EPIDEMIC HPV

ARTICOLO N°19

Negli ultimi tempi in quella scatola chiamata TV, si è parlato spesso del nuovo vaccino antitumorale al collo dell'utero. Molti saranno rimasti sorpresi, dubbiosi o scettici riguardo la questione. Per questo motivo intendo trasmettere queste informazioni perché diffondiate i giusti dubbi e magari salviate qualcuno.

Il papillomavirus (HPV) è considerato il principale responsabile del tumore femminile al collo dell'utero, che – ufficialmente? - colpisce 1.800 italiane all'anno. Da questo aprile, la vaccinazione è raccomandata (in tre dosi) dal Ministero della Salute (salutate la salute…) per le ragazze tra i 9 ed i 26 anni. Sarà “gratuito” (per i pazienti, ma NON per le A.S.L.) per i soggetti tra 9 e 12 anni, mentre tra i 12 e 26 costerà 188 euro. La cosa lascia perplessi per diversi motivi. Stranamente siamo l'unico paese al mondo ad attuare questa “prevenzione”, il che fa supporre un esperimento al quale gli “altri” paesi assistano.

Ulteriore perplessità sorge quando si indaga sugli studi che “dimostrerebbero” il valore di questa vaccinazione e si scopre che:

1. Nel 2000 il tasso di mortalità dovuto a tale affezione, ammontava a solo 3,3 donne ogni 100.000 negli USA e, in definitiva, tale carcinoma cervicale provoca solo l'1% circa di tutti i decessi da cancro nelle donne, mentre se consideriamo il numero dei vaccinati, si nota che i danni diretti derivati da vaccino sono ben più numerosi, anche perché i soggetti a rischio sono solo quelli che poi “abuseranno” di farmaci.

2. Il National Cancer Institute (U.S.A.), ente statale, sostiene che il rapporto di casualità diretta virus-tumore non è mai stato dimostrato: infatti, da uno studio controllato su donne accoppiate in base all'età, è emerso che sia il 67% di quelle affette da cancro cervicale sia il 43% di quelle non affette sono risultate comunque positive all'HPV, quindi “infette”.

3. Negli USA, in base a questo, i professori statunitensi Peter Duesberg e Schwartz ipotizzano la possibilità che i virus non producano il cancro, ma semplicemente approfittino della debolezza dei tessuti, debolezza causata da “altro”. I soli effetti collaterali “ufficiali” del vaccino comprendono infiammazioni pelviche, asma, broncospasmi ed artrite. Questo nel breve termine, mentre non ci sono studi sufficienti sui possibili danni a lungo termine dello stesso vaccino.

4. Infine va tenuto presente che questo vaccino costa alle A.S.L. circa 100 euro, QUINDI 75.000.000 di euro, oltre ai costi di somministrazione e magari un bel po' di ammalati in più.

Ne vale la pena?

Sicuramente ne vale la pena per le Multinazionali farmaceutiche che aumentano così esponenzialmente i loro ricavi e le loro quotazioni in borsa!

Secondo il ginecologo di Trieste, Francesco Morosetti, vi sono 100 tipi diversi di papillomavirus umani. Di questi solo 13 hanno potenzialmente un alto potere tumorale, mentre sono stati preparati due vaccini ciascuno con i due tipi più pericolosi. I vaccini sono preparati con pezzi di proteine del DNA ricombinati e disattivati (così raccontano, ma allora a che cosa servono? – ndr) di questi virus e sono in una soluzione che contiene, tra le altre cose, componenti di alluminio, sicuramente tossiche. E non si sa assolutamente per quanto tempo faccia effetto e se veramente abbia effetto, nonostante gli studi dicano il contrario.

Inoltre sempre secondo il medico, la validità del pap-test per indicare probabilità di tumore uterino è inferiore al 60-70%, per i molti falsi positivi e falsi negativi.

Negli U.S.A. ed in Australia sono emersi dei dubbi sull'efficacia pratica e sulla sicurezza del vaccino anti-HPV "Gardasil" (Merck). Negli U.S.A. l'associazione "Judicial Watch" ha diffuso informazioni ottenuti dalla Food and Drug Administration (F.D.A.), tramite l'applicazione del Freedom of Information Act, in cui si riportano, su un totale di 1.637 eventi avversi alla vaccinazione, anche tre decessi associati temporalmente alla vaccinazione. In Australia 25 ragazze hanno accusato cefalea, nausea e vertigini, subito dopo la somministrazione della loro prima dose di vaccino presso una scuola superiore cattolica di Melbourne, il 22 maggio. Quattro delle ragazze sono state portate all'ospedale, due di loro sono state ricoverate per una notte.

Parlando dell'accaduto, un esperto ha parlato di isteria di massa. Il valore delle azioni della filiale australiana della ditta produttrice del vaccino, C.S.L., è caduto dopo la copertura mediatica dell'accaduto (www.theage.com.au, 25 May, "Why are we experimenting with drugs on girls?"). La F.D.A. aveva approvato l'uso del vaccino nel giugno del 2006 e l'advisory committee dei Centers for Disease Control and Prevention (C.D.C.) ha espresso in modo unanime la raccomandazione di vaccinare le ragazze tra 11 e 12 anni di età.

L'introduzione del vaccino è stata oggetto di controversie a causa dell'obiezione di alcuni genitori all'obbligatorietà proposta da alcuni stati degli U.S.A. Questi genitori preferiscono, invece, un approccio centrato sull'astinenza sessuale fino al matrimonio (BMJ 2007;334:721-3). Il 23 maggio Judicial Watch dichiara che, su tre decessi, in un caso si trattava di condizioni scarsamente documentate con implicazione di un trombo di sangue e, nei restanti due casi, si trattava di ragazze giovani ma con patologie cardiache e della coagulazione preesistenti. Alcuni degli altri 371 eventi avversi erano seri, compresi paralisi, paralisi di Bell e sindrome di Guillain Barrè. Su 42 donne vaccinate in gravidanza, 18 hanno avuto effetti collaterali da aborti spontanei a malformazioni fetali. La maggior parte degli effetti collaterali era rappresentata da dolore, febbre, nausea, vertigini e prurito, tipiche delle vaccinazioni in generale. Nel foglietto illustrativo del vaccino, la Merck avverte contro il rischio di tali eventi.(...)

Il foglietto illustrativo riporta questo:

Gli ingredienti principali sono proteine purificate inattive provenienti da tipi 6, 11, 16 e 18 di HPV. Il vaccino contiene inoltre idrossifosfato amorfo di alluminio solfato, cloruro di sodio, L-istidina, polisorbato 80, borato di sodio e acqua per iniezioni.

Chi è a rischio per il Papillomavirus umano?

Nel 2005, i CDC hanno stimato che almeno il 50% degli individui sessualmente attivi contrae l’HPV nel corso della vita. Sono a rischio maschi e femmine di qualsiasi età che svolgono qualsiasi tipo di attività sessuale che comporti contatto genitale. Molti individui affetti da HPV possono non presentare alcun segno o sintomo. Questo significa che possono trasmettere il virus ad altri, senza esserne consapevoli.

Quali altre informazioni importanti è bene sapere su GARDASIL?

La vaccinazione non è sostitutiva di un periodico screening per il cancro cervicale. I soggetti femminili che assumono GARDASIL devono continuare a sottoporsi allo screening per il cancro cervicale. Analogamente a qualsiasi altro vaccino, GARDASIL non protegge necessariamente in modo completo tutti i soggetti che vengono vaccinati. Gardasil non protegge da malattie provocate da tipi di HPV non presenti in questo vaccino. Esistono più di 100 tipi di HPV; GARDASIL contribuisce alla protezione da 4 tipi di HPV (6, 11, 16 e 18). Questi 4 tipi di virus sono stati scelti per GARDASIL perché provocano circa il 70% dei casi di cancro cervicale e circa il 90% delle verruche genitali. Questo vaccino non la proteggerà dai tipi di HPV a cui può già essere stata esposta. GARDASIL inoltre non offre alcuna protezione da altre malattie non provocate da HPV GARDASIL esplica la maggiore protezione quando è somministrato prima dell’eventuale contatto con determinati tipi di HPV (cioè i tipi di HPV 6, 11, 16 e 18).

Che cosa sono cancro cervicale, lesioni precancerose e verruche genitali?

Il cancro cervicale è una grave malattia che può comportare pericolo per la vita. Questa malattia è provocata da alcuni tipi di HPV che possono causare alterazioni nelle cellule del rivestimento della cervice, che passano dallo stato normale a quello di lesioni precancerose. Queste, se non vengono curate, possono trasformarsi in cellule cancerose. Le verruche genitali sono provocate da certi tipi di HPV. Spesso hanno l’aspetto di escrescenze color pelle. Sono presenti all’interno o all’esterno dei genitali. Possono presentare dolore, prurito, sanguinamento e provocare fastidio. Queste lesioni di solito non sono precancerose. A volte, per eliminarle, occorrono più trattamenti.

Paura, epidemie, cure, certo la salute personale è importante, ma siamo veramente sicuri che queste terapie non servano allo scopo dichiarato, ma a qualcos'altro?

Magari a sperimentare sulla pelle delle nuove generazioni chissà quali nuove ed orribili debilitazioni che si manifesteranno dopo decenni in chissà quali modi oggi sconosciuti.

Certo un fatto è sicuro anche questa nuova “epidemia” (creata ad arte – ndr) è stata finalmente sconfitta con l'arma più potente: IL VACCINO!

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