CAMBIAMENTO FINALE

Ian Xel Lungold è stato uno dei primi conferenzieri a portare trà il pubblico la questione del calendario Maya, e del cambiamento che ci aspetta alla fine del lungo computo.
Qui è disponibile il video della sua ultima conferenza del 2005, purtroppo Ian Lungold è scomparso prematuramente nel 16 novembre del 2005.

Il lavoro di Lungold è stato d'ispiratozione a molti moderni ricecatori, o "maestri": è stato uno dei primi conferenzieri a parlare pubblicamente di come il processo di creazione sarebbe accelerato in questi ultimi anni che ci separano dalla fine del calendario Maya. A differenza di molti, Ian, in base alle sue ricerche puntava la fine del calendario Maya nel 28/10/2011

Secondo questa teoria, l'umanità passerà attraverso a dei cicli di creazione mano a mano "più densi", ciò porterebbe ad un veloce sussegiumento di avvenimenti, ed a dei repentini cambiamenti, mano a mano che ci avviciniamo alla fine del lungo computo. 

Quest'accelerazione darebbe anche luogo alla "velocizzazione del tempo" che noi tocchiamo con mano. Una volta il tempo sembrava scorrere molto più lentamente, secondo gli studi di Lungold non è il tempo a scorrere più velocemente oggi, ma è la creazione ad essere più veloce, ciò include sia cambiamenti nell'universo fisico che cambiamenti nell'universo metafisico.. questo quindi precluderebbe ad una sorta di accelerazione nel risveglio planetario, e quindi, se fino ad oggi le persone ci mettevano anni ed anni a risvegliarsi ed a capire, oggi potrebbe succedere molto più rapidamente.

Se non erro, secondo gli studi di Ian, ad oggi subiamo un importante cambiamento una volta ogni due mesi. Nel 2009 dovremmo passare nella fase di "cambiamento ogni due settimane", poi mano a mano verso il "cambiamento ogni due giorni" e "ogni due ore"..

Io personalmente noto che se fino ad un anno fà sentivo un certo tipo di musica, oggi i miei gusti musicali di allora mi sembrano alquanto grezzi. Se rileggo i miei primi post del blog, nonostante abbia pubblicato tali cose neanche un anno fà, riconosco quelle cose meno mie di allora.

Riguardando vecchi film che avevo già visto la mia interpretazione è molto cambiata.
In un email una mia vecchia amica di recente mi ha confessato di non emozionarsi più a certi ricordi come magari le succedeva in passato.

Il nostro metro di misura è legato al passato, ciò portava a credere alle certezze, e dava una certa sicurezza.. quante volte abbiamo pensato che certe cose sarebbero per sempre state così? il pensiero comune è, che se ad oggi c'è così poca gente ad essere sveglia.. come si può sperare che in 5 anni nemmeno ci sia un risveglio di massa?

C'è ancora speranza...

ALTRA LETTURA CONSIGLIATA: LINK

Una nuova genesi 

[...] Il Computer Centrale crea realtà virtuali, frattali. Non voglio entrare in dettagli che ho descritto nel mio libro base, LUH, il Gioco Cosmico dell’Uomo. Qui voglio entrare nel problema che ci sta più a cuore. Come uscire dal film. La risposta è incredibile … Nascendo. La genesi appena descritta, è stata infatti il concepimento, l'inizio di una gravidanza che coinvolge l'intero sistema solare. Oggi è in atto la nascita del Bambino Solare e, per noi umani, Sue “cellule”, è una nuova genesi. 

Nascita è l'uscita dall'utero, per noi. Per il sistema solare è il collasso dell'orizzonte em, dell'utero che lo ha avvolto finora; parlo dell'eliosfera, del campo magnetico solare, dal quale nessuna sonda spaziale è mai uscita. Sebbene dominante, l'eliosfera è pur sempre un “velo” creato dalla sola materia luminosa (0,5%) un “velo” che la Forza può cambiare ed anche annullare. Basta un soffio di bosoni neutri (Z°) per cambiare lo spin della materia nucleare e ridurre il “velo”, perché la porzione visibile con gli occhi umani, è una porzione di molto inferiore allo 0.5%. 

L'inversione dello spin è stata osservata in laboratorio; è nota come risonanza delta. Uno dei tre quark, che compongono un nucleone, inverte il verso di rotazione passando da uno spin negativo (-1/2) ad uno positivo (+1/2). Allora i tre quark ruotano tutti nello stesso verso e lo spin del nucleone, si triplica. (3/2) 

È lo “spin-flip”, un salto quantico, un evento molto rapido che, per un attimo, si annulla ed annulla quindi il campo em che lo spin crea. Per un attimo la luce em si ferma ed emerge lo stato oscuro che gli scienziati studiano e vogliono utilizzare per i computer. Non immaginando quanto è cruciale per l'evoluzione ! Lo spin-flip avviene di norma e di continuo in qualsiasi corpo e può non essere un caso isolato, ma l'innesco di un “effetto domino” che allinea tutta una serie di spin. 

Per il corpo umano può essere un'emozione che allinea i suoi spin e che, per un attimo, ferma il tempo; cambia il suo modo di sentire e può anche accrescere il suo spin e così la sua trasparenza alla Luce debole; l'evento individuale di propaga alla collettività a tutta la matrix visibile. È quello che sta succedendo. Ogni corpo che accresce il suo spin serve a tutti. Non a caso cresce la sensazione di verità che TV e giornali non dicono. E sta cambiando la materia che compone l'intera biosfera. Il riscaldamento globale (global warming) ed il “global dimming” (la diminuzione della luce em) sono alcuni dei tanti indizi. 

Il flip-flop magnetico si è verificato già più volte sulla Terra. Oggi i cambiamenti coinvolgono l'intero sistema solare. È ragionevole aspettarsi un effetto domino che coinvolge tutta la matrix visibile, il “film” o luce solare em che abbiamo scambiato per realtà. Così svanisce l'utero che ci ha avvolto e così si approssima l'evento annunciato ed atteso da millenni, la rivelazione. 

Basta un soffio, perché la matrix è molto leggera e solo un terzo dei quark deve invertire lo spin. E basta il soffio degli angeli se, come credo, i loro corpi sono composti da bosoni vettoriali, molto più pesanti dei quark. Il gioco tra Luce debole, in intensità crescente, e spin nucleari che si co-muovono per la crescente emozione, crea zone sempre più vaste dove gli spin sono allineati in modo permanente. Sono i luoghi che noi umani sentiamo come sacri; là il tempo si dilata e la Forza, la musica del silenzio fa sentire il Suo canto delicato e sublime. 

Gli affanni spariscono come di incanto ed il “film” em non ha più alcun senso. L'evento è sempre più prossimo e può divenire un improvviso tsunami esteso all'intera matrix in tempi brevi, forse molto più brevi di quanto prevedono gli scienziati, osservando l'evoluzione del solo riscaldamento globale. Il global warming si può infatti amplificare con il global dimming fino a provocare la “catastrofe” che però non è affatto tale. 

La “catastrofe” è il flip-flop di un terzo degli spin; per un “attimo” si spegne la “luce solare”, il “film”. Allora che succede ? Per un ‘attimo’ il campo em si riduce, siamo nel buio, il cielo si oscura anche di giorno. Forse non è solo un ‘attimo’, perché è globale ed anche perché, se si annulla il campo em, si annulla il tempo. 

Come reagiranno gli uomini ? In modo diverso a seconda della loro sensibilità alla Forza. Molti si sentiranno senza “realtà”. Gli scienziati non sapranno che dire, gli zelanti divulgatori rimarranno senza fiato ed i politici senza TV. I religiosi forse rispolvereranno le “sacre” scritture, alcuni diranno che Dio è buono ed altri che sta punendo gli uomini perché sono corrotti. Creare due partiti opposti, si sa, è un vecchio trucco che ha sempre funzionato finora, ma forse gli uomini saranno stanchi di votare... 

Gli ‘eletti’ possono rassicurare tutti. Il cielo presto tornerà a risplendere. È un ‘attimo’ breve. Quanto breve ? Non lo so; forse i famosi tre giorni di buio annunciati nei Vangeli. Dopo il flip-flop magnetico solare, il sole potrebbe sorgere ad ovest. È stato previsto dal Corano, non è un terre-moto né un sole-moto. La materia infatti non si sposta. Sono le immagini del sole e del cielo stellato che girano in verso opposto. Subito dopo la matrix rinasce a nuova vita, con un nuovo spin. 

È una nascita; è la
Nuova Genesi

Autore:
Giuliana Conforto 
Tratto dal libro “
Universo Organico” - ORDINALO ORA

Del Condizionamento Mondiale e di Come Liberarsi.

Se chiedete a qualcuno se è contento della vita che fa o se gli piace il sistema in cui vive, vi risponderà quasi sicuramente che non è proprio la vita che vorrebbe fare e che il sistema potrebbe essere, di sicuro, migliore.

Quando poi gli chiedete se saprebbe che cosa fare per migliorarlo, vi risponderà che lui saprebbe ma, non gli spetta. “Sono i politici a dover trovare le soluzioni giuste per risolvere i problemi; sono stati eletti apposta”…

Questo è più o meno il ritornello che sentireste.

Il problema fondamentale sta nel fatto che, la gente, è cresciuta, educata e pasciuta nella convinzione che deve delegare i propri desideri e la propria volontà di benessere personale e collettivo a qualcuno o a qualche cosa che la rappresenta.

Anche se questa affermazione può sembrare assoluta, vi chiedo di osservare i vostri desideri o le vostre aspirazioni e vedere se sono ispirati da una vostra istanza interiore o se rispondono a modelli preconfezionati che la società diffonde come appetibili e soprattutto conformi a una aspettativa comune.

Ogni nostro desiderio personale è dettato da bisogni costruiti, appositamente, al di fuori di noi per farci prendere e mantenere una certa direzione. Voler migliorare la nostra vita è cosa buona e giusta, ma dipende sempre da che cosa ci offrono i modelli di riferimento. Lavoro, carriera, successo, casa, automobile, e non ultimo, il telefonino, sono stereotipi precostruiti da chi ci controlla e guida per orientare i nostri desideri verso il possesso di cose; possesso che viene mostrato come la chiave della felicità.

Quando vien detto da politici, sociologi, pubblicitari e altri guru della comunicazione che, alla gente vien dato ciò che chiede, si mente sapendo di mentire poiché è da sempre risaputo che le masse desiderano ciò che vien loro suggerito come desiderabile e indispensabile. Creare bisogni e valori, perlopiù fittizi, fa parte della tecnica della persuasione occulta, che mantiene l’uomo ingabbiato nella propria mentalità emotiva.

È stato così fin dai tempi degli antichi imperi dove: “Panem et circenses” era il motto che stigmatizzava la chiave del potere. Da allora nulla è cambiato nel metodo bensì nella forma. Le attuali società democratiche ricalcano in grande misura quella formula di alternanza di “cibo e divertimento” che costituisce la base del governo di un popolo, con l’aggiunta di un pizzico di “stregoneria” che riesce a infondere, al popolo stesso, perfino l’illusione di partecipare alle scelte.

Dietro il concetto di democrazia si cela, forse, il più subdolo condizionamento di massa messo in atto da che storia è storia.

Col metodo democratico, l’adeguamento del sistema alle necessità della gente, è demandato a coloro che sono eletti per la gestione del bene comune i quali, a loro volta, dovrebbero percepire le istanze della comunità e quindi promuovere quegli eventi necessari a provocare il cambiamento richiesto.

I fatti, tuttavia, ci insegnano che ciò non accade se non in misura utile al mantenimento del controllo stesso. La casta degli eletti, ad esempio, è in gran parte precostituita dalle lobbies di potere tramite accordi trasversali che mirano all’auto-protezione. I pochi outsiders vengono “fatti fuori” in poco tempo o resi innocui.

I bisogni della gente, poi, sono “teleguidati”, come abbiamo detto sopra, dalla manipolazione del desiderio.

Anche le grandi battaglie sociali che, hanno contraddistinto gli ultimi due secoli, compreso il diritto di voto e i diritti dei cittadini, o i grandi movimenti come quello operaio o quelli idealistici come il socialismo, son tutti esempi di come i poteri occulti siano riusciti a manovrare le masse facendo loro credere di compiere passi verso un progresso sociale. Attenzione, non sto dicendo siano stati inutili; anzi, sono stati molto utili perché hanno fatto “masticare” molta materia grezza, rendendola più duttile, e allenato i giocatori ad un gioco di squadra sempre, però, all’interno del campo di gioco e delle regole del gioco.

Sto cercando di dire che, il concreto o presunto successo di quelle battaglie e di quei movimenti, ha generato, come in tutte le lotte sociali, odio di classe. E non ha molta importanza che all’interno delle masse, quelle lotte, abbiano creato uno spirito solidale o comunitario; anzi, è proprio quella solidarietà interna ad aver provocato odio verso l’esterno. Ciò vale, ovviamente, per tutti i tipi di aggregazione di sinistra o di destra; politica, ideologica, religiosa e perfino, commerciale o sportiva che sia.

Là dove si crea antagonismo, si genera conflitto; e dal conflitto si passa all’odio.

E qui sta il trucco.

Creare masse contrapposte per idee, cultura e interessi personali, è la strategia con cui si detiene il potere.

Non ha importanza il soggetto del contendere; tutti i pretesti sono utili, che siano politici, sociali, morali, religiosi, economici o culturali, per separare la gente in fazioni che si odiano e combattono.

“Divide et impera” dicevano i latini; “Separa e comanda”, questa è la regola che assicura il dominio dei popoli.

Le forme sono molteplici come gi effetti, ma il movente è sempre lo stesso: incutere paura!

Dell’altro, del diverso, dell’ignoto…

Tutte le paure generano, prima o poi, odio!

Quindi, se volete dominare un gruppo di persone, inventate un pericolo proveniente da un gruppo esterno e prospettate una soluzione vincente. Otterrete in sequenza: paura e odio per il presunto nemico e immediato consenso al vostro agire.

La lotta al terrorismo internazionale ne è l’esempio più eclatante, ma ci sono modi più semplici e immediati per instillare la paura nel vivere quotidiano. Rendere precario il lavoro, bloccare il flusso della liquidità monetaria, attentare alla salute… in somma: togliere la fiducia nel presente e la speranza del futuro.

Questo è il feroce gioco del potere che, mentre tende la mano con accoglienza benevola, dall’altra parte sfodera il bastone del condizionamento o, ancora peggio, la spada del terrore.

Mentre, ad esempio, cavalca la libertà creativa dell’individuo gli salta in groppa (all’individuo) e lo imbriglia con le logiche produttive del mercato globale, della finanza, del credito, realizzando il sistema dell’indebitamento.

Avete mai pensato che il sistema bancario mondiale e l’emissione di denaro si basano sul debito che andate a contrarre quando chiedete un prestito a una qualsiasi banca?

Da un lato il sistema accoglie l’idea della società solidale e dall’altro pungola l’individuo verso una competizione sempre più feroce, mantenendo, di fatto, gli uni contro gli altri, separati e incazzati.

Finché l’Umanità avrà paura di sentirsi libera, uguale e fraterna, sarà tenuta divisa dall’odio e potrà essere governata, ossia, tenuta in schiavitù, da chi trae forza e giovamento da questa condizione!

D’altra parte, non vi sembri paradossale che proprio il sistema di condizionamento sia, in ultima analisi, il mezzo stesso che consente di percorrere il sentiero della salvezza. Senza subire sulla propria pelle tutto il senso di limitazione che procura, l’individuo non scuoterebbe il proprio animo verso la liberazione e non cercherebbe una condizione di vita più equa. Sotto questo profilo la sofferenza diventa strumento di catarsi. Ma ciò è possibile solo se si giunge a una presa di coscienza della posta in gioco.

In tutto questo marasma di forze contrastanti, non è un caso che il cittadino medio di una qualsivoglia società, si senta affetto da schizofrenia indotta da ciò che sente dentro e ciò che gli viene inconsciamente imposto fuori.

Questa schizofrenia comportamentale, andando più in profondità, esiste nella natura stessa dell’essere umano, dove l’essenza spirituale naturalmente predisposta al bello, al buono, alla condivisione, è contrapposta ad una caratteristica personale orientata verso l’individualismo, la separatività, l’egoismo. Queste due tendenze agiscono come forze che contrapponendosi provocano conflitto se non sono elaborate come elementi complementari dell’esistenza, a cui dare una tensione armonica.

Chi gestisce il controllo, conosce bene questo meccanismo e lo sfrutta per il suo fine proponendo modelli sociali e comportamentali a cui il lato “personale” dell’individuo non può sfuggire a scapito di quello spirituale.

A questo scopo viene alimentata la rincorsa ai beni materiali che acceca l’aspetto personale con i bagliori del successo, della ricchezza, del possesso.

Su questi non-valori è impossibile costruire la società della solidarietà e così, il senso di frustrazione che deriva dall’agognare una meta irraggiungibile crea, nella persona, una scissione esistenziale che la rende succube e impotente.

Badate bene che anche l’eccesso opposto, quello determinato dal condizionamento religioso di sapore moralistico-punitivo, ottiene l’analogo effetto di mantenere l’individuo diviso, mediante il senso di colpa.

Qualcuno obietterà che la gente non è poi così stupida e che sa scoprire gli inganni e riconoscere la verità.

Questo in parte è vero, quando l’uomo usa la mente per discriminare e l’intuizione per scoprire più ampi orizzonti. Ma occorre considerare che, se il livello mentale delle masse è senza dubbio cresciuto negli ultimi 50 anni, è altresì aumentata la suggestione emotiva che è frutto del condizionamento dell’informazione di massa.

Più persone vengono informate su un evento, maggiore sarà la partecipazione emotiva e quindi la suggestione condizionante. Più avvenimenti crudeli, violenti e nefasti verranno proposti quotidianamente e più si svilupperà paura, odio e rancore di massa, e l’Umanità resterà divisa.

Da questo punto di vista l’informazione sta svolgendo un duplice ruolo, liberatorio e vessatorio, al tempo stesso.

Infatti, il paradosso di internet, l’ormai più diffuso mezzo di comunicazione, rivela bene il conflitto di forze in atto.

Sulla rete si trova tutta l’informazione e la contro-informazione riguardante un avvenimento. Entrambi costituiscono parti di una verità più ampia. A quale credere? A quella ufficiale, proposta dai media omologati, o a quella “alternativa” che sguscia fuori da indiscrezioni o presunti segreti rivelati?

Discernere è veramente difficile quando si è di fronte a mezze verità!

Un tempo si diceva che occorreva saper “separare il grano dalla pula” per riconoscere la verità. Operazione che in pratica consiste nello scaraventare in aria il grano raccogliendo nello staio i semi più pesanti mentre la pula, più leggera, se ne va col vento.

Credo che questa immagine sia tutt’ora molto efficace e veritiera. Resta difficile oggi riconoscere, all’interno dell’informazione, che cosa sia il grano e che cosa la pula.

Il grano dovrebbe essere la sostanza, il nutrimento vero del corpo e dell’Anima; mentre la pula dovrebbe essere la forma che la riveste.

Da sempre la saggezza antica consiglia di considerare la sostanza come fonte di realtà e verità e la forma come il contenitore cangiante e illusorio a cui non rimanere affezionati pena l’oscuramento di quella verità. Quindi dovremmo svelare l’essenza che vivifica le forme e non adorare le forme come fini a se stesse; anche perché le forme, svuotate del contenuto, restano vasi vuoti che occupano spazio ma non servono più allo scopo.

E questa idolatria non è ciò che oggi condiziona chi aderisce alla civiltà dell’apparenza formale?

Per non cadere nel tranello della forma e degli stereotipi dobbiamo sviluppare il pensiero autonomo discriminante; ma il pensiero, da solo, non basta. Abbiamo visto che la forza seduttiva dell’emozione devia la mente dalla chiarezza di scelta e la fa precipitare nella suggestione collettiva. Occorre, dunque, trovare uno strumento che affranchi dalle forme di emotività ideologica, religiosa, politica o economica, ovvero, dalle forme di controllo escogitate dalle forze della materialità.

Tale strumento è il cuore, ossia il centro interiore dell’individuo che trasforma l’emozione in conoscenza, la passione in compassione, la separatività in condivisione; equilibra le forze in gioco, sintetizza il dualismo degli opposti e dà misura e ritmo alla partecipazione.

L’intelligenza del cuore svela la verità, va alla sostanza delle cose, non dà ascolto ai falsi profeti o agli imbonitori, non si fa condizionare dalle belle parole o dai bei vestiti. Il cuore sa costruire in sintonia con i principi armonici universali, tessere rapporti sinceri e indissolubili tra gli esseri umani, la natura e il creato.

Il cuore trasforma le forze del condizionamento in energie del rinnovamento e riprogramma il nostro DNA in modo da liberarci dall’identificazione con il lato illusorio della vita per riformulare il paradigma, ovvero, le regole del gioco. É l’antidoto che rompe l’incantesimo di “Matrix” e ci svela la realtà fondata sul riconoscimento dell’Amore come forza coesiva dell’Universo. L’unica forza capace di dissolvere la paura e annichilire l’odio e il senso di separatività.

Sviluppare l’intelligenza del cuore è il fine di ogni essere umano che percorre la spirale evolutiva. Richiede la consapevolezza dello stato di cattività iniziale per riorientare la propria esistenza verso la liberazione. É un percorso di crescita che passa attraverso l’osservazione dei moventi che spingono ad agire e prosegue con l’attuazione del distacco dai condizionamenti emotivi, mentali e formali connettendo stabilmente la propria componente personale a quella spirituale che tutto abbraccia e ama.

Da sempre la meditazione è indicata come una tecnica molto efficace nell’allineamento della personalità al Sé spirituale poiché stabilisce un ponte interiore che non può essere condizionato da forze esterne.

Ascoltiamo, dunque, il nostro centro di sintonia interiore quando vogliamo trovare risposte concrete al bisogno di benessere e non chiediamo agli altri di cambiare il mondo, ma troviamo dentro di noi quella forza necessaria.

Ogni cambiamento nasce da dentro, nella consapevolezza di ciò che siamo e di quale compito abbiamo. É il risveglio della disposizione interiore a crescere per divenire migliori, cioè, uniti nel trovare soluzioni di massimo bene per tutti.

Se saremo capaci di fare questo primo passo, ci troveremo tutti insieme un passo più in là, verso la civiltà della cooperazione fraterna e scopriremo che è possibile realizzarla perché è già parte di noi.

Costruiamo insieme una società armonica.
www.fraternityunion.eu
www.fraternity.it/

Autore: Edoardo Conte