Tutta la verità sulla benzina, da non perdere, leggetelo!

Navigavo sperando di capire qualcosa e tutto ora è chiaro!!!

Come spesso accade per ogni mio articolo esiste un piccolo preambolo che mi ha portato a scriverlo, la storiella che precede questo articolo è semplice, leggevo un articolo arrivatomi via mail da parte di un sito a cui io sono abbonato, la solita newsletter come si suol dire.
Leggevo che tre sigarette inquinano di più del nuovo eco diesel e poi mi è caduto l'occhio su un articolo sul prezzo della benzina.
Tutti sanno che il prezzo della benzina verde / diesel alla pompa è fortemente oscillante in funzione del prezzo del greggio, questo è di dominio pubblico.
Dall'inizio dell'anno 1 pieno costa all'incirca 6€ in più, così che lo stato di sole tasse ha già incassato 600 - 700 milioni di euro in più di sola iva, in base al meccanismo per il quale l'imposta sul valore aggiunto si applica sulla somma tra il prezzo industriale della benzina e l'accisa, l'impatto dell'iva cresce infatti al salire dei prezzi della materia prima.

Facendo 1 discorso generale si può dire che per ogni pieno da 25 euro di benzina pagate al distributore, quasi 16,5 euro vanno direttamente nelle casse dello stato, sotto forma di tasse tra accisa e Iva. Come dire cioè che quasi due-terzi della cifra pagata per ogni rifornimento completo bruciano in tasse.
Ed il gettito per l'erario - in base all'attuale meccanismo di tassazione dei carburanti - cresce all'aumentare del prezzo al consumo: per ogni 0,051 euro di aumento del prezzo al distributore (100 lire per chi ancora non ha grande dimestichezza con la nuova moneta) lo Stato guadagna di sola Iva 0,008 euro in più al litro (oltre 16 lire).

I prezzi finali dei carburanti attualmente sono dati dal prezzo industriale a cui va aggiunta l'accisa e l'Iva al 20% sul totale delle prime due voci. 
Nonostante le punte di 1,2 toccate in alcuni distributori italiani, del prezzo pagato per un litro di verde, solo 0,419 euro sono legati all'effettivo costo del carburante: la parte rimanente, pari a 0,754 euro è riconducibile a tasse (0,56 euro il peso dell'accisa e 0,195 quello del'Iva).
Il discorso può sembrare quasi incomprensibile se non si conosce cos'è l'accisa, neanche io lo conoscevo, non posso mica sapere tutto altrimenti non sarei umano, allora ho fatto 1 altra ricerca su google per sapere cos'è l'accisa, e ho scoperto una cosa molto interessante, le accise, non più al singolare ma al plurale, sono le imposte sui carburanti, e ho trovato un sito che pubblica un articolo del 10 MARZO 2004 della ADUC ( associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori ), e attenzione, le accise sulla benzina sono :

* 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935; 
* 14 lire per la crisi di Suez del 1956; 
* 10 lire per il disastro del Vajont del 1963; 
* 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966; 
* 10 lire per il terremoto del Belice del 1968; 
* 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976; 
* 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980; 
* 205 lire per la missione in Libano del 1983; 
* 22 lire per la missione in Bosnia del 1996; 
* 39 lire (0.020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004.

Ma come è possibile pagare le tasse sulla guerra in Abissinia? Ma io non sono nemmeno fascista, cosa me ne frega di pagare le tasse sulla guerra, oltretutto sono pure un pacifista convinto!
Capisco i terremoti, ma certi sono avvenuti ancora prima che nascessi io, non venitemi a dire che dopo 25 anni non si sono ripagati l'esborso per aiutare i paesi terremotati.
Ricordiamoci che Il tutto per 486 lire, cioe' 0.25 euro. Naturalmente la motivazione si e' persa perche' l'aumento e' stato assorbito come entrata ordinaria. In un Paese civile al cessare della causa che determina una tassa, dovrebbe cessare la tassa stessa. In Italia non e' cosi'. I valori riportati sono comprensivi di IVA, questo vuol dire che ad una imposta, l'accisa che in sostanza e' una tassa, si e' applicata l'IVA, cioe' una tassa sulla tassa. Da non credere!

SALUTISSIMI ALLUCINATI!

Fonte Anonima

Da una cittadina italiana a Ciampi

Barbara Sacchiero 
(inviata come Raccomandata A.R. il 2 novembre 2004)

Egregio Presidente,

Le scrivo perché, sia come cittadina italiana che come cittadina europea, mi sento tradita dall'attuale non redistribuzione del signoraggio sull'emissione di banconote e sulle aperture di credito. Ho cioè l'impressione che l'euro non sia la moneta degli europei ma bensì la moneta di alcuni furbacchioni parassiti che profittano dell'ignoranza della popolazione. Sarebbe bello e probabilmente nel Suo caso rappresenta anche un vero e proprio debito morale, se Lei apparisse in televisione a reti congiunte e ci spiegasse perché mai un popolo Sovrano debba pagare a dei privati per poter usare la sua moneta. 

Ci spieghi dove vanno a finire quei due miliardi di euro al giorno di signoraggio sulle emissioni della BCE. 

Ci spieghi perché alcuni italiani più furbi, i soci delle società socie della Banca d'Italia, possano imporre al resto della popolazione questa tassa privata. 

Ci illustri, La prego, il meccanismo di funzionamento della riserva frazionaria, dove la moneta cartacea viene moltiplicata per cinquanta a beneficio dei soci di certe banche, sottraendo anche in questo caso il signoraggio al popolo Sovrano. E' una lezione civica che spetta a Lei tenere se non come presidente almeno per la carica di governatore onorario di quella fortunata "Banca d'Italia" che - diciamocelo - proprio dell'Italia non è.

Se Lei ci farà questa lezione, dissolverà un grande clima di sospetto iniziato con la denuncia effettuata dal Professor Giacinto Auriti.

E' nostro diritto, di italiani, sapere se siamo in una situazione di alto tradimento o se possiamo continuare a fidarci ciecamente delle istituzioni.

La ringrazio per l'attenzione ed in attesa di una Sua presa di posizione in merito, Le porgo cordiali saluti.

Con perfetta osservanza,

Barbara Sacchiero
cittadina italiana impoverita

Ricevuta della Raccomandata A.R. inviata alla Presidenza della Repubblica:

fonte e foto:CLIKKA QUI

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Purtroppo sembra oramai entrato nella pubblica opinione il fatto che 1 Euro sebbene valga 1.936,27 Lire abbia un potere d'acquisto pari a 1.000 Lire, il che mette un po' tutti a disagio quando si va a fare la spesa...
In realtà la faccenda è ben più grave! La sensazione che 1 Euro valga 1.000 Lire, in quanto tale, non è dimostrabile, tuttavia è possibile dimostrare che 1 Euro equivale ad ancora meno!

Dimostriamolo matematicamente con alcuni passaggi matematici che chiunque è in grado di riprodurre per proprio conto manualmente o attraverso una comunissima calcolatrice...
Sappiamo chiaramente che:

100 è pari a 10 x 10, quindi nessuno può obiettare che sia vera la seguente uguaglianza...

100 = 10 x 10,
vero? Bene, prendendo per buono quanto ci fanno credere, cioè che...

100 centesimi = 1 Euro,
10 centesimi devono per forza di cose essere pari ad un decimo di Euro, cioè...

(100/10) centesimi = (1/10) Euri,
quindi...

10 centesimi = 0,1 Euri
e di conseguenza, riprendendo la nostra moltiplicazione d'apertura...

10 x 10 [centesimi] = 0,1 x 0,1 [Euri].
A questo punto, valido e inconfutabile quanto detto finora, possiamo eseguire il prodotto a destra del simbolo "="...

0,1 x 0,1 [Euri] = 0,01 Euri,
che equivale ad affermare che...

1 Euro = 1 centesimo!

=

Ecco spiegato perché non riusciamo a comprare una mazza

 da quando siamo entrati in Europa!!!

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SCARICA 3 PPS POWERPOINT SUL SIGNORAGGIO:

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