
vecchio mercante.L'uomo viveva solo, non si era mai sposato e non
aveva piu' nessun amico. Il vecchio mercante si girava e rigirava,
senza poter prendere sonno. Uscì di casa e vide gente che andava da
tutte le parti verso lo stesso luogo.
Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò:Fratello, gli
gridarono, non vieni?
Fratello, a lui fratello? Lui non aveva fratelli. Era un mercante e
per lui non c'erano che clienti: chi comprava e chi vendeva. Per tutta
la vita era stato avido e avaro e non gli importava
chi fossero i suoi clienti e che cosa facessero. Ma dove andavano? Si
mosse un po' curioso.
Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli. Fratello! Oh, certo,
sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma il suo cuore gli
sussurrava che non poteva essere loro fratello. Quante volte li aveva ingannati? Piangeva miseria per vender più
caro. E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per
donare. No, lui non poteva essere fratello di quella povera gente che
aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita. Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro,
davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote, anche i poveri
avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era ricco. Arrivò alla grotta insieme
con gli altri; s'inginocchio insieme agli altri. Signore, - esclamò -
ho trattato male i miei fratelli. Perdonami. E cominciò a piangere.
Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a
piangere, e il suo cuore cambiò. Alla prima luce dell'alba quelle lacrime splendettero come perle, in
mezzo a due foglioline.
Era nato il vischio.

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LA
LEGGENDA DELLE PALLINE DI NATALE
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Un artista di strada molto
povero si trova a Betlemme nei giorni seguenti alla nascita del
Bambino Gesù, Voleva andare a salutarlo ma non aveva nemmeno un dono
da portargli.
Dopo qualche esitazione decise di recarsi alla grotta e di andarlo a
trovare. Gli venne in mente un'idea: fece quello che gli riusciva
meglio, il giocoliere, e fece ridere il piccolo bambino.
Da quel giorno per ricordarci delle risate di Gesù Bambino si
appendono delle palline colorate all'albero di Natale
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LA
LEGGENDA DI RUDOLPH
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Babbo Natale viene
rappresentato insieme ad una renna piuttosto particolare.
La sua slitta viene trainata da nove renne di cui una dotata di un
naso rosso scintillante.
Questa piccola renna, derisa dal proprio branco per colpa di questa
stranezza fisica,
si rivelò di grande aiuto per Babbo Natale in una fredda e nebbiosa
notte di Vigilia. Grazie al suo naso luminoso illuminò la strada e
Babbo Natale riuscendo
così a consegnare i regali a tutti i bambini.

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LEGGENDE
DI NATALE NEL MONDO
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Leggende di Natale in "FRANCIA"
In Francia Babbo Natale non lascia i suoi regali sotto l'Albero di
Natale, ma
dentro le scarpe dei bimbi! Il presepe, chiamato CRECHE è molto
popolare. Si brucia il legno di Natale, un grande legno che deve ardere durante
tutto il giorno di Natale, dopodichè si mangia la "Buche de Noel", una torta al
cioccolato che assomiglia ad un legno.
Leggende di Natale in "POLONIA"
In Polonia,
la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella, e la tradizione
vuole che, sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si
debba iniziare la cena. Le famiglie polacche celebrano il Natale con
un pasto di 12 portate. Si lascia sempre un po' di spazio in tavola, in caso arrivi un ospite inatteso. In molte case ancora oggi si
mettono dei covoni di grano nei quattro angoli di una stanza, in memoria della stalla
dove nacque Gesù Bambino.
Leggende di Natale in "SPAGNA"
In Spagna le celebrazioni per il Natale iniziano l'8 Dicembre con
l'Immacolata Concezione. I presepi sono chiamati
"Nacimientos", e prorpio come da noi, si preparano
all'interno delle case e delle chiese. Le famiglie si riuniscono per
cantare i canti tipici di Natale davanti alla scena della Natività.
Si donano vestiti e cibarie ai più poveri per portare fortuna nel
nuovo anno. Il 6 Gennaio i Re Magi (sulla via per Betlemme) portano
dei doni ai bambini.
Leggende di Natale in "GERMANIA ED IN AUSTRIA"
L'Albero di Natale è originario della Foresta Nera in Germania.
Alcuni dolci tipici del Natale, come il marzapane, sono tipici di
questa zona. Qui si utilizzano moltissimo il Calendario dell'Avvento e
la Ghirlanda dell'Avvento per segnare quanti giorni mancano sino al
Natale. I bimbi ricevono i doni da San Nicola (St. Nicholas).
Leggende di Natale in "FINLANDIA"

In Finlandia, oltre al classico albero di Natale, viene preparato
all'esterno delle case un secondo alberello per gli uccellini. Si
tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un palo
e addobbato con semi appetitosi. Anche in altri paesi c'è questo
simpatico pensiero verso i piccoli volatili che riempiono con il loro
cinguettìo le ore della giornata; ad esempio in Germania, soprattutto nel sud, la gente sparge
dei grano sul tetto delle case affinché anche gli uccellini possano
far festa il giorno di Natale.

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CARO
GESU' BAMBINO |
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Caro Gesù Bambino, posso parlare un po’ con te?
Sono il somaro. Quello del presepe. Quello sempre vicino alla tua mangiatoia. Quello che la gente, per delicatezza, chiama: asinello.
Cosa devo dirti? Ti voglio ringraziare Gesù perché, anche quest’anno, come sempre, sono presente in tutti i
presepi. Non è affatto una cosa scontata che una creatura umile come me non manchi mai in una scena
così straordinaria, misteriosa, suggestiva, unica come il tuo presepe.
Ti voglio ringraziare perché questa mia presenza è certamente opera tua, altrimenti chi si sarebbe
ricordato di un somaro come me? Lo sai, nemmeno gli evangelisti si sono ricordati di citarmi.
Sì! Nessuno me lo leva dalla testa: sei tu che ogni anno fai questo miracolo.
Perché? E’ da tanto che ci penso.
Di tempo per pensare, mentre la gente ci passa davanti con gli occhi pieni di meraviglia e il cuore
contento, ne ho tanto qui accanto a te. Quest’anno ho capito. Lo so, ci ho messo troppo tempo, ma a me, che non ho fatto le scuole alte,
per capire le cose ce ne vuole….. Cosa ho capito? Adesso te lo spiego, caro Gesù. Il somaro chi è? E’ chi fa il lavoro di tutti i giorni,
senza esigere niente più che una manciata di fieno e un secchio d’acqua. E’ chi fa i lavori umili e
usuali – e spesso pesanti! – che se nessuno li facesse, sarebbe un guaio per tutti, anche per quelli
che guardano il somaro dall’alto in basso.
E’ chi non compare mai in prima fila e nei posti importanti.
E’ chi, quando ha fatto il suo lavoro, nessuno gli dice grazie, ma lui continua lo stesso a fare il suo
lavoro. E’ chi, anche se non gli danno medaglie e premi, continua a tirare la carretta, lasciando agli altri
meriti e gloria. Gesù Bambino, non è così? Certo che è così! Ed ecco perché mi vuoi sempre vicino a te in tutti i presepi del mondo.
Perché a te piacciono quelli come me, che non cercano soltanto le cose clamorose, luccicanti, da
prima fila, ma accettano quelle umili, piccole – anche faticose ma vere ! – di ogni giorno.
A te piacciono quelli che si caricano anche dei pesi degli altri.
Gesù Bambino, non sarò certo io a spiegarti come stanno le cose, ma – lasciamelo dire – se il
mondo dovesse andare avanti con quelli che cercano soltanto le cose che luccicano, da prima fila,
da primo premio, si sarebbe fermato da un pezzo. Sono quelli come me a mandare avanti il
mondo. Non ho ragione, Gesù Bambino? Cosa dici? Parla più forte che ci sento poco.
Adesso ho sentito: l’ho detta grossa. Certo, a mandare avanti il mondo sono quelli come te.
Scusami, Gesù Bambino, ho parlato …..da somaro. Però, ti ringrazio lo stesso.
Per un aspetto almeno ci somigliamo.
( Tonino Lasconi, Popotus 23 dicembre 2004 )

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BUON
NATALE IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO |
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Afrikaans: Gesëende Kersfees
Albanese:Gezur Krislinjden
Arabo: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Armeno: Shenoraavor Nor Dari yev Pari Gaghand
Azerbaijan: Tezze Iliniz Yahsi Olsun
Bahasa (Malesia): Selamat Hari Natal
Basco: Zorionak eta Urte Berri On!
Bengali: Shuvo Naba Barsha
Boemo: Vesele Vanoce
Bretone: Nedeleg laouen na bloavezh mat
Bulgaro: Tchestita Koleda; Tchestito Rojdestvo Hristovo
Catalano: Bon Nadal i un Bon Any Nou!
Ceco: Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok
Choctaw (Nativi americani, Oklahoma): Yukpa, Nitak Hollo Chito
Cinese (Cantonese): Gun Tso Sun Tan'Gung Haw Sun
Cinese (Mandarino): Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan
Cingalese: Subha nath thalak Vewa. Subha Aluth Awrudhak Vewa
Coreano: Sung Tan Chuk Ha
Croato: Sretan Bozic
Danese: Glædelig Jul
Eschimese: (inupik) Jutdlime pivdluarit ukiortame pivdluaritlo!
Esperanto: Gajan Kristnaskon
Estone: Ruumsaid juulup|hi
Farsi: Cristmas-e-shoma mobarak bashad
Fiammingo: Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar
Filippino: Maligayan Pasko!
Finlandese: Hyvaa joulua
Francese: Joyeux Noel
Frisone: Noflike Krystdagen en in protte Lok en Seine yn it Nije Jier!
Gaelico (Scozia): Nollaig chridheil huibh
Gaelico: Nollaig chridheil agus Bliadhna mhath ùr!
Gallese: Nadolig Llawen
Giapponese: Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto
Greco: Kala Christouyenna!
Hamish Dutch (Pennsylvania): En frehlicher Grischtdaag un en hallich Nei Yaahr!
Hausa: Barka da Kirsimatikuma Barka da Sabuwar Shekara!
Hawaaiano: Mele Kalikimaka
Hindi: Shub Naya Baras
Indonesiano: Selamat Hari Natal
Inglese: Merry Christmas
Iracheno: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Irochese: Ojenyunyat Sungwiyadeson honungradon nagwutut. Ojenyunyat osrasay.
Islandese: Gledileg Jol
Isola di Man: Nollick ghennal as blein vie noa
Latino: Natale hilare et Annum Faustum!
Latviano: Prieci'gus Ziemsve'tkus un Laimi'gu Jauno Gadu!
Lituano: Linksmu Kaledu
Macedone: Sreken Bozhik
Maltese: LL Milied Lt-tajjeb
Maori: Meri Kirihimete
Navajo: Merry Keshmish
Norvegese: God Jul, or Gledelig Jul
Occitano: Pulit nadal e bona annado
Olandese: Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar! oppure Zalig Kerstfeast
Papua Nuova Guinea: Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu
Polacco: Wesolych Swiat Bozego Narodzenia or Boze Narodzenie
Portoghese (Brasile): Boas Festas e Feliz Ano Novo
Portoghese: Feliz Natal
Rapa-Nui (Isola di Pasqua): Mata-Ki-Te-Rangi. Te-Pito-O-Te-Henua
Rumeno: Sarbatori vesele
Russo: Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom
Samoa: La Maunia Le Kilisimasi Ma Le Tausaga Fou
Sardo: Bonu nadale e prosperu annu nou
Serbo: Hristos se rodi
Slovacco: Sretan Bozic oppure Vesele vianoce
Sloveno: Vesele Bozicne. Screcno Novo Leto
Spagnolo: Feliz Navidad
Svedese: God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År
Tailandese: Sawadee Pee Mai
Tedesco: Fröhliche Weihnachten
Turco: Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun
Ucraino: Srozhdestvom Kristovym
Ungherese: Kellemes Karacsonyi unnepeket
Urdu: Naya Saal Mubarak Ho
Vietnamita: Chung Mung Giang Sinh
Yoruba: E ku odun, e ku iye'dun! |
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PRELEVA
E STAMPA LA LETTERINA DA INVIARE A BABBO NATALE |
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UN
GESTO DI SOLIDARIETA' |
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Ci sono quelli che danno poco del molto che hanno
e lo danno per ottenere riconoscenza, ma questo segreto desiderio guasta i loro doni.
E ci sono quelli che hanno poco e danno molto. Sono proprio loro quelli che credono nella vita
e nella generosità della vita e il loro scrigno non è mai vuoto. Ci sono quelli che danno con gioia,
e questa gioia è la loro ricompensa. E ci sono quelli che danno con dolore,
e questo dolore è il loro battesimo. E' bene dare quando si è richiesti, ma è meglio dare quando,
pur non essendo richiesti, si comprendono i bisogni degli altri. Tutto ciò che hai, un giorno o l'altro sarà dato via.
Perciò da' adesso, così che la stagione del dare sia la tua, non quella dei tuoi eredi.

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DA:
WWW.MENPHIS75.COM |