ELEMENTI CHIAVE PER LA STORIA DEL VATICANO



Analisi degli elementi essenziali per comprendere la serie di eventi storici, di circostanze e di strutture di potere che hanno condotto alla manifestazione della più longeva, sinistra e potente Entità che la civiltà umana abbia mai avuto la possibilità di vedere all'opera, la Chiesa Cattolica Romana.
Traduzione a cura di: Heimskringla


CAPITOLI:

CIBELE - IL VATICANO - IL PONTEFICE MASSIMO - LA CHIESA CATTOLICA - IL CULTO ROMANO - MARIA - MARI - FRANCESCO D'ASSISI - LA SANTA SEDE - VENEZIA - L'ANTIPAPA ONORIO III - IL CULTO SATANICO VENEZIANO 

CIBELE

Elementi Chiave

Altri Nomi: Magna Mater (Grande Madre)

Anno di Origine: 8000 avanti Cristo circa

Località di Origine: Catal Huyuk, odierna Turchia

Partner: Attis

Figli: Attis

Aspetti Caratteristici: Madre della Vita, della Guerra, del Sesso e della Fertilità

Maggiori Centri di Culto: Vaticano, Roma

Periodo di Adorazione: dall' 8000 avanti Cristo ad oggi

Informazioni

Divinità dell'Antico Oriente e Greco-Romana, è conosciuta con varie denominazioni. Il nome Cibele o Cibebe predominano nella letteratura greca e romana a partire dal Quinto secolo avanti Cristo. Il suo nome completo, a Roma, era Mater Deum Magna Mater.

La grande Dea Pagana Cibele (Kybele: "Keh - Ba'al - Leh" - colei (la divinità) che dimora nelle caverne, nelle grotte), sarebbe stata confusa e nel tempo conosciuta, successivamente ad una serie di trasformazioni operate dai Greci, come Sibilla/e. La grande Dea dell'Asia Minore è la più antica Dea conosciuta dalla storia, anticipando di ben 5000 anni le divinità Sumere e dell'Antico Egitto, così come le derivate divinità greche e romane, ponendosene inoltre come archetipo fondamentale.


Una immagine trovata a Catal Huyuk, datata ad 8000 anni fa, rappresenta la Dea Madre acquattata in procinto di partorire, affiancata da due leopardi. Nei secoli successivi, i leopardi sarebbero stati sostituiti dai leoni - Atalanta e Ippomene dopo la metamorfosi, nonostante il fatto che i leopardi fossero ritenuti leoni femmina nell'antichità. La sua adorazione era di solito combinata con quella del Toro Celeste (Bull of Heaven), la cui presenza è prominente a Catal Huyuk.


Le leggende sono in accordo nel situare la nascita dell'adorazione della Dea Madre nell'area della Frigia, in Asia Minore (odierna Turchia centro-occidentale), ed in epoca classica il centro più importante del suo culto era a Pessinus, città situata alle falde del monte Dindymus, o Agdistis (di qui alcune sue denominazioni quali Dindymene ed Agdistis). Tuttavia, l'esistenza di numerose divinità simili in aree esterne alla Frigia sta ad indicare che Cibele rappresentasse la forma Frigia di una dea della Natura comune a tutta l'Asia Minore. A partire dall'Asia Minore, il suo culto si diffuse poi nel territorio greco. I Greci riconobbero nella Grande Madre una notevole somiglianza con la propria dea Rhea finendo con il tempo con l'identificarle completamente.


Durante l'invasione della penisola italiana ad opera di Annibale, nel 204 avanti Cristo, i Romani seguirono le istruzioni dettate da un oracolo della Sibilla in base al quale il nemico sarebbe stato sconfitto e scacciato solo se la "Madre Idea" fosse stata portata a Roma, insieme al suo simbolo più sacro, una enorme meterorite che si riteneva fosse caduta dal cielo. La sua identificazione da parte romana con divinità quali Maia, Ops, Rhea, Tellus e Cerere contribuì notevolmente all'affermarsi del suo culto. Alla fine del periodo repubblicano, il culto di Cibele si era decisamente affermato, mentre nel periodo imperiale divenne uno dei principali culti del mondo Romano.


La grande Madre Cibele fu portata da Pergamo a Roma nel 204 avanti Cristo.

La dea fu accolta con tutti gli onori dai più importanti cittadini Romani. Il Pontefice Massimo (Pontifex Maximus) le tributò un assai caloroso benvenuto e la Dea divenne la Magna Mater o "sacra" ("holy") Madre di Roma:


"Quando Cibele fece il suo ingresso a Roma, ella rappresentava la dea che, provenendo da un mondo antico, giungeva nel nuovo a garantire la vittoria. E' quindi facile arguire il perchè della sua iniziale collocazione nel Tempio della Vittoria. Nello stesso anno del suo arrivo, comunque, la costruzione di un tempio, a lei espressamente dedicato, fu affidata ai Censori M. Livius Salinator e C. Claudius Nero. Dopo tredici anni - un periodo così lungo fu probabilmente dovuto alle difficoltà di quei giorni - il nuovo edificio in suo onore venne quindi inaugurato dal Pretore M. Junius Brutus il 10 Aprile del 191 avanti Cristo. Le nuove rilevazioni archeologiche operate da Pietro Romanelli nel 1951 hanno mostrato che ad oggi ben poco è rimasto dell'originale costruzione. L'anniversario dell'inaugurazione di questo tempio veniva celebrato annualmente". (Vermaseren, Cybele and Attis, p. 41.)

In tutti i loro elementi caratteristici, tanto Romani, quanto Greci ed Orientali, la grande Madre era caratterizzata essenzialmente dalle stesse qualità. La più prominente tra queste riguardava il concetto della sua universale maternità. Ella rappresentava la grande madre non solo degli Dei ma anche degli uomini e degli animali. Era anche chiamata Montagna Madre o Madre Montagna, ed un'enfasi particolare era posta sul concetto della sua maternità nei confronti della natura selvaggia. Tale aspetto si manifestava in particolare nel carattere orgiastico della sua adorazione. I suoi mitici assistenti, i Corybantes, erano esseri selvaggi, semi-demoniaci. I suoi sacerdoti, i Galli o Galloi, venivano castrati nel momento in cui entravano a servizio della Dea.

L'auto-mutilazione era giustificata sulla base del mito riguardante il suo amante, il Dio della fertilità Attis, eviratosi all'ombra di un albero di pino, punto in cui era sanguinato fino alla morte. Alle festività annuali dedicate a Cibele (tra il 15 ed il 27 Marzo), un albero di pino veniva tagliato e portato nel suo tempio dove veniva onorato come una divinità ed adornato di violette, le quali si riteneva originatesi dal sangue stesso di Attis. Il 24 Marzo, il "Dies Sanguinis" o"Giorno del Sangue", il suo sacerdote più importante, chiamato Arci-Gallus, si inferiva ferite alle braccia per trarne il sangue da offrire in dono alla Dea al suono di cimbali, tamburi, e flauti, mentre il clero minore danzava vorticosamente inferendosi ferite sul corpo intorno al suo altare bagnando così di sangue il pino sacro e l'altare stesso della Dea. Il 27 Marzo, la statua argentea della Dea, adornata da una piccola pietra sacra incastonata sul capo, veniva condotta in processione e bagnata nell'Almo, un tributario del fiume Tevere.

Struttura Religiosa

In ogni tempio della Dea, l'Alta Sacerdotessa ricopriva il ruolo più importante, seguita dagli Arci-Galli.

Immeditamente sub-ordinate nello status erano le Sacerdotesse ordinarie. Al punto più basso della gerarchia si trovavano i Galli o Galloi.


Perpetuarsi dell'adorazione di Cibele presso il Phrygianum restaurato sul colle Vaticano L'altare principale della Dea Frigia Cibele, dai quali numerosi modelli di altari con iscrizioni sono derivati, era situato in un luogo non ben identificato vicino alla Basilica Vaticana. Dovrebbe essere stato chiuso in occasione delle misure prese dall'imperatore Teodosio contro i culti pagani tra il 391 ed il 392 dopo Cristo. Tra i numerosi altari con iscrizioni ritrovati, vi è questo altare dedicato a Cibele ed Attis, adornato con il pino sacro di Attis, un toro, un ariete, un souvenir dei sacrifici condotti ed i numerosi oggetti di culto. La data esatta della dedica alla Dea è inscritta sull'altare stesso: il 19 Luglio del 394 dopo Cristo.


IL VATICANO, ROMA



Collocazione: 41° 54' N - 12° 30' E

Nome Originale: Mons Vaticanus (Città dei morti)

Anno di Fondazione: come cimitero a partire dal 600 avanti Cristo, come Tempio di Cibele a partire dal 204 avanti Cristo

Fondatori: Senato Romano

Funzione della Località: Tempio Principale della Magna Mater (Cibele)

Etimologia: Città dei Morti



Informazioni Generali

Il Colle Vaticano (in Latino Mons Vaticanus), collocato a circa 45 metri dalla pianura alluvionale del fiume Tevere, è il colle più vicino al versante nord-occidentale del fiume stesso, di fronte ai sette colli di Roma ed all'esterno delle antiche Mura Repubblicane erette nel Primo secolo avanti Cristo.

Il colle Vaticano si trova a circa due chilometri e mezzo a Nord-Ovest del Colle Capitolino (altezza circa 50 metri), tradizionalmente il più alto dei sette colli e sede del Campidoglio, il più grande complesso di templi dedicato agli dei dell'antica Roma, costruito da Lucius Tarquinius Superbus intorno al 520 avanti Cristo.


Significativamente, il colle Vaticano è collocato come il più vicino e contemporaneamente il più alto punto di vista rispetto al Campo di Marte se si prende come punto di osservazione il sacro complesso di templi del Campidoglio sul Colle Capitolino.


Considerata la sua altezza rispetto alla pianura alluvionale del Tevere, e tenuto conto del panorama che offriva rispetto al Campidoglio oltre che della sua collocazione all'esterno delle antiche mura, esso divenne, a partire dal 520 avanti Cristo, la più sacra Necropoli di Roma, in particolare per i nobili e le persone di rilievo della città.

Uno dei nomi originali del colle era infatti "città (colle) del divino" e "Città dei Morti"



L'arrivo di Cibele come Magna Mater - Grande protettrice di Roma


Nell'Anno 204 avanti Cristo, le Guerre Puniche portarono a disastrose conseguenze tanto per l'esercito romano quanto per la salvezza e la sicurezza di Roma. Annibale aveva devastato le campagne romane e la forza delle divinità tradizionali del Tempio Capitolino non sembrava in grado di porre rimedio alla situazione.

Una tradizione riferita da numerosi autori Romani riporta che una serie di Oracoli della Sibilla (Cibele), inclusi quello di Delfi, nell'area di Atene, furono consultati e la profezia che ne derivò fu che affinchè Annibale venisse sconfitto, la grande Dea Madre (Cibele) avrebbe dovuto essere condotta da Pessinus, in Frigia, fino a Roma. La personificazione della Dea Madre era rappresentata dal più grande meteorite ferroso del mondo antico, un enorme oggetto conico dell'altezza di circa 5 metri e mezzo, adorato come il Simulacro di Cibele e del peso di numerose tonnellate.

Nello stesso 204 avanti Cristo, un'ambasciata composta da cinque senatori romani con M. Valerius Laevinus come capo delegazione, fu inviata a Pessinus, all'epoca sotto il dominio di Attalus I (269 - 197 avanti Cristo), Re di Pergamo (odierna Turchia), ed alleato di Roma. Attalus inizialmente rifiutò l'offerta. Tuttavia una leggenda Romana narra che un terremoto occorse nell'area nel periodo delle negoziazioni, accompagnato dalla voce di Cibele che imponeva l'inizio del suo viaggio: tutto ciò, si tramanda, venne prontamente interpretato come un presagio.


Il Simulacro di Cibele, il più grande meteorite nero ferroso del mondo ed un numeroso gruppo di sacerdoti ed attendenti partirono quindi dal complesso di templi originario e giunsero a Roma accolti da una grande festa di benvenuto nel 204 avanti Cristo, organizzata dal Senato Romano.


Il Phrygianum sul Colle Vaticano


Tanto importante risultava essere la nuova dea per Roma che il Senato commissionò ai due Censori M. L. Salinator e C. Cl. Nero la progettazione e la costruzione di un edificio degno di ospitare la Pietra Nera e la Dea Cibele (conosciuta come Magna Mater dai Romani). Un grande templio della lunghezza di circa 70 metri fu così progettato e costruito.


Fu scelto di collocarlo sul Colle Vaticano, data la sua prossimità e la particolare relazione geografica con il complesso di templi del Campidoglio situato sul Colle Capitolino e di costruirlo in maniera tale da non inficiare in alcuna maniera il ruolo primario dei templi degli antichi dei di Roma. Tuttavia, il sito presentava una serie notevole di problemi tanto dal punto di vista religioso quanto da quello ingegneristico. Prima di tutto, il Colle Vaticano rappresentava la più importante e sacra Necropoli di Roma. In secondo luogo, il suo suolo argilloso non forniva la necessaria stabilità per supportare un grande tempio romano in mattoni, pietra e marmo.

Per ovviare al problema, i romani costruirono una intelligente serie di livelli di camere aperte o strutture a "catacomba", come piattaforme nel terreno argilloso, permettendo al peso di essere redistribuito al meglio ed operando inoltre per l'appiattimento del colle stesso al fine di garantire maggiore spazio alla costruzione. Ciò significava anche che buona parte dell'originaria Necropoli, ivi esistente da più di duecento anni, sarebbe rimasta indisturbata.


Le imponenti strutture di fondazione a "catatomba" ed il complesso templare si tramanda siano state realizzate lavorando per circa tredici anni, tra il 204 ed il 191 avanti Cristo. E' solo l'11 Aprile del 191 avanti Cristo che il Pretore Marcus Iunus Brutus inaugurò e dedicò a Cibele il Tempio sul Colle Vaticano.

(nonostante alcune similitudini, le immagini sopra riportate non rappresentano al meglio la struttura originale del Phrygianum)


In questa data, la Magna Mater fu posta sul trono come Sacra Protettrice della Città e fregiata di un meteorite conico molto più piccolo del "Simulacrum" incastonato sul capo, e condotta tramite una processione verso il Secondo Tempio di Cibele, quest'ultimo collocato tra i santuari degli altri dei romani sul Colle Palatino. In onore di tale occasione, i Ludi Megalenses furono istituiti e festeggiati per la prima volta.

I cosiddetti Megalesia continuarono poi ad essere festeggiati per una intera settimana all'inizio di Aprile: periodo riconosciuto come l'anniversario dei giorni di nascita della Dea. In occasione di questi ultimi, grandi giochi venivano tenuti nel Circo Massimo, culminanti con la processione dal Colle Vaticano al Colle Palatino.


Il design stesso del Phrygianum forniva inoltre ulteriori benefici alle famiglie sacerdotali dei culti di Cibele, Attis e Dagon/Baal/Moloch. Le sezioni delle catacombe che supportavano la struttura venivano infatti utilizzate come cappelle secondarie, frequentemente per rituali di sacrificio umano e per le iniziazioni.


Sotto Claudio I (41 - 54 dopo Cristo), il culto di Cibele sul Colle Vaticano andò incontro a notevoli trasfomazioni dato che l'Imperatore, assumendo per sè la carica di Pontifex Maximus (Pontefice Romano), reclamò i diritti di Alto Sacerdote in riferimento tutti i culti, incluso quello della Magna Mater. A partire quindi dal 43 dopo Cristo in poi, il pontefice Romano divenne il nuovo Alto Sacerdote del Phrygianum e le date dei Megalesia furono spostate nei giorni compresi tra il 15 ed il 27 Marzo in modo da coincidere con l'Equinozio di Primavera.


Design interno e caratteristiche del Phrygianum sul Colle Vaticano.

Restano alcune evidenze di importanti caratteristiche del Phrygianum, inclusi alcuni elementi stilistici ed architettonici che restano in uso ancora oggi.

E' da ricordare che almeno fino alla cosiddetta "Età Oscura" (600 - 900 dopo Cristo) nell'ingresso del tempio, a partire dalla facciata in direzione dell'atrio, era collocato in posizione centrale una enorme pigna bronzea, conosciuta appunto come "La Pigna", dedicata ad Attis, figlio ed amante di Cibele.


L'edificio principale interno era costituito da cinque navate laterali, un'ampia navata centrale e due navate laterali più piccole, le quali erano caratterizzate ognuna da ventuno colonne di marmo. Alla fine di quest'ultima (Transetto) era collocato un enorme Ciborium (coperatura interna) sopra la statua sacra di Cibele dietro alla quale una struttura rinforzata teneva in piedi l'enorme Simulacrum (meteorite nero) di Cibele.


Il design del baldacchino nell'odierna Basilica di San Pietro, ad opera di Gian Lorenzo Bernini, e risalente al 1623, si dice sia stato ispirato da queste ultime caratteristiche. Le sue origini pagane appaiono infatti in netto contrasto con il resto della chiesa.


Il Grande Incendio di Roma ed il periodo che ne seguì

Il Grande Incendio di Roma, nel 64 dopo Cristo, deliberatamente appiccato da Papa Linus e dai seguaci del Culto Paolino (San Paolo l'Apostolo) non danneggiarono il Phrygianum a causa della sua distanza dal nucleo cittadino principale.


E' altamente probabile che le classi sacerdotali del Phrygianum fornirono una qualche forma di supporto ed anche primi luoghi di culto ai seguaci di Paolo, in relazione alla stretta associazione di tale culto con l'adorazione di Cibele e del Baal ellenizzato.


Prima della falsa tradizione in base alla quale si afferma che l'apostolo Simon bar Jonah (San Pietro) non sia in realtà stato ucciso all'esterno delle mura di Gerusalemme durante l'assedio del 69 dopo Cristo, ma trasportato a Roma ed ucciso come "primo Vescovo", si diceva fosse stato invece San Paolo ad essere seppellito sotto il Phrygianum nell'ambito dell'antica Necropoli.


Recentemente il Vaticano ha annunciato che si crede vi siano le ossa di San Paolo l'Apostolo, deposte in qualche luogo "nei pressi" del supposto luogo di seppellitura di Simon bar Jonah.


Chiusura del Phrygianum sul Colle Vaticano

Sotto l'Imperatore Domiziano (81 - 96 dopo Cristo) fu emanato un decreto nell'ambito dell'Impero Romano in base al quale il sacrificio umano veniva considerato un crimine capitale (per il quale si era quindi soggetti alla pena di morte). Sebbene in realtà non vi siano prove ad attestarlo, una leggenda sussiste in base alla quale la decisione di Domiziano fu influenzata dalla rivelazione dell'anziano Flavius Josephus, conosciuto anche come San Luca, il quale, prima di morire, rigettò il movimento contraffatto più tardi conosciuto come Cristianità e ritornò agli originali vangeli Nazareno-Gnostici della persona reale che noi conosciamo sotto il nome di Gesù Cristo.


Tutti i templi in cui veniva praticato il sacrificio umano vennero chiusi, incluso il Phrygianum. Le famiglie sacerdotali furono bandite da Roma e fissarono la propria residenza a Tusculum, a Sud Ovest di Roma.


Tuttavia, utilizzando tunnel segreti a partire da una Necropoli situata nei pressi del Colle Vaticano, le cerimonie segrete del culto di Cibele, inclusa la tradizione del culto paolino riferita al sacrificio degli infanti continuò nelle strutture delle catacombe.


Se ciò avveniva sotto terra, sulla terra invece con il succedersi degli Imperatori, la forza e l'influenza dello gnosticismo continuò a crescere ed il Phrygianum restò chiuso. Sotto il regno di Antonino Pio (138 - 161 dopo Cristo) al culmine della popolarità dello Gnostico Valentino, l'Imperatore ordinò che i tunnel segreti e gli stessi templi situati nelle Catacombe fossero sigillati, bandendo numerose famiglie nobili Romane, inclusi numerosi membri della Famiglia dei Fulvii, da Tusculum a Leptis Magna, in Libia.


Settimio Severo e la restaraurazione del Phrygianum

Nel 193 dopo Cristo, l'Imperatore Settimio Severo da Leptis Magna, in Libia, con il supporto dei Fulvii esiliati fu il primo Imperatore a togliere il bando sul Culto Paolino come crimine capitale. Tale bando, in realtà, non fu mai contro i Cristiani, dato che il termine Cristiano non fu inventato che ai tempi di Costantino, un centinaio di anni dopo. Nè si estendeva al culto dei Beoti delle regioni Orientali dell'Impero.


Nel 193 dopo Cristo, Severo chiuse inoltre prontamente la scuola Gnostica fondata da Valentino, in cui venivano insegnate le scritture ed il messaggio originale di Gesù, ed al tempo diretta da suo figlio Ippolito, il quale all'età di 79 anni fu esiliato in Sardegna dove morì un anno dopo.


Significativamente, Severo ordinò la riapertura del Phrygianum dedicato alla Magna Mater, (il Grande Tempio di Cibele) sul Colle Vaticano, garantendo il controllo del tempio al Culto Paolino sotto la podestà di suo zio Gaius Fulvius Victor. Tuttavia, invece di riportare il tempio ai suoi rituali tradizionali in base ai quali era l'Alta Sacerdotessa a ricoprire il ruolo più importante, Fulvius dichiarò sè stesso Vescovo di Roma (Papa) utilizzando il nome Victor (Vittorio) come simbolo della sua vittoria sugli Gnostici di Valentino.


Questo rese Papa Vittorio I, in realtà, solo il secondo Vescovo della "Cristianità" a Roma, a 129 anni di distanza da Papa Lino. In ogni caso, Vittorio e la sua famiglia, che lo seguì a Roma, compreso suo figlio, il futuro Papa Zephyrinus I (199 - 205 dopo Cristo), e suo nipote, il futuro Papa Callistus I (217 - 222 dopo Cristo), erano ben lontani dall'essere cristiani.


In luogo del tradizionale sacrificio di bambini in occasione delle festività più importannti, Vittorio istituì il sacrificio di bambini in ogni occasione in cui la Messa veniva celebrata. Così sanguinoso fu il loro regno in riferimento al numero di bambini sacrificati e la corruzione nelle cariche che nel 222 Callistus fu ucciso su ordine dell'Imperatore Marcus Severus Alexander (222 - 235 dopo Cristo).


Il ritorno al Paganesimo del Phrygianum

Successivamente all'esecuzione di Callistus nel 222, il Phrygianum ritornò nelle mani di famiglie sacerdotali puramente pagane e riguadagnò la sua fama di tempio pagano.

Durante il regno di Papa Fabiano (236 - 250 dopo Cristo), è certo che egli non avesse il controllo del Phrygianum restaurato, nè che lo ebbe Papa Novation (250 - 252 dopo Cristo), nè che lo ebbero la serie di regni Papali intermittenti fino al regno di Eusebius di Caesaria (309 - 310 dopo Cristo).


Un altare di Cibele originariamente ospitato nel Phrygianum e dedicato a Cibele stessa, datato 374 dopo Cristo, supporta con certezza la tesi che il Colle Vaticano restò fermamente un tempio pagano dedicato a Cibele almeno fino all'arrivo di Papa Damasus (366 - 384 dopo Cristo).


L'assenza di qualunque Papa al primo Concilio di Nicea può quindi anche essere spiegata sulla base del fatto che non esistesse alcun Vescovo "Cristiano" (Papa) di Roma in questo periodo, almeno fino a quando Julius (più tardi conosciuto Papa Giulio, 337 - 352 dopo Cristo) fu inviato da Costantino come Vescovo Cristiano intorno al 337 dopo che il concilio stesso aveva "votato" per la creazione della Cristianità.

Il Regno dei Theodosii

Il regno dei Papi Theodosii a partire da Damasus, passando per Siricio, Anastasio, Innocenzo, Bonifacio, Celestino e Leone vide i primi veri tentativi indirizzati a rendere il Phrygianum un tempio cristiano nel vero senso della parola.

A Papa Siricio, nel 384 dopo Cristo, fu anche concesso dall'Imperatore, suo strettissimo parente, il titolo di Pontifex Maximus o "Pontefice Romano" (Papa).


All'epoca di Papa Vigilius (537 - 555 dopo Cristo), con le grande epidemie giunte ad infestare l'Europa, il Phrygianum fu ribattezzato San Pietro e la fittizia linea di Papi così come riportata nel Liber Pontificalis fu elaborata per la prima volta.

Il Mito del Colle Vaticano

Una serie di miti poveramente costruiti e scarsamente supportati da prove restano ai nostri giorni riguardo le vere origini dell'antica Basilica di San Pietro e del Colle Vaticano.


Il primo incredibile mito è quello in base al quale l'Imperatore Nerone (54 - 68 dopo Cristo) avesse costruito una pista privata per le corse sopra o nei pressi delle tombe dei nobili sulla cima del Colle Vaticano. La seconda parte di questa gigantesca farsa è quella riguardante l'esecuzione di Simon bar Jonah (San Pietro) e San Paolo proprio in questa pista privata ed il loro seppellimento nelle vicinanze della collina stessa .


A parte le sostanziali prove archeologiche riguardanti le investigazioni fatte sul sottosuolo del Vaticano indicanti il fatto che la maggior parte della collina fosse stata un tempo una Necropoli, e a parte il fatto che nessun Senatore Romano, nè Guardia Pretoriana, nè cittadino avrebbero mai permesso ad un Imperatore di commettere un tale sacrilegio quale quello di costruire una pista privata per le corse sopra o anche vicino ad una Necropoli, è inoltre la fonte stessa che reclama la veridicità di tale fantasiosa costruzione a restare assai sospetta.


La fonte di tali affermazioni pare sia infatti rintracciabile in un noto passo degli Annali di Tacito (XV. 44), uno storico Romano che si ritiene sia vissuto intorno al 116 dopo Cristo. Il problema è che nessun manoscritto originale di Tacito è sopravvissuto al tempo, a parte la testimonianza di un monaco cristiano del Decimo secolo che afferma di averne accuratamente trascritto il testo originale.

Tuttavia, frammenti sopravvissuti di un manoscirtto ad opera di Sulpicius Severus chiamato Chronica, e risalente al Quinto Secolo, che cita l'opera originale di Tacito, contraddicono numerosi degli stessi passi "trascritti" dal monaco cristiano. La seconda fonte cui si fa riferimento per sostenere tali asserzioni è invece l'altamente dubbioso e pesantemente ri-redatto Liber Pontificalis.


Il Liber Pontificalis introduce inoltre un addizionale insieme di fraudolente affermazioni, incluso il fatto di ammettere che in realtà esistesse un Tempio di Cibele sulla cima del Vaticano ma che questo coesistesse con una pista privata per gli Imperatori, una piccola Necropoli ed una grande Basilica costruita da Costantino come "dono" per il popolo Romano, in riferimento alla costruzione della quale erano stati impiegati "trent'anni", dal 326 al 356 dopo Cristo.

A parte gli altri "doni" di Costantino fabbricati con la frode, inclusa la famosa lettera in cui viene affermata l'autorità garantita alla Chiesa Cattolica, così come la falsità delle affermazioni che reclamano sia stato Papa Silvestro ad operare per la "cristianizzazione" di Costantino, non vi è alcuna prova del fatto che Costantino abbia devoluto alcuna parte dei suoi fondi o del suo tempo per migliorare o creare edifici a Roma dato che era così impegnato nel rendere minore il potere di Roma stessa tramite la costruzione della sua "Nuova Roma" a Bisanzio.


La fine del Phrygianum

Nel 1505, il Phrygianum fu infine demolito per ordine del Papa Giulio II per lasciare il posto al nuovo grande tempio pagano che noi oggi conosciamo con il nome di Basilica di San Pietro.


La nuova grande struttura è stata sottoposta ad un numero notevole di nuove impostazioni a livello di architettura e di costruzione che si sono susseguite nel corso dei successivi centocinquanta anni, con Michelangelo a ricoprire un ruolo certamente preminente.

IL PONTEFICE MASSIMO

Data di Fondazione: 720 avanti Cristo

Luogo di Fondazione: Roma

Fondatori: Re Numa Pompilio (717 - 673 avanti Cristo)

Etimologia: significato in Latino "il Pontefice Maggiore". Da pontifex ovvero "costruttore di ponti"; maximus ovvero "il più grande/il maggiore"

Funzione Originale: Alto Sacerdote del Collegio dei Pontefici Romano. La più importante posizione nella religione dell'Antica Roma.

Posizione Superiore: Nessuna

Posizione Inferiore: Collegio dei Pontefici



Informazioni Generali

La posizione di Pontifex Maximus (Pontefice Maggiore o Massimo) fu creata per la prima volta dal secondo Re di Roma Numa Pompilio (717 - 673 avanti Cristo) intorno al 720 avanti Cristo, come elemento essenziale nell'ambito della creazione del più complesso Collegium Pontificum (Collegio dei Pontefici).

Sebbene non restino resoconti credibili riferibili a questo periodo, è probabile che il Collegium fornisse un potere consiliare tanto spirituale, quanto politico al Re, in maniera simile a come operano al giorno d'oggi il Governo ed il Primo Ministro di un'odierno monarca. In maniera simile, inoltre, a come accade oggi nella Monarchia britannica, il Re Romano restava la carica suprema sia temporale che spirituale (Alto Sacerdote) di uno Stato fondato su una religione politeistica.


Quando la monarchia Romana fu abolita nel 509 avanti Cristo dal fondatore della Repubblica Romana Lucius Junus Brutus, i precedenti compiti ufficiali e religiosi del Re furono preservati nella nuova carica di Rex Sacrorum ovvero "Re dei Riti/delle Cerimonie Sacre". Tali diritti furono allora garantiti in capo al Pontifex Maximus con la premessa di limitare la sua influenza in campo politico.


Durante il periodo Repubblicano ed Imperiale, il Pontefice Massimo veniva eletto solitamente nell'ambito del Collegio dei Pontefici. La residenza ufficiale del Pontifex Maximus era la Domus Publica, situata tra la Casa delle Vergini Vestali e la Via Sacra, e vicino alla Via Regia, nel Foro Romano.


A motivo del potere risultante dalla carica, la posizione risultava essere assai ambita dalle famiglie nobili romane. Giulio Cesare, ad esempio, divenne Pontifex nel 73 avanti Cristo e Pontifex Maximus nel 63 avanti Cristo. Al fine di ridurre le possibilità che ci fosse una sola famiglia (o gens) a controllare la carica, inoltre, non più che ad un membro di una gens era permesso di essere membro del Collegio dei Pontefici, nè era ammesso che una persona potesse tenere più di un sacerdozio nell'ambito di un Collegio. Tali tradizioni furono tuttavia largamente ignorate durante le trasformazioni politiche che si verificano nel Terzo Secolo dopo Cristo.


L'arrivo della Magna Mater - Cibele Magna Mater

Nel 204 avanti Cristo, il Simulacro di Cibele, il più grande meteorite nero ferroso del mondo, oltre ad un gran numero di sacerdoti ed attendenti del complesso templare originario di Pessinus, in Frigia (odierna Turchia Sud-occidentale) si trasferirono a Roma per un grande festival di benvenuto preparato per quell'occasione dal Senato Romano.

Tanto importante era la nuova dea per Roma che il Senato commissionò ai due Censori M. L. Salinator e C. Cl. Nero di pianificare e costruire un edificio degno di ospitare la Pietra Nera e la Dea Cibele (conosciuta da allora come Magna Mater dai Romani). Un grande tempio della lunghezza di circa 70 metri fu così progettato e realizzato.


Fu scelto di collocarlo sul Colle Vaticano, data la sua prossimità e la particolare relazione geografica con il complesso di templi del Campidoglio situato sul Colle Capitolino ed in maniera che non inficiasse in alcuna maniera il ruolo primario dei templi degli antichi dei di Roma. Tuttavia, il sito presentava una serie notevole di problemi tanto dal punto di vista religioso quanto dal punto di vista ingegneristico. Prima di tutto, il Colle Vaticano rappresentava la più importante e sacra Necropoli di Roma. In secondo luogo, il suo suolo argilloso non forniva la necessaria stabilità per supportare un grande tempio romano in mattoni, pietra e marmo.


Per ovviare al problema, i romani costruirono una intelligente serie di livelli di camere aperte o strutture a "catacomba", come vere e proprie piattaforme nel terreno argilloso, permettendo al peso di essere redistribuito al meglio, ed operando inoltre per l'appiattimento del colle stesso al fine di garantire uno spazio maggiore alla costruzione. Ciò significava anche che buona parte dell'originaria Necropoli, ivi esistente da più di duecento anni, sarebbe rimasta indisturbata.


Le imponenti strutture di fondazione a "catatomba" ed il complesso templare si tramanda siano state realizzate lavorando per circa tredici anni, tra il 204 ed il 191 avanti Cristo. E' quindi l'11 Aprile del 191 avanti Cristo che il Pretore Marcus Iunus Brutus inaugurò e dedicò a Cibele il Tempio sul Colle Vaticano.


In questa data, la Magna Mater fu posta sul trono come Sacra Protettrice della Città, e fregiata di un meteorite conico molto più piccolo incastonato sul capo, quindi condotta tramite una processione in direzione di un Secondo Tempio di Cibele collocato tra i santuari degli altri dei romani sul Colle Palatino. In onore di questa occasione, i Ludi Megalenses furono istituiti e festeggiati per la prima volta.


Da tale data in poi, la carica di Pontifex Maximus rimase intimamente interconnessa tanto con la religione della Dea Madre Cibele, in qualità di suo Alto Sacerdote, quanto al Grande complesso templare collocato sulla cima del Colle Vaticano.


Compiti Originali derivanti dalla Carica

Nel periodo Repubblicano i compiti ufficiali del Pontifex Maximus decrebbero in importanza. Il suo compito e dovere principale restò la "pax deorum" ovvero la "pace tra gli dei".

Inoltre, i suoi doveri di stato includevano l'amministrazione dello jus divinum Romano o " diritto divino". Non appena le tradizioni religiose venivano codificate, queste ultime venivano ufficialmente dichiarate "dogma" ed incorporate in un corpus giuridico esteso.


Il Pontifex Maximus era anche tradizionalmente in carica degli standards ufficiali dei calendari Romani e delle unità di misura.


In termini di incarichi religiosi, i Megalesia (ad Aprile) rappresentavano una delle due più importanti cerimonie annuali, cui si aggiungevano i Saturnia (in Dicembre), ed ambedue erano essenzialmente associati al suo ruolo come Pontefice della "Chiesa Madre" di Cibele sul Colle Vaticano.


Come estensione del potere degli Imperatori Romani

Durante il periodo della Roma Imperiale, il ruolo di Pontifex Maximus venne inquadrato nei numerosi titoli e poteri dell'Imperatore.

Durante il regno di Domiziano (81 - 96 dopo Cristo), la religione ufficiale della Magna Mater Cibele fu abolita in seguito alla conversione dello stesso Domiziano allo gnosticismo sotto la guida di Josephus bar Matthias (San Luca). Sebbene gli Imperatore non abbiano ceduto ad altri il titolo di Pontifex Maximus, il Phrygianum di Cibele sul Colle Vaticano rimase tuttavia chiuso al culto fino alla fine del Secondo secolo dopo Cristo.


Nel 193, Gaius Fulvius Victor (193 - 199 dopo Cristo) anche conosciuto come "Papa Vittorio I" divenne il primo non Imperatore a reclamare il titolo di Pontifex Maximus, patrocinato in tale direzione dall'Imperatore Settimio Severo (193 - 211 dopo Cristo). I Severi non solo rimossero il bando posto sul culto di Cibele, ma fornirono ingenti risorse per favorire la ricostruzione ed il miglioramento del Phrygianum sul Colle Vaticano. In risposta, "Papa Vittorio" si ritiene abbia sacrificato bambini ed innocenti quasi su base quotidiana alla dea.


A Vittorio successe suo figlio, Pontifex Maximus Zephyrinus (199 - 205 dopo Cristo), come il secondo degli Alti Sacerdoti pagani e quindi il nipote, l'infame Pontifex Maximus Callistus (217 - 222 dopo Cristo).


La prima associazione del Pontifex Maximus con il Vescovo Cristiano di Roma

Successivamente alla cacciata dal trono imperiale dei Severi e l'esecuzione dell'ultimo della dinastia dei pontefici della famiglia dei Fulvii, la posizione ritonò nelle prerogative dell'Imperatore, almeno sino al regno degli Imperatori Teodosiani Bizantini, periodo in cui il titolo fu garantito al Vescovo Cristiano Siricio ("Papa Siricio"), strettamente imparentato con l'Imperatore stesso, intorno al 385 dopo Cristo, principalmente nel tentativo di rafforzare la pretesa familiare dei Teodosiani nel controllo spirituale sul decadente versante occidentale del Sacro Romano Impero.


Il titolo rimase una posizione chiave per i Vescovi Cristiani Teodosiani, almeno sino alla morte di Leone per mano di Genserico, Re Gnostico dei Vandali nel 455 dopo Cristo, durante il saccheggio di Roma.


Ritorno alla ribalta del titolo e sua associazione con Cibele

A partire dal 450 al 750 dopo Cristo, Roma perse essenzialmente tutta la sua influenza come centro cristiano, mentre Ravenna divenne la nuova capitale della Cristianità in Italia, e ciò già a partire dalla metà del Sesto secolo. Durante questo periodo, i discendenti delle famiglie sacerdotali del Collegium Pontificum, centrate a Tusculum, tentarono di dare nuova vita alla religione di Cibele ed assunsero la carica di Pontifex Maximus in qualità di Alti Sacerdoti del sacrificio umano nelle catacombe del Vaticano.

Nessuno di tali pontefici era Cristiano, Ariano o riferibile a qualunque altra versione del Cristianesimo. Durante le grandi epidemie, questi Papi divennero più simili a mostri che a leader spirituali avviando una serie di orribili e bizzarri sacrifici a Cibele.


La maggior parte dei regni di tali pontefici fu di breve vita, inclusi quelli di Felice III (484 - 493 - dopo Cristo), Felice IV (526 - 530 dopo Cristo) e Gregorio I (590 - 607 dopo Cristo).


Pipino il Breve ed il Falso Impero

Quando, nel 755-756 dopo Cristo, Pipino il Breve colse l'occasione, mentre il Sacro Romano Impero andava sfaldandosi, per la creazione dell'interamente fittizio ruolo del Pontefice "Cattolico" Romano, il titolo fu abbreviato a Pontefice e "Papa" di Roma.

Comunque, è solo nell'827 dopo Cristo, quando i diretti discendenti dei Conti di Tusculum, gli antichi sacerdoti di Cibele, riuscirono ad accaparrarsi nuovamente la gestione del Papato, che il titolo completo di Pontifex Maximus cominciò ad essere ufficialmente utilizzato in associazione con i Papi Cattolici.


Quest'ultimo resta inoltre il primo titolo storicamente reclamato dalla serie dei Papi Cattolici a partire dall'invenzione della Chiesa Cattolica nel 755 dopo Cristo.


Il Primo Anti-Papa e Pontifex Maximus

In seguito alla pedita dell'Italia da parte dei Carolingi, i Conti di Tusculum reclamarono per sè, rispetto alle antiche famiglie Romane della regione, il diritto alla carica di Pontifex Maximus e quindi alla più elevata carica sacerdotale del culto della Magna Mater (Cibele).

Il primo Pontifex Maximus della famiglia fu certamente l'Antipapa Formosus, l'uomo accreditato per l'incoronazione di Guido di Spoleto come "falso" Imperatore utilizzando le false pretese create a tavolino dai Carolingi contro loro stessi.


Formosus fu poi seguito da una lunga linea ininterrotta di Alti Sacerdoti puramente pagani conosciuti nella storia come la "pornocrazia", che finì con l'includere:


Periodo

PeriodAo

Titolo di Pontifex

 

Culto

897-897

Teodoro II

 

Cibele

898-904

Giovanni IX

 

Cibele

904-911

Sergio III

 

Cibele

911-913

Anastasio III

 

Cibele

914-928

Giovanni X

 

Cibele

928-942

Giovanni XI

 

Cibele

942-946

Marino II

 

Cibele

946-955

Agapito II

 

Cibele

955-964

Giovanni XII

 

Cibele

965-984

Giovanni XI/XIII

 

Cibele

985-996

Giovanni XV

Arrestato ed giustiziato da Ottone III

Cibele

997-999

Gregorio V

Reclamo per sè il Phrygianum pagano

Cibele

999-1003

Giovanni XVII

 

Cibele

1003-1009

Giovanni XVIII

 

Cibele

1009-1012

Sergio IV

 

Cibele

1012-1024

Teofilatto

 

Cibele

1024-1032

Giovanni XIX

 

Cibele

1032–1045

Teofilatto

 

Cibele

1045-1046

Gregorio VI

 

Cibele

1056-1084

Gregorio VII

 

Cibele


L'ultimo puro Pontifex Maximus - Gregorio VII

Il Pontifex Maximus Gregorio VII rappresenta non solo il fondatore del Culto Romano, ma anche l'ultimo puro Pontifex Maximus nella storia.

Quando Re Enrico IV si decise ad invadere l'Italia nel 1083, e Roma stessa nel 1084, il Pontifex Maximus Gregorio VII fu catturato e giustiziato. Inoltre, il Cattolico Enrico ordinò la completa distruzione della città di Tusculum, che fu in effetti rasa completamente al suolo, oltre che l'esecuzione di tutti coloro che fossero sospettati di essere sacerdoti pagani.

LA CHIESA CATTOLICA

Altri Nomi: Santa Chiesa Cattolica

Anno di Origine: 742 dopo Cristo

Fondatori: Pipino il Breve, Carlomanno, Winfred (figli di Carlo Martello)

Quartier Generale: Basilica di Saint Denis, Parigi

Capo dell'Organizzazione: Vicarius Christi (Vicario di Cristo) e Primate

Leader Odierno: Papa Benedetto XVI

Membri: 1 miliardo e 200 milioni di individui (2009)



Fondazione

La Chiesa Cattolica fu fondata nel 742 dai fratelli Pipino il Breve, Carlomanno e Winfred - figli di Carlo Martello - al Primo Concilio Ecumenico tenuto a Saint Denis, nella città di Parigi.

La formazione della Chiesa Cattolica ad opera dei profondamente religiosi Cavalieri Pipinidi - difensori tradizionali dei Re "Sangreal" Merovingi - fu inizialmente operata come risposta diretta alla scomunica della famiglia ad opera dell'Imperatore Cristiano Leone III nel 730, avvenuta in seguito al rifiuto di Carlo Martello stesso di abbandonare il regno Merovingio e divenire il Capo dello staff militare di Leone III nella difesa del Sacro Romano Impero Cristiano.

All'epoca di Carlo Martello, l'intera Civiltà Occidentale (incluso l'Impero Bizantino) era stata salvata da lui in quanto "Cavaliere dei Cavalieri" nella Battaglia di Tours del 732 avanti Cristo.

In termini pratici, l'editto di scomunica aveva un effetto limitato nel ridurre il potere di Carlo Martello. Egli rimase il leader dell'armata più professionale del tempo e non fu mai sconfitto in battaglia. Ma in termini personali, danneggiò profondamente una famiglia dotata del più profondo senso dell'onore. Legalmente, in seguito a tale decreto, Carlo Martello, in quanto soggetto a scomunica cristiana, non avrebbe potuto essere incoronato come Re Cristiano. Lo stesso discorso valeva per uno qualsiasi dei membri della sua famiglia, a meno che una forza pari o più grande rispetto a quella di Costantinopoli si manifestasse per neutralizzare l'effetto della scomunica stessa.


Nei tempi che seguirono la scomunica di Carlo Martello ad opera dell'Imperatore Leone III, nel 730, fu il Venerabile Beda, il Tutore Ufficiale dei Pipinidi, lo strumento essenziale per portare avanti l'idea di Carlo: quella di creare il più grande scriptorium sul continente europeo degli ultimi cinquecento anni, da collocare nell'Abbazia di Saint Denis nei pressi del Palazzo Gotico dei Pipinidi. Nel 731, quindi, lo stesso Beda fu nominato primo Abate di Saint Denis, una carica che andava ad aggiungersi ai suoi compiti di tutore.

La sede del potere della famiglia dei Pipinidi era il Palazzo di Saint Denis, a circa otto chilometri dal centro di Parigi - un palazzo magnifico e la prima costruzione Gotica della Storia. Il sito fu successivamente riconosciuto come sede della tomba di Saint Denis ("Dionysus"). Questo fuorviante mito storico non è in realtà più recente del Quattordicesimo secolo. Non è poi neanche rispondente a verità il fatto che rappresentasse il sito in cui erano collocate le tombe Reali dei Merovingi prima dell'Ottavo Secolo - la maggior parte di queste, infatti, furono spostate lì solo dopo che il palazzo Reale Carolingio fu massicciamente rinnovato per divenire la prima Cattedrale della Chiesa Cattolica a partire dal 742 dopo Cristo.


Il primo compito che Carlo Martello affidò al Venerabile Beda fu comunque quello di organizzare, in collaborazione con gli studiosi raccoltisi intorno a lui, una nuova lingua "comune" per il Regno Franco. Questa lingua sarebbe stata chiamata Anglaise o "Inglese" e mirava a liberarsi delle pastoie dei Sacri Romani Imperatori di Costantinopoli e dal loro Latino e Greco. In secondo luogo, Carlo voleva che il suo popolo potesse ascoltare le parole della Bibbia Cristiana nella nuova lingua comune.


Le grandi contraffazioni che fondarono la Chiesa Cattolica

Alla morte del padre, Carlomanno, Winfred e Pipino rimasero fedeli all'onore dimostrato dai loro antenati e lavorarono insieme principalmente per liberare l'Impero Franco prima dalle ribellioni e più tardi per espandere il proprio territorio e la propria influenza. Immediatamente dopo la morte del padre, i fratelli furono subito messi alla prova dalle ribellioni di Hunoald di Aquitania nel 742, da quelle dei Sassoni ed anche da quella di Odilo di Baviera.

Carlomanno fu lo strumento essenziale, in qualità di nuovo capo della famiglia, nello scegliere di convertire l'intero palazzo in un tempio sacro al padre trasformandolo nel primo tempio in senso proprio della Chiesa Cattolica - poi divenuto nel tempo la prima vera e propria Cattedrale, con Carlomanno stesso riconosciuto come primo "santo" della Chiesa Cattolica.


Essendo venuto a conoscenza dell'avvenuto Sinodo e del nuovo nome per la scissionista "Chiesa Cattolica", il Sacro Romano Imperatore Costantino V (741 - 775), figlio dell'Imperatore Leone III, rispose all'affronto definendo i Franchi "Iconodules" (in Greco, eikono-doulos significa "colui che serve/adora false immagini"). L'insulto ebbe probabilmente l'effetto opposto rispetto a quello desiderato, incoraggiando i figli di Carlo Martello a raddoppiare i propri sforzi. Tuttavia, l'etichetta ha avuto un perdurante effetto storico ed è servita come perfetta "icona" per rappresentare falsamente e nascondere la verità sulla formazione della nuova Chiesa Cattolica, trasformando tale evento in una specie di "piccolo scandalo" (ndr: "Disputa Icononoclastica").


Nel 743, i fratelli permisero l'incoronazione di Childerico III (743 - 751) come Re dei Franchi, tramite l'amico di famiglia Daniele di Winchester, una misura ad interim, mentre loro stessi si impegnavano per la nascita e lo sviluppo della loro Chiesa Cattolica. In ogni caso, la mossa di nominare un Re "fantoccio" fu accettata solo da una parte dell'Impero ed Hunoald di Aquitania si alleò con i Baschi ribellandosi al potere centrale.


Già nel 745, la ribellione fu sedata, e Carlomanno e Pipino concentrarono la loro attenzione sui piani per rafforzare le ambizioni della Chiesa Cattolica nel divenire una forza superiore a quella di Costantinopoli, di conseguenza liberando sè stessi dal giogo della scomunica. Non più tardi del 746, il lavoro era già ben avviato, nella neonata Abbazia di Saint Denis, sia per quanto riguarda la stesura della Donazione di Costantino sia per la stesura della Vulgata, quest'ultima basata sugli scritti in Latino di Saint Jerome.


Con la storia mitica di San Pietro come primo Vicario di Roma in via di completamento e la Donazione di Costantino a reclamare il fatto che Costantino stesso aveva concesso la sua autorità spirituale come "fondatore della cristianità" ad un Vicario collocato nell'Antica Roma, tutto quello che restava da fare era invadere l'Italia, prendere Roma e stabilire una volta per tutte la carica di Vicarius Christi (Vicario di Cristo).


E' certo che i Sacri Romani Imperatori di Costantinopoli avessero spie consapevoli dei piani dei fratelli, dato che esistono indicazioni storiche nelle quali viene riportato che l'Imperatore Costantino V rinforzò effettivamente il contingente collocato a Roma - alle spese delle truppe a difesa dell'Esarcato di Ravenna - per difendersi contro un eventuale attacco dei Franchi. Carlomanno partì infine per Roma nel 747, via mare, con un vasto contingente da utilizzare contro i Bizantini.


Nel 751 Carlomanno sconfisse i nemici e prese Roma. Tuttavia, piuttosto che dichiarare Roma ed il territorio circostante come parte dell'Impero Franco, Carlomanno mise in atto il passo successivo del piano elaborato con i fratelli e rinunciò alla sua vita precedente, mutando il suo nome in Zaccaria - in onore dell'Alto Sacerdote del Tempio esiliato e padre di Giovanni il Battista - ed assunse per sè il titolo di Vicarius Christi (Vicario di Cristo).


Esibendo la Donazione di Costantino, Zaccaria emanò la prima "Bolla Papale" della storia scomunicando in pratica l'intera famiglia reale Bizantina, il Patriarca di Costantinopoli e tutti i suoi vescovi. Così, per la prima volta, dopo ventuno anni, i Pipinidi poterono finalmente liberarsi dell'infamante scomunica - dato che l'opera del Vicarius Christi Zaccaria (alias Carlomanno) neutralizzava dal punto di vista legale le pretese Bizantine affermando di conseguenza che, in realtà, la loro Chiesa non avesse alcuna autorità apostolica.


Ma prima che Pipino potesse essere incoronato "legittimo" Patriarca della cristianità della Chiesa Cattolica, i Bizantini scatenarono tutto ciò che era in loro potere per impedire che l'evento apparentemente inevitabile si verificasse, abbandonando intere parti del loro stesso Impero per raccogliere le forze utili a sconfiggere le armate dei Franchi. Pipino inoltre si trovò ad affrontare una serie di estese rivolte in tutto l'impero, fomentate dalle spie bizantine, mentre Carlomanno, il primo "Papa" di sempre della Chiesa Cattolica, era egli stesso sotto attacco grazie alle nuove forze fresche bizantine giunte presso Roma.


Con una astuta mossa, nello stesso anno (751), Zaccaria nominò il fratello Winfred come suo emissario, mentre Pipino era impegnato nell'elaborazione di altre due contraffazioni - il Seggio di San Pietro, il documento noto sotto il nome di Lettera di San Pietro oltre all'elaborazione del concetto legato alla donazione volontaria o tassazione successivamente nota come "Denarii Sancti Petri" (Peter's Pence).


Pipino convocò il Re "fantoccio" Childerico III ordinandogli di richiamare a sè i nobili per incontrarlo a Saint Denis, dove Childerico stesso avrebbe dovuto abdicare sotto l'occhio vigile delle truppe di Pipino. Winfred quindi esibì tanto il Seggio di San Pietro quanto la Lettera di San Pietro come "prove" dirette ai nobili e riguardanti la legittimità della posizione e della carica di Zaccaria a Roma, decretando di conseguenza l'annullamento della scomunica contro gli stessi Pipinidi. Fu così che Winfred incoronò suo fratello Pipino sul "Seggio di San Pietro" come Re dell'Impero Franco.


La loro gioia durò poco, tuttavia, dato che l'anno successivo (752), il Vicarius Christi Zaccaria (Carlomanno) e numerosi componenti della sua famiglia furono uccisi dalle truppe Bizantine successivamente al lancio di un attacco di sorpresa su Roma coronato da successo. Questo evento - nel 752 - più di qualunque altro cambiò per sempre l'atteggiamento ed il codice d'onore dei Pipinidi verso il dissenso, verso i nobili che gli si opponevano e verso le loro iniziali ambizioni riguardanti la Chiesa Cattolica e l'Impero.


Il figlio di Carlomanno (Papa Stefano I) riuscì tuttavia a fuggire da Roma ed a rientrare nell'Impero Franco, accolto da Pipino, che di lì a breve, organizzò una sfarzosa cerimonia in occasione della prima "incoronazione" della storia avvenuta nella Basilica di Saint Denis, in cui il "Papa" Stefano incoronò Re Pipino (suo zio) come patricius Romanorum (patrizio Romano).


Per rafforzare la pretesa dei Pipinidi e della loro emergente Chiesa Cattolica, ai maestri della contraffazione ospitati nell'Abbazia di Saint Denis fu commissionata la creazione di un vero capolavoro del settore, il Liber Pontificalis ("le vite dei Pontefici") - con Stefano ormai ufficialmente riconosciuto come Pontefice o Papa (il primo nella storia) - che finiva con l'utilizzare addirittura l'antica carica pagana di Pontifex Maximus per rafforzare il suo ruolo di Capo della Chiesa Cattolica, ovvero di Vicarius Christi.

Genealogie e storie interamente fittizie furono mescolate con eventi storici realmente accaduti per mettere al mondo questo capolavoro della contraffazione - il Liber Pontificalis appunto - con lo scopo principale di creare una completa successione di "Papi" che potesse essere invocata a partire da San Pietro per giungere fino a "Papa Stefano".

Sia Pipino che Stefano continuarono quindi ad impegnarsi nel creativo sviluppo della dottrina della Chiesa Cattolica a Saint Denis, fino a quando i Franchi furono pronti a lanciare il loro attacco via mare, verso Roma, nel 755. Quando tale spedizione partì, il contingente Bizantino venne ivi sbaragliato fino all'ultimo uomo. Pipino quindi scatenò le sue forze contro il Re Longobardo Astolfo senza mostrare alcuna pietà.


La nascita degli Stati del Papa a supporto della legittimità della "Donazione di Costantino"

In meno di un anno, quella che veniva definita come l' "invincibile armata Longobarda" fu letteralmente fatta a pezzi dall'esercito professionale Franco. A partire dal 756, Pipino aveva conquistato tutto il territorio originariamente parte dell'Esarcato Bizantino di Ravenna e sconfitto Re Astolfo. Il mito storico sostiene che Pipino permise ad Astolfo di vivere e che quest'ultimo perse "accidentalmente" la vita in un incidente di caccia di lì a breve. Invece non vi è alcun mistero su come selvaggiamente i Franchi agirono sui Longobardi. Non furono fatti prigionieri. Nessun accordo fu concluso con i nobili Longobardi per evitare future ribellioni.

A partire dal 756, dopo l'eliminazione delle possibili future minacce nella Penisola Italiana, Pipino avviò una delle imprese più temerarie ed uniche della storia - egli si assicurò che le terre precedentemente occupate dall'Esarcato Bizantino di Ravenna fossero concesse al Pontefice ed alla Chiesa Cattolica, ora denominata Chiesa Cattolica Romana per la prima volta nella storia.


Tale atto di Pipino ebbe due principali effetti per la sua emergente Chiesa Cattolica. In primo luogo, significò che una vasta quantità di terre e proprietà cadevano ora sotto il controllo del Papa in qualità di Monarca assoluto - un potere che non aveva precedenti nella storia per un Alto Sacerdote di qualunque religione. Anche il Patriarca Primate della Chiesa Cristiana a Costantinopoli, infatti, era sottoposto all'Imperatore - in riconoscimento di come la Cristianità stessa fu fondata per la prima volta dal Sacro Romano Imperatore Costantino.

Il secondo effetto della Donazione di Pipino fu che essa creò, in una maniera senza precedenti, la pretesa alla successione apostolica tramite la Donazione di Costantino, il Liber Pontificalis, Il Seggio di San Pietro ed il concetto del "Peter's Pence" o Denarii Sancti Petri, oltre a tutte le altre contraffazioni create nell'Abbazia di Saint Denis nei dieci anni precedenti. Fu anche l'estrema vendetta nei confronti degli autori della scomunica subita da suo padre (Carlo Martello), il vero oggetto della guerra sostenuta dai Pipinidi contro la Chiesa Cristiana, che fu conclusa con un tale successo che ora era la loro stessa chiesa appena creata a possedere ed a dominare sulle terre dei loro passati detrattori in un regime di assoluta monarchia.


Pipino lasciò una parte considerevole delle sue truppe in Italia a servizio di suo nipote Stefano, lanciando successivamente un violento attacco contro i Saraceni che occupavano parte della Gallia, scacciando quelli che erano "gli invincibili Mori" dalla regione ed integrando pienamente l'Aquitania nel suo regno.


I Vicari di Cristo ed i Primati Pipinidi della Chiesa Cattolica dominarono Roma fino all'846, quando la città, allora sotto il Primate Eugenio II, fu attaccata ed occupata dall'Armata Saracena (musulmana) di Maometto I Abul-Abbas ibn al-Aghlab Abi Affan (841 - 856), Emiro di Ifriqiya (Africa).


La perdita di Roma, occupata dai Saraceni (847 - 872)

A partire dall'847, i Saraceni dichiararono la maggior parte del Centro e del Sud d'Italia come nuovo "Emirato" - con un nome che è nel tempo andato perduto - con la sua capitale a Bari (sulla Costa Sud-orientale dell'Italia). Si narra che il nome dell'Emiro fosse Sawdan - il quale viene ricordato da alcune fonti come saggio e tollerante mentre da altre come uno spietato tiranno. Ciò che è invece chiaro - in relazione alla permanenza in vita ed alla progressiva acquisizione di status nel quadro del nuovo Emirato - è che i Conti di Tusculum e le altre famiglie nobili Longobarde stipularono una serie di trattati di pace con gli invasori musulmani.


A causa di ribellioni interne e di rivalità familiari, i Franchi non riuscirono ad organizzare un vero e proprio contrattacco fino all'867. In una delle più grandi falsificazioni di questo periodo, il Culto Romano afferma che in questa fase il più mortale nemico dei Franchi, l'Imperatore Cristiano Bizantino Basilio I, fosse sceso a patti in qualche maniera con il leader della Chiesa Cristiana Cattolica Luigi al fine di costituire una flotta in grado di riprendere Roma - presumibilmente per reclamare l'autenticità delle pretese della Chiesa Cattolica, nata appena da 125 anni a quel tempo....


Tuttavia, questa falsificazione dei fatti storici sfuma nel ridicolo se si paragona alle revisioni fatte successivamente sul Liber Pontificalis da parte del Culto Romano in base al quale esistevano "Papi" Cattolici ancora al potere nel periodo in cui i musulmani controllavano Roma.

Data la tolleranza mostrata dai Musulmani nei confronti delle famiglie nobili pagane dell'Italia, invece, il periodo dell'occupazione musulmana di Roma (847 - 872) vide quasi certamente un ritorno al potere dei Conti di Tusculum nel loro ruolo di Alti Sacerdoti pagani - ovvero di Pontifex Maximus dell'altare pagano della Magna Mater, Regina dei Cieli. L'inclusione di famosi Alti Sacerdoti pagani nella lista dei Papi durante tale periodo è decisamente una prova in questo senso.

Quando Luigi attaccò infine i Saraceni nell'871, egli concentrò le sue forze direttamente sulla presa di Bari. Immediatamente dopo i primi successi, i principi Longobardi nominalmente cristiani cambiarono nuovamente fronte e proclamarono la loro lealtà alla Chiesa Cattolica.


Ma tramite un atto di puro tradimento, caratteristico degli antichi principi Longobardi, Radelchi I, principe di Benevento, dapprima dette il benvenuto a Luigi II come ospite, quindi lo prese in ostaggio - trattenendolo probabilmente per venderlo ai suoi padroni musulmani. Tuttavia all'arrivo dei rinforzi Saraceni, Radelchi I cambiò idea e costrinse Luigi II a promettergli solennemente che nè lui, nè i suoi discendenti prendessero la propria vendetta per quel tradimento, nè che entrassero in Benevento con un esercito - una promessa che i Franchi mantennero fino all'anno 1086.


Ritornato successivamente al suo esercito, Luigi scacciò i Saraceni e, a partire dall'Aprile dell'872, Roma tornò nuovamente nelle mani della Chiesa Cattolica. Nel Maggio dell'872, una volta che "Papa" Adriano II fu insediato, Luigi II fu nuovamente incoronato Sacro Cattolico Romano Imperatore a Roma.


La nascita del Culto Romano

Alla morte di Luigi II nell'876, egli lasciò un vuoto di potere notevole nell'ambito dell'Impero Franco. Lo stesso Papa Cattolico Adriano II non sopravvisse a lungo dopo che le contese nell'ambito degli Stati del Papa si manifestarono nuovamente.


Durante questo periodo, i numerosi principi Longobardi che avevano cercato di mantenere titoli e terre cambiando costantemente di fronte tra Bizantini, Musulmani ed invasori Cattolici si decisero a combattere per reclamare definitivamente per sè il titolo di Re d'Italia e di Sacro Romano Imperatore.


Durante questo periodo non vi era alcun assolutamente alcun Papa Cattolico a Roma dato che i Conti di Tusculum, in qualità di Alti Sacerdoti del Culto della Magna Mater (Cibele) avevano nuovamente ripreso il potere ed il controllo della città.


Il primo a rompere gli indugi tra i continuamente guerreggianti principi Longobardi fu Guido II di Spoleto. Tramite un atto molto astuto, nell'anno 891, Guido riuscì a convincere Formoso, l'Alto Sacerdote della Magna Mater di quel tempo (Pontifex Maximus) ed antenato della famiglia Colonna, a convertirsi, almeno in apparenza, e ad assumere la carica di Papa Cattolico, divenendo di conseguenza capace di coronare Re Cattolici ed addirittura Imperatori.


Se Formoso si sia o meno convertito al cristianesimo è questione di dibattito, quello che è certo è che nell'anno 892, in una sontuosa cerimonia tenuta a Roma, Guido fu incoronato Re d'Italia e Sacro Romano Cattolico Imperatore da "Papa" Formoso.


Nè il regno di Guido, nè quello di Formoso furono in realtà molto lunghi dato che almeno quest'ultimo venne assassinato da altri membri della sua ferocemente pagana famiglia di antichi sacerdoti, non più tardi dell'anno 896.


Il Vaticano ed i Conti di Tusculum ritornarono di conseguenza alle loro sanguinose abitudini pagane fino al momento in cui il Pontifex Maximus Gregorio VI (1045 - 1046) fu catturato e giustiziato dalle forze del Sacro Imperatore Cattolico Enrico III.


Il legittimo Papa Cattolico Clemente II fu così il primo Papa Cattolico a tornare a Roma dai tempi di Adriano II e restò in carica fino alla morte dell'Imperatore nel 1056.


Immediatamente dopo, nel 1057, "Papa" Gregorio VII (1057 - 1084) divenne il primo genuino Alto Sacerdote della Magna Mater Cibele (Pontifex Maximus) a convertirsi al Cattolicesimo, fondando le dottrine chiave di quello che sarebbe poi divenuto il Culto Romano - una parassitaria serie di eresie che hanno resistito fino ai nostri giorni per più di mille anni, e che si ponevano in assoluto contrasto tanto con i cardini del Cristianesimo nella sua forma originaria, tanto con quelli che erano i crismi della Chiesa Cattolica.


E' infatti a Gregorio VII che si deve l'infusione dei rituali di sacrificio umano dedicati alla Dea Madre ("Magna Mater") Cibele, che ora assumeva il nome in Maria, in una liturgia che pretendeva di essere "Cattolica". Questo fu uno dei motivi che condussero all'invasione dell'Italia da parte di Enrico IV ed all'esecuzione da parte di questi dello stesso Gregorio VII nel 1084. Il Culto Romano, tuttavia, sopravvisse tramite le linee di sangue Longobarde dei Principi di Benevento, i quali, attraverso le incredibili strategie e traversie di Urbano II (alias Pietro l'Eremita) riuscirono a raggruppare un esercito di dimensioni impensabili ed a conquistare Costantinopoli, sequestrando i testi storici e sacri contenuti nell'Archivio Imperiale di Costantinopoli.


Una volta che il Culto Romano ebbe in suo possesso i testi ed i resoconti storici concernenti la formazione della Cristianità, era solo una questione di tempo prima che qualcuno permettesse al Culto Romano di prendere in effetti il parassitico controllo completo della Cattolicità. Tale evento occorse infine nel Concordato di Worms del 1123, in cui un accordo ben delineato fu raggiunto tra il leader del Culto Romano Callisto II ed il Sacro Imperatore Cattolico Enrico V.


Dal Concordato in poi, ci sono stati numerosi periodi nella storia in cui il patto scellerato tra le famiglie nobili Cattoliche e le famiglie del Culto Romano è stato rotto - segnatamente in occasione del "Grande Scisma" verificatosi tra il 1378 ed il 1417.


In ogni caso, il Culto Romano - che raccoglie oggi solo poche migliaia di membri costituiti dai discendenti delle famiglie nobili legate agli antichi sacerdoti di Cibele - per la maggior parte del trascorso millennio, ha controllato il Papato della Chiesa Cattolica, la sua liturgia e la sua Straordinaria ricchezza. Un "pugno" di individui che oggi controlla gli interessi e la condotta di più di un miliardo di fedeli sul pianeta.


Seguono i Papi "legittimi" della Chiesa Cattolica (inclusi gli Antipapi Sassoni)

Periodo

Titolo di Pontifex

Linea di Sangue

 

751-752

Zaccaria

Carolingia

 

752-757

Stefano II

Carolingia

 

757-767

Paolo I

Carolingia

 

767-772

Stefano III

Carolingia

 

772-795

Adriano I

Carolingia

 

795-816

Leone III

Carolingia

 

816-817

Stefano IV

Carolingia

 

817-824

Pasquale I

Carolingia

 

824-847

Eugenio II

Carolingia

 

847-858

Leone IV

Carolingia

 

858-867

Nicola I

 

 

867-876

Adriano II

 

 

876-885

Adriano III

 

 

885-895

Stefano V

 

 

895-903

Stefano VI

 

 

903-903

Leone V

 

 

903-928

Leone VI

 

 

928-936

Stefano VII



IL CULTO ROMANO (CATTOLICO)

Altri Nomi: Madre Chiesa, Culto Romano, Magna Mater, Culto di Maria, Culto Vaticano, Il Papato

Anno di Origine: 1057

Fondatore: il Pontifex Maximus pagano convertito Gregorio VII, in qualità di Papa

Quartier Generale: il Vaticano (Tempio dedicato alla Magna Mater), Roma

Capo dell'Organizzazione: Pontifex Maximus, Pontefice Romano, "Papa"

Leader Attuale: Benedetto XVI

Membri: 4500 individui (2009)



Fondazione

Il Culto Romano, anche conosciuto come Culto Cattolico Romano del Vaticano, fu fondato ufficialmente per la prima volta nel 1057 dal capo degli Alti Sacerdoti del Culto della Magna Mater (Cibele), conosciuto con il nome di Gregorio VII.


Il Culto Romano non ha mai rappresentato la leadership legittima della Chiesa Cattolica. Tuttavia, tramite una campagna continua e costante indirizzata a consolidare il proprio potere, questo gruppo relativamente ristretto di individui controlla oggi il destino di più di un miliardo di fedeli Cristiani e di Cristiani rispettosi dell'etica Cattolica, i quali, ad oggi, restano convinti della effettiva legittimità del Culto Romano stesso.


Un Culto sanguinario e brutale - che implica il sacrificio umano, la pratica di bruciare sul rogo le vittime (avviata già a partire dall'Undicesimo secolo), l'adorazione delle forze oscure ispirate alla Magna Mater ed il più rigoroso celibato del clero di livello più basso - e che utilizza come centro di potere l'enorme Phrygianum collocato sul Colle Vaticano già a partire dal Secondo secolo avanti Cristo.


E' a partire dal Primo secolo dopo Cristo, che il suo Alto Sacerdote, una posizione ereditaria controllata da un pugno di antiche famiglie, reclamò per sè l'antico e Pre-Repubblicano titolo di Pontifex Maximus dopo che gli Imperatori Romani assunsero su di sè la carica di Alto Sacerdote del culto statale della Magna Mater (Cibele).


Custodendo gelosamente il loro passato e la loro eredità pagana, oltre che il diritto a sacrificare esseri umani alle divinità oscure legate al culto di Cibele che essi in realtà adorano, queste antiche famiglie furono più di una volta bandite dalla città di Roma subendo anche l'onta della chiusura del loro tempio principale collocato sul Vaticano.


Tuttavia, durante i tumultuosi periodi della storia Romana e dopo il collasso di Roma come centro dell'Impero, gli Alti Sacerdoti pagani assunsero più di una volta il ruolo di leader della comunità di Roma ed in più di un periodo ritornarono apertamente alle loro antiche pratiche di sacrificio di bambini, cannibalismo ed adorazione delle forze oscure associate alla Magna Mater tanto nel periodo che va dal 590 al 752, quanto in quello che va dall'847 all'872 ed infine in quello che va dall'896 al 1057.


Il primo "falso" Pontifex Maximus Cattolico, Formoso

Alla morte di Luigi II nell'876, egli lasciò un vuoto di potere notevole nell'ambito dell'Impero Franco. Lo stesso Papa Cattolico Adriano II non sopravvisse a lungo dopo che le contese nell'ambito degli Stati del Papa si manifestarono nuovamente.


Durante questo periodo, i numerosi principi Longobardi che avevano cercato di mantenere titoli e terre cambiando costantemente di fronte, tra Bizantini, Musulmani ed invasori Cattolici, si decisero a combattere per reclamare definitivamente per sè il titolo di Re d'Italia e di Sacro Romano Imperatore.


Durante questo periodo non vi era alcun assolutamente alcun Papa Cattolico a Roma, dato che i Conti di Tusculum, in qualità di Alti Sacerdoti del Culto della Magna Mater (Cibele) avevano nuovamente ripreso il potere ed il controllo della città.


Il primo a rompere gli indugi tra i principi Longobardi continuamente in guerra, fu Guido II di Spoleto. Tramite una mossa molto astuta, nell'anno 891, Guido riuscì a convincere Formoso, l'Alto Sacerdote della Magna Mater di quel tempo (Pontifex Maximus), ed antenato della famiglia Colonna, a convertirsi al cristianesimo Cattolico, almeno in apparenza, e ad assumere la carica di Papa Cattolico, divenendo di conseguenza capace di incoronare Re Cattolici ed addirittura Imperatori.


Se Formoso si sia o meno divenuto un vero cristiano è questione di dibattito, quello che è certo è che nell'anno 892, in una sontuosa cerimonia tenuta a Roma, Guido fu incoronato Re d'Italia e Sacro Romano Cattolico Imperatore da "Papa" Formoso.


Nè il regno di Guido, nè quello di Formoso furono in realtà molto lunghi, dato che, almeno quest'ultimo, venne assassinato dagli altri membri della sua ferocemente pagana famiglia di antichi sacerdoti, non più tardi dell'anno 896.


Il Vaticano ed i Conti di Tusculum ritornarono di conseguenza alle loro sinistre abitudini pagane fino al momento in cui il Pontifex Maximus Gregorio VI (1045 - 1046) fu catturato e giustiziato dalle forze del Sacro Imperatore Cattolico Enrico III.


Il "Grande" Gregorio VII

Ildebrando (Gregorio VII) era nato a Soana, odierna Sovana, una piccola città nel Sud della Toscana. Si ritiene appartenesse alla nobile famiglia degli Aldobrandeschi, un sottogruppo della più ampia famiglia di sacerdoti pagani di Tusculum.


Nel 1046, le forze del Sacro Imperatore Cattolico Enrico III invasero l'Italia ed uccisero tutti i membri della linea di sangue dei Conti di Tusculum che riuscirono a trovare e catturare - in questo senso Gregorio VI (1045 - 1046) fu l'ultimo legittimo e completamente pagano Pontifex Maximus di Roma.


In seguito al sacrificio della più antica dinastia di Alti Sacerdoti di Cibele d'Italia ad opera di Enrico III, pare che Ildebrando abbia giocato un ruolo particolamente attivo nello stabilire una nuova serie di relazioni tra le varie famiglie di Principi che avevano combattuto contro le numerose invasioni di forze Cattoliche, di forze Imperiali Cristiane di Costantinopoli e di forze Musulmane lungo tutta la penisola italiana.


Fu inoltre probabilmente in una delle sue numerose visite a Pandolfo IV, componente dei potenti Principi di Capua e Benevento, che Ildebrando venne per la prima volta in contatto con i fratelli Baschi Roberto e Rogelio Borja, mercenari spesso conosciuti anche come Borgia, Borsa o "Guiscardi" (che semplicemente significava "infidi ed astuti").


I Baschi erano antichi adoratori delle forze oscure, in particolare di Mari - l'archetipo sia dell'immagine del Diavolo-Mendes in forma di Capro che di Lucifero. Inoltre, tale popolo nutriva un odio profondamente radicato nei confronti del Cattolicesimo, principalmente per il fatto che Carlo Martello ed i suoi discendenti avevano ridotto in macerie quel paese (anche per la serie di tradimenti che i Baschi stessi avevano in numerose occasioni consumato a danno dei Franchi).


Nel 1056, l'Imperatore Enrico III morì ed il legittimo Papa Clemente II fu assassinato di lì a poco. Pare che a questo punto Ildebrando pose in essere un piano molto brillante per prendere il potere.


Riconoscendo che, fino a quando le famiglie pagane dei Principi dell'Italia avessero continuato a rigettare tanto il Cristianesimo, quanto il Cattolicesimo, l'Italia avrebbe continuato ad essere invasa ed il loro potere ad essere sopraffatto dalle forze straniere, Ildebrando offrì un accordo ai fratelli Borja, in base al quale se lo avessero appoggiato nell'assicurarsi Roma ed il consenso degli altri Principi d'Italia, egli avrebbe garantito a loro stessi ed ai loro discendenti titoli e terre.


Così a partire dal 1057, Ildebrando nominò sè stesso Pontifex Maximus Gregorio VII, in onore dei nobili di Tusculum massacrati, e sotto la protezione dei fratelli Borja, mercenari Baschi, avviò una serie di riforme per riuscire ad integrare i culti delle forze oscure caratteristici della cultura religiosa dei Principi italiani ed associata al culto di Cibele direttamente nel Culto Romano.


La prima e più significativa innovazione di Gregorio VII fu quella di imporre alle ferocemente pagane famiglie nobili italiane di comportarsi, almeno in apparenza, come Cattolici.


In effetti, le famiglie dei Principi italiani erano da sempre a conoscenza del fatto che la Chiesa Cattolica era stata in realtà fondata su una massa davvero enorme di falsità e ridicole contraffazioni. Tuttavia, la forza militare dei sovrani Cattolici restava per loro non battibile. Così, invece di negare apertamente le falsità che il Cattolicesimo imponeva come verità, egli riuscì a convincere i Principi italiani a comportarsi da allora in avanti, almeno in apparenza, come dei Cattolici in piena buona fede.


Questo elemento era essenziale per il successo del suo piano. Ildebrando, in realtà, pianificava nientemeno che fornire piena e legittima eredità alla Chiesa Cattolica, ma solo in quanto Rito Romano, affermando che in realtà i Pontefici Romani erano sempre stati Cattolici e che il Liber Pontificalis era in estremo errore nel non riconoscerlo.

In secondo luogo, il Papa "Cattolico" Gregorio VII portò a pieno compimento la seconda delle sue brillanti innovazioni - istituì infatti la carica di Cadinale, così come il Collegio dei Cardinali. Infatti, per rafforzare la sua pretesa nel ritenere che in realtà fossero loro stessi i legittimi eredi della religione Cattolica (creata appena 300 anni prima), egli introdusse la carica di Cardinale (in maniera simile a quanto accadeva con le cariche analoghe del passato, quali quella di semplice Pontifex) affermando che ad ogni famiglia di Principi e nobili sarebbe stato permesso di avere non più di un membro della propria famiglia in qualità di Cardinale. Il passo successivo prevedeva che il Pontifex Maximus venisse eletto all'interno di questo gruppo ristretto e selezionato.


In terzo luogo, Gregorio VII formalizzò concretamente il processo legato alla concessione di terre e di titoli, ponendo fine a secoli di lotte feudali tra i vari principi ed assicurando tutti sul fatto che il processo legato alla concessione di terre e titoli sarebbe stato regolato esclusivamente tramite il il Pontefice ed il Collegio dei Cardinali (ricalcando quindi l'antico Collegium Pontificum Romano), mediante un organo che venne da allora chiamato "Curia" Romana. E' così che il Culto Romano e le basi del proprio potere furono poste in essere.


Gregorio introdusse inoltre una serie di innovazioni utili a rinforzare il mito che in realtà i Latini fossero "sempre" stati Cattolici introducendo una serie di testi contraffatti come ad esempio il "Dictatus Papae" - una raccolta di 27 affermazioni assiomatiche che stabilivano non solo che i Latini fossero in realtà sempre stati Cattolici ma introducendo elementi del culto della Magna Mater Cibele nella liturgia della stessa Chiesa Cattolica.


Gregorio andò anche oltre, affermando che Cibele era ora divenuta Maria, Madre di Dio - tecnicamente superiore a Gesù - decretando quest'ultima, dall'alto della carica assunta, come dottrina "ufficiale" della Chiesa Cattolica - mentre una simile eresia era in contrasto tanto con ciò che veniva sostenuto dalla Chiesa Cristiana, quanto con quello affermato dalla dottrina Cattolica. Nel giro di duecento anni, tuttavia, sarebbe stata proprio quest'ultima a divenire la dottrina ufficiale della Chiesa Cattolica, ormai sotto il controllo completo del Culto Romano.

In risposta alla condotta di Gregorio, nel 1083, l'Imperatore Cattolico Enrico III si preparò all'invasione dell'Italia e nel 1084 Gregorio fu catturato con tutta la sua famiglia e giustiziato. Tuttavia, le innovazioni dal punto di vista dei comportamenti delle famiglie nobili italiane e la ristrutturazione delle credenze legate al culto della Magna Mater ed al sacrificio umano ad essa connesso, così come l'istituzione di una parassitico sistema di credenze che si dichiarava "Cattolico" gli sarebbero sopravvissuti. Il suo lascito è il Culto Romano e la capacità di quest'ultimo nel tenere sotto scacco l'intera Cattolicità fino ai nostri giorni.


Papa Urbano, Il "Grande"

Nonostante il successo delle innovazioni introdotte da Gregorio, se non fosse stato per i Principi di Capua e di Benevento, alla morte di quest'ultimo, il Culto Romano sarebbe divenuto semplicemente un piccolo incidente, di quelli che spesso si verificano nella storia, e sarebbe stato con il tempo semplicemente dimenticato. Fu Zotto di Landalf, anche conosciuto come Pietro l'Eremita, oltre che come il "Grande" Papa Urbano II, ad assicurare al Culto Romano una lunga vita di successi e prosperità, tramite un atto che può essere a pieno titolo collocato tra la follia più estrema ed il genio militare più sottile.

Nel 1086, un grande esercito Cattolico composto da circa 36.000 uomini riuscì alla fine a rompere l'assedio del leader del Culto Romano, Gregorio VII, a Roma, dove viveva protetto dall'esercito mercenario del Basco Roberto Borja (detto il "Guiscardo"). Roberto Borja riuscì tuttavia a fuggire con alcuni dei suoi uomini più fidati, mentre l'Antipapa Gregorio VII non fu così fortunato e fu prontamente catturato, scomunicato ed ucciso come eretico della Chiesa Cattolica.


Roberto Borja si rifugiò invece a Benevento ed il Principe di Benevento Landolfo, padre di Zotto, prontamente reclamò per sè il titolo di Pontifex Maximus in qualità di Antipapa eretico del Culto Romano Vittorio III (1084 - 1086), in opposizione al regno dell'autentico Papa Cattolico Clemente III (1080, 1084 - 1100). Le truppe di elite Normanne di Enrico IV assediarono infine Benevento fino a che la città, ben fortificata, cadde tra il 1086 ed il 1087 e l'Antipapa Vittorio III insieme a Roberto Borja furono anch'essi giustiziati in quanto eretici contro la Chiesa Cattolica.


Zotto di Landalf (figlio di Landolfo) e gli ultimi sacerdoti del Culto Romano sopravvissuti riuscirono a scampare all'assedio con ciò che restava dell'armata mercenaria dei Borja e nel 1086 fu Zotto stesso ad assumere la carica di nuovo Antipapa eretico Urbano II - Pontefice Massimo del Culto Romano.


Un uomo inseguito, e supportato solo da un manipolo di mercenari, l'Antipapa Urbano II sarebbe stato peduto se non fosse ricorso ad una mossa geniale ed ardita. Prima di tutto, Urbano modificò completamente il suo aspetto fisico trasformandosi in quello che poteva apparire un povero eremita, e facendosi chiamare Pietro. Quindi cominciò a raccogliere supporto non solo tra i nobili ma anche tra la gente comune, sfruttando in particolare una serie di storie, leggende e dicerie riguardanti l'orrore e le torture che gli Imperatori di Bisanzio infliggevano ai "buoni cristiani", così come dei vasti tesori nascosti nei forzieri della città di Costantinopoli. Come prova Urbano era solito addurre le enormi ricchezze sequestrate da Roberto Borja ai Bizantini in Sicilia.

Così trasformato appariva l'antipapa Urbano nelle vesti del sant'uomo "Pietro l'Eremita" che egli viaggiò sino al Concilio di Clermont per avanzare il suo nuovo progetto, quello di una Santa Crociata.

In seguito alla completa distruzione del Sacro Romano Impero ad opera degli eserciti del Culto Romano nel Quindicesimo Secolo, la storia della Prima Crociata è stata in effetti artificiosamente trasformata in maniera da far passare il messaggio che l'obiettivo fosse Gerusalemme ed i Musulmani - l'ennesimo falso.

L'obiettivo era sempre stato Costantinopoli per colpire la Chiesa Cattolica appropriandosi della più grande biblioteca di prove esistente al mondo contro la religione creata dai Pipinidi nel 741: gli Archivi Imperiali di Costantinopoli.

Utilizzando brillantemente la dottrina Cattolica contro sè stessa, a partire dal 1095 l'Antipapa Urbano aveva ammassato una tale quantità di straccioni, sbandati e soldati da costituire un enorme esercito che cominciò la sua marcia verso gli antichi territori del Sacro Romano Impero.

Nel 1096, l'esercito di Urbano raggiunse ed assediò l'odierna Belgrado facendo centinaia di migliaia di vittime nella città e lungo la sua strada, una delle più grandi efferatezze e bagni di sangue della storia. Il terrore ispirato dalla sua armata era tale che intere città si spopolavano alla semplice avvisaglia del loro avvicinamento. Nello stesso anno, il 1096, toccò alla pesantemente fortificata Costantinopoli cadere. Urbano ordinò immediatamente di rimuovere tutto il contenuto degli Archivi Imperiali e di trasportare i testi alla sua base italiana dando successivamente alle sue truppe l'ordine di saccheggiare ed incendiare la città. Alla fine della mattanza l'esercito di Urbano sterminò 50.000 persone nella sola Costantinopoli.

Reso baldanzoso dal successo, Urbano si spostò in direzione di Gerusalemme. Probabilmente con eccessiva fiducia, egli mosse subito attraverso la Turchia e la Siria fino ad Antiochia mietendo altre centinaia di migliaia di vittime cristiane, tanto nella città che durante il viaggio. A quel punto, tuttavia, i Musulmani riuscirono a spezzare in due tronconi le sue forze e, nel 1098, Urbano si trovò assediato ad Antiochia, tagliato fuori dal resto della sua Armata. Si dice che Urbano abbia continuato a manifestare notevoli qualità oratorie e di persuasione durante l'assedio cercando di persuadere gli stanchi e feriti uomini della sua armata che essi potessero in realtà sconfiggere un nemico superiore nel numero e più disciplinato, quale l'armata Musulmana - un obiettivo che questa volta non riuscì a raggiungere.

Egli fu catturato e decapitato dai Musulmani alla fine dell'assedio nel 1099. Per vendetta, suo figlio, l'Antipapa Teodorico raggruppò le sue armate e saccheggiò Gerusalemme, uccidendo tutti i suoi abitanti - cristiani, musulmani ed ebrei - ed i loro animali domestici, in quello stesso anno.


Il Concordato Di Worms

Una volta che il Culto Romano - ovvero il Culto della Magna Mater Cibele riformato - entrò in possesso dei documenti originali riguardanti le origini della Cristianità e quelle del Sacro Romano Impero, era solo una questione di tempo prima che qualche accordo fosse concluso per assicurare al Culto Romano un parassitico controllo sulla Chiesa Cattolica. Ciò avvenne infine con il Concordato di Worms nel 1123, in particolare tra il leader del Culto Romano Callisto II ed il Sacro Cattolico Imperatore Enrico V.

Da allora in avanti, la Chiesa Cattolica è rimasta ostaggio di questo piccolo gruppo di famiglie che continuano a mantenere le redini del vero potere.

Anno dopo anno, secolo dopo secolo, le dottrine originali e della Cristianità e del Cattolicesimo sono state rimpiazzate con le dottrine eretiche del Culto Romano, con la Cristianità nel suo complesso praticamente incapace di fermarle.


Anche i grandi movimenti di riforma che si sono succeduti hanno tenuto fuori dalla discussione l'elemento essenziale da affrontare, e cioè che sono state costruite tali e tante falsità e contraffazioni nella formazione della religione cristiana che il Culto Romano è stato sufficientemente più bravo a gestire questa mole enorme di falsità per modificare importanti articoli di fede della Cristianità nella direzione che più gli pareva opportuna.


La serie degli Antipapi del Culto Romano

Quella che segue è una accurata lista degli Antipapi del Culto Romano a partire dalla formazione del falsamente Cristiano Culto Romano, ad opera di Gregorio VII.


Periodo

Titolo di Pontifex

Linea di Sangue

1056-1084

Gregorio VII

Tusculum


1086-1087

Vittorio III

Benevento


1088-1098

Urbano II

Benevento


1098-1101

Teodorico

Benevento


1119-1124

Callisto II

Pierleoni, Roma




1124-1130

Onorio III

Pierleoni, Roma


1130-1138

Innocenzo II

Pierleoni, Roma


1154-1164

Adriano IV

Sheakspeare, Inghilterra

Primo Papa Cattolico a cambiare fronte a favore del Culto Romano



1168-1178

Callisto III

Giovanni, Benevento


1169-1181

Alessandro III

Bandinelli, Siena


1181-1185

Lucio III

Allucingoli, Lucca


1185-1187

Urbano III

Crivelli-Castiglioni


1187-1187

Gregorio VIII

Alberto de Mora (Benevento)


1198-1216

Innocenzo III

Conti di Segni


1216-1227

Onorio III

Savelli


1227-1241

Gregorio IX

Savelli


1243-1254

Innocenzo IV

Fieschi


1254-1261

Alessandro IV

Conti di Segni


1261-1264

Urbano IV


1271-1276

Gregorio X

Visconti


1277-1277

Innocenzo V

Fieschi,


1277-1278

Giovanni XXI



1285-1287

Onorio IV



1294-1303

Bonifacio VIII

Caetani

1328-1352

Giovanni XXII

Pietro Rainalducci


1352-1362

Innocenzo VI


1362-1370

Urbano V


1370-1378

Gregorio XI



1378-1389

Urbano VI

Prignano, Napoli


1389-1404

Bonifacio IX

Tomacelli, Napoli


1404-1406

Innocenzo VII

de' Migliorati


1406-1415

Gregorio XII

Angelo Corraro, Venezia




1410-1415

Giovanni XXIII

Baldassare Cossa, Napoli


1417-1431

Martino V

Odo Colonna


1431-1447

Eugenio IV

Corraro, Venezia


1439-1449

Felice V

Conte di Savoia


1447-1455

Nicola V

Parentucelli




1455-1458

Callisto III

Borja


1458-1464

Pio II

Piccolomini


1464-1471

Paolo II

Corraro, Venezia


1471-1484

Sisto IV

della Rovere


1484-1492

Innocenzo VIII

Cibo


1492-1503**

Alessandro VI

Borja (Borgia)


** Tutti i Papi a partire dal Sedicesimo Secolo in avanti sono stati membri a pieno titolo del Culto Romano



MARIA


Altri Nomi: Cibele, Mari

Centri Maggiori di Culto: Roma



Origini

Maria (Giudeo-Aramaico: מרים, Maryam; Ebraico: Miriam; Greco: Μαριαμ or Μαρια; Arabo: Maryam, e chiamata fin dal periodo Medievale Madonna (Mia Signora).

I Cristiani generalmente ritengono che ella fosse vergine al momento del concepimento ed almeno sino alla nascita di Gesù. I Cattolici Romani, gli Ortodossi d'Oriente e le numerose Chiese Orientali Orientali Ortodosse così come alcune denominazioni delle Chiese Protestanti continuano a ritenere che Maria sia restata vergine per tutta la sua vita denunciando e condannando i primi resoconti cristiani che riportavano come fatto storico che ella avesse dato alla luce altri figli.


Come risultato, Giacomo, conosciuto fino al Sesto secolo dopo Cristo come il fratello di Gesù e come il suo legittimo successore viene raramente menzionato dalla Chiesa Cattolica, tranne che come figlio presumibilmente avuto da Giuseppe con una seconda famiglia, o come "cugino" in qualche maniera di Gesù stesso.


Il concepimenro di suo figlio Gesù si ritiene sia stato un atto dello Spirito Santo, atto a completare la profezia di Isaia in base alla quale una vergine (o giovane donna) avrebbe dato alla luce un figlio che sarebbe stato chiamato Emanuele (Immanuel - "Dio con noi").


La Chiesa Cattolica Romana, la Chiesa Cattolica Orientale, e le Chiese Ortodosse Orientali la venerano come la Sempre Vergine Madre di Dio (Theotokos), particolarmente favorita dalla Grazia di Dio (i Cattolici ritengono inoltre che ella fu concepita senza peccato originale) e che completata la sua esistenza terrena, ella sia fisicamente ascesa al Cielo ed in Paradiso.


I titoli più frequenti di Maria includono La Beata Vergine Maria (anche abbreviata "BVM"), Nostra Signora (Notre Dame, Nuestra Senora, Nossa Senhora, Madonna), Madre di Dio e Regina dei Cieli (Regina Coeli) (per il resto verificare le sue attribuzioni nella Litania della Beata Vergine Maria o "Litania Lauretana").


Come personificazione di Cibele

Nel Culto Cattolico Romano, la devozione a Maria, in particolare sotto la denominazione "Regina dei Cieli" è un riferimento diretto a Cibele. In questo senso, i fedeli non adorano la Maria descritta nella storia cristiana, ma la Dea Madre del Colle Vaticano.


In altre parti d'Europa, Maria viene adorata come la componente oscura del femminino Mari, anche conosciuta come Mendes.


Il culto dell'Opus Dei è il gruppo più conosciuto degli adoratori di Maria nella sua forma di Mari.


MARI

Altri Nomi: Maria, Mari Urraca, Anbotoko Mari

Compagno: Sugaar (Majue)



Origine

Mari, Mari Urraca, Anbotoko Mari ("la Signora di Anboto) e la parzialmente distinta Murumendiko Dama ("la Signora di Murumendi") era una dea - una cosiddetta Lamia - dei popoli Baschi.

Suo compagno era il dio Sugaar, detto anche Sugoi o Majue.


Una serie di leggende ricollegano i suoi poteri alle forze metereologiche: si diceva che quando lei e Majue viaggiavano insieme sarebbe caduta la grandine, e che la sua dipartita dalla caverna in cui risiedeva sarebbe stata accompagnata da tempeste o da carestie, ed inoltre che la collocazione geografica della caverna in cui risiedeva al momento avrebbe determinato la qualità del clima, in particolare se asciutto o umido: umido nel periodo in cui viveva ad Anboto, asciutto quando risiedeva altrove (i dettagli geografici, in questo caso, variano). Altri luoghi in cui si riteneva si rifugiasse includono l'abisso di Murumendi, la caverna di Gurutzegorri (Ataun), Aitzkorri e Aralar, sebbene non sia sempre possibile essere certi di quali leggende dei Baschi si riferissero esattamente a questa fondamentale Lamia.


Mari era associata a numerose forze della natura, inclusi il fulmine ed il vento. Come personificazione della Terra, la sua adorazione era associata alla figura di un'altra Lamia, Lurbira. Il compagno di Mari era Majue, mentre tra i loro figli erano inclusi gli spiriti benigni Atarrabi e gli spiriti maligni Mikelats.


Mari era in particolare ritenuta la protettrice dei senatori e del ramo esecutivo del potere. Veniva anche rappresentata come colei che conduceva un carro trainato da cavalli ed arieti attraverso i cieli. I suoi idoli avevano solitamente la caratteristica di riportare una Luna Piena dietro la testa.


Mari viene anche descritta come la "Donna in rosso". Ella veniva anche descritta come la "Donna del fuoco", la "Donna-albero" e come il fulmine. Era inoltre associata a tutti gli animali di colore rosso o rossastro (mucca, ariete e cavallo) e con il capro nero.



Francesco d'Assisi

Altri Nomi: Giovanni Bernandone Morosini (Moriconi)

Nato: 1181

Luogo di Nascita: Parigi, Francia

Linea di Sangue: Morosini

Sposato: Sì

Posizione: Fondatore dei Frari (Frati Francescani) e primo Doge Cristiano di Venezia (1249 - 1253)

Morte: Gennaio 1253 (all'età di 72 anni)



Informazioni Generali

Giovanni Bernandone Morosini (Moriconi) (alias Francesco d'Assisi, alias Marino Morosini) era nato a Parigi come uno dei numerosi bambini avuti dal potente banchiere/commerciante Ebreo Sefardita Veneziano Pietro Bernandone Morosini (Moriconi) dalla nobildonna Francese Pica di Bourlemont.

Il nome "Francesco" è un nomignolo (o soprannome), non essendo mai stato il suo vero nome - lo indica infatti semplicemente come il "francese", per il fatto di essere nato a Parigi. Allo stesso modo, "Assisi" è una deliberata corruzione dell'antico nome della località di Ascesi, e stava ad indicare, riferita a lui, "colui che è asceso". Quindi, il soprannome completo "Francesco d'Assisi" può essere reso con maggiore proprietà come "il Francese che è asceso al Cielo".


Al contrario di quanto viene affermato dalla storia ufficiale, i Veneziani non avevano avuto sino ad allora alcuna ragione per convertirsi al Cristianesimo, di conseguenza Giovanni era quasi certamente di religione Ebraica. A partire dalla fine del Dodicesimo secolo, l'impero bancario e commerciale della famiglia Morosini, fondato sul commercio della lana, di tessuti pregiati, del sale e delle granaglie, si estendeva dall'Inghilterra a Costatinopoli. Tuttavia, gli eventi che condussero al Trattato di Venezia ed all'espulsione dei Veneziani dalla Francia nel 1182 e dall'Impero Bizantino nello stesso anno, inflissero un durissimo colpo alle fortune della famiglia.


Suo padre, Pietro Bernandone Morosini pose quindi suo figlio e la sua intera famiglia sotto protezione a Pisa, mentre egli tornò a Venezia per confrontarsi con i risultati del disastroso regno del Doge Vitale II Michiel. Per ragioni sconosciute, la famiglia fu in seguito costretta a lasciare Pisa ed a trasferirsi nella località conosciuta come Ascesi (oggi Assisi), dove vissero per pochi anni.


Nel 1187, l'Antipapa Beneventano Gregorio VIII fu scacciato dal potere ed esiliato, e la famiglia Morosini si spostò nell'appena commissionato Palazzo Moriconi a Lucca, destinato a restare una potente roccaforte della famiglia per i successivi duecento anni. Lì, Giovanni ed i suoi fratelli furono istruiti nelle lingue, nelle materie finanziarie e nelle leggi derivanti dai trattati di Venezia (le basi dell'odierno diritto marittimo e commerciale).


Tuttavia, fin dalla più tenera età, si narra del grande desiderio del giovane Giovanni di divenire un "trovatore", un cavaliere militare piuttosto che seguire le orme dei suoi antenati Ebrei Sefarditi Veneziani come commerciante e finanziere. I cosiddetti "Longhi" Veneziani, infatti, erano orgogliosi del loro status "al di sopra" della guerra e delle miserie a queste riconducibili che essi stessi avevano costantemente finanziato, e per uno dei figli di un Morosini ricercare il proprio successo in una posizione così "inferiore" sarebbe stata incontrata con grande disappunto dal padre Pietro Bernandone.


Quando un discendente dei Pierleoni - una delle più antiche famiglie di Venezia (tra i cosiddetti "Longhi", quindi) - l'Antipapa Innocenzo III giunse al potere nel 1198, Giovanni decise di seguire la chiamata alle armi di Innocenzo III e di intraprendere la carriera militare - che implicava la sua conversione, almeno in apparenza, al cristianesimo. Tale evento è certamente la base storica del contesto legato al fatto di essere stato diseredato da suo padre Pietro Bernardone.


Giovanni lasciò Lucca non più tardi del 1201, spostandosi a Nord-Est verso le terre del famoso generale Bonifacio I, Marchese del Monferrato. Sebbene non sia chiaro se egli abbia raggiunto in effetti il Monferrato, è certo invece che il suo nobile e potente lignaggio fu riconosciuto e che egli fu catturato, imprigionato (probabilmente in attesa di riscatto) e rilasciato nel giro di un anno, probabilmente contraendo qualche forma di malattia.


Una volta fatto ritorno a Lucca, ed essersi ripreso, egli intraprese un nuovo viaggio, questa volta verso Sud con una scorta, a Roma. Lì incontrò l'Antipapa Innocenzo III per la prima volta: un discendente della casata Ebraica dei Pierleoni/Urseoli di Venezia che incontrava un discendente dei suoi acerrimi nemici della famiglia Morosini.


Sebbene nulla di concreto emerse da questo primo incontro, è chiaro che, non essendo Giovanni stato immediatamente giustiziato, Innocenzo abbia creduto alle forti motivazioni di questo antico nemico dei suoi antenati e sia stato probilmente lo stesso Innocenzo a battezzarlo come Cristiano. Giovanni prese quindi congedo da Innocenzo con la convinzione di divenire un grande generale e di poter vendicare l'onore ferito della sua famiglia ad opera dei Francesi e dei Bizantini. Nello stesso anno, Venezia cooperò con il Culto Romano e gli Inglesi per il trasporto delle loro truppe in sicurezza via mare e preparare l'assalto navale a Costantinopoli nell'Aprile del 1204, dando man forte alle truppe di Innocenzo ivi dislocate.


Quattro anni dopo, nel 1209, il ventottenne Giovanni Bernardone Morosini (Moriconi) ritornò da Innocenzo III con alcuni collaboratori ed un piano. Egli - Giovanni - avrebbe fatto quello che a nessuno mai era riuscito prima: convertire Venezia alla cristianità e forgiare la sua leale alleanza con Roma ed il Culto Romano. Sebbene Innocenzo non abbia probabilmente creduto alle possibilità di successo di un simile piano, diede tuttavia a Giovanni la propria benedizione.


Giovanni si recò quindi, l'anno successivo, a Venezia, dal Doge Pietro Ziani (1205 - 1229). Essendo un Morosini, Giovanni risiedette probabilmente nel Palazzo della famiglia Morosini incontrandosi lì con lo stesso Pietro Ziani.


Le proposte che egli portò a Venezia erano in fondo piuttosto semplici: fino a quando Venezia avesse agito come potenza neutrale nelle guerre tra Cristiani e Cristiani e tra Cristiani e Musulmani, avrebbe continuato a fronteggiare rischi imminenti riguardanti le fondamenta stesse del proprio potere commerciale, marittimo e finanziario. Ma se Venezia avesse supportato i discendenti dei Pierleoni/Urseoli ed il loro Culto Romano, garantendogli il potere a Roma, il loro futuro sarebbe stato assicurato, almeno fino a quando il Culto Romano avesse tenuto in pugno le sorti della Chiesa Cattolica.


Giovanni quindi propose che il Doge e le dominanti famiglie Veneziane dei "Longhi" gli garantissero la possibilità di fondare un'accademia cristiana di sacerdoti-navigatori leali tanto a Venezia, quanto a Roma che sarebbe stata rafforzata nel tempo da un editto appositamente elaborato dal Culto Romano ed impegnativo per tutte le nazioni cristiane. Di conseguenza, la Chiesa stessa avrebbe contribuito a rinforzare il monopolio di Venezia nel controllo dei traffici via mare in cambio della lealtà di Venezia, oltre che di una parte dei proventi dei traffici stessi.


Sebbene Pietro Ziani probabilmente non ritenesse possibile l'attuazione di un simile piano, egli acconsentì tuttavia a garantirgli il futuro sito della Basilica di San Marco nei pressi del Palazzo del Doge, così come il futuro sito di San Francesco della Vigna, nei pressi di Piazza San Marco, come primo Monastero Francescano e Scuola di Finanza e di Navigazione.


Utilizzando i beni della ricostituita fortuna di famiglia, anche grazie agli attacchi condotti su Costantinopoli, la costruzione della futura Basilica destinata ad ospitare i resti di San Marco - di cui Giovanni (Francesco) si era appropriato ad Alessandria - iniziò immediatamaente.


Giovanni lasciò quindi Venezia per dirigersi verso la Spagna e l'Inghilterra e reclutare i migliori navigatori del tempo per la costituzione della sua nuova scuola e del suo nuovo ordine monastico a Venezia.


Nel 1215, Giovanni ritornò a Roma per presenziare al Quarto Concilio Laterano. Nel 1216, Innocenzo III morì e ad egli successe Onorio III che prese molto a cuore i piani di Giovanni, e, non più tardi del 1219, egli assegnò ai suoi primi consiglieri il compito di vigilare sui progressi dell'Ordine dei Frati Minori.


Nella stessa direzione, i Veneziani consolidarono la loro joint-venture con il Culto Romano tramite la creazione della Santa Sede ("Holy See") - un monopolio commerciale comprendente l'intero mondo conosciuto, fondato sul controllo dei mezzi di trasporto per il commercio, sulla conoscenza delle tecniche di navigazione, sulla mappazione e sulla cartografia così come sulla tecnologia concernente la costruzione dei mezzi navali.


La prima partnership dell'Ordine dei Frati Minori fu con l'Inghilterra: ed è così che il Culto Romano ed i Veneziani permisero per la prima volta l'accesso Inglese a tutte le conoscenze più avanzate riguardanti le più moderne tecnologie applicate alla costruzione delle navi, alle tecniche metallurgiche, alle materie militari ed all'educazione, grazie appunto al ruolo di "Francesco d'Assisi".


Fu tale il successo dell'azione di Giovanni (Francesco) che nel 1249 egli divenne il primo Doge Cristiano di Venezia (1249 - 1253). E' anche per questo che gli storici del Culto Romano hanno nel tempo provveduto ad eliminare tutte le possibilità di riconnettere San Francesco - della famiglia dei Morosini/Moriconi - al Doge "Marino" (marinaio, dei mari) Morosini che regnò a Venezia, tra il 1249 ed il 1253.


Nel primo anno del suo regno, i lavori sulla Basilica di San Marco furono ampliati ed il primo Bucintoro - in qualità di galea di stato - fu costruito. Quindi Giovanni invocò presso l'Antipapa Innocenzo IV (1243 - 1254) l'anello papale come riconoscimento della sua appena costituita nuova autorità.


Nel 1250, sul Bucintoro, il Doge Giovanni ed Innocenzo IV si recarono sul mare antistante Piazza di San Marco, ed il Doge Marino lanciò ritualmente l'anello papale in mare nel corso di una cerimonia formale del Culto Romano, pronunciando le storiche parole "Desponsamus te, mare, in signum veri perpetique domini" ovvero "Noi sposiamo te, o mare, in nome dell'unico Signore onnipotente": una cerimonia che sancì Venezia ed il mare come una indissolubile unità (Monade) - ed è così che nacque la Santa Sede (in Inglese "Holy See": Sacro - "Holy"; "See" Mare), come la prima completamente cristiana "joint-venture" della storia tra il Culto Romano, Venezia e la Corona d'Inghilterra.


Con l'aiuto dei Francescani addestrati dai Veneziani, Papa Innocenzo IV promosse quindi nuovi centri di insegnamento a Roma, attirando i migliori e più talentuosi studiosi, come, tra gli altri, Tommaso d'Aquino. Fu sotto la supervisione e la guida di Tommaso d'Aquino che il Culto Romano sviluppò le sue più potenti armi per combattere nel mondo e dominarlo, tramite termini e trucchi legali ed i termini essenziali stessi costituenti gli odierni termini di "legge" e "giustizia".


I Veneziani erano in effetti in possesso del più sofisticato sistema di editti marittimi, passato di Doge in Doge e formalizzato in un codice già a partire dalla fine del Decimo secolo. Quest'ultimo fu infine consolidato nella cosiddetta Legge dell'Ammiragliato ("Admiralty Law"), ovvero la legge della proprietà e del debito - la legge che regola il denaro, la terra, il mare e la proprietà. Di conseguenza, utilizzando il diritto marittimo veneziano come infrastruttura di base, Tommaso d'Aquino sviluppò una nuova serie di leggi che fu concessa di diritto anche alla Corporazione della Corona d'Inghilterra e chiamata legge dell'Ammiragliato: quest'ultima considerava tutti gli uomini e le donne nate senza titoli nobiliari alla stregua di animali, ovvero come "esseri umani" e non "uomini", rappresentati da una persona giuridica fittizia che forniva la possibilità alla Corona stessa, a quel punto riconosciuta quale loro "proprietaria", il loro trattamento alla stregua di vascelli, vessilli, o meglio "oggetti".


Alla morte di Giovanni Bernardone Morosini (Moriconi), nel 1253, egli aveva adempiuto alla sua inizialmente assai ambiziosa promessa. Era nata la Santa Sede - ovvero la joint-venture tra il Culto Romano, Venezia e la Corona Inglese. Il nome della sua famiglia e la fortuna della stessa era restaurato al massimo degli onori possibili ed egli venne da quel punto in avanti ricordato come il più grande generale di Venezia e come il più grande santo del Culto Romano.


Per proteggere la memoria del più importante e riverito tra i servitori tanto di Venezia quanto del Culto Romano, Giovanni fu ribattezzato Francesco (il Francese) e promosso come santo immediatamente dopo la sua morte. Quindi, durante il Quindicesimo ed il Sedicesimo secolo, il Culto Romano ebbe la pretesa di reclamare che egli fosse andato incontro agli stessi segni miracolosi di Gesù Cristo nella forma specifica delle Stimmate.


Nonostante le conoscenze acquisite e l'intelletto ci portino ad inquadrare storicamente la natura di tali miti, le favole create duecento anni dopo la sua morte a proposito di Giovanni (alias San Francesco d'Assisi) persistono ancora oggi.


La Santa Sede

Altri Nomi: The Sea, Sedes Sacrorum, Santa Sede, De SS

Anno di Origine: 1250

Fondatore: Papa Innocenzo IV, 1250

Quartier Generale: Stato della Città del Vaticano, Roma

Capo dell'Organizzazione: il Papa

Leader Attuale: Benedetto XVI

Soggetti: 1 miliardo (2008)

Creature Umane a disposizione: 5,5 miliardi (2008)



Informazioni Generali

La Sedes Sacrorum (dal Latino "Sedes": seggio, sede; e "Sacrorum": sacra, santa) anche conosciuta come Santa Sede ed SS, così come conosciuta in Inglese come "Holy See", rappresenta il complesso apparato legale e giuridico tramite il quale il Papa Cattolico Romano e la sua Curia di Vescovi reclamano il riconoscimento storico di entità sovrana con superiori diritti giuridici e legali.


La Chiesa Cattolica utilizza infatti due diverse personalità giuridiche tramite le quali conduce i suoi affari e rapporti internazionali: la prima, in qualità di stato internazionale, conosciuto come Stato della Città del Vaticano, nell'ambito del quale il Papa è anche Capo del Governo; la seconda, è in qualità di suprema personalità giuridica rispetto a tutte le altre personalità giuridiche esistenti, pretendendo, su tale base, che tutte le creature e le proprietà del Pianeta vengono qualificate come soggette alla sua autorità.


La forza giuridica della sua prima personalità giuridica di Stato Internazionale è limitata dalla Legge Internazionale. Lo Stato Sovrano della Città del Vaticano dipende infatti dal riconoscimento continuato di un accordo conosciuto come i "Patti Lateranensi" firmati dal Dittatore Fascista Cattolico Benito Mussolini nel 1929 ed dal suo supporter politico, Papa Pio XI. E' da ricordare che tale riconoscimento resta in contrasto con le vigenti leggi internazionali che proibiscono il riconoscimento intenazionale degli Stati e delle leggi create da dittatori macchiatisi di genocidi di massa.


La forza legale della seconda personalità giuridica della Chiesa Cattolica come Santa Sede è dipendente dall'aderenza continuata a statuti legali, definizioni, convenzioni e patti accumulatisi sin dal Medioevo e concernenti il primato del Papa rispetto a tutte le proprietà e le creature esistenti sul pianeta Terra. Tali statuti, convenzioni e patti restano la sostanza ed il fondamento del moderno sistema legale e giuridico in numerosi paesi del mondo.


Per estendere la sua forza legale utilizzando tale seconda personalità giuridica la Chiesa Cattolica considera ogni regione del Mondo controllata da un vescovo una Sede.


Origine del termine Sede

Il Culto Romano che controlla la Chiesa Cattolica ritiene che la prima persona ad utilizzare il termine Santa Sede sia stato San Pietro. Ciò è ovviamente impossibile dato che l'etimologia della parola "Sede" (Sedes) ed il significato ad essa attribuito non vennero ad esistenza che numerosi secoli dopo l'esecuzione di San Pietro stesso all'esterno delle mura di Gerusalemme durante l'assedio del 70 dopo Cristo.

Il primo utilizzo del termine Sede risale invece al suo utilizzo informale in riferimento alla creazione del cosiddetto "Seggio di San Pietro", creato dai monaci dell'Abbazia di Saint Denis, a Parigi, per conto di Pipino il Breve, intorno al 748 dopo Cristo, in previsione della sua futura incoronazione e per la costituzione della prova stessa della legittima autorità di Pipino nella creazione della sua Chiesa Cattolica. Il termine deriva dall'antico francese Sied o Sed che, a sua volta, deriva dal termine Latino Sedem (nominativo Sedes), indicante "seggio, sede" o anche l'oggetto utilizzato per mettersi "a sedere". Il termine formale per il seggio era - ed è ancora - Cathedra Petri - letteralmente "Seggio di San Pietro".


Quando il seggio fu creato a Saint Denis, esso avrebbe dovuto avere il compito di rafforzare il concetto di sede o "seggio" di potere per il Vicarius Christi, e ciò in diretta opposizione al Primate e Patriarca di Costantinopoli che reclamava a sua volta di rappresentare la sede o il seggio più importante della cristianità.


La finzione legale conosciuta come Ex Cathedra (letteralmente "dal Seggio ...di San Pietro) implicante l'infallibilità papale non era l'intenzione originale nel momento in cui fu creata la contraffazione, al contrario, il concetto di infallibilità papale, soprattutto in riferimento alla lotta alle eresie, non apparve che molto più tardi.


Non è neanche rispondente a verità il fatto che i Patriarchi Imperiali Cristiani abbiano mai utilizzato il termine Sede o Seggio fino al momento in cui fu creata la Chiesa Cattolica ad opera di Carlo Martello e dei suoi figli.


L'opera contraffatta, inoltre, non finì subito a Roma ma restò nella Chiesa Madre della Chiesa Cattolica a Saint Denis, dove venne utilizzata come seggio per l'incoronazione di Re Pipino il Breve nel 751. Il Seggio fu portato da Pipino stesso in Italia solo nel 752 - come dono per l'incoronazione del nuovo Vicarius Christi nel 757 - la prima volta nella storia in cui un "Papa" si sia seduto su un seggio che reclamava determinati attributi.


Nei secoli, numerosi seggi di San Pietro sono stati inoltre rubati, vandalizzati, distrutti pochè incendiati o comunque andati semplicemente perduti. Tuttavia, come avviene per le altre contraffazioni, quali il capolavoro del genere noto come Liber Pontificalis, il Seggio di San Pietro reclama un'altrettanto ininterrotta successione di Papi che su esso si sono seduti esercitando la propria autorità, da San Pietro ad oggi.

Sia in termini giuridici che tecnici, se il Seggio di San Pietro fosse andato perduto o distrutto senza che la Chiesa Cattolica fosse stata in grado di sostituirlo velocemente per nascondere il fatto stesso della sua scomparsa, a quel punto il legittimo potere primario della Santa Sede - che si proclama tale appunto in riferimento al possesso di tale sacra "reliquia" - sarebbe immediatamente cessato, così come sarebbero immediatamente cessate tutte le pretese concernenti le eventuali dichiarazioni "Ex Cathedra" : in pratica, nessun Seggio posseduto = nessun potere derivante dal Seggio stesso



Il seggio più recente, che è stato collocato nel Grande Altare di San Pietro grazie al lavoro di Lorenzo Bernini, si ritiene risalga all'Ottavo secolo - di conseguenza si pretende che sia l'originale. Al contrario è assai probabile che si tratti di una versione contraffatta risalente al Diciassettesimo secolo.


Inoltre, nonostante la Chiesa Cattolica ammetta apertamente che il Seggio di San Pietro sia sostanzialmente un'opera contraffatta, tuttavia espone al pubblico l'opera stessa come una delle reliquie più importanti della Chiesa Cattolica.


Come è nata la Santa Sede

Nel 1249, Giovanni Bernardone Morosini (Moriconi) anche conosciuto come San Francesco d' Assisi e nipote del Doge di Venezia Domenico Morosini (1148 - 1166) divenne il primo Doge Cristiano di Venezia (1249 - 1253). Questa è una delle ragioni per cui è stato nel tempo necessario, da parte degli storici del Culto Romano, rimuovere tutte le possibilità di riconnettere San Francesco stesso al Doge Marino Morosini, evitando di far comprendere il fatto che, in realtà, si trattasse della medesima persona.

Nel suo primo anno in carica, i lavori sulla Basilica di San Marco furono ampliati e la prima galea di stato, nota come Bucintoro, fu costruita. A quel punto Giovanni chiamò a Venezia l'Antipapa Innocenzo IV (1243 - 1254) affinchè gli concedesse l'anello papale come simbolo della sua appena costituita autorità.


Nel 1250, sul Bucintoro, il Doge Giovanni ed Innocenzo IV si recarono sul mare antistante Piazza di San Marco, luogo in cui il Doge Marino lanciò ritualmente l'anello papale in mare nel corso di una cerimonia formale del Culto Romano pronunciando le storiche parole "Desponsamus te, mare, in signum veri perpetique domini" ovvero "Noi sposiamo te, o mare, in nome dell'unico Signore onnipotente": una cerimonia che sancì Venezia ed il mare come una indissolubile unità (Monade): è così che nacque la Santa Sede (in Inglese "Holy See": Sacro "Holy"; Mare "See"), come la prima completamente cristiana "joint-venture" della storia tra il Culto Romano, Venezia e la Corona d'Inghilterra.


Origini dell'entità legale "Sedes Sacrorum"

La prima volta in cui il termine "Santa Sede" fu utilizzato per indicare esplicitamente la qualità giuridica dell'incarico dato ad un vescovo fu sotto il papato di Bonifacio VIII, quando quest'ultimo emanò la Bolla Papale del 25 Febbraio del 1296 nella quale decretava "che tutti i prelati o superiori ecclesiastici i quali, sulla base di qualunque pretesto o pretesa, senza l'autorità ad essi concessa dalla Santa Sede, paghino una parte delle rendite od averi della Chiesa ad un potere pubblico (ai laici, quindi), così come tutti gli imperatori, re, duchi, conti etc. che si impegnino in qualunque maniera per riscuotere tali averi, sono per il fatto stesso sottoposti a sentenza di scomunica".

La Bolla Papale costituiva, in realtà, una risposta alla crescente promulgazione di Carte e Lettere dei nobili d'Europa che si muovevano nella direzione indicata dalla Magna Charta del 1215. Alcuni di tali documenti prevedevano, tra l'altro, l'effetto giuridico tecnico del passaggio delle proprietà della Chiesa ad un Sovrano, ponendo rischi di espropriazione delle proprietà ecclesistiche alla morte del vescovo stesso. La creazione di un concetto di personalità giuridica denominato Santa Sede, antecedente all'incarico fornito a tale vescovo e pedurante alla morte dello stesso, rappresentava una maniera per ovviare ad un simile rischio.


Papa Bonifacio VIII associò inoltre un secondo e più significativo concetto all'idea di Santa Sede quando dichiarò, in quello stesso periodo, che "ogni creatura è soggetta all'autorità del Papa". Papa Bonifacio VIII rafforzò ulteriormente il veicolo della Santa Sede nel 1302, anno in cui stabilì nella famosa Bolla Papale Unum Sanctam che "Noi dichiariamo, sosteniamo, definiamo e pronunciamo che è assolutamente necessario per la salvezza di ogni creatura umana essere soggetta al Pontefice Romano".

La personalità giuridica della Santa Sede divenne strumentale per la Chiesa Cattolica nel costituire uno degli affari più profittevoli del Medioevo: il traffico internazionale degli schiavi. Questa vera e propria industria, inizialmente controllata dal Portogallo e dalla Spagna, fu resa possibile solo ed esclusivamente sulla base degli attributi che la Santa Sede si era data e che aveva con estrema decisione affermato, nella sua qualità di Santa Sede o "Holy See".


Ciononostante, nuove controversie emersero riguardo le spedizioni proposte verso le "nuove terre" tra la Spagna ed il Portogallo, e sulla maniera in cui queste ultime avrebbero dovuto essere gestite. Papa Sisto IV (1471 - 1484) riuscì a risolvere le questioni attinenti il Tratto di Alcacovas tramite la Bolla Papale Aeterni Regis del 1481 che garantì le terre "ancora da scoprire" lungo la costa occidentale dell'Africa sino alla Guinea al Portogallo.


Quando la Spagna sponsorizzò una spedizione della Marina Papale per reclamare il Nuovo Mondo sotto la guida di Cristoforo Colon (Colombo), Papa Innocenzo VIII (1484 - 1492) estese il concetto di Santa Sede a tutti gli oceani ed alle terre in essi ricomprese. A Cristoforo Colombo, in particolare, fu concesso lo speciale titolo legale di Governatore e Capitano-Generale delle Indie, Isole e Terraferma del Mare Oceano.


Il termine "Indie" non si riferiva inoltre alle isole ora conosciute come Caraibi ma trattavasi di un termine che definiva, nel loro complesso, il nome delle "creature umane" sottoposte alle pretese legali di Controllo del Papa stesso.


Il termine legale esteso di Santa Sede indicante la personalità giuridica della Chiesa Cattolica come comprensiva degli oceani e dell'intera Terra fu ulteriormente raffinata dalla Bolla Papale Dudum Siquidem datata 25 Settembre 1493, ed intitolata, nello specifico, "Estensione delle Garanzie Apostoliche e della Donazione riferita alle Indie", tramite la quale il Papa garantiva alla Spagna anche quelle terre al di là dell'Oceano e delle acque orientali "che erano un tempo appartenute o appartenevano al momento all'India". Tale annullamento delle ambizioni dei Portoghesi condusse nel 1494 al Trattato di Tordesillas tra Spagna e Portogallo che portò la linea di suddivisione scaturente dai trattati del passato a 39° 53' Ovest.

Inizialmente, la linea di suddividione non si estendeva esplicitamente all'intero globo, la Spagna ed il Portogallo avevano ancora la facoltà di spostarsi verso Est o verso Ovest, rispettivamente, sull'altra parte del globo, e prendere possesso di tutto ciò che fossero stati i primi a scoprire. In risposta alla scoperta da parte del Portogallo delle Isole delle Spezie nel 1512, gli Spagnoli spinsero per l'idea, poi resa fattuale da Papa Alessandro VI, nel 1518, di dividere l'intero mondo in due parti. La linea degli antipodi nell'Emisfero Orientale fu quindi fissata dal Trattato di Saragozza (1529) vicino ai 145° E.


Origini dell'entità spirituale riconosciuta come SS

Sotto il Papato di Innocenzo VIII, il ruolo dell'Inquisizione e dell'Inquisitore mutarono per rendere maggiore la loro autorità legale e spirituale nel "perseguimento degli eretici". Intorno al 1483, Tommaso di Torquemada fu nominato Inquisitore Generale di Aragona, Valencia e Catalogna.

I suoi torturatori e la sua milizia specializzata furono quindi benedetti ed introdotti nel più elevato ordine sacro del Culto Romano - le SS o Cavalieri della Sedes Sacrorum.


Come ordine militare della Chiesa Cattolica Romana, ai cavalieri della Sedes Sacrorum (SS) era attribuito l'ordine legale da parte della Santa Madre Chiesa di indire costante Sacra Inquisizione nei confronti di tutti gli eretici, tramite l'assassinio, la tortura e la contro-intelligence, per proteggere il nome della Santa Madre Chiesa, direttamente rappresentando gli interessi della Santa Sede come ordine primario dei Sacri Cavalieri - La SS (Sedes Sacrorum o Holy See).


Come ordine spirituale della Chiesa Romana Cattolica, le SS erano fornite della grazia straordinaria Romano Cattolica relativa al fatto che era per loro previsto il perdono per tutti i peccati mortali - potevano quindi andare in Paradiso - che digraziatamente avessero commesso nell'osservanza degli ordini temporali del Papa. In altre parole, le truppe del Grande Inquisitore Tommaso di Torquemada furono il primo ordine militare in assoluto ad essere beneficiati da una impunità dall'Inferno da parte del Papa riguardo eventuali atti di tortura, terroristici o efferati.


Gli ultimi grandi sacrifici alle forze oscure sotto la podestà della Santa Inquisizione risalgono all'inizio del Diciannovesimo secolo. All'inizio del Ventesimo secolo, vi erano soltanto un numero ristretto di soldati della SS ancora assegnati alla Santa Inquisizione. Tuttavia, con l'incarico fornito al Fratello della Compagnia di Gesù Heinrich Himmler nel 1929, nell'ambito del NSDAP, in Germania, un nuovo esercito di Nazi SS (Cavalieri della Sedes Sacrorum) comprendente centinaia di migliaia di soldati fu creato nel 1939 per portare avanti la più grande singola Inquisizione portata avanti dal Culto Romano - con più di 18 milioni di individui bruciati vivi nei campi della Russia e della Polonia.


Le SS Tedesche furono infine smantellate alla fine della Seconda Guerra Mondiale con il passagio delle consegne della carica di SS che passava ai Servizi Segreti (SS o Secret Service) degli Stati Uniti d'America già a partire dal 1945. In verità, le SS statunitensi furono create immediatamente dopo l'assassinio del Presidente Mc Kinley nel 1901. Fu soltanto successivamente al falso conflitto a fuoco all'esterno della Blair House, nel 1950, tuttavia, che le SS degli Stati Uniti hanno stabilito un sistema di protezione assoluta rispetto al Presidente degli Stati Uniti, tenendolo in pratica come prigioniero virtuale dello Stato e mascherando tale condotta come protezione ufficiale.



Venezia

Collocazione: 45° 26' N 12° 19' E

Nome Originale: Etenoi

Anno di Fondazione: 532

Fondatori: Esiliati Samaritani

Funzione della Località: Colonia per la gestione dei traffici

Etimologia del Nome: "Etenoi", in Greco "i Beneamati, i Prescelti"



Informazioni Generali

Venezia - una città collocata nei pressi del versante nord-orientale delle paludi situate sul delta del fiume Po nell'area nord-adriatica - fu fondata nel 532 dalle famiglie nobili Ebree Sefardite Sarmate in cerca di rifugio dall'Impero Bizantino e dal crimine capitale imposto dall'Imperatore Giustiniano sulla pratica dell'antica religione Sarmatica (adorazione demoniaca e sacrificio umano tramite il fuoco) come crimine capitale.

Il termine Venezia deriva dal Latino Veneti, l'equivalente del Greco Etenoi, ovvero i "Beneamati, i Prescelti". Ed è lo stesso titolo di cui si ritenevano portatori gli Ebrei Sefarditi Sarmati, i quali ritenevano di essere l'unica razza "prescelta da Dio" rispetto alle altre, destinate ad essere consumate dal fuoco e dalla miseria.


Tale titolo divenne il loro non ufficiale grido di resistenza contro i Bizantini rispetto alla ricerca da parte di questi ultimi di nuove colonie in Spagna e nel Nord dell'Adriatico.


la Venezia Antica - un Famoso Stato Ebraico

Prima che fossero elaborate una serie di revisioni per nascondere quelli che erano in passato indiscutibili fatti storici, Venezia era conosciuta come il più famosso Stato Ebraico del Medioevo. Dopo che la Septimania (in Spagna) fu occupata dal Califfato Omayyade nel Settimo secolo, Venezia divenne in effetti l'ultimo Stato puramente Ebraico della storia sino alla formazione di Israele nel 1948.

A distanza di 150 anni dal loro esilio forzato da Sarmara, i coloni Etenoi (Veneti) avevano tuttavia già firmato un nuovo patto commerciale con i Bizantini che permetteva agli Stati fondati sul commercio di Septimania - in Spagna - dell'Egitto e di Venezia di spostare i loro vascelli oltre Costantinopoli verso Sarmara, la capitale dei Kazari sul mar Nero.


Nel periodo della formazione della Chiesa Cattolica, e della successiva invasione di Roma da parte delle forze Cattoliche, e quindi più tardi con l'emersione della Dinastia Abbaside Islamica dei Kazari, nell'area a ridosso del Caucaso,Venezia divenne una alleata chiave di Costantinopoli.


Il Dominio del Clan Urseoli

Tra tutti i Dogi che regnarono a Venezia, il Clan degli Urseoli rappresentava senza ombra di smentita il più potente tra quelli che operarono in qualità di Re-Sacerdoti-Maghi Ebrei Sefarditi Sarmati per più di 200 anni (dal Nono all'Undicesimo secolo) prima di essere scacciati dalla cittadinanza veneziana.

I Capi veneziani non divennero tuttavia cristiani che nel Dodicesimo secolo ed anche in quell'occasione solo nel comportamento esteriore.


Il lungo declino di Venezia cominciò poi nel Quindicesimo secolo, allorchè essa tentò di mantenere il possesso della Tessalonica contro gli Ottomani (1423 - 1430). Essa inviò anche delle navi per difendere Costantinopoli durante l'assedio dei Turchi del 1453.


Quando la città di Bisanzio cadde infine nelle mani di Mehmet II, quest'ultimo dichiarò guerra a Venezia. Tale guerra durò circa trent'anni e costò a Venezia molti dei suoi possedimenti nel Mediterraneo orientale. Successivamente , la Spagna scoprì il Nuovo Mondo, mentre il Portogallo trovò una nuova via marittima verso l'India distruggendo il monopolio via terra di Venezia. La Francia, l'Inghilterra e l'Olanda le seguirono, mentre le galee veneziane non erano adeguatamente strutturate per il traffico oceanico e furono ben presto lasciate indietro nella corsa alle colonie.


La Morte Nera devastò la popolazione comune - non Sefardita, dato che i "prescelti" erano geneticamente caratterizzati dal noto recettore di deformità CCR 5, che li immunizzava rispetto a pestilenze varie ed una serie ampia di altre malattie epidemiche, compreso l'AIDSdei nostri giorni - dapprima nel 1348 ed ancora tra il 1575 ed il 1577. In tre anni, la piaga uccise circa 50.000 persone. Mentre nel 1630 la piaga uccise un terzo dei 150.000 abitanti di Venezia.

Venezia cominciò quindi a perdere la sua posizione chiave nel commerio internazionale durante l'ultima parte del Rinascimento mentre il Portogallo diveniva il prinicipale intermediario europeo nei traffici con l'Oriente, un evento che colpì alle radici la grande ricchezza di Venezia, tutto ciò mentre Francia e Spagna combattevano per l'egemonia sull'Italia nelle Guerre Italiane che finirono per l'emarginare definitivamente la sua influenza politica.

In ogni caso, l'Impero Veneziano restò comunque un importante esportatore di derrate e prodotti agricoli oltre che un notevole centro manifatturiero almeno sino alla metà del Diciottesimo secolo.


Dopo ben 1070 anni, la Repubblica perse infine la sua indipendenza quando Napoleone Bonaparte il 12 Maggio del 1797 conquistò la città durante la cosiddetta Guerra della Prima Coalizione.


Venezia divenne infine territorio austriaco quando Napoleone firmò il Trattato di Campoformio il 12 Ottobre del 1797. Gli Austriaci presero poi il controllo della città in data 18 Gennaio 1798. Venezia fu successivamente sottratta agli stessi Austriaci dal Trattato di Pressburg del 1805, divenendo parte integrante del Regno d'Italia di Napoleone, ma fu nuovamente concessa all'Austria in seguito alla sconfitta di Napoleone nel 1815, allorchè divenne parte del Regno Lombardo-Veneto controllato dagli stessi Austriaci.

Nel 1848-1849, una rivolta ristabilì per breve tempo una Repubblica, sotto la guida di Daniele Manin. Ma nel 1866, in seguito ai risultati della Terza Guerra d'Indipendenza Italiana, Venezia, con tutto il resto del Veneto, divenne parte integrante del nuovo Regno d'Italia.


La strana esclusione di Venezia dalla Seconda Guerra Mondiale

Venezia era ufficialmente parte delle forze dell'Asse dei Dittatori Cattolici Fascisti nella Seconda Guerra Mondiale, tuttavia è stata l'unica maggiore città di tutte le forze dell'Asse a non essere bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, se si esclude la cosiddetta Operazione Bowler che fu, in realtà, una semplice dimostrazione di forza che non durò più di quindici minuti e non fece assolutamente alcuna vittima civile - fondamentalmente condotta per provare che gli Alleati avessero in realtà operato contro le forze dell'Asse ivi dislocate sin dall'inizio della Guerra.

L'importanza di Venezia in quanto a tesori artistici ed architettonici era molto minore rispetto a quella di numerose città distrutte dai bombardamenti Alleati e dell'Asse durante la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto in Germania. Il perchè una città strategicamente così importante venne completamente ignorata nella Seconda Guerra Mondiale non è mai stato adeguatamente spiegato.


L'Antipapa Onorio III

Altri Nomi: Cencio Savelli

Nato: 1148

Luogo di Nascita: Roma

Linea di Sangue: Savelli

Posizione: Papa (1216 - 1227)

Morte: Marzo del 1227



Informazioni Generali

Nato come Cencio Savelli nell'ambito dalla "onnipotente" famiglia Savelli, sotto il Papato di Clemente III (1187 - 1191) e di Papa Celestino III (1191 - 1198), ricopriva la carica di tesoriere della Santa Chiesa Romana, per poi divenire Cancelliere della stessa tra il 1194 ed il 1198.


Nel 1197, egli fu nominato tutore del futuro Imperatore Federico II, che era stato posto a guardia del Papa Innocenzo III (1198 - 1216) dalla Imperatrice vedova Costanza.


Egli fu elevato alla carica di Cardinale prima del 13 Marzo del 1198, data in cui ottenne il Titulus dell'Incarico Titolare di San Giovanni e Paolo.


Alla morte di Papa Innocenzo, le fazioni che si davano battaglia per la carica Papale erano capeggiate dai Cardinali Ugolino da Ostia (che successivamente divenne Papa Gregorio IX) e da Guido da Praeneste, e, per risolvere le controversie, venne scelto di conferire l'incarico a Cencio come una soluzione compromissoria. Egli fu quindi consacrato a Perugia il 24 Luglio ed incoronato a Roma il 31 Agosto, prendendo possesso del Laterano il 3 Settembre del 1216.

Onorio III è il Papa che riconobbe, dall'alto della sua carica, l'Ordine Dominicano nel 1216 e quello Francescano nel 1223. Egli approvò, in particolare, la Regola di San Domenico nella sua Bolla Papale Religiosam Vitam , datata 22 Dicembre 1216, e quella di San Francesco nella Bolla Papale Solet Annuere del 29 Novembre del 1223 .

Durante il suo Pontificato numerosi ordini terziari vennero inoltre ad esistenza. Egli approvò infatti l'Ordine dei Fratelli Francescani e delle Sorelle della Regola di Penitenza con la Bolla Papale Memoriale Propositi. Il 30 Gennaio del 1226 approvò l'Ordine Carmelitano nella sua Bolla Ut Vivendi Normam. Approvò infine la congregazione religiosa "Vals des Ecoliers" (Vallis Scholaris, la Valle degli Studiosi), che era stata fondata da quattro pii professori dell'Università di Parigi.

Uno dei più importanti degli scritti da lui commissionati fu inoltre il Liber Censuum Romanae Ecclesiae che rappresenta la più importante fonte per rintracciare le posizioni medievali della Chiesa riguardo le proprietà ad essa facenti capo ed in parte opera anche in continuità con quella frode di gran successo che è il Liber Pontificalis nello stabilire la leggenda mitica della successione apostolica.

Ma senza alcun dubbio, il suo contributo più noto e raffinato resta senz'altro il più noto dei Libri di Magia Nera mai scritti, ovvero Il Grimoire di Onorio il Grande, in particolare concentrato sulle modalità per la conduzione del sacrificio umano e finalizzato essenzialmente a porre in essere ed affermare il concetto odierno di stregoneria, contemporaneamente fornendo la possibilità di eseguire sacrifici umani ad opera degli ordini religiosi da lui stesso posti in essere, sulla base della colpa legata all'aver condotto attività di stregoneria.

Onorio morì nel Marzo del 1227, a lui successe Papa Gregorio IX:



Lista di Crimini Efferati Commessi:



a) di aver creato una attività illegale al fine di perseguire propositi criminali: che Onorio III abbia approvato e creato l'Ordo Praedicatorum, o Ordine dei Predicatori Domenicani di San Domenico (vedi anche Religiosam Vitam e Nos Attendentes) come un Ordine avente il compito di perseguire le eresie tra le popolazioni esistenti e gestire il pentimento, la tortura o la sentenza capitale per gli eretici. In particolare, per fornire supporto speciale alle unità militari nella caccia e nell'eliminazione degli eretici stessi.

b) di aver creato una attività illegale al fine di perseguire propositi criminali: che Papa Onorio III (1216 - 1227) abbia deliberatamente scritto e pubblicato uno dei più famosi Libri di Magia Nera, ovvero il Grimoire di Onorio il Grande, concentrandosi in particolare sulle modalità di conduzione del sacrificio umano e fissando per i posteri l'esistenza effettiva della stregoneria; ponendo inoltre a disposizione, tramite il manoscritto stesso, la trattazione delle tecniche da adottare nel sacrificio rituale di feti e bambini, e ciò per soddisfare le abitudini e le esigenze secolari di ricche e benestanti (ma non Sadducee) famiglie nobiliari; che, in aggiunta, tali testi rivelassero alcune pratiche occulte effettivamente praticate dal culto Romano Cattolico, le quali vennero ridefinite al fine di porre in essere una credibile "male" alternativo al Culto Romano stesso e rendere così possibile l'opera dell'Inquisizione tramite il sacrificio umano in pubblico e l'appropriazione indebita delle proprietà degli eretici. Ancora ai nostri giorni, viene creduto che siano stati gli "Ebrei" e non la Chiesa Cattolica Romana ad aver formalizzato l'odierno concetto di Stregoneria e gli stessi testi "satanici" che risalgono al Tredicesimo secolo.

IL CULTO SATANICO VENEZIANO



Altri Nomi: lo Spirito Santo (Fuoco)

Anno di Origine: 1217

Fondatore: Papa Innocenzo III (1198-1216)

Quartier Generale: Catacombe Vaticane, Roma

Capo dell'Organizzazione: Grande Inquisitore

Leader Attuale: Papa Benedetto XVI

Membri: meno di 2000



Elementi Fondanti



Il Culto Satanico Veneziano fu fondato dall'Antipapa Innocenzo III intorno all'anno 1198 durante il suo regno in qualità di AntiPapa e capo supremo del Culto Romano.


Al contrario dei precedenti membri del Culto Romano, Innocenzo III non era un adoratore della Magna Mater (Cibele) e delle antiche divinità oscure della tradizione Vaticana. Al contrario, Innocenzo III introdusse elementi di una religione per molti versi completamente nuova e fondata sulle antiche ed esoteriche conoscenze degli Alti Sacerdoti Sadducei che avevano retto gli antichi templi di Baalbek e di Gerusalemme già 1800 anni prima.


In luogo dell'adorazione di Cibele, i membri del Culto Satanico Veneziano adoravano ed adorano Moloch ed i demoni del mondo ctonio (sotterraneo o infernale).

In particolare, fu il figlio di Innocenzo III, l'AntiPapa Onorio III ad essere strumentale nell'introdurre una liturgia completamente nuova, principalmente tramite il suo "Grand Grimoire" - il primo vero e proprio libro di Stregoneria della Filosofia Occidentale. In effetti, Onorio rappresenta, a pieno titolo, il padre tanto della Stregoneria, quanto dell'odierna Wicca così come della stessa Inquisizione.

Prima della liturgia messa a punto da Onorio e della creazione dell'Inquisizione, in Europa non si era mai sentito parlare di streghe, stregoneria o di qualsiasi concetto alieno riferito alla dannazione delle anime. L'Inquisizione fu inoltre brillantemente concepita per "educare" le persone alle arti nere, alle forze demoniache, ai pentagrammi ed a numerosi altri simboli contemporaneamente pretendendo di combattere e perseguire le cosiddette "streghe".


Background


A partire dal 360 dopo Cristo, e fino al 532, lo Stato Sarmata di Palestina aveva raggiunto un tale potere ed una tale ricchezza da riuscire a governare e controllare le terre originariamente occupate dagli antichi Regni Ebraici ed i suoi leader proclamavano sè stessi Re di Israele.


A partire dalla morte del carismatico Baba Rabba, nel Quarto Secolo dopo Cristo, le varie famiglie nobili Ebraiche di Stati quali Himyarites (Yemen), Nabatea (Arabia) e Sarmara erano talmente cresciuti in influenza che il più grande di questi Stati, ovvero Sarmara, era divenuto uno degli Stati più ricchi dell'antichità così come la patria di centinaia di migliaia di persone.


L'antica adorazione delle forze oscure - e di Ba'al Moloch in particolare - che caratterizzava la religione Sarmata si era ampiamente diffusa nella regione, ed ora includeva le nuove dottrine fissate grazie a Baba Rabba, ovvero, tra le altre, l'uso cerimoniale della Kippa ed i rituali di devozione quotidiana diretti verso il tempio sul Monte Gerezim.


In ogni caso, tra le più "perverse" innovazioni religiose introdotte da Baba Rabba vi era senza dubbio l'esecuzione pubblica tramite il fuoco - la condanna al rogo, in pratica - di innocenti Ebrei non Sarmati che rifiutavano di convertirsi e di adorare le divinità demoniache degli stessi Ebrei Sarmati. Centinaia di migliaia di persone furono uccise in questa maniera in quell'area. Quando Giustiniano venne proclamato Imperatore nel 527, uno dei suoi primi atti fu quello di proclamare la religione dei Sarmati un crimine capitale punibile con la morte. Fu tale atto, più di qualunque altro, a spingere sempre più le famigli nobili Sarmate a spostare le proprie residenze ed i propri centri di influenza verso la parte Occidentale del Mediterraneo, in particolare durante il regno dell'Alto Sacerdote-Re Julianus Ben-Sabar.


Lo Stato Sarmata e e loro stessa cultura fu infine devastata dall'Imperatore Giustiniano I nel periodo compreso tra il 531 ed il 532 dopo Cristo, così come fu distrutto, in quello stesso periodo, e per l'ultima volta, il fondamentale tempio sacro del Monte Gerezim. Al termine della brutale campagna di Giustiniano, temendo la nuova legge imperiale, nessun componente della famiglie nobili e sacerdotali Sarmate rimase nella propria madrepatria, un evento che rischiò di determinare la quasi estinzione del Culto Sarmata tanto come "religione" ufficiale quanto addirittura come cultura - nonostante la sopravvivenza di alcune migliaia dei componenti di tali famiglie nobili e sacerdotali.


I Samaritani si spostarono quindi, per sfuggire alla minaccia derivante dal potere detenuto in Oriente dal Sacro Romano Impero, in parte nelle zone più Occidentali del Mediterraneo ed in parte a Nord e nell'area interna delle montagne del Caucaso, dove vennero più tardi conosciuti come i Kazari. In particolare, le più importanti delle famiglie nobili delle linee di sangue degli Alti Sacerdoti si stabilirono nelle aree paludose collocate sugli estuari del Po e dell'Adige nell'Adriatico Settentrionale, mentre un'altra grande colonia si trasferì sulla costa dell'Armorica meridionale nei pressi della Baia di Morbihan in Gallia (una regione che oggi si trova nell'Odierna Spagna)


Sebbene isolati, i rifugiati Sarmati - non più in grado di dichiararsi ufficialmente tali sotto il crimine capitale posto su di loro dal Sacro Romano Impero di Bisanzio - dimostrarono una rimarchevole coesione. Essi rinominarono sè stessi Etenoi (in greco "i beneamati, i prescelti") - presto divenendo famosi come commercianti e studiosi.


In particolare, la loro colonia nell'Adriatico Settentrionale fu chiamata Venezia - successivamente al cambio di denominazione da Sarmati ad Etenoi (in latino: Veneti) - divenendo una delle più famose città della storia.


I Sacerdoti-Tiranni del Clan "Pietro" a Venezia

La stessa natura geografica legata alla collocazione della città di Venezia si dimostrò ideale per gli esiliati Sarmati, i quali assunsero la carica di Dogi della nuova città, che divenne ben presto un importantissimo centro per gli scambi commerciali. La più potente ed efferata tra le famiglie degli antichi Alti Sacerdoti Sarmati di Venezia era in particolare costituita dai membri del Clan Pietro (più tardi conosciuti come PierLeoni), i quali dominarono la città con il pugno di ferro dall'Ottavo secolo fino a quando Pietro II Orseolo (1009-1026) fu definitivamente tradito dalle altre importanti famiglie della città e tenuto lontano da Venezia all'inizio dell'Undicesimo secolo, nel periodo in cui il Doge stesso era impegnato in una guerra contro gli Ottomani.


Egli venne in effetti sconfitto dagli Ottomani e costretto alla ritirata, tuttavia con la sua città fortemente fortificata che non gli permetteva l'accesso e gli Ottomani che lo inseguivano non fu in grado di porre sotto assedio la stessa Venezia e riguadagnare il controllo della città.


Al termine di queste peripezie, le navi della sua flotta presero infine terra nei pressi di Trieste, e Pietro II Orseolo, in seguito alla protratta permanenza in quell'area, dovette scontrarsi con l'appoggio dei suoi Soldati-Marinai (marines) contro le truppe di Stefano di Ungheria. In tale battaglia, i Soldati-Marinai (marines) "Ebrei" Veneziani sconfissero gli Ungari Cristiani e Pietro Orseolo fu incoronato Re di Ungheria già nel 1028. Egli regnò quindi come uno spietato tiranno fino alla sua morte nel 1041. Ad egli successe suo figlio Re Pietro III Orseolo di Ungheria (1041-1047).


Nel 1047, lo stesso Re Pietro III Orseolo di Ungheria dovette subire l'onta dell'esilio, con la sua famiglia, dall'Ungheria, trovando rifugio a Roma. Durante le lotte che si susseguirono tra i legittimi Papi Cattolici e gli AntiPapi del Culto Romano, il figlio di Pietro III Orseolo, il cui nome era Pietro Leone (di qui la famiglia PierLeoni), si dichiarò infine "Cristiano" in maniera tale da poter entrare a pieno titolo dell'enclave del Culto Romano. In ogni caso, resta certo il fatto che l'Alto Sacerdote Sarmata, tra l'altro uno degli uomini più ricchi del mondo antico, rimase un dedito seguace del Culto di Ba'al Moloch.


Nel 1119,questo Alto Sacerdote Ebreo Sarmata riuscì quindi ad ottenere per sè la carica di AntiPapa con il nome di Callisto II (1119-1124), divenendo il primo Papa Ebreo Sadduceo della Storia. Per nascondere tale evento, più tardi, gli storici Vaticani hanno mescolato dettagli della sua vita reale con quella di un altro legittimo Papa della Chiesa Catolica sostenendo che egli fosse in realtà nato nella Regione della Burgundia.


A Callisto II, successe suo figlio Onorio II (1124-1130) e quindi suo nipote Innocenzo III (1130-1143). Anche in questo caso, come in altri, la storia dei Papi Ebrei Sadducei (Samaritani) è stata cancellata dalla storia, nonostante il loro lascito - persone bruciate sul rogo, adorazione del pentagramma e l'istituzione del rito dell'eucaristia: tutti elementi da loro stessi per la prima volta introdotti come false dottrine della Chiesa Cattolica.


L'Inquisizione e la legalità del sacrificio umano

Mentre si ritiene che sia stato Papa Lucio III il primo a fissare l'esistenza dell'Inquisizione tramite la Bolla Papale "Ad Abolendam", in particolare nella sua forma di struttura legale e morale mirata ad autorizzare il sacrificio umano e la barbara tortura di innocenti, è stato, in realtà, il discendente dei Papi Ebrei Sadducei, in particolare l'AntiPapa Innocenzo III (1198-1216), a rendere l'Inquisizione stessa pienamente efficace ed operante, grazie alla fissazione degli elementi chiave di quest'ultima: le Leggi della Chiesa, l'Inquisitore, l'Accusato, l'Atto (o Offesa), il Tribunale ed il Testimone.


L'Inquisitore, in termini pratici, era un giudice speciale ma permanente che agiva a nome e per conto del Papa ed a cui era concesso dal Papa stesso il diritto-dovere di agire sulle basi delle leggi della Chiesa nei confronti delle presunte Offese rese alla Fede come definite dalle stesse leggi canoniche. Quindi, sulla base del diritto-dovere di agire a tutela della Chiesa, l'Inquisitore aveva - ed ha ancora ai nostri giorni - il potere legale di vita o di morte sull'accusato stesso.


Inoltre, l'accusato era obbligato a presentarsi di fronte all'Inquisitore, ma non doveva necessariamente essere accusato di alcun crimine di eresia a questo punto; tuttavia, una volta che il suo nome fosse stato scritto su un documento cartaceo e l'individuo avesse riconosciuto sè stesso con il nome del soggetto riportato nel documento, egli automaticamente cessava di essere una persona e diveniva contemporaneamente una personalità giuridica ed una proprietà legale della Chiesa. Di conseguenza, il fatto stesso di riconoscersi come l'individuo dotato di quel nome di Battesimo di fronte all'Inquisitore era sufficiente all'Inquisitore stesso per avere, in base alla legge canonica, il totale controllo sul destino di quella persona.


Le accuse, a quel punto, sarebbero state formalizzate successivamente, se necessario. Ma, il più delle volte, la persona sarebbe stata torturata fino a che qualche tipo di confessione di un crimine previsto dalla legge canonica fosse stata estorta. Soprattutto nei successivi secoli, poi, sarebbero state principalmente storie fittizie di streghe e magia ad essere promosse dalla Chiesa per poi utilizzarle per mettere in catene, torturare ed uccidere innocenti, spesso con problemi mentali.


Il periodo di maggiore potere del Culto Satanico Veneziano

Il Culto Satanico Veneziano ha raggiunto il picco del suo potere poco meno di 80 anni fa, durante la Secoda Guerra Mondiale, periodo in cui fu reso effettivo, in particolare ad opera dell' AntiPapa Pio XII, il più grande sacrificio di innocenti a Moloch della Storia, quando più di 18 milioni di persone furono arse vive nei forni crematori collocati tra l'Unione Sovietica e la Polonia.


Gli stessi campi per il sacrificio umano più importanti furono deliberatamente collocati in maniera tale da formare in termini geografici il più grande Pentagramma del Male realizzato nella storia.