La cospirazione di Agarthi.

Dal server di Miguel Martinez - che ha dovuto cambiare provider in seguito a un'assurda minaccia di causa che gli avrebbe intentato Massimo Introvigne - riprendiamo una bella stroncatura di un libro che - almeno a noi - piace parecchio: Il quarto livello dell'ex- magistrato Carlo Palermo. Leggete e credete, o non credete. Soltanto, sappiate che a detta degli esperti di dietrologia, quella di cui si parla in queste righe è proprio la "cospirazione Agarthi": quella che condusse in Tibet i nazisti e che oggi assumerebbe - almeno a detta di Carlo Palermo - rinnovate ma non meno inquietanti forme. A fondo pagina, il link al sito di Martinez, dove potrete trovare la versione integrale dell'articolo. 

L'antislamismo assume molte forme. Ma una delle più curiose è questa: lo sapevate che esiste una congiura di templari integralisti islamici, guidata da nazisti veneziani, per uccidere il Papa, promuovere la teologia della liberazione in America Latina e spacciare droga, il tutto all'unico fine di restaurare le glorie del governo dei dogi? Questo è quanto ci rivela nel suo libro Il quarto livello (Editori Riuniti, Roma, 1996) l'ex-giudice ed ex-deputato Carlo Palermo, che molti conoscono e stimano come un coraggioso nemico della corruzione in tempi non sospetti. E infatti nulla di ciò che diremo qui va inteso come critica alla sua donchisciottesca persona. Palermo si è distinto non tanto tempo fa per aver rilasciato un'intervista a Il Giornale in cui accusava i "templari e gli sciiti" per l'incendio della Cappella della Sindone a Torino. Autorevoligiornalisti hanno descritto il libro di Palermo come l'ultima parola in materia di mafia e di stragi. Per intenderci, in televisione del libro ne parlerebbe Michele Santoro e non Maurizio Costanzo o Lorenza Foschini. 

Eppure ciò che lui scrive sta alla storia come la teoria della terra cava sta alla geologia. "Perché gli hutu e i tutsi si sono massacrati a vicenda in Ruanda? Perché altrettanto hanno fatto i popoli dell'ex Jugoslavia? Perché oggi si sparge il terrore a Parigi o a Beirut, ad Algeri o a New York, a Islamabad, a Karachi o a Gerusalemme? [...] Perché in Canada e in Svizzera ancora si ricorre a macabri suicidi di massa, in nome di una setta religiosa che si ispira al vecchio Ordine dei templari..? Perché, alla soglia del terzo millennio la Chiesa ancora non spiega ai fedeli il terzo segreto di Fatima...? Perché ancora oggi non riusciamo a far piena luce sulle terribili stragi che hanno colpito l'Italia negli anni Settanta e Ottanta..?" (pp. 4-5). Già, perché? La copertina è un buon indizio - su uno sfondo nero, si erge la minacciosa figura di un cavaliere templare, testa pelata e barba lunga. La tesi parte dalla Banca di credito e commercio internazionale (BCCI), che ha avuto un gran numero di correntisti loschi, ed è infine clamorosamente fallita con la CIA alle calcagna. Ora, secondo Palermo, la BCCI è stata fondata da alcuni pakistani che egli definisce "di confessione sciita, di credo sufi" (p. 19). E' su queste sei parole che si regge l'intero libro, perché permette di collegare il bucato sporco della BCCI a tutto il mondo - diciamo così - dell'occulto e anche all'islam. 

Il sufismo sarebbe "una sorta di culto finale" dedicato alla lotta "antiscientifica e antitecnologica", presente "sia nell'integralismo islamico che in quello cattolico" (p. 19 ss.). [...] "Se si vuole identificare il maggiore settore di penetrazione della filosofia sufi, occorre guardare al processo di formazione della estrema destra internazionale. E il pensiero non può che correre al massimo leader storico della destra, Adolf Hitler" (p. 20). Segue dimostrazione: Le SS si "rifacevano" all'impero prussiano. L'impero prussiano era una "diretta derivazione dello Stato dell'Ordine militare teutonico". L'Ordine militare teutonico aveva assorbito "alcune componenti" del soppresso Ordine dei templari. Queste componenti si ispiravano "al sufismo". Ergo, è un "fatto che lo Stato delle Ss era uno Stato sufi". Nel complottismo è frequente la tecnica del doppio salto mortale: Palermo ce ne dà un elegante saggio. Prima mossa: Himmler ha modellato le SS sull'Ordine dei Gesuiti. Già qui ci sarebbe da chiedere almeno qualche prova, ma l'acrobata è in pieno volo verso la seconda mossa e non va disturbato: "Sono numerosissime le indicazioni secondo cui Ignazio di Loyola, prima di costituire il suo Ordine, sarebbe stato iniziato ai mistici segreti della setta Shadliyya nella Spagna meridionale e nel Maghreb, secondo una specifica richiesta delle famiglie aristocratiche veneziane". 

[...] Torniamo ai templari. Essi sarebbero stati edificati "sulla falsariga dell'ordine sufi" degli Assassini (che non erano sufi). Palermo prende alla lettera anche alcune strane affermazioni estratte ai templari con la tortura dagli inquisitori che volevano mettere le mani sui loro ingenti capitali: "come culto gnostico", i templari recepirono elementi "tratti dalla dottrina islamica (come l'adorazione del dio Baphomet..)". Ecco finalmente scoperto cosa fanno i musulmani nelle moschee: adorano Baphomet. Grazie ai templari, anche i catari divennero "un movimento sufi", con lo scopo di "congelare il progresso e di bloccare a crescita zero lo sviluppo della popolazione" (p. 22). A questo punto compare la Società di Thule, che avrebbe ispirato il nazismo. Goodrick-Clarke, in The Occult Roots of Nazism (The Acquarian Press, Wellingborough, Regno Unito, 1985; esiste anche un'edizione italiana) dice tutto quello che c'è da sapere su questi argomenti. C'erano un po' di occultisti nel nazionalismo tedesco, come ci sono maghi celti attorno al leghismo o cabalisti nel sionismo estremista; difficile capire quanto il misticismo abbia ispirato, e quanto semplicemente giustificato, alcune tesi politiche. E' vero che il fondatore del Partito nazionalsocialista, Dietrich Eckart, ha aderito brevemente alla Società di Thule, che aveva effettivamente almeno un gergo di tipo iniziatico. 

Ma questo mondo marginale non ha mai interessato Adolf Hitler, il cui ben noto caratteraccio gli impedì di farsi dire dagli altri cosa doveva fare persino quando si trattava di non perdere un quarto di milione di soldati a Stalingrado. Comunque, secondo Palermo, è nato un richiamo a "culti mistici orientali" negli ultimi decenni nella "estrema destra", soprattutto "in Germania". Un po' di misticismo (in genere non "orientale") c'è nell'estrema destra italiana e in quella francese, ma ce n'è molto di meno in Germania, dove i paradigmi sono soprattutto nazionalistici. [...] A questo punto, comunque, Palermo ha preparato il terreno per qualunque cosa: dimostrata la Congiura Fondamentale, basta seguire un qualunque suo filone. Partendo dalla BCCI, si può citare qualunque fattaccio si riferisca al Vicino Oriente, che riguardi l'Iran o il suo nemico storico l'Iraq o gli integralisti libici che Gheddafi ogni tanto fa impiccare, o lo stesso Gheddafi, che è quanto di più eretico abbia partorito l'Islam prima di Salman Rushdie: egli nega valore a tutti i testi islamici tranne il Corano e concede alle donne una rigorosa parità sociale. Ma vediamo cosa ha scoperto il nostro giudice nel corso delle sue indagini su Gheddafi. Sotto il fascismo, le "reti spionistiche britanniche" nominarono come governatore della Libia Giuseppe Volpi, "ultimo doge di Venezia", dandogli il titolo di conte di Misurata. 

Volpi doveva essere piuttosto anzianotto, visto che aveva perso il suo incarico a Venezia nel 1797, mentre il fascismo è arrivato al potere nel 1922. Almeno dai miei libri di storia non risulta alcun periodo di dominio "britannico" in Libia se si eccettua il periodo dopo El-Alamein. "Le vecchie reti fasciste dell'Ovra e quelle libiche erano quasi un'unica rete, da cui 'nacque' Gheddafi". E l'uomo di Gheddafi in Italia sarebbe un certo Claudio Mutti, a cui Palermo dedica diverse pagine. Difficile sapere se è vero che il fondatore della BCCI era un Sufi, ma Claudio Mutti abita a Parma e Michele Brambilla (Interrogatorio alle destre, Rizzoli, 1995) gli dedica diverse pagine. Per Palermo, Mutti è un "professore di lingua romena all'Università di Bologna" (cattedra mai esistita); fondatore "dell'organizzazione estremista Ordine nero" (vero che fu indagato; arrestato perché la testata di una rivista che egli dirigeva era scritta in caratteri simili a quelli dell'intestazione di un volantino di Ordine Nero, fu assolto quando si scoprì che i trasferibili erano completamente diversi); triangolatore tra l'organizzazione "Giovane Europa", i palestinesi e Gheddafi (la "Giovane Europa" venne sciolta prima che Gheddafi arrivasse al potere). 

Non solo: Mutti sarebbe associato "alla strage di piazza della Loggia a Brescia e a quella del treno Italicus" (al momento della prima, Mutti si trovava in isolamento nel carcere di Bologna, al momento della seconda, egli si trovava a San Vittore, nel corso di inchieste dalle quali è poi uscito assolto). Mutti è anche però un esperto di cose zingare (è l'autore di un incredibile dizionario parmigiano-sinti) che da anni pubblica libri che difficilmente troverete in libreria.I libici devono essere molti tirchi perché obbligano il loro agente segreto a mantenersi facendo l'insegnante. Né si capisce perché con cinquanta milioni di italiani a disposizione abbiano voluto scegliere una figura così poco utile: Mutti è un estremista che prova più simpatia per i perdenti che per i vincitori dell'ultima guerra e in più è musulmano. In termini odierni, è quello che poteva essere quarant'anni fa nel sud degli Stati Uniti un nero che fosse anche rigidamente filosovietico. [...] La vera fonte di tutto il suo materiale Palermo la nasconde in una nota a p. 200 dove cita qualcosa che alla maggior parte dei mortali non vuol dire niente: "Nuova Solidarietà, Almanacco, 4 marzo 1985". 

Nuova Solidarietà è la storica rivista dell'americano Lyndon LaRouche. Ex-militante trotskista, creatore poi di una robotica setta (nota in Italia come Fusion Institute, Partito Operaio Europeo, Save the Children Fund e Istituto Schiller), arrestato per una catena di truffe a danni di ingenue vecchiette e recentemente rilasciato, egli ha dato una svolta storica al complottismo, mettendoci dentro proprio tutti, con in testa i veneziani (consigliamo vivamente la lettura del capitolo dedicato a LaRouche in John George e Laird Wilcox, Nazis, Communists, Klansmen and Others on the Fringe, Prometheus Books, Buffalo, NY, USA, 1991, p. 312 ss. Tra l'altro è l'unica cosa di attendibile che sia stato scritto sul personaggio). [...] Il giornalista Franco Fracassi ha pubblicato recentemente Il quarto Reich, un analogo pamphlet complottistico con altrettanti errori ma meno mistica. Egli considera LaRouche un "nazista" (un'accusa del tutto errata, ma questo è un altro discorso). Quindi Palermo dovrebbe far parte della grande congiura nazista di cui parla Fracassi (ma Fracassi stesso a volte si rifà a LaRouche). Anche un autore di destra, Maurizio Blondet, ha preso da LaRouche le tesi su cui ha costruito nientemeno che tre libri intitolati rispettivamente Complotti I, Complotti II e Complotti III. Anche alcuni deputati di Alleanza Nazionale stanno cominciando a dare retta a LaRouche. [...] Il 26 febbraio del 1999, un amico giornalista mi ha mandato questo curioso messaggio e-mail: 

"Carissimo Miguel, da un fax giunto al giornale ti segnalo alcuni estremi dell'invito dell'Executive Intelligence Review per una conferenza internazionale sul tema "L'Europa di fronte alla sfida del 2000 - Depressione economica e crisi finanziarie con il Fmi o miracolo economico con il Ponte di Sviluppo Eurasiatico". Roma, Hotel Columbus, via della Conciliazione 33, giovedì 11 marzo 1999 ore 15,30. Tra gli interventi annunciati quelli di Flaminio Piccoli, Roberto Formigoni, Aurelio Misiti, Luciano D'Ulizia, Helga Zepp-LaRouche, Ettore Bernabei, Sandro Fontana, Riccardo Pedrizzi, Giovanni Russo Spena, Publio Fiori, Tullio Grimaldi, Enrico Nan, Rosario Alessandrello, Enzo Carra, Ugo Intini, Marivilla Carrasco e Paolo Raimondi." 

Miguel Martinez 

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