EMERGENZA TERRA

In una recente analisi scientifica del Pentagono, accennata e messa da parte in breve tempo dai media, si parla di “urgenti rischi ambientali”. Questo rapporto fornisce dati spaventosi, che però non dovrebbero sorprendere: dal 2010 cambiamenti climatici metteranno a repentaglio la sicurezza dell’intero pianeta, l’Europa sarà investita dalla fredda corrente del Golfo che trasformerà la Gran Bretagna in una landa siberiana, l’Olanda sarà devastata dalle tempeste e molte città Europee verranno sommerse dall’innalzamento dei mari; in più diventeranno palesi i conflitti già in corso per accaparrarsi le risorse energetiche e acquifere che verranno a mancare a 1/3 della popolazione mondiale. A questo proposito, gli Stati Uniti hanno messo a punto il sistema HAARP in Alaska, già operativo, in grado di concentrare onde elettromagnetiche in una determinata zona sulla terra riscaldandola e colpendo i centri nervosi di chi è presente. In visione di un conflitto mondiale per le risorse residue, esso rappresenta un’arma di distruzione di massa celata perfettamente. 

La terra è in prossimità di un epilogo catastrofico! 

Cos’altro dire, dunque? Nulla. Si è sempre parlato di eccessivo allarmismo e si continua a denunciare lo scioglimento dei ghiacci già in corso, mentre si banchetta sui problemi celati fino a quando essi saranno evidenti e nuove armi di terrore saranno nelle mani dei potenti (la paura, ricordiamo, rende le persone controllabili e manipolabili!). Questa situazione è frutto dell’ipocrita diplomazia statale (si veda il rifiuto del protocollo di Kyoto da parte degli Stati Uniti sulla questione dei gas-effetto serra); della delegazione continua di questo problema a capi di stato e multinazionali, i primi responsabili della politica capitalista, inscindibile dal concetto di stato. 

Di conseguenza i paesi industrializzati hanno sempre vissuto: 
- a spese dei paesi poveri, esportando alimenti usati come mangimi animali (solo con soia e grano destinati agli animali si potrebbe fornire un pasto a ogni essere umano del pianeta); 
- a spese dell’ecosistema (deforestazione per far posto a allevamenti); 
- a spese delle risorse fondamentali per altre specie; a spese delle generazioni future.

 A chi affidarsi dunque per un egualitarismo biosferico che contrasti i cambiamenti geopolitici che avverranno nei prossimi 10 anni? 

La soluzione è sempre stata nell’uomo stesso come parte attiva dell’ambiente senza arbitrio né interferenza né delega altrui, ma unicamente attraverso: 

- boicottaggio della carne e dei prodotti dell’allevamento di animali, in quanto principali cause di desertificazione, deforestazione e fame nel mondo; 
- boicottaggio e azione diretta contro le multinazionali (in particolar modo alimentari) e contro le industrie petrolchimiche e nucleari, causa di indifferenza comune di fronte alla possibilità di ricorrere a fonti di energia alternative; 
- consumo cosciente delle risorse che ci sono rimaste, in visione di una preparazione al disastro a cui la terra e i suoi abitanti vanno incontro (ad esempio non acquistando prodotti in grandi magazzini, in quanto promotori attraverso prezzi stracciati di una economia basata sullo sfruttamento delle popolazioni non industrializzate). 

Contro l’assalto al pianeta 
Contro ogni ipocrita diplomazia di menzogne 
Contro l’ecocidio e la guerra delle risorse.