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Prima della battaglia d'Arbela, Dario fece dire ad Alessandro che, se avesse accettato
la sua amicizia, gli avrebbe regalato metà del suo regno. Alessandro domandò a
Parmenione che cosa pensasse della proposta.
-Se io fossi Alessandro, rispose Parmenione, accetterei.
-E io, disse Alessandro, accetterei se fossi Parmenione. Io sono re e non mercante.
Alessandro Magno

Alessandro rimproverava a un pirata le sue rapine. Ma questi rispose: "Sono un pirata
perchè ho soltanto un vascello, se ne avessi molti sarei un conquistatore."
Alessandro Magno
Woody è ossessionato dalla morte, un'ossessione che lo perseguita continuamente.
"Non che io abbia paura di morire, ha precisato. Soltanto, non voglio trovarmi lì quando
accade."
Allen Woody
Policrate, tiranno di Samo, regalò ad Anacreonte quattro talenti. Il poeta passò due notti
insonni a pensare che cosa potesse fare con quella somma, e il mattino dopo rimandò i
talenti a Policrate, facendogli dire: "Il dono è ricco, ma il sonno vale assai di più"
Anacreonte
Quando Aristippo portò ad Anassagora la notizia della morte del figlio, il filosofo rispose
tranquillamente: "Io già sapevo di averlo fatto mortale."
Anassagora
Chiesero a Andreotti: "Qual è il segreto dei suoi numerosi e continui successi?"
"Forse, rispose, sarebbe meglio chiedere quel è il successo dei miei segreti"
Andreotti Giulio
Il poeta Ermodoro aveva composto dei versi in onore di Antigono, nei quali diceva che il
re era un Dio.
"Il servo che vuota il mio vaso da notte, disse Antigono, sa che non è vero."
Antigono
Achard era un uomo spiritoso, e ai ricevimenti le donne si contendevano la sua
compagnia; ma lui non apriva quasi mai bocca. Gli amici, sorpresi, gli chiesero
spiegazioni e il commediografo rispose: "Alle donne piacciono gli uomini silenziosi.
Sono convinte che le stiano ad ascoltare."
Achard Marcel
Il cancelliere tedesco era molto apprezzato dagli americani per il suo spirito. Quando un
giornalista gli chiese a bruciapelo se poteva dare una definizione della storia, Adenauer
rispose: "La storia è la somma totale delle cose che avrebbero potuto essere evitate"
Adenauer Konrad
Si narra che Alboino, all'assedio di Pavia, avesse fatto voto di uccidere tutti i cristiani
della città. Vinta la resistenza, mentre stava entrando in città, il suo cavallo si impennò
davanti alla porta e non volle più andare avanti, neppure sotto le sferzate dello scudiero
e i reiterati tentativi di tutti. Finalmente uno del seguito disse:"Rammenta, ora, il duro voto
che facesti: infrangilo ed entrerai." Alboino infranse il voto e promise clemenza; e il
cavallo entrò.
Alboino Re dei Longobardi
D'Alambert si sentì dire una volta dalla governante:"Poveretto, voi non sarete mai altro
che un filosofo!" Allora egli le domando che cosa per lei fosse un filosofo; la governante
diede questa definizione:"Un filosofo è un matto che si tormenta tutta la vita, perchè si
parli di lui quando sarà morto."
D' Alembert Jean Baptiste Le Rond
Un tale si vantava dinanzi ad Aristippo di aver divorato un'infinità di libri.
"Non è il mangiare tanto che conta in questi casi, ma il digerire bene" rispose Aristippo.
Aristippo
Qualcuno domandava ad Aristippo consiglio sulla moglie che doveva scegliere.
"Bella ti tradirà; Brutta ti dispiacerà; povera ti rovienerà; ricca ti dominerà"
Aristippo
Domandarano a Bacone quale fosse l'età giusta per sposarsi. "Qualunque età è giusta,
rispose il filosofo, perchè la moglie , quando si è giovani, è un amante, quando si è maturi
una compagna, e quando si è vecchi una governante"
Bacone, Francesco
Una volta gli domandarono che cosa pensasse del denaro. "Il denaro, rispose il filosofo,
è un ottimo servitore, ma un pessimo padrone"
Bacone, Francesco
Un ragazzo domando un giorno a Balfour che cosa fosse la diplomazia. E Balfour racconto
il seguente apologo.
C'era una volta un re orientale molto potente che aveva sognato una notte di perdere tutti i
denti, uno dopo l'altro. Chiamò un derviscio, perchè gli spiegasse il sogno e questi, tutt'altro
che diplomatico, gli disse: "I denti sono i tuoi figli. Essi moriranno tutti uno dopo l'altro e tu li
vedrai morire".
Il re lo fece impiccare. Poi chiamò un altro derviscio (e questo era diplomatico), il quale disse:
"Rallegrati, Maestà. I denti sono i tuoi figli. E siccome tu sei caro agli Dei, vivrai più a lungo
per la felicità del tuo popolo". Il re gli diede una borsa piena d'oro.
"E ora, concluse Balfour rivolto al ragazzo, puoi capire da te che cosa è la diplomazia"
Balfour, Arthur James
Un giornale aveva vivacemente attaccato lord Balfour. "Che cosa intendi fare?" gli chiese un
amico. "Quereli il direttore?" Balfour gli rispose col seguente apologo: "In Cina un giornale
aveva attaccato un uomo politico. Costui aveva un amico molto savio al quale domandò
consiglio: doveva querelare il giornale o vendicarsi in altro modo? Il savio gli disse: "La metà
delle persone che hanno comprato il giornale non hanno visto l'articolo. La metà di coloro che
che l'hanno visto non l'hanno letto. La metà di coloro che l'hanno letto non l'hanno capito. La
metà di coloro che l'hanno capito non l'hanno creduto. La metà di coloro che l'hanno creduto
sono persone senza importanza. Dunque..."
Balfour, Arthur James
Nella sua antipatia per l'America, Balfour aveva inventato questa storiella che raccontava
agli amici.Un uomo d'affari americano, non sapendo che cosa fare di suo figlio, lo chiuse in una stanzacon una Bibbia, una mela e un assegno bancario. Pensava: "Se lo ritroverò a leggere la
Bibbia, ne farò un prete; se starà contemplando la mela, ne farò un agricoltore; e se guarderà
l'assegno, ne farò un banchiere". Passato il tempo prefisso, e tornato nella stanza, trovò il
figlio che aveva intascato l'assegno e, seduto sopra la Bibbia, stava mangiando la mela: ne
fece allora un uomo politico.
Balfour, Arthur James
Un giornale aveva vivacemente attaccato lord Balfour. "Che cosa intendi fare?"
gli chiese un amico. "Quereli il direttore?" Balfour gli rispose col seguente
apologo: "In Cina un giornale aveva attaccato un uomo politico. Costui aveva
un amico molto savio al quale domandò consiglio: doveva querelare il giornale
o vendicarsi in altro modo? Il savio gli disse: "La metà delle persone che
hanno comprato il giornale non hanno visto l'articolo. La metà di coloro che
che l'hanno visto non l'hanno letto. La metà di coloro che l'hanno letto
non l'hanno capito. La metà di coloro che l'hanno capito non l'hanno creduto.
La metà di coloro che l'hanno creduto sono persone senza importanza. Dunque..."
Balfour, Arthur
James
Era giovanissimo, quando portò a un editore un romanzo intitolato L'ultima fata. L'editore
lesse l'opera e ne fu entusiasta. Decise di offrire all'autore 3000 franchi per diventarne
propietario. Domandò dunque l'indirizzo di Balzac; ma quando seppe che viveva in un
quartiere alla periferia, e piuttosto popolare, pensò che 2000 franchi sarebbero stati sufficenti.Arrivando alla casa, seppe dal portinaio che lo scrittore abitava al sesto piano. "Allora, sidisse l'editore, 1000 franchi saranno accettati da lui con entusiasmo." E quando entrò nelpovero, squallido appartamento che Balzac abitava gli disse: "Signor Balzac, eccovi 300
franchi per la propietà del vostro romanzo..." E Balzac li accettò.
Balzac, Honoré de
Era giovanissimo, quando portò a un editore un romanzo intitolato L'ultima fata.
L'editore lesse l'opera e ne fu entusiasta. Decise di offrire all'autore 3000
franchi per diventarne propietario. Domandò dunque l'indirizzo di Balzac;
ma quando seppe che viveva in un quartiere alla periferia, e piuttosto popolare,
pensò che 2000 franchi sarebbero stati sufficenti. Arrivando alla casa, seppe
dal portinaio che lo scrittore abitava al sesto piano. "Allora, si disse l'editore,
1000 franchi saranno accettati da lui con entusiasmo." E quando entrò nel povero,
squallido appartamento che Balzac abitava gli disse: "Signor Balzac, eccovi 300
franchi per la propietà del vostro romanzo..." E Balzac li accettò.
Balzac, Honoré
de
Una signora in età già avanzata domandò un giorno a Baudelaire:
"E voi, signore, quanti anni mi date?"
"E perchè darvene?" disse il poeta con un elegantissimo sorriso. "Ne avete già abbastanza!"
Baudelaire, Charles
Una volta, quando era presidente, Calvin Coolidge invitò alcuni amici della sua
città natale a pranzare alla Casa Bianca. Preoccupati per il contegno da tenere
a tavola, gli ospiti decisero di fare tutto ciò che faceva Coolidge. Questa
strategia ebbe successo soltanto finché venne servito il caffè. Il presidente
versò il suo caffè nel piattino. Gli ospiti fecero altrettanto. Coolidge aggiunse
lo zucchero e la panna. I suoi ospiti fecero la stessa cosa. Poi Coolidge si chinò
e mise il piattino sul pavimento per il gatto.
Erik Oleson
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