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COMUNICAZIONE
CON I DEFUNTI

Conversazioni con Dio sulla comunicazione con i defunti.
Attraverso: Neale Donald Walsch
[...] È giusto chiedere a un veggente di contattare un morto? Dobbiamo cercare di metterci in contatto con i nostri cari defunti?
Perché dovreste farlo?
Per sapere se hanno qualcosa da dirci.
Se c’è qualcosa che qualcuno “dall’altro lato” vuole farvi sapere, troverà il modo, non preoccuparti.
La zia, lo zio, il fratello o la sorella, il padre, la madre o gli amanti defunti stanno continuando il loro viaggio verso la comprensione totale, pieni di gioia.
Se una parte di ciò che vogliono è tornare da voi, per vedere come state, per farvi sapere che stanno bene, per qualunque motivo, state certi che lo faranno.
Allora, restate in attesa di un “segno”, e quando arriva non liquidatelo come un parto della vostra immaginazione o una coincidenza.
Restate in attesa del messaggio, e ricevetelo. Conosco una donna che chiese al marito morente di tornare per farle sapere che stava bene. Lui promise, e due giorni più tardi morì. Meno di una settimana dopo la donna si svegliò durante la notte con la chiara sensazione che ci fosse qualcuno seduto sul letto accanto a lei. Quando apri gli occhi vide il marito, che le sorrideva.
Ma quando sbatté le palpebre e tornò a guardare, lui non c’era più. Tempo dopo mi raccontò l’episodio, dicendo che probabilmente si trattava di un’allucinazione.
Sì, è una cosa molto comune. Ricevete segni irrefutabili, eppure li ignorate.
Perché lo facciamo?
Perché chiediamo qualcosa, come per esempio la saggezza contenuta in questi tre libri, e poi rifiutiamo di crederci quando la riceviamo?
Perché dubitate della gloria di Dio. Come Tommaso, dovete vedere e toccare, prima di cre-dere. Ma ciò che desiderate conoscere non può essere visto o toccato con mano. È di un altro mondo. E molti di voi non sono pronti. Ma non preoccupatevi. Quando l’allievo è pron-to, il maestro appare.
Insomma, per tornare alla domanda originale, stai dicendo che non dovremmo rivolgerci a un veggente per cer-care un contatto con coloro che sono nell’aldilà?
Non sto dicendo ciò che dovete fare o non fare. Sto solo dicendo che non capisco quale sarebbe il senso di fare una cosa del genere.
Supponiamo per esempio che uno abbia qualcosa da dire a un defunto, piuttosto che aspettare di udire qualcosa da lui?
Immagini davvero di poter dire una cosa senza che l’altro la oda? Il più fuggevole pensiero rivolto a un essere che si trova nell’aldilà, come lo chiami tu, porta istantaneamente a te la coscienza di quell’essere. Qualunque idea o pensiero vi passi per la mente riguardo a una persona “defunta”, lei o lui se ne accorge immediatamente.
Non è necessario usare un medium per comunicare. L’amore è il miglior mezzo di comunica-zione.
E che mi dici di una comunicazione a due sensi? Un medium in quel caso sarebbe d’aiuto?
Comunicazioni del genere sono possibili, oppure si tratta di frottole? È pericoloso provarci?
Ora stai parlando di comunicare con gli spiriti. Sì, è possibile farlo.
È pericoloso?
Praticamente tutto lo è, se hai paura, perché si crea ciò che si teme. Tuttavia non c’è nulla di cui avere paura.
Le persone care non sono mai lontane da voi, e saranno pronte a confortarvi e a consigliarvi se ce n’è bisogno.
Se è molto importante per voi sapere che la persona “dall’altra parte” sta bene, riceverete un segno, un “messaggio” che vi permetterà di saperlo.
Non c’è neppure bisogno di chiamare l’altro, perché le anime che vi hanno amato in questa vita sono attratte da voi, e vi sono accanto nel momento stesso in cui sentono il minimo di-sturbo nel vostro campo aurico.
Una delle loro prime opportunità, mentre scoprono le possibilità della loro nuova esistenza, è quella di portare aiuto e conforto a coloro che amano.
E se siete davvero aperti a loro, ne sentirete la presenza confortante. Quindi le storie che sentiamo raccontare, di persone Pronte a giurare che un “caro estinto” si trovava accanto a loro in un determinato momento, potrebbero essere vere.
Sicuramente. Forse hanno sentito il profumo preferito di quella persona, il fumo del sigaro che fumava, o una canzone che usava canticchiare. Oppure un oggetto che le apparteneva appare improvvisamente.
Un fazzoletto, un portafoglio o un gioiello appare, “senza ragione” da dietro un cuscino del divano, o da sotto una pila di riviste. Proprio quando vi sentivate tristi per la morte di quella persona. Queste cose non accadono per caso.
Quegli oggetti non appaiono “proprio al momento giusto” per coincidenza. Vi dico questo: Non esistono coincidenze nell’universo. Ora, tornando alla tua domanda: c’è bisogno di un “medium” o di un “canale” per comunicare con esseri incorporei? No.
Può essere d’aiuto?
A volte sì. Come ho già detto, molto dipende dal medium e dalla sua motivazione.
Se qualcuno si offre di fare un channelling per voi soltanto dietro lauto compenso, scappate via di corsa. È probabile che quella persona sia interessata solo al denaro.
Non stupitevi se vi chiederà di tornare per settimane, o mesi, approfittando del vostro biso-gno di comunicare con il “mondo degli spiriti”.
Una persona che desidera davvero aiutarvi non chiede nulla per sé eccetto il necessario per continuare il proprio lavoro.
Se un sensitivo o un medium è una persona di questo tipo, offritegli in cambio tutto l’aiuto che potete.
Non approfittate della sua generosità dando poco o nulla, quando sapete che potreste dare di più.
Cercate coloro che servono davvero il mondo, occupandosi di condividere saggezza e co-noscenza, comprensione e compassione.
Date loro più che potete, con munificenza, perché essi sono i Portatori della Luce.
Estratto dal Capitolo 6 di Conversazioni con Dio (Libro 3) di Neale Donald Walsch edito dalla Sperling & Kupfer
BAMBINA CHE HA ANNUNCIATO IL GIORNO E L’ORA DELLA SUA MORTE
Abbiamo ricevuto la seguente mail dal Cile:
Storia iniziale
- Giovedì 28 maggio ci ha chiamato Martita, una colombiana che ha una figlia di 16 anni la quale è stata protagonista di eventi strani e paranormali tutta la sua vita. Da quando aveva due anni è stata speciale; una bambina introvertita, che diceva di vedere persone morte, animali che non c’erano e che ascoltava suoni della natura con una sensibilità unica, per esempio, lei era capace di ascoltare quando un albero stava crescendo e spuntando le sue foglie. Inoltre aveva il dono della guarigione attraverso le mani.
Martita e suo marito, un noto psichiatra, la portarono da diversi psicologi per molti anni, perché il padre della bambina non si rassegnava ad accettare che sua figlia fosse diversa.
Tutti questi eventi paranormali portarono la famiglia a trasferirsi in Colombia per iniziare una nuova vita, ma le cose peggiorarono ancora, perché presto si sparse la voce della presenza di una bambina “con poteri” speciali. La pressione da parte delle persone li spinsero a fare ritorno in Cile.
Tra le altre cose, la giovane che ormai aveva 16 anni, predisse la data della morte di suo fratello e di suo padre che venne a mancare in un tragico incidente.
Quello che spaventa Martita è che sua figlia ha sempre azzeccato le cose che ha annunciato e la giovane ha appena detto che se ne deve andare, che la lasci partire… che in due settimane se ne andrà da questo mondo.
Mercoledì 10 giugno ci ha chiamato Amalia, la sorella di Martita, per comunicarci che la ragazza era deceduta nel giorno e nell’ora indicate. Lunedí 8 giugno alle 16:23 ore.
Aveva lasciato una lettera spiegando che era il suo momento, che Martita (sua madre) doveva stare tranquilla perché lei “aveva cose da fare”.
Non soffriva di nessuna malattia diagnosticata clinicamente, era completamente sana.
A continuazione la lettera e l’audio (in lingua spagnola) all’interno del programma di Pablo Aguilera, che ha dichiarato che si tratta di una delle storie più forti che abbia sentito in radio.
Fonte:
LINK
TESTO DELLA LETTERA DELLA BAMBINA CHE HA ANNUNCIATO LA SUA MORTE
Oggi, lunedí 8, 16:23, alla fine sarò libera da questo guscio che tanto mi ha insegnato del mondo.
Anche se c’è per un tempo ho risentito del tuo egoismo di donna, per non lasciarmi libera nella mia esistenza, non te ne faccio una colpa, purtroppo è la malattia degli esseri umani attuali, l’egoismo.
Donna, sento il tuo dolore, ho cercato di spiegarti che io non ti appartengo, come niente in questo mondo ti appartiene. Ho cercato di placare la tua immensa sofferenza, ma non ci sono riuscita. Tuttavia la mia gratitudine verso il tuo corpo e la tua essenza è inesauribile. Hai fatto tutto ciò che si aspetta da una madre per proteggere la sua creatura. Il mio corpo si è nutrito dal tuo e dal tuo corpo sono nata per vedere, riconoscere e respirare la mia altra madre: la natura. Avete un bellissimo mondo, dico avete perché ormai non mi appartiene più, adesso di certo sono di ritorno alla mia amata casa, dopo un lungo viaggio alla tua. Ringrazio il tuo sforzo per insegnarmi il tuo mondo, la sua forma di vivere e le sue abitudini.
Rimani in pace, donna, perché hai fatto tutto bene, sono stata felice. Non posso negarti che ho conosciuto il dolore che sente lo spirito quando non comprende tanta ignoranza, tanto dolore inutile, tanto egoismo, ma allo stesso tempo mi sono allietata nell’ingenuità di un bambino, nella purezza dello spirito delle tribù indigene, nella loro ignoranza su cosa significa l’egoismo, nei loro successi, nei loro riti interagendo con la madre natura e nel loro rispetto infinito e così semplice vero il grande spirito. Ricorda sempre questi simboli, una pagnotta di pane, una bilancia, una spada, un calice e una rosa. Il pane significa il dovere di aiutare gli affamati, la bilancia rappresenta la determinazione di lottare per la giustizia, la spada incarna il valore dello spirito, il calice che deve contenere sempre l’elisir della compassione per ogni essere vivente attorno a te e la rosa ti deve ricordare sempre la bellezza che possiede ogni giorno.
Che la vita non è soltanto sacrificio e lavoro, ma è anche bella e per questo va difesa. Vivi donna, sorridi e non ti lamentare delle tue ferite, non soffrire più, la morte è una festa, è un meraviglioso ritorno a casa.
Arrivederci donna, ti abbraccia e ti ringrazia per il tuo lavoro, Axx..
18 giugno 2009
LIBRO
LETTO
E CONSIGLIATO A TUTTI DA: MENPHIS75
Un ampio sguardo sul Paradiso che cambierà la vostra vita!
Cosa accade dopo la morte? Esistono gli Angeli? E com’è il Paradiso?
Attraverso una serie di toccanti conversazioni telepatiche tra Matthew Ward (morto all’età di 17 anni) e sua madre
Suzanne, impariamo a conoscere la vita del regno che chiamiamo Paradiso.
Attraverso informazioni dettagliate, insegnamenti e messaggi di speranza, Matthew ci dona l’mmagine più completa che il mondo abbia mai avuto dell’Universo da cui tutti proveniamo e a cui tutti ritorneremo quando le nostre vite, qui, avranno fatto il loro corso.Matthew chiarisce le idee erronee più comuni riguardo al mondo in cui vive, spiegando perché, in questi tempi senza precedenti nella storia della Terra, sia essenziale che conosciamo la verità sulle nostre origini e sulla nostra relazione con tutto il Creato.
Senza conoscere queste verità, non potremo capire né lo scopo della nostra vita, né come prepararci con gioia e fiducia a ciò che verrà.
Matthew Ward e le civiltà extraterrestri.
di Zret
I diavoli sono i gastaldi del Signore (Francesco d’Assisi)
Nella casa del Padre mio ci sono molti posti (“Giovanni”, 14, 2)
Matthew Ward è un adolescente vittima di un incidente automobilistico mortale occorso il 17 aprile 1980, quando aveva diciassette anni. La madre, Suzanne Ward, cominciò a contattare il figlio per mezzo di alcuni medium negli anni successivi alla sua morte, ma dal 1994, la donna fu in grado di stabilire contatti telepatici diretti con Matthew, mediante il computer. Matthew rivelò a sua madre che egli era morto immaturamente per fornirle importanti informazioni circa i regni spirituali e che ella aveva una missione da compiere, quella di pubblicare i suoi messaggi in un libro.
Dopo una lunga gestazione fu pubblicato, nel 2001, il primo dei libri intitolato Matthew, parlami del Paradiso. Sono seguiti Rivelazioni per una Nuova era, 2001 che “riferisce della vita dal suo principio cosmico e contiene messaggi da rappresentanti di civiltà aliene che stanno aiutando la Terra durante questa unica era di grandi cambiamenti”. Nel 2003 comparve Illuminazioni per una Nuova era; nel 2004, Voci dall’universo.
In questo breve articolo, vorrei soffermarmi su alcuni cenni ufologici contenuti nel primo libro di Suzanne Ward, Matthew, parlami del Paradiso. In primo luogo, noto che nei testi dedicati alla medianità sono affrontati temi di vario tipo che spaziano dalla condizione delle anime nell’aldilà, alla relazione tra i vivi ed i defunti, dalla metempsicosi alle esperienze di pre-morte, dagli angeli a Dio etc. Il libro della Ward non è un’eccezione, poiché tali argomenti sono illustrati nell’ambito delle conversazioni tra la madre e l’anima di un ragazzo “dalla pelle olivastra e dagli scintillanti occhi grigi”, come lo descrive, in modo semplice ma efficace, la donna.
Come dicevo, però, l’opera, incentrata su insegnamenti di grande afflato spirituale, comprende alcuni brevi riferimenti a temi ufologici che sono piuttosto inusuali nell’ambito della letteratura medianica. Tali richiami meritano alcune riflessioni, poiché si correlano a resoconti ed a “tradizioni” riguardanti gli extraterrestri diffusi soprattutto nell’ambito del contattismo. Le affermazioni di Matthew sono altrettante sostanziali conferme di ipotesi formulate da studiosi di paleoastronautica e di ufologia.
Passiamo in rassegna i passaggi dedicati all’esobiologia per una rapida valutazione.
Nel capitolo 10, intitolato Origine, Matthew rivela: “Molte anime che si trovano qui (in Paradiso, n.d.r.) adesso hanno avuto origine nella profonda antichità ed hanno passato molte vite in luoghi diversi della Terra, persino in altre galassie. Mamma, la vita intelligente non ha avuto origine sulla Terra. Vi è stata introdotta dal trasferimento fisico degli uomini da altri sistemi planetari e dai loro programmi di popolamento ad un punto cruciale dell’evoluzione della stirpe umana sul pianeta. Perciò, nel senso della nostra ascendenza, TUTTI noi siamo extraterrestri sulla Terra, anche durante le nostre vite sul pianeta!”
L’excerptum ricorda quella che è definita ipotesi dell’intervento alieno: secondo tale ricostruzione, civiltà stellari approdarono su Gaia dove agirono, tramite tecniche genetiche, per selezionare una nuova specie, risultato della manipolazione del DNA appartenente alla creatura Homo erectus. In realtà, il cenno di Matthew collima con l’ipotesi in oggetto, laddove si riferisce al “punto cruciale dell’evoluzione umana, mentre sembra discostarsene nel punto in cui accenna al “trasferimento fisico degli uomini da altri sistemi planetari”. Infatti vari autori congetturano che una o più razze galattiche, giunte sulla Terra, crearono l’homo sapiens, intervenendo su altri ominidi, mentre generalmente non suppongono che tali popoli portarono su Gaia esseri di altri mondi. In ogni caso, è notevole l’asserzione, avallata anche da studi biologici recenti, secondo cui “TUTTI noi siamo extraterrestri”.
Nel capitolo 21, Posizione, Matthew descrive le forze oscure il cui scopo è annullare tutta la luce della Creazione. Queste entità basse tentano di penetrare nel Nirvana, protetto, però, da uno schermo di luce-energia. Quando tale coltre viene lacerata da un assalto delle forze oscure, “normalmente sono i membri della forza intergalattica di Hatton (?)” a riparare lo strappo. Un segmento di questa flotta, che di solito è di base nel sistema delle Pleiadi. È nello spazio in qualità di guardiano qui e negli altri regni uguali al nostro. Essi mantengono inoltre lo schermo naturale nel suo stato di protezione totale. L’equipaggio non è esattamente responsabile per la protezione di questo regno, ma, nel corso di parecchi anni passati, essi sono diventati le principali sentinelle contro i disordini che sono stati così prevalenti in questa zona. Migliaia di queste piccole navicelle sono di pattuglia qui in qualsiasi momento… Prima che esse si assumessero tale responsabilità, normalmente una grande nave spaziale da Sirio stava nelle vicinanze o faceva delle fermate frequenti per monitorare il nostro schermo”.
Il capitolo 35 è intitolato Gli annali dell’Akasha, la rassegna dell’impronta vitale. Qui Matthew illustra quello che, nella tradizione esoterica, è definito appunto Akasha, ossia una sorta di archivio di tutti gli eventi, le azioni e le emozioni su scala universale. Questo archivio contiene le impronte vitali di ciascun essere considerato come anima cumulativa. In questo capitolo il messaggero inopinatamente introduce un cenno ad Ashtar, “l’energia superanima che comanda le forze che proteggono gli Annali dell’Akasha” dalle forze oscure che tentano ed hanno tentato di ottenere il predominio sugli Annali.
Ashtar richiama, come è naturale, Ashtar Sheran, “il sedicente comandante della Flotta spaziale interplanetaria, entrato, per la prima volta in contatto con i Terrestri, mediante George Van Tessel. Van Tessel, insieme con altri sensitivi, afferma addirittura di aver viaggiato su una delle astronavi che orbitano attorno alla Terra. Dalla metà circa del XX secolo, Ashtar, che proverrebbe dal pianeta Metharia, nel sistema solare di Alpha Centauri, si rivolge agli “uomini di buona volontà” per ammonirli contro i pericoli di autodistruzione in cui potrà incorrere il nostro pianeta, qualora i suoi abitanti perseverino in una condotta irresponsabile”.
Alcuni ricercatori ritengono Ashtar Sheran una subdola invenzione della sinarchia; altri, invece, pensano sia un alieno Beta, benevolo ed amichevole. Qualcuno lo identifica con l’Arcangelo Gabriele.
All’interno del capitolo 36, Il concilio di Nirvana, sono citati i sistemi planetari più strettamente connessi con lo sviluppo della civiltà della Terra, ossia la Lira, Sirio e le Pleiadi. Il concilio di Nirvana, una sorta di assise di anime evolute e sagge che garantiscono l’armonia del regno celeste, interagisce con entità extraterrestri e spirituali per assistere il pianeta, come operatori della luce, in un periodo di cruciali cambiamenti. La Terra, infatti, insieme con tutti i suoi abitanti, sarebbe prossima all’ascensione, cioè ad un cambiamento vibrazionale e dimensionale.
Sono queste le informazioni esobiologiche fornite da Matthew Ward nel libro. Esse si possono facilmente inquadrare in un filone ufologico comprendente il contattismo e l’azione, per lo più sotto forma di insegnamento e di ammonizione, dei Beta, gli ufonauti benevoli tipici di una tradizione risalente agli anni ‘50 del XX secolo, (si ricordi in primis George Adamski) e giunta sino al secolo XXI, con figure come Giorgio Bongiovanni. Sirio, le Pleiadi, la Lira, Ashtar Sheran appartengono ad un milieu ufologico, per alcuni versi, contraddittorio e di ardua interpretazione, come ho osservato in alcuni studi precedenti, cui rimando per un’analisi del problema.
Vorrei, in questa sede, sospendere il giudizio sui contatti medianici di Suzanne Ward e sul loro grado di plausibilità e di veridicità. Credo sia più che sufficiente aver stimolato una riflessione, soprattutto circa gli addentellati tra l’Ufologia e la medianità, due ambiti non così inconciliabili ed estranei l’un l’altro, a differenza di quanto si potrebbe pensare. D’altronde il regno descritto da Matthew possiede le caratteristiche di una dimensione che pare conservare aspetti corporei, sebbene trasfigurati e rarefatti. È una sfera le cui vibrazioni sono senza dubbio maggiori rispetto a quelle del mondo fisico, in cui la luce splende con un’intensità ignota sulla Terra, eppure sembra che sia un livello, se non contiguo, non molto distante dalla “realtà” tridimensionale in cui viviamo. È forse una regione vibrazionale dove albergano e si muovono esseri non terrestri evoluti. Questo potrebbe spiegare l’inusuale compenetrazione tra temi medianici ed ufologici nei discorsi di Matthew.
Mi piace, infine, concludere questo modesto contributo con un aforisma di Matthew, una massima che è la gemma più splendente di una collana preziosa, comunque la si pensi.
Avere delle aspettative riguardo agli altri è altrettanto indesiderabile quanto esprimere un giudizio.
LINK
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Cfr A. Marcianò, Ashtar Sheran: chi è costui?, 2006
Cfr Id., Apocalissi aliene, 2005; si compulsi la corposa bibliografia ivi riportata. Sui Beta, vedi R. Malini, UFO il dizionario enciclopedico, Firenze, Milano, 2003, s.v. Razze aliene
Si leggano A. Marcianò, Ashtar op.cit.; Id., Dalle Sirene ai Siriani, 2007; Id., Tages era un extraterrestre?, 2006
Sulla natura del mondo ultraterreno, vedi C. Splendore, La vita nelle sfere astrali, 2006
R. Pinotti, Contatto cosmico, Roma, 1997, si è interessato delle possibili connessioni tra parapsicologia ed ufologia.
Alcuni degli argomenti trattati:
Legami tra Anime – Affrontare la Perdita – Corpi Eterici – L’accoglienza delle Anime – Il Ricongiungimento con i propri Cari – I Bambini – Gli Angeli e gli Spiriti Guida – Il Suicidio – Le Comunicazioni tra Paradiso e Terra – Gli Effetti della Preghiera – Il Karma – Le Anime in Transizione – Le Esperienze di Premorte
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REINCARNAZIONE
Perché questa lezione? Per portare avanti un corretto lavoro su di sé basta sapere che siamo anime immortali - che esistevano già prima della nascita e che esisteranno dopo la morte - ma non è indispensabile credere anche che ci reincarniamo in vari corpi.
Questa rimane però l'ipotesi più probabile, infatti la grande maggioranza delle persone sul pianeta crede nella reincarnazione; quindi è giusto parlarne.
La reincarnazione spiega molti fatti altrimenti inspiegabili:
- perché un bambino sa suonare il piano a 6 anni, mentre un altro nasce cieco? Perché uno è un genio della matematica, mentre un altro muore di fame in Africa? O si ipotizza che l'anima sta seguendo un suo piano evolutivo che dura millenni, oppure si pensa che una nascita è come giocare alla lotteria: può andare bene o andare male.
- la reincarnazione rende possibile il concetto di "giustizia divina", che altrimenti verrebbe a mancare.
- la reincarnazione darebbe la possibilità di rifarsi a chi sbaglia.
Nei Vangeli se ne parla:
- Giovanni Battista reincarnazione di Elia Mt 11,13 Mt 17,10
Raccontiamo brevemente la storia di Elia. Egli era un profeta vissuto qualche migliaio di anni prima di Cristo, che Dio aveva mandato dal re di Samaria, Acab, con il compito di farlo ravvedere, perché questi aveva eretto un altare all'idolo pagano Baal e si era prostrato davanti a lui con tutti i suoi sacerdoti.
Elia lancia una sfida: sia lui che i sacerdoti di Baal avrebbero eretto un altare e sacrificato un toro sul monte Carmelo. Se Baal si fosse manifestato ai sacerdoti che lo adoravano, questi avrebbero vinto; se invece Dio si fosse manifestato a Elia, sarebbe stato lui a vincere.
Baal restò in silenzio, mentre Dio fece scendere un fuoco che bruciò il toro sacrificato. Elia aveva vinto, e per suggellare la vittoria fece tagliare la testa a tutti i sacerdoti di Baal!
Non è quindi un caso che a Giovanni, ai tempi di Gesù, venga tagliata la testa da Erode.
- Episodio del nato cieco Gv 9,1-3
RELIGIONE NON-REINCARNAZIONISTA
Perché a un certo punto si è diffusa in occidente una religione che non tiene conto della reincarnazione? Perché questo doveva dare un impulso evolutivo alla civiltà: se io so di avere a disposizione solo questa vita, allora cerco di fare tutto quello che posso per raggiungere i miei obiettivi e per lasciare un buon ricordo di me ai posteri dopo che sarò scomparso. Se invece, come è accaduto in India, si rimanda alla prossima vita ciò che non si ha voglia di fare oggi, lo sviluppo della società si arresta.
CHI SI REINCARNA?
Noi crediamo di essere noi - la nostra mente - a reincarnarsi, invece è l'anima che si reincarna in corpi diversi. Mente, emozioni e corpo cambiano tutte le volte.
IL RICORDO DELLE VITE PASSATE:
- memoria quantitativa: non ricordiamo nulla perché la personalità che ha vissuto gli episodi passati è morta.
- memoria qualitativa: in verità a livello animico ricordiamo tutte le nostre vite passate, perché noi siamo il risultato di tutte le esperienze vissute in quelle vite.
Non ricordiamo la faccia del nostro partner, ma le emozioni superiori provate insieme a lui sì, perché restano registrate nell'anima. Non ricordiamo le materie studiate a scuola, ma la capacità di gestire il corpo mentale al fine di imparare nuovi argomenti resterà con noi per sempre.
COSTRUIRE PER LE VITE FUTURE
Tutto ciò che impariamo e tutte le emozioni che proviamo ci consentono di vedere maggiore bellezza nel mondo a ogni successiva incarnazione.
PPS
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"Volete sapere dove andrete lasciando questo mondo? È molto
semplice: in modo del tutto naturale, sarete attratti dalle regioni verso le quali avrete diretto i vostri desideri durante
tutta la vita. Se i vostri desideri sono stati molto elevati, andrete nelle regioni della luce; se sono stati vili e bassi,
andrete a raggiungere le tenebre. Dalla buona comprensione di
questa legge dipende il vostro destino. Se alcuni fra voi mettono le proprie energie per chiedere l’intelligenza, l’amore
e la bellezza, stiano assolutamente certi che nessuna forza sarà in grado d’impedire loro di raggiungere la regione cui aspira il
loro cuore.
Rifiutando l’idea di un'altra vita oltre quella terrestre,
quanti uomini e donne si permettono ogni genere di azioni disoneste e criminali per soddisfare le proprie bramosie!
Pensano che con le loro astuzie e i loro calcoli, se la cavino bene. La verità è che si sbagliano di grosso, e a causa della
loro ignoranza si preparano spesso terribili sofferenze nell’altro mondo."
Omraam Mikhaël Aïvanhov

La tecnica per comunicare con le anime dei defunti
Cercate Dio: Egli vi farà intravedere il vostro passato
"Ricordo bene le mie passate incarnazioni. Alla Torre di Londra, ad esempio, ho scoperto molti luoghi che avevo conosciuto in una vita precedente, e di cui i custodi non sapevano niente. Poiché in una incarnazione passata ho vissuto in Inghilterra, da bambino in India preferivo mangiare con la forchetta e il coltello. Quando i miei familiari mi domandarono come mai preferivo servirmi delle posate, invece di usare le mani, secondo le consuetudini indiane, risposi: "Me lo ricordo dal passato". Essi non capirono, ma io sapevo di aver mangiato così in precedenza. Mentre progredirete spiritualmente, Dio vi concederà qualche fugace visione delle vite precedenti. E quando sarete meno curiosi e la vostra mente sarà permeata soltanto di Dio, ne saprete ancora di più.
Ricordate che siete stati inviati sulla terra per cercare sia di distruggere le tendenze e le abitudini cattive che avete portato con voi dalle vite precedenti, sia di evitare di crearne altre nell'attuale incarnazione, affinché riusciate a trovare Dio. Allora potrete lasciare questa vita dicendo: "Signore, lo scopo della mia esistenza è compiuto. Non sono più costretto a reincarnarmi, a meno che tu non voglia farmi tornare sulla terra per servirti". Gesù ha detto: "Chi vince, lo farò colonna nel tempio del mio Dio, e non ne uscirà mai più".
Voi dovreste cercare Dio adesso; non aspettate di trovarlo in altre incarnazioni. Potete conoscerlo in questa vita, ora. E prima lo conoscerete, più bella sarà la vostra esistenza. Siete sciocchi, se non lo cercate; perché non esiste niente altro che vi appagherà. Se avrete lui, avrete tutto.
Il mondo astrale ha molte dimore
Quando ci svegliamo la mattina, siamo esattamente gli stessi che eravamo prima di essere andati a dormire. Analogamente, quando noi e i nostri Cari ci svegliamo nel mondo astrale, dopo la morte, siamo sempre gli stessi e, in genere, abbiamo un aspetto più giovanile e sano.
Non diventiamo angeli solo perché siamo morti. Se siamo angeli sulla terra, saremo angeli anche nell'aldilà. Se siamo personalità oscure e negative sulla terra, lo saremo anche dopo la morte. Nel mondo coesistono tuguri e splendidi paesaggi naturali, e anche nell'aldilà accade la stessa cosa. Nel regno astrale andrete in una regione bella, o in una più oscura, a seconda del modo in cui avete vissuto sulla terra, dove avete condotto una vita buona e pura, o un'esistenza meschina e cattiva. Anche Gesù ha fatto riferimento a queste regioni quando ha detto: "Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore".
I piani astrali sono caratterizzati da atmosfere, o vibrazioni diverse, e tutte le anime provenienti dalla terra sono attratte da quel tipo di atmosfera che è in armonia con la loro specifica vibrazione. Proprio come i pesci vivono nell'acqua, i vermi nella terra, gli uomini sulla superficie terrestre e gli uccelli nell'aria, così nel mondo astrale le anime vivono nella sfera più consona alla loro vibrazione. Più gli esseri umani si comportano nobilmente e spiritualmente sulla terra, più alta è la sfera da cui saranno attratti e più grandi saranno la libertà, la gioia e la bellezza che percepiranno.
La vita sui pianeti astrali non dipende dall'aria, o dall'elettricità. Gli esseri astrali vivono di raggi di luce multicolore. Nel mondo astrale la libertà è più grande di quella che si può avere nel mondo fisico. Le ossa non si possono rompere perché non esistono corpi solidi; tutte le cose sono fatte di raggi di luce, e tutto avviene per mezzo del potere del pensiero. Ad esempio, quando le anime astrali desiderano un giardino si limitano a volerlo; il giardino, allora, si manifesta e dura finché l'anima lo desidera e si dissolve quando l'anima vuole farlo scomparire.
La comunicazione con il mondo astrale è una scienza custodita segretamente
Comunicare con le anime del mondo astrale non è facile. E' una scienza custodita segretamente dalla natura. Dio non vuole che il nostro amore sia riservato solamente ai familiari, ma desidera che impariamo ad amare il mondo intero. E affinché ciascuno di noi possa apprendere questa lezione, i nostri cari ci vengono tolti uno per uno; riusciremo, allora, ad amare anche agli altri. Ma se il nostro amore è puro e altruistico, e ci evolviamo spiritualmente, possiamo imparare la scienza segreta che ci consente di rimanere in contatto con i nostri cari anche dopo la loro morte.
Il cuore umano è così forte e spesso così irragionevole! Un ragazzo incontra una ragazza; si innamorano, crescono, si sposano, hanno dei figli, e pensano: "Questi bambini ci appartengono". Il senso di possesso fa dimenticare agli esseri umani che prima di conoscersi erano soltanto degli estranei, che la morte spezzerà il loro legame, che i figli non sono una loro proprietà, ma vengono affidati ai genitori esclusivamente perché se ne prendano cura nel corso di una sola esistenza. Quando la morte rapisce le persone amate, gli esseri umani si disperano e cominciano a domandarsi che senso abbia la vita.
La forza degli affetti umani è tale che la perdita delle persone care suscita una profonda e dolorosa nostalgia e, spesso, un sentimento di ribellione interiore. Benché fossi ancora un bambino, sapevo nel profondo del cuore - molto tempo prima della sua morte - che mia madre doveva andarsene. Quando morì, mi disperai moltissimo. La cercai dappertutto, ma non riuscii a trovarla.
"Madre divina", pregavo, "se ci sei, devi rispondermi. Perché hai voluto che amassi tanto la mia mamma e poi me l'hai tolta? L'hai fatto per punirmi e torturarmi?". E un giorno, la Madre cosmica mi rispose dicendo: "Chi ti ha dato un padre e una madre? Sono io che ti ho dato la tua bellissima mamma".
Quando compresi che dipendeva da Dio se avevo avuto una mamma così meravigliosa, pensai: "Solo Dio possiede la chiave del mistero della vita", e cominciai a cercare dentro di me e a pregare. La Madre divina rispose e mi disse perché la mamma mi era stata tolta: "Sono stata io a prendermi cura di te, una vita dopo l'altra, nella tenerezza di molte mamme! Contempla nel mio sguardo gli occhi neri, quegli splendidi occhi perduti che cerchi!".
Dopo aver trovato la Madre divina, nel mondo astrale ho trovato anche la mia mamma terrena e ho parlato con lei. E' possibile comunicare con i nostri cari che ci hanno lasciato. Voi potete trasformarvi in uno strumento ricevente e trasmittente al tempo stesso. Se cercate uno dei vostri cari scomparsi, meditando profondamente e ininterrottamente su quell'anima, riceverete una risposta. Ma se il vostro desiderio non è abbastanza forte, i pensieri irrequieti disturberanno la concentrazione della vostra meditazione. Se i vostri pensieri corrono di qua e di là, mentre inviate a un'anima il messaggio del vostro cuore, la trasmissione si interromperà. Dovete avere un fortissimo desiderio e una concentrazione davvero molto intensa per mettervi in contatto con un'anima che è andata nell'aldilà. E dovete inviare i vostri pensieri a quest'anima senza interruzione. Inoltre, coloro con cui cercate di comunicare devono essere abbastanza evoluti per ricevere il vostro richiamo e riuscire a rispondere. E' più facile mettersi in comunicazione con le anime che sono al vostro livello di coscienza e con cui avete avuto una profonda affinità e stretti legami affettivi. Per comunicare con le anime molto evolute è necessaria una concentrazione di gran lunga più potente.
La tecnica per comunicare con le anime dei defunti
Per comunicare con i vostri cari scomparsi, meditate intensamente su Dio. Quando sentite dentro di voi la sua pace, concentratevi profondamente sul centro cristico, il centro della volontà situato tra le sopracciglia, e inviate il vostro amore ai cari scomparsi. Visualizzate nel
centro cristico la persona con cui volete comunicare. Mandate alla sua anima le vostre vibrazioni di amore, di forza e di coraggio. Se lo farete senza interruzione, e se il vostro interesse nei confronti della persona cara non diminuirà, la sua anima riceverà certamente le vostre vibrazioni, che le daranno un senso di benessere e le faranno sentire di essere amata. I vostri cari non vi hanno dimenticato, proprio come non lo avete fatto voi. Nella loro coscienza permane un lontano ricordo delle persone amate che hanno lasciato sulla terra.
Se volete avere una risposta da queste anime, concentratevi sul centro del cuore. Quando vi concentrate molto profondamente, inizialmente i vostri cari possono apparirvi nei sogni, perché sono in grado di farlo. In qualche caso potete fare più volte lo stesso sogno significativo. Infatti, non tutti i sogni sono privi di significato. Se la vostra mente è calma e in sintonia, saprete che qualcuno sta cercando di mettersi in contatto con voi attraverso quel sogno. Se continuate a progredire spiritualmente, i vostri cari potrebbero apparirvi durante la meditazione, e quando sarete molto evoluti, potrete vedere le loro anime proprio davanti a voi. San Francesco vedeva Gesù Cristo in carne e ossa, ogni notte. Ma prima di poter avere un'esperienza del genere dovete essere veramente molto evoluti. Dio vi mostrerà tutte queste cose, se mediterete profondamente su di lui.
Invece di piangere e di provare un senso di sconforto dopo la morte dei vostri cari, inviate loro il vostro amore. In questo modo aiuterete la loro anima a progredire ed essi potranno aiutare voi. Non tratteneteli con sentimenti irragionevoli di dolore e di attaccamento egoistico. Dite semplicemente: "Ti amo".
Mandate ai vostri cari pensieri di amore e di comprensione, quando ne sentite il desiderio; ma fatelo almeno una volta l'anno, ad esempio in occasione di qualche ricorrenza speciale. Dite mentalmente: "Un giorno ci incontreremo ancora e continueremo ad approfondire il nostro amore divino e la nostra amicizia". Se continuate a inviare loro pensieri di amore, certamente un giorno li incontrerete ancora. Saprete che questa vita non è la fine, ma soltanto un anello dell'eterna catena che vi lega ai vostri cari.
Il vero amore attira le anime l'una verso l'altra, vita dopo vita
Anche se non ricordiamo nulla di preciso sui rapporti che abbiamo avuto nelle vite precedenti, l'amore - o anche un forte sentimento di odio - attira le anime, l'una verso l'altra, vita dopo vita. Ecco perché in questa incarnazione vi siete sentiti fortemente attratti da alcune persone e non da altre. Venite attirati naturalmente da coloro che avete conosciuto in precedenza e non è possibile stabilire un rapporto di profonda amicizia con qualcuno, se non lo aveste già incontrato nelle vite precedenti. Questo è certo. Quando pensate a qualcuno come a un vero amico è perché avete conosciuto quell'anima nel passato, e il vostro rapporto precedente vi fa sentire più vicini. Cercando di conoscere e di capire gli altri, passando da un'incarnazione all'altra, arricchiremo il nostro forziere di amici e di persone care.
Se in questa vita siete attratti da anime che vi piacciono, ma con le quali si determinano incomprensioni e litigi continui - come talvolta accade tra i membri della stessa famiglia - e dovete sforzarvi costantemente di andare d'accordo, vuol dire che nella vita precedente eravate amici e nemici allo stesso tempo. Un esempio di questo caso fu Giuda, che tradì Gesù. Giuda aveva conosciuto il Cristo in altre vite ed era destinato a far parte della meravigliosa famiglia dei suoi discepoli. Pur essendo stato tradito da Giuda, Gesù lo amava incondizionatamente, come una madre ama anche un figlio cattivo.
Gesù e i dodici apostoli si erano già conosciuti. Questa è la ragione per cui i discepoli furono istantaneamente attratti da Gesù ed ebbero fede in lui.
Analogamente Krsna riconobbe il suo discepolo prediletto: "Arjuna, tu ed io siamo passati attraverso molte nascite. Io le conosco tutte mentre tu non le ricordi".
Fra tutti, il rapporto tra il guru e il discepolo è il più bello perché è incondizionato ed eterno: attraverso tutte le incarnazioni, essi rimangono sempre in contatto. E al momento della morte, il guru guida il discepolo nel passaggio dal corpo fisico al cielo astrale.
In questa vita ho incontrato moltissime anime che avevo già conosciuto e che a loro volta mi hanno riconosciuto. Nelle vite precedenti mi hanno amato e io le ho amate. Avevo già conosciuto la maggior parte delle anime che mi hanno raggiunto in questa vita.
Possiamo ricordare non soltanto le persone che abbiamo conosciuto e amato nelle vite precedenti, ma anche i luoghi. Quando mi sono fermato a Londra nel mio viaggio di ritorno dall'India, ho visitato alcune località in cui ero stato in una vita precedente. Il loro ricordo era racchiuso nella mia coscienza. Forse anche voi avete avuto esperienze simili: una località sconosciuta vi sembra così familiare, che siete sicuri di esserci già stati in precedenza."
Da: Paramahansa
Yogananda, Il Divino Romanzo, Astrolabio/Ubaldini Editori
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